giovedì 28 marzo 2024

L'ATTENTATO DI MOSCA E IL CROLLO DEL PONTE DI BALTIMORA



MOSCA 22 MARZO 2024:
La Russia in lutto e sotto shock. Sono 139 le vittime dell'attentato di venerdì 22 Marzo sera al Crocus City Hall di Mosca, il peggior attacco terroristico nella storia del paese da oltre un decennio. Secondo le Intelligence ed i media occidentali la responsabilità è dell' Isis-K che ha rivendicato l’attentato tramite il canale Amaq. Invece, il Cremlino sembra concentrare la sua attenzione sull’Ucraina, alimentando il timore che Mosca voglia attribuire a Kiev l’intera operazione per giustificare un’ulteriore escalation nel conflitto in corso.
Quattro persone di nazionalità tagika arrestate dai servizi di sicurezza (FSB) sono apparsi domenica in tribunale, gonfi in volto, con lividi e segni di tagli, uno in sedia a rotelle. 
Per loro è stata formulata l'imputazione per terrorismo e sono attualmente detenuti in custodia cautelare.
Isis-Khorasan, il ramo dell'organizzazione terroristica attivo principalmente in Afghanistan e nel Caucaso, ha rivendicato l'attacco, pubblicando prima le foto degli attentatori e poi un video dell'assalto dalla prospettiva dei terroristi
Politici russi accusano l'Ucraina di essere coinvolta. Kiev nega decisamente ogni addebito, ma fonti di intelligence Usa confermano la presenza di un “flusso costante di informazioni, fin da novembre, sull'intenzione dell'Isis di colpire in Russia”, informazioni che sarebbero state condivise con Mosca.

L'ISIS QUESTO SCONOSCIUTO:
Questa è la narrazione ufficiale dei media e delle rispettive propagande, ma noi dobbiamo capire una volta per tutte cosa significa ISIS.
L'ISIS è una fantomatica agenzia transnazionale che arruola fanatici disposti a tutto, mercenari islamisti che si prestano al ruolo di candidati manciuriani, che forse sanno di esserlo, forse no, visto il livello culturale che li distingue. Sicuramente lo sanno i loro mandanti e padroni che, in un network labirintico del terrore, vantano collegamenti con l'occidente, il medioriente ed oltre. Potremmo definirlo una sorta di moderna Spectre, con la sua gerarchia piramidale e devoti sacrificabili, talvolta ricattati e costretti a morire per cause ignote, vendute come guerre religiose e scontro di civiltà.

IL DOMINIO DELLE SOVRAGESTIONI:
Cui prodest le gesta di questa agenzia terroristica transnazionale?
Sicuramente non giova alle vittime dei loro attentati, non giova alla causa islamica, ma giova, gioco forza, ai complessi militari che producono e vendono armi, compresa tutta la variegata filiera annessa. Giova alle sovragestioni che gestiscono le superpotenze, tramite i Servizi deviati a loro collegati, dove troviamo al loro interno le Ur-logge di riferimento e tutte le multinazionali di un certo peso, compreso il network mondiale del narcotraffico e della vendita di organi umani. 
Tutti questi attori sono coloro che traggono vantaggio, in modo più o meno diretto, dagli effetti di attentati terroristici.
Oggi, l'Ucraina è data per spacciata da tutte le Intelligence e dall'evidenza dei fatti.
Gli USA non sembrano più interessati a finanziare i loro armamenti, preferendo se ne occupi l'Europa, oltretutto ci sono le elezioni americane alle porte e, soprattutto, l'Ucraina è stata completamente comprata, visto che si occuperanno di ricostruirla e di utilizzarla ancora come terra di mezzo per diversi traffici illegali (armi, strategie geopolitiche, droga, virus, pedofilia). 
Peccato che il Military–industrial complex voglia continuare questa strategia dell'orrore per alimentare guadagni e certificare vecchi e nuovi rapporti di forza nello scacchiere internazionale. 
Quindi, giova in primis al grande intreccio di affari in corso e, come fu per la vendita dei vaccini, le multinazionali impegnate in questa vasta operazione bellica sono arpie pronte a tutto pur di continuare i conflitti in corso.
Gli Stati Paralleli di ogni nazione sono intimamente collegati alle sovragestioni transnazionali che li contengono all'interno delle loro piramidi di potere. 
Gli avatar governativi e politici vengono in secondo piano, compresi tutti i leader politici che conosciamo e, volenti o nolenti, sono anch'essi subordinati. Ricevono ordini, devono rispettare agende, sono ricattati e minacciati in continuazione.
Chi pensa che i conflitti siano decisi dai leader politici non ha compreso le sofisticate dinamiche del potere globale, e si limita al gossip ed al campanilismo di una fazione rispetto ad un'altra.
Il Military–industrial complex è una costola importante delle sovragestioni, essendo a sua volta sovragestione militare transnazionale, ed è deputato a creare scenari bellici per conto degli interessi condivisi dallo stesso network.
Il terrorismo internazionale è quindi un'arma importante plasmata dai Servizi deviati per conto di queste entità superiori, e in scala lo stesso meccanismo avviene per il terrorismo interno, vedi storia della strategia della tensione, che è anch'esso plasmato ed infiltrato per essere utilizzato a vantaggio dello status quo.

