lunedì 26 giugno 2023

COSPIRAZIONE O GOMBLODDO?

 


GOMBLODDO...
L'hanno fatto nero o si è fatto "nero"? Putin è impegnato su importanti fronti africani per il controllo delle miniere di uranio e vuole spostare il battaglione Wagner altrove?
Ai posteri l'ardua sentenzia!
Siamo proprio sicuri ci sia stato un ammutinamento di Prigožin, o le parti erano in qualche modo d'accordo?
Il vero complotto contro Putin sembra essere una messinscena, una sorta di "Gombloddo", come minimo dubbio.
Sicuramente, Prigožin cerca di capitalizzare la sua figura, scalando posizioni, preparandosi al dopo, ma anche al "durante", però è evidente ci fosse un accordo su altri livelli.
Non a caso ora si troverebbe in Bielorussia, roccaforte di Putin, e la sua avanzata contro Mosca pare più una false flag che altro.
Forse non è lui il vero ostaggio di Lukaschenko, forse è lo stesso dittatore bielorusso a doversi preoccupare?
Voci giurano che Prigožin debba spostarsi su altri fronti delicati, come il Sudan e il Mali, contro gli USA e la Francia, in difesa degli interessi russi delle miniere di uranio in Africa.
Probabile che Prigožin non sia il vero traditore, ma che la cospirazione in atto sia proprio contro la sua figura, essendo un personaggio utile alla causa, ma scomodo politicamente, un militare molto potente e troppo autorevole che offuscherebbe l'immagine di Putin e favorirebbe altri oligarchi pronti a scalzarlo.
Oppure, che questo rappresenti solo un livello intermedio, e che la soluzione abbia più piani di lettura e motivazioni geopolitiche più forti.

Pare che lo stesso ministro della difesa Segej Shoigu e Valerij Gerasimov, abbiano preso la decisione di mandare i mercenari della Wagner a morire nel calderone di Bakhmut. Esiste quindi da tempo uno scontro interno, che potrebbe contemplare anche un accordo al vertice, tra il capo della Wagner e la governance russa, sul sacrificio di alcune milizie per una causa superiore. 
Da un lato si sarebbe utilizzato il battaglione Wagner come avanguardia militare, e dall'altro si sarebbe scongiurato un futuro sorpasso di popolarità di Prigožin, vantaggio che verrebbe strumentalizzato da potenziali nemici interni. A Prigožin verrebbe così offerta e legittimata un'uscita dignitosa dall'inferno ucraino, preparandolo a suon di milioni di euro a missioni, forse, più vitali per gli interessi russi in Africa.
La situazione è labirintica, appare ben più complessa ed articolata rispetto quella offerta strumentalmente dalla NATO e dai media occidentali.
Poi ci sarebbe la versione di Ponomarev, che mette in dubbio tutta l'operazione come false flag.
Putin attraverso questa operazione si mostrerebbe al mondo intero come il più affidabile nel condurre il gioco, ammonendo i suoi oppositori che, se fosse messo da parte, si aprirebbero scenari ben peggiori, soprattutto per la gestione delle armi nucleari.
In questo modo Putin si accredita come il prescelto agli occhi della popolazione russa, quello di cui fidarsi, perché fuori dal perimetro stabilito ci sono i veri guerrafondai ed un bel salto nel buio.
Una strategia molto sofisticata e raffinata, che potrebbe sminuire la popolarità della Wagner a livello politico, e favorire il suo utilizzo su altri fronti (Bielorussia, Africa), oltre a mandare un messaggio chiaro e forte ai suoi nemici interni ed esterni.
In tutto questo complicato ginepraio, Putin mostrerebbe però anche le sue intrinseche debolezze, costretto a combattere su più livelli, creando false cospirazioni ai suoi danni per avere futuri vantaggi di immagine.




