lunedì 27 giugno 2022

L'INCOMPETENZA DEI MIGLIORI PUPAZZI LIBERALI


"Non c'è fine al peggio, ma è solo l'inizio..." cit. Pupazzo Waldo

I liberali, che poi tanto "liberali" non sono, sui media hanno sbagliato ancora una volta tutte le previsioni, tutte le strategie. Una Caporetto. Le sanzioni alla malvagia Russia non solo non sono servite a nulla, ma hanno inasprito Putin e soci. Capite ora, con il solito ritardo storico e culturale, che Draghi è solo uno stolto incompetente? Veramente pensavate fosse l'uomo giusto al posto giusto? Non vi erano bastati 30 anni di destrutturazione capillare alla quale aveva contribuito da diverse posizioni di potere? Pensavate veramente si fosse pentito e avesse cambiato casacca? Alla faccia della visione politica, manco una ne avete azzeccata!

Un bancario di nome Mario, un nome anonimo, con un cognome pesante che non è riuscito neanche ad impostare un progetto a breve termine, figuriamoci a lungo termine. Oppure, se vogliamo pensar male, era proprio questa la volontà, ovvero, continuare a disintegrare quel poco di Stato sociale rimasto, quei pochi diritti sociali ancora in piedi. Il tutto con l'ausilio silente e vigliacco della triade malefica sindacale, con l'importante appoggio del centrosinistra (leggi nuova destra liberista), ma anche con la partecipazione fondamentale di FI, della Lega che ha votato qualsiasi obbrobrio, e con il futuro appoggio della Meloni che, giorno dopo giorno, scopre le carte e, nonostante una becera propaganda starnazzante da vaiassa populista, si appresta a diventare la prossima colonna di un governo neoliberista incapace. Sinceramente, non so se sia peggio il fatto che siano dei venduti al miglior offerente o che siano tecnicamente dei cialtroni.

Sulla guerra ancor peggio. Leggevo sui giornali le dichiarazioni dei giornalai di regime, dei loro politici di riferimento, ascoltavo attonito le loro esternazioni televisive sulle sanzioni, sulle armi, sul fatto che l'Ucraina avrebbe vinto in breve tempo e che Putin sarebbe capitolato con il suo esercito farlocco, che il conflitto non si sarebbe MAI e poi MAI allargato. Il tutto pronunciato con una sicumera incredibile. Invece, il conflitto va avanti, i morti aumentano e la situazione economica peggiora per tutti quanti. 
Cosa ci abbiamo guadagnato?
Bollette raddoppiate, benzina ai massimi storici, prezzi al dettaglio aumentati massivamente, aziende in procinto di chiudere e licenziare, appropriazione indebita di litorali, locali e terreni da parte di Corporation, guerra infinita, sempre più civili e militari morti da entrambe le parti e opinione pubblica divisa su tutto.
Il Governo dei migliori non ha ottenuto nulla, perfino al cospetto della governance europea sul tetto del prezzo del gas. Draghi manco questo è riuscito a strappare, uno schifo su tutti i fronti.
In compenso però, con la solidarietà pelosa anche di FDI, che si scopre neoliberista ma non lo dice, si approvano tutti i protocolli neocon in economia dando la colpa al reddito di cittadinanza. Reddito mal realizzato e sicuramente piccola elemosina di Stato, ma che appare per lor signori anche troppo come elargizione popolare. Viene criticato perché sarebbe troppo non perché sia troppo poco. Invece, stipendi e bonus per manager che licenziano e fanno tabula rasa della res publica raddoppiati. Questa è l'attuale visione dei neoliberali. Nessuna critica profonda al sistema capitalista, allo sfruttamento endemico classista, perfino un nulla quantico come Di Maio ha capito da tempo l'andazzo, tradendo il mandato e vendendosi come il peggiore servo dei servi.
Cosa ancor più grave l'aver eliminato i 100 euro di contributo statale mensile per tutti i dipendenti, privati e pubblici, che andavano a compensare in minima parte i mancati aumenti degli ultimi anni, relegando i salari dei lavoratori italiani nel cesso, e lo stesso vale per le pensioni vergognose. Al netto 1.200 euro in meno all'anno, rispetto al precedente, in una situazione dove i salari dovrebbero almeno raddoppiare. Un vero esproprio proletario alla rovescio, ai lavoratori, alle piccole e medie imprese che, a parte rare eccezioni, stranamente, continuano a subire imperterriti, stoici e mascherati di tutto punto. Tanto il ricatto per far accettare al popolino qualsiasi nefandezza è pronto. 
La propaganda padronale agisce trovando bersagli divisori, alimentando la guerra tra poveri. Siamo stati rodati per due anni e mezzo e siamo pronti a nuove avventure entusiasmanti.
Manco le scie chimiche hanno capitalizzato, manco due piogge in croce sono riusciti a provocare, altro che paventare lockdown idrici per la siccità. Incapaci totali, un vero disastro storico, da incorniciare come uno dei più brutti periodi della nostra fragile Repubblica di colonia dell'impero. 
Tra nuove e future pandemie, futuri "obblighi illiberali", crisi economica, guerre, ambiente, ci manca solo che tassino i biliardini e poi siamo al top! 



