martedì 13 novembre 2018

IL REBUS DI DESIREE parte 2° (L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA)

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Una Rosa Rossa sigilla il portone, ci ricorda una forma di linguaggio, una visione, una firma, oppure, solo un ultimo saluto a Desiree con affetto...
 Il quartiere San Lorenzo indirettamente(?) evoca il martirio di San Lorenzo datato dal martirologio romano il 10 agosto del 258 dopo Cristo. A ricordare questi avvenimenti furono erette a Roma tre chiese: San Lorenzo in Fonte (luogo della prigionia), San Lorenzo in Panisperna (luogo del martirio) e San Lorenzo al Verano (luogo della sua sepoltura). Storicamente però furono circa 30 (delle sette rimaste) le chiese dedicate a San Lorenzo, santo amatissimo e compatrono di Roma.
"San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti…"
cit.

Allo stato attuale, dato che nessuno sa come siano andati realmente i fatti, dato che ci basiamo esclusivamente sulle notizie ANSA, chiediamoci perché Salvini e Di Maio, con la possibilità ed il vantaggio politico di avere dalla loro parte un sindaco pentastellato a Roma, non abbiano fatto nulla ad oggi, per arginare la criminalità, salvo poi sciacallare ogni volta che i Servizi Segreti gli imbeccano qualche crimine, dove i colpevoli sono sempre decisi a priori.
I magistrati hanno scagionato due dei tre africani dall'accusa di omicidio e stupro collettivo, si cerca il pusher italiano che avrebbe venduto la dose mortale, speriamo vivamente siano arrestati i colpevoli e non incarcerati i soliti capri espiatori, come spesso accade.

Perché non si ripuliscono le stazioni centrali senza troppi indugi, perché non si fa nulla in alcune zone ad alta densità di criminalità, in certe periferie, contro la malavita,  contro lo spaccio, senza tanti clamori e proclami, arrestando chi delinque, come dovrebbe accadere normalmente in uno stato di diritto?
Perché certe zone sono lasciate libere, perché la criminalità non viene mai arginata (e questo vale per ogni governo), ma poi si piange la vittima sacrificale di turno?
Perché tutto ciò è funzionale alla ritualità che la nostra società patriarcale e gerarchica prevede, ovvero, che tutto resti come prima, che tutto venga procrastinato in un altro momento che non arriverà mai, si utilizzano i fatti come arma politica e non per risolverli realmente, consapevoli forse della loro poco incisività e del fatto di essere tutti quanti sovragestiti.
Ogni tanto si ripuliscono le strade con retate propagandistiche, oppure, con il solito morto da piangere, con annesso capro espiatorio da condannare, per placare gli animi dei sudditi in astinenza da rogo, ma poi tutto torna come prima, peggio di prima, finché la tv non andrà a creare la prossima narrazione mediatica, la futura favoletta nera, dove gli assassini sono sempre poveracci mentre chi comanda è integro, pulito ed un soggetto al quale affidarsi, nella miglior tradizione fideistica religiosa.
Un po' come quando a messa veniamo assolti dai nostri peccati, per essere pronti a rifarli un'altra volta, senza fine, legittimati a compierli ancora.
"Questi delitti appartengono alla categoria degli omicidi rituali, in relazione a schemi alchemici (le tappe del nigredo, dell'albedo, del rubedo) relativamente ai processi di tribalizzazione e balcanizzazione dei popoli europei, di cui Salvini e' uno strumento". 
cit. Pietro Esposito



L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA:
L'altra faccia della medaglia del razzismo riattivato dalla paura e dall'ANSIA, è il presunto anti-razzismo del potere costituito, lo stesso potere di prima, una parte di esso, che si scinde schizofrenicamente e porge soluzioni "democratiche e civili" contro il paradigma culturale che, dall'altra parte, ha appena alimentato ad hoc, in un apparente cortocircuito che, forse, non è così tanto illogico.
Ecco che si innesta politicamente, su un sentimento razzista popolare indotto ed alimentato (violenza degli stranieri, la paura dell'uomo nero, del "diverso") ed in parte introiettato nei millenni, una volontà strumentale altrettanto intollerante e dispotica, quella di una commissione parlamentare anti odio, ovvero, una contrapposizione tra un "totalitarismo locale", (il razzismo, il qualunquismo, un certo nazionalismo, il campanilismo, tipiche espressioni di una società chiusa e bigotta), ed un "totalitarismo globale", ovvero, la manipolazione di una certa immigrazione imposta ed alimentata dalle mafie transnazionali per destrutturare un determinato ambiente sociale, ed avere un esercito di riserva disposto ad essere sfruttato, di più e meglio di quello precedente.

