mercoledì 25 febbraio 2026

ROGO REDO, IL ROGO DEL VITELLO



Una storia inquietante, dove le versioni ufficiali si sono alternate, sconfessandosi a vicenda, dove la verità è cambiata a seconda della sceneggiatura e delle conseguenti percezioni, e potrebbe ancora mutare.
Originariamente il poliziotto aveva sparato a Mansouri, un pusher che gli aveva puntato una pistola contro, alla distanza di circa 30 metri.
Poi, curiosamente, si scopre proprio grazie alle indagini della Polizia stessa, che la pistola era a salve e che è stata piazzata da qualcuno nelle mani della vittima. 
Non solo, è stato detto che questo agente chiedeva il pizzo agli spacciatori a suon di martellate, e che le impronte di questa fantomatica pistola siano dello stesso poliziotto. 
Lo stesso che nel 2017 vantava una lode direttamente dal Viminale per le sue gesta contro la criminalità, tanto da essere rappresentato come modello per le nostre istituzioni.
Tutta la narrazione presenta vistosi cortocircuiti, sia la prima versione che la seconda.
Nella prima versione, visibilmente falsa, non aveva alcun senso che il pusher puntasse una pistola a salve contro un poliziotto, perchè avrebbe significato un volersi suicidare all'istante.
Nell' ultima versione, quella definitiva, non avrebbe alcun senso che l'agente avesse sparato al pusher disarmato da 30 metri di distanza, a meno non volesse fare il tirassegno per diletto.
Non solo, non avrebbe alcun senso uccidere qualcuno, insieme a colleghi che poi ti potrebbero sputtanare, come poi nei fatti pare sia avvenuto. 
Come non avrebbe alcun senso, manipolare la scena del delitto, lasciando tracce biologiche sulla pistola finta, senza contaminarla con le tracce nella mano di Mansouri. Anche in questo caso il lasciare accanto al cadavere la pistola finta, equivarrebbe ad una condanna esplicita. Pare tutto assurdo!
La vicenda potrebbe essere più articolata e complessa delle apparenze.
A mio avviso, non una mela marcia, ma qualcosa di più grande che ha colto l'occasione per sacrificare qualcuno per una ragione politica, subito cavalcata dal centrodestra, pronto come non mai a circoscrivere tutto il MALE possibile a questo singolo agente, percepito come un virus isolato da estirpare di un organismo sano.
Rientra nel discorso sulla propaganda dello scudo penale e sulla riforma della giustizia.
Ergo, non potevo esimermi dall'analizzare più in profondità la vicenda di RogoRedo.

Proviamo ad uscire per un attimo dalla narrazione ufficiale che vede l'agente Carmelo Cinturrino colpevole e sul quale tutti, da destra a sinistra, puntano il dito, salvandosi la coscienza. La funzione mediatica su questo caso sembra adempiere a questo rito collettivo. Esorcizziamo il male esterno per rimuovere quello interiore, bruciamo il vecchione per inaugurare l'anno nuovo, e via dicendo. 
Intanto, le onnipresenti R & R...
Il nome RogoRedo deriva dal latino robur o roborētum, che significa "luogo piantato a rovere" o "bosco di querce".
In onomanzia, invece, l'etimo funziona nella scomposizione del nome. In questo caso vale il significato ROGO, nell'accezione di bruciare e REDO che significa vitello, per osmosi, capro.
Ne risulta simbolicamente il sacrificio di un capro espiatorio nel bosco di querce.
Il "rogo del vitello" può riferirsi metaforicamente anche ad un contesto storico: la condanna storica nel 1555 a Messina della presunta strega Pellegrina Vitello da parte dell'Inquisizione siciliana, e Messina è la città di nascita del poliziotto.
Non solo, il cognome Cinturrino significa "piccola cintura".
In un contesto metaforico, tecnico o meccanico, una "piccola cintura" (o una cintura sottile/stretta) rappresenta un anello debole, ovvero un componente strutturalmente meno resistente che può cedere per primo.
Tradotto Cinturrino, almeno secondo la grammatica utilizzata dalla RR e dai Servizi deviati per uccidere qualcuno o incolparlo di un reato commesso da altri, sarebbe un capro espiatorio e la parte debole della questione, quella sacrificabile di un anello ben più ampio che coinvolge zone d'ombra delle Forze dell'Ordine.
Forse non una singola mela marcia, ma una cesta avariata che sacrifica all'altare della patria il più sfigato del gruppo, quello preposto ad incarnare il vitello (REDO) sacrificale.
Si comprenderebbe così la solerzia della Polizia nell'avviare indagini lampo, la più veloce di sempre, per esorcizzare ben altre indagini e buttare la colpa solo sul Cinturrino Carmelo.
Personaggio che potrebbe avere colpe gravissime come non averle, magari connivente e a conoscenza di certi fatti loschi, o di altro tipo di legami con questa o altre storie parallele.
Incastrato semmai da un sistema che necessita questo modus operandi. 
Non sarebbe la prima volta che accade. Come anche la creazione di uno scenario verosimile che serve a coprire un'altra vicenda.
Ovviamente, le mie sono solo suggestioni, analogie.
Interessante però, è rilevare come spesso le vulgate mainstream coincidano in maniera impressionante con lo spettro simbolico, analogico e onomantico corrispondente.
Ed è strano che, fosse solo una casualità, la solita casualità che torna precisa come un orologio svizzero, la cosiddetta verità ufficiale corrisponda spesso alla suggestione opposta in essa contenuta, un po' come un'ombra che rimane indelebile.
In pratica il livello deterministico della versione ufficiale, è sovrapponibile alla suggestione analogica in termini esatti, pur contemplando due soluzioni differenti.
Sempre molto curioso e affascinante questo giardino di rose o di querce.
cit. The Gardner



