martedì 12 ottobre 2021

FASCINAZIONE E CONVERGENZE PARALLELE



Nell'articolo precedente, scritto prima delle vicende di Roma e dell'assalto squadrista alla sede della CGIL, avevo evidenziato come un certo antifascismo di facciata fosse strumentale al mantenimento dello status quo. I tempi erano maturi per creare il casus belli che giustificasse una certa narrazione che portava acqua ai mulini della nostra governance.
Quale miglior occasione poteva essere offerta alla propaganda padronale?
In un colpo solo, grazie alla nefasta e criminale azione fascista, sono stati serviti diversi piatti al potere costituito.
I piatti di questa cena luculliana sono la legittimazione emozionale e l'accettazione definitiva dell'introduzione del GP, sono la definitiva consacrazione dell'uomo della provvidenza, che viene ricevuto con tutti gli onori da quella che in origine nasce come una sua naturale controparte, ed oggi muore nell'abbraccio mortale della sua liturgia.
Non solo, il piatto più succulento è rappresentato dalla possibilità di limitare, di comprimere il dissenso e, magari, in futuro vietare le manifestazioni più critiche, più antagoniste, più scomode. 
Ciò avverrà puntualmente quando si alzerà lo scontro sociale in vista di licenziamenti di massa, di nuovi tagli alle pensioni, di privatizzazioni, di restrizioni dello Stato Sociale, e riguardo a diverse criticità, come in passato è successo per il movimento NO TAV, NO TAP, a vantaggio di più edulcorate ed innocue rappresentanze della triade sindacale, oramai appiattita completamente su posizioni ufficiali, sempre più lontana da chi dovrebbe rappresentare.
Con questo grave precedente, il nostro Governo, avanguardia del cosiddetto cambiamento epocale, sarà legittimato a censurare tutto ciò che possa rappresentare ostacolo alla sua agenda, di cui il GP rappresenta solo il primo passo di una più ampia certificazione digitale, di un controllo sistematico e capillare, di un ricatto sociale riguardo ai lavoratori, e riguardo ad ogni opposizione si presenti sul suo cammino. 
Chi uscirà dal perimetro democratico, deciso aprioristicamente, non potrà più esprimere dissenso ed organizzare proteste, a patto che non siano troppo disturbanti.

Da oggi l'equazione vincente e comunemente accettata è diventata NV/NGP = neofascismo, e le vicende di Roma lo hanno certificato.
In realtà, a Roma c'erano diverse forme di manifestazioni, con diverse organizzazioni, di diverso orientamento, in maggioranza pacifiche, per quanto incazzate, TUTTE confluite nello stesso contenitore, sicuramente sgangherato, confusivo e manipolabile. 
Questo contenitore è stato abilmente canalizzato da un centinaio o poco più di estremisti destra, che hanno avuto chiari appoggi da "qualcuno", e questo ha permesso a diversi pregiudicati di poter parlare da un palco, avendo volutamente tutti i riflettori accesi. 
In questo senso possiamo parlare di infiltrati. Infiltrati che da mesi si mescolano con la forza e con metodi squadristi, minacciando le piazze, ricattando con la violenza chi fa comizi per le strade, contro i manifestanti più ingenui e disorganizzati, talvolta presentandosi come novelli Masaniello, fino a schierarsi militarmente in testa ai cortei, forti della loro aggressività e delle loro protezioni, per canalizzare il dissenso.
Questi estremisti conoscono bene le dinamiche urbane, sanno come muoversi e sono in grado di creare caos e disordini per tutta Roma. A loro non interessavano le ragioni del corteo, il loro obiettivo era l'assalto alla sede sindacale, questo avrebbe smontato definitivamente ogni protesta e mandato in vacca qualsisi conflitto democratico.


C'è da chiedersi, semmai, come pochi fascisti abbiano avuto il campo libero per poter assaltare la sede della CGIL, facendo "indirettamente" un enorme favore al Governo, gettando discredito sulla piazza in quanto tale. I tam tam dei social erano molteplici e variegati, la festa non è stata organizzata da nessuno ed un po' da tutti, questo è stato il grande limite ed il limite di certe manifestazioni senza servizio d'ordine, facili prede dell'azione di metodici criminali che nulla hanno da perdere.
Aggiungo che, l'assalto alla sede sindacale, era ufficialmente pubblicizzato sui social ed i Servizi erano ben informati. Perché non sono stati fermati prima che distruggessero tutto quanto, andando a colpire un presidio simbolicamente importante come il sindacato?
Perché allora tanti benpensati non si chiedono come mai nessuno sia intervenuto a proteggere la sede sindacale assediata da FN, a parte 3 poliziotti lasciati in balia dei picchiatori? 
Incredibile registrare come quasi tutti si perdano in un bicchier d'acqua, guardando sempre il dito e mai la luna. Capisco sia più difficile e sia più accomodante la riduzione ad Hitlerum del conflitto sociale, capisco come il conformismo vigente abbia la meglio, però le dinamiche di piazza, delle quali dovremmo aver memoria storica, ci avrebbero dovuto insegnare come funzionano certe convergenze parallele.

Cui prodest questo caos? Non giova certo alla Lega ne a FDI, che avranno mille colpe e connivenze non risolte e spesso irrisolvibili, ma è chiaro il messaggio nei loro confronti.
Non giova di certo alle piazze, che saranno, da oggi in avanti, nell'occhio del ciclone e che lotteranno tra loro per un posto al sole, le une strappando bandiere NV, le altre forzando la mano verso obiettivi da strumentalizzare politicamente.
Non giova nemmeno all'estrema destra, che rischia di essere cancellata politicamente.
Soprattutto, non gioverà nemmeno agli antagonisti di estrema sinistra e ai centri sociali, perché un eventuale scioglimento di formazioni neofasciste, potrebbe ripercuotersi anche a loro come prossimi bersagli.
A chi giova e gioverà, invece, questo meccanismo ad orologeria?
Sicuramente non alla democrazia, ma paradossalmente a chi oggi la gestisce abilmente strumentalizzando tutto a suo favore, perché il banco non perde mai, e quando perde, rilancia ed incassa.
Non solo, forzando la mano, non si farà che radicalizzare il dissenso, tornando a spostarlo verso l'estrema destra, creando i presupposti del lupo solitario, andando a plasmare in certi ambienti popolari e disagiati una certa fascinazione per alcuni personaggi borderline.
Da una censura ai cattivi maestri, vedrete che sorgeranno come funghi i martiri ed i santini, un po' come succede in certi ambienti anche con la mafia, vista e percepita erroneamente come l'ultimo baluardo contro lo Stato centrale. In fondo loro sanno difendersi, sanno attaccare, sono forti e cazzuti, non come certi sindacati, facili vittime di assalti vigliacchi che non sono stati capaci manco difendere i lavoratori e le loro sedi. Anche il sindacato verrà subliminalmente percepito come debole ed impaurito, quindi perdente. 
Il mercato cinicamente offrirà queste suggestioni.
Un colpo da sublimi maestri realizzare queste convergenze parallele. 
Tutti per uno, Draghi per tutti!








