I 3 SOCCORRITORI
L'investimento provocato da Salim El Koudri di 31 anni nel centro storico di Modena, è avvenuto nel pomeriggio di sabato 16 maggio 2026. L'uomo si è scagliato alla guida della sua Citroen C3 contro i pedoni lungo la via Emilia Centro con l'intento esplicito di colpire quante più persone possibile. Si registrano 8 gravi feriti, tra i quali una donna anziana che ha perso le gambe.All'interno della tragedia possiamo evidenziare un caso di triplice sincronicità che ha dell'incredibile.
La turista tedesca che ha perso le gambe è stata soccorsa immediatamente da 3 persone che risulteranno fondamentali per la sua sopravvivenza.
1- Stefano, incursore del 9° reggimento d'elite Col Moschin, corpo militare connesso all'Intelligence, che fortunatamente aveva con sé un laccio emostatico e passava casualmente nei paraggi.
2- Viktoriya Prudka ( prudkyj (прудкий) significa "veloce", "rapido", "scattante", "agile" o "destro), nomen omen, un'infermiera ucraina che lavora nello stesso ospedale dove è stata ricoverata la vittima, anche lei casualmente nei pressi dell'incidente a fare shopping con i suoi figli e con laccio emostatico "d'ordinanza" nella borsetta.
3- Alessandro Misericordia, un medico specializzando di 33 anni che passeggiava vicino alla scena, che ha soccorso per primo la signora. Con guanti di lattice presi da un negozio in strada e una cintura ha bloccato l'emorragia di una gamba.
Secondo l'intervista, Misericordia afferma che l'emorragia dell'altra gamba è stata bloccata dall'infermiera ucraina con un laccio emostatico, ma non cita o ricorda il militare intervenuto sulla scena.
La povera turista tedesca non era svenuta, era cosciente, almeno secondo le testimonianze, e fortunatamente le arterie recise nell'immediato, a causa della contrazione della parete muscolare, si sono chiuse e ha perso pochissimo sangue, prima dell'intervento lampo dei soccorritori. La vittima è stata dimessa giovedì 21, dopo soli 4 giorni e trasferita in Germania per continuare le cure. Per la privacy non sono state date le sue generalità. Le altre persone gravemente ferite sono quasi tutte ancora ricoverate.
Durante i primi colloqui in carcere con il suo avvocato difensore, Fausto Gianelli, e con gli inquirenti, è emerso quanto segue riguardo al suo stato mentale e alle sue affermazioni:
La povera turista tedesca non era svenuta, era cosciente, almeno secondo le testimonianze, e fortunatamente le arterie recise nell'immediato, a causa della contrazione della parete muscolare, si sono chiuse e ha perso pochissimo sangue, prima dell'intervento lampo dei soccorritori. La vittima è stata dimessa giovedì 21, dopo soli 4 giorni e trasferita in Germania per continuare le cure. Per la privacy non sono state date le sue generalità. Le altre persone gravemente ferite sono quasi tutte ancora ricoverate.
VERSIONI DISCORDANTI DEI MEDIA
Questa è la versione ufficiale dei media. Anzi, è una delle versioni, diciamo quella definitiva dopo aver trasmesso diverse dichiarazioni spesso contrastanti tra loro.
Inizialmente, i media avevano scritto che le donne mutilate dopo l'incidente erano addirittura 2, poi 1, ancora per una giornata 2, e infine nuovamente 1.
Le notizie sulla povera turista sono state piuttosto discordanti e contraddittorie.
Su alcuni TG hanno detto che era stata dimessa ed era tornata addirittura in auto con la sorella, in altri Tg che era ancora dentro l'ospedale di Baggiovara, inizialmente che non fosse ricoverata dentro quell'ospedale. Non si capisce il perché di questi errori grossolani e di queste stranezze da parte dei media ufficiali, ma così è successo.
Altre curiose casualità sono date dalla presenza di un militare che si trovava proprio nei pressi del fattaccio, di cui l'altro soccorritore non ricordava la presenza.
Come è possibile non si ricordi della presenza di un militare che ha legato il laccio emostatico per evitare l'emorragia della signora, mentre si ricorda perfettamente della presenza dell'infermiera ucraina, anche lei con laccio emostatico appresso?