venerdì 20 febbraio 2026

GLI EGIZI E I SACRIFICI UMANI di Gilberto Modonesi



Tutte le antiche civiltà hanno praticato sacrifici umani nel periodo arcaico della loro storia. Questa brutale e raccapricciante pratica appariva necessaria per superare problemi o vincoli che bloccavano l’evoluzione sociale. Così l’orrifico sacrificio era sostanzialmente un atto a beneficio della collettività perché il sacrificio di alcuni consentiva la rimozione dei problemi che in quel momento impedivano il progresso sociale della popolazione. Il motivo specifico del sacrificio aveva la sua ragion d’essere in una sfera superiore: fare avanzare la Storia.
Nell’Egitto arcaico sono documentati dagli scavi archeologici sacrifici umani ancora prima di quelli ben noti e documentati del periodo tinita (la I e la II dinastia), ad Abido e a Saqqara. Ad Hananieh e a Hermopoli gli scavi hanno rivelato l’esistenza di questa pratica.
I riti sacrificali di esseri umani avevano finalità precise. La stele di Narmer mostra il re che avanza e ha davanti a sé alcuni corpi decollati e con il fallo reciso posato sulla testa.
Forse un atto magico per evitare che il nemico sconfitto potesse in qualche modo rigenerarsi e tornare a combattere.
Lo studio del folklore europeo ci presenta sacrifici umani molto spesso dedicati alla costruzione di importanti tombe, edifici, palazzi e soprattutto ponti. In Egitto ciò non è accaduto dopo il periodo tinita. Sono sorti grandiosi templi in tutta la terra d’Egitto, per tutto il tempo della sua lunga storia, senza che fossero sacrificati esseri umani. Eppure, per erigere un tempio bisognava pacificare il serpente che presiedeva al terreno della futura costruzione. I depositi di fondazione scavati a tale scopo agli angoli del progetto costruttivo sono ricolmi di oggetti votivi di tipo edilizio, ma le ossa presenti in tali pozzi sono ossa di oche.
Se si rivolge uno sguardo d’insieme sulla lunga storia dell’antico Egitto dopo il periodo arcaico non si notano sacrifici umani, con una sola eccezione. In un forte del Medio Regno nel Sinai, il forte di Mirgissa, gli scavi hanno messo in luce i resti di un corpo umano a cui era stata recisa la testa. È probabile che l’uomo fosse un nemico sacrificato per inviare un maleficio ad altri nemici.
Il corpo ritrovato a Mirgissa è una prova concreta e indiscutibile di un sacrificio umano. Diverso è il caso di un’immagine di una tomba tebana, la tomba di Montuherkhepshef (TT 86), in cui due uomini egizi stanno strangolando due nubiani. La tomba è della XVIII dinastia e da tempo non si sono più praticati riti di sacrifici umani

                
Fig. 3 – Tomba tebana di Montuherkhepshef (TT 86, XVIII dinastia), pubblicata da N. de Garis Davies nel volume Five Theban Tombs, London 1913, La scena del sacrificio umano di due nubiani è nella pl. VIII, fig. 3

Nel commento alla tavola con queste immagini Davies esprime la sua meraviglia a ciò che mostrano immagini eloquenti. È possibile che Montuherkhepshef abbia ritenuto di dare un senso di nobiltà alla tomba evocando un rito antico.
La scena 3 si legge da sinistra verso destra. Due egiziani, definiti “forti” tengono una corda attorno al collo di due uomini inginocchiati. L’iscrizione dice che sono nubiani Anu, residenti subito dopo la I cataratta. Gli ovali sopra le loro teste indicano forse la conquista di una fortezza. Poco più a destra della scena due corpi sono posti su due tavole; forse rappresentano l’esito finale dello strangolamento.
Testi e immagini egizie fanno spesso riferimento a riti per respingere il nemico e la conclusione di questi riti è sempre il sacrificio umano dei nemici arsi nel fuoco. In alcuni casi i testi ci fanno sapere che in realtà nel fuoco venivano gettati dei modellini in cera, quindi il sacrificio era simbolico. Ma nella maggioranza dei casi rimane il dubbio che possano trattarsi di veri olocausti di personaggi identificati come seguaci del dio Seth.
Un eminente egittologo, Jean Yoyotte, ha affrontato. nella prima parte di un suo lungo articolo basilare, lo studio di testi e documenti di ogni genere per accertare l’esistenza o meno di sacrifici umani. Questa indagine avrebbe dovuto essere “un non senso” se si considera che ogni rito che oppone divinità solari a divinità nefaste, che agiscono per bloccare il corso del sole e tornare al caos primordiale, termina con un rito di annientamento col fuoco di queste entità malvage trattate nei testi come esseri umani. Erano reali questi sacrifici o essi si svolgevano solo in forma simbolica?
Yoyotte procede sistematicamente a esaminare tutta la documentazione disponibile in cui compaiono riti di sacrifici umani. Analisi indispensabile se il sacrificio umano è avvenuto con un olocausto, in quanto sarebbe impossibile o poco significativo cercare resti umani disciolti nel fuoco.

