venerdì 30 ottobre 2026

PINOCCHIO INCONTRA KUBRICK (GNOSI E CONTROGNOSI)




Sebbene appartengano a epoche e media differenti, il parallelo biografo ed esoterico tra Carlo Collodi e Stanley Kubrick si fonda su una precisa realtà storica e iniziatica: entrambi hanno utilizzato la propria opera come un "Velo di Iside", ovvero come un sistema di codici massonici e simboli ermetici per tramandare la dottrina del risveglio dell'anima.
Carlo Collodi fu un massone dichiarato del Risorgimento italiano, iniziato alla Loggia "Rinnovamento" di Firenze. Stanley Kubrick, sebbene non esistano documenti ufficiali d'iniziazione per via della segretezza delle logge anglosassoni contemporanee, ha disseminato la sua intera filmografia dei medesimi esatti passaggi d'ordine, geometrie e tappe di trasmutazione.
Ecco i punti di contatto strutturali tra i due "Maestri d'Arte" e il loro metodo di trasmissione esoterica:

1. Il Metodo della Doppia Verità (Essoterico vs Esoterico)
Sia Collodi che Kubrick hanno operato secondo la più pura tradizione delle società iniziatiche: creare un'opera a doppio livello di lettura.Il livello essoterico (per i profani): Pinocchio appare come una favola morale per bambini; 2001 come un film di fantascienza; Shining come un horror; Eyes Wide Shut come un thriller erotico.
Il livello esoterico (per gli iniziati): Chi possiede le chiavi di lettura (la "luccicanza" o l'orecchio teso) riconosce in tutti questi testi un preciso manuale di architettura interiore. 
La trama superficiale serve solo a proteggere e nascondere la dottrina profonda dagli occhi di chi non è pronto a comprenderla.

2. Lo Scarpello e il Monolito: La Lavorazione della Pietra Grezza
Nel simbolismo massonico, il compito del libero muratore è smussare la "pietra grezza" (l'uomo profano e ignorante) attraverso gli strumenti dell'intelletto per trasformarla in "pietra cubica" (l'uomo illuminato, pronto a integrarsi nel Tempio).
In Collodi: Questo concetto è letterale. Pinocchio nasce da un ciocco di legno informe. Geppetto usa lo scarpello e il compasso per dargli una forma geometrica e umana.
In Kubrick: La pietra cubica perfetta, levigata e specchiante diventa il Monolito nero. 
Ogni volta che l'umanità lo incontra, viene costretta a "smussare" le proprie imperfezioni biologiche o tecnologiche per compiere un salto di grado nella gerarchia dell'Universo.

3. I Tre Gradi Iniziatici: Apprendista, Compagno, Maestro
Il percorso dei protagonisti di entrambi gli autori ricalca la progressione della piramide massonica.
L'Apprendista (Il Profano): È il burattino senza fili ma schiavo degli istinti, o l'astronauta Bowman schiavo dei comandi di HAL, o il dottor Bill Harford che cammina a occhi chiusi nella notte. Tutti e tre si muovono nelle tenebre dell'ignoranza.
Il Compagno d'Arte (Il Passaggio): È la fase delle prove e dei monumentali labirinti. Pinocchio nel Paese dei Balocchi e poi nel ventre della Balena; Bowman nello Stargate; Bill Harford nella villa del rituale. È la discesa agli inferi necessaria per morire a se stessi.
Il Maestro (Il Risveglio): È la nascita del Bambino Vero o dello Star Child. L'iniziazione è completata solo quando l'involucro inferiore viene distrutto e l'individuo si risveglia alla Luce.

4. Il Rovesciamento del Tradimento: L'Antimassoneria di Shining e Eyes Wide Shut

Se Pinocchio e 2001 celebrano il successo dell'iniziazione, gli ultimi lavori di Kubrick svelano il lato oscuro delle società segrete e del potere, un tema che un massone di alto grado conosce intimamente. In Shining, l'Overlook Hotel rappresenta una loggia deviata ed elitaria (la Loggia Nera) che invece di elevare l'uomo ne sfrutta le debolezze (l'alcol, la rabbia) per renderlo uno schiavo guardiano (Jack).
In Eyes Wide Shut, Kubrick mostra la degenerazione dei rituali di illuminazione, trasformati dall'oligarchia finanziaria moderna in messe nere di sottomissione sessuale e ricatto. 
Il regista mette in guardia l'umanità. Il sistema utilizza gli stessi simboli della liberazione spirituale per creare la prigionia sensoriale definitiva.
In conclusione, Collodi e Kubrick sono stati due Grandi Architetti della narrazione. 
Hanno preso il mito solare della rigenerazione umana e lo hanno nascosto dietro i giocattoli, i burattini, gli schermi e le maschere, lasciando all'uomo moderno un'immensa scacchiera su cui tentare, autonomamente, il proprio risveglio.

Dallo Scarpello di Geppetto al Monolito di Kubrick: L’Iniziazione dell’Anima tra Cinema e Mito:
Esiste un filo rosso, invisibile e potente, che collega la letteratura ottocentesca del Risorgimento italiano al grande cinema visionario del Novecento. 
Questo legame non risiede nelle semplici dinamiche di trama, ma nella struttura mitologica e filosofica profonda che unisce quattro capolavori assoluti della narrazione: 
Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, 2001: Odissea nello spazio, Shining e Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick.
Analizzate sotto la lente dell’ermetismo, dell’alchimia e dell’esoterismo, queste opere cessano di essere semplici intrattenimenti per rivelarsi come la medesima, monumentale allegoria: il viaggio della coscienza umana che lotta per risvegliarsi, perennemente divisa tra le lusinghe degradanti della materia e il richiamo ascensionale dello spirito.

1. Pinocchio e la Grande Opera Alchemica
Dietro la celebre favola di Carlo Collodi si cela un profondo percorso di iniziazione esoterica, fortemente influenzato dalla Massoneria dell’Ottocento di cui l’autore faceva parte. Pinocchio non è un racconto morale per bambini, ma la complessa e rigorosa allegoria della trasmutazione del piombo in oro, il cammino dell'anima che deve spogliarsi della sua cecità profana per accedere al risveglio spirituale. 

Il pezzo di legno e Geppetto: Il tronco da cui nasce il burattino rappresenta la Materia Prima degli alchimisti, l'uomo nello stato più basso di coscienza, informe, privo di consapevolezza e dominato unicamente dagli impulsi primordiali. Geppetto incarna la figura del Demiurgo (il Grande Architetto dell'Universo) che modella la materia grezza dandole una forma geometrica e tangibile. 
Lavora la "pietra grezza" proprio come un maestro massone, con l'intento di estrarre lo spirito racchiuso nel legno.

Il Grillo Parlante e la Fata Turchina: Il Grillo rappresenta la scintilla divina, la coscienza superiore o il Daimon interiore che abita nell'uomo. Pinocchio lo uccide all'inizio del racconto perché l'uomo profano rifiuta la severità della saggezza, preferendo la gratificazione immediata. La Fata Turchina è l'elemento femminile sacro, la Grande Madre o la Sofia (la sapienza divina), assimilabile all'Iside dei misteri egizi che accoglie e guida l'iniziato attraverso le tappe della morte iniziatica e della successiva rinascita.

Il Gatto e la Volpe: Rappresentano le passioni inferiori, l'ego ipertrofico e l'illusione del mondo materiale, comunemente definita nelle filosofie orientali come il Velo di Maya. 
Le loro promesse di ricchezza facile e immediata nel "Campo dei Miracoli" simboleggiano l'avidità umana, la pigrizia intellettuale e la cecità spirituale che allontanano l'individuo dal duro e costante lavoro interiore su se stesso.

Il Paese dei Balocchi e la trasformazione in asino: Questa tappa rappresenta l'asservimento totale ai sensi, all'ignoranza e al consumismo dell'anima. Nel linguaggio esoterico (che ricalca esplicitamente Le Metamorfosi o L'asino d'oro di Apuleio), la regressione fisica ad asino simboleggia la caduta dell'uomo che, cedendo ai soli istinti animali e ai divertimenti effimeri, perde la propria dignità spirituale e diventa uno schiavo letterale della materia pesante.

Il ventre del Pescecane: È il momento culminante della morte iniziatica. Essere inghiottiti e chiusi nel buio del mostro marino equivale alla discesa agli inferi o alla caverna iniziatica (l'Azoth alchemico, riassunto nel motto Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem). In quella totale oscurità, privato di ogni stimolo esterno, Pinocchio ritrova suo padre Geppetto: l'uomo deve scendere nel profondo di se stesso, nel nucleo della propria ombra, per ricongiungersi alla propria origine sacra e divina.
La rinascita: Attraverso l'atto di puro sacrificio per salvare il padre dalle acque, il burattino di legno "muore" metaforicamente. Al suo risveglio, lascia il posto a un bambino in carne e ossa. La Grande Opera si è compiuta: l'involucro meccanico e artificiale è stato trasmutato, l'anima si è risvegliata e l'iniziato è finalmente un uomo libero, consapevole e padrone del proprio destino.

                                   

2.-2001: Odissea nello spazio e il Monolito dell'Evoluzione
Questo medesimo archetipo si sposta dalle pagine della letteratura ottocentesca agli spazi infiniti e algidi del cinema di Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio. In questo contesto, il burattino non è fatto di legno ma di carne, ossa e circuiti integrati: l'astronauta David Bowman è l'uomo tecnologico moderno, iper-razionale ma spiritualmente addormentato, guidato dai fili logici del computer HAL 9000 (che incarna l'ego e la mente puramente calcolatrice).
Il motore geometrico di questa evoluzione è il Monolito nero, una struttura opaca con proporzioni matematiche perfette (1:4:9, i quadrati dei primi tre numeri interi, una serie che proietta la mente verso dimensioni superiori) che rappresenta l'Inconoscibile, l'Intelletto Divino o l'Ordine Supremo che regola il caos del cosmo. Esso interviene nella storia come una vera e propria soglia iniziatica.

All'alba dell'uomo: Appare tra gli ominidi e innesta la Gnosi (la conoscenza). 
Le scimmie, toccandolo, imparano a usare l'osso come strumento e come arma. 
L'animale compie il primo passo e diventa uomo, imparando a dominare e modificare la materia circostante, sebbene ancora attraverso l'uso della violenza.

Sulla Luna: Risveglia l'uomo tecnologico del futuro. L'umanità ha conquistato lo spazio grazie alla tecnica (l'osso lanciato in aria è diventato un'astronave), ma galleggia nel vuoto come un sonnambulo senz'anima. Toccando il Monolito sepolto, l'uomo riceve un impulso acustico diretto verso Giove: è il richiamo dell'Assoluto che avverte che la tecnologia non è il punto d'arrivo, ma solo un mezzo.

