lunedì 16 luglio 2018

LA FRANCIA E LE FORME DELL'ACQUA SOTTO IL SEGNO DEL CANCRO


La protagonista dell'estate è stata l'acqua, veicolata mediaticamente in svariate forme e modi.
Protagonista nella tragedia del mediterraneo quando ha fagocitato le sue vittime sacrificali che sognavano una terra promessa, protagonista dopo la vittoria della Francia ai campionati del mondo 2018 di Russia, sotto forma di pioggia.
Protagonista nelle sue rappresentazioni opposte, nelle sue narrazioni come simbolo di purificazione, di rinascita, ma anche come medium da utilizzare come linguaggio simbolico e come codice operativo/celebrativo.
Abbiamo potuto ammirare in tutta la sua bellezza il nostro "Ministro degli Internati e Internauti" mentre sfoggiava in piscina facendosi riprendere in posa rassicurante, abbiamo potuto ammirare pure Grillo in tenuta da super-eroe fare un bagno in Sardegna.
Conte più "sobriamente" ci ha ammonito che dalle nostre acque mediterranee potrebbero arrivare pirati migranti infiltrati nei barconi, ovvero pericolosi terroristi, per giustificare future chiusure di porti. Dice che siamo "potenzialmente" minacciati e da oggi bisognerà muoversi di conseguenza.
Il vescovo di Malta, al contrario, ci ricorda "saggiamente" che DIO si trova nel mare insieme ai migranti morti, così tanto per portare un po' di sfiga.


Poi arriva la notizia della tredicenne che muore aspirata dal bocchettone di una piscina da Hotel, un po' come in certi film horror alla S.King.
Muore inghiottita in un buco nero, un po' come succede talvolta ai migranti che partono dalla Libia.
La storia appare surreale, quasi finta, ma l'assonanza simbolica svetta e non è certo casuale.
In Thailandia abbiamo assistito alla tragedia fortunatamente finita bene dei ragazzi bloccati nella grotta dalle piogge.
Curiosamente erano in 13, 12 giovani calciatori più il loro allenatore. Interessante le varie analogie ed assonanze, il numero 13, la grotta, l'acqua intesa come fonte di pericolo e come superamento di un ostacolo, una sorta di rinascita, che per estensione diventa una rivalsa di un popolo di un paese povero che esce dalla placenta/grotta e si affaccia sul mondo, finalmente protagonista in positivo, un po' come lo sono stati i calciatori afro della nazionale francese.
E finalmente arriviamo alla finale dei campionati del mondo 2018, la Francia vince meritatamente ed abbraccia in mondovisione la coppa sotto un diluvio universale, tra un sorriso di un Macron bagnato come un gattino, un Putin sempre impassibile, ma felice di presenziare la parata.
La pioggia che lava i peccati del mondo e saluta simbolicamente i vincitori morali ed immorali del nuovo ordine mondiale, i rappresentanti della società multiculturale basata più sull'economia più che sui diritti reali, e i rappresentanti di un mondo più conservatore in via d'estinzione, ovvero la Croazia, prossima anch'essa a conformarsi agli altri partner europei.
In realtà due mondi reazionari, diversamente conservatori, due declinazioni differenti dello stesso schema di potere ancestrale che lottano su un piano fisico, calcisticamente, e su di un piano più sottile, esotericamente. Arbitro internazionale, il premier russo che ha ospitato questa sorta di rappresentazione teatrale sportiva con notevoli ripercussioni politiche.
Ecco che viene a crearsi un ribaltamento curioso - come i fratelli meno fortunati dei giocatori francesi, morivano affogati, i festanti vincitori afro-francesi di 2° generazione si tuffavano felici nel prato zuppo d'acqua, scivolando come tavole da surf, leggiadri e spensierati, applauditi da migliaia di tifosi.
Inconsapevolmente, vendicavano i loro fratelli meno fortunati, due colonne dello stesso tempio del destino, equilibravano la livella come neanche i più esperti arconti avrebbero saputo fare.
L'acqua come medium simbolico è stata il veicolo di questa metafora esistenziale che ha coinvolto un po' tutti i livelli della piramide sociale, dai barconi ai giocatori di calcio, passando per le tragedie rituali, dai politici, ai preti ed ai vip.
La Francia vince sotto il segno del cancro, il giorno dopo la presa della Bastiglia, un segno d'acqua con valenze astrologiche molto interessanti.



Il simbolo del Cancro è come due 6 coricati testa coda.
È l’uovo originario, con un doppio germe: elemento maschio, elemento femmina.
È la dea Artemide, che i latini chiamano, Diana che c'insegna attraverso il mito.
Cade la falce di luna sulla sua fronte. 
Il Cancro che rappresenta la nozione del focolare natale è legato ad una divinità che rifiuta la maternità. La donna essenziale è quella che l'uomo desidera, non quella che è diventata la madre dei suoi bambini. La storia di Diana è molto appassionante da leggere per immergere nelle sfumature della natura. Tanto più che la luna può rivelare all'uomo la sua condizione attraverso le sue diverse fasi. Per analogia, l'uomo può sentire che come la luna, crede, decresce, sparisce, riappare e così via. Ciò gli dà la prospettiva di una possibile rinascita.
L'altro simbolismo forte legato al Cancro è l'acqua. È l'acqua delle sorgenti, l'acqua nascente, l'acqua primordiale. L'acqua ha questa nozione di sorgente di vita, d’ogni vita. 
Il rito del battesimo è un bell’esempio dell'importanza dell'acqua; questo legame stretto che unisce l'acqua alla luna, sottomettendo l'acqua alla luna (maree), resta uno dei misteri più belli della natura. Quando si nasce in segni d’acqua, significa che si è stato concepito in segno d’aria. 
Ma, questo paradiso può esser certamente anche un inferno. 


MASSONERIA E RIVOLUZIONE FRANCESE di M. Volpe



Sulle relazioni fra Massoneria e Rivoluzione Francese si è discusso a lungo. 
Peraltro, come per analoghe circostanze, bisogna distinguere tra Massoneria intesa come movimento di idee e Massoneria intesa come organizzazione, cioè attrice di azione sociale e politica, ed inoltre tra singoli Massoni e Istituzione Massonica. 
Va ancora tenuta presente la variegata articolazione del movimento massonico, nello stesso ambito dello Scozzesismo. 
Infatti, in quegli anni, troviamo una Massoneria Scozzese di tipo tradizionale, dedita a studi filosofici a ricerche “esoteriche” a esperienze mistiche, a fianco di una Massoneria Scozzese che, sul filone della Massoneria templare e più ancora dell’Illuminatismo di Weishaupt, si dedica prevalentemente alla propagazione delle idee libertarie e egualitarie con intenti di attiva operatività nella costruzione di una nuova società civile. 
Ben diversa, dunque, la situazione rispetto alla cosiddetta “Rivoluzione” americana che fece il suo corso interamente sotto l'egida della Massoneria: basterebbe in proposito ricordare i due massimi esponenti dell’indipendenza americana, George Washington e Beniamino Franklin. 
In realtà, proprio in Beniamino Franklin (1706- 1790) può individuarsi un trait d’unione tra la Massoneria americana e quella Francese negli anni precedenti la Rivoluzione. 
Nel 1778, mentre in America si aveva la dichiarazione d'indipendenza di Thomas Jefferson con la costituzione degli Stati dell'Unione, Beniamino Franklin, inviato in Francia da tredici Stati del Nord America, fu scelto per succedere a Lalande nella direzione della Loggia Parigina "Les Neuf Soeurs". 
Questa Loggia, fra le molte allora operanti a Parigi, si era particolarmente distinta per la sua azione “politica” intesa alla democratizzazione della società con la limitazione del potere assoluto del Sovrano, azione che si sarebbe poi concretizzata con la Convocazione degli Stati Generali. 
Affiliato alla Loggia de "Les Neuf Soeurs" era anche il marchese di Condorcet che, nel 1786, pubblica il saggio “De l’influence de la Révolution d’Amérique sur l’Europe”. 

