giovedì 17 giugno 2010

IL MONDO DI SHINING : di Giuseppe Rausa part 1°


Shining è la terza variazione sul tema delle possibili trasformazioni dell'individuo, dopo le premesse generali poste da 2001. Jack Torrance si colloca in posizione intermedia tra Alex e Redmond: del primo possiede la predisposizione alla violenza, un "talento" che l'Overlook provvede a potenziare oltre ogni ragionevole limite; del secondo possiede invece l'ambizione "evolutiva", vuole diventare "qualcuno", uno scrittore famoso ma, come per Redmond, a tale desiderio non si affianca una capacita' corrispondente. D'altro canto Shining si distacca dalle due "divagazioni europee" precedenti (divagazioni tuttavia in qualche modo correlate con la nascita e con l'avvenire del sistema USA, come si e' detto a suo tempo) per inaugurare una trilogia (l'ultima) americana (insieme con Full Metal Jacket e Eyes Wide Shut) che si configura come una riflessione sul Potere della nazione "guida" del pianeta, trilogia che raddoppia quella altrettanto americana degli anni sessanta (Lolita, Strangelove e 2001), centrata quest'ultima pero' maggiormente sull'analisi del carattere violento, aggressivo e competitivo del sistema USA. Si ricordi che nell'apparentemente "neutro" 2001, la segretezza della missione sulla Luna e il viaggio verso Giove si inserivano in uno scenario militare antirusso, tipico della guerra fredda.
Con il film spaziale, Shining condivide molte caratteristiche. Anche la famiglia Torrance intraprende un viaggio verso l'ignoto; la sua "astronave" e' l'Overlook; la sua meta apparira' gradualmente nel venire a contatto con una setta spettrale, simbolica dello spietato potere americano. Agli extraterrestri di 2001 si sostituiscono i terrestri ancora gaudenti sebbene morti, che controllano l'imponente hotel, il quale finisce con il sembrare un'estensione grandiosa della stanza settecentesca che concludeva 2001. Tutta la prima parte di Shining (The Interview e The Closing Day) evoca i preparativi per un viaggio spaziale (si controllano le dispense, le caldaie, si visitano tutti gli ambienti) durante il quale, infatti, i rapporti con la "terra" sono affidati ad un'unica radio, rotta la quale l' "equipaggio" dell'Overlook si incammina verso la catastrofe finale e l'apparizione definitiva dei pericolosi "alieni". Infine l'elemento piu' appariscente che lega Shining a 2001 e' costituito dalla scelta delle musiche (ricompare Ligeti accanto a composizioni simili di Penderecki e soprattutto al terzo movimento, adagio, della Musica per strumenti a corde, percussione e celesta, 1936, di Bartok, vero leitmotiv dell'atmosfera stregata, suadente e "altra" che domina l'Overlook; quasi ogni riferimento alla setta e' commentato da sinistri glissati degli archi e dal loro infrangersi sugli inattesi colpi delle percussioni), fasce sonore informali, bisbigli, sussurri e sataniche litanie salmodianti che materializzano le emanazioni malvage della potente "confraternita" nei confronti della vittima designata, emanazioni percepite pero' anche da Danny, grazie al suo potere di shining. In molte sequenze Jack sembra divenire una specie di “antenna ricevente”: come la scimmia di 2001 egli si trova in costante contatto con il monolito-Overlook e si trasforma inesorabilmente in uno dei suoi misteriosi abitanti. Danny, al contrario, bambino mite, simbolo dell'innocenza infantile nonche' di una categoria di individui sensibili e impotenti, si limita a percepire questa energia negativa e a soffrirne, fino quasi a rimanerne annichilito (ciò è evidente nella versione lunga del film, mentre il commovente stato catatonico di cui e' vittima nell'intera parte finale del film si perde nella versione corta). 
