lunedì 25 settembre 2023

BABY GANG E SINISTRA NEGAZIONISTA


In studio su rete4 da Del Debbio (che ho sempre mal sopportato, riuscendo nel capolavoro di farmelo diventare quasi umano), criminali appartenenti a sedicenti baby gang, discutono amabilmente sul fatto che una mamma non debba far andare in discoteca la figlia di 16 anni.
Mi ricordano Salvini quando fa propaganda da bigotto moralista, hanno la stessa forma mentis maschilista, sono anche loro dei piccoli fascistelli.
Lo stesso identico retaggio omofobo, che però il leghista ha saputo capitalizzare al meglio.
Dice uno dei bulli, ben vestito e con taglio alla moda: "una ragazza deve stare in casa e non andare in discoteca e bere. Se ci va è normale che poi venga aggredita, derubata e violentata, che ci va a fare, la mamma la tenga chiusa in casa".
Aggiungendo: "Io mi prendo quello che voglio, se ho bisogno di qualcosa lo rubo, ma non da dietro, ti GUARDO NEGLI OCCHI, bro'...".
Un altro ancora afferma di aver finto di star male ed aver preso un "passaggio" da un'ambulanza per andare a sballarsi a Riccione, sottraendola alla sua funzione di soccorso.
Si vanta e ride in studio della sua bravata, non capisce.
Dopo tutte queste oscenità e tra lo stupore generale, una tizia di PAP, di cui non ricordo il nome, sbraita e li giustifica, ben sapendo che ha a che fare non solo con criminali, ma con omofobi sessisti che normalmente dovrebbe odiare e combattere, ma in questo caso finge di non sentire.
Sempre la tizia di di PAP, in preda a 1000 e più cortocircuiti, afferma che non serve punire questi ragazzi, poverini, ma che la scuola, l'associazionismo e non so quale altra entità metafisica, dovrebbe pensare LORO, risolvendo il problema strutturalmente, senza mai indicare come, quando e perché, soprattutto, senza comprendere che eventualmente una cosa non esclude l'altra.
Poi, continua a giustificarli dicendo che in Italia non c'è lavoro, che gli stipendi sono bassi, e quindi nascono le baby gang.
Fine dell'analisi. Un genio...
La colpa è della scuola, dei precari (giuro, lo ha detto) e della mancata presa in carico di questi delinquenti, presa in carico che non si capisce chi dovrebbe fare.
Questi criminali girano armati e aggrediscono regolarmente, fanno risse, offendono e minacciano. Ce li vedete voi degli educatori che si fermano sul muretto del quartierino a spiegare, un po' come preti di strada, che certe cose non si fanno, magari organizzando una lettura ambientalista e una gita fuori provincia a vedere il concerto di Calcutta?
Verrebbero bullizzati, ripresi con i loro costosi cellulari e, forse, anche peggio.
Veramente questa ingenua e squinternata esponente di PAP, pensa di risolvere la situazione in questo modo, sorvolando sulle responsabilità personali?
Lo vada a dire a tutti quei ragazzini derubati, a quelle ragazzine violentate, picchiate, a quegli anziani presi a bottigliate in testa, a quel ragazzo non vedente quasi ucciso per pochi spicci, per farsi grandi e forti, per fare video su TIK TOK.
Dopo aver decantato la deregulation migratoria, la tizia di PAP si accorge che in Italia stiamo messi male e che non c'è lavoro.
Senza capire che se la deregulation continua, a prescindere dai Governi che contano sega, aumenterà massivamente la guerra tra poveri, e l'elettorato si sposterà sempre più a destra.
Non solo, facendo orecchie da mercante sulla mentalità maschilista e sessista di certe culture, minaccia che offende donne e omosessuali (tra i primi bersagli), curiosamente difesi solo a targhe alterne, chiudendo gli occhi quando a commettere certi fatti sono gli ALTRI.
Personalmente, mi sono vergognato ascoltandola, ma sono convinto capitasse a lei di essere bullizzata, aggredita, violentata, derubata da una baby gang, diventerebbe in un nano secondo la più truce nazista repressiva del west.
Prendesse esempio, la pseudo-comunista vista centro sociale, proveniente dalle scuole alte, proprio dai paesi comunisti che ha decantato ingenuamente durante il lockdown, prima di celebrare il vaccino universale per TUTT*.
Tipo in Cina, riguardo la bruttissima fine che farebbero le baby gang in un nano secondo, ma anche a Cuba.
Punti di riferimento autoritari e antidemocratici, che però rimangono stranamente modelli culturali, mentre in Italia, sarebbero visti come fascisti, ma per un millesimo in percentuale, rispetto a dittature vere e proprie.
Si decidano questi comunisti senza comunismo da che parte stare, dalla parte dei loro modelli reazionari storici, o dalla parte della visione woke, liberal borghese, fintamente buonista, aggressivo passiva?
Non si può lodare la Cina distopica e contemporaneamente fare lingua in bocca con dei poveri ragazzini, vittime del sistema, costretti ad usare violenza contro donne, minori, disabili e anche adulti. 
La destra ringrazia la miseria intellettuale, umana e cognitiva di tutta la sinistra diversamente declinata.
YO BRO'...!!!





