lunedì 17 settembre 2018

IL PONTE DELLA MORTE


Lo scorso 14 Agosto a Genova crollava il Ponte Morandi a seguito del crollo parziale della struttura, provocando 43 morti e 566 sfollati.
Rappresentava un simbolo per il capoluogo ligure, un ponte che da troppi anni aveva cantieri aperti, manutenzioni e costi infiniti, da alcuni descritta come una tragedia annunciata.
Il viadotto Polcevera (noto anche come ponte Morandi o ponte delle Condotte) fu progettato dall'ingegner Riccardo Morandi e venne costruito fra il 1963 e il 1967 per opera della Società Italiana per Condotte d'Acqua. Fa parte del tracciato dell'autostrada A10 (gestita dalla concessionaria Autostrade per l'Italia), costituendone un'infrastruttura strategica per il collegamento viabilistico fra il nord Italia e il sud della Francia, oltre a essere il principale asse stradale fra il centro-levante di Genova, il porto container di Voltri-Pra', l'aeroporto Cristoforo Colombo e le aree industriali della zona genovese.



Ponte morandi = codice mor?
Nessuno può sapere esattamente come sono andati i fatti, nessuno pretende di avere la verità in tasca, nonostante ciò, nel massimo rispetto delle vittime e di tutti i loro familiari, proverò a dare un'interpretazione della tragedia ed una chiave di lettura diversa da quella ufficiale.
Ho aspettato un mese prima di esprimermi perché avevo intenzione di raccogliere dati, video ed informazioni utili per farmi un'opinione su quello che può essere accaduto.
Sono arrivato alla conclusione che non sia stato un banale incidente, anche se le condizioni dell'intera struttura erano precarie, anche se erano anni che venivano fatti importanti lavori di manutenzione. Ritengo che il Ponte Morandi sia stato fatto crollare per diversi motivi funzionali a diversi livelli di potere, come si conviene simbolicamente ad una celebrazione, ad una fondazione o rifondazione che sia, o ad una rappresentazione rituale su vasta scala.

Possiamo individuare 3 livelli principali che possono aver determinato la volontà di compiere questo crimine, ogni livello è complementare all'altro:
1- Una volontà economico-finanziaria dettata dalla contingenza delle condizioni strutturali del Ponte, scegliendo la strada dell'abbattimento, come soluzione più vantaggiosa rispetto alle infinite ristrutturazioni.
Una tragedia che sigillasse ritualmente, attraverso il sangue ed il dolore, una MORTE per una grande RINASCITA, per una nuova vita, una sorta di contro-celebrazione ed un auspicio per chi avrà in gloria la ricostruzione dell'opera.

2- Una guerra tra multinazionali transnazionali per rubare e depredare le infrastrutture nazionali nelle partecipazioni rimaste, facendo crollare le azioni quotate in borsa, acquistando successivamente le quote di maggioranza che, passo dopo passo, sposterebbero la proprietà altrove, magari in casa dell'attuale concorrenza, probabilmente ad ORIENTE, in ASIA.

3- Un messaggio meta-politico a determinati schieramenti partitici (Genova/Grillo/M5S), una sorta di dichiarazione di guerra, di intenti che, se compresa ed accettata, si trasformerebbe in un grande ricatto politico all'attuale governo, e quindi in una chiara cooptazione per scelte strategiche e successiva metabolizzazione di presunti e dichiarati intenti di non seguire direttive europeiste, come i loro predecessori supinamente seguivano, riportando sulla retta via gli antagonismi populisti, veri o presunti che siano, contro l'attuale establishment.
Da un lato si comprimerebbero le volontà di cambiamento, spostandole verso posizioni più moderate e gestibili dalla sovragestione, e dall'altro si andrebbero a formare nuove scuole di pensiero, nuove agende, nuovi uomini da piazzare in posti chiave.
Una sorta di Strategia della Tensione su scala industriale per cristallizzare lo status quo e "stoppare" eventuali prese di posizione non consone all'agenda, come eventuali colpi di testa, ribellioni non gradite e/o impreviste, evitando ostacoli che possano minare certezze e nuovi corsi stabiliti dallo schema di potere. Per esempio, cambiare alcuni vertici della nostra Intelligence, magari su consiglio di alcuni epigoni massonico reazionari che da tempo ruotano attorno al nostro attuale assetto governativo.

Questi 3 livelli possono esprimere la volontà di creare a tavolino un attentato, in una data simbolica, in un'ora di punta, alla vigilia di Ferragosto, in pieno giorno, ben sapendo che transiteranno molti veicoli e che moriranno diverse persone. Ogni motivazione soddisfa il proprio livello e tutti i livelli insieme vanno a formare il codice operativo utile alla comprensione di questa curiosa "opera al nero".
La fase del nero è dominata dall’influsso di Saturno. La materia deve cioè essere condotta a putrefazione per permettere all’"artista" di rinascere a una nuova modalità di vita.
La volatilità del Mercurio è causata dall’elemento che più di tutti è influenzato dalla Luna, l’Acqua.
Infatti il rito è stato celebrato durante giorni di pioggia...


1-IPOTESI DI REATO:
-Secondo Enzo Siviero, ingegnere esperto di ponti e accademico, il crollo del viadotto Morandi potrebbe essere compatibile con la dinamica di un attentato eseguito utilizzando microcariche esplosive. Lo ha detto martedì in una intervista a una rete televisiva locale veneta, scatenando un putiferio anche sui social media. "Il ponte è collassato rapidamente dal basso ma voi non avete idea di quanto fossero robusti quei pilastri. Io conosco il viadotto Morandi molto bene, l'ho studiato a lungo", ha spiegato Siviero per sostenere la sua valutazione. 
Poi però ha precisato: "La mia è un'ipotesi puramente accademica, come quelle che altri hanno formulato sui fulmini, e viste le reazioni forse ho fatto male a parlarne".
Siviero è un docente stimato, che ha sostenuto pubblicamente il programma del "Ponte sullo Stretto", è stato professore all'Università di Venezia, prima di statica e poi di progetto di ponti.
L'eco della sua intervista è stata amplificata dalla notizia - riportata da alcuni quotidiani veneti - che avesse ricevuto un incarico dal gruppo Autostrade per analizzare le cause del crollo di Genova.
Il professore in passato risulta essere stato consulente di Sprea, la controllata di Autostrade che si occupa delle costruzioni, per le valutazioni di sicurezza sui viadotti.
Ieri ha negato a Repubblica di avere ricevuto incarichi dal gruppo Autostrade. Su questo punto l'azienda è stata netta e fa sapere di avergli inviato mercoledì mattina una formale diffida a rilasciare dichiarazioni per conto del gruppo.

2-OPERAZIONE FINANZIARIA OCCULTA:
La holding dei Benetton controlla la maggioranza relativa. La parte flottante penso sia detenuta principalmente da Hedge Fund (conto speculativo).
I giorni scorsi hanno fatto crollare il prezzo dell'azione in borsa permettendo di comprarla a buon mercato. Una possibile spallata perché ora è possibile che qualche avversario la compri a 4 soldi dall'estero.
Le autostrade sono in mano a una famiglia italiana e in questo modo si ottengono due risultati importanti:
1) Spingere il governo a far salire il valore degli asset in portafoglio, facendo salire il vero valore di lungo termine della società e i conseguenti potenziali profitti generati dall'operazione.
2) Rendere una società costosa, capace e che funziona con un azionariato consolidato a buon mercato.
Dunque, accessibile a chi vuole comprarla a 30 invece che a 100, ed il governo c'è cascato in pieno, fungendo da utile idiota.
Vogliono far scendere il valore della partecipazione di Atlantia in autostrade per comprarsela completamente svalutata.

3-IPOTESI ESOTERICA:
Il 14 agosto è una data esoterica fondamentale.
In prossimità del 15 agosto, Sirio, la stella del mattino, comincia ad essere visibile all’alba e sta a significare l’inizio del riposo delle piante e la fine del raccolto. 
Il Ferragosto è una celebrazione che risale all’imperatore Ottaviano, in quanto la derivazione del termine giunge da feriae Augŭsti, ovvero, il riposo di Augusto. 
Solo successivamente il cristianesimo ha rielaborato i significati della festa con la celebrazione dell’Assunzione della Vergine Maria.
Dietro la festa del 15 agosto, però, si nasconde un significato esoterico profondo. 
Acqua e fuoco, gli elementi che caratterizzano la magica notte, hanno infatti origini molto antiche.
Il fuoco veniva acceso per chiedere alle divinità di prolungare le giornate per non piombare nel buio dell’inverno e nel gelo della terra, un buio che spaventava e che lasciava avvicinare i demoni delle credenze popolari.
Con il fuoco si voleva prolungare ancora per qualche settimana il caldo estivo e la lunghezza delle giornate, ormai destinate ad accorciarsi irrimediabilmente fino alla famosa notte del 24 dicembre.
L'acqua aveva un significato magico: gli antichi si immergevano nelle acqua del mare, o dei laghi e dei fiumi, come gesto lustrale in previsione dell'autunno e del lavoro che esso comportava. 
L'acqua purificava il corpo e lo spirito dopo un periodo di sosta, che serviva a ridare le energie necessarie a svolgere il duro compito che aspettava i contadini nei campi.

