lunedì 11 febbraio 2019

IL POZZO DELLA ROSA E IL RITO DI AQUISGRANA


Alfredino Rampi aveva sei anni quando morì in un pozzo, il 13 giugno del 1981. 
La tragedia di Vermicino è entrata a far parte della storia della cronaca nera e nell'immaginario collettivo degli italiani. Caduto in un pozzo artesiano situato in una piccola frazione di campagna vicino a Frascati, il bambino morì dopo quasi tre giorni di tentativi per salvarlo. La sua storia è nota come “la tragedia di Vermicino”, dal nome del posto in cui è avvenuto l’incidente. 
A 37 anni di distanza, un caso simile si è ripetuto in Spagna, a Malaga, nel gennaio 2019: Julen Rossello, 2 anni, è morto dopo essere caduto in un pozzo profondo 100 metri. I soccorritori sono riusciti a raggiungere il suo corpo senza vita solo dopo 13 giorni esatti.

Tredici giorni di angoscia, speranza, paura.
L'autopsia ha stabilito che il piccolo è morto il giorno stesso della caduta e che il corpo presenta un "trauma cranio-encefalico importante", oltre a molteplici lesioni. Il bimbo di due anni caduto il 13 gennaio in un pozzo largo 25 centimetri e profondo oltre 100 metri a Totalan, è precipitato "in caduta libera per 71 metri".
Il corpo è stato ritrovato con le braccia in alto.
Uno strazio insostenibile dopo la scomparsa improvvisa nel 2017 del fratellino Oliver, morto all'improvviso a tre anni sulla spiaggia davanti a papà e mamma.


Ci sono stati 3 episodi scollegati tra loro che ho trovato interessanti in questo periodo, in realtà collegati solo a livello di linguaggio mediatico e simbolico.
La morte del piccolo ROSSELLO, il bambino caduto nel pozzo e morto il 13 gennaio, il Trattato di Aquisgrana, che poi è solo un atto formale, e serve a livello mediatico a celebrare i due paesi più forti, e i 49 migranti rimasti sul barcone della SEA WATCH 3. 
Tutti e 3 questi eventi hanno l'elemento dell'acqua.
Il Trattato di Aquisgrana è stato firmato il 22 Gennaio e il 22 Marzo è pure la giornata mondiale dell'acqua, ma la cosa buffa è che lo stesso giorno gira una foto di Salvini con una rosa rossa in mano, sicuramente banali casualità, però suggestive se messe in relazione tra loro.
Foto che potrebbe essere montata, oppure una normale foto presa in altro contesto, ma è l'utilizzo mediatico in quel dato momento, in una particolare data, che ne conferisce un certo valore simbolico, ovviamente, costruito ad hoc.
La foto era abbinata accanto ad un articolo in rete su il patto di Aquisgrana e indicizzata riguardo il caso del povero bambino caduto nel pozzo, una sorta di inchino ai poteri forti, come davanti al muro del pianto? E' una celebrazione, un omaggio che gli hanno detto di veicolare, oppure, una minaccia velata, un monito che non esca troppo dai binari, in caso di una vittoria strabordante alle prossime elezioni europee. Probabilmente, entrambe le cose.

Omicidio rituale? Perché l'insistenza sulla numerologia e sul numero 13 che ci ricorda anche la tragedia del povero Rampi?
Questo è il sacrificio per sigillare il patto di Acquisgrana?
Probabilmente il bambino era gia morto precedentemente ed è stata creato uno scenario rituale ad hoc, con complicità mediatiche.
Cosa c'era a Malaga esattamente nei giorni in cui é successa il fatto?
Una grossa "festa /training" di ORACLE, in cui il training era una mera copertura.
Oracle Corporation è una società multinazionale del settore informatico, con sede nella Silicon Valley a Redwood, California.Voci di corridoio, alle quali stento a credere, mi hanno bisbigliato che Oracle sta reclutando per questi eventi molte ragazze dall'est europa, e molte di queste stanno stranamente facendo una carriera sfolgorante. Altre voci alle quali non daremo ascolto, mi suggeriscono che farebbero festini a base di sesso e, per aumentare l'energia oltre quella sessuale, anche sacrifici, ma sono solo voci di invidiose malelingue sicuramente.
Oracle e' una societa molto prona all'esoterismo, la sua organizzazione è basata su un forte lavaggio del cervello.
Larry Ellison, Bob Miner ed Ed Oates, nel 1977 fondarono una società di consulenza denominata Software Development Laboratories. Questa sviluppò la versione originale del software Oracle. 
Il nome Oracle deriva dal nome in codice di un progetto finanziato dalla CIA a cui Ellison aveva lavorato mentre era precedentemente impiegato da Ampex. Ampex = Intelligence USA



Da un punto di vista simbolico, il pozzo indicava, il collegamento assiale che, unendo il cielo alle più oscure profondità, creava un’unione profonda dell’uomo con il cosmo. L’acqua che sgorgava dai pozzi era “acqua di vita”, sia perché rendeva possibile la vita materiale, sia perché rimandava alla rinascita spirituale, all’uomo nuovo di cui parla ogni tradizione religiosa».
E' questo simbolismo originario, che affonda nelle tematiche dell’universo femminile, mettendo in luce le profonde analogie tra la discesa nella cavità oscura del pozzo, gli antichi viaggi iniziatici, il simbolismo delle fiabe e il lavoro che accompagna ogni umano viaggio di trasformazione interiore.
Poi abbiamo il simbolismo di Aquisgrana che è la città più occidentale della Germania, situata vicino ai confini con il Belgio e i Paesi Bassi.
Il nome romano di Aquisgrana, Aquae granni, significava "acque di Grannus", riferendosi al dio celtico della guarigione che era adorato alle sorgenti. 
Questa parola divenne Aix in francese, e successivamente Aix-la-Chapelle, dopo che Carlo Magno fece costruire la sua cappella palatina nel tardo VIII secolo e rese la città la capitale del suo impero.
Infine, abbiamo la SEA WATCH 3 con i suoi 49 migranti, ancora 13, acqua, mare e Grande Fratello.

PS: Le suggestioni espresse in questo articolo non hanno la pretesa di raccontare la verità, suggestioni sono e tali rimangono. Vogliono solo poter affrontare il discorso attraverso assonanze, simbolismo, sincronicità e tanto altro, consci che il meta-linguaggio talvolta condiziona la realtà empirica e, forse, viceversa.


martedì 5 febbraio 2019

L'ORO DI MADURO E IL GOLPE PROGRAMMATO...


Avete notato che spesso i cattivi hanno i baffi?
cit.