LE TRE VERITA':
Tornando all'attentato di Mosca, chi potrebbero essere i mandanti?
Vediamo di teorizzare 3 possibilità:
1- Proprio perché storicamente il terrorismo serve a stabilizzare e celebrare lo status quo, se questa nuova ondata di attentati colpirà, come in passato, anche paesi occidentali, i mandanti potrebbero essere gli USA e l'Inghilterra, insieme alla loro filiera diversamente declinata, che comprende anche paesi arabi oltre a diversi paesi allineati.
Questi governi sarebbero, come spiegato precedentemente, il mezzo per portare avanti l'agenda delle rispettive sovragestioni e non l'apice della piramide, pur essendo importanti pedine con il loro peso specifico.

2- Se l'attentato o eventuali futuri attentati, saranno confinati solo sul territorio russo, i mandanti potrebbero essere quelli della fazione opposta, ovvero le sovragestioni che hanno in Putin il loro avatar principale. In questa possibilità, la Russia verrebbe percepita dai media e dal mondo come vittima e non più solo come carnefice, e in patria, Putin come il salvatore dei due mondi. Quindi, sarebbe valida la suggestione di una false flag, ovvero, della strategia della tensione interna, nella sua accezione classica di cristallizzazione del potere ad libitum, anche e soprattutto simbolicamente nell'inconscio collettivo di un popolo.

3- La terza suggestione potrebbe riguardare la famosa strategia delle convergenze parallele, ovvero, un interesse comune nel creare caos per giustificare un inasprimento del conflitto, compresi paventati scenari nucleari. Una sorta di condivisione di regole, dove ognuno se la gioca e vinca il più forte, per stabilizzare i ruoli in campo e certificare nuovi rapporti di forza nel risiko globale, nel futuro Nuovo Ordine Mondiale. 
L'occidente, gli USA, la corona inglese, Israele per conservare l'attuale leadership nello scacchiere internazionale, la Russia per ricrearsi quell'egemonia perduta, annettendosi i paesi satellite.
In questo caso le agenzie del terrore come l'ISIS, o la nuova variante ISIS K, sarebbero, come descritto, solo il mezzo arruolato all'uopo per velocizzare il processo in atto.
Lo stesso meccanismo sta avvenendo nel conflitto Israelo palestinese, dove Hamas, in una delle sue diverse declinazioni, diventa agenzia del terrore, in qualche modo manipolata dal nemico israeliano, e serve a giustificare l'attuale occupazione di Gaza, oltre che alimentare se stessa ed il proprio potere interno. Potere che poi sfruttano i suoi mandanti esteri, con il culo al caldo per alimentare altri rapporti di forza nel fragile e compromesso castello di carte mediorientale. Israele negli anni passati ha finanziato Hamas, osteggiando il processo di pace.