La paura è per natura indotta e manipolata da entrambe le parti, la paura genera aggressività e l'aggressività genera ansia, che genera ancora una volta paura.
La commissione ANTI-ODIO mi ricorda il Ministero della Paura, nel senso che è l'altra faccia della medaglia, complementare al paradigma razzista.
Finché si parteggia per i Salvini o le Bonino del momento, non usciamo da questo cerchio magico, e se viviamo dentro il cerchio andremo a condividere le "regole del Magus", quindi sceglieremo una delle due opzioni in campo, escludendone altre.
Viene creato nel campo mediatico una dicotomia artificiale su presupposti reali, una contrapposizione tra "razzisti" ed "antirazzisti", in una lotta perpetua sociale, dove però la soluzione è un nuovo tipo di totalitarismo che si contrappone ad uno di stampo locale.
Si erge a questo punto la figura del RISOLUTORE.
Proprio per questo motivo, come dicevamo prima, certi delitti sono costruiti in vitro, perché in questo modo possono essere pilotati attraverso una sorta di telenovela del dolore per i sudditi  famelici e per i governanti in astinenza da totalitarismo.
Questa tragedia, come quella di Pamela (oggi il trend si basa sugli omicidi mediatici commessi da stranieri), e prima ancora quegli omicidi commessi da presunti italiani, (vedi i casi Yara, Scazzi, Meredith, Cogne, Erba e mille altri), sono tutti pattern della stessa matrice che fonda le sue radici strutturali sul delitto rituale, perché così sempre è stato e sempre sarà, fino a quando la gente non inizierà a comprendere come funziona il vero potere.
Il marketing politico è dettato dall'oracolo catodico, un po' come si credeva un tempo ai preti.

lunedì 12 novembre 2018

ESERCITO EUROPEO, OVVERO LA LONGA MANUS DELLA SOVRAGESTIONE LIBERISTA


VECCHI NAZIONALISMI / NUOVI MACRO-NAZIONALISMI:
Gli USA non vedono l'ora che i paesi europei diventino autonomi per svolgere quei compiti militari internazionali di controllo coloniale che, LORO, hanno svolto per più di mezzo secolo.
Il tutto senza dover necessariamente intervenire.
La sovragestione che decide per gli USA sarà in futuro impegnata su più fronti ed in particolar modo su quello orientale e del pacifico, quindi un eventuale esercito europeo, sarà una costola dello stesso potere costituito sovranazionale, svolgerà importanti missioni di pace, di guerra,  le cosiddette missioni umanitarie, per mantenere l'ordine dello status quo.
Quella in atto non è una guerra tra diverse visioni di sistema e di modelli, come ingenuamente potremmo auspicare noi sudditi, ma più realisticamente uno scontro per chi dovrà avere i maggiori poteri decisionali tra tutti i leader in campo.
L'esercito europeo è la creazione di un "Frankestein Kapo' ", sovragestito, transnazionale ed aggiornato in senso totalitario, però a trazione nazionalista, di coloro che ne hanno facoltà.
L'esercito europeo è uno slogan macro-nazionalistico.
Gli USA vogliono renderci "indipendenti" militarmente sempre di più, nonostante ora Trump minacci un 48 contro il progetto (ma fa parte della dialettica tra fratelli e gruppi), in modo da sostituirci a loro in certi presidi, in certe zone calde, così saremo sempre più noi ad intervenire militarmente senza scomodarli.
Putin in questi giorni saluta Macron positivamente e spinge anche lui per la costruzione di un vero NWO, come avevamo previsto in tempi non sospetti.
In questo paradigma si inserisce la "legittima" volontà francese, ma anche tedesca, di rendere il più nazionalista possibile il progetto ed aver maggior benefici rispetto ai costi.
Non solo, anche la Russia è d'accordo che venga a crearsi un bell'esercito europeo, sono tutti d'accordo quando si aumenta massivamente la spesa per le armi, perché questo significa investimenti e PIL. Magicamente non ci saranno più differenze tra vecchi nemici e vecchi amici, saranno tutti uniti in nome della militarizzazione globale.
Uniti perché sono attori degli stessi poteri forti e degli stessi mondi UR massonici, nemici nell'ambito del risiko e "camerati" per quanto riguarda la liturgia del potere.

