venerdì 13 settembre 2019

LE 3 TORRI DISTRUTTE DA CARICHE ESPLOSIVE di Rino Di Stefano

La copertina del dossier degli Architetti & Ingegneri

Le Torri del World Trade Center di New York non sarebbero state distrutte dall’impatto di due aerei di linea, bensì da un’operazione di demolizione controllata condotta con esplosivi militari a base di nano-termite. 
A muovere questa pesantissima accusa, che mette in una nuova e drammatica luce l’attentato dell’11 Settembre 2001, è l’associazione americana non profit Architects & Engineers for 9/11 Truth (Architetti & Ingegneri per la verità sull’11 Settembre), costituita dai 2.363 architetti e ingegneri statunitensi che hanno firmato una petizione indirizzata al Congresso degli Stati Uniti per riaprire una vera investigazione indipendente sulla distruzione del World Trade Center. 
A tale scopo, questi professionisti hanno appena realizzato una pubblicazione di 56 pagine intitolata Beyond Misinformation: What Science Says About the Destruction of World Trade Center Buildings 1,2 and 7 (Oltre la Disinformazione: Ciò che la Scienza Dice Circa la Distruzione dei Palazzi 1,2 e 7 del World Trade Center), inviata a oltre 20 mila professionisti, professori, legislatori e giornalisti. L’autore del dossier è Ted Walter, direttore del settore Strategia e Sviluppo dell’associazione Architetti & Ingegneri per la Verità sull’11 Settembre, che ha preparato l’opera insieme ad un Comitato composto da Sarah Chaplin, architetto e consulente di Sviluppo Urbano, ex rettore della Scuola di Architettura e Paesaggio dell’Università di Kingston, a Londra; Dr. Mohibullah Durrani, professore di Ingegneria e Fisica presso il Montgomery College del Maryland, USA; Richard Gage, fondatore e direttore generale dell’Associazione Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11 Settembre; Dr. Robert Korol, professore emerito di Ingegneria Civile presso l’Università McMaster dell’Ontario; Dr. Graeme MacQueen, professore emerito di Studi Religiosi e di Studi di Pace presso l’Università McMaster dell’Ontario; Roberto McCoy, architetto; Dr. Oswald Rendon-Herrero, professore emerito di Ingegneria Civile e Ambientale presso l’Università Statale del Mississippi.

Le cause della distruzione:


Secondo la versione ufficiale rilasciata dal governo Bush, le Torri Gemelle del World Trade Center di New York (entrambe di 110 piani per un’altezza di 415 metri) sono crollate a causa dell’impatto, e del conseguente incendio, provocato da due aerei di linea nel corso di un attentato portato a termine da un gruppo di terroristi mediorientali. Inoltre, anche la terza Torre, chiamata WTC 7, un edificio di 47 piani alto 174 metri, sarebbe crollata simmetricamente su se stessa nel pomeriggio di quel giorno, in seguito all’incendio provocato dai detriti della Torre uno. 
Ebbene, questa soluzione non viene accettata, in quanto definita “non scientifica”, da buona parte degli architetti e degli ingegneri americani. Questi esperti dell’edilizia dichiarano, infatti, che le tre Torri siano state fatte crollare in seguito ad un’accurata operazione di demolizione controllata provocata dalla disposizione di esplosivi e altri dispositivi, fatti detonare al momento opportuno per far crollare le strutture nel modo desiderato. Non solo. 
L’associazione degli Architetti & Ingegneri dice chiaramente che l’operazione sarebbe stata preparata prima dell’11 Settembre da specialisti della demolizione che hanno avuto libero accesso alle Torri nei giorni precedenti l’attentato. Allo scopo di dimostrare la loro “ipotesi”, così viene definita nel testo per porre un termine di confronto con la tesi ufficiale voluta dal governo Bush, i professionisti americani passano ad una precisa analisi dell’evento, da un punto di vista esclusivamente scientifico.

Formulazione di un’ipotesi:


La storia del crollo di edifici a completa struttura metallica (come le Torri Gemelle) comprende circa cento anni. Durante questo periodo, non si è mai verificato che un edificio di quel genere fosse crollato a causa di un incendio. 
Tutti, infatti, sono stati abbattuti nel corso di operazioni di demolizione controllata. 
Nonostante questo dato di fatto, il NIST (National Institute of Standards and Technology), incaricato dal governo Bush di indagare sul disastroso attentato, nei risultati della sua indagine ufficiale ha scritto che ha trovato 22 casi di incendio che tra il 1970 e il 2002 hanno portato al crollo di altrettanti palazzi. 
Di questi 22 casi, 15 furono crolli parziali, dei quali cinque superavano i 20 piani di altezza. Analizzando invece ogni singolo caso, lo studio accertò che soltanto in quattro casi si verificò un totale crollo dell’edificio interessato all’incendio, ma nessuno di questi aveva una struttura metallica e il più alto era di nove piani. Vennero fatti anche diversi test presso il Building Research Establishment (BRE) Laboratories di Cardington, in Inghliterra, ma in nessun caso risultò che edifici con una struttura metallica potessero crollare completamente a causa di un incendio, per quanto devastante. La probabilità che un’evenienza di questo tipo potesse accadere, venne scritto, era “extremely low” (estremamente bassa). Se poi si confrontano gli effetti di un crollo dovuto ad incendio rispetto ad un crollo da demolizione controllata, le differenze saltano agli occhi. 
Nel primo caso, infatti, il collasso dell’edificio è sempre parziale e si ferma ai piani inferiori. In una demolizione controllata, invece, il collasso è totale, avviene in pochi secondi e la caduta è libera, con 
una discesa simmetrica sul proprio asse.


C’è poi il discorso delle esplosioni. Mentre nel crollo da incendio, se mai si dovesse verificare un’esplosione, avverrebbe là dove le fiamme si sono sviluppate, nel crollo da demolizione controllata le esplosioni si vedono chiaramente piano per piano, all’esterno dell’edificio. Ed è quello che è accaduto nelle Torri Gemelle. 
In sostanza, quale delle due ipotesi sembra la più probabile per spiegare il crollo delleTorri Gemelle? “Prima di tutto – risponde lo studio degli Architetti & Ingegneri – la probabilità di un incendio che possa aver causato il crollo totale di un edificio molto alto con una struttura metallica, è estremamente basso. Un evento di questo genere non è mai accaduto prima dell’11 Settembre 2001. D’altra parte, nella storia ogni crollo totale di un edificio molto alto a struttura metallica, è stato causato da demolizione controllata. 
Secondo punto, un incendio che induce un cedimento delle strutture, di fatto non mostra alcuna delle caratteristiche di una demolizione controllata. Inoltre, come può essere visto in ciò che è accaduto l’11 Settembre 2001, la distruzione del WTC 1, WTC 2, e WTC 7 mostra quasi tutte le caratteristiche della demolizione controllata e nessuna caratteristica del collasso provocato da un incendio”. 
Edward Munyak, un ingegnere specializzato in misure anti-incendio, afferma: “Un collasso globale progressivo potrebbe anche essere straordinario. Ma averne tre in un giorno va oltre ogni comprensione”.

Le investigazioni ufficiali:


Premesso che per oltre un anno dal disastro il governo Bush ha impedito qualunque investigazione su quanto accadde quel giorno, prima del NIST le indagini ufficiali erano state condotte dalla FEMA (Federal Emergency Management Agency). Il primo a parlare di bombe situate all’interno delle Torri Gemelle, fu l’ingegner Ronald Hamburger della ASCE (American Society of Civil Engineers), che collaborava con la FEMA. Tuttavia, Hamburger si rimangiò i propri dubbi quando gli venne detto che nessuno aveva sentito esplosioni nei pressi delle Torri Gemelle. Non fu il solo a smentire la propria prima impressione. Van Romero, un esperto di esplosivi della New Mexico Tech, rilasciò un’intervista al quotidiano Albuquerque Journal sostenendo: “Il crollo dei palazzi è stato troppo ordinato per essere il risultato fortuito dell’impatto di aeroplani contro le strutture. La mia opinione, basata su quanto ho visto nei filmati, è che dopo che gli aerei hanno colpito il World Trade Center, ci siano stati dei congegni esplosivi dentro i palazzi che hanno causato il crollo delle Torri”. Il 21 Settembre, dopo aver parlato con non meglio identificati “ingegneri strutturali”, Romero ritrattò tutto. Il fatto è che il fuoco dell’incendio doveva essere ufficialmente la causa del disastro. I dubbi, però, non mancavano.


Il 29 Novembre del 2001 William Baker, uno degli ingegneri della FEMA, rilasciò al New York Times la seguente affermazione: “Noi sappiamo che cosa è accaduto alle Torri 1 e 2, ma perché la 7 è venuta giù?”. Certo è che, come scrissero i cronisti James Ganz e Eric Lipton del New York Times, per mesi dopo l’11 Settembre gli investigatori non riuscirono ad ottenere i progetti dettagliati degli edifici crollati, ad ascoltare i testimoni del disastro, a fare ispezioni a Ground Zero e ad ascoltare le voci registrate della gente che era rimasta intrappolata all’interno delle Torri. Inoltre la FEMA impedì che gli investigatori si rivolgessero al pubblico per ottenere fotografie e video che avrebbero potuto aiutarli nelle indagini. Sempre in questo ambito di incomprensibile comportamento da parte delle autorità di governo, gli investigatori non riuscirono neppure a prelevare campioni dei detriti delle Torri in quanto, con una fretta sospetta, le migliaia di tonnellate di macerie vennero prelevate, caricate su alcune navi e inviate in Cina e in India per essere smaltite. Così, in data primo Maggio 2002, la FEMA presentò un dossier intitolato World Trade Center Building Performance Study: Data Collection, Preliminary, Observations, and Reccomandations (Studio sulle prestazioni edilizie del World Trade Center: raccolta dati, indagine preventiva, osservazioni e raccomandazioni) nel quale non forniva una spiegazione definitiva per la distruzione di ogni singolo edificio. Invece, dopo aver posto la questione in termini generali, raccomandava ulteriori indagini per determinare la ragione delle cause. In linea generale, comunque, la FEMA sposava quella che allora sembrava l’ipotesi più verosimile, cioè la “teoria pancake”. 
Spiegata in termini molto prosaici, vorrebbe dire che le singole solette di cemento dei vari piani superiori, colpiti dall’aereo, sarebbero crollate sul piano inferiore determinando un effetto domino. 
Il punto, però, è che il piano sottostante in condizioni normali avrebbe resistito all’impatto. 
Se non lo ha fatto, chiariscono gli architetti e gli ingegneri americani, è perché è venuta meno la forza della sua resistenza. In altre parole, quando un piano crollava su quello inferiore, alcune cariche esplosive distruggevano le colonne portanti di quella seconda soletta, innescando un effetto a catena. Intanto, il 21 Agosto 2002 il NIST subentrava alla FEMA, annunciando nuove investigazioni per 24 mesi. Il NIST ha presentato i suoi rapporti in data Dicembre 2002, Maggio 2003, Giugno 2004, Aprile 2005 e Settembre 2005. 
Per quanto riguarda le Torri Gemelle, il NIST si è fermato alla “teoria del pancake”, mentre per il terzo edificio, il WTC 7, se l’è cavata sostenendo di non aver notato alcuna “prova che il crollo del WTC 7 fosse causato da bombe, missili o demolizione controllata”. 
A quel punto, nell’Agosto del 2006 il NIST ha affidato un nuovo contratto alla Applied Researh Associates per studiare il crollo della terza Torre. Il risultato si è avuto nell’Agosto del 2008 quando è stato dichiarato ufficialmente che l’edificio era crollato a causa del fuoco.