L'ultima trilogia "americana" analizza il potere totalizzante assunto dal mondo anglosassone e la stretta cerchia che lo gestisce. Shining ne restituisce una versione fortemente simbolico-allusiva e generale, occupandosi soprattutto della sua fondazione sanguinosa attraverso i molteplici riferimenti al genocidio indiano e allo schiavismo, nonche' della sua prima era di incontrastato splendore, gli anni venti; Full Metal Jacket restringe l'analisi all'attivita' bellica che sostiene quel potere, indagando gli anni sessanta e il Vietnam; Eyes Wide Shut esamina il presente: ambientato nella citta' chiave del potere USA, New York, il film risulta una versione "realistica" della favola nera di Shining: anche qui un nucleo familiare di tre persone; un pericoloso venire a contatto con l'oligarchia del potere, ora vivente e bene "in carne"; anche qui una festa, palese continuazione di quelle della Gold Room dell'Overlook e una setta dedita a libere, amorali attività sessuali.
Tornando a Shining analizziamo ora con ordine gli elementi simbolici del film. L'Overlook rappresenta gli USA. Nella sequenza del colloquio notiamo la presenza di una bandiera americana, come nella stazione radio con cui dialogano Wendy e Hallorann. L'hotel e' stato costruito tra il 1907 e il 1909: K riprende le date dal romanzo di King ma poi aggiunge le significative affermazioni che esso e' stato edificato sui resti di un antico cimitero indiano e che gli indiani attaccarono i bianchi ancora durante la costruzione del medesimo. Quest'ultima affermazione, inventata da K, appare azzardata quanto a realta' storica (nel Novecento la questione indiana e' ormai chiusa: nei primi due decenni in particolare vengono attivate legislazioni volte ad assimilare le minoranze indiane sopravvissute) ma emblematica di un sistema storico-politico che si e' costituito sulla profanazione e sulla distruzione globale di un'altra cultura, precedente e piu' debole. In tal senso anche il dialogo in auto intorno all'episodio di cannibalismo avvenuto nei dintorni dell'Overlook rafforza l'idea kubrickiana di un universo nato nella disgrazia e nel sangue, frutto di una competione che si spinge fino al cannibalismo. Shining racconta, a suo modo, la persecuzione e l'annichilimento delle minoranze deboli nel mondo a stelle e strisce; cosi' 1) Wendy possiede i tratti "esotici" di una squaw indiana; 2) Hallorann è l'erede dell'età dello schiavismo e viene indicato con spregio dal "guardiano" Grady come "negro" e "cuoco", guardiano che, con quelle parole, evidentemente allude a una razza inferiore (pur essendo anche lui un modesto servitore della casta dominante); 3) nell'abbigliamento di Wendy e Danny prevalgono (anzi risultano quasi esclusivi) i colori del blu, del rosso e del bianco, ovvero i colori della bandiera USA (su una maglietta di Danny compaiono anche le stelle, proprio allorche' percepisce l'immagine del mare di sangue); il dialogo funereo e truce tra Grady e Jack avviene in un bagno le cui pareti alternano il rosso del sangue e il bianco mentre Jack indossa dei vestiti blu; l'intera sequenza conclusiva nel labirinto di neve mostra, sul fondale bianco, Jack in jeans blu e maglia rosso scura; 4) la festa evocata nella misteriosa fotografia conclusiva porta la data del 4 luglio, festa dell'indipendenza americana, data di nascita degli Stati Uniti.