martedì 21 giugno 2022

STOP PROPAGANDA



Draghi è tecnicamente un cameriere.
Un modesto economista, piazzato nei posti chiave in quanto affiliato ad ambienti massonici internazionali neocon, un meraviglioso top yes-man buono per ogni stagione.
Una persona che per tutta la vita ha lottato contro i poveri per servire lautamente i ricchi, un Robin Hood al contrario, premiato in quanto distruttore della res publica, e anche quando ha cercato di cambiare rotta, dicendo qualcosa di vagamente keynesiano, gli hanno pure bruciato la villa in Umbria, giusto per dargli un segnale preciso!
Draghi non è solo un magnifico baciapile, lui deve sempre e solo fare quello per cui è preposto, ovvero, SERVIRE.
Se non dovesse ubbidire ai suoi padroni, scatterebbe la sanzione, il ricatto, e lui sa bene come funziona il sistema. Un uomo appeso ad un filo, conscio trattasi di un filo molto sottile.
Draghi è il servitore perfetto per qualsiasi Illuminato, chi non farebbe a meno di lui?
Poi ci sono i media di regime, sempre meno democratici e odiosi, con i loro impettiti valletti e le sguaiate vaiasse, pronti a negare ogni forma di dissenso democratico.
Su LA7, media vicino alle posizioni di Goldman Sachs e della Trilateral, è propaganda maccartista h:24 a favore della NATO. Anche gli altri canali non scherzano, è un coro di replicanti che dicono la stessa cosa.
I nostri eroi democratici fanno poi la morale ai russi considerati brutali, macellai, dittatoriali, autocrati, dove i giornalisti sono tutti allineati con Putin.
Per carità, cosa anche vera, ma in occidente è un po' la stessa cosa, salvo poi fingere ci siano spazi di libertà e dissenso, regolarmente deriso.
LA7, Mediaseth, Rai, Sky fanno parte di una cordata mediatica che si considera liberale e/o progressista, salvo poi scoprirsi i migliori alleati del grande "Partito della Guerra", leggi network delle Corporation delle armi legate a spezzoni di Deepstate.
Nei media, giornalisti ed ospiti ufficialisti sono chiamati alle armi per sostenere tesi surreali, false e per fare gli zerbini ed i nani da giardino di corte. Li riconosci subito dall'aggressività e dalla mancanza di argomentazioni, dalle interruzioni sistematiche rivolte a chi propone tesi differenti, dalla loro endemica volgarità ed antipatia, li vedi scuotere la testa con sorrisini a denti stretti. Altro che liberali...
Parola d'ordine PRO PA GA NDA!
Ciò equivale a sostenere sanzioni contro la Russia, che equivale a tagliarsi l'uccello per le conseguenze economiche a nostro danno che ne deriveranno, equivale a sostenere cinicamente le armi, ben sapendo che moriranno sempre più civili, e ben sapendo che le armi poi finiranno in gran parte in un calderone legato a cartelli del traffico illegale terroristico e mafioso.
Della serie armatevi e perite.
In parole povere, il nostro governo prende ordini da poteri neocon, facenti parte di una sorta di "Internazionale Nera", incarnata nei piani bassi da sedicenti centrosinistra occidentali, di cui gli inflazionati fabiani sono solo una costola secolare paramassonica e forse sopravvalutata. Un'Internazionale infiltrata da sempre nella sedicente sinistra occidentale per trasformarla da socialista a liberista, per spostare l'asse politico, valoriale e culturale a destra, per trasmutare le politiche nazionali pubbliche in cantieri di privatizzazioni pirate a vantaggio dei Cartelli Industriali globalisti (vedi politiche dei centrosinistra dagli anni 70 ad oggi). 
Il famoso riformismo voluto dai savi di "The Crisis of Democracy" che nei decenni scorsi ha decimato ogni governo socialista, ogni leader socialista, attraverso omicidi politici, colpi di Stato, crisi economiche.
Poteri che si veicolano democratici, buoni e saggi, che finanziano pomposamente le fondazioni cosmopolite per i diritti civili da sventolare come fiore all'occhiello, per le cosiddette minoranze, ma poi amano gli africani solo quando servono calici nei loro salotti, solo quando rappresentano un determinato ruolo sociale, ovvero, lo status di immigrati, di morti di fame, da curare e/o vaccinare al bisogno, da compatire, utili per fare a Natale l'elemosina ed essere in pace con la propria coscienza. 
Poteri liberal che non si scandalizzano del fatto che i lavoratori italiani sono quelli che lavorano di più e guadagnano di meno in Europa, pur avendo tra le città più care d'Europa.
Poteri liberali che parlano di MERITOCRAZIA, dopo aver fatto assumere la propria segretaria pompadur, il figlio scemo ed appartenere ad ambienti nepotisti e paramafiosi statali.
Poteri liberal che odiano il sovranismo monetario, ma amano curiosamente il sovranismo fascistoide ucraino, perché gli USA hanno detto di fare così e tutti zitti, pronti a svendere i curdi per compiacere Erdogan.
Non solo, aspettando il prossimo inverno una recrudescenza della peste infinita, del caro bollette che spazzerà via potere d'acquisto dei cittadini, aumentando massivamente la povertà degli italiani e provocando la chiusura di piccole e medie aziende con tutto quello che ne consegue in termini occupazionali, il problema della siccità e della geoingegneria celeste che incombe, il famigerato paradigma GREEN, crisi alimentari ed energetiche e qualsiasi altra disgrazia imminente.
In tutto questo delirio senza fine, prego il cielo che il conflitto finisca a breve e non duri anni come sperano i controilluminati NATO, che l'Ucraina ceda finalmente le zone russofone e non continui questa ostinata e nefasta resilienza a danno dei suoi civili, pretendendo quello che i Patti di Minsk non prevedevano. 
Ripartiamo dai Patti di Minsk e dalla storia degli ultimi 10 anni.
Stop propaganda, fine della guerra, fine delle emergenze che non siano quelle salariali (lo so, non frega nulla a nessuno) e, soprattutto, Draghi fuori dai coglioni!





martedì 14 giugno 2022

LE 5 STELLE NEL POZZO


Talete viene indicato come il primo filosofo della storia del pensiero occidentale che iniziò la ricerca della archè (ἀρχή), ossia del «principio», identificato empiricamente nell'acqua, da cui tutte le cose avrebbero avuto origine. In questa tradizione quindi egli è considerato come uno dei sette savi dell'antica Grecia e come primo «filosofo», intendendo con questo termine colui che per primo si occupò delle scienze naturali, matematiche, astronomiche. Talete, mentre studiava gli astri e guardava in alto, cadde in un pozzo. Una graziosa e intelligente servetta trace lo prese in giro, dicendogli che si preoccupava tanto di conoscere le cose che stanno in cielo, ma non vedeva quelle che gli stavano davanti, tra i piedi.

