venerdì 20 febbraio 2026

GLI EGIZI E I SACRIFICI UMANI di Gilberto Modonesi



Tutte le antiche civiltà hanno praticato sacrifici umani nel periodo arcaico della loro storia. Questa brutale e raccapricciante pratica appariva necessaria per superare problemi o vincoli che bloccavano l’evoluzione sociale. Così l’orrifico sacrificio era sostanzialmente un atto a beneficio della collettività perché il sacrificio di alcuni consentiva la rimozione dei problemi che in quel momento impedivano il progresso sociale della popolazione. Il motivo specifico del sacrificio aveva la sua ragion d’essere in una sfera superiore: fare avanzare la Storia.
Nell’Egitto arcaico sono documentati dagli scavi archeologici sacrifici umani ancora prima di quelli ben noti e documentati del periodo tinita (la I e la II dinastia), ad Abido e a Saqqara. Ad Hananieh e a Hermopoli gli scavi hanno rivelato l’esistenza di questa pratica.
I riti sacrificali di esseri umani avevano finalità precise. La stele di Narmer mostra il re che avanza e ha davanti a sé alcuni corpi decollati e con il fallo reciso posato sulla testa.
Forse un atto magico per evitare che il nemico sconfitto potesse in qualche modo rigenerarsi e tornare a combattere.
Lo studio del folklore europeo ci presenta sacrifici umani molto spesso dedicati alla costruzione di importanti tombe, edifici, palazzi e soprattutto ponti. In Egitto ciò non è accaduto dopo il periodo tinita. Sono sorti grandiosi templi in tutta la terra d’Egitto, per tutto il tempo della sua lunga storia, senza che fossero sacrificati esseri umani. Eppure, per erigere un tempio bisognava pacificare il serpente che presiedeva al terreno della futura costruzione. I depositi di fondazione scavati a tale scopo agli angoli del progetto costruttivo sono ricolmi di oggetti votivi di tipo edilizio, ma le ossa presenti in tali pozzi sono ossa di oche.
Se si rivolge uno sguardo d’insieme sulla lunga storia dell’antico Egitto dopo il periodo arcaico non si notano sacrifici umani, con una sola eccezione. In un forte del Medio Regno nel Sinai, il forte di Mirgissa, gli scavi hanno messo in luce i resti di un corpo umano a cui era stata recisa la testa. È probabile che l’uomo fosse un nemico sacrificato per inviare un maleficio ad altri nemici.
Il corpo ritrovato a Mirgissa è una prova concreta e indiscutibile di un sacrificio umano. Diverso è il caso di un’immagine di una tomba tebana, la tomba di Montuherkhepshef (TT 86), in cui due uomini egizi stanno strangolando due nubiani. La tomba è della XVIII dinastia e da tempo non si sono più praticati riti di sacrifici umani

                
Fig. 3 – Tomba tebana di Montuherkhepshef (TT 86, XVIII dinastia), pubblicata da N. de Garis Davies nel volume Five Theban Tombs, London 1913, La scena del sacrificio umano di due nubiani è nella pl. VIII, fig. 3

Nel commento alla tavola con queste immagini Davies esprime la sua meraviglia a ciò che mostrano immagini eloquenti. È possibile che Montuherkhepshef abbia ritenuto di dare un senso di nobiltà alla tomba evocando un rito antico.
La scena 3 si legge da sinistra verso destra. Due egiziani, definiti “forti” tengono una corda attorno al collo di due uomini inginocchiati. L’iscrizione dice che sono nubiani Anu, residenti subito dopo la I cataratta. Gli ovali sopra le loro teste indicano forse la conquista di una fortezza. Poco più a destra della scena due corpi sono posti su due tavole; forse rappresentano l’esito finale dello strangolamento.
Testi e immagini egizie fanno spesso riferimento a riti per respingere il nemico e la conclusione di questi riti è sempre il sacrificio umano dei nemici arsi nel fuoco. In alcuni casi i testi ci fanno sapere che in realtà nel fuoco venivano gettati dei modellini in cera, quindi il sacrificio era simbolico. Ma nella maggioranza dei casi rimane il dubbio che possano trattarsi di veri olocausti di personaggi identificati come seguaci del dio Seth.
Un eminente egittologo, Jean Yoyotte, ha affrontato. nella prima parte di un suo lungo articolo basilare, lo studio di testi e documenti di ogni genere per accertare l’esistenza o meno di sacrifici umani. Questa indagine avrebbe dovuto essere “un non senso” se si considera che ogni rito che oppone divinità solari a divinità nefaste, che agiscono per bloccare il corso del sole e tornare al caos primordiale, termina con un rito di annientamento col fuoco di queste entità malvage trattate nei testi come esseri umani. Erano reali questi sacrifici o essi si svolgevano solo in forma simbolica?
Yoyotte procede sistematicamente a esaminare tutta la documentazione disponibile in cui compaiono riti di sacrifici umani. Analisi indispensabile se il sacrificio umano è avvenuto con un olocausto, in quanto sarebbe impossibile o poco significativo cercare resti umani disciolti nel fuoco.

In una formula funeraria tardiva alcune frasi parlano manifestamente di sacrifici umani: Egli ha ucciso degli uomini per Sekhmet, egli ha fatto arrostire i cuori per la Dama delle Due Terre. Questa iscrizione fa riferimento a una rivolta contro Osorkon II (883-850 a.C., XXII dinastia) in cui i ribelli vinti furono condannati alla pena capitale. In una lunga iscrizione a Karnak il grande prete Osorkon, figlio di Takelot II, conferisce all’esecuzione dei suoi avversari vinti il carattere di un atto religioso e la forma di un sacrificio umano. Nell’iscrizione di Karnak il testo ci informa che I prigionieri vennero portati a lui [il governatore dell’Alto Egitto]. Lì i prigionieri gli furono portati come un mucchio di pecore. Allora egli li colpì, facendo sì che fossero trasportati come capre nella notte del sacrificio serale, durante il quale vengono accesi i bracieri. I bracieri della festa che precede Sothis. Ciascuno fu arso nel fuoco nel luogo del crimine.
Un testo di Manetone ci dà maggiori informazioni: La legge che prevedeva di uccidere degli uomini a Heliopoli d’Egitto fu soppressa da Amasi, come attesta Manetone trattando dell’antica pratica religiosa. Degli uomini erano sacrificati a Hera. Essi erano esaminati come lo sono i vitelli puri che si selezionano e si massacrano. Al loro posto Amasi ordinò di sostituire con immagini di cera.

                              
Fig. 5 – Il re Amasis (XXVI dinastia) ha vietato che esseri umani fossero arsi vivi. Al loro posto nei riti sacrificali dovevano essere arsi nel fuoco modellini di cera. L’immagine di re Amasis è tratta dal catalogo del Museo Egizio di Berlino, 1991, n.103

Dunque, con re Amasi (570-526a.C., XXVI dinastia) sono proibite uccisioni di uomini. I riti di contrasto e vittoria contro Seth o Apopi e i loro alleati continuano ma con modelli di cera e immolazioni di animali che rappresentano forze ostili, come è il caso dell’orice bianco, o dell’onagro, dell’ippopotamo, del coccodrillo.
                       
Fig. 6 – L’orice è un animale del deserto, quindi un essere negativo, un seguace del dio Seth e come tale veniva sacrificato. Nel volumetto di Ph. Derchain, Le sacrifice de l’oryx, FERE 1962, un disegno (fig.1, pag. 9) mostra come avveniva il sacrificio dell’orice.
Fig. 7 – Una grande scultura nel tempio di Medine Habu mostra re Ramesse III che caccia i tori selvaggi. I sacrifici di animali potevano in parte corrispondere alle imprese sinergetiche del sovrano – Foto dell’autore


Alcuni animali sacrificati nei riti di contrasto ai ribelli sono il risultato delle attività sinergetiche del sovrano.
Plutarco e altri autori greci fanno notare che sono preferiti animali da sacrificare di colore rosso perché il rosso è il colore di Typhone. Un prete identifica gli animali potenzialmente ostili.Fig. 8 – Nella tomba di Akh-Hetep nella necropoli di Meir (XII dinastia) un uomo sta arrostendo un’oca con uno spiedo. Questa immagine intende riferirsi all’articolo citato di Derchain che racconta come fossero arse nel fuoco del rito sacrificale modellini di cera, ma le oche arrosto o grigliate erano mangiate dal popolo che celebrava la festa del Nuovo Anno. – Foto dell’autoreFig. 8bis – Immagine a disegno della fig. 8 che integra la mia foto con l’arrosto dell’oca e l’arrosto di un vitello nella tomba di Akh-Hotep a Meir. Figura tratta dall’articolo di C. Bouanich, L’offrande carné à Edfou, nel volume Offrandes, rites et rituals dans les temples d’époques ptolémaiques et romain, Montpellier 2015, pag. 47, fig. 4Fig. 9 – Una principessa amarniana mangia un’oca o un’anatra. Anche questa immagine vuole ricordare che nel fuoco del sacrificio venivano arsi modellini di cera, ma il pennuto grigliato era consumato dal popolo festante. Immagine tratta dal Catalogo Ufficiale del Museo del Cairo, 1987, figura 169

È il momento di citare il testo di un articoletto di Ph. Derchain che ha individuato una scritta sulle scale del tempio di Dendera dove la processione sale per ricevere il sole del Nuovo Anno. Il testo è evidente: Non si sa il numero delle oche. Esse sono l’incarnazione dei nemici e arrostiscono sugli altari.
Un secondo testo conferma: Non si sa il numero delle loro oche. Esse sono figurine che incarnano nemici. I loro arrosti abbondano sugli altari. La conclusione ovvia è che figurine di oche in cera vengono arse nel fuoco (rito di annientamento simbolico), mentre le vere oche vengono grigliate e poi date alla folla che festeggia con un’agape il sole del Nuovo Anno.