sabato 9 ottobre 2021

FANPAGE: SARDINE VIRTUALI DELL' ANTIFASCISMO SCURZONE



Non sopporto più questo antifascismo di facciata, fatto dai padroni attraverso vari epigoni collaborazionisti, attraverso tutti i media in coro, contro le derive di estrema destra, da sempre interne alla Lega e a FDI.
Lor signori scoprono l'acqua calda e pretendono di redimere Salvini e la Meloni costringendoli ad abiurare il loro DNA, la loro gente, pena l'impossibilità in un futuro prossimo, di governare una nazione intimamente conservatrice, facendo indirettamente pubblicità a certi oscuri personaggi, rendendoli martiri ad un certo popolo dei social.
Trovo molto violenta questa volontà di storpiare la natura delle persone per presunti fini nobili.
Sarebbe bello, invece, che FANPAGE ed altri organi padronali facessero una seria inchiesta storica sul colpo di Stato in Ucraina che ha prodotto la tragica strage di Odessa, dove furono carbonizzati e massacrati uomini, donne e bambini, e dove furono violentate, uccise donne, uomini, bambini in tutto il paese.
Questo orrore fu prodotto sotto l'egida della NATO, dopo la visita del democratico progressista Biden che, in accordo con le frange estreme di destra, con la malavita e con la polizia segreta, diede il suo benestare.
Questo orrore fu appoggiato in Italia dal PD, che diede la colpa ai russi, salvo chiudersi in un vergognoso imbarazzo, dopo l'accaduto. Vicenda che passò nel dimenticatoio e fu rimossa vergognosamente dall'informazione, tutta.
In quell'occasione i neonazisti ucraini e tanti mercenari di estrema destra italiani e di ogni latitudine, strinsero accordi con diversi centrosinistra occidentali, compreso il nostro, tra i quali uomini e donne che oggi appartengono a partiti che reggono il nostro governo, tutti dichiaratamente antifascisti.
Ecco, fatela un'inchiesta seria su chi appoggiò la più grande strage nazista in occidente del dopoguerra, non fatela sempre e solo sui soliti ultras romani o milanesi con braccia tese, per ovvie logiche ragioni, legate più a posizioni di rendita politica, elettorali, che morali e di giustizia sociale.
Fatela questa grande inchiesta sui rapporti infami e vergognosi che la nostra sinistra europea, quella buona, quella che canta BELLA CIAO insieme a Confindustria, quelli del mantra "CELOCHIEDEL'EUROPA", quella che firma privatizzazioni e distruzione dello Stato Sociale, ha realizzato appoggiando quello scempio hitleriano.
Sopporto sempre meno questo antifascismo da operetta pagato dai padroni del vapore che poi gestiscono dall'alto i colpi di Stato in giro per il mondo, e mi fanno veramente vomitare coloro che, da sinistra, non comprendono questi giochi di potere, limitandosi ad azzuffarsi come cani e gatti, cadendo nella tana del bianconiglio, mentre sopra gongolano, diventando parte dello stesso schema di potere, consapevoli o meno.
Se qualcuno studiasse seriamente queste oscure vicende, scoprirebbe che, in tempi moderni, le peggiori stragi fasciste sono state realizzate con l'appoggio di giornali come L'UNITA'.
Sembra paradossale vero? Invece, è realtà!
Altro che camerati scurzoni da inchiesta da bar, per carità, deprecabili ed osceni, ma il giornale del fu PCI, appoggiò e giustificò questi eccidi in arrampicate di specchi che, solo a pensarci, mi viene un brivido nella schiena, superando e non di poco certi personaggi saliti alla ribalta da inchieste facili ed a orologeria.
Le peggiori fascisterie, in tempi moderni in occidente, spiace ricordarlo, le hanno avallate certe sinistre, sono fatti storici documentati, pagando ed appoggiando le milizie ucraine, la mafia ucraina ed i peggiori sicari sul mercato.
FANPAGE, fatela questa inchiesta seria, non limitatevi a fare le sardine ambulanti e virtuali del potere costituito.
Sono sicuro che NON vi tirerete indietro a fare i nomi di quei politici di centrosinistra e di centrodestra, che fecero i collaborazionisti dei nazisti, vero? Sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti scandalizzati per la Meloni e per un rintronato Salvini.
Fatelo veramente questo salto di qualità... Almeno leggetevi questo articolo che riporta la cronaca dell'epoca con nomi e cognomi.
---
- L’ex-pornogiornale ufficiale del PD, l’Unità, affermò che la strage di Odessa fu opera delle stesse vittime. Alla luce dei legami tra la banda Mogherini/Pittella e Gladio neonazista in Ucraina, appare chiara la ragione politica di tale oscena affermazione.
“L’inglobamento dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica mette a serio repentaglio la sicurezza energetica ed economica dell’UE, che vedrebbe naufragare la possibilità di rafforzare la propria economia tramite l’integrazione di un Paese dalle enormi potenzialità umane, agricole, industriali come l’Ucraina”.

Sul sito dei banderisti in Italia, sotto l’appello a sostenere la raccolta fondi per la Guardia Nazionale (gli squadroni della morte neonazisti ucraini), vi era il programma della Festa dell’’Unità Ucraina’ (ovvero, lo sterminio dei russofoni e degli oppositori ucraini antifascisti ed antigolpisti), il programma della kermesse vedeva l’intervento di Anna Zafesova, giornalista russofoba, dei neonazisti Mauro Voerzio e Fabio Prevedello ed infine di Matteo Cazzulani, “analista, saggista, esperto di politica dell’Europa Centro-Orientale e di questioni energetiche, delegato del PD metropolitano milanese per i rapporti con il dissenso ucraino, ha fatto parte della missione a Kyiv del Vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella”; in sostanza aveva partecipato alla pianificazione del golpe atlantista (Gladio) a Kiev, dove gli elementi neonazisti locali stavano ‘mettendo su un esercito parallelo, strutturato non solo a Kiev e non solo per difendere la piazza’, come ci spiega compiaciuta della sua esperienza golpista, la nostra ministra degli Esteri Federica Mogherini (BlogMog).
L’unità più famosa della Guardia nazionale ucraina, il battaglione Azov, per conto del quale il nazista Fontana, intervenuto alla kermesse di Milano dei banderisti del 14 settembre, tra una spiegazione di come traesse godimento spirituale nel bruciare vive le persone nella casa dei sindacati di Odessa o di come rivivesse la gioventù perduta bombardando le case con gente inerme dentro, lanciava un appello lacrimevole in aiuto dei ‘bisognosi’ tirapiedi armati dell’oligarca mafioso Kolomojskij, “C’è urgenza di tutto, dagli anfibi alle mimetiche, ai giubbotti antiproiettile. Ho visto i combattenti del battaglione Kiev. Vanno in trincea con le scarpe da ginnastica” (Fonte: Popoff Quotidiano)
Fontana si vanta di aver partecipato al massacro di Odessa.
Cazzulani, esponente del PD arringa i fascisti di Majdan: “un giovane deputato di uno dei partiti di opposizione, ci spiega con disinvoltura inconsapevole che stanno mettendo su un esercito parallelo, strutturato non solo a Kiev e non solo per difendere la piazza.”