Oggi, purtroppo, il pensiero occidentale non vanta tanti Talete in circolazione, ma la metafora del cadere nel pozzo, mentre si è distratti dal macrocosmo stellato, calza perfettamente a Giuseppe Conte, leader del Movimento 5Stelle. A forza di pensare alle stelle, quelle del suo Partito, è caduto nel baratro, perdendo ovunque e dovendo ridimensionare la sua forza, quindi i rapporti e le future alleanze con il centrosinistra, a vantaggio del conseguente riassetto di una nuova destra meloniana e di un probabile, potenziale grande centro di gravità dove far orbitare i Calenda, i Renzi, FI e satelliti vari.
Era una sconfitta annunciata quella dei grillini, soprattutto, nella roccaforte siciliana, una debacle che annuncia nuovi mondi e cambiamenti importanti nel panorama politico e geopolitico. 
Un messaggio preciso anche a Draghi, perché sia M5S che una perdente Lega potrebbero, volendo, mettere in discussione l'attuale maggioranza e tutto quello che ne consegue, andando a rappresentare un ipotetico Piano B.
Per quanto minore, questa vicenda ha la sua importanza e va ad edificare il nuovo Tempio del potere italico che verrà.
Questo è uno dei motivi per cui queste cronache nostrane sono da sempre affiancate ad altre storie, apparentemente distanti anni luce e di tutt'altra natura.
Queste novelle presentano diverse similitudini. Scenari politici e strategici vengono sincronicamente associati ad eventi tragici, tragedie domestiche, azioni omicidiarie, mantenendo uno stretto rapporto simbolico, numerologico e di assonanza.
Mi sto riferendo alla terribile notizia della scomparsa e della morte della povera Elena Del Pozzo di 5 anni, trovata in un terreno nei pressi dell'abitazione familiare a Piano Tremestieri, provincia di Catania il 13 Giugno. 
Macro eventi politici annunciati da micro eventi di cronaca. 
Nell'omicidio della piccola Elena abbiamo un pozzo, rappresentato dal cognome in relazione alla caduta del Conte che guarda le stelle, il numero 5 rappresentato dall'età della bambina e dal numero nel nome del Movimento, morte/trasformazione rappresentata dal numero 13 della data. 
Il 13 è il numero dell'alchimista, della rottura di un ordine consolidato, della trasformazione che vedrà empiricamente la possibilità per la destra di poter ambire a posizioni più alte.
Parliamo quindi di una nuova fase politica che sta mutando, che dovrà mutare, dove potrà emergere dal pentolone del brodo primordiale del magus di turno. 
Dagli albori della civiltà e delle prime comunità umane, esiste il sacrificio rituale per ingraziarsi le divinità. Oggi è ancora così, ma il sacrificio umano a differenza del passato, dove era pubblico, è stato reso tabù e nascosto alle masse, oltre ad essere attribuito ad altri capri espiatori. 
In epoca moderna, globale e tecnologica l'omicidio rituale svolge una importante funzione di comunicazione in codice, messaggi atti a celebrare eventi, decisioni, passaggi politici geopolitici, alleanze, nuove governance, guerre, attacchi terroristi, crisi economiche. 
I Servizi Segreti, nel loro apparato più intimo, interno e magico, utilizzano questa grammatica liturgica militar-religiosa. 
In realtà non siamo mai usciti dalla dimensione parareligiosa, come giustamente descrivevano Pasolini e Petri nelle loro opere, semplicemente, il potere oracolare si è aggiornato "democraticamente" ed è trasmutato in società di massa. 
Un tempo la figura del sacerdote guerriero incarnava entrambi i ruoli, quello divinatorio e quello militare, oggi esistono specialisti compartimentati che svolgono operazioni delle quali non conoscono nulla, che prendono ordini in una filiera labirintica e piramidale. 
Nello Stato profondo si utilizzano le stesse pratiche ed in democrazia sono appannaggio di certi ambienti particolari.

Per carità, non sto sostenendo necessariamente la tesi di una Spectre capillare più della mafia che uccide ignari cittadini che possano in qualche modo collegarsi ad altri eventi per i motivi di cui sopra.
I fatti potrebbero essere assolutamente casuali e SOLO strumentalizzati dal potere per veicolare gli stessi messaggi, prendendo dalla cesta infinita dei crimini domestici una notizia ad hoc, plasmabile ai propri fini. Potrebbe essere qualsiasi cosa, ma quello che conta è il valore che viene attribuito alla correlazione di due fatti apparentemente lontani e senza contatti.
Nasce una nuova stella e cadono le stelle dal cielo! 
Il pozzo è sempre li che attende il prossimo ospite. Oggi i 5Stelle ed un quasi rottamato Salvini, utili idioti utilizzati per aggiornare il sistema, domani una Meloni se dovesse uscire fuori dal seminato e, forse, anche in quella occasione ci sarà una disgrazia ad annunciarne la caduta.




lunedì 6 giugno 2022

PERSONAL LOGOS



Giulia Pession, a 19 anni confuta Eraclito e diventa campionessa mondiale di filosofia: “Non esiste il logos, ognuno ha idee proprie”.
La giovane valdostana ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi Internazionali di Filosofia 2022, battendo gli altri 87 finalisti provenienti da tutto il mondo.

TUTTO E' CONCESSO, NULLA E' CONCESSO, SOLO IL DECESSO
cit. L'oracolo

La cosa più interessante è perché premiarla (di cosa poi) e veicolarla come novità culturale.
Non sapevo ci fosse l'X-Factor della filosofia. Nelle para-olimpiadi del pensiero non serve manco la mascherina, quella la mettiamo alla filosofia greca, vetusta ed obsoleto orpello scolastico che ha fatto il suo tempo. Viene premiato tutto ciò che esalta l'individuo nel Luna Park della società cosmopolita e neoliberista, ma che in realtà agisce solo per annichilire la persona ed i popoli, riducendo la realtà ad un organizzazione alveare e dispotica di pari sottoposti che si credono liberi.
Purtroppo, quello che sottende la questione, a prescindere dalla brava ed operosa studentessa, è la volontà di veicolare mediaticamente una destrutturazione sistematica della realtà, non atta ad evolvere il pensiero, non atta al bisogno di una sua rivoluzione/evoluzione, ma alla sua restrizione, quindi ad annichilirlo.
Per carità, questo piccolo esempio lascia il tempo che trova, forse non meriterebbe nemmeno la giusta attenzione, però fornisce lo spunto per allargare il discorso e comprendere la necessità della scelta di premiare proprio questa visione modernista, e per noi di criticarla come neo-avanguardia inconsapevole dell'autorità vigente. 
La giovane studentessa sbaglia a non separare il piano ontico da quello ontologico, confondendo così il Logos con il “pensiero umano”. Dire che ognuno ha il suo Logos in tasca o magari nello smartphone, non significa nulla, però può tornare utile come affermazione e come nuovo paradigma da infondere alle matricole del futuro, ovviamente, all'insaputa ed alla buona fede della vincitrice del reality filosofico.
Con l'affermazione che ognuno ha idee proprie, che è una banalità condivisibile, ma non c'entra nulla con il tema LOGOS, si vuol operare in termini di "cancel culture" su tutto ciò che è filosofico, umanistico, spirituale (non religioso, anzi si vuol creare una nuova forma religiosa che poi cade necessariamente nello scientismo elitario a svantaggio dell'aspetto umanistico), a favore di un relativismo d'accatto ed affatto evolutivo. 
Tutto torna utile ai padroni del vapore, ma questo è appunto un pensiero forse troppo forte e complesso per la giuria, che non valuta le conseguenze di queste derive salutate come arcobaleno della filosofia.
Prende forma così una sorta di nichilismo strumentale, e non elaborato eventualmente come condizione e scelta interiore. Un nichilismo involontario da primi della classe, tronfi di affermare che ognuno ha le sue idee, e quindi basta mantenere in vita concetti appartenenti al passato. 
Il passato visto come baluardo del suprematismo occidentale, e allora cosa vuole questo Logos così ancora "patriarcale", misogino, che esiste a prescindere dall'uomo?
Cosa vuole questo gerontocratico ed arrogante Logos da condizionarci, proprio a noi giovani, abituati alle reazioni pavloviane della comunicazione tecnologica del progresso.
Buttiamo giù le statue passatiste ed i cluster della programmazione millenaria filosofica, uccidiamo subito la filosofia, tutto va bene, le idee sono tutte libere & uguali. Aboliamole direttamente ed ognuno stia in pace con il suo Personal Logos a casa sua e ben distanziato.
Si può pensare tutto e nulla, quindi tutto ha lo stesso valore, ergo, niente ha valore, e se nulla ha valore, va bene qualsiasi cosa accada nella società, quello è il passaggio successivo empirico.
Questa è la società imperiale consumistica, altro che filosofia, quella semmai va abolita per sempre.
Non c'entra nulla il significato di logos con le idee individuali, cara Giulia Pession.
Certamente ogni persona deve sviluppare proprie idee, ma qui si fa troppa confusione e, non a caso viene premiata questa simpatica boutade basata su una pesante fallacia logica, spacciata per una fresca ventata di nuovo che avanza.
Quindi, cosa volete pretendere dalla vita "voi giovani", accettate lo status quo e non rompete i coglioni (questa la morale sottesa). Giusto allora in questo clima culturale premiare questa novella olimpionica, perché ciò rappresenta un piccolo mattoncino verso la destrutturazione del pensiero razionale. 
Si viene oltretutto a sovrapporre pensiero magico e pensiero razionale, ma pure quello simbolico.
Fa parte del paradigma della società liquida, che finge di esprimere concetti di libertà di pensiero, li cavalca infidamente per esorcizzare qualsiasi profondità di reale pensiero critico, lavorando infine per una società alveare che pensa di vivere in un mondo di idee libere, ma che non può permettersi di realizzarle a pieno, e quindi non vuole mai uscire da un loop prestabilito.
In tempi di dittatura visibile si censura, in tempi di pace e di apparente democrazia si tende a saturare l'immaginario collettivo con mille sfaccettature, che però portano sempre e solo verso un pensiero unico.
Peccato che la chimera libertà rimanga solo su un foglio di carta, come manifesto involontario di un futuro post-umanesimo che trova conforto in tutto ciò che oscura il pensiero. 
Aggiorniamo lo status quo, rendiamolo liquido ma molto solido.
Se non esiste nessuna "autorità metafisica", che non significa il DIO delle religioni, se manco la NATURA esiste, perché poi dovreste ribellarvi contro l'unico modello culturale di eterno presente dove tutto è concesso per non concedere nulla; e ciò avviene proprio in tempi di censura, di omologazione, di conformismo e neo-bigottismo. 