Su Giove: Agisce come la porta alchemica definitiva. Il gigantesco Monolito che fluttua nel vuoto inghiotte Bowman nello stargate, spogliandolo violentemente delle coordinate tridimensionali di tempo e spazio.
Il finale del film riproduce fedelmente la discesa nel ventre del Pescecane di Pinocchio. Bowman si ritrova isolato in una camera neoclassica asettica, un luogo alchemico di purificazione e decadimento dell'ego. Lì, vede se stesso invecchiare progressivamente a ogni inquadratura, consumando il proprio corpo biologico e la propria dimensione terrena. 
Sul letto di morte, indicando il Monolito apparso ai piedi del letto, il vecchio involucro mortale si dissolve. Al suo posto, la materia si trasmuta nello Star Child (il Bambino-Stella), un feto cosmico avvolto di luce che fluttua sopra la Terra. 
L'evoluzione è completa: il burattino dello spazio ha spezzato i suoi fili ed è diventato un essere divino.

3. Shining: Il Labirinto e il Rovesciamento del Male
Se 2001 descrive l'ascesa trionfale dello spirito sulla materia, Shining ne costituisce il ribaltamento speculare al negativo. 
Kubrick mette in scena la tragedia di un'involuzione archetipica: la storia di un uomo che, messo di fronte alle medesime prove iniziatiche, fallisce miseramente, lasciandosi fagocitare dalle passioni basse e regredendo allo stato animale. 

Il Labirinto invece dello spazio aperto: L'infinito cosmico di 2001 si contrae e diventa una prigione geometrica: il labirinto di siepi e l'Overlook Hotel. Nella tradizione esoterica, il labirinto rappresenta la mente umana perduta nei propri meandri, nei traumi rimossi, nell'egoismo e nell'illusione.

L'Overlook Hotel come Monolito rovesciato: L'albergo è un'entità cosciente ma demoniaca e regressiva. Sorge su un cimitero nativo americano e si nutre del sangue e della violenza della storia. Offre a Jack Torrance la sua Gold Room (il Paese dei Balocchi), seducendolo con i fantasmi del lusso, del prestigio sociale e del potere.

La regressione ad asino di Jack: Jack accetta volontariamente il patto con l'hotel. 
Beve l'alcol servito dal barista Lloyd (il veleno dell'illusione e della dipendenza) e rinuncia alla propria scintilla spirituale. Perde la parola complessa e regredisce a un livello bestiale: urla versi disarticolati, cammina zoppicando come un animale ferito e impugna un'accetta (lo strumento più rozzo) per distruggere la propria famiglia. Fallisce l'iniziazione e muore congelato nel ghiaccio del labirinto, che rappresenta l'inferno dantesco della totale assenza di amore e della massima densità della materia.

Wendy, l'Anima ordinaria: La madre rappresenta la psiche ingenua, debole e inizialmente sottomessa all'autorità della materia (Jack). Attraverso il dolore e l'istinto di protezione del figlio (l'archetipo della Grande Madre), compie una dolorosa iniziazione alla realtà: imbraccia armi fisiche (la mazza da baseball, il coltello), spezza le proprie catene di sottomissione e riesce a fuggire dall'inferno dell'hotel.

Danny, il Fanciullo Divino: Danny è l'uomo della nuova era che nasce già dotato dello Shining (la luccicanza), ovvero la Gnosi, la percezione spirituale in grado di vedere oltre il velo dei fantasmi materiali. Guidato da Tony (il suo Daimon o sé superiore), Danny vince la prova del labirinto compiendo un atto geometrico dal profondo valore esoterico: cammina all'indietro sulle sue stesse impronte nella neve, cancellando il proprio passato e i traumi del karma familiare prima che l'uomo-bestia (il padre) possa ghermirlo.

La foto del 1921 e il tempo circolare: L'inquadratura finale sulla fotografia del 1921 svela l'anima di Jack intrappolata per sempre nella memoria dell'hotel. La sua posa ricalca perfettamente l'iconografia della carta dei Tarocchi del Diavolo (Baphomet), con le braccia disposte secondo il motto alchemico Solve et Coagula rovesciato, a indicare il potere vincolante della materia. Come l'antico simbolo dell'Uroboro (il serpente che si morde la coda), l'hotel vive in un loop spazio-temporale eterno, una trappola immobile che assimila e congela le anime incapaci di elevarsi.

4. Eyes Wide Shut: Le Maschere della Modernità e il Doppio Finale
Nell'ultimo capitolo della sua esistenza, Eyes Wide Shut, Kubrick aggiorna e radicalizza questa complessa architettura simbolica, calandola nel cuore della New York contemporanea. Il protagonista, il dottor Bill Harford, incarna la condizione dell'uomo moderno, definita dal titolo stesso: ha gli "Occhi Chiusi" (Eyes Wide Shut), spalancati sulla realtà materiale del successo e del denaro, ma completamente ciechi e sonnambuli davanti alla verità dello spirito e degli affetti. 

L'Orgia Rituale come nuova Gold Room: Bill si infila in una villa isolata dove si consuma un'orgia rituale in maschera ad opera dell'élite. Il sesso e l'intimità vengono privati del loro valore sacro e trasformati in beni di consumo freddi, transazionali e meccanici. È la celebrazione massima del potere della materia e del ricatto sociale.

La maschera e l'alienazione: Le maschere veneziane rappresentano la finzione pirandelliana e la totale perdita dell'autenticità nell'era moderna. La società contemporanea ha trasformato i rapporti umani in una recita costante, isolando i coniugi persino all'interno delle stesse mura domestiche attraverso l'incomunicabilità.

Il negozio di giocattoli come labirinto commerciale: Il viaggio di Bill si conclude in un negozio di giocattoli, che rappresenta in miniatura la "matrice del mondo" (le scacchiere, i soldatini, i peluche di tigri che richiamano i tappeti di Shining). Qui, di fronte alla figlia e in mezzo a beni di consumo futili, Alice pronuncia la parola finale: "Scopare".
A questo punto, l'opera si apre a una doppia interpretazione filosofica fondamentale, un bivio concettuale che racchiude il profondo enigma kubrickiano:

Visione A: Il Risveglio Reale e il ritorno all'Innocenza
In questa prima interpretazione, il negozio di giocattoli rappresenta il ritorno alla purezza dell'infanzia (lo Star Child, Danny). Dopo aver confessato i propri peccati e le proprie tentazioni morali, Bill e Alice si spogliano delle loro maschere borghesi. 
La parola "scopare", privata di ogni volgarità, diventa un invito terapeutico e rivoluzionario: tornare alla realtà fisica, presente, sincera e tangibile dell'amore. 
L'atto carnale vissuto nella verità e nella ritrovata fiducia distrugge le illusioni e le trame dell'élite, indicando che la salvezza dell'uomo risiede nel radicamento agli affetti reali, gli unici in grado di spezzare l'incantesimo delle maschere sociali.

Visione B: La Prigionia Sensoriale definitiva (Il Loop senza via di fuga)
La seconda interpretazione, decisamente più oscura e legata al pessimismo cosmico del regista, suggerisce l'esatto contrario: non vi è alcuna via di fuga e la coppia ha appena accettato la propria sottomissione definitiva.
Dopo aver guardato nell'abisso del potere, dei sacrifici rituali e della morte, Bill e Alice comprendono di essere troppo piccoli, fragili e impotenti per elevarsi o per trovare un "Monolito" che li salvi. La risposta di Alice non è un atto di libertà, ma una resa incondizionata alla materia.
Dicendo "scopare" in mezzo a dei giocattoli (simboli della finzione e della distrazione per antonomasia), Alice suggerisce di rimettersi spontaneamente le maschere, chiudere di nuovo gli occhi e rifugiarsi nell'anestetico della realtà sensoriale. Il sesso diventa l'oppio consolatorio con cui la coppia decide di dimenticare l'orrore, accettando di rimanere confinata per sempre nel livello più basso della coscienza materiale. È il trionfo definitivo del sistema: l'uomo rinuncia all'ascesa spirituale per godere dei piaceri della sua gabbia dorata.

Miti universali che uniscono il significato delle opere di Kubrick e di Collodi:
Il Filo di Arianna: Il mito perfetto che riassume l'intero articolo. Rappresenta la ricerca della via d'uscita dal labirinto della materia e delle illusioni (in cui Jack e Bill si perdono, mentre Pinocchio, Bowman e Danny riescono a fuggire seguendo il filo della consapevolezza).

La Caduta di Icaro: Incarna lo scontro tra l'aspirazione divina a volare verso le stelle (il Monolito, il Bambino Vero) e il rischio drammatico di precipitare e restare schiacciati dalla densità della gravità terrestre e sensoriale (il ghiaccio di Jack, la resa di Bill e Alice).

Il Velo di Iside: Richiama il mito della dea della sapienza e della natura. Rappresenta la faticosa iniziazione dell'uomo per sollevare la maschera delle illusioni materiali del mondo e scoprire finalmente la verità nascosta agli occhi dei profani.

L'Ulteriore Viaggio che Kubrick avrebbe compiuto oggi:

Se Stanley Kubrick non fosse scomparso nel marzo del 1999, il suo incessante e rigoroso esame della coscienza umana non si sarebbe fermato davanti al compromesso finale di Bill e Alice. Egli avrebbe inevitabilmente intrapreso un "ulteriore viaggio" filosofico e visivo, spingendosi nei territori che oggi dominano la nostra contemporaneità: l'era digitale, la realtà virtuale, la smaterializzazione dei corpi e l'intelligenza artificiale.
Sappiamo che il suo progetto successivo, poi ereditato da Steven Spielberg, era A.I. - Intelligenza Artificiale, ovvero il mito di Pinocchio proiettato nel futuro. 
Un bambino meccanico (David) programmato per amare ed evolversi fino a diventare un "bambino vero". Se Kubrick avesse potuto girarlo, avrebbe affrontato il nucleo della nostra attuale crisi esistenziale: l'uomo moderno che, avendo fallito il proprio risveglio spirituale ed essendo rimasto intrappolato nella prigione dei sensi, abdica alla propria umanità, delegando i sentimenti, l'arte e l'amore a macchine algoritmiche artificiali.
Oggi, Kubrick per descrivere il nostro sonnambulismo, ci mostrerebbe la prigione degli schermi individuali. Avrebbe filmato la totale dissoluzione della realtà fisica all'interno dei social media e dei mondi virtuali, dove il Velo di Maya esoterico si è trasformato in un codice binario che isola gli esseri umani in un labirinto digitale infinito.
Il suo cinema si è interrotto nel punto più realistico e drammatico del cammino: la constatazione di un'umanità che preferisce la sicurezza gratificante della propria cella sensoriale al brivido verticale dell'ignoto cosmico. 
Eppure, lasciandoci le coordinate esatte di questo labirinto, Kubrick ci ha consegnato la chiave per poterne, un giorno, trovare l'uscita.



venerdì 23 ottobre 2026

PIRAMIDE 1710



PIRAMIDE 1710
Esaminando l'architettura dei gruppi, la scomposizione dei ruoli appare chiara:
1. Il Nucleo Ideatore (I "Fondatori") 
Età media: 20-22 anni. Principalmente studenti universitari o giovani precari.
Profilo sociale: Ragazzi inseriti in contesti scolastici o collettivi giovanili, politicamente orientati a sinistra, ma che si dichiarano "apartitici".
Obiettivo: Creare un movimento di massa spontaneo (usando l'Articolo 17 della Costituzione sulla libertà di riunione) per protestare contro il caro-vita, l'emergenza abitativa e i salari bassi.
Tratto distintivo: Utilizzano l'Intelligenza Artificiale per creare grafiche e volantini. 
Hanno perso quasi subito il controllo della chat a causa dell'afflusso di massa, esattamente come previsto da chi doveva dirottarli.

