mercoledì 28 febbraio 2018

LUI E' TORNATO... cit. parte 2°


La serata era andata bene, LUI aveva riscosso successo, 3 ore a braccio facendo saluti romani, proclami e promesse. Fuori c'era stata la guerra civile, feriti da entrambe le fazioni, detriti e sanpietrini come non ci fosse un domani, come stelle filanti in una discarica (cit.).
LUI era rimasto tutta la notte a gridare, fiero, orgoglioso di essere un vero italiano, però...
Quando tutti gli ospiti se ne erano andati, dopo aver fatto mille e più selfi con donne e bambini, dopo aver firmato autografi a passatisti in erba, si ritrovò improvvisamente solo come un cane.
LUI era stato un grande mattatore quella sera, ma aveva capito di essere rimasto solo con se stesso.
Senza più nessuno davanti che stimolasse il suo ego, senza più nessuna maschera, quale uomo era, chi era diventato?
Cadde in una pesante depressione, mentre saliva nella sua camera da letto. Aveva scelto la stanza imperiale, gli piaceva tutto ciò che gli ricordava l'Impero. Iniziò a spogliarsi davanti allo specchio.
Si guardò per un'ora completamente nudo, senza filtri, senza più barriere e si chiese: "ma io chi cazzo sono???". Non sapeva più chi fosse, non si riconosceva più allo specchio, non capiva il mondo che lo circondava, iniziò ad andare a ritroso nel tempo, quando era ancora socialista, prima di tradire le sue origini ed iniziò a capire gli errori, i crimini, il passato, il presente e finalmente vide la luce.

LUI VIDE LA LUCE!!!
"Dux mea Lux", esclamò a voce alta come un mantra per ben 12 volte, ma nulla da fare, non riusciva più a caricarsi, ed allora iniziò a piangere, triste ed affranto iniziò ad adagiarsi sul letto stremato e disperato.
"Che dormita...", erano già le 14, fuori il sole sembrava aver cancellato la buia giornata bellicosa, sembrava quasi un pomeriggio di primavera.
Era come morto e rinato, qualcosa era cambiato, cosa era successo durante la notte?
Aveva fatto un sogno strano, uno di quei sogni lucidi e vividi da far spavento per realismo.
Aveva sognato un carro funebre che portava una salma senza volto, un ometto indefinito di mezza età accompagnato da persone vestite di nero che lo seguivano bendate. Poi un temporale, la pioggia sembrava vera, la sentiva nelle ossa mentre camminava lungo quella strada che portava verso un fiume verde. Il corpo venne adagiato sul letto del fiume e rimase a galla fino a quando sparì come un puntino all'orizzonte.
LUI nel sogno era spettatore e si ricordò di quel gatto, grosso, rosso e sornione che lo puntava e gli parlava senza parlare, come se comunicasse telepaticamente.
Fu quello il momento di rottura con il passato, in pochi secondi si rese conto di essere morto e rinato, di non essere più LUI, ma di essere un altro, di essere cambiato, di essersi guardato dentro e di aver riscoperto la sua anima socialista più pura. Non riusciva a capire cosa fosse successo nel sogno, ma al suo risveglio tutto gli sembrò chiaro, come lo avesse sempre saputo... Era confuso, felice e un po' disperato.
Il gatto rosso era seduto ai piedi del letto al suo risveglio, lo guardava e sbadigliava, forse aveva fame, forse voleva solo del latte, ma ad un certo punto salì sulla finestra e se ne andò via.


LUI era cambiato, decise di non presentarsi per l'adunata che aveva organizzato per il pomeriggio, voleva travestirsi per sfuggire ad un destino che non gli apparteneva più.
Nell'armadio aveva trovato una vecchia parrucca bionda dimenticata, la indossò e si truccò per passare inosservato in mezzo alla folla che lo aspettava sotto il balcone e fuori dall'albergo.
Rubò dalla stireria vestiti da donna, si cambiò fino a sembrare un vecchio laido travestito, era quasi pronto per affrontare una nuova vita.
"DUSCE... DUSCEEE...", la piazza era gremita, la gente spingeva, l'aria si faceva pesante, nessuno si presentava, aveva paura di non riuscire a sfuggire alla massa che trepidava per LUI, ma lui non era più LUI, lui era cambiato e girava pure vestito da donna.
Poi uscì fuori e qualcuno lo vide arrivare barcollando sui tacchi.
"FROSCIO... FROSCIOOO...", senza riconoscerlo la gente iniziò ad inveire verso questo ometto vestito da donna che si presentò fuori dal portone dell'Hotel.
"E chi è sto finocchio? Ma guardatelo, se lo vedesse il DUSCE sai che gli farebbe?".
"Pervertito, non ti vergogni a passeggiare vestito così in mezzo a noi che aspettiamo LUI???"
"Meniamolo, anvedi sto froscione, vecchio, laido e puzzone"...
"Muori zecca comunista, muoriii"...

Fu così che LUI, vestito da donna, prese un sacco di botte dai suoi più accaniti fan che lo aspettavano ansimanti, ma in fondo gli era pure andata bene, sarebbe potuto morire e nessuno lo avrebbe riconosciuto. E' proprio il caso di dire che, talvolta, l'abito fa il monaco.
Tutto indolenzito, con un occhio nero e l'altro rosso, con i vestiti stracciati e pieno di lividi e tumefazioni su tutto il corpo, si mise sul ciglio della strada per fare l'autostop, tanto oramai non aveva nulla da perdere e non aveva più nessuna meta.
Fu raccattato da una famiglia di etiopi che gentilmente gli diede un passaggio lontano, lontano nel tempo...
Nessuno lo rivide più, solo il gatto rosso sornione lo salutò a modo suo guardando la macchina allontanarsi.



martedì 27 febbraio 2018

LUI E' TORNATO... cit. parte 1°


Siamo in presenza di rigurgiti fascisti, si odono tonfi e grida scomposte provenire dai bassifondi delle città, sono nascosti in vicoli bui, e tra lacrimogeni, dietro la polizia, la città brucia.
Manifestanti in festa ed alcuni in guerra si scontrano per affermare le proprie idee, i propri valori.
La città guarda, si indigna, si vergogna, si fa bella, si fa brutta e benpensanti puntano il dito verso antagonisti cattivi che mettono a ferro e fuoco il loro micro-cosmo.
Poi lo scontro, violento, gratuito, necessario, criminale, giusto, sano, malato, antico, moderno tra manifestanti e forze dell'ordine. Sangue, vetri rotti, lacrime e sputi, occhi torvi, rabbia, botte, feriti, arrestati... Bombe carta!!!
Dal Bar Savoia un vecchio spettatore con tazzina di decaffeinato in mano che urla: "ecco son tornati gli anni di piombo, sono tornati gli scontri, antifascisti contro le forze dell'ordine e dietro i fascisti, ma andate tutti a lavorare...".
Dalla finestra una signora sui 60 che dice ai ragazzi: "non mollate, però non esagerate che sotto c'è anche la mia auto".
Un tassista siciliano, rimasto incastrato nel traffico, decide di aggirare il corteo e di infilarsi contromano in via Matteotti per aggirare l'ostacolo.
Ecco, il tutto viene percepito come ostacolo da chi lavora e produce, ma poi cosa produce e, soprattutto, per chi produce?

A bordo del taxi c'è un ometto intubato in un palto' nero che osserva silente e non dice nulla, rimane con il broncio quasi fosse un monolite precolombiano, indossa una tuba che gli copre una lucida pelata fresca di aftershave. Si affida al suo fido nocchiero dal tassametro d'oro che lo guarda dallo specchietto con aria interrogativa, chiedendosi :"ma questo io lo conosco...".
Il taxi supera il cordone della polizia che bloccava i manifestanti ed arriva presso un vecchio Hotel dietro Piazza della Costituzione, l'ometto scende, paga e saluta.
Ad aspettarlo vecchie cariatidi in frac, militari dall'occhio di vetro, cardinali equivoci, alcuni giornalisti, passanti rancorosi, ultras tatuati omosessuali, qualche mamma in sovrappeso e un bambino con le lentiggini che lo guarda e dice: " LUI E' TORNATO..."
L'ometto con fare volitivo, ma sempre in perenne silenzio, attraversa il tappetino di rose preparato per il suo arrivo ed approda in una sala conferenze che sembra un teatro degli anni 20, stile liberty, un po' decadente e con una forte puzza di fosse biologiche proveniente dai vecchi bagni di servizio dietro il palco. Un rullo di tamburi ed una fanfara stonata accompagnano la sua entrata, si accendono le luci, la platea è gremita, una folla lo acclama e lo saluta festante...
LUI E' TORNATO...


Fuori l'inferno, scontri tra antagonisti e fascisti, tra antagonisti e polizia, qualcuno tira una bomba che esplode vicino ad una volante in fiamme, i fascisti dietro il cordone della polizia aizzano gli antifascisti che avanzano e rompono il cordone.
Botte da orbi, salta la luce, tutti contro tutti, un gatto rosso passa tra le gambe dei facinorosi e rimane incastrato dentro un bidone della spazzatura, qualcuno solleva il bidone per gettarlo in testa all'avversario e il gatto scappa rifugiandosi nell'androne del palazzo accanto.
Salvo per un pelo, si gira ed osserva con occhi felini lo scontro di civiltà e corre verso Piazza della Costituzione, attirato da uno strano odore di fosse biologiche che scambia erroneamente per cibo.
Si infila nelle cucine dell'Hotel ed arriva dietro al palco dove l'omino sceso dal taxi si prepara a parlare.
Una folla felliniana si commuove ed incredula si interroga se lui è proprio LUI veramente e non un becero imitatore da format televisivo.
L'ometto si toglie il cappello, si apre il palto', si sbottona la camicia, si tira su le maniche, mostra il mento e, finalmente, saluta la pletora adorante.
"E' lui, è lui, è veramente tornato..." ansima Donna Maria che ha un leggero mancamento, il marito si commuove e si asciuga il volto, "E' uguale a lui", grida un signore con pizzetto dannunziano.
"Ma si che è lui, non lo avete ancora capito"?...
"E' LUI, E' LUI... siii adorooo, mmm...", una ragazza ha un forte orgasmo mentre stringe il braccio del suo forzuto compagno anche se pensa a LUI.
Un grande applauso come una cascata esplode quando l'ometto saluta la platea e si inchina come un teatrante alle prime armi.
Le luci si fanno più basse, un corno inglese sul lato diffonde una lenta melodia miliziana di sottofondo e il gatto rosso dal loggione si gode lo spettacolo.