La distruzione delle Torri Gemelle:


Il titolo del libro scritto dai ricercatori Frank Legge e Anthony Szamboti è molto esplicito: 9/11 and the Twin Towers: Sudden Collapse Initiation was Impossible (L’11 Settembre e le Torri Gemelle: l’inizio del crollo repentino era impossibile). Infatti, sostengono gli autori, “Un lento, prolungato e cedevole collasso non è stato osservato… Come si nota dai video… la sezione più alta improvvisamente ha iniziato a cadere e a disintegrarsi”. 
Questo punto di vista tecnico è largamente condiviso nel dossier degli architetti e ingegneri, i quali contestano altre conclusioni cui è giunto il NIST. Per esempio, gli esperti del governo sostengono che le colonne portanti dei piani delle Torri si siano deformate diversi minuti prima del crollo. Di contro, gli architetti e ingegneri fanno osservare che non si sono visti affatto gli “inconfondibili segni d’avvertimento” e le “grandi deformazioni” che ci si aspetterebbe prima di un crollo. Se questo processo è avvenuto, scrivono i professionisti, allora è stato invisibile ed è avvenuto nel singolo istante in cui le strutture sono crollate. Secondo Kevin Ryan, un ex direttore della Underwriters Laboratories, “la diffusione dell’instabilità avrebbe richiesto molto più tempo e non risulterebbe nella caduta libera delle sezioni superiori sulle strutture inferiori”.
Il NIST afferma che la Torre WTC 1 è crollata in 11 secondi, mentre la WTC 2 in 9 secondi. In un report di 10mila pagine intitolato Events Following Collapse Initiation (Gli eventi che sono seguiti dopo l’inizio del crollo), il NIST afferma che la caduta libera delle Torri è dimostrata dai video, in  quanto “i piani inferiori al livello del crollo hanno offerto una minima resistenza alla tremenda energia rilasciata dalla massa dell’edificio che stava cadendo”.  

Il NIST, dunque, non ha provato con alcun calcolo o spiegazione il perché quel crollo sia avvenuto. Ed è per questo che, in seguito alla legge Information Quality Act del 2007, un gruppo di scienziati, un architetto e due familiari delle vittime hanno presentato una richiesta di correzione affermando che le motivazioni del NIST “non erano scientificamente valide”. Secondo questo esposto, il NIST non avrebbe spiegato le cause tecniche, che cosa è realmente accaduto e perché è successo. In altre parole, come poi il NIST fu costretto ad ammettere, gli esperti del governo “non erano in grado di fornire una spiegazione completa del crollo totale”.
Un'altra osservazione che mette in forte dubbio i risultati del NIST, riguarda l’assoluta mancanza di decelerazione durante il crollo delle Torri. “Una mancanza di decelerazione – riporta il dossier – indicherebbe con assoluta certezza che la struttura inferiore è stata distrutta da un’altra forza, prima che la parte superiore la raggiungesse”. 
L’argomento ha provocato molte polemiche. Il primo studio a mettere in dubbio i risultati del NIST è stato The Missing Jolt: A Simple Refutation of the NIST-Bazant Collapse Hypothetis (Il colpo mancante: una semplice confutazione dell’ipotesi del crollo di NIST-Bazant) di Anthony Szamboti, ingegnere meccanico, e Richard Johns, professore di Filosofia della Scienza. 
Questo studio metteva in discussione le teorie del Dr. Zdenek Bazant e di Jia-Liang Le del NIST, sostenendo che avevano calcolato male la resistenza delle colonne all’interno delle Torri Gemelle. “Semplicemente correggendo quei valori – dicono Szamboti e Johns – l’analisi di Bazant e Le attualmente prova che la decelerazione della sezione superiore sarebbe significativa (se la demolizione non fosse coinvolta) e che il crollo si sarebbe arrestato in circa tre secondi”. 
Gli esperti del NIST risposero dalle colonne della rivista Journal of Engineering Mechanics della ASCE con un articolo intitolato Why the Observed Motion History of the World Trade Center Tower is Smooth (Perché la storia del moto osservato delle Torri del World Trade Center è regolare). Secondo la risposta fornita dal dottor Bazant nel 2011, la decelerazione della parte superiore del WTC 1 era “troppo piccola per essere percettibile”. La polemica è ancora in corso, anche se successivi studi hanno accertato che “la costante accelerazione e la mancanza di una osservabile decelerazione, per se stesse, costituiscono una irrefutabile evidenza che siano stati usati esplosivi per distruggere le Torri Gemelle”.

Polverizzazione, dismembramento
e espulsione esplosiva dei materiali:



Una delle caratteristiche più evidenti della distruzione delle due Torri è stata la quasi totale polverizzazione del cemento. L’allora governatore di New York, George Pataki, scrisse nella sua relazione sul disastro: “Non c’è cemento. C’è veramente poco cemento. Tutto quello che si vede è alluminio e acciaio. Il cemento è stato polverizzato. Ero lì martedì ed era come essere su un pianeta alieno. Su tutta la parte bassa di Manhattan – non soltanto sul posto – da fiume a fiume, c’era polvere, una finissima polvere spessa cinque, sette centimetri e mezzo. Il cemento era del tutto polverizzato”.
Oltre a questo, le strutture d’acciaio delle Torri erano quasi interamente smembrate. A parte alcuni muri esterni ancora in piedi alla base di ogni edificio, virtualmente tutti gli scheletri d’acciaio erano rotti in diversi pezzi, con la parte centrale separata dalle colonne esterne. Che cosa potrebbe mai spiegare la quasi totale polverizzazione di circa 3 milioni di metri quadrati di solette di cemento e il quasi totale smembramento di 220 piani di struttura d’acciaio? Il NIST non fornisce alcuna spiegazione e la sola forza di gravità non appare plausibile. Anche perché, viene spiegato nel dossier, l’energia necessaria per polverizzare il cemento e smembrare le strutture d’acciaio è calcolabile in 1.255 gigajoule. Una misura decisamente lontana dagli stimati 508 gigajoule di potenziale energia gravitazionale contenuta negli edifici. La quasi totale polverizzazione del cemento e lo smembramento delle strutture d’acciaio diventa ancora più incomprensibile se si pensa che il crollo è avvenuto “essenzialmente in caduta libera”. 


Secondo il dottor Steven Jones, ex professore di fisica presso la Brigham Young University, “Il paradosso è facilmente risolvibile con l’ipotesi della demolizione esplosiva, là dove gli esplosivi facilmente rimuovono i materiali dei piani inferiori, incluse le colonne portanti, permettendo di fatto un crollo in caduta libera”.
Un altro fattore inspiegabile è il lancio di materiali verso l’alto e lateralmente, piuttosto distanti dal perimetro degli edifici. Secondo l’analisi Building Performance Study (Studio delle caratteristiche strutturali del palazzo) della FEMA, i materiali dei due edifici sono stati lanciati fino a oltre 150 metri dalla base di ogni Torre. Nel video intitolato North Tower Exploding (L’esplosione della Torre Nord), prodotto dal docente di fisica David Chandler, il professore fa osservare l’espulsione esplosiva di materiali dalla WTC 1: “Sotto la cappa di detriti cadenti, vedete la rapida sequenza di espulsioni esplosive di materiali? Alcuni di questi getti sono stati misurati in oltre 170 km/h… Essi sono continui e molto estesi. Si muovono progressivamente verso il basso dell’edificio, andando allo stesso ritmo dei detriti cadenti… Il palazzo è stato progressivamente distrutto, a partire dalla cima, da ondate di esplosioni che hanno creato una spessa coltre di detriti”.
E continua: “Notate che insieme alla nuvola di polvere vi sono pesanti travi e intere sezioni di frammenti d’acciaio che sono stati lanciati fuori dal palazzo… Alcuni sono finiti così lontano, come due campi di football dalla base della Torre”.
Rispondendo a coloro che hanno spiegato l’espulsione esplosiva di questi frammenti degli edifici come il prodotto del crollo, il professor Chandler risponde: “Alcuni suggeriscono che il peso della Torre che crollava sulle travi, le abbia fatte flettere e quindi espellere a causa del conseguente moto. Ma noi non abbiamo visto isolate travi lanciate all’esterno. Noi abbiamo visto la maggior parte della massa dell’edificio… ridotta in piccoli pezzi di pietrisco e polvere fina, espulsa esplosivamente in tutte le direzioni”.

Le cariche esplosive della demolizione:


Secondo lo scienziato Kevin Ryan, l’espulsione esplosiva dei materiali dalle Torri è spiegabile soltanto come “scoppi ad alta velocità di detriti espulsi da precisi punti degli edifici”. “L’ipotesi della demolizione – afferma Ryan – suggerisce che questi scoppi di detriti siano il risultato della detonazione di cariche esplosive piazzate in punti chiave della struttura, per facilitare la rimozione della resistenza”. Inoltre: “Nei video possiamo vedere questi getti essere espulsi dai lati delle Torri a circa 30 piani sotto il fronte del crollo… Ognuno di questi scoppi era costituito da un’improvvisa e secca emissione che appariva provenire da un preciso punto, espellendo approssimativamente tra i 15 e i 30 metri dal lato del palazzo, in una frazione di secondo. Dai fotogrammi estratti da un video della KTLA, possiamo stimare che uno di questi scoppi è durato complessivamente 0,45 secondi. 
Questo ci fornisce una velocità media di circa 52 metri al secondo”.E’ significativo che il NIST non abbia nemmeno parlato di questi scoppi nella sua relazione finale, mentre nelle sue FAQs (Frequently Asked Questions, cioè le domande più gettonate della relazione stessa) citi gli scoppi come “sbuffi di fumo”, sostenendo che “la massa crollante del palazzo aveva compresso l’aria sottostante – quasi come l’azione di un pistone – forzando il fumo e i detriti fuori dalle finestre mentre i piani inferiori crollavano sequenzialmente”.
Secondo Ryan, la spiegazione del NIST non è valida. “I piani delle Torri – sostiene lo scienziato – non erano containers chiusi e altamente pressurizzati in grado di generare alte pressioni abbastanza forti da far scoppiare le finestre. La massa crollante avrebbe dovuto agire come un disco piatto che esercita una pressione uniforme su tutti i punti. Ma le sezioni superiori, esse stesse disintegrate come si vede nei video, non possono esercitare una pressione uniforme. Anche prendendo in considerazione un ipotetico perfetto container e una pressione uniforme, usando la Legge del Gas Ideale per calcolare il cambiamento della pressione, noi possiamo determinare che la pressione dell’aria non potrebbe aumentare abbastanza per far scoppiare le finestre. Gli scoppi contenevano detriti polverizzati, non fumo e polvere. Inoltre i detriti del palazzo da 20 a 30 piani sotto la zona del crollo, non potevano essere polverizzati ed espulsi lateralmente dalla pressione dell’aria”.
I racconti dei testimoni delle esplosioni