2. La Forza d'Urto di Piazza (I "Maranza" e le Gang) 
Età media: 14-17 anni (l'80% dei fermati nelle città è minorenne).
Profilo sociale: Ragazzi di seconda e terza generazione (molti di origine marocchina o nordafricana) provenienti dai quartieri dell'hinterland e dalle periferie degradate di Milano, Torino e Bologna.
Obiettivo: Totalmente privi di ideologia politica. Vedono la piazza come un'opportunità di riscatto sociale e di appropriazione di beni materiali (scarpe, vestiti firmati, tecnologia).
Tratto distintivo: Mitizzano le rivolte delle banlieue francesi. Si muovono in piccoli gruppi flessibili e rapidi, usando la chat solo per sapere dove convergerà la folla per usarla come scudo umano contro la polizia.

3. La Regia Digitale (I Gestori dei Bot e Account Fake) 
Identità: Profili fantasma crittografati con nickname storici o provocatori (es. Antikorpo, Zankiklat).
Profilo tecnico: Programmatori e analisti digitali che non scendono in piazza, ma gestiscono l'infrastruttura informatica dal deep web. I server di rimbalzo di questi bot sono localizzati prevalentemente all'estero.
Obiettivo: Una vera e propria strategia di guerra ibrida. Iniettare nelle chat manuali di guerriglia e incitamenti al saccheggio per esasperare gli animi e destabilizzare deliberatamente l'ordine pubblico.

EFFETTO DOMINO
Cosa si nasconde davvero dietro le chat incriminate? 
O meglio, cosa bolle all'interno di quei canali digitali dei manifestanti e delle sub-chat nate con un sospetto effetto domino?
All’inizio, parliamoci chiaro, i canali nascono come moti legittimi, spontanei di collettivi e studenti. Le rivendicazioni sono giuste e sacrosante e, sinceramente, mi fa immenso piacere che le nuove generazioni sentano la necessità di scendere in piazza. Peccato che, puntuale come un orologio svizzero, scatta il piano per sporcare e per strumentalizzare il tutto. 
Entrano così in azione bot programmati e profili peculiari, veri e propri catalizzatori artificiali inviati per deviare la protesta e trasformarla in caos generalizzato, mandando deliberatamente in vacca le ragioni del dissenso. 
A questi si sommano fantomatici gruppi insurrezionalisti che, guarda caso, appaiono magicamente solo nei momenti topici. Sono dinamiche di controllo poliziesco vecchie come il mondo. Le infiltrazioni dei Servizi deviati sono un sempreverde della strategia della tensione, per dirla alla Pazienza, "verde matematico". Basta buttare un sassolino nei profili giusti, e il gioco è fatto.
Nelle chat originarie, i report parlano chiaro, non si menzionavano affatto violenza e caos. Anzi. L'impostazione era certamente molto critica e dura, ma sempre confinata nell’alveo della legittimità democratica. Poi, ad un certo punto della storia, scatta la fase due.
Arrivano simultaneamente centinaia di profili fake e bot che inneggiano alla rivolta violenta, indicando i negozi precisi da saccheggiare, le strategie di guerriglia da applicare, cosa fare, come e perché, e chi reclutare per il lavoro sporco. Da quel momento in avanti l'agenda cambia radicalmente e il sassolino diventa una frana inarrestabile.
Cui prodest? Chi beneficia davvero di questa regia? 
Giova direttamente al potere costituito – quello profondo, che prescinde dalla governance di facciata del momento. 
Giova, come ho scritto più volte, al piano di trasformazione della nostra comunità in una "democratura" compiuta. 
Giova a condizionare psicologicamente le masse per fargli accettare un sistema repressivo che, passo dopo passo, vieterà e/o svuoterà di senso le manifestazioni, gli scioperi, il dissenso in piazza. Lo stesso identico schema viene applicato con il DDL antisemitismo: un paravento normativo che serve unicamente a censurare e punire chi osa criticare il governo israeliano (gli ebrei sono solo la scusa perfetta per poter implementare questa ulteriore fascisteria).

CASUS BELLI 
A parte tutto, è assolutamente fisiologico ci siano tensioni, talvolta anche violente, durante cortei e mobilitazioni, ma quello che oggi il mainstream continua a mostrarci a reti unificate, spostando chirurgicamente il focus dalle ragioni reali delle proteste, sono i negozi saccheggiati e lasciati appositamente saccheggiare. Praticamente, le stesse riprese e gli stessi filmati ripetuti all'infinito. Serve la reazione del pubblico, serve il casus belli per far accettare alla popolazione un sistema più autoritario e un modello reazionario. 
Tutto il resto viene trattato a margine, cancellato dalla narrazione, minimizzato; viene mostrato solo il lato più gore e violento dello spettacolo.
Le manifestazioni in futuro diventeranno un simulacro imbiancato, come cartoline impolverate del mondo che fu. In fondo, i programmatori sociali devono pur dare l'illusione della democrazia al popolo bue, ma tutto ciò che esprimerà vero dissenso antisistema, poco alla volta, un passo alla volta, verrà sempre più compresso e criminalizzato. 
Verrà il giorno in cui il sistema si arroccherà nel suo castello oramai fatiscente – e già oggi in parte succede – ma siamo solo all'inizio di questo percorso dispotico.
Non serve a nulla fare l'ennesimo editto securitario: esistono già i codici per punire chi devasta negozi o ruba beni di consumo. 
Serve però, da parte del potere costituito, concentrarsi proprio e solo su quello, in modo da cancellare ogni rivendicazione politica e poter successivamente implementare un modello più autocratico. L'ennesima distrazione di massa. Un sistema di controllo totale che sarà salutato dai benpensanti come giusto e sacrosanto. Questo è il vero e unico scopo di tutta questa operazione psicologica.

INFILTRAZIONE 2.0
L'infiltrazione nell'epoca digitale non necessita più – o non necessita solo – di agenti provocatori in carne e ossa; da oggi la manipolazione si fa direttamente nelle chat, attirando potenziali candidati del disordine da ogni latitudine del web e della società. 
Questi si sentiranno legittimati a fare cose che da soli non avrebbero mai avuto il coraggio di fare, almeno a questi livelli e in modo così miliziano, anche se apparentemente spontaneo. 
Il livello superiore conta proprio sul fatto di avere a disposizione un esercito di disperati, gli ultimi della classe, il cui unico orizzonte cognitivo è rubare una felpa o un paio di scarpe griffate. Però l'operazione di ingegneria sociale, per funzionare matematicamente, necessita di quel famoso sassolino lanciato giù dalla montagna che andrà a creare le premesse perfette per destabilizzare dall'interno le proteste contro questo governo spaventoso.
Infatti, già da oggi molti collettivi studenteschi hanno capito l'antifona e hanno detto che non parteciperanno alle prossime mobilitazioni per non essere strumentalizzati.

MORALE DELLA FAVOLA
Quindi, se non siete politici navigati protetti dall'alto ma semplici cittadini, evitate di rubare costosi profumi per la vostra amata/o, perché se vi beccano non potrete certo dire: LEI NON SA CHI SONO IO... 
Di certo non potete permettervi il lusso di fare una manifestazione non autorizzata, come quella del tristemente noto GIOVEDI' NERO del '73, dove addirittura si lanciavano bombe a mano e dove morì tragicamente un giovane poliziotto, oltre a provocare 12 feriti, rischiando di fare una strage. Guarda caso, alcuni camerati che parteciparono a quella contro-manifestazione non autorizzata e criminale, pur non essendo implicati nell'attentato terroristico direttamente, sono diventati famosi politici e oggi, dai loro scranni, fanno la morale sui saccheggi avvenuti. Gli esempi storici di questo sdoppiamento sono tanti. 
Voi giovani manifestanti, mi raccomando, non imitate mai e poi mai i vostri detrattori, accontentatevi, male che vada, di qualche capo di abbigliamento. Non cadete più nel tranello della provocazione, dello scontro fine a se stesso, nella tentazione della violenza gratuita.
Siate più saggi, più intelligenti e realmente rivoluzionari dei vostri più noti predecessori.

martedì 13 ottobre 2026

INTERNAZIONALE NERA: L'OMBRA SOVRAGESTIONALE parte 2°



L'OLIGARCHIA MAGICA E TOTALITARISMO TECNOTRONICO

Dal nazismo magico alla dittatura del silicio: numerologia rituale, patti di sangue e il credito sociale come strumento di selezione transumanista.