Di certo, la Rivoluzione francese, come prima quella americana, furono figlie di quella particolare temperie culturale, alimentata dalle idee proprie dell’Illuminismo e della Massoneria, che prometteva di cambiare il mondo per conseguire la “felicità” del genere umano. 
Gli eventi del 1789 segnarono un momento esaltante per i Liberi Muratori “dei due emisferi”, momento fatidico della civiltà occidentale, tanto che da quella data si fa emblematicamente iniziare l'età contemporanea. Mentre in America, il 30 aprile, il “Fratello” George Washington, quale primo Presidente degli Stati Uniti d'America, prestava giuramento sulla Bibbia della Loggia.
Fin dall’inizio è fondamentale la presenza della Massoneria, basti pensare che la rivolta del tè del 16 dicembre 1773 (“Boston Tea Party”), guidata da Sam Adams, considerata l’avvio di quel processo che avrebbe portato che avrebbe portato alla Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776, partì dalla Loggia S.Andrea di Boston. Marie-Jean-Antoine-Nicolas Caritat marchese di Condorcet (1743-1794) il famoso filosofo e matematico, amico di Voltaire e di d’Alembert. "St. John n° 1" di New York; in Francia, il 14 luglio, il popolo di Parigi assaliva e radeva al suolo la Bastiglia, emblema dell'assolutismo sovrano. 
La presa della Pastiglia («loco è in Parigi, che Inferno avria / Pregio più assai; detto è Bastiglia; e dirsi / Ben dovria Malebolge» così Vittorio Alfieri in "Parigi sbastigliata"), profetizzata quattro anni prima da Cagliostro, suscitava in Europa entusiasmi di libertà e democrazia a lungo agognati. Un mese dopo, il 26 agosto, vedeva la luce la "Déclaration des droits de l'homme et du citoyen". 
Durante i primi 2 anni della rivoluzione i capi rivoluzionari provenivano dalla nobiltà e dalla Massoneria, come ad esempio il generale La Fayette che aveva preso parte alla Rivoluzione americana, per la maggior parte elementi “moderati” con l’aspirazione ad una monarchia costituzionale, alla realizzazione di una società libera e democratica intrisa delle idealità massoniche. Stesse idealità che riecheggiano in eventi emblematici di quegli anni, come la rappresentazione a Vienna, nel 1791, del "Flauto magico" del “Fratello” Mozart, su libretto del “Fratello” Schikaneder, il cui profondo simbolismo massonico rappresenta il trionfo della Verità sulle tenebre dell'oscurantismo. 
Nello stesso anno, mentre a Parigi l'Assemblea Nazionale trasferiva solennemente nel Pantheon le ceneri di Voltaire, in America, il Congresso degli Stati Uniti approvava i primi emendamenti della Costituzione ("Bill of Rights") che stabilivano l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge, la separazione fra Stato e Chiesa, la libertà di stampa. 

Va detto che esponenti della Massoneria operarono attivamente nei due schieramenti, quello rivoluzionario e quello antirivoluzionario. 
Così, ad esempio, nella battaglia di Valmy (20 settembre 1792) vediamo contrapposti due “Fratelli”: da una lato, a capo dell’esercito francese il generale Dumouriez, dall’altro, a capo dell’esercito alleato austro-prussiano, il duca di Brunswick, di cui è noto il minaccioso proclama di distruggere Parigi. 
Massone era Chaumette, tra i capi della Comune di Parigi, ateo e repubblicano, acerrimo nemico del re, ma massone era anche François Charette capo degli insorti Vandeani. 
Massoni erano Danton e Desmoulins, massone l’abate Sieyès ecc. Ma ben presto gli sviluppi rivoluzionari avrebbero travolto il mondo latomistico. 
Proibita in Francia al tempo della Convenzione, a partire dal 92-93 le Logge chiudono una dopo l’altra. Nel 1793 il Gran Maestro del Grande Oriente, il duca Filippo d’Orléans (Philippe Egalité) conferma la sua viltà, già mostrata con il voto decisivo nella condanna di Luigi XVI4 , sconfessando pubblicamente la Massoneria e rinnegandola, senza peraltro riuscire ad aver salva la testa (venne ghigliottinato sei mesi dopo, il 6 novembre 1793). 


Gran parte dei massimi esponenti della Massoneria furono ghigliottinati; oltre a quelli prima indicati, non si possono non ricordare lo scrittore Jacques Cazotte (1719-1792) ed il poeta lirico André-Marie Chénier (1762- 1794), della Loggia “Les Neuf Soeurs”, che salirono sul patibolo per la loro fedeltà all’ideale monarchico costituzionale, o il loro confratello di Loggia il già citato.
Subito sarebbe arrivata dal pontefice Pio VI (Giovanni Angelo Braschi) la condanna della Dichiarazione dei diritti dell'uomo che «ammetteva tutta sorta di Religione, sostenendo che, credute l'esistenza di Dio, e l'immortalità dell'Anima, era ugualmente buono il Cattolico, il Luterano, il Calvinista, l'Ebreo». 
Sembra che Luigi XVI sia stato iniziato in Massoneria, assieme ai fratelli, il conte di Provenza ed il conte d’Artois, nella Loggia appositamente fondata a Versailles “La Militare des Trois Frères Unis” a l’Orient de la Cour, nel 1775. marchese di Condorcet che si avvelenò in carcere. 
Fra i numerosi ecclesiastici giustiziati dai Giacobini, va ricordato il massone Jean-Marie Gallot, che sarebbe stato proclamato beato da Pio XII (nonostante la sua appartenenza alla Libera Muratoria). Delle oltre 600 Logge operanti in Francia alla vigilia della Rivoluzione, solo poco più di una decina restarono operanti tra il 1795 e il 1796. 
Nonostante ciò, da molte parti degli ambienti reazionari venne, fin dall’inizio, diffusa la voce che la Rivoluzione Francese era stato un complotto ordito dalla Massoneria e da essa preparata da tempo nelle “Retro-Logge”, voce che non mutò, anzi si rafforzò, con gli eccessi del Terrore nonostante siano risultato evidente che proprio i Massoni e l’Istituzione Massonica ne furono le prime vittime. Molto seguito ebbero, in questa assurda tesi, i 5 volumi delle “Memorie per servire alla storia del giacobinismo” dell’abate Barruel comparsi tra il 1797 e il 1798, ma numerosi altri libelli erano stati pubblicati con tale intento. 
Ad esempio ne “I progetti degl’increduli a danno della religione disgelati nelle opere di Federico il Grande re di Prussica” di don Luigi Mozzi, pubblicato ad Assisi l’anno seguente della Rivoluzione, si legge: «Tre sono le Sette, le quali o nate o rinvigorite in questo secolo hanno primieramente prodotto la memoranda rivoluzione, in cui ci troviamo involti, facendo servire alla medesima una serie di persone, e di autorità da esse stranamente e in diversi modi illuse e sedotte. Una è la setta de’ Liberi Muratori, e quelle che da essa emanano; l’altra la Setta de’ Giansenisti; la terza quella de’ Filosofi». 
E di seguito rimprovera ai “Franchi Muratori” la «fratellanza, che dovendo stabilirsi tra persone di diverso grado, è incompatibile con le varie Gerarchie, che Iddio ha voluto per buon ordine del mondo, e ne viene perciò il rovesciamento di ogni sistema civile e religioso». 
Le conseguenze non si fecero attendere in Italia, dove la Massoneria, peraltro, già si trovava in una situazione difficile, bandita dal 1783 in Piemonte, dal 1785 a Venezia. 
Dopo la presa della Bastiglia si diffuse tra i regnanti assolutistici la convinzione che il movimento sovversivo avesse come capo occulto Luigi Filippo d'Orlèans, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia. 
A Napoli, il 3 novembre 1789 Maria Carolina ripropone contro i Massoni l'Editto di condanna del 1785, minacciando gli aderenti di pena di morte, paragonandoli ai rei di lesa maestà. Vengono così sciolte le Logge di Stretta Osservanza del Gran Maestro Naselli. 
A Roma continuava ancora ad operare la Loggia “La Réunion dea Amis Sincères”, fondata nel novembre 1787, per iniziativa di elementi della colonia francese, guidati dal pittore Augustin-Louis Belle, sulle ceneri della Loggia che aveva fondato il Münter. Al Belle seguì nella carica di Venerabile Charles de Loras6 . 
La Loggia romana acquisì prestigio perché lavorava attivamente e ordinatamente proprio in quel periodo critico in cui tutte le altre Logge della Penisola, perseguitate dai governi, chiudevano i battenti, diventando il centro latomistico della vita italiana. Con essa entrarono in corrispondenza i Venerabili delle Logge Napoletane. 
In particolare 65 a Parigi, 442 in provincia, 39 nelle colonie, 69 nei reggimenti, 17 all’estero. 
Charles Abel de Loras, balì dell’Ordine di Malta, già deputato Gran Maestro della Loggia di Malta “Loge de Sain Jean d’Écosse du Secret e de l’Harmonie”, era giunto a Roma per ottenere la nomina di ambasciatore dell’Ordine presso la Santa Sede (che non ottenne per l’avversione di Pio VI). Severo, figlio di Raimondo di Sangro, e il Gran Maestro delle Logge inglesi, il duca di San Demetrio. Proprio in questi frangenti si inserisce, in Italia, la parte finale della vicenda Cagliostro che, dopo varie peregrinazioni, era giunto a Trento dove godé della protezione del Principe-Vescovo Vigilio Thun. 
Dopo essersi fatto vedere come devoto e fervente cristiano, il Conte di Cagliostro decise di recarsi a Roma con la grande idea di operare la riconciliazione fra la Massoneria (di cui si riteneva il capo) e la Santa Sede. Si fece fare un salvacondotto dal vescovo di Trento che pure lo raccomandò a vescovi, cardinali e senatori. Il maggio 1789 partì per Bologna diretto a Roma dove arrivò il 27 maggio 1789, proprio mentre in Francia stavano maturando gli eventi che avrebbero sconvolto il mondo. 
Il clima era ulteriormente teso per i fermenti insurrezionali a Senigallia e a Velletri. 
In questo stato quasi isterico di paura, cominciarono a fioccare arresti e scomuniche contro i nuclei liberali che si identificavano con le Logge Massoniche. 

