giovedì 19 marzo 2026

ERA PSICOTRONICA E DERIVE AUTORITARIE parte 2°


Nella prima parte di ERA PSICOTRONICA è stata analizzata la questione dal punto di vista militare e delle nuove armi usate per la guerra segreta. Ora affronteremo la parte più invisibile quanto pervasiva di questo processo antropologico che cambierà la nostra natura.
Non solo transumanesimo, propaganda, psyop, controllo mentale da remoto, ma anche contagio psichico e riprogrammazione dei valori condivisi, par atomizzare la società verso un pensiero unico condiviso di accettazione del proprio ruolo sociale. 
Come se l' evoluzione individuale e collettiva dovesse arrestarsi, impendendo che dal bruco nasca una farfalla. Una tensione perenne che costringe la massa ad una pesante gravità verso zone ctonie. In questo processo la tecnologia svolge un ruolo predominante e l'uso dei cellulari, della rete, dei social, offre una vera "second life" da vivere, con tutte le sue leggi crudeli e le sue narrazioni tossiche.

Come ci anticipò il buon MINI, ex-generale fuoriuscito e molto informato, la guerra da tempo è cognitiva. Dopo l'avvento di internet molte persone di qualsiasi livello sociale hanno iniziato ad informarsi e ad alfabetizzarsi. 
Al tempo stesso tante altre sono diventate succubi della digitalizzazione e dei vari feticci transumanisti. Il sistema non fa altro che cavalcare l'onda che contribuisce a creare. 
Si adopera per abbassare il livello cognitivo generale, la qualità della vita, il gusto estetico, favorendo spesso il brutto e il volgare, e la rete offre questa possibilità di plagio emozionale molto di più dei vecchi media che, comunque, continuano nella loro propaganda e nella creazione di forme pensiero. 
Si chiama tecno-magia, ovvero, raggiungere risultati magici attraverso le nuove tecnologie di controllo fisico e psichico da parte di ambienti militari dello Stato profondo. 
Mini parlava di tecnologie atte al controllo mentale a distanza, senza nominarle esplicitamente, ma confermando che quella era sicuramente la nuova frontiera, la guerra psicotronica. 
Quindi, in un mondo che, seppur molto lentamente e ancora in minima parte, inizia a risvegliarsi, deve corrispondere una forza uguale/superiore che possa controbilanciare la maturazione della coscienza e della razionalità nelle persone, comprese le forme pensiero luminose, create inconsapevolmente. A livello quantistico, per contrapporre a uno 0,5 di infinitesimale risveglio collettivo, serve un 50% di riprogrammazione nichilista, perché anche a livello fisico e non solo sottile, la luce prevale sulle tenebre. 
Non sono forze uguali, anzi, è che noi siamo talmente sottomessi e impauriti, da vedere solo il lato oscuro, anche perchè è massivamente rappresentato nei media e fin da piccoli siamo programmati a questa percezione fallace. Non solo, la luce può bruciare e può talvolta risultare ingestibile, proprio perchè non partiamo tutti dallo stesso livello spirituale.
Logica e buon senso sono i peggiori nemici di un sistema che desidera sudditi bambini intrisi di pensiero magico (inteso qui nell'accezione occultistica del termine e non di psico-magia, che è il suo esatto contrario). 
La guerra psicotronica verte su diversi fronti. 
Da quella più classica che si riaggancia alla propaganda, ampliandola a livello globale, come una sorta di cerimonia allargata fatta di condivisione di regole e leggi imposte.
Al controllo a distanza del pensiero, citato nella prima parte di ERA PSICOTRONICA, riguardo le armi in uso sperimentale da parte di ambienti militari molto peculiari. 
Fino al plagio emozionale di natura messianica di presunti salvatori e fantaguru del momento, con a seguito folle in cerca di pastori che li deresponsabilizzino, accettando di identificarsi in qualcuno che faccia le loro veci. 
Sono meccanismi umani ancestrali, tipici dei dogmi dei culti, che tarpano il pensiero critico, il nostro libero arbitrio, soprattutto, che hanno ripercussioni anche sulla sfera spirituale delle persone. 
Negli USA, molto prima dell'avvento di internet, esiste la figura del fantaguru spirituale che si fa donare soldi promettendo redenzione o l'individuazione un nemico fittizio sul quale concentrare il nostro odio. Storicamente questo modello di persuasione è tipico dei regimi dittatoriali o delle teocrazie, ma anche le cosiddette democrazie non ne sono così esenti.
In scala e su altri fronti, lo stesso fenomeno negli ultimi anni si è riversato sul web che, essendo parzialmente incontrollabile (ancora per poco), si è dovuto aggiornare seguendo strategie più articolate e sofisticate.
In rete i vari ducetti e capobranco sono trasmutati nella figura del nuovo santone per eccellenza, quello dell'influencer (che appunto, INFLUENZA), talvolta usando le stesse tecniche PNL o le proprie capacità individuali, per fottere soldi ai più creduloni ed ingenui, per creare scenari tra i più svariati e su qualsiasi argomento, per istruire le folle in cerca di guide, per legittimare le proprie credenze e confermare i bias cognitivi, senza contemplare altre possibilità. In una sola parola, per evitare che le persone si prendano le proprie responsabilità, rimanendo in uno stato larvare.
Meccanismi indotti ed adottati, che funzionano empiricamente tramite una sorta di svuotamento animico e di successiva zombizzazione che il fedele accetta in uno stato di depressione, nichilismo e impotenza (oppure, nel suo esatto contrario, di delirio di onnipotenza e mancanza di empatia), guidato dall'incantatore di serpenti, con lo stesso stupore del bambino che vede per la prima volta un gioco di prestigio, o della scimmia che rimane impietrita dinnanzi il monolite/logos che scende dal cielo (come ci mostra Kubrick nella sua odissea). 
L'utente subirà una sorta di parziale deprivazione energetica, che occluderà in primis la sfera razionale e la parte del cervello psichico e pneumatico, indirizzandolo solo nello sviluppo della parte del cervello rettiliano, quello adibito alla sopravvivenza, all'istinto, quello ilico e più animale, secondo la tripartizione di Mac Lean. 
Siamo passati dalla creazione di forme pensiero della classica propaganda, passando per le nuove terribili armi psicotroniche sperimentali e non, fino ad una sorta di ritorno alle origini oracolari, attraverso le credenze più estreme, in chiave digitale. Per raggiungere poco alla volta un controllo mentale fai da te, dopo la cura dei santoni del web e una volta assorbito il linguaggio del libretto d'istruzioni. Verso mete precostituite come in un video-game, a vantaggio di ricostruzioni fallaci, create ad hoc come distrazione di massa. 
Facciamo qualche esempio. C'è un genocidio in corso in Palestina (ma potrebbe essere qualsiasi altro genocidio, ovviamente) e il Mossad crea qualche migliaio di meme AI per mostrare una Gaza in stile Dubai per riprogrammare i bias cognitivi dei fedeli ad esorcizzare il male, a non ragionare in maniera indipendente o, ancor peggio, a pensare di essere liberi, ma essendo fortemente plagiati verso una direzione precisa. 
Le foto di Gaza/Dubai inizialmente potranno suscitare in alcuni un moto di indignazione naturale, ma poi risulterà e diventerà un minestrone eterogeneo, indifferente nel miglior dei casi, quindi accettato e condiviso come naturale e ovvio. Si andrà a disinnescare qualsiasi conflitto con lo status quo.
"Accetta o rifiuta se vuoi proseguire" ACCETTO
L'accettazione dei ruoli sociali in campo è l'unico vero grande scopo della tecno-magia, l'esercizio del dominio, la conferma di chi sta sopra e di chi sta sotto. 
Praticamente, instillare nell'utente medio tutte quelle dinamiche scientificamente opposte e contrarie ad un moto di spirito realmente rivoluzionario e risvegliato, che comprenda il significato della vera illusione della realtà e non rimanga intrappolato nell'ulteriore illusione della illusione della realtà. Un po' come in quei sogni dove credi di esserti risvegliato, ma in realtà il tuo doppio astrale non è ancora rientrato nel suo involucro materiale, ma giace nel confine dei guardiani della soglia. 
Ecco perchè negli ultimi anni, grazie alla tecnologia dell'AI e alla diffusione globale di notizie digitali alla portata di tutti, la vecchia propaganda è stata affiancata per costruire narrazioni parallele, talvolta verosimili, ma comunque fuorvianti e tese a rubarci tempo ed energia vitale. Tutte atte a spostare i bersagli, in modo da esorcizzare la vista piena, come per gli occhiali del film "Essi Vivono". 
Andando a creare una realtà parallela a quella intesa come reale, che non è quella ufficiale, anch'essa falsa, ma una terza realtà posticcia, tra falsi, mezzi falsi, con messaggi d'accompagnamento e istruzioni per l'uso. 
L'utente medio si appoggia a tali narrazioni, credendo di aver capito l'arcano, ma è ancora un'altra volta ingabbiato in una bolgia infernale. 
Si creano così fazioni anche nella controinformazione, dove alla fine vige il tutti contro tutti, ed i social si prestano per questa guerra tra poveri. 
Tante suggestioni di comodo, immagini e video finti, come quelli mainstream, esattamente uguali, perché devono rispondere alle stesse esigenze di controllo psichico. 
Lo spartiacque, dopo la stagione iniziale dei primi debunker è stata la veicolazione del terrapiattismo, per ridicolizzare qualsiasi dissenso scomodo, tanto che venivi così bollato solo se non ti eri vaccinato. Poi sono arrivati gli influencer che, più o meno consapevolmente, dovevano continuare questo processo di normalizzazione del dissenso. Oggi siamo alla fase demenziale dove vince chi la spara più grossa, attirando una moltitudine di utenti, che sposta le visualizzazioni da tematiche impegnate a scrolling di slogan deprimenti.
Questo è il motivo dell'attuale bombardamento di immagini artificiali che vanno a creare leggende metropolitane, oppure, reel stupidini e infantili che riprogrammano la mente non facendo più distinguere reale da virtuale. Leggende che, per paradosso, possono pure contenere elementi verosimili su alcuni aspetti generali, ma è proprio qui che il plagio si rende pervasivo e non viene riconosciuto come tale. Funziona come i fake-drop di Q, o i Protocolli dei Savi di Sion. Ovvero, falsi storici, resi sputtanabili, perché veicolati da impresentabili, che però contengono anche verità, accompagnate da contraddizioni e bufale. Verità che saranno metabolizzate e digerite, sullo stesso piano di falsi conclamati, rendendo il tutto un blob indistinto di monnezza. Perchè se ci dicono che tutto è falso (e molto spesso lo è, attenzione), come al contrario, la voce del padrone ci assicura della veridicità delle sue veline, risulta alla fine un mix indistinto dove non c'è più nessuna scala di valori condivisi, dove non c'è più nessuna crescita culturale e comunicazione utile, dove logica e sentimento andranno a farsi fottere. Allora perchè non fantasticare e cazzeggiare per fuggire dalle brutture del mondo, senza alcuna ricerca, senza alcun percorso che implichi anche dolore e fatica, semplicemente, affacciandosi alla finestra digitale per seguire chi urla di più o chi ci rassicura maggiormente nelle nostre credenze, legittimando la nostra parte irrazionale?
C'è tanta voglia di essere anestetizzati dall'orrore del mondo che, per molte persone, è meglio sublimare il male, fregandosene di tutto e pure di se stessi.
C'è tanta voglia di una svolta autoritaria in cui potersi specchiare ed identificare.
Hitler ebbe tanto successo perché i tedeschi avevano bisogno di identificarsi in un dittatore, perchè anche loro, nell' intimo lo erano. 
La gente si riconosce e si fiuta. Se fai la loro stessa puzza ti segue fedelmente ed è pronta a sostenere qualsiasi sciocchezza tu dica, da quelle più innocue a quelle più destabilizzanti, nel nostro caso per la libera informazione.
Perché non crearsi una comfort zone tossica e artificiale, che culli i nostri sogni e che faccia da scudo magico verso il grondante dolore di questo inferno terrestre? Da un lato li capisco, peccato che ad ogni battito di farfalla scaturisca uno tsunami, le ripercussioni arrivano ovunque nella matrice.
Il controllo psichico, come avete visto può essere diretto, come un colpo di pistola che ti controlla da remoto, ma può essere più raffinato e sottile, immergendosi nella credulità popolare, aizzata a dovere dai soliti intrattenitori di regime.
Morale della favola. Pensatela come volete, ma pensate con la vostra testa, non fidatevi di nessuno, abbiate dubbi su tutto e tutti, anche su chi offre facili redenzioni e soluzioni da fantaguru, abituandovi ad accettare qualsiasi puttanata di facile presa popolare.
La riprogrammazione è partita, attenzione agli aggiornamenti.