Il rosso del sangue è la prima immagine che lo shining di Danny evoca in relazione all'Overlook: nell'immagine simbolica e ricorrente del mare di sangue che si riversa dalle pareti della costruzione nella stanza fino a raggiungere l'obiettivo (l'occhio dello spettatore) annebbiandolo c'e' tutto il senso di un sistema costruito sul genocidio indiano e perpetuato sulla spietata persecuzione dei deboli. Il giovane Danny è colpevole proprio di questa sua estrema sensibilita'; egli possiede un talento extra-ordinario che disturba i potenti dell'Overlook poiché percepisce la loro presenza nefasta fin dall'inizio, prima ancora di entrare nell'albergo, laddove Jack prende coscienza di tale sistema di forze piu' tardi e piu' come oggetto del loro interesse che non come soggetto di una libera riflessione. Il "negro" Hallorann pure possiede lo shining, ma sembra non averne mai fatto un uso serio in passato, accontentandosi di fare il "cuoco" all’Overlook. Quando interverra' direttamente a favore di Danny, Jack, ormai ridotto a una bestia ringhiante, completamente soggiogato dalle potenze dell' “albergo”, lo eliminerà. In effetti dall'apparizione di Lloyd, il primo "messaggero" della setta, Jack non è più Jack: sta trasformandosi nel fedele servitore dei potenti, marionetta plasmata senza difficoltà (e infine sacrificata) dai "superiori sconosciuti", e presto ridotta a una macchina da guerra, una sorta di marine del sistema. In fondo Full Metal Jacket riprende il discorso interrotto e lo sviluppa su un terreno più realistico, esaminando proprio la capacità del sistema USA di creare "animali" "born to kill", cancellando in loro ogni residuo di cultura umanistica. Joker diverra' progressivamente simile a Jack (simile e' anche il loro nome) ed anzi "migliore" di lui; anch'egli verra' posto di fronte a una prova decisiva e, a differenza di Jack, la superera', uccidendo freddamente la donna-cecchino vietcong.
Ancora sangue e corpi squarciati sono al centro delle visioni di Danny, durante il suo percorrere in triciclo i meandri labirintici dell'albergo. Così le due gemelle, figlie di Grady, appaiono in un lago di sangue insieme all'accetta che utilizzera' in seguito il furioso Jack: si intuisce che il precedente “guardiano” ha percorso il medesimo calvario di Jack dieci anni prima, ed ora fa il cameriere dei potenti alle loro superbe feste. Il sistema dimostra di sapere soggiogare completamente i suoi servi, spogliandoli perfino dell'innato legame di affetto che unisce un padre ai propri figli e manovrandoli in una direzione "antinaturale". Esso, ovvero l’ “albergo” misterioso, agisce secondo una progressione "dettata dagli astri": di martedi', il giorno di Marte e della guerra, scatena i primi attriti tra Jack e Wendy, allorche' il primo intima alla seconda di non disturbarlo piu' mentre sta scrivendo; in realta' sapremo in seguito che non sta affatto creando un romanzo, bensi' sta costantemente ricevendo i messaggi dell'albergo i quali lo stanno trasformando nel "dull boy" della frase ossessivamente ripetuta con la sua machina da scrivere ("All work and no play make Jack a dull boy"). Il termine boy ribadisce che in Jack è in corso un progressivo offuscamento delle qualità intellettive e una regressione animalesca e infantile, durante la quale ogni principio di realta' scompare (pur con qualche sofferenza; a Lloyd dirà: "è il senso del dovere che ci frega", alludendo ai sentimenti naturali che ancora ostacolano in lui la furia assassina scatenata dalla setta) per lasciare il posto a una violenta onnipotenza infantile, secondo uno schema caratteriale che abbiamo riscontrato in tanto cinema di K, a partire dalla maschera del rapinatore di The Killing. Le filastrocche e le citazioni fiabesche, durante la finale aggressione a Wendy, giungono dunque tutt'altro che inattese, come il suo morire ringhiando, ridotto a una replica della scimmia assassina di 2001. L'odissea di Jack lo riporta all' "alba dell'uomo" mentre la sua ultima immagine nel labirinto di neve rimanda all'immagine conclusiva dell'odissea di Humbert, in preda anch'egli a una furia incontrollata allorche', nella clinica, scopre di essere stato giocato dal demoniaco Quilty. Jack e Humbert si rivelano personaggi deboli e stregati dalle figure simboliche di un sistema malvagio: l'uno si trascina ferito e claudicante, l'altro, malato e febbricitante, delira. 