"E' stata tutta una "messinscena".
Ilya Ponomarev, uomo d'affari ex deputato della Duma russa che dal 2016 vive in esilio in Ucraina, uno dei fondatori della Legione per la libertà della Russia, ha le idee chiare sull'ammutinamento, poi rientrato, del Gruppo Wagner, le cui forze sono arrivate alle porte di Mosca senza incontrare resistenza.
"Penso che Prigožin e Putin avessero ovviamente un accordo fin dall'inizio su cosa sarebbe successo e di cui nessun altro era a conoscenza", spiega Ponomarev in un'intervista all'Adnkronos, sottolineando che il capo della Wagner "è un uomo molto fidato di Putin. Si conoscono da molto tempo e le circostanze in cui si sono conosciuti hanno creato un rapporto di grande fiducia tra di loro".
L'ex deputato, l'unico ad aver votato contro l'annessione della Crimea, evidenzia i motivi che, a suo parere, hanno spinto Putin e Prigožin ad agire in questo modo.
Da una parte l'obiettivo del presidente russo era "spaventare sia l'élite russa che quella internazionale. Aveva bisogno di inviare un messaggio che non è lui la peggiore alternativa" e che c'è "un orco, Prigožin, che nessuno nella comunità internazionale vorrebbe vedere con un pulsante nucleare in mano".
Secondo Ponomarev, Putin ha voluto dimostrare che la possibilità che venisse sostituito era "reale" e che il sostituto era peggio di lui. "E purtroppo penso che abbia raggiunto questo obiettivo dal momento che tutti hanno creduto a questo spettacolo".
Prigožin, sostiene il miliardario russo, dal canto suo aveva bisogno di un modo per lasciare l'Ucraina "con dignità". "Ha combattuto per molto tempo ed è stanco. Ha perso molti dei suoi uomini, ma soprattutto ha opportunità finanziarie faraoniche in Africa, grandi contratti militari che può perseguire, ma non poteva semplicemente andarsene. Aveva bisogno di una scusa", evidenzia Ponomarev, secondo cui la Bielorussia, dove Prigožin è atteso come annunciato ieri sera dal Cremlino, è solo "un luogo di transito. Non vi rimarrà a lungo e da lì si sposterà in Africa".
Putin, prosegue, il suo obiettivo l'ha centrato. "I russi lo considerano il vincitore e l'approvazione nei suoi confronti aumenterà dopo tutto quello che è successo, ma in termini reali, ovviamente, è emersa tutta la sua debolezza di base".

Nel frattempo, la Russia è tornata a bombardare la regione di Odessa.
Tutto cambia per non cambiare, come nella miglior tradizione secolare della strategia della tensione.



https://www.geopolitica.info/africa-russia-sudan/

https://www.adnkronos.com/russia-il-dissidente-ponomarev-putin-e-prigozhin-daccordo-e-stata-messinscena_5vd8mEvUlzzqEoDcHL5Dps?refresh_ce

https://www.ilsussidiario.net/news/guerra-in-ucraina-finita-sisci-russia-in-guerra-civile-comincia-periodo-di-caos/2556914/

https://www.ilsussidiario.net/news/prigozhin-chi-e-capo-wagner-e-chi-ce-dietro-rivolta-007-occidente-o-oligarchi-russi/2556429/

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/06/24/dallafrica-allucraina-lascesa-del-gruppo-wagner_6fb99f36-5ed2-4efd-b10c-ec6e31b70d26.html

https://www.corriere.it/esteri/23_giugno_25/bielorussia-lukashenko-prigozhin-ee4acbb0-1392-11ee-994f-7a96a4226047.shtml

https://www.eastjournal.net/archives/132187






mercoledì 21 giugno 2023

GENESI DI UN PRESTANOME DI LUSSO



GENESI DI UN PRESTANOME DI LUSSO
Introduzione:

