martedì 31 gennaio 2023

COSPITO E LA MANIPOLAZIONE IN ATTO



Come già scritto e sottolineato, sono contrario al 41bis previsto per Cospito e per tutti gli anarchici e non, implicati in reati simili. I gruppi anarchici non sono piramidali e gerarchici per definizione, quindi non sussisterebbe nessun problema nel loro caso. Bisognerebbe poi definire cosa sia anarchia in termini più ampi ed articolati, non relegandola solo e comunque agli attuali antagonisti nelle piazze, secondo una vulgata mediatica che ne trae linfa vitale per alimentare propaganda divisoria e finti allarmi sociali. Il 41bis fu una forzatura legislativa prevista, secondo me a ragione, per grandi delitti di mafia, per evitare comunicazioni tra boss con il mondo esterno, atte a progettare omicidi, stragi e crimini di ogni natura. Sono anche contrario al fatto che mafiosi del calibro di Matteo Messina Denaro possano avere un parente come avvocato, in modo da poter scavalcare il 41bis e comunicare a piacere le loro volontà.
Per questo motivo, non sono affatto d'accordo con i compagni anarchici riguardo l'abolizione tout court del 41bis per tutti, sono piuttosto d'accordo con quello che suggerivano Falcone e Borsellino per gestire i grandi boss criminali, a difesa dell'incolumità di altre persone come potenziali bersagli esterni.
Cospito però non chiede giustamente SOLO l'abolizione del 41bis nei casi come il suo, ma chiede la sua totale abolizione, mafiosi compresi.
Molto curiosa questa sincronia con quello che sta succedendo sia nella politica che nella guerra tra mafie con i recenti fatti di cronaca.

Per quello che conosco e per quello che mi è stato sussurrato all'orecchio, questa sincronia per chiedere l'abolizione del 41bis non è casuale, ma è come sempre gestita dai Servizi e da loro uomini anche dentro le carceri.
Lo scopo ultimo non è certo creare i presupposti per uno stato libertario e più democratico, carceri vivibili e diritti civili più estesi, ma favorire la comunicazione di alcuni mafiosi con l'esterno, in cambio di altri favori resi. Non interrompere la grande filiera che un carcere ostativo potrebbe causare.
Cospito, non so se ingenuamente, coscientemente o comunque manipolato ad arte, crea i presupposti per favorire non solo l'abolizione del 41bis, che tanto è servito alla lotta alla mafia, voluto da Falcone ed ucciso anche per questa ragione, ma crea i presupposti soprattutto per abolire anche l'indipendenza della magistratura, perché quello sarà il secondo atto del Governo Meloni se riuscirà nella grande impresa, esecutivo scelto dall'elite atlantista per chiudere definitivamente il Piano di Rinascita Nazionale.

Ora, io non sono mai stato un fan della magistratura, ANZI, ma credo che, almeno una parziale indipendenza della magistratura rappresenti un fattore democratico e che convenga a tutti, rispetto ad un assetto dove il governo controlli come in passato e purtroppo ancor oggi in tanti Stati meno democratici del nostro, direttamente l'aspetto giudiziario.
Motivo per cui, il Piano di Rinascita Nazionale del piduista Gelli, prevedeva come punto fondamentale del suo programma, l'asservimento totale della magistratura all'esecutivo.
Altro motivo per cui furono terminati Falcone e Borsellino, oltre a tanti altri magistrati onesti nel corso della storia repubblicana.