Se l'architettura geopolitica ed economica descritta nella prima parte risponde a logiche di controllo globale e profitto speculativo, la vera cupola che domina la piramide della sovragestione risiede in una dimensiona radicalmente diversa. 
Per l'Internazionale Nera, la politica e l'alta finanza sono semplici strumenti esecutivi, il vero motore del potere assoluto è di natura esoterica. Al di sopra dei tecnocrati e degli apparati di intelligence si muove un'oligarchia spirituale strutturata in confraternite magiche occulte, il cui scopo non è solo il dominio della materia, ma la sottomissione psichica ed energetica dell'intera umanità.
Il concetto di "Internazionale Nera" intesa oltre il livello ideologico, quindi piramidale ed esoterico, descrive un'ipotetica rete di potere transnazionale che supera la dimensione prettamente politica ed economica per fondarsi su dottrine spirituali occulte, metafisiche e iniziatiche. A questo livello, la politica e la finanza visibili sono considerate solo strumenti di "sovragestione" (la facciata esterna), mentre il vero motore decisionale risiede nell'esoterismo (la dottrina interna e segreta).
Per descrivere questa struttura complessa, si possono isolare i suoi elementi chiave attraverso quattro dimensioni fondamentali:

1. La Struttura Piramidale e la Dottrina del Centro Sacro

Il Vertice Invisibile. Al culmine della piramide non si trovano capi di Stato o banchieri, ma figure interpretate come "Superiori Sconosciuti" o gerarchie sacerdotali oscure. 
Questi custodi detengono una conoscenza metafisica preclusa alla massa.
L'Inversione Spirituale. A differenza delle tradizioni spirituali volte all'elevazione dell'individuo, questa elite persegue una "spiritualità invertita" (o contro-iniziazione). L'obiettivo è il controllo totale della realtà materiale e psichica attraverso la manipolazione delle forze sottili.
La catena di trasmissione: Il potere fluisce dall'alto verso il basso. Gli ordini passano dai circoli strettamente esoterici a società semi-segrete, fino ad arrivare ai "bracci secolari" (think tank, governi, istituzioni finanziarie).

2. Geopolitica Sacra e "Tradizionalismo Nero"
Lo scontro cosmico. La geopolitica non viene letta come una lotta per le risorse, ma come uno scontro tra forze cosmiche (es. il caos contro l'ordine oligarchico, o l'accelerazione del collasso ciclico dell'umanità, concetto simile al cosiddetto Kali Yuga).
Molte descrizioni di questa Internazionale attingono al pensiero dell'esoterista Julius Evola, in particolare all'idea di un'aristocrazia dello spirito che rifiuta il mondo moderno. Nella declinazione "nera", questo si traduce nel tentativo di restaurare un ordine imperiale, gerarchico e spietato, slegato dalle contingenze storiche.

3. Strumenti di Sovragestione: La Magia Sociale
Dal punto di vista esoterico, l'elite creerebbe e alimenterebbe "egregore" (entità psichiche collettive) attraverso i mass media, i traumi collettivi e i grandi eventi globali, direzionando l'energia emotiva delle masse per mantenere lo status quo.
L'Archeofuturismo: Fusione di tecnologia iper-moderna (intelligenza artificiale, transumanesimo, controllo biocibernetico) e ritualità arcaica. 
La tecnologia diventa il mezzo materiale per realizzare dogmi magici di controllo e immortalità elitaria.

4. Sinossi delle Differenze di Livello

Per comprendere la profondità di questa descrizione, è utile mappare come un singolo evento viene gestito e interpretato dai diversi livelli della piramide:


La radice ottocentesca: dalla Golden Dawn alla Rosa Rossa
Questa struttura esoterica contemporanea affonda le sue radici storiche nella fine del XIX secolo, un periodo di apparente positivismo scientifico che nascondeva, in realtà, la più grande rinascita dell'occultismo occidentale. La nascita di ordini come l'Hermetic Order of the Golden Dawn (l'Alba Dorata) nel 1888, insieme ad altre fratellanze coeve e successive come l'Ordo Templi Orientis (O.T.O.) o la ramificata influenza della Rosa Rossa, non furono semplici club di eccentrici intellettuali. Esse rappresentarono il laboratorio in cui le élite industriali e aristocratiche codificarono i sistemi di condizionamento di massa attraverso l'alta magia cerimoniale.
Queste confraternite magiche hanno operato come canali di trasmissione per un'unica, millenaria dottrina della sottomissione. 
Esiste un filo rosso esoterico che lega le diverse incarnazioni storiche dell'Internazionale Nera: essa nacque come braccio violento del colonialismo predatore, si travestì da fondamentalismo religioso per generare scontri di civiltà, si manifestò nella sua forma più pura e spietata con il nazismo magico della Thule e delle SS, e oggi culmina nel transumanesimo capitalista estremo. Il transumanesimo, che promette l'immortalità tecnologica e la fusione uomo-macchina, non è che l'ultima evoluzione del vecchio sogno alchemico dell'élite: separarsi dal resto dell'umanità biologica, elevandosi a dei immortali a spese dei dominati.

Le egregore e il cibo energetico: la catena alimentare psichica
Il segreto più custodito da queste confraternite è il loro legame con entità spirituali disincarnate e la creazione di egregore: potenti forme-pensiero collettive, generate e alimentate dalla focalizzazione psichica di milioni di individui. Queste entità e costrutti spirituali offrono all'élite protezione, ricchezza immensa e preveggenza geopolitica. 
In cambio, però, esigono un prezzo altissimo: cibo energetico.
Le egregore dell'Internazionale Nera non si nutrono di devozione, ma di vibrazioni a bassissima frequenza: terrore, disperazione, agonia e shock collettivo. 
Ogni volta che la popolazione mondiale sperimenta un trauma di massa – una crisi globale, una guerra, una carestia indotta artificialmente – proietta nello spazio psichico una quantità oceanica di energia emotiva grezza. Le élite occulte agiscono come veri e propri "allevatori energetici", orchestrando eventi geopolitici traumatici al solo scopo di generare il nutrimento spirituale necessario a mantenere in vita i propri padroni invisibili.

La firma del sangue: numerologia rituale e sacrifici di massa
La prova macroscopica dell'esistenza di questa regia esoterica risiede nell'ossessiva firma numerologica che accompagna i grandi eventi della storia contemporanea. 
Attentati terroristici, stragi civili, disastri apparentemente casuali e omicidi mediatici eclatanti non sono semplici incidenti o operazioni geopolitiche, ma veri e propri riti sacrificali di sangue celebrati a cielo aperto, le cui date, coordinate e orari rispondono a precise regole cabalistiche e astrologiche.
L'errore comune è pensare che queste liturgie colpiscano solo i vertici del potere. 
Nella realtà dei fatti, la vittima sacrificale è la gente comune e ignara. 
Il sangue dei cittadini inermi viene versato per essere utilizzato come un liturgia cerimoniale e una messaggistica occulta. Ogni strage o delitto mediatico firmato numerologicamente serve a inviare messaggi cifrati tra le varie fazioni dell'Internazionale Nera, a testare il grado di sottomissione psichica delle masse e a consacrare e tracciare il territorio attraverso il terrore.
I numeri sacri dell'oligarchia magica vengono utilizzati come un sigillo impresso su questa carneficina rituale. Tra i principali:

Il numero 11: Rappresenta la trasgressione della legge, la distruzione e l'inizio del caos. 
È il numero impresso nei più grandi traumi geopolitici moderni e nei delitti mediatici più spietati, utilizzato per spalancare veri e propri portali psichici attraverso cui inoculare lo shock collettivo nella mente di chi guarda da dietro uno schermo.

Il numero 13: Associato storicamente alla ribellione e alla metamorfosi violenta, viene ciclicamente utilizzato per scandire i giorni di inizio dei conflitti o per siglare la morte rituale di intere comunità o individui sacrificati sull'altare della sottomissione. A volte invertito con il 31.

Il numero 33: Il massimo grado dell'architettura massonica capovolta, il numero dell'illuminazione distruttiva e della maestria occulta. È la firma definitiva posizionata sui paralleli geografici chiave della Terra, su stragi metropolitane programmate al millimetro e su sacrifici umani di massa che servono a catalizzare l'energia emotiva di milioni di spettatori simultaneamente.
Queste numeri non servono a comunicare con il pubblico profano, ma a dialogare con le entità e a segnalare che quell'evento è intoccabile dalle indagini ordinarie. La morte di persone comuni, amplificata dal circuito mediatico, diventa così una preghiera nera, la linfa con cui la sovragestione alimenta la sua gerarchia spirituale.

L'innesto cibernetico: dal misticismo totalitario alla dittatura dell'algoritmo
Per comprendere come il totalitarismo abbia superato i confini della storia per farsi codice informatico, è necessario tracciare un parallelo esoterico tra le grandi forze che hanno plasmato il Novecento. 
Il nazismo magico della loggia Thule e delle SS di Himmler non cercava semplicemente la vittoria militare, ma la mutazione biologica e spirituale dell'uomo, l'evocazione di una razza di "superuomini" slegati dalla morale comune. Questa stessa ossessione per la purezza, l'ordine assoluto e la gerarchia piramidale si ritrova, specularmente, nelle correnti più oscure del comunismo magico sovietico – dove scienziati e occultisti legati a Bogdanov e al "Costruzionismo di Dio" cercavano di sconfiggere la morte fisica e collettivizzare la psiche umana attraverso la scienza proletaria.
A fare da cerniera tra questi opposti apparenti si colloca la Corona Inglese con le sue ramificazioni dinastiche e i suoi ordini cavallereschi, custode storica di un esoterismo imperiale e neo-malthusiano che ha sempre considerato la popolazione mondiale come biomassa da gestire, sfoltire e governare attraverso il monopolio della conoscenza iniziatica e delle risorse strategiche.
Oggi, queste diverse correnti esoteriche e geopolitiche convergono in un unico alveo: l'Intelligenza Artificiale e il transumanesimo. I fautori della tecnologia della Silicon Valley, i signori degli algoritmi e i profeti del potenziamento cognitivo non sono scienziati neutrali, ma i nuovi gerarchi di un'ortodossia tecnocratica. Il nazismo magico non è mai morto nei bunker del 1945; è trasmutato e si è riciclato attraverso operazioni d'intelligence e oggi rivive in una spietata salsa tecnologica. Il dogma della "selezione della specie" non si esprime più con le misurazioni antropometriche, ma si evolve nel suo braccio esecutivo più letale: l'algoritmo selettivo.

