lunedì 6 luglio 2015

GRECIA VINCE IL NO, D'ALEMA PRENDE UN OXI E CANTA "PITA GYROS ILLEGAL..."


La Grecia ha detto no all’austerità e al piano di ex troika e Unione europea. Oltre il 61 per cento degli elettori ha votato contro il programma proposto dai creditori per risolvere la crisi del Paese. Netta vittoria del “no” sul “sì” che si ferma intorno al 40 per cento. A esprimersi per la linea dura, sostenuta dal governo Tsipras, circa il 70 per cento dei giovani (sondaggi delle emittenti locali). L’affluenza ha raggiunto il 65 per cento (il quorum era del 40%). I sondaggi diffusi dalle tv alla chiusura dei seggi hanno messo subito in evidenza il vantaggio del “no” che era però dato inizialmente solo al 51,5 per cento.
Ha vinto il “no”, ma ha vinto soprattutto il governo Tsipras che ha deciso di lasciare il tavolo dei negoziati per chiedere il parere degli elettori sulle proposte delle potenze europee. Una scelta da molti considerata azzardata e che ha messo in discussione la tenuta dello stesso esecutivo. Il premier ha deciso di non commentare il risultato dalla piazza, ma di fare il suo discorso in tv per parlare a tutta la nazione e dare un messaggio d’unità al Paese: “Abbiamo dimostrato”, ha commentato il premier Alexis Tsipras, “che non si può ricattare la democrazia. Ma non è una rottura con l’Ue, domani ricominciamo a lavorare per uscire dalla crisi e per riportare alla normalità il sistema delle banche”. Il ministro delle Finanze si è rivolto direttamente all’Ue: “Ora l’Europa inizi a curare le sue e le nostre ferite”, ha detto apparso in diretta tv in t-shirt. “Il no è un sì alla democrazia e all’Ue del benessere”.

In migliaia di persone si sono radunate nelle piazze di Atene per festeggiare la vittoria. 
Il partito Syriza ha dato appuntamento davanti alla sede dell’Università ad Atene, là dove aveva festeggiato il risultato delle elezioni di gennaio scorso. Ma il pensiero ora va ai negoziati e alle mosse delle prossime ore per riaprire il tavolo delle trattative. 
Il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si vedranno lunedì 6 luglio per parlare del dopo voto: i due hanno chiesto un incontro dell’eurogruppo per martedì 7 luglio e in un colloquio al telefono hanno sottolineato la necessità di “rispettare l’esito del voto”. 
Intanto Tsipras, secondo alcune indiscrezioni, ha telefonato ad alcuni leader europei e a Mario Draghi. Il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem avrà una conference call nelle prossime ore con Juncker, Draghi e Tusk. Ma già in nottata non ha risparmiato le critiche: “Risultato deplorevole per il futuro della Grecia”. Nessun commento ufficiale dall’Ue, mentre da Berlino sono arrivati i primi attacchi. “Ora addio al compromesso”, ha detto il vicecancelliere Gabriel. 
E la Cdu non è stata da meno: “La Bce blocchi i finanziamenti ai greci”. 
Fonte IL FATTO QUOTIDIANO


E' circolata ieri una curiosa intervista a Massimo D'Alema sulla situazione greca fatta al TG...
In questo video Baffetto, con la solita aria di quello che la sa lunga, ha "svelato" l'arcano, o meglio, ha scoperto l'acqua calda, facendo una rivelazione inaspettata ai fedeli Utenti televisivi.
In poche ed illuminanti parole ha ben spiegato che i miliardi che abbiamo prestato ai Greci non sono serviti per pagare stipendi e pensioni, Stato Sociale e Sanità, ma bensì sono serviti a pagare parte degli interessi che la Grecia doveva alle banche tedesche, francesi e via dicendo...
Ma come, non erano argomenti da truci e nichilisti complottisti, fino a pochi giorni fa???
Quindi lo sapeva, lo sapevano, LO SAPEVAMO TUTTI... 
Perché allora rivelarlo solo oggi alla vigilia del voto del referendum ellenico???
D'Alema lo spiega come se il mondo politico lo avesse sempre detto, come fosse un'ovvietà, ed infatti lo era, ma fino a quel giorno MAI i politici si erano sbilanciati tanto, invece, come se niente fosse, ecco che Baffetto ci dona lo zuccherino, sicuro della vittoria del NO, pronto a salire sul carro del vincitore, oppure, pronto a veicolare la seconda fase dell'operazione.

Le svela solo ora perché i poteri forti hanno come obiettivo lo smantellamento dell'Euro, per costruire un nuovo contenitore politico sociale ancora più reazionario ed elitario domani.
Perché una volta che hanno rastrellato tutti i soldi in giro, indebolendo e svuotando ogni sovranità nazionale, ci sarà il secondo STEP, e il vecchio Euro ne rappresentava solo la prima fase... 
Infatti nessuno ha ancora fatto fuori Tsipras, forse non era così pericoloso per il sistema, quindi il referendum è una possibilità da sfruttare per minare alla base l'unione europea e per procedere verso il NWO, o un tentativo di altro NWO...
Fascismo in punta di piedi...
E dato che D'ALEMA (detto Dell'Anima) è uomo vicino al mondo dell' INTELLIGENCE, ora si degna di svelare gli altarini, impunito, come se niente fosse, senza aver fatto mai nulla per correggere il tiro. Un comportamento molto ambiguo e poco chiaro, nonostante le sue dichiarazioni siano condivisibili in toto.
Paradossalmente ci troviamo ad essere d'accordo con lui, uno di LORO che ci da ragione riportando tutto alla quiete, prima e dopo la tempesta...

Sono contento che abbia vinto il NO, è un segnale importante, un passo in avanti verso una consapevolezza condivisa globale, ma al tempo stesso una bella opportunità per il potere costituito o costituendo per tornare a governarci, forse solo con altro nome e con altro marchio... EURO 2.0 
Forse è solo un gioco delle parti, Tsipras è sempre stato d'accordo con i suoi padroni ILLUMINATI, era l'unica cosa da fare per evitare una vera rivoluzione, ed allora ecco che è stato creato questo contenitore raffinato del dissenso, è stato metabolizzato e digerito il malcontento, almeno per prendere altro tempo, scaricando la responsabilità sui sudditi, chiamati ad esprimersi sul loro futuro, e tutto torna come prima.
Oppure, ma temo non sia così, è stata una vera rivoluzione democratica e sono stati fregati una volta tanto i poteri forti che ora rosicano la sconfitta...
Ai poster(i) l'ardua sentenza...


Il tutto coronato come da prassi dal cantautore NO-GLOBAL per eccellenza, sempre un po' paraculo... Ma solo un po'.
Pita gyros illegal...
cit.

venerdì 26 giugno 2015

CHARLIE FA SURF???


Charlie fa surf, quanta roba si fa'... 
cit. Baustelle

E' interessante come questo nome ritorni più volte sulla scena del crimine.
Le prime apparizioni del nome Charlie furono negli anni 60 in USA, Veniva utilizzato in Vietnam per descrivere i nemici con gli occhi a mandorla, usato in seguito come "codice militare" per veicolare omicidi rituali, stragi, nel linguaggio ALTO stava ad indicare un'operazione, un cerchio magico.
"Charlie è il Viet Cong, ma per estensione il nemico (anche i comunisti sono C, sono Charlie, anche Cong viene da Cong San: comunista). Una vignetta cattivissima, subito dopo il 7 gennaio, raffigurava un agente della CIA con un surf in mano (il surf aveva un marchio triangolare con l'occhio), che diceva, appunto: 'Charlie don't surf'." cit.

Charles Manson, uomo cooptato dai cerchi magici e strumentalizzato come capro espiatorio, era l'emblema di questa firma con il suo nome. Ma rientra anche negli omicidi seriali del caso ZODIAC, il Mostro di Firenze ante-litteram a stelle e strisce.
Un nome una garanzia, quasi fosse una firma di un nuovo gruppo editoriale, di moda.
Già le vedo le magliette con Carlo che fa surf pippando piste di coca...
Manson uomo del produttore Phil Spector che gli promise mari monti, l'artista più sfigato che vendette l'anima al demonio senza aver nulla in cambio, coinvolto nell'omicidio della moglie di Polanski, incarcerato al posto di altri.
Arriviamo ai giorni nostri ed ecco il rigurgito di certi mondi sovrastrutturali, certe UR-LODGE reazionarie all'opera, in joint venture con i soliti mondi magici, nell' ideazione e creazione di attentati poi attribuiti alla mano islamista, che poi è sempre da loro plasmata.