"Sono tornato, sono qui tra voi, so che mi avete evocato, sognato, agognato, desiderato, e allora eccomi qui nell'anno domini 2018 per risollevare il destino di questa grande nazione... 
Per prima cosa da oggi dovrete denunciare qualsiasi persona che si professi antifascista e che sia comunista, dovrete segnalare conoscenti, amici e qualsiasi persona sospettata di lavorare per il nemico."
La folla esultante impazzisce mentre lui arringa fiero e volitivo, la gente si strappa le mutande, chi si strappa il perizoma, e tutti in coro con braccia tese gridano Dusce, DUSCE, DUESCEEE...!!!
Il gatto rosso sbadiglia e si appisola su una poltroncina sognando un'aringa affumicata del nord.

Continua...







mercoledì 21 febbraio 2018

PAMELA E L'UOMO NERO... parte 2°


2° parte...
In tempi non sospetti scrissi che la ragazza probabilmente era stata brutalmente sezionata chirurgicamente, nessuno me lo aveva detto, lo avevo immaginato, lo avevo compreso, mi pareva fosse una logica deduzione dopo anni di articoli sugli omicidi rituali e, prima di me, dopo anni di articoli di più noti ricercatori.
Oggi è stato confermato che non le sono più stati asportati seni e reciso il pube, notizia che era stata pubblicata all'inizio della vicenda.
Inizialmente la stessa procura aveva ammesso che per un'operazione del genere sarebbero serviti diversi professionisti capaci, una sorta di sala operatoria, per il poco tempo a disposizione trascorso tra l'ultima volta che è stata vista ed il ritrovamento del corpo, ed ovviamente una capacità chirurgica di lunga data, non certo la mano di 3 ragazzi stranieri inesperti dediti allo spaccio di cannabis (sempre rimanendo nella versione ufficiale).
Questo "piccolo" particolare fa crollare la versione del nigeriano affamato di carne bianca, descritto come un cannibale e veicolato come mostro ancor prima che fossero emerse reali notizie.
Un mostro sbattuto in prima pagina, probabilmente innocente, come il suo nome (non casualmente) indica.
Da questo si evince che il crimine non l'ha fatto uno sbandato qualsiasi, e nemmeno altri nigeriani oggi presi di mira ed accusati di far parte di un gruppo di killer seriali, ma che sia stata uccisa da killer esperti, e che il delitto fosse premeditato e preparato nei minimi dettagli.
Da qualche giorno è saltata fuori la video-chiamata che la ragazza di INNOCENT (nessuno ci aveva informato che fosse insieme ad una donna italiana e che avesse una figlia, era stato descritto come un CLANDESTINO rapace da dare in pasto al popolino) ha fatto durante il tempo indicato dagli inquirenti che sarebbe intercorso tra l'omicidio ed il sezionamento del corpo.
Non solo una video-chiamata (registrata) ma diverse chiamate confidenziali tipiche di una coppia, in alcune di esse presenti anche gli altri due compagni di merende che sono apparsi tranquilli, non lordi di sangue e disponibili a "perdere" quel tempo prezioso che sarebbe servito per fare questo complesso e macabro lavoro. Nonostante questa importante notizia, che a rigor di logica, scagionerebbe completamente i ragazzi nigeriani, i quotidiani l'hanno utilizzata per affermare il CONTRARIO, ovvero, che queste video-chiamate sarebbero una prova che loro tre erano insieme quel giorno, creando un vistoso cortocircuito rispetto alle dinamiche possibili servite per l'uccisione di Pamela.
I fatti emersi negli ultimi giorni confermano le mie tesi sull'omicidio di Stato con evidenti capri espiatori sacrificabili, come appunto qualche nigeriano da buttare in prima pagina senza ritegno.
Il popolino è sempre in astinenza da rogo e la politica strumentalizza questo aspetto per fini politici ed elettorali, ma forse non è l'unica motivazione di tale operazione mediatica, ci sono diversi livelli ed ogni livello deve soddisfare determinate ragioni, ci sono anche aspetti che contemplano il macro livello e non solo il micro livello, ovvero, ciò che deve essere veicolato per ragioni INTERNAZIONALI rispetto a ciò che deve rimanere dentro i nostri confini nazionali.
Due tipologie di messaggi, uno di palese propaganda elettorale e di strumentalizzazione dei fatti di cronaca, meglio se creati ad hoc, e l'altro di messaggi transnazionali fatti in concomitanza di visite diplomatiche e di tensioni politico-economiche tra diverse nazioni.

Guardiamo i nomi, le date ed alcuni particolari interessanti che saltano fuori anche come semplice suggestione consequenziale al fatto narrato per come è stato narrato e, per un attimo, pensando in un'ottica alternativa, come e cosa potrebbero veicolare se fossero messaggi, quale forza e quale potenza evocativa potrebbero avere nella terribile vicenda.
Il nome del presunto assassino è INNOCENT, un nome comune in Nigeria, che indica o potrebbe indurre a comunicare la sua innocenza ed estraneità al fatto, quindi svolgerebbe solo una mera esigenza di servizio, scelto per veicolare questo concetto, utile solo come capro espiatorio e per diffondere il virus della paura dell'uomo nero, utile a scopi propagandistici ed elettorali.
TRAINI è l'altro protagonista della vicenda speculare di Macerata, è il classico razzista violento manipolabile, il perfetto manciuriano da buttare in pasto all'altra fazione belligerante in corso, è una delle tante cellule dormienti di estrema destra riattivabile quando serve, ha la stessa funzione uguale/opposta di INNOCENT.
Ritengo che TRAINI, come il suo paradossale "compare" INNOCENT, sia parzialmente innocente e non abbia sparato in prima persona. Credo sia stato plagiato e fatto agire insieme ad altre persone, chi ha sparato fisicamente è un altro, probabilmente un professionista che doveva solo ferire e spaventare alcuni stranieri.
Inizialmente sui quotidiani online era apparsa la foto ed il video del compare di merende, c'erano probabilmente due persone su quella macchina, non era solo e forse lui doveva guidare e prendersi la colpa. I giornali on-line, a parte pochi, hanno censurato la prima notizia del complice e non è più passata mediaticamente, quindi è rimasto SOLO lui come unico colpevole della tentata strage.
Anche in questo caso, avendo più elementi da analizzare ed uno spettro decisamente diverso e più ampio, cambia completamente lo scenario descritto e fatto accettare all'altra parte belligerante.

Chi ha sparato sarebbe stato il 2° uomo, successivamente fermato in fuga a bordo di una macchina, poi scomparso per magia quasi ovunque, perché tutti i media, sotto comando, dovevano veicolare solo il cattivo TRAINI, simbolicamente colui che ha "trainato" il vero pistolero.
In Italia non si fidano ciecamente dei candidati manciuriani psicolabili, gli fanno credere di fare, di uccidere, di brigare, ma poi sparano ed uccidono sempre i soliti professionisti pagati a cottimo.
cit. L'Entità
Probabile non sia stato lui a sparare e, come il nero africano, il "nero" politico sia l'ennesimo capro espiatorio da presentare ai TG ed ai giornali, per quanto colpevole e complice del crimine.
Probabile che entrambi, volenti o nolenti, abbiano infine solo interpretato un piccolo ruolo nelle vicende narrate, manovrati dall'alto e poi sacrificati.
Savi ducet...
cit. Il Protocollo

Ricapitoliamo: Un corpo sezionato chirurgicamente necessita di tanto tempo e di tanta perizia, di strumenti dedicati e diversi professionisti.
Poi servono persone per monitorare il luogo dell'omicidio, una macchina affidabile possibilmente scura per non far intravedere i passeggeri, meglio un furgone, chi possa ripulire la stanza, gli ambienti dove viene eseguita l'operazione e qualcuno che "porti" il MESSAGGIO dove deve essere ritrovato per essere tradotto, quindi, in questo caso, la valigia sul ciglio della strada nei pressi di una abitazione nella provincia di Macerata intestata curiosamente alla famiglia MONTI, omonima del nostro caro ed amato presidente Mario, che potrebbe essere il "risolutore finale" post-elettorale e  l'espressione di un governo tecnico che metta ordine dal caos creato artificialmente ed indotto tramite effetto domino.
PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE...

Solitamente, in questi casi, il luogo fisico dell'omicidio è un altro da quello descritto e fatto accettare alla massa ignara.
Viene presentato dai media uno scenario differente, che possa essere assimilabile a quello che conosciamo, al nostro quotidiano, così da poterci identificare per spaventarci meglio, quindi, suggestionarci in termini di pensiero magico che si traduce in fideismo nei confronti dell'oracolo digitale.
Un'eventuale coinvolgimento del nigeriano, sempre fosse provato, potrebbe essere stato quello di galoppino, potrebbe essergli stato chiesto di farsi vedere in un determinato posto o di portare le valigie in un determinato luogo, una sorta di "postino inconsapevole", un po' come accade per certi candidati dell"ISIS ai quali si chiede di portare zainetti da un posto all'altro senza sapere che qualcuno li farà esplodere poco dopo.
Ovviamente, la regia è premeditata ed organizzata da tempo e svolge ritualità atte a celebrare un evento, a comunicare qualcosa a qualcuno che sappia leggere...
La livella è stata bilanciata, da una parte Innocent e dall'altra Traini, il solito candidato manciuriano da manipolare per oscuri fini.
La versione della presenza dei due a bordo dell'auto è stata cambiata ed un po' forzatamente è stato accusato solo TRAINI, uno psicopatico oggi conteso dall'estrema destra che lo appoggia moralmente, giustificandolo e facendolo diventare un eroe vendicatore, aizzando le folle in astinenza da rogo sui social, in rete, per giustificarlo e creare, passo dopo passo, un modello che, per quanto negativo, possa incarnare il ruolo di vendicatore nero.
Lui è l'uomo qualunque che imbraccia il fucile e si mette a sparare come in un giorno di ordinaria follia, prendendosi i plausi dei rancorosi, degli impotenti frustrati che vedono in lui quello che vorrebbero fare loro, ma non osano rivelarlo pubblicamente.