LA "CHAT ESOTERICA" DELLA SOVRAGESTIONE:
Le sovragestioni oltre a creare ed utilizzare i propri candidati manciuriani, in modo che i paesi sotto il loro controllo possano portare avanti le rispettive agende globaliste e di spartizione, necessitano di comunicazione simbolica, di messaggi, diciamo, abbastanza peculiari.
Questa comunicazione subliminale e simbolica non avviene tramite telefonate di ambasciata, ma tramite avvenimenti shock mediatici, come sciagure, delitti rituali, incidenti apparentemente casuali, ma sempre molto sincronici.
Questi eventi veicolati in mondovisione agiscono nell'inconscio collettivo delle popolazioni e servono a far metabolizzare i nuovi cambiamenti, che poi saranno accettati dalla maggioranza dell'opinione pubblica, quando si passerà alla fase successiva. 
Nei piani alti servono a celebrare e stabilire nuove tappe, passaggi e mutamenti geopolitici.
Una sorta di messa rovesciata con i propri rituali e con i propri corpi sacrificali, come d'altro canto avviene per le religioni, con una garanzia di funzionamento di almeno 2000 anni, ma potremmo estendere i millenni all'era romana e, ancor prima, quella babilonese. 
Il plagio emozionale è una garanzia che non scade mai. 
Ecco che il crollo del ponte di Baltimora, potrebbe far da contraltare comunicativo/bellico all'attentato di Mosca, pur essendo apparentemente due episodi completamente differenti.

IL CROLLO DEL PONTE E' CRISI GLOBALE:
Il governatore del Maryland, Wes Moore, ha sottolineato l'importanza del porto di Baltimora per l'economia Usa e internazionale. "Il crollo del Key Bridge non è solo una crisi del Maryland. Il crollo del Key Bridge è una crisi globale. L'economia nazionale e l'economia mondiale dipendono dal porto di Baltimora"
Il ponte non è solo un’opera d’ingegneria, ma ha un significato simbolico come ponte della memoria, perché a livello ancestrale è collegato ad un luogo significativo come era il castello, rinato a difesa del passato. Contemporaneamente rappresenta il passaggio verso il futuro. 
Il crollo del ponte rappresenta una scissione, una rottura dell'ordine costituito, quindi una nuova fase all'interno dello scontro in atto. Forse un segnale che qualcosa si è interrotto ed ora bisogna alzare il tiro e passare alla nuova fase bellica.
Questo a prescindere sia stato un incidente casuale o programmato e, personalmente, ritengo più logica la seconda possibilità. Comunque, in entrambi i casi, il messaggio è stato recapitato e le sovragestioni aspettano di raccoglierne i frutti.
La primavera è alle porte, il grande Moloch ha ancora fame.



mercoledì 13 marzo 2024

OSCAR DI PROPAGANDA


"Continua ad esserci quel messaggio. Quel preciso messaggio.
Oppenheimer e l'atomica. Pluripremiato.
Strane creature a seguire (coloro che modificano il DNA tra nucleare e transumanesimo). E circolano liberamente nei mondi.
E il Terzo arrivato "La zona d'interesse" per tutti gli internati dopo la chiusura delle frontiere e per chi non possiede il pass tecno-biologico.
Reclusione e controllo. Ovviamente tutte metafore in ben altro contesto storico. Si potrebbe istituire la coppa Davos. Con i simpatici burocrati del WEF. Tutti assieme appassionatamente. Come se il cinema fosse una zona astratta per agire il subconscio collettivo.
Così, per dire...
Buona Visione (quel nucleare, quella Atomica sarà molto probabilmente l'ennesimo false flag iper-spettacolarizzato, che riempirà ore ed ore di informazione, dirette e fiumi d'inchiostro dei giornali, vuoi vedere?)".
cit. Mantenos Andrea Flower Naborovich

