venerdì 19 giugno 2015

"TODO MODO": ELIO PETRI E GLI OMICIDI RITUALI...


«Todo modo... para buscar la voluntad divina»... 
La Primera anotaciòn degli Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola dà a Leonardo Sciascia il titolo per uno dei suoi libri più ambigui.
Todo modo viene pubblicato nel 1974. Sembra che l'idea del racconto fosse venuta a Sciascia dopo un soggiorno presso l'albergo salesiano di Zafferana Etnea, una località che nel libro verrà trasformata in Zafer.




« Forzai le mani di Sciascia anche nel tono del film, e mi sembrò così, non soltanto di seguire un'indicazione di Sciascia, ma di evocare quel clima di farsa nerissima che si respirava e si continua tuttora a respirare in Italia. »
(Elio Petri, 1979)
La vicenda ha luogo in un albergo-eremo-prigione, nel quale capi politici, grandi industriali, banchieri e dirigenti d'azienda, tutti appartenenti alle varie correnti democristiane, si ritrovano per gli annuali ritiri spirituali (ispirati agli esercizi spirituali) di tre giorni per espiare i reati di corruzione e altro che essi erano soliti praticare. Questa volta la riunione avviene in concomitanza con un'epidemia che miete numerose vittime in Italia.
All'interno di questo luogo, chiamato "Zafer", in realtà dovrebbe avvenire una sorta di rinnovamento del partito, della propria struttura, dei propri vertici, dei propri interessi (storicamente, quando il film uscì, durante il governo di Aldo Moro, era il periodo in cui si iniziò a parlare di compromesso storico tra DC e PCI) al fine di mantenere il potere nel Paese. Tra litigi continui e violenti, accuse reciproche e poca pratica spirituale, si sviluppa una serie di apparentemente immotivati delitti, che eliminano, uno alla volta, i personaggi di primo piano del partito.
(Wikipedia)


Il genio italico di Elio Petri partorì questo capolavoro che purtroppo solo pochi conoscono bene, dal titolo TODO MODO, film censurato, ritirato dalle sale, film maledetto che alcuni cospirazionisti indicarono in seguito come la vera causa della morte del regista, avvenuta pochi anni dopo.
Film visionario che anticipò la morte di MORO, che denudò definitivamente e come nessun altro il Re, che svelò l'arcano che dirige dietro le quinte il mondo politico, che indicò le suggestioni dell'ENTITA' che dall'alto dei cieli scrive l'agenda degli eventi storici, economici, sociali, culturali ed ovviamente, esoterici della nostra società.
Petri parte da Sciascia e dal suo romanzo, ampliandone decisamente la visuale e contemplando i piani alti, il loro linguaggio occulto, ci porta per mano dentro gli inferi del bunker democristiano, ma non è tanto interessato alla mera descrizione e ridicolizzazione di quel mondo, il vero scopo non è solo incentrato alla critica politica di quel partito e dei suoi uomini, pur essendo questa ampiamente narrata, l'obiettivo è lo svelamento della matrice del potere in quanto tale, della sua grammatica, dei suoi simboli, della sua impunità, della sua supponenza ed insolenza infinita.

Petri in tutta la sua filmografia, in particolar modo nella sua trilogia rituale, LA DECIMA VITTIMA, INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO e TODO MODO, descrive come il sistema si firma in continuazione, come compie l'omicidio politico, sacrificale, mediatico, come celebra il suo Tempio attraverso il rito accettato e condiviso dall'elite.


Ne LA DECIMA VITTIMA, il regista mette in scena il Grande Fratello mediatico televisivo ben 40 prima, mostra come il sistema crea e pilota un eterno divide et impera reso gioco mortale collettivo, una sfida tra vittima e carnefice ed un loro ribaltamento dei ruoli, di come tutto è marketing e voyerismo, come l'apparenza diventa realtà condivisa, felici di essere pedine scelte da un computer centrale che decide maschere e posizioni sociali. 
Mette in scena come la privacy viene disintegrata in nome di un transumanesimo che tutto vede, controlla, rende pubblico e che si sostituisce come oracolo neo-religioso, descrive, infine, come il potere costituito plasma la realtà che diventa cerchio magico di regole accettate e subite, come se la stessa realtà che conosciamo fosse a sua volta un meta-film, un Truman Show e non tanto il suo svelamento grottesco filmico che, per opposto, diventa di fatto neo-realismo puro, pur veicolandosi come apparente fantascienza o favola. 
Petri fin da questa opera svela come il sistema si celebri attraverso una versione aggiornata dell'esercizio rituale, come se il potere non potesse fare a meno di sfamarsi e di vampirizzare i propri sudditi.