E' molto triste leggere i giornali di regime schierati fideisticamente contro Maduro, fa male anche comprendere il ruolo della disinformazione televisiva quando appoggia il colpo di stato coloniale degli USA in Venezuela, evitando di raccontare tutta la storia, omettendo la storia stessa.
D'altronde è anche molto divertente vedere Saviano e Salvini fare i gemelli golpisti, idem per il PD e FI, tutti allegramente uniti nel sistema e per il sistema. Bravi veramente.
Non contenti degli embarghi ricattatori e della guerra economica in atto contro il Venezuela, paese che ha sicuramente mille e uno problemi come quello del deficit di democrazia, gli USA ci provano con un loro fantoccio.
Le motivazioni sono molteplici e non tutte di natura finanziaria come il petrolio.
Intanto il Venezuela è un esempio marxiano che va cancellato e va allineato alla sovragestione, poi questo paese è alleato su alcuni fronti con Putin e rischia per gli americani di diventare una nuova Cuba. Quindi a livello geo-politico va assolutamente ripristino l'ordine liberista, e se non basta l'embargo che sta affamando un popolo, bisogna spingere sull'ecceleratore del colpo di stato liquido, con emissari padronali che si autoproclamino salvatori della patria non più patria.
Ovviamente, ci sono anche diverse ragioni di ordine economico ed industriale, come quelle di impossessarsi delle materie prime, materie prime che il Venezuela dispone in abbondanza, consegnandole direttamente alle multinazionali occidentali per il loro sfruttamento.
Il Venezuela è ricco di petrolio (secondo le ultime stime, disporrebbe delle maggiori riserve a livello mondiale), ma anche di gas naturale, bauxite, ferro, carbone, oro ed uranio.
Lo scopo è anche quello di impedire la sovranità economica di un popolo, impedire le nazionalizzazioni, ed avviare una riforma liberista complessiva anche su materie come la sanità, dell'istruzione, il lavoro e lo stato sociale.
Alla faccia della democrazia, la nostra, e della dittatura la loro.
Se gli USA avessero il 30% dell'embargo che subisce il Venezuela da anni, sarebbero un paese estremamente più dittatoriale ed illiberale di quanto non lo siano oggi e del Venezuela stesso.
Praticamente lo stesso paradigma contro le nazionalizzazioni imposto al Cile di Allende, ma allora la sinistra si schierava con i socialisti, oggi si schiera con i padroni.
Corbyn e Melenchon hanno preso posizioni nettissime contro il golpe in corso da parte del fantoccio di Trump Guaidò. E altrettanto nettamente e duramente si sono espressi contro i governi e le organizzazioni colonialiste dell’Occidente -UE NATO – che sostengono il golpe di Trump e colpiscono lo stato sovrano del Venezuela con la guerra economica e preparano quella militare.
Tutta la sinistra vera del mondo, da Lula a Morales, dai leader progressisti dell’America Latina a quelli dell’Africa e dell’Asia, ai radicali degli Stati Uniti, sta sulle posizioni di Corbyn e Melenchon e usa le stesse parole di Noam Chomsky.


Dietro la scomparsa dell’oro venezuelano, c’è la regia degli Stati Uniti.
Leggendo una notizia del genere potrebbe sembrare di esser finiti in una spy story.
Sono tre le notizie interessanti, da questo punto di vista, che circolano da ieri, citate e proposte da Corriere della Sera e da Sole 24 Ore.
La prima arriva dall’agenzia Bloomberg: la Banca d’Inghilterra ha bloccato una richiesta del governo venezuelano di ritirare oltre un miliardo di dollari in lingotti d’oro in possesso della stessa banca. Si tratta di parte della riserva aurea all’estero della banca centrale venezuelana, quindi teoricamente nelle sue disponibilità.
La seconda notizia la riporta la Reuters: l’autoproclamato – e quindi golpista – presidente Guaidò ha scritto a Teresa May, chiedendo formalmente di non restituire l’oro perchè “sarebbe usato per la repressione” da parte di Maduro.
La terza notizia arriva dal Sole 24 Ore, ed è quella che forse “pesa” di più, contenute nell’articolo di Alessandro Plateroti.
“Dietro il mancato rimpatrio a Caracas nel settembre scorso di 550 milioni di dollari di lingotti d’oro depositati a Londra, non c’erano infatti «problemi procedurali» come hanno sostenuto finora la banca centrale e lo stesso governo inglese, ma una vera operazione di esproprio internazionale organizzata segretamente dalla Casa Bianca”.

Più chiaro di così si muore. Nello specifico, l’autore fa riferimento ad un precedente diniego da parte dell’autorità britannica che era stato attribuito a questioni di procedura.
Secondo alcune fonti, la quantità di oro venezuelano in possesso della Bank of England sarebbe praticamente raddoppiato. Da 14 tonnellate presenti nel mese di novembre 2018 alle 31 tonnellate attualmente custodite.
Ma come, a settembre Londra blocca il rimpatrio di 500 milioni di oro e il governo venezuelano gliene affida altre diciassette tonnellate? Sono matti? No. Perchè l’oro non arriva dal Venezuela, ma dalla Germania. Più precisamente dalla Deutsche Bank, che lo aveva avuto come garanzia da parte di Caracas per un prestito concesso quattro anni fa.
Bloccare l’accesso alle riserve auree al governo di Maduro è una operazione che può avere conseguenze gravi ed immediate. L’oro è usato infatti da anni come valuta di scambio per l’acquisto di beni di consumo anche fondamentali, come cibo e farmaci. Un modo – spiega il Sole 24 Ore – per superare gli ostacoli del lungo embargo a cui il Venezuela è sottoposto da anni da parte degli Usa.
“I sospetti che dietro questi casi ci sia la regia della Casa Bianca girano da mesi, come riportato in un’inchiesta del Sole 24 Ore il 29 novembre 2018.
Una conferma arriva ora da Marshall Billingslea del Dipartimento al Tesoro Usa: «All’inizio di ottobre il Segretario Mnuchin ha incontrato i ministri delle Finanze d’Europa e Giappone, i governatori delle Banche Centrali e i responsabili dell’intelligence, per definire un piano di azione comune contro Maduro: l’obiettivo più importante e immediato è bloccare il commercio dell’oro sovrano venezuelano. Alcuni risultati li abbiamo già avuti in questi giorni…».
Non a caso, erano proprio gli stessi giorni in cui Londra aveva deciso di bloccare il rimpatrio dei lingotti a Caracas.”