A seconda delle interviste, i soccorritori parlano inizialmente di due persone, l'unica che rimane fissa nella dinamica è l'infermiera.
Oltre a queste incongruenze che già non sono piccole, mi stupisce che sul luogo della tentata strage ci fossero ben 2 persone con laccio emostatico.
Per carità, può capitare a tutti di girare con il laccio emostatico nel borsello (io purtroppo non conosco nessuno che se lo porta dietro), ma addirittura 2 persone, di cui una fortunatamente un'infermiera e l'altra un glorioso militare, mi sembra una barzelletta, senza considerare la presenza di Misericordia, medico laureando.
Fosse una scena di un film d'azione ci sarebbero stati i primi mugugni in sala, e commenti negativi sulla sceneggiatura. Stefano l'incursore, colui che poi è stato nominato l'EROE DEL GIORNO, anche se purtroppo non ne conosciamo il cognome, ma solo uno probabilmente fittizio, essendo un operativo incursore professionista.
Fin da subito salutato da Vannacci e mostrato sui suoi social come santino per la sua propaganda, oltre alla stessa appartenenza d'origine del corpo militare.
Ci tengo a precisare che in questa prima parte voglio solo riportare le tante contraddizioni e versioni discordanti dei media ufficiali. Un semplice elenco delle stranezze per come sono state veicolate, quindi nessun negazionismo sul fatto in sé che è ovviamente successo, in quanto ci sono stati decine di testimoni tra abitanti, negozianti, passanti, infermieri, polizia, vigili e quant'altro, senza considerare l'auto incidentata, la vetrina rovinata e naturalmente tutte le vittime.ME LO HA ORDINATO LA VOCE DEL DIAVOLO
Vediamo di analizzare ora i fatti riguardanti Salim El Koudri, il cui nome in arabo significa "sano", pacifico ed il cognome forza, potenza.
Quello che ha riportato agli inquirenti ricorda maledettamente lo stesso schema di molti candidati manciuriani, tra terroristi islamici, finti terroristi e presunti tali.
Tutti non ricordano cosa è successo nel momento dell'attentato, hanno un vuoto di memoria e dopo l'accaduto un senso di risveglio da un torpore invasivo. Molti riportano di aver sentito voci che ordinavano di uccidersi o di uccidere, voci spesso attribuite al demonio, dagli specialisti invece, accertate come conseguenze di una grave schizofrenia dissociativa.
Ecco cosa ha riportato Salim:
"Ricordo soltanto una sensazione precisa: quel giorno ero convinto che sarei morto. Ho preso un coltello da cucina prima di uscire di casa, ma oggi faccio fatica persino a spiegare perché l’abbia fatto. È come se nella mia mente ci fossero vuoti, frammenti confusi che non riesco a ricostruire davvero.
Quando mi chiedono cosa sia successo in quei momenti, non riesco a trovare una risposta logica. So che ero in macchina, so che qualcosa dentro di me era fuori controllo, ma non riesco a spiegare il motivo di quel gesto né a ricostruire con lucidità tutto quello che è accaduto dopo".
In riferimento alle voci interne, Salim El Koudri ha dichiarato nello specifico di sentire "le voci del Diavolo che gli parlava". Quando mi chiedono cosa sia successo in quei momenti, non riesco a trovare una risposta logica. So che ero in macchina, so che qualcosa dentro di me era fuori controllo, ma non riesco a spiegare il motivo di quel gesto né a ricostruire con lucidità tutto quello che è accaduto dopo".
Durante i primi colloqui in carcere con il suo avvocato difensore, Fausto Gianelli, e con gli inquirenti, è emerso quanto segue riguardo al suo stato mentale e alle sue affermazioni:
La possessione e il malocchio: Il giovane ha pronunciato frasi confuse e sconnesse, sostenendo non solo di sentire la presenza del demonio, ma anche affermando che "gli avevano fatto il malocchio".
La premonizione della morte: Agli atti è emersa anche un'ulteriore frase pronunciata dal 31enne dal carcere, ovvero: "Sapevo che quel giorno morivo", riferendosi al sabato in cui ha travolto la folla a Modena.