Nolan si è venduto al transumanesimo e alla logica mondialista, infatti ha vinto con un film, secondo me, molto sopravvalutato, ambiguo, che sdogana a livello di psicologia di massa il nucleare. La bomba atomica diventa così, nonostante dubbi esistenziali, critiche e mille sfumature, un dato di fatto dal quale non si può prescindere.
Questo non avviene per caso, ma in un periodo storico che vede il ritorno del tema "guerra nucleare" nel dibattito politico e geopolitico.
Nolan è sicuramente un ottimo regista, l'ho amato per "Inception" e "Memento", ma pare essere diventato ultimamente lo strumento estetico di una certa vulgata.
Altri produttori hanno fatto la stessa operazione su Netflix, Disney Channel e tante altre piattaforme, prima della pandemia, presentando decine di serie TV che trattavano di virus, vaccini, quarantene, utilizzando lo stesso linguaggio operativo poi avvenuto nella realtà. Questo paradigma è servito e serve a far accettare i cambiamenti di ogni genere nella nostra società, facendo metabolizzare le nuove sciagure come fatti imprescindibili ed ineluttabili.
A differenza del bel film di Lanthimos, "Povere Creature", anch'esso di propaganda transumanista e woke, ma che presenta diversi contenuti rivoluzionari e di rottura, quello di Nolan non mi ha affatto convinto. L'ho trovato molto noioso, ridondante, con un sonoro asfissiante, esteticamente pomposo, barocco e manieritistico.
Molto interessante invece quello del nostro Garrone che, al contrario di quello che si poteva pensare e del tema trattato, non è affatto un'opera di propaganda pro-immigrazionista, è un film sulla sofferenza e sulla tragedia degli uomini, sullo sfruttamento e sull'illusione di trovare un paradiso altrove che non c'è, mentre nel lungo viaggio di speranza, si trovano solo inferni più o meno spaventosi. Non a caso non lo hanno considerato, ed è una favola terribile sulla disperazione umana che, ad essere sinceri, non motiva nessuno ad intraprendere il viaggio della morte con tutte le difficolta che presenta.
Una fiaba horror con un lieto fine, una speranza, forse solo apparente.

Un altro film completamente bistrattato, probabilmente per l'argomento scottante che veicolava, è stato "Killers of the flower Moon" del grande maestro Scorsese.
Bisognava oscurare Scorsese, vedetelo se non lo avete ancora fatto.
Nonostante la lunghezza (poteva essere una buona mezz'ora più corto), va giù molto pesante contro il potere americano massonico e capitalista. Uno dei film sulla tragedia dei nativi d'America più intensi, critici e interessanti che sia mai stato realizzato.
Il titolo inglese (traducibile come “assassini del fiore di luna”) fa riferimento ai fiori violacei che, in certe fasi lunari, nascono nei campi dell'Oklahoma.
In realtà, parlando il film di omicidio massonico, il riferimento floreale e delle fasi lunari non è affatto casuale. Il film, metaforicamente e più o meno direttamente, parla della ROSA ROSSA, intesa come sistema di potere che agisce, tramite le deviazioni delle società iniziatiche, per eliminare chi si oppone al cammino dei predatori, sempre perfettamente integrato al sistema capitalista ed imperialista americano.
Oltretutto, per osmosi, “Assassini del fiore di luna” di Scorsese può essere preso ad esempio come analogia per l'attuale situazione israelo-palestinese, quindi meglio non premiarlo, troppo scomodo per l'elite pseudo-progressiste che governano Hollywood.
Mentre Barbie doveva essere un film di distrazione di massa su un post-femminismo posticcio e liberal borghese, tutto compresso nell'estetica nauseabonda di colori sgargianti e kitsch, dei luccichini e delle mossette da social, proprio per affondare il vero femminismo che, altrove, lotta all'ultimo sangue contro atavismi patriarcali. La cosiddetta società Woke, che poi è un'astrazione fatta divenire reale, serve anche a destrutturare dall'interno le lotte per l'uguaglianza, riducendole a macchietta, quindi sminuendone l'aspetto rivoluzionario originale, un po' come per l'antifascismo da operetta o il brand del Green per far accettare un rinnovato e colorato nuovo inquinamento, però realizzato dai cosiddetti BUONI.
Hollywood è sempre stata propaganda, spesso negli anni ha ricevuto vistosi finanziamenti dall'apparato militare per plasmare certi film di guerra, o per favorire certi modelli, ma un tempo c'era anche spazio per la critica sociale. Nel 1971, infatti, vinse l'oscar come miglior film straniero il grande capolavoro di Elio Petri "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", opera indipendente e rivoluzionaria.
Erano altri tempi, sicuramente c'era più libertà espressiva e questo possiamo misurarlo anche attraverso le produzioni che oggi vengono premiate e veicolate.




domenica 10 marzo 2024

LA FORNERO E LA RESILIENZA DEI SUDDITI

               