Analizziamo alcuni particolari relativi ai nomi ed alla numerologia:
A fondere definitivamente le due vicende in una, sono le coincidenze simboliche veicolate con forza propulsiva, quelle suggestioni evocative che vanno a firmare i delitti di Macerata.
L'omicidio di Pamela, che per assonanza mi ricorda il nome della ragazza del film "Fuoco Cammina Con Me" di Linch (PALMER), è avvenuto proprio nella città natale della Presidentessa Laura Boldrini (LAURA PALMER, fusione di Laura "Boldrini" con Pamela).
Pamela si chiama MASTROPIETRO, cognome che indubbiamente ci ricorda e ci suggerisce l'altra colonna di LEU, il suo leader ed ex magistrato PIETRO GRASSO (MASTROPIETRO, il maestro/magistrato/ leader Pietro Grasso).
Come ci ricorda il Gran Maestro Gioele Magaldi, entrambi apparterrebbero ad ambienti latomistici sovranazionali.
Senza considerare il nome del presunto colpevole, INNOCENT...



La data del ritrovamento del cadavere è stata il 31 Gennaio (speculum di 13).
TRAINI o chi per lui, nella sparatoria avrebbe colpito anche la sede del PD di Macerata, notizia trapelata inizialmente e poi scomparsa quasi del tutto all'improvviso dai quotidiani on-line.
Potrebbe essere un messaggio che qualcuno ha voluto veicolare contro la Boldrini o contro i suoi mentori, contro la sua formazione politica LEU o contro chi ci sta dietro, senza considerare che Traini fu candidato nella Lega, partito avverso ed avversario a LEU, una bella coincidenza.
Oppure, l'esatto contrario, per celebrare LEU e la sua funziona occulta di partito civetta manovrato nell'ombra dal solito D'Alema, di cossighiana memoria e da altri personaggi.
Un colpo al cerchio (magico) ed una alla botte...
cit. MDD

Come il nigeriano sembra favorire elettoralmente la Lega ed il populismo di coloro che invocano l'uomo della provvidenza, Traini "TRAINA" lo schieramento opposto, quello sedicente anti-fascista, anti-berlusconiano, che si identifica nel centrosinistra di LEU o nel moderatismo del PD, mentre nelle piazze è rappresentato dall'antifascismo militante della sinistra ed estrema sinistra, che giustamente manifesterà nei cortei contro queste ondate reazionarie che talvolta irrompono sulla scena, non a caso...
Una guerra di assonanze celebra il Tempio del potere costituito che le comprende e contiene entrambe, "opposti estremismi" favoriscono il POTERE CENTRALE (e non tanto il centro politico) che potrà essere rappresentato da un governo di larghe intese per continuare a spolpare il bel paese, oppure, direttamente da un governo tecnico disceso dall'astronave tra noi mortali, appunto quel MONTI con le valigie in mano (messaggio descritto di cui sopra)
Ecco che parte per primo Salvini, lo stesso che aveva stretto alle recenti elezioni la mano a quel TRAINI, in seguito diventato killer seriale, poi irrompe la Meloni che si fa notare vicino alla stazione Termini di Roma per ricordarci quanti sbandati circolano la sera da quelle parti, che alimenta un'inutile polemica con il Museo Egizio, e poi Crosetto e Melluzzi che bombardano il web per svelarci piste differenti, spostando il bersaglio sulla mafia nigeriana ed i suoi rituali voodoo, notizia virale che sembra aver contagiato gran parte della controinformazione, strategia voluta da intelligenti campagne occulte.
La mafia nigeriana addirittura descritta come più forte della nostrana che, a sentir lor signori, pare abbia talmente tanto preso piede da diventare improvvisamente il nemico n°1 dello Stato italiano (tutti sembrano scoprirla ora, andando proprio a creare un complottismo uguale/opposto per screditare versioni alternative più convincenti e logiche).
Non voglio affatto sminuire la criminalità nigeriana che va stroncata pesantemente senza nessuna remora, ma essa si occupa di prostituzione, di clandestini, di droga, è subordinata a livelli più ALTI e nella gerarchia delle mafie viene dopo le nostre, dopo quella cinese, dopo quella russa e albanese e via dicendo, ma soprattutto non c'entra nulla con questo omicidio che svela diverse operatività e ritualità ben note.
Un depistaggio fatto dalla destra, dall'estrema destra e da organi debunker di Stato che puntano il dito altrove, operazione che viene a creare una potente forma pensiero atta al condizionamento del pensiero di massa, facendo scaturire un effetto domino ed anche brutali certezze dettate dall'atavica e fisiologica paura dell'altro, dell'uomo nero.

Anni fa, il fratello della Presidentessa della Camera fu coinvolto (poi risultato completamente innocente) in una brutta vicenda che ci ricorda il settimanale Panorama online:
Studio-approfondimento sulla scomparsa di Sergio Isidori». Si parte dalla sparizione del piccolo Sergio di soli 5 anni, nel lontano 1979, per passare al Silenzio della Rosa, una raccolta di racconti scritti da un prete. Il culto della Madonna delle rose, la simbologia della Vergine e della Madre nera: «Rosa equivale a Iside e Iside equivale a Isid-ori»... Di queste farneticazioni è zeppo il bislacco «dossier» che il 6 settembre 2013 Michele Riccardi, un ragioniere disoccupato di 43 anni, consegna all’ufficio comunale di Monte Roberto (Ancona): l’uomo vuole che ne prenda visione Ugo Boldrini, segretario in quel comune ma soprattutto fratello della presidente della Camera, Laura Boldrini.
https://www.panorama.it/news/marco-ventura-profeta-di-ventura/storia-di-michele-riccardi-l-estorsore-della-famiglia-boldrini/

Dal micro livello approdiamo finalmente al macro livello...
Dopo aver descritto la strumentalizzazione della SOVRAGESTIONE su territorio nazionale rispetto all'omicidio, con messaggi a tutti i personaggi politici (due opposte colonne, LEGA , LEU e risolutore finale MONTI, che equivale a governo tecnico o governo larghe intese), possiamo descrivere l'ultimo livello possibile e contemplabile da certi sacrifici di sangue e del perché sono commessi spesso da apparti del governo ombra.
La vicenda del ritrovamento delle valigie con il corpo della povera Pamela sembra uscito da un capitolo del romanzo "NEL NOME DI ISHMAEL" di  Giuseppe Genna, ed il libro parla proprio di questi omicidi commissionati da agenzie para-militari al soldo di certi ambienti per comunicare in codice alcuni rapporti diplomatici tra VIP di un certo livello. 
Nel romanzo ISHMAEL è un'agenzia immaginaria mutuata dalla nostra realtà e descritta dall'autore come molto simile all'ENTITA' descritta dalla Carlizzi, da Cosco e da Franceschetti.
Diversi ricercatori ci spiegano che esistono agenzie private di ex militari, killer seriali, Snipper, contractor che farebbero parte del Deep-State, magari oggi cellule dormienti, domani pronti a colpire, e che hanno infiltrati un po' ovunque, nei servizi segreti, nelle forze dell'ordine, negli ambienti dell' estrema destra, nella magistratura e nella politica. Essi sarebbero riattivati ogni volta che il sistema necessita di celebrare, ammonire, rieducare, minacciare, avvertire, vendicare qualcuno o qualcosa. Sono grammatica e linguaggio, la loro operatività criminale è linguaggio in codice per adepti in termini esoterici, e per la popolazione che subisce il plagio emozionale in termini subliminali, ma paradossalmente più essoterici e manifesti.

Proprio seguendo la logica del romanzo "NEL NOME DI ISHMAEL", possiamo sbilanciarci trattando il possibile macro-messaggio in relazione alla visita del premier turco Erdogan a Roma che ha incontrato sia Gentiloni che Papa Francesco e si è stranamente esposto sul caso di Macerata, entrando nello specifico della storia accusandoci di essere islamofobici; curioso che un leader di quel livello si spertichi nella trattazione di nostri omicidi mediatici.
Erdogan è in conflitto su diversi livelli con diversi attori politici.
In questi giorni la Turchia è in conflitto con la Siria per il corridoio dei Curdi, ci sono stati bombardamenti a tappeto e decine di morti anche tra i civili.
Ricordiamo che l'Italia, un po' nel silenzio generale, sta vivendo anche gravi tensioni ed uno scontro diplomatico pesante contro il governo turco per via dei gasdotti dell' ENI a Cipro.
"La Saipem 12000 resta ferma in alto mare. La piattaforma dell’Eni, che si stava dirigendo verso Cipro per iniziare operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia, è stata fermata il 10 febbraio “da alcune navi militari turche con l’intimazione a non proseguire perché sarebbero in corso attività militari nell’area di destinazione”, aveva fatto sapere il gruppo in una nota. Il programma era quello di avviare “attività di perforazione nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro”. Un progetto che incontra l’ostilità della Turchia. Recep Tayyip Erdogan ha posto il tema a Sergio Mattarella e a Paolo Gentiloni nella sua recente visita a Roma."
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/12/nave-delleni-bloccata-a-cipro-bruxelles-turchia-eviti-frizioni-con-stati-dellue/4155957/

Anche la Nigeria potrebbe rientrare nella guerra ad altissimi livelli per le scorte secoalri di gas e per gli interessi geopolitici e macro-economici che ne derivano, anche la Nigeria potrebbe essere soggetto e/o complemento oggetto del MACRO livello del messaggio in questione.