Altre incongruenze sono derivate dal fatto che, nonostante non fosse un musulmano praticante, ha chiesto esplicitamente in cella delle sigarette, dei libri, una Bibbia e il desiderio di parlare con un prete.
La premonizione della morte: Agli atti è emersa anche un'ulteriore frase pronunciata dal 31enne dal carcere, ovvero: "Sapevo che quel giorno morivo", riferendosi al sabato in cui ha travolto la folla a Modena.
Altre incongruenze sono derivate dal fatto che, nonostante non fosse un musulmano praticante, ha chiesto esplicitamente in cella delle sigarette, dei libri, una Bibbia e il desiderio di parlare con un prete.
PSYOP E MESSAGGI IN CODICE MILITARI
L'eventuale Psypop a chi converrebbe, se di operazione psicologica possiamo parlare?
L'eventuale Psypop a chi converrebbe, se di operazione psicologica possiamo parlare?
Forse doveva finire peggio con tanti morti ed il suicidio annunciato del ragazzo?
Intanto, la strumentalizzazione di fatti gravi, anche se naturali ed esenti da complotti, serve ad alimentare la propaganda e una successiva guerra tra poveri.
Intanto, la strumentalizzazione di fatti gravi, anche se naturali ed esenti da complotti, serve ad alimentare la propaganda e una successiva guerra tra poveri.
Serve al potere dominante politico a cavalcare l'onda della paura e tutto quello che ne consegue.
Da un lato il popolo autoctono italico, dall'altro lato stranieri o italiani di 2° generazioni di fede musulmana, quindi in simbolica relazione alla lotta secolare tra cristiani e islamici.
Sopra le parti, i pacieri e la pompa di Stato con la presenza di Mattarellum e la Meloni che presenziano la liturgia, che potrebbe certificare l'evento proprio come oggetto della propaganda di cui sopra, od addirittura, di una psyop.
Perché presenziare istituzionalmente un fatto di cronaca, da subito non catalogato come atto terroristico, dove nessuno è morto, pur essendoci stati tanti gravi feriti?
Perché richiamava simbolicamente un attentato islamico? Per analogia simbolica?
Ma se gli inquirenti avevano escluso categoricamente fosse collegato al terrorismo, perché Mattarella e Meloni si sono sentiti in sincronico obbligo istituzionale di andarci lo stesso a Modena? Non è mai successo che le nostre istituzioni si siano fiondate sul posto di un fatto di cronaca, in assenza di collegamenti terroristici e in assenza di vittime decedute.
Quanto zelo!
I casi di sangue sono perfetti per questo scopo perché alimentano la paura e la richiesta di protezione del popolino. I ruoli sociali da ristabilire in campo vanno sempre rintuzzati, ripresi, come quando bisogna far tornare al proprio posto un bambino che fa i capricci e magari non obbedisce puntualmente ai genitori, oppure, come quando un cane non risponde immediatamente ai comandi del padrone. La tensione va tenuta alta e continua per rieducare le persone.
Sono dinamiche da strategia della tensione 2.0 quelle dei candidati manciuriani, vanno a plasmare polarizzazioni che favoriscono la piramide superiore.
Ordine dal caos o nel caos, quasi a cristallizzare il potere costituito.
Il potere per poter esercitare il suo status, ha bisogno di cavalcare, manipolare o addirittura creare eventi quando servono, per assicurarsi il sonno della ragione dei sudditi e per comunicare in codice, potenziando energeticamente il messaggio. I casi di sangue sono perfetti per questo scopo perché alimentano la paura e la richiesta di protezione del popolino. I ruoli sociali da ristabilire in campo vanno sempre rintuzzati, ripresi, come quando bisogna far tornare al proprio posto un bambino che fa i capricci e magari non obbedisce puntualmente ai genitori, oppure, come quando un cane non risponde immediatamente ai comandi del padrone. La tensione va tenuta alta e continua per rieducare le persone.