martedì 19 settembre 2023

BENVENUTI IN ITALIA


La vergogna di questa classe politica di sinistra e di destra, è quella di aver permesso contratti mafiosi e criminali.
Ci sono lavori di fatica pagati fino a 3.50 netti all'ora, avallati anche dalla triade malefica sindacale.
Senza certezze di avanzamenti di "carriera", venendo sfruttati e spremuti come limoni, lavorando i festivi, saltando talvolta le ferie e senza miraggi di alcuna pensione futura.
Lavori che fanno solo gli immigrati, perché non hanno nulla da perdere, e ti credo che una certa politica punti al ribasso, avendo a disposizione classi sempre più povere disposte ad essere sfruttate e lavorare quasi gratis.
Un comunismo neoliberista al ribasso, però difeso dai sedicenti progressisti!
Al contrario, oggi ti possono mandare a casa con una mail, non puoi fare un mutuo se non hai un supporto familiare consistente, se non hai stipendi medio-alti non riesci a pagare le bollette, non riesci nemmeno a farti una famiglia, una vita dignitosa, e sempre più persone vivono con i propri genitori.
Dall'altra parte le piccole attività, i piccoli imprenditori sono vessati dalle tasse e, spesso, non potrebbero permettersi di investire in personale.
Mentre i grandi imprenditori possono evadere senza marcire nella patrie galere, come per esempio la SATANCHE', una fra tanti.
Per non parlare delle multinazionali, delle banche, delle grandi company di assicurazioni, solo per fare qualche nome, che pagano pochissime tasse, evadono alla grande, usufruiscono di leggi speciali e, soprattutto, non ridistribuiscono ricchezza.
TUTTI I FONDI DI INVESTIMENTO sono impegnati nel digitale, nell'AI, nel ridicolo ed inquinante paradigma GREEN, in vaccini inutili e dannosi delle multinazionali, nella ricerca spaziale e in campo militare, in tutta la fuffa transumanista che eliminerà centinaia di milioni di posti di lavoro, secondo i nuovi studi padronali della Goldman Sachs.
Lo Stato Sociale oramai non esiste più, la sanità pubblica langue ed è sempre più privata e, se non hai la possibilità economica, non puoi prenotare visite per curarti, così ti attacchi al tram.
La scuola, a parte nobili esempi, versa in condizioni allucinanti, con personale scolastico sempre più vessato, con paghe da fame, con responsabilità enormi, con ragazzi sempre più violenti, maleducati e onnipotenti, in strutture spesso fatiscenti e con 1000 altri problemi. Le pensioni sono ridicole, le più basse in Europa, da 3° mondo, e per raggiungerle devi morire o sperare di superare i 70 anni, ovviamente in salute, e goderti la mancia.
Poi ti arriva la Meloni che toglie l'unico aiuto di Stato, per quanto irrisorio e volutamente mal realizzato, ovvero, il tanto bistrattato Reddito di cittadinanza.
Arrivano i soloni di sinistra, gli ambientalisti d'accatto che, con la bava alla bocca, pretendono che ogni famiglia investa decine e decine di migliaia di euro che non ha, per rifare i cappotti delle proprie case, per comprare auto elettriche, ben sapendo che le persone saranno costrette a svalutare le proprie abitazioni, finendo tra le braccia delle banche.
Poi i liberali/liberisti e la Confindustria, contemporaneamente a questo scempio, che si lamentano dei mancati consumi, dicono che sono diminuiti.
Si lamentano, perché lo straccione in questione dovrebbe pure consumare e spendere soldi che non ha, magari facendo prestiti da strozzini.