Ho precedentemente scritto un articolo surreale e registrato una scheda radiofonica in suo onore, in occasione del suo funerale. Un omaggio satirico al Cavaliere passato all'Oriente Eterno.
Dopo una settimana, conclusa la sua beatificazione ad opera di un popolo antropologicamente arretrato e suddito, è però giunto il momento di affrontare seriamente e con piglio storico chi era Silvio Berlusconi.
Non intendo parlare del Berlusconi politico, non mi interessa, quella è la seconda fase della sua vita, in realtà, quella più mite, più umana, anche più gioviale e simpatica, perfino filantropica ed altruista. In fondo aveva ottenuto tutto dalla vita, non poteva che dare il meglio alla fine.
Io, al contrario della vulgata mainstream e della contro-informazione anti & pro berlusconiana, non parlerò del Cavaliere dagli anni 90 fino alla sua morte, quella fase è nota a tutti.
Mi concentrerò sulla GENESI del personaggio, sulle origini negli anni 60, su cosa abbia rappresentato essere figlio di Lugi Berlusconi, ex impiegato, poi funzionario e direttore generale della Banca Rasini.
La Banca Rasini, il terminale lombardo di una filiera internazionale del riciclaggio della droga. Il salvadanaio dei Provenzano, dei Riina e dei più grandi narcotrafficanti mondiali.
Li è l'origine del male, li vengono fuori i primi fondi milionari per sviluppare la Grande Opera palazzinara e speculativa.
Subito dopo arrivano i fondi occulti miliardari di finanziarie svizzere, anche loro intente a riciclare fondi illeciti.
Tra gli anni 60 e 70, si realizza il grande salto di qualità.
In quel periodo si passa dalla mafia pecoreccia a quella dei colletti bianchi, intenti a riciclare decenni di malaffare nel mondo dell'edilizia, attraverso personaggi senza scrupoli, cinici, scaltri e intelligenti, che potessero interpretare il ruolo di PRESTANOMI.
Silvio fu uno di questi, il più importante, fu il PRESTANOME di lusso degli affari della criminalità organizzata.
Il migliore, il più paraculo ed affidabile "PublicRelationMan" che potessero trovare, il cavallo di razza prescelto per incarnare quel ruolo, e cavalcare la trasformazione di un paese ancora troppo contadino e antico.
Scordatevi la retorica del buon imprenditore, non lo è mai stato veramente.
Sicuramente un genio del pantheon thelemico, uno che avrebbe venduto la prole al miglior offerente pur di realizzare successo, fama e carriera. Un mix di cinismo, simpatia e capacità organizzative, un leone, un vero gladiatore pronto a tutto per realizzare i propri sogni.
Però, è giusto storicamente ribadire che tutto quello che ha realizzato in vita sua, non è mai stato realmente opera sua.
Lui è stato un meraviglioso, suadente e sorridente frontman di poteri mafiosi e massonici deviati.
L'uomo preposto a svolgere determinate imprese per conto terzi, in ultimo, la famosa scesa in campo richiesta da poteri occulti, atlantisti, gli stessi che necessitavano di aggiornare il sistema Italia, dopo aver promosso tangentopoli e distrutto la vecchia guardia.
La stessa vecchia guardia politica che aveva spianato la strada al più grande PRESTANOME della storia occidentale.
Tal Silvio Berlusconi...
T.F.A. ^^^

La Banca Rasini:
La Banca Rasini è stata una piccola banca milanese, fondata nel 1954 ed inglobata nella Banca Popolare di Lodi nel 1992. Il motivo principale della sua fama è che tra i suoi clienti principali si annoveravano i criminali Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano (al tempo, uomini guida della Mafia) e l'imprenditore e uomo politico Silvio Berlusconi, il cui padre Luigi Berlusconi vi lavorava come funzionario. Le dichiarazioni di Michele Sindona sulla Banca Rasini la fanno citare più volte da Nick Tosches, un giornalista del The New York Times, nel suo libro I misteri di Sindona, e l'hanno resa nota tra gli studiosi internazionali che si occupano della storia della Mafia italiana.
Quando il giornalista, chiese a Sindona (poco prima della misteriosa morte di quest'ultimo): «Quali sono le banche usate dalla mafia?» Sindona rispose: «In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in Piazza dei Mercanti».
In effetti, le indagini successive alla retata dell'Operazione San Valentino dimostrarono ampiamente il ruolo della Banca Rasini nel riciclaggio dei soldi della mafia, ed i contatti dell'istituto coi più alti vertici mafiosi.