Mi riferisco agli omicidi di Charlie Hebdo a Parigi, nome diventato egregora globalizzata inconsapevolmente e veicolata dal mondo profano con gioia masochista e plagio emozionale su scala planetaria. Quella è stata un'operazione magica di tutto rispetto, la vera ragione degli attentati della HATHOR PENTHALFA è la celebrazione della "Dinastia del Boschetto", lo stesso mondo che decenni prima celebrava la fine del mondo Hippy, trasmutandolo e metabolizzandolo, dirigendo la società intera verso altre vibrazioni strutturali della matrice.
L'excursus verso un Charlie qualsiasi diviene anche moda interniana, catena di Sant'Antonio digitale, ed ecco che vediamo questi esperimenti di controllo emozionale molto blandi, ma da percepire solo come primi passi di altri movimenti più sostanziosi dell'apparato magico operativo su larga scala.
Il gioco in questione si chiama ovviamente Charlie e spiega come evocare fantasmi sulla scrivania di casa, tra una piacciata ed una ciattata, con l'ausilio della matita, obsoleto strumento riesumato per l'occasione.
"Gioco satanico", bufala ma bufala che fa trend, messo all'indice da un certo complottismo naif che ne coglie solo l'aspetto esteriore e non certo le cause che stanno dietro all'operazione dei Magus.


Finiamo il percorso e giungiamo alla recente strage di Charleston, ovvero, la città della Pietra di Carlo, fondata dallo stesso Re inglese Carlo II, città che diede i natali al famoso ballo Charleston, ballo che all'epoca fu messo all'indice dalla morale comune ed accomunato al proibizionismo, ai gangster ed alla criminalità dilagante.
Considerato un ballo troppo sensuale e selvaggio, degno di razze considerate inferiori, ballo che rivoluzionò il concetto di ritmo, influenzando i futuri generi musicali.
Esso fu una tappa fondamentale nella storia della musica, anche se solitamente lo consideriamo genere commerciale ed effimero, perché fu una musica rivolta alle masse, trasgressiva, basata su ritmiche sincopate e stereotipate, basata sul loop progressivo, decisamente innovativo rispetto ad un vecchio valzer, oramai relegato al mondo antico, una sorta di discoteca ante-litteram.
L'arte, la musica e la danza, spesso anticipano certe tendenze culturali che serviranno in seguito, come una semina per un campo di grano... Creano suggestioni, immagini, corporeità.
Giugno 1920, anno di nascita del CHARLESTON, tra proibizionismo, euforie, danze sfrenate e tempi sincopati. Il ballo e le sue follie, termineranno nel 29, poco prima dell'avvento della grande crisi e la 2° guerra mondiale. Fate il parallelismo tra gli attentati che portano la stessa firma, lo stesso nome e la situazione odierna, così simile a quella di un secolo fa, sempre immersa in una grande crisi ed in procinto di una 3° guerra mondiale.


Il Maestro Gianfranco Carpeoro ci viene in aiuto e ci spiega le origini esoteriche di tale ridente cittadina:
La storia di Charleston è legata a doppio filo alla massoneria, a Pike e al luciferismo. 
Di massoneria scozzese si comincia a parlare nel 1743 con le Ordonnances générales pubblicate dalla Gran loggia di Francia. Tappe successive dell'evoluzione storica del rito sono dapprima il capitolo di Clermont del 1754, e poi gli Imperatori d'Oriente ed Occidente del 1758, che posero in pratica il rito di perfezione, ponendo le basi per la unificazione dei vari riti scozzesi in un unico ordine.
Il 31 maggio 1801 fu fondato il primo supremo consiglio a Charleston, non a caso perchè situata al 33° parallelo), negli Stati Uniti. Pike, che affermava di essere luciferino e di possedere un braccialetto per evocare Lucifero, ne divenne protagonista dalla metà del secolo in poi. 
Fu Gran Maestro di un gruppo luciferiano noto come Ordine del Palladium (o Sovrano Consiglio della Sapienza), fondato a Parigi nel 1737. 
Il palladismo fu introdotto dallo Egitto in Grecia da Pitagora nel V secolo. Nel 1801 Isaac Long aveva eretto una statua di Bafometto (Lucifero?) presso Charleston, South Carolina, e aveva contribuito ad istituire l'Antico ed Accettato Rito Scozzese. Long optò per la città di Charleston poiché situata sul 33° parallelo di latitudine (come Baghdad). 
Per questa ragione la loggia di Charleston è nota come la madre suprema di tutte le moderne logge massoniche. Pike successe a Long, e modificò la denominazione della loggia in Riforma Palladiana. Il decreto conteneva due gradi:
- Adelpho (o fratello)
- Compagno di Ulisse (o compagno di Penelope).
Assistente di Pike fu Phileas Walder, elvetico, ex sacerdote luterano, massone, occultista e spiritualista. Pike lavorò anche a contatto con l'italiano Giuseppe Mazzini (1805-1872) massone di 33° grado, capo degli Illuminati dal 1834.
Insieme a Mazzini, Lord Henry Palmerston (1784-1865, 33°) e Otto Von Bismarck (1815-1898, 33°) formava una equipe di massoni di alto livello determinata ad utilizzare il rito palladiano come collante per creare una setta luciferina che collegasse tutti i gruppi massonici. 
Vi chiedete perchè proprio Charleston?


La strage di Charleston:
“Volevo scatenare una guerra razziale”. Sono le parole della confessione di Dylann Roof, l’uomo sospettato di avere assassinato 9 afroamericani in una chiesa di Charleston, nei confronti del quale il governatore dello Stato invoca la pena di morte. Ed è quello che rischia: per lui ci sono nove capi d’accusa, che vanno dall’omicidio aggravato al possesso di armi da fuoco.
La Carolina del Sud non è nuova a tensioni legate al colore della pelle, ad aprile, ad esempio, c’era stata la morte di Walter Scott, afroamericano disarmato con diversi colpi di pistola alle spalle da Michael Slager, poliziotto bianco.
Emerge anche che Roof è stato individuato durante la fuga da una fioraia. 
La donna, Debbie Dills, era in macchina a Shelby, North Carolina, circa 4 ore di distanza da Charleston, quando ha avvistato la Hyundai nera con la targa del South Carolina e la bandiera confederata. “Ho sentito dentro di me che qualcosa andava storto”, ha detto. Poi si è affiancata all’altra macchina, ha visto l’autista, i suoi capelli biondi a caschetto, e ha chiamato immediatamente il suo principale al lavoro, Todd Frady. “Credo che sia l’uomo di Charleston, quello che ha ucciso quelle persone. Sono proprio accanto a lui”, ha detto. 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/19/usa-il-killer-della-strage-di-charleston-volevo-scatenare-una-guerra-razziale/1795635/