In una formula funeraria tardiva alcune frasi parlano manifestamente di sacrifici umani: Egli ha ucciso degli uomini per Sekhmet, egli ha fatto arrostire i cuori per la Dama delle Due Terre. Questa iscrizione fa riferimento a una rivolta contro Osorkon II (883-850 a.C., XXII dinastia) in cui i ribelli vinti furono condannati alla pena capitale. In una lunga iscrizione a Karnak il grande prete Osorkon, figlio di Takelot II, conferisce all’esecuzione dei suoi avversari vinti il carattere di un atto religioso e la forma di un sacrificio umano. Nell’iscrizione di Karnak il testo ci informa che I prigionieri vennero portati a lui [il governatore dell’Alto Egitto]. Lì i prigionieri gli furono portati come un mucchio di pecore. Allora egli li colpì, facendo sì che fossero trasportati come capre nella notte del sacrificio serale, durante il quale vengono accesi i bracieri. I bracieri della festa che precede Sothis. Ciascuno fu arso nel fuoco nel luogo del crimine.
Un testo di Manetone ci dà maggiori informazioni: La legge che prevedeva di uccidere degli uomini a Heliopoli d’Egitto fu soppressa da Amasi, come attesta Manetone trattando dell’antica pratica religiosa. Degli uomini erano sacrificati a Hera. Essi erano esaminati come lo sono i vitelli puri che si selezionano e si massacrano. Al loro posto Amasi ordinò di sostituire con immagini di cera.

                              
Fig. 5 – Il re Amasis (XXVI dinastia) ha vietato che esseri umani fossero arsi vivi. Al loro posto nei riti sacrificali dovevano essere arsi nel fuoco modellini di cera. L’immagine di re Amasis è tratta dal catalogo del Museo Egizio di Berlino, 1991, n.103

Dunque, con re Amasi (570-526a.C., XXVI dinastia) sono proibite uccisioni di uomini. I riti di contrasto e vittoria contro Seth o Apopi e i loro alleati continuano ma con modelli di cera e immolazioni di animali che rappresentano forze ostili, come è il caso dell’orice bianco, o dell’onagro, dell’ippopotamo, del coccodrillo.
                       
Fig. 6 – L’orice è un animale del deserto, quindi un essere negativo, un seguace del dio Seth e come tale veniva sacrificato. Nel volumetto di Ph. Derchain, Le sacrifice de l’oryx, FERE 1962, un disegno (fig.1, pag. 9) mostra come avveniva il sacrificio dell’orice.
Fig. 7 – Una grande scultura nel tempio di Medine Habu mostra re Ramesse III che caccia i tori selvaggi. I sacrifici di animali potevano in parte corrispondere alle imprese sinergetiche del sovrano – Foto dell’autore


Alcuni animali sacrificati nei riti di contrasto ai ribelli sono il risultato delle attività sinergetiche del sovrano.
Plutarco e altri autori greci fanno notare che sono preferiti animali da sacrificare di colore rosso perché il rosso è il colore di Typhone. Un prete identifica gli animali potenzialmente ostili.Fig. 8 – Nella tomba di Akh-Hetep nella necropoli di Meir (XII dinastia) un uomo sta arrostendo un’oca con uno spiedo. Questa immagine intende riferirsi all’articolo citato di Derchain che racconta come fossero arse nel fuoco del rito sacrificale modellini di cera, ma le oche arrosto o grigliate erano mangiate dal popolo che celebrava la festa del Nuovo Anno. – Foto dell’autoreFig. 8bis – Immagine a disegno della fig. 8 che integra la mia foto con l’arrosto dell’oca e l’arrosto di un vitello nella tomba di Akh-Hotep a Meir. Figura tratta dall’articolo di C. Bouanich, L’offrande carné à Edfou, nel volume Offrandes, rites et rituals dans les temples d’époques ptolémaiques et romain, Montpellier 2015, pag. 47, fig. 4Fig. 9 – Una principessa amarniana mangia un’oca o un’anatra. Anche questa immagine vuole ricordare che nel fuoco del sacrificio venivano arsi modellini di cera, ma il pennuto grigliato era consumato dal popolo festante. Immagine tratta dal Catalogo Ufficiale del Museo del Cairo, 1987, figura 169

È il momento di citare il testo di un articoletto di Ph. Derchain che ha individuato una scritta sulle scale del tempio di Dendera dove la processione sale per ricevere il sole del Nuovo Anno. Il testo è evidente: Non si sa il numero delle oche. Esse sono l’incarnazione dei nemici e arrostiscono sugli altari.
Un secondo testo conferma: Non si sa il numero delle loro oche. Esse sono figurine che incarnano nemici. I loro arrosti abbondano sugli altari. La conclusione ovvia è che figurine di oche in cera vengono arse nel fuoco (rito di annientamento simbolico), mentre le vere oche vengono grigliate e poi date alla folla che festeggia con un’agape il sole del Nuovo Anno.

