giovedì 19 aprile 2018

IL MINISTERO DELLA VERITA', LA CATTIVA SCUOLA E LA LOGICA DEL BRUTTO...


CONTRO LA LOGICA DEL BRUTTO E DELLA CATTIVA SCUOLA:
Un plauso alla "CRUSCA" per la difesa della nostra lingua, oggi sempre più subordinata e genuflessa alla lingua padronale e mercantile di origine anglosassone.
E' interessante osservare la profonda involuzione culturale, sociale e spirituale che l'Italia ed anche il resto del mondo ha subito e subisce da decenni a vantaggio del pensiero unico, dove la globalizzazione dei diritti è stata sostituita dalla globalizzazione del linguaggio, da quella culturale e mercantile a vantaggio del padronato capitalista.
La volontà di abbattere le frontiere linguistiche dei popoli, di destrutturare le singolarità, le tradizioni letterarie storiche ed umaniste, la ricerca spasmodica dell'assenza del "BELLO", dell'aspetto creativo, il volerlo confliggere ogni volta che riappare sulla scena, quasi fosse un virus da debellare, ha sempre favoriti i totalitarismi, i pensieri unici alveari, i fascismi di tutte le latitudini e declinazioni.
Siamo in presenza da 30 anni di una plateale colonizzazione culturale, non siamo in presenza di nessuna vera globalizzazione dei popoli, paritaria e democratica, semmai di una nazionalizzazione globalista anglofona su tutto il pianeta.


Oggi il MOLOCH è rappresentato dalla sovrastruttura globale della lingua inglese, comoda, facile, che tutti noi impariamo appena ascoltiamo un disco, appena accendiamo il pc, appena accendiamo radio e tv, lingua che tutti noi sudditi usiamo come cani replicanti perché abbiamo il senso di colpa che un certo bieco sinistrismo d'accatto, inventato nei salotti radical chic di estrazione neo-aristocratica, ha imposto per tutto ciò che possa apparire passatista, antimodernista e "nazionale", quindi sociale (per osmosi socialista, democratico e comunitario), e non per abbattere le cosiddette barriere culturali dell'internazionalismo marxiano, al contrario, per crearne di più rigide e dispotiche, ultranazionali e sovranazionali.
E' la nemesi della sinistra italiana diventata DESTRA a tutti gli effetti, superando a destra la destra partitica, paradigma utilizzato dal capitale per imporre leggi e dogmi ideologici liberisti e neo-conservatori alle masse.
Si abbattono le nostre secolari "sovrastrutture" umaniste, la nostra lingua letteraria e le tradizioni storiche per sostituirle non con un libero pensiero che emancipi le classi subalterne per forgiare un'assente coscienza di classe che tutti ci auguriamo maturi nell'inconscio collettivo del nostro popolo, ma con paradigmi totalitari, transumanisti, più raffinati e complessi di un tempo, più tecnologici, pervasivi ed invasi, talvolta liquidi, talvolta palesi.
Stia attenta la CRUSCA che da oggi potrà essere considerata populista e nazionalista dai benpensanti intellettuali e dai loro epigoni politicamente corretti, quelli con un pensiero schematico rigido, infantile e conformista, più dogmatici dei preti, novelli Savonarola e puritani del neo-linguaggio, del modernismo tecno-fascista da loro salutato come progressismo.
Pletora avvezza nel considerare fascista chi legittimamente difende le proprie peculiarità, lo spirito del suo popolo ed il "BELLO", sposando le ragioni del capitale, una visione mercantilistica della società, un'accettazione acritica del dogma scientista e, soprattutto, del BRUTTO che avanza.

Interessante cosa scrive Alvaro Belardinelli sull'INVALSI e, aggiungo io, sulle derive apocalittiche della nostra già martoriata scuola pubblica che introducono in punta di piedi l'agenda transumanista, l'annichilimento dei docenti protratto da una volontà aziendalista che premia le materie tecniche, le lingue straniere, i tecnicismi, i quiz, per produrre una nuova classe di schiavi, incapace possibilmente di pensiero critico, ricambio generazionale senza diritti per nuove frontiere del mondo del lavoro cinesizzato.
E' questo lo scopo che certi mondi transnazionali auspicano nelle loro visioni dispotiche e dispotiche, per questo che negli ultimi decenni tutte le materie di stampo umanista sono state poco alla volta ridotte, svuotate, ridicolizzate, eliminate, rese obsolete, per questo motivo la Storia che si studia a scuola è molto approssimativa rispetto a quanto potrebbero e dovrebbero apprendere i ragazzi, perché la nostra lingua, come ci ricorda giustamente Pasolini, ha origini letterarie profonde.
Nei decenni è stato accorpato l'Istituto d'Arte con il Liceo Artistico, sono state dimezzate le materie artistiche, quelle di stampo umanista, è in progetto in futuro l'eliminazione del latino e del greco dai classici, una forte riduzione delle ore di italiano in tutte le scuole dell'obbligo ed un aumento delle ore di lingue straniere, tecniche e pseudo-scientifiche.
Il tutto passo dopo passo, totalitarismo gentile in punta di piedi, senza che nessuno se ne accorga, una scuola che finge di preparare al lavoro che non c'è, quello gratuito o sottopagato, quello iper-sfruttato, dove i docenti dovranno impazzire con classi sempre più numerose, difficili e pretenziose, con l'invasività dei familiari che non hanno quasi mai cognizione di causa, barcamenandosi tra mille difficoltà per affrontare dinamiche complesse e pesanti, per stare dentro parametri ministeriali che se ne fregano della loro salute mentale, che se ne fregano altamente dell'educazione impartita agli studenti, che se ne fregano degli stipendi ridicoli pagati ai docenti, che avranno sempre più oneri piuttosto che onori.
Proprio perché la nostra è una lingua letteraria, profondamente umanista, complessa e ricca che deve essere depauperata, stuprata, percepita come un antipatico ostacolo, che deve essere imparata "ma tanto poi parlerò in inglese", magari in slang, ancor peggio a suon di emoticon e simboli del T9, involvendo ulteriormente e più velocemente il linguaggio che ritornerà a tribalismi, quelli si passatisti, ma trasmutati in tribalismi urbani, scevri di qualsiasi archetipo comunitario che non sia quindi la deriva della gang, della lotta tra poveri nella giungla d'asfalto.
Vedete come tutto torna ed è strumentale al padronato???


-È proprio vero che responsabili e tifosi dell’invalsizzazione coatta della Scuola italiana non ne comprendano le implicazioni, le ricadute, le conseguenze? 
È vero probabilmente per i “tecnici” dell’Invalsi, il cui stipendio dipende proprio dal loro non comprenderle. 
Un po’ meno vero, probabilmente, è per i mandanti del progetto che vede la Scuola sottomessa all’Invalsi e l’Università assoggettata all’Anvur (l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca).
La progressiva sottomissione del sistema scolastico italiano all’Invalsi, infatti, otterrà sicuramente alcuni risultati:
1- l’espropriazione graduale della valutazione dalle mani degli insegnanti (visto che la valutazione degli insegnanti non è più considerata “oggettivamente misurabile”);
2- il successivo trasferimento della valutazione stessa dagli insegnanti al “Ministero della Verità” costituito dall’Invalsi, ente esterno finanziato dal Governo e “vigilato” dal MIUR (dunque dall’esecutivo, cioè dai partiti di Governo e dai loro mandanti esterni);
3- l’avanzante subordinazione della didattica al superamento dei quiz da parte degli studenti;
il crescente peso dell’ideologia didattica e formativa dominante (indirizzata dai potentati economici attraverso il potere politico ed attraverso l’Invalsi);
4- il progressivo superamento della figura del Docente e della sua libertà di insegnamento, ormai subordinati a criteri falsamente “oggettivi” imposti dai poteri che dominano la società;
5- il graduale annullamento della capacità della Scuola di preparare per il domani una società diversa, più umana, ossia non organizzata soltanto secondo criteri aziendalistici, produttivistici, economicistici, mercatistici.
Chi vuole risultati simili? Quali sono gli stakeholder (“portatori di interessi”, per usare un termine caro agli usurai che dominano il pianeta) cui sta tanto a cuore l’involuzione antropologica alla quale la Scuola italiana sta velocemente cedendo le armi?

“Ignorantizzazione” di massa
È un dato di fatto che i risultati che noi docenti riusciamo a raggiungere con i nostri alunni si sono progressivamente ridotti negli ultimi trent’anni. Complice di questo disastro è sicuramente l’involuzione che l’intera società italiana ha subito a seguito dell’ideologia consumista: del cui trionfo già cinquant’anni fa Pier Paolo Pasolini ci avvertiva. 
Trionfo acuito dal progressivo (ed eterodiretto) allontanamento delle masse dalla politica attiva mediante la strategia della tensione; dalla parabola discendente della credibilità dei Sindacatoni “maggiormente rappresentativi” e dei loro partitoni di riferimento; dalla nascita e dall’affermazione delle televisioni berlusconiane (i vari Canile 5) e di quelle “berluscomorfe”; dal venticinquennio di predominio neoliberista che abbiamo appena vissuto, con l’alternarsi di governi identici sul piano dei programmi e delle politiche, pervicacemente e costantemente basate su tre pilastri: privatizzazione, riduzione della spesa pubblica e smantellamento dello stato sociale.
Per contrastare tutto ciò, la Scuola avrebbe dovuto semplicemente non adeguarvisi: ossia mantenere fermi quei capisaldi culturali che avevano sempre fatto del sistema scolastico italiano uno dei migliori del mondo. Il che non vuol dire rimanere fermi: la Scuola deve esser sempre alla ricerca del progresso e del miglioramento...

-Quando a scuola ci andavano solo i figli dei padroni, tutti sapevano che i contenuti appresi a scuola fanno di te una persona più forte e con più possibilità.
Quando anche i figli degli operai sono andati al Liceo, si è cominciato a dire che il Liceo non serve. 
E così siamo arrivati al punto che la grande conquista della scuola di massa (ossia l’aver permesso a tutti i giovani di studiare contenuti elevati senza chiedersi a cosa servano nell’immediato lavorativo) viene demolita nel comune sentire, perché “poco spendibile sul mercato del lavoro”. Con la legge 107/2015 (la cosiddetta “Buona Scuola”) si è tornati a dire ai ragazzi di sedici anni (come ai loro nonni sessant’anni fa) che “un po’ di lavoro lo dovete fare”: ed ecco l’alternanza scuola-lavoro!»
Il professor Barbero è costretto purtroppo a condividere con tutti gli altri suoi colleghi Docenti universitari un’esperienza comune: quella del progressivo scivolamento dei corsi universitari verso la “licealizzazione”, ovverosia la discesa degli standard formativi universitari verso i livelli che prima erano propri dei Licei.
In parole povere, chi oggi consegue una laurea triennale ottiene una preparazione culturale pari a quella che trent’anni fa si poteva ottenere con un diploma di Scuola Superiore. 
Ciò accade perché, a loro volta, le Scuole Superiori portano oggi i propri studenti a livelli culturali di poco superiori a quelli un tempo conseguiti con la licenza media inferiore; e la Scuola Media Inferiore, a sua volta elementarizzata, si accontenta ormai di erogare conoscenze e competenze un tempo raggiunte alla Scuola Elementare (la prima del pianeta fino al 1990).
Addio al latino, 6 politico e largo all’Invalsi: la Scuola vicina al punto di non ritorno
Di Alvaro Belardinelli
22/02/2018

https://www.tecnicadellascuola.it/addio-al-latino-6-politico-largo-allinvalsi-la-scuola-vicina-al-punto-non-ritorno
https://www.ilmessaggero.it/primopiano/scuola_e_universita/crusca_contro_ministero_istruzione_abbandona_italiano-3676176.html





giovedì 12 aprile 2018

DACCI OGGI IL NOSTRO ATTENTATO QUOTIDIANO E RIMETTI A NOI I NOSTRI MESSAGGI RITUALI... cit.