Quello che sta avvenendo in Venezuela è qualcosa di assolutamente artificiale, eterodiretto, antidemocratico. Nasce dalla volontà di un paese terzo rispetto alle vicende venezuelane – gli Stati Uniti – che sta imponendo la sua agenda ad altri paesi terzi che vigliaccamente ne diventano complici.
La “storia dell’oro del Venezuela” è l’ennesima dimostrazione di tutto questo. E mentre Guaidò annuncia di stare prendendo il controllo dei beni all’estero del Venezuela, con l’ovvio e necessario benestare dei paesi che quei beni li ospitano, gli Stati Uniti annunciano altre sanzioni.
La prima ad essere colpita potrebbe essere la compagnia petrolifera di Stato.
Quello che gli USA impongono al Venezuela è un blocco e non un embargo; non si tratta, cioè, di una decisione unilaterale di interrompere i rapporti commerciali con un Paese, ma che interessa inoltre organizzazioni private, imprese ed altri Paesi. Alle origini del blocco statunitense, ci sono le agenzie di rating, che hanno reso il Venezuela oggetto di continui outlook negativi circa il suo debito pubblico con relative difficoltà per l’emissione e il piazzamento dei titoli di Caracas.
Così ha spiegato l’ambasciatore Dìaz, ricordando anche come già Barack Obama, prima di Trump, vedesse il Paese latinoamericano come una minaccia. È stato il tycoon di New York, tuttavia, a formalizzare il blocco con un ordine esecutivo a novembre dell’anno scorso.
Le misure hanno impedito l’acquisto di debito venezuelano, l’acquisto di titoli della società pubblica che controlla il petrolio, di ogni altra società venezuelana e di società participate dal governo di Caracas, nonchè bloccato ogni finanziamento in dollari al Paese.
In sostanza, il Venezuela è stato escluso dal mercato più grande del mondo (il dollaro rappresenta tra il 40 e il 60% delle transazioni finanziarie globali). «Ne hanno risentito, di conseguenza, le importazioni di cibo, medicinali, pezzi di ricambio e così via. Si tratta delle sanzioni più gravose che abbiano mai colpito un Paese latinoamericano nell’intera storia del Sud America, peggiori di quelle contro Cuba», ha aggiunto Dìaz, che poi ha concluso condannando una campagna mediatica che definisce bugiarda: «la crisi che colpisce il Venezuela non è umanitaria. Su 32 milioni di abitanti, solo 2 milioni emigrano; e ospitiamo anche 6 milioni di colombiani».

Per difendere le sue materie prime, dunque, Caracas si è svincolata dal dollaro creando il il petro, criptovaluta dalla caratteristica unica di essere legata ai giacimenti di petrolio, diamanti, gas e oro, di cui il Paese è ricco. Trump ha subito impedito ogni transazione in petro negli USA e, a inizio mese, ha fatto partire nuove sanzioni, questa volta indirizzate all’oro (di cui il Venezuela è il secondo produttore al mondo). «Sono stati impediti tutti i rapporti commerciali con aziende connesse al settore aureo venezuelano e, di conseguenza, ora Caracas si trova in difficoltà nel ricevere certificazioni estere sulla qualità della materia prima»

http://www.affaritaliani.it/politica/venezuela-salvini-maduro-prima-se-ne-va-meglio-e-intervista-583708.html?fbclid=IwAR2QUWQxCHerOIN1_XknWPh7ok4jCJxDh1OEqM-BbDZNVfGcrcbLdXEmqVY

http://contropiano.org/news/internazionale-news/2019/01/23/venezuela-maduro-alla-piazza-qui-non-si-arrende-nessuno-massima-mobilitazione-contro-il-golpe-0111712?fbclid=IwAR0v9yvec42sD331cLBlZO8GAfkKyMOBH7NHGpRiUg8n00sImR5EZXFou90

http://contropiano.org/news/internazionale-news/2019/01/29/loro-del-venezuela-resta-qui-il-ruolo-di-bank-of-england-e-deutsche-bank-nel-golpe-in-atto-a-caracas-0111890

https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-01-26/-l-oro-caracas-londra-congelato-usa-deutsche-bank-saga-193032.shtml?uuid=AEFrBQLH

sabato 26 gennaio 2019

CHI HA UCCISO KEVIN SPACEY?

LET ME BE FRANK
di Rosario Picolla



La serie House of Cards ha riscosso molto successo, un po' perché Kevin Spacey - nei panni di Francis Underwood, politico spietato e senza scrupoli - e' un attore fenomenale, un po' perché descrive quelle che sono le vere dinamiche del potere: per intenderci, quelle che si svolgono dietro le quinte.
Molte situazioni, infatti, vengono descritte in maniera assai verosimile: soffiate alla stampa per screditare gli avversari politici, macchina del fango e gogna mediatica, coinvolgimento negli affari della "res pubblica" di multinazionali, finanza e lobby varie aventi fini privati e spesso inconfessabili, corruzione generalizzata, ecc.
Mancava soltanto una fattispecie, presente nell'episodio 8 della stagione V.
I produttori della serie non si sono ispirati dal nulla: viene, infatti, portato in scena il rito della "Cremation of Care", tipico della società paramassonica di nome "Bohemien Club" (qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=RoO6pwhGoFA&t=27s&fbclid=IwAR0A7E4wqt7cDotZ-fL9pdTJ51P4WLl4K19vgCRGe5oTkjzaxqNFw17rQ3k), per dar modo allo spettatore di comprendere un fatto molto semplice - ma allo stesso tempo molto importante - su cui sarebbe auspicabile avviare una profonda riflessione: nel cosiddetto "back office" del potere, esistono entità più potenti di quelle finanziarie.
Le cerchie di potere, infatti, non si esauriscono ai vertici delle istituzioni o al livello politico, ma nemmeno alle oligarchie del denaro e ai servizi di intelligence.
Vanno oltre: assumono una dimensione occulta, rituale ed esoterica, e - per questa ragione - sono avvolte da un fitto cono d'ombra.
Coloro che ne fanno parte, non sono esattamente gli ultimi arrivati.
In questo episodio, viene praticamente gettato un fascio di luce su questi "ambienti" e ciò deve aver dato fastidio, a più di "qualcuno".
L'ultimo che fece una cosa del genere fu Stanley Kubrick, con Eyes Wide Shut e la famosa scena del rito di magia sessuale.
Il caso - il caso? - volle che morì prima di vedere completato il suo film.
Stanley Kubrick pare fosse anche parte integrante di tali ambienti, ma non in totale armonia con la loro weltanschauung.
Dopo quella famosa scena, Victor Ziegler (personaggio impersonato da Sydney Pollack: altro frequentatore di cenacoli esoterici), rivolge a Bill Harford (Tom Cruise) le seguenti parole:

"Io non credo che ti rendi conto del casino in cui ti sei cacciato ieri notte. Chi pensi che siano quelli là? Non era mica gente qualsiasi, sai? Se io ti dicessi i loro nomi - e non te li dico, ma se te li dicessi... - non dormiresti più tranquillo...".
Finita la quinta stagione di House of Cards, alcuni si ricordano improvvisamente di aver subito, trent'anni prima, abusi da parte di Kevin Spacey.
Il tempismo con cui arrivano queste denunce desta più di un sospetto; Kevin Spacey è al centro di un processo mediatico e la sua carriera viene seriamente compromessa, dopo essere stato anche licenziato dalla produzione della serie e allontanato da altri progetti Netflix.
L'attore, a tutti gli effetti, viene preso di mira con la stessa, identica, metodologia descritta in House of Cards. Come a dire: "chi di spada ferisce, di spada perisce".