Ovviamente, non poteva mancare come consuetudine, il giochino floreale.
Chi avrebbe denunciato per primo il ragazzo??? Una FIORAIA che a 4 km di distanza avrebbe visto la sua macchina sospetta (non si capisce bene per cosa, dice per una bandiera nella macchina) ed un ragazzo biondino dall'aria strana... Ma che razza di denuncia è??? 
Mi sarei aspettato che i primi a scoprirlo fossero i migliaia di occhi elettronici, le migliaia di telecamere e di smartphone onnipresenti nel luogo della strage e nei dintorni, scomodati solo in seguito, e non certo la solita FIORAIA con rose annesse...
Noi cospirazionisti incalliti, abbiamo compreso da subito che si tratta dell'ennesima false flag, come per Charlie  Hebdo, creata dai servizi, dove un comune capro espiatorio viene utilizzato a sua insaputa o meno, per interpretare il ruolo del solito candidato manciuriano.
In Usa l'apparato dei servizi deviati è all'avanguardia sul progetto Monarch e il Mostro Carletto può essere servito come il nazista pericolo pubblico N°1, capelli biondi, faccia efebica cattiva, svuotata, amorale, classico schema da far rappresentare dai media ai fedeli.
Magari hanno realmente attinto all'interno di un mondo oscuro, razzista e sudista, di base già contenitore manovrato dagli stessi poteri di cui sopra, scegliendo il più adatto ad interpretare questo ruolo sacrificale, ma siamo certi che siamo dinanzi all'ennesimo caso mediatico costruito ad hoc, all'ennesima strage di Stato che ci accompagnerà fino alle prossime elezioni americane senza sosta.
Cui prodest??? 
Vediamo, dopo una notizia del genere, cosa pensa l'uomo medio...
Ci vuole più militarizzazione, più sicurezza, meno diritti, meno giovani per le strade che lottano tra loro, quindi, più fascismo, più repressione, STABILITA', SICUREZZA, ORDINE. 
La NRA, potente lobby delle armi negli Usa, ancora non commenta ufficialmente la strage di Charleston.
Ma uno dei suoi leader, Charles Cotton, ancora una volta un altro CARLO, critica il pastore ucciso: "Otto persone sarebbero ancora vive se avessero permesso di portare le pistole in chiesa. Bisogna utilizzare qualsiasi tecnologia in futuro per prevenire tali crimini, più controllo e magari microchip che ci consentano di poter fermare anche preventivamente chiunque."
La causa transumanista orwelliana arriverà al compimento a breve, PROBLEMA, REAZIONE , SOLUZIONE, quella rivoluzione tecnologica e di controllo totale che stanno preparando i VOLGITORI DELLA RUOTA, entità sopra le due o più UR-LODGE in lotta tra loro, quella centrista di OBAMA, che sfrutterà l'evento per affermare che esiste ancora il razzismo e che la destra al governo è ancora troppo pericolosa ed a favore delle lobby delle armi, e quella dei BUSH che fin da subito ha affermato il bisogno di militarizzazione maggiore sul territorio, promuovendo massivamente la logica delle lobby delle armi. 
Ogni livello soddisfa il suo livello, ma sopra i due livelli ci sono sempre LORO... 
Il sistema transumanista nazista, tecnocratico del nuovo tecnoevo... che magari potrebbe chiamarsi, sempre per caso, Charlie, Charles, Charly, Carletto...







martedì 23 giugno 2015

MACHETE PROJECT... OVVERO LA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO E L'ESTENSIONE DELL'EGREGORA.


Sono sempre più convinto che i due casi mediatici del MACHETE PROJECT, in realtà tre, se consideriamo l'aggressione di italiani perpetrata ai danni di un cittadino rumeno, siano casi creati ad hoc, non scelti tra tanti, ma precisamente creati all'uopo.
DIRETE, ma come, c'è tanta violenza in giro, basta scegliere...
SI e NO!!!
Esiste la violenza ed una criminalità dilagante, sia ad opera di italiani che di stranieri, ma come al solito certi specifici eventi rientrano nel calderone che io inizierò da oggi a chiamare il contenitore TODO MODO, nome mutuato dal film di Elio Petri,
OVVERO, quella terra di mezzo, dove la fantascienza diventa realtà, non complotto ma PRASSI di un linguaggio che, come tale, va plasmato con certi crismi e diretto, violenze eteropilotate per creare casi mediatici da strumentalizzare.
I reati fisiologici che in natura già esistono, non hanno la stessa eco mediatica, non sono strumentalizzabili alla stessa maniera di casi INVENTATI che ricalcano la realtà. Devono avere determinate e precise valenze simboliche, rappresentare una trasformazione, per eventi celebrativi del potere costituito, status che prende corpo creando le egregore della paura e del terrore.
L'antico adagio MEMENTO MORI alimentato nei secoli...
Il cinema spesso anticipa le mode e forse non è un caso certi produttori e distributori abbiano piacere veicolare certi film...
MACHETE PROJECT... cit. Machete Man

In tempi di oscurantismo 1.0 il sistema era più frontale, visibile e diretto...
In tempi di oscurantismo 2.0, il sistema è liquido, celato, alimenta una guerra tra poveri, schematizza i gruppi sociali, esorcizzando la paura di una rivoluzione e spostando il BERSAGLIO verso una divisione della popolazione, impedisce una potenziale rivoluzione e manco si sporca le mani...
Oggi il sistema chiede di essere evocato, diventa il tuo unico e malvagio alleato e si batte contro il tuo simile da lui stesso forgiato per confliggerti, come un gatto che si morde la coda.
Detto questo, siamo d'accordo tutti che l'ordine pubblico vada gestito, ma bisogna sottolineare che la notizia è funzionale ad un livello repressivo che è in atto, ad una militarizzazione del territorio che la sinistra governativa sta preparando come kapo' di certi ambienti oscuri ALTI...
Non mi stupirebbe se fosse stato creato ad hoc tutto quanto, è successo in periodo elettorale, ricordiamocelo... Ora come per incanto sono spariti i macheti, torneranno quando serviranno.
Ogni volta che ci sono elezioni, vengono fuori i casi più assurdi che colpiscono il nostro inconscio ancestralmente.
Il cerchio magico è all'opera e noi ci siamo dentro, volenti o nolenti...
L'egregora della paura è un sempreverde, dovremmo conoscerla bene e invece...


A prescindere che il transessuale abbia realmente o meno mozzato di netto la testa della ragazza e ci abbia giocato a calcio nel giardino condominiale, a prescindere che la gang di latinos abbia agito per caso o siano stati manovrati e pagati da qualcuno, a prescindere che l'aggressione di Roma ai danni di un cittadino rumeno da parte di sedicenti ma non meglio identificati fascisti, sempre a colpi d'ascia, sia vera o anch'essa pilotata, queste notizie sono eventi di propaganda uniti e veicolati  tra loro, con le stesse fallacie logiche, per ragioni celebrative di un "nuovo che avanza", di un passaggio rituale che il sistema impone, sono parte strutturale del potere.
L'ascia, il machete hanno una valenza brutale, ancestrale, direi primitiva, ci ripugnano istintivamente, ma allo stesso tempo ci affascina la loro valenza simbolica di morte, di guerra, di sangue.
Queste notizie associate con il clima politico del momento vanno ad innestarsi nell'inconscio collettivo, un po' come un virus destabilizza un sistema operativo e crea il crak.
Ad uno nuovo nato (eletto) corrisponde un nuovo morto, in maniera uguale/contraria al livello dell'evento o del personaggio che si deve glorificare in quel preciso momento.
Come avveniva un tempo ed avviene in termini infinitamente più complessi e scientifici oggi, il nuovo capo branco uccideva simbolicamente quello passato, o semplicemente celebrava il nuovo corso con il sacrificio di un capro espiatorio, oggi, in tempi fantascientifici, l'oracolo si muove più elegantemente e crea le storie della cronaca nera, veicolandone la fiaba al popolo bambino.
In fondo siamo immersi nel brodo primordiale di una favola, in un clima di pensiero magico dove le regole ed i ruoli sociali vengono continuamente confermati e rimembrati dal sacerdote di turno.


Il MACHETE PROJECT in tempi recenti iniziò a macro livelli mediatici con i tagliagola dell'ISIS, che sono anch'essi una costruzione delle URLLODGE neo aristocratiche per spostare l'egregora della psicologia di massa verso certi mondi, certe forme pensiero collettive.
Anche li c'era il discorso alveare del NOI e LORO, l'uomo nero atavico oggi cupo fondamentalista islamico contro l'evoluto bianco e cristiano del modernismo wasp...
Quello che funziona a livelli più ampi e generali, funziona anche per le singole cronache interne dei nostri distretti orwelliani. La metodologia è esattamente la stessa, i suoi simboli, i suoi linguaggi e la sua veste esoterica sono identici.
Quindi siamo in presenza di diversi livelli che operano complementari tra loro ed ognuno soddisfa il suo piano, quello di distrazione di massa, quello di strumentalizzazione di certa cronaca nera atta a far accettare ogni regressione culturale, ogni imbarbarimento civile e l'invocazione di una consistente MILITARIZZAZIONE del territorio o dell'uomo forte che ci salverà dal male.
Ed infine quello di celebrazione rituale occulta, quindi il livello più strettamente esoterico.
Questo Delta solitamente è la summa dei livelli che poi il potere mediatico dovrà cerimoniare in una messa condivisa, perché siamo in maniera differente ma identica per altri aspetti, sempre dentro una dimensione religiosa e magica.