Nel periodo greco-romano la fede religiosa è accompagnata dalla praticità quotidiana.
L’Hera d’Heliopoli e Mut
In epoca greco-romana esistono più divinità femminili di nome Mut che presiedono a siti che vanno dalla cataratta fino a Heliopoli. È Manetone che in un suo frammento associa Hera a Heliopoli con questo testo: In effetti, Ellelthyaspolls [ora el-Kab] bruciavano vivi degli uomini che chiamano sethiani. È concepibile che la dea Nekhbet fosse chiamata Hera nell’interpretazione greca. Ma il rito era celebrato a Heliopoli in tutti i giorni canicolari.
Due titolature identiche di Ramesse II terminano con la qualifica amato da Mut, dama del bacino rosso. La topografia egiziana ci consente di associare strettamente Hathor dama del bacino rosso al pantheon Heliopolitano. Vari testi di differenti monumenti confermano l’esistenza di una dea Mut ben attestata a Heliopoli dalla XIX dinastia, paredra di Ra Harakhte-Atum.
Da rimarcare, queta Mut non è per nulla associata ad Amon.

Il culto di Mut alla punta del Delta
Ptah di Menfi ha talvolta nei testi una paredra: Mut che presiede alla casa di Ptah. Vari testi confermano la relazione di Mut con Ptah di Menfi. A Menfi Mut non assomiglia a Mut di Tebe, Essa ha semplicemente l’ureus in fronte.
Nella regione di Siene di trova anche una Mut Abu-netjeru che ha un’appellazione singolare: Mut che presiede alle corna degli dei. La sua sfera d’azione va dalla zona delle piramidi a Babilon e a Menfi. Si deve concludere che Hera d’Heliopoli rappresenta una Mut indipendente dal pantheon tebano. Nella interpretazione greca la si designa con il nome ellenistico che era dato alla signora di Tebe: Hera.

Le formule 2 e 7 del rituale per respingere l’aggressore
Un testo del tempio di Atribis riporta una frase rivolta a Osiri: Possa tu consegnare le genti malintenzionate, che il re detesta, al braciere di Mut che porta suo fratello.
Dunque, Hera d’Heliopoli presiede a un braciere al quale sono promessi i nemici dello stato.
Formalmente il rituale è stato composto nel Terzo Periodo Intermedio (1075-664) ma gli inizi risalgono al Nuovo Regno. Il testo ha glosse esplicative e si intitola Imprecazioni contro i 20 nemici. Di questo lungo testo riportiamo solo la parte conclusiva:
Da quel giorno i fanciulli dei loro fanciulli si maledicono perché essi siano arsi nel braciere di Mut che porta suo fratello [Osiri] che circonda tutti gli uomini-bestia. I signori di Heliopoli si alzano e dicono: Ra trionfa d’Apopi (4 volte). Osiiri-Khentamenti trionfa di questo miserabile Seth (4 volte).
L’imprecazione 5 è rivolta contro Seth che cerca di attentare alle reliquie di Osiri racchiuse nel cofano d’Heliopoli protette dal serpente Mehen. Il testo fa riferimento a quelle scene in cui una truppa di nemici legati, uomini o animali, vengono colpiti con una lancia.
Le imprecazioni più significative della formula 7 dicono: Le tue carni sono incenerate, la tua anima ba non sfuggirà dal braciere di Mut che porta suo fratello in Heliopoli che circonda tutti gli uomini-bestia, che si impadronisce degli uomini che si comportano da ribelli. Questi sono consumati dalla fiamma dell’occhio di Ra perché questi ribelli sono tuoi.
I ribelli sono Apopi e i suoi seguaci. Il testo ha pure riferimenti cosmici.

Il conflitto primordiale a Heliopoli
Qui i riferimenti vanno ai miti delle origini sulla ribellione contro Ra a Heliopoli, Ra che dovette trasformarsi in un grande gatto per respingere il serpente.

                            
Fig. 10 – Un mito delle origini racconta di una rivolta contro il do sole Ra. Per difendersi da un enorme serpente, Apopi, Ra si tramuta in un Grande Gatto maschio. Un bel dipinto della lotta del Grande Gatto con il serpente Apopi proviene dalla tomba tebana di Inherkha (TT 359, XX dinastia)

Sintetizzando, le formule 2 e 7 del Rituale per respingere l’aggressore, le frasi che concludono le imprecazioni fanno intervenire il collegio divino di Heliopoli contro Apopi, questi dei proclamano in termini rituali il trionfo universale di Ra e del re.
I ribelli erano portati nel Luogo dell’Annientamento dove essi vengono legati, sgozzati, decapitati, bruciati.