E' solo un aggiornamento di Sistema più raffinato che il potere mette in campo.
Meno frontale e più efficace di un tempo per militarizzare il territorio e dismettere la democrazia, lentamente, passo dopo passo, fascismo in punta di piedi.
Un progetto neocon, però fatto fare a NOI, e non con il solito ausilio del golpe americano e del terrorismo finanziato dall'occidente. Un po' come i mobili IKEA che te li devi montare da solo, e dopo sei tanto contento di aver costruito il tuo golem che ti hanno prefrabbricato loro.
Vivendo in tempi digitali, il RE è sempre più nudo ed il macrosistema padronale si gioca la carta dell'autogestione.
Ognuno si crea la propria prigione, non è più il Sistema a creartela, così sarà sempre più liquido ed impalpabile, ma al tempo stesso sempre più "pesante" ed invasivo, greve e meno democratico.
Abbiamo basi militari USA sparse ovunque in Italia, strutture che rimarrebbero, come da prassi, ed è ovvio sia una scusa per un aggiornamento 2.0 dello status quo. E' un sistema che necessariamente si autoalimenta.
In politica, la Bonino ed accoliti vari, rappresentano l'ala destra padronale di questo progetto transnazionale, essendo il mondo attraversato da ben altre forze e non certo dai governi a sovranità limitata, progetto che conserva il peggio dei rigurgiti nazionalisti, come oggi accade per quelli francesi, Russi e tedeschi.
Diciamo il peggio del conservatorismo nazionalista con quello globalista.

Contrappongo a questa visione orwelliana e distopica della realtà, una visione più democratica ed orizzontale della vita sociale e politica umana, dove ogni nazione possa autogestirsi, attraverso un rinnovato sovranismo economico e possa cooperare tramite un rinato INTERNAZIONALISMO, che è l'opposto del Globalismo.
Sovranismo socialista democratico SI
Nazionalismo e macro-nazionalismo NO
Internazionalismo economico e dei diritti civili SI
Globalismo macro-economico e distruzione dei diritti sociali NO
L'esercito europeo è concettualmente la longa manus degli USA, e non parlo tanto come nazione. Non possiamo più ragionare in termini di nazioni, se non quando ci si abbuffa sulla spartizione della torta.
Gli USA sono il paese che ha ancora il maggior numero di persone all'interno di certi poteri forti ed UR massonici.
Un eventuale esercito europeo in difesa di chi e, soprattutto, da cosa?
Dalla Cina, dall'Africa o, in un'ottica più totalitaria, a questo punto plausibile e razionale, contro i suoi stessi cittadini, magari in un futuro prossimo?


Tratto da NINCO NANCO BLOG:
A parlare è Jean-Pierre Combe, capo squadriglia onorario dell’artiglieria e ufficiale di riserva dello Stato Maggiore Generale dell’esercito francese, che ha espresso il proprio parere su in mensile francese, riguardo al generale Pierre de Villiers, comandante delle forze armate francesi, che ha rassegnato le proprie dimissioni dopo uno scontro politico con il Presidente Macron.
Così, mentre Macron continua a sostenere la politica di guerra al di fuori delle proprie frontiere in missioni palesemente imperialiste, alcuni vertici dell’esercito iniziano a ribellarsi, stanchi di questa politica guerrafondaia a favore non certo del popolo francese, tanto meno dell’Europa, ma a favore dei soliti maiali capitalisti che continuano, nonostante ormai fin troppo grassi, a mangiare e mangiare ancora, e si spera che prima o poi qualcuno di loro scoppi a furia di mangiare.
Ormai stanco di essere una pedina dell’Europa e non al servizio della Francia, Jean-Pierre Combe, ha rilasciato una riflessione al mensile francese (e se a dirlo è l’esercito dovete iniziare a preoccuparvi seriamente, o forse ritrovare quel coraggio per ribellarvi). 
Ecco le sue parole:
“Le missioni delle nostre armate non sono assegnate dalla nostra Nazione, ma dall’Unione Europea, e non a caso le armi in dotazione ai militari di Parigi non sono più di produzione interna: il fucile francese FAMAS, ad esempio, sarà sostituito da un’arma tedesca. 
Ma non è solo questione di un fucile: il nostro armamento nucleare diventerà quello del futuro esercito europeo al servizio di una dottrina di impiego di aggressione. 
Perché l’UE non è la pace e la NATO è la guerra! 
La missione che Macron ha scelto di assegnare al nostro esercito non è la difesa degli interessi nazionali, ma gli interessi dei più grandi capitalisti del nostro Paese che da mezzo secolo hanno i medesimi interessi dei loro colleghi di tutta Europa. 
Difendere la Patria significa difendere gli interessi di tutti i lavoratori, non gli interessi privati ed egoistici dell’oligarchia capitalista” continua il capo squadriglia Combe, che invita in conclusione anche i soldati semplici a porsi criticamente di fronte a questa tendenza: se non si ferma “prima o poi riceveranno l’ordine di combattere i membri della loro stessa famiglia!”.