Nel periodo greco-romano la fede religiosa è accompagnata dalla praticità quotidiana.
L’Hera d’Heliopoli e Mut
In epoca greco-romana esistono più divinità femminili di nome Mut che presiedono a siti che vanno dalla cataratta fino a Heliopoli. È Manetone che in un suo frammento associa Hera a Heliopoli con questo testo: In effetti, Ellelthyaspolls [ora el-Kab] bruciavano vivi degli uomini che chiamano sethiani. È concepibile che la dea Nekhbet fosse chiamata Hera nell’interpretazione greca. Ma il rito era celebrato a Heliopoli in tutti i giorni canicolari.
Due titolature identiche di Ramesse II terminano con la qualifica amato da Mut, dama del bacino rosso. La topografia egiziana ci consente di associare strettamente Hathor dama del bacino rosso al pantheon Heliopolitano. Vari testi di differenti monumenti confermano l’esistenza di una dea Mut ben attestata a Heliopoli dalla XIX dinastia, paredra di Ra Harakhte-Atum.
Da rimarcare, queta Mut non è per nulla associata ad Amon.

Il culto di Mut alla punta del Delta
Ptah di Menfi ha talvolta nei testi una paredra: Mut che presiede alla casa di Ptah. Vari testi confermano la relazione di Mut con Ptah di Menfi. A Menfi Mut non assomiglia a Mut di Tebe, Essa ha semplicemente l’ureus in fronte.
Nella regione di Siene di trova anche una Mut Abu-netjeru che ha un’appellazione singolare: Mut che presiede alle corna degli dei. La sua sfera d’azione va dalla zona delle piramidi a Babilon e a Menfi. Si deve concludere che Hera d’Heliopoli rappresenta una Mut indipendente dal pantheon tebano. Nella interpretazione greca la si designa con il nome ellenistico che era dato alla signora di Tebe: Hera.

Le formule 2 e 7 del rituale per respingere l’aggressore
Un testo del tempio di Atribis riporta una frase rivolta a Osiri: Possa tu consegnare le genti malintenzionate, che il re detesta, al braciere di Mut che porta suo fratello.
Dunque, Hera d’Heliopoli presiede a un braciere al quale sono promessi i nemici dello stato.
Formalmente il rituale è stato composto nel Terzo Periodo Intermedio (1075-664) ma gli inizi risalgono al Nuovo Regno. Il testo ha glosse esplicative e si intitola Imprecazioni contro i 20 nemici. Di questo lungo testo riportiamo solo la parte conclusiva:
Da quel giorno i fanciulli dei loro fanciulli si maledicono perché essi siano arsi nel braciere di Mut che porta suo fratello [Osiri] che circonda tutti gli uomini-bestia. I signori di Heliopoli si alzano e dicono: Ra trionfa d’Apopi (4 volte). Osiiri-Khentamenti trionfa di questo miserabile Seth (4 volte).
L’imprecazione 5 è rivolta contro Seth che cerca di attentare alle reliquie di Osiri racchiuse nel cofano d’Heliopoli protette dal serpente Mehen. Il testo fa riferimento a quelle scene in cui una truppa di nemici legati, uomini o animali, vengono colpiti con una lancia.
Le imprecazioni più significative della formula 7 dicono: Le tue carni sono incenerate, la tua anima ba non sfuggirà dal braciere di Mut che porta suo fratello in Heliopoli che circonda tutti gli uomini-bestia, che si impadronisce degli uomini che si comportano da ribelli. Questi sono consumati dalla fiamma dell’occhio di Ra perché questi ribelli sono tuoi.
I ribelli sono Apopi e i suoi seguaci. Il testo ha pure riferimenti cosmici.

Il conflitto primordiale a Heliopoli
Qui i riferimenti vanno ai miti delle origini sulla ribellione contro Ra a Heliopoli, Ra che dovette trasformarsi in un grande gatto per respingere il serpente.

                            
Fig. 10 – Un mito delle origini racconta di una rivolta contro il do sole Ra. Per difendersi da un enorme serpente, Apopi, Ra si tramuta in un Grande Gatto maschio. Un bel dipinto della lotta del Grande Gatto con il serpente Apopi proviene dalla tomba tebana di Inherkha (TT 359, XX dinastia)

Sintetizzando, le formule 2 e 7 del Rituale per respingere l’aggressore, le frasi che concludono le imprecazioni fanno intervenire il collegio divino di Heliopoli contro Apopi, questi dei proclamano in termini rituali il trionfo universale di Ra e del re.
I ribelli erano portati nel Luogo dell’Annientamento dove essi vengono legati, sgozzati, decapitati, bruciati.

Il braciere di Mut che porta suo fratello
Le formule 2, e 7 del Rituale per respingere l’aggressore menzionano Mut che porta suo fratello e il braciere con cui arde gli uomini-bestia. Manetone conferma che degli uomini, e più tardi dei nemici in cera, erano sacrificati a Hera (Mut) in Heliopoli per essere arsi nel fuoco. L’Hera heliopolitana detiene come suo attributo specifico un braciere. Dai grandi bacili di un tempo si passa poi a veri altari da fuoco che in epoca ellenistica prenderanno il nome di altari a corna.

                               
Fig. 11 – La figura mostra un re tolemaico che sta per colpire con la mazza un uomo già trafitto da uno spiedo. Questa immagine con l’uomo trafitto, non un animale, può essere considerata come l’inizio delle fasi che precedono il suo simbolico sacrificio ardendo nel fuoco. Immagine tratta dall’articolo di René Preys, La royautè lagide et le culte d’Osiris, nel volume Documments de Theologies Thébaines Tardives, Montpellier 2015, fig. 6, pag. 112

Che il braciere sia stato un utensile per eseguire le condanne a morte è evidente nella formula imprecatoria che conclude una decisione pubblicata sotto Psammetico I (664-610 a.C., XXVI dinastia) nel tempio del nomo herakhleopolitano : Colui che si opporrà a questo decreto egli sarà consegnato al Grande Tribunale che è a Herakleopoli, egli sarà consegnato ai coltelli di Heneb che risiede a Naref, suo figlio essendo spossessato, la sua casa annientata e il suo corpo passerà in olocausto perchè egli sarà consegnato al braciere e il suo nome non esisterà più tra i viventi.
Ai tempi di Manetone le vittime consegnate a Hera erano effettivamente immagini di cera. Però il dettaglio delle formule del Rituale impone di credere che il braciere di Mut servisse anticamente a bruciare offerte di carni e che queste offerte di carni erano corpi di esseri umani.
La curiosa locuzione uomini-bestia significa che gli uomini sacrificati a Hera heliopolitana erano esaminati come i vitelli destinati all’immolazione.
Dai dati convergenti del Rituale heliopolitano e di Manetone si deve concludere che in certi casi sono stati praticati sacrifici umani in piena epoca storica. Nel Terzo Periodo Intermedio il sacrificio umano d’Heliopoli corrispondeva a una ritualizzazione della pena capitale.

di Gilberto Modonesi

https://mediterraneoantico.it/articoli/egitto-vicino-oriente/gil-egizi-e-i-sacrifici-umani/

martedì 17 febbraio 2026

EPSTEIN E LA PIRAMIDE RITUALE parte 2°


Cosa rappresentava Epstein nello scacchiere internazionale?
In quale livello della piramide del potere si collocava?
Quali poteri c'erano dietro il "mago della finanza"?
Perché è emerso solo ora lo scandalo del secolo ?
Cui prodest tutto questo caos generalizzato?