Democrazia intesa come mutazione antropologica regressiva verso un'autorità immanente, quindi ancora una volta religiosa, che concede lo zuccherino del dibattito fine a se stesso per compiacere il pensiero dominante, ma solo strumentalmente e fino un certo punto, fino quando non rompe i coglioni.
Questa filosofia da sagra di nuovo millennio è ben voluta perché permette l'edificazione di un nuovo oracolo sulle ceneri della cosiddetta tradizione, ma di un oracolo che non si discute, perché si erge a tempio democratico pur non essendolo, basta ritenerlo relativamente tale e ci laviamo la coscienza.
Un tempio che si instaura come autoritario nei fatti, potenziato dalle conseguenze delle adesioni che ottiene.
Concedendo la possibilità di relativizzare tutto, azzerando paradossalmente le differenze ed i significati delle parole, delle etimologie, si colpisce la volontà individuale di azione critica, altro che nobilitarla. Tutto è livellato, e forse diventa relativo anche lo stipendio che si percepisce, magari basta percepirlo come giusto ed accontentarsi della propria idea di sottomissione, una relativa e libera sottomissione, ma senza quell'ingombrante peso del Logos del passato. 
Aveva ragione Draghi ad annichilire i greci e la loro economia, la loro storia, sono dei perdigiorno che passano il tempo a filosofeggiare al bar, giusto punirli, loro e quel cattivo maestro di Eraclito. 
L'importante è credere di poter dire quello che si vuole per concessione del Re, sovrano di un regno dove ad un certo punto non servirà ricercare, teorizzare, criticare, ribellarsi, perché non ce ne sarà più bisogno, il format è pronto, anzi, i format, potete pure scegliere il colore più adatto, come per i vaccini, l'importante ci sia poi un obbligo.
L'arcobaleno delle idee, tutti per mano in un grande flash mode della libertà, dove tutti pensano "diversamente", ma invero fanno le stesse cose.
Omologazione è la parola magica!
Tutto va bene e quindi tutto va male, tutto è concesso, nulla è concesso, solo il decesso.









martedì 31 maggio 2022

SALARI BASSI E BEN TAGLIATI


Introduzione:
Non c'è mai fine al peggio. Tu pensi di aver toccato il fondo, invece, scopri che puoi scavare nella fossa sempre più. Il destino dei lavoratori occidentali non è affatto roseo, si prospettano anni difficili ed autunni caldi, ma non si capisce come potrebbe migliorare la situazione in un sistema chiuso ed immutabile come il nostro, dove il neoliberismo comanda su tutto e la politica ha solo un ruolo ancillare. 
Proprio ora che il Re era nudo, che avevamo la possibilità di vederne svelate le oscene nudità tramite la tecnologia di massa, proprio ora che sarebbe potuta nascere una maggiore coscienza di classe, una consapevolezza, in parte cresciuta, il grande Moloch si è attivato per debilitare il nostro organismo ed il nostro spirito, annichilendoci ieri con una pandemia, oggi con una guerra, domani con un'altra emergenza, e nel mentre, sfilandoci gli ultimi spicci dal borsello.
In Italia non solo abbiamo tra gli stipendi più bassi in assoluto, rispetto al costo della vita, ma dopo anni di mancati rinnovi salariali, oggi abbiamo conosciuto una triste novità, proprio perché non c'è mai fine al peggio, e questa realtà è rappresentata dal taglio dei salari dei lavoratori.
Il sistema neoliberista spinge l'acceleratore e non vuol frenare neanche davanti ad un muro di cemento armato, tanto si schianta qualcun altro.
Per capire cosa sta succedendo, vi riporto questo articolo esaustivo pubblicato sul FATTO QUOTIDIANO di Ignazio Corrao.