Il terrorismo è un po' una controiniziazione della rivoluzione, è la versione strumentale utilizzata dallo schema di potere per giustificare leggi liberticide, repressione militare, controllo sulle masse, in una sola parola il DOMINIO. Ogni legittima istanza rivoluzionaria viene infiltrata, cooptata ed eteropilotata, ogni nucleo originario rivoluzionario diventa strumento in mano alla sovragestione, gli esempi storici sono molteplici, soprattutto a partire dalla seconda metà del 20° secolo dove le tecnologie ed i controlli militari si sono raffinati. Si è passati in pochi decenni dalla figura del rivoluzionario a quello del candidato manciuriano inconsapevole, dalla lotta armata alla lotta armata dallo Stato, purtroppo questa è triste nemesi dell'uomo, quella lenta ma inesorabile trasmutazione alchemica che il Fratello ORWELL aveva ben delineato nel suo capolavoro "La Fattoria Degli Animali".


1- TERRORISMO CONTEMPORANEO:
Come tempo fa avevamo osservato, gli attentati terroristici in Europa hanno iniziato timidamente a cambiare bandiera. Stiamo parlando del recente attentato pasquale di MUENSTER in Germania.
Sia chiaro, la sovragestione è sempre la stessa, magari la leadership contesa in una guerra interna tra bande, ma i meccanismi ed il modus operandi non cambiano di una virgola.
Questa volta siamo in presenza di attentati NON musulmani, la metodologia però è sempre la stessa e i morti non hanno colore. Un attentato, diciamo cristiano, al contrario di uno musulmano (ovviamente le appartenenze sono paraventi simbolici), oggi potrebbe celebrare il ritorno di un paladino della cristianità in Europa, l'inizio di una guerra, una nuova fase a livello globale.
Merkel e soprattutto ORBAN si impongono e contrappongono elettoralmente nei loro rispettivi paesi. Completamente diversi nelle appartenenze politiche, con differenti visioni ed agende, ma entrambi uniti dalla stessa grammatica rituale.
L'attentatore di MUENSTER aveva 49 anni, la cui somma teosofica simbolica da 13, il camion si è schiantato nei pressi della statua di Kiepenkerl che è un monumento storico nazionale di grande importanza simbolica.
Il monumento è sopravvissuto all'attentato il 10 ottobre 1943. Pertanto, la propaganda nazionalsocialista utilizzò il monumento nel 1944 come modello per un manifesto politico.
Quando gli Stati Uniti hanno invaso la Germania, la statua è stata distrutta brutalmente con un carro armato.

Gli attentati sono quasi tutti di Stato, inteso non tanto o solo in senso nazionale, ma più transnazionale, e quelli "genuini" sono ugualmente comunque strumentalizzabili dallo schema del potere.
Gli attentati terroristici sono grammatica e linguaggio operativo dei veri attori del backoffice, per cui ad ogni evento terroristico ne consegue un'azione politica, diplomatica nazionale e/o internazionale, quindi una crisi economica, un crollo in borsa, una guerra, uno scontro tra diplomazie e tanto altro.
Se così non fosse il cosiddetto ISIS attaccherebbe solo Israele, le BR avrebbero ucciso solo capi di multinazionali, i terroristi neri non sarebbero stati pagati e finanziati dal loro apparente nemico storico, ovvero ISRAELE, ed i paesi come la Germania che offrono asilo, assistenza e lavoro agli stranieri sarebbero gli unici a non essere attaccati dal fondamentalismo islamico; è curioso come sia apertamente schierato con l'occidente il presunto terrorismo jihadista.
La strategia della tensione gestita dai governi ombra occidentali serve a dialogare ed a celebrare anche a livello sottile step e passaggi politici dei quali noi vediamo solo le ombre o le conseguenze di certe decisioni.

Bisognerebbe anche sapere che certi ambienti psichiatrici con pazienti da utilizzare come possibili cavie da plagiare, ed archivi medici ospedalieri sono spesso monitorati da ambienti militari dei servizi per gestire all'uopo eventuali candidati manciuriani da manipolare, sacrificare, facendoli talvolta credere di essere dei veri terroristi o rivoluzionari. 
Per quanto riguarda attentati di bassa manovalanza è molto semplice condizionare UTENTI psicolabili a commettere attentati in nome di un dio o di un'astrazione da pensiero magico ideologica o religiosa.
Attualmente nel mondo islamico occidentalizzato esiste una fucina infinita di pazzi contenti di immolarsi, protagonisti per un giorno e per l'eternità, basta veramente poco a caricare un UTENTE psichiatrico a commettere o fargli credere di commettere attentati, vedi Lupi Grigi con ALI' AGCA. Basta attingere dal brodo primordiale irrazionale dei fondamentalismi religiosi cristiani, musulmani, ebraici, dai radicalismi di ogni cultura ed il gioco è fatto.
Esistono infinite potenziali avanguardie di prima linea sacrificabili e gestite dal dietro le quinte, dai servizi che li pilotano anche quando essi agiscono di propria "sponte" ed in generale pilotati dal network della sovragestione.
Quando invece siamo in presenza di attentati in grande stile, eccidi di massa, torri che crollano e grandi stragi, agiscono in prima persona i professionisti del mestiere del Deep-State.
Lo stesso meccanismo che accade per quanto riguarda il MACRO in scala succede anche a livello MICRO, per cui tanti degli omicidi mediatici casalinghi che i media veicolano sono parte di questo meraviglioso ed eterno linguaggio analogico, vedi omicidi rituali televisivi.
L'ultimo importante è stato quello elettorale della povera PAMELA di Macerata, omicidio che aveva legami simbolici celebrativi sia nazionali che transnazionali.
A livello MACRO questo evento criminale doveva essere strumentalizzato per dialogare a livello diplomatico (ERDOGAN, TURCHIA e rapporti ambigui che questo paese mantiene con l'islam radicale e la NATO, quindi con la Siria, la Russia, la presenza egemonica e strategica per il gas nel mediterraneo e lo scontro con l'Italia e l'Europa, vedi ENIGAS a Cipro nella guerra silenziosa che sta avvenendo per il controllo dell'oro nero).



2- TERRORISMO PASSATO:
L'Italia è un paese curioso, abbiamo avuto i terroristi più ignoranti e manipolabili della storia dell'umanità.
Le BR e affini, fatta eccezione per Curcio e per le origini del movimento armato, soprattutto nella seconda fase gestita dai servizi segreti occidentali ed israeliani, sono state le cellule UTILI IDIOTE del padronato, cellule terroristiche che invece di colpire i centri nevralgici del potere capitalista, i tanti politici mafiosi, i cosiddetti padroni e sfruttatori, i poteri forti, si sono sempre dedicate a colpire pesci piccoli, giornalisti non graditi, sindacalisti ritenuti collaborazionisti con il potere, fino addirittura ad uccidere intellettuali e scrittori anti-fascisti, come pure politici invisi agli americani ed ai russi, per quanto collusi ed interni al potere.
Dal punto di vista di un alieno che per caso fosse sceso sulla terra ed avesse notato questo surreale modus operandi, questo demenziale, idiota e masochista paradigma pseudo-terroristico, ci si dovrebbe mettere a ridere per non piangere.

Prendiamo per esempio MARCO BARBONE, Brigata XXVIII marzo, criminale figlio di papa', che uccise lo scrittore ed intellettuale WALTER TOBAGI, autore de "GLI ANNI DEL MANGANELLO", uno dei libri più belli e seri di denuncia contro il ventennio fascista.
MARCO BARBONE, da giusto contrappasso, dopo aver confessato e fatto incarcerare compagni e rivoluzionari in tutta Italia per ricevere una forte riduzione della pena, praticamente la grazia, è finito in CL a leccare il culo ai massoni dell'OPUS DEI...
Per non parlare dell'organo di controinformazione LOTTA CONTINUA dal quale provengono diversi personaggi di FI, giornalisti vip progressisti ed ufficialisti oggi fedelissimi allo status quo.
La lista è veramente lunga, tristemente lunga, come la brutta fine che hanno fatto certi rivoluzionari imborghesiti diventati lacchè del potere costituito.
Questi terroristi sono sempre stati utili al padronato dal quale provenivano ed al quale sono naturalmente tornati, furono tra i protagonisti della lotta armata "inconsapevolmente padronale", sovragestita, dove nessun padrone è mai stato conflitto, colpito, protagonisti di una tragedia che farebbe rivoltare dalla tomba qualsiasi vero comunista, socialista ed anarchico partigiano anti-fascista.
Rimarranno alla storia come i terroristi più stupidi di tutti i tempi...




sabato 31 marzo 2018

IL SIMBOLISMO DELLA PASQUA



Il simbolismo della Pasqua
di: Pietro Francesco Cascino


I simboli esoterici che noi incontriamo nei nostri studi servono a risalire la vita celata dietro i simboli stessi, e contribuiscono alla conquista interna dello studioso e alla comprensione delle forme che appartengono al sublime patrimonio della storia esoterica.
I simboli servono a renderci più chiare le idee e sanno avvicinarci di più d’ogni altro discorso espresso a parole, poiché essi adottano espressioni allegoriche invece che astrazioni linguistiche. Sono usati nel loro contenuto conscio per evocare immagini dalla mente subconscia, e portano nel piano della coscienza ordinaria quel ricchissimo mondo sommerso, chiave perduta delle nostre ricerche interiori.
Si può dare come esempio: il cuore come simbolo dell’amore, la colomba simbolo della pace, il Sole simbolo della luce, la corona simbolo della regalità.
In questi esempi, un’immagine rappresenta un’idea, concreta o astratta.
E' necessario ricordare che dal punto di vista esoterico si ritiene che gli astri, e particolarmente il Sole, costituiscono l'espressione materiale di possenti enti­tà spirituali le quali, mediante il loro corso alterno e le relazioni reciproche, influi­scono su tutto il creato determinando gli eventi e ciò si rende possibile in quanto l'uomo stesso è costituito degli stessi elementi.
Il significato simbolico delle grandi festività religiose può essere svelato risalendo alla loro origine, al tempo in cui gli uomini vivevano in contatto con la Natura, e con­frontavano l'alternarsi delle stagioni con il corso degli astri ed a questi ricollegavano tutti gli eventi terreni.
Dall'alternarsi delle stagioni gli antichi scoprirono l'inizio dell'inverno e della primavera, i periodi più importanti per la vita dell'uomo e per la sua sopravvivenza. Con tali periodi si sono fatte coincidere le festività religiose del Natale e della Pasqua.