Link: ERA PSICOTRONICA E DERIVE AUTORITARIE parte 1°
https://maestrodidietrologia.blogspot.com/2022/09/era-psicotronica-e-derive-autoritarie.html




martedì 17 marzo 2026

NUOVA FRONTIERA DEL DISSENSO MANIPOLATO



Psicologia nera, manipolazione mentale, persuasione, accettazione della sfera irrazionale, plagio emozionale. Nuovi guru che prendono per mano chi manifesta fragilità cognitive, per accompagnarli nei loro cerchi magici fatti di falsi storici, di negazionismo, di esaltazione dell'assurdo.
Circolano in rete e nei profili gakeeper di un certo complottismo e contro-complottismo becero, suprematista e reazionario, creato quando va bene, da egoici e loschi personaggi, e quando va male dai Servizi Segreti, con annesse inquietanti forme pensiero, delle narrazioni assurde quanto idiote, inerenti scenari bellici, geopolitici e quant'altro. Aderiscono a questa manipolazione in atto una pletora di scemi di guerra e deprivati mentali diversamente declinati, orfani di qualsiasi logica e buon senso.
La promozione di certi personaggi, talvolta invitati ed accreditati dal mainstream, è voluta e serve a dividere il dissenso dopo che, qualche anno fa aveva trovato una discreta unione di intenti contro la pandemia, contro le guerre, contro il pensiero unico e contro una visione orwelliana della realtà.
Essi vivono e alimentano il sonno della ragione, tarpando il risveglio collettivo.
La cosa ancor più tragica sono i babbei seguaci delle varie sette, che scrivono ed aderiscono a qualsiasi irrazionalità e pensiero magico infantile. Felici e contenti di premiare chi la spara più grossa, in una sorta di rivalsa verso la parte più sana della controinformazione, rea di averli traditi nella loro incontinenza e volontà di pisciare fuori dal vasino.
Sono la versione complottara interniana di quelli che si affidarono un tempo alle varie Wanna Marchi, nella speranza di una redenzione irrazionale del vivere.
Personaggi che aspettano il messia che li deresponsabilizzi da qualsiasi presa di coscienza che implichi fatica, elaborazione del lutto e del dolore e seria ricerca.
Solitamente analfabeti funzionali, odiatori seriali e finti spiritualisti, talvolta animelle in cerca di padroni con il bastone.
Il fine è la rimozione della verità, negandola con teorie rassicuranti, spostando le colpe ed i bersagli critici. Sul fatto che, in fondo, è tutto falso, anche il dominio bellico israelo-americano, così avallando un negazionismo generalizzato su ogni aspetto della realtà. 
E se è tutto falso, anche l'ovvio, perché credere al genocidio della Palestina? 
Perché criticare il salvatore Trump se bombarda l'Iran?
Perché credere esistano files compromettenti che costringono gli USA ad accettare qualsiasi colonialismo israeliano?
Allora, meglio buttarla in vacca e spostare l'attenzione facendo campagne fake, parlando di presunte strategie dove Trump sta combattendo Israele, dove l'Iran da aggredito diventa non si capisce come, alleato del sionismo che lo bombarda, dove si alternano morti e resurrezioni sospette, ed altre amenità del genere, per fare distrazione di massa ed abbassare il livello cognitivo di chi vuole cercare informazioni libere.
Comprimendo qualsiasi criticità in contenitori del dissenso per disinnescare qualsiasi presa di coscienza, esorcizzando qualsiasi risveglio e rivoluzione.
Una sorta di psicopolizia interniana con kapo' a seguito che si occupa della censura del libero arbitrio, del pensiero critico.
L'ultima boutade di questo circo mediatico riguarderebbe la morte di BIBI' e di BIBO', mentre la realtà offrirebbe e meriterebbe ben altre discussioni approfondite sulla nuova occupazione del Libano, sulle morti reali di civili, sulle cause vergognose della guerra in Iran e della agenda atlantista che continua imperterrita come non ci fosse un domani. 
Si preferisce spostare il focus dalle tragedie ai meme AI che mostrano futuristiche ricostruzioni della Palestina disintegrata, simpatici meme che mostrano mani con 6 dita o 7 dita, fino ai cloni robot fatti in batteria che avrebbero sostituito da tempi immemori i veri leader, oggi tutti felicemente rifugiati nell'isola dell'amore, insieme a Epstein, Michelino, Re lucertola e Papa Francesco.
Sia chiaro, esistono sosia che talvolta sostituiscono in spostamenti dedicati alcuni leader, per evitare siano bersaglio del nemico, come esistono complotti pazzeschi dalla notte dei tempi, ma non sono mai come vengono descritti da queste narrazioni tossiche. Narrazioni che hanno come unico scopo quello di screditare la vera critica al potere. 
Le principali criticità del potere risiedono nella sua tendenza a corrompere, nella propensione all'abuso per scopi personali o coercitivi e nella creazione di dinamiche di controllo sociale. Il potere, spesso inteso come microfisica che pervade ogni relazione, comporta rischi di megalomania e di violazione del benessere psicofisico e democratico.
L'antidoto a queste forze dell'ostacolo, per dirla alla Steiner, è l'ironia, perché solitamente queste persone hanno poco spirito, in tutti i sensi.
Chi crea questi fenomeni mediatici atti a sputtanare e disinnescare qualsiasi dissenso?
Da un lato simpatici troll che si divertono a prendere per il culo i complottisti creduloni e i fanatici messianici.
Dall'altro lato personaggi che, più o meno consapevolmente, lavorano per spostare i veri bersagli della critica per far accettare qualsiasi distopia e la futura svolta autoritaria che avverrà in occidente, grazie anche a questa sottile manipolazione del dissenso.
I colpevoli guru trovateli voi, la rete ne è piena, tra vecchi e nuovi influencer dell'orrore, non c'è bisogno di fare nomi.