Operazione San Valentino:
L'Operazione San Valentino è stata un'inchiesta coordinata dai giudici Francesco Di Maggio e Pier Camillo Davigo sulle attività di Cosa Nostra a Milano negli anni '70 e nei primi anni '80. L'operazione, scattata dopo due anni di indagini nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 1983, portò all'arresto di 37 persone e un altro centinaio ricevette comunicazioni giudiziarie su tutto il territorio nazionale, principalmente con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.
La Criminalpol cominciò a seguire le mosse di Virgilio e Monti per arrivare al "Tanino" di cui si parlava nelle intercettazioni telefoniche e con cui era in contatto anche il mafioso Vittorio Mangano. Gli inquirenti scoprirono che quel "Tanino" era proprio il boss di Cosa Nostra Ugo Martello, membro della famiglia palermitana della Bolognetta, latitante dal 1965.
Alla fine del periodo di osservazione, la Criminalpol trasmise alla procura della Repubblica di Milano un rapporto di 500 pagine in cui metteva nero su bianco il traffico di stupefacenti organizzato da Cosa Nostra, i cui proventi venivano riciclati da attività finanziarie pulite. Tutto sotto il controllo della grande centrale del narcotraffico diretta da Cosa Nostra americana.
Contemporaneamente alle indagini della Procura di Milano, anche l'Fbi statunitense progettava la sua controffensiva alla rete del narcotraffico di Cosa Nostra americana, che sarebbe sfociata nell'operazione, e poi nel ben più celebre processo, Pizza Connection.
Mettendo sotto controllo i telefoni di New York, di San Paolo del brasile, di Caracas, di parigi e di diverse città svizzere e italiane, gli investigatori americani riuscirono a ricostruire la pista dei soldi sporchi verso e in uscita dalla Svizzera. Si scoprì quindi che molte delle Srl che avevano sede in Via Larga 13 (come la Prodalit e la Maprial) erano intestatarie dei conti correnti svizzeri su cui finiva parte dei soldi del narcotraffico e dove il padrone di casa era Ugo Martello.

I primi scandali (P2 E MAFIA):
Il primo scandalo a investire Berlusconi è stato il rinvenimento, nel 1981, della lista della loggia massonica P2 di Licio Gelli a cui il Cavaliere risulta affiliato dal 1978. 
La relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica confermò che alcuni operatori, tra cui Berlusconi, «trovano appoggi e finanziamenti al di là di ogni merito creditizio». La Corte d’Appello di Venezia lo condannò per aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla loggia di Gelli. 
Il 14 febbraio del 1983, grazie a un blitz delle forze dell’ordine, noto come "La notte di San Valentino", vennero arrestati a Milano numerosi imprenditori accusati di essere affiliati alla mafia. Nel mirino dell’attività di inchiesta finì anche la Banca Rasini, di cui Berlusconi si era spesso avvalso per i suoi affari, accusata di riciclaggio di denaro sporco.
Altro scandalo coinvolse invece la banca Arner di Lugano, l’istituto di credito cui faceva capo una parte cospicua del patrimonio finanziario di Berlusconi oltre che dei suoi più importanti manager, da Cesare Previti a Ennio Doris. 
La Arner Bank è stata, per anni, nel mirino di importanti inchieste condotte dal Tribunale di Palermo, per sospetta collusione con la Mafia, e di Milano, con l’accusa di essere «una sorta di lavanderia per il denaro sporco», così come scritto dal giornale l’Espresso che aveva seguito la vicenda. Uno dei fondatori della Banca Arner è Paolo Del Bue, romano, trasferitosi a Lugano che, insieme ad altri due soci, diede vita a una fiduciaria diventata poi Arner Bank nel 1994. Dagli atti giudiziari del ‘processo Mills’, l’avvocato inglese accusato di essersi fatto corrompere da Berlusconi per testimoniare il falso nei suoi processi, emerse che Del Bue gestiva i conti esteri di due società offshore, Century One Universal One, che facevano capo «direttamente a Berlusconi».

Alcuni stralci riassunti, tratti dal libro "Berlusconi. Gli affari del presidente"
di Giovanni Ruggeri.

- Secondo la menzognera agiografia berlusconiana, la costruzione della “città satellite” Milano 2, nei primissimi anni Settanta, sarebbe stato il primo “miracolo” compiuto dal Cavaliere Silvio Berlusconi.
La realtà dei fatti è assai diversa: quella di Milano 2 e dintorni è una vicenda originata da misteriosi capitali provenienti dalla Svizzera, scandita da prestanome e espedienti, da irregolarità e abusi, una vicenda accompagnata dal forte sentore dì tangenti e corruttele, e impregnata di collusioni col potere politico.

- Il 25 settembre 1968, nello studio di un notaio milanese, viene costituita la società Edilnord Centri Residenziali sas di Lidia Borsani & C., capitale sociale di 6 milioni di lire, oggetto dell'attività "operazioni immobiliari": la Borsani (cugina trentunenne del trentaduenne Silvio Berlusconi, e sua prestanome) ne è la socia accomandataria, con firma libera per somme inferiori a un milione - per somme superiori, occorre la preventiva autorizzazione scritta del socio accomandante. 