La manifestazione cosmica si svolge in un susseguirsi di cicli. Per quel che ci riguarda più da vicino possiamo osservare il ciclo Zodiacale costituito dalla precessione degli equinozi, che dura circa 2.000 anni, ed il Ciclo Solare connesso alla rotazione della Terra, che dura un anno. Questo Ciclo Solare fu associato, sin dalla notte dei tempi, alla venuta sulla Terra di una Divinità Solare che portava luce e messi alla Terra e vita all’umanità. La nascita di questa divinità avveniva al solstizio d’inverno, giorno in cui la costellazione della Vergine sorge all’orizzonte, quando il Sole scende alla massima declinazione per riprendere il cammino verso l’emisfero nord apportando nuovamente luce e calore fino a raggiungere il suo Zenit al solstizio d’estate. Tale giorno, fu consacrato al "Sol Invictus", dio persiano Mithra il cui culto risaliva al 1400 a.C., successivamente diffuso nell'Impero Romano nel primo secolo della nostra era, e veniva celebrato il 25 dicembre. Nel compimento del ciclo Solare, nella religione cristiana viene espressa la liturgia dell’Ascensione che si rapporta, secondo gli insegnamenti teosofici, al percorso compiuto dall’Ego, l’eterno pellegrino.
Il Natale, richiamandosi al ciclo solare, era considerato co­me la "nascita" dell'Ego nell'essere umano e la sua crescita attraverso le prove in­vernali fino all'equinozio di primavera (che segna il risveglio della natura) allorquando, avendo superato l’oscurità e la morte, lo spirito dell’uomo risorge dalla materia.
Il simbolo della festa occidentale della Pasqua è posto, quindi, tra l’inverno che si conclude, e la Primavera che sta per iniziare.
La Pasqua nei primi secoli era officiata ogni domeni­ca ed in seguito una volta all'anno al plenilunio dei mesi di marzo / aprile in coincidenza con la festa che ricordava l'esodo degli ebrei dall'Egitto e quindi la salvezza dalla "schiavitù". Appena nel sesto secolo, fu stabilita la data mo­bile della Pasqua che deve cadere una domenica dopo il plenilunio di primavera.

H.P..Blavatsky nel suo articolo "II carattere esoterico del Vangelo" con ri­ferimento alla festività scrive:
"La venuta di Cristo significa la presenza di Christos in un mondo rigenerato, non già la venuta nel corpo di Cristo-Gesù. Questo Cri­sto non si deve cercare nel deserto o nelle "camere inferiori" e neppure nel san­tuario di qualche tempio o Chiesa costruiti dall'uomo, poiché il Cristo - vero Sal­vatore esoterico - non è un uomo, bensì il Principio divino in ogni essere umano. Chi lotta per far risorgere lo spirito crocifisso dalle sue passioni terrene e seppel­lito profondamente nel "sepolcro" della sua carne peccaminosa, chi ha la forza di
rovesciare la pietra della materia dall'uscio del suo santuario interiore, fa risorgere
il Cristo in lui... ".
Esaminiamo i simboli collegati alla festa religiosa della Pasqua:
I simboli connessi a questa fase di transizione s’identificano astrologicamente con i segni dei Pesci e dell’Ariete, esotericamente con la Croce, e cosmogonicamente con l’uovo, simbolo di germe di vita.

Il simbolo della Croce

Per la maggior parte delle persone la Croce è semplicemente un simbolo religioso associato al Cristianesimo, ma se andiamo a vedere nella Storia del simbolo della Croce esistono molte varianti, la cui origine è molto più antica della Croce che il Cristianesimo ci ha tramandato. Tali varianti sono legate e fanno parte della filosofia pagana e della legge universale.
Noi come studiosi d’esoterismo dobbiamo considerare la Croce come uno dei più antichi simboli mistici ed accettare che essa fu adottata dalla cristianità come il più antico simbolo della dualità. Ovunque noi la vediamo rappresentata le dobbiamo manifestare un doppio rispetto, poiché è sacra come simbolo Cristiano del Sacrificio ed è ugualmente sacra come segno mistico della legge eterna la quale ci dice: “ quando due opposti si incontrano si produce una manifestazione che è una combinazione della loro potenza”.
La parola “croce” deriva probabilmente dal sanscrito Krugga che significa “bastone”. I greci la chiamarono stauros “palo”; gli Ebrei “albero”. La croce, convergente con il numero quattro, era già nell'antichità pre cristiana un simbolo che evocava:
1) L’unione dei contrari (sopra, sotto, destra, sinistra);
2) La vita /l’asse orizzontale: il suolo e l’orizzonte sul quale vive l’uomo; l’asse verticale: il percorso terreno dalla nascita alla morte del corpo, crescita basso-alto o ascesi dell’anima al cielo)
3) Il tempo, collegando nella linea verticale il passato (in basso), il presente (incrocio con la linea orizzontale, rappresentante l’seistente) e il futuro (l’alto); ovvero l’ieri, l’oggi e il domani.

La croce era (ed è) rappresentata in varie forme:
1) Ansata o egiziana: derivata dal geroglifico ANKH, simbolo della vita, con forma di croce sormontata da un cerchio. Tale simbolo fu adottato dai cristiani copti che ne fecero un simbolo cristiano;
2) Commissa o greca: a T (lettera Tau dell’alfabeto greco);
3) Immissa o capitata o aperta o latina: la croce comune;
4) Croce di Lorena: a forma di X (lettera Chi dell’alfabeto greco);
5) Gammata: a forma di T (lettera Gamma dell’alfabeto greco);
6) Uncinata: costituita dall’unione di 4 croci gammate con orientamento verso sinistra (occidente), che schematizzava il moto apparente del Sole. Tale croce è stata anche unita al simbolo del cerchio; ricorda il movimento rotatorio e quindi la vita, nei simboli della croce runica (o celtica), e nella svastica. La croce runica (da runa, lettera dell’alfabeto arcaico delle popolazioni germaniche) unisce i due simboli sovrapposti, una croce a 4 bracci uguali ed un cerchio.

Dopo il supplizio di Cristo sulla croce si sono aggiunti altri significati religiosi e simboli:
La croce come albero della vita
- L’asse verticale indica la connessione fra la terra e il cielo; questo, conficcato nella terra, simboleggia anche le radici della vita.
L’abbraccio del figlio di Dio all’umanità
- L’abbraccio della Redenzione di cui il figlio di Dio si è fatto strumento, facendosi uomo.
La figura umana
- La croce evoca anche la figura umana a braccia aperte ( ripresa anche dalla figura del normotipo di Leonardo da Vinci).
La croce a quattro braccia riporta al numero (4), il più simbolico fra i numeri e, quindi, al quadrato. La croce contiene anche il centro, quindi il superamento della quadrinomia mediante il raggiungimento dell’origine dei quattro elementi attraverso il passaggio al numero successivo, il cinque, ovvero alla “quintessenza. La quintessenza simboleggia, quindi, l’elemento puramente immateriale, lo spirito del mondo, dal quale sono stati generati, e separati dal centro, nelle quattro direzioni i 4 elementi (aria, acqua, fuoco e terra).

Gli iniziati orientali, considerano il simbolo della croce, coetaneo del cerchio dell’Infinitudine Deifica e prima differenziazione dell’Essenza, l’unione tra Spirito e Materia.
Secondo l’allegoria astronomica Mercurio è figlio di Coelus e di Lux, del Cielo e della Luce, o Sole; in mitologia è la progenie di Giove e Maia. E’ il messaggero del Padre Giove, il Messia del Sole; in greco il suo nome Hermes significa tra l’altro “l’Interprete”, la Parola, il Logos o Verbo. Mercurio era raffigurato anche in forma di cubo. La forma cubica è quella che mette i Termini direttamente in relazione con la Croce in quanto il cubo disteso diventa una croce in forma di T maiuscola che i greci chiamavano Tau (croce egizia).
Porfirio nel Pimandro insegna che la Parola di Hermes ora interpretata “Parola di Dio” è una Parola Creatrice “Verbum”, è il principio seminale sparso per tutto l’Universo.
In Alchimia “Mercurio” è il principio umido, l’acqua primitiva o elementare contenente il Seme dell’Universo, fecondata dal Fuoco Solare. Per esprimere il principio fecondatore, gli egiziani alla croce aggiungevano spesso un fallo (per rappresentare l’unione del maschio e della femmina, del verticale e l’orizzontale). Gli egiziani conoscevano il simbolo della Croce sotto un’altra forma: la TAU sormontata da un anello che chiamarono ANKH, la Croce dei Faraoni, chiamata anche specchio di Venere in quanto rappresenta la riproduzione. Noi la chiamiamo abitualmente con il suo nome latino, Croce Ansata.
Per gli Egiziani il simbolo della Croce Ansata è quello fra i più frequenti della medicina magico-religiosa. Essa trovò la sua più alta collocazione presso i Sacerdoti di Ammon il Dio di Tope ed era il simbolo della Creazione e della generazione. L’idea di un uomo attaccato alla croce era coordinata con quella dell’origine della vita umana, e quindi con la forma fallica. Una testa umana era a volte aggiunta al simbolo come a riprodurre l’esatta immagine dello Spirito che s’introduceva nella materia; vale a dire l’immagine del Crocefisso.

Il cerchio e la croce sono inseparabili…
La Croce Ansata unisce il cerchio e la croce a quattro bracci. In conseguenza di questo, il cerchio e la croce sono diventati talvolta intercambiabili. Per esempio il Chakra (o disco di Vishnu), è un cerchio; il nome denota la circolazione, la rotazione come nella Svastica (o nel Filfot del Dio Thor) dove a ciascuna delle quattro estremità della croce si trova un quarto di una curva oviforme, e se questi quattro si avvicinano formano un ovale; così la figura combina la croce col cerchio attorno, diviso in quattro parti. Il fiore di loto a quattro petali di Budda è ugualmente raffigurato al centro di questa croce, essendo il loto una versione egiziana e indù dei quattro bracci.
Il cerchio rappresenta anche la periodicità, il ciclo del tempo. In tal senso la Croce equivale al ciclo dell’anno. I quattro archi, se riuniti insieme, formerebbero dunque, un’ellisse. Quest’ellisse denota l’orbita della Terra e si configura come croce dei due equinozi e dei due solstizi manifestando in tal modo l’aspetto astronomico del doppio glifo.
L’emblema della ruota unisce la croce e il cerchio in uno formando il nodo Ankh. Le Ankh simbolizzavano la vita, non animica solamente ma la vita nel senso di continuità. Ha avuto anche un significato speciale in un nome o un titolo come quello del Faraone Tout (Ank) Amon . Nelle decorazioni murali, nei tempi e nelle tombe egizie, i personaggi reali e i sacerdoti erano rappresentati con il simbolo della vita in mano, difatti prima della diciottesima dinastia, solo i re e i membri del clero erano considerati come aventi accesso all’immortalità e, per questa ragione, il simbolo dell’immortalità è stato reso visibile sulle loro persone. Assicurava la protezione della Divinità a chi lo portava addosso. Il simbolo della vita veniva anche esposto nei sacri templi dove la medicina era insegnata insieme alla magia. Questo binomio si protrasse fino alla riforma del Faraone Aton, quando la medicina si staccò dalla magia e tra le due si venne a formare un incolmabile abisso.
Questo simbolo era inciso sulle tombe come amuleto per vegliare i morti e conferire loro l’attribuzione di una nuova vita. La Croce ansata simbolizzava l’immortalità divina trasmessa all’uomo. In chiave astronomica, la parte superiore della Croce ansata è il geroglifico Ru, posto sopra la croce del Tau. Il Ru è la porta, l’entrata e l’apertura d’uscita; denota il luogo nel quadrante settentrionale del cielo, dal quale il Sole Nasce. In questo quadrante settentrionale, la Dea delle Sette Stelle, l’Orsa Maggiore disegnava in cielo nel suo movimento di rivoluzione la prima forma della croce Ank, un semplice cappio che avrebbe contenuto in una sola immagine il cerchio e la croce. Questo rappresenta il cerchio percorso nel cielo settentrionale dell’Orsa Maggiore che costituì il quadrante e luogo della nascita del tempo.
Il nodo Ank lo troviamo nell’induismo sotto il nome di Pasha, una corda che Shiva con quattro braccia tiene nel suo braccio destro inferiore, e significa la “porta stretta” che conduce nel Regno dei Cieli, piuttosto che il “luogo di nascita” in senso fisiologico.