Agli occhi delle autorità pontificie, dopo la distruzione della Bastiglia del 14 luglio, Cagliostro appariva come uno dei capi di quella Massoneria che tramava per la caduta dei troni e dell’altare. Cagliostro, mentre era in attesa di presentarsi al Pontefice come massimo esponente della Massoneria, cercò di fondare a Roma una Loggia egiziana ed in questo ebbe come prezioso collaboratore il cappuccino Francesco-Giuseppe da San Maurizio (al secolo Giacinto Antonio Roullier). 
Costui aiutò Cagliostro nella stesura di un Memoriale elogiativo della Rivoluzione, diretto all’Assemblea di Francia, che venne intercettato dall’inquisizione. 
Il 27 dicembre 1789 il Papa si recò dal Segretario di Stato cardinale Zelada e il Governatore di Roma, mons. Rinucci, ricevette l’ordine di arrestare il conte di Cagliostro ed il padre cappuccino Francesco-Giuseppe. 
L’accusa, quella di essere istitutore e propagatore della Setta dei Liberi Muratori, secondo il mai applicato bando Firrao del 1739 che prevedeva la condanna a morte. 
Venne così sciolta l’ultima Loggia ancora operante in Italia, quella romana che si voleva identificare con Cagliostro, anche se, in realtà, non aveva niente a che fare con lui. 
La storia del processo è nota, come sono note le deposizioni preconfezionate fatte fare a Cagliostro per dare all’opinione pubblica un quadro palesemente distorto della Massoneria, come il più grande nemico dello Stato e della Chiesa. 
Il collegio giudicante (presidente il cardinale di Stato Zelada, giudice fiscale monsignor Barberi, ma indirettamente diretto passo passo dallo stesso pontefice) dopo un processo che sarebbe durato fino all’aprile del 1791, condannò a morte sul rogo il Libero Muratore Cagliostro, pena che il Pontefice mutò nell’ancor più spietata carcerazione perpetua da scontarsi in fortezza. 
L’opera di monsignor Barberi “Compendio della vita, e delle gesta di Giuseppe Balsamo denominato il conte di Cagliostro, che si è estratto dal Processo contro di lui formato a Roma l’anno 1790 e che può servire di scorta per conoscere l’indole della Setta de’ Liberi Muratori”, Roma 1791, fu immediatamente diffusa in tutto il continente, tradotta in varie lingue e con numerose edizioni. Avrebbe dato lo spunto a tutti i successivi libelli antimassonici. 
La Massoneria diventa il simbolo di quel movimento di idee che, per usare le parole di mons. Barberi, «si arroga il titolo d'illuminato, di spregiudicato, di filosofico». 
La detenzione di Cagliostro nel forte di San Leo, gli spietati maltrattamenti cui fu sottoposto - che il cardinale Zelada e il Pontefice costantemente conoscevano, approvavano e consigliavano di inasprire nell’isterico timore che i Massoni di tutto il mondo potessero con un atto di forza liberare il loro capo - sarebbe durata sei anni. 
Cagliostro morì qualche mese prima che a San Leo arrivasse l’armata rivoluzionaria che lo avrebbe liberato. La condanna di Cagliostro segnò la fine della Libera Muratoria in tutta la penisola. 
La fase “aristocratica” della Massoneria settecentesca, avrebbe ceduto il passo alla nuova fase “borghese” nell’età napoleonica, in linea con l’ideologia del terzo stato uscito vittorioso dalla Rivoluzione francese.


giovedì 28 giugno 2018

AVICII E LA PEDOFILIA DI REGIME...


Terribili legami tra la morte di Avicii e la cosiddetta elite pedofila.
L'artista era impegnato nella lotta contro poteri occulti e, nonostante la recente scomparsa, continuano a venire a galla diverse inchieste relative alle sue denunce. Molti tra gli amici del DJ produttore confermano che aveva dedicato la sua vita a "proteggere i bambini" denunciando predatori di gruppi internazionali che abusano e violentano attraverso reti segrete di schiavi e che godono di protezioni insospettabili.
DJ Avicii è morto in circostanze sospette mentre si trovava a Muscat, in Oman, e la sua morte ha scosso tutto il mondo dello spettacolo.
Avicii, (Ted Bergling) è stato pioniere della scena EDM contemporanea, artista famoso, capace di riempire arene in tutto il mondo.
Ha vinto due MTV Music Awards, un Billboard Music Award e guadagnato due nomination ai Grammy. Il suo più grande successo è stato "Le7els".
E' il suo video estremo d'esordio alla regia "For A Better Day" ad aver suscitato il forte dubbio che la sua prematura scomparsa non fosse così naturale.
Il video di "For a Better Day" è profondamente inquietante e lascia intendere in maniera piuttosto esplicita quello che Avicii era riuscito a capire e vedere. Secondo gli amici, Avicii era diventato un difensore di bambini vittime di abusi in tutto il mondo, questo dopo aver assistito ad "orrori inimmaginabili" quando entrò in contatto profondo con certi ambienti dell'industria dell'intrattenimento mondiale e dell'élite politica.


Per il suo primo video da regista, Avicii ha fatto una scelta coraggiosa, "For a Better Day" racconta la storia di bambini che vengono venduti come schiavi del sesso da trafficanti pedofili e reti internazionali. Il video è molto forte e mostra due bambini che fuggono per scappare da i loro orchi, tornando in seguito da adulti per vendicarsi.
Apparendo nella storia come uno dei bambini cresciuti, nonostante gli avvertimenti delle etichette discografiche sul "suicidio commerciale", decise di denunciare esplicitamente, approfittando della sua notorietà.
Alla fine del video, è stato rivelato che sarebbe questo l'anello dell'organizzazione pedofila che Avicii aveva nel mirino, organizzazione che aveva legami con il vertice del governo. Nel video il pedofilo viene ucciso e marchiato a sangue. Nella realtà, invece, è stato Avicii a morire, un po' come Chester Bennington e Chris Cornell, che sono morti in circostanze sospette.
Avicii fu messo a tacere per le sue coraggiose accuse e prese di posizione?