BLACK CELEBRATION
2- Il secondo livello, quello in grossa parte ancora occultato, riguarda crimi ancora più efferati, come torture, omicidi e rituali di sangue. Cos'è il rito?
Il rito in tutte le sue declinazioni studia le azioni codificate, ripetitive e simboliche che creano identità sociale, spaziando da contesti religiosi a pratiche secolari.
I riti sacrificali, inclusi quelli di passaggio, propiziatori o funebri, strutturano l'esperienza umana, garantendo coesione e ordine sociale. Il rito crea ordine e obbedienza, garantisce anche a livello sottile la sudditanza della moltitudine nei confronti dell'oracolo e dell'autorità.
Perché la sovragestione pratica sacrifici di sangue nei suoi livelli più alti? 
Un po' per le stesse motivazioni ricattatorie precedenti, ma soprattutto per iniziare/controiniziare nuovi adepti con patti di sangue, fino a coinvolgere intere nazioni riguardo decisioni geopolitiche e scelte strategiche da intraprendere. Infine, come liturgia nera per creare legami energetici con certe forze sottili, tramite una ritualità ancestrale ereditata dal passato e praticata da famiglie e personaggi di un certo retaggio e lignaggio. Pratiche che si sono avvicendate nella storia un po' in tutte le culture, mescolandosi tra loro e tramandando una certa operatività cerimoniale. 
I maghi del back-office governano dall'alto le sorti dei regni come oracoli, proteggendoli egregoricamente tramite la magia rituale, tramite sacrifici umani dedicati a specifiche entità da attrarre e utilizzare come scudi energetici. Sorvolo sul fatto che tali stratagemmi funzionino o meno, che loro ci credano o meno, che valga forse più l'effetto placebo che altro, però è un fatto che esistano certe realtà. 
Il regista Polanski nel suo film Macbeth mostra come all'origine di ogni impero e di ogni fine impero, ci siano incantesimi magico operativi e celebrativi atti a benedire o maledire chi dovrà guidarli. Questo livello è decisamente il più occulto e al tempo stesso il più operativo. 
Nel caso dei file incriminati è quindi necessario spostare l'attenzione dai crimini più efferati, come l'omicidio, le torture, gli snuff movie e i sacrifici di sangue. 
Cosa fa il sistema? Sacrifica un vecchio ramo dell'albero, quello che non serve più alla pianta, quello obsoleto e da tagliare, per salvare il sistema albero nel suo complesso. Tradotto, da in pasto all'opinione pubblica una moltitudine di files, spesso inutili e tendenziosi, per la maggioranza oscurati quando sono realmente scottanti, che vanno a spostare l'attenzione generale, in modo che non si parli mai di tematiche ancor più inconfessabili. Perché avviene questo? Perché al contrario sarebbe coinvolto lo Stato-profondo, tutti gli apparati statali ad esso connessi, come magistratura, polizia, Servizi Segreti, culti religiosi, massonerie, oltre ai finanziatori miliardari di campagne elettorali.
Questo livello del potere non viene quasi mai toccato, viene da sempre preservato, essendo il fulcro della questione. Talvolta sfiorato da fatti di cronaca, da testimonianze di vittime, da processi che pochi ricorderanno, descritto come metafora filmica o in qualche libro. Rappresenta il centro della tela del ragno ed ha implicazioni talmente profonde da far saltare in aria il castello di carte in cui viviamo e, forse, non siamo ancora pronti a recepire la verità profonda di un mondo che pensavamo riguardasse solo la fantasia più estrema.
Ci sono stati nella storia del cinema tanti film che hanno trattato l'argomento.
Ne citerò solo 5, sapendo che la lista è molto più ampia, perché parlano in modo esplicito e diretto di certe tematiche, tra sessualità deviata, rituali di sangue, iniziazioni demoniache e omicidi tramite un contrappasso massonico, e messaggi in codice.
1- Rosemary's Baby di Polanski, che svela metaforicamente come la piovra occulta, infiltrata in ogni settore della nostra vita, opera su più livelli, fino alla venuta del figlio di Satana. Film epocale e definitivo su certi mondi, con tante rose rosse in primo piano.
2- Eyes Wide Shut di Kubrick, che va oltre la favola nera, rappresentando questo mondo in termini più realistici, seppur collocati in un contesto onirico, con mille messaggi sottotraccia e mostrando come il potere si celebri tramite cerchi magici, riti sessuali e omicidio.
3- Salò o le 120 Giornate di Sodoma, di Pasolini. Film che ricorda per molti versi l'isola segreta di Epstein, anche se è stato girato in interni di antiche ville aristocratiche, ma ci rivela come l'autorità nei suoi meandri più mefistofelici, rapisca minori per violentarli, umiliarli, torturarli e ucciderli. Quindi una metafora sull'anarchia del potere e della sua brutalità. Un atavico cannibalismo che necessita di energia vitale.
4- Todo Modo, di Elio Petri. Film che non parla di sevizie su donne o minori, ma che ci mostra come funziona il contrappasso massonico riguardo gli omicidi rituali ed i suoi messaggi in codice in ambito politico finanziario. Ho inserito anche questo capolavoro, in parte differente dagli altri che sono più specifici, perché rivela una certa mentalità e un certo modus operandi del potere costituito e dei suoi Servizi deviati.
5- Hostel, di Eli Roth, prodotto da Tarantino. Un apparente B-movie d'autore che, paradossalmente, tra tutti i citati è quello più esplicito rispetto al tema. A mio avviso, un piccolo gioiellino di genere che va molto oltre le apparenze di un horror qualsiasi. Compravendita vittime, reclutamento vittime, stanze dell'orrore, coinvolgimento di vip nell'asta on line per assicurarsi le prede. Soprattutto nel secondo episodio della serie, viene rivelato come questa setta sia ramificata ovunque, in una realtà infernale che non da scampo. Film molto coraggioso e che, a detta dello stesso regista, si ispirò a Salò di Pasolini.

NORMALIZZAZIONE E ACCETTAZIONE DELLA PEDOFILIA
3- Il terzo livello della piramide rituale, è forse quello più inquietante.
Quello più subdolo e sottile, perché agisce sull'inconscio collettivo e sulla psicologia di massa. Impalpabile, evanescente, metafisico.
Questo livello riguarda la parte invisibile della questione, è il plagio emozionale che agisce come una sorta di rieducazione che si sedimenta, passo dopo passo, superando tabù consolidati nel tempo. Fino all'accettazione e alla normalizzazione, in punta di piedi, passo dopo passo, del fenomeno pedofilia e, contemporaneamente, dell'impunità del potere. 
Questo livello esula dallo stesso Epstein, perfino dai suoi sodali e mandanti occulti, è un epifenomeno che si autoalimenta, ma scaturito dall'azione arcontica che presiede la realtà materiale. Il sistema ci permette di veder dal buco della serratura fino a che punto si spinge l' elite nelle sue perversioni. Perversioni che, purtroppo e non da oggi, sono anche le perversioni di tanti insospettabili cittadini modello. Ci abitua poco alla volta a percepire che a certi crimini hanno partecipato Guelfi e Ghibellini, destri e sinistri, buoni e cattivi. 
Oltre a ricordarci l'impunità del potere, importante per ristabilire i ruoli sociali in campo e le giuste gerarchie, veniamo assuefatti all'orrore più indicibile e, come in Salo', impariamo giorno dopo giorno, a mangiare merda, scambiandola per cioccolato.
Mostrando infine che "cosi fan tutti..." si normalizza il problema per realizzare in un futuro non troppo lontano, la sua metabolizzazione.
Goccia dopo goccia, fino a quando tutto apparirà come consuetudine e non più come tabù da praticare in segreto e con senso di colpa.
Il goal finale è la rieducazione dei popoli al sovvertimento dei tradizionali valori condivisi, fino all'annichilimento finale del suddito, alla sua atomizzazione sociale, tramite il sesso usato come arma di ricatto, tramite il sacrificio e la violenza estrema, in una sorta di Santa Inquisizione della modernità. Il verdetto simbolico che viene veicolato è che, nonostante tutto il materiale, non ci sono prove sufficienti per nuove incriminazioni legate a figure di alto profilo citate nei file. Se tutti sono coinvolti in certe pratiche e mai nessuno paga, allora tana libera tutti.
Attraverso queste denunce mediatiche, apparentemente dalla parte della giustizia, invero pilotate e teleguidate, si è aperto un pericoloso processo di normalizzazione dell'anarchia del potere, scardinando l'innominabile tabù dei tabù.
E se in mondovisione il PADRE (autorità) educa il figlio (popolo) ad accettare questo modello perverso, volenti o nolenti, saremo anestetizzati da qualsiasi oscenità, perché il tutto diventerà nel tempo una consuetudine, sdoganando il male assoluto.
Così fan tutti... cit.