Stipendi diminuiti e niente salario minimo: l’ennesima beffa per i lavoratori italiani:
“Se ne è tornato a discutere e per gli addetti ai lavori non è una sorpresa, ma per i lavoratori italiani vedere plasticamente che il proprio Paese è l’unico in Unione Europea in cui i salari sono diminuiti rispetto a 30 anni fa è l’ennesima amarissima beffa. Una beffa che viene accompagnata dall’assenza di un salario minimo, tema a cui gran parte della politica nostrana continua colpevolmente a far orecchie da mercante.
Il nostro Paese fa parte del G7 e viene visto nel mondo come una delle economie più avanzate: mi viene da chiedermi come staremmo se non fossimo considerati tali.
L’Italia è ferma al palo e mentre i soliti noti attaccano il reddito di cittadinanza per la mancanza di lavoratori (in particolare quelli stagionali) è sempre più evidente che una parte degli imprenditori, in prima linea nell’accusare i presunti giovani fannulloni, da noi pretendono il diritto di pagare salari che somigliano più allo sfruttamento che al compenso per lavoro dipendente. Salari da fame a cospetto di orari e mansioni variabili, definiti “flessibili” a seconda delle necessità, dell’imprenditore di turno si intende.
Inutile girarci intorno, l’Italia è arrivata al punto dove la domanda e l’offerta non si incontrano più. 
I motivi sono tantissimi e le colpe sono diffuse, ma è triste assistere all’arroganza di una parte considerevole dell’industria e dell’imprenditoria italiana che vede solo il profitto personale a scapito del benessere e dei diritti della comunità lavorativa, a cui consegue la crescita dell’intero Pese e il anche il benessere loro, che fanno parte di una comunità che spende parecchi denari per formare professionalità che poi vanno a generare ricchezza e futuro in altri Paesi.
Come la crisi ci ha insegnato, non c’è lavoro che non merita rispetto e riconoscimento, penso solo al ruolo del cassiere del supermercato, dell’autotrasportatore o dell’infermiere, che durante la pandemia erano issati a simbolo di continuità della nostra società. Quale è il loro stipendio medio? Intorno ai 1300 euro, cifre con cui in città come Milano o Roma devi fare una lotta per la sopravvivenza.
La crisi pandemica ha portato anche altro, ad esempio il fenomeno delle grande dimissioni (big quit). Secondo le cifre del ministero del Lavoro, quasi 500.000 licenziamenti volontari sono avvenuti nel secondo semestre del 2021, ovvero l’85% in più rispetto al 2020. Un fenomeno sociale ed economico dalla portata considerevole, più comune soprattutto tra Millennials e Generazione Z del nord Italia. La tendenza a cambiare lavoro era già aumentata nel corso degli ultimi anni, ma la ragione principale era la ricerca di un miglioramento economico. Oggi, invece, stiamo assistendo ad un fenomeno mai visto prima, strettamente legato alla situazione pandemica. Le motivazioni che stanno dietro alle Grandi Dimissioni sono connesse alla diffusione di una nuova prospettiva nei confronti del concetto stesso di lavoro. Due matrici che la vetusta Confindustria e la politica italiana non riescono ancora a decifrare.
Il salario minimo più che la prima soluzione è una impellente necessità, legato al sempre crescente costo della vita e al bisogno di equilibrio tra lavoro e vita privata che dopo la pandemia risulta elemento imprescindibile per riallineare offerta e domanda.
Negli ultimi due anni, nonostante la pandemia, lo stipendio base è cresciuto in 19 Paesi europei. L’Italia, assieme ad altri cinque Stati Ue, fa invece parte del piccolo gruppo di Paesi che non prevedono un salario minimo.
Negli ultimi mesi il tasso di inflazione in Europa ha raggiunto il valore medio annuo del 7,5%. Secondo i dati Eurostat, l’incremento medio dei salari è stato del +3%: ne consegue la riduzione del potere d’acquisto di 4,5 punti.
Ad esempio chi si annovera nella categoria dei paesi economicamente sviluppati, tra cui dovrebbe esserci l’Italia, contano sulla busta paga di base più di 1.500 euro al mese. Si tratta di Francia (1.603 euro), Germania (1.621 euro), Belgio (1.658 euro), Paesi Bassi (1.725 euro), Irlanda (1.775 euro) e Lussemburgo (2.257 euro). Il salario minimo resta di poco superiore ai mille euro al mese anche in Slovenia (1.074 euro) e Spagna (1.126 euro). In 13 Paesi, soprattutto dell’Est Europa, la busta paga minima resta invece più leggera, ma in forte crescita rispetto ai parametri precedenti.
È interessante notare le differenze, riguardo alle proposte che sono state messe in campo per affrontare questo spinoso tema economico. 
In Francia nel 2021 il salario minimo è aumentato per ben tre volte (complessivamente del 5,9%) e i sindacati si sono posti l’obiettivo di arrivare a duemila euro al mese. In Spagna il salario minimo ha raggiunto i 1000 euro al mese per 14 mensilità. Il sindacato in Portogallo ha chiesto di aumentare il salario da 705 euro a 800 euro al mese. In Germania, il sindacato IG Metall sta cercando di ottenere per gli 85mila lavoratori delle acciaierie un aumento salariale dell’8,2%. Gli impiegati del settore chimico-farmaceutico hanno già ottenuto un bonus una tantum di 1400 euro.
A fronte di un salario minimo che diventa sempre più comune nel mercato del lavoro Ue, a fare eccezione sono rimasti solo sei Paesi: Danimarca, Italia, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia. Tuttavia, fa notare Eurofound, “l’Austria è uno dei pochi Paesi con aumenti salariali concordati collettivamente ben documentati, che riflettono l’impatto variabile della pandemia su diversi settori”. Ad esempio nel settore dei servizi di trasporto, nel 2021 è stato negoziato un accordo triennale che prevede un forte aumento salariale del 4,5 per cento a partire dal primo gennaio 2022 e anche gli addetti alle pulizie vedranno un aumento del 3,5 per cento nel loro salario minimo”.
Anche in Finlandia si prevede che “la pressione per aumentare i salari degli infermieri influirà sulle prossime tornate di contrattazione” portando a una ricompensa in busta paga per i lavoratori più esposti alla crisi pandemica.
In Danimarca il sindacato FNV sta cercando di far aumentare il salario minimo da 10 a 14 euro l’ora. In Lussemburgo e a Cipro i salari sono agganciati all’inflazione. Mentre in Italia la scala mobile è stata abolita trent’anni fa (1992, Governo Amato).
L’atteggiamento italiano sul salario minimo è una anomalia nel contesto europeo, a cui la politica e le imprese rispondono con un insensato “j’accuse” al reddito di cittadinanza, capro espiratorio di tutti i mali. Mentre l’Europa ci bacchetta, il tema salariale continua a non essere oggetto di discussione e gli impegni presi da partiti e sindacati sono rimasti mere intenzioni. Questa indolenza nel frattempo si traduce in un preoccupante calo del potere d’acquisto dei lavoratori che tocca soprattutto i giovani.
Un’altra triste classifica relega agli ultimi posti gli stipendi medi dei giovani italiani (18-24 anni) Secondo l’istituto di statistica dell’Unione, lo stipendio medio in Italia per la fascia 18-24 anni è di 15.858 euro, vicino alla media Ue di 16.825. Il confronto è impietoso, però, se si paragona il nostro Paese con altri dal costo della vita simile.
Queste cifre si rispecchiano nei dati sulla disoccupazione giovanile, che sempre secondo Eurostat (2021), in Italia ha toccato il 23,3 per cento. In Germania è al 10,1 per cento, in Francia al 9,9%, in Spagna registra il 28,8%, nei Paesi Bassi il 14% e in Belgio il 16,7%.
In un Paese in cui l’illegalità (o cosiddetto “lavoro nero” con tutte le sue sfumature) nel mondo del lavoro ha sempre giocato un ruolo primario, dove la pressione fiscale resta altissima e dove molti operatori ambiscono ad una folle corsa al ribasso dei salari, importando da Paesi in via di sviluppo manodopera a bassissimo costo disposta a tutto (sempre in nome della sacra competizione globale), per il presidente di Confindustria il competitor degli imprenditori italiani è il reddito di cittadinanza (e i suoi 550 € di media per i percettori), non i salari e gli standard europei e occidentali. Questo la dice lunga sulla prospettiva che questa disgraziata classe dirigente sta dando, da diversi lustri, a questo Paese.