Tornando a parlare della Croce connessa con la Pasqua e l’equinozio di Primavera possiamo fare le seguenti osservazioni:
Fino al Concilio di Nicea dell’anno 325 la più antica rappresentazione del dramma di Gesù, il Maestro, il rappresentante in Terra del Dio solare il quale era rappresentato col simbolo dell’agnello (ariete); fu in seguito che si adottò il simbolo della Croce e della crocifissione. Le tre croci del Monte Calvario rappresentano le croci zodiacali: mutevole, fissa e cardinale le quali rappresentano, inoltre, le forme di Dio immanente nella materia. Da allora questa festa fu commemorata il venerdì seguente il plenilunio dell’ariete e ricordata sul Monte Calvario, che in ebraico significa cranio, ad indicare che in questo posto venne sepolto prima il primo uomo Adamo, e poi Abramo, progenitore degli israeliti.
Attraverso il mistero del Golgota e la morte di Gesù ci furono descritti la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra.
La Pasqua va vista quindi con la tradizione cosmica collaterale. 
La morte della crocifissione si contrappone alla tradizione mistica del Dio della vegetazione. Da un lato il Dio solare che rinasceva dopo essere entrato nel grembo della terra, e dall’altro la morte del Dio della vegetazione, festeggiata dopo tre giorni.

Dal “Viridarium chymicum di Daniele Stolcio di Stolcenmberg pubblicato a Francoforte nel 1624 si legge nella sesta tavola:
Putrefactio
E’ necessario che il seme per prima cosa imputridisca e simultaneamente muoia affinché rinasca alle superne facoltà.
Mai nulla vidi crescere senza tale procedimento.
Senza tale procedimento anche tu sarai vacuo.
Pertanto, mentre la pallida morte con la Falce ucciderà gli amanti,
In quel momento stesso Vulcano darà nuovi fili alla vita.


Il simbolo dell’uovo
L’uovo, che nel suo stesso involucro e per la sua forma racchiude il germe della vita, della riproduzione, della continuità e, quindi, dell’immortalità, rappresentò nel tempo l’archetipo psichico della cellula primaria, sorgente magica della vita.
Preso come simbolo della potenza femminile della natura, è stato rappresentato come vergine madre, come caos, come abisso primordiale; ed essendo sferoide, come emblema dell’eternità e dell’infinito, origine del microcosmo e del macrocosmo, la manifestazione in miniatura del processo creativo dell’evoluzione cosmica.
Fin dalle primissime concezioni dell’uomo, esso fu considerato da tutti i popoli come il simbolo che avrebbe rappresentato nel miglior modo possibile l’origine ed il segreto dell’Essere e, per questo, fu venerato tanto per la sua forma quanto per il suo mistero interiore.
L’uovo fu venerato anche per la sua forma sferoidale che fu individuata quale rappresentazione primordiale di tutte le cose, dall’atomo al globo, dall’uomo visto nel suo involucro aurico, all’Angelo (i serafini sono detti Globi alati).
La sfera o il circolo è l’emblema dell’eternità e dell’infinito; citiamo a questo proposito il simbolo del serpente che si morde la coda.
I fenici considerarono l’uovo il “grembo” dell’amore e del genere umano, il “mezzo” che reca in sé la vita e tutto ciò che può servire ad essa nell’universo. La stessa concezione dei Fenici fu conosciuta dalla Fenicia all’India, dalla Cina all’Oceania ed all’Iran.
Nella cosmogonia orfica veniva rappresentato come “uovo cosmico”, contenitore del tempo, dello spazio e della materia, dal quale derivarono tutti gli esseri, dei e semidei.
Fra i greci l’Uovo Orfico faceva parte dei Misteri Dionisiaci, durante i quali L’Uovo del Mondo veniva consacrato e ove si spiegava il suo significato.
Aristofane, in Nuvole, 693, dice “Il Caos, La Notte, L’Erebo ed il Tartaro erano esseri primitivi: La Notte produsse un uovo nel seno infinito dell’Erebo e ne uscì l’Amore che legò tutte le cose insieme e produsse il Cielo, l’oceano, la terra e gli dei”. Dall’uovo di Leda della tradizione greca nacquero Apollo e Latona, Castore e Polluce.
Secondo la mitologia greca, il primogenito del Mondo fu Dionisio che uscì dall’Uovo del Mondo e dal quale derivarono i Mortali e gli Immortali. Similmente alla visione gnostica di Sophia che esce dal Pleroma.
Diodoro Siculo ci dice che Osiride fu generato dall’uovo. Allo stesso modo di BRAHMA della tradizione indù sorge dall’Hiranyagarbha, uovo d’oro (Hiranya significa risplendente, brillante, piuttosto che d’oro).
In Egitto l’uovo era consacrato ad Iside ed era il simbolo della vita immortale e dell’eternità, preso come glifo della matrice generatrice. Nel rituale egiziano si parla di Seb, il Dio del Tempo e della Terra che depone un uovo o l’Universo nel KHOOM, acqua dello spazio, principio femminile astratto.
Nel Libro dei Morti, il Dio RA è rappresentato come radiante nel suo Uovo (il Sole).
I Cinesi descrivono la nascita del loro primo uomo da un uovo che Tien, il loro Assoluto, lasciò cadere dal Cielo sulla terra.
I testi sanscriti alludono ad un immenso uovo da cui sarebbero sgorgati i celesti.

L’autrice della “Dottrina Segreta” Helena Petrovna Blavatsky, nel Proemio descrive la visione di un manoscritto arcaico “Le Stanze del Libro di Dzyan”, formato di foglie di palma rese inalterabili all’acqua, al fuoco e all’aria mediante un processo specifico sconosciuto. Sulla prima pagina di questo Testo appare un disco bianco immacolato, su fondo nero. Sulla seguente vi è un disco simile, con un punto nel centro. Lo studioso di teosofia sa che il primo rappresenta il Cosmo nell’Eternità, prima del risveglio dell’Energia ancora assopita. Il punto nel circolo fino allora immacolato, Spazio ed eternità in Pralaya, indica l’aurora della differenziazione. 
E’ il punto nell’Uovo del Mondo, il Germe che diverrà l’Universo; un Germe che è periodicamente ed alternativamente latente ed attivo. Il circolo intero è l’Unità divina da cui tutto procede, a cui tutto ritorna. E’ su questo piano che cominciano le manifestazioni Manvantariche, cioè la realizzazione del Mondo manifestato.
Nella Stanza III, del manoscritto citato, al terzo versetto è così riportato: “ La Tenebra irradia la Luce e la Luce lascia cadere un Raggio Solitario nelle acque, nella Profondità Madre. 
Il Raggio dardeggia attraverso l’Uovo Vergine, il Raggio causa un fremito nell’Uovo Eterno ed esso lascia cadere il Germe Non Eterno che si condensa nell’Uovo del Mondo”.
Nella visione moderna degli astronomi, dei fisici, e dei filosofi più avanzati, la teoria nebulare dell’Universo è raffigurata con la cellula uovo contenente un centro vibrante che eccita il centro stesso della vita della stessa cellula. Questa teoria ricalca i miti attorno all’uovo, embrione caotico Primum della materia, eterno pellegrino che dopo un processo evolutivo libera dal suo seno il frutto della vita ripetendo in eterno la fine di un periodo, o di uno stato d’essere, e l’inizio di un altro.
Molti popoli dunque hanno avuto e continuano ad avere in comune la tradizione dell’uovo che fu inserita in una delle più grandi feste annuali che segnavano la fine di un ciclo astrologico cosmico e l’inizio di un altro. Fu Mosè il primo che attivò in occidente la festa ebraica della Pasqua nella quale l’uovo e l’agnello erano stati da allora adottati come simboli d’immolazione e resurrezione della divinità.
Da tempi immemorabili l’Umanità ogni anno nell’equinozio di Primavera festeggia la presenza immanente della divinità nella materia, collegando la tradizione mistica del dio della vegetazione, il dio Sole, che sacrifica se stesso penetrando il grembo della materia e rinascendo dopo tre giorni dalla mutazione chiamata morte.
Ricordiamo che l’equinozio è l’istante in cui il Sole muovendosi sull’eclittica si trova esattamente sull’equatore terrestre vale a dire ad uno dei due nodi della sua orbita rispetto all’equatore celeste. L’equinozio di primavera cade il 21 marzo.
I Magi dell’antichità, che erano fra l’altro anche astrologi, sapevano che con l’entrata della precessione degli equinozi nel segno zodiacale dei Pesci, veniva sacrificato l’Ariete che era l’espressione della volontà e del potere della vita che si incarnava nella materia.

In tutte le antiche religioni, in questo periodo dell’equinozio di primavera, si celebrava la morte e resurrezione di una divinità solare, di un uomo divino, o di un grande eroe celeste. Era il segno della fine di un grande ciclo cosmico.
Dal punto di vista astrologico l’Ariete, come si sa, fa parte con il Leone e il Sagittario della triplicità del segno del fuoco, il fuoco divino che consuma purificando.
Quindi il simbolo della materia, con una serie di resurrezioni, fa ritorno nel Regno di Dio, nel Regno del Padre.
Tutte le dottrine delle principali religioni sono fondate su questa verità, ed è la stessa che troviamo rappresentata allegoricamente nella Bhagavad Gita, nella battaglia sostenuta da Arjuna contro il suo “Io”, per potersi unire a KRISNA; è l’ego che rinasce e muore di nuovo più e più volte, ed in ogni ricorrenza della Pasqua ripete l’atto cosmogonico: in altre parole la fine di un periodo di tempo e l’inizio di un nuovo, basato su un sistema di ritmi cosmici della rigenerazione della vita.
Anche Krisna, nei libri sacri indiani, è ucciso dopo aver compiuto l’opera di redenzione.
Nell’antica Persia si parla anche di resurrezioni: Mitra il Figlio di Dio redime per mezzo della resurrezione. Nell’Atharva, antico testo persiano, leggiamo: “Egli verrà e la vita non avrà più paura della morte, il tempo della putrefazione avrà fine, Egli rinnoverà il sangue di tutti gli esseri, purificherà le anime e tutti i corpi risorgeranno”.
Nelle iniziazioni degli antichi misteri era vissuta questa fase del Dio che s’incarna e risorge. Nell’antico Egitto, nei giorni d’equinozio, il candidato all’iniziazione doveva scendere nel sarcofago ed entrare simbolicamente nel grembo della terra per uscirne il mattino successivo a rappresentare la resurrezione della vita, dopo la mutazione chiamata morte. Nei Grandi Misteri, questo rito durava due giorni. Il candidato veniva legato ad un letto a forma di croce, e dopo atroci prove, e lasciato al buio, il candidato otteneva lo sdoppiamento della personalità; al sorgere del terzo giorno, ormai in possesso della relazione tra visibile ed invisibile, veniva liberato.
In Babilonia si commemorava il Dio Tammuz. Così avveniva anche in Persia col Dio Mitra.
In Grecia Bacco veniva fatto a pezzi simbolicamente dai Titani, ma dopo tre giorni di permanenza nell’Ade, risuscitava, così come in Egitto Osiride veniva ucciso da Tifoen, il serpente del male.
Anche nell’antico Jucatan ( America Centrale) il Dio Bacab veniva crocefisso e dopo tre giorni risuscitava e saliva in cielo.
Nell’Antico Testamento leggiamo che fu Mosè il primo ad istituire la festa ebraica della Pasqua per ricordare la liberazione degli Israeliti dall’Egitto, quando l’Angelo sterminatore imperversando sull’Egitto lasciò indenni gli Israeliti che avevano segnato preventivamente le porte delle loro case col sangue dell’agnello che veniva immolato in quel tempo, e le carni mangiate insieme al pane azzimo (tradizione comune anche ad altri popoli antichi).