- Il socio accomandante, cioè chi conferisce alla società i capitali, è la finanziaria Aktiengesellschaft fúr Immobilienlagen Ag con sede a Lugano; gli anonimi capitali della finanziaria svizzera sono in parte depositati presso la International Bank di Zurigo, e pervengono alla Edilnord Centri Residenziali attraverso la Banca Rasini.
Il giorno dopo, 26 settembre 1968, la società Edilnord Centri Residenziali sas di Lidia Borsani & C. acquista dal conte Leonardo Bonzi, pagando la somma di oltre 3 miliardi di lire, l'area di 712.000 metri quadrati situata a Segrate, comprensiva delle convenzioni edilizie col Comune per la costruzione di 2,5 milioni di metri cubi di "opere di urbanizzazione primaria e secondaria".
Coi capitali forniti dalla Aktiengeselìschaft fúr Immobilienlagen Ag, sull'area segratese, il palazzinaro Berlusconi intende edificare una cittadella sul modello dell'avveniristica edilizia nordeuropea - una “città satellite” che verrà chiamata “Milano 2”.

- Forte dei capitali che affluiscono dalla Svizzera, dietro lo schermo societario prima della cugina e poi della zia prestanome, protetto dal potere politico milanese (DC e PSI), il palazzinaro Silvio Berlusconi appalta la costruzione materiale della “cittadella satellite” ad alcune note imprese edili (le quali spesso subappaltano a loro volta i lavori a piccole imprese e a cottimisti, ricorrendo anche al “lavoro nero”); colui che diverrà celebre come “costruttore di città”, in realtà non costruisce nulla: compra aree con capitali “svizzeri”, ottiene licenze, e dopo averne appaltata la realizzazione si occupa della commercializzazione degli immobili.

- La convenzione stipulata nel 1963 dal conte Bonzi col Comune di Segrate era comprensiva di un'area di 46.000 mq che il conte aveva venduto, nel 1966, a un oscuro Centro assistenza ospedaliera Monte Tabor di don Luigi Maria Verzé; nel luglio 1967, il compiacente sindaco segratese Turri aveva poi rilasciato a don Verzé licenza edilizia per la costruzione sull'area di una clinica geriatrica privata (“Ospedale San Raffaele”). La losca vicenda della clinica segratese e del suo spregiudicato promotore don Verzé si salda subito con quella di Milano 2 e del suo spregiudicato (e occulto) promotore Berlusconi, dando luogo a uno scandalo nello scandalo a colpi di abusi, irregolarità, e soprattutto collusioni politiche.
Don Luigi Verzé (prete “interdetto” dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con "la proibizione di esercitare il Sacro ministero") aveva potuto acquistare l'area del conte Bonzi grazie a un finanziamento statale di 600 milioni ottenuto attraverso i suoi stretti legami con alcuni leader della Dc romana; lo scaltro don Verzé intendeva edificare la sua clinica privata attraverso ulteriori finanziamenti statali che gli sarebbero pervenuti grazie agli stessi politici. Berlusconi, per ovvie ragioni, vedeva con estremo favore il sorgere di una clinica ospedaliera nei pressi di Milano 2, sarebbe stato più facile per la Edilnord risolvere il grave problema delle fragorose rotte aeree nel cielo della zona. Dunque, la Edilnord si assume il compito di "costruire" la clinica del prete spretato (si occupa cioè di appaltarne la costruzione alle imprese edili che edificheranno Milano 2).

- Per la berlusconiana Edilnord è una vittoria sul campo, celebrata da un volantino diffuso dalla cosiddetta “Associazione dei residenti di Milano 2”.
Penalizzati dal nuovo provvedimento sono anche i piloti aerei, i quali esprimono la loro ostilità alle nuove direttive di decollo (quelli dell'Alitalia segnalano la pericolosità della virata "a coltello" necessaria per rispettare la “radiale 244”, mentre quelli dell'Air France e della Klin affermano trattarsi di una rotta praticabile solo per decolli a vuoto, con aeromobili di piccola stazza, e in condizioni metereologiche pressoché perfette). La vicenda assume sempre più i connotati dello scandalo la stampa locale scrive di “Dirottamenti” aerei coi sistema della mafia".