Dalla manipolazione pandemica al Credito Sociale: l'esperimento del Greenpass
In questa spietata mutazione digitale, la transizione verso il controllo bio-politico assoluto ha avuto bisogno di una colossale prova generale a livello planetario. 
La gestione della recente pandemia è stata il prodromo perfetto del controllo di massa. 
Non si è trattato di un'emergenza meramente sanitaria, ma di un esperimento psicofisico globale orchestrato per testare i limiti dell'obbedienza umana e l'elasticità delle democrazie.
Il prototipo di questa sottomissione cibernetica è stato il Greenpass. 
Attraverso questo dispositivo di sdoganamento digitale, la sovragestione ha abituato intere popolazioni all'idea che i diritti fondamentali – come lavorare, muoversi, socializzare o semplicemente esistere nello spazio pubblico – non fossero più innati, ma concessioni statali condizionate al possesso di un codice QR aggiornato. 
Il Greenpass ha rappresentato l'accettazione formale della revoca della libertà individuale, aprendo la strada all'architettura definitiva: il credito sociale.
Questa misura agisce come una moderna e invisibile eugenetica sociale, capace di decretare la "morte civile" dell'individuo senza spargimento di sangue visibile. 
Attraverso la raccolta pervasiva di dati intimi – ogni acquisto, ogni opinione espressa in rete, le reazioni emotive tracciate dalle telecamere a riconoscimento biometrico, persino i dati biometrici personali raccolti durante le stagioni emergenziali – l'algoritmo assegna un valore numerico al cittadino. Chi dissente dalle linee guida della sovragestione, chi rifiuta l'omologazione o tenta di sottrarsi al flusso del capitalismo della sorveglianza vede crollare il proprio punteggio. Le conseguenze, già sperimentate in forma embrionale con le restrizioni dei pass digitali, diventano qui assolute: il blocco dei conti bancari, la rimozione dell'accesso alla moneta elettronica, l'isolamento geografico e la progressiva cancellazione dal corpo sociale. L'essere umano indocile viene rimosso dal sistema, silenziato da un codice di programmazione che non prevede appello o redenzione.

La liquidazione del diritto e la democrazia del codice
Questa rinascita tecnologico-esoterica agisce coscientemente per superare e distruggere il diritto internazionale e la democrazia. Le costituzioni nate nel dopoguerra, i trattati sui diritti umani e le sovranità nazionali sono visti dai nuovi gerarchi tecnologici come obsoleti fardelli biologici che rallentano l'evoluzione della macchina globale.
Il potere non risiede più nelle aule parlamentari, ma nei server proprietari di pochissime multinazionali transnazionali che operano al di sopra di qualsiasi legge statale. 
Se il vecchio nazismo utilizzava la violenza dello Stato per imporre lo stato di eccezione, il totalitarismo transumanista impone la propria eccezione permanente attraverso la programmazione. La legge non si discute, si esegue come un software immodificabile. L'Intelligenza Artificiale diventa così l'oracolo definitivo, l'egregora tecnologica alimentata dai dati di miliardi di individui, utilizzata per decidere chi ha diritto al lavoro, alla parola e alla cittadinanza in un mondo dove la democrazia è stata formattata e sostituita dal dominio cibernetico dell'élite. Ogni click, ogni transazione, ogni pass sanitario accettato e ogni variazione del credito sociale non sono che i battiti ritmici di questa gabbia digitale che si stringe attorno all'anima del genere umano.

CONCLUSIONE – LA SVEGLIA DELLA COSCIENZA E LA RESISTENZA ALL’OMBRA SOVRAGESTIONALE
Dall’infocrazia al risveglio spirituale: sabotare il consenso formale, ricostruire la comunità ed erigere la fortezza interiore.
Di fronte a un’architettura così pervasiva, che fonde la freddezza dell'algoritmo digitale alla ritualità sotterranea delle antiche confraternite, sorge la domanda fondamentale: esiste una via d'uscita? Se la trappola si alimenta della nostra stessa accettazione passiva – di quel click quotidiano con cui cediamo dati, anima e sovranità in cambio di comodità temporanee – la risposta non risiede nelle vecchie formule della politica di massa, ormai cooptata. 
La vera chiave per scardinare la gabbia risiede in una radicale rivoluzione morale e in una strategia di resistenza attiva, biologica e spirituale.

L'Imperativo Morale: Il Rifiuto del Consenso Estorto
Il punto di rottura del sistema coincide esattamente con il luogo in cui esso cerca la sua linfa: la psiche umana. La prima e più potente forma di resistenza è morale, e si basa sul riappropriarsi dell'obiezione di coscienza biologica.
Il Sabotaggio del Clic: Se la "democratura" si nutre dell'accettazione formale dei suoi termini e condizioni, l'essere umano consapevole deve iniziare a praticare il dissenso sistematico. Questo significa rifiutare l'omologazione ai passaporti digitali, sottrarsi laddove possibile alla profilazione biometrica e boicottare le infrastrutture del capitalismo della sorveglianza.
La Disconnessione Rituale: Per contrastare la deprivazione spirituale e la saturazione cognitiva indotta dalle egregore tecnologiche, diventa fondamentale de-automatizzare la propria mente. Proteggere la propria attenzione, coltivare il silenzio e rifiutare il bombardamento dello shock permanente, significa privare i "gerarchi del silicio" del cibo energetico di cui si nutrono. Una mente centrata e priva di paura è invisibile agli algoritmi predittivi.

La Resistenza Biologica: Ricostruire le Comunità Sovrane
Se il transumanesimo spinge per la dematerializzazione dell'esistenza, per la fusione uomo-macchina e per l'isolamento dei corpi all'interno del panopticon, la resistenza deve essere profondamente fisica, locale e biologica. 
Le Reti di Sussistenza Parallele: Contro la minaccia del credito sociale e la digitalizzazione totale della moneta, la risposta è la creazione di economie di prossimità. Mercati locali, circuiti di baratto, monete comunitarie e reti di mutuo soccorso fuori dai radar dei server centrali creano zone franche inaccessibili alla sottomissione tecnocratica.
Il Ritorno alla Terra e all'Umano: Rieducare le comunità alla sovranità alimentare, alla conservazione dei saperi tradizionali e alla medicina indipendente significa spezzare i fili della dipendenza della sovragestione. La solidarietà di classe, bandita dai partiti fotocopia, deve rinascere dal basso, nel legame fisico tra individui che si riconoscono come esseri spirituali e biologici, rifiutando di farsi ridurre a semplici codici QR.

La Fortezza Interiore e la Fine della Paura

Il nazismo tecnologico, il misticismo totalitario e le oligarchie magiche vincono solo se riescono a far accettare l'inevitabilità della loro vittoria. La loro arma finale non è la tecnologia in sé, ma l'induzione dell'impotenza appresa.
La vera resistenza è dunque un atto di fede nell'essenza profonda dell'essere umano. 
Le costituzioni possono essere liquidate e il diritto internazionale formattato dai server privati, ma la legge morale naturale iscritta nella coscienza non può essere cancellata da nessun software, a patto che l'individuo decida di non svenderla. 
Nel momento in cui il cittadino smette di avere paura dell'esclusione dal sistema e riscopre la propria dimensione sacra, la piramide del potere occulto trema. 
Coltivare la propria spiritualità slegata da qualsiasi dogma religioso, rifiutare il consenso e ritrovare la comunità rappresenta l'inizio della fine dell'ombra sovragestionale.
Ad humanitatem redire!

INTERNAZIONALE NERA: L'OMBRA SOVRAGESTIONALE parte 1°




INTERNAZIONALE NERA: L'OMBRA SOVRAGESTIONALE
Dalla strategia della tensione al capitalismo della sorveglianza: la fabbrica del consenso formale e la fine delle libertà democratiche.

Esiste un filo invisibile che unisce il rumore delle bombe in Medio Oriente, gli algoritmi che tracciano ogni nostro respiro digitale e il progressivo smantellamento delle garanzie democratiche in Occidente. Non si tratta di eventi isolati, ma delle tessere di un mosaico globale orchestrato da quella che molti analisti geopolitici indipendenti definiscono l'Internazionale Nera: un'alleanza trasversale di apparati industriali, d'intelligence, politici e finanziari il cui obiettivo strategico è spostare l'asse della governance globale verso un autoritarismo di destra, abituando gradualmente le masse alla fine della democrazia.

La strategia del terrore e il colonialismo moderno
Il punto di partenza di questa transizione è la creazione di un nemico perpetuo. 
Secondo questa chiave di lettura, il terrorismo islamico e l'ascesa dell'ISIS non sarebbero fenomeni spontanei, bensì creature alimentate nell'ombra. 
Da un lato, il fondamentalismo sarebbe stato foraggiato da lobby sioniste interessate a destabilizzare la regione per giustificare nuove ondate di colonialismo e controllo territoriale; dall'altro, frange occulte degli stessi apparati occidentali avrebbero garantito finanziamenti e logistica per mantenere costante lo stato di emergenza.
La paura è l'arma di distrazione di massa perfetta e serve a legittimare l'aggressione militare all'esterno e la repressione interna.

Dallo Stato Sociale allo Stato di Guerra

Il vero obiettivo di questa tensione permanente è economico e strutturale. 
Assistiamo a una costante spinta verso il finanziamento globale degli armamenti, un meccanismo che sottrae sistematicamente risorse pubbliche allo stato sociale – sanità, istruzione, tutele collettive – per dirottarle verso l'industria bellica. La guerra non è più un mezzo per raggiungere la pace, ma un modello di business permanente necessario a mantenere l'ordine gerarchico e la scarsità artificiale.

La gabbia invisibile: dal Patriot Act all'esecuzione in streaming
Il controllo sociale si evolve parallelamente a quello economico. 
Il percorso inizia storicamente con misure liberticide come il Patriot Act americano, introdotto in nome della sicurezza, e prosegue verso scenari sempre più distopici. 
In questo disegno, la progressiva spettacolarizzazione della violenza di Stato – che ipotizza scenari estremi come l'esecuzione capitale trasmessa in diretta streaming, voluta dal governo Trump – serve a desensibilizzare l'opinione pubblica, mostrando il potere assoluto dell'autorità sulla vita umana.
Il tutto viene sigillato dal capitalismo della sorveglianza, una struttura tecnologica pervasiva che trasforma i dati personali in strumenti di predizione e controllo del comportamento. 
Non serve più un regime totalitario classico e visibile se i cittadini accettano volontariamente di vivere in un panopticon digitale, dove il dissenso viene preventivamente neutralizzato e la libertà ridotta a un'illusione di scelta commerciale. 
La livella della gestione globale si è spostata, e la democrazia sembra essere rimasta soltanto un involucro vuoto.