Chris Cornell
Il frontman dei SoundGarden e degli Audioslave Chris Cornell è stato trovato appeso a una porta nella sua camera d'albergo di Detroit nel maggio 2017. La sua morte è stata subito dichiarata suicido, nonostante le obiezioni dei suoi colleghi e della sua famiglia. La polizia di Detroit ha concluso le indagini rapidamente e l'Ufficio per l'Esame medico della contea di Wayne ha confermato il suicidio, ma gli investigatori sostengono che le lacune inspiegabili nella cronologia ufficiale degli ultimi momenti di Cornell e le incongruenze sospette nei registri suggeriscono che, la morte di Cornell, non è stato affatto un suicidio, ma un omicidio premeditato ed insabbiato.
Proprio come Avicii, Cornell aveva assistito agli "orrori" e con sua moglie aveva creato un'organizzazione per prevenire lo sfruttamento sessuale dei bambini.
Gli amici stretti di Cornell dicono che gli è stato mostrato un "libro nero" che includeva il nome di uno dei suoi colleghi. Dopo aver creato la sua fondazione, IfOnly, indagando ulteriormente, Cornell era vicino a denunciare una rete di pedofili che lavoravano all'interno dell'industria dello spettacolo: un lavoro pericoloso e coraggioso che considerava affrontare come suo "dovere". Infatti, le persone a lui vicine credono che sia stato ucciso prima che finisse queste indagini.

Chester Bennington

Il frontman dei Linkin Park Chester Bennington è stato trovato morto nel luglio 2017, solo un mese dopo la morte del suo caro amico Cornell. Mentre la causa ufficiale del decesso è stata quella di suicidio per impiccagione, i suoi amici, familiari e fan hanno espresso indignazione per il verdetto.
E' stato stabilito che Bennington soffrisse di depressione, confessò pubblicamente di aver subito da piccolo pesanti ed orribili abusi sessuali da qualcuno che in seguito definì come "uomo più anziano".
Bennington annunciò qualche settimana prima della sua morte che avrebbe parlato pubblicamente di questi abusi e di chi ci fosse dietro.
Chester Bennington era un uomo maturo che aveva esorcizzato i suoi demoni e aveva dedicato il resto della sua vita a combattere per gli altri - tra cui i suoi sei figli e il suo figlioccio, Christopher Cornell.
Mentre i dettagli della morte di Avicii continuano ad emergere, vale la pena tenere d'occhio gli ambienti che stanno depistando le indagini, chi si sta prodigando a spostare le colpe sulla vera causa della sua morte, tentando di eliminare chiunque sollevi domande.

mercoledì 27 giugno 2018

IL GOVERNO CHE PIACE...


C'è chi legittimamente plaude un "cattivo reddito di cittadinanza" salutato come salvaguardia del precariato, quella grande innovazione culturale in atto a colpi di editti.
E' sempre più chiaro a tutti che questi nuovi paradigmi MODERNISTI, in parte introdotti dal precedente governo siano implementazione di un nuovo modello culturale, ancor prima che economico, e riguardino più il LIVELLO SOTTILE che il potere necessita di cooptare, per realizzare compiutamente questo processo.
Per culturale, intendo l'ACCETTAZIONE e l'adesione popolare alle nuove dinamiche del mondo del lavoro, alla negazione di una coscienza di classe che pare sopita, al far sembrare scontato e normale che si debba lavorare per pochi euro, senza diritti e con un controllo orwelliano che, evidentemente, piace.
I nuovi impieghi a basso costo saranno l'anticamera di un abbassamento generale dei diritti dei lavoratori.


Con il reddito di cittadinanza (che in teoria potrebbe essere anche qualcosa di importante se inteso in senso keynesiano puro e non come è venuto fuori dal Contratto di governo GIALLO/VERDE) si vogliono far accettare forme di elemosina con il ricatto che devi accettare qualsiasi cosa, pena la perdita di tali diritti.
Apparentemente, potrebbe sembra tutto logico e giusto (sempre fosse fatto con giudizio) ma per come è stato impostato e presentato negli ultimi giorni, assomiglia di più ad una forma di padronato che ti offre una paghetta in cambio dell'occupazione più sfigata possibile e senza alcuna protezione sociale.
Con il ricatto, o questo o nulla, si procede nell'accettazione di modelli di precariato, di flessibilità ulteriore che porta l'orologio indietro di un secolo...
Si potrebbe obiettare che sia meglio che niente, che una persona disoccupata debba necessariamente accettare qualsiasi lavoro subordinato pur di mangiare, ma ciò non è ne vero ne giusto, questo non è un modello risolutivo, non fa altro che spostare la polvere sotto il tappeto e rinuncia ad individuare i veri bersagli da confliggere per superare l'attuale assetto iperliberista.
Da un lato si impone e si fa accettare un maggior controllo, in linea con il paradigma di schedatura degli ultimi decenni, in sincrono con le nuove tecnologie, si amplifica il grande fratello, anticamera per i microchip, li si rendono piacevoli, friendly, trendy, dall'altro si indeboliscono le tutele, si rieduca la massa alla cinesizzazione del mondo del lavoro e si militarizza il territorio.
Un tempo questo modello si chiamava conservatorismo, regime reazionario, oggi GOVERNO CHE PIACE.



Tecniche di produzione della propaganda:
Numerose tecniche vengono usate per creare messaggi falsi ma persuasivi. In molte di queste tecniche si possono trovare anche falle logiche, in quanto i propagandisti usano argomenti che, anche se a volte convincenti, non sono necessariamente validi.
Queste tecniche sono trasversali, da notare che si applicano anche all'attuale maggioranza Giallo/Verde...
Ricorso alla paura: il ricorso alla paura cerca di costruire il supporto instillando paura nella popolazione. Per esempio Joseph Goebbels sfruttò la frase I tedeschi devono morire!, di Theodore Kaufman, per sostenere che gli alleati cercavano la distruzione del popolo tedesco.
Ricorso all'autorità: il ricorso all'autorità cita prominenti figure per supportare una posizione, idea, argomento o corso d'azione.
Effetto gregge: l'effetto gregge o l'appello alla "vittoria inevitabile" cercano di persuadere il pubblico a prendere una certa strada perché "tutti gli altri lo stanno facendo", "unisciti alla massa". Questa tecnica rafforza il naturale desiderio della gente di essere dalla parte dei vincitori. Viene usata per convincere il pubblico che un programma è espressione di un irresistibile movimento di massa e che è nel loro interesse unirsi. La "vittoria inevitabile" invita quelli non ancora nel gregge a unirsi a quelli che sono già sulla strada di una vittoria certa. Coloro che sono già (o lo sono parzialmente) nel gregge sono rassicurati che restarci è la cosa migliore da farsi.
Ottenere disapprovazione: questa tecnica viene usata per portare il pubblico a disapprovare un'azione o un'idea suggerendo che questa sia popolare in gruppi odiati, temuti o tenuti in scarsa considerazione dal pubblico di riferimento. Quindi, se un gruppo che sostiene una certa politica viene indotto a pensare che anche persone indesiderabili o sovversive lo appoggiano, i membri di tale gruppo possono decidere di cambiare la loro posizione.
Banalità scintillanti: le "banalità scintillanti" sono parole con un'intensa carica emotiva, così strettamente associate a concetti o credenze di alto valore, che portano convinzione senza supportare informazione o ragionamento. Esse richiamano emozioni come l'amore per la patria, la casa, il desiderio di pace, la libertà, la gloria, l'onore, ecc. Chiedono approvazione senza esaminare la ragione. Anche se le parole o le frasi sono vaghe e suggeriscono cose differenti a persone differenti, la loro connotazione è sempre favorevole: "I concetti e i programmi dei propagandisti sono sempre, buoni, auspicabili e virtuosi".
Razionalizzazione: individui o gruppi possono usare generalizzazioni favorevoli per razionalizzare atti o credenze. Frasi vaghe e piacevoli sono spesso usate per giustificare tali atti o credenze.
Vaghezza intenzionale: le generalizzazioni sono sempre vaghe, in modo che il pubblico possa fornire la propria interpretazione. L'intenzione è quella di muovere il pubblico tramite l'uso di frasi indefinite, senza analizzare la loro validità o tentare di determinare la loro ragionevolezza o applicabilità.
Transfer: questa è una tecnica di proiezione di qualità positive o negative (lodare o condannare) di una persona, entità oggetto o valore (un individuo, gruppo, organizzazione, nazione, il patriottismo, ecc.) a un altro soggetto per rendere quest'ultimo più accettabile o per screditarlo. Questa tecnica viene generalmente usata per trasferire il biasimo da un attore del conflitto all'altro. Evoca una risposta emozionale che stimola il pubblico a identificarsi con l'autorità riconosciuta.
Ipersemplificazione: generalizzazioni favorevoli sono utilizzate per fornire risposte semplici a problemi sociali complessi, politici, economici o militari.
Uomo comune: l'approccio dell'"uomo comune" tenta di convincere il pubblico che le posizioni del propagandista riflettano il senso comune della gente. Viene designato per vincere la fiducia del pubblico comunicando nel suo stesso stile. I propagandisti usano un linguaggio e un modo di fare ordinari (e anche gli abiti nelle comunicazioni faccia a faccia o audiovisive) nel tentativo di identificare il loro punto di vista con quello della persona media.
Testimonianza: le testimonianze sono citazioni, dentro o fuori contesto, dette specificamente per supportare o rigettare una data politica, azione, programma o personalità. La reputazione e il ruolo (esperto, figura pubblica rispettata, ecc.) dell'individuo che rilascia la dichiarazione vengono sfruttati. La testimonianza pone la sanzione ufficiale di una persona rispettata o di un'autorità sul messaggio propagandistico. Questo viene fatto in un tentativo di far sì che il pubblico si identifichi con l'autorità o che accetti le opinioni e le convinzioni dell'autorità come se fossero sue.
Stereotipizzazione etichettatura: questa tecnica tenta di far sorgere pregiudizi nel pubblico etichettando l'oggetto della campagna propagandistica come qualcosa che la gente teme, odia, evita o trova indesiderabile.
Capro espiatorio: colpevolizzare un individuo o un gruppo che non è realmente responsabile, alleviando quindi i sentimenti di colpa delle parti responsabili o distraendo l'attenzione dal bisogno di risolvere il problema per il quale la colpa è stata assegnata.
Parole virtuose: sono parole appartenenti al sistema di valori del pubblico, che tendono a produrre un'immagine positiva quando riferite a una persona o a un soggetto. Pace, felicità, sicurezza, guida saggia, libertà, ecc., sono parole virtuose.
Slogan: uno slogan è una breve frase a effetto che può includere la stereotipizzazione o l'etichettatura.
Conventio ad tacendum: la propaganda, come insegna soprattutto il caso del fascismo, consiste anche nello scegliere le notizie, decidendo quali diffondere e quali tacere. La convenzione comunemente accettata di non parlare di un certo argomento viene definita conventio ad tacendum.
https://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda


