martedì 8 settembre 2020

LA MEDICINA COME RELIGIONE di Giorgio Agamben


 

La medicina come religione 

Che la scienza sia diventata la religione del nostro tempo, ciò in cui gli uomini credono di credere, è ormai da tempo evidente. Nell’Occidente moderno hanno convissuto e, in certa misura, ancora convivono tre grandi sistemi di credenze: il cristianesimo, il capitalismo e la scienza. Nella storia della modernità, queste tre «religioni» si sono più volte necessariamente incrociate, entrando di volta in volta in conflitto e poi in vario modo riconciliandosi, fino a raggiungere progressivamente una sorta di pacifica, articolata convivenza, se non una vera e propria collaborazione in nome del comune interesse. Il fatto nuovo è che fra la scienza e le altre due religioni si è riacceso senza che ce ne accorgessimo un conflitto sotterraneo e implacabile, i cui esiti vittoriosi per la scienza sono oggi sotto i nostri occhi e determinano in maniera inaudita tutti gli aspetti della nostra esistenza. Questo conflitto non concerne, come avveniva in passato, la teoria e i principi generali, ma, per così dire, la prassi cultuale. Anche la scienza, infatti, come ogni religione, conosce forme e livelli diversi attraverso i quali organizza e ordina la propria struttura: all’elaborazione di una dogmatica sottile e rigorosa corrisponde nella prassi una sfera cultuale estremamente ampia e capillare che coincide con ciò che chiamiamo tecnologia. Non sorprende che protagonista di questa nuova guerra di religione sia quella parte della scienza dove la dommatica è meno rigorosa e più forte l’aspetto pragmatico: la medicina, il cui oggetto immediato è il corpo vivente degli esseri umani. Proviamo a fissare i caratteri essenziali di questa fede vittoriosa con la quale dovremo fare i conti in misura crescente.


1)
Il primo carattere è che la medicina, come il capitalismo, non ha bisogno di una dogmatica speciale, ma si limita a prendere in prestito dalla biologia i suoi concetti fondamentali. 
A differenza della biologia, tuttavia, essa articola questi concetti in senso gnostico-manicheo, cioè secondo una esasperata opposizione dualistica. 
Vi è un dio o un principio maligno, la malattia, appunto, i cui agenti specifici sono i batteri e i virus, e un dio o un principio benefico, che non è la salute, ma la guarigione, i cui agenti cultuali sono i medici e la terapia. Come in ogni fede gnostica, i due principi sono chiaramente separati, ma nella prassi possono contaminarsi e il principio benefico e il medico che lo rappresenta possono sbagliare e collaborare inconsapevolmente con il loro nemico, senza che questo invalidi in alcun modo la realtà del dualismo e la necessità del culto attraverso cui il principio benefico combatte la sua battaglia. Ed è significativo che i teologi che devono fissarne la strategia siano i rappresentanti di una scienza, la virologia, che non ha un luogo proprio, ma si situa al confine fra la biologia e la medicina.

2) Se questa pratica cultuale era finora, come ogni liturgia, episodica e limitata nel tempo, il fenomeno inaspettato a cui stiamo assistendo è che essa è diventata permanente e onnipervasiva. 
Non si tratta più di assumere delle medicine o di sottoporsi quando è necessario a una visita medica o a un intervento chirurgico: la vita intera degli esseri umani deve diventare in ogni istante il luogo di una ininterrotta celebrazione cultuale. 
Il nemico, il virus, è sempre presente e deve essere combattuto incessantemente e senza possibile tregua. Anche la religione cristiana conosceva simili tendenze totalitarie, ma esse riguardavano solo alcuni individui – in particolare i monaci – che sceglievano di porre la loro intera esistenza sotto l’insegna «pregate incessantemente». La medicina come religione raccoglie questo precetto paolino e, insieme, lo rovescia: dove i monaci si riunivano in conventi per pregare insieme, ora il culto deve essere praticato altrettanto assiduamente, ma mantenendosi separati e a distanza.