La sovrastruttura (entità o le entità) decide una location, che solitamente è collegata a qualche personalità politica, al nome della città di origine, a date specifiche e/o con numeri simbolici, nomi corrispondenti, ricorrenze, assonanze... 
Ogni personalità politica di rilievo è in qualche modo ricattabile, al contrario, non occuperebbe quel posto di potere. 
Ergo, viene fatta un'operazione sacrificale che in qualche modo "celebra" l'evento ritenuto importante, tipo come è stato per l'entrata nell'euro, una guerra alle porte, una crisi economica, un passaggio strutturale della repubblica, quando cade un governo, la celebrazione di una ricorrenza nazionale, votazioni, manovre economiche, una visita diplomatica importante, oppure, un avvertimento, un monito, una vendetta, una guerra interna tra le fazioni dei poteri forti che esprimono i relativi casati politici e/o personaggi politici.
Questa comunicazione simbolico esoterica, che si esprime attraverso la propaganda mediatica, è un linguaggio operativo occulto, mutuato dal linguaggio iniziatico occidentale rosicruciano e non solo, ha diverse funzioni ed ogni livello che partecipa all'operazione soddisfa suoi relativi bisogni, essa si esprime solitamente con un omicidio rituale, spesso di giovani ragazze, di donne, di uomini ed addirittura di bambini.



giovedì 8 febbraio 2018

PAMELA E L'UOMO NERO... parte 1°


Lo scorso 31 gennaio nelle campagne di Pollenza, vicino a Macerata, è stato ritrovato il corpo smembrato e nudo di Pamela Mastropietro, 18enne di Roma, all’interno di due valigie abbandonate in un fosso. Pamela era nelle Marche dallo scorso ottobre ospite della comunità di recupero Pars di Corridonia per un problema di tossicodipendenza. Si era allontanata dalla struttura il 29 Gennaio, senza documenti né cellulare, portando con sé solo un trolley rosso.
Luca Traini ha 28 anni è incensurato e risiede a Tolentino, è lui l'uomo che ha seminato il panico per le vie di Macerata sparando colpi di pistola dalla propria auto e ferendo sei persone, tutti stranieri.
Alle elezioni del 2017 Traini si era candidato per la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, un comune di 15.000 abitanti nel Maceratese, prese zero preferenze. 
In un manifesto elettorale, Traini 11 Giugno 2017 appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra.

Diversi omicidi mediatici sono operazioni costruite a tavolino, dove le vittime purtroppo sono sempre reali, mentre i colpevoli ufficiali spesso sono capri espiatori del momento. 
Ciò non significa che non esistano omicidi fisiologici quotidiani od extracomunitari criminali, ma quelli RAPPRESENTATI massivamente sui media, in sincrono digitale e con identici palinsesti televisivi, ricevendo gli stessi ordini ANSA di veicolare certe notizie rispetto ad altre, con tutte le simbologie comunicative che ne conseguono, sono quasi sempre omicidi di stato.
Quello di Macerata è un classico esempio fin troppo palese di manipolazione, accaduto nella città della Presidentessa Boldrini, seguito dallo sgozzamento in rete della stessa, ritratta e photoscioppata su FB, dal quale è scaturita la sparatoria del candidato manciuriano di estrema destra TRAINI con una calibro 9 contro 6 stranieri nei pressi di un bar della città.
Questo dualismo sincronico (nigeriano killer seriale vs psicopatico punitore razzista) è la rappresentazione controiniziata della celebrazione del potere, e questa tradizione esoterica-miliziana (essendo diretta discendenza ed emanazione antropologica della figura del sacerdote guerriero tribale ancestrale) si esprime ritualmente attraverso omicidi di giovani donne.
Questo sistema occulto e violento, talvolta, esprime anche quella politica che poi, paradossalmente, fa leggi come quelle sul femminicidio...
Gli opposti estremismi, come nella miglior tradizione della strategia della tensione, sono funzionali allo schema di potere ed alla sovrastruttura che regola la nostra società, energeticamente e simbolicamente sorreggono le due colonne del Tempio dell'oracolo. In questo caso, gli opposti estremisti sono da un lato il nigeriano che taglia la ragazzina a pezzettini ed il fanatico che spara all'impazzata.

Cui prodest? 
Questa tipologia di notizie favorisce entrambi gli schieramenti che si vanno a delineare come effetto domino a valanga (garantisti progressisti vs forcaioli giustizialisti reazionari). Paradossalmente entrambi gli schieramenti, che in un'ottica più ampia sono due facce della stessa medaglia, sorreggono e fortificano lo stesso schema di potere che li emana. Schema che è forma pensiero di comando, l'egregora astratta e quindi immortale del potere. 
Morto un papa se ne fa un altro, ma lo schema sovrastrutturale rimane intatto, in quanto entità metafisica introiettata nella psicologia di massa dei sudditi...
Dal conflitto artificiale scaturito dalle due vicende uguali/opposte, plasmato dal magus di turno, lo status quo si fortifica e diviene l'ennesima soluzione protratta nel tempo, unica via di scampo al caos generale. E' lo stesso paradigma che succedeva durante la strategia della tensione fino al 92, oggi però trasmutato in omicidi mediatici su scala nazionale, siamo passati in 30 anni dalle stragi eclatanti agli omicidi familiari mediatici.
Il tutto è sfruttato politicamente per diverse ragioni.
Le vicende del nigeriano assassino e del punitore razzista sono in qualche modo legate, come dicevano prima, si complementano e servono allo schema di potere ad auto-alimentarsi come autorità vigente, autorità che gestirà gli opposti estremismi delle due fazioni per rinascere come una fenice e, nel concreto, ristabilire l'ordine costituito (probabile governo tecnico nel caos generale), celebrandolo attraverso un sacrificio, facendosi accettare inconsciamente dai cittadini (la pubblicità funziona esattamente così), metabolizzando successivamente il dissenso, ergo, premiando il risolutore finale.
Empiricamente, questo processo esoterico, politico e mediatico, sposterà nel tempo ulteriormente l'asse della livella a destra, offrendosi come una soluzione alla società malata e drogata.
Drogata come la povera Pamela, che simbolicamente ha espiato le sue colpe attraverso un rito sacrificale di sangue e di purificazione, società che dovrà rinascere sulle macerie antiche, un po' come Macerata nasce dalle macerie dell'antica Helvia Recina, come ci indica l'origine etimologica del suo nome.


Alla massa però piace pensare che sia stato l'uomo nero cattivo a scuoiare la ragazza, senza manco sincerarsi di come diavolo sia avvenuto tale crimine, secondo quali dinamiche, con quali strumenti, quante persone avrebbero realizzato l'omicidio o se ha fatto tutto da solo, come è possibile sia stato concluso tutto in poco tempo e senza apparente movente, perché e come sono stati sezionati chirurgicamente organi interni, perché è stato reciso il seno ed asportato completamente il pube, come avrebbe/avrebbero fatto a svuotare completamente il sangue dal suo corpo e dove lo avrebbero occultato, gli organi mancanti dove sono finiti, il pube reciso chirurgicamente che fine ha fatto e, soprattutto, perché avrebbe lasciato i trolley con dentro il corpo vicino ad una villa sul ciglio della strada in bella vista???
Tutte domande che sorgono spontanee e che vanno a creare vistose contraddizioni con le versioni ufficialiste degli inquirenti e dei giornali.
Allo stato attuale, da quello che illegalmente sta trapelando sui media nell'indifferenza ed ignoranza generale (nessuno si chiede come sia possibile questo scempio illiberale), ed anche da un minimo di logica e buon senso, secondo me, nessuna donna è stata macellata nella mansarda del nigeriano, lui è innocente e non in quanto povero straniero da compiangere, ma in quanto palese capro espiatorio, a prescindere dal colore della sua pelle e dalla sua etnia.
Le vicende riportano aspetti surreali, improbabili e fantascientifici, ma cerchiamo di capire le probabili dinamiche e le tante contraddizioni che emergono:
1- Per macellare una persona senza farsi notare da tutto il quartiere, serve prima di tutto l'ambiente adatto (provate a vedere come funziona un macello, quanto rumore, quanto sangue e che confusione).
2-Servono determinati strumenti e competenze per sezionare ed asportare chirurgicamente organi interni, per recidere seni e pube.
3-Serve la possibilità di occultare litri di sangue (raccolti dove e come?) e quant'altro (nessuna traccia nel bagno allo stato attuale)
4- Servono almeno 100 mq di teloni resistenti per una mansarda di 40 mq, utili a coprire pareti, soffitto, pavimenti, mobili e per non verniciare di rosso tutto quanto (ricordate la premura di DEXTER per non lasciare alcuna traccia?). 
Quanto vi piaceva come occultava i cadaveri dopo averli uccisi? 
Ecco, funziona così nella realtà, è complesso e difficile lasciare intonsa una stanza dopo un omicidio del genere, senza lordarsi di sangue mentre si macella una persona, oltretutto con la non remota possibilità di lasciare tracce ovunque in casa, nel palazzo e per tutta Macerata (pare siano state trovate solo poche tracce di sangue in casa con il luminol)
5-Dopo aver sezionato accuratamente come un novello Hannibal Lecter una ragazza, dopo aver asportato con dovizia organi interni, seni e pube, senza aver lasciato quasi nessuna traccia ematica (molto meglio di DEXTER), senza aver fatto alcun rumore per macellare allarmando i vicini, avendo avuto il tempo per ripulire il corpo e la casa con decine di litri di candeggina, lo ABBANDONA davanti al cancello di una villa vicino al ciglio della strada IN BELLA VISTA, però dimenticandosi la giacca della ragazza in casa (ridatemi i soldi del biglietto, eh...).
Gli altri organi asportati se li è mangiati improvisamente? 
Tutti i suoi vestiti lordi di sangue dove li ha buttati? 
Tutto l'ambaradan per operare (teloni, seghe, ecc...) dove è finito? 
Il MOVENTE di tale omicidio quale sarebbe???