Improvvisamente, però, in data 24 Dicembre 2018, alla vigilia di Natale, appare un video intitolato "Let me be Frank" (al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=JZveA-NAIDI), dove Spacey recita le seguenti parole:
"So cosa volete. Sì, hanno provato a separarci, ma quello che ci unisce è troppo forte, è troppo potente. E dopotutto abbiamo condiviso tutto, voi ed io. Io vi ho detto i miei più profondi e più oscuri segreti. Vi ho fatto vedere esattamente quello di cui le persone sono capaci.
Vi ho scioccato con la mia onestà, ma soprattutto vi ho messi alla prova, e vi ho fatto pensare.
E vi siete fidati di me, anche se sapevate che non avreste dovuto. Non importa quello che dicono, quello che imbarazza. So quello che volete. Volete che io torni.
Alcuni credono a quello che hanno sentito e si aspettano che io confessi, che ammetta che tutto quello è stato detto è vero e che ho avuto quello che mi meritavo. Non sarebbe semplice se tutto si chiudesse con una mia ammissione?
Non sarebbe facile? Ma sia voi che io sappiamo che non è mai così semplice, né in politica, né nella vita. Ma voi non credereste alle peggiori cose senza prove, vero? Non arrivereste immediatamente a giudicare senza fatti, vero? Lo fareste? No, non voi. Voi siete più intelligenti.
Ve lo prometto. Se non ho pagato il prezzo per le cose che ho fatto, di sicuro non pagherò il prezzo per le cose che non ho fatto. Di certo diranno che sono senza rispetto perché non mi sono comportato secondo le regole, come se finora avessi giocato con le regole stabilite da qualcuno.
Non l'ho mai fatto. E voi l'avete adorato. Eppure, nonostante tutti i titoli di giornali, i giudizi, l'impeachment senza processo, nonostante tutto, anche la mia stessa morte, mi sento incredibilmente bene. E la mia fiducia aumenta ogni giorno di più nella certezza che presto avrete tutta la verità.
Ma, aspettate un momento. Voi finora non mi avete visto morire, non è vero? Le conclusioni possono essere molto ingannevoli. Sentite la mia mancanza?".

A primo impatto, questo video suscita le stesse sensazioni di un trailer o un episodio di House of Cards.
Pensandoci bene, però, il tutto assume un contorno abbastanza inquietante: a ben vedere, sembra che sia proprio Francis Underwood ad impersonare Kevin Spacey, e non il contrario!
L'attore, dopo aver subito un trattamento identico ai meccanismi descritti nella serie, decide di rispondere a tono, con linguaggio in stile Underwood, e confondere volutamente i livelli tra reale e fiction cinematografica.
La vicenda, dunque, non sembra essere finita qui: è questo il messaggio che traspare, indirizzato, da una parte, al proprio pubblico, come a voler rassicurare i fan; dall'altra, come un avvertimento nei confronti di coloro che hanno messo in moto tutta questa serie di eventi ai suoi danni.
Ne risentiremo parlare presto.
















domenica 20 gennaio 2019

LA MANIPOLAZIONE DEL CASO BATTISTI E I SERVIZI SEGRETI


Non provo nessuna simpatia ne vicinanza a Battisti, ritengo però non sia colpevole di tutti i reati imputatigli. Colpevole sicuramente di essere stato membro dei PAC e di aver compiuto reati minori, ma non di aver ucciso, non ho alcuna certezza della sua colpevolezza visto la storia giudiziaria, quelli che hanno sparato sono più probabilmente i suoi ex-compagni pentiti, oggi tutti fuori.
Ritengo, però, che tutti i terroristi graziati e protetti dalla Dottrina Mitterand, siano diventati in qualche modo araldi della sovragestione, in svariati ruoli di Inteligence, fino al sacrificio.
Quindi sono 2 i livelli da affrontare.
Il primo livello rappresenta il ruolo dei pentiti e latitanti nella grande sovragestione, vedi i pentiti di mafia o i terroristi protetti da massonerie e Servizi Segreti, che per contrappasso dovranno ricambiare favore, attraverso spiate, informazioni riservate, diventando loro stessi archivi di informazioni riservate diventando materiale di scambio umano, veicolatori di messaggi.
Molti latitanti storici, che ad oggi sono circa una settantina, sono stati "difesi" e protetti da sovragestioni, proprio in virtù del fatto che sono diventati primule dei servizi, strumentalizzabili in negativo o positivo dal potere per diversi ruoli e scopi.
Un po' come accade per i pentiti di mafia protetti dallo stato che entrano di fatto nell'alveo dei servizi e quindi "materiale di Intelligence" per scambi, ricatti politici, messaggi. 
La primula cooptata solitamente paga la sua momentanea libertà vivendo sempre al limite, essendo sacrificabile in qualsiasi momento, la sua importanza è direttamente proporzionalmente al peso che la storia gli ha dato. Reggeni, per esempio, che dei servizi era probabilmente un giovane araldo sacrificabile, ha fatto quella fine. Battisti è uno che sa molto riguardo al backoffice del potere e sarebbe interessante, se non lo fanno fuori prima, parlasse e svuotasse il sacco.
Il secondo livello rappresenta la strumentalizzazione dello scalpo esibito in pubblico da Salvini. Scempio che ha volgarmente celebrato offendendo il suo ruolo istituzionale.
Ritengo che Battisti sia stato cooptato dai servizi francesi in cambio della latitanza, ma non colpevole di alcun omicidio.
Il magistrato Bruno Tinti su Il Fatto Quotidiano dell’8 gennaio 2011 scrisse: “Si entra nel campo delle ipotesi, ma potremmo definirle ipotetiche certezze perché alternative non ce ne sono: Battisti collabora con i servizi segreti francesi a cui vende tutto quello che sa sul terrorismo internazionale. Lo ammetterà anche lui raccontando di essere stato aiutato dai servizi francesi nella sua fuga in Brasile”.