Cos’è il PD? Un partito di nazisti e agenti di Gladio.
Di seguito discorso di Matteo Cazzulani, responsabile per i rapporti del PD metropolitano milanese con il dissenso ucraino, pronunciato durante il dibattito alla prima Festa dell’Unità ucraina assieme alla giornalista Anna Zafesova, al saggista Massimiliano Di Pasquale, al reduce del Maidan Mauro Voerzio e al Presidente dell’Associazione Maidan Fabio Prevedello.
«Essere europei significa non solo battersi affinché nel proprio orticello i principi fondanti dell’Unione Europea siano rispettati, ma anche perché Democrazia, Libertà, Pace e Diritti Umani e Civili siano valori estesi e condivisi anche da popoli europei per storia, cultura e tradizione che, per motivi di ordine geopolitico ed energetico, ancora non appartengono all’UE. 
Ho sempre disprezzato l’atteggiamento della gran parte degli italiani, che per ogni guerra prende le parti di una o dell’altra fazione con la medesima leggerezza con la quale si sceglie quale squadra tifare allo stadio. 
Non ho neppure mai tollerato l’etichetta di “filoucraino” che mi è stata posta da molti giornalisti invidiosi della mia indipendenza e persino da alcuni compagni di Partito gelosi della mia competenza specifica su un’Area geografica, l’Europa Centro-Orientale, di cui in Italia poco si sa e male si parla. Sostengo la causa degli ucraini, che si difendono dall’aggressione militare di Putin, proprio perché non sono “filoucraino”. 
Sono un europeo che, da convinto europeista, è consapevole che la violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina – Paese europeo per storia, cultura e tradizioni – rappresenta una minaccia politica a cui l’Europa non può non dare una risposta risoluta schierandosi a favore del Diritto all’Indipendenza del popolo ucraino. 
Sono dalla parte dell’Ucraina, e contro l’aggressione militare di Putin nel Donbas, anche perché sono “filorusso”: la vittoria della Rivoluzione della Dignità, con cui gli ucraini hanno posto fine all’epoca autoritaria di Yanukovych, ha permesso non solo agli ucraini, ma anche agli stessi russi di sperare in un futuro di libertà e progresso.
L’indipendenza di un’Ucraina libera e pienamente integrata nell’UE e nella NATO è condicio sine qua non per l’evoluzione della Russia dal regime autocratico di Putin a una democrazia liberale che possa finalmente portare i russi a vivere in pace con i suoi vicini e, una volta superata per sempre la sua tradizionale tendenza imperiale – tipica dell’epoca zarista, sovietica e putiniana – a integrarsi appieno nel sistema politico e culturale europeo. Stare dalla parte dell’Ucraina aggredita da Putin, oggi significa sostenere il pieno Diritto alla Libertà, alla Democrazia e alla Pace sia per il popolo ucraino che per quello russo: un Diritto inalienabile che appartiene a tutti, senza distinzione alcuna di etnia, sesso e religione.
Il sostegno all’Ucraina non è una posizione di odio verso la Russia, ma una questione di civiltà che deve vedere tutti noi europei coinvolti affinché l’Ucraina sia in grado di guardare al futuro – chiamato UE e NATO – senza il timore di essere aggredita da un autocrate, Putin, che legge il presente con le lenti del passato sovietico e zarista. 
Inoltre, sostenere gli ucraini significa supportare un processo di democratizzazione che può finalmente portare anche la Russia ad abbracciare gli ideali della Comunità Euroatlantica e a considerare l’Europa e la NATO come un partner leale con cui è possibile, e opportuno, collaborare per un futuro di pace e progresso condiviso».

La democratizzazione ucraina secondo Cazzulani, applicata a un deputato antigolpista.
I capi responsabili del massacro di Odessa, camerati e sodali di Voerzio, Prevedello, Fontana e Cazzulani
Odessa, un passaggio che il nazipiddino Cazzulani ignora, ma con cui i suoi camerati di Euromajdan tengono a mostrarci il concetto di democrazia, civiltà e amore euro-atlantici.
https://www.fianoromano.org/w/?p=22785






giovedì 30 settembre 2021

KARMACOMA VERONA ROMA...

Pietas per Luca Morisi, per il suo karma e per quelli come lui (luca morisi gay)

Sono sincero, umanamente mi dispiace per Luca Morisi. 
Mi dispiace sempre quando qualcuno, chiunque esso sia, viene esposto brutalmente alla gogna mediatica, nei film io tengo sempre per quelli sbagliati. 
I social poi non perdonano, sono diventati e forse lo sono sempre stati, i peggiori bar del pettegolezzo. 
Sicuramente la sua vita è rovinata, e state certi che, per certe persone con problemi ad ammettere le proprie legittime pulsioni sessuali, la cosa peggiore è essere considerati gay, la droga in fondo passa in sordina.
Tutta una vita a combattere i diritti degli omosessuali, tutta una vita a creari mostri mediatici, a sbatterli in prima pagina, a cavalcare il moralismo, campagne contro la droga, gli stranieri cattivi, il Capitano, le scampanellate a presunte famiglie di spacciatori tunisini al Pilastro da mettere all'indice, e poi, in un caldo assolato preferragosto essere scoperti a pippare cocaina e fare orge con modelli rumeni ventenni.
Pensate che contrappasso, stranieri, droghe e gay, tutte le tre cose insieme, in un colpo solo!
Forse, in cuor suo, inconsciamente ha fatto di tutto per farsi beccare, anche perché erano note le sue frequentazioni, il fatto che fosse cocainomane e che amasse i festini particolari. 
Magari, senza volerlo razionalmente, per la prima volta in vita sua, ha fatto in modo di uscire realmente allo scoperto, denundandosi pubblicamente, mostrandosi per quello che è nel profondo, non la BESTIA razzista della macchina del fango salviniana, ma un efebico bambino di quasi 50 anni, laureato con lode in Lettere e Filosofia, che ha interpretato un ruolo sociale, speculandoci cinicamente sopra, che non voleva ammettere a se stesso di essere un "diverso".
Che brutto karma Morisi, chi l'avrebbe mai detto?
È proprio il caso di dire, parafrasando ironicamente i Massive Attack, Karmacoma Verona Roma, perché il filo rosso del contrappasso parte da Verona ed approda a Roma, proprio in Senato.
Prima o poi sarebbe successo, abbiamo una lunga lista di predecessori che sono caduti nello stesso tranello di sesso e droga. Troppo ingenuo, forse anche superbo, ma non così stupido da pensare di non poter essere colpito da uno scandalo del genere.
Parlo di tranello perché è noto che politici e tirapiedi vari, abbiano sempre diversi scheletri nell'armadio.
Li scelgono con queste peculiarità, per essere ricattabili un giorno si e l'altro pure, all'uopo scatta lo scandaletto, spesso con vicessitudini sessuali, di consumo di stupefacenti.
Non è un caso che questo fatto venga fuori adesso e non dopo le elezioni di Ottobre, da sempre la magistratura ed i servizi segreti annessi, operano ad orologeria, perfettamente sincronizzati sugli eventi scandalistici per colpire quel personaggio, quel politico, per mandare messaggi... tac tac, ta tac...
In questo noi italiani siamo precisi, puntuali e molto efficienti.
Il vero bersaglio non è certo Morisi, che alla fine non ha commesso alcun reato, almeno fino a nuove rivelazioni, il vero bersaglio è il Capitano.
"Caro Capitano, compagno di tante bastardate ai danni di malcapitati presi di mira per finalità di potere, evidentemente ora vai ridimensionato. Non lo vuole solo il PD, ma anche FI. 
Devi stare molto attento al fuoco amico, anche dentro il tuo partito, per esempio, guardati le spalle dal Fratello Giorgetti. 
Le tue uscite sui vaccini, su quota100, il tuo stare con un piede in due staffe non ti ha giovato.
È giunto il momento di pagare dazio, è il momento dei contrappassi, e Draghi non tollera nemici interni, manda messaggi e segnali massonici in continuazione, si muove facendo muovere e colpire."