4-IPOTESI COMPLOTTISTA:
Potrebbero aver usato micro-cariche per demolire il Ponte Morandi, hanno probabilmente usato armi ad energia diretta per surriscaldare gli stralli.
I bagliori che precedono il crollo parlano chiaro, non sono lampi, sono più simili a deflagrazioni, appaiono nel punto esatto sottostante ai piloni ed hanno una dinamica tipica delle esplosioni delle demolizioni controllate.
L'attentato potrebbe essere stato realizzato volutamente durante il mal tempo per mascherare rumori ed i lampi delle esplosioni.
In questo caso, il mal tempo funge da "filtro" percettivo (uditivo e visivo) alla stessa stregua dei filtri che vennero applicati nel crollo delle due torri per confondere le immagini e manipolarle; il temporale di Genova è stato il filtro per occultare agli occhi delle persone quello che è accaduto realmente.
E' il solito elefante in salotto, fatto sotto gli occhi di tutti, affatto occultato, ma depistata la ricerca della verità, come sempre accade per questi fatti di cronaca.
I video in questione sono stati giustamente requisiti per le indagini dagli inquirenti, come da prassi, ma in realtà, ne sono stati volutamente divulgati in rete e nei media alcuni, tagliati e palesemente manipolati.
Uno tra tutti quello puntato sulla zona del disastro che filma e riprende in direzione del collasso autostradale, ma poi, magicamente sono state sfumate le immagini prima del crollo, come fossero una sequenza montata di un film. Sono sparite, anche quelle magicamente, tutte le posizioni delle cam presenti nel sito di AUTOSTRADE, fino a poco tempo prima del disastro, nel senso che ne è stata visivamente negata l'esistenza, poi si è detto che il maltempo avrebbe compromesso i filmati, non prima di aver affermato, quasi comicamente, che il collasso poteva essere stato causato da un fulmine, tesi alla quale, fortunatamente, non ci ha creduto nessuno, ma loro ci hanno ugualmente provato.
Inizialmente, è stato detto che i filmati non c'erano perché le cam sarebbero state distrutte dal crollo, cosa impossibile, perché le immagini contenute rimarrebbero comunque e nonostante tutto, in quanto non impresse su nastro, ma veicolate via radio, come avviene oramai ovunque, ergo, sono sparite magicamente anche loro.
Poi qualcuno ha ripreso, sotto il temporale, strani e curiosi lavori di cantieri proprio il giorno prima, ed allora chiediamoci perché nessun giornalista serio ha avuto la banale idea di intervistare gli addetti alla manutenzione accorsi di sera sotto una pioggia torrenziale?
Perché il viadotto non è stato chiuso se davvero c'era una tale emergenza proprio il giorno prima del fatto?
Erano tecnici di AUTOSTRADE, non si può sapere nulla dei lavori e dei controlli fatti così urgentemente proprio in quella zona?
Perché è stato scientemente depistato tutto, salvo poi ammettere che i video non erano spariti?
Perché dei piloni così grandi sono crollati in un nano secondo come si fossero sbriciolati facendo una curiosa torsione, accartocciandosi su se stessi, e perché non è crollato solo il manto stradale, come avviene solitamente quando un grande ed imponente ponte è disastrato e rovinato?

La rappresentazione mediatica funge da favola, da narrazione oracolare, per far accettare alle persone un destino infausto e ristabilire ruoli sociali in campo che, se condivisi, permettono allo schema di potere di raccontare qualsiasi fandonia ed imporre il dogma religioso, oggi incarnato dal fronte scientista che spinge sul fattore della casualità (prima o poi doveva succedere).
Si vede chiaramente che i bagliori delle esplosioni precedono il crollo, nei filmati mostrati solo in un secondo momento dai media ufficiali. I bagliori se fossero causati dal tranciamento dei fili della corrente sarebbero contemporanei, invece, prima il ponte è ancora intatto.
Dopo i bagliori, il ponte si sbilancia, cade e si sbriciola. Ecco perché ha subito quella famosa torsione, perché sapevano che sarebbe bastato sbilanciarlo per farlo cadere, tagliando gli stralli con piccole cariche.
Sembra proprio la dinamica di un attentato, ma queste sono ovviamente solo supposizioni e congetture di noi dietrologi...


PS: Una curiosità a livello di messaggi in codice mediatici che potrebbero essere stati veicolati proprio il giorno dopo il tragico fatto e durante la liturgia televisiva.
Fin dall'inizio si è puntato il dito sulla famiglia BENETTON ed il nome è stato massivamente veicolato come notizia del giorno, questo è accaduto sempre prima di un altro nome, comparso in una news completamente differente e di ben altra natura.
Per almeno 5 giorni i tg hanno mandato in onda gli aggiornamenti della tragedia di Genova e, solo dopo, in perfetta cronologia e successione, ci hanno informato della telenovela del caso ASIA ARGENTO, veicolando il nome del suo giovane accusatore, che ricorda proprio quello di BENETTON, ovvero, BENNETT, il ragazzo americano che ha affermato a reti unificate di essere stato violentato dall'attrice quando era minorenne.
Senza entrare in merito alla questione, è significativo questo abbinamento giornalistico, quasi pubblicitario, dove i due nomi, identici e con lo stesso etimo, si affiancano parallelamente su due strade differenti, forse uniti, ed è ovviamente solo una congettura, per formare il messaggio in codice nascosto.

Guardiamo la curiosa sovrapposizione dei due nomi nella loro etimologia:
Il cognome Benetton è una declinazione regionale (veneta) del cognome Benedetti molto diffuso in tutta Italia con tantissime varianti: De Beneditti, Benetelli, Benettini, Venditti...
Deriva dal nome proprio Benedetto già affermato nel medioevo, che adatta al volgare il personale romano Benedictus, che esprime un augurio in quanto deriva da benedicere, benedire, consacrare.
Il significato che il cognome Benetton assume è quello di “benedetto – quindi – protetto da Dio”.
Augurio confermato dal successo della famiglia Benetton che negli anni ha creato un impero, a partire dal settore tessile. Nomen est omen!
Ed ora il nome Bennett ...
Origine e significato: Abbreviazione anglosassone di Benedict. Il significato di questo nome è esplicito nella sua origine latina: Benedictus, "colui di cui si dice ogni bene, benedetto".
Come BENETTON deriva dal medievale Benedictus, anche BENNETT ha lo stesso esatto etimo, nonostante sia declinato in inglese.
Quindi a livello metaforico, BENNETT diventa l'accusatore, mentre BENETTON diventa, almeno pubblicamente, l'accusato.
Il più giovane BENNETT accusa ASIA (che in questa assonanza potrebbe assumere il valore simbolico della multinazionale asiatica concorrente di Atlantia) e "rinasce", mentre il più grande BENETTON "muore" e fa, simbolicamente, il passaggio di consegne verso altri competitors.
Ecco perché le notizie, come fossero carte dei tarocchi, sono state veicolate assieme dai media di tutto il mondo occidentale, in successione una dopo l'altra, un po' forzatamente.

Chi conosce il flusso di queste energie sottili le sa cogliere e pilotare per realizzare i suoi scopi.
Una bella sincronia tra eventi mediatici apparentemente lontani, ma analogicamente vicini per esprimere messaggi significativi.
Non c'è un Grande Vecchio dietro a tutto ciò, ma c'è chi sa cogliere certi flussi sincronici sottili e sa mettere in relazione eventi distanti apparentemente tra loro.


http://www.atlantia.it/it/il-gruppo/azionariato
http://www.atlantia.it/it/il-gruppo/dati-di-mercato
Dati di mercato - Atlantia
atlantia.it
https://it.wikipedia.org/wiki/Falco_Accame
https://comedonchisciotte.org/perche-non-ci-ascoltano/
http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/autostrade-per-litalia-miniera-doro-sulla-pelle-degli-italiani/
http://www.ingegneriaedintorni.com/2011/01/il-degrado-del-cemento-armato-la.html?m=1
https://it.wikipedia.org/wiki/Atlantia
http://www.atlantia.it/it/il-gruppo/azionariato
http://www.atlantia.it/it/investor-relations/titolo-borsa
Andamento Titolo - Atlantia
A Genova un'altra tragedia a pochi metri dal disastro del crollo del viadotto Morandi: forse peqr un fulmine, nell'abitazione di due coniugi sardi è divampato un devastante incendio
lanuovasardegna.it
https://www.lindaliguori.it/benetton-benedetto-soprattutto-a-pasqua/
https://www.nostrofiglio.it/nomi/bennet
https://it.wikipedia.org/wiki/Viadotto_Polcevera
http://ghiandolapineale.blogspot.com/2017/08/ferragosto-ecco-il-significato-esoterico.html

venerdì 31 agosto 2018

1984 di GEORGE ORWELL


“Come fa un uomo ad affermare il suo potere su un altro uomo, Winston?”
Winston ci pensò un po’ su. “Facendolo soffrire” disse infine.
“Esattamente. Facendolo soffrire. L’obbedienza non basta.
Se non soffre, come si fa a essere sicuri che egli non obbedisca alla sua volontà, anziché alla tua?
Il potere consiste appunto nell’infliggere la sofferenza e la mortificazione. Il potere consiste nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e nel ricomporli in nuove forme e combinazioni di nostro gradimento.
Riesci a vedere, ora, quale tipo di mondo stiamo creando? Esso è proprio l’esatto opposto di quella stupida utopia edonistica immaginata dai riformatori del passato.
Un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente che è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato, man mano che si perfezionerà.
Il progresso, nel nostro mondo, vorrà dire soltanto il progresso della sofferenza.
Le civiltà del passato pretendevano di essere fondate sull’amore e sulla giustizia.
La nostra è fondata sull’odio. Nel nostro mondo non vi saranno altri sentimenti oltre la paura, il furore, il trionfo, e l’automortifìcazione.
Tutto il resto verrà distrutto, completamente distrutto. Già stiamo abbattendo i residui del pensiero che erano sopravvissuti da prima della Rivoluzione.
Abbiamo abolito i legami tra figli e genitori, tra uomo e uomo, e tra uomo e donna.
Nessuno ha il coraggio di fidarsi più della propria moglie, del proprio figlio; nel futuro non ci saranno né mogli, né amici. I bambini verranno presi appena nati alle loro madri così come le uova vengono sottratte alle galline.
L’istinto sessuale verrà sradicato.
La procreazione diventerà una formalità annuale come il rinnovo della tessera annonaria. Noi aboliremo lo stesso piacere sessuale. I nostri neurologi stanno facendo ricerche in proposito. Non esisterà più il concetto di lealtà, a meno che non si tratti di lealtà verso il Partito. Non ci sarà più amore eccetto l’amore per il Gran Fratello.
Non ci sarà più il riso, eccetto il riso di trionfo su un nemico sconfitto. Non ci sarà più arte, più letteratura, più scienza. Una volta onnipotenti, non avremo più alcun bisogno della scienza. Non ci sarà più alcuna distinzione tra la bellezza e la bruttezza. Non vi sarà più alcun interesse, più alcun piacere a condurre l’esistenza.
Le soddisfazioni che derivano dallo spirito di emulazione non esisteranno più. Ma ci sarà sempre, intendimi bene, Winston, l’ubriacatura del potere, che crescerà e si perfezionerà costantemente e costantemente diverrà più raffinata e sottile. Sempre, a ogni momento, ci sarà il brivido della vittoria, la sensazione di vivido piacere che si ha nel calpestare un nemico disarmato. Se vuoi un simbolo figurato del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano… per sempre”.
George Orwell, 1984


20 Frasi celebri di Orwell tratte da 1984:
1- “Le masse non si ribellano mai in maniera spontanea, e non si ribellano perché sono oppresse. In realtà, fino a quando non si consente loro di poter fare confronti, non acquisiscono neanche coscienza di essere oppresse.”