giovedì 12 febbraio 2026

EPSTEIN E LA PIRAMIDE RITUALE parte 1°



Epstein aveva fin da piccolo una grande passione per i numeri, a soli 25 anni entrò nelle grazie della Rockefeller Corporation, lavorando addirittura come consulente finanziario nella tavola rotonda dei cosiddetti "12 cavalieri neo-templari". Questo avviene grazie ad un amico comune del Mossad, il noto editore e agente segreto inglese Robert Maxell, morto in circostanze misteriose e padre di Ghislaine Maxell, compagna, confidente ed alter ego di Epstein. Si fidavano di lui, e dalle cronache era considerato una giovane promessa del mondo finanziario, tanto da affidargli compiti prestigiosi, tra i quali le relazioni con tutti big del pianeta. Si diceva potesse capire con largo anticipo il crollo delle borse, crisi finanziarie. Una sorta di veggente, un ciarlatano millantatore o, magari, persona estremamente informata? In 30 anni crea una rete capillare di contatti e conoscenze importanti. Sapeva sicuramente troppo, custodiva segreti inconfessabili, in primis di natura politico finanziaria. Per consolidare il suo network per conto di ambienti oscuri, fu indotto a ricattare attraverso scandali sessuali il meglio e il peggio dell'elite. 
Tramite il suo mastodontico archivio occulto assicurò la sua vita in caso di minacce di morte. Le tante denunce avviate dalle vittime degli orchi e qualche franco tiratore pronto a colpirlo, hanno costretto il Parlamento USA ad avviare una grande inchiesta federale, oltre a evitare emergessero coinvolgimenti di alte sfere della sovragestione. 
Nel 2019 viene trovato morto impiccato nella sua cella di isolamento. Le telecamere, in quel preciso istante, smettono di funzionare per un paio di minuti per poi riaccendersi magicamente subito dopo. 

Cosa rappresentava Epstein nello scacchiere internazionale? 
In quale livello della piramide del potere si collocava? 
Quali ambienti c'erano dietro la sua figura? 
Perché è emerso solo ora, in tutta la sua brutalità da fiction, lo scandalo del secolo? 
Cui prodest tutto questo caos generalizzato? 
Ecco, solo ponendoci queste semplici domande comprendiamo la manipolazione in atto dietro questo labirinto senza fine. Se, anche solo per un attimo, usciamo dalla narrazione gossipara, e accantoniamo la morbosità tipica del suddito in astinenza da rogo, possiamo iniziare a ragionare seriamente su ciò che sta accadendo.
Facciamo subito una premessa, se qualcosa viene fuori a certi livelli, significa che il sistema o parte di esso, necessita di fare propaganda.
Scordatevi il "salvatore", i vari salvatori, i buoni e i cattivi.
Intanto, i file incriminati che l'FBI ha reso pubblici sono solo una piccola parte. 
Una buona metà sono ufficialmente censurati, l'altra metà parzialmente oscurati o cancellati. Da questo si deduce che è stata resa pubblica solo la parte più edulcorata della "grande opera in nero". Ma quale verità si vuole perseguire se tutto il resto viene occultato? 
Sono stati scelti i vip sacrificabili, non più utili alla causa o, in qualche modo, scaricabili. Una grande stanza dei segreti che serve ad aggiornare il presepe dei potenti, a eliminarli o a riposizionarli sulla retta via. Una sorta di memento mori in codice per destrutturare il presente e plasmare il futuro del back-office del potere. 
Allora abbiamo assistito l'arrivo a pioggia dei files incriminati, nei social non si parla d'altro.
Perfino l'ufficialismo più bieco, lo stesso che aveva deriso tutta la prima fase del tristemente noto Pizzagate, a denti stretti, ammette l'esistenza di qualche mela marcia e, tra una notizia e l'altra, è costretto ad accettare la novella. Peccato però, che questo piccolo svelamento dato in pasto ai leoncini, sia eterodiretto da una regia nascosta, molto raffinata.
Ci donano il pizzino quotidiano, senza voler approfondire nulla, rimanendo al gossip, cercando di non turbare gli animi dei benpensanti che non possono accettare che il potere costituito, in toto o quasi, sia pedofilo o peggio ancora.
Ci informano, ma sempre in punta di piedi, e nessuno si chiede perché i personaggi incriminati di tali orrori non siano già in carcere. In questo modo si accontentano tutti i fronti politici. I progressisti gongolano perché Trump, Musk e l'ex Principe Andrea sarebbero coinvolti. I conservatori puntano il dito sui Clinton, su Bill Gates e via dicendo. 
Però il tutto rimane ad un livello molto superficiale, tanto rumore per nulla, mentre il sistema si cristallizza, aggiornandosi su nuovi fronti. Poi ci sono le eccezioni, coloro che hanno favorito questo processo per la ricerca della verità. Eccezioni bipartisan, come nel caso dei deputati Thomas Massie e Ro Khanna, co-firmatari per lo sblocco dei files censurati. Due esempi virtuosi quanto rari che, insieme alle numerose vittime, hanno costretto il congresso alla desecretazione delle mail incriminate ed oggi lottano contro tutti per rendere pubblico l'altra metà dell'archivio. Thomas Massie, repubblicano dissidente ha affermato che i documenti su Jeffrey Epstein vengono trattenuti per due motivi principali: i suoi stretti legami con i servizi segreti israeliani e americani, e l’implicazione di potenti miliardari e donatori vicini a Trump. «I file Epstein vengono bloccati perché Jeffrey Epstein aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e con quella americana», ha dichiarato il deputato conservatore. «E perché coinvolgono miliardari e donatori politici che sono amici del presidente Trump». 
Cosa ci mostra la decriptazione di questi files dell'orrore? Analizziamo i 3 livelli principali.

1- Il primo livello riguarda la lotta interna tra poteri politici ed economici. Un'eterna lotta trasversale tra forze contrapposte e pure all'interno degli stessi schieramenti, che utilizza ricatti e scheletri nell'armadio. I potenti sono facilmente ricattabili su diverse questioni, in primis il sesso e la corruzione. Ecco che l'archivio Epstein torna utile per colpire quel personaggio, quella fazione, quelle politiche, quei finanziamenti, quelle lobby, oltre a mandare messaggi in codice per le future vittime, magari non allineate. La funzione di Epstein era quella di rendere ricattabile qualsiasi personaggio del sistema, tramite prostitute, festini pedofili, compravendita di ragazze e ragazzi da dare in pasto agli orchi di ogni latitudine. Tutto veniva sapientemente registrato e filmato, così presidenti, magnati, dirigenti di grandi network finanziari, militari e quant'altro venivano incastrati e costretti a restituire il favore in ambito politico, in cambio della riservatezza dei documenti scottanti. Assicurandosi che tutti agissero secondo agenda ricattatoria, magari riguardo alla necessità di un conflitto da scatenare, di una crisi economica da costruire, di una pandemia da plasmare, favorendo lobby amiche. Tutto veniva archiviato dagli apparati dello Stato profondo, per essere utilizzato nel tempo e all'uopo. Consideriamo che Epstein è una creatura del Mossad, immanicato con mezzo mondo, e l'aeroporto da dove partiva il suo jet privato per "l'isola dei famosi" è di proprietà di una consociata della CIA. Epstein è l'epicentro dello scandalo, il grande orco e, contemporaneamente, uno specchietto per le allodole di un sistema che lo controlla e lo utilizza a piacere, secondo i suoi desiderata.
Quanti Epstein ci saranno al mondo anche in questo momento? E quanti manipolatori dei vari Epstein ci saranno?
Non pensate che sia solo la classica mela marcia, quello che è emerso, seppur in maniera parziale e strumentale, è una prassi della sovragestione. 
Un modus operandi antico e rodato, capillare per poter controllare tutte le stanze del potere, per esercitare il dominio in tempi di globalismo. 
Purtroppo la storia non finisce qui, perché siamo solo ai primi scalini del tempio. 
Interessante, seppur altra faccenda, la suggestione riguardo il mondo dei cecchini di Sarajevo, emerso nel 2025, dove ricchi facoltosi ed insospettabili, arruolati da strani personaggi legati ad ambienti militari, sparavano sui civili a sangue freddo, come al poligono, compresi donne, anziani e bambini. Curioso che in questi anni di riassetto del risiko mondiale, emergano fatti che, fino a ieri sarebbero stati appannaggio dei soliti complottisti.
Io ritengo che queste reti siano interconnesse e ci siano personaggi legati ai Servizi deviati che facciano da collante tra i due mondi, quello di sopra e quello di sotto. 
Uno schema perfettamente collaudato che si può declinare e reiterare nel tempo, a qualsiasi latitudine e grado. 
Ora dobbiamo addentrarci nel tempio/piramide e vedere le "secrete stanze".

