sabato 20 gennaio 2018

AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA, BANDIERA ROSSA, BANDIERA ROSSA... cit. CASINI


CASINI candidato del PD a Bologna sembra un titolo satirico di LERCIO, invece, la fantasia ha ancora una volta superato la realtà...
Pier Ferdinando Casini sarà portato in trionfo sul podio petroniano da un elettorato decisamente moderato e conservatore, trasversale sia al centro-sinistra che al centro-destra, in opposizione alla LEGA, al M5S ed alla concorrenza a sinistra.
CASINI nemico storico della sinistra che diventa il candidato simbolo degli ex-comunisti è lo sberleffo finale a quei pochi elettori che ancora ci credono, più fideisti dei cattolici, ottusi come dei muli da soma in vendita. Nell'imbarazzo generale, ecco che ufficialmente il PD ammette pubblicamente di essere la nuova DC, con la differenza di essere molto più a destra.
In realtà, se analizziamo meglio, CASINI è il candidato perfetto per un partito di destra (appunto PD) che voglia puntare a rappresentare meglio di prima gli interessi del padronato.
Si sapeva da 20 anni che la fusione a freddo di due partiti scampati dalle macerie di tangentopoli, avrebbe dato prima o poi i loro frutti.
E che frutti...!!!
La nuova DC è pronta, il tanto agognato PARTITO DELLA NAZIONE prende corpo proprio a Bologna, ex città rossa, CASINI ne è lo sperimentatore, la cavia parlamentare n°0 per testare l'ulteriore spostamento a destra di questo partito che ha i giorni contati, e ben sapendolo corre ai ripari cercando nuovi fedeli del culto, nuove geolocalizzazioni.
A questo serve CASINI, a piantare dei veri e propri casini e cortocircuiti tra gli iscritti che da oggi dovranno fare i salti mortali per giustificare questa colossale presa per il culo.
Ecco, vedete, andrebbe tutto bene se questo fosse l'unico livello di lettura della vicenda, invece ora possiamo addentrarci sul PERCHE' sia candidato proprio uno come lui nel PD, l'ex-nemico storico, mentre nella LEGA viene presentata una candidatura curiosa, ovvero, quella dell'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Andreotti, che pare non fosse proprio in cima ai desideri dei leghisti della prima ora.

Pierferdinando Casini a Bologna sarebbe stato premiato con un bel collegio blindato per aver mandato a puttane il lavoro della commissione d'inchiesta sulle banche di cui era presidente, commissione sulla cui istituzione, tra l'altro, lui stesso aveva espresso voto contrario, salvando la Boschi, mettendo fine allo scandalo della Banca Etruria e di tutte le sue consociate che da oggi pagheranno in sesterzi i loro azionisti, anzi, in fiorini, anzi, in rose rosse appassite.
Piazzare uomini come CASINI serve anche a questo, ma facendo questa incredibile operazione padronale di facciata, il PD mostra ancor di più, per coloro che ancora non se ne fossero accorti, le proprie oscene nudità, mostrando un corpo in decomposizione senza sesso, appartenenza e significato. 
CASINI domani sarà un probabile successore di un polo moderato in costituzione, mentre oggi pare solo un infiltrato voluto da certi poteri forti per correggere il corso degli eventi, uno con il cappotto in mezzo ad un campo di nudisti in procinto di carbonizzarsi al sole.
Ecco che in questo delirio onirico prende significato anche la strana alleanza tra BONINO e TABACCI, nemici storici, oggi tutti felicemente uniti senza più ritegno.


