giovedì 16 aprile 2015

BOSSETTI LIBERO SUBITO... OVVERO IL GIROLIMONI DEI GIORNI NOSTRI!!!


Bossetti è il Girolimoni dei giorni nostri, una vicenda diversa ma parallela e piena di similitudini, un labirinto dell'orrore al cui confronto una novella di Kafka ha l'inquietudine di una rivista di cronaca nera da barbiere di periferia...
Il caso del povero muratore ricorda il caso emblematico di Gino Girolimoni, che accusato di gravi delitti, fu additato dalla stampa come mostro. Successivamente scagionato, ne ebbe comunque la vita sconvolta. La sua vicenda rappresenta un caso emblematico degli effetti perversi sulla pubblica opinione di una campagna giornalistica pilotata e aprioristicamente accusatoria.
Bossetti paga una campagna mediatica denigratoria senza precedenti, vergognosa ed illiberale sotto ogni aspetto, sia giuridico che giornalistico, una propaganda delle peggiori e degna di uno stato totalitario, appunto come fu per Girolimoni...
Da mesi i TG, i talk show, ogni programma del cerchio magico puntano il dito e affondano il coltello ancor prima che si sia fatto il processo. Questa vicenda rappresenta una sorta di nuova Santa Inquisizione verso un capro espiatorio palese, dato in pasto alla pubblica piazza vogliosa di saziare la sua pancia, con pubblica gogna, senza dubbi di sorta, una condanna già avvenuta e veicolata dai media, veri assassini di Yara e di Bossetti.
Sbatti il mostro in prima pagina...
cit.


Nella trasmissione della D'urso, in una puntata di marzo è entrata in scena una nuova testimone o persona informata di certi fatti, tal Vilma Cutini di Genova.
La signora anziana asserisce che conobbe molto bene tal Liviu, straniero venuto in Italia in cerca di fortuna, lo ospitò a casa, forse affittandogli un piccolo appartamento od una parte del suo, si frequentarono e strinsero un rapporto di amicizia, anche affettivo di tipo parentale, un po' come se lei fosse una sua vecchia zia.
La signora Vilma conferma il fatto che Liviu avesse avuto in un recente passato, un rapporto con la minorenne; ricordiamo che lui oggi ha 25 anni e Yara nel 2010 ne aveva solo 13...
La testimonianza della signora parla di una telefonata che Liviu fece il giorno della scomparsa di Yara, ovvero il 26 novembre 2010, telefonata fatta ad una donna che poco dopo lo fece parlare con Yara, come fossero in quel momento assieme.
La signora Vilma ricorda che Liviu le fece vedere giorni prima una foto di Yara, descrivendola come giovane ginnasta, dicendo che fosse la sua ragazza e che un tempo lavorava per i Gambirasio, relazione interrotta perché la famiglia non voleva si frequentassero, forse per la differenza di età, forse per altri motivi. 
Questa preziosa testimonianza è stata incredibilmente scartata dagli inquirenti e censurata, prima di approdare su Canale5.
Ma la cosa interessante è che la signora Vilma, ha affermato in trasmissione che gli è stato vivamente consigliato di limitarsi a parlare di Liviu e di non trattare altri fatti più compromettenti che metterebbero in crisi il castello di carte accusatorio contro Bossetti.
Vilma quindi asserisce che il giorno della scomparsa di Yara, Liviu l'avrebbe contattata e che lei era insieme ad un'altra donna, Liviu esprime il desiderio di andarla a trovare il giorno stesso con una fretta incomprensibile, motivata dal fatto che voleva andar via dall'Italia per dirigersi in Norvegia, precisamente ad OSLO, non si capisce se per motivi di lavoro o di convenienza.
Quel giorno Yara viene rapita e probabilmente uccisa, Liviu prende un aereo per Oslo, ma prima afferma sia telefonicamente, sia a Vilma che andrà a salutare Yara di persona...
Successivamente verrà incarcerato Bossetti, senza che a nessuno venga in mente che, magari, poteva esserci qualche leggerissima correlazione tra i fatti descritti, correlazioni in teoria importanti per l'indagine in corso.
Detto questo, si potrebbe obiettare che la signora Vilma è una visionaria, un'attrice, che sia un caso inventato dai media per alimentare il gossip, ma allora il fatto sarebbe ancora più grave, perché avrebbero depistato un'indagine, facendola andare a parlare con gli inquirenti, creando precedenti ancora più inquietanti, facendo di fatto un reato grave e penalmente rilevante.
Insomma, in entrambi i casi, il depistaggio è in atto, e allora chiediamoci cui prodest!!!