I simboli dei Pesci e dell’Ariete:
Il segno astrologico dei Pesci, abbraccia l’arco dei giorni che vanno dal 22 febbraio al 21 marzo d’ogni anno. Questo segno è rappresentato da due pesci legati che nuotano uno rivolto al nord e l’altro allo Zenit. Questo segno simboleggia la fase di passaggio tra il periodo invernale, che termina, e la primavera che sta per iniziare e il suo motto è: “Io lascio la casa del Padre e, tornando indietro io salvo”.
A questo segno nell’antichità furono accostati: il simbolo del delfino e dell’elefante, rappresentazioni di Giove, pianeta e divinità, che aveva il domicilio notturno nella costellazione dei pesci.
L’elefante fu preso come simbolo di potenza e di saggezza e preso a modello di longevità, poiché i suoi anni di vita si prolungano oltre quelli dell’uomo.
Il delfino, dal punto di vista mitologico, era collegato al Dio Apollo, a Dionisio, Bacco e a Poseidon-Nettuno. Appariva agli occhi degli antichi come cavalcatura degli dei marini e simboleggiava l’amicizia fra gli uomini e le divinità marine.
Questo segno è l’ultimo dei segni dello Zodiaco, l’ultima prova. E’ un segno d’acqua, è mutevole e appartiene al secondo Raggio o Raggio dell’Amore- Saggezza, ha affinità col piano astrale o piano emotivo, tanto nel suo lato mistico, purificatore ed evolutivo, quanto nel suo lato più basso con tutto ciò che si riferisce ai sensi.
Il segno dei Pesci è la dodicesima porta che l’aspirante deve oltrepassare affinché il ciclo sia completo. E’ la dodicesima fatica che il grande iniziato Ercole ha dovuto sostenere prima di iniziare il suo compito cosmico.
Il significato del segno dei Pesci è dunque quello dell’interazione con l’Universo, dell’adesione all’unità superiore, della liberazione totale dei veicoli con la dimensione della materia.
Lo stesso segno è stato ripreso dall’iconografia cristiana che vi ha raffigurato Cristo stesso amico dell’Umanità, Salvatore e guida nelle acque procellose dell’esistenza.

Analizziamo, adesso il segno dell’Ariete unito simbolicamente al cavallo bianco degli antichi Arii Vedici e al cavallo bianco descritto nell’Apocalisse:
Col 21 marzo entriamo nell’Equinozio di primavera sotto il segno dell’Ariete. L’Ariete è un segno di fuoco ed è legato alla seconda persona della sacra Trinità o della divina Trimurti.
E’ sotto il segno dell’Ariete che ha inizio nell’Umanità l’individualizzazione. In pratica l’uomo dal regno animale passa al quarto regno della natura, vale a dire all’Uomo, sviluppando il corpo mentale attraverso il quale il pensiero divino si manifesta.
La simbologia del cavallo bianco degli antichi inni Vedici ha la stessa simbologia dell’ariete e ricordiamo che il cavallo bianco chiamato KALKI o ASHVA veniva allevato e reso poi libero per un anno di vagare per i campi e dopo un anno, in una manifestazione che durava tre giorni, e veniva sacrificato come l’ariete degli ebrei.
Nell’Apocalisse Cap. 19 leggiamo: “ Poi vidi il cielo aperto ed ecco un cavallo bianco e colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e il Verace…, gli eserciti che sono in cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi”.
Il cavallo bianco e l’ariete rappresentano l’attività intellettuale, il corpo mentale illuminato dell’uomo spirituale. Essi sono legati alle dodici fatiche di Ercole e ai dodici figli di Giacobbe. Sono entrambi presi come simboli cosmici dell’anno solare e come canale lungo il quale la conoscenza è distribuita nei diversi regni.
Difatti il motto del segno dell’Ariete è: “Io mi manifesto e dal piano della mente governo”.
Anticamente gli uomini avevano stabilito grandi feste in onore del potere generativo, il potere della natura (al momento in cui questa produceva i frutti) attraverso il Culto di Priapo e con l’esibizione in pubblico del simbolo della generazione, il fallo, o di un albero con fronde o senza. Queste feste segnavano sempre cadenze di un tempo strutturato secondo il ciclo della stagione ed erano rituali di pratiche magico-religiose volti a propiziare, attraverso l’offerta delle primizie o l’esibizione di simboli, l’abbondanza della natura e la continuità della vita.
Nel Medioevo in tutta l’Europa si celebravano nei mesi d’Aprile e maggio feste che comprendevano Pasqua, May day e la festa del solstizio d’estate; feste che sembravano mescolate all’origine del culto di Priapo, festa caratteristica degli antichi Romani.
Molte di queste feste, con l’immissione di pregiudizi acquisiti durante secoli dall’umanità (non esistenti certamente all’epoca in cui i simboli della generazione erano simboli mistici di culti), con l’aggiunta dell’avvento del feticismo della morale corrente, sono diventate da simboli del principio creatore in simboli di peccato, del male, e perciò ritenuti impuri, combattuti e sostituiti con altri simboli che conservano sempre, per chi sa leggere, l’origine dei simboli stessi. Le feste dei Liberalia si sono tramandate fino ai nostri giorni e sembra che in Francia presso la Rochelle in Santiague sussistesse fino a poco tempo fa il costume di fare piccoli dolci in forma di fallo e offrirli a Pasqua trasportandoli di casa in casa.
Lo scrittore francese Dulonne ci dice anche che la domenica delle Palme veniva chiamata la festa dei pini, “pine” che in linguaggio popolare e volgare in Francia è il nome comune del membro virile. Anche a Saint-Feou d’Angely esisteva un simile uso di fare dei piccoli dolci chiamati fateux e portarli in processione alla Fete de Dieu o Corpus Cristi.
Questa usanza derivata dai Romani sembra si sia perpetuata durante tutto il Medioevo e se ne trova traccia fino al XIV e al XV secolo.
Tornando indietro anche nell’antica Grecia si svolgevano in questo periodo allegre processioni che vedevano i giovani sfilare carichi di rami d’ulivo o di lauro, da cui pendevano dolci frutti, vasetti d’olio e di vino, tutti simboli delle rinnovate forze della natura.
Queste feste si ricollegavano ai riti agricoli nati, quando l’uomo imparò a coltivare la terra.

Come abbiamo potuto vedere, la festa della Pasqua dei Cristiani e le altre feste che la precedono o che sono state poste dopo, affondano le radici nella notte dei tempi e sono state e sono ancora comuni a tutte le religioni.
La Pasqua anticamente era intesa dagli ebrei, non solo come l'Esodo dall'Egitto, ma anche come una festa patriarcale che si celebrava con canti, danze e offerta delle primizie, specialmente degli agnelli nati nell'anno. In questo modo 1' agnello rappresentava il simbolo del riscatto dalle forze oscure dell'inverno e l'ini­zio del nuovo ciclo primaverile.
Pasqua che in ebraico significa passare oltre, ci ricorda che l’umanità è passata da un lungo e doloroso ciclo di morte e di distruzione con la crocifissione che è il “tema del sangue” e che domina tutto l’anno con il ritratto del Cristo, ma che con la Pasqua il Cristo come presenza viva emerge alla luce dopo tre giorni in un anno nuovo.
Questi simboli in precedenza esaminati sono alcuni dei più importanti simboli mistici della verità. Spesso i simboli appaiono complessi di fattura e rendono oscuro il senso che è loro dato.
E’ necessario, in tal caso cercare le parti essenziali, semplici che costituiscono i simboli, e dalla comprensione di queste si passa in seguito, a quelle degli elementi più complessi, scoprendo così l’idea generale esaminata.
Allorché noi saremo divenuti degli attenti osservatori della natura e dei suoi metodi di lavoro, avendo adottata la pratica di scoprire in loro i segni per le nostre riflessioni, i simboli saranno più agevolmente compresi e potremo trarne l’utile necessario per le nostre ricerche.

Pietro Francesco Cascino è il Vice presidente del Gruppo Teosofico “Ars Regia H.P.B." di Milano


lunedì 26 marzo 2018

LA MALATTIA X CHE NON ESISTE E' PRONTA...



L'apocalisse storicamente narrata nei testi sacri oggi è portata avanti dallo scientismo più bieco, quello dogmatico, totalitario, quello che abita ai piani alti che ci tiene a definire i ruoli in campo.
Oggi ha sostituito in toto il vecchio ed obsoleto armamentario magico delle credenze religiose, prendendone il posto e tracciando il suo di cerchio magico, alimentando il pensiero magico e definendo le sue regole all'interno del tracciato druidico nel quale, bene o male, siamo tutti compresi, condividendone le regole, quindi le leggi sacre ed accettate.


Un po' di BIOTERRORISMO non guasta mai, ogni tanto appaiono come per magia notizie curiose, non importa se vere o false, notizie allarmistiche che destabilizzano le certezze già ampiamente minate di noi poveri utenti e fruitori mediatici.
Ecco allora che tornano i sempreverdi virus X che fanno molta scena e ci ricordano film e serie tv distopiche e post-nucleari che ci hanno abituato a metabolizzare potenziali ecatombi globali, tanto per indorare la pillola o, a seconda, la supposta.
Apprendiamo allora che l'OMS sarebbe in allarme per un potenziale virus letale, chiamato per comodità MALATTIA X, che avrebbe delle conseguenze finali se non trattato in tempo con vaccinazione di massa ad hoc. La cosa surreale che, presentato così come lo confezionano i media e l'OMS stesso, questo virus apocalittico non si capisce affatto se esista realmente, virtualmente, da dove venga, perché avvenga e come si propaghi, sembra una prevenzione su una sciagura imminente, quasi biblica, senza capire e/o spiegare la sua origine e perché dovrebbe giungere alle porte delle nostre città, una sorta di bau bau, di uomo nero in versione bacillo, non si capisce come, quando, dove e, soprattutto PERCHE'?
Viene pure spiegato che potrebbe sfuggire a qualche laboratorio segreto (alla faccia del segreto), che potrebbe andare in mani sbagliate (terroristi in primis o loro stessi?), si teorizzano gli effetti e le potenziali conseguenze, ma non si sa di cosa si stia parlando, non si sa cosa sia, NON SI SA SE ESISTE, e se per assurdo si sapesse, allora si saprebbe e non si farebbe questa penosa manipolazione, datata nei metodi, che però ci riporta al classico trinomio PROBLEMA, REAZIONE, SOLUZIONE, e ci fa intendere come lavorano ai piani alti per creare i presupposti di una cura, inventando a tavolino la malattia, ovvero, il problema.
Forse la MALATTIA X o le malattie X sono gelosamente custodite in qualche fortino segreto del deep-state e, un po' come il deterrente delle armi nucleari, pronte ad essere usate come arme di ricatto per fare future vaccinazioni di massa, per iniziare a cambiare i connotati genetici del genoma umano, per trasmutarci nell'aggiornamento transumanista pensato, aggiornamento che è alle porte e che scalcia per entrare di diritto nella realtà e non essere più confinato nella fantasia di colti Fratelli che lo romanzano neanche tanto metaforicamente nei loro capolavori distopici e dispotici.
Hollywood sono 70 anni e passa che ci sta abituando all'estinzione dell'essere umano e sta gridando al lupo al lupo, oramai siamo inconsciamente già abituati ad apocalissi zombie, a scenari survival, a deserti metropolitani alla Mad Max, negli ultimi decenni la produzione di questi generi è massivamente aumentata, complici anche le serie tv dei canali tematici, così siamo pronti a trasferire ed accettare come realtà quello che prima veniva confinato nella fantasia e nell'evasione.
Leggiamo allora come i media online ufficialisti (ANSA, REPUBBLICA) e l'OMS stesso presentano questo PROBLEMA ad oggi inesistente ma probabile, una sorta di processo alle intenzioni, un funambolico irrazionale e strumentale modus operandi capzioso che vuol instillare paure ed ansie, ma sempre in punta di piedi, come ghost-news, senza troppo invadere la nostra privacy, ma spaventandoci un poco alla volta, un passo alla volta, quasi silenziosamente, e loro potranno dirci che ce lo avevano pure detto.
Se questa non è fake news, manipolazione di massa e neo-linguaggio orwelliano...