mercoledì 25 febbraio 2026

ROGO REDO, IL ROGO DEL VITELLO



Una storia inquietante, dove le versioni ufficiali si sono alternate, sconfessandosi a vicenda, dove la verità è cambiata a seconda della sceneggiatura e delle conseguenti percezioni, e potrebbe ancora mutare.
Originariamente il poliziotto aveva sparato a Mansouri, un pusher che gli aveva puntato una pistola contro, alla distanza di circa 30 metri.
Poi, curiosamente, si scopre proprio grazie alle indagini della Polizia stessa, che la pistola era a salve e che è stata piazzata da qualcuno nelle mani della vittima. 
Non solo, è stato detto che questo agente chiedeva il pizzo agli spacciatori a suon di martellate, e che le impronte di questa fantomatica pistola siano dello stesso poliziotto. 
Lo stesso che nel 2017 vantava una lode direttamente dal Viminale per le sue gesta contro la criminalità, tanto da essere rappresentato come modello per le nostre istituzioni.
Tutta la narrazione presenta vistosi cortocircuiti, sia la prima versione che la seconda.
Nella prima versione, visibilmente falsa, non aveva alcun senso che il pusher puntasse una pistola a salve contro un poliziotto, perchè avrebbe significato un volersi suicidare all'istante.
Nell' ultima versione, quella definitiva, non avrebbe alcun senso che l'agente avesse sparato al pusher disarmato da 30 metri di distanza, a meno non volesse fare il tirassegno per diletto.
Non solo, non avrebbe alcun senso uccidere qualcuno, insieme a colleghi che poi ti potrebbero sputtanare, come poi nei fatti pare sia avvenuto. 
Come non avrebbe alcun senso, manipolare la scena del delitto, lasciando tracce biologiche sulla pistola finta, senza contaminarla con le tracce nella mano di Mansouri. Anche in questo caso il lasciare accanto al cadavere la pistola finta, equivarrebbe ad una condanna esplicita. Pare tutto assurdo!
La vicenda potrebbe essere più articolata e complessa delle apparenze.
A mio avviso, non una mela marcia, ma qualcosa di più grande che ha colto l'occasione per sacrificare qualcuno per una ragione politica, subito cavalcata dal centrodestra, pronto come non mai a circoscrivere tutto il MALE possibile a questo singolo agente, percepito come un virus isolato da estirpare di un organismo sano.
Rientra nel discorso sulla propaganda dello scudo penale e sulla riforma della giustizia.
Ergo, non potevo esimermi dall'analizzare più in profondità la vicenda di RogoRedo.

Proviamo ad uscire per un attimo dalla narrazione ufficiale che vede l'agente Carmelo Cinturrino colpevole e sul quale tutti, da destra a sinistra, puntano il dito, salvandosi la coscienza. La funzione mediatica su questo caso sembra adempiere a questo rito collettivo. Esorcizziamo il male esterno per rimuovere quello interiore, bruciamo il vecchione per inaugurare l'anno nuovo, e via dicendo. 
Intanto, le onnipresenti R & R...
Il nome RogoRedo deriva dal latino robur o roborētum, che significa "luogo piantato a rovere" o "bosco di querce".
In onomanzia, invece, l'etimo funziona nella scomposizione del nome. In questo caso vale il significato ROGO, nell'accezione di bruciare e REDO che significa vitello, per osmosi, capro.
Ne risulta simbolicamente il sacrificio di un capro espiatorio nel bosco di querce.
Il "rogo del vitello" può riferirsi metaforicamente anche ad un contesto storico: la condanna storica nel 1555 a Messina della presunta strega Pellegrina Vitello da parte dell'Inquisizione siciliana, e Messina è la città di nascita del poliziotto.
Non solo, il cognome Cinturrino significa "piccola cintura".
In un contesto metaforico, tecnico o meccanico, una "piccola cintura" (o una cintura sottile/stretta) rappresenta un anello debole, ovvero un componente strutturalmente meno resistente che può cedere per primo.
Tradotto Cinturrino, almeno secondo la grammatica utilizzata dalla RR e dai Servizi deviati per uccidere qualcuno o incolparlo di un reato commesso da altri, sarebbe un capro espiatorio e la parte debole della questione, quella sacrificabile di un anello ben più ampio che coinvolge zone d'ombra delle Forze dell'Ordine.
Forse non una singola mela marcia, ma una cesta avariata che sacrifica all'altare della patria il più sfigato del gruppo, quello preposto ad incarnare il vitello (REDO) sacrificale.
Si comprenderebbe così la solerzia della Polizia nell'avviare indagini lampo, la più veloce di sempre, per esorcizzare ben altre indagini e buttare la colpa solo sul Cinturrino Carmelo.
Personaggio che potrebbe avere colpe gravissime come non averle, magari connivente e a conoscenza di certi fatti loschi, o di altro tipo di legami con questa o altre storie parallele.
Incastrato semmai da un sistema che necessita questo modus operandi. 
Non sarebbe la prima volta che accade. Come anche la creazione di uno scenario verosimile che serve a coprire un'altra vicenda.
Ovviamente, le mie sono solo suggestioni, analogie.
Interessante però, è rilevare come spesso le vulgate mainstream coincidano in maniera impressionante con lo spettro simbolico, analogico e onomantico corrispondente.
Ed è strano che, fosse solo una casualità, la solita casualità che torna precisa come un orologio svizzero, la cosiddetta verità ufficiale corrisponda spesso alla suggestione opposta in essa contenuta, un po' come un'ombra che rimane indelebile.
In pratica il livello deterministico della versione ufficiale, è sovrapponibile alla suggestione analogica in termini esatti, pur contemplando due soluzioni differenti.
Sempre molto curioso e affascinante questo giardino di rose o di querce.
cit. The Gardner