Cosa succede nei piani alti?
I poteri forti, le consorterie massoniche, oramai sono globalizzate ed oggi si dividono solo sul COME e non più sul PERCHE' dei fenomeni che contribuiscono a plasmare e dirigere. Entrambe le fazioni portano avanti il transumanesimo, il digitale ed il controllo capillare dell'individuo. 
Mettiamoci il cuore in pace, ha vinto il neocapitalismo che non è mai stato così potente e senza freni come ora. 
Pasolini aveva ragione da vendere e lo diceva mezzo secolo fa, mentre la critica marxista che lo vessava, ha sbagliato su tutti i fronti.
In primis nella speranza e credenza religiosa che le macchine avrebbero portato benessere e reso il lavoro più umano, mentre è successo l'esatto opposto, poi credendo ingenuamente che il capitalismo fosse in crisi, non realizzando che le crisi sono loro creazioni per innovarsi e svilupparsi.
Una caporetto culturale, una cecità politica dettata anche dalla non conoscenza dei piani alti, da loro percepiti come ambito di analisi complottiste e quindi scartato. 
Per non parlare del GRANDE ABBAGLIO riguardo la volontà di vaccinazione universale, diventando senza accorgersene, il cavallo di Troia del più predatorio assetto padronale visto dalla rivoluzione industriale ad oggi.
Il problema è che il capitalismo la sua rivoluzione la sa fare bene, mentre i marxisti odierni, sempre che non passino al nemico, brancolano nel buio senza speranza.

Io mi meraviglio di come i lavoratori, soprattutto tra le nuove generazioni, non scendano in piazza tutti i giorni, come e più della Francia.
Questa è la condizione del lavoro in Italia, oggi senza più il reddito di cittadinanza, senza reddito minimo e senza alcun aiuto concreto che non sia quello della Caritas.
Ci rimangono solo le famigerate Frecce Tricolore ed i loro incidenti mortali...
Benvenuti in Italia, terra di poeti, marinai e straccioni!






lunedì 18 settembre 2023

PASOLINI E IL NOSTRO MONDO


                     Pasolini Pirata di Aldo Galgano-2023

Ho raccolto alcune dichiarazioni e scritti di Pasolini di mezzo secolo fa e oltre, che descrivono alla perfezione la società odierna. Pensieri che risuonano come delle preveggenze per la loro chiarezza e profondità. Il mondo di oggi descritto ieri, mentre ancora tanti non comprendono la realtà in cui viviamo.
Mi sembra giusto riproporli sul mio blog per la loro lungimiranza e precisione, direi, scientifica. Io ho solo messo i titoli per ogni suo pensiero, nulla più.
Buona lettura...

LA RIVOLUZIONE DEL CAPITALISMO:
“Il capitalismo è oggi il protagonista di una grande rivoluzione interna: esso sta evolvendosi, rivoluzionariamente, in neocapitalismo.
Davanti a questo neocapitalismo rivoluzionario, progressista e unificatore si prova un inaudito sentimento (senza precedenti) di unità del mondo.
Perché tutto questo? Perché il neocapitalismo coincide insieme con la completa industrializzazione del mondo e con l’applicazione tecnologica della scienza. Tutto ciò è un prodotto della storia umana: di tutti gli uomini, non di questo o quel popolo.
E infatti i nazionalismi tendono, in un prossimo futuro, a essere livellati da questo neocapitalismo naturalmente internazionale.
Sicché l’unità del mondo (ora appena intuibile) sarà un’unità effettiva di cultura, di forme sociali, di beni e di consumi.
Io spero naturalmente che, nella competizione che ho detto, non vinca il neocapitalismo: ma vincano i poveri. Perché io sono un uomo antico, che ha letto i classici, che ha raccolto l’uva nella vigna, che ha contemplato il sorgere e il calare del sole sui campi, tra i vecchi, fedeli nitriti, tra i santi belati; che è poi vissuto in piccole città dalla stupenda orma impressa dalle età artigianali, in cui anche un casolare o un muricciolo sono opere d’arte, e bastano un fiumicello o una collina per dividere due stili e creare due mondi.
Non so quindi cosa farmene di un mondo unificato dal neocapitalismo, ossia da un internazionalismo creato, con la violenza, dalla necessità della produzione e del consumo“
di Pier Paolo Pasolini 
(Gente 1975)

IL FASCISMO COME NORMALITA':
"L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. 
Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società."
di Pier Paolo Pasolini
"Fascisti: padri e figli" su "Vie nuove", nº. 36 a. XVII, 6 settembre 1962, p.25.