La confusione che Cospito fa, sicuramente imbeccato in carcere da uomini dei Servizi, è utile a questo processo di controllo voluto dalla piramide del potere neoaristocratica, che vede come primo bersaglio il 41bis. Convergenze parallele e strani sincronismi gestiti dall'alto e lasciati cadere nelle piazze.
Però il tema è assai più articolato, complesso e labirintico di come viene proposto dai media, impegnati nella solita divisione fittizia tra guelfi e ghibellini, nella finta lite odierna tra FDI e PD, nelle ambiguità di Nordio e di tutti gli altri attori in scena.
Il bersaglio è la morte dell'indipendenza della magistratura che, tradotto, si concretizza con una visione sempre più forcaiola della giustizia a danno degli ultimi ed una impunità assoluta per chi delinque ad alto livello.
Un fastidioso impaccio da eliminare per spostare l'asse ancora più a destra in termini autoritari, per plasmare le future democrature anche su questo piano. Altro che Stato libertario!
Gli "utili idioti sedicenti anarchici", questo lo ignorano, come ignorano che l'anarchia sia qualcosa di molto più complesso, intelligente ed articolato, di una richiesta di abolizione addirittura del carcere, come stranamente suggeriva pelosamente lo stesso Cossiga. Anarchia nata in seno alle massonerie progressiste dell'epoca, simbolo massonico e carbonaro compreso e che presentava fin dagli albori diverse declinazioni, ora purtroppo ridotta ad avallare il paradigma vaccinale, cavalcando talvolta il finto ambientalismo d'accatto, nell'onda proposta dal sistema stesso. Altro che antagonisti, e questo lo affermo io da anarco-socialista convinto.
Anche oggi lor signori si prestano, come in passato tutti i terroristi di qualsiasi colore, alle innovazioni strutturali del padronato che li manovra dall'alto come ingenui burattini.
Le mani invisibili sono onnipresenti in queste situazioni, sono proprio strutturali.
La storia purtroppo non ci insegna nulla dai nostri errori, ecco perché la manipolazione è ancor oggi funzionale al sistema e vince sempre, con buona pace di tanti finti eroi e finti martiri.
Cui prodest?




martedì 24 gennaio 2023

MATTEO MESSINA DENARO NON ESISTE


L'ABBIAMO PRESO (1°parte) :
L'arresto di Matteo Messina Denaro è un film surreale che non deve alcuna spiegazione plausibile al suo pubblico. Una storia che gioca con i telespettatori, confondendoli e lasciandoli attoniti. Le telecamere già posizionate lo riprendono mentre scende le scale dell'ospedale, gentilmente accompagnato senza manette dalle Forze dell'Ordine, come una star a fine carriera. Un uomo malato, si dice, che faceva selfie in ospedale a 500 metri dalla DIA, che girava indisturbato come in un Truman Show alla rovescio, mentre chiamava prostitute al cellulare, facendo shopping per le strade a nome di tal Bonafede, perché bisogna sempre aver fede nel credere alle favole. 
La narrazione è tutta protesa al nonsense, la logica ed il buon senso vengono schiacciati e sostituiti con l'accettazione supina del dogma mediatico, celebrato dal potere vigente. 
Un fiore all'occhiello per il nuovo Governo, un regalino per il 46° compleanno della Meloni, una bella rosa rossa da ricordare negli annali della Repubblica italiana, nella speranza futura si ricambi il favore su alcuni fronti delicati della giustizia, quindi anche un potenziale ricatto, se letto al contrario.
Per questo motivo Berlusconi ci teneva tanto a piazzare qualcuno dei suoi al ministero che più gli interessa, anche se oggi ha capito che Nordio può rappresentare un buon piano B per ottenere le stesse prestazioni.

FI CONTENITORE DEL CONSENSO (2°parte):
Lo scenario impietoso che si dipana non è tanto il finto arresto di un uomo di "Stato Parallelo" come Matteo Messina Denaro, ma è la realtà conosciuta e taciuta sul rapporto organico tra Forza Italia, la Banca della mafia dell'ex senatore D'Alì e la criminalità siciliana.
D'Alì non era un semplice delinquente come tanti, ma è stato sottosegretario di Stato al Ministero dell'interno (2001-2006).
Io più che concentrarmi sul gossip del "mito Denaro" (nome omen), ne approfitterei per andare ancor più in profondità sul rapporto mafia e politica, proprio oggi che le guerre nell'alto dei cieli tra piramidi consentono di visualizzare ed ufficializzare questi intimi legami. Ovviamente, in questo delirio sono sempre presenti ex-venerabili che consentono la fluidità di tali rapporti. La massoneria deviata siciliana rappresenta quindi la camera di compensazione di questo mondo, quella che permette si concretizzino questi rapporti inconfessabili.
Cui prodest?