- "Berlusconi lavora sott'acqua, non appare mai", scrive il quotidiano “Lotta Continua” il 25 marzo 1977. "Gli strascichi amministrativi e giudiziari si sono risolti senza danno per Berlusconi. Quel che sorprende è la capacità di Berlusconi di costruire una intera città senza praticamente possedere nulla di suo. Avvalendosi di potenti protezioni (e di alcune grosse banche come il Monte dei Paschi di Siena e la Banca Nazionale del Lavoro) Berlusconi ha venduto le case, e incassato i soldi, prima ancora di costruirle. 
Mentre la Edilnord mette in cantiere un nuovo villaggio residenziale, Milano 3, Berlusconi comincia a viaggiare, e avendo come intermediarie banche panamensi e lussemburghesi, combina affari in Medio Oriente e in Libia".
Nei primi anni Novanta, a distanza di un ventennio dagli scandali Segratesi che hanno accompagnato il sorgere di Milano 2, la berlusconiana Edilnord (ormai intestata al fratello Paolo, mentre Silvio è il nuovo presidente del Consiglio della “nuova" Repubblica italiana) riguadagna le cronache giudiziarie, nell'ambito dell' inchiesta "Mani pulite", per numerose altre vicende di speculazioni edilizie accompagnate da corruzioni e collusioni con esponenti politici speculazioni e corruzioni risalenti agli anni Ottanta del regime detto "Caf' (CraxiAndreottiFininvest).


https://www.tio.ch/dal-mondo/attualita/1658186/berlusconi-milano-venne-anni-silvio-cavaliere-scandali-aver-presidente-vita

https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Rasini

https://www.wikimafia.it/wiki/Operazione_San_Valentino

https://it.wikipedia.org/wiki/Delitto_Casati_Stampa


martedì 13 giugno 2023

CRIBBIO, NON MORIRO' MAI



E il fatidico giorno arrivò...
Pensavamo non potesse mai succedere, eravamo convinti fosse immortale, una sorta di divinità senza tempo. Berlusconi lascia un grande vuoto, ai suoi affezionati, ai suoi detrattori, un vuoto che non sarà mai colmato. 
Il dubbio mi assale. Siamo proprio sicuri sia morto? Io non metterei la mano sul fuoco. 
Mi aspetto un colpo di grande teatro al suo funerale, magari mentre i suoi fedeli collaboratori e infidi lacché si stanno fregando le mani per sostituirlo. 
Allora, voglio immaginarmi una scena, in stile "Amici Miei" dove, durante l'omelia funebre, il Berlusca apre la bara, mostrando un vigoroso Rigor Mortis a tutti, dicendo "Cribbio, non morirò mai!". Non credo che questo scenario piacerebbe ai suoi alleati. 
Il povero Salvini alla sola visione del redivivo, pronuncerebbe in stile Pozzetto un bel "E la Madonna...". La Meloni potrebbe avere uno svenimento in diretta, mentre Tajani cadrebbe in una depressione senza fine. Gli unici ad applaudirlo, paradossalmente, potrebbero essere i suoi nemici storici, orfani di una guerra infinita durata più di 30 anni, che sicuramente offriva una motivazione esistenziale. 