OMOLOGAZIONE:
Ho avuto modo di giudicare, di analizzare, la realtà che mi circonda, compresi quindi i giovani. Da molto tempo vado dicendo che la società italiana, e quando parlo di società italiana - badate bene - intendo sempre riferirmi soprattutto al mondo dei giovani, e omologata, si sta omologando. Si stanno distruggendo le varie culture particolari, i vari uni­versi regionali, che rappresentano delle culture reali, il pluralismo su cui si e sempre fondata l'Italia. Vado ripetendo da molto tempo che tale omologazione fino­ra si presenta come distruttrice: la sua prima qualità e quella di distruggere dei modi di essere, delle qualità di vita, quelli che io chiamo dei valori, e quindi dei comportamenti.
di Pier Paolo Pasolini
Dibattito tra Cesare Luporini, Pier Paolo Pasolini e Amos Cecchi su «Gli orientamen­ti ideali delle nuove generazioni », svoltosi la sera di sa­bato 6 settembre 1975 alla Festa nazionale de l'Unità, al parco delle Cascine di Firenze. Critica Marxista, 5/6 settembre-dicembre 2020, pp.71-83.

LA CENSURA:
"Insomma sulla censura si compie molto spesso un grande errore: quello di accettare la discussione sul piano su cui la pongono i censori: cioè sul piano moralistico-sessuale. Invece no: bisogna ignorare totalmente il loro ipocrita pretesto: è tanto chiaro che lo capisce anche un bambino, che la CENSURA É SOPRATTUTTO UN FATTO POLITICO, dove il sesso è una semplice e spudorata elusione... La censura intimidisce, minaccia ... pone al pubblico un falso obiettivo, distorcendo completamente la sua capacità di comprensione ... getta il discredito, la denigrazione, lo scandalo sull'autore, il quale perde così di rispettabilità e di attendibilità. E questo è il risultato veramente più diabolico ..."
di Pier Paolo Pasolini
Vie Nuove" 17 dicembre 1960, n.50. in "Le belle bandiere: dialoghi 1960-65", Roma, Editori Riuniti, 1977, p.96.

GLI INVENTORI DI SLOGAN:
"Ho accusato i miei contemporanei di moralismo (i liberali) e di estetismo (i cattolici), ambedue, moralismo e estetismo, presupponenti un mondo immutabile (figurarsi l'Italia!), definitivo, concentrico, dove avesse reale valore una sola cultura; quella della classe dominante, cui i letterati flebilmente appartengono, anarchici o servi, angosciati o sciovinisti, conformisti o scapigliati, aperti (i cattolici estetizzanti) o chiusi (i cattolici estetizzanti, anche loro antifascisti).
Ora sta nascendo un nuovo tipo di critica: quello presupposto dal neocapitalismo per le masse consumatrici. Sarà divertente vedere la critica farsi più chiara e accessibile e imporre alle masse quello che le masse sono presupposte imporre. In questo giro di cultura aprioristica e preordinata i critici si ridurranno ad essere degli inventori di slogans."
di Pier Paolo Pasolini
"L'Illustrazione Italiana" (1962) © “L’Espresso” (1988)

MANIPOLAZIONE ANTROPOLOGICA:
"La cultura italiana è cambiata nel vissuto, nell'esistenziale, nel concreto. Il cambiamento consiste nel fatto che la vecchia cultura di classe (con le sue divisioni nette: cultura della classe dominata, o popolare, cultura della classe dominante, o borghese, cultura delle élites), è stata sostituita da una nuova cultura interclassista: che si esprime attraverso il modo di essere degli italiani, attraverso la loro nuova qualità di vita. Le scelte politiche, innestandosi nel vecchio humus culturale, erano una cosa: innestandosi in questo nuovo humus culturale sono un'altra. Un operaio o un contadino marxista degli anni quaranta o cinquanta, nell'ipotesi di una vittoria rivoluzionaria, avrebbe cambiato il mondo in un modo: oggi, nella stessa ipotesi, lo cambierebbe in un altro modo. Non voglio fare profezie: ma non nascondo che sono disperatamente pessimista.
Chi ha manipolato e radicalmente (antropologicamente) mutato le grandi masse contadine e operaie italiane è un nuovo potere che mi è difficile definire: ma di cui sono certo che è il più violento e totalitario che ci sia mai stato: esso cambia la natura della gente, entra nel più profondo delle coscienze."
di Pier Paolo Pasolini
"Scritti corsari. Gli interventi più discussi di un testimone provocatorio" Milano, Garzanti, 1975