Oltre al ricco materiale fotografico e televisivo riguardante la distruzione delle Torri Gemelle, bisogna considerare anche il numero delle testimonianze raccolte dal New York Fire Department (FDNY) nella sua relazione World Trade Center Task Force Interviews che comprende da 10.000 a 12.000 pagine di dichiarazioni giurate di oltre 500 dipendenti dello stesso FDNY. Non solo. Il dottor Graeme MacQueen, professore emerito di Studi Religiosi alla McMaster University, ha documentato al capitolo 8 del suo The 9/11 Toronto Report, 156 testimoni oculari che hanno parlato esplicitamente delle esplosioni che hanno visto e sentito durante il crollo delle Torri. Di questi 156, 121 appartengono al FDNY e 14 alla Port Authority Police Department. Altri 13 sono giornalisti presenti sul posto. Il professor MacQueen riporta che, in caso di incendio di edifici, si registrano quattro tipi di esplosioni: da vapore, da impianti elettrici, da fumo e da combustione.
I vigili del fuoco del FDNY sanno riconoscere questi fenomeni, anche perché sono irregolari e certamente non sincronizzati. Invece, nel caso delle Torri Gemelle, i testimoni hanno parlato di esplosioni precise e distanziate di pochi secondi l’una dall’altra, tanto che alcuni si sono spinti ad affermare che “le Torri Gemelle sono state distrutte dalle esplosioni”. “Si è arrivati al punto – spiega Cristopher Fenyo nell’intervista che ha rilasciato al WTC Task Force – che è infuriata una discussione sulla percezione che abbiamo avuto circa il fatto che il palazzo sembrava fosse stato fatto saltare in aria con delle cariche”. “In effetti, ho pensato che stava esplodendo – ricorda John Coyle, un altro testimone – Questo è ciò che ho pensato in seguito per diverse ore… Penso che chiunque a quel punto pensasse che quei palazzi fossero esplosi”.
Nonostante il NIST si ostini ad ignorare le testimonianze, sostenendo invece che non ci siano prove di esplosioni nelle Torri Gemelle, il professor MacQueen, riferendosi alla relazione dei vigili del fuoco di New York, afferma: “Abbiamo avuto 118 testimoni su 503 intervistati.



Circa il 23 per cento del gruppo sono testimoni delle esplosioni. A mio avviso, questa è un’alta percentuale di testimoni, specialmente considerando che a queste persone non sono state rivolte domande circa le esplosioni e, nella maggior parte dei casi, neanche sono state poste domande circa il crollo delle Torri. I testimoni che abbiamo sentito sono stati volontari e, di conseguenza la loro quantità rappresenta non il massimo numero delle testimonianze, ma il minimo”.
In conclusione, il dossier sostiene che il NIST, decidendo di non indagare a fondo su quelle che sono state le vere cause del crollo delle Torri Gemelle, ha condotto una “piccola analisi” sul comportamento tenuto dalle strutture edilizie, ignorando volutamente qualunque prova ne potesse derivare. Di conseguenza, il NIST è giunto a conclusioni di carattere speculativo e non scientifico. D’altra parte, l’ipotesi della demolizione controllata spiega largamente tutto ciò che è effettivamente accaduto.

La distruzione della terza Torre (WTC 7):



La terza Torre è crollata su se stessa intorno alle 17 dell’11 settembre, senza essere stata colpita da nessun jet o comunque coinvolta nel crollo delle altre due Torri. Per il NIST, l’evento è normale e rientra nella logica delle cose. L’incendio si sarebbe esteso anche al terzo edificio del complesso, indebolendone le strutture e facendolo crollare. Oltre alla spiegazione verbale, il NIST non ha fornito alcuna motivazione strutturale o scientifica. Secondo David Chandler, docente di fisica che ha studiato a fondo il comportamento del WTC 7, tale spiegazione è del tutto inconsistente. “La terza legge di Newton – afferma il professor Chandler nel suo articolo Free Fall and Building 7 on 9/11 (Caduta libera e il palazzo 7 il 9/11) – spiega che quando gli oggetti interagiscono, essi esercitano sempre una forza uguale ed opposta l’uno verso l’altro. Di conseguenza, mentre un oggetto è in caduta libera, se esso esercita una qualunque forza durante il suo percorso, incontrerà degli oggetti che lo spingeranno indietro, rallentandone la caduta. Se dunque un oggetto è osservato essere in caduta libera, possiamo concludere che nulla su quel sentiero esercita una forza per farlo rallentare...”.
E continua: “La caduta libera non è compatibile con qualunque scenario naturale che abbia a che fare con la debolezza, la deformazione o la frantumazione delle strutture, in quanto in ognuno di questi scenari ci sarebbero grandi forze di interazione con le sottostanti strutture, che avrebbero fatto rallentare la caduta… Il crollo naturale risultante da caduta libera, semplicemente non è plausibile…”.
Il professor Chandler giunge dunque alla conclusione che la caduta libera del WTC 7 è la prova lampante della demolizione controllata. Per confutare questo risultato, il NIST interviene sostenendo che, nel caso del WTC 7, non vi fu caduta libera poiché 18 piani dell’edificio sono crollati in 5,4 secondi, cioè con un margine del 40% più lungo (circa 1,5 secondi) rispetto al tempo stimato della caduta libera. Nonostante questa divergenza di vedute (anche perché pare che l’edificio per circa un secondo sia rimasto fermo, prima di crollare su se stesso), il professor Chandler ha fatto notare che “il crollo non è avvenuto per il cedimento di una colonna, o di alcune colonne o di una sequenza di colonne. Tutte le 24 colonne interne e le 58 perimetrali sono state rimosse simultaneamente nell’arco di otto piani e in una frazione di secondo. In questo modo la metà superiore dell’edificio è rimasta intatta”.

Dismembramento strutturale in un cumulo di rifiuti:



Così come le Torri Gemelle, anche la struttura metallica del WTC 7 è stata completamente smembrata e i detriti hanno formato un compatto cumulo di rifiuti nell’ambito del perimetro dell’edificio. E anche in questo caso lo smembramento dell’edificio si può spiegare soltanto con la demolizione controllata. Del resto, come spiegava nel corso di un’intervista del 1996 Stacey Loizeaux della Controlled Demolition Inc., i demolitori agiscono da due a sei piani, a seconda dell’altezza del palazzo, per colpire le colonne portanti e far crollare l’edificio su se stesso, riducendo anche la grandezza degli eventuali detriti. Inoltre, più che di “esplosione” si dovrebbe parlare di “implosione”, in quanto il palazzo deve crollare senza uscire dal proprio perimetro. Come, appunto, è accaduto nel caso del WTC 7.
C’è poi il discorso delle esplosioni. Il NIST, sempre per confutare l’ipotesi della demolizione controllata, afferma che i testimoni presenti sul posto non hanno udito alcuna esplosione. Invece, come dimostrano i video e le testimonianze, i botti ci furono e in molti li sentirono prima e durante la distruzione. “Improvvisamente ho guardato verso l’alto e ho visto che il palazzo crollava su se stesso – afferma Craig Bartmer, ex agente di polizia di New York – Ho cominciato a correre e per tutto il tempo ho sentito thum, thum, thum, thum, thum. Credo di riconoscere un’esplosione, quando la sento”



“Abbiamo sentito delle esplosioni – dice il volontario Kevin McPadden – Come BA–BOOOOOM! ... ed era come un suono distinto BA–BOOOOOM. Si poteva sentire un rombo nel terreno, come se ci si volesse aggrappare a qualcosa”.
Tra le altre testimonianze, c’è anche quella della cronista televisiva Ashleigh Banfield della MSNBC, che si trovava proprio nei pressi del WTC 7 quando è crollato. Nel servizio televisivo che lei stava realizzando, ad un certo punto si sente una forte esplosione e lei dice: “O mio Dio… Ci siamo”. Circa sette secondi dopo che lei aveva sentito la forte esplosione, il WTC 7 è crollato.
Preconoscenza della distruzione del WTC 7
Circa un’ora dopo la distruzione delle Torri Gemelle, le autorità hanno cominciato a parlare del crollo del WTC 7 con un alto grado di sicurezza e di precisione.
Le loro anticipazioni erano talmente certe che alcuni giornali hanno scritto del crollo del WTC 7 ancora prima che avvenisse. Di primo acchito verrebbe da dire che la previsione fosse basata sulla deduzione di quanto era accaduto alle Torri Gemelle. Tuttavia, quando i filmati video furono esaminati con calma, ci si accorse che la notizia era basata su una precisa conoscenza dei fatti. Dal momento che gli ingegneri si definivano sbalorditi per quanto era accaduto al WTC 7, come facevano le autorità a predire un evento che neanche gli ingegneri sapevano spiegarsi quattro anni e mezzo dopo?
Del resto, ci sono prove inconfutabili di esplosioni avvenute nell’edificio: durante una ripresa televisiva, la CNN ha registrato l’inconfondibile suono di un’esplosione proveniente dal WTC 7 e l’urlo di un operaio che avvertiva come il WTC 7 “stava esplodendo”, pochi secondi prima del crollo. Nonostante tutto questo, il NIST si è rifiutato di prendere in considerazione qualunque prova.
Le reazioni ad alta temperatura della termite



Secondo la NFPA 921, cioè la guida ufficiale americana le cui norme devono essere seguite in caso di indagini inerenti eventuali incendi o esplosioni, è necessario valutare tutte le possibili fonti per accertare le cause dei disastri sui quali si indaga.
Una di queste fonti, da prendere in considerazione nell’eventualità di fusione dell’acciaio, è la termite. Si tratta di una miscela esplosiva altamente incendiaria, a base di polvere di alluminio e triossido di ferro, in grado di sciogliere istantaneamente l’acciaio. Normalmente, la termite viene usata per saldare i binari e per usi militari (all’interno delle granate). Ebbene, per evitare di parlare della termite nel caso dell’11 Settembre, il NIST si è rifiutato di adottare la consueta procedura della NFPA 921 “negando, ignorando o accampando spiegazioni di carattere speculativo, non basate su analisi di tipo scientifico”. E questo, afferma il dossier, “in quanto non esiste alcuna plausibile e logica spiegazione della presenza di reazioni chimiche ad alta temperatura, se non quella di una demolizione controllata, usando meccanismi a base di termite”.
Secondo il NIST, i rivoli di metallo fuso che fuoriuscivano già dalla Torre 2 prima del crollo totale, erano di alluminio fuso. C’è un problema, però.
Come si vede distintamente dai video sul disastro di New York, i rivoli di metallo fuso che fuoriuscivano dalle Torri Gemelle erano di un giallo-fuoco brillante, mentre l’alluminio fuso è di colore argenteo. Come spiega il dottor Steven Jones nel suo Why Indeed Did the WTC Buildings Completely Collapse (Perché davvero gli edifici del WTC sono completamente crollati), “Il color giallo implica un metallo fuso con una temperatura approssimativa di 1000 °C, evidentemente al di sopra di quella che l’incendio da idrocarburi avvenuto all’interno delle Torri avrebbe potuto produrre. Inoltre, il fatto che il metallo liquido tendesse ad una sfumatura color arancio in prossimità del terreno… esclude ulteriormente la presenza di alluminio”.
Il NIST, non appena si è reso conto che la sua posizione era indifendibile, ha cercato di correre ai ripari sostenendo che “il color arancio era dovuto al fatto che l’alluminio liquido si era mescolato con solidi materiali organici, cambiando colore”. Tuttavia il NIST non si è premurato di verificare se questa affermazione corrispondesse alla realtà. Lo ha fatto, invece, il dottor Jones accertando che, anche in quel caso, “l’alluminio fuso non altera affatto il suo colore”.