Il braciere di Mut che porta suo fratello
Le formule 2, e 7 del Rituale per respingere l’aggressore menzionano Mut che porta suo fratello e il braciere con cui arde gli uomini-bestia. Manetone conferma che degli uomini, e più tardi dei nemici in cera, erano sacrificati a Hera (Mut) in Heliopoli per essere arsi nel fuoco. L’Hera heliopolitana detiene come suo attributo specifico un braciere. Dai grandi bacili di un tempo si passa poi a veri altari da fuoco che in epoca ellenistica prenderanno il nome di altari a corna.

                               
Fig. 11 – La figura mostra un re tolemaico che sta per colpire con la mazza un uomo già trafitto da uno spiedo. Questa immagine con l’uomo trafitto, non un animale, può essere considerata come l’inizio delle fasi che precedono il suo simbolico sacrificio ardendo nel fuoco. Immagine tratta dall’articolo di René Preys, La royautè lagide et le culte d’Osiris, nel volume Documments de Theologies Thébaines Tardives, Montpellier 2015, fig. 6, pag. 112

Che il braciere sia stato un utensile per eseguire le condanne a morte è evidente nella formula imprecatoria che conclude una decisione pubblicata sotto Psammetico I (664-610 a.C., XXVI dinastia) nel tempio del nomo herakhleopolitano : Colui che si opporrà a questo decreto egli sarà consegnato al Grande Tribunale che è a Herakleopoli, egli sarà consegnato ai coltelli di Heneb che risiede a Naref, suo figlio essendo spossessato, la sua casa annientata e il suo corpo passerà in olocausto perchè egli sarà consegnato al braciere e il suo nome non esisterà più tra i viventi.
Ai tempi di Manetone le vittime consegnate a Hera erano effettivamente immagini di cera. Però il dettaglio delle formule del Rituale impone di credere che il braciere di Mut servisse anticamente a bruciare offerte di carni e che queste offerte di carni erano corpi di esseri umani.
La curiosa locuzione uomini-bestia significa che gli uomini sacrificati a Hera heliopolitana erano esaminati come i vitelli destinati all’immolazione.
Dai dati convergenti del Rituale heliopolitano e di Manetone si deve concludere che in certi casi sono stati praticati sacrifici umani in piena epoca storica. Nel Terzo Periodo Intermedio il sacrificio umano d’Heliopoli corrispondeva a una ritualizzazione della pena capitale.

di Gilberto Modonesi

https://mediterraneoantico.it/articoli/egitto-vicino-oriente/gil-egizi-e-i-sacrifici-umani/

martedì 17 febbraio 2026

EPSTEIN E LA PIRAMIDE RITUALE parte 2°


Cosa rappresentava Epstein nello scacchiere internazionale?
In quale livello della piramide del potere si collocava?
Quali poteri c'erano dietro il "mago della finanza"?
Perché è emerso solo ora lo scandalo del secolo ?
Cui prodest tutto questo caos generalizzato?