Continua...







giovedì 29 gennaio 2026

UNA ROSA PER ANNABELLA


ANTEFATTO
C'era una volta Annabella, una studentessa di giurisprudenza dell’Università di Bologna, scomparsa da Padova la sera dell’Epifania del 2026.
Il suo corpo è stato trovato a Teolo, in un bosco sui Colli Euganei, impiccato a un albero e privo di segni di violenza.
Uscita di casa di Padova verso le 20 del 6 gennaio, Annabella ha pedalato nel gelo notturno per 25 chilometri fino a raggiungere un sentiero che si snoda da via Euganea Teolo, tra i numeri civici 1-3.
Chiusa la sua bicicletta viola con il lucchetto, ha camminato a piedi fino a raggiungere la fitta boscaglia del Monte Oliveto.
Annabella aveva un grande cerotto con una garza sulla bocca.
Chi ha messo quel cerotto? La stessa ragazza, forse per impedirsi di urlare o chiedere aiuto? O con lei, in quei drammatici ultimi istanti, era presente un’altra persona?
Prima di raggiungere il Monte Oliveto, la 22enne aveva acquistato nella pizzeria di San Domenico di Selvazzano Dentro, nel padovano, due pizze da asporto e almeno due bibite.
Immortalate nel portapacchi della sua bicicletta dalle telecamere di videosorveglianza lungo il suo percorso.
Perché due pizze, se era da sola? I resti della cena sono stati trovati ai piedi dell’albero, dove c’erano anche tre lattine di Coca Cola vuote.
Nel contenuto dell’ultimo post pubblicato a ottobre 2025 sul social Threads, Annabella Martinelli intrattiene un dialogo con un uomo, il cui profilo risulta ora cancellato.
Lei gli scrive: “Se diventi il mio stalker ti individuo subito” e “Se crepo o mi succede qualcosa ora sappiamo di chi è la colpa, di un uomo che non sa accettare il rifiuto”. Purtroppo, secondo chi indaga, non ci sarebbero collegamenti tra questi post e la morte della studentessa. Durante il tragitto ha incontrato una ragazza, Giulia, che le avrebbe offerto aiuto, dato che l'aveva vista spingere a mano la bicicletta di notte, in un luogo isolato.
Annabella le ha risposto che non aveva alcun problema e che avrebbe continuato il suo percorso da sola.
La zona impervia in cui è stato trovato il cadavere, non è frequentata, se non qualche abitante della zona. Le ricerche dei soccorritori, impegnati con oltre 50 uomini tra vigili del fuoco, forze dell’ordine, cani molecolari e volontari della Protezione civile, non avevano trovato nulla. A trovare Annabella, è stata infatti una signora della zona che stava portando a spasso il cane. Il giorno dopo il ritrovamento del cadavere, i genitori della ragazza hanno posato un fiore nel bosco.

NON TORNA NULLA DELLA VERSIONE UFFICIALE
Cosa non quadra nella narrazione ufficiale? Tante, troppe cose...
Intanto, la scelta del luogo. Perché fare 25 km di notte, in pieno inverno con 10° sotto zero per raggiungere un bosco isolato, senza alcuna torcia (il cellulare è stato trovato chiuso nello zainetto), per cercare al buio più completo un albero abbastanza robusto e adatto per suicidarsi?
Come è possibile legare saldamente una corda a 3 metri di altezza su un albero, al buio e senza illuminazione, senza arrampicarsi e poi mettersi un cappio senza alcuna base d'appoggio. Base dalla quale poi liberarsene e quindi cadere verso il basso, calcolando di rimanere appesi, il tutto con un cerotto e una garza in bocca, e con due pizze e 3 coca cola sullo stomaco?
Perché poi comprare cibo per due persone prima di intraprendere questa dolorosa scelta?
Perché non è ancora stato individuato lo stalker che sui social la minacciava?
Perché in altri casi si grida al femminicidio, per carità, giustamente, al minimo sospetto, e in questo caso tutte le autorità fin dal primo minuto erano sicuri si fosse suicidata?
Perché gli unici che non credono alla versione farlocca ufficiale sono solo i cittadini intervistati?
Perché una ragazza quasi incaprettata a 3 metri d'altezza, con un grande cerotto che le tappa la bocca e due cartoni di pizza, stalkerata e minacciata, viene dimenticata dai media che hanno subito decretato il suicidio fin dal primo minuto, tra stupide analisi psicologiche, sociologiche che depistano da una possibile verità? Chi difendono, cosa temono?
Perché i genitori non hanno sospetti, dubbi, perché non si fanno domande sulla dinamica surreale del suicidio e si limitano a portare un fiore sotto l'albero?



SUGGESTIONI FLOREALI E PARTICOLARI SIMBOLICI
Particolari simbolici ne abbiamo. Intanto l'immancabile rosa, una rosa bianca posta proprio sotto l'albero dove si sarebbe suicidata a 3 metri di altezza, precisamente sotto una robinia.
La robinia spesso confusa con l'acacia, è un simbolo potente di rinascita, immortalità e protezione. Anticamente associata alla sacralità, rappresentava l'energia vitale, la speranza e la continuità della vita oltre la morte, con legami in antiche tradizioni egizie ed ebraiche.
In molte tradizioni (come quella egizia legata al mito di Osiride), la robinia è associata alla vita eterna, alla resurrezione e alla continuità dell'anima.
Considerata incorruttibile, il suo legno è stato utilizzato per costruire l'Arca dell'Alleanza. I suoi fiori sono talvolta associati alla protezione dalle energie negative.
Per la massoneria, rappresenta la resurrezione e la vittoria della vita sulla morte.
Poi ci sono i civici 1 e 3, subito indicati dai media, come zona in linea d'aria vicino al punto dove è stato trovato il corpo di Annabella. Questo particolare abbastanza curioso, appare come una forzatura giornalistica e non aggiunge nulla alla vicenda, oltretutto considerata senza batter ciglio un suicidio fin dalle prime battute. Noi sappiamo che questi numeri, se letti sotto un'altra lente, potrebbero essere un messaggio numerologico, dato che posti accanto formano un 13, numero onnipresente (insieme al suo palindromico 31) in tanti casi di omicidi mediatici.
Infine, abbiamo le due famose pizze tanto enfatizzate dai media.
La pizza in sé non ha ovviamente alcuna simbologia, ma il fatto che fosse "margherita", si. Intanto, c'è l'ennesimo particolare floreale e vegetale, come la Robinia, la Rosa, la viola (colore della bicicletta). Ma la cosa simbolica più rilevante è il significato esoterico legato ai suoi colori originali. I colori alchemici sono il Rosso (Pomodoro), il Bianco (Mozzarella), il Verde (Basilico) richiamano le fasi dell'opera alchemica, rappresentando una trasmutazione che porta alla creazione di un equilibrio perfetto.
Il fatto che fossero due pizze, richiama un significato esoterico di un elemento simbolico ripetuto due volte, rappresentando l'incontro, la tensione o l'equilibrio tra opposti complementari. Nel simbolismo Templare ci sono esempi storici che includono l'uso di fiori a sei petali (o rosette) disposti in coppia (orario/antiorario) ai lati di simboli sacri, indicando l'equilibrio delle energie opposte o la rotazione cosmica.
La ripetizione raddoppia l'energia del simbolo originale, agendo spesso come una chiave di volta per la conciliazione degli opposti.






martedì 27 gennaio 2026

ICE ICE BABY?


GENESI DEL MALE 
15 anni fa parlavo di spostamento dell'asse politico culturale in chiave autoritaria e reazionaria. Questo processo storico riguardava tutto lo spettro politico, nessuno escluso. 
A partire dalle politiche neoliberiste dei governi di centrosinistra, che hanno coronato la loro mission con la gestione nefasta della pandemia e degli obblighi vaccinali, fino all'arrivo delle nuove destre, diversamente declinate, un po' in tutto l'occidente. In Italia simbolicamente avvenuto con la benedizione di Draghi. Galeotta fu la campanella donata alla Meloni.    Negli ultimi tempi assistiamo ignari e passivi a questo passaggio di consegne che rappresenta l'altra faccia della medaglia delle agende programmate dalla sovragestione capitalista e apolide. Una staffetta dell'orrore tra "sbirro buono e sbirro cattivo", entrambi utili cluster di questa sovrastruttura pervasiva e onnisciente. 
Questo passaggio gestionale voluto dai piani alti non è mai reale espressione popolare elettorale, lo è solo su di un piano illusorio, su di un livello più basico, come manifesto propagandistico dello status quo, come un culto post-religioso al quale inchinarsi. 
In realtà, questo schema rappresenta un aggiornamento sistemico che necessita di differenziarsi nei suoi compiti, sdoppiandosi in fazioni politiche apparentemente belligeranti, però, portando avanti lo stesso programma generale neoliberista. 
Il vero nuovo ordine mondiale riguarda l'omologazione collettiva, mentre la morte delle ideologie ha contribuito a partorire questo micidiale mostro Giano bifronte. 
Oggi, sono le destre occidentali a dover gestire il giardino di casa del Re attraverso un'imponente repressione militare, è giunto il loro momento deciso dall'oracolo tecnocratico per la sopravvivenza del sistema capitalista. 
In questo schema si afferma il nuovo paradigma reazionario, attraverso il noto trinomio "Problema, Reazione, Soluzione". Si crea artificialmente un problema, o comunque lo si caldeggia, eteropilotandolo dall'alto, si attende una reazione emotiva popolare, si offre o si impone una soluzione, facendola accettare come minore dei mali o, addirittura, come prassi salvifica. In questo contesto, si agisce sulla psicologia di massa, andando a creare o ristabilire i ruoli sociali in campo, attraverso varie forme di strategia della tensione, attraverso la paura, il ricatto, alimentando la guerra tra poveri, evitando scientemente che si sviluppi consapevolezza e che i bersagli del potere siano spostati, esorcizzando qualsiasi conflitto di classe. Questo processo accade a prescindere da chi eserciti la governance.