BACK IN BLACK???
cit. ACDC
In procinto di elezioni politiche importanti, di particolari manovre e cambiamenti politici, di crisi economiche e strutturali, di celebrazioni e ricorrenze, di momenti topici della vita della Repubblica, di strategie internazionali, di cambiamenti globali, di guerre imminenti, gli immigrati e le classi sociali più indigenti o culturalmente più deboli sono il bersaglio perfetto di questo centro dell'occulto che scrive romanzi dell'orrore e poi li mette in scena.
Diventano improvvisamente molto attivi in omicidi con maceti, smembramenti, stupri, talvolta sembra che aspettino il momento giusto per essere strumentalizzati dai media ed i moralizzatori di turno.
Essendo l' ENTITA', alcuni la chiamano DEEP STATE, alcuni scrittori ISHMAEL, un organo segreto del governo ombra che attinge grammatica, linguaggio e modalità operative da mondi occulti e lontani, attraverso contractor e professionisti di agenzie private, in certe fasi della vita repubblicana torna alla ribalta con la mattanza ed i soliti capri espiatori da sacrificare all'altare della patria od a qualche altro altare.
La scorsa estate c'era stato il caso della violenza sessuale ai danni di una povera ragazza polacca in vacanza in Romagna, vicenda dove furono accusati un gruppo di extracomunitari, notizia compensata mediaticamente da un'altra violenza ai danni di due turiste americane per mano di due carabinieri in servizio. Oggi, in un diverso contesto, ci troviamo esattamente nella stessa situazione mediatica, dove un fatto criminale equilibra la livella con un fatto similare ma opposto (stranieri in uno, poliziotti nell'altro), unico comun denominatore, le vittime femminili.
Il top della riprogrammazione mentale del Deep-State per comporre nuovi cortocircuiti nella testa del popolino in cerca di protezione ed astinenza da rogo è: Ragazzo Nero Uccide/Violenta/Massacra... Ragazza Giovane e Bianca.
Nell'immaginario comune, una tragedia del genere fa logicamente colpo ed equivale ad un comando Monarch collettivo, che si traduce elettoralmente, simbolicamente ed energeticamente, perché le motivazioni che stanno dietro a questi fatti sono ancora più complesse.
Funziona a livello inconscio come un lavaggio del cervello, violenza chiama violenza, questo è l'effetto domino sperato e ricercato, la vicenda di cronaca nera alimenta nell'utente forte ansia e l'aggressività è una conseguenza di un'ansia indotta e non più controllata.
La famosa pancia dello spettatore ignaro stimolata da pruriti reazionari...
L'entità oltre ad utilizzare contractor e killer seriali professionisti, viene a creare una sorta di piovra culturale che coinvolge diversi livelli, come persone comuni o vicine alle vittime che entrano a far parte dell'operazione rituale loro malgrado, e che vengono talvolta costretti a contribuire a crimini o depistaggi sotto ricatto, un po' come funziona per la mafia.
Ognuno ha qualcuno sopra che lo "comanda", ed a sua volta è comandato e ricattato da qualche livello superiore.




mercoledì 31 gennaio 2018

IL MAGO DEI VACCINI di A. Cinquegrani (La Voce delle Voci)



La guerra dei vaccini continua. I Soloni della Medicina uniti e compatti contro l’ultima puntata di Report, solito condottiero Roberto Burioni, che si autogiudica l’unico super esperto di vaccini mentre il popolo bue non ha diritto di parola né di minima contestazione e per i medici che osano osservare qualcosa c’è pericolo radiazione, come sta già succedendo in alcune regioni. La grancassa dei media è al servizio di Big Pharma, pseudo verità scientifiche spacciate per Vangelo tanto i cretini sono lì pronti a berle d’un fiato.
Intanto, cominciano a spuntare alcuni precisi interessi non solo scientifici ma anche economici del Vate Burioni. Tanto perchè si cominci a intendere che, al solito, lorsignori non se ne fregano della salute di bimbi e scolaresche, ma dei danari che riempiono le loro tasche, a bordo di brevetti, la catena delle sperimentazioni, poi il battesimo e finalmente le lucrose commercializzazioni. Ma procediamo per gradi e partiamo dalle news.
Zeppo di critiche contro la trasmissione di Sigfrido Ranucci– che sta riacquistando smalto e grinta dopo le ultime annate a base di pizza & babà – dedicata al vaccino contro il Papilloma virus in cui si parlava degli effetti avversi a questo tipo di vaccinazione contro il tumore al collo dell’utero, il pezzo di Repubblica on line firmato da Valeria Pini. Che così esordisce: “Il primo a scendere in campo, dopo la messa in onda, è il virologo Roberto Burioni. ‘Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile. E’ abusare in maniera perversa della libertà di opinione. E’ come gridare ‘c’è una bomba’ in uno stadio affollato per vedere la gente che fuggendo calpesta i bambini. Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, a individui senza alcuna autorevolezza e ha mescolato sapientemente possibili tangenti e ipotesi non confermate per ottenere un effetto abominevole: instillare timore nei confronti di una pratica medica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da una morte atroce’”.

LE GAFFE DEL SENATORE ANDREA MARCUCCI
L’elenco dei lanciatori di strali è affollato: dal presidente della Società italiana di virologia, Giorgio Palù, al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi.
Sul fonte politico su tutte le furie i Pd, con un presidente – ahinoi – Matteo Orfini che si balocca a ri-postare e far girare sui social le frasi di Burioni e un presidente della Conferenza delle Regioni (e lui stesso al vertice emiliano-romagnolo), Stefano Bonaccini che sconfortato nota: “mentre tornano a far paura malattie debellate da decenni a causa di stregoni da web e disinformazione sui vaccini, ci mancava solo report”.
Poteva, almeno una volta, profittare per tacere l’antenna di Renzi al Senato, Andrea Marcucci, presidente (ri-ahinoi) della commissione Istruzione e beni culturali: “intollerabile – insorge – che dal servizio pubblico vengano diffuse falsità contro i vaccini”. Ed è intollerabile che il servizio pubbico di casa nostra non realizzi un docufilm – come ad esempio hanno fatto negli Usa e in Inghilterra – sulla strage del sangue infetto, che ha, fra gli altri, nomi, un cognomi e indirizzi ben precisi: le aziende del gruppo Marcucci, un tempo di babbo Guelfo e ora nelle mani dei rampolli Paolo (al timone della corazzata Kedrion), Marialina (una passione per le antenne e i festival, un tempo coeditore dell’Unità – tri ahinoi) e, appunto, il senatore Andrea.

Ma in questi mesi il diluvio di carta (straccia) per diffondere il Verbo di Burioni & C. è stato incontenibile. Un vero alluvione, stavolta sì, in perfetto stile Minculpop (per la serie mi inculo il popolo, sempre bue).
Ecco tre chicche in rapida carrellata, che hanno avuto il degno coronamento con la comparsata del premier Matteo Renzi davanti ai microfoni di Lilli Gruber per inneggiare ai vaccini e bacchettare quel mascalzone d’un Adriano Zaccagnini ex 5 Stelle che ha osato parlare di un uso consapevole e controllato dei vaccini; Renzi, of course, ha citato il nome del profeta Burioni come simbolo della Alta Scienza imbufalita.
Apriamo con la parola ad una giornalista-scienziata, o meglio appassionata di scienza, “organizzo e risolvo”, come si autodefinisce in sella al suo Galileoeditgalileonet.it. Ebbene, la signora o signorina, anzi la prof. Letizia Gabaglio – mandate a memoria questo nome, perchè lo risentirete presto da Stoccolma, caso mai in compagnia di Vate Burioni – ha ricevuto in appalto una colonnina dell’Espresso, e così si esprime nel numero del 12 febbraio sotto il titolo: “Salute – La verità, vi prego, sui vaccini”. Esordisce la columnist: “quando si parla di vaccini le parole sono importanti. E’ sul passaparola che si fonda l’idea che siano pericolosi, che causino danni neurologici, che facciano arricchire le case farmaceutiche. E’ purtroppo sulle parole di alcuni medici – ora per fortuna pubblicamente sanzionati dagli Ordini regionali – che si basa la sicurezza degli antivax”. Poi: “non ci sono vaccini indispensabili e altri accessori. Al contrario, gli esperti dicono che è importante farli tutti”. Ottimo e abbondante.

18 marzo, un’intera paginata – la numero 21 – del Corsera, firmata da Simona Ravizza, un cognome che profuma tanto di farmaci. Un sorta di vademecum dei vaccini, “nella testa di chi dice no”, e tanto per spiegarsi meglio “dall’autismo come effetto collaterale ai complotti delle aziende del farmaco, ecco le tesi false e come smentirle”. Pensate che ci sia un qualche contraddittorio? Che venga chiesto il parere di uno scienziato che non la pensa così? Macchè. Il nostro Cicerone è sempre, immancabilmente Burioni che, punto per punto “spiega”, “scandisce”, “rimarca”, “ricorda” “osserva categorico”. Un piccolo sommario spiega la ratio dell’articolo: “Nella testa di chi dice no alle vaccinazioni – ammonisce la fida Ravizza – si rincorrono luoghi comuni e timori infondati. Un conto sono però le proprie paure, un altro le verità scientifiche incontrovertibili. Da conoscere e ricordare. Per fare la cosa giusta. Roberto Burioni, virologo dell’ospedale San Raffaele e autore del libro ‘Il vaccino non è un’opinione‘, smonta le convinzioni che spingono sempre più genitori a non proteggere i propri bimbi”. Capito, genitori ignoranti e incoscienti?