RAPPORTI INCONFESSABILI: (3°parte):
Sopra la politica e la mafia presiedono segmenti dei Servizi Segreti italiani e anglo americani, gli stessi che, con l'allora Loggia P2, crearono Forza Italia. Un contenitore del consenso che traghettasse la vecchia Repubblica nell'attuale assetto politico-economico. Dopo Tangentopoli, altra creazione atlantista che ha permesso si materializzassero le indagini per aggiornare il Sistema Italia, FI avrebbe rappresentato quell' agognato controllo sulla giustizia, il nuovo collante tra mafie e politica, in modo da indirizzare gli eventi secondo l'Agenda Rossa. 
Berlusconi, che è un prestanome dello "Stato Parallelo", arricchito e posizionato negli anni 70 per restituire in futuro importanti favori, non scese in campo solo per motivi aziendali, ma perché fu "costretto" in qualche modo a farlo, proprio in virtù del fatto che all'epoca fu una creazione dello Stato Ombra. Così vennero posizionati in tutti i gangli utili idioti, talvolta sacrificabili come Dell'Utri, che consentissero e favorissero rapporti inconfessabili con la nuova mafia. 
Questo era il programma della P2, per conto dei suoi mandanti, quello di trasformare la già malata e fragile colonia italica, in un'altra entità, aggiornata e pronta per essere il faro del cambiamento NATO. Il Caronte Berlusconi ha rappresentato la parte essoterica dello Stato Parallelo, l'araldo perfetto, il miglior cavallo di razza scelto dai Servizi. 
Una volta avviato il programma, sarebbe stata poi la futura "sinistra" ad ampliare lo spettro di questo labirintico schema, legandosi sempre più alle lobby mondialiste, quindi diventando organica a svolgere un ulteriore aggiornamento del Sistema Italia. 
La sovragestione crea e domina le piramidi in lotta, plasmando le neonate democrature occidentali.

SOVRAGESTIONE E QUADRO DI INSIEME (4°parte):
Le gesta degli adepti di FI, all'interno di una trattativa Stato-Mafia ad personam, appartiene però al micro-mondo della politica che deve gestire direttive più alte di ambienti che hanno voluto e plasmato quel contenitore del consenso che fu.
In realtà, questa vicenda si inserisce a pieno titolo nella guerra tra superlogge transnazionali, insieme a tante altre storie uguali/diverse. Lo scandalo Qatargate, la morte di Benedetto XVI con l'apertura dell'inchiesta vaticana del caso Orlandi, il conflitto russo-ucraino, il tutto accompagnato dai recenti omicidi mediatici romani, che avevano il compito di annunciare novelle, inviare messaggi e codici per tempo ed a chi di dovere.
In questa guerra di mondi si inserisce l'arresto di Matteo Messina Denaro, terminale di poteri più invisibili, oggi strumento ricattatorio per futuri scambi di prigionieri.
Siamo in guerra, una guerra tra piramidi ed i prigionieri sono di vitale importanza.
Il finto arresto di Denaro ci svela 3 verità:
1- Non esiste nessun Matteo Messina Denaro, almeno nei termini in cui viene descritto dai media. Denaro, come prima Riina e Provenzano, sono solo pedine dello Stato Parallelo, avevano il compito di controllare il territorio per conto terzi, nulla più.
Denaro è un codice, uno strumento dello Stato Parallelo, oggi obsoleto, scaduto, che andava rimosso dopo 30 anni di depistaggi e protezioni. 
La vicenda rappresenta ufficialmente un passaggio di consegne, un aggiornamento della mafia stessa.
2- La sua dipartita fa parte della trattativa Stato-Mafia che continua, in quanto strutturale e non occasionale. Rappresenta la parte più visibile ed operativa di una strategia che nasce nel dopoguerra, dove lo Stato italiano offre, sotto dettatura della NATO, della CIA e del Pentagono, zone franche per la gestione del territorio e del traffico della droga alla criminalità organizzata.
3- Come per la morte di Ratzinger, probabilmente accelerata per ovvie ragioni numerologiche di agenda, questa "piccola morte" in una data ovviamente non casuale, rappresenta un attacco alla fazione massonica neoaristocratica da parte dell'altra piramide, oppure il contrario. Ad oggi non possiamo sapere esattamente chi rappresenta cosa, comunque entrambe dirette da una sovragestione ancora superiore ad esse. 
Una sovragestione che strumentalizza la guerra in atto per strutturare, passo dopo passo, il nuovo mondo che prevede un riequilibrio della sacra livella.