TESTE CHE ROTOLANO, MACHETI CHE AMPUTANO E GOVERNI CHE TAGLIANO...
cit. MDD


Penso che ad uno stato padronale fascista facciano più comodo le gang che i sindacati. Da noi se uccidono uno col machete fanno una ordinanza per mettere il coprifuoco alle gelaterie. 
cit. Marco Pasquini





venerdì 19 giugno 2015

"TODO MODO": ELIO PETRI E GLI OMICIDI RITUALI...


«Todo modo... para buscar la voluntad divina»... 
La Primera anotaciòn degli Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola dà a Leonardo Sciascia il titolo per uno dei suoi libri più ambigui.
Todo modo viene pubblicato nel 1974. Sembra che l'idea del racconto fosse venuta a Sciascia dopo un soggiorno presso l'albergo salesiano di Zafferana Etnea, una località che nel libro verrà trasformata in Zafer.




« Forzai le mani di Sciascia anche nel tono del film, e mi sembrò così, non soltanto di seguire un'indicazione di Sciascia, ma di evocare quel clima di farsa nerissima che si respirava e si continua tuttora a respirare in Italia. »
(Elio Petri, 1979)
La vicenda ha luogo in un albergo-eremo-prigione, nel quale capi politici, grandi industriali, banchieri e dirigenti d'azienda, tutti appartenenti alle varie correnti democristiane, si ritrovano per gli annuali ritiri spirituali (ispirati agli esercizi spirituali) di tre giorni per espiare i reati di corruzione e altro che essi erano soliti praticare. Questa volta la riunione avviene in concomitanza con un'epidemia che miete numerose vittime in Italia.
All'interno di questo luogo, chiamato "Zafer", in realtà dovrebbe avvenire una sorta di rinnovamento del partito, della propria struttura, dei propri vertici, dei propri interessi (storicamente, quando il film uscì, durante il governo di Aldo Moro, era il periodo in cui si iniziò a parlare di compromesso storico tra DC e PCI) al fine di mantenere il potere nel Paese. Tra litigi continui e violenti, accuse reciproche e poca pratica spirituale, si sviluppa una serie di apparentemente immotivati delitti, che eliminano, uno alla volta, i personaggi di primo piano del partito.
(Wikipedia)


Il genio italico di Elio Petri partorì questo capolavoro che purtroppo solo pochi conoscono bene, dal titolo TODO MODO, film censurato, ritirato dalle sale, film maledetto che alcuni cospirazionisti indicarono in seguito come la vera causa della morte del regista, avvenuta pochi anni dopo.
Film visionario che anticipò la morte di MORO, che denudò definitivamente e come nessun altro il Re, che svelò l'arcano che dirige dietro le quinte il mondo politico, che indicò le suggestioni dell'ENTITA' che dall'alto dei cieli scrive l'agenda degli eventi storici, economici, sociali, culturali ed ovviamente, esoterici della nostra società.
Petri parte da Sciascia e dal suo romanzo, ampliandone decisamente la visuale e contemplando i piani alti, il loro linguaggio occulto, ci porta per mano dentro gli inferi del bunker democristiano, ma non è tanto interessato alla mera descrizione e ridicolizzazione di quel mondo, il vero scopo non è solo incentrato alla critica politica di quel partito e dei suoi uomini, pur essendo questa ampiamente narrata, l'obiettivo è lo svelamento della matrice del potere in quanto tale, della sua grammatica, dei suoi simboli, della sua impunità, della sua supponenza ed insolenza infinita.

Petri in tutta la sua filmografia, in particolar modo nella sua trilogia rituale, LA DECIMA VITTIMA, INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO e TODO MODO, descrive come il sistema si firma in continuazione, come compie l'omicidio politico, sacrificale, mediatico, come celebra il suo Tempio attraverso il rito accettato e condiviso dall'elite.


Ne LA DECIMA VITTIMA, il regista mette in scena il Grande Fratello mediatico televisivo ben 40 prima, mostra come il sistema crea e pilota un eterno divide et impera reso gioco mortale collettivo, una sfida tra vittima e carnefice ed un loro ribaltamento dei ruoli, di come tutto è marketing e voyerismo, come l'apparenza diventa realtà condivisa, felici di essere pedine scelte da un computer centrale che decide maschere e posizioni sociali. 
Mette in scena come la privacy viene disintegrata in nome di un transumanesimo che tutto vede, controlla, rende pubblico e che si sostituisce come oracolo neo-religioso, descrive, infine, come il potere costituito plasma la realtà che diventa cerchio magico di regole accettate e subite, come se la stessa realtà che conosciamo fosse a sua volta un meta-film, un Truman Show e non tanto il suo svelamento grottesco filmico che, per opposto, diventa di fatto neo-realismo puro, pur veicolandosi come apparente fantascienza o favola. 
Petri fin da questa opera svela come il sistema si celebri attraverso una versione aggiornata dell'esercizio rituale, come se il potere non potesse fare a meno di sfamarsi e di vampirizzare i propri sudditi.


Nel secondo film della trilogia, INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO, il regista descrive come il potere abbia la necessità di firmarsi e di veicolare la propria impunità in faccia allo spettatore spaesato, usando capri espiatori, nella completa omertà collettiva e nella protezione dei Fratelli. Volonte' recita magistralmente la parte dello sbirro vile e malvagio, disturbato e autopunitivo, definito giustamente "un criminale che dirige la repressione..."
L'omicidio che compie Volonte', non a caso, è realizzato secondo una certa simbologia massonica precisa, in via del TEMPIO...
Perfetto e logico, no???


Arriviamo al terzo episodio, TODO MODO, il film più esplicito e riuscito di Petri, forse quello meno compreso, quello che centra il bersaglio, pellicola che, insieme al capolavoro di Pasolini SALO' O LE 120 GIORNATE DI SODOMA, mostra dall'interno come funziona il rito sacrificale e come un certo linguaggio viene utilizzato per compiere la VOLONTA' DIVINA.
La VOLONTA' DIVINA è l'agenda che il potere percorre senza remore attraverso morti che non vengono semplicemente eliminati perché scomodi od obsoleti, ma perché essi rappresentano frasi di un linguaggio iniziatico, mutuato dalle società segrete, dai Gesuiti, dai Rosacroce, linguaggio che l'ENTITA' utilizza per sigillare le egregore che saranno i parametri dogmatici della matrice da fare accettare ed utilizzare in quel determinato momento storico, politico, culturale, linguaggio che l'ENTITA' adopera per celebrare se stessa, perché l'equilibrio cosmico contempla il binomio morte e rinascita e la nascita del nuovo Tempio, del Nuovo Ordine, qualunque esso sia, prevede la morte altrui, attraverso il contrappasso che ha energia egregorica intrinseca, attraverso il ribaltamento illusione-realtà e ancora realtà-illusione.
Allora possiamo vedere un fantastico Mastroianni interpretare un Don Gaetano Maestro Gesuita burattinaio, ma a sua volta vittima prescelta consapevole del suo ruolo, prigioniero del suo ruolo. 
Un Volonte' da oscar che, in uno stile grottesco caro alla sua poetica, anticipa simbolicamente la morte di MORO avvenuta poco dopo, come e meglio di un grande veggente.
Possiamo immergerci nell'inferno dantesco, dalle tinte dark e claustrofobiche del bunker, della cripta, possiamo divertirci ad osservare le vittime che, una dopo l'altra, cadono a terra uccisi dall'ENTITA', senza comprendere veramente chi o cosa sia questa ENTITA', enunciata timidamente da MORO-Volonte', spiegata al magistrato arrivato troppo tardi per capire quale mistero sta succedendo in quella terra di mezzo, omicidi descritti come un MULTI-OMICIDIO RITUALE collettivo, omicidi che, se uniti tra loro, spiegano l'arcano e vanno a formare la frase egregora assoluta "TODO MODO PARA BUSCAR LA VOLUNTAD DIVINA".
Fuori dal bunker c'è una epidemia che sta mietendo numerose vittime, un'epidemia non spiegata o spiegabile, sicuramente simbolica che sta ad indicare come sia in atto una sorta di pulizia divina, una sorta di cambiamento epocale, che sottende ed annuncia celatamente che i nostri personaggi sono già stati uccisi e quello che viene mostrato dal regista è una sorta di cammino dei morti nel loro girone infernale, una espiazione laica verso altri mondi, come fossero personaggi danteschi che simbolicamente descrivono i loro peccati. Infatti tutto il film è una continua espiazione collettiva ed individuale delle loro colpe, senza mai trovare una vera assoluzione, e vediamo come un simpatico INGRASSIA si autopunisce per espiare le sue colpe terrene.
L'eremo si chiama ZAFER, la cui assonanza suggestiva ricorda Cypher, Lu-cifer, zolfo, Sifar, ma in realtà è l'abbreviazione di Zafferana, almeno secondo l'accezione originaria di Sciascia.