http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2018/03/12/oms-in-futuro-epidemia-per-malattia-x-ancora-sconosciuta_ed5a3e2c-7639-48be-900b-e86c60d1c2a9.html
Pur non essendo ancora stata scoperta è già una preoccupazione per gli esperti di tutto il mondo.
Nella lista dell'Oms delle malattie potenzialmente pandemiche per cui mancano ancora armi di difesa c'è per la prima volta anche una 'disease X', una malattia ancora sconosciuta ma in grado di fare milioni di casi e di morti nel mondo.
Nell'elenco, che viene aggiornato ogni anno, compaiono 'nomi noti' come Ebola e Marburg, Zika, febbre Lassa, febbre emorragica Congo-Crimea, Sars e Mers, Nipah e febbre della Rift Valley, patologie mortali per cui non ci sono cure o vaccini efficaci. All'ultimo posto appare 'disease X'. "Con questo termine - scrivono gli esperti della commissione che ha elaborato la lista - vogliamo rappresentare che una seria epidemia internazionale può essere causata da un patogeno di cui al momento non conosciamo la capacità di causare malattie nell'uomo, e quindi la ricerca deve cercare di mettere in campo una preparazione 'trasversale' in grado di essere rilevante anche per una patologia sconosciuta".
Che la prossima minaccia potrebbe venire da un virus o un batterio 'sconosciuto' è noto ai ricercatori, tanto che è appena stato lanciato il 'Global Virome Project', un network di ricercatori che in dieci anni vuole mappare il Dna di tutti i virus esistenti. Secondo le stime del progetto esistono 1,67 milioni di virus nel mondo, di cui solo lo 0,1% è conosciuto, e tra questi tra i 631mila e gli 827mila potrebbero avere la capacità di infettare l'uomo.
http://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/03/13/news/allerta_oms_per_malattia_x_non_esiste_ma_spaventa-191150402/
La prossima pandemia potrebbe essere dovuta a qualche 'volto noto' ai ricercatori, come i virus Ebola o Zika, ma anche a una qualche malattia ancora non conosciuta, una 'malattia X' per cui non ci sono vaccini o farmaci. A fare la lista delle minacce prioritarie, nella quale per la prima volta compare una malattia X ancora da scoprire, è stata l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), al termine della riunione della Commissione di esperti che ogni anno individua le emergenze globali.
Nell'elenco, che viene aggiornato ogni anno a partire dal 2015, compaiono nomi noti come Ebola e Marburg, Zika, febbre Lassa, febbre emorragica Congo-Crimea, Sars e Mers, Nipah e febbre della Rift Valley, patologie mortali per cui non ci sono cure o vaccini efficaci. All'ultimo posto appare la 'malattia X'. "Con questo termine - scrivono gli esperti - vogliamo indicare che una seria epidemia internazionale potrebbe essere causata da un patogeno di cui al momento non conosciamo la capacità di causare malattie nell'uomo. Quindi la ricerca deve cercare di mettere in campo una preparazione 'trasversale' in grado di essere rilevante anche per una patologia sconosciuta".
L'elenco, rileva l'Oms, non è esaustivo e fra i sorvegliati speciali ci sono anche Chikungunya e alcuni enterovirus 'parenti' della poliomielite. "Per tutti - sottolineano gli autori della lista - serve una rapida valutazione delle potenziali contromisure, una sorveglianza e una diagnostica più dettagliata e una ricerca accelerata di vaccini e terapie".
Come dimostra l'elenco stilato dall'Oms per il 2018, la minaccia più incombente è quella dei virus e la 'malattia x' potrebbe venire dalle centinaia di migliaia di agenti virali ancora sconosciuti. A questo proposito è appena stato lanciato il Global Virome Project, che in dieci anni intende mappare il materiale genetico dei virus esistenti. Secondo le stime del progetto esistono 1,67 milioni di virus nel mondo, di cui solo lo 0,1% è conosciuto, e tra questi tra 631mila e 827mila potrebbero avere la capacità di infettare l'uomo. "Quasi tutte le pandemie recenti hanno una causa virale con origini animali - spiegano gli ideatori del progetto in un recente articolo su Science - e, con la capacità intrinseca dei virus di trasmissione inter-specie, le zoonosi virali sono le prime candidate a causare la prossima pandemia. Tuttavia, se i virus sono il nostro nemico, non lo conosciamo così bene. Circa 263 virus di 25 diverse famiglie infettano l'uomo e, dato che le scoperte si susseguono a partire dall'identificazione del primo virus umano, quello della febbre gialla nel 1901, è probabile che molti altri emergeranno".

http://www.who.int/blueprint/priority-diseases/en/
Revisione annuale 2018 dell'elenco Blueprint delle malattie prioritarie 
Ai fini del piano di ricerca e sviluppo, l'OMS ha sviluppato uno strumento speciale per determinare quali malattie e patogeni dare priorità alla ricerca e allo sviluppo in contesti di emergenza della sanità pubblica. Questo strumento cerca di identificare quelle malattie che rappresentano un rischio per la salute pubblica a causa del loro potenziale epidemico e per le quali non esistono o non sono sufficienti contromisure. Le malattie identificate attraverso questo processo sono al centro del lavoro di R & D Blueprint. Questo non è un elenco esaustivo, né indica le cause più probabili della prossima epidemia. Il primo elenco di malattie prioritarie è stato rilasciato a dicembre 2015. 
 Utilizzando una metodologia di prioritizzazione pubblicata, l'elenco è stato esaminato per la prima volta a gennaio 2017. 
La seconda revisione annuale si è svolta dal 6 al 7 febbraio 2018. Gli esperti ritengono che, dato il loro potenziale di provocare un'emergenza sanitaria pubblica e l'assenza di farmaci e / o vaccini efficaci, vi sia un'urgente necessità di ricerca e sviluppo accelerati per *: Febbre emorragica della Crimea-Congo (CCHF) Malattia del virus Ebola e malattia del virus Marburg Febbre di Lassa Sindrome respiratoria del Medio Oriente coronavirus (MERS-CoV) e sindrome respiratoria acuta grave (SARS) Malattie di Nipah e henipaviral Rift Valley fever (RVF) Zika Malattia X.

La malattia X rappresenta la consapevolezza che una grave epidemia internazionale potrebbe essere causata da un agente patogeno attualmente sconosciuto a causare malattie umane, pertanto il Progetto di ricerca e sviluppo mira esplicitamente a consentire una preparazione trasversale di R & S che sia rilevante anche per una "malattia X" sconosciuta il più possibile.
Un numero di malattie aggiuntive sono state discusse e prese in considerazione per l'inclusione nell'elenco prioritario, tra cui: febbri emorragiche arenavirali diverse dalla febbre di Lassa; Chikungunya; malattie coronavirali altamente patogene diverse dalla MERS e dalla SARS; emergenti enterovirus non polio (compresi EV71, D68); e grave febbre con sindrome da trombocitopenia (SFTS). Queste malattie pongono importanti rischi per la salute pubblica e sono necessarie ulteriori ricerche e sviluppi, tra cui la sorveglianza e la diagnostica. 
Dovrebbero essere guardati attentamente e ripensati alla prossima revisione annuale. 
Sono incoraggiati gli sforzi nell'interim per comprenderli e mitigarli. 
 Sebbene non siano stati inclusi nell'elenco delle malattie da prendere in considerazione durante la riunione, sono stati discussi il monkeypox e la leptospirosi e gli esperti hanno sottolineato i rischi che rappresentano per la salute pubblica. 
È stato raggiunto un accordo sulla necessità di: rapida valutazione delle potenziali contromisure disponibili; l'istituzione di una sorveglianza e di una diagnostica più complete; e accelerare la ricerca e lo sviluppo e l'azione di sanità pubblica. 
 Diverse malattie sono risultate al di fuori dello scopo attuale del progetto: dengue, febbre gialla, HIV / AIDS, tubercolosi, malaria, influenza che causa gravi malattie umane, vaiolo, colera, leishmaniosi, virus del Nilo occidentale e peste. 
Queste malattie continuano a porre gravi problemi di salute pubblica e ulteriori ricerche e sviluppi sono necessari attraverso le
principali iniziative di controllo delle malattie esistenti, vasti gasdotti di ricerca e sviluppo, flussi di finanziamento esistenti o percorsi normativi consolidati per interventi migliorati. In particolare, gli esperti hanno riconosciuto la necessità di migliorare la diagnostica e i vaccini per la peste polmonare e il supporto aggiuntivo per terapie più efficaci contro la leishmaniosi.
Gli esperti hanno anche osservato che: per molte delle malattie discusse, così come molte altre malattie con il potenziale di causare un'emergenza sanitaria pubblica, è necessario migliorare la diagnostica. I farmaci e i vaccini esistenti necessitano di ulteriori miglioramenti per molte delle malattie considerate ma non incluse nell'elenco delle priorità. 
Qualsiasi tipo di agente patogeno potrebbe essere priorizzato nell'ambito del Progetto, non solo i virus. La ricerca necessaria comprende la ricerca di base / fondamentale e di caratterizzazione, nonché studi epidemiologici, entomologici o multidisciplinari, o ulteriore chiarimento delle vie di trasmissione, nonché la ricerca in scienze sociali. 
È necessario valutare il valore, laddove possibile, delle contromisure sviluppate per più malattie o per famiglie di agenti patogeni. È stato discusso l'impatto delle questioni ambientali sulle malattie con il potenziale di causare emergenze sanitarie. Questo potrebbe dover essere considerato come parte delle recensioni future. 
L'importanza delle malattie discusse è stata presa in considerazione per popolazioni speciali, come rifugiati, popolazioni sfollate e vittime di disastri. È stato sottolineato il valore di un approccio di One Health, compresi i processi di prioritizzazione parallela per la salute degli animali. 
Un simile sforzo sosterrebbe la ricerca e lo sviluppo per prevenire e controllare le malattie degli animali, riducendo al minimo le fuoriuscite e migliorando la sicurezza alimentare. È stata anche rilevata la possibile utilità dei vaccini animali per prevenire emergenze sanitarie. 
 Inoltre ci sono sforzi concertati per affrontare la resistenza antimicrobica attraverso specifiche iniziative internazionali. Non è stata esclusa la possibilità che, in futuro, possa emergere un agente patogeno resistente e che venga data priorità in modo appropriato.







martedì 6 marzo 2018

RENZI E ASTORI ALL'OMBRA DEL GIGLIO INFRANTO...


4 MARZO 1943
Dice che era un bell'uomo
e veniva, veniva dal mare...
parlava un'altra lingua...
però sapeva amare;
e quel giorno lui prese mia madre
sopra un bel prato...
l'ora più dolce
prima di essere ammazzato.


Così lei restò sola nella stanza,
la stanza sul porto,
con l'unico vestito
ogni giorno più corto,
e benché non sapesse il nome
e neppure il paese
m'aspetto' come un dono d'amore
fino dal primo mese.

Compiva sedici anni quel giorno
la mia mamma,
le strofe di taverna
le cantò a ninna nanna!
e stringendomi al petto che sapeva
sapeva di mare
giocava a far la donna
col bimbo da fasciare.