Tratto da wikipedia:
"Le forze armate dell'Unione europea non esistono come entità nell'ambito dell'Unione europea, dal momento che l'integrazione tra le nazioni europee non ha compiuto passi significativi nel campo della difesa.
Un primo tentativo di unire le forze armate dell'Europa occidentale è stata la fallimentare Comunità europea di difesa del 1952. Tuttavia da allora molti politici hanno promesso di creare delle forze armate europee. Dato che molti degli Stati membri dell'UE sono anche membri della NATO, alcuni cooperano in materia di difesa mediante la NATO, piuttosto che mediante l'UE o altri gruppi (come l'Unione Europea Occidentale). Comunque l'appartenenza all'UE, all'UEO e alla NATO sono distinte ed alcuni Stati membri dell'Unione europea rimangono per costituzione neutrali in materia di difesa. Diversi Paesi membri dell'UE poi sono stati membri formali del Patto di Varsavia.

Il Trattato di Lisbona del 2001 ha recepito gli elementi del Trattato di Bruxelles con le clausole di difesa dell'Unione Europea Occidentale nell'Unione europea.
I ministri britannici inizialmente hanno obiettato contro questa clausola. Avevano scritto: «Noi crediamo che il Consiglio europeo non prenderà questa decisione presto. È quindi inappropriato per il trattato pregiudicare la decisione del Consiglio europeo». Comunque, più tardi, i ministri britannici cambiarono opinione.
Il 23 marzo 2007 Angela Merkel, mentre era presidente del Consiglio dell'Unione europea, ha concesso un'intervista durante la celebrazione del cinquantesimo compleanno dell'Unione nella quale ha espresso il desiderio di avere delle forze armate europee unite. Il 14 luglio 2007 l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto all'UE di creare delle forze armate unificate e lo stesso giorno gruppi di soldati di tutte le ventisette nazioni dell'Unione europea hanno marciato attraverso i Champs-Élysées durante la celebrazione della presa della Bastiglia su invito di Sarkozy.


Il quadro giuridico
La difesa dell'UE è affidata ad ogni singolo Stato membro. L'articolo 42 del Trattato di Maastricht affermava che:
«La politica estera e di sicurezza comune deve includere la progressiva formazione di una politica di sicurezza comune. Questo condurrà a una difesa comune, quando il Consiglio europeo, agendo unanimemente, deciderà così.»
Nel Trattato di Lisbona, l'articolo 42 impone agli stati membri di intervenire con tutti i loro mezzi qualora uno o più stati venissero attaccati da entità extra UE. È questo il vero pilastro della difesa comune UE.
L'Unione europea ha un mandato limitato in ambito di difesa, con il solo ruolo di esplorare la questione della difesa datagli dal Trattato di Amsterdam, cosa che era stata omessa nei processi della lista delle forze dell'Helsinki Headline Goal (la forza europea a reazione rapida). Comunque alcuni Stati dell'UE possono fare e fanno accordi multilaterali di difesa fuori dalle strutture dell'Unione europea.