Curiosità e casualità, OSLO è la città che ospita la sede principale della Corporation di fertilizzanti chimici e di ricerca ambientale, dal nome YARA s.p.a., in Italia legata all'ENI e con tante corporation satelliti, fino alla Libia e l'Arabia Saudita, quindi multinazionale che si occupa anche di energia, risorse alternative, cloud seeding e ricerca sperimentale anche con apparati di Intelligence, con legami anche con la Black-Waters e milizia privata per operazioni di controllo e difesa di territori sperimentali e zone particolari...
Sicuramente una casualità, ma comunque è una vicenda degna di nota e simbolicamente interessante per i sincronismi e le analogie...
Egregore all'opera???
Nel frattempo...
BOSSETTI LIBERO SUBITO...
cit.






17 commenti:

  1. Ciao MDD,
    mi devi scusare ma stavolta intervengo in anticipo sui tempi che mi sono dato, per manifestare il mio totale disaccordo con il tuo articolo, con lo spirito con cui è stato scritto, con le conclusioni a cui arrivi.
    Vedi, in passato ho cercato di veicolare un messaggio che ha fatto incazzare un sacco di gente, perché si sono sentiti colpiti nel vivo. Il messaggio è che i mezzi di distrazione di massa si nutrono della morbosità delle persone. Si trova un delitto che ha le caratteristiche di interessare i media, i quali sono alla disperata ricerca di un racconto che regga, che abbia un alone di mistero, che possa interessare il grande pubblico, che li coinvolga e dove alla fine si scopra un colpevole, un capro espiatorio che faccia discutere, che divida il pubblico in fazioni in disaccordo tra di loro, in modo da distrarre l’opinione pubblica dai ciò di cui si dovrebbe davvero occupare, cioè l’esproprio forzato delle proprie libertà, dei propri diritti, dell’omologazione del pensiero sulla base di slogan preconfezionati e di falsi presupposti precostituiti.
    Le “false flag” funzionano perché stimolano le emozioni del pubblico, nel caso dei delitti mediatici la morbosità. Poco importa se Bosetti è innocente o colpevole, l’importante e che se ne parli. Sono arrivati al punto di inventarsi quello che io chiamo il complottismo da rotocalco, veicolato da personaggi come il “Perry Mason de noantri” e la sua banda di leccaculi.
    Cosa può stimolare la morbosità delle persone meglio di una presunta setta che compie sacrifici umani e che comanda il mondo? Lo sapevano bene i produttori dei film degli anni ’70, tanto che si inventarono la Spectre, incassando milioni di dollari. Oggi la stessa idea viene riproposta, non per vendere fiction, ma per creare nuove distrazioni di massa.
    Come spesso mi è capitato di sostenere, la menzogna per essere credibile necessita di una buona percentuale di verità che le dia energia. Non sto, infatti, sostenendo che la Rosa Rossa non esista, così come è impossibile sostenere che non esista il Biderberg , la Golden Down, le massonerie deviate ecc., ma sostengo che queste realtà esistano solo in funzione di eccitare la morbosità dei complottisti, che spendono il loro tempo per dimostrare la natura esoterica del delitto di yara, di sara, o delle bestie di satana e compagnia. Arrivano quindi a ipotizzare (inutilmente) gli scenari più fantasiosi, abboccando all’amo di chi ha organizzato tutto ciò per poter poi agire indisturbato dove davvero conta.
    Il giusto atteggiamento dovrebbe essere quello di disinteresse e distacco, ma invece, guarda caso, sono proprio gli articoli che indagano su questi delitti quelli che riscuotono il maggior successo.
    Ma tu sei intelligente, troppo in gamba per non sapere già ciò di cui sto parlando, perciò stai facendo solo un operazione di marketing.

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  2. Ma infatti il distacco avviene nel ritenerlo distrazione di massa, il problema che ci rimette un poveretto che non c'entra nulla mentre tutti pensano il contrario... Non penso che ci sia una pista satanica, piuttosto un affare da strategia della tensione che utilizza la distrazione di massa, ma lo capiscono in pochi alla fine... Il mainstream non parla affatto di pista satanica, anzi, è tutto contro bossetti...