venerdì 20 febbraio 2026

GLI EGIZI E I SACRIFICI UMANI di Gilberto Modonesi



Tutte le antiche civiltà hanno praticato sacrifici umani nel periodo arcaico della loro storia. Questa brutale e raccapricciante pratica appariva necessaria per superare problemi o vincoli che bloccavano l’evoluzione sociale. Così l’orrifico sacrificio era sostanzialmente un atto a beneficio della collettività perché il sacrificio di alcuni consentiva la rimozione dei problemi che in quel momento impedivano il progresso sociale della popolazione. Il motivo specifico del sacrificio aveva la sua ragion d’essere in una sfera superiore: fare avanzare la Storia.
Nell’Egitto arcaico sono documentati dagli scavi archeologici sacrifici umani ancora prima di quelli ben noti e documentati del periodo tinita (la I e la II dinastia), ad Abido e a Saqqara. Ad Hananieh e a Hermopoli gli scavi hanno rivelato l’esistenza di questa pratica.
I riti sacrificali di esseri umani avevano finalità precise. La stele di Narmer mostra il re che avanza e ha davanti a sé alcuni corpi decollati e con il fallo reciso posato sulla testa.
Forse un atto magico per evitare che il nemico sconfitto potesse in qualche modo rigenerarsi e tornare a combattere.
Lo studio del folklore europeo ci presenta sacrifici umani molto spesso dedicati alla costruzione di importanti tombe, edifici, palazzi e soprattutto ponti. In Egitto ciò non è accaduto dopo il periodo tinita. Sono sorti grandiosi templi in tutta la terra d’Egitto, per tutto il tempo della sua lunga storia, senza che fossero sacrificati esseri umani. Eppure, per erigere un tempio bisognava pacificare il serpente che presiedeva al terreno della futura costruzione. I depositi di fondazione scavati a tale scopo agli angoli del progetto costruttivo sono ricolmi di oggetti votivi di tipo edilizio, ma le ossa presenti in tali pozzi sono ossa di oche.
Se si rivolge uno sguardo d’insieme sulla lunga storia dell’antico Egitto dopo il periodo arcaico non si notano sacrifici umani, con una sola eccezione. In un forte del Medio Regno nel Sinai, il forte di Mirgissa, gli scavi hanno messo in luce i resti di un corpo umano a cui era stata recisa la testa. È probabile che l’uomo fosse un nemico sacrificato per inviare un maleficio ad altri nemici.
Il corpo ritrovato a Mirgissa è una prova concreta e indiscutibile di un sacrificio umano. Diverso è il caso di un’immagine di una tomba tebana, la tomba di Montuherkhepshef (TT 86), in cui due uomini egizi stanno strangolando due nubiani. La tomba è della XVIII dinastia e da tempo non si sono più praticati riti di sacrifici umani

                
Fig. 3 – Tomba tebana di Montuherkhepshef (TT 86, XVIII dinastia), pubblicata da N. de Garis Davies nel volume Five Theban Tombs, London 1913, La scena del sacrificio umano di due nubiani è nella pl. VIII, fig. 3

Nel commento alla tavola con queste immagini Davies esprime la sua meraviglia a ciò che mostrano immagini eloquenti. È possibile che Montuherkhepshef abbia ritenuto di dare un senso di nobiltà alla tomba evocando un rito antico.
La scena 3 si legge da sinistra verso destra. Due egiziani, definiti “forti” tengono una corda attorno al collo di due uomini inginocchiati. L’iscrizione dice che sono nubiani Anu, residenti subito dopo la I cataratta. Gli ovali sopra le loro teste indicano forse la conquista di una fortezza. Poco più a destra della scena due corpi sono posti su due tavole; forse rappresentano l’esito finale dello strangolamento.
Testi e immagini egizie fanno spesso riferimento a riti per respingere il nemico e la conclusione di questi riti è sempre il sacrificio umano dei nemici arsi nel fuoco. In alcuni casi i testi ci fanno sapere che in realtà nel fuoco venivano gettati dei modellini in cera, quindi il sacrificio era simbolico. Ma nella maggioranza dei casi rimane il dubbio che possano trattarsi di veri olocausti di personaggi identificati come seguaci del dio Seth.
Un eminente egittologo, Jean Yoyotte, ha affrontato. nella prima parte di un suo lungo articolo basilare, lo studio di testi e documenti di ogni genere per accertare l’esistenza o meno di sacrifici umani. Questa indagine avrebbe dovuto essere “un non senso” se si considera che ogni rito che oppone divinità solari a divinità nefaste, che agiscono per bloccare il corso del sole e tornare al caos primordiale, termina con un rito di annientamento col fuoco di queste entità malvage trattate nei testi come esseri umani. Erano reali questi sacrifici o essi si svolgevano solo in forma simbolica?
Yoyotte procede sistematicamente a esaminare tutta la documentazione disponibile in cui compaiono riti di sacrifici umani. Analisi indispensabile se il sacrificio umano è avvenuto con un olocausto, in quanto sarebbe impossibile o poco significativo cercare resti umani disciolti nel fuoco.

In una formula funeraria tardiva alcune frasi parlano manifestamente di sacrifici umani: Egli ha ucciso degli uomini per Sekhmet, egli ha fatto arrostire i cuori per la Dama delle Due Terre. Questa iscrizione fa riferimento a una rivolta contro Osorkon II (883-850 a.C., XXII dinastia) in cui i ribelli vinti furono condannati alla pena capitale. In una lunga iscrizione a Karnak il grande prete Osorkon, figlio di Takelot II, conferisce all’esecuzione dei suoi avversari vinti il carattere di un atto religioso e la forma di un sacrificio umano. Nell’iscrizione di Karnak il testo ci informa che I prigionieri vennero portati a lui [il governatore dell’Alto Egitto]. Lì i prigionieri gli furono portati come un mucchio di pecore. Allora egli li colpì, facendo sì che fossero trasportati come capre nella notte del sacrificio serale, durante il quale vengono accesi i bracieri. I bracieri della festa che precede Sothis. Ciascuno fu arso nel fuoco nel luogo del crimine.
Un testo di Manetone ci dà maggiori informazioni: La legge che prevedeva di uccidere degli uomini a Heliopoli d’Egitto fu soppressa da Amasi, come attesta Manetone trattando dell’antica pratica religiosa. Degli uomini erano sacrificati a Hera. Essi erano esaminati come lo sono i vitelli puri che si selezionano e si massacrano. Al loro posto Amasi ordinò di sostituire con immagini di cera.

                              
Fig. 5 – Il re Amasis (XXVI dinastia) ha vietato che esseri umani fossero arsi vivi. Al loro posto nei riti sacrificali dovevano essere arsi nel fuoco modellini di cera. L’immagine di re Amasis è tratta dal catalogo del Museo Egizio di Berlino, 1991, n.103

Dunque, con re Amasi (570-526a.C., XXVI dinastia) sono proibite uccisioni di uomini. I riti di contrasto e vittoria contro Seth o Apopi e i loro alleati continuano ma con modelli di cera e immolazioni di animali che rappresentano forze ostili, come è il caso dell’orice bianco, o dell’onagro, dell’ippopotamo, del coccodrillo.
                       
Fig. 6 – L’orice è un animale del deserto, quindi un essere negativo, un seguace del dio Seth e come tale veniva sacrificato. Nel volumetto di Ph. Derchain, Le sacrifice de l’oryx, FERE 1962, un disegno (fig.1, pag. 9) mostra come avveniva il sacrificio dell’orice.
Fig. 7 – Una grande scultura nel tempio di Medine Habu mostra re Ramesse III che caccia i tori selvaggi. I sacrifici di animali potevano in parte corrispondere alle imprese sinergetiche del sovrano – Foto dell’autore


Alcuni animali sacrificati nei riti di contrasto ai ribelli sono il risultato delle attività sinergetiche del sovrano.
Plutarco e altri autori greci fanno notare che sono preferiti animali da sacrificare di colore rosso perché il rosso è il colore di Typhone. Un prete identifica gli animali potenzialmente ostili.Fig. 8 – Nella tomba di Akh-Hetep nella necropoli di Meir (XII dinastia) un uomo sta arrostendo un’oca con uno spiedo. Questa immagine intende riferirsi all’articolo citato di Derchain che racconta come fossero arse nel fuoco del rito sacrificale modellini di cera, ma le oche arrosto o grigliate erano mangiate dal popolo che celebrava la festa del Nuovo Anno. – Foto dell’autoreFig. 8bis – Immagine a disegno della fig. 8 che integra la mia foto con l’arrosto dell’oca e l’arrosto di un vitello nella tomba di Akh-Hotep a Meir. Figura tratta dall’articolo di C. Bouanich, L’offrande carné à Edfou, nel volume Offrandes, rites et rituals dans les temples d’époques ptolémaiques et romain, Montpellier 2015, pag. 47, fig. 4Fig. 9 – Una principessa amarniana mangia un’oca o un’anatra. Anche questa immagine vuole ricordare che nel fuoco del sacrificio venivano arsi modellini di cera, ma il pennuto grigliato era consumato dal popolo festante. Immagine tratta dal Catalogo Ufficiale del Museo del Cairo, 1987, figura 169

È il momento di citare il testo di un articoletto di Ph. Derchain che ha individuato una scritta sulle scale del tempio di Dendera dove la processione sale per ricevere il sole del Nuovo Anno. Il testo è evidente: Non si sa il numero delle oche. Esse sono l’incarnazione dei nemici e arrostiscono sugli altari.
Un secondo testo conferma: Non si sa il numero delle loro oche. Esse sono figurine che incarnano nemici. I loro arrosti abbondano sugli altari. La conclusione ovvia è che figurine di oche in cera vengono arse nel fuoco (rito di annientamento simbolico), mentre le vere oche vengono grigliate e poi date alla folla che festeggia con un’agape il sole del Nuovo Anno.