2- “Se riesci a sentire fino in fondo che vale la pena conservare la propria condizione di esseri umani anche quando non ne sortisce alcun effetto pratico, sei riuscito a sconfiggerli.”

3- “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.”

4- “In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro?
O che la forza di gravità esiste davvero? 
O che il passato è immutabile? 
Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?”

5- “Finché non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza.”

6- “Un pazzo non è che una minoranza formata da una sola persona.”

7- “Il bipensiero implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe.”

8- “Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.”

9- “Cambiare opinione, o addirittura linea politica, è un segno di debolezza.”

10- “Confessare non è tradire. Non importa quello che dici o non dici, ciò che conta sono i sentimenti. Se riuscissero a fare in modo che io non ti ami più… quello sarebbe tradire.”

11- “Ciò che le masse pensano o non pensano incontra la massima indifferenza. 
A loro può essere garantita la libertà intellettuale proprio perché non hanno intelletto.”

12- “Il potere non è un mezzo, è un fine. 
Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.”

13- “Il Partito ricerca il potere in quanto tale. Il bene altrui non ci interessa, è solo il potere che ci sta a cuore. Non desideriamo la ricchezza, il lusso, la felicità, una lunga vita. Vogliamo il potere, il potere allo stato puro.”

14- “Nella nostra società, quelli che sanno perfettamente ciò che sta succedendo sono anche quelli che meno riescono a vedere il mondo così com’è.”

15- “La nuova aristocrazia era formata per la massima parte da burocrati, scienziati, tecnici, sindacalisti, esperti in pubblicità, sociologi, insegnanti, giornalisti e politici di professione.”

16- “Chi controlla il passato - diceva lo slogan del Partito - controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.”

17- “Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero sia libero, gli uomini siano gli uni diversi dagli altri e non vivano in solitudine... a un tempo in cui la verità esista e non sia possibile disfare ciò che è stato fatto: dall’età dell’uniformità, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bipensiero... Salve!”

18- “L’ortodossia imponeva la mancanza di autocoscienza.”

19- “Il Grande Fratello ti osserva.”

20- “Se si vuole allontanare per sempre l’uguaglianza fra gli uomini, se gli Alti, come li abbiamo definiti, intendono restare per sempre al loro posto, allora la condizione mentale dominante deve coincidere con una follia tenuta sotto controllo.”

http://www.homolaicus.com/letteratura/fonti/1984-it.pdf


giovedì 30 agosto 2018

OMICIDIO DI STATO DI UN BAMBINO SULLA SEDIA ELETTRICA




George Junius Stinney Jr. (Alcolu, 21 ottobre 1929 – Columbia 16 Giugno 1944) è stato un ragazzo statunitense. Stinney è il più giovane condannato a morte nella storia degli Stati Uniti.
Venne dichiarato colpevole dopo una camera di consiglio durata meno di dieci minuti, nel corso di un processo durato un solo giorno, da una giuria di soli bianchi per omicidio di primo grado di due ragazzine bianche: Betty June Binnicker, di 11 anni, e Mary Emma Thames di 7 anni.
Dopo essere stato arrestato, Stinney avrebbe confessato il crimine.
Non vi è tuttavia alcuna registrazione scritta della sua confessione oltre alle note fornite da un investigatore,e non è nota alcuna trascrizione del breve processo. Gli venne negato l'appello e fu giustiziato con la sedia elettrica.
Dal momento che la condanna e l'esecuzione di Stinney furono ampiamente criticate, la questione della sua colpevolezza, la validità della sua confessione e del processo giudiziario che portò alla sua esecuzione vennero messi in discussione.
Un gruppo di avvocati e attivisti indagò sul caso Stinney a nome della sua famiglia. Nel 2013 la famiglia presentò una petizione per un nuovo processo. Il 17 dicembre 2014 la sua condanna venne annullata poiché il giudice della corte di circuito stabilì che non gli era stato concesso un processo equo. Non ebbe infatti avvocati efficaci e i suoi diritti stabiliti nel VI emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America furono ignorati.
La sentenza osservò che, mentre Stinney poteva in realtà aver commesso il crimine, l'accusa e il processo erano fondamentalmente viziati.
Il giudice Mullen decretò che la sua confessione sarebbe stata probabilmente estorta ed era quindi inammissibile come prova. Il giudice stabilì inoltre che l'esecuzione di un quattordicenne costituiva "una punizione crudele e inusuale" e quindi proibita ai sensi dell'VIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America.

Nel 1944 George Junius Stinney Jr. viveva ad Alcolu, nella contea di Clarendon, nella Carolina del Sud. Il ragazzo afroamericano di 14 anni viveva con suo padre, George Stinney Sr., sua madre Aime, i suoi fratelli John, di 17 anni, e Charles, di 12 anni, e con le sue sorelle Katherine, di 10 anni e Aime, di 7 anni. Suo padre lavorava nella segheria della città e la famiglia viveva negli alloggi forniti dal datore di lavoro del padre. Alcolu era una piccola città della classe operaia, in cui quartieri bianchi e neri erano separati da binari ferroviari. La città era il tipico abitato del sud del tempo, con scuole e chiese separate per residenti bianchi e neri, che raramente interagivano.
I corpi di Betty June Binnicker, di 11 anni, e Mary Emma Thames, di 7 anni, furono trovati in un fosso sul lato nero di Alcolu il 23 marzo 1944. Erano stati picchiate con un'arma improvvisata. Si ritenne che potesse essere un pezzo di metallo o uno spuntone della ferrovia.
Le ragazze furono viste per l'ultima volta in sella alla loro bici mentre cercavano fiori. Mentre passavano dalla proprietà degli Stinney, chiesero al giovane George e alla di lui sorella, Aime, se sapessero dove trovare "maypops", un nome locale per la passiflora.
Secondo Aime, lei era con George nel tempo in cui le ragazze furono uccise.

Quando le ragazze non tornarono a casa vennero organizzati dei gruppi di ricerca. Il padre di George era tra i ricercatori. I corpi delle ragazze furono trovati il mattino dopo, sul lato nero della città, in un fosso pieno di acqua fangosa. Secondo un articolo del 24 marzo 1944, pubblicato ampiamente ma contenente un errore del nome del ragazzo, lo sceriffo annunciò l'arresto e disse che "George Junius" aveva confessato e guidato gli ufficiali a "un pezzo di ferro nascosto".
Entrambe le ragazze avevano subito traumi violenti alla faccia e alla testa.
I rapporti differivano sul tipo di arma utilizzata.
Secondo un rapporto del medico legale, le ferite "furono inflitte da uno strumento contundente con una testa rotonda, delle dimensioni di un martello". I crani di entrambe le ragazze erano perforati. Le ragazze non furono violentate sessualmente e i loro imeni erano intatti. Il medico legale riferì che i genitali della ragazza più grande erano leggermente contusi.
George Stinney fu arrestato con l'accusa di aver ucciso le bambine insieme al fratello maggiore Johnny. Quest'ultimo venne poi rilasciato mentre George fu trattenuto e non gli venne permesso di vedere i suoi genitori fino a dopo il processo e la condanna.
Secondo una dichiarazione scritta a mano, l'agente arrestante era H. S. Newman, un vice sceriffo della contea di Clarendon, che dichiarò: "Ho arrestato un ragazzo di nome George Stinney, ha poi fatto una confessione e mi ha detto dove trovare un pezzo di ferro di circa 15 pollici [sic], disse che l'aveva messo in un fosso a circa sei piedi dalla bicicletta". Non esiste tuttavia alcuna copia della confessione firmata da Stinney.
George era noto per essere stato coinvolto in alcune risse a scuola. In una aveva graffiato una ragazza con un coltello. Questa affermazione del maestro di settima elementare di Stinney, che era di colore, venne rigettata da Aime Stinney Ruffner quando nel 1995 divenne pubblica. Una donna bianca locale, che conosceva George Stinney fin dall'infanzia, disse che il ragazzo aveva minacciato di uccidere lei e una sua amica il giorno prima dell'omicidio e che era ritenuto un bullo.

In seguito all'arresto di George, suo padre fu licenziato dalla segheria locale e la famiglia Stinney dovette immediatamente liberare l'alloggio fornito dal datore di lavoro. Gli Stinney temevano per la loro sicurezza. I suoi genitori non furono in grado di vedere George prima del processo. Egli non ebbe alcun sostegno durante gli 81 giorni di prigione. Venne trattenuto in un carcere di Colombia, a 50 miglia dalla città, a causa del rischio di linciaggio.
Il ragazzo venne interrogato da solo, senza genitori e senza avvocato.
Sebbene il sesto emendamento gli garantisse il diritto a una consulenza legale, solo dal 1966, dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America sul caso Miranda v. Arizona, il diritto alla rappresentanza nel corso di un procedimento penale venne rinforzato.
L'intero processo contro Stinney, compresa la selezione della giuria, durò un solo giorno.
Il difensore d'ufficio di Stinney era Charles Plowden, un commissario delle tasse che faceva campagna elettorale per un ufficio politico locale.
Plowden non contestò i tre poliziotti, i quali testimoniarono che Stinney aveva confessato i due omicidi, nonostante questa fosse l'unica prova contro il ragazzo e nonostante la presentazione dell'accusa di due diverse versioni della confessione verbale di Stinney. In una versione Stinney sarebbe stato attaccato dalle ragazze dopo che aveva cercato di aiutare una di loro che era caduta nel fosso e le uccise per autodifesa. Secondo l'altra versione avrebbe seguito le ragazze, prima attaccando Mary Emma e poi Betty June. Non c'erano tuttavia prove fisiche che lo collegassero agli omicidi.
Non vi era inoltre alcuna versione scritta della confessione di Stinney oltre alla dichiarazione del vice sceriffo Newman.

Il processo Stinney ebbe una giuria composta interamente da bianchi.
Più di mille persone affollarono l'aula ma non venne ammesso nessun nero.
Oltre alla testimonianza dei tre agenti di polizia, i procuratori del processo chiamarono altri tre testimoni: il reverendo Francis Batson, che aveva scoperto i corpi delle due ragazze, e i due medici che aveva eseguito l'esame autoptico. Le confessioni in conflitto furono segnalate come offerte dall'accusa. La corte permise la discussione della "possibilità" di stupro nonostante l'assenza di prove che questo fosse avvenuto nella relazione del medico legale.
L'avvocato di Stinney non chiamò alcun testimone e non contro-interrogò i testimoni dell'accusa. La presentazione delle prove durò due ore e mezzo. La giuria si ritirò in camera di consiglio e dopo dieci minuti emise un verdetto di colpevolezza. Il giudice condannò Stinney alla pena di morte mediante sedia elettrica. Non vi è alcuna trascrizione del processo. Non venne presentato alcun appello.