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  3. Nel post c'è una prima parte attinente alla realtà... una seconda di strumentalizzazione mediatica che pompa il fenomeno, la terza una mia suggestione... :-)

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  4. E' vero che i media parlano di questi argomenti per sviare da altre tematiche e contenere il dissenso, ma ciò avviene a prescindere che io faccia un articolo. Avviene di default, semmai in questo caso in modo particolare, avviene a senso unico, e non ci sono tante fazioni, c'è ne è solo una colpevolista e uno 0.01% innocentista... E' proprio quello che mi spinge a scrivere in favore di Bossetti, che diviene appunto il nuovo Girolimoni, io per trovare un filmato a suo favore ufficiale, ho dovuto spulciare in rete su una stazione sconosciuta. Sono veramente pochi quelli che credono nella sua innocenza. Il punto che sollevi è giusto, ma sarebbe ancora più giusto se non ci fosse stato ancora nessun colpevole, in questo caso c'è un tiro al bersaglio senza uguali... In altri casi c'erano dubbiosi, in questo Bossetti è stato veramente un martire senza pari...

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  5. Quoto MDD!!

    Mr Blue

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  6. Si, qui sta il punto. La differenza tra la strategia della tensione e i delitti mediatici è che le stragi non si trovano al mercato a tanto al chilo, quindi occorre che il potere organizzi una strage, per poi usarla strumentalmente. Stesso discorso per le torri gemelle. Occorreva organizzare l’attentato, per poi sfruttarne l’impatto. Ma queste sono manovre politiche, con finalità ben precise. Si crea la paura per poi fornire soluzioni altrimenti inaccettabili.
    Il caso dei delitti mediatici è diverso. Intanto i delitti si compiono giornalmente e non vi è alcun bisogno di crearne qualcuno in più, basta porre l’accento su quelli che più si avvicinano alla bisogna. Poi lo scopo di metterli sotto i riflettori è pure diverso. Qui non si tratta di fomentare la paura per poi sfruttarla politicamente, ma di stuzzicare la curiosità, il pettegolezzo, l’atteggiamento ficcanaso delle persone per distrarne l’attenzione per sottrarre loro diritti e vantaggi. Detto in parole povere, si tratta di furto con destrezza.
    Parlavo tempo fa con un amico che di mestiere fa il medico legale e lui mi diceva che le prove contro Bossetti sono schiaccianti e che l’indagine è davvero finita, cioè non c’è più niente da scoprire.
    Questa non è una versione promossa dall’ufficialità o dai giornalisti, ma è semplicemente il parere professionale di un addetto ai lavori, che non avrebbe nessun bisogno ne vantaggio a raccontarmi palle.
    La mia lettura dei fatti è che Bossetti ha ammazzato Yara, così come centinaia di individui simili compiono azioni simili ogni anno senza che queste facciano notizia più di tanto, ma questo delitto è avvenuto nei tempi e nei modi giusti per creare un a enorme distrazione nel pubblico. Che il colpevole venga preso oppure no non ha alcuna importanza. Nel caso di Bossetti probabilmente colpevole senza ombra di dubbio. Nel caso di Cogne e di Garlasco, c’è un colpevole, ma rimangono molti dubbi. Nel caso di Meredith, invece il colpevole non c’è e sono stati tutti assolti. Non ha importanza, l’importante è che la gente se ne sia interessata. Sono altresì convinto che nessuno di questi delitti sia stato ordito da chissà quali complotti, ma penso invece che siano stati semplicemente sfruttati, con buona pace dei Perry Mason e delle Miss Marple de noantri.

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  7. Auguri MDD!!

    Mr Blue

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  8. Purtroppo caro Democrito, ti sbagli di grosso e non conosci a fondo questi casi. manco il tuo amico medico li conosce, sennò non direbbe queste sciocchezze... Chiedigli perchè non sono stati analizzati altri DNA sul corpo di Yara??? Molto più presenti e non SOLO simili a quello di Bossetti TROVATO IN PERCENTUALI IRRISORIE 4 anni dopo...

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  9. Dato che anche uno come te con senso critico non ha chiari questi delitti, allora è proprio il caso di farne una crociata... Il caso Bossetti è ancor peggio del Girolimoni... C'è poi una conoscenza dei fatti che va ben oltre all'articolo...