Nel periodo greco-romano la fede religiosa è accompagnata dalla praticità quotidiana.
L’Hera d’Heliopoli e Mut
In epoca greco-romana esistono più divinità femminili di nome Mut che presiedono a siti che vanno dalla cataratta fino a Heliopoli. È Manetone che in un suo frammento associa Hera a Heliopoli con questo testo: In effetti, Ellelthyaspolls [ora el-Kab] bruciavano vivi degli uomini che chiamano sethiani. È concepibile che la dea Nekhbet fosse chiamata Hera nell’interpretazione greca. Ma il rito era celebrato a Heliopoli in tutti i giorni canicolari.
Due titolature identiche di Ramesse II terminano con la qualifica amato da Mut, dama del bacino rosso. La topografia egiziana ci consente di associare strettamente Hathor dama del bacino rosso al pantheon Heliopolitano. Vari testi di differenti monumenti confermano l’esistenza di una dea Mut ben attestata a Heliopoli dalla XIX dinastia, paredra di Ra Harakhte-Atum.
Da rimarcare, queta Mut non è per nulla associata ad Amon.

Il culto di Mut alla punta del Delta
Ptah di Menfi ha talvolta nei testi una paredra: Mut che presiede alla casa di Ptah. Vari testi confermano la relazione di Mut con Ptah di Menfi. A Menfi Mut non assomiglia a Mut di Tebe, Essa ha semplicemente l’ureus in fronte.
Nella regione di Siene di trova anche una Mut Abu-netjeru che ha un’appellazione singolare: Mut che presiede alle corna degli dei. La sua sfera d’azione va dalla zona delle piramidi a Babilon e a Menfi. Si deve concludere che Hera d’Heliopoli rappresenta una Mut indipendente dal pantheon tebano. Nella interpretazione greca la si designa con il nome ellenistico che era dato alla signora di Tebe: Hera.

Le formule 2 e 7 del rituale per respingere l’aggressore
Un testo del tempio di Atribis riporta una frase rivolta a Osiri: Possa tu consegnare le genti malintenzionate, che il re detesta, al braciere di Mut che porta suo fratello.
Dunque, Hera d’Heliopoli presiede a un braciere al quale sono promessi i nemici dello stato.
Formalmente il rituale è stato composto nel Terzo Periodo Intermedio (1075-664) ma gli inizi risalgono al Nuovo Regno. Il testo ha glosse esplicative e si intitola Imprecazioni contro i 20 nemici. Di questo lungo testo riportiamo solo la parte conclusiva:
Da quel giorno i fanciulli dei loro fanciulli si maledicono perché essi siano arsi nel braciere di Mut che porta suo fratello [Osiri] che circonda tutti gli uomini-bestia. I signori di Heliopoli si alzano e dicono: Ra trionfa d’Apopi (4 volte). Osiiri-Khentamenti trionfa di questo miserabile Seth (4 volte).
L’imprecazione 5 è rivolta contro Seth che cerca di attentare alle reliquie di Osiri racchiuse nel cofano d’Heliopoli protette dal serpente Mehen. Il testo fa riferimento a quelle scene in cui una truppa di nemici legati, uomini o animali, vengono colpiti con una lancia.
Le imprecazioni più significative della formula 7 dicono: Le tue carni sono incenerate, la tua anima ba non sfuggirà dal braciere di Mut che porta suo fratello in Heliopoli che circonda tutti gli uomini-bestia, che si impadronisce degli uomini che si comportano da ribelli. Questi sono consumati dalla fiamma dell’occhio di Ra perché questi ribelli sono tuoi.
I ribelli sono Apopi e i suoi seguaci. Il testo ha pure riferimenti cosmici.

Il conflitto primordiale a Heliopoli
Qui i riferimenti vanno ai miti delle origini sulla ribellione contro Ra a Heliopoli, Ra che dovette trasformarsi in un grande gatto per respingere il serpente.

                            
Fig. 10 – Un mito delle origini racconta di una rivolta contro il do sole Ra. Per difendersi da un enorme serpente, Apopi, Ra si tramuta in un Grande Gatto maschio. Un bel dipinto della lotta del Grande Gatto con il serpente Apopi proviene dalla tomba tebana di Inherkha (TT 359, XX dinastia)

Sintetizzando, le formule 2 e 7 del Rituale per respingere l’aggressore, le frasi che concludono le imprecazioni fanno intervenire il collegio divino di Heliopoli contro Apopi, questi dei proclamano in termini rituali il trionfo universale di Ra e del re.
I ribelli erano portati nel Luogo dell’Annientamento dove essi vengono legati, sgozzati, decapitati, bruciati.

Il braciere di Mut che porta suo fratello
Le formule 2, e 7 del Rituale per respingere l’aggressore menzionano Mut che porta suo fratello e il braciere con cui arde gli uomini-bestia. Manetone conferma che degli uomini, e più tardi dei nemici in cera, erano sacrificati a Hera (Mut) in Heliopoli per essere arsi nel fuoco. L’Hera heliopolitana detiene come suo attributo specifico un braciere. Dai grandi bacili di un tempo si passa poi a veri altari da fuoco che in epoca ellenistica prenderanno il nome di altari a corna.

                               
Fig. 11 – La figura mostra un re tolemaico che sta per colpire con la mazza un uomo già trafitto da uno spiedo. Questa immagine con l’uomo trafitto, non un animale, può essere considerata come l’inizio delle fasi che precedono il suo simbolico sacrificio ardendo nel fuoco. Immagine tratta dall’articolo di René Preys, La royautè lagide et le culte d’Osiris, nel volume Documments de Theologies Thébaines Tardives, Montpellier 2015, fig. 6, pag. 112

Che il braciere sia stato un utensile per eseguire le condanne a morte è evidente nella formula imprecatoria che conclude una decisione pubblicata sotto Psammetico I (664-610 a.C., XXVI dinastia) nel tempio del nomo herakhleopolitano : Colui che si opporrà a questo decreto egli sarà consegnato al Grande Tribunale che è a Herakleopoli, egli sarà consegnato ai coltelli di Heneb che risiede a Naref, suo figlio essendo spossessato, la sua casa annientata e il suo corpo passerà in olocausto perchè egli sarà consegnato al braciere e il suo nome non esisterà più tra i viventi.
Ai tempi di Manetone le vittime consegnate a Hera erano effettivamente immagini di cera. Però il dettaglio delle formule del Rituale impone di credere che il braciere di Mut servisse anticamente a bruciare offerte di carni e che queste offerte di carni erano corpi di esseri umani.
La curiosa locuzione uomini-bestia significa che gli uomini sacrificati a Hera heliopolitana erano esaminati come i vitelli destinati all’immolazione.
Dai dati convergenti del Rituale heliopolitano e di Manetone si deve concludere che in certi casi sono stati praticati sacrifici umani in piena epoca storica. Nel Terzo Periodo Intermedio il sacrificio umano d’Heliopoli corrispondeva a una ritualizzazione della pena capitale.

di Gilberto Modonesi

https://mediterraneoantico.it/articoli/egitto-vicino-oriente/gil-egizi-e-i-sacrifici-umani/

martedì 17 febbraio 2026

EPSTEIN E LA PIRAMIDE RITUALE parte 2°


Cosa rappresentava Epstein nello scacchiere internazionale?
In quale livello della piramide del potere si collocava?
Quali poteri c'erano dietro il "mago della finanza"?
Perché è emerso solo ora lo scandalo del secolo ?
Cui prodest tutto questo caos generalizzato?