3) La pratica cultuale non è più libera e volontaria, esposta solo a sanzioni di ordine spirituale, ma deve essere resa normativamente obbligatoria. La collusione fra religione e potere profano non è certo un fatto nuovo; del tutto nuovo è, però, che essa non riguardi più, come avveniva per le eresie, la professione dei dogmi, ma esclusivamente la celebrazione del culto. Il potere profano deve vegliare a che la liturgia della religione medica, che coincide ormai con l’intera vita, sia puntualmente osservata nei fatti. Che si tratti qui di una pratica cultuale e non di un’esigenza scientifica razionale è immediatamente evidente. 
La causa di mortalità di gran lunga più frequente nel nostro paese sono le malattie cardio-vascolari ed è noto che queste potrebbero diminuire se si praticasse una forma di vita più sana e se ci si attenesse a una alimentazione particolare. Ma a nessun medico era mai venuto in mente che questa forma di vita e di alimentazione, che essi consigliavano ai pazienti, diventasse oggetto di una normativa giuridica, che decretasse ex lege che cosa si deve mangiare e come si deve vivere, trasformando l’intera esistenza in un obbligo sanitario. 
Proprio questo è stato fatto e, almeno per ora, la gente ha accettato come se fosse ovvio di rinunciare alla propria libertà di movimento, al lavoro, alle amicizie, agli amori, alle relazioni sociali, alle proprie convinzioni religiose e politiche.
Si misura qui come le due altre religioni dell’Occidente, la religione di Cristo e la religione del denaro, abbiano ceduto il primato, apparentemente senza combattere, alla medicina e alla scienza. 
La Chiesa ha rinnegato puramente e semplicemente i suoi principi, dimenticando che il santo di cui l’attuale pontefice ha preso il nome abbracciava i lebbrosi, che una delle opere della misericordia era visitare gli ammalati, che i sacramenti si possono amministrare solo in presenza. 
Il capitalismo per parte sua, pur con qualche protesta, ha accettato perdite di produttività che non aveva mai osato mettere in conto, probabilmente sperando di trovare più tardi un accordo con la nuova religione, che su questo punto sembra disposta a transigere.

4) La religione medica ha raccolto senza riserve dal cristianesimo l’istanza escatologica che quello aveva lasciato cadere. Già il capitalismo, secolarizzando il paradigma teologico della salvezza, aveva eliminato l’idea di una fine dei tempi, sostituendola con uno stato di crisi permanente, senza redenzione né fine. Krisis è in origine un concetto medico, che designava nel corpus ippocratico il momento in cui il medico decideva se il paziente sarebbe sopravvissuto alla malattia. 
I teologi hanno ripreso il termine per indicare il Giudizio finale che ha luogo nell’ultimo giorno. Se si osserva lo stato di eccezione che stiamo vivendo, si direbbe che la religione medica coniughi insieme la crisi perpetua del capitalismo con l’idea cristiana di un tempo ultimo, di un eschaton in cui la decisione estrema è sempre in corso e la fine viene insieme precipitata e dilazionata, nel tentativo incessante di poterla governare, senza però mai risolverla una volta per tutte. 
È la religione di un mondo che si sente alla fine e tuttavia non è in grado, come il medico ippocratico, di decidere se sopravviverà o morirà.