La cooperazione
Lo stesso argomento in dettaglio: Politica europea di sicurezza e difesa.
L'Eurofighter Typhoon, sviluppato da Regno Unito, Germania, Italia e Spagna.
L'UE agisce per mezzo della politica estera e di sicurezza comune, sebbene la Danimarca abbia scelto di non collaborarvi ed alcuni Stati siano impediti da questioni di neutralità. Le forze sotto il comando dell'UE sono state usate in missioni di pace, nelle quali l'Europa ha molta esperienza.
Sommando le spese annuali di tutti gli Stati membri risulta che l'Unione europea spende più di 311,9 miliardi di USD, seconda solo agli Stati Uniti d'America, con 518 miliardi di USD. Ci sono stati degli sforzi per superare ciò con progetti congiunti come il consorzio Eurofighter.
Nel 2004 gli Stati dell'UE hanno preso in consegna dalla NATO il comando della missione in Bosnia ed Erzegovina attraverso l'EUFOR. Ci sono stati altri spiegamenti di forze, come nella Striscia di Gaza e nella Repubblica Democratica del Congo.


Forze e gruppi militari
Se si tiene conto di un'Unione europea considerata come un unico stato, come una federazione (Stati Uniti d'Europa) si possono considerare 1.597.788 militari tra gli Stati membri.
Stato maggiore dell'Unione europea (supervisiona le operazioni militari condotte al di fuori dell'UE; il suo capo è il generale Henri Bentégeat, capo del French Defence Staff)
EUFOR (forza per missioni di pace utilizzata in Bosnia ed Erzegovina nel 2002 e nella Repubblica Democratica del Congo)
EUFOR Althea (forza di protezione composta da 7.000 militari di stanza in Bosnia ed Erzegovina)
Eurocorps (forza militare indipendente composta da 60.000 militari che può essere utilizzata in varie missioni)
Eurogendfor (forza per interventi in zone di crisi composta da 900 persone stabili ed altre 2.300 persone disponibili come rinforzo)
Helsinki Headline Goal (lista di forze a reazione rapida composta da 60.000 militari gestiti dall'Unione europea, ma sotto il controllo delle nazioni di appartenenza)
European Union Battlegroups (vicino ad un esercito UE, composto da 15 formazioni, ciascuna con 1.500 militari)


Spesa militare degli Stati membri
NazioneSpesa per la difesa
(in USD)
Regno UnitoUnione europeaRegno Unito68.107.000.000
FranciaUnione europeaFrancia63.200.000.000
GermaniaUnione europeaGermania45.100.000.000
ItaliaUnione europeaItalia44.809.000.000
SpagnaUnione europeaSpagna21.000.000.000
PoloniaUnione europeaPolonia9.349.000.000
Paesi BassiUnione europeaPaesi Bassi9.016.000.000
NorvegiaNorvegia5.963.000.000
SveziaUnione europeaSvezia6.309.137.714
GreciaUnione europeaGrecia4.550.000.000
BelgioUnione europeaBelgio4.023.000.000
DanimarcaUnione europeaDanimarca3.474.000.000
FinlandiaUnione europeaFinlandia2.800.000.000
PortogalloUnione europeaPortogallo2.783.000.000
RomaniaUnione europeaRomania2.766.000.000
AustriaUnione europeaAustria2.334.900.000
Rep. CecaUnione europeaRepubblica Ceca1.930.000.000
IrlandaUnione europeaIrlanda1.300.000.000
UngheriaUnione europeaUngheria1.243.000.000
SlovacchiaUnione europeaSlovacchia1.024.000.000
BulgariaUnione europeaBulgaria663.000.000
LituaniaUnione europeaLituania630.000.000
CroaziaUnione europeaCroazia607.000.000
EstoniaUnione europeaEstonia497.000.000
LettoniaUnione europeaLettonia400.000.000
SloveniaUnione europeaSlovenia400.000.000
CiproUnione europeaCipro384.000.000
LussemburgoUnione europeaLussemburgo263.000.000
AlbaniaAlbania144.000.000
MaltaUnione europeaMalta44.640.000
Unione europeaUnione europea311.920.000.000

https://www.corriere.it/esteri/18_novembre_11/vladimir-putin-positiva-idea-macron-un-esercito-europeo-3f12d040-e5c3-11e8-a424-cbaa2fa93806.shtml?refresh_ce-cp
http://www.ninconanco.info/generale-francese-nostro-armamento-nucleare-diventera-quello-del-futuro-esercito-europeo-al-servizio-dei-capitalisti/