Metallo fuso tra i detriti:



A complicare la situazione del NIST, che palesemente cercava di “vendere” soluzioni diverse dalla realtà oggettiva, c’erano le testimonianze in loco. Leslie Robertson, uno dei progettisti delle Torri Gemelle, ha raccontato: “Eravamo al livello B-1 e uno dei vigili del fuoco ha detto: ‘Credo che questo dovrebbe interessarvi’. E ci ha mostrato un grosso blocco di cemento sul quale scorreva un piccolo rivo di acciaio fuso”.
Ma non fu l’unico testimone. Il capitano Philip Ruvolo ricorda la scena a cui assistette insieme ad altri vigili del fuoco: “Se guardavi sotto, vedevi acciaio fuso, acciaio fuso che scorreva giù, lungo i canali delle inferriate, come se fossimo stati in una fonderia, come lava”.
Secondo il NIST, il più alto grado di temperatura raggiunto dagli incendi nelle Torri, è stato di 1.100 °C. Tuttavia, l’acciaio delle strutture non comincia a fondere con meno di 1.482 °C. Come si spiega, dunque, la presenza del metallo fuso? Il NIST semplicemente non risponde, ignorando il problema.
Acciaio solforato nel WTC 7
Ben presto un altro importante dettaglio metteva in grosse difficoltà il NIST e i suoi investigatori. Come hanno scritto James Glanz e Eric Lipton sul New York Times nel febbraio del 2002, parlando di alcuni pezzi di acciaio provenienti dal WTC 7, “Un’analisi preliminare del Worcester Polytechnic Institute… suggerisce che zolfo rilasciato durante gli incendi - nessuno sa da dove – possono essersi combinati con atomi dell’acciaio formando un composto che si scioglie a temperature più basse”. Pare che i docenti del WPI fossero scioccati dall’apparenza di “formaggio svizzero” assunta dai frammenti di acciaio. Come era potuto accadere? La risposta è venuta dal dottor Steven Jones che nel suo “Revisiting 9/11 – Applying the Scientific Method” (Rivisitare l’11 Settembre – Applicando il Metodo Scientifico) afferma: “Una semplice spiegazione per l’origine dello zolfo, così come per la corrosione e l’erosione da alta temperatura, è la termate, che viene prodotta quando lo zolfo è aggiunto alla termite.
Quando si aggiunge lo zolfo alla termite, si fa in modo che l’acciaio fonda ad una temperatura molto più bassa e più velocemente. Per cui, invece di avere un grado di fusione a 1.538 °C, fonde a circa 988 °C e si ottengono la solforazione e l’ossidazione dell’acciaio attaccato…”.
Ancora una volta il NIST ha ignorato l’evidenza, rispondendo che di fatto non era possibile analizzare un pezzo di acciaio proveniente dal WTC 7, in quanto tutti i detriti erano stati portati via da un pezzo, quando le indagini sono iniziate. In seguito, ricevendo ulteriori pressioni, il NIST ha ammesso di aver fatto analizzare un pezzo di acciaio proveniente dal WTC 7 (prima ne aveva negato l’esistenza), ma dagli esami non era risultato nulla.
Sfere di ferro e altre particelle nella polvere del WTC



Tre diversi studi scientifici hanno accertato la presenza di altissime temperature durante la distruzione delle Torri Gemelle. Il primo, The RJ Lee Report, presentato nel maggio 2004, era intitolato WTC Dust Signature (WTC La firma della polvere) e aveva identificato nella polvere del WTC “sfere di ferro e sfere o vescicole di particelle di silicio, che risultano essere prodotte dall’esposizione ad alte temperature”. Nel dettaglio, era spiegato che mentre nella normale polvere di un edificio le particelle di ferro costituiscono fino allo 0,4 per cento, in quella del WTC la percentuale era del 5,87 per cento. Inoltre, molto alta era anche la percentuale di ossido di piombo, prodotto quando il piombo raggiunge il suo punto di ebollizione a 1.749 °C.
Il secondo documento era The USGS Report, presentato nel 2005 come studio dell’US Geological Survey con il titolo Particle Atlas of World Trade Center Dust (Atlante delle particelle nella polvere del World Trade Center). Questo studio rivelava nella polvere particelle ricche di sfere di ferro.
Il terzo studio è stato pubblicato dal dottor Steven Jones e altri sette scienziati nel 2008 con il titolo Extremely High Temperatures during the World Trade Center Destruction (Temperature estremamente alte durante la distruzione del World Trade Center). In questo caso sono state rintracciate nella polvere del WTC sfere di ferro e silicati, oltre ad altre di molibdeno. Tutto questo materiale è stato vaporizzato nell’aria a causa di altissime temperature. Nel caso del molibdeno, il suo punto di fusione è a 2.623 °C.

Nano-termite nella polvere del WTC:



Ma le sorprese non sono finite qui. Nell’aprile del 2009 un gruppo di scienziati guidati dal dottor Niels Harrit, un esperto di nano-chimica che ha insegnato per oltre 40 anni all’Università di Copenaghen, ha pubblicato sulla rivista internazionale Open Chemical Physics Journal, un articolo intitolato Active Thermitic Materials Discovered in Dust from 9/11 World Trade Center Catastrophe (Materiali termitici attivi scoperti nella polvere della catastrofe dell’11 Settembre al World Trade Center). Questo studio ha rivelato la presenza di nano-termite (e cioè una specie di termite esplosiva progettata a livello di nano-particelle) nella polvere seguita al disastro. I campioni da analizzare furono prelevati in due riprese: il primo venti minuti dopo il crollo del WTC 1, gli altri due nel giorno successivo. Lo studio giunse alla conclusione che WTC 1, WTC 2 e WTC 7 furono tutti distrutti da demolizione controllata e altri materiali incendiari. Inutile dire che, anche questa volta, il NIST ha ignorato la richiesta dei ricercatori indipendenti sulle cause che hanno portato alla distruzione del WTC.

Le prove del NIST per il fallimento dell’incendio indotto:



Premesso che il NIST riuscì ad ottenere 236 pezzi dell’acciaio del WTC, il risultato delle sue analisi è sempre stato in aperta polemica con i sostenitori della demolizione controllata.
In tutti i modi il NIST ha provato a ribattere alla pioggia di critiche di chi portava prove e fatti a dimostrazione che le tre Torri siano state intenzionalmente distrutte con esplosivi.
Il problema è che, in realtà, non ci sono prove a supporto della teoria che gli incendi abbiano fatto crollare edifici a struttura metallica come quelli.
Il NIST ha provato anche a costruire modelli digitali per dimostrare le proprie tesi, ma sono sempre mancate le prove scientifiche per poter affermare senza possibilità di dubbio che, in effetti, siano proprio stati gli incendi ad abbattere quei giganti della moderna edilizia e ad uccidere quasi tremila persone.
L’unica possibilità per accertare la verità resta dunque quella di una nuova indagine parlamentare, libera dal controllo governativo e dalla supervisione politica. Intanto, gli Architetti & Ingegneri per la verità sull’11 Settembre hanno presentato un esposto internazionale affinché l’AIA Convention 2016 appoggi una nuova indagine su quanto accadde quel giorno a New York.
Di certo anche l’attuale governo degli USA non ha alcun interesse a mettere in piazza eventuali responsabilità governative sull’11 Settembre. L’americano medio non può e non vuole accettare l’idea che il proprio governo sia implicato in un atto criminale di quelle proporzioni.
 Che fine farebbe la fiducia degli americani verso le proprie istituzioni?
Dunque, al momento, tutto resta vago e indefinito.
L’unica cosa certa è che le 2974 vittime degli attentati al WTC di New York (2999 se si calcolano anche quelle morte in seguito) restano sempre in attesa di giustizia. Se il tempo sarà galantuomo, prima o poi i colpevoli di questa immane strage avranno un nome e un cognome, additati al pubblico disprezzo dall’umanità intera.

https://www.rinodistefano.com/it/articoli/11-settembre.php#

sabato 31 agosto 2019

EPSTEIN E I COMPAGNI DI MERENDE


In questa seconda parte del caso Epstein tratteremo dei compagni di merende, ovvero, di alcuni personaggi che sono minacciati dall'Entità, affinché non parlino, persone che hanno conosciuto il miliardario suicidato, durante gli ultimi decenni e che potrebbero avere crisi di coscienza e svuotare il sacco. Come riportato nell'altro articolo, anche in questo caso non si è fatta giustizia, ma si stanno ricattando pesci piccoli, per quanto ricchi e famosi nei loro rispettivi ambienti, dando l'esempio ad altri, che attualmente sono su altri livelli di potere, in modo che non trapeli nulla, e non perché, al contrario, si voglia svelare il sistema del mercato pedofilo. E' una guerra politica su più fronti che utilizza gli scandali sessuali e gli omicidi per colpire fazioni avversarie e contenere il problema, in modo che non sia di dominio pubblico la vera struttura di potere.
Si danno in pasto le solite mele marce per salvare la cesta, è questa la sottile differenza.
Dagospia ed altri quotidiani online hanno rivelato 3 nomi italiani legati alla vicenda, anche se ad oggi nessuno è a conoscenza del reale coinvolgimento o meno di questi personaggi, che potrebbero risultare estranei ai fatti, però ci sono curiosità legate ai loro nomi, coincidenze e suggestioni inquietanti.
Iniziamo con i messaggi, in questo caso piuttosto palesi, a Cipriani (in realtà, non è affatto chiaro se ci si riferisca al nipote, che si chiama Giuseppe come il nonno, oppure, al padre Arrigo), venuti fuori per placare la oramai incalzante opinione pubblica in astinenza da rogo.
La dinamica dei nomi che vengono fuori segue la stessa logica dei nominativi fatti trovare per la P2, nominativi che salvavano la lista più importante di innominabili, ovviamente, rimasti impuniti.
La P2 rappresentava il livello sacrificabile, mentre la P1 il livello intoccabile, mai menzionato e da pochi contemplato.
Alla stessa maniera, vengono fuori anche in questo caso i nomi dei "sacrificabili", a prescindere siano capri espiatori colpevoli od innocenti, proprio per salvare e correggere la falla che ha prodotto l'inchiesta, occultando quelli che non possono essere colpiti.
In realtà, anche alti vertici potrebbero cadere, pare ci siano i nomi di Blair, Clinton, Trump, Bannon, Kissinger, Kennedy, il Principe Andrea, ma come per la mafia, sarebbe solamente un cambio ai vertici e comunque, almeno per ora, i grandi nomi hanno curiosamente meno eco mediatica, perché si cerca di spostare l'attenzione su altri nomi meno noti al grande pubblico, oppure, su attori ed imprenditori che avrebbero frequentato o conosciuto Epstein, magari marginalmente come lo stesso Briatore.