E la primavera non può inaugurarsi meglio che con le parole di un altro piccolo profeta, mollemente disteso sulla sua Amaca di Repubblica per ammaestrare quel popolo sempre bue e somministrargli pillole di saggezza. Si tratta di MicheleSerra, che un tempo faceva ridere, oggi fa solo piangere. Ecco il suo Pensierino del 21 marzo: “La fronda antivaccini, nonostante ogni controdeduzione scientifica e statistica, tiene il punto, con solidi addentellati nel primo o secondo dei partiti italiani, il Movimento Cinque Stelle. Ben al di là della questione in sé (comunque grave per le ripercussioni che le scelte di pochi infliggono a molti), quello che sconforta è l’umore di fondo al quale attecchiscono queste mattane: una diffidenza irriducibile a qualunque ‘verità ufficiale’, scientifica o politica o culturale o altro, nel nome di una specie di insorgenza controculturale molto selfie, autoprodotta e autocondotta. Il mondo visto come una losca trama di caste e consorterie, come una incrostazione di inganni, una frode ininterrotta, alla quale il solo rimedio da opporre è un rifiuto irriducibile, un rancore incolmabile”. Boh. Passiamo a robe più serie, come le sigle & le invenzioni del Mago dei Maghi, Roberto Burioni.



TUTTI GLI ANGELI BENEFICI AL SERVIZIO DELLA SCIENZA
La nostra indagine è partita grazie ad un lettore che ci ha inviato una mail. Eccone il succo: “Roberto Burioni, noto virologo pro vaccini, da mesi presenzia in tv e sui giornali con interviste. Ricordo tra le altre la sua sparata riguardo al ‘ban’ facile nella sua pagina verso chi – secondo lui – non ne capisce di vaccini, poi rivelatasi pura censura. Come accade quando nutro dell’interesse verso un personaggio faccio una ricerca per capire chi sia, se sia in buona fede o meno, se abbia interessi economici o altro. Non si chiede all’oste se il vino è buono. Giusto? Bene, tornando a Burioni si scopre che è proprietario di parecchi anticorpi anche per uso vaccinale, cioè i suoi anticorpi possono essere inseriti nei vaccini e aiutano i nostri anticorpi a reagire alla malattia.
Vi posto il link del centro brevetti con tutta la lista di Burioni: http://patents.justia.com/inventor/roberto-burioni

Cerco di non pensar male e continuo la ricerca. Burioni è uno degli scienziati di punta della PomonaRicerca srl, quindi vado a vedere di cosa si occupa la Pomona sul sito dell’azienda e sulla descrizione si legge: “il loro lavoro (di Burioni e di un altro scienziato, Massimo Clementi) mette Pomona in una posizione leader per la progettazione e lo sviluppo di vaccini innovativi”, sempre nell’ambito degli anticorpi. 
Qui il link: http://www.pomonaricerca.com

Continua il report del nostro lettore: “Arrivato a questo punto sono rimasto alquanto sorpreso, sono andato sulla sua pagina a chiedere informazioni su questi tre punti: i suoi brevetti; la Pomona; il vaccino obbligatorio per l’Epatite del ’98 grazie ad una tangente. Chiedo, con cortesia, di togliere ogni dubbio riguardo un suo possibile conflitto di interessi. Bene, bloccato seduta stante. Il motto di Burioni è: ‘Il vaccino non è un’opinione’. Già, è una fonte di guadagno?”.
Cerchiamo di vederci più chiaro. Cominciamo dal partner scientifico, Clementi. Il quale affida ad internet un pedigree chilometrico che vanta le docenze come assistente, poi aiuto, quindi associato indi ordinario in virologia e microbiologia da Ancona a Trieste fino all’approdo nell’isola felice del San Raffaele – la creatura di don Luigi Verzè, il grande amico di Silvio Berlusconi – dove trova il collega Burioni.
Insieme, il tandem delle meraviglie, nell’arco d’un decennio, dal 2006 al 2016, ha deposito una sfilza di brevetti. Di eccellenza i committenti, una serie di aziende: la già citata Pomona Ricerca srl, Bracco Imaging spa, Ribovax Biotecnologie SA, Generale Anticorpi e Biotecnologie srl.
In un sito americano, ecco un breve profilo di Pomona: “E’ una compagnia privata che opera nel settore delle biotecnologie e impegnata nello studio, sviluppo e produzione di anticorpi umani monoclonali in grado di combattere varie patologie virali come l’epatite C, i virus influenzali, l’JC virus. Fondata nel 2010, la società ha nel corso degli anni acquisito gli asset e la proprietà intellettuale di diverse piccole compagnie che si occupano di biotecnologie, il tutto basato sulle ricerche di due professori dell’Università San Raffaele. I professori Clementi e Burioni sono considerati tra i ‘key opinion leaders’ (gli esperti ‘chiave’) e gli esperti di maggior livello internazionale. La loro consolidata esperienza consente a Pomonadi occupare una posizione leader nel settore. Pomona Ricerca è finanziata da angel investors”, ossia da finanziatori con le ali, come appunto gli angeli.
Più concreti alla Bracco, la cui lady di ferro, Diana, la star dell’Expo di Milano, ha le sue gatte da pelare alla procura di Milano, che ha chiesto 1 anno e tre mesi per la disinvolta gestione dei bilanci societari, con una serie di milioncini che servivano per mantenere le ville a Capri o in Costa Azzurra, bazzecole per una Paperona come lei, piccole sviste amministrative… . Bracco Imaging spa ha il suo quartier generale a Trieste e – come viene descritto nel sito – “è un’azienda leader globale nella diagnostica per immagini, presente in oltre 90 paesi di tutto il mondo, direttamente o indirettamente attraverso società controllate o joint ventures, con una forte leadership nelle aree geografiche più significative. Le nostre attività di ricerca sono situate in Italia, Stati Uniti e Svizzera”.
E proprio a Ginevra, in Svizzera, si trova la sede principale di Ribovax Biotecnologies Sa, una società anonima localizzata in Avenue des Morgines, all’interno del mega Business Center della incantevole città elvetica.

FRA ALAMBICCHI, PROVETTE & VACCINI DI MAGO BURIONI
Ma passiamo in rapida carrellata, ora, alcune tra le invenzioni più gettonate. Questa la breve introduzione al capitolo “I brevetti dell’inventore Roberto Burioni”. “Roberto Burioni ha depositato brevetti per proteggere le seguenti invenzioni. Questo elenco include domande di brevetto in sospeso, così come i brevetti già concessi dagli Stati Uniti Patent and Trademark Office (USPTO)”.
Partiamo dall’invenzione che porta, come numero progressivo, il 20160200801, “data di archiviazione 29 marzo 2016, data di pubblicazione 14 luglio 2016, richiedente Pomona Ricerca srl”. Ecco il cosiddetto abstract: “Anticorpi monoclonali diretti contro il virus influenzale A” e alla fine dopo un’articolata descrizione: “Gli anticorpi monoclonali possono essere utilizzati anche per testare preparazioni di anticorpi da utilizzare come vaccini”.
Passiamo al numero 20160060325, archiviato l’11 novembre 2015 e pubblicato il 3 marzo 2016. A richiederlo la solita Pomona. Si tratta di una variazione della precedente ricerca, e perciò riguarda sempre il virus influenzale A.
Eccoci al numero di brevetto 9200054, sempre Pomonacome assegnatario ma stavolta un forte sfalso nelle date: archiviato il 27 maggio 2009, la data finale è quella del 26 gennaio 2016. Sorge spontanea una domanda: come fa ad averlo richiesto, Pomona, se all’epoca ancora non esisteva, visto che è nata nel 2010? Misteri delle bioscienze. Il tema, però, è sempre lo stesso, anche se con qualche piccola variazione: vaccini per il virus influenzale A, un vero pozzo di San Patrizio.

Segue a ruota il numero 9200063, ancora Pomona, date molto lontane, ossia archiviazione a marzo 2009 e brevetto rilasciato il 1 dicembre 2015. Resta quell’interrogativo.
Per non farla lunga, i due scienziati lavorano per Pomona anche con il brevetto 8486406 archiviato il 1 giugno 2010 (e qui con le date ci possiamo stare) e varato a luglio 2013, stavolta riguardante un altro tema: “l’uso di anticorpi monoclonali FAB28 e FAB49 per il trattamento profilattico e terapeutico di influenza A di origine suina”.
Poi con il brevetto 8623363, e ci risiamo con lo sfalso di date, dall’archiviazione del 21 dicembre 2009 (le date non si trovano) e la ratifica del brevetto del 7 gennaio 2014. Ricambia il tema: “La presente invenzione riguarda l’anticorpo monoclonale E20 o un frammento funzionale di esso come un medicamento per il trattamento terapeutico e prevenzione delle infezioni da HCV”.
Ancor più strane le date in occasione del brevetto 8367061. Pomona, of course, non manca mai all’appello, ma l’archiviazione è nientemeno che di inizio 2008 (per la precisione del 29 gennaio 2008) quando Pomona era ancora ben lontana dall’essere concepita, e il brevetto reca la data di febbraio 2013. Poco chiaro l’abstract: “Novel anti-idiotipo sono descritti anticorpi monoclonali che sono in grado di specificamente reagire con l’idiotipo di anticorpi anti-gp120 umani, di inibire il legame tra antigene gp120 e anticorpi anti-gp120 umani” e via farneticando. Boh.
Rientriamo fra i ranghi con il brevetto 20130022608, archiviato a marzo 2011 e pubblicato meno di due anni dopo, gennaio 2013. Tema di nuovo a base di virus influenzale A e in particolare “gli anticorpi monoclonali che sono immunoglobuline lg-G isotopo full-lenght e che sono caratterizzati da una elevata attività neutralizzante ad ampio raggio contro il virus influenzale A”.

Passiamo ai brevetti richiesti a Burioni e Clementi dalla Bracco Imaging spa. Eccoci al numero 20120165211: stavolta non passano anni, anche molti, dall’archiviazione alla pubblicazione, ma solo pochi mesi: 13 gennaio 2012 l’archiviazione e 28 giugno 2012 la pubblicazione. Rapidi come saette. Stavolta, però gli inventori sono 4: accanto ai due, infatti, ritroviamo anche Filippo Canducci eFederico Maisano. Denso l’abstract: “La presente invenzione si riferisce ad anticorpi umane derivate da librerie anticorpali umani preparati dalle placche aterosclerotiche”. Segue una arci arzigogolata descrizione scientifica.
Due anni passano per un altro brevetto, il 20120115741, per la precisione dal 17 marzo 2010 al 10 maggio 2012: “la presente invenzione descrive anticorpi o frammenti di esso in grado di legarsi isolate campioni di placca coronarica e dei processi per la loro produzione utilizzando le cellule ospiti contenenti sequenze di DNA che codificano per gli anticorpi detto di frammenti della stessa”. Poco chiaro a mortali e non, ma andiamo avanti.
Sempre poco più di due anni (settembre 2008-dicembre 2010) per il brevetto 20100316563: “un processo è previsto per la preparazione di anticorpi o loro frammenti utilizzando una cellula ospite procariota contenente sequenze di DNA che codificano per detti anticorpi di loro frammenti, in cui detta sequenza di DNA è derivata da un campione di placca coronarica”.