"Il ministro Bongiorno vuole introdurre "le rilevazioni biometriche (impronte digitali) per evitare che ci sia chi striscia il tesserino per altri", poiché "Tra i beni confliggenti deve prevalere l'interesse collettivo".
La schedatura collettiva auspicata dal ministro evoca uno dei peggiori scenari orwelliani, traghettandoci verso una società di vetro in cui saremo tutti tracciati, mappati, in cui la privacy si frantuma sotto il peso della sorveglianza.
Ne parlo da anni. Che siano le rivelazioni biometriche o un chip poco conta. Spero vivamente che ci sia una reazione a questa proposta.
cit. Perucchietti Enrica


"Governo anti-establishment della ggente"
cit. SANTI



martedì 19 giugno 2018

I PESCIOLINI NERI DELL'ACQUARIUS...


Il Governo giallo/verde si è appena insediato e Salvini sta facendo di tutto per rompere quel delicato equilibrio con Di Maio che aveva, nel bene o nel male, espresso la sintesi incarnata dal Premier Conte.
Salvini crede di essere ancora in campagna elettorale, è in una posizione chiave, ma continua a fare propaganda e dividere gli italiani.
A vederlo da fuori sembra un agente provocatore pagato per spostare i bersagli e far dimenticare i veri problemi degli italiani. Come in una novella pirandelliana avremo sempre qualcuno più in basso nella scala sociale da additare come colpevole. La figura del reietto, senza famiglia e senza identità verrà vissuta come competitor sociale ed il popolo sarà diviso ancora una volta, come sempre.
Il capitalismo è salv(in)o...


L'operazione Aquarius è stata pura propaganda, paradossalmente, al netto se sia giusta o sbagliata l'azione politica SALVIFICA di un governo che tenta di risolvere e/o contenere questo problema epocale.
Secondo me, realizzata in questo modo è profondamente sbagliata, inutile e pure controproducente, nonostante il problema vada affrontato seriamente.
Intanto dovremmo iniziare a parlare di persone e non di scatole che devono essere spostate, la comunicazione è volutamente radicalizzata ed andrebbe migliorata, la sensibilità sta a zero.
"In Spagna, in Italia, piuttosto che in Germania, spostateli, mettete la polvere sotto il tappeto." cit.
Stiamo parlando di persone e forse ci vorrebbe più intelligenza e sensibilità per trattare una così delicata e complessa materia.
Gli slogan salvifici, in vicinanza di elezioni politiche per palesi scopi elettorali e fatti sulla pelle di persone, sono stati spaventosi, il TUTTO mentre arrivavano sbarchi ovunque, quindi prendendo in giro gli stessi fan adoranti. 
Il problema va affrontato a livello diplomatico e politico, intrecciando rapporti con altri leader europei, va affrontato in comune accordo con i paesi africani che stiamo depredando come occidente, per ricostruire e permettere che possano sviluppare autonomie nei loro Stati, cedendo NOI un po' la coperta dello sfruttamento delle risorse, non alimentando conflitti bellici, sociali, politici, economici e strutturali, al contrario non si fermeranno mai, perché vorranno giustamente un posto al sole, essendo loro persone come noi e non merce di scambio usa e getta.
Conte dovrebbe dialogare con i partner europei per realizzare un vero e proprio Piano Marshall per l'immigrazione e ridiscutere i trattati di Dublino, senza permettere a Salvini di rovinare tutto per mero tornaconto personale. 


Come scrivevo tempo fa, Salvini è un ottimo giocatore di poker, cinico, individualista, senza peli sullo stomaco, pronto a cambiare idea, senza pudore ne vergogna. Uno che è passato dal giorno alla notte dall'essere secessionista all'essere nazionalista, dal deridere ed offendere pesantemente da ubriaco i napoletani a leccare il culo ai meridionali per tornaconto elettorale.
L'inizio del governo giallo/verde promette malissimo, "speriamo" tornino alla ribalta i temi economici che interessano i lavoratori, la Legge Fornero, il reddito di cittadinanza e che il tema immigrazione sia trattato con intelligenza e non con piglio da ducetto da bar sport, ovvero che sia un tema da trattare in sede europea e non da sventolare come bandiera propagandistica, alimentando il plagio emozionale dei sudditi in astinenza da rogo.
E' qui che bisogna mostrare i muscoli e pretendere una equa ridistribuzione dei migranti, un piano di accoglienza serio, una strategia collettiva che non permetta siano abbandonati sotto un ponte una volta arrivati, oppure deportati in lager di Stato, ancor peggio, presi sotto l'ala protettiva della criminalità, non possiamo fare questa patetica operetta ogni volta che si presenta il problema scegliendo una nave a caso, o facendosi consigliare di sceglierne una che abbia determinati significati simbolici, bisogna andare alla radice del problema tutti insieme e seriamente.