IL SALTO DI QUALITA' 
Oggi si è fatto un notevole salto di qualità. Prendiamo ad esempio l'agenzia federale ICE, oggi tornata tristemente alle cronache. L'ICE nasce nel 2003 sotto il Governo Bush, come falsa risposta agli attentati dell' 11/9 che, ricordiamo, furono stragi di Stato e non attentati terroristici islamici. Fu creata lungo la scia della svolta autoritaria statunitense dei famigerati Patriot Act, con la scusa di proteggere i cittadini. 
Nella sua prima fase si è occupata essenzialmente di lotta ai clandestini e di immigrazione, compiendo abusi di ogni tipo e arresti illegali. 
Durante l'amministrazione Obama, l'ICE fu accusata di diverse decine di omicidi, oltre al più grande rimpatrio di stranieri, circa 2 milioni e mezzo, dei quali il 40% non aveva commesso alcun reato. 
Nel primo mandato Trump vennero portate avanti queste politiche scellerate, accelerando le espulsioni, separando i minori dalle loro famiglie di origine, facendoli adottare con la forza, senza dare alcuna notizia ai genitori. Si fece un passo ulteriore, allargando gli orizzonti distopici di un futuro già delineato. Con Biden si proseguì esattamente sulla stessa strada, fino alla nuova rielezione di Trump. Entrambe le fazioni partitiche osservano pedissequamente lo stesso cerchio magico di regole, dividendosi sul come realizzarle.      Con il 2° mandato Trump si è fatto il grande salto. 
L'ICE viene utilizzata anche per reprimere i dissidenti politici, agendo dal basso, quartiere dopo quartiere, rastrellando tutti coloro che semplicemente osano criticare il potere costituito, andando a colpire manifestanti, studenti, giornalisti, blogger, semplici cittadini che testimoniano le fascisterie in atto. Con la scusa della guerra all'immigrazione clandestina, che invece continua come prima (anche perché non si possono completamente bloccare le frontiere via terra, sfavorendo il narcotraffico locale e sottrarre un esercito di schiavi utili alla produzione), queste agenzie miliziane sono diventate un esercito privato contro i cittadini. Come esempio dispotico da dare in pasto alla pletora MAGA in astinenza da rogo, agendo sul loro bias cognitivo. Il nuovo corso politico trumpiano si afferma manifestandosi con tutta la sua brutalità, attraverso la sua impunità, creando terrore, agendo sia militarmente che simbolicamente, come memento mori, come rieducazione sociale. Questo processo storico ricorda le "Leggi Razziali" del nostro ventennio in salsa futuristica.

DISTOPIA PORTAMI VIA 
Attraverso l'ICE e agenzie similari, si stanno creando le premesse per far accettare la nuova svolta autoritaria, per distruggere definitivamente quel poco di democrazia e libertà ancora vigenti. Un chiaro passaggio epocale verso un regime, saltando addirittura la fase intermedia delle democrature, oramai ampiamente superate perché i tempi sono maturi. 
Non solo, oltre ad affermare la costituzione del nuovo oracolo, questo modello punta al caos totale, andando a creare le premesse di una guerra civile, come la filmografia fantapolitica ci aveva già curiosamente ammonito. Sembra di assistere alla saga "The Purge", oppure a "Civil War", ma già "Arancia Meccanica" del grande maestro Kubrick ci mostrava come i Drughi, sapientemente rieducati, passavano dall'essere criminali di strada a diligente psico-polizia. Si, perché tra gli agenti reclutati nell' ICE c'è un po' di tutto. Ex mercenari, persone con diversi reati da scontare, estremisti di destra, agenti del KKK, mafiosi fuoriusciti, delinquenti pronti a sfogare le proprie pulsioni sui più deboli, oltre a reparti speciali che coordinano dall'alto i più facinorosi, utilizzandoli per creare il casus belli.

GRAN BEL DECRETO
Il decreto di bilancio del 2025, battezzato da Trump Big Beautiful Bill ("Gran bel decreto"), ha reso l'ICE la singola agenzia federale più finanziata della storia americana, più dell'FBI.
L'amministrazione Trump ha interrotto i servizi per l'app CBP One (un'app che consentiva ai migranti senza documenti di prendere legalmente appuntamento con i funzionari statali e iniziare il percorso di richiesta di asilo). Contemporaneamente, ha alzato la cifra che i richiedenti asilo devono pagare per fare richiesta di soggiorno, fino a 1000 dollari.
Inoltre, il governo ha dato all'ICE il potere di espellere gli immigrati che erano già arrivati legalmente. In questo contesto, vengono riesaminate nuovamente le carte verdi di residenti permanenti negli Stati Uniti, con particolare riguardo alle persone provenienti da alcuni paesi specifici, come la Somalia e Cuba, non a caso, paesi non allineati alla globalizzazione.
Infine, Trump ha fatto ricorso all'Alien Enemies Act, una legge del 1798, per espellere dei sospetti immigrati illegali anche senza "giusto processo" (due process).
Questo va contro il principio dell' habeas corpus, un principio della common law che impone che un detenuto venga portato al cospetto di un giudice o un tribunale per verificare le sue condizioni e formalizzare eventuali accuse. Se ciò non avviene, significa che siamo in presenza di un regime che non teme più di celarsi dietro maschere obsolete.
L'amministrazione Trump ha dichiaratamente preso di mira le città santuario, con numerose operazioni speciali di prelevamento coatto di persone che hanno un accento straniero o la pelle olivastra.
In particolare, la sola città di Minneapolis ha visto arrivare tanti agenti ICE quanto l'intero Stato dell'Arkansas. Minneapolis, come l'intero Stato del Minnesota, è un territorio atipico rispetto agli Stati Uniti: il 77% delle persone dichiara di essere di razza bianca, con una percentuale di immigrati irregolari che non raggiunge la metà di quella della California o del Texas. Però è l'unico Stato che ha votato il Partito Democratico ininterrottamente dagli anni settanta. Quindi, si evince chiaramente che l'immigrazione sia solo una scusa politica per accendere la miccia e soffiare sul fuoco di una potenziale guerra civile.

ESECUZIONI PUBBLICHE COME ESEMPIO
Nel 2026 si assiste a un aumento repentino della tensione: l'ICE, che fino alla fine del 2025 aveva preso di mira esclusivamente persone sospette di essere immigrate irregolari, inizia a uccidere cittadini americani. Questo dimostra che è venuta meno la divisione razziale, in quanto gli agenti prendono di mira sempre più spesso persone bianche.
A Minneapolis il 7 gennaio 2026, durante un blocco stradale un agente ICE ha ucciso Renee Nicole Macklin Good, cittadina statunitense bianca. Dopo averle sparato in testa, gli agenti hanno impedito a un medico presente di intervenire.
Il 24 gennaio 2026, sempre a Minneapolis, durante una manifestazione di protesta gli agenti dell'ICE hanno ucciso un altro cittadino americano bianco: Alex Jeffrey Pretti, infermiere che curava i veterani, di 37 anni. Numerosi testimoni che hanno filmato l'esecuzione pubblica, mostrano i fatti per come sono andati realmente. Dopo questo omicidio di Stato, l'amministrazione Trump ha avuto il coraggio di rivendicare il crimine, dicendo che l'infermiere era addirittura un terrorista, incoraggiando le milizie armate a proseguire con la repressione a tappeto, celebrandola a reti unificate, con la volontà dichiarata di farla accettare come modus operandi, creando fazioni contrapposte per alimentare il caos e poi nuovamente legittimare diktat liberticidi e torsioni autoritarie.

FASCISMO IN PUNTA DI PIEDI cit. David Icke
Tutto questo orrore purtroppo non finisce qui, questa strategia della tensione sarà l'apripista a nuove involuzioni sistemiche, sarà l'esempio da adottare per tutto l'occidente. Infatti, si parla di probabile presenza dell'ICE alle prossime olimpiadi invernali in Italia, così per abituare le persone alla nuova normalità. Come diceva il buon vecchio David Icke, "fascismo in punta di piedi", un passo alla volta, mattone dopo mattone, fino a quando senza accorgertene, ti ritrovi dentro una prigione. Un tempio che hai contribuito ad edificare con la tua paura, con la tua ignavia, accettando il tuo ruolo sociale da schiavo che qualcuno ha scelto per te.
ICE ICE baby?