Poi è la volta della LEGA con una BONGIORNO stranamente forcaiola, dopo essere stata supergarantista con il peggio del peggio, che poi è un classico, forte con i ladri di polli e debole con i potenti.
La BONGIORNO, come tanti altri epigoni di questo tempo, viene consigliata dalla sovrastruttura di partecipare all'agone politico. Perché avviene questo processo?
Perché gli araldi di medio, medio-alto lignaggio, appartenenti o attigui a particolari ambienti di potere, sono da sempre utile strumento di controllo, di consiglio per ogni corrente e/o movimento politico. In realtà la BONGIORNO è un'ottima professionista, ma la sua candidatura mi pare sia da annoverare al doppiogiochismo dei più raffinati, come un voler portare SALVINI su posizioni più moderate, pur apparendo talvolta più populista e reazionaria del Re.
Sappiamo come quasi tutti i politici importanti, oltre a contare nulla, sono tutti ricattabili e/o gestibili, ed avendo "controllori", consiglieri, adviser e demiurghi vari, rientrano nei ranghi ogni volta che vorrebbero prendere iniziative non consone all'agenda generale.
Piazzare colei che difendeva Andreotti dentro un partito come la LEGA, ovviamente, è un segnale simbolico importante ed anche un simpatico contrappasso per questi finti salvatori della patria, anch'essi strumento padronale ed altra faccia della medaglia del potere, insieme ai partiti governativi suoi finti nemici.
Un po' come piazzare CASINI candidato del PD, motivazioni e storie differenti, finalità simili, ovvero, l'ulteriore fase di trasformazione di quel poco che era rimasto dei partiti storici. Ad un livello più basso potrebbe apparire solo come una pessima tattica elettorale, in realtà, ci sono livelli di potere che obbligano e consigliano l'entrata di alcuni personaggi per equilibrare le sorti del Pantheon costituzionale.
In parole povere, queste manovre servono sia a creare cortocircuiti agli elettori, che non capiranno tali motivazioni e scelte, sia a contenere una eventuale crescita elettorale eccessiva della LEGA, oppure, spostando volutamente certe tematiche, perché il partito è stato una creazione voluta dagli stessi ambienti che oggi salutano positivamente la BONGIORNO in camicia verde.
Ergo, la LEGA serve allo status quo, ma solo a piccole dosi, esaurito il compito di propaganda assegnatole, se rompe troppo i coglioni con il sovranismo ed altre paturnie, dovrà essere tarpata qualsiasi sua velleità "rivoluzionaria", spostando i bersagli...

A BERLUSCONI, dopo l'entrata in Propaganda due, gli piazzarono Mangano, mafioso doc e killer dei servizi, per capire se poteva essere affidabile e gestibile dalla sovrastruttura. Fecero allora un grande affare, un vero cavallo di razza unico nel suo genere, non clonabile.
Il buon SILVIO rimane il più valoroso combattente, l'ago della bilancia di tutto l'arco costituzionale, quello che un giorno ti sputtana un SALVINI troppo popolare tra le masse, ed un altro dove se ne serve per scopi opposti, oppure, quando fa la spalla a RENZI, fingendo di essere diverso, preferendolo ai pentastellati.
Purtroppo l'aver sposato ai suoi tempi la MORTE NERA, non gli permette ancora di godersi una tranquilla vecchiaia senza problemi, e lo scotto che ancora paga è proprio quello che esercita quotidianamente nell'interpretare un ruolo affidatogli dai suoi mentori in ambienti massonici.
Un giorno fedele piduista al sistema, un giorno passionario antagonista putiniano, un altro ancora amico di GHEDDAFI, e il giorno dopo mentre vota in parlamento assieme al PD la sua fine, tramite bombardamenti mirati di uranio a tappeto in Libia.
Tutto ed il contrario di tutto, il migliore di sempre!!!

Ogni volta che entrano in scena personaggi strani o diversi da quelli che ti aspetteresti, significa che la sovrastruttura ha bisogno di sincerarsi che ognuno dei lacchè politici non esca dai ranghi, con buona pace di coloro che ingenuamente pensano che i loro referenti politici abbiano possibilità di azione reale.
Lo stesso discorso oggi succede per Di Maio...
Il M5S che ha già completamente tarpato la sua ala antagonista di "sinistra" o pseudo-tale, è riuscita ad escludere attivisti storici superati da emeriti sconosciuti, come nel caso dello spogliarellista Domenico Impagliatelli, 41enne in arte Costantino Strapmen, uno dei candidati che non t'aspetti alle Parlamentarie del movimento.
Il M5S sarà pronto, nel caso servisse alla causa, a governare a livello nazionale (o fingere di farlo) al massimo tra 5 anni insieme a qualche altra formazione, per poi trasformarsi definitivamente da "rivoluzionario" ad "ordinario", passaggio che da anni denunciamo come palese.
Esso ha oramai esaurito il suo compito assegnatoli dalla sovrastruttura (per il M5S il demiurgo designato è stato SASSOON, importante filantropo che ha plasmato dall'alto il movimento, inventandone il nome con un preciso significato numerico vitruviano) oggi si appresta a cambiare paradigma. Il M5S ha avuto una importante funzione tattica, ovvero, quella di essere un contenitore politico del dissenso, che però servisse come contraltare al potere vigente, una sorta di speculum utile al mantenimento dell'agone politico, in funzione di legittimazione dell'alveo partitico e di tutto il cosmo che ci gira intorno.
Aver creato il M5S è servito a placare, contenere e metabolizzare la rabbia sociale ed incanalarla lungo altri lidi più istituzionali, insomma, la stampella del potere.
Il 2018 è l'anno della FASE 2, del cambiamento, ma senza farlo vedere troppo, perché ufficialmente sono ancora un partito "CONTRO", con buona pace di tanti loro onesti sostenitori.