Nel secondo film della trilogia, INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO, il regista descrive come il potere abbia la necessità di firmarsi e di veicolare la propria impunità in faccia allo spettatore spaesato, usando capri espiatori, nella completa omertà collettiva e nella protezione dei Fratelli. Volonte' recita magistralmente la parte dello sbirro vile e malvagio, disturbato e autopunitivo, definito giustamente "un criminale che dirige la repressione..."
L'omicidio che compie Volonte', non a caso, è realizzato secondo una certa simbologia massonica precisa, in via del TEMPIO...
Perfetto e logico, no???


Arriviamo al terzo episodio, TODO MODO, il film più esplicito e riuscito di Petri, forse quello meno compreso, quello che centra il bersaglio, pellicola che, insieme al capolavoro di Pasolini SALO' O LE 120 GIORNATE DI SODOMA, mostra dall'interno come funziona il rito sacrificale e come un certo linguaggio viene utilizzato per compiere la VOLONTA' DIVINA.
La VOLONTA' DIVINA è l'agenda che il potere percorre senza remore attraverso morti che non vengono semplicemente eliminati perché scomodi od obsoleti, ma perché essi rappresentano frasi di un linguaggio iniziatico, mutuato dalle società segrete, dai Gesuiti, dai Rosacroce, linguaggio che l'ENTITA' utilizza per sigillare le egregore che saranno i parametri dogmatici della matrice da fare accettare ed utilizzare in quel determinato momento storico, politico, culturale, linguaggio che l'ENTITA' adopera per celebrare se stessa, perché l'equilibrio cosmico contempla il binomio morte e rinascita e la nascita del nuovo Tempio, del Nuovo Ordine, qualunque esso sia, prevede la morte altrui, attraverso il contrappasso che ha energia egregorica intrinseca, attraverso il ribaltamento illusione-realtà e ancora realtà-illusione.
Allora possiamo vedere un fantastico Mastroianni interpretare un Don Gaetano Maestro Gesuita burattinaio, ma a sua volta vittima prescelta consapevole del suo ruolo, prigioniero del suo ruolo. 
Un Volonte' da oscar che, in uno stile grottesco caro alla sua poetica, anticipa simbolicamente la morte di MORO avvenuta poco dopo, come e meglio di un grande veggente.
Possiamo immergerci nell'inferno dantesco, dalle tinte dark e claustrofobiche del bunker, della cripta, possiamo divertirci ad osservare le vittime che, una dopo l'altra, cadono a terra uccisi dall'ENTITA', senza comprendere veramente chi o cosa sia questa ENTITA', enunciata timidamente da MORO-Volonte', spiegata al magistrato arrivato troppo tardi per capire quale mistero sta succedendo in quella terra di mezzo, omicidi descritti come un MULTI-OMICIDIO RITUALE collettivo, omicidi che, se uniti tra loro, spiegano l'arcano e vanno a formare la frase egregora assoluta "TODO MODO PARA BUSCAR LA VOLUNTAD DIVINA".
Fuori dal bunker c'è una epidemia che sta mietendo numerose vittime, un'epidemia non spiegata o spiegabile, sicuramente simbolica che sta ad indicare come sia in atto una sorta di pulizia divina, una sorta di cambiamento epocale, che sottende ed annuncia celatamente che i nostri personaggi sono già stati uccisi e quello che viene mostrato dal regista è una sorta di cammino dei morti nel loro girone infernale, una espiazione laica verso altri mondi, come fossero personaggi danteschi che simbolicamente descrivono i loro peccati. Infatti tutto il film è una continua espiazione collettiva ed individuale delle loro colpe, senza mai trovare una vera assoluzione, e vediamo come un simpatico INGRASSIA si autopunisce per espiare le sue colpe terrene.
L'eremo si chiama ZAFER, la cui assonanza suggestiva ricorda Cypher, Lu-cifer, zolfo, Sifar, ma in realtà è l'abbreviazione di Zafferana, almeno secondo l'accezione originaria di Sciascia.