La famiglia, le chiese e la National Association for the Advancement of Colored People si appellarono al governatore Olin D. Johnston per ottenere clemenza vista l'età del ragazzo. Altri esortarono il governatore a far procedere l'esecuzione, cosa che egli fece.
Johnston dichiarò in risposta a un appello per clemenza: "Potrebbe essere interessante per voi sapere che Stinney uccise la ragazza più piccola per violentare quella più grande, poi uccise la ragazza più grande e violentò il suo cadavere. Venti minuti dopo tornò e tentò di violentarla di nuovo, ma il suo corpo era troppo freddo". Queste affermazioni non erano supportate dal rapporto del medico legale.
Tra il momento dell'arresto di Stinney e la sua esecuzione, i genitori del ragazzo furono autorizzati a vederlo solo una volta, dopo il processo nel penitenziario di Colombia.
George Stinney morì presso il Central Correctional Institution di Colombia il 16 giugno 1944.
Alle 19:30, Stinney si diresse verso la camera di esecuzione con una Bibbia sotto il braccio, sulla quale poi si sedette una volta alla sedia elettrica. Questo perché la sua altezza (155 cm) e il suo peso (40 kg) resero difficile il fissaggio al telaio degli elettrodi.
Inoltre le dimensioni della maschera facciale non si adattavano alle proporzioni di un viso adolescenziale; infatti come fu colpito dalla prima scarica di 2.400 V, la maschera che gli copriva il volto scivolò via, "rivelando i suoi occhi spalancati, pieni di lacrime, e la spuma alla sua bocca.
Dopo altre due scosse il ragazzo morì. Durante l'esecuzione le sue mani si liberarono dalle cinghie che lo legavano alla sedia a causa degli spasmi".
Stinney venne dichiarato morto a quattro minuti dalla folgorazione iniziale. Dall'arresto all'esecuzione passarono solo 83 giorni.
George Stinney è sepolto nel Calvary Baptist Church Cemetery di Paxville, Carolina del Sud.

Riapertura del caso e annullamento della condanna:
Nel 2004, George Frierson, uno storico locale cresciuto ad Alcolu, fece delle ricerche sul caso dopo aver letto un articolo di giornale a riguardo. Il suo lavoro attirò l'attenzione degli avvocati Steve McKenzie e Matt Burgess.
Inoltre, Ray Brown, l'avvocato James Moon, e altri contribuirono con innumerevoli ore di ricerca e revisione di documenti storici, nel trovare testimoni e prove per aiutare a scagionare Stinney.
Tra coloro che aiutarono nella revisione del caso vi furono il Civil Rights and Restorative Justice Project della Northeastern University School of Law, che nel 2014 depositò un amicus alla corte.
Frierson e altri avvocati pro bono in primo luogo cercarono sollievo attraverso l'Ufficio per la grazia e la libertà per buona condotta.
McKenzie e Burgess, insieme all'avvocato Ray Chandler in rappresentanza della famiglia di Stinney, presentarono una mozione per un nuovo processo il 25 ottobre 2013.
« Se siamo in grado di ottenere la riapertura del caso, possiamo andare dal giudice e dire che non c'era alcun motivo per condannare questo bambino. Non c'erano prove da presentare alla giuria. Non c'erano verbali. Questo caso deve essere riaperto. Questa è un'ingiustizia che deve essere riparata. Sono abbastanza ottimista nel sostenere che se siamo in grado di ottenere i testimoni di cui abbiamo bisogno, avremo successo in tribunale. Abbiamo speranza in un testimone — senza legami di parentela — che sarà in grado di dire chi potrà ricostruire tutto e dire chi può fornire un alibi. Erano lì con il signor Stinney e questo non si è verificato. »
(Steve McKenzie)
George Frierson nelle interviste dichiarò: "C'è stata una persona che si è proclamata colpevole ma che ora è deceduta e la famiglia ha detto che aveva reso una confessione sul letto di morte". Frierson disse che il colpevole proveniva da una famosa famiglia bianca. Un membro, o diversi membri, di quella famiglia aveva prestato servizio nella giuria d'inchiesta del coroner, che aveva raccomandato che Stinney fosse processato.
Nel suo amicus di sintesi il Civil Rights and Restorative Justice Project affermò:
« Ci sono prove convincenti che George Stinney fosse innocente dei crimini per i quali fu giustiziato nel 1944. Il pubblico ministero si basò, quasi esclusivamente, su un frammento di prova per ottenere una condanna in questo caso capitale: la "confessione" non registrata e senza firma di un bambino di 14 anni che è stato privato del consiglio e della guida dei genitori e il cui avvocato difensore non era riuscito a chiamare testimoni a discarico o a esercitare il suo diritto di appello.»

Nel gennaio 2014 furono presentate nuove prove durante un'udienza al tribunale che comprendevano la testimonianza dei fratelli di Stinney che affermavano che il ragazzo era con loro al momento degli omicidi. Inoltre venne presentato un affidavitdel reverendo Francis Batson, colui che trovò le ragazze e le tirò fuori dal fossato pieno d'acqua. Nella sua dichiarazione ricorda che non c'era molto sangue dentro o intorno al fossato, suggerendo che potrebbero essere state uccise altrove e poi spostate. Wilford "Johnny" Hunter, che era in prigione con Stinney, "testimoniò che l'adolescente gli disse che era stato costretto a confessare" e che in cella aveva sempre proclamato la sua innocenza.
I familiari di Betty Binnicker e Mary Thames espressero disappunto per la sentenza. Dissero che, pur riconoscendo l'esecuzione di un quattordicenne come controversa, non avevano mai messo in dubbio la sua colpevolezza. La nipote di Betty Binnicker disse che lei e la sua famiglia avevano ampiamente studiato il caso e sostenne che "le persone che leggono questi articoli sul giornale non sanno la verità".
La nipote di Binnicker disse che, nei primi anni '90, un ufficiale di polizia che aveva arrestato Stinney l'aveva contattata e le aveva detto: "Non ho mai creduto che quel ragazzo non abbia ucciso tua zia".Questi membri della famiglia dissero che le affermazioni in punto di morte da parte di un singolo che confessava gli omicidi delle ragazze non erano mai state dimostrate
L'avvocato dello stato della Carolina del Sud, che sosteneva lo stato contro l'esonero, era Ernest A. Finney III. Egli era il figlio di Ernest A. Finney Jr. , il primo giudice afro-americano della Corte Suprema della Carolina del Sud fin dalla ricostruzione.
Invece di approvare un nuovo processo, il 17 dicembre 2014, la giudice della corte di circuito Carmen Mullen annullò la condanna di Stinney. Affermò che non aveva ricevuto un processo equo poiché non era stato difeso in modo efficace e poiché i suo diritti stabiliti dal VI emendamento erano stati violato.
Il caso venne definito come un raro esempio di error coram nobis. La giudice Mullen stabilì che la sua confessione venne probabilmente estorta e quindi era inammissibile. Stabilì anche che l'esecuzione di un quattordicenne costituiva "una punizione crudele e inusuale", e che il suo avvocato "non aveva chiamato testimoni a discarico o esercitato il suo diritto di appello".
Mullen limitò il proprio giudizio al processo dell'accusa, osservando che Stinney "potrebbe aver commesso questo crimine". Con riferimento al processo legale Mullen scrisse: "Nessuno può giustificare che un bambino di 14 anni venga accusato, processato, condannato e giustiziato in 80 giorni", concludendo che "In sostanza, non è stato fatto molto per questo bambino quando la sua vita era in bilico".
Il caso è stato la base per il romanzo Carolina Skeletons (1988) di David Stout, che è stato poi insignito nel 1989 del Premio Edgar Allan Poe per il miglior primo romanzo.
Stout suggerisce che Stinney (Linus Bragg nel libro) fosse innocente. La trama ruota attorno ad un nipote fittizio di Stinney/Bragg, che cerca la verità sul caso decenni più tardi.
Dal romanzo è stato tratto un film con lo stesso nome per la regia di John Erman, con Kenny Blank nel ruolo di Stinney/Bragg e Lou Gossett Jr. nel ruolo di James, fratello di Bragg. Blank ha ricevuto per la sua interpretazione di Stinney/Bragg una candidatura al Young Artist Award per il miglior giovane attore in un film televisivo nel 1991.
https://it.wikipedia.org/wiki/George_Stinney





domenica 19 agosto 2018

SERGIO MARCHIONNE: IL COCCODRILLO


http://www.mardeisargassi.it/sergio-marchionne-il-coccodrillo/
di Pasquale Manella


Se chiedessimo cos’è un coccodrillo, sicuramente la stragrande maggioranza delle persone risponderebbe un animale. I più precisi, invece, parlerebbero di un rettile, mentre quelli “veramente” informati si spingerebbero a dire che si tratta probabilmente di uno degli ultimi dinosauri viventi giunti fino a noi in quanto fatalmente scampato all’estinzione di massa del Paleocene, ma nessuno – o in pochissimi – sarebbe in grado di rispondere che, in gergo cine-televisivo, il coccodrillo è uno di quei documenti lacrimevoli, girati per la TV o stilati per i media in genere, utilizzati all’indomani della scomparsa di un personaggio famoso di cui si vogliono celebrare le gesta sportive, artistiche, politiche, scientifiche e, perché no, anche economiche, industriali e manageriali.
Ebbene, questo coccodrillo che vi accingete a leggere, se lo farete, non verserà lacrime.
Il soggetto preso in esame è la vita eroica del Sig. 
Sergio Marchionne, nato a Chieti nel 1952 da padre abruzzese e madre istriana, cresciuto in Ontario, residente fino a ieri in Svizzera e AD di FIAT prima e di FCA poi, dal 2004 fino al 2018. 
Un uomo che è stato di per sé un coccodrillo, che non versò lacrime quando si trattò di dover divorare in un sol boccone alcuni dei suoi “figli”.

