mercoledì 25 febbraio 2026

ROGO REDO, IL ROGO DEL VITELLO



Una storia inquietante, dove le versioni ufficiali si sono alternate, sconfessandosi a vicenda, dove la verità è cambiata a seconda della sceneggiatura e delle conseguenti percezioni, e potrebbe ancora mutare.
Originariamente il poliziotto aveva sparato a Mansouri, un pusher che gli aveva puntato una pistola contro, alla distanza di circa 30 metri.
Poi, curiosamente, si scopre proprio grazie alle indagini della Polizia stessa, che la pistola era a salve e che è stata piazzata da qualcuno nelle mani della vittima. 
Non solo, è stato detto che questo agente chiedeva il pizzo agli spacciatori a suon di martellate, e che le impronte di questa fantomatica pistola siano dello stesso poliziotto. 
Lo stesso che nel 2017 vantava una lode direttamente dal Viminale per le sue gesta contro la criminalità, tanto da essere rappresentato come modello per le nostre istituzioni.
Tutta la narrazione presenta vistosi cortocircuiti, sia la prima versione che la seconda.
Nella prima versione, visibilmente falsa, non aveva alcun senso che il pusher puntasse una pistola a salve contro un poliziotto, perchè avrebbe significato un volersi suicidare all'istante.
Nell' ultima versione, quella definitiva, non avrebbe alcun senso che l'agente avesse sparato al pusher disarmato da 30 metri di distanza, a meno non volesse fare il tirassegno per diletto.
Non solo, non avrebbe alcun senso uccidere qualcuno, insieme a colleghi che poi ti potrebbero sputtanare, come poi nei fatti pare sia avvenuto. 
Come non avrebbe alcun senso, manipolare la scena del delitto, lasciando tracce biologiche sulla pistola finta, senza contaminarla con le tracce nella mano di Mansouri. Anche in questo caso il lasciare accanto al cadavere la pistola finta, equivarrebbe ad una condanna esplicita. Pare tutto assurdo!
La vicenda potrebbe essere più articolata e complessa delle apparenze.
A mio avviso, non una mela marcia, ma qualcosa di più grande che ha colto l'occasione per sacrificare qualcuno per una ragione politica, subito cavalcata dal centrodestra, pronto come non mai a circoscrivere tutto il MALE possibile a questo singolo agente, percepito come un virus isolato da estirpare di un organismo sano.
Rientra nel discorso sulla propaganda dello scudo penale e sulla riforma della giustizia.
Ergo, non potevo esimermi dall'analizzare più in profondità la vicenda di RogoRedo.

Proviamo ad uscire per un attimo dalla narrazione ufficiale che vede l'agente Carmelo Cinturrino colpevole e sul quale tutti, da destra a sinistra, puntano il dito, salvandosi la coscienza. La funzione mediatica su questo caso sembra adempiere a questo rito collettivo. Esorcizziamo il male esterno per rimuovere quello interiore, bruciamo il vecchione per inaugurare l'anno nuovo, e via dicendo. 
Intanto, le onnipresenti R & R...
Il nome RogoRedo deriva dal latino robur o roborētum, che significa "luogo piantato a rovere" o "bosco di querce".
In onomanzia, invece, l'etimo funziona nella scomposizione del nome. In questo caso vale il significato ROGO, nell'accezione di bruciare e REDO che significa vitello, per osmosi, capro.
Ne risulta simbolicamente il sacrificio di un capro espiatorio nel bosco di querce.
Il "rogo del vitello" può riferirsi metaforicamente anche ad un contesto storico: la condanna storica nel 1555 a Messina della presunta strega Pellegrina Vitello da parte dell'Inquisizione siciliana, e Messina è la città di nascita del poliziotto.
Non solo, il cognome Cinturrino significa "piccola cintura".
In un contesto metaforico, tecnico o meccanico, una "piccola cintura" (o una cintura sottile/stretta) rappresenta un anello debole, ovvero un componente strutturalmente meno resistente che può cedere per primo.
Tradotto Cinturrino, almeno secondo la grammatica utilizzata dalla RR e dai Servizi deviati per uccidere qualcuno o incolparlo di un reato commesso da altri, sarebbe un capro espiatorio e la parte debole della questione, quella sacrificabile di un anello ben più ampio che coinvolge zone d'ombra delle Forze dell'Ordine.
Forse non una singola mela marcia, ma una cesta avariata che sacrifica all'altare della patria il più sfigato del gruppo, quello preposto ad incarnare il vitello (REDO) sacrificale.
Si comprenderebbe così la solerzia della Polizia nell'avviare indagini lampo, la più veloce di sempre, per esorcizzare ben altre indagini e buttare la colpa solo sul Cinturrino Carmelo.
Personaggio che potrebbe avere colpe gravissime come non averle, magari connivente e a conoscenza di certi fatti loschi, o di altro tipo di legami con questa o altre storie parallele.
Incastrato semmai da un sistema che necessita questo modus operandi. 
Non sarebbe la prima volta che accade. Come anche la creazione di uno scenario verosimile che serve a coprire un'altra vicenda.
Ovviamente, le mie sono solo suggestioni, analogie.
Interessante però, è rilevare come spesso le vulgate mainstream coincidano in maniera impressionante con lo spettro simbolico, analogico e onomantico corrispondente.
Ed è strano che, fosse solo una casualità, la solita casualità che torna precisa come un orologio svizzero, la cosiddetta verità ufficiale corrisponda spesso alla suggestione opposta in essa contenuta, un po' come un'ombra che rimane indelebile.
In pratica il livello deterministico della versione ufficiale, è sovrapponibile alla suggestione analogica in termini esatti, pur contemplando due soluzioni differenti.
Sempre molto curioso e affascinante questo giardino di rose o di querce.
cit. The Gardner