BLACK CELEBRATION
2- Il secondo livello, quello in grossa parte ancora occultato, riguarda crimini ancora più efferati, come torture, omicidi e rituali di sangue. Cos'è il rito?
Il rito in tutte le sue declinazioni studia le azioni codificate, ripetitive e simboliche che creano identità sociale, spaziando da contesti religiosi a pratiche secolari.
I riti sacrificali, inclusi quelli di passaggio, propiziatori o funebri, strutturano l'esperienza umana, garantendo coesione e ordine sociale. Il rito crea ordine e obbedienza, garantisce anche a livello sottile la sudditanza della moltitudine nei confronti dell'oracolo e dell'autorità.
Perché la sovragestione pratica sacrifici di sangue nei suoi livelli più alti? 
Un po' per le stesse motivazioni ricattatorie precedenti, ma soprattutto per iniziare/controiniziare nuovi adepti con patti di sangue, fino a coinvolgere intere nazioni riguardo decisioni geopolitiche e scelte strategiche da intraprendere. Infine, come liturgia nera per creare legami energetici con certe forze sottili, tramite una ritualità ancestrale ereditata dal passato e praticata da famiglie e personaggi di un certo retaggio e lignaggio. Pratiche che si sono avvicendate nella storia un po' in tutte le culture, mescolandosi tra loro e tramandando una certa operatività cerimoniale. 
I maghi del back-office governano dall'alto le sorti dei regni come oracoli, proteggendoli egregoricamente tramite la magia rituale, tramite sacrifici umani dedicati a specifiche entità da attrarre e utilizzare come scudi energetici. Sorvolo sul fatto che tali stratagemmi funzionino o meno, che loro ci credano o meno, che valga forse più l'effetto placebo che altro, però è un fatto che esistano certe realtà. 
Il regista Polanski nel suo film Macbeth mostra come all'origine di ogni impero e di ogni fine impero, ci siano incantesimi magico operativi e celebrativi atti a benedire o maledire chi dovrà guidarli. Questo livello è decisamente il più occulto e al tempo stesso il più operativo. 
Nel caso dei file incriminati è quindi necessario spostare l'attenzione dai crimini più efferati, come l'omicidio, le torture, gli snuff movie e i sacrifici di sangue. 
Cosa fa il sistema? Sacrifica un vecchio ramo dell'albero, quello che non serve più alla pianta, quello obsoleto e da tagliare, per salvare il sistema albero nel suo complesso. Tradotto, da in pasto all'opinione pubblica una moltitudine di files, spesso inutili e tendenziosi, per la maggioranza oscurati quando sono realmente scottanti, che vanno a spostare l'attenzione generale, in modo che non si parli mai di tematiche ancor più inconfessabili. Perché avviene questo? Perché al contrario sarebbe coinvolto lo Stato-profondo, tutti gli apparati statali ad esso connessi, come magistratura, polizia, Servizi Segreti, culti religiosi, massonerie, oltre ai finanziatori miliardari di campagne elettorali.
Questo livello del potere non viene quasi mai toccato, viene da sempre preservato, essendo il fulcro della questione. Talvolta sfiorato da fatti di cronaca, da testimonianze di vittime, da processi che pochi ricorderanno, descritto come metafora filmica o in qualche libro. Rappresenta il centro della tela del ragno ed ha implicazioni talmente profonde da far saltare in aria il castello di carte in cui viviamo e, forse, non siamo ancora pronti a recepire la verità profonda di un mondo che pensavamo riguardasse solo la fantasia più estrema.
Ci sono stati nella storia del cinema tanti film che hanno trattato l'argomento.
Ne citerò solo 5, sapendo che la lista è molto più ampia, perché parlano in modo esplicito e diretto di certe tematiche, tra sessualità deviata, rituali di sangue, iniziazioni demoniache e omicidi tramite un contrappasso massonico, e messaggi in codice.
1- Rosemary's Baby di Polanski, che svela metaforicamente come la piovra occulta, infiltrata in ogni settore della nostra vita, opera su più livelli, fino alla venuta del figlio di Satana. Film epocale e definitivo su certi mondi, con tante rose rosse in primo piano.
2- Eyes Wide Shut di Kubrick, che va oltre la favola nera, rappresentando questo mondo in termini più realistici, seppur collocati in un contesto onirico, con mille messaggi sottotraccia e mostrando come il potere si celebri tramite cerchi magici, riti sessuali e omicidio.
3- Salò o le 120 Giornate di Sodoma, di Pasolini. Film che ricorda per molti versi l'isola segreta di Epstein, anche se è stato girato in interni di antiche ville aristocratiche, ma ci rivela come l'autorità nei suoi meandri più mefistofelici, rapisca minori per violentarli, umiliarli, torturarli e ucciderli. Quindi una metafora sull'anarchia del potere e della sua brutalità. Un atavico cannibalismo che necessita di energia vitale.
4- Todo Modo, di Elio Petri. Film che non parla di sevizie su donne o minori, ma che ci mostra come funziona il contrappasso massonico riguardo gli omicidi rituali ed i suoi messaggi in codice in ambito politico finanziario. Ho inserito anche questo capolavoro, in parte differente dagli altri che sono più specifici, perché rivela una certa mentalità e un certo modus operandi del potere costituito e dei suoi Servizi deviati.
5- Hostel, di Eli Roth, prodotto da Tarantino. Un apparente B-movie d'autore che, paradossalmente, tra tutti i citati è quello più esplicito rispetto al tema. A mio avviso, un piccolo gioiellino di genere che va molto oltre le apparenze di un horror qualsiasi. Compravendita vittime, reclutamento vittime, stanze dell'orrore, coinvolgimento di vip nell'asta on line per assicurarsi le prede. Soprattutto nel secondo episodio della serie, viene rivelato come questa setta sia ramificata ovunque, in una realtà infernale che non da scampo. Film molto coraggioso e che, a detta dello stesso regista, si ispirò a Salò di Pasolini.

NORMALIZZAZIONE E ACCETTAZIONE DELLA PEDOFILIA
3- Il terzo livello della piramide rituale, è forse quello più inquietante.
Quello più subdolo e sottile, perché agisce sull'inconscio collettivo e sulla psicologia di massa. Impalpabile, evanescente, metafisico.
Questo livello riguarda la parte invisibile della questione, è il plagio emozionale che agisce come una sorta di rieducazione che si sedimenta, passo dopo passo, superando tabù consolidati nel tempo. Fino all'accettazione e alla normalizzazione, in punta di piedi, del fenomeno pedofilia e, contemporaneamente, dell'impunità del potere. 
Questo livello esula dallo stesso Epstein, perfino dai suoi sodali e mandanti occulti, è un epifenomeno che si autoalimenta, ma scaturito dall'azione arcontica che presiede la realtà materiale. Il sistema ci permette di veder dal buco della serratura fino a che punto si spinge l' elite nelle sue perversioni. Perversioni che, purtroppo e non da oggi, sono anche le perversioni di tanti insospettabili cittadini modello. Ci abitua poco alla volta a percepire che a certi crimini hanno partecipato Guelfi e Ghibellini, destri e sinistri, buoni e cattivi. 
Oltre a ricordarci l'impunità del potere, importante per ristabilire i ruoli sociali in campo e le giuste gerarchie, veniamo assuefatti all'orrore più indicibile e, come in Salo', impariamo giorno dopo giorno, a mangiare merda, scambiandola per cioccolato.
Mostrando infine che "cosi fan tutti..." si normalizza il problema per realizzare in un futuro non troppo lontano, la sua metabolizzazione.
Goccia dopo goccia, fino a quando tutto apparirà come consuetudine e non più come tabù da praticare in segreto e con senso di colpa.
Il goal finale è la rieducazione dei popoli al sovvertimento dei tradizionali valori condivisi, fino all'annichilimento finale del suddito, alla sua atomizzazione sociale, tramite il sesso usato come arma di ricatto, tramite il sacrificio e la violenza estrema, in una sorta di Santa Inquisizione della modernità. Il verdetto simbolico che viene veicolato è che, nonostante tutto il materiale, non ci sono prove sufficienti per nuove incriminazioni legate a figure di alto profilo citate nei file. Se tutti sono coinvolti in certe pratiche e mai nessuno paga, allora tana libera tutti.
Attraverso queste denunce mediatiche, apparentemente dalla parte della giustizia, invero pilotate e teleguidate, si è aperto un pericoloso processo di normalizzazione dell'anarchia del potere, scardinando l'innominabile tabù dei tabù.
E se in mondovisione il PADRE (autorità) educa il figlio (popolo) ad accettare questo modello perverso, volenti o nolenti, saremo anestetizzati da qualsiasi oscenità, perché il tutto diventerà nel tempo una consuetudine, sdoganando il male assoluto.
Così fan tutti... cit.