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  10. Democrito, sono d'accordo con te che esistono migliaia di delitti fisiologici e, diciamo, nella norma... ma poi esistono alcuni specifici omicidi, SOLO ALCUNI, che sono costruiti ad hoc... Sono costruiti, non perché ne manchino nella realtà dei fatti, ma perché possono essere manipolati, e lo sono, in continuazione... In caso contrario, si passerebbe nel giro di un mese a parlare di migliaia di omicidi comuni, ma CERTI OMICIDI, hanno un altro valore e devono essere diretti in toto da una regia esterna... E sono sempre quelli, i soliti che durano anni, talvolta decenni, seguiti sempre dagli stessi inquirenti, sempre depistati, sempre palesemente manipolati solo in una certa direzione, che hanno una matrice comune nel modus operandi, ecc ecc... Ecco, questi e solo questi omicidi, spesso sono i tormentoni dei media e hanno una valenza di telenovela. E' molto più facile, pratico e operativo, siano fatti ad hoc, piuttosto che siano naturali, proprio perché possono essere gestiti meglio, senza sorprese, senza improvvisazioni, senza errori e quindi con risultati certi.

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  11. Ciao Maestro,
    perché non decidere di fare sul serio e parlare magari di Assistenti Civici: chi sono, quanti sono, in che proporzione stanno con la popolazione, cosa fanno realmente, che livello di segretezza sono tenuti a firmare, il loro significato legale, quello politico, quello cospirativo (c'è un intero capitolo del 'Famoso Falso Libro Dei Savi Di Sion' che tratta di un terzo della popolazione che controllerà gli altri due), quello esoterico, cosa sono le ronde che fanno, a che cosa è servita la apparentemente inutile legge sulle ronde. Insomma: qui ce ne sarebbe di dietrologia, caro maestro.

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  12. Bell'articolo MDD, soprattutto nel paragone che poni fra la vicenda di Bossetti e quella di Gino Girolimoni. Personalmente, conoscevo la storia di Girolimoni solo per sentivo dire e senza conoscerne praticamente i particolari descritti da Lucarelli. Il parallelismo con Bossetti viene spontaneo, visto nella sua chiave di volta politico-mediatica in cui ambedue si sono ritrovati. Riccardo

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  13. The catcher in the rye30 maggio 2015 09:12

    Il nostro Maestro di Dietrologia è il Paolo Barnard della dietrologia, appunto. Come Barnard vive a Bologna, e come Barnard ha estremo bisogno che il mondo sia un'immensa fogna che sputa fuori la sua merda giornalmente per poter dare sfogo al suo bisogno compulsivo di scrivere articoli da far leggere a qualcuno e sentirsi a posto con la coscienza...sarà mica il Barnard stesso in vena di scrivere lenzuoloni complottisti sotto mentite spoglie?! :-) Comunque sia, ha ragione Democrito quando parla di morbosità, il vero male del mondo. Il distacco è la vera strada, distacco che significa smettere di guardare al mondo come qualcosa di esterno ed estraneo a noi e cominciare a boicottare veramente il sistema non dando alle notizie dei media alcuna rilevanza interiore ed esteriore scrivendone. Bosetti è colpevole o innocente? Non ce ne può fregare di meno. Ognuno è al posto giusto nel momento giusto perché la sua evoluzione avvenga, e lo ha voluto lui che ci si creda o meno. L'universo non ha tempo per le pippe mentali di nessuno, ha delle leggi cosmiche da portare avanti che sovrastano quelle umane, del tutto insignificanti.

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  14. Grazie del complimento Catcher... per avermi accostato a Barnard.
    Il resto che hai postato non sono in grado di capirlo, ovvero, non ho quegli strumenti cognitivi per poter decifrare il suo significato.
    :(

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  15. I colpevoli ci sono: la procura di Bergamo portavoce della mafia dei Locatelli. Il centro sportivo andava fermato e perquisito così come il cantiere di Mapello: un danno enorme per i Locatelli. Se Yara fosse uscita quella sera sarebbe stata senz'altro ripresa dalle telecamere e vista da qualcuno. Inoltre si è andati contro la scienza: il cadavere è stato preparato poco prima del ritrovamento perchè le tracce biologiche all'aperto dopo poco tempo spariscono. Non è stata certo opera di una sola persona.

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