Come un puzzle esoterico, come un rebus di un antico magus, i nomi delle società e degli enti statali governati da ogni singola vittima, con le loro iniziali e/o finali, vanno a formare la frase sopra citata. Petri lo indica in maniera palese e MORO-Volonte' ci tiene a precisare che non sa chi sono coloro preposti a questo compito occulto, afferma essere esperti veggenti, maghi di antica fattura, non gli è dato sapere il loro vero nome, ma poi lo svela in una frase, alla fine della sequenza filmica della spiegazione degli omicidi rituali, dicendo che "DEVE ESSERE L'ORA/L'OPERA DEL ROSARIO", ovvero della ROSA.
ROSA presente in buona parte di tutto il film, non tanto nella sua veste più banale floreale, ma nella sua veste più subliminale, attraverso il suo colore, ed infatti vediamo MORO che parla ai suoi ministri, dietro il suo controllore, interpretato da Citti, e alle loro spalle, un vistoso colore ROSA, una luce significativa ornamentale che interrompe il nero e il grigio onnipresenti nella descrizione dei lugubri antri infernali del bunker. Ognuno ha il suo boia dietro le spalle, come in una matrioska...
Questo sta a significare la gerarchia che impone l'ENTITA', davanti il potere politico, dietro gli agenti della Rosa che presiedono e controllano, dietro ancora il cerchio magico della ROSA, rappresentato come pura LUCE. 
Rosa sopra ogni cosa... cit.


Senza citare i vari simboli religiosi ed iniziatici sapientemente mescolati per tutto il corso del film, le battute che parlano di rovesciamento della piramide, la numerologia dichiarata, il cambiamento epocale in atto, la descrizione ossessiva delle telecamere che spiano in tempo reale i politici, salvo nei singoli momenti degli omicidi e nella spiegazione della ragione di tali omicidi, occultati ad hoc, i politici a loro volta pedine consapevoli e non dell'ENTITA' sovrastrutturale, Petri conclude il suo capolavoro con la teatrale messa in scena del percorso narrativo di tali sacrifici.
Quando oramai i pochi superstiti rimasti fuggono dal bunker e risalgono in superficie attraverso l'ascensore demoniaco che li aveva portati negli inferi LOYOLIANI all'inizio della storia, MORO-Volonte', sempre accompagnato dal fido contractor-autista CITTI, percorre nel parco adiacente a questo monumento vacuo e sonoro, un viaggio rivelatore che descrive allo spettatore il contrappasso di ogni vittima, come fosse una sorta di limbo prima del paradiso, di ade antropomorfa plasmata dal sangue dei suoi ospiti, dei suoi fantasmi che ci raccontano come sono deceduti, attraverso i simboli che veicolano, attraverso le loro parole, i loro scritti, le loro foto, come in una meta descrizione della vera storia occulta del bel paese, un percorso di documenti che formano una strada attraverso  gli alberi del bosco, una scena poetica avvincente e struggente, inquietante e significativa. 
E allora vediamo in questa dimensione, la vera storia che è accaduta, perché quella del bunker ritiro spirituale era la storia ufficiale, quella che solitamente viene parzialmente veicolata dai media, in questo bosco invece, veniamo a conoscenza di come sono stati realmente uccisi i vari ministri del culto, i loro contrappassi, da quello appeso impiccato, al magistrato deceduto con un rosario in bocca, da quello soffocato con una pellicola del film (PETRI in una delle sue chiaroveggenze???) a quello omosessuale abbracciato al suo amante, fino a MORO, altra grande chiaroveggenza dell'autore che anticipò la sua morte e che probabilmente gli costò caro l'averla messa in scena, ucciso dal suo fido autista che gli spara 5 colpi mortali. In fondo MORO sapeva a cosa andava incontro, come forse lo stesso PETRI...

Ogni mezzo per cercare la volontà divina
cit. Sant Ignazio di Loyola



PS: Nessuno di voi ha notato la locandina del film???
Apparentemente non c'entra nulla con il tema del film, non viene tagliata a pezzi nessuna donna, siamo in un covo di Gesuiti DC e viene rappresentata la dissoluzione di mondo ed un certo potere che farà il passaggio di consegne con il nuovo che avanza.
In realtà Petri con questa locandina macabra degna di un Horror anni 70, sottende un certo mondo rituale occulto, il suo linguaggio che, in modo metaforico, spiega durante tutta la storia di TODO MODO.




mercoledì 10 giugno 2015

DIO E' LA CERTIFICAZIONE DELLA SUA ASSENZA... D'IO E' LA CERTIFICAZIONE DELLA MIA ESSENZA...




Chi ci dice che esiste la vita dopo la morte?
Non potrebbe essere solo una nostra proiezione, un nostro desiderio che esistano altre esperienze senzienti dopo la morte?
Se tutto finisse e buonanotte ai suonatori?
Se ci fosse altra vita dopo la morte, perché dovrebbe riguardarci?
Non potrebbe semplicemente essere altra vita, "senza di noi"?
Perché dobbiamo o vogliamo pensare che il nostro spirito attraversi nuove vesti o, addirittura, rifaccia un'altro ennesimo percorso su questo od altro pianeta, sempre con lo stesso spirito in progress?
A me sembra terribilmente materialista ed illusorio affermare esista altra forma di vita, SEMPRE ed ancora con il nostro spirito, verso una beatificazione e purificazione divina.
Secondo me, è una vana speranza per chi ci crede, è un desiderio di immortalità per sfuggire al nulla eterno. Cosa e chi saremo o non saremo...???

E se le altre vite, le altre reincarnazioni, non fossero altro che tappe di morte e rinascita in questa unica vita?
In fondo, siamo altre persone rispetto a quando eravamo bambini, adolescenti, siamo già morti e vissuti tante volte, non importa cambiare corpo fisico, per quale ragione...???
E se siamo tutti quanti parte di un DIO o, chissà, di un'egregora evocata un tempo, la nostra eventuale reincarnazione potrebbe semplicemente essere VITA ALTRUI, anche senza NOI, e non sempre NOI in una scalata dimensionale, in un'ascesa mistica.
Se è vero che siamo parte del TUTTO, secondo me, la reincarnazione non è altro che la vita degli ALTRI che sono vissuti, che vivono e che vivranno, vite che percepiamo come ALTRE nella nostra stanza attuale dimensionale, ma che in termini metafisici, potrebbero già rappresentare le infinite possibilità di espressione della stessa unità matrice.
Questa è l'unica via spirituale o l'unica condizione non materiale, probabile e possibile da contemplare su un piano metafisico.
Oppure, SIAMO GIA' MORTI, e la nostra vita potrebbe essere una sorta di sogno collettivo, una terra di mezzo, ma senza vie di uscite, di altra entità, noi i cluster della sua matrice, le sue proiezioni.
Però Cogito ergo sum. Qualcuno potrà obiettare che qualcuno cogita per noi, ma non sono d'accordo su questo punto.