Si è mosso sempre così, il Dott. Marchionne, in sordina, a pelo d’acqua, lasciando fuori solo gli occhi, e, al momento giusto, con la vittima ben in vista e a tiro, ha sempre colpito senza esitazione. Come nel caso di Termini Imerese, quando nel 2010 venne decretata la chiusura dello stabilimento lasciando a casa circa 2000 lavoratori. 
Perché? La produzione in Sicilia costa troppo, è fuori mercato. 
Il governo di allora pure tentò di proporre forme di incentivo per spingere il gruppo industriale ad avviare ricerche in ambito costruttivo ed esplorare quindi nuovi mercati, con conseguente rinnovo delle linee di montaggio dello stesso stabilimento, ma l’AD preferì Obama, a cui erano già stati ceduti tecnologia e know-how italiani per poter acquisire Chrysler, dando così vita a uno dei gruppi automobilistici più grandi e ricchi al mondo, con sede direzionale a Detroit, quotazioni a Wall Street e in minima parte a Milano, residenza legale in Olanda per consentire ad Exor S.p.a. (gruppo di controllo di FCA nelle mani della famiglia Agnelli-Elkann) di avere la maggioranza della proprietà delle azioni pur con una copertura limitata al 30% del totale, e residenza fiscale in quel paradiso fatto di aguzzini dell’alta finanza mondiale che è la City di Londra. 
Al governo italiano, quindi, non restò che fare dietrofront con la coda tra le gambe, senza neanche chiedere in cambio imilioni di euro versati per gestire le casse integrazioni del passato. E no, cara Italia, la FIAT ti ha dato motori, strade, lavoro, modernità, progresso e poi… quando si diventa grandi è naturale andar via di casa.

Nel 2011, Marchionne decise allora di lasciare Confindustria, mollando definitivamente gli ormeggi due anni dopo per liberarsi le mani e preparare il terreno per i successivi agguati. 
Non contento, infatti, passò al tentativo di chiusura, ma ne ottenne solo il ridimensionamento forzato, degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco, vicino Napoli, e di quello di Mirafiori, nell’amata Torino. Operazione che si salvò in parte solo grazie all’azione dura della FIOM, guidata allora da Maurizio Landini, che dovette comunque cedere alla proposta ricattatoria di un referendum a cui gli operai furono sottoposti allo scopo di scaricare su di loro la responsabilità di decidere in prima persona su un destino diviso tra licenziamenti da un lato e dolorosa accettazione di cospicue riduzioni dei compensi e assunzioni capestro dall’altro. 
I lavoratori, la maggior parte dei quali portatori di stipendi necessari per garantire il sostentamento di famiglie monoreddito, accettarono l’umiliazione. 
Fu risparmiato solo lo stabilimento di Melfi (PZ), in Basilicata, dove il costo della vita e, dunque, della manodopera è pari a quello di un territorio sottoposto a dinamiche di carattere sostanzialmente neo-coloniale, situazione molto vantaggiosa sul piano socio-economico per poter produrre in tutta tranquillità la Jeep, da esportare sia in Europa che oltreoceano.




A questo punto, la FIAT non aveva già più nulla di italiano, tantomeno oggi i cui vertici, dopo la dipartita dell’AD italo-canadese, affidato ormai alle attenzioni di un’équipe di medici presso l’ospedale universitario di Zurigo, hanno già riassegnato tutti i ruoli chiave a nomi di personaggi che nello Stivale hanno messo piede solo di recente per venire a spolpare, se non a raschiare, quanto ancora rimane sul fondo del barile degli aiuti pubblici – e, dunque, delle nostre tasche – per continuare a garantire “sostenibilità” agli insediamenti produttivi del Bel Paese.
L’ultima chicca il manager la riservò infine alla Ferrari, dove senza batter ciglio cacciò via dalla Presidenza Luca Cordero di Montezemolo per affidarla alle sue amorevoli cure, con l’obiettivo di farla tornare a vincere. Perché questo è stato Sergio Marchionne, un cinico vincente, e lo Stato italiano non ha saputo costruire proposte alternative capaci di tenergli testa. 
Uno Stato già progressivamente indebolito a partire dal 1989, anno che segnò l’inizio del lento e inesorabile processo di deindustrializzazione a cui il Paese fu anzitempo condannato da quelle forze di sinistra le quali, passando dalla lotta contro il capitale a quella per il capitale, hanno sposato la causa del grande coccodrillo. Nozze culminate e suggellate attraverso l’istrionico appoggio di Matteo Renzi, il cui governo confezionò ad hoc una riforma del lavoro, passata tragicamente alla storia con l’international sound di Jobs Act, abbandonando così definitivamente la causa operaia, portatrice di un bacino elettorale ormai in profonda crisi ideologica e decadenza materiale.

Questo è stato, dunque, Sergio Marchionne, un coccodrillo che ha ucciso i figli dell’Italia senza versar lacrime, lavorando a piè sospinto per dei pescecani tuttora vivi, vegeti e affamati di dividendi, così come i capostipiti di un tempo lo erano dei loro ragguardevoli profitti, a testimonianza del fatto che buon sangue non mente: la FIAT nasce, non a caso, lucrando sulla pelle degli italiani caduti e affamati durante e a seguito delle vicende che hanno segnato la Prima e soprattutto la Seconda guerra mondiale, e cresce e prolifera oggi sulla pelle degli italiani lasciati digiuni da crisi indotte tramite meccanismi di speculazione finanziari, che portano con sé percentuali di distruzione della ricchezza reale pari a quelle di un vero e proprio evento bellico. 
Sergio Marchionne, quindi, è stato il cane tenuto al guinzaglio dorato di una famiglia di squali, buttato via in un letto d’ospedale come un bastardo qualunque non appena la sua capacità di intendere e volere ha dimostrato d’esser venuta meno. Dopotutto, bisogna render conto ai mercati, non si può mica perder tempo stando chini al capezzale di un uomo che più di ogni altro ha fatto crescere un gruppo industriale, ormai totalmente finanziarizzato, che fino a poco prima del suo arrivo era stato dichiarato cerebralmente morto.

Eppure, oggi a esser morto sei tu, Dott. Marchionne, che non hai avuto probabilmente nemmeno il tempo di renderti conto che, nonostante tutto, per quanto possa aver trascorso la tua vita a lavorare infaticabilmente consumandoti quotidianamente i polmoni con il fumo di circa cento sigarette, dormendo mediamente per tre ore a notte e girando l’intero globo, ebbene, nonostante tutto questo, il giorno della fine è giunto anche per te e di sicuro non ti servirà l’inglese parlato da tutti i mandanti che ti hanno utilizzato alla stregua di un gerarca nazista, sacrificato in qualità di esecutore sull’altare di una Norimberga post-industriale verso cui hai scrupolosamente condotto quella patria della quale, in fondo, non sei mai stato figlio.




sabato 11 agosto 2018

TRIBUTO DI SANGUE A GERUSALEMME


-Il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato una delle leggi più importanti della sua storia, oltre che quella più conforme alla realtà.
La legge sullo stato-nazione (che definisce Israele come la patria storica del popolo ebraico, incoraggia la creazione di comunità riservate agli ebrei, declassa l’arabo da lingua ufficiale a lingua a statuto speciale) mette fine al generico nazionalismo di Israele e presenta il sionismo per quello che è. La legge mette fine anche alla farsa di uno stato israeliano “ebraico e democratico”, una combinazione che non è mai esistita e non sarebbe mai potuta esistere per l’intrinseca contraddizione tra questi due valori, impossibili da conciliare se non con l’inganno.
Se lo stato è ebraico non può essere democratico, perché non esiste uguaglianza. 
Se è democratico, non può essere ebraico, poiché una democrazia non garantisce privilegi sulla base dell’origine etnica. Quindi la Knesset ha deciso: Israele è ebraica. Israele dichiara di essere lo stato nazione del popolo ebraico, non uno stato formato dai suoi cittadini, non uno stato di due popoli che convivono al suo interno, e ha quindi smesso di essere una democrazia egualitaria, non soltanto in pratica ma anche in teoria. È per questo che questa legge è così importante. 
È una legge sincera...

-Una sessantina di manifestanti palestinesi, secondo il ministero della Sanità, sono rimasti uccisi dal fuoco dell'esercito israeliano lungo la barriera difensiva ed oltre 2800 feriti. 
Un conflitto generato dall'intenzione di Hamas di oltrepassare il confine dello Stato ebraico e dalla risposta durissima di Israele, determinato ad impedirlo ad ogni costo. 
Un aereo da combattimento israeliano ha colpito un obiettivo nel Nord della Striscia. In precedenza Israele aveva colpito una postazione di Hamas presso il campo profughi di Jabalya.
"Un grande giorno per Israele!". Così ha scritto su Twitter il presidente americano, Donald Trump, riferendosi all'imminente cerimonia di apertura dell'ambasciata americana, trasferita da Tel Aviv dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d'Israele da parte degli Stati Uniti.
Il presidente americano, nel video messaggio inviato per la cerimonia di apertura dell'ambasciata Usa ha affermato: "La capitale di Israele è Gerusalemme. Israele, come ogni stato sovrano, ha il diritto di determinare la sua capitale".


ISRAELE è attualmente governata da un elite xenofoba di estrema destra che occupa con la violenza e la segregazione razziale il territorio palestinese, e lo fa strumentalmente in nome di una religione importante come quella ebraica, ghettizzando gli unici semiti presenti in loco, facendo un danno enorme a tutti gli ebrei onesti e democratici che sono la maggioranza, alimentando nei loro confronti un razzismo ed un pregiudizio mai sopito, in pratica un 4° Reich non dichiarato, ma agito.
Non contento, nella migliore tradizione imperialista occidentale reazionaria, si permette di fare raid nei paesi limitrofi, ieri le stragi in Libano, oggi gli attacchi in Siria dopo le bugie delle armi chimiche messe in piedi dal Mossad per la nota propaganda.
Non poteva mancare il tributo di sangue per la cerimonia della nuova ambasciata USA a Gerusalemme, un tributo di sangue necessario allo schema del potere  per poter celebrare una nuova nascita ed un nuovo tempio che sorgerà sul sacrificio di 70 anni di conflitti arabo-palestinesi.
Un compleanno di sangue, 70 anni di stragi e guerre. Il riconoscimento da parte dell'amministrazione TRUMP, che non si è potuto sottrarre allo scempio, è la ciliegina sulla torta che ha dato vita agli scontri degli ultimi giorni. La Turchia, dal canto suo, ha risposto con l'espulsione dell'ambasciatore USA e tutti i vicini arabi sono in fibrillazione.
Venti di guerra all'orizzonte, l'Iran forse prossimo bersaglio e, nonostante ISRAELE faccia di tutto per veicolarsi nel giusto al mondo intero, attraverso la propaganda mediatica, come nel terrificante e politicizzato EUROVISION, ribattezzato ironicamente da alcuni EURO vs SION, cresce la rabbia e lo sdegno per questo ennesimo massacro che, purtroppo, non potrà che far aumentare l'odio verso ISRAELE.
L'odio verso ISRAELE si trasformerà nell'odio verso gli ebrei, facendo tornare indietro le lancette dell'orologio, questo non giova a nessuno e, certamente, non è augurabile un ritorno dell' l'antisemitismo.
Diciamo che NETANYAHU ha fato di tutto per attirarsi le ire dei palestinesi che vivono in un lager a cielo aperto e risulterà sempre più difficile pretendere moderazione da coloro che in 70 anni hanno visto svanire i loro territori e finire in una riserva indiana cinta da militari e coloni.
Quello che noi osservatori possiamo fare, oltre a denunciare fatti del genere, è quello di non mettere MAI sullo stesso piano ebraismo e sionismo, cittadini israeliani e governance israeliana, in modo da aver chiari quali sono i bersagli della critica in atto, onde evitare facili strumentalizzazioni da parte di coloro che difendono a prescindere la politica coloniale e reazionaria israeliana, e sia da parte di coloro che aizzano i lettori verso pregiudizi di stampo xenofobo.
Due facce della stessa medaglia che vanno criticate, tenendo sempre bene a mente quali sono le problematiche di quell'universo infernale chiamato medioriente, stando attenti a muoversi sulla linea di confine.