Colpire Morisi, con quel faccino da Hobbit, così fragile e così segretamente perverso, deve preoccupare Salvini, che sinceramente penso abbia recepito il messaggio.
Morisi nel frattempo è nuovamente eclissato nelle tenebre e me lo immagino a cliccare disperato su google le indicizzazioni Morisi-gay-orge-coca, pensando a cosa staranno dicendo di lui tutti i benpensanti del suo partito e quell'ambiente della Verona bene, molto borghese e tradizionalista, come poi quello di Mantova, sua città natale, le risatine, gli sguardi, i commenti a bassa voce e tanto altro schifo del genere.
Mediterà sul fatto di cambiare vita e lasciarsi definitivamente andare ai suoi istinti (sinceramente glielo auguro di cuore), evolverà come uomo, magari sposando la causa dei diritti degli omosessuali, oppure, ricadrà nell'inferno in cui ha sempre vissuto, fatto di maschere, ruoli sociali da rispettare, convenzioni da seguire e poi, quando si spengono le luci... vai con il trenino dell'amore?
Ai poster(i) l'ardua sentenza...



Pietas per Luca Morisi, per il suo karma e per quelli come lui (Luca Morisi)

sabato 25 settembre 2021

CHI NON CREDE AL GRANDE RESET?

   


Molte persone dicono di non credere al GRANDE RESET, confinando il discorso al becero complottismo.
In realtà, il GRANDE RESET è un protocollo pensato, ideato, redatto e pubblicato in diverse sedi ufficiali, alla luce del sole, nelle più svariate sovragestioni ed entità sovranazionali, come per esempio e tra le tante, al WORLD ECONOMIC FORUM.
Allora, perché continuare a negare un fatto oggettivo come questo?
Per ignoranza, per malafede, per paura (di cosa poi?) di ammettere che il mondo sta mutando a causa di qualcuno, di qualcosa?
Per non accettare di essere sempre meno padroni del nostro destino, per non ammettere che buona parte di quello che facciamo, diciamo e pensiamo è condizionato ed eteropilotato dall'alto dei cieli?
Magari questi cosiddetti "Illuminati" stanno facendo i nostri interessi, chissà...
Magari lavorano per noi e stanno cancellando la sanità pubblica, con il supporto delle sinistre vacciniste, solo ed esclusivamente per il nostro bene.
Magari licenziare e buttare in mezzo ad una strada centinaia di milioni di lavoratori nei prossimi 10 anni in tutto il pianeta è cosa buona.
Magari disintegrare definitivamente lo Stato Sociale in ogni ex-democrazia è auspicabile, augurabile.
Magari la dolce depopolazione globale è una faccenda giusta e sacrosanta.
Magari inquinare più di quanto abbiamo fatto ieri, però chiamandolo paradigma GREEN, tramite un aumento massivo di elettromagnetismo, scorie nucleari intelligenti nei mari e in Africa, è l'unica soluzione possibile. 
Magari gli OGM cancerogeni auspicati dai liberali liberisti (mentre loro pasteggiano solo a BIO e non usano vaccini e medicine convenzionali) per le masse, sono pure la soluzione ideale in un mondo come il nostro, un mondo che nessun cittadino sano di mente ha mai desiderato.
Magari imbottirci dei più svariati vaccini sperimentali è una manna dal cielo, chissà...

Insomma, il padronato capitalista la sua bella rivoluzione l'ha fatta e la sta facendo molto bene, porta avanti la sua lotta di classe e non occulta proprio un bel nulla. 
Altro che crisi del capitalismo! Tutta l'analisi marxiana sulla presunta crisi del capitalismo è una farsa, smentita quotidianamente dalla realtà. Mai come oggi il capitalismo e le sue sovragestioni stanno ingrassando le loro classi padronali. Perfino nei paesi ex-comunisti come la Cina, dove vivono alcuni tra i più grandi miliardari di tutti i tempi, questo paradigma viene confermato ed accettato.
Non solo, il nuovo capitalismo diventa e diventerà sempre più autoritario e tecnofascista, però facendolo accettare ai popoli, anzi, ghettizzando il dissenso e qualsiasi criticità come populista, ribaltando i significati delle parole, portando sulla propria linea di pensiero anche una certa opposizione, strumentalizzando le Grete di ogni latitudine, veicolandosi buono e progressista perché impegnato nelle campagne fluide di genere.
L'accettazione è la parola chiave per aprire nuove porte, attraverso la quale implementare qualsiasi destrutturazione di res publica ancora vigente, tagliando, privatizzando, rendendo sempre più precari i lavoratori, eliminando di fatto le pensioni, rendendo le già nostre fragili democrazie, puri contenitori formali dietro ai quali imporre leggi sempre più liberticide e reazionarie.
Per questo banale motivo non ha più senso parlare di complottismo, perché tutto è evidente, palese, dichiarato, documentato ed agito pubblicamente. 
Chi prova a buttarla in caciara sul complottismo, è solo una persona ignorante, in malafede, o semplicemente un coglione.
Chi ancora scrive contro una minoranza di cosiddetti complottisti, pubblicando libri utili solo come ferma porte, facendo di ogni erba un fascio, svolge la sua bella funzione di Kapo' padronale.
Criticare il capitalismo sovragestionale viene derubricato come complottismo, ed aver creato mediaticamente, giorno dopo giorno, questo scisma ontologico con le sue artificiali dicotomie, è servito al potere per annullare qualsiasi antagonismo di sinistra, cooptandola e portandola sulla forma pensiero dominante, e ancor peggio, spostando il dissenso sempre più a destra, in modo da poter accusare chi osa non conformarsi al pensiero vigente, di essere lui il fascista, il trumpiano, il novax, il notav. Di fatto venendo a creare solo vecchie e nuove forme politiche conservatrici, annullando qualsiasi istanza socialista e democratica.
Un mondo alla rovescia, un capolavoro di psyop, tanto di cappello!

La gente è piccola e meschina, ma ancora più tristi sono le sentinelle che devono giustificare il potere costituito. Non sono in grado di mettere in discussione le proprie credenze, le loro posizioni di rendita non glielo consentono, i loro ambienti non glielo consentono, perché sono educati a subire la manipolazione fin da piccini, ad ubbidire, perché bisogna conformarsi allo status quo, sennò sei fuori dal giro, sono proni ed accettano la buona novella religiosa, qualunque essa sia. 
Accettano di buon grado qualsiasi gerarchia venga a loro proposta o imposta, perché lo dice la scienza, il TG, perché "L'han detto LORO", e così fan tutti. Ancor peggio, se sono dei poveracci qualsiasi e preferiscono non mettere in discussione proprio nulla, pena il crollo delle loro piccole certezze quotidiane, del loro castello di marzapane, del loro sistema nervoso. 
Borghesi piccoli piccoli, direbbe qualcuno... 
Servi dico io!
MDD

 
La pandemia virale è stato solo uno dei primi step per accelerare la RISISTEMAZIONE globale, i prossimi passi, oltre all'implementazione digitale e nucleare, contribuendo ulteriormente alla distruzione dell'ambiente, saranno le cosiddette pandemie di Cyber attacchi informatici.
Leggiamo cosa si discute da anni in certi ambienti a proposito.