sabato 16 settembre 2023

ESEGESI DEL SOLITARIO


Sono da sempre un solitario, amo stare in compagnia, amo la mia compagna, i miei amici, ma odio i gruppi, le parrocchie, i partiti, e qualsivoglia organizzazione gerarchica.
La mia natura anarchica considera, a torto o ragione, che qualsiasi struttura e dogma sia reazionario, a prescindere sia di destra o di sinistra, che qualsiasi religione sia sbagliata rispetto ai valori originari, che qualsiasi ideologia sia corrotta e corruttibile, una volta applicata empiricamente.
Al tempo stesso, vivendo in una data società, capisco che, necessariamente, ci siano leggi e regole, quindi, pur non amandole, le accetto fino a quando posso, in alcuni casi, non le accetto e, nel mio piccolo, le contrasto.

Un compromesso senza fine, dove siamo sempre perdenti, ma senza il quale, forse, ci sentiremmo persi, senza guida.
Amiamo la nostra riserva indiana, trasformata in zona di conforto, la critichiamo, la combattiamo, ma alla fine, quasi sempre, non sempre, cediamo per inerzia.
Ecco, la vita ci presenta il conto e penso che la rivoluzione più grande sia quella interiore, prima che collettiva, pena alimentare le possibili controriforme, la storia insegna.
Viviamo in un mondo che ostenta socialità, consumismo, forzata ed esasperata gioia, omologazione, ma non sappiamo stare soli, dobbiamo crearci mille alibi, impegni e passioni pur di scordarci la nostra essenza solitaria.
Rifuggiamo da essa, ci fa paura, ma non a tutti.

Siamo come tanti equilibristi ubriachi.
Alcuni cadono subito, altri manco provano a stare in equilibrio, altri si barcamenano tra piccole conquiste e compromessi inevitabili.
La felicità, semmai esistesse, è restarci in equilibrio, facendo meno compromessi, avendo la possibilità di farlo, avendo la fortuna o la bravura di compiere la nostra piccola rivoluzione, i nostri desideri, le nostre passioni, percorrendo quel sottile crinale.
La fune è sempre più sottile e talvolta si spezza, ma quando si spezza torniamo inevitabilmente soli.

La natura è malvagia, non siamo nello stesso punto di partenza, c'è chi nasce nel fango, tra malattie e miseria, chi subisce dolori e violenze di ogni tipo, chi invece ha le porte spianate, chi non ha problemi di empatia verso la sfiga altrui, chi vive solo di istinti primari come un'animale e non si pone alcun problema.
Purtroppo, in questa dimensione terrena, che Dante ha ben rappresentato con l'Inferno della Divina Commedia, siamo intimamente legati ad infinite strutture e sovrastrutture che ci condizionano e nelle quali abbiamo imparato a vivere, amandole ed odiandole, ma sempre vivendole.

La vita è un doloroso compromesso tra spirito e materia, puoi essere felice, triste, depresso, indifferente, apatico, tutte queste cose insieme.
Puoi sentirti diverso, peggiore, migliore, conformista, anticonformista, ma alla fine, che tu appartenga a un clan piuttosto che ad un altro, devi fare i conti con te stesso e non puoi che rimanere solo con te stesso o, a seconda, in compagnia di te stesso.
Siamo sempre soli, anche quando siamo felicemente accoppiati, nasciamo soli e moriamo soli, e forse è un bene che la natura, o il buon Dio per chi crede, ci ha riservato come difesa dal mondo, quell'inferno così ben descritto dal sommo poeta fiorentino.

La vera rivoluzione, il senso della vita, addirittura la felicità, è stare soli con se stessi, insieme a noi stessi, e starci il meglio possibile, sempre quando è possibile.
Ciò non significa che dobbiamo isolarci dal mondo, l'uomo è animale sociale e da bar, ci amiamo e ci odiamo, ma alla fine quel che rimane di tutto il romanzo della vita "siamo noi", e non è poco, fidatevi, anzi, non fidatevi affatto!