L'odio profondo che nutro verso i neoliberisti "aristocratici" è forse superiore all'odio che nutro istintivamente verso qualsiasi dittatura.
Per esempio, ascoltando la Fornero che risponde malamente, evadendo la domanda sull'importanza dello Stato sociale, mi sale una scarica elettrica lungo il collo, simile alla cervicale, mi si gonfiano i linfonodi e le tempie mi pulsano.
Come rispondono i neoliberisti come lei ad una domanda del genere?
Evitano accuratamente di parlare di salari, di inflazione, di povertà generale, di sistema capitalista predatorio ed inumano, ti tirano fuori la parità tra uomini e donne ancora da colmare, ti dicono che siamo fortunati a non essere sotto una dittatura come la Russia e, dulcis in fundo, che un tempo il suo primo stipendio arrivò pure in ritardo.
Come per dire, ringraziate che oggi vi pagano puntualmente a fine mese (sottinteso, dovreste lavorare gratis, cari miei sottoposti).
A parte che esistono migliaia di realtà lavorative dove questo non avviene. C'è gente che aspetta stipendi da mesi e da anni, che ha crediti verso aziende, cooperative e pure verso lo Stato, ma la cosa più grave è quella di non mettere MAI in discussione il nostro sistema e le sue grandi e gravi ingiustizie sociali.
Cosa si è inventato il potere costituito?
Ha oscurato l'annoso problema, sostenendo falsamente e strumentalmente i diritti civili, l'ambiente, facendo accettare ai sudditi un termine spaventoso, la RESILENZIA.
La resilienza ha sostituito, non casualmente, il termine RESISTENZA, che ha connotati più rivoluzionari.
Chi è più resiliente vince il premio e può sentirsi parte del sistema, ma difficilmente risolverà i suoi problemi economici.
Il cavallo di Troia dei tanto agognati diritti civili, del Green, del digitale, dell'AI e, prima ancora, della vaccinazione obbligatoria, rappresenta lo specchietto per le allodole per giustificare un sistema sempre più reazionario e classista.
In questo modo il sistema si presenta buono e compassionevole, moderno e progressista, potendo contrapporsi con altri sistemi dove la libertà non esiste.
Come per dire, inutile facciate resistenza, il nostro è il migliore dei mondi possibili, altrove è anche peggio, non può esistere nessuna messa in discussione dello status quo, pena essere classificati come passatisti, sovranisti, complottisti, rompicoglioni, ecc ecc...
Che poi è il classico assunto dei regimi quello di censurare qualsiasi criticità e di presentarsi come i meglio illuminati possibili.
La Fornero (nomen omen) è colei preposta a farci accettare questo brutto mondo, usando la RESILIENZA, ovvero l'accettazione di un regime sempre meno democratico e più ingiusto, perché sono i cosiddetti BUONI a chiederlo e ad imporlo alle masse.
Non solo, i cosiddetti BUONI, sono anche coloro che ammiccano ai diritti civili (senza mai risolverli, per esempio, economicamente) sbandierandoli perché non possono sbandierare altro.
Perché mentre li sbandierano, ti stanno togliendo potere d'acquisto e diritti sociali, lavoro, pensioni e felicità.
Senza considerare che proprio le sue infami riforme colpirono in primis proprio le donne e le madri di famiglia, altro che parità di genere.
Allora, quando sentite un neoliberista cianciare di economia, raccontando una fraccata di balle, dividendo la popolazione, scaricando la colpa di ogni cosa sui cittadini, voi pensate che quella persona è solo un fascista mancato, molto più raffinato e osceno di qualsiasi squadrista.
Ovviamente, la Fornero rappresenta solo l'ultimo anello di questo sistema, ci sono personaggi ben peggiori e osceni.
Lei è solo quella pagata per metterci la faccia e cianciare di economia, come quella volta che finse un irritante pianto di coccodrillo verso i suoi cari sottoposti!






mercoledì 6 marzo 2024

SERVI E "TERRORISTI"



Capitolo 3° della cosiddetta "Guerra Mondiale Infinita" e non dichiarata. 
Dopo la tragedia ucraina e palestinese, ecco che lo scenario si amplia e si sposta nel Mar Rosso, dove i pirati yemeniti colpiscono le nostre navi cargo che attraversano le rotte più importanti al mondo e collegano l'occidente all'oriente.
Dietro agli Houthi ci sono i mandanti iraniani che cercano in tutti i modi di ricattare le "forze del bene", affinché convincano Israele ad interrompere il massacro in atto a Gaza.
Se Israele non si fermerà, gli attacchi nel Mar Rosso continueranno, condizionando massivamente le economie di mezzo mondo.
A tal proposito, uno dei pochi che si è esposto sulla scena mainstream, uscendo fuori dal coro e dalle logiche reazionarie di propaganda sionista, è stato il prof. Orsini, oltre a Di Battista e Travaglio.