giovedì 19 maggio 2022

IL SACRIFICIO DEL BAMBINO SOLDATO


Siamo veramente finiti in un labirinto virtuale dove tutto è falso, anche quello che accade realmente.
Falso nella sua narrazione e da entrambe le parti in conflitto.
Tutto ciò che accade deve giustificare la spesa militare, la guerra, le guerre ed il riassetto dello scacchiere geopolitico.
"Guerrieri facciamo la guerra? cit."
Ogni tanto arriva il momento di mostrare i muscoli, talvolta prevale l'istinto ilico collettivo e la natura animale dell'uomo lotta strenuamente contro la nostra parte razionale e spirituale.
Non c'è fine all'orrore anche nei piccoli dettagli sapientemente e volutamente veicolati per ragioni di Stato, ma anche di carattere più metafisico.
Tutti i giocatori in campo condividono lo stesso schema di gioco e poi, parallelamente, confliggono come fosse una competizione sportiva o musicale. Non sono in contraddizione questi concetti, bensì complementari tra loro, da intendersi come convergenze parallele, anche dandosele di santa ragione, ma tutti all'interno dello stesso modello, della stessa forma pensiero condivisa ed accettata.
Se la Russia volesse veramente porre fine al conflitto con successo, potrebbe bombardare in 3 giorni le zone top dell'Ucraina e conquistarla in breve tempo, questo tergiversare ha ragioni più profonde e svela il grande inganno.
Invece, Putin si limita a recitare il suo ruolo all'interno del gioco collettivo e permette agli americani di fare gli americani. Sembrano effettivamente alleati su piani alti ed inconfessabili, mentre i civili ne subiscono sempre le conseguenze su piani decisamente più materiali, essendo i servi della terra di mezzo del Deepstate imperiale ed apolide.

Lo schema necessita di sacrifici umani che nella quotidianità sono regolarmente celebrati attraverso omicidi mediatici veicolati dal potere attraverso i media, mentre durante le guerre attraverso la morte di civili e giovani militari, attraverso la spettacolarizzazione brutale del panem et circenses.
Oggi e secondo lo schema magico liturgico ancestrale si celebra il sacrificio del soldato russo arrestato ed a breve processato per crimini di guerra.
Un ragazzino di 20 anni, imberbe e attonito, come proiettato in una dimensione infernale e non sua, dovrà recitare il ruolo del cattivo per conto di altri. Il tutto in mondovisione.
Una punizione esemplare in stile religioso, un po' medievalista, un po' nazista e che riassume perfettamente la cultura reazionaria che da sempre permea quei lidi.
Dovrà pagare per tutti per aver ubbidito agli ordini di superiori?
Dicono che ha confessato, è stato lui ad uccidere il passante in bicicletta ucraino, ma gli era stato ordinato, che senso ha processarlo per crimini di guerra in conflitto in corso?
Che razza di giustizia atroce e spaventosa viene veicolata al mondo intero?
E' un monito rieducativo su larga scala?
Una sorta di sacrificio cristico, dove il soldato bambino esorcizza l'inferno da tutti alimentato con dovizia.
Purtroppo o per fortuna, il sacrificio è solo virtuale, è una fiction, come tutto quello che vediamo in tv.
Vero ma falso, vero per la valenza simbolica ed emozionale che si vuol raggiungere nella sua celebrazione, falso perché è palesemente costruito come demo belligerante, come meme ai posteri ed ai poster dei più plagiabili e/o sensibili.
L'importante è veicolare doppi messaggi e cortocircuiti, questa è la natura del biopotere, mostrando un prigioniero senza un graffio che sembra uscito da Eurovision, silente, affatto disperato, forse rassegnato, pulitino e truccato, quasi efebico. Sembra un giovane Putin però più buono, impassibile, ma per niente preoccupato di rischiare la pelle.
Anche i colori veicolati della sua felpa confermano una certa rappresentazione.
Il blu è associato a vari elementi naturali, come acqua e aria, ha effetti rilassanti e distensivi per la mente, il grigio dal punto di vista psicologico, può sollecitare in una persona un senso di stallo, di immobilità, senza alcuno stimolo decisionale. Praticamente un abito perfetto quel felpino processuale, no?
Ha confessato, avrebbe confessato cosa, chissà?
Si sacrifica simbolicamente una vergine che, pur nelle sue sembianze maschili, deve ricalcare il solco del rito crowelliano, almeno nella sua grammatica liturgica di antica fattura.
L'unica differenza con il passato è che diventa evento globale, diventando fiction, falso anche fosse vero, verissimo nella sua manipolazione e nel plagio emozionale conseguente, invero, costruito ad hoc, un po' come il mito dell'acciaieria di Azovstal, che deve nascondere ben altro.
Una serie tv interattiva che fa sponda tra mito, verità e post-verità.
Un partecipante non di AMICI, ma di NEMICI, nuovo Reality dove tutto è possibile e passibile di crimini efferati. Non quelli gerontocratici dominanti, ma dei loro fanti, meglio se giovanissimi.
In fondo ha confessato, allora sarà colpevole, lo dice l'oracolo, l'ha sempre detto l'oracolo, poco o nulla è cambiato dal tribalismo atavico, se non nella rappresentazione filmica tecnologica quanto pervasiva.
Tra uno Zelensky attore due volte, nato dal parto tra il nazionalismo più radicale e il deepstate USA, un Putin nella parte ancora del crudele aguzzino (KGB e poi dittatore), noi europei nel ruolo degli straccioni servili, accontentiamoci della vittoria della band ucraina e della visita di Bono degli U2 tra macerie, coca e champagne.
Mi chiedo allora perché guardare Netflix, quando il mondo reale è diventato una macro serie tv molto più interessante e potente.
Mi rimane solo un dubbio, è la narrativa distopica che influenza la realtà o, viceversa, è quest'ultima ad influenzare gli sceneggiatori tv nelle loro opere?
Reale o reality il sacrificio del bambino soldato?