giovedì 12 febbraio 2026

EPSTEIN E LA PIRAMIDE RITUALE parte 1°



Epstein aveva fin da piccolo una grande passione per i numeri, a soli 25 anni entrò nelle grazie della Rockefeller Corporation, lavorando addirittura come consulente finanziario nella tavola rotonda dei cosiddetti "12 cavalieri neo-templari". Questo avviene grazie ad un amico comune del Mossad, il noto editore e agente segreto inglese Robert Maxell, morto in circostanze misteriose e padre di Ghislaine Maxell, compagna, confidente ed alter ego di Epstein. Si fidavano di lui, e dalle cronache era considerato una giovane promessa del mondo finanziario, tanto da affidargli compiti prestigiosi, tra i quali le relazioni con tutti big del pianeta. Si diceva potesse capire con largo anticipo il crollo delle borse, crisi finanziarie. Una sorta di veggente, un ciarlatano millantatore o, magari, persona estremamente informata? In 30 anni crea una rete capillare di contatti e conoscenze importanti. Sapeva sicuramente troppo, custodiva segreti inconfessabili, in primis di natura politico finanziaria. Per consolidare il suo network per conto di ambienti oscuri, fu indotto a ricattare attraverso scandali sessuali il meglio e il peggio dell'elite. 
Tramite il suo mastodontico archivio occulto assicurò la sua vita in caso di minacce di morte. Le tante denunce avviate dalle vittime degli orchi e qualche franco tiratore pronto a colpirlo, hanno costretto il Parlamento USA ad avviare una grande inchiesta federale, oltre a evitare emergessero coinvolgimenti di alte sfere della sovragestione. 
Nel 2019 viene trovato morto impiccato nella sua cella di isolamento. Le telecamere, in quel preciso istante, smettono di funzionare per un paio di minuti per poi riaccendersi magicamente subito dopo. 

Cosa rappresentava Epstein nello scacchiere internazionale? 
In quale livello della piramide del potere si collocava? 
Quali ambienti c'erano dietro la sua figura? 
Perché è emerso solo ora, in tutta la sua brutalità da fiction, lo scandalo del secolo? 
Cui prodest tutto questo caos generalizzato? 
Ecco, solo ponendoci queste semplici domande comprendiamo la manipolazione in atto dietro questo labirinto senza fine. Se, anche solo per un attimo, usciamo dalla narrazione gossipara, e accantoniamo la morbosità tipica del suddito in astinenza da rogo, possiamo iniziare a ragionare seriamente su ciò che sta accadendo.
Facciamo subito una premessa, se qualcosa viene fuori a certi livelli, significa che il sistema o parte di esso, necessita di fare propaganda.
Scordatevi il "salvatore", i vari salvatori, i buoni e i cattivi.
Intanto, i file incriminati che l'FBI ha reso pubblici sono solo una piccola parte. 
Una buona metà sono ufficialmente censurati, l'altra metà parzialmente oscurati o cancellati. Da questo si deduce che è stata resa pubblica solo la parte più edulcorata della "grande opera in nero". Ma quale verità si vuole perseguire se tutto il resto viene occultato? 
Sono stati scelti i vip sacrificabili, non più utili alla causa o, in qualche modo, scaricabili. Una grande stanza dei segreti che serve ad aggiornare il presepe dei potenti, a eliminarli o a riposizionarli sulla retta via. Una sorta di memento mori in codice per destrutturare il presente e plasmare il futuro del back-office del potere. 
Allora abbiamo assistito l'arrivo a pioggia dei files incriminati, nei social non si parla d'altro.
Perfino l'ufficialismo più bieco, lo stesso che aveva deriso tutta la prima fase del tristemente noto Pizzagate, a denti stretti, ammette l'esistenza di qualche mela marcia e, tra una notizia e l'altra, è costretto ad accettare la novella. Peccato però, che questo piccolo svelamento dato in pasto ai leoncini, sia eterodiretto da una regia nascosta, molto raffinata.
Ci donano il pizzino quotidiano, senza voler approfondire nulla, rimanendo al gossip, cercando di non turbare gli animi dei benpensanti che non possono accettare che il potere costituito, in toto o quasi, sia pedofilo o peggio ancora.
Ci informano, ma sempre in punta di piedi, e nessuno si chiede perché i personaggi incriminati di tali orrori non siano già in carcere. In questo modo si accontentano tutti i fronti politici. I progressisti gongolano perché Trump, Musk e l'ex Principe Andrea sarebbero coinvolti. I conservatori puntano il dito sui Clinton, su Bill Gates e via dicendo. 
Però il tutto rimane ad un livello molto superficiale, tanto rumore per nulla, mentre il sistema si cristallizza, aggiornandosi su nuovi fronti. Poi ci sono le eccezioni, coloro che hanno favorito questo processo per la ricerca della verità. Eccezioni bipartisan, come nel caso dei deputati Thomas Massie e Ro Khanna, co-firmatari per lo sblocco dei files censurati. Due esempi virtuosi quanto rari che, insieme alle numerose vittime, hanno costretto il congresso alla desecretazione delle mail incriminate ed oggi lottano contro tutti per rendere pubblico l'altra metà dell'archivio. Thomas Massie, repubblicano dissidente ha affermato che i documenti su Jeffrey Epstein vengono trattenuti per due motivi principali: i suoi stretti legami con i servizi segreti israeliani e americani, e l’implicazione di potenti miliardari e donatori vicini a Trump. «I file Epstein vengono bloccati perché Jeffrey Epstein aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e con quella americana», ha dichiarato il deputato conservatore. «E perché coinvolgono miliardari e donatori politici che sono amici del presidente Trump». 
Cosa ci mostra la decriptazione di questi files dell'orrore? Analizziamo i 3 livelli principali.

1- Il primo livello riguarda la lotta interna tra poteri politici ed economici. Un'eterna lotta trasversale tra forze contrapposte e pure all'interno degli stessi schieramenti, che utilizza ricatti e scheletri nell'armadio. I potenti sono facilmente ricattabili su diverse questioni, in primis il sesso e la corruzione. Ecco che l'archivio Epstein torna utile per colpire quel personaggio, quella fazione, quelle politiche, quei finanziamenti, quelle lobby, oltre a mandare messaggi in codice per le future vittime, magari non allineate. La funzione di Epstein era quella di rendere ricattabile qualsiasi personaggio del sistema, tramite prostitute, festini pedofili, compravendita di ragazze e ragazzi da dare in pasto agli orchi di ogni latitudine. Tutto veniva sapientemente registrato e filmato, così presidenti, magnati, dirigenti di grandi network finanziari, militari e quant'altro venivano incastrati e costretti a restituire il favore in ambito politico, in cambio della riservatezza dei documenti scottanti. Assicurandosi che tutti agissero secondo agenda ricattatoria, magari riguardo alla necessità di un conflitto da scatenare, di una crisi economica da costruire, di una pandemia da plasmare, favorendo lobby amiche. Tutto veniva archiviato dagli apparati dello Stato profondo, per essere utilizzato nel tempo e all'uopo. Consideriamo che Epstein è una creatura del Mossad, immanicato con mezzo mondo, e l'aeroporto da dove partiva il suo jet privato per "l'isola dei famosi" è di proprietà di una consociata della CIA. Epstein è l'epicentro dello scandalo, il grande orco e, contemporaneamente, uno specchietto per le allodole di un sistema che lo controlla e lo utilizza a piacere, secondo i suoi desiderata.
Quanti Epstein ci saranno al mondo anche in questo momento? E quanti manipolatori dei vari Epstein ci saranno?
Non pensate che sia solo la classica mela marcia, quello che è emerso, seppur in maniera parziale e strumentale, è una prassi della sovragestione. 
Un modus operandi antico e rodato, capillare per poter controllare tutte le stanze del potere, per esercitare il dominio in tempi di globalismo. 
Purtroppo la storia non finisce qui, perché siamo solo ai primi scalini del tempio. 
Interessante, seppur altra faccenda, la suggestione riguardo il mondo dei cecchini di Sarajevo, emerso nel 2025, dove ricchi facoltosi ed insospettabili, arruolati da strani personaggi legati ad ambienti militari, sparavano sui civili a sangue freddo, come al poligono, compresi donne, anziani e bambini. Curioso che in questi anni di riassetto del risiko mondiale, emergano fatti che, fino a ieri sarebbero stati appannaggio dei soliti complottisti.
Io ritengo che queste reti siano interconnesse e ci siano personaggi legati ai Servizi deviati che facciano da collante tra i due mondi, quello di sopra e quello di sotto. 
Uno schema perfettamente collaudato che si può declinare e reiterare nel tempo, a qualsiasi latitudine e grado. 
Ora dobbiamo addentrarci nel tempio/piramide e vedere le "secrete stanze".