Come un puzzle esoterico, come un rebus di un antico magus, i nomi delle società e degli enti statali governati da ogni singola vittima, con le loro iniziali e/o finali, vanno a formare la frase sopra citata. Petri lo indica in maniera palese e MORO-Volonte' ci tiene a precisare che non sa chi sono coloro preposti a questo compito occulto, afferma essere esperti veggenti, maghi di antica fattura, non gli è dato sapere il loro vero nome, ma poi lo svela in una frase, alla fine della sequenza filmica della spiegazione degli omicidi rituali, dicendo che "DEVE ESSERE L'ORA/L'OPERA DEL ROSARIO", ovvero della ROSA.
ROSA presente in buona parte di tutto il film, non tanto nella sua veste più banale floreale, ma nella sua veste più subliminale, attraverso il suo colore, ed infatti vediamo MORO che parla ai suoi ministri, dietro il suo controllore, interpretato da Citti, e alle loro spalle, un vistoso colore ROSA, una luce significativa ornamentale che interrompe il nero e il grigio onnipresenti nella descrizione dei lugubri antri infernali del bunker. Ognuno ha il suo boia dietro le spalle, come in una matrioska...
Questo sta a significare la gerarchia che impone l'ENTITA', davanti il potere politico, dietro gli agenti della Rosa che presiedono e controllano, dietro ancora il cerchio magico della ROSA, rappresentato come pura LUCE. 
Rosa sopra ogni cosa... cit.


Senza citare i vari simboli religiosi ed iniziatici sapientemente mescolati per tutto il corso del film, le battute che parlano di rovesciamento della piramide, la numerologia dichiarata, il cambiamento epocale in atto, la descrizione ossessiva delle telecamere che spiano in tempo reale i politici, salvo nei singoli momenti degli omicidi e nella spiegazione della ragione di tali omicidi, occultati ad hoc, i politici a loro volta pedine consapevoli e non dell'ENTITA' sovrastrutturale, Petri conclude il suo capolavoro con la teatrale messa in scena del percorso narrativo di tali sacrifici.
Quando oramai i pochi superstiti rimasti fuggono dal bunker e risalgono in superficie attraverso l'ascensore demoniaco che li aveva portati negli inferi LOYOLIANI all'inizio della storia, MORO-Volonte', sempre accompagnato dal fido contractor-autista CITTI, percorre nel parco adiacente a questo monumento vacuo e sonoro, un viaggio rivelatore che descrive allo spettatore il contrappasso di ogni vittima, come fosse una sorta di limbo prima del paradiso, di ade antropomorfa plasmata dal sangue dei suoi ospiti, dei suoi fantasmi che ci raccontano come sono deceduti, attraverso i simboli che veicolano, attraverso le loro parole, i loro scritti, le loro foto, come in una meta descrizione della vera storia occulta del bel paese, un percorso di documenti che formano una strada attraverso  gli alberi del bosco, una scena poetica avvincente e struggente, inquietante e significativa. 
E allora vediamo in questa dimensione, la vera storia che è accaduta, perché quella del bunker ritiro spirituale era la storia ufficiale, quella che solitamente viene parzialmente veicolata dai media, in questo bosco invece, veniamo a conoscenza di come sono stati realmente uccisi i vari ministri del culto, i loro contrappassi, da quello appeso impiccato, al magistrato deceduto con un rosario in bocca, da quello soffocato con una pellicola del film (PETRI in una delle sue chiaroveggenze???) a quello omosessuale abbracciato al suo amante, fino a MORO, altra grande chiaroveggenza dell'autore che anticipò la sua morte e che probabilmente gli costò caro l'averla messa in scena, ucciso dal suo fido autista che gli spara 5 colpi mortali. In fondo MORO sapeva a cosa andava incontro, come forse lo stesso PETRI...

Ogni mezzo per cercare la volontà divina
cit. Sant Ignazio di Loyola



PS: Nessuno di voi ha notato la locandina del film???
Apparentemente non c'entra nulla con il tema del film, non viene tagliata a pezzi nessuna donna, siamo in un covo di Gesuiti DC e viene rappresentata la dissoluzione di mondo ed un certo potere che farà il passaggio di consegne con il nuovo che avanza.
In realtà Petri con questa locandina macabra degna di un Horror anni 70, sottende un certo mondo rituale occulto, il suo linguaggio che, in modo metaforico, spiega durante tutta la storia di TODO MODO.