Ecco cosa dice senza mezzi termini il buon Orsini su questa vicenda e sul coinvolgimento dell'Italia nelle cosiddette missioni di pace:
"Sono formule piuttosto ipocrite perché l'Italia è pienamente coinvolta in questa guerra. L'Italia è nella guerra del Mar Rosso contro gli Houthi in una posizione defilata. 
Questa è la realtà dei fatti. Questa è la locuzione corretta: l'Italia è in guerra in una posizione di seconda linea. Tutte le volte che l'Italia ha partecipato a guerre l'ha sempre fatto utilizzando come formula la pace. Quindi l'Italia va in missione di pace però poi dà sostegno agli Stati Uniti che sparano sui talebani e così via in tante parti del mondo. 
Nel complesso penso che la linea dell'Italia sia sbagliata perché è una linea completamente a rimorchio della Casa Bianca. Quello che l'Italia dovrebbe fare è cercare di risolvere il problema alla radice perché gli Houthi hanno dichiarato che smetteranno di sparare i missili quando Israele cesserà di bombardare Gaza"

E ancora su Gaza:
"La presunta superiorità morale dell’Occidente riposa sotto il corpo di 12.000 bambini palestinesi trucidati da Israele con l’appoggio della Commissione europea e le armi della Casa Bianca". Così il professore e sociologo Alessandro Orsini ha scritto oggi sul Fatto Quotidiano, ricordando che la cosiddetta missione del ministro degli esterni Tajani contro gli Houthi nello Yemen non è altro che un modo per assicurare a Israele tutto lo spazio di manovra di cui ha bisogno per continuare i bombardamenti sulla striscia di Gaza.
"Bombardamenti che hanno già ucciso 27.000 palestinesi, tra cui 12.000 bambini. Israele ha causato anche l’amputazione di 1.000 bambini, molti dei quali senza anestesia, come testimonia il chirurgo britannico-palestinese Abu Sittah. 
Israele ha ridotto gli ospedali di Gaza al collasso causando persino la morte dei neonati nelle incubatrici sotto i colpi di una conclamata punizione collettiva". 
E tutto questo sta avvenendo nonostante "la Corte internazionale di giustizia dell’Onu abbia ingiunto a Israele di prendere tutte le misure in suo potere per impedire al suo esercito di commettere atti di genocidio" in Palestina.
Nel mentre la guerra in Ucraina prosegue: "Zelensky riceverà i cinquanta miliardi promessi dalla Commissione europea", ha sottolineato Orsini, ricordando che inizialmente il presidente dell'Ungheria Viktor Orban si era opposto ad ulteriori aiuti.
Al veto di Orban la Commissione europea ha risposto con il ricatto.
"Se Orban non avesse ritirato il veto, la sua economia e il suo governo avrebbero subito un attacco concentrico per danneggiare la prima e destabilizzare il secondo", ha scritto Orsini concludendo che "i ricatti e le minacce della Commissione europea contro l’Ungheria riconducono alla lezione fondamentale del realismo politico, secondo cui il diritto internazionale non è altro che il diritto del più forte".

Concludo, dicendo che condivido in toto il pensiero di Orsini sulle vicende in corso e che è triste notare come il circo mediatico, a parte poche e rare eccezioni, sia composto da servi sciocchi pronti a inchinarsi a qualsiasi comando d'oltre oceano, anche quando non è richiesto. In questo siamo i più zelanti.
Il vero problema è il conformismo, l'unica vera pandemia in corso che sembra non voler finire mai.
I prossimi fronti della Guerra Infinita saranno probabilmente ad estremo oriente. Si registrano tensioni tra le due Coree, tra Cina e Taiwan, ma anche in Pakistan che rimane una polveriera, per non parlare dell'instabilità di tutto il nord-Africa.
Avere la ragione sembra non contare più, la logica è diventata una bestemmia, se provi a sollevare qualsiasi dubbio sei, in ordine sparso: No vax, No global, terrapiattista, complottista, putiniano, filo Hamas, maschilista, sciovinista e pure un po' fascista.
Orwell è stato ampiamente superato dalla realtà.
Che D'IO ci salvi! 
cit.