Ieri l'Aquarius oggi il censimento dei Rom, ogni occasione è utile per far parlare di se, mostrandosi come il vero leader governativo con sondaggi alle stelle, oscurando il lavoro di Conte che, timidamente, sta cercando di creare rapporti di buon vicinato, unica maniera per affrontare temi globali in un mondo mal globalizzato. Anche in questa occasione Salvini si è dimostrato coerente con la sua agenda elettorale propagandistica, ha riesumato il problema, facendosi percepire come RISOLUTORE, senza far apparire la sua insipienza e miseria. Il problema, per come dovrebbe essere trattato, ovvero scevro da strumentali slogan e spot politici da stadio, rimane solo in superficie. 
Salvini ha mostrato agli italiani chi sono i nemici, i migranti ed i rom, è riuscito ad evocare i demoni contro cui scagliarsi, evitando di parlare di cause, di soluzioni, di lavoro corale da organizzare, di progettualità, evitando di dire chi sono i veri bersagli, rimanendo sempre nell'orticello del cerchio magico, speculare a quello di Minniti e del PD. 
Nulla è cambiato se non nell'apparenza illusoria, invece pare sia stata innescata una rivoluzione...
Non eravamo in presenza di nessuna emergenza migranti, erano calati gli arrivi, ma Salvini aveva bisogno di strumentalizzare il problema, e bisogna dargli atto che ci è riuscito perfettamente.
Un vero politico di razza, cinico e spavaldo come pochi, l'uomo giusto per continuare il plagio emozionale sui sudditi in cerca d'autore.
Si Salvini chi può...
cit. Un pesciolino nero

PS: "La Lega non ha mai partecipato a nessuna delle 22 riunioni di negoziato che abbiamo svolto nel corso di due anni sulla riforma di Dublino. La riforma, ricordiamolo, è necessaria per cambiare la norma. In base alla quale le persone sono costrette (salvo certi casi) a chiedere l’asilo nel primo Paese dove arrivano. La stessa norma per cui per anni altri Paesi hanno potuto rimandare in Italia migliaia di persone che non volevano tornarci, solo perché sono entrate in Europa dall’Italia”.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/13/migranti-schlein-in-europa-la-lega-assente-alle-22-riunioni-per-negoziare-il-regolamento-di-dublino/4425592/


lunedì 11 giugno 2018

IL CONTE DIMEZZATO, IL MATTARELLO E I CAVALCAVIA...




Cade il governo Conte, precipita dal cavalcavia, la strada verso il baratro era scivolosa, piena di insidie ed i corvi pronti a mangiare le carogne...
cit. Filippo Cazzone

Mentre in Italia precipitano governi e intere famiglie dai cavalcavia, in Francia ci si arrampica come funambolici uomini ragno su palazzi, salvando bambini appesi nel vuoto...
cit. Filippon Le Cazzòn


88 giorni di attesa (somma teosofica 16=7), quasi un parto, e finalmente è nato il 1° governo Giallo/Verde, colori vicini che si trovano al centro dell'arcobaleno ed esprimono una gamma specifica di una certa frequenza che bilancia l'intero arco cromatico, quasi a rappresentare una sorta di compromesso finale.
Tre mesi di trattative e alla fine MATTARELLUM ha accettato a suo malincuore e dopo aver svolto alla perfezione il ruolo di cameriere dei poteri forti, piazzato in quei salotti da una certa pletora ruffiana che proviene dall'Eurozona, essendo il prodotto di un contrappasso che vide prima suo fratello vittima di mafia e lui futuro Capo di Stato. Giusti pesi e contrappesi della livella cosmica dove, ad ogni nascita ne consegue una morte fisica e/o spirituale.
MATTARELLUM è una sorta di automa che esegue ogni comando senza alcuna inibizione con movenze robotiche, un finto buono, un vero lacchè del potere costituito, un vero "DC", uno che ama immolarsi nella difesa dello status quo a prescindere, senza passioni o particolari pulsioni, senza ardori, il vuoto pneumatico messo su un trono istituzionale, sguardo vitreo come fosse azionato da un telecomando a distanza.
Dall'altra parte due partiti populisti, finti rivoluzionari, ma legittimamente eletti che hanno il diritto/dovere di governare il "bel paese" e di essere poi giudicati nel caso facciano danni.
A prescindere dalle considerazioni personali questo governo ha subito i più grossi attacchi politici dai peggiori poteri neo-aristocratici, dai mercati e dalle peggiori mafie economiche globaliste reazionarie.
Quello che è successo nella prima fase dell'insediamento del governo DIMAIO/SALVINI rappresenta un precedente politico molto grave, una sorta di golpe bianco, la 3° Repubblica ha rischiato di nascere sul tradimento della Costituzione e della volontà del popolo sovrano.
Il vero cambiamento si vedrà più avanti e rappresenterà la prima tappa di una futura democrazia diretta, questo governo favorirà il passaggio tra vecchio e nuovo mondo politico, lo spartiacque tra due ere, ed il Caronte che guiderà l'armata delle tenebre sarà ancora una volta invisibile.

La vera novità di questa 3° Repubblica andrà nella direzione transumanista della società, dove il cittadino crederà di diventare responsabile del proprio destino, in realtà, sarà inutile orpello elettivo, mentre saranno altri i soggetti decisionali che fabbricano scelte, sarà solo un suddito che non potrà avere voce in capitolo e che dovrà accettare in futuro di non averla mai.
Chi ha capito subito dove saremmo andati a parare, forse quello più furbo, cinico e calcolatore, è stato Salvini che ha pensato bene di capitalizzare il tutto nella speranza di portare la prossima volta un risultato maggiore, di farsi le ossa con questa strana alleanza di TREGUA, recitando però il ruolo dell'eterno ribelle che non si prende mai le responsabilità; questo giochino non potrà durare in eterno.
Le ragioni della disputa con il Colle non sono state solamente quelle relative al ministro Savona, quello era uno specchietto per le allodole, Savona è da sempre uomo delle istituzioni, anche se negli ultimi anni ha espresso criticità legittime sui trattati europei ed era inviso a certi poteri transnazionali. 
Le ragioni principali delle paure dei mercati e di certi poteri forti risiedono nella volontà di considerare Putin e la Russia partner privilegiati, nonostante i due partiti abbiano rassicurato e confermato la piena adesione alla NATO, nella volontà di ridiscutere i parametri di spesa dell'Eurozona, senza peraltro voler uscire dalla moneta unica, nella guerra tra poteri forti in atto in questo periodo per il controllo di cordate bancarie (Monte dei Paschi di Siena e soci), nella guerra senza fine tra potentati massonici internazionali tra massonerie progressiste, finalmente risvegliate, e massonerie reazionarie che non vogliono mollare l'osso, nella volontà di riformare la Legge Fornero, che significa rivedere l'agenda liberista complessiva. Il sistema avrebbe voluto evitare l'effetto domino keynesiano, ed altre innovazioni che avrebbero disturbato i mercati, i potentati ed alcuni partner europei, ma l'input massonico progressista ha risvegliato la forza che contrasterà questo oramai vecchio modello oscurantista.


Tempo fa avevo parlato riguardo a certi messaggi che questo governo avrebbe subito fin dall'inizio, messaggi veicolati durante il primo rifiuto del Presidente al dicastero pensato per Savona, minacce avvenute attraverso il meccanismo di morti veicolate come apparenti suicidi ed utilizzate dalla propaganda mediatica per indirizzare il corso ed il destino di eventi politici.
I messaggi occulti sono stati introdotti da un curioso e simpatico meta-messaggio a Roma, quando l'8 Maggio è bruciato ed esploso un autobus in via Tritone, a pochi metri da Palazzo Chigi, fatto piuttosto curioso e simbolico, dato che Palazzo Chigi è la sede del Governo della Repubblica Italiana.
Sembrava quasi un attentato, invece è passato in cavalleria come normale incidente, seguito da altri incidenti simili successi sempre nella stessa zona a poche centinaia di metri.
La cosiddetta 3° Repubblica nasce, precipita e si arrampica nuovamente subito dopo, i moniti ed i vecchi adagi (memento mori) sono stati chiari e molteplici.
I primi messaggi a Conte riguardavano le minacce espresse tramite i "suicidi" del cavalcavia ed altre veline, diciamo rafforzative (ultimatum) di vecchi delitti passati riesumati ad hoc, per esempio, l'omicidio del 75 di Rossella Corazzin da parte del mostro del Circeo, Angelo Izzo, e la morte di una delle vittime coinvolte nella strage di erba, Carlo Castagna. Ricordiamo che Izzo, testimone ad un centinaio di processi importanti sui segreti della repubblica italiana, può essere collegato all'omicidio di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia, in quanto persona informata dei fatti ed archivio vivente di segreti sepolti, oggi stranamente tornato alla ribalta tramite certi media che, in perfetto sincrono con la nascita di questo governo, hanno riesumato per l'occasione.
I suicidi del cavalcavia sono i due eventi principali e rappresentativi di questa comunicazione in codice. Avvenuti in sincrono con l'incarico dato al professore Conte e la sua immediata messa in discussione, fino alla morte definitiva di questo governo "giallo-verde", governo che, simbolicamente, avrebbe fatto precipitare l'Italia nel baratro ed avrebbe deluso la "Grande Madre Europa".
Poi l'improvvisa rinascita. conseguenza diretta di una guerra fratricida, guerra che ha espresso anche l'attuale governo grillino di Conte.