In fondo, tutta la sinistra è campata sull'antiberlusconismo, scendendo vergognosamente a patti con il Cavaliere milanese. La stessa sinistra che nulla ha fatto sui conflitti di interesse, che nulla ha proposto come visione alternativa alla destra, inseguendola, imitandola male e perdendo la propria identità, fino ad apparire talvolta più reazionaria, diventando anch'essa una sorta di nuova destra in salsa liberal.
Mi immagino i funerali di Stato di mercoledì prossimo, il giorno di Mercurio, il pianeta più roccioso e vicino al sole, che già sembra un ritratto di Berlusconi che si considerava forte come una roccia, unto dal signore e baciato in faccia dal sole.
Mi aspetto vivamente che il Cavaliere resusciti con tanto di trombetta di carnevale in bocca, spernacchiando tutta la corte dei miracoli italica che piange lacrime di coccodrillo e che lo sta già santificando, lungo tutto il cordone chilometrico di accoliti ben vestiti davanti al Duomo di Milano.
"Sono tornato, era solo uno scherzo, ora salgo sul palco, mi faccio un bel selfie, mi ricandido, vinco un'altra volta, ma prima vi racconto una bella barzelletta".
"... Al funerale di Berlusconi c'è un comunista, un democristiano, un leghista e una donna di FdI.
Il comunista applaude contento perché è morto il suo nemico storico.
Il democristiano ricorda le sue gesta e finge un pianto durante il rito di commiato.
Il leghista si propone con supponenza di sostituirlo e di portare avanti le sue idee, contento sia arrivato il suo momento.
Quella di FdI chiama al telefono Zelensky e lo invita a ballare sui tacchi a spillo vestito da militare, in cambio di una fornitura di droni-uccello."
Un attimo di panico e imbarazzo generale, ma alla fine, dopo pochi secondi di silenzio, scatta un fragoroso applauso, tra ghigne forzate e colpi di tosse, qualcuno che grida al miracolo, altri al complotto, un vecchio in prima fila che urla "W Perluscona", i più fedeli giurano di vederlo levitare in aria e lanciare petali di rosa rossa su capi chini e tapini, ma lui, imperterrito, ammonisce il branco dicendo: "Mi avete deluso, avete portato poca figa al mio funerale, mi tocca rimediare come sempre".
Allora Berlusconi fa un fischio, un cenno e dalla bara escono 33 bellissime escort che improvvisano un trenino dell'amore, Gigi D'Alessio che canta in napoletano e pure un sorridente sosia di Putin in canotta con il colbacco.
"Cribbio, lassù non mi volevano, mi hanno suggerito di tornare sulla terra e ora non vi lascerò mai più. Contenti? Mi consentaaa...



giovedì 1 giugno 2023

007: FUGA DA LAGO MAGGIORE


Quella del Lago Maggiore sembra una storia rubata a un film di 007, dove la Spectra di turno affonda la barca di fuggitivi spioni, pronti ad entrare in terre elvetiche per ragioni ignote a noi comuni mortali.
Mannaggia il maltempo, vuoi la sfiga, quella nuvoletta di fantozzi che si è abbattuta solo, guarda caso, sull'imbarcazione che ospitava una strana festa di uomini e donne dei Servizi Segreti di più paesi. Piove governo ladro? Un tempo era così.
Una rimpatriata pensando ai bei tempi andati, quando la tecnologia non c'era e ci si doveva ingegnare analogicamente per fare attentati e risolvere problemi.
Chiamatemi Wolf, risolvo problemi! cit.
La chiamavano Good...Uria, quella House Boat frequentata dalle Rose che contano, tra apericena e pranzi prelibati a base di buon pesce di lago, tutti a bordo a complottare e sentirsi più fighi degli altri.
Il lago è uno scenario perfetto, quasi teatrale e non è la prima volta che viene utilizzato per coprire omicidi, celebrare rituali, far riapparire cadaveri diversi da quelli che ci saremmo aspettati, vedi l'eterno caso del Fratello Narducci e i collegamenti con il Mostro di Firenze, la Rosa Rossa e quant'altro. 
In questo caso, l'operazione di Intelligence non pare sia andata benissimo per i protagonisti, qualcuno, qualcosa li ha colpiti. O forse, è andata male perché era previsto morissero tutti, ma potrebbe anche essere una banale copertura di qualcos'altro che è successo, in modo da sviare l'attenzione dell'opinione pubblica su altre faccende.
Probabilmente, il maltempo gioca come arma di distrazione di massa, fa parte dell'illusionismo messo in campo. Oggi con il presunto cambiamento climatico si può giustificare tutto, figuriamoci un attentato?
Una cosa è certa, non sapremo mai le ragione per cui 25 persone del Mossad e dei nostri Servizi Segreti, si erano riunite amichevolmente per una rimpatriata, o forse no, però?
Però è interessante quello che, giustamente, il Jerusalem Post, fa notare nell'immediato. 
La curiosa vicinanza con la tragedia del Mottarone, dove anche li morirono uomini dell'Intelligence israeliana. 
Questo strano e non richiesto SUGGERIMENTO dell'organo del Mossad ci illumina la via, senza darci la soluzione, ma ci fa capire che la questione è più articolata.
Sulla tragedia del Mottarone scrissi un articolo che ipotizzava fosse stato una sorta di attentato, mascherato da sciagura per l'incuria dei lavori di manutenzione, soprattutto, per quello che successe dopo, con il rapimento da parte del nonno del bambino di 5 anni superstite, per proteggerlo da qualcuno implicato nell'attentato.
Forse, ma sono solo suggestioni, questo fatto potrebbe essere la seconda parte o anche una terza, di quell'episodio, o più semplicemente, potrebbero essere coinvolte persone che avevano a che fare con la strage del Mottarone. 
Esclusa a priori la pista più demenziale, quella della grandine e delle turbolenze, solitamente non in grado di distruggere e affondare nel lago una barca frequentata da 25 uomini dei Servizi Segreti, le ipotesi che ho pensato sono 3. 
Personalmente propendo per la 3, come sempre, quella apparentemente più macchinosa, ma pur sempre la più logica e perfino banale, se si conoscono un minimo certe dinamiche.