DELITTI
1) Delitto Santoro, 6 giungo 1978 Udine. Il delitto Santoro fu materialmente eseguito dallo stesso Mutti e da Diego Giacomimi ed ideato da Andrea Cavallina e dallo stesso Mutti, i capi dei PAC.
Sulle prime, il pentito Mutti attribui’ a Battisti la responsabilità di avere sparato.
Successivamente, messo alle strette dalla successiva confessione del Giacomini, si corresse declassando il coinvolgimento di Battisti al ruolo di autista.
2) Delitto Torregiani, 16 Febbraio 1979 Milano. Gli assassini del commerciante Torreggiani sono Sebastiano Masala, Sante Fatone, Gabriele Grimaldi e Giuseppe Memeo, rei confessi.
Il figlio di Torreggiani fu colpito involontariamente da un colpo partito dalla pistola del padre nel corso del conflitto a fuoco e rimase paralizzato.
Secondo Mutti, Battisti sarebbe stato il “mandante” di questo omicidio.
3) Delitto Sabbadin, 16 Febbraio 1979, Mestre Mentre Battisti – sempre secondo Mutti – faceva uccidere a Milano Torreggiani da altri, sempre Battisti uccideva nelle stesse ore a Mestre il commerciante Sabbadin. In realta’ l’esecutore materiale di quell’omicidio fu Diego Giacomini, reo confesso. Dopo la confessione di Giacomini, Mutti attribuisce a Battisti nuovamente il ruolo di
autista.
4) Delitto Campagna, 19 Aprile 1979 Milano. Secondo i test del processo di primo grado, gli assassini erano in due, “un uomo barbuto alto circa 1.90 e da una donna”. Mutti attribui’ l’omicidio a Battisti (altezza 1.70) e fece il nome di “una complice” che risulto’ in seguito estranea e prosciolta nel 1995. Per quell’omicidio ha confessato in realta’ Giuseppe Memeo. Memeo ammise di aver partecipato all´omicidio di Campagna, ma sottolineò che i colpi vennero sparati dal suo mai precisato compagno.

Mentre Battisti viene incarcerato perché ritenuto colpevole di omicidi che non ha commesso, due terroristi fascisti, accusati di aver ucciso più di 90 persone sono fuori.
Mambro,arrestata a Roma il 5 marzo 1982 e processata, verrà ritenuta colpevole di diversi reati e dell'omicidio di 96 persone. Condannata complessivamente a nove ergastoli, 84 anni e 8 mesi di reclusione, la sua pena si è estinta dal 2013, dopo essere stata messa in libertà condizionale nel 2008, Fioravanti, processato e riconosciuto colpevole di diversi reati, tra cui l'omicidio di 93 persone (85 nella strage di Bologna, da lui negata, più altri 8, di cui 4 come esecutore materiale con altri, di cui si assunse la piena responsabilità e colpevolezza, affermando di aver praticato la lotta armata di destra), venne condannato, complessivamente, a 8 ergastoli, 134 anni e 8 mesi di reclusione.
Dopo aver scontato 26 anni, nell'aprile del 2009, è tornato a essere un uomo libero.
Fonte:Wikipedia

https://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/cesare_battisti_2.htm
https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/16/cesare-battisti-il-tradimento-degli-intellettuali/86699/


lunedì 14 gennaio 2019

SCIACALLI E PAGLIACCI DI STATO


Basterebbe guardare ai messaggi che si scambiano il figlio di Bolsonaro e Salvini (“il regalo è in arrivo”) per capire come persino la discutibile dignità di uno Stato, per questa gente, è stata subordinata a una gestione privatistica della cosa pubblica e persino della sua capacità repressiva. Roba da corti settecentesche, con scambi tra parenti su troni differenti, mentre nelle strade va maturando un cambio epocale di regime.
cit. Contropiano




Un bel colpo per la sua privata campagna elettorale, Salvini twitta con il figlio del Presidente Bolsonaro, il nuovo kapo' degli USA, "il regalo è in arrivo".
Che schianto di statista, si è scordato pure di ringraziare il presidente boliviano Morales forse solo perché comunista.
Eccolo, il nostro caro Ministro delle Interiora, prodigarsi sul porno-shit mediatico con tanto di divisa PlayMobil di ordinanza, mentre filma la diretta del Big Brother Battisti cinto da militari.
E' contento, ride, sta venendo da barzotto, con quella espressione tronfia da cagnone milanese gonfio e saturo di ossobuchi e panettoni avanzati dalla befana.
Gioisce per il risultato conseguito e ci specula, il nostro amato cinghialone meneghino, come sempre fa, un giorno da leone e cento da pecorone, ora con la sirena dei pompieri a tracolla, ora con la nutella fumante della buonanotte in mano, un giorno cantando tronfio l'inciso de "Il Pescatore", l'altro ballando Rovazzi per fare il non-giovane, posando dentro divise come modello miliziano per ogni stagione, indossando il saio, il cappello da cuoco e ruttando dopo aver ingurgitato 3 porzioni da singles di orrendi tortellini (orrore) al ragù...
Eccolo, il nostro caro Ministro delle Interiora, soddisfatto per la cattura del pericoloso vecchietto comunista, felice di essersi vendicato di un certo mondo che l'ha sempre odiato, propagandare l'italianità più triviale alla "maggioranza silenziosa" che lo segue.
Eccolo usare le parole che userebbe l'uomo di strada, anzi, da bar sport.
Allora, in diretta, con simpatico faccione annesso e un po' di bava rappresa, eccolo affermare che Battisti DEVE MARCIRE in galera.
Termini brutali e disumani che un Ministro, un politico, ma anche un qualsiasi uomo non dovrebbe mai usare, soprattutto dopo che si è catturata la pericolosa preda.
Questo infierire su un cadavere freddo oramai ritualizzato ha qualcosa di veramente pornografico, volgare, direi necrofilo, e solo un cinico strumento del potere come Salvini, poteva in questa impresa dell'orrore.
Salvini è la piazza virtuale che si contrappone a quella fisica, la terribile astinenza da rogo per soddisfare ubriachi demagoghi in cerca di stellette.
Cosa è successo a questo comunista padano? Lontani quei tempi in cui fumava le canne e frequentava con passione il Lonecavallo. Deve essere successo qualcosa di traumatico, forse una fidanzatina rubata dall'amico anarchico?