Eccoci alla ginevrina Ribovax Biotecnologie Sa. Si tratta delle invenzioni più antiche, praticamente anche oltre una decina d’anni fa. Partiamo dal brevetto 7811973, archiviazione a luglio 2006, pubblicazione quattro anni più tardi, ottobre 2010: “La presente invenzione fornisce nuove tecnologie per la produzione e screening proteine di fusione sulla superficie del fago filamentoso”.
Marzo 2008, giugno 2010 per il brevetto 20100143376: “la presente invenzione fornisce sequenze di anticorpi romanzo che si legano e neutralizzano Rosolia Virus (RUV)”.
Pressochè identico arco temporale (febbraio 2008-marzo 2010) per il numero 20100074906, “la presente invenzione fornisce sequenze di anticorpi che si legano nuovi Varicella Zoster (VZV) e neutralizzare l’infezione VZV”…
Per finire con la Generale Anticorpi e Biotecnologie srl, alla quale il magico tandem d’attacco (ai vaccini) recapita un solo brevetto, il numero 7727529, archiviato a maggio 2008 e ratificato due anni dopo, giugno 2010. “L’invenzione si riferisce ad un anticorpo umano o ai suoi frammenti funzionali, diretto contro la glicopropteina E2 di HCV, in grado di avere una attività neutralizzante in vivo; una composizione per la terapia anti-HCV comprendente una quantità terapeuticamente efficace dell’anticorpo; una composizione per uso topico in gel, creme, pomate e formulazione ovuli; l’uso di anticorpi per la convalida vaccini anti HCV”.
Il vaccino, già, non è un’opinione. Sarà mai – come si chiede il nostro lettore – una fonte di guadagno?

lunedì 29 gennaio 2018

LEGA E SALVINI: FINTI ANTAGONISTI E NUOVI CONTENITORI DEL DISSENSO...



La Lega Nord nasce in Italia sul finire degli anni ottanta sulla scia del crollo dei partiti tradizionali. Le forze politiche identitarie, oggettivo freno per l’espansione di una tecnocrazia ingorda e nichilista, andavano distrutte per aprire la strada alla successiva svendita dei beni di Stato preparata dal Venerabile Maestro Mario Draghi. Molti di voi ricorderanno il cappio portato in Aula da tale onorevole Orsenigo, simbolo di un furore giustizialista che pervadeva in profondità una società comunque grassa e opulenta. Per una strana nemesi della Storia, la Lega bossiana finirà per morire impiccata da quello stesso cappio moralisteggiante che per anni con tanta spregiudicatezza i presunti celtici avevano impunemente brandito.
A fianco ad una retorica anti Roma-ladrona, la Lega era poi cresciuta solleticando le ambizioni dei tanti federalisti all’amatriciana che vedevano nell’invadenza dello Stato la causa del declino italiano. Anni passati nelle stanze del potere in compagnia di dudù e Berlusconi? Molti. Risultati? Zero.
In quel tempo Salvini, quando ancora l’ordine era quello di ottenere la fiducia degli abitanti della Val Brembana spiegando loro le malefatte di tutti quelli che abitavano a sud di Pizzighettone, premeva affinché i discendenti di Ario cacciassero tutti gli impuri dalla zona euro, eden dorato preparato dal Dio Odino a beneficio dei soli eletti. 
Poi, all’improvviso, dopo un doloroso ripensamento programmatico durato più di quattro minuti, la Lega decide guarda caso di buttare a mare tutto il vecchio armamentario federalista, ampollista, pro-euro, anticasta e anti-meridionalista, per partire lancia in resta in difesa di una causa nazionalista e patriottica per anni schifiata e dileggiata. Tutti possono cambiare idea, ci mancherebbe altro. Così come tutti hanno però il diritto di ipotizzare la strumentalità di una operazione tanto repentina e sospetta. Il Front National di Marine Le Pen, piaccia o no, è comunque un partito sviluppatosi in maniera coerente rispetto alle posizioni di partenza. Un partito che oppone legittimamente il desiderio di rinverdire i fasti di un nazionalismo ora rinvigorito dal fallimento di un modello globale economicistico e affamante. 
Dopo avere puntato il dito contro gli effetti di una immigrazione indiscriminata, il segretario del Carroccio dichiara: “… sì a drastico taglio delle tasse per ridare fiato alle imprese. Non a caso il 13 dicembre abbiamo in programma un evento con l’inventore della Flat Tax, l’economista Alvin Rabushka…”. 
Ecco, la proposta macroeconoma di Salvini comincia finalmente ad essere più chiara. 
Praticamente Salvini, abbracciando una impostazione chiaramente neoliberista, sta proponendo per tutti una aliquota secca e non progressiva, trattando nei fatti in maniera identica dal punto di vista fiscale tanto il singolo operaio quanto il grande industriale. 
Ma trattare allo stesso modo situazioni diverse non è sinonimo di giustizia. 
Per chi non lo sapesse poi, Alvin Rabushka è un discepolo del famigerato ultraliberista Milton Friedman, mostro sacro del pensiero economico moderno caro al cuore dei vari Giannino, Boldrin e Scacciavillani.
Sunto di un articolo di Francesco Maria Toscano
4/11/2014
http://www.ilmoralista.it/2014/11/04/lantikeynesiano-matteo-salvini/



La LEGA vivendo all'ombra e sotto la cappella di Berlusconi, uomo NATO, piduista, miliardario ed uomo ancora utile alla sovrastruttura atlantista, essendo un partito liberista con ricette economiche padronali, è servito nella sua prima fase costituente a destrutturare il concetto di stato sociale, di sovranità nazionale e di statalismo, ed il suo finto separatismo d'accatto passato è stato strumento utile allo schema di potere, poi nella fase 2 è stato partito di governo senza produrre nulla di utile e cambiando idea su tutti i fronti, a seconda delle esigenze elettorali. Questo è stato anche il periodo dei grandi scandali, della bancarotta, dei diamanti in Tanzania, della serie AIUTIAMOLI A CASA LORO SENZA I LORO DIAMANTI.
Infine, arriviamo ai giorni nostri, dove la LEGA svolge per conto terzi la fase 3, ovvero quella di contenitore del dissenso populista e, soprattutto, quella di metabolizzatore della rabbia popolare.
Il tutto alle dipendenze del centro-destra, parte politica che in passato ha votato EURO, TRATTATO DI LISBONA, JOBS ACT, FORNERO, GUERRE insieme al PD, e dopo aver sponsorizzato RENZI come finto antagonista.
I contenitori del dissenso sono importanti allo schema del potere quando il RE è troppo svestito e va spostato un bersaglio troppo visibile ai sudditi.
Prima fu il M5S, che oggi pare abbia iniziato ad esaurire la sua spinta propulsiva originale.
Dopo l'abbandono di Grillo, il partito inizierà, come previsto anni fa, a spappolarsi in diversi fronti, avendo esaurito quel compito per il quale i suoi mentori occulti lo avevano plasmato all'ombra del comico. Oggi è il turno della LEGA che, con SALVINI, ha avviato il corso nazionalista sovranista, LUI l'ultimo araldo e baluardo per infinocchiare ancora una volta l'elettorato verso bersagli comodi, spostandoli dai veri bersagli, puntando come sempre sulla guerra tra poveri, alzando il tiro rispetto ai più moderati pentastellati.
Sono entrambi contenitori politici che servono a comprimere e metabolizzare il dissenso, ai quali il servo delega le proprie istanze, speranze, nel solco della tipica tradizione mariana italiana.
Arriviamo al capolavoro di Salvini e soci, quello di aver sedotto definitivamente l'economista Bagnai, persona che stimo molto per le sue battaglie e competenze tecniche. che domani si candiderà come indipendente in un partito che lo ha strumentalmente e fortemente voluto.
Bagnai porterà voti interniani dissidenti ed andando nell'alleanza con BERLUSCONI, annullerà, volente e o nolente, proprio quel paradigma rivoluzionario che lo contraddistingueva.
La LEGA l'ha voluto per due motivi fondamentali:
1- attirare voti sovranisti...
2- annullare i sovranisti in un contenitore e forno alchemico, trasformandoli da oro in merda.
Mossa intelligente è stata quella di SALVINI che, come un esperto giocatore di poker, ha fatto bene i suoi calcoli ed ha previsto in anticipo le mosse. bravo...
Forza LEGA, anzi, Forza Italia...
cit.
BAGNAI usa le colpe della sinistra come scusante per la sua di "colpa", quindi, l'esser passato a destra è di fatto un tradimento politico.
Se era la lotta di classe che gli stava a cuore, scoprirà che, come non la fa la sinistra, non la fa neppure la destra. Hanno prevalso in lui aspetti legittimamente più egoici, dopo tanti rifiuti a sinistra che ancora una volta presenta un conto salato ai suoi, forse domani, ex-elettori.
Per proprietà transitiva Bagnai diventa di proprietà di Silvio, ergo delle forze piduiste atlantiste che l'hanno piazzato ed ancora, nonostante qualcuno pensava fosse sotto attacco (ma quando mai), ne usufruiranno per scopi opposti. Diametralmente opposti a quelli per i quali Bagnai ha deciso di scendere in campo. La LEGA, avendo candidato proprio i dissidenti sovranisti, li hai per così dire, METABOLIZZATI, annullandone l'impatto rivoluzionario e dirompente di contrapposizione al sistema...
MDD




sabato 20 gennaio 2018

AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA, BANDIERA ROSSA, BANDIERA ROSSA... cit. CASINI