CRONOLOGIA EVENTI MEDIATICI:
Il primo suicidio collettivo (governo giallo-verde che ci porta al suicidio?) è quello relativo alla famiglia FILIPPONI, il secondo quello relativo ai Gemelli GRILLI di 55 anni.
Entrambi si suicidano a causa di una depressione, motivazione ufficiale: "avevamo perso la (GRANDE) MADRE..."
Quella del Dott. Filipponi è una storia curiosa ed interessante. Prima viene accusato di aver ucciso la moglie gettandola dal 2° piano di una loro proprietà, fatto parzialmente smentito da testimoni che hanno riportato una versione che non fa combaciare la dinamica della tragedia.
I testimoni affermano che il Filipponi fosse arrivato sul luogo del "suicidio" solo a fatto avvenuto e che, visibilmente terrorizzato, avrebbe chiesto aiuto ai vicini per soccorrere la moglie e chiamare il 118, altri dicono che sia stato lui ad accompagnare la moglie al pronto soccorso; pare sia scappato poco dopo dicendo che sarebbe dovuto andare immediatamente a prendere dai nonni la figlia con la macchina.
Arrivato a casa dei nonni pare abbia preso con se la figlia, portandola a fare il tour dell'orrore lungo il cavalcavia, teatro dell'apparente suicidio collettivo. Da quel momento partono vistose incongruenze e fatti abbastanza sconcertanti.
Testimoni (quali non si sa) stranamente presenti sul luogo del delitto, descrivono il padre accompagnare la figlia lungo il guard-rail sul ciglio della strada ad un metro dal vuoto e descrivono la bambina come tranquilla, che non fa alcuna opposizione mentre segue il babbo senza urlare ne ribellarsi, in quella che sarebbe stata la sua ultima passeggiata. Quindi scavalcano una recinzione di 2 metri ed il Filipponi, senza nessun apparente motivo e senza che la figlia chiedesse spiegazioni, l'avrebbe gettata nel vuoto (alcuni sostengono dopo averla drogata, in quanto pare siano state trovate siringhe nella sua auto). 
Dopo 7 ore di trattativa (non si comprende se la polizia sia giunta dopo questo primo omicidio o fosse sempre stata presente), il Filipponi, in preda a deliri, con in mano un foglio con una lista di nomi (simbolicamente la lista di governo?), decide di lasciarsi cadere e morire. 

Il secondo suicidio, avvenuto il giorno delle dimissioni di Conte, è un messaggio meno criptico e più diretto. Si suicidano due gemelli di 55 anni, volando per mano giù da un cavalcavia, così, senza tante ragioni, pare perché depressi per la scomparsa della vecchia madre. I gemelli si chiamavano GRILLI, che sembra un messaggio piuttosto palese ai grillini e, per osmosi, al loro candidato premier, ergo, al governo, di età simile a quella di Conte che ne ha 54. 
Dopo i FILIPPONI e i GRILLI, arriva un altro messaggio al Governo M5S-LEGA, il terribile omicidio di ROSSELLA CORAZZIN (RC=acronimo di appartenenza e firma).
Viene stranamente riesumato un vecchio delitto che Angelo Izzo si è addebitato fuori tempo massimo. Suona come un messaggio a chi di dovere e, dato che Izzo si è sempre prestato ad essere killer e velina di certi poteri occulti di Stato, non mi stupirebbe che anche questa volta abbia interpretato questo ruolo.
Infine la notizia della morte di una vittima della strage di Erba, tal Carlo Castagna, CARLO, proprio come Carlo Cottarelli, successivamente nominato dal Quirinale come nuovo e preferito AR-CONTE, durato il tempo di una scampagnata.

Colpo di scena, si fa il governo e ad annunciarlo è il 3° suicidio che avviene a Roma in un bel palazzo anni 40. La sfortunata "prescelta" per questa comunicazione è stata la signora PACIFICI, che doveva appunto rappresentare la PAX massonica tra le diverse fazioni belligeranti e la tregua (momentanea?) che ha permesso la formazione di questo esecutivo con il benestare di alcune forze latomistiche importanti.
Se i fatti di cronaca nera citati fossero per assurdo tutti reali, casuali e non premeditati, non cambierebbe nulla, in quanto l'uso strumentale che i media ne hanno fatto e ne fanno è lo stesso, l'importante è veicolare determinati messaggi in codice, chiari per chi deve leggerli, tradurli e comunicarli a chi di dovere.
L'uso di questa grammatica può essere talvolta liturgico e celebrativo di un sistema, un modello archetipale che si muove su paradigmi sacrificali e li replica anche inconsciamente come effetto domino, oppure, può indicare una minaccia imminente, come in questo caso pare sia avvenuto.


In Francia, durante la moria di suicidati usati come grammatica operativa in codice, veniva veicolato un altro episodio, diverso, eroico, ovvero quello dello Spider-Man nero che salvava il neonato appeso sul balcone, un messaggio opposto che stava indicare una RISALITA, degli ultimi verso l'alto, ovvero dell'Italia, non a caso in quei giorni Macron diede simbolica legittimazione a Conte.
Il messaggio espresso da questa palese costruzione mediatica (inteso nell'ambito geopolitico MACRO e veicolato in tutto il pianeta) è la risposta ai suicidi italici (Filipponi, Grilli) riferiti simbolicamente all'insediamento del primo governo Conte, quando fu negato da Mattarella o, meglio, dai poteri forti reazionari dietro all'emerito Capo di Stato delle banane.
Naturalmente, a livello MICRO, hanno pure altre valenze simboliche, riferite alla Francia ed al ruolo che Macron dovrà sviluppare con i partner europei sulle alleanze strategiche, sull'immigrazione e sulla ridiscussione dei parametri di spesa.
Come i primi 2 suicidi (Filipponi, Grilli) volevano indicare la sorte dell'Italia e del suo nuovo corso anti-piddino, un "salto nel vuoto", ergo, minacce velate e simboliche da parte dei vecchi poteri forti al nuovo corso eletto democraticamente e scomodo alla destra finanziaria massonica, il 3° suicidio Pacifici, avvenuto sempre in perfetto sincrono con il "ripensamento" di Mattarellum, andava ad indicare una TREGUA, un compromesso tra schieramenti.

Quindi, il messaggio augurale francese, stava a significare (a livello MACRO) l'accettazione della massoneria favorevole a CONTE come araldo del cambiamento in contrapposizione a chi, in questi anni caldeggiava i governi di segno opposto. Un messaggio che era contrario a quelli dei suicidi suicidati, ovvero una RISALITA, una RINASCITA, una scalata che salvava il "bambino e l'acqua santa". Il fatto che questo ruolo, egregoricamente, sia stato interpretato da un aitante africano (gli ultimi della classe come gli italiani, simbolicamente parlando), poteva anche significare un risveglio della massa popolare (presunto o augurale) che sarà appoggiato da un certo backstage del potere massonico, oggi finalmente avverso al vecchio potere sinarchico, tecnocratico e tecnofascista che aveva colonizzato i partiti di finta sinistra e destra in quasi tutto l'occidente, in Italia interpretati dal PD, FI et similia.
I poteri forti dell'eurozona negli ultimi 30 anni, più o meno dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, hanno di fatto cooptato in Europa e in tutto l'occidente i partiti di sinistra o pseudo-tali. Questo spiega il perché delle scelte liberiste neocon attuate da 30 anni ad oggi da parte di tutti gli ex partiti progressisti ed alcuni di destra come FI, perché erano espressione diretta di quei poteri forti.
In Italia i partiti gestiti dalle fazioni reazionarie e neocon massoniche sono stati negli ultimi 30 anni: FI, PD, LEU e Bonino. Questi sono stati, in forma diversa a secondo dei ruoli che hanno interpretato, i cavalli di troia della più becera destra liberista. Vedremo nel futuro gli assetti che andranno a formarsi e che saranno lo specchio riflesso degli scontri al vertice dei partiti che oggi rappresentano il governo.
Non a caso, se notiamo, sono proprio i partiti di opposizione al governo Conte.






giovedì 24 maggio 2018

DOGMAN, OVVERO "ER CANARO" METAFISICO...