5) Come il capitalismo e a differenza del cristianesimo, la religione medica non offre prospettive di salvezza e di redenzione. Al contrario, la guarigione cui mira non può essere che provvisoria, dal momento che il Dio malvagio, il virus, non può essere eliminato una volta per tutte, anzi muta continuamente e assume sempre nuove forme, presumibilmente più rischiose. 
L’epidemia, come l’etimologia del termine suggerisce (demos è in greco il popolo come corpo politico e polemos epidemios è in Omero il nome della guerra civile) è innanzi tutto un concetto politico, che si appresta a diventare il nuovo terreno della politica – o della non-politica – mondiale. È possibile, anzi, che l’epidemia che stiamo vivendo sia la realizzazione della guerra civile mondiale che secondo i politologi più attenti ha preso il posto delle guerre mondiali tradizionali. 
Tutte le nazioni e tutti i popoli sono ora durevolmente in guerra con sé stessi, perché il nemico invisibile e inafferrabile con cui sono in lotta è dentro di noi.
Com’è avvenuto più volte nel corso della storia, i filosofi dovranno nuovamente entrare in conflitto con la religione, che non è più il cristianesimo, ma la scienza o quella parte di essa che ha assunto la forma di una religione. Non so se torneranno ad accendersi i roghi e dei libri verranno messi all’indice, ma certo il pensiero di coloro che continuano a cercare la verità e rifiutano la menzogna dominante sarà, come già sta accadendo sotto i nostri occhi, escluso e accusato di diffondere notizie (notizie, non idee, poiché la notizia è più importante della realtà!) false. Come in tutti i momenti di emergenza, vera o simulata, si vedranno nuovamente gli ignoranti calunniare i filosofi e le canaglie cercare di trarre profitto dalle sciagure che esse stesse hanno provocato. Tutto questo è già avvenuto e continuerà a avvenire, ma coloro che testimoniano per la verità non cesseranno di farlo, perché nessuno può testimoniare per il testimone.

2 maggio 2020
Giorgio Agamben





6 commenti:

  1. "Tutte le nazioni e tutti i popoli sono ora durevolmente in guerra con sé stessi, perché il nemico invisibile e inafferrabile con cui sono in lotta è dentro di noi."
    Effettivamente in ogni singolo essere vivente si svolgono delle vere e proprie guerre interiori, ma negli esseri umani questi conflitti sono particolarmente accentuati, ci sarebbe qualcosa che è contemporaneamente su due livelli interno ed esterno, "dentro o fuori" a seconda di come si decide di inquadrare la questione che andrebbe sradicata, o forse per non indurre in una confusione linguistica, placata e trasmutata in forza alleata. I virus e i batteri in realtà non dovrebbero essere nostri nemici, non andrebbero percepiti come dei mostri da eliminare a tutti i costi, la questione del cojona virus è preferibile decifrarla in codice, poiché il virus siamo noi sudditi, il 95% della popolazione umana, noi certe cose le sappiamo, ma chi glielo va a spiegare e chi è in grado di farglielo comprendere alla gente che il nucleo di tutta la questione non è soltanto il virus finto o reale o semi-reale che sia, ma l'annullamento dei diritti civili e costituzionali, e poi il microchip sottocutaneo inoculato mediante le vaccinazioni di massa. La posta in gioco è molto alta, questi periodi sono molto decisivi. La medicina, la scienza (non lo scientismo), il capitalismo e la religione (non quella istituzionalizzata) se venissero comprese e depurate da tutte le distorsioni che le accompagnano potrebbero condurre realmente l'uomo a Dio, l'assoluto, ad esempio il cristianesimo antico (antichissimo) diceva che per poter entrare nel "regno dei cieli" (il mondo soprasensibile) occorre raggiungere una sorta di quiete interiore (dopo una certa soglia di silenzio mentale cumulativo si può accedere e sganciarsi dalla virtualità dell'esistenza quotidiana ed essere testimoni di fenomeni percettivi fuori dall'ordinario). La scienza, quella alternativa in connubio con il capitalismo in una sorta di joint venture potrebbero elevare notevolmente il livello di stabilità sociale, la qualità della vita e tanto altro, ma restano soltanto utopie attualmente non concretizzabili, giusto per i "pochi eletti" (fra qualche anno, massimo per il 2030 si prevede che circoleranno le macchine volanti, i veicoli che usano la free-energy, basate sulle tecnologie degli antichi vimana indiani). I sistemi di credenze non dovrebbero essere rigidi e assolutistici, ma una volta che hanno compiuto la loro funzione, è necessario disfarsene, e "camminare con le proprie gambe". Come fargli capire al grande pubblico che certe realtà inquietanti come l'oscura agenda del Darpa sono ormai prossime ad essere in uso anche qui in Italia, visto che la Cina già sta studiando di migliorare l'efficienza super tecnologica dello stile di vita dei suoi cittadini. La medina, il cristianesimo, il capitalismo e la scienza dovrebbero essere un tutt'uno, e non anestetizzare, ma incoraggiare ad un pensiero autonomo e più critico, ma già…. il pensare in completa autonomia risulta a quanto pare una chimera, e allora a questo punto teniamoci le conseguenze in arrivo.