- Klaus Schwab circa un anno fa annunciava al mondo l’eventualità di un Cyber attacco.
Parliamo dello stesso Schwab che ha anche più volte detto, e finanche scritto, che il Covid sarebbe stata “l’occasione per un reset mondiale”.
Ma anche il World Economic Forum ha avvisato dell’eventualità di una “Cyber pandemia“.
Il presidente del World Economic Forum (Schwab) nel suo video affermava che un cyber attacco sarebbe potuto arrivare dopo il Covid, che avrebbe portato al blocco dell’energia, al blocco dei trasporti al blocco della funzionalità di ospedali e delle altre strutture della società, inoltre che il periodo storico del “Coronavirus” sarebbe risultato, rispetto al cyber attacco, solo una piccola cosa.
D’altronde anche l’ex premier Matteo Renzi lo ha detto in conferenza online con Vittorio Colao, attuale Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale: “La prossima pandemia sarà un attacco cyber. La pandemia è un’altra cosa, ma una crisi globale che non può essere fermata da un singolo operatore, perché il mondo è senza frontiere, è un attacco cyber”.
Klaus Schwab ci ricorda però che “la crisi del covid-19 sarà vista come una piccolo disturbo, paragonata a un grande cyber attack“.
Il WEF in un video del 18 gennaio 2021, tra le alte cose, dice: “Nel mondo digitale rischi simili vengono trascurati in questo momento. Un attacco informatico con caratteristiche simili al COVID si diffonderebbe rapidamente e oltre a qualsiasi virus biologico. Il suo tasso riproduttivo sarebbe circa 10 volte maggiore di quello che abbiamo sperimentato con il coronavirus”.
Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, aveva già annunciato a fine 2020: “Bisogna prepararsi anche all’imprevedibile, come ha insegnato la pandemia sanitaria. Ora occorre prepararsi anche all’eventualità di una ‘pandemia informatica’ che riguardi Internet”.
Infatti è nata in Italia nel frattempo l’Agenzia per la Cybersecurity Nazionale (ACN), la quale si occuperà di gestire la sicurezza cibernetica del Paese.
Si erano tenute, in cabina di regia, anche riunioni riguardanti l’Agenzia per la cybersecurity, sempre presiedute dal primo ministro Mario Draghi, e si avvisò che sarebbe stato varato dal Consiglio dei ministri un decreto-legge per l’istituzione e la definizione della governance della cybersecurity in Italia.
L’Aula della Camera ha poi approvato in prima lettura, il 28 luglio, con 388 voti favorevoli, 1 contrari e 35 astenuti, il disegno di legge di conversione in legge (con modificazioni), del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82 “Disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza, definizione dell’architettura nazionale di cybersicurezza e istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale”.
Il provvedimento ora è in Senato per la seconda lettura e verrà esaminato in Commissione affari Costituzionali.
Nasce dunque in Italia l’Agenzia nazionale pubblica per la cybersicurezza.
“Dar vita a un’Agenzia ad hoc per gestire in modo olistico la sicurezza cibernetica, che non può essere più affidata al Dis che deve occuparsi di Intelligence”, afferma Franco Gabrielli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per la sicurezza pubblica della Repubblica, che aveva annunciato a Cybersecurity Italia appunto la creazione dell’agenzia.
Il World Economic Forum ha preparato anche un altro esperimento tecnico per il 2021 (già si è avuta l’edizione del 2020), che ha simulato un attacco informatico con l’obiettivo di “costruire e testare le competenze necessarie per proteggere le industrie da un attacco mirato alla catena di approvvigionamento”.
Infatti alla Cyber Polygon scrivono: “il tema centrale della formazione di quest’anno sarà la sicurezza dell’ecosistema e la mitigazione degli attacchi alla catena di approvvigionamento.
Poiché la formazione si è dimostrata efficace l’anno scorso, abbiamo mantenuto il formato esistente, con poche modifiche per soddisfare i desideri delle squadre. L’esercitazione includerà due scenari: Difesa e Risposta”
.
Klaus Schwab, il fondatore del World Economic Forum, aveva affermato dunque: “Tutti conosciamo, ma non prestiamo ancora sufficiente attenzione, allo spaventoso scenario di un attacco informatico globale, che porterebbe un arresto completo della fornitura di energia elettrica, dei trasporti, dei servizi ospedalieri, della nostra società nel suo complesso”.
Schwab aveva anche detto (come già anticipato sopra): “La crisi del Covid-19 sarebbe vista in questo senso come un piccolo disturbo in confronto a un grande attacco informatico”.













martedì 14 settembre 2021

"CONTRO ma PIANO"... OVVERO, L' ANTAGONISMO PADRONALE


Come descrivo da tempo, il mondo diversamente declinato a sinistra, compreso quello antagonista e di estrazione marxiana, ha sposato la narrazione ufficiale in toto. 
I più strenui difensori della vaccinazione obbligatoria, da loro ribattezzata curiosamente come nei piani alti, vaccinazione universale, sono tutti coloro che provengono da quelle fosche latitudini.
La pandemia e la propaganda che l'ha promossa a livelli capillari e globali, è riuscita a creare questa forma pensiero, partendo proprio dalla forma mentis tipica dell'individuo di sinistra.
Questa è l'unica e vera cospirazione del pensiero che hanno realizzato, quella di convincere le persone che bisognasse iniziare a ragionare, partendo da falsi dati di realtà, però presentandola come unica realtà, ineluttabile e senza possibilità di altre vedute, scevra di ogni possibile contraltare, criticità, dubbio. Questa egregora, perché di questo si tratta, è riuscita a lavorare sulla psicologia di massa dell'uomo medio di sinistra, del marxista, dell'antagonista, partendo proprio dai dogmi che una data ideologia, alla pari di ogni religione, si portava dietro nel rispettivo DNA culturale, trasmesso nel tempo.
Su queste basi è stato facile manipolare una certa struttura mentale, spacciando per giustizia sociale un vaccino uguale per tutti, spacciando per ecumenismo una dissonanza cognitiva che riuscisse ad abbracciare tutti o quasi, i popoli del pianeta. 
Creare il casus belli, l'occasione per risvegliare quell'interventismo ecumenista, tipico della fazione dei BUONI, tramite il classico ma sempreverde trinomio Problema- Reazione- Soluzione.
In questo marasma psicotronico, la moltitudine di sinistra ha abbracciato questo modello di pensiero, facendolo suo, credendolo suo, senza capire di essere fortemente manipolata e strumentalizzata dallo stesso potere che proprio loro credono ingenuamente di combattere.
Hanno gettato le basi al nuovo corso della religione scientista, che di scientifico nulla ha, rappresentandone solo il lato speculativo e di dominio. 
Hanno sigillato il dogma, per cui, se non sei allineato alla loro forma pensiero, se ti poni dubbi e domande, diventi magicamente il nemico, l'eretico, un fascista, un populista, andando a costituire una falsa dicotomia, utile al potere per una lotta tra poveri. Il ribaltamento dei significati, dei simboli, delle parole, dei concetti di orwelliana memoria. Tutto questo è avvenuto e sta ancora accadendo.