OVADIA pone una questione politica che nulla c'entra con l'ebraismo o etnie varie.
"Non è che se sono italiano non possa criticare pesantemente la governance della mia nazione..." Quindi ben vengano gli ebrei, sempre più numerosi, che distinguono tra sionismo nazionalista e l'essere ed ebraismo, cose lontane anni luce anche se storicamente, ma forzatamente, legate tra loro. Questa voluta e perpetuata confusione tra etnie, sionismo, semitismo, antisemitismo, ebraismo et similia, fa il gioco della schema del potere.
Separiamo ebraismo da sionismo, separiamo anche sionismo delle origini, contrapposto a quello odierno, dal sionismo reazionario. Ridiamo il giusto valore alle parole.
Devono esistere 2 STATI che convivono pacificamente, uno già esiste e va difeso, manca il riconoscimento di quello palestinese e la restituzione di alcune terre rubate come successe per gli indiani d'america.
Solo dopo potranno convivere due stati così diversi ma storicamente vicini, magari entrando tutti e due nell'Unione Europea.
Il lager a cielo aperto della Palestina è abbastanza vergognoso, ma oggi il RE E' NUDO.
Qui una lunga lista di celebrità che, nel secolo scorso, si sono espresse addirittura contro lo STATO di ISRAELE.

Sigmund Freud:
“Ammetto con dolore che il fanatismo senza fondamento del nostro popolo è in parte da biasimare per il risveglio della diffidenza araba. Non posso accettare un’idea che trasforma un pezzo di muro erodiano in una reliquia nazionale, offendendo così i sentimenti del popolo indigeno”

Albert Einstein:
“L’idea di Stato di (Israele) non è sentito dal mio cuore. Non riesco a capire il motivo per cui è necessario, essendo collegato a molte difficoltà ed è sintomo di una ristrettezza di vedute. Credo che sia una cattiva idea 

Erich Fromm:
“L’affermazione degli ebrei in Terra di Israele non può essere una pretesa politica realistica. Se tutte le nazioni rivendicassero improvvisamente i territori in cui i loro antenati hanno vissuto duemila anni fa, questo mondo sarebbe un manicomio. ”
Primo Levi, scrittore e sopravvissuto ad Auschwitz:”Ognuno ha i propri ebrei. Per gli israeliani essi sono i palestinesi.”

Marmarek Edelman, ultimo leader superstite del 1943 nella rivolta di Varsavia, ha scritto una lettera a sostegno della Resistenza Palestinese, paragonandola ai ZOB, (combattenti ebrei a Varsavia). Ha aperto il discorso dicendo: “le operazioni delle forze armate in Palestina, sono operazioni paramilitari e partigiane , tutti i soldati delle organizzazioni che lottano Palestina fanno resistenza.”

Isaac Asimov:
“Mi trovo nella strana posizione di non essere un sionista … penso che sia sbagliato per chiunque sentire che c’è qualcosa di speciale in qualsiasi eredità di qualsiasi tipo. E ‘delizioso appartenere alla razza umana ed esistere in mille varietà, perché questo suscita un maggiore interesse, ma non appena un varietà pensa per essere più importante di un’altra, vengono poste le basi per la loro distruzione. ”

Hannah Arendt, politologo:

“Il guaio è che il sionismo ha spesso pensato e detto che il male dell’antisemitismo era necessario per il bene del popolo ebraico. Nelle parole di un noto sionista in una lettera inviatami ecco l’argomentazione sionista originale: ‘Gli antisemiti vogliono sbarazzarsi degli ebrei, lo Stato ebraico li vuole riunire , una partita perfetta.’ ”

Feinstein Stone, giornalista statunitense:

“Israele sta creando una sorta di schizofrenia morale dell’ebraismo mondiale. Nel mondo esterno il benessere della comunità ebraica dipende dal mantenimento di secolari, non razziali, società pluraliste. In Israele, l’ebraismo si ritrova a difendere una società in cui i matrimoni misti non possono essere legalizzati, in cui l’ideale è razziale ed esclusionista. ”

Noam Chomsky:

“Nei Territori Occupati, ciò che Israele sta facendo è molto peggio dell’apartheid. Se per apartheid si intende quella come in Sudafrica. Ciò che sta accadendo nei territori occupati è molto peggio! ”

Gabriel Kolko, uno dei maggiori storici sulla guerra moderna:

“La grande maggioranza degli israeliani non sono affatto ebraici in senso culturale, sono scarsamente socialisti in ogni senso, e la vita quotidiana e il modo di vivere non è diverso in Israele di quanto non sia a Chicago o Amsterdam. Semplicemente non c’è alcuna ragione razionale che giustifica la creazione dello stato. ”

Miriam Margolyes, attrice:
“I neri sudafricani hanno chiesto il nostro sostegno e ora sono i palestinesi che chiedono il nostro sostegno. Odio quello che Israele sta facendo ai palestinesi. Penso che il boicottaggio è un modo molto attivo e non violento di protestare. ”

Uri Avnery, ex ufficiale dell’esercito israeliano:
Avnery ha scritto che dopo una vittoria militare israeliana, “Che sarà scottato nella coscienza del mondo, sarà l’immagine di Israele come un mostro di sangue, pronti in qualsiasi momento a commettere crimini di guerra e non è disposta a rispettare tutti i vincoli morali . ”

Henry Siegman, rabbino e direttore del Progetto USA / Medio Oriente:
“Israele ha varcato la soglia come ‘l’unica democrazia del Medio Oriente’ e come l’unico regime di apartheid nel mondo occidentale”.

Richard Cohen, giornalista Stati Uniti:
“Il più grande errore che Israele potrebbe fare in questo momento è quello di dimenticare che Israele è di per sé un errore … l’idea di creare una nazione di ebrei europei in una zona di arabi musulmani (e alcuni cristiani) ha prodotto un secolo di guerre e terrorismo come stiamo vedendo. Israele combatte Hezbollah nel nord e Hamas nel sud, ma il suo nemico più temibile è la storia stessa. ”

Roseanne Barr, Stati Uniti comica, scrittrice, regista, candidata alla presidenza:
“Sono stufa di Israele e sono stufa di sionisti. Essi sono appoggiati dai cristiani evangelici che non aspettano altro che gli arabi vengano uccisi in modo che il loro dio della guerra genocida che essi chiamano Gesù può tornare “.

Michael Lerner, rabbino e direttore di Tikkun Magazine:
“Se un Ebreo oggi va in ogni sinagoga negli Stati Uniti o in tutto il mondo e dice: ‘Io non credo in Dio e non seguo i comandamenti’ la maggior parte saranno ancora benvenuti, ma dicendo : “non condivido lo Stato di Israele”, si rischia di essere etichettato come un anti-Ebreo che odia la propria razza o come antisemita, disprezzato e respinto”

Richard Falk, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati, ha definito la politica israeliana nei territori occupati “un crimine contro l’umanità”. Falk ha inoltre paragonato il trattamento riservato da Israele ai palestinesi uguale al trattamento nazista contro gli ebrei. Falk ha detto: “Penso che i palestinesi siano le persone più vittime nel mondo.”

Moni Ovadia, l’attore e scrittore . Essendo ebreo anch’io, per dovere di onestà intellettuale è giusto che dichiari la mia posizione perché essa è tutt’altro che neutrale. Sostengo con piena adesione i diritti del popolo Palestinese, non contro Israele, ma perché il loro riconoscimento è, a mio parere, precondizione per ogni trattativa che porti alla pace.


martedì 31 luglio 2018

KAOS CALMO A PALAZZO GRAZIOLI SOTTO UNA LUNA ROSSA...