Sciacallo e pagliaccio al tempo stesso, un po' come quel Garibaldi ironizzato da Montanelli che, criticandolo affettuosamente, amava dire fosse affetto da pagliaccismo congenito, quando ufficialmente mostrava abiti, mantelli e sgargianti divise, Salvini anche oggi ci tiene a veicolarsi sbirro in mezzo agli sbirri, mentre poliziotto non è e non DEVE ESSERE in uno stato democratico, ma è più forte di lui, deve indossare la sua bella divisa per l'occasione e fare propaganda anche quando bisognerebbe astenersi, mostrando sobrietà e rispetto per i ruoli istituzionali, offendendo in primis proprio quelle istituzioni che dovrebbe salvaguardare ed onorare.
Sciacallo che specula su cadaveri per coprire a livello mediatico e percettivo la grande criminalità impunita, come quel Locatelli bergamasco narcotrafficante superiore a qualsiasi Riina, ma che nessuno politico sui media cita e pare conoscere, grandissimo mafioso, forse talmente grande da non essere visto e che oggi, per un cavillo burocratico, non conoscerà le patrie galere.
Per non parlare del terrorismo nero e di quel Delfo Zorzi, grande criminale fascista relegato all'oblio collettivo, sfuggito in nipponia tra un sushi ed una setta di efebi samurai.
Pagliaccio perché siamo saturi della sua quotidiana propaganda, di questo carnevale orwelliano senza fine, di cosa indosserà o non indosserà per l'occasione, come fossimo dentro un circo, e se allora già ci siamo dentro al circo, aspettiamo solo che il cannone spari il suo ultimo colpo.

Non vi daremo il promesso “reddito di cittadinanza”, ma solo un obolo se siete pronti a farvi schiavi? Beh, ma abbiamo preso Battisti, siamo forti e risoluti… 
Non vi sentite già meglio, più ricchi e sereni?
Non vi daremo lo smantellamento della “Fornero”, ma solo una trappola che – se vuoi andartene in pensione – ci devi lasciare un bel pezzo dell’assegno e vedere la liquidazione tra cinque anni? Beh, ma abbiamo preso Battisti, siamo forti e risoluti… 
Non vi sentite già meglio, più ricchi e sereni?
Non potrete neanche protestare perché abbiamo fatto un “decreto sicurezza” incostituzionale facendovi credere che era per la vostra “sicurezza? Beh, ma abbiamo preso Battisti, siamo forti e risoluti… 
Mica vorrete fare la sua fine, no?
cit. Contropiano


lunedì 7 gennaio 2019

GILET GIALLI E TERRORISMO DI STATO parte 2°


Il problema delle rivoluzioni non sta tanto nelle loro fisiologiche degenerazioni, ma nel fatto che non le si prendano da esempio.
cit. Paulo Ermes Pagani


L'ATTENTATO COME METODO SCIENTIFICO DI STATO:
All'inizio del mese scorso avevo scritto sui social che avrei aspettato un probabile ed annunciato attentato per fare un articolo sull'insurrezione in corso in Francia, era nell'aria.
La tragedia, come da copione, è successa a Strasburgo il 13 Dicembre 2018.
Il "solito" magrebino impazzito che spara all'impazzata uccidendo 3 persone nei mercatini di Natale e poi, ferito, si dilegua senza essere ovviamente beccato, salvo essere ucciso alla fine della storia come lieto fine.
Cosa significa questo ennesimo attentato dei Servizi Segreti francesi?
Significa che i Gilet Gialli hanno superato la linea di confine del consentito e l'attentato avviene proprio subito dopo le dichiarazioni governative di alzare il livello dello scontro, con la possibilità di sparare ai manifestanti.
Un sincronismo troppo palese, l'ennesimo, direi ridicolo, ed infatti, essendo talmente smaccato da far insospettire anche il più ingenuo degli ufficialisti, i giornali di regime occidentali hanno avuto la premura di anticipare la rete, scrivendo che usciranno articoli complottisti deliranti sulla vera natura dell'attentato, così, tanto per mettere le mani avanti e sminuire la controinformazione.
Quindi, cari amici ingenuisti ed ufficialisti, chi erano i cosiddetti forconi francesi, quei maledeti populisti destroidi scesi in piazza?
Alla fine erano anche comunisti, anarchici, socialisti, i tanti democratici, quelle persone comuni scese in piazza, che continuano ancora dopo capodanno a lottare per le strade della Francia contro questo governo, diretta emanazione del lato oscuro della forza, dei poteri centrali padronali.
Pensate quanti altri candidati manciuriani islamici saranno sacrificati come finti assassini e stragisti.
Attualmente nell'elenco dei Servizi Segreti francesi ci sono liste di sacrificabili da utilizzare all'uopo in futuro, vedremo chi sarà il prossimo nominato dal Grande Fratello Ombra.
Come funzionano questi attentati? Ne abbiamo parlato diverse volte su questo blog, ma è giusto ribadirlo ancora.
In pratica reparti speciali dei Servizi Segreti creano l'attentato direttamente, uccidendo direttamente alcune persone attraverso contractors, cecchini e professionisti, talvolta pagati dall'erario perchè provenienti da corpi speciali di eserciti privati o direttamente da parte di altri Servizi Segreti che lavorano a cottimo, vedi Mossad. Poi si da la colpa dell'attentato a qualche balordo, solitamente piccoli criminali scelti accuratamente, li si elimina, fingendo di averli inseguiti dopo una caccia, caccia che sarà direttamente proporzionale alla durata di quello che mediaticamente si dovrà veicolare alla massa (una fuga potrebbe durare giorni a seconda delle necessità). Se la telenovela deve durare, allora il fuggiasco la farà franca per un po', ma alla fine le forze del bene lo staneranno, terminandolo senza possibilità che possa parlare.
Ci sarà anche la solita firma, solitamente documenti lasciati nelle auto, nelle loro camere, in giro o addirittura nei pressi dell'attentato. La firma serve ovviamente a stabilire che l'attentato l'hanno compiuto i Servizi e non eventuali ed inesistenti milizie islamiste, milizie che esistono realmente ma che, solitamente, agiscono solo come retroguardia finanziata dall'occidente per colpire realtà musulmane moderate nelle loro terre di origine.
A Strasburgo il giorno simbolico 13, tal Cherif, che suona un po' come l'inglese Scheriff, quasi a determinare chi sta dietro l'attentato, ricercato la stessa mattina dalla polizia francese per altri reati, mentre era in fuga, avrebbe passato senza alcun problema il cordone della polizia nella zona mercati natalizi ed avrebbe sparato all'impazzata, uccidendo anche un giovane giornalista italiano (avvertimento per l'Italia/Governo? Potrebbe essere).
Come se non bastasse la storia surreale, avrebbe usato una pistola del 1914, notizia rilevata da tutti i media mondiali. Questo livello rappresenta il messaggio da veicolare a chi di dovere, infatti è una data molto importante che può rappresentare l'inizio di una nuova fase bellica mondiale o qualche evento futuro che noi ignoriamo allo stato attuale delle cose (1914 inizio 1°Guerra Mondiale), oltre a comunicare agli utenti e consumatori, noi tutti, che nessuno può stare tranquillo, che ti può capitare di trovarti dentro un attentato anche più volte di seguito, come è successo a quella fortunata ragazza (Crisis Actor?) scampata a ben 3 attentati, che devi essere in tensione perenne, l'uomo nero può incombere ovunque, anche ripetutamente.
Ergo, non andare in piazza e guardati il Grande Fratello in santa pace.