martedì 10 maggio 2022

IL MASSACRO DI ODESSA (PER NON DIMENTICARE)

 


Strage di Odessa: parla una sopravvissuta. “La brutalità ed il terrore di quel giorno dovevano essere una lezione per qualunque oppositore.”
A quasi due anni da uno dei più tragici episodi di violenza fascista dei nostri tempi, abbiamo intervistato Svetlana, una sopravvissuta della strage consumatasi ad Odessa il 2 Maggio del 2014.
Svetlana, di cui non riveliamo la reale identità per ragioni di sicurezza, vive in Italia da tempo.
Alleghiamo al testo alcune foto e documenti utili a contestualizzare questa testimonianza.
Sulla scia di sangue di Maidan, la tragedia di Odessa, insieme al massacro di Mariupol, segnano un “prima” e un “dopo” nel conflitto ucraino: una guerra civile che si protrae da quasi due anni nel silenzio assordante dei media occidentali.
Nonostante i documenti ufficiali parlino di 48 persone uccise, la maggior parte dei testimoni e dei giornalisti che hanno seguito la vicenda concorda sul fatto che il numero reale dei morti sia tragicamente più alto.
Nel frattempo, sabato 27 Marzo circa 100 neonazisti ucraini hanno attaccato il presidio dei parenti delle vittime che ogni domenica ricorda la strage radunandosi presso la Casa dei Sindacati di Odessa.

L'Intervista per l'AntiDiplomatico:

Che cos'è successo ad Odessa il 02 Maggio del 2014?
Doveva esserci una partita tra il Chernomorets (Nda, la squadra di calcio di Odessa) ed il Metallist (Nda, quella di Kharkov). I fascisti ucraini avevano annunciato di voler marciare nel centro della città. I ragazzi del movimento Kulikovo Pole (Nda: in russo “Campo Kulikovo”, il movimento odessita di opposizione al Maidan. Prende il nome ) intendevano fermarli: verso le due del pomeriggio si erano dati appuntamento per impedirgli di marciare ed avevano organizzato la difesa dell'accampamento di fronte alla Casa dei Sindacati.
C'erano anche alcune donne, tra cui io, per un totale di circa 400 persone. Gli organizzatori avevano concordato i movimenti di piazza con la polizia: in tre mesi di mobilitazioni non avevamo creato alcun tipo di disordine.
La fazione che comprendeva gli ultras e la gente radunata dai fascisti contava oltre 3000 persone. Dopo alcune provocazioni è cominciato uno scontro: l'obiettivo dell'aggressione contro Kulikovo Pole era quello di sgomberare la piazza prima del 9 Maggio, l'anniversario della vittoria contro il nazifascismo: la giornata avrebbe richiamato migliaia di persone tra le nostre fila dando molta forza al nostro movimento. Consapevoli di questo ci eravamo fermamente rifiutati di abbandonare la piazza. La loro incomparabile forza militare li ha convinti che quel giorno avrebbero avuto la possibilità di spazzarci via da Odessa definitivamente.
Come me molti tra noi si erano rifugiati nella Casa dei Sindacati, davanti alla quale avevamo costruito delle barricate, presupponendo che il livello del probabile scontro non sarebbe andato oltre quello che ci aspettavamo: mani nude, pietre, bastoni. Altri consideravano, che nel peggiore dei casi l'intervento della polizia avrebbe comunque evitato un aggravarsi della situazione, ma quando i fascisti hanno cominciato a buttare le bottiglie incendiare dentro la Casa dei Sindacati sul posto c'erano solo due volanti.
Credo che la loro scelta di utilizzare il fuoco non fosse casuale, ma piuttosto volta a rendere la loro azione il più brutale possibile.
Probabilmente oltre ai pneumatici che avevano incendiato, hanno utilizzato anche delle sostanze tossiche: c'era un odore acre, che rendeva l'aria irrespirabile. Alcuni parlavano di strani fumi verdastri che mozzavano il respiro in un attimo. La gente cercava di scappare nei corridoi rifugiandosi nelle stanze o vicino alle finestre ma, come si vede nei filmati, i fascisti sparavano da fuori contro di noi e continuavano a lanciare bottiglie incendiarie.
Pravij Sektor, Svoboda e tutti i gruppi fascisti intendevano dare una dimostrazione di forza, mostrandosi come i padroni dell'Ucraina. Quello che è successo mi ha ricordato esattamente quello che i banderisti (Nda: seguaci di Bandera, capo del collaborazionismo nazista ucraino) hanno fatto in Galizia ai polacchi, agli ebrei, e a tutti coloro – russi e ucraini – che sostenevano l'Unione Sovietica. Uno degli episodi tristemente più simili a quello che è successo il 2 Maggio ad Odessa forse è stata la Strage di Khatin (Nda, il paese bielorusso dove il 22 Marzo del 1943 come rappresaglia i nazisti bruciarono vivi almeno 149 civili dopo averli radunati in un edificio).
Ad Odessa, città eroica nella resistenza contro il fascismo, la brutalità ed il terrore di quel giorno dovevano essere una lezione per qualunque oppositore.

Come sei riuscita a salvarti?
Io mi sono nascosta in un ufficio, dentro il quale alcuni di loro hanno cercato di entrare con la forza.
Alcuni sono stati feriti, altri uccisi. Molte donne sono state violentate: le foto e video girati dai sopravvissuti – oltre alle autopsie - lo dimostrano chiaramente.
Probabilmente sono sopravvissuta solo perché oltre ai gruppi di fascisti armati quel giorno c'erano alcuni odessiti che sostenevano Maidan ma che non intendevano rendersi complici di quel massacro: una parte di quelli che aveva appoggiato il Maidan, dopo quel giorno si è rifiutata di continuare a sostenere queste bande di assassini e di criminali. Così alcuni tentarono di risparmiare delle donne, tra cui io. Mentre uscivamo, altri cercavano di picchiarci. Ricordo di una mia amica presa a calci mentre cercava di scappare. Quasi tutti venivano fermati e perquisiti dai fascisti: guardavano nelle borse. prendevano i cellulari, i documenti e anche i soldi. La maggior parte di loro si è comportata esattamente come si comportano i veri fascisti: come delle bestie.
Alcune persone sono state evidentemente freddate da dei colpi di pistola: lo dimostrano anche le autopsie. Credo che in fondo dopo questo episodio i fascisti abbiamo raggiunto il loro scopo: terrorizzare la gente e mettere a tacere ogni possibile dissenso.
Quel giorno tanti sono stati portati ad Odessa dall'Ucraina occidentale o da Kiev. Credo che la responsabilità sia dell'attuale governo e degli oligarchi come Kolomoiskij, sicuramente in accordo con chi aveva gestito materialmente il Maidan. Molti politici ucraini si sono complimentati per l'ottimo lavoro svolto e per aver eliminato “il separatismo” da Odessa.