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  2. Ormai si, viviamo in un mondo di malati che finalmente stanno dando sfogo alle loro più orride fantasie sui virus e tutto ciò che li concerne.

    È cominciato tutto come sempre col linguaggio, la comunicazione.
    Di notizie e video che fanno presto il giro del mondo si dice che sono virali, e così daje oggi dare domani la gente si è abituata a tutto ciò che è virale, ha finito per averne bisogno poiché ci ha creato sopra fantasie perverse.
    Se anche da oggi stesso si dicesse alla gente che non c'e più alcun bisogno di indossare la museruola, pardon la mascherina, perché il virus non esiste più, pensate smetterebbe di farlo?
    Ma assolutamente no!
    Perché il Covid sarà anche partito sul piano materiale dalla Cina, ma a livello eterico sono decenni che sta storia viaggia nel subconscio collettivo degli inconsapevoli, che in qualche modo devono pur dare sfogo ai loro impulsi auto distruttivi e di morte, e quale miglior occasione di odiare se stessi fingendo di proteggersi come sistema vuole che una malattia potenzialmente mortale?
    Non svegliate costoro dal sonno religioso per carità, dove rivolgeranno altrimenti la loro devozione milioni di atei materialisti che hanno sostituito il trascendente con lo scendente verso gli inferi dell'intelletto?

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  3. Se c'e una cosa che le élite conoscono alla perfezione è come funzionano i processi consci ed inconsci della mente umana, e ne fanno abuso continuo perché funziona sempre, sempre.

    A breve assisteremo a suicidi di massa per salvare il mondo dal Covid, mi stupirebbe il contrario.
    Ogni religione che (non) si rispetti necessita dei suoi martiri volontari, gli agnelli sacrificali che di immolano per il bene del mondo. Con la differenza che gli agnellini sono davvero puri e innocenti e meriterebbero la vita.

    Gli sciamani dicono che il campo energetico dell'essere umano è profondamente malato, debole, fiacco e questo li spinge a gesti e pensieri irrazionali e istintivi, ee che solo guarendo il campo energetico si potrà assistere ad un vero cambiamento, un salto evolutivo di qualità.
    Fino a quel momento, non so ad opera di chi è come, il mondo è destinato a sprofondare sempre più nella follia spacciata per normalità e salute. Perché i malati vedono noi sani di mente e di corpo come una minaccia mortale alla loro nuova religione, al nuovo scopo delle loro miserie e vuote esistenze, e guai a chi distrugge il loro delirante mondo perfetto fatto di mascherine, guanti, scafandri e distanze fisiche oltre che sociali (esistenti quelle dacché nacquero i titoli nobiliari e le classi sociali), guai a dir loro che il virus mortale non esiste perché loro ci hanno investito le loro insulse menti, inutili vite e disperate speranze, e se a costoro togliamo il piacere erotico di avere paura cosa rimane?

    Questo pianeta è un gioco al massacro, ed è ora di cambiarne decisamente le regole, visto che i giocatori dall'altra parte barano da millenni.

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  4. https://www.facebook.com/nikitasimona.russo/posts/3237720142978385

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  5. PROFONDA E ACUTA ANALISI DEL DELLA BIODITTATURA CREATA PER PLASMARE LE MENTI COSI COME NELLA FATTORIA DEGLI ANIMALI IN 1984 NE IL MONDO NUOVO O COME NEI FILM METROPOLIS O ESSI VIVONO, MA IL VIRUS INFLUENZALE PROMOSSO A PANDEMIA SENZA I NUMERI DELLA PANDEMIA NE DI ALTRE PATOLOGIE BEN PIU GRAVI RAPPRESENTA UN COLPO DI GENIO ASSOLUTO DELLE MASSONERIE ED UNA SPINTA FENOMENALE DELLE EGREGORE SATANICHE NON CI RESTA CHE ASPETTARE IL RIVELARSI DELL ANTICRISTO...

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