IO HO PAURA DI QUESTA SINISTRA CHE ODIA LA PIAZZA:
Al netto di tutto il mio essere intimamente anti-fascista, oggi mi fanno più paura ed orrore certi falsi progressisti, tra cui piddini, leucociti e sinistrati di ogni risma che appoggiano il governo tecno-fascista di Micron, di qualsiasi vero reazionario.
I fascisti ed i razzisti li conosco, li combatto da una vita, mentre fatico ad accettare e mal sopportare i falsi progressisti ed una certa mentalità sinistroide deleteria, vedi radical chic boldrinisti, salottieri con il panciotto e la sciarpa ecosolidale, i boniniani che odiano il popolo, le ipocrisie dei comunistavistamare con il culo degli altri, i cattocomunisti fintobuonisti, i renziani in carriera, e la folla conformista intimamente borghese e reazionaria, che scambia una imponente rivolta popolare permanente per una sciarada rossobruna, populista e di destra.
Il tutto senza manco informarsi, senza conoscere chi partecipa attivamente alla piazza, fingendo di non vedere tutti i sindacati, gli studenti, i centri sociali, i lavoratori, gli statali, i piccoli artigiani e mille altre categorie, rischiare la buccia, per poi sentirsi dire da qualche stronzo che sarebbero dei pericolosi populisti.
Siamo talmente disabituati alla piazza, allo scontro, alle dinamiche antagoniste che salutiamo come rossobruni perfino centri sociali, studenti e sindacati di base.
Questa sinistra è veramente alla frutta, è endemicamente ignorante, cinica, conservatrice, va rifondata, ribaltata e fatta rinascere dalle sue ceneri.
Questa è l'Italia cha ha fallito, quella che Pasolini avrebbe profondamente schifato se fosse ancora in vita, quella classe politica che ha distrutto l'economica di un paese, che ha disintegrato i diritti dei lavoratori, che se ne è fregata di chi lo ha perso il lavoro, di chi è fallito, che ha aumentato l'età pensionabile, che ha adottato politiche monetariste liberiste, che ha sposato la metà oscura che più oscura non si può, facendo le peggiori guerre imperialiste e coloniali degli ultimi decenni.
Io ho paura di questa finta sinistra, e lo dico da sinistra.
La Le Pen, al contrario ed un po' come Salvini stesso, rappresenta il piano B dei poteri padronali, il finto avversario che buona parte della massa ignorante avrebbe percepito come avversaria storica e non complementare allo stesso schema di potere.
L'importante in questa dicotomia è eliminare la parte antagonista, e quindi creare due destre che possano, nelle loro differenze apparenti, essere interscambiabili, una destra economica squisitamente liberista, formata dai finti socialisti e finti liberali alla Macron ed una destra populista per quanto riguarda l'aggiornamento della struttura in senso militare e repressivo, da implementare poco alla volta, magari dopo attentati ed eventi scatenati ad hoc per giustificare l'involuzione democratica che ne deriverà.
Ma quanto durerà la protesta? Ci abitueremo ad essa e perderà di impatto emotivo?
Sicuramente l'attentato natalizio ha in buona parte distrutto l'egregora energetica che proteggeva questo grande esempio di protesta, indebolendola in primis spiritualmente, sfiancando l'aspetto più  thelemico espresso dalla coscienza di classe di un popolo dignitoso come quello francese. Personalmente spero continui, come in parte sta continuando ad oggi e che sia per tutti un vero esempio moderno di protesta dal basso.
Il problema delle rivoluzioni non sta tanto nelle loro fisiologiche degenerazioni, ma nel fatto che non le si prendano da esempio per il futuro.
Io penserei piuttosto all'Italia dove abbiamo assistito alla creazione, quella si delle elite, di partiti contenitori del dissenso proprio per evitare una piazza di quelle dimensioni e durate.
La piazza perpetua non è augurabile ad un potere che ha bisogno di controllare e contenere senza risultare troppo anti-democratico. In democrazia diventa un problema per il potere gestire il malcontento se questo non è dentro uno schema governabile.
In realtà siamo abituati a percepire il potere come immanente e troppo pervasivo, invalicabile, ma ciò è falso ed indotto dalle forme pensiero di retaggio religioso millenario.
Quando l'uomo alza la testa, diventa DIO e smette di essere una bestia.

COSA DICONO DALL'ALTRA PARTE DI ATLANTIDE?
Trump ha dietro gli stessi ambienti massonici che stanno plasmando dall'alto i vari Salvini, Orban ed i nuovi leader populisti vincenti come il brasiliano nazista Bolsonaro, vero esempio di quella destra che unisce sia gli aspetti più tragicamente fascistoidi a quelli più liberisti, da questo punto di vista, insieme ad Israele, la vera avanguardia tecnofascista da NWO come esempio per il futuro.
In pratica essi servono a placare e rassicurare l'elettorato, promettono e poi non mantengono, nel frattempo ritardano la rivoluzione che in Francia sta nascendo e deve essere oscurata come esempio. Pensate se si espandesse a macchia d'olio quanti attentati di Stato dovremmo subire.
E' la funzione dei cosiddetti partiti CONTENITORI del dissenso quella di evitare l'opzione dellapiazza. Come funziona?
Le elite creano a tavolino, o strumentalizzano, nel caso già ce ne fossero, partiti populisti per metabolizzare la rabbia e contenerla, pilotandola.
In Italia abbiamo due esempi lampanti e scientifici di questo paradigma dello schema di potere.
La Lega serve a contenere i populisti, i forconi, e i 5stelle a contenere genericamente un elettorato di sinistra e moderato. In questo modo il sistema è salvo.
E' un meccanismo perfetto, scientifico e, a mio modesto parere, uno dei motivi per cui non abbiamo ancora avuto attentati dell'ISIS, ovvero, della sovragestione.
L'imprevedibile è il popolo con la sua coscienza di classe, il resto sono ovviamente variazioni su tema che si declinano politicamente in maniera più o meno differente, ma sempre uguale.