Ma vale anche per LIBERI & UGUALI, formazione dell'ala più conservatrice di certi poteri, nascosta sotto le coperte di un sinistrismo d'accatto strumentale alla conservazione ed alla finta contrapposizione, avanguardia civetta che serve a bilanciare le sorti di un centrosinistra in caduta libera. Ogni caduta libera però non deve andare a rovinare troppo la sceneggiata, quindi esistono tanti ghost-adviser che cercano di modellare la storiella in corso d'opera, i greci li chiamavano Arconti.
I nostri eroi non sono proprio quelle figure importanti della teogonia e cosmogonia gnostica, però in piccolo hanno quella funzione di bilanciamento in positivo o negativo di controllori, giudici (nel caso di DI PIETRO e mani pulite, utili idioti al rinnovamento del sistema) controllori dei controllori, designatori, affidabili ed esperti consiglieri dei leader politici.




sabato 13 gennaio 2018

AMAZON AMMAZZA...




Lavorare fa male, ancora peggio se lavori in una moderna catena di montaggio distopica come quelle liquide interniane che tutti noi utilizziamo per risparmiare qualche soldo.
I modelli strutturali che il sistema turbo-capitalista del nuovo millennio ha messo in piedi hanno una caratteristica interessante, spesso sono amati dal grande pubblico, perché sono trandy, giovani, freschi, colorati e, soprattutto, non contemplano ideologie, sono proiettati nel modernismo più spinto, l'avanguardia del transumanesimo che verrà.
Amazon, call center di telefonia mobile, servizi online di ogni tipo, tutta la serie di lavori liquidi che stanno emergendo rappresentano il nuovo che avanza finalmente completamente liberato da lacci e lacciuoli di articoli 18, spazzati via definitivamente dai jobs act e da tutte le altre mazzate date ai lavoratori negli ultimi anni.
L'EXPO rappresentò una bella vetrina di questo nuovo paradigma che io chiamo dello schiavo moderno, colui che paga per lavorare gratis e sgomita per farsi più bello agli occhi del padrone di turno. I nuovi schiavi non hanno coscienza di classe, sono fieri di non aver ideologie, sono orgogliosi di essere senza prospettive, riescono solo a percepire il presente, e forse neanche quello, sono proiettati sul COME e mai sul PERCHE' si dovrebbe lavorare a gratis, felici e contenti.
A loro interessa COME poterlo fare, senza chiedersi il PERCHE', l'importante è esserci, è far parte della community, è l'evento che comanda, nuova egregora padronale che aleggia tronfia sulle nostre teste di cazzo.
AMAZON in fondo paga ancora i lavoratori, li paga sicuramente poco e male, ma almeno ancora paga, sfruttandoti e massacrandoti come in fabbrica, ma almeno paga, ecco perché lavorarci dentro è percepito come un lusso, come un vantaggio sociale sui coetanei che un lavoro non lo trovano o che sono impiegati gratuitamente a fingere di lavorare per qualche entità sovrastrutturale.
Caro vecchio STATO che fine hai fatto???
Trent'anni di destrutturazione delle politiche del lavoro hanno portato a questo scempio, complici i sindacati di regime, complici ed artefici tutti i partiti dell'arco costituzionale intero, la società stessa, ma soprattutto i cittadini che hanno scelto di essere schiavi e di vendersi per un piatto di lenticchie.
Aspettando un nuovo umanesimo, svegliamoci che è tardi, tardissimo...
MDD