13 commenti:

  1. Bellisimo articolo come sempre :)
    Ti posso chiedere un tuo parere sul fenomeno Kardashian?
    Io ancora non ho capito chi è questa kardashian e quale sia il suo ruolo bah...
    POsso formulare un 'ipotesi idiota?POtrebbe anche essere che queste pseudo-star siano al soldo dei servizi segreti e tutto quello che fanno "in pubblico" siano dei veri e propri messaggi in codice che si mandano fazioni dei servizi segreti?Del tipo se un tizio vip va in un paese vestito in un certo modo puo significare"occhio che accadrà qualcosa a livello politico io vi ho avvisato".CIoè non so se mi spiego...
    CRedo che oltre alla veicolazione dell'"entità" alle masse ci sia anche qualcosa di più terra terra diciamo così...
    CIao
    SoylentGReen

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    1. Qualunque cosa siano le Kardashian, sono tre ed hanno tutte e tre un nome che comincia per kappa = KKK. Può anche voler dire soltanto che sono una faccenda massonica, kkk è un bel 33, quindi anche soltanto veicolo di un certo stile di vita (o anche la ridicolizzazione di un certo stile di vita, ad un altro livello).

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  2. Non solo non ho mai visto TODO MODO, ma neanche mai sentito parlare.
    Pensare che in tv ripetono "certi" film 100 vole l' anno, come se scarseggiassero.....

    Comunque tu hai fatto uno splendido articolo ( l' ENNESIMO...:-)), Petri era notoriamente un grandissimo, quindi è un po' come averlo visto.

    p.s.
    Anche la morte di Volontè e di tanti altri artisti non è chiara.

    Sandro

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  3. Ci sono stata a Zafferana Etnea....di passaggio.
    Una vera tristezza !

    Che bell' articolo; e con che PASSIONE scrivi ogni qualvolta un tema t' interessa particolarmente, si può quasi toccare..:-)

    Lilith

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  4. « Il Neorealismo, se non è inteso come vasta esigenza di ricerca e di indagine, ma come vera e propria tendenza poetica, non ci interessa più (...) Occorre fare i conti con i miti moderni, con le incoerenze, con la corruzione, con gli esempi splendidi di eroismi inutili, con i sussulti della morale: occorre sapere e potere rappresentare tutto ciò.[1] »
    « La libertà di espressione va difesa per quello che essa fondamentalmente rappresenta: il diritto degli artisti di esprimersi e di indagare criticamente sul corpo della realtà in cui vivono, qualunque sia la società in cui vivano.[2] »
    (Elio Petri)

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  5. Ciao maestro perché un fai un articolo sul film parnassus, secondo me ha molto da dire sulla chiave simbolica è esoterica, visto la trama è anche gli attori, sperando che non hai già fatto un artico in passato
    ciao ale

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  6. La Kardashian so solo che è una gran culona, per il resto non ho approfondito... :-)

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  7. Può essere che veicolino messaggi o tendenze... Sono fondamentalmente distrazioni di massa.

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  8. L'espressione Panem et Circenses alludeva ad un meccanismo di potere influentissimo sul popolo romano, era la formula del benessere popolare e quindi politico; un vero bozzo/strumento in mano al potere per far cessare i malumori delle masse, che con il tempo ebbero voce proprio nei luoghi dello spettacolo.

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  9. Parnassus dovrei rivederlo, non mi piacque tanto nel finale, un po' confuso e dispersivo. Comunque brenso di simbologie e significati.

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  10. Grazie LILITH...
    Era finito nello spam ed ho ripristinato il tuo commento solo ora.
    :-)

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  11. Todo Modo lo conosco di nome perché ero piccola quando uscì, me lo vedrò, grazie per l'articolo. Volevo sottolineare una cosa che forse ti è sfuggita nell'analisi, ovvero la parola Oro contenuta nel cognome M-oro (Ordine della Rosa Rossa e Croce d'Oro rettificata). Secondo alcune interpretazioni anche i nomi, cognomi e ciò che contengono (cognomen omen, si potrebbe dire) o le loro iniziali (spesso RR, RC, RK) aggiungono indizi e rafforzano il rituale.

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