E' molto romantico e terribilmente umano, pensare esista l'immortalità.
Se fossi un MAGUS farei un immenso cerchio magico, con regole e dogmi per tutti, per placare l'istintiva e naturale animalità umana, relegando i desideri inespressi ALTROVE, e poi magari inventerei una religione che venera un Dio, un totem...
Cazzo, mi sa che è già stato fatto...!!!
Le trasformazioni che ci attraversano sono interne, magari riguardano le vite altrui facenti parte della stessa UNITA', non necessariamente, sempre il nostro di spirito in continua ed eventuale evoluzione, come fosse una gara in una competizione surreale animica...
La scalata animica della metempsicosi è un concetto materialista attribuito allo spirito ed erroneamente definito concetto spirituale, invece è il massimo della materialità CREDERE di andare avanti o indietro per ripulire il proprio karma, come in una versione espiativa cattolica, ma in salsa orientale.
Forse ci spappoliamo nel nulla eterno o, se va bene, in concime per animali...
L'anima si è voluta ribellare al nulla eterno perché aveva mire di profitto, egoiche, luciferiane, se se ne stava sulla sua nuvoletta ideale rimaneva NULLA... 
Si sentiva per caso sola???


Dio come concetto, come entità assoluta del TUTTO, sovrapponibile con il TUTTO, non può esistere, se esistesse sarebbe FINITO, limitato, un segmento e non una retta infinita o circolare, quindi morto, infine, sarebbe un banale demiurgo per schiavi sociali. 
Per esistere REALMENTE, non deve esistere realmente. 
Secondo me, se definiamo o ci immaginiamo DIO, lo uccidiamo, semmai fosse mai esistito. 
Quindi definire Dio è un po' sminuirlo al rango di dio...
Se vedo, percepisco  o credo di percepire DIO, esso non lo è, perché avrei esperienza di un'entità che, per quanto grande o infinitamente grande, sarebbe FINITA e definibile e non INFINITA, quindi indefinibile... 
Come faccio ad avere esperienza di una cosa INFINITA...??? 
Quindi non è DIO è dio...
O semplicemente, è D'IO, in quanto ritengo siamo già NOI la divinità, l'alto azzurro dei cieli religiosi e dei culti millenari, è banalmente il nostro inconscio, e tutti i personaggi del suo Pantheon sono gli archetipi collettivi.
Quindi non possiamo definirlo, invocarlo, amarlo, chiamarlo, odiarlo, e se non possiamo fare ciò, possiamo solo certificare la sua assenza. La sua assenza determina la sua reale esistenza.
La sua assenza paradossalmente ce lo restituisce INFINITO... 
In questo senso, secondo me, DIO è il NULLA...
LUI che infinito ed indefinibile E', non può esistere, se esistesse non sarebbe E'...
Se invochiamo DIO lo uccidiamo, è un atto di magia nera, di pensiero magico.
Definirlo è decretare la sua morte.
Non sono nemmeno d'accordo nel fare una differenziata tra ragione e sentimento. 
Come si fa a stabilire la ragione o il sentimento, i loro confini, esistono veramente? 
Troppo facile dire, ci si arriva con il cuore, ci si arriva con la fede, ma ci si arriva dove o, cosa si pensa di raggiungere??? 
Tutto ciò che sentiamo, pensiamo, proviamo, passa come informazione sinaptica attraverso il nostro cervello, sede della psiche che significa anima, ovvero il software del nostro involucro.
Bello o brutto che sia questo abbiamo e senza l'hardware del corpo fisico non potrebbe ospitare nemmeno il suo programma, spirito e corpo hanno bisogno entrambi l'uno dell'altro per essere, per esistere. 


Il mio amico Mantenos Andrea Flower Naborovich esprime un pensiero profondo ed interessante al riguardo:
Parafrasando Paul Sarte, l'essere umano è condannato alla libertà, che proprio come tu osservi non è una condanna, ma un grosso sollievo. Sarebbe bello avere la prova che dopo niente esiste e che uno se ne sta per i cazzi propri dopo questo inferno chiamata "vita". 
Niente Karma, niente Paradiso con 1000 vergini e nessun Caronte! Che bello! 
La vita è anche bella, per carità. 
Ma il punto è proprio questo: non importa sapere se esiste o non esiste qualcosa quanto recuperare la gnosi che evidentemente attraversa la nostra storia personale e quella della umanità: STARE NEL PRESENTE, memoria di se stessi, presenza attiva, lavoro di coscienza, lavoro consapevole. Diventare anche liberi dalla stessa libertà! Religioni, ateismo e new age, qui, hanno gravi responsabilità. 
Io non voglio ritornare a scuola ad re-imparare le divisioni (Corrado Malanga). Non mi piace. 
Ma allo stato attuale questo è il mio pensiero, e non lo stato delle cose, presumibilmente.
Per citare un bel film di Bernardo Bertolucci, tuttavia "dobbiamo tutti morire e poi rinascere e poi morire ancora... questa è la nostra maledizione... 
Allora questo sarà il mio compito: io toglierò questa maledizione". 
L'essere umano ha una grave colpa (caduta): è ignorante. 
Questa carenza diventa causa della sua morte fisica e simbolica (la gnosi rappresenterebbe in questo senso la via, la verità la vita). 
L'essere umano, carente dunque ripete se stesso in continuazione e il copione che si ritrova inconsapevolmente tra le mani (destino sorte fato anche del programma astrologico). Se non credi o non capisci il tema della reincarnazione (metempsicosi Platone) non importa. Anche nel quotidiano e nel tempo terrestre il tema dei cicli è cosi palese da divenire il vero linguaggio della natura: quella umana e quella mortale. Ma anche quella della coscienza. Siamo condannati ad essere liberi! O credi nel caso e allora ti comporti come vuoi. O forse il caso non esiste. Delle due, una!
La reincarnazione è una necessità della natura e una necessità della "psiche" anima. Tuttavia, qualcosa non mi torna in questo giro (samsara). Qualcosa di non proprio bello... 
L'universo da queste parti pare essere simile ai governi italiani....


PS: Poi diciamocelo, che palle tornare a replicare il loop, tornare ad essere bambini, tornare a scuola, rifare tutto di nuovo con altro involucro...
Io sono terrorizzato dall'idea di dovermi reincarnare, non ciò mica tanta voglia... 
cit. Spirito della Siesta
Io ho paura che esista la reincarnazione, non voglio ripetere la trafila burocratica.
cit. Anime di Equitalia

giovedì 28 maggio 2015

IL SANTO DEI VOLI, L'A.N.S.A. E L'ANSIA...


Iniziamo, parlando di Giuseppe da Copertino...
Tra i tanti santi più o meno conosciuti, abbiamo anche il Santo dei Voli, me lo ha indicato un'amica del nostro gruppo facebook. Ignoravo la sua esistenza, ma è interessante metterlo in relazione ai due eventi successi nei giorni scorsi.
Il beato in questione è tal Giuseppe da Copertino, al secolo Giuseppe Maria Desa, nato il 17 giugno 1603 a Copertino e morto a Osimo il 18 settembre del 1663, santo patrono di questi due paesi.
Nella devozione cattolica viene chiamato il Santo dei Voli, a motivo della levitazione che secondo le cronache del tempo avrebbe compiuto in stato di estasi e che gli procurarono il processo dinanzi al Sant' Uffizio per abuso di credulità popolare, dal quale però venne assolto.
Viene anche indicato come il santo degli studenti, perché venne consacrato sacerdote dopo il difficile superamento degli esami; per questo viene invocato dagli studenti cattolici durante gli esami.
Gli aviatori cattolici statunitensi lo venerano come loro protettore.