Il tradimento delle sinistre e la trappola del consenso formale
La vera vittoria di questo disegno non risiede nella forza della destra esplicita, ma nella metodica e invisibile cooptazione delle sinistre globali negli ultimi cinquant'anni. 
Per blindare il sistema da qualsiasi minaccia strutturale, l'Internazionale Nera ha capito che non bastava solo reprimere l'opposizione, ma doveva diventarne la guida. 
Attraverso una penetrazione ideologica e finanziaria silenziosa, la sinistra storica è stata destrutturata dall'interno e traghettata su posizioni neoliberiste.
L'obiettivo strategico era chiaro, scongiurare per sempre la lotta di classe. 
Svuotando la sinistra della sua anima sociale storica e del suo appeal popolare, il dissenso reale è stato artificialmente canalizzato verso i temi e i contenitori della destra. 
Il risultato è il perfetto teatro politico contemporaneo, un sistema bipolare composto, di fatto, da due destre concorrenti, una governativa e una di opposizione. 
Entrambe sono fedeli agli stessi identici dogmi economici della finanza globale, lasciando le masse senza una reale alternativa.
Questo meccanismo ha permesso la nascita della "democratura" moderna, un regime autoritario travestito da democrazia formale che funziona esattamente come le licenze informatiche del web. Proprio come quando l'utente è costretto a cliccare su "Accetto i termini e le condizioni" per poter semplicemente visualizzare un sito internet, così il cittadino compie oggi una serie di atti formali – come il voto a partiti fotocopia o l'uso di piattaforme digitali. Questa accettazione formale e passiva è la linfa vitale della sovragestione, un rito burocratico con cui il potere si alimenta non solo del corpo sociale, ma spiritualmente della nostra stessa psiche, ottenendo un consenso estorto per sfinimento.

La purga dei leader eretici: da Allende a Gheddafi
Per imporre questo spostamento a destra della governance mondiale, ogni ostacolo e ogni modello economico alternativo doveva essere eradicato senza pietà. 
La transizione non è stata pacifica, ma si è sviluppata lungo una linea di sangue che va dalla Strategia della Tensione in Europa fino all'eliminazione sistematica di qualsiasi esempio socialista nel mondo, indipendentemente dalle sue specifiche declinazioni.
Figure tra loro profondamente diverse per contesto, cultura e ideologia, erano unite da un peccato originale imperdonabile per l'Internazionale Nera: l'essere leader socialisti e sovranisti, decisi a sottrarre le risorse dei propri popoli al controllo dei mercati globali. Salvador Allende in Cile, colpevole di aver nazionalizzato le risorse minerarie e abbattuto il potere delle multinazionali, liquidato con un colpo di stato militare.
Olof Palme in Svezia, assassinato per il suo modello di welfare socialdemocratico avanzato e la sua fiera opposizione all'imperialismo e alla corsa agli armamenti.
Thomas Sankara in Burkina Faso, eliminato per aver sfidato il debito coloniale e aver dimostrato che l'Africa poteva essere autosufficiente al di fuori delle logiche del Fondo Monetario Internazionale.
Muammar Gheddafi in Libia, la cui esperienza di socialismo islamico e il progetto di una moneta panafricana ancorata all'oro minacciavano direttamente l'egemonia del dollaro e il controllo energetico occidentale.
L'eliminazione di questi leader non è stata una serie di incidenti storici, ma una lucida operazione di pulizia geopolitica. Rovesciando ogni esperimento di socialismo sovrano, il potere occulto ha chiuso l'orizzonte dell'immaginazione politica, dimostrando al pianeta che nessuna alternativa al capitalismo della sorveglianza e dello stato di guerra sarebbe stata tollerata. La livella si è spostata, e la gabbia si è chiusa con il nostro stesso consenso.

Le due facce della medaglia: manipolazione psichica e legami economici
Per comprendere appieno come questa gabbia globale sia diventata apparentemente indistruttibile, è necessario analizzare simultaneamente i due binari su cui viaggia l'Internazionale Nera: la manipolazione della psiche collettiva e l'architettura economica sotterranea che ha finanziato la transizione verso il totalitarismo moderno.

1. La guerra psicologica: dal condizionamento subconscio all'accettazione passiva
La sovragestione non si impone più con i carri armati nelle strade delle metropoli occidentali, si insedia direttamente all'interno della mente del cittadino. 
Le tecniche psicologiche utilizzate per indurre l'accettazione passiva sfruttano una forma raffinata di ingegneria comportamentale. 
La saturazione cognitiva e lo shock permanente: Attraverso un flusso incessante di crisi – sanitarie, ambientali, geopolitiche ed economiche – la popolazione viene mantenuta in uno stato di perenne allarme emotivo. Questo bombardamento attiva costantemente la parte più primitiva del cervello (l'amigdala), disattivando il pensiero critico e razionale. Un popolo spaventato non chiede libertà, chiede protezione e ordine, a qualunque costo.

La frammentazione dell'attenzione e la deprivazione spirituale: Il capitalismo della sorveglianza stimola la produzione di dopamina a breve termine, tramite feed digitali infiniti. Questo processo riduce la capacità di concentrazione profonda e distrugge la dimensiona spirituale ed interiore dell'individuo. L'essere umano, svuotato di un senso di trascendenza o di legame comunitario profondo, diventa un atomo isolato, facilmente manipolabile e incapace di concepire una solidarietà di classe.

L'illusione della scelta e la stanchezza da consenso: Il continuo dover "accettare" formalmente contratti digitali, cookie e riforme politiche immodificabili genera una profonda apatia psicologica. Le masse sperimentano quella che in psicologia viene definita impotenza appresa; la convinzione che, qualunque cosa si faccia o si selezioni, il risultato finale non cambierà. La psiche si arrende, e l'accettazione formale diventa un riflesso incondizionato di sopravvivenza quotidiana.

2. I legami economici della Strategia della Tensione: la finanza delle stragi
Mentre la manipolazione psicologica anestetizzava le masse, una precisa struttura economica e finanziaria agiva nell'ombra per finanziare il terrore. 
La Strategia della Tensione – che ha insanguinato l'Europa e in particolare l'Italia tra gli anni '60 e '80 – non è stata solo un'operazione militare di apparati d'intelligence devoti (come la rete Gladio e la P2), ma un gigantesco investimento economico transnazionale.

I canali di finanziamento occulti: Le bombe nelle stazioni, sui treni e nelle piazze richiedevano enormi flussi di denaro per logistica, esplosivi e coperture istituzionali. 
Questi fondi provenivano da un network triangolare. Grandi gruppi industriali occidentali terrorizzati dall'avanzata delle sinistre operaie, flussi finanziari offshore gestiti da banche d'affari compiacenti e il riciclaggio di capitali derivanti dai traffici illeciti delle criminalità organizzate, spesso protette da scudi diplomatici.

Il blocco del welfare e la svalutazione del lavoro: L'obiettivo economico primario della Strategia della Tensione era creare un clima di tale instabilità da giustificare politiche di austerity ante litteram e l'intervento di tecnocrati. Ogni strage serviva a indebolire il potere contrattuale dei sindacati e dei lavoratori, dimostrando che le rivendicazioni sociali portavano dritte al caos sociale. Il terrore ha preparato il terreno per le privatizzazioni selvagge degli anni '90, aprendo le porte alla finanza speculativa globale.

Il complesso militare-industriale come sovrastruttura: Le lobby degli armamenti e i comparti energetici hanno agito come veri e propri decisori politici di ultima istanza. 
I profitti generati dalla paura e dalla corsa al riarmo sono stati reinvestiti per acquistare media, finanziare think tank neoliberisti e corrompere partiti politici, completando quel processo di cooptazione che ha trasformato la sinistra in una succursale del libero mercato.
L'abbraccio tra la manipolazione psicologica e il potere economico ha creato un circuito chiuso perfetto. La finanza occulta genera la crisi e il terrore, i media e le piattaforme digitali plasmano la psiche per far accettare la gabbia, e la politica, ormai priva di una vera alternativa sociale, ratifica la fine delle libertà democratiche mentre il cittadino, stanco e isolato, continua a cliccare "Accetto".

mercoledì 30 settembre 2026

ROBERT DEL NAJA ARRESTATO PER LE SUE POSIZIONI PRO PALESTINA

                                                 


Robert Del Naja dei Massive Attack è stato arrestato sabato a Liverpool, in Inghilterra, in seguito a una protesta pro-Palestina.
Il cantante è stato arrestato dopo aver esposto un cartello con la scritta "Mi oppongo al genocidio. Sostengo Palestine Action " fuori dalla sede della conferenza del Partito Laburista L'evento inizia a Liverpool domenica.
Un video dell'arresto di Del Naja è stato condiviso su Instagram dal gruppo di attivisti britannici Defend Our Juries. Nel filmato, gli agenti di polizia gli chiedono di allontanarsi dalla zona perché sta "commettendo un reato".
Del Naja risponde: "Non riconosco il reato perché, secondo la legge britannica, è reato aiutare e favorire qualsiasi individuo o azienda privata che aiuti e favorisca crimini di guerra genocidi".
Il musicista Robert Del Naja tiene in mano una bandiera palestinese sul palco...
L'agente di polizia gli chiede se è a conoscenza del fatto che Palestine Action è un gruppo illegale. Il Regno Unito ha messo al bando la rete di protesta e l'ha designata come organizzazione terroristica nel luglio 2025.
«Non sono d'accordo con la messa al bando», risponde Del Naja, prima che un secondo agente di polizia dica: «Sei in arresto per aver sostenuto un'organizzazione illegale».
Poche ore prima del suo arresto, Del Naja ha pubblicato un video insieme alla co-fondatrice di Palestine Action, Huda Ammori, e all'avvocato per i diritti umani Michael Mansfield, chiedendo al Primo Ministro britannico Andy Burnham di revocare lo status di organizzazione illegale a Palestine Action.
«Oggi, nella Gran Bretagna moderna, cittadini disperati vengono arrestati, processati e incarcerati per terrorismo. Per terrorismo. Alcuni per aver manifestato pacificamente e in silenzio con dei cartelli, altri per aver smantellato droni letali destinati alla popolazione civile di Gaza», affermano i tre nel video.
“Secondo la legge britannica, è reato per qualsiasi identità, privata o commerciale, aiutare o favorire crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità. Vi chiediamo di fermare ciò che è palesemente sbagliato. Vi preghiamo di depenalizzare Palestine Action.”

I Massive Attack sono da tempo tra i più espliciti sostenitori della causa palestinese nell'industria musicale. La band ha ripetutamente chiesto un cessate il fuoco a Gaza, ha appoggiato campagne critiche nei confronti dell'offensiva militare israeliana e ha regolarmente utilizzato i propri concerti per dare risalto alle crisi umanitarie e ai conflitti politici in tutto il mondo.
Nel mese di luglio, a Del Naja e al suo compagno di band Grant Marshall è stato vietato di esibirsi e di entrare a Singapore per aver esposto una bandiera palestinese durante un concerto dei Massive Attack.
Le autorità di Singapore hanno dichiarato che due membri del gruppo di Bristol hanno ricevuto "severi avvertimenti" per le loro "azioni di sostegno a una causa politica e per aver sventolato una bandiera straniera" durante l'esibizione. 
È stato loro inoltre vietato di rientrare a Singapore.
Nel 2025, i Massive Attack hanno contribuito a creare un'alleanza di musicisti e artisti che si esprimevano pubblicamente sulle azioni di Israele a Gaza. Il gruppo ha affermato che gli artisti che prendevano tali posizioni avevano subito intimidazioni e pressioni all'interno dell'industria musicale.
Anche il frontman Del Naja è stato tra le oltre 200 persone arrestate durante una manifestazione a Trafalgar Square, a Londra, in aprile. La protesta si è svolta a sostegno di Palestine Action.