PRESEPE CRIMINALE (5°parte):
In tutto questo schema labirintico, perché sono 50 anni almeno che si conoscono questi intimi legami tra istituzioni e criminalità varie, c'è la terra di mezzo degli abitanti di quei paesi, fermi nel tempo.
Un presepe criminale dove è possibile l'impossibile, cristallizzati tra un pizzino ed una madonna imbalsamata, tra selfie divertiti di infermieri e collaborazionisti massoni folcloristici in camice bianco, tra bambini sciolti nell'acido e difesa ad oltranza di assassini, tra omertà e miseria umana.
E allora W L'ITAGLIA, terra feudale, di tutti e di nessuno.




sabato 14 gennaio 2023

IL CASO ORLANDI DOPO LA MORTE DI BENEDETTO XVI

 


La sparizione di Emanuela Orlandi, cittadina vaticana di 15 anni, avvenne il 22 giugno 1983, mentre la ragazza rientrava a casa dopo le lezioni di musica. 
Il fatto divenne uno dei più celebri casi irrisolti della storia italiana e vaticana, con implicazioni e sospetti che coinvolsero e chiamarono in causa lo stesso Stato Vaticano, lo Stato Italiano, l'Istituto per le opere di religione, il Banco Ambrosiano e i Servizi Segreti di diversi Stati, nonché la Banda della Magliana e alcune organizzazioni terroristiche internazionali. 
La vicenda fu collegata alla quasi contemporanea sparizione di un'altra adolescente romana, Mirella Gregori, scomparsa il 7 maggio 1983 e mai più ritrovata.

All'indomani della morte di Benedetto XVI, avvenuta curiosamente proprio il 31 Dicembre, il Vaticano per conto dello stesso Bergoglio e della sua fazione interna, quella gesuita e progressista, decide finalmente di aprire la prima inchiesta ufficiale sul caso di Emanuela Orlandi.
Contemporaneamente, esce un libro del braccio destro di Ratzinger, l'Arcivescovo Georg Gänswein, dal titolo emblematico "Nient'altro che la verità", dove vengono dedicate solo 5 pagine alla vicenda Orlandi e dove si afferma che non esiste nessun "Rapporto Orlandi".
Lo stesso Arcivescovo, come ha testimoniato l'avvocatessa della famiglia Orlandi Laura Sgrò, aveva inizialmente parlato dell'esistenza del dossier, e dello stesso fascicolo si era parlato nel caso Vaticanleacks
Dossier che diverse persone avevano confermato esistesse, come il defunto Paolo Gabriele, ex-maggiordomo di Georg Gänswein, o il capo della gendarmeria vaticana Giani.
Il fratello Pietro Orlandi conosceva molto bene queste persone che all'epoca parlarono dell'esistenza di questo fascicolo segreto. 
Oggi, forse, è l'ultima occasione per fare luce su uno dei più labirintici misteri della nostra storia, ma la verità, se trapelerà, sarà solo parziale, perché questo mistero coinvolge i Servizi Segreti vaticani, italiani, la CIA, l'Opus Dei, Papi, Cardinali e tantissimi altri attori e depistatori di ogni latitudine.

               

Durante il pontificato di Benedetto XVI ed ancor prima quello di Wojtyla, la vicenda Orlandi fu vergognosamente occultata, depistata ed ignorata. Lo stesso terribile silenzio è continuato nei primi 10 anni di pontificato di Papa Francesco perché i "tempi ecclesiali" non erano ancora maturi ed uno dei capi della fazione avversa era ancora in vita.
Ora la strategia del silenzio non regge più e le due fazioni in guerra all'interno della chiesa romana cercano di intestarsi la verità, probabilmente più per ragioni di potere e di scacchiere politico interno, che di ricerca dei colpevoli. 
Pietro Orlandi ha detto pubblicamente che all'inizio del suo pontificato, Papa Francesco gli aveva confessato che sua sorella era morta, senza però aggiungere altro. 
Oggi, dopo il decesso di Ratzinger la situazione politica interna al Vaticano evidentemente è mutata e questo famoso rapporto sul caso Orlandi potrà essere una buona arma ricattatoria contro la fazione conservatrice, coinvolta a piene mani sulla vicenda. 
Al netto delle confessioni del terrorista Alì Agca che sostiene sia ancora viva da qualche parte, che si addebita l'attentato a Wojtyla, che tratta e ritratta, che parla addirittura di poteri occulti che presiedono la chiesa stessa, al netto dei depistaggi dei Servizi, dell'omertà dei politici, in primis Pertini, dei magistrati e delle manipolazioni della malavita, strumentalizzata in diversi modi dalla sovragestione, traspare una terribile verità sulla pelle di innocenti. 
Un labirinto dell'orrore che attraversa pedofilia, Opus Dei, Banco Ambrosiano, omicidi, P2, faide interne, entità che sacrificano vittime per diversi ricatti, veri e propri rituali.
Rituali che avvengono contemporaneamente, come da prassi, su più piani della piramide. Alla sua base troviamo la pedofilia di alti Prelati che, a loro volta, potranno essere strumentalizzati nel corso del tempo come vittime, per logiche interne.
Poi troviamo i tanti depistatori e le suburre che operano come terra di mezzo, coinvolti per le conseguenze che si vengono a creare durante la strategia del silenzio.
Subito dopo, i Servizi Segreti di diversi paesi, che eteropilotano la vicenda, spostando i bersagli, creando di fatto la fiction e la sua sceneggiatura.
Infine, i cosiddetti poteri occulti interni ed esterni al Vaticano, che attraverso vicende criminose spostano di fatto la politica interna della chiesa, favorendo o sfavorendo una delle due fazioni in lotta da sempre, quella conservatrice e/o quella riformista, all'interno di un gioco geopolitico più ampio, dove lo stesso Vaticano diventerebbe solo uno degli elementi in campo. 
Questi poteri occulti comunicano attraverso messaggi, attraverso rituali, strumentalizzando vicende, facendo parlare candidati manciuriani come Alì Agca, mettendogli in bocca alcune verità, mezze verità e menzogne, ben sapendo che chi sa leggere tra le righe, potrà discernere le verità da tutto il resto.
Il caso Orlandi appartiene sia ai crimini del micromondo, sia a quelli del macromondo, ed è per questo motivo che dopo 40 anni stiamo ancora aspettando di scoprire cosa è successo realmente. Gli attori coinvolti a diverso titolo sono innumerevoli, sopra di loro una sovragestione utilizza questa liturgia nera per spostare le sue caselle, per ristabilire ruoli e nuovi corsi.