Cipriani figura nella lista di chi ha visitato l'isola Little S.James di Epstein, ed è come d'incanto apparso nella lista nera, così il Deep-State, lo stesso che oggi si crede ingenuamente essere sotto scacco, gli ha recapitato messaggi attraverso la morte di un suo chef.
Andrea Zamperoni, l'italiano capo chef di Cipriani Dolci a New York, è stato trovato morto in un ostello del Queens, a pochi isolati da dove abitava. A dare l'allarme è stata una chiamata anonima alla polizia che, giunta al Kamway Lodge, avrebbe scoperto il corpo del 33enne scomparso nel nulla sabato scorso.
Ecco un altro omicidio senza movente, dove ricorre per l'ennesima volta la sequenza di numeri doppi; qui oltre al solito 33, ne abbiamo altri, il 22 giorno del ritrovamento del cadavere, e il 77 della 77th Street. Solitamente, "certi omicidi" sono accompagnati da nomi di familiari, dei luoghi, o della vittima stessa, dove compare la doppia R, oppure l'acronimo RC, CR, o di una rosa rossa, che può essere anche simboleggiata dal colore rosa o da qualsiasi cosa abbia identica simbologia o valenza.
In questo caso è stata fatta una forzatura, tutti i quotidiani online, per un giorno avevano veicolato il nome dello zio della vittima, tal Renato Rosi, ora qualcuno corregge il tiro e, stranamente, riporta il cognome "corretto", infatti, quello giusto pare sia Renato Dosi.
Poi abbiamo anche la nota simpatica dell'ostello che richiama la "loggia" (KAMWAY LODGE) e il nome del quartiere QUEENS che potrebbe richiamare simbolicamente alla Regina e all'Inghilterra, quindi, all'interno del caso Epstein, al Principe Andrea, e non a caso la vittima si chiamava Andrea.

Due piccioni con una fava, un doppio messaggio, attraverso il sacrificio del povero Zamperoni, il cui etimo è interessante. Il cognome dovrebbe derivare da soprannomi dialettali originati dal termine friulano zampe, "mano sinistra", probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero mancini.
Andrea aveva lavorato molti anni a Londra da dove era partita la sua fortuna.
Un po' come Pantani che risiedeva non distante dall'Hotel LE ROSE dove fu ucciso, anche Zamperoni aveva passato la notte nella camera della "loggia", vicino alla sua abitazione, dove la stessa sera è stata portata via dalla polizia in manette una ragazza.
Si è scritto che una prostituta avesse trovato il suo corpo in una stanza d'albergo, infine, che la morte sia stata causata da un'overdose.
Il caso è chiuso e, come nei peggiori telefilm polizieschi anni 80, la causa del decesso sembra essere la solita droga, in questo caso portata da una misteriosa ragazza, mostrata volutamente in foto con collana a piramide rovesciata. Secondo quanto riportato dal The Daily Beast, la donna sarebbe indagata per altre due morti avvenute con dinamiche analoghe (sempre attraverso overdosi di Fentanyl). Una vera professionista, no? La Dama nera è servita...
"Memento Mori, ricordati che devi morire...", non dovete parlare e ve lo comunichiamo attraverso messaggi rituali e omicidi.
Chi coglierà il significato e starà alle regole del gioco, forse, potrà salvarsi, ma l'errore è che si pensi siano i buoni a fare giustizia, al contrario, questa operazione è condotta strumentalmente dai CAPI degli imputati stessi.


giovedì 29 agosto 2019

EPSTEIN SACRIFICATO IN NOME DELLA ROSA


La Rosa, l'entità, ma se vogliamo chiamarla diversamente, la sovragestione, conosce la psicologia di massa, sa come produrre casi giudiziari per celebrarsi, potenziarsi, aggiornarsi, difendersi, ed anche questa volta è riuscita nei suoi intenti.
Ha volutamente abbandonato il miliardario Epstein al suo destino, favorendo il suo arresto, eliminando le sue protezioni politiche ed altolocate, distogliendo l'attenzione dal vero mercato pedofilo, strutturato su base nazionale ed internazionale, ed infine ammonendo i suoi epigoni ricattabili, in questo caso solo di una parte politica.
Due piccioni con una fava, anzi, tre piccioni, se ci mettiamo anche parte dell'opinione pubblica, che poi diventerà succube di questo marketing dell'orrore giustizialista, e sarà ovviamente incanalata politicamente verso chi saprà sfruttare la giusta propaganda del momento.


IL POTERE PEDOFILO USA I SOCIAL PER VEICOLARSI GIUSTIZIERE:
Mentre il grande traffico criminale di bambini, il traffico di organi, di snuff movie, le reti statali e private che gestiscono il mercato della pedofilia si espandono a dismisura, qualcuno dall'alto ha capito come salvare l'albero secolare, sacrificando un piccolo ramoscello, con l'ausilio dei media.
Dare in pasto al popolino in astinenza da rogo un singolo caso di un presunto colpevole, talvolta innocente, come fu in piccolo per il caso di Kevin Spacey, oppure, di un vero colpevole, in modo da fare distrazione di massa.
La cosa importante è spostare i bersagli e l'attenzione in modo da non far percepire l'elefante in salotto, continuando ad aggiornare questo secolare sistema criminale, con il suo annesso mercato, mentre si fa credere alla massa dei sudditi che si combatte strenuamente il problema, che sia in corso addirittura una rivoluzione dei "buoni", che interverrà la giustizia divina e sanerà tutto.
E' lo stesso semplice e basico meccanismo che avviene quando si fanno le guerre ai vertici delle mafie, che a loro volta fanno le loro guerre interne per il controllo del narcotraffico, facendo credere che si stia operando per il bene della comunità, quando invece si sacrifica il superfluo.
Morto un Papa...
Alcuni reparti dei servizi segreti attigui soprattutto ad una certa ala conservatrice americana, trasversale partiticamente, quelli che appunto gestiscono storicamente il narcotraffico, i colpi di stato, il mercato di minori e la pedofilia, si sono inventati il vendicatore Q, fantomatico vendicatore degli oppressi che, curiosamente, colpisce solo una certa parte politica e determinati ambienti, salvandone altri.
Il potere pedofilo usa i social per veicolarsi giustiziere, e la gente ci crede, una parte della controinformazione si affida a questo nuovo Zorro digitale 2.0, un po' come nel film V x VENDETTA, credendo di essere riscattata dall'oppressione dell'elite, invece, questo rappresenta il punto massimo della manipolazione che si presenta al grande pubblico con la maschera dei buoni.
Epstein, il miliardario pedofilo arrestato ed ucciso in carcere dallo stesso sistema di cui in piccolo faceva parte, come monito e ricatto a tutti gli altri attori coinvolti riguardo a cosa potrebbe succedere se qualcuno si esponesse malamente o rischiasse di svuotare il sacco per crisi di coscienza od opportunità, rientra in questo gioco. Sacrificato per evitare che altri parlino, ucciso perché non si sappia cosa c'è oltre al suo specifico caso giudiziario, per evitare si vada oltre e si comprenda la vera natura sacrificale ed infernale della nostra realtà.
Nessuna giustizia è stata fatta, anzi, il sistema si è parato il culo ed ha fatto credere si trattasse della solita mela marcia da dare in pasto ai media ed agli indignati di ogni dove, affinché le persone ingenuamente pensassero che l'autorità, lo status quo, li difende come un buon padre di famiglia è solito fare, rimuovendo, come nella sindrome di Stoccolma, il vero padre padrone pedofilo.


CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA:
Trump prova a colpire il Deep-state per proteggersi dagli attacchi dei nemici e dal "fuoco amico", c'è una guerra in atto fatta a suon di scandali sessuali, ma lo stesso Stato parallelo, lo controlla, nel senso che si aspetta proprio questo dal suo operato, essendo in qualche modo un suo prodotto o sottoprodotto.
Il Presidente USA, essendo da sempre uomo di quel sistema, conoscendolo ed avendolo frequentato assiduamente in passato, ha piazzato trappole e uomini chiave in molte stanze dei bottoni, per salvarsi e difendersi dalle minacce di morte che riguardano la sua persona ed anche i suoi figli.
A sua volta, però, Trump è stato costretto, "convinto", a scendere in campo, come successe in piccolo in Italia per Berlusconi, proprio perché è un prodotto di questo sistema, restituendo in questo modo favori all'entità, che sono stati parte della sua fortuna imprenditoriale.
Tutti gli attori sono coinvolti loro malgrado nella stessa sceneggiatura, anche se talvolta se lo scordano o fingono di non saperlo, sono manipolabili dallo stesso network di potere.
Esiste una sovrastruttura che attende in silenzio si "faccia un po' di apparente pulizia", tramite araldi come Trump, tramite inchieste come quella contro Epstein ed altri personaggi, per aggiornare il sistema. Un po' come per mani pulite, lo schema è identico, i giudici furono occultamente protetti e spinti nella loro opera di destrutturazione della 1° Repubblica dai servizi USA, utilizzati come cavalli di Troia, strumentalmente per poter aggiornare il nostro sistema in termini più liberisti, creando i presupposti di una nuova Italia che rispondesse maggiormente ai bisogni della globalizzazione in atto. Una sovragestione "permette" si colpiscano alcuni attori, alcune comparse, alcuni più noti (per rendere credibile l'operazione), altri meno, 4 mosche in croce in una palude immensa di insetti, per cambiare alcuni vertici nelle posizioni chiave dello STATO PARALLELO, per spostare in termini reazionari e sempre più antidemocratici il sistema e magari giustificare nuovi Patriot Act, leggi liberticide, implementare lo stato marziale, ove questo ancora non ci fosse.

3 LIVELLI DI POTERE IN CAMPO:
1- Il primo livello è quello del backstage di certi poteri massonici che hanno favorito strumentalmente l'ascesa di Trump, proprio per cercare di produrre discontinuità positiva e costruttiva nel sistema, in modo da poter impostare in futuro nuove politiche keynesiane che ribaltino l'attuale paradigma neocon, ma che rischiano di aver creato un mostro che si ribella al proprio creatore e che potrebbe favorire, direttamente o indirettamente, la fazione dei poteri forti avversari. Una trappola rischiosa che, a mio avviso, si sta rivelando una fregatura. 

2- Il secondo livello è quello che riguarda il Deep-state, quello che controlla il traffico di bambini, la vendita illegale di organi, si occupa della gestione e delle controversie riguardo la guerra per il controllo del narcotraffico, produce conflitti e colpi di stato, invisibili e meno invisibili, nel 3° mondo, e di cui spesso ignoriamo l'esistenza, con i relativi indotti bellici, ma anche come agenzia criminale di omicidi mediatici, politici, rituali, una sovragestione assolutamente apolitica, anche se nel metodo, conservatrice e reazionaria. 