Purtroppo, il 90% dei comunisti, dei marxisti e del mondo declinato a sinistra, dal quale anche io provengo, "ci è e non ci fa", nel senso che proprio non hanno gli strumenti cognitivi, coscienziali, spirituali, culturali per avere una visione più ampia, più olistica, più creativa. 
Potremmo definirli ilici, forse ed apparentemente, solo più colti del triviale leghista che fa battute sessiste al bar e che viene visto come archetipo del male. In realtà entrambi utilizzano il cervello RX COMPLEX, quello adibito alla sopravvivenza, all'istinto animale, quello più schematico, rigido, con una bias cognitiva elementare, tipica del suddito, ovvero, di colui che si chiede il COME delle cose e mai il PERCHE' delle cose. 
Oggi i compagni con mascherina e vaccino, oltre a non capire che sono figli minori partoriti dall'occidente che loro dicono di odiare e che altrove sarebbero perseguitati, conservano quelle fiammelle egregoriche di forme pensiero antiche, scaturite da più di 100 anni di dogma e religione comunista, materialista, e si portano dietro tali meccanismi di pensiero e di ragionamento, viziati da una visione cristallizzata, che non contempla alcuna possibilità di cambiamento, di riscatto, di crescita. 
Sono questi i meccanismi di una fede, non c'è alcuna differenza, ed è per questo motivo che il loro settarismo li costringe ad esercitare e reiterare le stesse soluzioni, gli stessi pensieri, le stesse azioni ovunque, come in un loop eterno.
Lo schema sopra le loro teste, una sorta di cerchio magico dove si condividono le regole e le si applicano senza variazione, in termini dogmatici e religiosi.
Funziona alla stessa stregua dei cattolici. Provate a convincere un cattolico della inesistenza di Dio. Questo modello di pensiero, con tutti i cortocircuiti che si porta dietro, si riflette dal micro al macro, fino a sposare paradigmi neoliberisti senza manco capirlo, vedi paradigma vaccinale multinazionale ultraliberista.
Però c'è, come sempre nella storia e nella natura, una piccola minoranza di persone che ha imparato ad andare oltre ai pensieri dominanti. Ci sono sempre più persone anche a sinistra, che non si piegano più al conformismo della narrazione vigente padronale, al quale invece si piegano la maggior parte dei loro simili. Non è solo una questione di ideologie, esse servono e sono servite comunque ad innovare il mondo, nel bene e nel male, ma dipende dal livello coscienziale personale. 
Per continuare ad esercitare le proprie istanze bisogna imparare a considerare l'individuo, non l'individualismo che è altra roba, prima che il collettivo, perchè un vero collettivo pensante ed illuminato non si piega ad una forma alveare, non ha mai un atteggiamento fideistico ed acritico, che è solo un'altra forma di paradigma autoritario. 
La risposta consta nel superare le ideologie e contestualizzarle ai tempi odierni, e non usarle come fossero una bibbia religiosa da consultare come piccoli preti rossi. 
Bisogna proprio superare il dogma, qualunque esso sia, per essere realmente anarchici ed elevare quindi i popoli ad una coscienza superiore, che non sia di stampo gruppale, alveare, conformista. 
Quelle sono sempre forme reazionarie diversamente declinate.

CONTROPIANO, ma non solo, si è distinta in questo ultimo anno e mezzo, nel portare avanti questo schema, senza se e senza ma.
"Contro ma Piano" continua ad ospitare interventi che sposano la vaccinazione obbligatoria, in altri viene auspicata la vaccinazione universale ed altre menate del genere.
Questi compagni non comprendono le basi della logica e non capiscono che sono LORO, proprio loro, a partire dalla narrazione ufficiale, dandola per buona a prescindere.
Compagni che partono dalla descrizione della realtà per come la presentano i media neoliberisti, senza considerare tutto il resto, tutte le criticità che in alcuni paesi la vaccinazione di massa sta venendo a creare, senza considerare i migliaia di casi avversi, senza capire minimamente, cosa si porta dietro una vaccinazione di massa, che esclude qualsiasi altro tipo di cura esistente, andando poi a distruggere completamente le Sanità Pubbliche di ogni Stato.
Non comprendono che questo paradigma neoliberista è collegato al pardigma Green padronale, al reset totale per l'innovazione del capitalismo, della digitalizzazione, al transumanesimo.
Forse ed ingenuamente, in cuor loro, ancora credono al vecchio adagio che le macchine potranno sostituire il lavoro umano, potendoci liberare dalla fatica e dalla oppressione, non comprendendo che le macchine sono proprio l'arma tecnologica del padronato in tempi di globalizzazione, scordandosi la lezione magistrale di Fritz Lang nel suo illuminante Metropolis. 
Non hanno alcuna visione di insieme e percepiscono i fatti come slegati tra loro, che è tipico delle rigidità mentali, di un basso livello di coscienza, e a questo punto, risultano pure pericolosi.
I crocerossini paracristiani, oggi comunistivistamare con Iphone, con il vessillo dell'ecumenismo mondialista dei cosiddetti BUONI, che desiderano ed auspicano una vaccinazione universale, senza sapere di cosa si parla e senza capire quale cambiamento epocale ci sia dietro e pure davanti, sono ai miei occhi i NUOVI REAZIONARI.
Poco importa sperticarsi in lotte sindacali ed auspicare uguaglianza e giustizia sociale tra i popoli, se poi ci si infogna in queste discariche mentali, giusto combatterli alla stessa stregua dei padroni, anche perché loro sono diventati, consapevoli o meno, le loro sentinelle.
Invece, un Che Guevara vestito Dolce & Gabbana, rigorosamente vaccinato, più profumato dell'originale, potrebbe essere il simbolo dei sinistroidi da salotto, personaggi diversamente uguali, tra giornalisti, politici, sindacalisti, sempre indignati e infervorati per i problemi che affliggono il mondo, di cui hanno avuto conoscenza attraverso il loro maxischermo al plasma da 756 pollici. Insomma, parassiti morali.





venerdì 10 settembre 2021

MALEDETTI NOVAX, VI STANEREMO TUTTI!


Guerrieri, giochiamo a fare la guerra???  cit.    