Oltre alla curiosità sull'apertura di questa inchiesta, avvenuta subito dopo la morte di Benedetto XVI, il 31 Dicembre (13), e dell'immediata uscita del libro del suo antagonista l'Arcivescovo Georg Gänswein, prevista per oggi 14 Gennaio (5), che tenterà di depistare ulteriormente la vicenda, smentendo se stesso riguardo l'esistenza del dossier Orlandi, si aggiunge un'ulteriore confessione di Alì Agca che svela un fantomatico ritorno di Emanuela proprio nell'anniversario del 40° anno della sua scomparsa, esattamente durante il suo 55° compleanno (5). Queste uscite sono da annoverare tra i messaggi che gli uomini dei Servizi mandano per diversi motivi, indirizzate a chi sa riconoscere i codici in essi contenuti, muovendosi tra fake, boutade, mezzi svelamenti e quant'altro.
Oggi 14 Gennaio (5) nasceva Emanuela Orlandi, speriamo e confidiamo venga svelato l'arcano, almeno parzialmente, i tempi sono decisamente maturi per la ricerca della verità.
Sono maturi anche per il regolamento di conti tra le due piramidi in guerra, all'interno di quello che, teoricamente, dovrebbe essere il tempio di Cristo, mentre più probabilmente è solo la casa millenaria più criminale della storia.
Amen

                         