E forse fu per gioco,
o forse per amore
che mi volle chiamare
come nostro signore.
Della sua breve vita, il ricordo,
il ricordo più grosso
e' tutto in questo nome
che io mi porto addosso.

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesù bambino.
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesù bambino.



Il 4 Marzo 2018 non è stato il giorno di "pace" narrato nella canzone di Lucio Dalla, ma come la canzone, è stato un giorno di purificazione, di morte e rinascita simbolica, celebrativa di un passaggio importante per la storia politica del nostro paese.
Questo a livello sublimale lo hanno percepito anche milioni di cittadini che hanno votato più di altre tornate elettorali, stanchi di non poter più essere rappresentati democraticamente, stanchi di governi del Presidente o governi calati dall'alto. 
Una data importante per un evento importante, non le solite elezioni di routine, ma quelle che avrebbero cambiato (almeno nel gioco delle apparenze) lo scenario politico e che proprio per questo motivo andavano supportate in termini forti simbolici.
In perfetta sincronia con le votazioni accade un evento curioso, apparentemente slegato dalla sconfitta elettorale di Renzi, accade una tragedia, forse una fatalità.
Muore Davide Astori, capitano della Fiorentina, numero 13, di 31 anni.
Ci abbandona di notte nella stanza dell'Hotel che ospitava la sua squadra in trasferta per la partita di campionato contro l'Udinese. I suoi compagni di squadra lo aspetteranno invano la mattina seguente fino alla terribile scoperta del decesso senza una causa apparentemente plausibile.
La partita è stata successivamente sospesa e tutto il mondo del calcio, la città e l'intera nazione ha salutato il giovane capitano dei Viola precocemente scomparso.
Il calciatore era in perfetta salute e questa morte ha sorpreso un po' tutti, tanto che è stata aperta un'indagine per omicidio colposo.
Nessuno di noi sa cosa sia successo esattamente e, nel massimo rispetto del dolore dei familiari ed amici, proveremo ad indicare una strada alternativa per tracciare un parallelo simbolico tra la sua morte e la "morte" simbolica di un altro leader fiorentino, ovvero il segretario del PD, uscito tragicamente sconfitto da queste strane elezioni di Marzo.


Per noi cospirazionisti il caso non esiste e nel caso dovesse esistere, comunque contribuisce ad edificare un'assonanza significativa tra due eventi apparentemente distanti tra loro. L'assonanza va ad incidere simbolicamente a livello sottile, e da questo piano metafisico si riflette nel mondo fisico.
Gli eventi in questione come avete capito potrebbero essere correlati, perché questa è la prassi storica di un linguaggio di antica fattura che viene portato avanti dal potere per comunicare, annunciare,  celebrare ed omaggiare una nuova vita, un nuovo arrivo, un nuovo leader. 
Morto un Papa se ne fa un altro, recitava un vecchio detto popolare.
Davide Astori condivideva a livello suggestivo diverse cose con il suo omonimo simbolico Renzi, entrambi erano i capitani della propria squadra, entrambi "giocavano" a Firenze, il primo nella squadra di quella città, il secondo era nato in quella città.
C'è anche il legame tra diverse/uguali competizioni, calcio e politica, di simile impatto emotivo ed evocativo.
Entrambi muoiono diversamente all'ombra di un giglio infranto e non si capisce se questo Giglio magico muoia con loro o, più semplicemente, li guardi andar via verso altri mondi, dopo averli diversamente utilizzati per fini sovrastrutturali e continui il suo lavoro oscuro dietro le quinte con concordia.
Il 4 Marzo verrà ricordato dai loro spiriti come un brusco addio, ma questa data non contempla solamente la scomparsa dai loro mondi, prevede anche una nuova nascita successivamente celebrata.
Per ingraziarsi gli dei evocati, l'oracolo necessita talvolta di sacrifici di innocenti con il sangue.
Davide Astori oltre ad essere stato il leader del Giglio come è stato Matteo Renzi, indossava in campo il numero 13, numero fondamentale per una certa ritualità e per un certo linguaggio esoterico, ed aveva 31 anni (palindromo di 13) come il nuovo nato, ovvero, il leader del partito della maggioranza relativa Di Maio dei 5S.
Sono curiose queste assonanze, queste coincidenze significative, forse troppe, forse solo casuali, comunque interessanti da analizzare.


Annunciazione della fine politica di Renzi, messaggio augurale al nuovo DI MAIO, rinato come futuro leader politico, della stessa età della vittima sacrificale immolata al tempio del potere, ovvero il capitano della Fiorentina Astori.
Il cognome Astori ci ricorda l'anagramma di astro, invece l'etimo preciso del cognome deriva da Astorre, nome legato ad una razza di uccelli rapaci, quindi significato di rapace, scaltro, furbo.
Mentre il cognome Di Maio è legato all'etimo di Maio, albero delle Alpi che fiorisce in primavera a Maggio e che produce fiori simili alla ginestra. Curioso come anche la Ginestra sia un fiore e simbolo legato a Firenze, Ginestra Fiorentina è un paese in provincia di Firenze, oltre ad avere diversi legami simbolici floreali.
Astori è il medium rituale preposto a comunicare a Renzi la sconfitta e ad annunciare la vittoria a Di Maio. 
Il messaggio dovrebbe essere a favore dei 5S, non a caso nelle prime 3 ore dopo il termine delle votazioni i sondaggi davano i grillini al 33% (ancora numero simbolico con una forte valenza), valore poi sceso al 32%. Messaggio che contempla la possibilità di poter agire liberamente, per quanto possibile e nonostante il ROSATELLUM, per formare una coalizione di governo o governo di larghe intese, magari presieduto da un tecnico esterno calato dall'alto, accompagnato per mano da Mattarella.
Il sacrificio all'Oracolo è stato compiuto un'altra volta, gli Dei sono stati ingraziati, Giglio permettendo, il messaggio è arrivato e noi speriamo vivamente di esserci sbagliati ancora...





venerdì 2 marzo 2018

PROVE DI REGIME DEL GIANO BIFRONTE..(I 2 MATTEI VS LA CATTIVA MAESTRA, FASCISMO E ANTIFASCISMO)


Ci prepariamo alle elezioni del 4 marzo 2018. Voi siete pronti?
Il clima è dei peggiori, la massa ilica sembra impazzita, le forme pensiero sono state riattivate dall'oracolo nero attraverso la propaganda televisiva, i giornali e soprattutto la rete.
Gli istinti più bassi dell'uomo qualunque sono stati solleticati, la grassa pancia del borghese piccolo piccolo stuzzicata e ciò è la causa di continui reflussi gastroesofagei, di fegati ingrossati ed insopportabili alitosi.
E' una gara a chi stimola gli istinti più bassi, ed i peggiori sono quelli che puntano il dito verso i piccoli bersagli mentre difendono le cause del malessere.
Mi riferisco alla becera ed eversiva strumentalizzazione della destra, e per destra intendo LEGA e PD indistintamente, sui recenti fatti della maestra cattiva che inveisce contro la polizia durante una legittima manifestazione antifascista, senza aver fatto nessun atto di violenza e dopo che il corteo aveva subito gli idranti del cordone delle forze dell'ordine.
I due MATTEI hanno mostrato il lato peggiore della politica riuscendo nel vero miracolo italiano, alla faccia dei complottisti naif e degli utenti in cerca di uomini forti che hanno sempre creduto di essere contro il potere, mentre adesso se li ritrovano uniti negli intenti.
Il miracolo di essere perfettamente allineati su tematiche di controllo della massa caprona, ovvero sulla militarizzazione del territorio e riguardo l'atteggiamento fascistoide verso un manifestante, una donna, ancora verso gli statali che non devono esprimere dissenso ed anche contro la scuola pubblica da sempre bersaglio di  tutte le formazioni politiche.
Ancora una volta una donna è la vittima, segnalata e "stuprata" da tutti i media come MALE ASSOLUTO, come una novella strega per un popolino in astinenza da rogo che si fa forte vigliaccamente contro il singolo, schierandosi sempre con il più forte.
Pasolini definiva questo paradigma mentale come endemicamente fascista, e non parlava certo di un fascismo passato, quello del ventennio morto e sepolto, ma di un modello di pensiero violento attuale, impotente e spiritualmente basso che aleggia nella testa degli italiani, nascondendosi tra i meandri dei pensieri.
Lo schema di potere conosce bene i suoi polli e sa come RIATTIVARE all'uopo queste debolezze dei sudditi e in questi 2 mesi si è dato da fare, attraverso la SOVRASTRUTTURA, a manipolare le menti del suo gregge con l'ipnosi della propaganda mediatica, vedi i recenti delitti di Macerata con la contrapposizione straniero criminale vs italiano razzista, ed oggi con il binomio carabiniere stragista di LATINA ed antagonista cattiva maestra di TORINO. Notizie che  non a caso viaggiano sempre in parallelo e che solo pochi sono in grado di rilevare ed individuare in tempo reale.


I due MATTEI, come un Giano bifronte, sono riusciti ad esprimere le stesse tesi del moloch, affermando a rete unificate che questa maestra andrebbe licenziata in tronco e poi anche curata.       

LA GRANDE DIVINITA' DEL GIANO BIFRONTE:
Le cerimonie a lui dedicate venivano amministrate dallo stesso Rex e, in età repubblicana dal particolare sacerdote che suppliva alle antiche prerogative regie, il Rex Sacrorum. Egli apriva dunque per primo le processioni e le cerimonie religiose, antecedendo anche lo stesso flamen Dialis, sacerdote di Giove. Le porte del tempio di Giano si spalancavano in tempo di guerra e nel suo tempio si sacrificava spesso per avere vaticini sulla riuscita delle imprese militari.
Alla faccia del garantismo e dello stato liberale, proprio loro che vengono da partiti dove gli scandali sono e sono stati all'ordine del giorno, dove il migliore dei due ha la rogna.
La cosa peggiore non è tanto sentire questi due burattini andare a braccetto e fare i ducetti con i deboli, ma ascoltare la pletora di benpensanti dargli ragione come servi sciocchi e sudditi bambini in cerca di autorità paterna.
Seguono analisi su questa manipolazione in atto delle menti e degli spiriti e sulla divisione perpetrata dallo status quo per stabilizzare un potere centrale che si ergerà ad ORDINE COSTITUITO dopo le elezioni e nel futuro, con diversi assetti politici, ovviamente spostando il baricentro dell'asse politico ancora più a destra.


Pensieri ed analisi estrapolate in rete:
0- PASOLINI E QUELLI CHE LO CITANO A CAZZO...
di WUMING FONDATION
Il punto è questo: il 99,99% di quel che Pasolini scrisse, se letto da quelli che ne citano a cazzo di cane lo 0,01%, li farebbe fremere d’odio nei confronti dell’autore che stanno usando come pezza d’appoggio.
Antimeme.
Uno dei punti fermi poetici e tematici nel percorso e nell’opera di Pasolini — da Le ceneri di Gramsci fino a Salò e Petrolio — è il mix di orrore e tristezza di fronte al fascismo in ogni sua forma.
2. «Normalità» del fascismo
Per Pasolini il fascismo è, se non proprio — come per Gobetti — l’«autobiografia della nazione», sicuramente l’autobiografia della borghesia italiana, classe sociale che egli — lo dichiarerà più volte nel corso della vita — odia con tutte le sue forze. Il fascismo è la plastica, violenta concretizzazione della grettezza borghese, del razzismo borghese, della sorda, vigliacca, depravata crudeltà borghese.
Nel settembre 1962, nella sua rubrica sulla rivista Vie Nuove, Pasolini descrive il fascismo «come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.» Ed è ovviamente la borghesia, in quanto classe al potere, a normare, codificare ed eleggere socialmente l’egoismo brutale che sta nel fondo del sociale.
In questo senso, per Pasolini la borghesia è sempre fascista. Anche quando a parole dice il contrario, essa è inevitabilmente cripto-fascista.