  
                        


venerdì 23 gennaio 2026

IL POTERE SENZA VOLTO di Pier Paolo Pasolini



Questo articolo, scritto da Pier Paolo Pasolini per il Corriere della Sera il 24 giugno 1974, fa parte dei famosi scritti corsari. E come gli altri, la lucida analisi che viene condotta e, soprattutto, la sua attualità, meritano oggi di essere ripubblicate e fatte conoscere a chi, magari, di Pasolini ha sentito semplicemente parlare di sfuggita. O magari ha anche letto altre opere, visto i film, ma non ha letto questi Scritti, opera fondamentale per chi volesse veramente occuparsi di Politica (quella con la P maiuscola). C’è infatti più roba da sapere in questa raccolta di scritti, apparsi sul Corriere tra il ’73 e il ’75, che in un manuale di scienza politica dell’università.

«Che cos’è la cultura di una nazione? Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc.: cioè che essa sia la cultura dell’intelligencija. Invece non è così. 
E non è neanche la cultura della classe dominante, che, appunto, attraverso la lotta di classe, cerca di imporla almeno formalmente. Non è infine neanche la cultura della classe dominata, cioè la cultura popolare degli operai e dei contadini. 
La cultura di una nazione è l’insieme di tutte queste culture di classe: è la media di esse. E sarebbe dunque astratta se non fosse riconoscibile – o, per dir meglio, visibile – nel vissuto e nell’esistenziale, e se non avesse di conseguenza una dimensione pratica. 
Per molti secoli, in Italia, queste culture sono stato distinguibili anche se storicamente unificate. Oggi – quasi di colpo, in una specie di Avvento – distinzione e unificazione storica hanno ceduto il posto a una omologazione che realizza quasi miracolosamente il sogno interclassista del vecchio Potere. 
A cosa è dovuta tale omologazione? Evidentemente a un nuovo Potere.
Scrivo “Potere” con la P maiuscola – cosa che Maurizio Ferrara accusa di irrazionalismo, su «l’Unità» (12-6-1974) – solo perché sinceramente non so in cosa consista questo nuovo Potere e chi lo rappresenti. So semplicemente che c’è. Non lo riconosco più né nel Vaticano, né nei Potenti democristiani, né nelle Forze Armate. Non lo riconosco più neanche nella grande industria, perché essa non è più costituita da un certo numero limitato di grandi industriali: a me, almeno, essa appare piuttosto come un tutto (industrializzazione totale), e, per di più, come tutto non italiano (transnazionale).

Conosco, anche perché le vedo e le vivo, alcune caratteristiche di questo nuovo Potere ancora senza volto: per esempio il suo rifiuto del vecchio sanfedismo e del vecchio clericalismo, la sua decisione di abbandonare la Chiesa, la sua determinazione (coronata da successo) di trasformare contadini e sottoproletari in piccoli borghesi, e soprattutto la sua smania, per così dire cosmica, di attuare fino in fondo lo “Sviluppo”: produrre e consumare.
L’identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti “moderati”, dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all’edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. 
Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà – se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia – una forma “totale” di fascismo. 
Ma questo Potere ha anche “omologato” culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l’imposizione dell’edonismo e della joie de vivre. La strategia della tensione è una spia, anche se sostanzialmente anacronistica, di tutto questo.

Maurizio Ferrara, nell’articolo citato (come del resto Ferrarotti, in « Paese Sera », 14-6-1974) mi accusa di estetismo. E tende con questo a escludermi, a recludermi. Va bene: la mia può essere l’ottica di un « artista », cioè, come vuole la buona borghesia, di un matto. 
Ma il fatto per esempio che due rappresentanti del vecchio Potere (che servono però ora, in realtà, benché interlocutoriamente, il Potere nuovo) si siano ricattati a vicenda a proposito dei finanziamenti ai Partiti e del caso Montesi, può essere anche una buona ragione per fare impazzire: cioè screditare talmente una classe dirigente e una società davanti agli occhi di un uomo, da fargli perdere il senso dell’opportunità e dei limiti, gettandolo in un vero e proprio stato di «anomia». Va detto inoltre che l’ottica dei pazzi è da prendersi in seria considerazione: a meno che non si voglia essere progrediti in tutto fuorché sul problema dei pazzi, limitandosi comodamente a rimuoverli.
Ci sono certi pazzi che guardano le facce della gente e il suo comportamento. 
Ma non perché epigoni del positivismo lombrosiano (come rozzamente insinua Ferrara), ma perché conoscono la semiologia. Sanno che la cultura produce dei codici; che i codici producono il comportamento; che il comportamento è un linguaggio; e che in un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza.
Per tornare così all’inizio del nostro discorso, mi sembra che ci siano delle buone ragioni per sostenere che la cultura di una nazione (nella fattispecie l’Italia) è oggi espressa soprattutto attraverso il linguaggio del comportamento, o linguaggio fisico, più un certo quantitativo – completamente convenzionalizzato e estremamente povero – di linguaggio verbale.

È a un tale livello di comunicazione linguistica che si manifestano: a) la mutazione antropologica degli italiani; b) la loro completa omologazione a un unico modello.
Dunque: decidere di farsi crescere i capelli fin sulle spalle, oppure tagliarsi i capelli e farsi crescere i baffi (in una citazione protonovecentesca); decidere di mettersi una benda in testa oppure di calcarsi una scopoletta sugli occhi; decidere se sognare una Ferrari o una Porsche; seguire attentamente i programmi televisivi; conoscere i titoli di qualche best-seller; vestirsi con pantaloni e magliette prepotentemente alla moda; avere rapporti ossessivi con ragazze tenute accanto esornativamente, ma, nel tempo stesso, con la pretesa che siano «libere» ecc. ecc. ecc.: tutti questi sono atti culturali.
Ora, tutti gli Italiani giovani compiono questi identici atti, hanno questo stesso linguaggio fisico, sono interscambiabili; cosa vecchia come il mondo, se limitata a una classe sociale, a una categoria: ma il fatto è che questi atti culturali e questo linguaggio somatico sono interclassisti. In una piazza piena di giovani, nessuno potrà più distinguere, dal suo corpo, un operaio da uno studente, un fascista da un antifascista; cosa che era ancora possibile nel 1968.

I problemi di un intellettuale appartenente all’intelligencija sono diversi da quelli di un partito e di un uomo politico, anche se magari l’ideologia è la stessa. Vorrei che i miei attuali contraddittori di sinistra comprendessero che io sono in grado di rendermi conto che, nel caso che lo Sviluppo subisse un arresto e si avesse una recessione, se i Partiti di Sinistra non appoggiassero il Potere vigente, l’Italia semplicemente si sfascerebbe; se invece lo Sviluppo continuasse così com’è cominciato, sarebbe indubbiamente realistico il cosiddetto «compromesso storico», unico modo per cercare di correggere quello Sviluppo, nel senso indicato da Berlinguer nel suo rapporto al CC del partito comunista (cfr. «l’Unità », 4-6-1974). Tuttavia, come a Maurizio Ferrara non competono le «facce», a me non compete questa manovra di pratica politica. Anzi, io ho, se mai, il dovere di esercitare su essa la mia critica, donchisciottescamente e magari anche estremisticamente. Quali sono dunque i miei problemi?
Eccone per esempio uno. Nell’articolo che ha suscitato questa polemica («Corriere della sera», 10-6-1974) dicevo che i responsabili reali delle stragi di Milano e di Brescia sono il governo e la polizia italiana: perché se governo e polizia avessero voluto, tali stragi non ci sarebbero state. È un luogo comune. Ebbene, a questo punto mi farò definitivamente ridere dietro dicendo che responsabili di queste stragi siamo anche noi progressisti, antifascisti, uomini di sinistra. Infatti in tutti questi anni non abbiamo fatto nulla:
1) perché parlare di « Strage di Stato » non divenisse un luogo comune, e tutto si fermasse lì;
2) (e più grave) non abbiamo fatto nulla perché i fascisti non ci fossero. Li abbiamo solo condannati gratificando la nostra coscienza con la nostra indignazione; e più forte e petulante era l’indignazione più tranquilla era la coscienza.