3- Infine, esiste un terzo livello che riguarda la sovragestione complessiva che "contiene" tutte le fazioni in campo e le guerre fratricide interne in atto, che permette possa accadere qualcosa, per poi raccoglierne i frutti. 
Questo processo occulto e magico servirà a favorire una trasformazione più dispotica e distopica dell'intera globalizzazione, colpendo il cuore delle democrazie mondiali, facendola accettare alla popolazione, attraverso i vari capri espiatori o pesci piccoli sbattuti in prima pagina, veicolandosi sistema buono e saggio dalla parte della gente.
I social giocano un ruolo importante, ovvero, far credere ci sia un vero cambiamento, per far accettare nuove visioni totalitarie ed incanalare il pensiero e la psicologia di massa verso altri lidi. 
L'avallo politico, energetico e religioso dei sudditi è fondamentale per la riuscita del progetto. L'accettazione dal basso di certe dinamiche è di primaria importanza. Ogni attore in campo lavora per il suo livello di appartenenza, spesso non conosce e non ha interesse a comprendere il progetto e la sua visione complessiva.

Il 3° livello, che oltre ad essere incarnato da uomini, è anche un modello astratto e concettuale, potrebbe coincidere con tutto ciò che incarna lo schema del potere attuale e che, a mio modesto avviso, sta ben sopra le massonerie, le ur-logge, le Corporation, l'apparato militare, i servizi segreti, ed ovviamente la politica, che conta poco più di zero.
Vive come "idea del potere", questa è la sua linfa vitale. Anche all'interno di questo livello di potere "arcontico" esistono scissioni dell'atomo infinite e contrapposizioni fratricide, perché esse fanno parte della natura di tutti gli esseri viventi.
Questo permettere di scorgere gli scheletri nei vari armadi, di capire le contraddizioni e le dinamiche del potere al suo interno, e ci consente di sopravvivere in questo inferno. 
Quando non sarà più così, se un giorno mai ci sarà solo un grande vecchio al timone dell'arca, e la visione generale del progetto tende proprio a questo modello unico, saremo in pieno transumanesimo realizzato e potremo candidamente implodere.
Snowpiercer, capolavoro del sud-coreano Bong Joon-ho, è un film che parla in termini metaforici di come la testa del serpente caldeggi e prepari il terreno per colui che lo sostituirà, con la sua morte favorirà una rinascita, nuova vita e nuova linfa allo schema del potere, quello che, in altri termini, chiamo "aggiornamento di sistema".


lunedì 19 agosto 2019

8 COLTELLATE AL GOVERNO, LA PICCOLA OFELIA E CAPITAN FRACASSA...

Neonata morta nel Tevere, Roma dà l'ultimo saluto alla piccola: si chiamerà Francesca Romana e sarà sepolta al Laurentino


IL GATTO CHE SI MORDE LA CODA HA 7 VITE?:
Il Governo è caduto, così sembrerebbe, chissà...
Lo annuncia Salvini che ha aspettato l'occasione buona per togliere la spina a questo carrozzone, dopo che il M5S aveva votato contro la TAV, facendo l'unica cosa giusta e coerente con il suo mandato.
Bannon aveva parlato chiaro il 7 Agosto, ed aveva ufficiosamente annunciato la fine della  "creatura ibrida", dopo essere riuscito a riportare la Lega su posizioni filo USA, costringendola momentaneamente ad abbandonare il vecchio amico Putin (in sincrono con lo scandalo dei finanziamenti russi), mentre il M5S sembra è stato più propenso a fare accordi con la Cina.
Salvini potrebbe essere stato "costretto" a rompere l'alleanza, proprio in virtù dei possibili scandali, ancora in standby, che rappresentano una spada di Damocle di cui liberarsi, magari ottenendo pieni poteri dalle urne. Potrebbe aver divorziato anche per non prendersi la responsabilità di una finanziaria scomoda che sconfessasse gli intenti promessi, meglio farla fare a qualcun altro su cui poi buttare merda, soprattutto, prima di essere diventato ancora più potente e "sicuro".
I motivi possono essere molteplici e su vari livelli.
Un matrimonio durato poco, che io stesso avevo annunciato come breve e di passaggio, per preparare il ritorno del RISOLUTORE tecnocrate. Lo scrissi un anno fa nell'articolo che parlava dell'omicidio della povera Pamela, come probabile messaggio tra i tanti veicolati.
Però anche il cosiddetto RISOLUTORE non è ancora sceso in campo, forse attende il momento buono, aspetta ci siano nuove sorprese, come quella estiva, magari scaldando il Parlamento prima del suo arrivo in pompa magna, con un Governo del Presidente, oppure, con una maggioranza di larghe intese.
Un'altra soluzione potrebbe essere quella di tornare alle elezioni, e ricominciare tutto il calvario delle alleanze, come in un loop senza fine, dato che non ci sono maggiorenze certe all'orizzonte.
PD e M5S? Non credo possano governare insieme...
FI, Lega più Meloni, potrebbero avere una maggioranza, ma la presenza del cavaliere sarebbe ingombrante, ricattatoria e potrebbe tornare a fare da ago della bilancia come un tempo, soprattutto, nei rapporti con l'Europa.
Salvini non lo sopporta, lo tiene come ruota di scorta, attende di raggiungere il 50% dell'elettorato, ma se ciò non dovesse capitare, saremmo nuovamente al punto di partenza.
Forse, solo dopo questo ennesimo viaggio nel nulla, arriverà il RISOLUTORE, per guidarci "finalmente" sulla strada della continuità e delle politiche eurocentriche.
Il Governo tecnico e le vecchie maggioranze in continuità con Monti hanno favorito l'exploit della Lega, ed oggi, paradossalmente, ma forse no, la Lega restituirà "indirettamente" il regalo, favorendo l'ascesa di un Draghi o di un tecnico che faccia le stesse veci, proprio perché ogni parte in conflitto è complementare allo stesso schema.
Quando si dice la circolarità...
Ognuno favorisce il proprio nemico, che farà la fortuna di chi l'ha precedentemente scalzato, ed il cerchio si chiude, come un uroboro impazzito, come un gatto che si morde la coda e non smette mai.
Questo è l'incantesimo, lo stallo ed anche il cul de sac della nostra politica.
Ma quante vite avrà ancora questo gattone barbuto, una se la è già giocata, gli rimangono 6 bonus prima del game-over?


MESSAGGI E MASSAGGI IN CODICE:
Questa rappresentazione dell'orrore è attraversata da molteplici messaggi in codice, alcune suggestioni, e veri e propri consigli sul da farsi, come in una partita a scacchi con la morte.
Il recente omicidio Rega, analizzato nello scorso articolo, potrebbe rappresentare uno di questi messaggi, vediamo alcune curiosità.
Viene veicolato il numero delle coltellate inflitte al povero Brigadiere, inzialmente sono 8, solo dopo qualche giorno diventano 11.
L'8 Agosto, ottavo mese dell'anno, Salvini pone le basi della crisi di Governo.
Il numero 8 simboleggia la Giustizia rappresentata da una bilancia con due piatti.
Il numero 8 indica anche l’incognito che segue alla perfezione simboleggiata dal numero Sette. L’Otto è anche il numero che simboleggia la morte, in termini di transizione e di passaggio.
Mentre il numero Undici, insieme al Ventidue ed al Trentatre è un numero maestro e rappresenta la potenza, la giustizia e il potere acquisito per meriti e valori in senso positivo.
Il significato del numero 11, quindi, è da ricondurre alle parole “Giustizia” e “Potenza”.
Questa combinazione erge il numero 11 a simbolo visionario e profetico. Caratterizzato dalla uguale presenza sia di proprietà maschili che femminili è sovente associato a segreti, legami e vincoli.
E’ anche il numero degli amori clandestini, degli affari loschi e dei segreti personali.
Tradotto, l'8 cade in Governo (inizia la crisi), l'11 nasce altro, vuoi per elezioni, vuoi per governo del Presidente, vuoi per un esecutivo tecnico.
Ai POST l'ardua sentenza.

Che gli americani non siano i killer è molto probabile, infatti anch'io ho ipotizzato possano aver visto qualcosa che non dovevano vedere.
La descrizione dei numeri è solo una suggestione, ovviamente, non ho nessuna prova, diciamo una curiosa coincidenza che spesso torna in certi delitti, come firma e come codice, ma potrebbe anche essere casuale, o semplicemente non vera e forzata dai media per veicolare un certo schema.
Magari, le coltellate sono state 10, magari solo 2, ma scrivendo "certi numeri", viene forzata la notizia che assume un determinato valore simbolico.
L'effetto è identico ai fini dell'eventuale messaggio.
Per esempio, le suggestioni potrebbero essere le più svariate, sempre che ci siano correlazioni reali. 
I due americani inguaiati potrebbero simbolicamente rappresentare i due ministri SALVINI e DI MAIO, che metaforicamente uccidono questo governo, mettendolo in crisi, il carabiniere rappresenterebbe in questo caso l'autorità, quindi il Governo vigente, che muore dopo il tradimento annunciato/non annunciato. 
La longa manus che salverà i due ragazzi americani, l'intervento americano che sta dietro all'operazione per scongiurare un rinsaldarsi dei rapporti tra Lega e Russia e ristabilire gli equilibri desiderati, controbilanciando anche i rapporti privilegiati di altre formazione con la Cina e l'oriente. In questo quadretto appena esposto che, ripeto, è solo una mera suggestione, Elder simbolicamente è Salvini.
L'Hotel Le Meridien che ospitava i ragazzi, simbolicamente rappresenta la meridiana che traccia il tempo, quello passato e quello che verrà, con la sua luce che simboleggia tutti gli dei...
«Per noi, questo piccolo monumento (o gnomone) non serve unicamente e semplicemente ad indicare l’ora del giorno, ma indica anche il cammino del Sole dei saggi nel lavoro filosofale. E questo cammino è regolato dall’icosaedro, che rappresenta quel cristallo sconosciuto, il Sale della Sapienza, lo spirito o il fuoco incarnato, lo gnomo familiare e servizievole, amico dei buoni artisti, che assicura all’uomo l’accesso alle supreme conoscenze della Gnosi antica.
Il greco gnwma, equivalente fonetico del francese "gnome", significa l’indice, ciò che serve a far conoscere, a classificare, ad identificare una cosa; è il suo segno distintivo. Gnwmwn è anche il segno indicatore del percorso solare, l’ago delle mediane solari è il nostro gnomone. Da meditare. Sotto questa cabala si nasconde un imporante segreto.»
Fulcanelli, Le Dimore Filosofali, P.189 (II) e 215 (I)



Un altro messaggio e/o suggestione che ricorre in questa fatidica data dell'8, passato in sordina e
celebrato proprio l'8 Agosto, è quello della povera bambina gettata e morta nel Tevere, sempre a Roma.
Leggiamo la celebrazione che la Raggi ha fatto insieme alle autorità, riportata dai quotidiani locali:
- Roma si prepara a dare l'estremo saluto alla bimba ritrovata senza vita lo scorso 6 luglio nelle acque del Tevere, nei pressi del ponte di Mezzocammino, nella zona sud della città.
La cerimonia avrà luogo il prossimo giovedì 8 agosto, nata su impulso della sindaca Virginia Raggi, del Vicariato di Roma e dell'Associazione Salvamamme, per onorare la memoria della neonata tragicamente scomparsa.
Ci sarà un momento di preghiera con la partecipazione del vescovo ausiliare di Roma monsignor Gianrico Ruzza. La sindaca a seguito del nullaosta dell'Autorità giudiziaria, firmerà dunque l'atto di nascita della piccola alla quale verrà dato il nome di Francesca Romana per la registrazione anagrafica.
La piccola Francesca Romana riposerà nel cimitero Laurentino nella zona dedicata ai bambini.