Li chiamavano "guerrieri", ma erano solo un portinaio, un operaio, una precaria e non so chi altro. Pensate, avevano pure un tirapugni ed una katana, questi pericolosi terroristi. Non solo, pare avessero comprato su Amazon un potente drone per bombardare il Parlamento. Lo Stato Italiano ha tremato per l'offensiva di 4 gonzi armati di tutto punto, pronti a replicare l'assalto a Capitol Hill, però senza copricapo cornuto. Q, compresi i suoi detrattori, ringraziano, consci del loro contributo alla verità, alla giustiza, alla pace e all'amore. Il GOMBLODDOH è stato sventato, mai più 11 settembrini in salsa spaghetti, ma solo patrioti immuni dal contagio, fieri di combattere per i più deboli, angeli prestati allo status quo. Unitevi, uniamoci contro i guerrieri negazionisti, contro questi terrapiattisti che circuiscono i nostri figli, loro si veri antifascisti, tutti in fila indiana, sgomitando per una dose di felicità. Il problema della nostra società non è tanto la povertà, la perdita del lavoro, l'assenza di diritti dei lavoratori, il potere d'acquisto delle persone ridotto all'osso, la Sanità Pubblica non in grado di curare, assistere, sempre più tagliata, martoriata, umiliata, i diritti costituzionali democratici oramai cartastraccia, ma, pare, il fatto che una minoranza di cittadini non voglia assecondare Speranza. Ancor peggio, il problema nazionale consta nel fatto che alcuni di loro, forse le più potenti ed aggressive avanguardie, si riuniscano al bar virtuale di Telegram, sognando un colpo di Stato in salsa V per Vendetta. La criminalizzazione mediatica di quattro idioti che cazzeggiavano privatamente, sempre sia reale e non manipolata come da prassi, serve e servirà come ricatto autoritario per raggiungere un dato obiettivo. Il messaggio è passato e pare che a nessuno di voi abbia dato troppo fastidio, ecco perché la colpa è sempre e solo vostra. Della serie: "possiamo venirvi a stanare ovunque, inutile che complottate segretamente sui social, vi conosciamo tutti, brutti terroristi che non siete altro".

Manco al bar si possono vomitare frasi ad minchiam! Altro che dittatura sanitaria, altro che sicurezza pubblica, qui siamo in piena "DISTOPIA, PORTAMI VIA", e ve la meritate tutta, lo dico seriamente. Veramente possiamo credere che 4 cialtroni, infiltrati o genuini, possano disturbare la nostra amata patria? Invece, è passato il messaggio che i NV, categoria virtuale che nei fatti non esiste, contenitore di invezione mediatica, dove convive tutto ed il contrario di tutto, siano potenzialmente terroristi, cattivi maestri, e via con i pipponi degli intellettuali da salotto tutti uniti per il PENE PUBBLICO, di certi "Compagni" che confondono il collettivo con il gregario e l'alveare, che superano a destra la narrazione ufficiale, e via con il conformismo globalista in salsa ecumenica catto-comunista, via con le maestrine, le maestranze e le crocerossine di tutte le latitudini. I tempi erano maturi per sputtanare il dissenso e le criticità, infiltrando in primis elementi violenti dell'estrema destra come FN nelle piazze, personaggi naif tra la controinformazione, sbirri nelle chat, oltre a coloro, purtroppo tanti, che non fanno altro che prestare il fianco alla vulgata politicamente corretta, facendo pessima informazione, legittimando una repressione condivisa, alleati inconsapevoli del potere costituito. 

Allora, preso atto della vostra demenza, di questo scempio distopico sulle vostre teste (non certo sulla mia), sul vostro endemico conformismo, sulla vostra accettazione di inchinarvi alla corona, al TG, sapete cosa vi dico e ripeto, ignavi che non siete altro? Inoculatevi tutti, sbrigatevi, che dobbiamo raggiungere almeno il 90%, non più l'80%. Pretendo a questo punto lo facciate tutti voi, così non ci saranno più scusanti, non ci saranno più capri espiatori, non ci saranno più nemici da mettere alla gogna pubblicamente, sono ansioso di vedere la seconda fase di questo spettacolo... Non solo, mi offro a gratis come volontario per stanare tutti quei maledetti NV che si ostinano a non bucarsi. Bisogna prenderli uno ad uno, con le buone o con le cattive, immunizzarli tutti, un punturone e via, verso nuove avventure. Ha ragione Draghi, ha ragione Speranza e Parenzo. Non voglio più nessun untore accanto a me, auspico un mondo di immunizzati puri e fieri di esserlo, puliti, sterilizzati, meglio se biondi ed alti, tutti in fila, zitti, con mascherina ed alito fetido, felici di essere inoculati a dovere.                                                                                                                     


martedì 31 agosto 2021

AFGHANISTAN, OPPIO E BIG PHARMA


Introduzione MDD:
I legami tra 11 Settembre, oppio, Big Pharma, guerre, da estendere fino all'attuale reset per un nuovo e più fiorente liberismo globale, sono molto forti. Invito i miei lettori a comprare questo libro, pieno di spunti e fonti interessanti.
Non è un caso che la ripresa della crisi afghana, creata dagli USA, sia avvenuta proprio ora, dopo la pausa di Trump il Kattivo, sotto il regno di Biden il Buono.
Le multinazionali che oggi sono sovragestioni transnazionali, in futuro diventeranno i nuovi "Stati", i nuovi agglomerati, perché hanno più soldi e potere di singoli Stati nazionali, perché decideranno, e già lo fanno, le economie dei popoli, i conflitti eventuali, privatizzeranno le Sanità Pubbliche dove ancora esistono, presiederanno i G20. Lo faranno in veste ufficiale e non più nel backoffice del potere. In fondo, il nostro Draghi è diretta espressione dei piani alti, ed anche i suoi costosissimi tecnici et similia, lo sono. 
Benvenuti nel nuovo mondo!


Intervista all'autrice Giorgia Pietropaoli su Agoravox:
Kabul (Afghanistan) - La guerra in Afghanistan scoppiata nel 2001 con la caccia ad Osama Bin Laden e le Torri Gemelle non c'entra nulla. C'entra, e molto, con i risultati dell'”editto” emanato dal Mullah Omar che avevano praticamente cancellato la produzione di oppio dell'Afghanistan, principale serbatoio di riferimento per traffici internazionali e produzione di medicinali. Ne parliamo con Giorgia Pietropaoli, autrice di “Missione Oppio. Afghanistan: cronache e retroscena di una guerra persa in partenza” edito da Alpine Studio nel 2013.

-Voglio partire da una domanda provocatoria: il suo libro inizia con la testimonianza del "signor Smith", ma le chiedo: come si può essere sicuri, da lettori, che questi esista davvero e non sia uno "strumento letterario" utile per strutturare poi tutto il libro?
Domanda legittima ma non provocatoria. 
Provocatorio è il nome che ho dato alla mia fonte, Mr Smith: insomma, chi crederebbe a uno che si chiama Mr. Smith? Ma il mio non è un romanzo. È un saggio d’inchiesta. E se non ci fosse stato Mr. Smith non esisterebbe nemmeno il capitolo che tratta le case farmaceutiche. 
Ho iniziato la mia ricerca in questo senso proprio partendo dalle parole di questa fonte che, voglio ricordarlo, è un militare che addestrava un reparto dell’esercito afghano. 
Purtroppo non è la prima volta che qualcuno mi fa una domanda del genere. Il lettore deve aver fiducia nel compito del giornalista, che è quello di verificare se ciò che sta dicendo una fonte è vero. Mettiamola così: quel primo capitolo è il racconto dell’esperienza di un soldato (non dirò il grado) che ha vissuto l’Afghanistan sulla propria pelle, in prima persona. Gli si può credere oppure no. 
Io ho scelto di credergli e ho cercato di approfondire alcuni indizi che sembravano interessanti e sui quali fino a quel momento non avevo mai riflettuto. E da questa indagine sono usciti documenti, coincidenze, rapporti interessanti che rendono la testimonianza di Smith valida. 
Non dobbiamo dimenticare che le fonti anonime sono sempre esistite nella storia del giornalismo ed hanno aiutato a rivelare grandi storie, scandali, notizie. Penso alla gola profonda di Bob Woodward e al ruolo che ebbe nel Watergate.