DOGMAN prende solo un piccolo spunto dalla storia vera del canaro della Magliana e, come ben spiega il regista Matteo Garrone, non è un film neorealista, storico o biografico, è qualcosa di più personale e complesso.
L'aspetto affascinante dell'opera è il senso di inquietudine che rimane allo spettatore.
L'atmosfera cupa, grigia di una periferia sempre piovosa, buia, con abitazioni fatiscenti quasi provvisorie e in cerca di stabilità, è resa perfettamente sul grande schermo, mostra un'angoscia che non da scampo, te la porti a casa.
E' un film metafisico, l'ambientazione un non-luogo, quasi una sorta di girone dantesco, una terra di mezzo, crepuscolare e ritagliata su storie e scenari neorealisti che rappresentano solo l'escamotage narrativo per andare oltre al mero fatto di cronaca e scandagliare l'animo umano.
Gli unici intervalli di pace che interrompono una costante tensione, sono quei rari momenti di luce dove il protagonista esce con la figlia, unica persona che ama veramente più di se stesso, e dove si può permettere una pausa per respirare.
Durante un'immersione in mare con la bambina, è pero costretto a tornare a galla perché non si sente bene, le profondità delle acque lo fagocitano e gli tolgono l'aria, un po' come fossero parte del suo inconscio con i tutti i suoi mostri interiori e le sue paure che emergono; la redenzione dovrà necessariamente passare attraverso il fuoco.
DOGMAN ama molto i cani, Marcello si sente un po' come loro, è loro amico, fa parte del branco, li pulisce, li accudisce, li preferisce agli uomini, rischia perfino di essere arrestato quando torna sul luogo di una rapina a cui è "costretto" a partecipare, per recuperare un cagnolino chiuso dentro il freezer dai suoi complici. In quel momento compie un'azione taumaturgica e riesce a riportare in vita il cane surgelato mettendolo dolcemente sotto l'acqua calda ed asciugandolo; da Dogman a Godman il passo è breve, forse...

E' una favola nera come lo sono tutti i film di Garrone che mescolano piano reale e piano metafisico, argomento ben trattato anche nel suo "Reality".
L'ambientazione sembra un villaggio decadente western in chiave urbana, dove ognuno ha ben chiaro il proprio ruolo sociale, dove i giorni scorrono tutti uguali e solo un improvviso e violento scisma potrà spezzare quell'incantesimo che sembra regnare sulle loro teste.
E' un film sulla catarsi, ma il rito di purificazione non riesce ad essere compiuto e realizzato del tutto da parte di Marcello, che subisce le continue angherie ed umiliazioni di Simone, il bullo criminale della zona, un ragazzone grosso e violento che terrorizza tutti.
Nemmeno le fastidiose e rumorose scorribande con la motocicletta, come un bandito in sella al suo cavallo nero, le minacce ed i ricatti che fa continuamente agli abitanti della piccola periferia, sembrano riuscire a smuovere qualcosa, nessuno alza un dito anche se la misura è colma.
Emblematico quando, dopo aver rinchiuso ed ucciso Simone nella gabbia dei cani, cerca di bruciare il suo corpo tra le frasche sulla spiaggia, ma poi ci ripensa, spegne le fiamme e decide di offrirlo ai compari come dono per farsi perdonare di non essersi mai ribellato ed averne subito nel tempo una atroce sudditanza psicologica, ed anche per farsi accettare nuovamente dal gruppo che lo ha abbandonato (Marcello ha "permesso" a Simone di fare un rapina nella cassaforte del negozio del suo vicino, pagando con la galera al suo posto).
Li chiama ma nessun risponde, forse perché non c'è nessuno ad ascoltarlo o volerlo ascoltare, o forse perché si trova già in altra dimensione.
Er Canaro si comporta come il cane che porta l'osso al padrone (Uomo-cane) perché in fondo ci tiene a stare nel branco, da li non esce e non vuole uscire; quella è la sua dimensione ideale, non riesce a scappare dalla prigionia del senso di colpa, dal quartierino del malaffare dove, in piccolo, si replicano le stesse miserie del macro mondo.
Indicativa la scena finale dove il protagonista, nascosto nella spiaggia vicino al rogo del cadavere, vede in lontananza gli abitanti del suo micro-mondo giocare in un campetto di calcio in piena notte...
Dopo aver consumato la vendetta ed essersi caricato in spalla il gigante cattivo, come un novello Davide contro Golia (archetipo della redenzione del piccolo/buono contro il grande/cattivo, un po'come succede, con diverse modalità, nel western on the road metafisico "Duel"), Marcello si dirige verso loro, credendo di vedere una partita che nei fatti non esiste, giocata da ombre e fantasmi, o forse il fantasma è proprio lui.
Un rito celebrato inconsapevolmente da "er canaro" metafisico... Garrone, ispirandosi forse al capolavoro di Antonioni, "Blow-Up", (la famosa scena della partita di tennis con la pallina invisibile) mette in scena questo conflitto come fosse un sogno, passando dal reale al non reale, confondendo i piani, infatti il tempo sembra sospeso ed i giocatori svaniscono nel nulla con le prime ore fredde del giorno...


Come succede per "Dogville" (Godville) di Von Trier, in DOGMAN, il micro-macro mondo è sempre lo stesso, con i suoi confini ben tracciati, i suoi riti quotidiani, con i suoi ruoli chiari, dove nessuno vuole scappare veramente o cambiare la sua realtà, a costo di pagarne le conseguenze.
Marcello ci prova a redimersi e diventare un Godman uccidendo Simone, ma presto capisce di essere solo con se stesso in un antro infernale di un'alba uggiosa, dal quale non può uscire e dove tutto scorre uguale ciclicamente come in un cerchio magico, o forse quella morte è l'alba di una rinascita che lo ha portato in un altro girone, a fare i conti con se stesso e con il suo lato oscuro, tenuto severamente a bada per tanti anni.
Marcello rinasce sulla morte di Simone, ed i ruoli si interscambiano, vittima e carnefice, così diversi, così uguali e complementari.
Dal cosmo di Garrone non ci si esce, ed i personaggi che sono maschere della realtà ben lo sanno, non si può uscire se non per andare in altra prigione, ed allora abbiamo 3 prigioni, quella periferica descritta dal regista, che rappresenta il micro mondo, quella dello Stato, le cosiddette patrie galere, macro-mondo, e la piccola prigione del negozio dove viene consumata la vendetta e dove normalmente vengono parcheggiati i cani in affido, che rappresenta la prigione del mondo interiore e quel luogo/non luogo dove si possono espiare i propri peccati e colpe, ma anche rifugiarsi dalle responsabilità del mondo esterno.
Film molto profondo, che scava l'animo umano, pieno di significati simbolici, in questo identico, pur avendo altro registro narrativo, al suo precedente "Il racconto dei Racconti", tratto dalle storie del grande Basile, ma che ricorda a tratti anche le atmosfere cupe, morbose e senza via di uscita dell'Imbalsamatore. Ovviamente, come tutti i grandi cineasti insegnano, lo spunto della storia preso dalla realtà o, in altri casi, da romanzi, serve solo come base di partenza, è un espediente narrativo per spiegare altro e costruire una storia più complessa che sia di tipo archetipale.

Desidero riportare una piccola e meravigliosa recensione di un amico:
- "Sono rimasto colpito dall'espressività deflagrante di Marcello Fonte in Dogman di Garrone.
Il film si sviluppa con una perfezione di elementi che rimanda alla tradizione del grande cinema italiano, la luce livida che avvolge la metafisicità del villaggio western lunare, la cura del dettaglio cromatico con l'impronta chiaramente garroniana, l'architettura deĺle immagini per cui Garrone richiama, sue testuali parole, Hopper, il rigore della "favola etologica".
Ma la cifra tragica, psicologica, che fa sì che noi tutti si senta il dolore di un uomo, viene dalla forza del volto di Marcellino, dai mutamenti impercettibili che generano scelte illogiche e irreparabili, dalla profondità dolente degli occhi, dal respiro affannoso della sua paura, reiterato e sospeso lungo il film, dal senso claustrofobico che ti imprime sulla carne, dalle rare aperture del sorriso nel rapporto con la figlia Alida.
Tutto il plot si avvolge sul viso del meraviglioso protagonista e lo spettatore esce dalla sala preso e costretto in un terrore simbiotico."
Mauro Maggiora