Infine, il terzo messaggio che mi sembra curioso come coincidenze ed assonanze, potrebbe riguardare la scomparsa del giovane turista francese, Simon Gautier, precipitato in un dirupo nel Cilento in questi giorni.
Mi ha colpito fin da subito la triste e sfortunata vicenda del turista francese, oggi ritrovato morto in fondo ad un burrone nel Cilento.
Ovviamente, essendo dietrologo, mi è subito venuto in mente lo scrittore omonimo, Théophile Gautier, autore de "Il CAPITAN FRACASSA".
Per carità, non voglio ora affermare che sia stato fatto fuori per mandare messaggi al nostro CAPITANO in questo clima ferragostano, dove pupullano messaggi di ogni natura, però è curiosa la coincidenza.
Leggete anche la storia del romanzo se non la conoscete...


https://www.lastampa.it/cronaca/2019/08/18/news/turista-francese-disperso-in-cilento-percorsi-impervi-e-lupi-complicano-le-ricerche-1.37357578?fbclid=IwAR3Pv9NjFiHZseVW-xtAyJJ9fKLmPcdHFyObt9ghGB0pFhBtoQpFqFdF0s4

mercoledì 7 agosto 2019

I MISTERI DELL' OMICIDIO REGA


LA STORIA:
Lo scorso 26 Luglio è stato brutalmente assassinato a Roma il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega.
L'articolo potrebbe terminare qui, perché l'omicidio del giovane carabiniere è l'unico aspetto chiaro ed appurato, se non fosse per l'ammissione di Lee Elder, un ragazzo di 19 anni in vacanza nella nostra capitale insieme all'amico Natale Hjorth, anche lui coinvolto nei tragici eventi. 
Il caso fin da subito presenta lati oscuri e svariate incongruenze.
Mario Cerciello Rega chi era il carabiniere ucciso a Roma a coltellate in via Cossa
Aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno, ha reso noto l'Arma dei carabinieri: "È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di 1 furto pretendevano in cambio della restituzione di 1 borsello rubato". 
In gergo si chiama 'cavallo di ritorno'.
I media iniziano subito a veicolare diverse versioni, la prima descrizione è quella di due marocchini, fornita dallo spacciatore Brugiatelli che ha un ruolo importante in questa vicenda. 
Dalla descrizione appaiono due ritratti completamenti diversi da quelli dei due americani, non si comprende perchè Brugiatelli, dopo essere stato rapinato del borsello e del cellulare per aver raggirato i due ragazzini in cerca di cocaina, avrebbe dovuto mentire sul furto a suo danno.
Soprattutto, non si capisce perché il pusher ha messo a repentaglio la sua attività criminale e se stesso con una chiamata al 112, in cui si autodenunciava come "spacciatore frodato". Perché dopo l'assurda denuncia ha subito parlato di due nord-africani, e perchè il giorno successivo cambia completamente versione ed i due ladri diventano magicamente due benestanti turisti americani di 19 anni?

TROPPI FATTI CHE NON TORNANO:
Elder e Hjorth alloggiano in un Hotel sito a 150 metri dalla strada dove è stato ucciso Rega, nella camera 109. Il Vice Brigadiere era in servizio ed era curiosamente disarmato, così, dopo varie versioni, hanno ammesso i superiori del Comando Generale (prima era stato detto che non era in servizio, poi la versione è cambiata ed avevano comunicato alla stampa che aveva lasciato l'arma a casa per sbaglio, poi nell'armadietto della caserma), mentre Varriale, il collega accanto a lui, non avrebbe fatto in tempo ad intervenire, nonostante fosse regolarmente armato, perché immobilizzato dall'altro ragazzino.
Tutto molto surreale... 
Lo stesso Corriere della Sera ha scritto che la dinamica sembra più appartenere all'azione di un commando, tipica delle forze speciali, e non di una rissa finita male con due liceali tossici. 
Per quale assurda logica l'americano, quello piccolo e magrolino che arriverà a malapena a 65 kg, senza nessun segno di colluttazione, sarebbe riuscito a sferrare ben 11 coltellate, numero che nel frattempo è aumentato, senza che nessuno intervenisse? 
Perché l'avrebbe fatto, perché voleva riprendersi i soldi della coca, questo triste ed annoiato americano, e rovinarsi in 10 secondi l'esistenza dopo aver rubato il borsello del pusher che spaccia a due passi dal loro hotel e dalla stessa caserma? 
Il coltello usato è di 18 cm, è un coltello militare un tempo in uso nei Marines, e non un'arma da taglio recuperata chissà dove. 
Dove l'ha presa, era nella valigia, quindi si possono portare armi del genere senza nessun permesso particolare dagli USA, o "l'hanno comprata su EBAY in loco..."? 
Perchè giravano con il coltellaccio da Marines per strada, per difendersi da chi, non erano a Roma in vacanza?
Perché non hanno aggredito Brugiatelli, in fondo era stato lui a truffarli? 
Il Rega e il Varriale li stavano seguendo, perché, solo per un borsello rubato ad un pusher? 
Per quale motivo i 2 ragazzini aggrediscono i due agenti in borghese, perché li stavano pedinando e, sentendosi braccati, li hanno immobilizzati ed accoltellati?
Brugiatelli perché ha creato i presupposti per il loro incontro, altro che denuncia del borsello, che intenzioni aveva, è una sorta di informatore e collaboratore? 

UOMO BENDATO MEZZO SALVATO:
Perché viene veicolata un'immagine di Hjorth bendato che non deve essere veicolata, degna della peggiore e becera propaganda e che potrebbe prefigurare un reato?
"L’improvvisato fotografo e chi ha proceduto al bendaggio ne pagheranno le conseguenze disciplinari", ha annunciato il Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri, "e penali per ipotesi di reato che vanno dalla violenza privata ai maltrattamenti passando per omissioni varie".
Infatti, l'Arma ha fermamente preso le distanze dall'accaduto ed ha dovuto trasferire il collega di Cerciello che ha fatto e veicolato questa foto.
Soprattutto, perché Salvini la veicola e ci fa un meme da social, proprio un SERVITORE dello stato come lui, nella sua delicata posizione, per farsi bello ed alimentare gli istinti bassi dei suoi accaniti seguaci, fingendo di non capire ci siano vistose incongruenze nella storia, comportandosi da irresponsabile?
Si capisce facilmente che i fatti narrati sono delle balle colossali e che probabilmente le cose sono andate molto diversamente. 
Forse quella che ci raccontano è stata un'azione "coperta" andata male o, addirittura, andata "bene", a seconda degli interessi in gioco.
Il Rega potrebbe essere stato ucciso per innumerevoli motivi, motivi a noi ignoti, magari attraverso un'imboscata, una trappola preparata ad hoc (ci sono moltissimi casi di uomini delle Forze dell'Ordine "suicidati" nelle caserme e dintorni, oppure morti in situazioni misteriose) e poi accusati due ignari consumatori di droga, che magari avevano visto qualcosa che non dovevano vedere.
Forse l'immagine del bendaggio veicola questo messaggio, il ragazzo ha visto troppo, venite a riprendervelo dagli USA.
Il fatto mi puzza talmente tanto che, a confronto, il mio culetto è profumato di rose rosse...
L'unica cosa chiara è che i fatti descritti sono delle sciocchezze, offensive, in primis, per la povera vittima, per i suoi i parenti, e per tutti noi.

LA TELECAMERA FANTASMA:
Per tagliare la testa al toro, ma nessuno lo vuole fare, basterebbe vedere le telecamere che hanno ripreso l'omicidio.
Perchè non le mostrano? Cosa aspettano ancora?
Chiuderebbero il caso e metterebbero a tacere tutti, compresi noi visionari complottisti.
Sentite cosa riescono a dire senza pudore...
Quello che lascia molto perplessi i legali statunitensi è anche la mancanza delle immagini dell'accoltellamento sul luogo dell'omicidio del vicebrigadiere, che impedirebbe di fornire al momento un'esatta dinamica su quanto è accaduto. "Elder e Hjorth sono stati ripresi da diversi video di sorveglianza in strada, ma la telecamera sul luogo dell'omicidio (in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati - ndr) non funzionava".
Ovviamente, in un mondo dove siamo ripresi anche quando facciamo pipì, dove vige  l'onniveggente occhio del Grande Fratello, ogni volta, ma proprio ogni volta che le telecamere dovrebbero servire a qualcosa, cosa succede?
Le telecamere non funzionavano...
Guarda te che sfiga!!!
Due geni del crimine che uccidono un carabiniere, beccando l'unico senza pistola e l'altro che non la usa, e dove succede, proprio nell'unico punto esatto dove non funziona la telecamera.
I servizi segreti non avrebbero potuto fare di meglio.


CUI PRODEST:
Nessuno sa quale sia la ragione di tutto ciò. 
Escludendo per un minimo di logica la narrazione ufficiale, che si è contraddetta diverse volte sparando menzogne a profusione per coprire la verità, possiamo intuire ci sia dell'altro, e questo altro si muove a suon di messaggi, da una parte apparentemente contro lo stesso Ministro, dall'altra a suo favore, una lotta a suon di meme. 
Però la ragione ultima, che fagocita tutto il mainstream, cara ad entrambe le parti in conflitto, in questa lotta digitale, è quella di far accettare una nuova ed ancora più pervasiva visione autoritaria, un nuovo modello distopico, e poi far accettare il fatto che sia lecito urlare in faccia alla gente ed indicare presunti colpevoli, ancora prima di un processo, ovvero, un primo passo verso un aggiornamento di un regime poliziesco, che si sta modellando poco alla volta, in punta di piedi, con meno garanzie, dove tutti siamo sotto l'occhio vigile dei media e delle cam (tranne ovviamente l'omicidio in questione), attraverso la gogna dei social e la propaganda del Ministro che fa la lavagna dei buoni e dei cattivi.
Una "celebrazione" del Decreto Sicurezza Bis? Chissà...
Un sistema dove domani sarà più semplice e normale sbattere in prima pagina qualsiasi voce fuori dal coro, qualsiasi pensiero anticonformista, oppure figure pubbliche scomode e critiche.
Domani chiunque potrebbe essere messo alla berlina, se questo modello infame continua ad essere avallato dal popolino in astinenza da rogo. Questo processo di intenti, oltre ad essere brutalmente autoritario e pericoloso, legittima gli istinti bassi delle persone che però avranno il loro personale contenitore politico e saranno legittimati a fare i kapo' di turno, proprio come succedeva un tempo. 
Un marketing sulla pelle e sui diritti delle persone per loschi fini, altro che leggi ad personam, quello che viene modellandosi è un Sistema ad Personam.