Jeff Bezos è l’uomo più ricco del mondo, l’ultimo rendiconto ufficiale sul suo patrimonio netto lo fa ammontare a 90 miliardi di euro, più o meno.
Questa montagna di soldi l’ha accumulata con Amazon, di cui è fondatore e proprietario.
Amazon si presenta con spot pubblicitari buoni e compassionevoli, verso i bambini, i disagiati, gli animali di casa; per tutti c’è un prodotto utile che può essere consegnato in poco tempo, a chi lo ha richiesto, al prezzo di una organizzazione del lavoro e di uno sfruttamento da schiavi.
I 4.000 dipendenti del grande magazzino di Piacenza della multinazionale sono scesi in sciopero contro questa oppressione infame. Lo stesso hanno fatto i loro colleghi di Germania. In Gran Bretagna Alan Selby, giornalista del “Mirror”, ha lavorato in incognito nel più grande centro di Amazon in quel paese e ha raccontato la sua terribile esperienza.
Salari di fame e 55 ore di lavoro a settimana, per turni devastanti dove si deve correre tra gli scaffali per trovare, confezionare, consegnare prodotti. Si sviene e arrivano le ambulanze, e se non si torna presto al lavoro con il rendimento giusto si viene licenziati. I lavoratori sono bestiame al servizio dei robot, ha sintetizzato Selby.
Il padrone e fondatore di Ikea si chiama Ingvar Kartman, in gioventù è stato nazista, ora ha superato i novant’anni e ha lasciato la gestione del gruppo ai figli.
Assieme sono una delle famiglie più ricche del mondo, che ha abbandonato la Svezia per pagare meno tasse in Svizzera. Anche Ikea fa pubblicità simpatiche e progressiste, a favore di tutti i tipi di famiglie. Le sue dipendenti però la famiglia fanno fatica anche a vederla.
Una madre di due figli, uno dei quali disabile, è stata licenziata a Milano perché non poteva far fronte a un cambio di turni che le rendeva impossibile occuparsi dei suoi figli.
Questo atto feroce non è un caso isolato, ci ha pensato la stessa azienda a chiarire che esso è parte di un sistema organico di vessazione del lavoro. Infatti neanche una settimana dopo, a Bari, Ikea ha licenziato un dipendente per un ritardo di 5 minuti. E altri soprusi simili stanno finalmente venendo alla luce.
John Elkann è l’ultimo padrone della Fiat, ora Fca, erede e socio della grande e numerosa famiglia miliardaria, anch’essa indisponibile a pagare le tasse nel suo paese.
La gestione concreta del gruppo come si sa è affidata a Marchionne, che ha aumentato enormemente i guadagni suoi e i profitti della famiglia.
Nel 2019 l’amministratore delegato se ne andrà, ma la famiglia Agnelli continuerà ad accumulare miliardi. Lo ha sempre fatto, anche quando la Fiat non vendeva un’auto. I profitti di famiglia sono sempre stati la sola rigidità dell’impresa, tutto il resto è sempre stato flessibile, il lavoro prima di tutto. Oggi poi la flessibilità è in tempo reale. 
Così alla fine di ottobre la Fca di Cassino ha lasciato a casa 530 operai assunti a termine, con un semplice Sms. Perché sprecare un colloquio, una parola per delle merci sostituibili in qualsiasi momento? Questo sono e così vengono trattati i lavoratori di Fca. 
Questi supermiliardari sono vezzeggiati e incensati dai mass media e dagli intellettuali di regime. La politica si prostra i loro piedi. Così Bezos e compagnia controllano il mondo e le nostre vite. Sono straricchi perché in tanti sono poveri e sfruttati.
(Giorgio Cremaschi, “Bezos, Kartaman e Elkann: miliardari e schiavisti”, da “L’Antidiplomatico” del 30 novembre 2017).


Jeff Bezos non è solo l’uomo più ricco del mondo, dopo aver superato la vetta dei 100 miliardi di dollari grazie al “black friday”, impennata che ha relegato in seconda posizione Bill Gates, patron della Microsoft. L’uomo-Amazon, che ha inaugurato l’ultima generazione dei nuovi iper-miliardari, con «un ammontare di denaro diluviano e perennemente in crescita», è anche un cardine del potere “totale” dell’élite: il maxi-contratto da 600 milioni stipulato con la CIA, ricorda “Dedefensa”, gli ha permesso di acquisire una testata giornalistica leader come il “Washington Post”, che da quel momento ha preso di mira gli avversari geopolitici dell’intelligence, condizionando l’intero mainstream statunitense, a cominciare dal “New York Times”.
A questo si aggiunge «l’interessante maniera con cui Amazon si appropria di territori concreti, rispolverando il fenomeno della “città di una sola compagnia”», come al tempo in cui Detroit “apparteneva” alla General Motors. L’Institute for Policy Studies ha stabilito che i tre miliardari più ricchi possedevano quanto la metà più povera degli Stati Uniti. Grazie a Bezos, questo studio è sorpassato: perché il miliardario, nel frattempo, ha accresciuto la propria ricchezza di altri 20 miliardi di dollari. Nel mondo intero, i cinque miliardari più ricchi possiedono quanto la ricchezza della metà della popolazione mondiale, all’incirca 3,5 miliardi di persone.