1- Gli spioni sotto copertura stavano recandosi in Svizzera, attraverso il lago verso nord, per fuggire da qualcosa/qualcuno, ma sono stati colpiti da un'arma tettonica che ha provocato lo smontamento e il successivo affondamento. La scusa del maltempo è stata usata successivamente per tranquillizzare i dormienti, nonostante il sindaco avesse detto pubblicamente che quel giorno non era previsto maltempo. 
Non sono così riusciti nell'impresa e, una volta tornati nelle case e negli alberghi, sarebbero immediatamente fuggiti, avrebbero cancellato qualsiasi loro traccia, cosa puntualmente successa e riportata, con l'ausilio di un perfetto e sincronico apporto di altri agenti infiltrati tra i soccorsi, avvenuti in maniera egregia e puntuale, quasi maniacale.

2- Gli spioni, o meglio una parte, avrebbe creato una sorta di auto-attentato, per colpire nello specifico solo qualcuno dei presenti, facendo passare l'evento come casuale, mettendosi poi in salvo grazie alcune motovedette amiche. Ci potrebbero essere stati morti collaterali, qualcuno che doveva morire si potrebbe essere salvato nuotando e venendo assistito da imbarcazioni, stranamente illese, che erano poco distanti, e l'operazione sarebbe riuscita solo parzialmente, o forse è andato proprio tutto come previsto.

3- Tutta la faccenda potrebbe essere una copertura di altre operazioni. Si spedisce il pacco ai media di una finta narrazione o di una verosimile, in modo da sviare dalle vere ragioni dell'accaduto.
Per esempio, è stato detto che sono morte alcune persone, ma in realtà potrebbero essere fuggite e potrebbero esserci stati cambi di identità, proprio approfittando dell'affondamento e dello scenario peculiare come ambientazione. Il fatto che siano state svelate alcune presunte identità, sia stato svelato che qualcuno avesse perso l'aereo e si sarebbe ritrovato sulla barca senza un perché, che qualcun altro non sarebbe salito all'ultimo momento, servirebbe a comunicare con chi sa raccogliere certe informazioni per continuare il lavoro intrapreso.
Il tutto va inquadrato, secondo me, in una guerra interna tra bande, e questo ce lo svelerebbe il fatto che siamo stati parzialmente informati e poi manipolati nella soluzione del rebus.

Solitamente, in questi casi, la versione più probabile è sempre quella più complessa, mentale e articolata, quella che ai dormienti risulta la più assurda e visionaria. Con buona pace della teoria del Rasoio di Occam, che poi il buon Frate Guglielmo mai pronunciò e scrisse, e che fu strumentalizzata ad arte da chi voleva specularci culturalmente ed economicamente, dagli albori dell'illuminismo fino a oggi.
Così, in questo simpatico caso mediatico, la soluzione del poco tagliente rasoio per bambole viziate, ci darebbe una facile soluzione, quella più tranquillizante e normalizzata, quella del maltempo e della sfortuna, premiando l'aspetto fatalista e non considerando la logica e la grammatica che muovono certi mondi. Il Rasoio di Occam può trasformarsi nell'altra faccia della medaglia di un pensiero paranoico.
In questo momento i superstiti, con nuova identità, scampati o meno, saranno probabilmente a Zurigo, tra rose rosse e caviale, seduti al bar del "Sol dell'avvenire" per continuare la festa. 
Benventi a bordo della Good-Uria, nel Lago di Occam, con un Rasoio Maggiore e, soprattutto, sotto una mefistofelica nuvoletta di Fantozzi che colpirà duramente il nord!