BLACK CELEBRATION
2- Il secondo livello, quello in grossa parte ancora occultato, riguarda crimini ancora più efferati, come torture, omicidi e rituali di sangue. Cos'è il rito?
Il rito in tutte le sue declinazioni studia le azioni codificate, ripetitive e simboliche che creano identità sociale, spaziando da contesti religiosi a pratiche secolari.
I riti sacrificali, inclusi quelli di passaggio, propiziatori o funebri, strutturano l'esperienza umana, garantendo coesione e ordine sociale. Il rito crea ordine e obbedienza, garantisce anche a livello sottile la sudditanza della moltitudine nei confronti dell'oracolo e dell'autorità.
Perché la sovragestione pratica sacrifici di sangue nei suoi livelli più alti? 
Un po' per le stesse motivazioni ricattatorie precedenti, ma soprattutto per iniziare/controiniziare nuovi adepti con patti di sangue, fino a coinvolgere intere nazioni riguardo decisioni geopolitiche e scelte strategiche da intraprendere. Infine, come liturgia nera per creare legami energetici con certe forze sottili, tramite una ritualità ancestrale ereditata dal passato e praticata da famiglie e personaggi di un certo retaggio e lignaggio. Pratiche che si sono avvicendate nella storia un po' in tutte le culture, mescolandosi tra loro e tramandando una certa operatività cerimoniale. 
I maghi del back-office governano dall'alto le sorti dei regni come oracoli, proteggendoli egregoricamente tramite la magia rituale, tramite sacrifici umani dedicati a specifiche entità da attrarre e utilizzare come scudi energetici. Sorvolo sul fatto che tali stratagemmi funzionino o meno, che loro ci credano o meno, che valga forse più l'effetto placebo che altro, però è un fatto che esistano certe realtà. 
Il regista Polanski nel suo film Macbeth mostra come all'origine di ogni impero e di ogni fine impero, ci siano incantesimi magico operativi e celebrativi atti a benedire o maledire chi dovrà guidarli. Questo livello è decisamente il più occulto e al tempo stesso il più operativo. 
Nel caso dei file incriminati è quindi necessario spostare l'attenzione dai crimini più efferati, come l'omicidio, le torture, gli snuff movie e i sacrifici di sangue. 
Cosa fa il sistema? Sacrifica un vecchio ramo dell'albero, quello che non serve più alla pianta, quello obsoleto e da tagliare, per salvare il sistema albero nel suo complesso. Tradotto, da in pasto all'opinione pubblica una moltitudine di files, spesso inutili e tendenziosi, per la maggioranza oscurati quando sono realmente scottanti, che vanno a spostare l'attenzione generale, in modo che non si parli mai di tematiche ancor più inconfessabili. Perché avviene questo? Perché al contrario sarebbe coinvolto lo Stato-profondo, tutti gli apparati statali ad esso connessi, come magistratura, polizia, Servizi Segreti, culti religiosi, massonerie, oltre ai finanziatori miliardari di campagne elettorali.
Questo livello del potere non viene quasi mai toccato, viene da sempre preservato, essendo il fulcro della questione. Talvolta sfiorato da fatti di cronaca, da testimonianze di vittime, da processi che pochi ricorderanno, descritto come metafora filmica o in qualche libro. Rappresenta il centro della tela del ragno ed ha implicazioni talmente profonde da far saltare in aria il castello di carte in cui viviamo e, forse, non siamo ancora pronti a recepire la verità profonda di un mondo che pensavamo riguardasse solo la fantasia più estrema.
Ci sono stati nella storia del cinema tanti film che hanno trattato l'argomento.
Ne citerò solo 5, sapendo che la lista è molto più ampia, perché parlano in modo esplicito e diretto di certe tematiche, tra sessualità deviata, rituali di sangue, iniziazioni demoniache e omicidi tramite un contrappasso massonico, e messaggi in codice.
1- Rosemary's Baby di Polanski, che svela metaforicamente come la piovra occulta, infiltrata in ogni settore della nostra vita, opera su più livelli, fino alla venuta del figlio di Satana. Film epocale e definitivo su certi mondi, con tante rose rosse in primo piano.
2- Eyes Wide Shut di Kubrick, che va oltre la favola nera, rappresentando questo mondo in termini più realistici, seppur collocati in un contesto onirico, con mille messaggi sottotraccia e mostrando come il potere si celebri tramite cerchi magici, riti sessuali e omicidio.
3- Salò o le 120 Giornate di Sodoma, di Pasolini. Film che ricorda per molti versi l'isola segreta di Epstein, anche se è stato girato in interni di antiche ville aristocratiche, ma ci rivela come l'autorità nei suoi meandri più mefistofelici, rapisca minori per violentarli, umiliarli, torturarli e ucciderli. Quindi una metafora sull'anarchia del potere e della sua brutalità. Un atavico cannibalismo che necessita di energia vitale.
4- Todo Modo, di Elio Petri. Film che non parla di sevizie su donne o minori, ma che ci mostra come funziona il contrappasso massonico riguardo gli omicidi rituali ed i suoi messaggi in codice in ambito politico finanziario. Ho inserito anche questo capolavoro, in parte differente dagli altri che sono più specifici, perché rivela una certa mentalità e un certo modus operandi del potere costituito e dei suoi Servizi deviati.
5- Hostel, di Eli Roth, prodotto da Tarantino. Un apparente B-movie d'autore che, paradossalmente, tra tutti i citati è quello più esplicito rispetto al tema. A mio avviso, un piccolo gioiellino di genere che va molto oltre le apparenze di un horror qualsiasi. Compravendita vittime, reclutamento vittime, stanze dell'orrore, coinvolgimento di vip nell'asta on line per assicurarsi le prede. Soprattutto nel secondo episodio della serie, viene rivelato come questa setta sia ramificata ovunque, in una realtà infernale che non da scampo. Film molto coraggioso e che, a detta dello stesso regista, si ispirò a Salò di Pasolini.

NORMALIZZAZIONE E ACCETTAZIONE DELLA PEDOFILIA
3- Il terzo livello della piramide rituale, è forse quello più inquietante.
Quello più subdolo e sottile, perché agisce sull'inconscio collettivo e sulla psicologia di massa. Impalpabile, evanescente, metafisico.
Questo livello riguarda la parte invisibile della questione, è il plagio emozionale che agisce come una sorta di rieducazione che si sedimenta, passo dopo passo, superando tabù consolidati nel tempo. Fino all'accettazione e alla normalizzazione, in punta di piedi, del fenomeno pedofilia e, contemporaneamente, dell'impunità del potere. 
Questo livello esula dallo stesso Epstein, perfino dai suoi sodali e mandanti occulti, è un epifenomeno che si autoalimenta, ma scaturito dall'azione arcontica che presiede la realtà materiale. Il sistema ci permette di veder dal buco della serratura fino a che punto si spinge l' elite nelle sue perversioni. Perversioni che, purtroppo e non da oggi, sono anche le perversioni di tanti insospettabili cittadini modello. Ci abitua poco alla volta a percepire che a certi crimini hanno partecipato Guelfi e Ghibellini, destri e sinistri, buoni e cattivi. 
Oltre a ricordarci l'impunità del potere, importante per ristabilire i ruoli sociali in campo e le giuste gerarchie, veniamo assuefatti all'orrore più indicibile e, come in Salo', impariamo giorno dopo giorno, a mangiare merda, scambiandola per cioccolato.
Mostrando infine che "cosi fan tutti..." si normalizza il problema per realizzare in un futuro non troppo lontano, la sua metabolizzazione.
Goccia dopo goccia, fino a quando tutto apparirà come consuetudine e non più come tabù da praticare in segreto e con senso di colpa.
Il goal finale è la rieducazione dei popoli al sovvertimento dei tradizionali valori condivisi, fino all'annichilimento finale del suddito, alla sua atomizzazione sociale, tramite il sesso usato come arma di ricatto, tramite il sacrificio e la violenza estrema, in una sorta di Santa Inquisizione della modernità. Il verdetto simbolico che viene veicolato è che, nonostante tutto il materiale, non ci sono prove sufficienti per nuove incriminazioni legate a figure di alto profilo citate nei file. Se tutti sono coinvolti in certe pratiche e mai nessuno paga, allora tana libera tutti.
Attraverso queste denunce mediatiche, apparentemente dalla parte della giustizia, invero pilotate e teleguidate, si è aperto un pericoloso processo di normalizzazione dell'anarchia del potere, scardinando l'innominabile tabù dei tabù.
E se in mondovisione il PADRE (autorità) educa il figlio (popolo) ad accettare questo modello perverso, volenti o nolenti, saremo anestetizzati da qualsiasi oscenità, perché il tutto diventerà nel tempo una consuetudine, sdoganando il male assoluto.
Così fan tutti... cit.