E LA CHIAMANO ESTATE...
cit. Bruno Martino


"Un' eclissi è la bocca e la coda (stomaco) del drago. 
Caput e Cauda draconis. Un'eclissi con l'alchimia planetaria non è esattamente un "portale" di quelli belli e pieni di luce. È il banchetto del drago, il suo nutrimento, e il cielo siderale è pieno di draghi, serpenti, rettili..."
cit. Andrea Mantenos

Dopo le forme dell'acqua che abbiamo analizzato durante i Mondiali di Calcio e che hanno visto la Francia campione, ecco che arrivano le forme del fuoco, ben rappresentate dal grande e spaventoso incendio che ha distrutto la Grecia, paese che tornerà alla fine della nella nostra analisi.
Il Fuoco distrugge, purifica, ma è anche nuova vita, celebrazione rituale, fondazione di un nuovo Tempio, morto un Papa se ne fa un altro, morto Marchionne se ne fa un altro, tutto sotto la supervisione lunare e, forse, anche dei simpatici arconti che gestiscono i nostri destini.
Ecco allora che assistiamo a Roma all'ennesimo "suicidio" di un militare provetto, morto senza nessuna causa apparente, il terzo dello stesso comando, ecco perché questo potrebbe essere un messaggio occulto per il governo Salvini-Conte Di Maio, come dire: "niente colpi di testa, la continuità è importante, non cambiate troppo la rotta". Oppure, una celebrazione sacrificale che ammanta questo nuovo esecutivo di un'aura magica, ovvero diventa oggetto egregorico manipolabile come un adepto di una setta.
Potrebbero essere entrambe le cose a seconda del livello che bisogna soddisfare, con cui si deve comunicare, oppure ammonire qualcuno, celebrare qualcosa...
Le forme del fuoco, gli incendi, gli inferi, il cane che di nome fa Kaos e muore la sera dell'eclissi rosso fuoco o sangue, con tutte le valenze che si porta dietro. Per carità, coincidenze, ma molto curiose e significative.
Curiosi e simpatici anche i due anagrammi su STRADE SICURE- Ardisce su tre (3 militari morti)
ed Enrico De Mattia-Adiacente morti... (che giace vicino ai morti)


La storia
Un militare dell’Esercito impegnato nell’operazione “Strade sicure” si è toto la vita sparandosi con l’arma di ordinanza mentre era di servizio a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi. Si chiamava Enrico De MATTIA aveva 25 anni ed arriva dal primo Reggimento Granatieri di Sardegna, secondo gli inquirenti sarebbe entrato in un bagno del palazzo intorno alle 15 portando con sé la pistola d’ordinanza e si sarebbe sparato in testa.
Si tratta del terzo suicidio in 6 mesi di un militare in forza allo stesso comando.
De Mattia era appena stata promosso e gli era stata assegnata la pistola come arma di ordinanza. Risultava irreperibile dalle 12 di ieri, i famigliari hanno ricevuto la notizia in serata.
Non si conoscono, al momento, le motivazioni che hanno condotto il caporal maggiore De Mattia all’insano gesto, ma quello che sappiamo è che questo è il terzo suicidio in 6 mesi di un militare sotto il comando del generale Raudino.
A febbraio 2018 un bersagliere di 29 anni, di Taranto, si è tolto la vita nello stesso modo nella stazione metro di Barberini, al centro di Roma. 
A dicembre 2017 un altro Granatiere di stanza a Spoleto si è impiccato mentre era in licenza dopo il periodo di servizio nell’operazione «Strade Sicure».
Ritengo sia stato un "suicidio coperto", era un Granatiere ed aveva attitudini al comando, quindi nervi saldi, un professionista, un uomo in gamba, non tornano tante cose.
Improbabile che un militare in servizio vada in bagno e si spari dopo una recente promozione, è tutto abbastanza surreale.
La cosa sospetta poi, è che sarebbe il terzo dello stesso battaglione che si suicida senza apparente motivazione.


Il cane Kaos dell'Aquila
Collegamenti simbolici ed analogici con il suicidio del militare e la morte del cane Kaos, avvenuta la sera dell'eclissi dello scorso Luglio, valenze e suggestioni esoteriche, alcune idee suggerite dall'amica Veronica Barberito e l'amico Andrea Mantenos.
Kaos era il simbolo della solidarietà, aveva collaborato alla ricerca dei sopravvissuti dei terremoti di Amatrice e Norcia, era intervenuto anche a Rigopiano.
Muore Kaos Sirio.
Vive Kaos Sirio...
Ricordiamo che Berlusconi era presidente quando ci fu il terremoto dell'Aquila.
Una onlus per la salvaguardia degli animali è gestita da uno che si chiama Caporali, il ragazzo morto a Palazzo Grazioli era un Caporal Maggiore.
Quindi abbiamo nei due articoli l'Aquila, Sirio cane, Kaos terremoto, caporale.
Il cane Kaos è stato avvelenato la notte dell'eclissi, entrambi garantivano la sicurezza ai civili.
Kaos era il cane degli inferi, il guardiano che salvava le persone da sotto le macerie, cioè dagli inferi è morto quindi chi salverà le persone?
Chi controllerà la risalita delle entità che abitano gli inferi?
Kaos lavorava per la protezione civile, quindi finita la protezione?
Cerberus il cane che fa la guardia agli inferi è morto la notte dell'eclissi, gli abitanti degli inferi sono stati liberi di risalire e portate il Kaos...
Cerbero è anche protagonista della dodicesima e ultima fatica di Ercole, che vide l’eroe dover scendere nell’Ade per riportare proprio il mostruoso cane a Euristeo, suo cugino e rivale, al cui servizio si trovava per fare ammenda dell’omicidio dei propri figli.
Dopo essere stato iniziato ai Misteri Eleusini, l’eroe scese nel regno dei morti e ottenne da Ade il permesso di riportare in superficie Cerbero a condizione di riuscire a sconfiggerlo senza armi e con le sue sole forze. La lotta tra i due fu dura, e alla fine l’eroe riuscì a prevalere solo cingendo i tre colli del cane con le braccia, così da immobilizzarlo.
I cani sono anche serafini protettori dell'Eden, nella storia umana si trova spesso il cane come protettore del mondo ultraterreno, i cheroke pensano che Sirio ed Antares sono i due cani protettori dell'accesso che è la via Lattea.
Nella tradizione Sirio cane è la stella del cammino, autosacrificata che vuole redimere gli uomini, portare luce.

NB: E' trapelata la notizia che kaos, il cane morto la sera dell'eclissi rossa, non è stato affatto l'eroe di Amatrice, e quindi sia una fake news colossale. Perché allora scomodarsi a veicolare la morte di un cane (con tutto il rispetto per il cane) a reti unificate? 
Chiaro e lampante che voleva essere un messaggio in codice a chi doveva intendere, e questo va ad avvalorare le nostre tesi di cui sopra.

http://www.lastampa.it/2018/07/29/italia/militare-si-toglie-la-vita-a-palazzo-grazioli-LNdm80aSleuX24sp1KsrqI/pagina.html
https://www.ilmessaggero.it/societa/animali/morto_cane_eroe_amatrice-3884403.html
https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/militare_suicidio_palazzo_grazioli_roma-3884605.html
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/29/roma-militare-venticinquenne-di-strade-sicure-si-suicida-a-palazzo-grazioli/4524504/
http://www.latelanera.com/mostri-creature-leggendarie/creatura-leggendaria.asp?id=193



domenica 29 luglio 2018

PEDOFILIA E POTERE...



Clinton, pedofili al potere: e Trump mobilita il Pentagono
(22/1/18) di LIBREIDEE
Tratto da Paolo Barnard
http://www.libreidee.org/2018/01/clinton-pedofili-al-potere-e-trump-mobilita-il-pentagono/

«E’ possibile che lo stesso Donald Trump sia parte di questa incredibile congiura del silenzio, per barattare coi suoi nemici e per poterli poi ricattare per anni, ma ciò non cambia la sostanza». 

Pedofili al potere, ai massimi vertici. Traffico di bambini, orge con minorenni. 
Nomi coinvolti? I maggiori, a cominciare dai Clinton. 
Da chi viene la denuncia? 
Da Donald Trump, che sta cercando di salvarsi – dall’impeachment e forse dall’omicidio, visto che «Kennedy fu ucciso per molto meno». 
Ma attenzione: mentre il Deep State trema, i grandi media tacciono: congiura del silenzio. 
Siamo in pericolo, scrive Paolo Barnard: Trump si fa difendere direttamente dal Pentagono, evocando lo stato di guerra, mentre i suoi nemici (accusati di pedofilia, prove alla mano) hanno il potere di silenziare giornali e televisioni. 
In altre parole: sta accadendo qualcosa di mai visto, a Washington. 
Una lotta mortale, tra un presidente sotto assedio e i suoi avversari “mostruosi”. 
Trump agisce solo per opportunismo, per salvarsi minacciando di spiattellare quello che sa, e che gli hanno rivelato ex funzionari della Cia come Kevin Shipp
Per contro, chi vuole farlo fuori adesso è nel panico da quando il presidente ha contrattaccato «con due numeri»: 13818, cioè l’ordine presidenziale esecutivo, e 82 FR 60839, cioè «il protocollo del medesimo presso l’Us Government Publishing Office». 
Una mossa “nucleare”, «ma talmente tanto che quegli apparati di potere, Shadow Government e Deep State, faticano a riprendersi». Una storia «agghiacciante», che Barnard ricostruisce nei dettagli.

«Che i media siano controllati e che si auto-censurino per salvarsi il sedere, lo sa anche un cacciavite», premette. «Ma che due notizie bomba sul presidente della nazione più potente del mondo, e accessibili a tutti, scomparire nel nulla sui maggiori media occidentali, per un ordine di scuderia, questo non lo credevo». Attenti: nei Pentagon Papers, nel Watergate, nell’Iran-Contras, nell’Iraq-gate, i fatti erano occulti. 
Qui invece «sono pubblici e accessibili da una pensionata, riguardano l’uomo più potente del pianeta, eppure sono stati ‘suicidati’ e sepolti da tutti i grandi media con un accordo e con una sincronia scioccanti». In pratica, «i media non esistono più». 
Trump è sotto attacco da parte di due “Stati ombra” ben noti: il raggruppamento dei servizi segreti (Cia, Nsa, Nga, Fbi) che va sotto il nome di Shadow Government, e le maggiori corporations coi loro lobbysti che foraggiano il Congresso: Big Oil, Big Pharma, Big Banks, Big Media, Arms Industry e Silicon Valley, che passano sotto il nome di Deep State
Nota per gli scettici: chiunque neghi l’esistenza ed i poteri di questi apparati, liquidandoli con la parola “complottismo”, «non ha mai letto una pagina del “New York Times”, del “Washington Post” o sentito di P2 e stragismo in Italia, quindi è un cretino».

Donald Trump? Un presidente «incontrollabile, e forse anche mentalmente instabile», ma proprio per questo «ha devastato la sacra tradizione di almeno 70 anni di presidenze americane, dove le politiche reali furono sempre influenzate o truccate da Shadow Government e Deep State, fino alla presidenza Obama inclusa». 
Conclusione: «Trump va quindi abbattuto. Ma quest’uomo è molto meno fesso di ciò che appare», scrive Barnard. O meglio: «Si è circondato di alcuni dei più brillanti ‘Rasputin’ di tutta la storia moderna». Messo sotto assedio, ha quindi contrattaccato con quei due numeri, 13818 – 82 FR 60839
Premessa: «Donald Trump è sotto una ‘Dresda’ di bombe per abbatterlo», fra cui il presunto accordo-scandalo con Putin per truccare le elezioni 2016, che coinvolge anche la sua famiglia (e la relativa inchiesta è nelle mani dell’implacabile ex direttore dell’Fbi Robert Mueller). Sconta «accuse di grave instabilità mentale da impeachment», apparentemente documentate dall’esplosivo bestseller “Fire and Fury” di Michael Wolff: «Una presunta serie di abusi sessuali ai danni di donne lungo la sua carriera sia da businessman che come politico». Poi c’è una sfilza di accuse a membri del suo governo (Steve Mnuchin, Ryan Zinke, Tom Price) per uso personale di denaro pubblico. «Tutti questi scandali s’appoggiano pesantemente sui poteri e/o sulle spiate dello Shadow Government».