In realtà ci siamo comportati coi fascisti (parlo soprattutto di quelli giovani) razzisticamente: abbiamo cioè frettolosamente e spietatamente voluto credere che essi fossero predestinati razzisticamente a essere fascisti, e di fronte a questa decisione del loro destino non ci fosse niente da fare. E non nascondiamocelo: tutti sapevamo, nella nostra vera coscienza, che quando uno di quei giovani decideva di essere fascista, ciò era puramente casuale, non era che un gesto, immotivato e irrazionale: sarebbe bastata forse una sola parola perché ciò non accadesse. Ma nessuno di noi ha mai parlato con loro o a loro. Li abbiamo subito accettati come rappresentanti inevitabili del Male. E magari erano degli adolescenti e delle adolescenti diciottenni, che non sapevano nulla di nulla, e si sono gettati a capofitto nell’orrenda avventura per semplice disperazione.
Ma non potevamo distinguerli dagli altri (non dico dagli altri estremisti: ma da tutti gli altri). È questa la nostra spaventosa giustificazione.
Padre Zosima (letteratura per letteratura!) ha subito saputo distinguere, tra tutti quelli che si erano ammassati nella sua cella, Dmitrj Karamazov, il parricida. Allora si è alzato dalla sua seggioletta ed è andato a prosternarsi davanti a lui. E l’ha fatto (come avrebbe detto più tardi al Karamazov più giovane) perché Dmitrj era destinato a fare la cosa più orribile e a sopportare il più disumano dolore.
Pensate (se ne avete la forza) a quel ragazzo o a quei ragazzi che sono andati a mettere le bombe nella piazza dì Brescia. Non c’era da alzarsi e da andare a prosternarsi davanti a loro? Ma erano giovani con capelli lunghi, oppure con baffetti tipo primo Novecento, avevano in testa bende oppure scopolette calate sugli occhi, erano pallidi e presuntuosi, il loro problema era vestirsi alla moda tutti allo stesso modo, avere Porsche o Ferrari, oppure motociclette da guidare come piccoli idioti arcangeli con dietro le ragazze ornamentali, si, ma moderne, e a favore del divorzio, della liberazione della donna, e in generale dello sviluppo… 
Erano insomma giovani come tutti gli altri: niente li distingueva in alcun modo. 
Anche se avessimo voluto non avremmo potuto andare a prosternarci davanti a loro. Perché il vecchio fascismo, sia pure attraverso la degenerazione retorica, distingueva: mentre il nuovo fascismo – che è tutt’altra cosa – non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico.
Il suo fine è la riorganizzazione e I’omologazione brutalmente totalitaria del mondo.

https://www.qualcosadisinistra.it/2011/03/04/il-potere-senza-volto/

sabato 3 gennaio 2026

SACRANT ANNOM



Anagramma: 
CRANS MONTANA = SACRANT ANN(O)M (lat.) = ESSI CONSACRANO L'ANNO
Suggestioni anagrammatiche: l'accusativo di Annus - Annum, si può trovare in trascrizioni epigrafiche antiche come "annom", e ciò non rappresenta un errore o una forzatura. Vale un po' come il "seclorum" di origine medievalista iscritto nel sigillo del dollaro, e non il più corretto e diffuso seculorum. Quindi ha una valenza simbolica ed egregorica, essendo peculiare e più specifica come espressione.
Le mie sono solo piccole suggestioni, però è curioso come l'anagramma del nome del paese, oltretutto, sotto la diocesi di Sion, dia questo risultato che è inerente sia al Capodanno, sia ad una consacrazione controiniziatica nel fuoco e del fuoco.
A mio modesto avviso, senza aver la pretesa di alcuna verità e nel massimo rispetto delle vittime e dei loro familiari, la strage di Crans Montana non è stato uno stupido incidente, ma un rituale di sangue per celebrare il nuovo che avanza, ovvero il NWO aggiornato. Si celebra il nuovo risiko geopolitico e l'inizio della fine delle democrazie, per come eravamo abituati a conoscerle, almeno per quello che concerne gli aspetti positivi dei diritti sociali e delle garanzie costituzionali, accelerando l'implementazione autoritaria di stampo sionista e non tanto "gnostica" come scrive Cionci.
Su una cosa concordo con lui, sul fatto che è un rito del fuoco legato al solstizio d'inverno, che però non c'entra nulla con lo gnosticismo, semmai con i culti pagani ancestrali, precedenti allo gnosticismo, che in realtà, nella sua reale espressione rappresenta il cristianesimo originario del Cristo, quindi tutta altra cosa. Paradossalmente, è proprio il potere temporale vaticano, il distretto erede diretto del Sacro Romano Impero, quindi dei miti pagani nella loro accezione più oscura.
Culti ancestrali ai quali si rifanno le "Confraternite magiche" che manovrano dall'alto, meglio dire dal basso, la/le sovragestioni, dalle quali poi dipendono potentati economici, apparati militari, multinazionali del farmaco, del petrolio, delle armi, fino alla politichetta dei vari portinai. L'informazione è l'ultimo baluardo, ovvero, il megafono dell'oracolo, i servi dei servi.
La Festa degli innocenti del 28 dicembre è un giorno legato alla memoria dei bambini uccisi da Erode, questo periodo era legato a culti solari e alla rinascita della luce, con riti di purificazione (come il fuoco) e di liberazione dal passato per fare spazio al nuovo. Erode rappresenta il regnante giudeo che sacrificò gli innocenti e che oggi simbolicamente rivive, rappresentato dal potere odierno sionista, erede dell'oracolo antico e simbolo dell'annichilimento del più debole rispetto al più forte.
"Le Constellation" è il nome del locale della strage. Le costellazioni rappresentano simbolicamente figure mitologiche, animali, eroi o oggetti che le antiche civiltà associavano a gruppi di stelle per raccontare storie, tramandare culture e orientarsi. Simboli come il Drago (eternità), la Vergine (giustizia), o il Cigno (miti di Zeus) incarnano concetti e leggende, riflettendo il patrimonio culturale di ogni popolo.
E appunto l'orientarsi, pare sia il codice da veicolare. Lo start per avviare nuovi passaggi strutturali futuri, attraverso il mito stellare. Gennaio è spesso considerato il mese di Marte, Ares Dio della guerra per gli antichi romani, specialmente quando si verificano eventi astronomici come l'opposizione.
Il 2026 si apre con Marte in Capricorno, una posizione di grande forza e controllo.
In questo segno Marte non spreca energia: agisce con metodo, disciplina e visione a lungo termine. L’impulso diventa strategia, il desiderio si trasforma in ambizione concreta. Favorisce scelte pragmatiche, decisioni professionali e obiettivi chiari.
L'astrologia è da sempre legata alle scelte dei potenti ed in effetti, le ultime piraterie di Trump sul Venezuela sono state scelte chirurgiche e ben studiate.
Interessante la notizia della sinagoga sita nei pressi del locale andato a fuoco.
Secondo quanto riportato dal "Times of Israel", nelle ore successive alla tragedia è partito verso la Svizzera anche un team di emergenza israeliano. Accanto alle strutture statali, si stanno mobilitando organizzazioni specializzate come ZAKA, note a livello internazionale per le operazioni di recupero, supporto post-emergenza e assistenza alle famiglie delle vittime in contesti di disastri di massa.
Nel quadro già drammatico dell’accaduto, emerge inoltre un elemento di particolare rilevanza per il mondo ebraico: una sinagoga di Crans-Montana è stata raggiunta dalle fiamme, riportando gravi danni strutturali. L’edificio di culto si trova in Rue 33, nelle immediate vicinanze dell’area interessata dal rogo, ed è stato coinvolto dalla propagazione dell’incendio e dalle altissime temperature.
Il locale si trova in Rue 35, e anche qui ci sono delle assonanze con il capitolo 35 della Bibbia. Il numero 35 nel libro dei Numeri, capitolo 35, che tratta specificamente delle città dei Leviti e delle città di rifugio, stabilendo le regole per gli omicidi involontari e l'espiazione, i dettagli sulle leggi del santuario e sulla purificazione del paese dal sangue versato. Si sottolinea che il sangue contamina la terra e non si può fare espiazione se non con il sangue di chi l'ha versato, vietando riscatti per gli omicidi.

Ci sono diversi elementi che fanno pensare non sia stato frutto del caso, o per colpa delle fontanelle fiammeggianti di capodanno. Difficile pensare non ci fossero estintori, presenti oramai ovunque. Difficile pensare che una porta di sicurezza, situata dietro al bar, fosse rimasta chiusa ermeticamente, non si capisce per quale motivo. Difficile non considerare le due forti esplosioni, praticamente dimenticate dai media e dagli inquirenti.
Come è difficile pensare, come afferma la stessa procuratrice del caso che, se installata correttamente, la schiuma acustica sul soffitto dovrebbe essere conforme e ignifuga, non è una questione di costi.
Curioso, infine, cosa riportava la prima immagine del rogo dei due ragazzi mascherati.
Lei con l'elmetto dei Daft Punk, che rappresenta un'identità robotica e futuristica, ma anche militare, lui con la fantomatica maschera di Guy Fawkes, nella stilizzazione del film "V per Vendetta", noto cospiratore del XVII secolo, ricordato per il tentativo di far esplodere il Parlamento inglese.