Cronaca #1:
Studente precipita dal 5° piano dell'Hotel Da Vinci a Milano, durante una gita scolastica.
La prima notizia parla di suicidio, poi si inizia a parlare di un brutto episodio di bullismo finito in tragedia da parte dei suoi compagni, poi si parla di disgrazia, di casualità...
Una decina di studenti del liceo «Ippolito Nievo» sono stati nuovamente sentiti per ore in questura.
Il ragazzo si chiamava Domenico Mauroantonio, aveva solo 19 anni e lascia una famiglia distrutta dal dolore e dalla rabbia.
La Preside afferma inizialmente di uno sconosciuto, un uomo di origine slave, al piano dell’albergo, un tizio che, dalla testimonianza di due studentesse, girava avanti e indietro da solo, fermandosi diverse volte a fumare nella scala antincendio. La Preside in seguito ritratta e dice di aver avuti ordini dall'alto di non interferire nella storia. Affermerà: «Non parlo più, mi trovo in un tritasassi».
La mattina dopo la tragedia, il corpo di Domenico è stato trovato da uno degli addetti dell’albergo, che è subito corso alla reception e ha chiamato il 118. Poi ha fatto una foto col cellulare al cadavere ed è andato nella sala dove le classi stavano facendo colazione con gli insegnanti e li ha avvertiti che era successo qualcosa di grave a un ragazzo... Il corpo di Domenico era stranamente adagiato su un fianco, seminudo, con accanto alcuni indumenti intimi. Era ospite della stanza 533, i suoi compagni di classe si sono tutti chiusi in un silenzio sospetto ed omertoso. Il liceo «Ippolito Nievo» è una scuola per giovani rampolli della medio-alta borghesia, il riservo è "d'obbligo".


Cronaca #2:
Roma, cade dalla balconata per una gara di sputi: muore 17°.
Il fatto succede a Palestrina, un giovane studente Stefano Salvatori è morto sabato notte precipitando da una balaustra alta 4 metri dei “Giardini del Principe”.


Analogie e media:
Tutti i media descrivono le due vicende depistando con elementi confusivi, irrazionali, magici, ciò può significare che è in corso un plagio. Queste notizie ci abituano ad una visione favolistica della realtà, spostandola nella dimensione del Reality, ci ricordano l'antico adagio del MEMENTO MORI...
Non sporgerti, bambino, che sei piccolo, vedi che cadi...!!! 
L'Hotel Da Vinci, un palazzo inquietante a metà strada tra l'OverLoook Hotel di Shining e il collegio di Suspiria, ma color ROSA violetto.
Il MISTERO non è circoscritto tanto o solo nella caduta di Domenico, ma nel bisogno di veicolarla in un certo modo sui giornali e sui TG, quello è lo scopo.
Che è poi la funzione magica della cronaca nera...
Quante migliaia di persone cadono ed hanno disgrazie ogni giorno?
Per quale motivo è stata scelta questa notizia come anche quella di Stefano, tra le tante possibili e similari che accadono continuamente?
Riguardo alla tragedia di Stefano, storia meno importante che deve attenuare l'impatto di quella di Domenico e, contemporaneamente, riportarla a galla, ci sono elementi fuorvianti, come quello e ridicolo della gara di sputi...
E poi gara di sputi dove, nel vuoto appesi come Tarzan alla recinzione della balconata???
Come e chi misurava le lunghezze di tali imprese, quale premio era riservato a colui che aveva il getto più potente di saliva???
E’che non potendo scrivere che era depresso, hanno dovuto scrivere che faceva una GARA DI SPUTI, che non si fanno più dai tempi del libro CUORE...
NON SPUTARE SUI SANTINI... cit.
Questa favola mi lascia in testa solo questi due elementi, SPUTI e SANTINI, dato che è rimarcato più volte come avesse in casa un rosario e vari santini, crocifissi, ecc...
Per quale motivo l' Italia dovrebbe essere a conoscenza di questa disgrazia domestica così banale, ADDIRITTURA su RAI NEWS, tra una crisi economica e un ISIS, la RAI ci mostra questa incredibile storia...
Due mesi prima era successa una storia simile a quella di Domenico ad una studentessa greca della sua stessa età...

http://www.rainews.it/.../ContentItem-e8369e2e-cb90-4afc...
"Come Aveva visto nel film Sette anime di Gabriele Muccino, in cui Will Smith che interpreta il personaggio principale..."
Ecco, questo particolare ha gli stessi elementi depistanti dello "sputo" del ragazzo di 17° di Palestrina... Perché prodigarsi a specificare che aveva visto il film 7 ANIME???
Allora vada per il 17° italiano che cade dal muretto, ma che la RAI veicoli a livello nazionale la caduta dal terrazzo di una studentessa greca, pare curioso... O era riferito alla caduta della Grecia, della sua economia, la morte della Dea Atena???
Questa storia non è legata alle ultime due, ma forse a qualcosa di inerente alla situazione greca odierna, o per catalizzare l'attenzione su qualche vicenda politica di quel paese, magari in relazione alla situazione politico economica italiana od europea...
Tutti i media, in perfetto sincrono, tramite l'ANSA, stanno veicolando queste due tragedie parallelamente alla riforma scolastica del Governo Renzi.
Una sorta di Livella compensativa, ad una nuova nascita, Riforma della Scuola, deve simbolicamente corrispondere una morte o più morti, attraverso una celebrazione nera, una messa collettiva e condivisa, dove il bacino dei fedeli è immensamente ampliato rispetto ai fedeli tradizionali del culto, dove il nuovo Oracolo, è incarnato dalla tecnologia e dalla TV, che si propone trasversalmente ad atei e credenti come nuovo contenitore magico. Una celebrazione che sia al tempo stesso messaggio subliminale, distrazione di massa, con la mitizzazione dei due episodi complementari tra loro, che si rafforzano e si annullano... Domenico è in compagnia di Stefano, due destini uguali/diversi che fanno lo stesso percorso simbolico, che volano giù mentre sale la nuova politica, la nuova scuola.
Tutti veicolano all'unisono la stessa MESSA...

L’Egregora è servita:
In chiesa si prega assieme, si crea un’egregora, la tecnomagia fa di più e non relega la messa solo ai fedeli, ma ne amplia il bacino. E' questo il vero rito che si compie attraverso la morte dei due poveri ragazzi, il loro sacrificio, sia esso puramente casuale o indotto dal sistema, svolge un'azione magica polivalente, rafforzando il plagio emozionale e creando quella forma pensiero adatta ad alimentare quel clima immaginifico da celebrare in un determinato momento storico, politico, culturale di una comunità, che per natura, risiede all'interno di un cerchio fatto di regole accettate e create dal Magus di turno.
L’ANSA è L’ANSIA... cit. 



PS: http://rossland.blogspot.it/
La vita, la morte e la giustizia, ci diciamo in cuor nostro, sono nelle mani di Dio.
Qualunque cosa sia e comunque lo si chiami, tutti siamo indotti fin da bambini a pensare (a credere), che il supremo destino delle nostre esistenze debba stare in mani ultraterrene, che il giudizio finale debba appartenere a qualcuno (i posteri) o a qualcosa (Dio) che sta oltre il nostro limitato istante di vita. Solo così, lasciandone le sorti in mano a un giudice altro che sia al di fuori della limitata vita umana, riusciamo a sopportare le perenni ingiustizie ad opera dei potenti.
Innocenze o colpe, ingiustizie o ingiustizie, ogni religione li mette idealmente fuori dalla nostra portata di azione così che la vita buona rimane sempre solo una incerta promessa.
Il Potere invece, o avoca a se stesso ogni decisione, o non è.







sabato 23 maggio 2015

SHINING E L'ETERNO RITORNO DI KUBRICK...


Se Kubrick fosse un simbolo sarebbe l'Uroboro, perché tutto il suo cinema è legato alla teoria dell'eterno ritorno. L' Uroboro è un simbolo associato all'alchimia, allo gnosticismo e all'ermetismo, raffigurato da un serpente che si morde la coda, esso rappresenta la natura ciclica delle cose, quella dell'Uno-Tutto e tutto quello che è rappresentabile attraverso un ciclo che ricomincia dall'inizio dopo aver raggiunto la propria fine.
La poetica del regista si basa essenzialmente su questo pensiero filosofico e sapienziale, e tutti i suoi film sono incentrati sulla circolarità della natura, sull'eterno respiro e moto perpetuo dell'inspirare ed espirare cosmico. 2001: Odissea nello Spazio o Arancia Meccanica, ma un po' tutta la sua filmografia, sono ottimi esempi per comprendere i temi della circolarità e del "ritornello".
Shining è un altro suo capolavoro che si basa sulla rappresentazione dell'Uroboro.