Ce n’è a sufficienza per demolire chiunque, osserva Barnard. E Trump, senza quel micidiale documento (che ha firmato il 20 dicembre 2017) sembrava un gigante dai piedi d’argilla. «Non controlla l’Fbi, prima diretta dal suo arci-nemico Comey e oggi da Christopher Wray che a sua volta non controlla l’Fbi». In più Trump «non controlla la Cia, diretta da Mike Pompeo, che a sua volta non controlla la Cia». Di più: «Non controlla la Nsa diretta dall’ammiraglio Michael Rogers, che a sua volta non controlla la Nsa». Donald Trump «non ha nessuna influenza sulla Nga, che gioca un ruolo centrale in tutte le inchieste di massima sicurezza in America». Questo, per quanto riguarda lo Shadow Government. «Poi è troppo ricco per poter essere comprato dal Deep State, che – specialmente con Wall Street e la dirigenza ebraica americana – è lo sponsor principale dei democratici, e di tutti i repubblicani ostili al presidente». 
Poi, continua Barnard, quattro giorni prima di Natale cade la bomba 13818 – 82 FR 60839. 
«E, usando un’impareggiabile espressione americana, “the shit hit the fan” (la merda finì nelle pale del ventilatore)». Attenzione: l’ordine esecutivo «è uno degli atti legislativi americani più dirompenti da sessant’anni». Cosa dice? Colpisce con le massime armi – militari, giuridiche e finanziarie – chiunque si renda colpevole di violazioni dei diritti umani e di corruzione, negli USA e nel mondo».


L’ordine esecutivo presidenziale «colpisce anche i governi esteri coinvolti, i loro funzionari, e qualsiasi complice in qualsiasi forma». Di più: «Va a colpire queste infami catene là dove gli fa più male, cioè nei soldi, con il blocco e la confisca dei loro denari, proprietà, titoli, azioni, anche nelle loro forme più maliziosamente nascoste o lontanamente imparentate». 
Certo, «sappiamo che Trump non è Mandela», e infatti quel decreto è stato scritto «per mitragliare a morte un settore ben preciso delle violazioni dei diritti umani». 
Nel mirino c’è una piaga indicibile: «Il mercato dei minori per pedofilia, nel bacino più ampio dei trafficanti di persone». 
Infatti, spiega Barnard, il presidente aveva anticipato questa legge il 23 febbraio 2017 in conferenza stampa, rilanciata dalla “Associated Press”, «dove parlò proprio di traffici umani per pedofilia». 
Ma perché? «Perché Trump sa bene che questo abominio, l’abuso di minori venduti, sembra aver infettato la maggioranza dei vertici del Deep State, col silenzio dello Shadow Government, e con un presunto forte coinvolgimento di una notissima beneficienza: la Clinton Foundation». 
Come fa Trump a saperlo? «Da anni ne parla in pubblico un ex pezzo grosso della Cia, più altre fonti autorevoli». Sicché, il suo “executive order” «colpirà proprio i suoi nemici».

In questo preciso momento, giura Barnard, «negli Stati Uniti alcuni altissimi nomi stanno tremando, e precisamente dalla mattina del 21 dicembre scorso, quando l’“executive order” 13818 – 82 FR 60839 è stato pubblicato ‘in Gazzetta’ a Washington». 
Un contrattacco mortale: «Jfk fu ucciso per meno, a quanto sappiamo fino ad oggi. 
Infatti i ‘Rasputin’ di Trump sapevano che la vita del presidente sarebbe stata immediatamente in pericolo dopo quell’ordine esecutivo». Proprio per questo, infatti, «hanno fatto la pensata di tutte le pensate». Cioè: il ricorso d’emergenza al Pentagono. Nelle prime righe dell’“executive order”, il presidente scrive: «Io perciò decido che i gravi abusi dei diritti umani, e la corruzione, nel mondo costituiscono un’insolita e straordinaria minaccia alla sicurezza nazionale». 
Notare: le parole “minaccia” e “sicurezza nazionale”, pronunciate dal presidente degli Stati Uniti, «implicano l’immediata mobilitazione di tutto l’esercito americano, cioè del Pentagono. E’ di fatto un preallarme di guerra, e di conseguenza le protezioni intorno al presidente divengono massime. E quando si muove il Pentagono non esiste nulla al mondo, se non un arsenale nucleare straniero, che possa batterlo. Questo è ultra-chiaro a tutti gli apparati di Deep State e Shadow Government, che ora sono in “deep shit”, nella merda fino al collo, per essere chiari».

Non è stato un caso che Trump abbia messo nei posti chiave a Washington tre generali, e un ammiraglio a capo dei più potenti 007 degli Usa, sottolinea Barnard. «Abbiamo il generale James “Mad Dog” Mattis come ministro della difesa, il generale John Kelly come White House Chief of Staff e il generale H. R. McMaster come Consigliere per la Sicurezza Nazionale. 
Poi, anche se boicottato dai suoi sottoposti, c’è l’ammiraglio Michael Rogers a capo dalla Nsa. Insomma, il Pentagono. 
Trump sarà anche scemo, ma cosa sia lo Shadow Government lo sapeva benissimo, e si è protetto». Protezioni salva-vita, ora che Trump – per sfuggire all’assedio di cui è vittima – incalza i suoi nemici, capeggiati da Hillary Clinton, con quell’ordine esecutivo concepito «per metterli in un angolo con indagini profonde sul traffico internazionale di minori per pedofilia, in cui sarebbero coinvolti molti vertici Usa del Deep State, inclusi i Clinton, col silenzio dello Shadow Government». 
“The Donald” lo sta facendo «coprendosi le spalle con l’intero esercito degli Stati Uniti». Del resto, l’argomento toccato è off limits: pedofilia e potere, “non aprite quella porta”. Nessuno aveva mai osato tanto: l’abuso di bambini, nelle alte sfere, è un tabù inaccessibile. 
Chi tocca, muore.

«Esisterebbe dunque un traffico di minori per pedofili di altissimo livello ai vertici del Deep State, inclusi i Clinton», scrive Barnard. «Trump apprende questo da molte fonti, la prima delle quali è l’ex agente e dirigente pluridecorato della Cia Kevin M. Shipp. 
Costui, senza la fama attribuita al suo collega ‘whistleblower’ Edward Snowden, sta rivelando da anni il livello di marciume criminale che davvero permea lo Shadow Government in America». 
Shipp è stato esperto di anti-terrorismo, guardia del corpo di due direttori della Cia. 
Era ai vertici della Counter intelligence, ed è stato citato dal “New York Times” come «veterano della Central Intelligence Agency». 
In altre parole: «Non è proprio un signor nessuno nello Shadow Government americano». 
Barnard ricorda che da anni il “Washington Times”, il “New York Post” e l’inglese “Guardian” «riportavano notizie certe sui cosiddetti “Voli Lolita” – cioè voli su un jet privato per orge con minori – organizzati dal miliardario pedofilo Jeffrey Epstein». 
Per dire: «Bill Clinton, secondo gli atti del processo che condannò Epstein, fu ospite 26 volte su quei voli». Altri nomi di alto rango trovati nell’agenda “nera” del miliardario «furono Tony Blair, Michael Bloomberg, Richard Branson fra molti altri, e i cellulari delle minori schiave del sesso fra cui “Jane Doe N.3”», una ragazzina che negli atti processuali ha dichiarato di «essere stata costretta a rapporti sessuali con diversi politici americani, top businessmen, un premier famosissimo e altri leader internazionali».

Nel 2006, continua Barnard, «Epstein fece una grassa donazione alla Clinton Foundation». 
Nella capitale Usa, la Ong di Conchita Sarnoff, “Alliance to Rescue Victims of Trafficking”, ha decine di files su “potere e pedofilia”. 
Un incubo? Certo. «Ora, provate a trovare traccia sui grandi media italiani o americani dell’esplosivo affare». Niente: silenzio assoluto sui nomi coinvolti, «come Bill e Hillary Clinton, Robert Mueller, Kevin M. Shipp». Sui media, le espressioni Deep State e Shadow Government neppure compaiono. «Attenti, non parliamo di una legge del Nicaragua, ma del presidente americano più discusso e delegittimato della storia». 
Silenzio stampa totale: ne accenna il solo “Financial Times”, «ma svuotando tutta la news». 
Peggio: il 19 gennaio, giunge al Congresso un memorandum «che sembra contenere le prove delle azioni della Clinton, coi soldi del Partito Democratico, col silenzio di Cia ed Fbi, per usare i poteri “tech” della Nsa permessi dalla legge Fisa, sotto la presidenza di Obama… e il tutto per spiare la campagna elettorale di Trump, per corrompere testimoni russi a dire il falso contro il neo-eletto presidente, e con la collusione di Londra».

“Fox News” titola: “Molto più grave del Watergate”. Il sito di finanza“Zero Hedge” pubblica all’istante i Tweet di alcuni senatori americani sotto shock, con parole come «questo memorandum manderà a spasso un sacco di gente, al Dipartimento della Giustizia, e certi nomi finiranno in galera», dalla bocca del senatore Matt Gaetz. Roba da invadere le prime pagine di “New York Times” e “Repubblica”, passando per “Cnn”, “Bbc” e “Rai”. «Nulla. Vado su “Fox News”, e in prima non c’è più nulla! Perdo il fiato. Ma lo recupero quando “Zero Hedge” pubblica un Tweet del più autorevole fra gli autorevoli, Edward Snowden, che conferma tutto». 
Eppure, di nuovo – scrive Barnard – ago e filo «hanno cucito la bocca e le dita di tutto il mondo dei media che contano in un istante, e con un potere di assolutismo che davvero non credevo possibile a questo livello». Ipotesi: «E’ possibile che lo stesso Donald Trump sia parte di questa incredibile congiura del silenzio, per barattare coi suoi nemici e per poterli poi ricattare per anni, ma ciò non cambia la sostanza». 
Sotto i nostri piedi si sta spalancando un abisso: «Non fate figli», chiosa Barnard.