Continua...







giovedì 29 gennaio 2026

UNA ROSA PER ANNABELLA


ANTEFATTO
C'era una volta Annabella, una studentessa di giurisprudenza dell’Università di Bologna, scomparsa da Padova la sera dell’Epifania del 2026.
Il suo corpo è stato trovato a Teolo, in un bosco sui Colli Euganei, impiccato a un albero e privo di segni di violenza.
Uscita di casa di Padova verso le 20 del 6 gennaio, Annabella ha pedalato nel gelo notturno per 25 chilometri fino a raggiungere un sentiero che si snoda da via Euganea Teolo, tra i numeri civici 1-3.
Chiusa la sua bicicletta viola con il lucchetto, ha camminato a piedi fino a raggiungere la fitta boscaglia del Monte Oliveto.
Annabella aveva un grande cerotto con una garza sulla bocca.
Chi ha messo quel cerotto? La stessa ragazza, forse per impedirsi di urlare o chiedere aiuto? O con lei, in quei drammatici ultimi istanti, era presente un’altra persona?
Prima di raggiungere il Monte Oliveto, la 22enne aveva acquistato nella pizzeria di San Domenico di Selvazzano Dentro, nel padovano, due pizze da asporto e almeno due bibite.
Immortalate nel portapacchi della sua bicicletta dalle telecamere di videosorveglianza lungo il suo percorso.
Perché due pizze, se era da sola? I resti della cena sono stati trovati ai piedi dell’albero, dove c’erano anche tre lattine di Coca Cola vuote.
Nel contenuto dell’ultimo post pubblicato a ottobre 2025 sul social Threads, Annabella Martinelli intrattiene un dialogo con un uomo, il cui profilo risulta ora cancellato.
Lei gli scrive: “Se diventi il mio stalker ti individuo subito” e “Se crepo o mi succede qualcosa ora sappiamo di chi è la colpa, di un uomo che non sa accettare il rifiuto”. Purtroppo, secondo chi indaga, non ci sarebbero collegamenti tra questi post e la morte della studentessa. Durante il tragitto ha incontrato una ragazza, Giulia, che le avrebbe offerto aiuto, dato che l'aveva vista spingere a mano la bicicletta di notte, in un luogo isolato.
Annabella le ha risposto che non aveva alcun problema e che avrebbe continuato il suo percorso da sola.
La zona impervia in cui è stato trovato il cadavere, non è frequentata, se non qualche abitante della zona. Le ricerche dei soccorritori, impegnati con oltre 50 uomini tra vigili del fuoco, forze dell’ordine, cani molecolari e volontari della Protezione civile, non avevano trovato nulla. A trovare Annabella, è stata infatti una signora della zona che stava portando a spasso il cane. Il giorno dopo il ritrovamento del cadavere, i genitori della ragazza hanno posato un fiore nel bosco.

NON TORNA NULLA DELLA VERSIONE UFFICIALE
Cosa non quadra nella narrazione ufficiale? Tante, troppe cose...
Intanto, la scelta del luogo. Perché fare 25 km di notte, in pieno inverno con 10° sotto zero per raggiungere un bosco isolato, senza alcuna torcia (il cellulare è stato trovato chiuso nello zainetto), per cercare al buio più completo un albero abbastanza robusto e adatto per suicidarsi?
Come è possibile legare saldamente una corda a 3 metri di altezza su un albero, al buio e senza illuminazione, senza arrampicarsi e poi mettersi un cappio senza alcuna base d'appoggio. Base dalla quale poi liberarsene e quindi cadere verso il basso, calcolando di rimanere appesi, il tutto con un cerotto e una garza in bocca, e con due pizze e 3 coca cola sullo stomaco?
Perché poi comprare cibo per due persone prima di intraprendere questa dolorosa scelta?
Perché non è ancora stato individuato lo stalker che sui social la minacciava?
Perché in altri casi si grida al femminicidio, per carità, giustamente, al minimo sospetto, e in questo caso tutte le autorità fin dal primo minuto erano sicuri si fosse suicidata?
Perché gli unici che non credono alla versione farlocca ufficiale sono solo i cittadini intervistati?
Perché una ragazza quasi incaprettata a 3 metri d'altezza, con un grande cerotto che le tappa la bocca e due cartoni di pizza, stalkerata e minacciata, viene dimenticata dai media che hanno subito decretato il suicidio fin dal primo minuto, tra stupide analisi psicologiche, sociologiche che depistano da una possibile verità? Chi difendono, cosa temono?
Perché i genitori non hanno sospetti, dubbi, perché non si fanno domande sulla dinamica surreale del suicidio e si limitano a portare un fiore sotto l'albero?



SUGGESTIONI FLOREALI E PARTICOLARI SIMBOLICI
Particolari simbolici ne abbiamo. Intanto l'immancabile rosa, una rosa bianca posta proprio sotto l'albero dove si sarebbe suicidata a 3 metri di altezza, precisamente sotto una robinia.
La robinia spesso confusa con l'acacia, è un simbolo potente di rinascita, immortalità e protezione. Anticamente associata alla sacralità, rappresentava l'energia vitale, la speranza e la continuità della vita oltre la morte, con legami in antiche tradizioni egizie ed ebraiche.
In molte tradizioni (come quella egizia legata al mito di Osiride), la robinia è associata alla vita eterna, alla resurrezione e alla continuità dell'anima.
Considerata incorruttibile, il suo legno è stato utilizzato per costruire l'Arca dell'Alleanza. I suoi fiori sono talvolta associati alla protezione dalle energie negative.
Per la massoneria, rappresenta la resurrezione e la vittoria della vita sulla morte.
Poi ci sono i civici 1 e 3, subito indicati dai media, come zona in linea d'aria vicino al punto dove è stato trovato il corpo di Annabella. Questo particolare abbastanza curioso, appare come una forzatura giornalistica e non aggiunge nulla alla vicenda, oltretutto considerata senza batter ciglio un suicidio fin dalle prime battute. Noi sappiamo che questi numeri, se letti sotto un'altra lente, potrebbero essere un messaggio numerologico, dato che posti accanto formano un 13, numero onnipresente (insieme al suo palindromico 31) in tanti casi di omicidi mediatici.
Infine, abbiamo le due famose pizze tanto enfatizzate dai media.
La pizza in sé non ha ovviamente alcuna simbologia, ma il fatto che fosse "margherita", si. Intanto, c'è l'ennesimo particolare floreale e vegetale, come la Robinia, la Rosa, la viola (colore della bicicletta). Ma la cosa simbolica più rilevante è il significato esoterico legato ai suoi colori originali. I colori alchemici sono il Rosso (Pomodoro), il Bianco (Mozzarella), il Verde (Basilico) richiamano le fasi dell'opera alchemica, rappresentando una trasmutazione che porta alla creazione di un equilibrio perfetto.
Il fatto che fossero due pizze, richiama un significato esoterico di un elemento simbolico ripetuto due volte, rappresentando l'incontro, la tensione o l'equilibrio tra opposti complementari. Nel simbolismo Templare ci sono esempi storici che includono l'uso di fiori a sei petali (o rosette) disposti in coppia (orario/antiorario) ai lati di simboli sacri, indicando l'equilibrio delle energie opposte o la rotazione cosmica.
La ripetizione raddoppia l'energia del simbolo originale, agendo spesso come una chiave di volta per la conciliazione degli opposti.