                                        

https://www.thenationalnews.com/arts-culture/music-stage/2026/09/27/massive-attack-singer-arrested-during-pro-palestine-protest/

martedì 29 settembre 2026

NETANYAHU SAPEVA DEL 7 OTTOBRE



L’ex premier dice a Fanpage.it di aver appreso da una fonte indipendente che Netanyahu fu avvisato dell’attacco di Hamas. “Ero con una figura israeliana molto rilevante”. 
In Cisgiordania “è pulizia etnica” e un nuovo esecutivo “dovrà come prima cosa fermare i coloni”.

Ehud Olmert sa che Bibi sapeva. La sua fonte è indipendente dall’inchiesta di Haaretz. 
E c’è un altro testimone. Un israeliano “molto importante” era con lui quando l’ex premier apprese che Benjamin Netanyahu era stato avvertito delle intenzioni di Hamas prima del 7 ottobre. “Non ero solo”, rivela a Fanpage.it. Non fa il nome dell’uomo, né di chi gli passò l’informazione. Dice che l’allarme era abbastanza serio da richiedere una reazione.
La rivelazione apre una pista per la commissione d’inchiesta proposta dall’opposizione: quel testimone potrebbe confermare che cosa fu detto a Olmert, e da chi.
Secondo Haaretz, il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed avvertì Netanyahu circa dieci giorni prima dell’attacco. Il premier nega che la conversazione sia avvenuta. 
Due fonti, una delle quali parlò direttamente con il leader emiratino, hanno però confermato al New York Times l’avvertimento di un “grande attacco”.
E non fu l’unico allarme. Il 15 settembre, riferisce Haaretz, il capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna di Israele, informò Netanyahu della minaccia. Due giorni dopo, i vertici della difesa ne discussero senza prendere decisioni concrete. Il 26 settembre, secondo The Atlantic, arrivò in Israele anche il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel: disse che Hamas preparava qualcosa di grosso.
Olmert ritiene che anche il capo della CIA possa aver allertato i vertici israeliani.
In vista delle elezioni del 27 ottobre, l’ex premier afferma che se i partiti arabi venissero esclusi, “sarebbe la fine” di quella che definisce “una democrazia traballante”.
In Cisgiordania, denuncia “l’azione concertata, estesa e costante per una pulizia etnica”. Difende però il suo operato nel 2008, quando gli insediamenti continuarono di fatto a espandersi. E non si pente dell’operazione “Piombo fuso” a Gaza: definisce “minimo” il numero dei civili uccisi. Secondo il rapporto Goldstone per l’ONU, furono 960.
Dopo il voto del 27 ottobre, Olmert spera in un governo “più modesto”, pronto a riaprire la strada alla pace.

Primo ministro Olmert, lei ha detto alla CNN di avere buone ragioni per credere all’inchiesta di Haaretz. Possiede informazioni indipendenti da quelle pubblicate dal giornale?
Ho una fonte personale, indipendente. Sono assolutamente certo che quanto riportato da Haaretz sia accaduto.

Qual è la sua fonte?
Non posso rivelarla.

Ma sa per conto suo che quella telefonata tra il presidente degli Emirati bin Zayed e Netanyahu c’è stata.
Esatto.

E se dovesse un giorno testimoniare, avrebbe qualche riscontro da offrire a chi indaga? 
O c’è solo questa sua fonte di cui non ci dice il nome?
Quando ho appreso dell’avvertimento a Netanyahu, non ero da solo: con me c’era una figura israeliana molto, molto importante.

Ma è normale che Abu Dhabi chiami il leader di Israele?
C’erano contatti ai massimi livelli tra i due governi. Conosco bene i modi della relazione. Certo che gli Emirati ci avvertono, se corriamo un pericolo.

Il contenuto dell’allarme era abbastanza serio da dover indurre Netanyahu ad agire?
Non conosco le parole esatte. So che era un allarme serio, sufficiente a scuotere chi lo riceveva, a fargli capire che bisognava occuparsene subito e con intensità.

Invece, niente. Per questo, Bin Zayed ha poi manifestato la sua frustrazione all’allora direttore della CIA William Burns, secondo Haaretz. Burns può averne poi parlato con gli israeliani?
È probabile. L’esperienza mi dice che il direttore della CIA condividerebbe informazioni del genere con il Mossad o l’intelligence militare. Come minimo. Conosco bene Burns, ma non ne ha parlato con me.

L’inchiesta giornalistica sostiene che fu il capo di Hamas a Gaza a far filtrare l’avvertimento verso gli Emirati, attraverso un esponente di Fatah. Non le pare strano? Perché mai Sinwar, che preparava da anni la strage, avrebbe fatto una cosa simile?
Forse per fuorviare Netanyahu. Fargli pensare che, siccome la notizia era filtrata, l’attacco non ci sarebbe stato. Ma ci sono molte interpretazioni.

I leader di quattro partiti ebraici d’opposizione hanno chiesto una commissione d’inchiesta. Perché non hanno coinvolto i partiti arabi?
I partiti arabi non si fidano del governo Netanyahu e lo considerano già responsabile.

Cosa succede se resteranno esclusi dalle urne il 27 ottobre? La Commissione elettorale ha votato per lasciar fuori entrambe le principali liste arabe: la Lista congiunta – ovvero l’alleanza di Hadash, Balad e Ta’al – e Ra’am, che corre separatamente. Ora sarà la Corte Suprema a decidere…
Solo escludere la Lista congiunta significherebbe tagliare fuori il 20 per cento della popolazione. È inaccettabile. Non sarebbe democrazia. La Corte Suprema non lo permetterà.

Ma Israele è ancora una democrazia?
Molto traballante. Certo, possiamo ancora pensare e dire quello che vogliamo. Ma tutto è diventato più incerto.

Se le urne punissero Netanyahu, l’opposizione avrebbe bisogno dei voti dei partiti arabi per governare?

È probabile che l’opposizione non possa governare senza il sostegno esterno di un partito arabo.

Sarebbero l’ago della bilancia, se il blocco di Netanyahu restasse sotto 61 seggi sui 120 della Knesset?
Possibile. Mettiamo che Netanyahu arrivi a 58 seggi. Non avrebbe la maggioranza. Ma gli altri partiti dovrebbero trovare un accordo tra di loro, per governare. L’appoggio esterno dei partiti arabi potrebbe consentire un governo delle opposizioni.

Teme che Netanyahu possa ordinare una nuova azione militare prima delle elezioni, per migliorare le sue possibilità elettorali?
Di sicuro se scoppiasse una nuova fase di violenza a sud, a nord o contro l’Iran, bisognerebbe esaminare con attenzione come è cominciata, per accertare che non sia stata provocata da un’iniziativa israeliana.

In Cisgiordania è in corso la pulizia etnica?
È in corso un’azione concertata, estesa e costante di centinaia, forse migliaia di coloni, con il sostegno attivo o tacito della polizia, dell’esercito e di importanti ministri. Sembra puntare proprio alla pulizia etnica.

Che cosa dovrebbe fare per prima cosa un governo senza Netanyahu?
Fermare immediatamente i coloni e la loro violenza. Istituire una commissione d’inchiesta nominata dal presidente della Corte Suprema. E difendere l’indipendenza della stessa Corte e della procuratrice generale (il governo Netanyahu tentò di destituirla, fece varare una legge per ridurne i poteri e si scontrò in modo feroce con la Corte su una sentenza, ndr).

Lei sostiene il blocco delle importazioni dagli insediamenti coloniali in Cisgiordania deciso da Regno Unito, Francia e Germania?
Dico solo che me lo aspettavo, dato che il nostro governo non ferma il terrore scatenato dai coloni. Sento dire tante sciocchezze: che la Gran Bretagna è diventata un impero islamico, o che il Canada e Macron sono antisemiti. No, la colpa è solo del governo israeliano.

Qual è la sua valutazione della deriva clerico-religiosa del governo Netanyahu? Siete governati da un Partito di Dio? In arabo, “Hezbollah”?
La fazione religiosa radicale nel governo ha enorme potere politico, è fondamentalista, estremista. Se dipendesse da loro, Israele diventerebbe un Paese come l’Iran, dove le leggi religiose dominano la vita delle persone.

Lei era premier durante l’operazione “Piombo fuso” a Gaza. Human Rights Watch documentò gravi violazioni delle leggi di guerra. Rimpiange le decisioni prese allora?

Non mi scuso e non rimpiango quell’operazione. Non mi rimprovero di aver colpito i capi terroristi: l’ho fatto a Gaza, in Libano, in Iran e in altri luoghi.

E le vittime civili, Olmert? Almeno un migliaio, secondo un rapporto dell’ONU.
Al contrario delle vittime recenti a Gaza, dove sono stati commessi veri e propri crimini di guerra…

È stato attuato un genocidio, ha valutato una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite…
No, ritengo che non ci sia stata una decisione o una politica governativa di genocidio o di uccisione indiscriminata dei palestinesi.

La sua posizione è nota. Giuristi e organizzazioni per i diritti la pensano diversamente. Ma torniamo al 2008. Non vuole scusarsi per le vittime civili?
Le vittime di allora furono un “danno collaterale” autentico. L’obiettivo, erano solo i terroristi. E quella operazione non significò rinunciare alla pace con i palestinesi disposti a vivere accanto a Israele.

Se gli insediamenti impedissero la soluzione dei due Stati, che lei propugna, accetterebbe uno Stato unico con uguali diritti e uguale voto per tutti?
No. Sarebbe la ricetta per guerre senza fine. Palestinesi ed ebrei cercherebbero ciascuno di dominare l’altro: una catastrofe storica.

Nel 2008 difese la prosecuzione delle costruzioni israeliane a Gerusalemme Est e nei grandi blocchi di insediamenti in Cisgiordania. Non pensa di aver contribuito alla situazione che denuncia oggi?

In realtà, smantellammo quattro insediamenti. Ma non ritirammo il controllo militare. Purtroppo, negli anni successivi, abbiamo trascurato completamente la ricerca di una soluzione politica. Il risultato è stato il protrarsi dell’occupazione, la crescita degli insediamenti e la privazione dei diritti dei palestinesi.