martedì 3 gennaio 2023

IL GIOCO DELL'OCA E L'ULTIMA CASELLA


Una cosa ora è chiara a tutti (spero).
I lockdown non sono serviti a nulla e la Cina lo dimostra ancor oggi dopo 3 anni.
In realtà, sono serviti eccome.
Sono serviti per creare i presupposti di un condiviso totalitarismo in punta di piedi, che sia d'esempio per legittimare future restrizioni possibili, soprattutto, in occidente.
Questo paradigma dispotico e demenziale è servito a creare le premesse di un'allerta continua che permette poi di fare guerre economiche e ridisegnare la geopolitica con i suoi rapporti di forza.
Pare che su questo aspetto siano tutti d'accordo, poi ogni paese declinerà le sue politiche sanitarie in un modo o nell'altro, ma sull'informazione siamo già completamente globalizzati e lobotomizzati.
Il concept trova tutti d'accordo, piace questa serie TV.
Siamo tornati indietro come nel gioco dell'oca.
Almeno vogliono far credere sia così, magari è solo funzionale alla sovragestione. Magari stanno lavorando solo sulla percezione del problema nella psicologia di massa, creandolo in progress ed osservando come si svilupperà in occidente e in patria.
Ecco, io vedo questo delirio irrazionale dal sapore religioso e dogmatico, come un gigantesco gioco dell'oca, dove si avanza di una casella, ma poi si torna inevitabilmente indietro, nonostante terapie geniche, quarantene ed inutili tessere digitali.
Dicono: "eh va be', è arrivata una nuova variante, bisogna rinnovare le cure geniche perché durano solo 3 mesi, forse bisognerà chiudere, ma non ce lo possiamo permettere, allora vai con i vecchi tamponi, vai con le mascherine, e allora paura sia..."
Bingo...
Strategia della tensione, perenne ed a corrente alternata.
Spero vivamente che a questo giro non si ripeta l'inutile delirio scorso, perché dimostrerebbe che non è servito a nulla tutto quanto.
In fondo hanno ragione i virus, loro si diffondono più veloci di qualsiasi cura che, quando arriva, è già obsoleta, perché nel frattempo ha subito fisiologiche mutazioni e così all'infinito.
Potrebbe durare per sempre, perché no!
Se fossi un CEO di una multinazionale di Big Pharma, personalmente sarei crudele e cattivissimo.
Perché fermarsi proprio ora? Vai con le cure geniche e che durino ancor meno, meglio 30 giorni, e via di questo passo.
"Scendete in piazza perché vi hanno messo agli arresti domiciliari, perché murati letteralmente in casa anche se asintomatici?
Perfetto, vi liberiamo e poi diremo che sono arrivate nuove varianti. Colpa vostra che chiedete libertà, la libertà fa male alla salute".
Non importa se la prossima stagione pandemica sarà vera, falsa, una via di mezzo, come un'influenza, l'importante è annunciarla, l'importante è la liturgia che ne scaturisce, l'importante è RISTABILIRE I RUOLI IN CAMPO, come nelle antiche monarchie, e dopo usarla come ineluttabile conseguenza per futuri contagi altrove.
Ricordiamoci che ora stiamo parlando di contagi, di asintomatici.
Come per gli influenzali, quando arriva la cura il virus è già mutato, come un gatto che si morde la coda, e quindi vai di mascherine, vai di protocolli, come non ci fosse un domani.
Nel frattempo una buona dose di inutile chimica nel corpo che negli anni abbasserà le difese immunitarie e, come per i tossicodipendenti, nuove dosi per credere di aver risolto il problema. Alla fine arriverà una nuova variante e si tornerà allegramente a galoppare come un topolino dentro la ruota.
C'è chi si tranquillizzerà a girare nella ruota come una cavia da laboratorio.
Per carità, sia mai che voglia togliervi un bel giro di ruota, basta che poi non rompiate i maroni a chi la pensa diversamente e, stranamente, ha avuto meno problemi di altri.
Nessuno che inizia a porsi un piccolo, piccolissimo dubbio, banale, logico, semplicissimo.
Se le cure geniche durano 90 giorni, al contrario dei vecchi sieri che facevamo da piccoli e funzionavano, perché si insiste così tanto con queste pseudo cure taumaturgiche?
Dite che non si possa più fermare il carrozzone?
Troppi interessi dietro? Troppi ricatti per chi non si schiera?
Sicuramente...
La Cina però ha capito che deve mollare il colpo, aprendo al mondo nella speranza venga raccolta questa ennesima problematica e parliamo solo di contagi. Poi un domani potrà giustificare eventuali nuove chiusure, essendo tornato il problema.
Il virus, i virus, tutte le variante conosciute ed eventuali, potranno essere armi politiche e già lo sono, basta vedere gli allarmi dei media che fungono da casse di risonanza per la nuova propaganda.
Se torniamo sempre al punto di partenza, forse, non è il caso di ripensare alla strategia sanitaria?
O facciamo che ad ogni semestre torna la propaganda del Ministero della paura?
Stanno dicendo che in Cina ci sono nuovi contagi perché si sono vaccinati male. I loro non erano come i nostri, ovviamente, noi siamo bravi e civilizzati, peccato ci caghiamo sotto ad ogni sermone sacerdotale dei nuovi Papi.
Bene, allora noi, proprio in virtù di questa premessa demenziale, non corriamo nessun pericolo, essendo coperti al 95%, cosa dovremmo temere NOI supervaccinati di pelle bianca?
Troppo bello, piacerebbe eh! Invece no, perché durano solo 3 mesi, e quindi vai con la 5°, la 6°, la 13° dose.
L'esercito delle 13 dosi?
Io capisco le Company che speculano giustamente sulla vostra salute (perché non dovrebbero farlo, vista l'adesione planetaria del nord del pianeta?), ma noi comuni cittadini, qualche piccolo dubbio su cosa si stia muovendo, sul perché e sul per come di questi curiosi fenomeni, nooo???
Ho capito, no!!!
Pele' è morto, che sia il segnale?