lunedì 31 dicembre 2018

GILET GIALLI E TERRORISMO DI STATO parte 1°



A Strasburgo l’attentato salva-Macron, nei guai in Francia
13/12/18 

«Ci risiamo. Puntuale come un orologio svizzero arriva l’attentato che distoglie dai veri problemi politici e sposta l’attenzione sul “terrorismo internazionale”». 
Massimo Mazzucco non ha dubbi: è davvero micidiale la “sincronicità” con la quale l’11 dicembre il giovane Cherif Chekatt, lasciato circolare liberamente in Francia nonostante le 27 condanne già rimediate in tre diversi paesi, avrebbe aperto il fuoco sulla folla a Strasburgo uccidendo 3 persone e ferendone 16, tra cui il giornalista italiano Antonio Megalizzi (gravissimo, in coma forse irreversibile). 
«Ormai – scrive Mazzucco, su “Luogo Comune” – la dinamica è talmente prevedibile che bisognerebbe quasi farne una regola: se un certo governo attraversa un periodo particolarmente difficile, state alla larga dai mercatini e dai luoghi affollati di quella nazione». 
Motivo: «La “cellula dormiente” di turno sarà pronta a risvegliarsi proprio in quelle occasioni». 
Pensate solo alla coincidenza, aggiunge Mazzucco: fino alla sera prima, tutti i telegiornali e le testate giornalistiche francesi parlavano solo di Macron, di come il suo discorso non fosse riuscito a placare i Gilet Gialli, e di come ormai la fine del suo governo apparisse scontata. 
Ma dall’indomani «tutto questo passa in secondo piano, perché ora ci dobbiamo occupare di Cherif Chekatt, l’uomo sospettato di aver sparato a Strasburgo e prontamente dato in pasto alla stampa mondiale dall’efficientissimo “Site” di Rita Katz, l’ex consulente del Mossad divenuta il megafono dell’Isis. «Davvero dobbiamo aggiungere altro?».
Sembra un copione già scritto, aggiunge “Informare per Resistere”, eppure anche questa volta viene recitato come le altre. E una volta di più – come dopo Charlie Hebdo, Bataclan e tutti gli altri attentati firmati Isis in Europa– a reti unificate «sentiamo ripetere il mantra del terrorista islamico che dopo l’attentato si dà alla fuga». 
Non un terrorista qualunque, peraltro, ma il “solito” giovane islamista “radicalizzatosi” e ovviamente “attenzionato” dalla polizia. «Ci uniamo al dolore delle famiglie», aggiunge “Informare per Resistere”, che però rileva come siano «davvero strane» le tempistiche e la modalità dell’attentato, «che arriva puntualmente quando in Francia i Gilet Gialli incalzano il presidente Macron». 
I fatti sono sotto gli occhi di tutti: «Lo schema è sempre lo stesso, come quello di molti altri attentati: un presunto estremista islamico che poi sparisce nel nulla». 
Sul versante anti-complottista, “Fanpage” esibisce sconcerto per lo scetticismo degli stessi Gilet Gialli: «Secondo gli esponenti del movimento che da settimane sta inscenando proteste e manifestazioni in tutta la Francia, dietro all’attentato di Strasburgo ci sarebbe la regia del governo e del presidente Macron per distogliere lo sguardo dell’opinione pubblica francese dai disordini sociali delle ultime settimane».
Su Facebook e Twitter, un saggio di quelle che “Fanpage” definisce «le folli teorie dei Gilet Gialli», di cui il sito pubblica estratti esemplari. 
Esempio: «Ecco, un piccolo attentato per mettere fine ai Gilet Gialli; molto forte questo Macron». Oppure: «Che caso, appena qualche giorno prima del quinto atto per calmare le pecore». E ancora: «E’ strano, non si sentiva più parlare di attentati, ma solo di noi Gilet Gialli e ora c’è stato un attentato a Strasburgo». 
Morale: «Non ci facciamo impressionare da questo attentato costruito dai servizi segreti». 
“Follie” dei Gilet Gialli o esaperazione dei francesi sopravvissuti alle mattanze degli anni scorsi, compiute da terroristi inutilmente “attenzionati dalla polizia” che si premuravano di lasciare sul posto il passaporto, prima di essere regolarmente freddati dai cecchini? 
Nel saggio “Dalla massoneria al terrorismo”, il simbologo Gianfranco Carpeoro svela la regia supermassonica – non islamica – del “neoterrorismo” Isis in Europa, puntando il dito contro precisi settori dell’intelligence Nato. Schema classico: strategia della tensione. Tradotto: si “coltivano” potenziali kamikaze, a cui non necessariamente si racconta che fine faranno. Tecniche collaudate di terrorismo “false flag”, sotto falsa bandiera, infarcite di “fake news” diffuse dai grandi media per depistare l’opinione pubblica.


Di recente, in morte di Bush padre, Gioele Magaldi (autore del bestseller “Massoni”, che illumina il potere occulto di 36 Ur-Lodges sovranazionali) ha ricordato il ruolo nefasto della superloggia “Hathor Pentalpha”, ritenuta coinvolta nell’incubazione dell’11 Settembre. 
Ipotesi: terrorismo di Stato condotto da frange illegali, le stesse che avrebbero “fabbricato” prima Al-Qaeda e poi l’Isis. Alla “Hathor”, sempre secondo Magaldi, era legato l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Lo stesso Magaldi non ha dubbi sulla cifra supermassonica di Macron, già banchiere Rothschild e pupillo del supermassone reazionario Jacques Attali, a suo tempo braccio destro di Mitterrand e ispiratore della conversione anti-progressista dell’Eliseo. 
Il giorno dell’ultimo attentato – martedì 11 – suona sinistro, nella simbologia massonica (l’11 può essere interpretato come “numero della morte”, come fu per l’11 Settembre a New York, data probabilmente non casuale – l’11 settembre del 1973 il massone Pinochet, in Cile, rovesciò con un golpe il massone progressista Allende). 
Inquietante la scelta della località dell’attentato – Strasburgo, sede francese del Parlamento Europeo – proprio mentre Macron, nel tentativo di sedare la rivolta dei Gilet Gialli, annuncia un deficit che potrebbe sforare il mitico 3% fissato, come limite invalicabile, dall’Unione Europea.