VISIONI E SUGGESTIONI: SIMBOLI E MESSAGGI IN CODICE
Il numero delle coltellate cambia e si aggiorna come i presunti colpevoli, prima sono due marocchini e poi due americani, prima sono 8 le coltellate e poi 11, numeri che hanno una valenza simbolica molto forte.
Succede contemporaneamente un altro fatto di sangue in USA. Tanto per alimentare le tensioni con l'Iran, un 19enne di origini italo-iraniane fa una strage in California durante il festival dell'aglio uccidendo 3 persone ed un bambino di 6 anni.
E' l'estate dei 19enni pazzi che uccidono senza alcun motivo, interessante sincronia, casualità (?), con l'omicidio dell'agente da parte di un giovane americano.
Due episodi molto differenti, ma in qualche modo speculari, con l'aggiunta di un terzo elemento, l'Iran e le recenti tensioni con l'occidente nello scacchiere geopolitico...
Un ricco californiano uccide un carabiniere italiano, ed un ragazzo italo-iraniano che si chiama Santino, fa una strage in California, entrambi di 19 anni, e il 19 Luglio, stesso numero che torna nuovamente, nello stretto di Hormuz, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno sequestrato una petroliera britannica.
"Gli USA vogliono un gesto chiaro dalla Lega sullo stretto di Hormuz, relativo all'affaire iraniano???"

ULTIMI AGGIORNAMENTI:
E' morto l'ultrà della Lazio centrato da un colpo di pistola alla testa nel parco degli Acquedotti a Roma. Si tratta di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik. A dare l'allarme un passante.
L'agguato è avvenuto al Parco degli Acquedotti, un'estesa area verde confinante col parco dell'Appia Antica.
Piscitelli è stato raggiunto da un solo colpo sparato da distanza ravvicinata alla testa. Una dinamica che ricondurrebbe ad una vera e propria esecuzione. Il killer che ha sparato era a piedi ed era vestito da runner per confondersi tra i tanti che fanno jogging.
Sicuramente sono due fatti diversi e distanti tra loro, probabilmente non c'entra nulla, ma questo nuovo omicidio potrebbe essere collegato indirettamente a quello di Rega. 
Forse conosceva Brugiatelli o qualche altro personaggio implicato, forse sapeva qualcosa inerente alla vera dinamica della storia, forse no.
A voi l'ardua sentenza...





giovedì 25 luglio 2019

I CASI "VELENO", BIBBIANO E LA MANIPOLAZIONE MEDIATICA E OCCULTA DEL POTERE PEDOFILO




Leggendo le vicende del caso VELENO e mettendole in relazione con il caso Bibbiano, mi sono accorto della manipolazione mediatica in corso. Manipolazione talvolta perpetrata inconsapevolmente, talvolta strumentalmente, che ha come unico scopo quello di occultare il vero grande crimine del traffico pedofilo, scaricando colpe sulle strutture pubbliche e private, sui servizi sociali ed in ultima istanza, su tutto il ramo socio-sanitario.
Ritengo che certi casi giudiziari siano scoppiati per coprire ben altro.
Il caso VELENO, nonostante le ambiguità su tutti i fronti, le mezze verità, le confessioni dei bambini, le eventuali manipolazioni, penso che occulti un traffico pedofilo di vaste proporzioni, perpetrato da certi ambienti in odore di zolfo, traffico che è stato salvato, scaricando la colpa, prima sui genitori, poi sui servizi sociali, per spostare l'attenzione dai veri bersagli.
Si taglia un ramo secco per salvare l'intero albero, quindi si colpiscono eventuali realtà che potrebbero aver compiuto o meno reati, per evitare siano coinvolte realtà ben più importanti e pericolose che agiscono nell'ombra, un po' come il piccolo corriere di droga che viene fatto arrestare, dopo essere stato messo in bella vista, per nascondere il grande corriere che opera indisturbato su altri livelli.

Sono perfettamente conscio del fatto che ci siano da sempre abusi ed illeciti, truffe e quant'altro, sono il primo a desiderare un controllo capillare su tutto il territorio, per evitare che certe realtà possano specularci sopra e commettere reati sulla pelle dei minori, come chiudere certe comunità lager e favorirne altre che possano offrire un clima familiare, ma fare di tutta l'erba un fascio, senza distinzione tra chi opera per il bene dei bambini e della collettività e chi sfrutta la sua posizione per fare traffici criminali, creando un contenitore indistinto per l'indignazione del popolino, è un metodo veramente cinico ed infame.
Le generalizzazioni nel mondo interniano sono all'ordine del giorno, purtroppo, talvolta cadiamo tutti nel tranello emozionale, nessuno è esente dal peccato originale e dalla voglia di sentenziare.
In questo caso però, non parliamo di cose ordinarie, di bustarelle e "schiocchezze" del genere, ma di un tema assai delicato e complesso, di abusi su minori e di relative accuse su persone coinvolte, ancor prima di condanne definitive, con indagini in corso, sbattute come mostri in prima pagina, alla merce' della gogna digitale e della piazza con la bava alla bocca, in attesa di imbracciare virtualmente un forcone qualsiasi.

Andrea Coffari è un avvocato che si è occupato di infanzia, di pedofilia e maltrattamenti sui minori ed è stato il primo legale in Italia ad occuparsi del caso Forteto, facendo battaglie coraggiose e rischiando in prima persona.
Coffari difende Foti, lo psicoterapeuta messo alla gogna dai meme interniani e dai media filo-goverantivi, perché i fatti, pare, non sussistano, facendo presagire che stanno circolando liste di proscrizione, le stesse che fin da subito, in quasi totale solitudine, avevo indicato in tempi non sospetti, aspettando di scrivere l'articolo, fiducioso che sarebbero emerse novità "leggermente" differenti da quelle presentate inizialmente da certi giornalai e strilloni di mestiere, e quindi trattare l'argomento con più obiettività possibile.
Su temi così delicati come l'infanzia e la pedofilia, bisognerebbe stare attenti a fare la lavagna dei buoni e dei cattivi, perché molto probabilmente, tra i cattivi ci saranno tanti e troppi innocenti; la storia umana ci insegna quanti innocenti siano stati accusati e poi, magari dopo anni di carcere, prosciolti con tanti saluti.
Pregate di non cadere MAI in una lista di proscrizione ancor prima di condanne definitive ed addirittura di processi. Le diffamazioni create ad hoc da certi media, senza alcuna possibilità di difesa e replica per gli accusati, a maggior ragione in casi dove sono coinvolti bambini, sono pericolose e non aiutano certo le vittime, ma a questi giornalai e politici prezzolati non interessa fare gli interessi dei minori, ed infatti creano solo confusione, provocando l'effetto domino degli indignati di ogni latitudine.
Indignazione che serve al potere per manipolare le menti fragili in cerca di un salvatore di turno.


Parlare di business totale degli affidi, senza fare alcun distinguo e senza alcuna precisazione, facendo un calderone unico, non ha alcun senso ed è allarmante come metodo inquisitorio.
Succede anche per i tanti casi di omicidi mediatici, dove spesso l'indignazione segue alla lettera i castelli accusatori, sicuri di un colpevole, così, spesso ne consegue che un innocente diventi un capro espiatorio per fare tutti felici e contenti.
Gli aggiornamenti di sistema invocati dal nostro Governo, saranno lo specchietto per le allodole e pura propaganda, ma soprattutto, porteranno un vento ancora più reazionario e non certo di trasparenza, l'esempio storico di tangentopoli dovrebbe insegnarci qualcosa.
Questi casi mediatici saranno l'occasione per fare ulteriori tagli alla sanità, ai servizi sociali, approfittando di alcuni crimini, veri o presunti ancora non lo sappiamo, e verrà implementato un paradigma illiberale, con la scusa della morale ed in direzione di uno "Stato Etico", soprattutto, con l'avallo popolare, bisognoso di sfamare la sua rabbia e frustrazione, eteropilotato dai moralizzatori di mestiere.
La sovrastruttura del potere che celatamente permette ai populismi di cavalcare l'onda delle varie indignazioni, ha interesse a plasmare una società più autoritaria, meno democratica e con meno diritti e garanzie. Questo avviene attraverso eventuali scandali, facendo percepire alle persone che non funziona nulla e che solo il salvatore annunciato potrà risolvere i problemi.

Il noto e sempreverde trinomio PROBLEMA REAZIONE SOLUZIONE non si smentisce mai e passa agevolmente sopra le nostre teste che non si accorgono dell'elefante in salotto.
Con tangentopoli il messaggio subliminale è stato "la politica è il male assoluto, è tutta corrotta, tutti i politici sono uguali", e sicuramente in grande parte è così, ma quello che è venuto dopo, ovvero l'aggiornamento di sistema, è stato molto peggiorativo, sia in quantità che in qualità di crimini.
Ora tocca allo Stato Sociale, a quel poco che è rimasto in piedi, dopo privatizzazioni, speculazioni, e destrutturazioni del bene pubblico, ora è il momento di colpire il ramo sociale, socio-sanitario, poi tornerà il ritornello della già tanto bistrattata e vituperata scuola, magari attraverso scandali, eventuali o creati ad hoc, e così via...

Cosa succederà tra qualche anno?
Che a suon di scandali si scardinerà tutto, il buono ed il cattivo di quello che rimane della Sanità Pubblica, perché è li che si vuole andare a parare, è quello l'ultimo tassello, il vero scopo ed obiettivo, andando ad edificare un nuovo modello che continuerà a commettere gli stessi crimini di prima, magari in termini ancora più sofisticati e "trasparenti". Si avrà la scusa per smantellare i servizi sociali, si taglieranno quindi i servizi alla persona, i fondi regionali saranno centellinati, ma non gli sprechi, perché in un sistema sofisticato, gli sprechi diventano più "sofisticati" ed intangibili.
Ci rimetteremo tutti, credendo malamente di essere dentro un processo rivoluzionario ed ingenuamente che bisogna tagliare per fare pulizia.
E' una vecchia e sempre funzionante tattica del sistema neoliberista. Un cambiamento gattopardesco in nome di una pulizia che non avverrà mai, se non si usa il bisturi, ma la mannaia, colpendo a destra e manca.

Anche parlare di "bambini rubati" non è sempre corretto, bisogna vedere caso per caso, e quando siamo in presenza di reati del genere, se confermati, è necessario e logico siano sanzionati anche duramente con pene severe, ma gli abusi nell’infanzia sono un fenomeno sottostimato.
La società è turbata, non lo accetta e preferisce non vederlo.
È la stessa ragione per cui chi toglie i bambini ai genitori viene sempre attaccato, a torto o ragione, dalla società ed anche da alcuni partiti, in nome del valore della famiglia, senza conoscere realmente le storie che ci sono dietro.
Ma tutto questo, come scrivevo all'inizio, servirà in primis a salvare l'albero del male, creando tanti piccoli scandali per coprire il vero ed infame traffico di bambini di cui nessuno parla, una distrazione di massa spaventosa, dove tutti seguiranno le ultime notizie di Bibbiano e non sapranno mai nulla di certe realtà criminali più invisibili.
Un depistaggio maestoso voluto, taciuto, non abbastanza conosciuto da tutti, che viene realizzato per evitare scandali di proporzioni bibbliche e allora, forse, anche il nome del comune di BIBBIANO, non è così casuale, ma un messaggio simbolico annunciato.