1-SE NON FERMATE IL KILLERAGGIO VERSO L'INSEGNANTE-MANIFESTANTE, A PAGARNE LE CONSEGUENZE SARETE ANCHE VOI
di Riccardo Paccosi
Se si nega una forma di prassi politica in termini assoluti, o c'è la netta alternativa del militante non-violento che è disposto a farsi massacrare, o altrimenti siamo di fronte a un atteggiamento pre-politico: all'atteggiamento, cioè, del piccolo borghese spaventato che, vedendo cariche di celere e lacrimogeni sulla via, esclama: "signora mia, dove andremo a finire con tutti questi capelloni...".
E' successo, però, che durante una di suddette mobilitazioni antifasciste, un'insegnante che manifestava sia stata ripresa dalle telecamere mentre inveiva contro la polizia e, quindi, sottoposta a un atto di killeraggio politico-mediatico culminato con la dichiarazione di Matteo Renzi "dovrebbe essere licenziata".
Quando c'è uno scontro, l'adrenalina sale a mille e le male parole sono il minimo che possa capitare: da parte dei manifestanti e - come mi è capitato più volte di udire - anche da parte dei poliziotti.
Dunque, il fatto che si sia verificato un procedimento disciplinare contro questa donna e che il segretario del Partito Democratico abbia augurato il suo licenziamento, costituisce una combinazione EVERSIVA rispetto ai principi costituzionali della libertà di pensiero, di associazione e di manifestazione.
Chiedo a tutti di mettere da parte la reazione emotiva del genere "signora mia dove andremo a finire" dinanzi agli scontri di piazza e di ragionare, invece, sul fatto che, qualora davvero si arrivasse al licenziamento di un dipendente pubblico PER RAGIONI POLITICHE, ci troveremmo dinanzi a un precedente pericoloso per tutti: sinistri, sovranisti, rossi, neri, a pallini viola e gialli.


2- NON RIESCO BENE A CAPIRE
di Maurizio Simmini
Non riesco bene a capire le reazioni indignate di chi si stupisce di veder la gente, soprattutto giovani, scendere in piazza per protestare con rabbia contro ogni manifestazione fascista. 
Eppure dovrebbe essere il contrario, dovremmo essere tutti contenti visto che la nostra Costituzione mette bene in evidenza che ogni azione e idea riconducibile al fascismo è da considerarsi fuorilegge. Se ci fosse una giustizia istituzionale che facesse rispettare la costituzione, in strada non ci sarebbe nessuno ad incazzarsi, perché non ci sarebbero nè casa pound nè forza nuova.
Perché esistono ancora organizzazioni di questo tipo quando sono manifestamente riconducibili all'ideologia fascista su ammissione anche dei loro responsabili ? Forse questo può far comodo a qualcuno? E' fin troppo evidente che spingere la gente in piazza per contrapporsi, anche con scontri, porta ad un inasprimento della tensione che ha come conseguenza azioni e costruzioni di norme repressive. E a chi giova tutto questo se non a chi propone uno stato basato sulla forza, sulla sospensione o cancellazione dei diritti, sulla paura, anziché costruirlo sulla pace, sul confronto, lo scambio, l'arricchimento culturale?
Stiamo assistendo ad una campagna elettorale spaventosa, dove si costringe la gente ad andare in piazza a ribadire concetti basilari del nostro vivere civile perché le istituzioni preposte non lo fanno.
Il governo in carica (ma anche quelli precedenti), il parlamento, la magistratura (in primis la Corte Costituzionale) sono colpevoli perché non applicano la Costituzione ed il fatto che ci sia gente che scende in piazza per protestare per questo stato di cose dovrebbe renderci orgogliosi di essere italiani. Sapere che ci sono giovani che vogliono raccogliere e mantenere quanto di più puro e degno è stato prodotto con la Costituzione della Repubblica Italiana mi fa stare bene, perché mi lascia la speranza che non tutto è perduto.

3-NON CAPISCO, FATEMI SCENDERE
di MDD
Non capisco perché ogni volta si contrappongono facinorosi, e sono una piccolissima minoranza, con la maggioranza che scende giustamente in piazza pacificamente contro rigurgiti fascisti?
Si continua a sottolineare pochi estremisti e teppisti, talvolta infiltrati da forze oscure, con una sana e democratica contrapposizione contro i fascisti ed il governo servo di questa europa.
E' un'argomentazione fallace come critica e continua a giustificare indirettamente partiti che dovrebbero essere banditi per apologia di fascismo.
Sbandierare l'anticomunismo, come se poi chi scende in piazza necessariamente fosse solo comunista (è complessa la pletora antagonista ed è quasi tutta anarcoide più che comunista ortodossa, almeno nelle avanguardie di strada), non ha senso perché siamo in Italia ed abbiamo subito il fascismo e non lo stalinismo, fossimo in Russia saremmo "antistalinisti" contro un regime totalitario comunista.
In Italia non ha senso questa parificazione, essendo stato il comunismo occidentale un palese e democratico socialismo fin troppo borghese, talvolta ancora più moderato di una socialdemocrazia, ed essendo la nostra COSTITUZIONE FONDATA SULL'ANTIFASCISMO dopo la resistenza.
E' curioso che siano i caotici ragazzacci di strada e quelli più pacifici a darci a noi tutti lezioni di democrazia ricordandoci ciò che dovrebbe essere ovvio...
Il giochino ipocrita e stupido di identificare l'antifascismo in qualche facinoroso o ancor peggio infiltrato in cortei (vedi black block) e non nei milioni di persone per bene antifascisti, PARIFICANDO COSI' fascismo ad antifascismo, è fallace, antistorico ed oggettivamente errato. Ritengo sia ottima cosa che siano venute fuori le differenze di pensiero.
Non deve MAI passare il messaggio che il fascismo (in senso più allargato) ed il razzismo siano fenomeni estinti. La gente oramai nei social è già STATA DIVISA da 30 di sottocultura della Lega e del berlusconismo, da un radicale individualismo ed antistatalismo,  e dall'accetazione di sparare su tutto ciò che è anche un minimo socialista e progressista.
Invito tutti a farsi un'immersione nella fogna dei social per tastare l'umore ilico del popolino in astinenza da rogo.
Quindi, sarebbe una divisione se si partisse da un'unione di partenza, ma essendo già divisi proprio dalla destra, bisogna equilibrare la livella.

4- NOI SIAMO LE AVANGUARDIE
di MDD
Noi che ci indigniamo, termine terrificante, siamo votati ad essere le "avanguardie" e siamo utili per questo, nonostante si appaia spesso per rompicoglioni (io stesso mi sento rompicoglioni quanto dissento e scrivo criticamente), perché abbiamo tempo e voglia di spenderci nel nostro anticonformismo e non siamo pigri intellettualmente, o forse, solo meno pigri di altri, o ancor meglio, con diverse strategie. Le avanguardie "restano sempre basite" perché sono sul fronte a fare il lavoro sporco, che talvolta sembra in contrasto con le retroguardie, invece è fondamentale nel gioco delle parti. E' il ruolo dei partigiani che, in una strana joinventure un tempo erano alleati degli americani ed oggi, non più utili strumenti di lotta, sono talvolta irrisi e parificati ai fascisti. Invece, NOI, ed intendo non solo noi, ma chiunque svolga questo ruolo, sa benissimo di essere utile alla causa, che non è solo un'egoica ed autoreferenziale prassi comportamentale, ma è una condivisione di valori. Per quanto mi riguarda combatterò a costo di sembrare retorico e ridicolo, ogni paradigma illiberale, reazionario piccolo borghese senza se e senza ma.

5- ESSERE ANTIFASCISTI E LA LEZIONE DI REICH
di MDD
ESSERE ANTIFASCISTI non significa essere SOLO antifascisti nell'accezione storica del ventennio nazi-fascista, quello dovrebbe essere ovvio ed un valore condiviso da tutti gli esseri umani senzienti e spiritualmente evoluti.
ESSERE ANTIFASCISTA oggi significa monitorare e combattere ogni atteggiamento razzista, classista, omofobo e violento che non sia di legittima difesa, significa scegliere con chi stare e da che parte stare nella società, significa denunciare centinaia e migliaia di atti violenti dell'estrema destra.
L'estrema destra negli anni 70 faceva missioni punitive contro sindacalisti ed operai, oggi fa raid razzisti contro stranieri e missioni punitive contro antagonisti, fa raid vigliacchi dimostrativi in sedi televisive, in librerie, fa la voce grossa sui social ed è cullata dai servizi, evocata dalla maggioranza silenziosa, in qualche modo legittimata e strumentalizzata.
Poi esistono i MACROFASCISMI, ovvero tutti quei paradigmi assolutisti, orwelliani e dogmatici declinati in svariati modi.
ESSERE ANTIFASCISTI oggi significa combattere e criticare la finanza padronale, espressione TECNOFASCISTA del potere, la globalizzazione turbo-capitalista attuale, espressione del TECNOFASCISMO imperiale liberista.
ESSERE ANTIFASCISTI oggi è essere critici nei confronti sia della governance israeliana, che delle scelte della troika, essere fortemente contro l'eurozona, contro i governi tecnici calati dall'alto, contro le finte democrazie militarizzate come gli USA, contro le dittature monarco turbocapitaliste-comuniste cinesi e coreane, contro le teocrazie musulmane e talebane, l'elenco è infinito...
ESSERE ANTIFASCISTA oggi significa non fare spallucce invocando la libertà di espressione, perché il razzismo e certi sentimenti reazionari rappresentano la legittimazione dell'uso della violenza, l'accettazione del sopruso, della legge del più forte.
ESSERE ANTIFASCISTI oggi è il non accettare MAI lo status quo e lo schema del potere che sono intimamente ed endemicamente fascisti e totalitari per natura.
La libertà non è un traguardo, è una tensione perpetua da esercitare, una lotta continua contro le forze dell'ostacolo.
La nostra democrazia ha ancora troppi retaggi fascisti ed in questo senso non è affatto compiuta.
ESSERE ANTIFASCISTA è fare guerra contro questa egregora divisoria metafisica, questa forma pensiero che aleggia e serpeggia nella testa dell'uomo qualunque, alimentata dalla propaganda del potere e dai suoi servi sciocchi padronali, vero male assoluto delle società.

Bisognerebbe rileggersi REICH e "Psicologia di massa del fascismo" per iniziare a comprendere il significato di certe parole, la giusta accezione dei termini, perché è facile la manipolazione e l'equivoco, ed io sono molto attento a questo da sempre.
Reich parlava di fascismo rosso nel senso che ogni atteggiamento totalitario è endemicamente fascista per natura, dispotico, come lo stesso PASOLINI, sottolineava.
Per fascismo non si intende solo e banalmente il ventennio che non esiste più, si intendono tutti quegli atteggiamenti acritici, servili, piccolo borghesi nei confronti dello schema di potere, che giustificano lo status quo e di coloro che esercitano lo status quo in termini di conservazione del potere classista. Invece, la violenza non è sempre fascista, soprattutto quando è legittima difesa, perché allora dovrebbero essere stati reazionari anche i leader della rivoluzione francese e di tutte le rivoluzioni popolari, la violenza talvolta è utile ed è un male necessario, vedi la resistenza in Italia. Quando la violenza è legittima difesa o rivoluzione contro un potere dispotico non è mai fascista, è sempre rivoluzionaria, diventa fascista quando assume tendenze REAZIONARIE contro i popoli.