-Perché un libro di “cronache e retroscena di una guerra persa in partenza” scritto ora, quando secondo i più diffusi media occidentali il 2014 costituirà la conclusione della missione?
Il conflitto è iniziato nel 2001. Ben dodici anni fa. E non è ancora terminato. Se c’è un momento adatto per tirare le somme, per fare un bilancio è proprio questo. 
Lo scopo del mio libro è in parte questo: quali sono stati i risultati ottenuti con questa guerra? 
Il 2014 non sarà l’anno in cui ci ritireremo definitivamente dall’Afghanistan e metteremo fine alle ostilità. Come sempre, questa idea è frutto del modo di fare informazione dei mass media occidentali che, pur di fare propaganda a questa o quella fazione, danno le informazioni in maniera sbagliata o incompleta. Nel 2014 terminerà la missione Isaf, questo si. Ma è già pronto il nuovo piano che lo sostituirà, il “Resolute Support”, che scatterà alla fine del 2014. 
Rimarranno le truppe (anche se in minore quantità), rimarranno le basi, rimarranno i nostri militari che lavoreranno per gli stessi scopi di Isaf. Hanno solo cambiato la veste, utilizzando un altro nome, ma la sostanza è sempre la stessa.

-Quanto avete lavorato per la stesura del libro? Avete incontrato difficoltà?
Per la fase di scrittura ci sono voluti circa tre mesi. Ma l’inchiesta è partita più di tre anni fa per un documentario pubblicato con l’Espresso nel 2011. 
Possiamo dire che il libro è una costola di quel documentario, anche se è più approfondito, con contenuti che nel documentario non avevamo trattato ed è aggiornato agli eventi più recenti. Per quanto riguarda le difficoltà, ne ho trovate molte quando ho fatto alcune indagini sull’omicidio di Cristiano Congiu e sulle case farmaceutiche.

-Di che genere?

Per quanto riguarda Congiu le difficoltà sono state molteplici: c'è un muro che non sono riuscita a sfondare per quanto riguarda le persone che sono coinvolte in questa storia. 
Non vogliono parlare o si sono fatte negare. È difficoltoso sapere qualcosa sulle indagini, che pare siano ancora in corso, perché l'ufficio stampa dei carabinieri non rilascia alcuna informazione. 
Ho lavorato principalmente su alcune informazioni che una fonte (che, per chiari motivi di sicurezza, ha voluto l'anonimato) mi ha dato ma poi è stato praticamente impossibile andare oltre. Sto continuando a lavorare al caso, è impossibile che smetta di provare a sfondare quel muro. 
Per quanto riguarda le case farmaceutiche non sono riuscita ad ottenere molte informazioni, anche dai cosiddetti "pentiti" se così li vogliamo chiamare. È una vera e propria mafia e chi parla troppo rischia, soprattutto dal punto di vista legale ed economico. Non posso raccontare, purtroppo, vari episodi che sono accaduti e che esporrebbero troppo le mie fonti.

-Tra il 1999 ed il 2000 accadono due avvenimenti tra loro forse solo apparentemente scollegati: l'aumento del finanziamento per le attività di lobbying delle grandi case farmaceutiche negli Stati Uniti e la decisione del Mullah Omar di vietare la produzione di oppio. È davvero Big Pharma il principale interessato alla guerra afghana?

Questa è la domandona alla quale anch’io vorrei che qualcuno rispondesse. 
So per certo (perché anche una fonte d’intelligence recentemente me l’ha confermato) che le case farmaceutiche stanno guadagnando da questo conflitto e che alcuni generali Isaf hanno fatto attività chiamiamola di “commessi viaggiatori” per conto delle stesse. Poi se le grandi industrie del settore abbiano spinto, attraverso l’attività di lobby, all’intervento militare per far ripartire la produzione di oppio è una questione che pongo nel mio libro: le coincidenze sono talmente impressionanti da non poter essere ignorate.

-Il progetto “Poppy for medicine” serve, a suo parere, ad evitare che l'oppio finisca nelle mani dei trafficanti o a legalizzare il traffico di droga fatto per interesse delle case farmaceutiche?
Propendo per la seconda ipotesi. Dove si coltiva oppio, dove esiste una produzione così ingente di droga non si può controllare e mettere fine al traffico illegale, che nasce e si sviluppa di solito parallelamente a quello legale. A maggior ragione in un Paese come l’Afghanistan che ha un territorio vasto e controllato da varie fazioni, tribù e signori della droga che sono in perenne conflitto.

-La missione Isaf, e dunque l'Onu, esporta democrazia o interessi privati (delle case farmaceutiche, in questo caso)?

È impossibile esportare democrazia. Si possono esportare modelli di sviluppo, industrie, si possono esportare anche idee ma la trasformazione di un Paese in uno Stato democratico basato su un sistema politico, economico e sociale democratico non si può forzare; si può aiutare, incoraggiare, questo si, ma non costringere, soprattutto con una guerra. 
Le conseguenze non possono che essere disastrose. E non penso solo all’Afghanistan: guardiamo alla Libia o all’Egitto. Anche lì l’Occidente è intervenuto con lo scopo di portare democrazia. 
Con quali risultati? La gente che rischia la vita ogni giorno merita più di frasi di circostanza e banale retorica. È ora che i governi parlino chiaramente degli interessi che ci sono dietro le azioni militari. Come chiunque sa bene, fare una guerra costa e tanto. E, come il signor Smith mi ha detto chiaramente durante l’intervista, non s’investe in una guerra se non ci sono dei ritorni economici. Nel caso dell’Afghanistan, direi che l’oppio è un ritorno che paga bene.

-Due casi che riporta nel suo libro mi hanno profondamente colpito, anche perché dimenticati dai media nazionali: quello del tenente colonnello Cristiano Congiu, e quello dei due cooperanti Iendi Iannelli e Stefano Siringo. Sappiamo che nessuno dei tre è morto per le motivazioni ufficiali, lei che idea si è fatta lavorando su entrambi?
Per il libro mi sono occupata solo del caso di Cristiano Congiu perché quello che faceva in Afghanistan era connesso all’oppio (era un esperto antidroga). 
Degli altri due non mi sono occupata in maniera approfondita perciò non me la sento di esprimere un’opinione. Per quanto riguarda Congiu, invece, credo che sia stata una persona devota al suo lavoro tanto da averci rimesso la vita. 
Penso che fosse incappato in qualcosa di grosso connesso al traffico di droga in Afghanistan: la storia degli smeraldi è tutta una montatura per depistare l’opinione pubblica. 
Era un uomo tutto d’un pezzo, con un grande senso di giustizia e gli smeraldi non gli interessavano, neanche un po’. Sarebbe interessante che qualcuno ci dicesse perché aveva chiesto il permesso per l’apertura di un conto all’ambasciata e perché gli era stato prima dato e poi revocato. 
Era una richiesta connessa all’intenzione di aprire un ospedale a Kabul? 
Un farmacista che lo conosceva ha dichiarato ai giornali che Congiu gli aveva chiesto di metterlo in contatto con le case farmaceutiche per la fornitura di medicinali. Ho provato a parlare con lui ma non ha voluto incontrarmi. Quel che è certo è che anche questa mi sembra una coincidenza inquietante.