In Shining l' Overlook-Hotel, ovvero il "castello dell'impero", nell'accezione letteraria più kafkiana, rappresenta il potere temporale, oggi incarnato dall'America. Sistema fondato e celebrato attraverso il sacrificio di sangue degli indiani, ma potrebbe essere qualsiasi popolo sottomesso della storia dell'umanità. Le sue fondamenta sono state edificate sopra il cimitero dei nativi, nella miglior tradizione pagana occulta secolare, che talvolta ha eretto i suoi templi sul letto dei morti per ragioni magiche ed egregoriche. Questo forse per avere il controllo della via di comunicazione preferenziale con il basso astrale e della via degli inferi, una sorta di terra di mezzo con i suoi passaggi e le sue porte dimensionali, dove il tempo scorre diversamente e dove tutto si ripete, una sorta di eterno ritornello antropomorfo.
Il fantasma del vecchio guardiano che uccise le due figlie gemelle e le apparizioni dei personaggi che abitarono quel mondo, sono il risultato delle forme pensiero plasmate e consolidate dal sacrificio rituale e rievocate dalla medianicità del bambino attraverso la luccicanza (come Lucifero, portatore di luce e verità, figura positiva), fanciullo che, nella sua simbolica purezza, svela l'arcano, denuda il re e sconfigge nel finale il "suo" Minotauro interiore dentro il labirinto cnossiano, ovvero uccide il padre e spezza il sigillo magico nero (in realtà, il "male" o semplicemente il suo involucro, rimane ibernato, come un vampiro pronto a tornare in vita nel caso qualcuno gli tolga il paletto dal cuore).
Per comprendere meglio il tema alchemico della circolarità, Kubrick ci mostra nell'ultima sequenza del film, una foto in bianco e nero del 1921 dove Jack Nicholson celebrava una festa d'epoca insieme a personaggi altolocati. Essa rappresenta l'eterno ritorno e il continuo divenire del male che replica se stesso, attraverso una determinata ritualità.
Jack è sempre LUI nella foto, non è mai cambiato il modus operandi, la celebrazione si ripete ad infinitum come in un loop.
Un apparente lieto fine, dove il mostro in realtà non muore ma rimane sopito sotto il ghiaccio, pronto a riemergere dall'abisso, dal basso astrale.


Il vecchio guardiano, sotto forma di fantasma, esegue una sorta di passaggio di consegne tra il vecchio ed il nuovo ordine costituito, egli spiega dettagliatamente a Jack che, per mantenere l'ordine, bisogna dare l'esempio con la forza e lo invita a sacrificare il figlio e la moglie, come sempre è avvenuto, perché il Tempio prevede il tributo di sangue in suo onore.
Quindi lo istruisce per essere il nuovo Guardiano del castello, o colui che temporaneamente dovrà gestire il comando, colui che servirà fedelmente l'egregora fondativa della società occidentale.
Un'accusa politica TOTALE al sistema temporale umano, schiavista e capitalista, un suo svelamento dal profondo, entrando fino ai cluster della sua matrice.
E' interessante notare come Kubrick abbia ribaltato il termine Murder, volendo indicare allo specchio REDRUM (ovvero Red Room, "stanza del rito di sangue"), attraverso la medianicità del piccolo protagonista che percepisce ciò che sta per accadere, perché è sempre accaduto e sempre accadrà.
Il figlio come il padre ha determinate sensibilità, il figlio è il PADRE prima di scegliere la metà oscura, o meglio, ne rappresenta la parte positiva, archetipica, originale non corrotta, e come sensitivo si sintonizza nel NON-TEMPO, cogliendo ciò che avverrà essendo già avvenuto, avvenendo...
La scritta firmata di rosso sangue viene visualizzata sulla porta della stanza, porta che si mostra come il monolite di 2001, come porta dell'oracolo del rito che lo attende, entità che non riuscirà a cannibalizzarlo in forza del ricordo primigenio, perché il piccolo rappresenta un archetipo più forte, inarrestabile, ovvero la forza motrice universale della coscienza di Amore, nell'accezione di forza energetica progressiva del "PANTA REI". Consapevolezza rappresentata dalla luccicanza, dalla sua natura ILLUMINATA, luciferina, positiva contro il nemico divisorio "diaballo", Padre da uccidere, ergo, da superare per rinascere, perché la ruota della vita prevede questo processo, perché questo processo è la materia della natura stessa.


Shining ha diversi piani di lettura, oltre all'appena citato tema dell'eterno ritorno e al tema della celebrazione del rito ancestrale di sangue, il regista inserisce, quasi per gioco, alcuni elementi e messaggi più o meno celati in particolari apparentemente casuali, in realtà, messi in scena meticolosamente.
Attraverso questi elementi, Kubrick rappresenta talvolta se stesso come parte di quel potere occulto che critica e combatte, per avere in qualche modo "venduto l'anima" dopo aver realizzato, oppure solo aiutato a realizzare, il documentario NASA del noto Moon Fake.
Il regista lascia vari indizi sull'Apollo 11 mostrandolo platealmente sul maglione del bambino e in una certa numerologia, per esempio nel numero della camera della stanza proibita...
Si prende gioco del sistema e contemporaneamente espia la colpa attraverso una sorta di autocritica, giustificandosi sull'impossibilità di mantenete quella purezza esibita attraverso il piccolo protagonista, come a definire, in ultima analisi, la doppia natura dell'uomo, benigna e maligna, senza ergersi mai a giudice, e lo fa in assenza totale di falsi moralismi.
Kubrick ha fatto parte della Prometheus Fire ed altre Fratellanze, era persona con grandi conoscenze iniziatiche, non era un regista qualunque, fine intellettuale e mago in tutti i sensi del grande schermo, specchio della vita e della natura. Questo è solo un aspetto ulteriore, forse una sorta di firma, ma ritengo che il tema dell'Uroboro e quello rituale svolto nel Tempio, castello avatar in cui scorre il sangue millenario versato in nome di un'idea magica fondativa, siano le chiavi interpretative principali della sua poetica.


Come Fellini, come Bergman e come i grandi registi della storia del cinema, Kubrick replica sempre se stesso, fa sempre o quasi sempre lo stesso film, svela il modus operandi del Potere Costituito, tratta la sua messa in scena, facendone una critica negli anni sempre più radicale ed anarchica.
Il fulcro del suo cinema è la filosofia dell'eterno ritorno contemplata in maniera ossessiva, sia nel bene che nel male, sia del bene che del male, del loro superamento e poi ancora un altro giro di ruota... 
In 2001: Odissea nello Spazio Kubrick, dopo un lungo viaggio astrale INTERIORE, vede se stesso fuori dal tempo, in un punto zero metafisico dove è contemporaneamente viaggiatore, vecchio e infine feto astrale, "Uno e il Tutto", mostrando una profonda visione spirituale laica e comprensione della natura umana. Anche se in maniera differente da Shining, pure in Eyes Wide Shut, c'è lo svelamento del potere occulto dietro le quinte, ma la critica al sistema viene fatta in diversi modi anche nei suoi film di guerra come Orizzonti di Gloria, più in termini politici, e Full Metal Jacket, in termini ancora squisitamente sacrificali; la guerra vista come il teatro di un rito allargato, più ampio, ma sempre legato alla natura maligna dell'uomo che uccide il suo prossimo, uccidendo se stesso allo specchio.


E, allora, ecco perché nel finale di Eyes Wide Shut, troviamo la maschera della festa del Cerchio Magico riposta sul letto, essa rappresenta un po' uno specchio del protagonista, lui prima e lui dopo, in un eterno circolo vizioso. E' stata adagiata sul cuscino come avvertimento? E' lui che la posiziona sul letto, scordandosi di averlo fatto precedentemente e scordandosi di "averlo sempre fatto"?
E' la Donna Scarlatta, simbolicamente incarnata dalla moglie rossa Nicole Kidman, ad averla riposta come affermazione del suo potere femmineo ancestrale sull'uomo, mero strumento passivo del rito? 
E' la Rosa che lo attende, nella sua eterna esplosione ed implosione floreale e sistemica?
Chissà...