Che cosa vorrebbe vedere dopo le elezioni?
Un nuovo governo israeliano più umile, più modesto e disposto ad aprire il cuore e la mente a un’iniziativa di pace.

https://www.fanpage.it/esteri/lex-premier-israeliano-olmert-so-che-netanyahu-fu-avvertito-del-7-ottobre-e-ce-un-testimone-importante/

lunedì 28 settembre 2026

GLI EBREI DI OGGI SONO I PALESTINESI di Moni Ovadia

                                                  

LA PROMESSA DI MOSÈ NON NASCE DA NESSUNA TERRA
«Finalmente gli ebrei escono dall'Egitto. Chi erano? Erano Israeliti discendenti da Giacobbe, erano Accadi, Mesopotamici e Hittiti, erano transfughi egizi. E soprattutto, dice il grande rabbino Chaim Potok, che fu direttore del Jewish Seminar di New York, erano “habiru”. 
E chi erano, gli “habiru”? La parola, proto-sinaitica, indicava i delinquenti. 
Quindi con Mosè c'erano prostitute e ruffiani, assassini, ladri, contrabbandieri. 
Il Santo Benedetto voleva dare una possibilità di redenzione anche alla feccia del mondo, compresi gli ebrei che erano schiavi».
«Quando si rivela, quel dio, che cosa dice? Come si qualifica? “Sono il dio dello schiavo e dello straniero”. Infatti voi siete questo, una banda di mal messi insieme, di schiavi e stranieri. Questa è l'origine degli ebrei. Non hanno l'origine in una terra: ce l'hanno in un progetto etico, spirituale. E nel deserto del Sinai, grazie all'ascesa di Mosè sul monte, loro approderanno alle 10 “parole del deserto”. 
In ebraico si chiamano così, non “comandamenti”. Oserei dire: sono proposte (lo dico da povero rapsodo, esponendo le mie modestissime opinioni)».
«Il primo comandamento, in ebraico, è: “Io sono il Nome”, il tetragramma ineffabile. 
“Il tuo Elohim”, tradurlo con “dio” sarebbe scorretto: “dio” è una parola politeista. 
“Che ti ha tratto dalla terra d'Egitto, dalla casa degli schiavi, per esserti Dio”. 
Io sono il dio della libertà: ma non solo quella fisica, anche quella dentro. 
La libertà vera, quindi, non la libertà del capitalismo. 
Il secondo comandamento dice: “Non avrai altri dèi a fianco a me”. 
Il divino riconosce che ci sono altri dèi, ma non è cooptabile in un gotha di dèi: o lui, o niente».
«Dice questo perché chiede una scelta. E poi è un dio esclusivo, perché è il dio della libertà. Qualcun altro può stare al fianco della libertà? E poi ci sono gli altri comandamenti: non ucciderai, non ruberai, non desidererai la roba di altri (i sionisti non fanno altro). 
Allora, questa è l'aristocrazia degli ebrei: sono gli ultimi, la schiuma della terra. 
La Terra Promessa non la possiamo negare, nella narrazione biblica. 
Il buon Dio dice sempre: “Vai in quella terra che io ti prometto”. 
Però subito dopo aggiunge: scusate, ragazzi, ma la terra è mia».
«La Terra Promessa non è la terra degli uomini: ecco il grande equivoco. 
I sionisti hanno scambiato la Terra Promessa per una promessa di terra. 
C'è un versetto del Levitico che ho imparato dal grande filosofo ebreo del '900 Franz Rosenzweig. Lui dice che nessun uomo ha diritto alla terra. 
In ebraico, quel versetto recita: “La terra non verrà venduta in perpetuità perché la terra è mia”. 
E poi prosegue: “Tu, ebreo, abiterai quella terra come straniero soggiornante”, quindi insieme allo straniero “che godrà dei tuoi stessi statuti”».
«Ancora: “Ricordati che fosti straniero in terra d'Egitto”. E l'ultimo frammento del verso è: “Perché voi tutti, davanti a me, siete solo stranieri soggiornanti”. 
Un brillante traduttore evangelico ha reso queste parole mirabilmente: “Perché voi tutti, davanti a me, siete solo meticci e avventizi”. 
Dov'è il sionismo, qui? Vai in una terra per vivere in maniera santa. 
A essere sante non sono le zolle della terra o le pietre che tu hai tirato in piedi: è santo il modo di viverci. Ed è il massimo livello di santità, perché vivere da stranieri fra gli stranieri porta la pace».
«Questa è la mia interpretazione. Da Marx, dal mio ebraismo e da molte altre fonti, in particolare dall'ebraismo della diaspora (quello della Yiddishkeit), ho imparato che siamo qui per costruire giustizia sociale e pace. Non c'è dubbio che i palestinesi siano gli ebrei di oggi, se per ebraismo intendiamo quella lunga vicenda che gli ebrei hanno vissuto nel corso di oltre due millenni. E parlo solo dell'ultimo esilio, perché gli ebrei – su circa 4.000 anni di storia – in quella terra ci sono stati 700 anni; tutto il resto è esilio».
«Gli ebrei di Israele, i sionisti, hanno cercato di cancellare l'ebraismo con il sionismo. 
Ci sono due dimensioni ineludibili, nell'ebraismo: va bene la terra, ma c'è anche l'esilio. 
Il Talmud ebraico, che è il libro senza il quale non capisci niente dell'ebraismo, perché è tutta la parte interpretativa, dice chiaramente che agli ebrei è proibita una sovranità nazionale. Ripeto: proibita. Oggi ci sono due gruppi dell'ortodossia ebraica che sono radicalmente anti-sionisti; portano le loro lunghe barbe, i riccioli rituali e poi la gabbana e lo scialle ebraico, e sopra lo scialle ebraico hanno la bandiera palestinese».
«La loro proposta di pace è lo smantellamento pacifico dello Stato di Israele. 
E gli ebrei israeliani? Secondo loro è giusto che vivano sotto sovranità palestinese. 
Questo lo pensano i Neturei Karta, che si oppongono a Netanyahu (che è un delinquente, un genocida; e anche se uno è ebreo e l'altro era tedesco, i genocidi si assomigliano). 
Io sono meno radicale dei Neturei Karta. Io dico: un solo Stato, democratico e laico, per tutti gli esseri umani che abitano nella Palestina mandataria: arabi, palestinesi, ebrei, drusi e atei. Tutti con gli stessi identici diritti, gli stessi doveri, la stessa libertà religiosa».
«Ai coloni fanatici dico: secondo me il comandamento non è possedere la terra, ma vivere nella terra. Se vivi sotto una sovranità mista, chi ti impedisce di andare alla tomba di Abramo, al Muro del Pianto? Quindi il sionismo non è un progetto ebraico, è un progetto nazionalista: è colonialista, suprematista, razzista. 
E quindi non poteva che diventare genocidario. Il più duro critico del sionismo è un ebreo che si chiama Norman Finkelstein, allievo di Noam Chomsky: nemmeno i palestinesi dicono le cose che dice lui. Poi c'è Judith Butler, la grandissima filosofa, e Naomi Klein: potrei citare a migliaia».
«I sionisti ci etichettano come antisemiti. Hanno fatto l'equazione: anti-sionista, uguale antisemita. È stato Abba Eban, uno degli importanti laburisti dell'edificazione dello Stato di Israele, che negli anni '70 è andato in tutte le legazioni diplomatiche israeliane, e ha detto: “Appena vi criticano, gridate all'antisemitismo”. 
Strumentalizzano tutto, anche le ceneri dei nostri morti. Ma dico, tu puoi strumentalizzare le ceneri degli assassinati nella Shoah per commettere un genocidio? E poi ti chiami ancora ebreo? Gli israeliani vanno chiamati sionisti, gli ebrei sono un'altra cosa».
«Anche gli israeliani sono ebrei, però l'essersi caratterizzati come sionisti e l'aver postulato un'identicità fra l'essere sionista e l'essere ebreo li qualifica come idolatri. 
In Inghilterra c'è un signore di 88 anni che si chiama Stephen Kapoš: un ebreo ungherese, deportato ad Auschwitz a 7 anni; poi ha scelto l'Inghilterra, e oggi è cittadino inglese. 
Lui gira tutti i giorni avanti e indietro, alla sua età, davanti al 10 di Downing Street, la residenza del primo ministro britannico, con un cartello appeso al collo: “Stop genocide in Gaza”».
«Ci sono anche molti israeliani che accusano Israele di genocidio, a partire dal professor Amos Goldberg, docente di storia ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme. 
Lui già all'inizio ha emesso un testo voluminoso dove ha usato la parola genocidio per cinque volte, e l'ultima volta l'ha definito “genocidio intenzionale”. 
A dirlo sono tanti altri israeliani (minoranze, certo). 
Per esempio Miko Peled, un attivista che viene negli Stati Uniti, figlio di un generale: in una dichiarazione su YouTube ha detto non c'è mai stato un sionismo buono».
«Alcuni, che sono anche brava gente, hanno creduto in buona fede nell'opzione sionista. Potrebbe esistere uno Stato ebraico non sionista? Uno Stato ebraico, per me, è un abominio, perché Eretz Israel, la Terra Santa (e in questo mi allineo agli ortodossi anti-sionisti) potrà darsi solo quando arriverà il Messia, ebraicamente parlando. 
E non sarà assolutamente una nazione nazionalista: sarà una terra dove si vive da stranieri fra gli stranieri. Per gli ultra-ortodossi, Israele non può essere creata dall'uomo. 
Deve prima arrivare un'era di pace, perché si possa creare una terra (non uno Stato) dove si vive, non dove si possiede».
«Se Dio dice “la terra è mia”, allora certi sionisti dicono: “È la terra del dono”. 
Io dico: e allora perché Dio continua a ripetere che la terra è sua? 
Certo che l'ha promessa, quella terra: ma per abitarla da stranieri con gli stranieri. 
E questa non è che la lettura del Levitico. Sapete quanto sono vili, i sionisti? 
Mi accusano di essere un ebreo antisemita. A chi mi parla così, io rispondo: “E tu hai bisogno di uno psichiatra, ma per una decina d'anni”. 
La fede in Dio non è un precetto dell'ebraismo. È un atto di fede rubricato nei 13 atti di fede enunciati da Maimonide, ma non è un una mitzvà. Se rispetta tutti i precetti dell'ebraismo, anche un ateo può essere considerato il migliore degli ebrei».

Ovadia intervistato su “Altro”: 
https://www.youtube.com/watch?v=kB3DEPOXy9w

Trascrizione di Giorgio Cattaneo