CASINI candidato del PD a Bologna sembra un titolo satirico di LERCIO, invece, la fantasia ha ancora una volta superato la realtà...
Pier Ferdinando Casini sarà portato in trionfo sul podio petroniano da un elettorato decisamente moderato e conservatore, trasversale sia al centro-sinistra che al centro-destra, in opposizione alla LEGA, al M5S ed alla concorrenza a sinistra.
CASINI nemico storico della sinistra che diventa il candidato simbolo degli ex-comunisti è lo sberleffo finale a quei pochi elettori che ancora ci credono, più fideisti dei cattolici, ottusi come dei muli da soma in vendita. Nell'imbarazzo generale, ecco che ufficialmente il PD ammette pubblicamente di essere la nuova DC, con la differenza di essere molto più a destra.
In realtà, se analizziamo meglio, CASINI è il candidato perfetto per un partito di destra (appunto PD) che voglia puntare a rappresentare meglio di prima gli interessi del padronato.
Si sapeva da 20 anni che la fusione a freddo di due partiti scampati dalle macerie di tangentopoli, avrebbe dato prima o poi i loro frutti.
E che frutti...!!!
La nuova DC è pronta, il tanto agognato PARTITO DELLA NAZIONE prende corpo proprio a Bologna, ex città rossa, CASINI ne è lo sperimentatore, la cavia parlamentare n°0 per testare l'ulteriore spostamento a destra di questo partito che ha i giorni contati, e ben sapendolo corre ai ripari cercando nuovi fedeli del culto, nuove geolocalizzazioni.
A questo serve CASINI, a piantare dei veri e propri casini e cortocircuiti tra gli iscritti che da oggi dovranno fare i salti mortali per giustificare questa colossale presa per il culo.
Ecco, vedete, andrebbe tutto bene se questo fosse l'unico livello di lettura della vicenda, invece ora possiamo addentrarci sul PERCHE' sia candidato proprio uno come lui nel PD, l'ex-nemico storico, mentre nella LEGA viene presentata una candidatura curiosa, ovvero, quella dell'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Andreotti, che pare non fosse proprio in cima ai desideri dei leghisti della prima ora.

Pierferdinando Casini a Bologna sarebbe stato premiato con un bel collegio blindato per aver mandato a puttane il lavoro della commissione d'inchiesta sulle banche di cui era presidente, commissione sulla cui istituzione, tra l'altro, lui stesso aveva espresso voto contrario, salvando la Boschi, mettendo fine allo scandalo della Banca Etruria e di tutte le sue consociate che da oggi pagheranno in sesterzi i loro azionisti, anzi, in fiorini, anzi, in rose rosse appassite.
Piazzare uomini come CASINI serve anche a questo, ma facendo questa incredibile operazione padronale di facciata, il PD mostra ancor di più, per coloro che ancora non se ne fossero accorti, le proprie oscene nudità, mostrando un corpo in decomposizione senza sesso, appartenenza e significato. 
CASINI domani sarà un probabile successore di un polo moderato in costituzione, mentre oggi pare solo un infiltrato voluto da certi poteri forti per correggere il corso degli eventi, uno con il cappotto in mezzo ad un campo di nudisti in procinto di carbonizzarsi al sole.
Ecco che in questo delirio onirico prende significato anche la strana alleanza tra BONINO e TABACCI, nemici storici, oggi tutti felicemente uniti senza più ritegno.


Poi è la volta della LEGA con una BONGIORNO stranamente forcaiola, dopo essere stata supergarantista con il peggio del peggio, che poi è un classico, forte con i ladri di polli e debole con i potenti.
La BONGIORNO, come tanti altri epigoni di questo tempo, viene consigliata dalla sovrastruttura di partecipare all'agone politico. Perché avviene questo processo?
Perché gli araldi di medio, medio-alto lignaggio, appartenenti o attigui a particolari ambienti di potere, sono da sempre utile strumento di controllo, di consiglio per ogni corrente e/o movimento politico. In realtà la BONGIORNO è un'ottima professionista, ma la sua candidatura mi pare sia da annoverare al doppiogiochismo dei più raffinati, come un voler portare SALVINI su posizioni più moderate, pur apparendo talvolta più populista e reazionaria del Re.
Sappiamo come quasi tutti i politici importanti, oltre a contare nulla, sono tutti ricattabili e/o gestibili, ed avendo "controllori", consiglieri, adviser e demiurghi vari, rientrano nei ranghi ogni volta che vorrebbero prendere iniziative non consone all'agenda generale.
Piazzare colei che difendeva Andreotti dentro un partito come la LEGA, ovviamente, è un segnale simbolico importante ed anche un simpatico contrappasso per questi finti salvatori della patria, anch'essi strumento padronale ed altra faccia della medaglia del potere, insieme ai partiti governativi suoi finti nemici.
Un po' come piazzare CASINI candidato del PD, motivazioni e storie differenti, finalità simili, ovvero, l'ulteriore fase di trasformazione di quel poco che era rimasto dei partiti storici. Ad un livello più basso potrebbe apparire solo come una pessima tattica elettorale, in realtà, ci sono livelli di potere che obbligano e consigliano l'entrata di alcuni personaggi per equilibrare le sorti del Pantheon costituzionale.
In parole povere, queste manovre servono sia a creare cortocircuiti agli elettori, che non capiranno tali motivazioni e scelte, sia a contenere una eventuale crescita elettorale eccessiva della LEGA, oppure, spostando volutamente certe tematiche, perché il partito è stato una creazione voluta dagli stessi ambienti che oggi salutano positivamente la BONGIORNO in camicia verde.
Ergo, la LEGA serve allo status quo, ma solo a piccole dosi, esaurito il compito di propaganda assegnatole, se rompe troppo i coglioni con il sovranismo ed altre paturnie, dovrà essere tarpata qualsiasi sua velleità "rivoluzionaria", spostando i bersagli...

A BERLUSCONI, dopo l'entrata in Propaganda due, gli piazzarono Mangano, mafioso doc e killer dei servizi, per capire se poteva essere affidabile e gestibile dalla sovrastruttura. Fecero allora un grande affare, un vero cavallo di razza unico nel suo genere, non clonabile.
Il buon SILVIO rimane il più valoroso combattente, l'ago della bilancia di tutto l'arco costituzionale, quello che un giorno ti sputtana un SALVINI troppo popolare tra le masse, ed un altro dove se ne serve per scopi opposti, oppure, quando fa la spalla a RENZI, fingendo di essere diverso, preferendolo ai pentastellati.
Purtroppo l'aver sposato ai suoi tempi la MORTE NERA, non gli permette ancora di godersi una tranquilla vecchiaia senza problemi, e lo scotto che ancora paga è proprio quello che esercita quotidianamente nell'interpretare un ruolo affidatogli dai suoi mentori in ambienti massonici.
Un giorno fedele piduista al sistema, un giorno passionario antagonista putiniano, un altro ancora amico di GHEDDAFI, e il giorno dopo mentre vota in parlamento assieme al PD la sua fine, tramite bombardamenti mirati di uranio a tappeto in Libia.
Tutto ed il contrario di tutto, il migliore di sempre!!!

Ogni volta che entrano in scena personaggi strani o diversi da quelli che ti aspetteresti, significa che la sovrastruttura ha bisogno di sincerarsi che ognuno dei lacchè politici non esca dai ranghi, con buona pace di coloro che ingenuamente pensano che i loro referenti politici abbiano possibilità di azione reale.
Lo stesso discorso oggi succede per Di Maio...
Il M5S che ha già completamente tarpato la sua ala antagonista di "sinistra" o pseudo-tale, è riuscita ad escludere attivisti storici superati da emeriti sconosciuti, come nel caso dello spogliarellista Domenico Impagliatelli, 41enne in arte Costantino Strapmen, uno dei candidati che non t'aspetti alle Parlamentarie del movimento.
Il M5S sarà pronto, nel caso servisse alla causa, a governare a livello nazionale (o fingere di farlo) al massimo tra 5 anni insieme a qualche altra formazione, per poi trasformarsi definitivamente da "rivoluzionario" ad "ordinario", passaggio che da anni denunciamo come palese.
Esso ha oramai esaurito il suo compito assegnatoli dalla sovrastruttura (per il M5S il demiurgo designato è stato SASSOON, importante filantropo che ha plasmato dall'alto il movimento, inventandone il nome con un preciso significato numerico vitruviano) oggi si appresta a cambiare paradigma. Il M5S ha avuto una importante funzione tattica, ovvero, quella di essere un contenitore politico del dissenso, che però servisse come contraltare al potere vigente, una sorta di speculum utile al mantenimento dell'agone politico, in funzione di legittimazione dell'alveo partitico e di tutto il cosmo che ci gira intorno.
Aver creato il M5S è servito a placare, contenere e metabolizzare la rabbia sociale ed incanalarla lungo altri lidi più istituzionali, insomma, la stampella del potere.
Il 2018 è l'anno della FASE 2, del cambiamento, ma senza farlo vedere troppo, perché ufficialmente sono ancora un partito "CONTRO", con buona pace di tanti loro onesti sostenitori.

Ma vale anche per LIBERI & UGUALI, formazione dell'ala più conservatrice di certi poteri, nascosta sotto le coperte di un sinistrismo d'accatto strumentale alla conservazione ed alla finta contrapposizione, avanguardia civetta che serve a bilanciare le sorti di un centrosinistra in caduta libera. Ogni caduta libera però non deve andare a rovinare troppo la sceneggiata, quindi esistono tanti ghost-adviser che cercano di modellare la storiella in corso d'opera, i greci li chiamavano Arconti.
I nostri eroi non sono proprio quelle figure importanti della teogonia e cosmogonia gnostica, però in piccolo hanno quella funzione di bilanciamento in positivo o negativo di controllori, giudici (nel caso di DI PIETRO e mani pulite, utili idioti al rinnovamento del sistema) controllori dei controllori, designatori, affidabili ed esperti consiglieri dei leader politici.