Qual è stato il ruolo della polizia in questa vicenda?
Alcuni poliziotti – soprattutto quelli non odessiti – bloccavano il passaggio dalle uscite secondarie della Casa dei Sindacati obbligandoci a passare in mezzo ad una specie di “corridoio della vergogna” pretendendo così di umiliarci ulteriormente.
La maggior parte di loro è stata a guardare, intervenendo solo con enorme ritardo.
Chi tra i tra poliziotti avesse voluto opporsi a quello che stava succedendo era di fatto impotente: la polizia presente era disarmata.
Dopo il golpe il governo ha inserito tra i ranghi della polizia nuovi funzionari, che assecondando e rendono possibile la nostra persecuzione.

Conoscevi alcune delle persone che sono morte quel giorno?
Si, personalmente ne conoscevo due. Uno di loro era Vyacheslav Markin, un deputato del parlamento regionale: uno dei pochissimi dei deputati regionali che si opponeva ai risultati di Maidan senza paura.
Quel giorno dopo essere stato picchiato è morto anche Vadim Papura: nonostante fosse religioso Vadim faceva parte del Komsomol (Nda: l'organizzazione giovanile del partito comunista ucraino): come è possibile vedere nelle foto e nei video il giorno prima, per il 1 Maggio, era nelle prime file del corteo con la bandiera rossa: probabilmente è stato riconosciuto ed hanno deciso di fargliela pagare.

Che cosa è successo in quasi due anni ai responsabili di questa vicenda?
Ad oggi molti di loro continuano a vantarsi pubblicamente di quello che è stato fatto quel giorno: anzi, alcuni si rammaricano di aver fatto un numero di morti troppo basso. I sopravvissuti invece stanno tutt'ora subendo le persecuzioni del governo: alcuni di loro vennero arrestati sulla base di alcune testimonianze di persone che in seguito hanno detto pubblicamente di essere state costrette sotto tortura a dichiarare il falso. Ogni due mesi viene prorogata la loro detenzione senza che nei loro confronti venga formulata un'accusa specifica.
Altri, che potrebbero fornire delle testimonianze utili, secondo il tribunale sono irreperibili. Probabilmente sono stati semplicemente costretti al silenzio.
Ad oggi in carcere non c'è nessuno tra i responsabili della strage. Uno di loro, ad esempio, circa un anno fa - poco dopo il suo arresto - è stato liberato a causa delle pressioni dei gruppi fascisti.
Alle loro spalle questa gente sente il sostegno dell'Unione Europa e degli Stati Uniti, ed è convinta, forse a ragione, che questo per loro rappresenti la migliore protezione.
Anche se l'Unione Europea sostiene di non dare sponda ai fascisti, il suo appoggio a Poroshenko rappresenta un aperto sostegno nei loro confronti. I fascisti sono parte delle istituzioni: sono a capo delle forze di polizia e dei battaglioni punitivi (Nda: ad esempio il battaglione Aidar, o il battaglione Azov). Questo è motivo per cui ad oggi per lo stato ucraino non esistono responsabili della strage di Odessa. Il fascismo rappresenta una minaccia per il mondo. I fascisti di tutta Europa vedono nell'Ucraina un possibile modello replicabile altrove.

Qual è stato secondo te l'atteggiamento dei media italiani nei confronti della strage di Odessa della guerra civile in corso?
Nei media italiani c'è stato un silenzio totale su quello che è successo ad Odessa come sulla guerra in Donbass: a me questo stupisce. Noi siamo europei, ma evidentemente solo quando fa comodo.
Per fortuna quando parlo con le persone, spesso molte non capiscono del tutto: è difficile soprattutto per chi non ha l'abitudine di usare internet, dove comunque non è semplicissimo capire la verità.
Ma in ogni caso tutti, dopo i miei racconti, si convincono che c'è qualcosa che non va. Un anno fa alcuni mi chiedevano: ma se secondo te è giusto che in Ucraina ci sia un'opposizione fascista contro il governo? La realtà è evidentemente un'altra. Noi siamo antifascisti, e subiamo la persecuzione di un governo di fascisti e di criminali. La Federazione Russa è stato l'unico Paese del mondo a dichiarare ufficialmente che la strage di Odessa rappresenta un atto criminale contro il popolo.

Ed oggi qual è la situazione per gli oppositori in Ucraina?

Per chiunque critichi il governo oggi la situazione non è diversa da quella che c'era in Italia durante il fascismo. Devi avere paura di parlare con chiunque anche delle cose più banali, anche con il tuo vicino di casa. Il meccanismo della delazione è favorito dal governo. Non vengono perseguitati solo gli oppositori politici, ma chiunque sia critico verso la situazione sociale, verso i prezzi, i tagli ai servizi sociali, la disoccupazione può essere arrestato. Chiunque viene accusato di essere un “agente del Cremlino”.
E' prevista una multa per chi indossa il nastro di S.Giorgio (Nda, il nastro a bande orizzontali nere e arancioni che da circa un decennio simbolizza la vittoria dei popoli dell’ex Unione Sovietica contro il nazifascismo) . E' stato proibito l'utilizzo della Bandiera della Vittoria, perché è una bandiera del periodo sovietico. Le organizzazioni comuniste sono state messe fuori legge. Tanti sperano nell'arrivo dei propri parenti in armi dal Donbass: la gente sente la propria terra occupata, e l'occupazione è anche mentale. Ho sentito alcuni banderisti dire che ci avrebbero fatto avere paura persino di pensare in russo.

Qual è invece la situazione economica e sociale?
La situazione è disastrosa ed è destinata ad aggravarsi: mentre gli stipendi e le pensioni fermi, i prezzi per beni di prima necessità sono in continuo aumento. Il Fondo Monetario Internazionale impone all'Ucraina tutto questo: la politica antirussa del governo fa si che solo per pagare le spese per il riscaldamento un anziano debba spendere circa metà della sua pensione. senza considerare acqua, elettricità e le tasse. Tanti già non possono comprare il necessario.
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-strage_di_odessa_parla_una_sopravvissuta__la_brutalit_ed_il_terrore_di_quel_giorno_dovevano_essere_una_lezione_per_qualunque_oppositore/5496_15002/