giovedì 12 febbraio 2026

EPSTEIN E LA PIRAMIDE RITUALE parte 1°



Epstein aveva fin da piccolo una grande passione per i numeri, a soli 25 anni entrò nelle grazie della Rockefeller Corporation, lavorando addirittura come consulente finanziario nella tavola rotonda dei cosiddetti "12 cavalieri neo-templari". Questo avviene grazie ad un amico comune del Mossad, il noto editore e agente segreto inglese Robert Maxell, morto in circostanze misteriose e padre di Ghislaine Maxell, compagna, confidente ed alter ego di Epstein. Si fidavano di lui, e dalle cronache era considerato una giovane promessa del mondo finanziario, tanto da affidargli compiti prestigiosi, tra i quali le relazioni con tutti big del pianeta. Si diceva potesse capire con largo anticipo il crollo delle borse, crisi finanziarie. Una sorta di veggente, un ciarlatano millantatore o, magari, persona estremamente informata? In 30 anni crea una rete capillare di contatti e conoscenze importanti. Sapeva sicuramente troppo, custodiva segreti inconfessabili, in primis di natura politico finanziaria. Per consolidare il suo network per conto di ambienti oscuri, fu indotto a ricattare attraverso scandali sessuali il meglio e il peggio dell'elite. 
Tramite il suo mastodontico archivio occulto assicurò la sua vita in caso di minacce di morte. Le tante denunce avviate dalle vittime degli orchi e qualche franco tiratore pronto a colpirlo, hanno costretto il Parlamento USA ad avviare una grande inchiesta federale, oltre a evitare emergessero coinvolgimenti di alte sfere della sovragestione. 
Nel 2019 viene trovato morto impiccato nella sua cella di isolamento. Le telecamere, in quel preciso istante, smettono di funzionare per un paio di minuti per poi riaccendersi magicamente subito dopo. 