Invece, per quanto riguarda i messaggi in codice di natura militare e geopolitica, possono essere riferiti alla guerra in corso contro la Russia, soprattutto, per quanto riguarda gli ultimi sanguinari attacchi di Kiev attraverso i droni.
Oltre alla curiosa similitudine della bandiera di Modena che condivide gli stessi colori di quella Ucraina. Oltre alla presenza di un militare del Col Moschin salutato come eroe e strumentalizzato fin da subito da Vannacci e dall'estrema destra, tramite manifestazioni di FN contro l'immigrazione (peccato che Salim sia italiano). Oltre la presenza di un infermiera ucraina sul posto che ha soccorso la turista tedesca, c'è anche l'auto di Salim, una Citroen C3 che potrebbe avere rilevanza, soprattutto, riguardo il discorso dei droni.
Quindi una sorta di START per qualche azione o per comunicare qualcosa inerente a step di una data missione, senza considerare la celebrazione di una strategia, di una fase operativa.
Vediamo allora il significato di C3 in ambito bellico:
Il termine "C3" in ambito militare si riferisce ai sistemi di Comando, Controllo e Comunicazione (dal corrispettivo inglese Command, Control and Communications) e rappresenta l'architettura tecnologica e strategica tramite cui le forze armate di Russia e Ucraina coordinano le proprie operazioni sul campo.
Entrambe le parti hanno dovuto adattare pesantemente i propri sistemi, passando da strutture centralizzate a reti decentralizzate. Il C3 in questo conflitto fa un uso massiccio di terminali di comunicazione satellitare mobile (come Starlink) e reti criptate portatili.
I sistemi di Command and Control sono integrati con software di intelligence per condividere in tempo reale le coordinate dei bersagli con i plotoni di droni.
Le infrastrutture C3 sono l'obiettivo primario della guerra elettronica (EW).
Le infrastrutture C3 sono l'obiettivo primario della guerra elettronica (EW).
Entrambi gli schieramenti dispongono di potenti sistemi di disturbo (jamming) progettati per tagliare le comunicazioni radio nemiche e accecare i sistemi di guida delle armi guidate.
L'impiego di forze speciali e unità di intelligence decentrate (spesso connesse a piattaforme C3 automatizzate) ha ridotto la dipendenza dalla catena di comando gerarchica classica, che si è dimostrata più lenta rispetto alla velocità di attacco dei droni d'attacco.
Il conflitto è entrato nella sua fase più recente, con la Russia che controlla parti significative del Donbass (Donetsk e Luhansk) e mantiene la pressione su diverse aree, fronteggiando al contempo le sfide poste dalle incursioni e dalla difesa delle proprie posizioni nelle regioni di confine. La linea del fronte si estende per oltre mille chilometri, in un'area pesantemente fortificata e minata.
L'impiego di forze speciali e unità di intelligence decentrate (spesso connesse a piattaforme C3 automatizzate) ha ridotto la dipendenza dalla catena di comando gerarchica classica, che si è dimostrata più lenta rispetto alla velocità di attacco dei droni d'attacco.
Il conflitto è entrato nella sua fase più recente, con la Russia che controlla parti significative del Donbass (Donetsk e Luhansk) e mantiene la pressione su diverse aree, fronteggiando al contempo le sfide poste dalle incursioni e dalla difesa delle proprie posizioni nelle regioni di confine. La linea del fronte si estende per oltre mille chilometri, in un'area pesantemente fortificata e minata.
Infine, come spesso accade, citiamo anche i numeri simbolici veicolati dai media.
L'immancabile 31/13, onnipresente sulle scene del crimine mediatico e un 33, rispettivamente l'età dell'attentatore e del laureando in medicina dal nome Misericordia.
CONCLUSIONI
Ognuno tragga quello che preferisce da questo articolo, le mie analisi non hanno la presunzione di indicare la verità, ma solo di fornire informazioni e creare dibattito riguardo a fatti di cronaca dove sono coinvolti più livelli in campo. Le mie suggestioni vogliono solo ampliare la visione della versione ufficiale e suggerire dubbi, perplessità, curiosità.
Ognuno, se lo desidera, può seguire il filo rosso di Arianna per trovare la sua via d'uscita dal labirinto che protegge il Minotauro.

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