Di giovedì (indicazione presente nella prima versione lunga di 144 min. ed eliminata nella successiva e più nota versione corta di 120 min.), giorno di Giove e della forza, vediamo la breve immagine di Jack ridotto ad “antenna ricevente” delle emanazioni del potente monolito-Overlook. Di sabato, giorno del sabba, a Danny appaiono i corpi squartati delle gemelline. Di lunedi', giorno degli affetti e delle oscillazioni lunari, compare l'ultimo dialogo "umano" tra padre e figlio, l'ultima incertezza affettuosa; ma appare chiaro che Jack mente e dice il contrario di quello che ormai la sua mente e' indotta a pensare. In questa suggestiva sequenza cogliamo gli ultimi barlumi del vero Jack. Infine, allorchè il nuovo “guardiano” è sufficientemente “pronto”, isolato e nemico del proprio nucleo familiare, ecco dipanarsi il lungo mercoledi', il giorno di Mercurio e dei tre messaggeri, ovvero il barista Lloyd, la donna della stanza 237 e il cameriere Grady. La setta dialoga con il suo servo attraverso dei servi; nessuno dei "signori" della festa parla con Jack (di fronte alla richiesta del protagonista di sapere "chi glieli offre quei drinks", Lloyd rispondera' con disprezzo appena celato, ricollocando il servo al suo posto di pedina alla quale non e' consentito domandare e tantomeno capire). Il primo messaggero trascina Jack nel suo antico vizio, l'alcolismo, vizio che aveva superato con fatica anni prima. Il "barista" scopre le carte: i superiori sconosciuti vogliono che elimini la sua famiglia. Nella stanza 237 appare il secondo emissario dei potenti, una magnifica donna nuda che, muovendosi lentamente come in un'astronave (il riferimento e' nuovamente a 2001), tenta Jack e ottenuto ciò che voleva, si trasforma in un'orribile vecchia in putrefazione. Il distacco dalla famiglia inizia con l’acconsentire del protagonista al tradimento coniugale, atteggiamento relativamente "facile" da ottenere; appena Jack cede, la setta lo deride, trasformando la statuaria bellezza in orribile e premonitrice immagine di morte. Compare ora anche l'elemento satanico, basato sul rovesciamento e sulla derisione: la gioventù si capovolge in vecchiaia e Satana, secondo un'antica tradizione demoniaca, deride il suo servitore. Il terzo messaggero, Grady, ribadirà la richiesta di morte (proprio mentre è in corso la festa dei potenti; ma il posto assegnato alla discussione dei due "guardiani" è significativamente il bagno con i ben noti colori del bianco/rosso/blu), rafforzandola con il suo racconto truculento. La figura del duello, marginale in Shining, si ritrova tuttavia nello scontro tra padre e figlio, tra l'Overlook e lo shining, tra la setta e la vittima designata.
Dopo l'apparizione dei tre messaggeri e il distacco di ogni contatto con la stazione radio esterna, ci si avvia alla catastrofe. Danny è come intontito dalle emanazioni dell'Overlook: egli continua a ripetere (e poi a scrivere) ossessivamente la parola redrum ovvero egli percepisce, senza potersi difendere, l'ossessivo messaggio satanico (in quanto rovesciato; ovviamente il significato e' murder) di morte che il monolito/albergo invia a Jack e torna ad essere se stesso solo dopo che Wendy lo ha spinto fuori dall'edificio, attraverso la finestrella del bagno (purtroppo tale evoluzione del carattere del bambino si perde nella “mutilata” versione corta, sostituita da K alla prima e più soddisfacente stesura per semplici preoccupazioni intorno all’esito commerciale del film). Allora trova le forze per fuggire e per giocare il sempre piu' stupido (dull) padre all'interno del labirinto. Jack muore e viene "assunto in cielo": la setta riconosce i suoi sforzi e lo unisce a se' come aveva gia' fatto con Grady; ora anche Jack "vive in eterno" all'Overlook come dimostra l'enigmatica fotografia finale nella quale finalmente, per la prima volta, il protagonista sorride completamente felice.

Nessun commento:

Posta un commento