4 commenti:

  1. Aspettavo un tuo articolo su questa ennesima boiata del poliziotto che ha ammazzato il povero pusher marocchino, una storiella che pare uscita dalla tasca di uno dei tanti giornalai scribacchini di sinistra, e che invece poi ti rendi conto provenire dalla destra stessa, perché magari Cinturrino ha rotto i coglioni ai giri di spaccio e distribuzione droga della Ndrangheta e dei suoi amichetti della Lega, che già hanno nelle loro file esponenti che inciuciano con le famiglie calabresi in Lombardia, ne abbiamo visto alcuni anche collegati al caso Garlasco e Pavia.
    Questo governo è una voragine di corruzione, merda, delirio di onnipotenza e fascismo nemmeno moderno, ma tristissimamente talmente leccaculo, anti autarchico e ignobile che manco Mussolini vorrebbe avere un cazzo a che fare con queste canaglie più schifide di carogne di animali nel deserto mezze putrefatte.
    Il mio non è sicuramente un elogio a quei suca dei sinistri, che schifo democraticamente (🤣🤣🤣) tanto quanto il governo, ma va riconosciuto per quello che è il piano eversivo della Meloni contro la magistratura, camuffato da referendum e atto solo a fare in modo che il Berlusconismo 3.0 continui allegramente anche in futuro.
    E succede tutto guarda caso in concomitanza coi patetici file ripuliti di Epstein...ma non è che niente niente i nostri integerrimi governanti hanno da nascondere pure qualche vizietto pedo?
    Domanda retorica, ovvio.
    Non so se abbiate visto la prima pagina del quotidiano La Verità giorni fa, col titolone " Siamo governati da pedofili e satanisti".
    E se lo scrive persino un quotidiano mainstream, significa che la guerra tra fazioni si sta facendo sempre più aspra e feroce.
    Tra le uscite di Corona, che dietro ha Vannacci, contro Mediaset, a tutta sta merda che sta venendo fuori, non sai più da che parte girarti per evitarla.
    Io intanto un consiglio spassionato lo mollo lì: sfanculate il referendum e pensate a voi stessi e a come salvarvi il deretano a momento debito.

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    1. Grazie per i tuoi commenti, Anna, che, ti dirò, attendo sempre con impazienza. Condivido sempre tutto.
      P.s.: di dove sei ?
      Io Verona.

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  2. Sara' strano ma il significato di ROGO REDO= ROGO DEL VITELLO e' il sacrificio che facevano gli ebrei donando il vitello bruciato al dio biblico al posto del loro primo genito, ci sara' qualche assonanza con questo caso? chiedo non per un amico ma per me!!!

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  3. No vabeh ragazzi.....
    Udite udite, nella storia di Rogoredo ci sarebbe un buco narrativo di 23 minuti. Avete capito? Lo ripeto: 23 minuti.
    Non vi ricorda niente niente?
    I famosi 23 minuti che ci ha messo, secondo la sentenza definitiva della Cassazione, Alberto Stasi a uccidere Chiara Poggi.
    Ma ancora non è chiaro tutto quello che sta succedendo?
    Quindi ricapitoliamo:
    Caso Annabella Martinelli, e adesso questo caso, collegati esotericamente al caso Garlasco rafforzando le offerte rituali sacrificali al fine di ottenere ciò che vogliono, la distruzione della magistratura.
    Ricordate la lettera numero 23 dell'alfabeto ebraico?
    TAV. Compimento, fine. Il marchio del creatore del mondo.
    Il loro Demiurgo.
    TAV è sia la 22 che la 23esima lettera dell'alfabeto ebraico, se separiamo la consonante Shin da essa.
    Lo avevo già scritto tempo fa.
    Non mi stupirei affatto se nei prossimi giorni arrivasse qualche notizia proprio dalle zone della famosa TAV Torino -Lione, i cui lavori finiranno, dicono, nel 20...33.
    E siamo solo a fine febbraio.

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