Cosa rappresentava Epstein nello scacchiere internazionale? 
In quale livello della piramide del potere si collocava? 
Quali ambienti c'erano dietro la sua figura? 
Perché è emerso solo ora, in tutta la sua brutalità da fiction, lo scandalo del secolo? 
Cui prodest tutto questo caos generalizzato? 
Ecco, solo ponendoci queste semplici domande comprendiamo la manipolazione in atto dietro questo labirinto senza fine. Se, anche solo per un attimo, usciamo dalla narrazione gossipara, e accantoniamo la morbosità tipica del suddito in astinenza da rogo, possiamo iniziare a ragionare seriamente su ciò che sta accadendo.
Facciamo subito una premessa, se qualcosa viene fuori a certi livelli, significa che il sistema o parte di esso, necessita di fare propaganda.
Scordatevi il "salvatore", i vari salvatori, i buoni e i cattivi.
Intanto, i file incriminati che l'FBI ha reso pubblici sono solo una piccola parte. 
Una buona metà sono ufficialmente censurati, l'altra metà parzialmente oscurati o cancellati. Da questo si deduce che è stata resa pubblica solo la parte più edulcorata della "grande opera in nero". Ma quale verità si vuole perseguire se tutto il resto viene occultato? 
Sono stati scelti i vip sacrificabili, non più utili alla causa o, in qualche modo, scaricabili. Una grande stanza dei segreti che serve ad aggiornare il presepe dei potenti, a eliminarli o a riposizionarli sulla retta via. Una sorta di memento mori in codice per destrutturare il presente e plasmare il futuro del back-office del potere. 
Allora abbiamo assistito l'arrivo a pioggia dei files incriminati, nei social non si parla d'altro.
Perfino l'ufficialismo più bieco, lo stesso che aveva deriso tutta la prima fase del tristemente noto Pizzagate, a denti stretti, ammette l'esistenza di qualche mela marcia e, tra una notizia e l'altra, è costretto ad accettare la novella. Peccato però, che questo piccolo svelamento dato in pasto ai leoncini, sia eterodiretto da una regia nascosta, molto raffinata.
Ci donano il pizzino quotidiano, senza voler approfondire nulla, rimanendo al gossip, cercando di non turbare gli animi dei benpensanti che non possono accettare che il potere costituito, in toto o quasi, sia pedofilo o peggio ancora.
Ci informano, ma sempre in punta di piedi, e nessuno si chiede perché i personaggi incriminati di tali orrori non siano già in carcere. In questo modo si accontentano tutti i fronti politici. I progressisti gongolano perché Trump, Musk e l'ex Principe Andrea sarebbero coinvolti. I conservatori puntano il dito sui Clinton, su Bill Gates e via dicendo. 
Però il tutto rimane ad un livello molto superficiale, tanto rumore per nulla, mentre il sistema si cristallizza, aggiornandosi su nuovi fronti. Poi ci sono le eccezioni, coloro che hanno favorito questo processo per la ricerca della verità. Eccezioni bipartisan, come nel caso dei deputati Thomas Massie e Ro Khanna, co-firmatari per lo sblocco dei files censurati. Due esempi virtuosi quanto rari che, insieme alle numerose vittime, hanno costretto il congresso alla desecretazione delle mail incriminate ed oggi lottano contro tutti per rendere pubblico l'altra metà dell'archivio. Thomas Massie, repubblicano dissidente ha affermato che i documenti su Jeffrey Epstein vengono trattenuti per due motivi principali: i suoi stretti legami con i servizi segreti israeliani e americani, e l’implicazione di potenti miliardari e donatori vicini a Trump. «I file Epstein vengono bloccati perché Jeffrey Epstein aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e con quella americana», ha dichiarato il deputato conservatore. «E perché coinvolgono miliardari e donatori politici che sono amici del presidente Trump». 
Cosa ci mostra la decriptazione di questi files dell'orrore? Analizziamo i 3 livelli principali.

1- Il primo livello riguarda la lotta interna tra poteri politici ed economici. Un'eterna lotta trasversale tra forze contrapposte e pure all'interno degli stessi schieramenti, che utilizza ricatti e scheletri nell'armadio. I potenti sono facilmente ricattabili su diverse questioni, in primis il sesso e la corruzione. Ecco che l'archivio Epstein torna utile per colpire quel personaggio, quella fazione, quelle politiche, quei finanziamenti, quelle lobby, oltre a mandare messaggi in codice per le future vittime, magari non allineate. La funzione di Epstein era quella di rendere ricattabile qualsiasi personaggio del sistema, tramite prostitute, festini pedofili, compravendita di ragazze e ragazzi da dare in pasto agli orchi di ogni latitudine. Tutto veniva sapientemente registrato e filmato, così presidenti, magnati, dirigenti di grandi network finanziari, militari e quant'altro venivano incastrati e costretti a restituire il favore in ambito politico, in cambio della riservatezza dei documenti scottanti. Assicurandosi che tutti agissero secondo agenda ricattatoria, magari riguardo alla necessità di un conflitto da scatenare, di una crisi economica da costruire, di una pandemia da plasmare, favorendo lobby amiche. Tutto veniva archiviato dagli apparati dello Stato profondo, per essere utilizzato nel tempo e all'uopo. Consideriamo che Epstein è una creatura del Mossad, immanicato con mezzo mondo, e l'aeroporto da dove partiva il suo jet privato per "l'isola dei famosi" è di proprietà di una consociata della CIA. Epstein è l'epicentro dello scandalo, il grande orco e, contemporaneamente, uno specchietto per le allodole di un sistema che lo controlla e lo utilizza a piacere, secondo i suoi desiderata.
Quanti Epstein ci saranno al mondo anche in questo momento? E quanti manipolatori dei vari Epstein ci saranno?
Non pensate che sia solo la classica mela marcia, quello che è emerso, seppur in maniera parziale e strumentale, è una prassi della sovragestione. 
Un modus operandi antico e rodato, capillare per poter controllare tutte le stanze del potere, per esercitare il dominio in tempi di globalismo. 
Purtroppo la storia non finisce qui, perché siamo solo ai primi scalini del tempio. 
Interessante, seppur altra faccenda, la suggestione riguardo il mondo dei cecchini di Sarajevo, emerso nel 2025, dove ricchi facoltosi ed insospettabili, arruolati da strani personaggi legati ad ambienti militari, sparavano sui civili a sangue freddo, come al poligono, compresi donne, anziani e bambini. Curioso che in questi anni di riassetto del risiko mondiale, emergano fatti che, fino a ieri sarebbero stati appannaggio dei soliti complottisti.
Io ritengo che queste reti siano interconnesse e ci siano personaggi legati ai Servizi deviati che facciano da collante tra i due mondi, quello di sopra e quello di sotto. 
Uno schema perfettamente collaudato che si può declinare e reiterare nel tempo, a qualsiasi latitudine e grado. 
Ora dobbiamo addentrarci nel tempio/piramide e vedere le "secrete stanze".

Continua...