«Bezos ha acquisito la sua ricchezza grazie allo sfruttamento della sua forza lavoro, circa 300.000 persone in tutto il globo», scrive “Dedefensa” citando il sito economico Wsws.org. «I lavoratori di Amazon guadagnano 233 dollari al mese in India, per una media di solo 12,40 dollari l’ora negli Stati-Uniti». I dipendenti hanno tutele minime, salari bassi, contratti flessibili e spesso temporanei, aggiunge “Dedefensa”, in un post tradotto da Vollmond per “Come Don Chisciotte”. 
A rischio, pare, anche le condizioni di sicurezza sul lavoro: «In settembre, quando Phillip Terry, di 59 anni, è stato schiacciato da un carrello elevatore in una fabbrica di Amazon a Indianapolis, il ministro del lavoro ha dichiarato che l’impresa potrebbe essere costretta a pagare 28.000 dollari d’ammenda. Bezos guadagna una cifra simile in un minuto, più dei suoi operai americani in un intero anno». La società, inoltre, «esige gli stessi privilegi dei governi del mondo, privilegi fiscali e altre agevolazioni gratuite in cambio della costruzione dei suoi magazzini». Amazon messo in competizione più di 200 città americane desiderose di diventare il secondo quartier generale della compagnia, ottenendo in cambio enormi donazioni. «Chicago, per esempio, ha offerto ad Amazon un “pacchetto di incentivi” da 2,25 miliardi di dollari, mentre Stonecrest, in Georgia, ha deciso di cambiare il suo nome in “Amazonie” e di nominare Bezos “sindaco a vita”».

Ma il binonio Bezos-Amazon, aggiunge “Dedefensa”, ha un tratto assai particolare, ovvero «la sua relazione estremamente forte e pubblicamente ostentata con la Comunità di sicurezza nazionale (Csn), e in particolare la comunità dell’intelligence». La sua collaborazione con la CIA è ormai palese, rileva il blog, dopo il contratto firmato nel 2013 tra Amazon e l’agenzia di Langley: 600 milioni di dollari, con i quali Bezos ha comprato il “Washington Post”, da allora divenuto «l’organo officiale della sicurezza nazionale (in particolare della CIA) e, durante la campagna Usa-2016, l’organo anti-Trump», in nome della posizione assunta dalla stessa Central Intelligence Agency. 
Una vera e propria luna di miele, con la CIA che «afferma apertamente la sua soddisfazione per questa cooperazione». Da registrare anche una visita ad Amazon altamente mediatizzata dal segretario alla difesa, James Mattis, «che ci permette di comprendere che anche il Pentagono amoreggi con Bezos». Ovvero: «Non si lavora più in segreto, come accadeva prima dell’affare Snowden». Secondo le fonti citate da “Dedefensa”, «Bezos ha trasformato la sua società in un organo semi-ufficiale dell’apparato di informazione militare americana». Amazon e la CIA hanno appena annunciato il lancio di un nuovo sistema di cloud “regione segreta”, nel quale la società ospiterà dei dati per la CIA, l’Nsa, il Dipartimento della difesa e altre agenzie di informazione militare.
Un portavoce della CIA ha recentemente qualificato l’accordo sull’acquisto del “Washington Post” da parte di Bezos come «la migliore decisione che abbiamo preso». Nel quadro delle spese militari approvate a novembre dal Senato, Amazon sarà tra i maggiori fornitori di attrezzature informatiche. «L’uomo da 100 miliardi di dollari – scrive “Dedefensa” – ha impiegato la propria ricchezza per esercitare un’influenza considerevole nei corridoi del potere. 
Quest’anno Amazon ha finanziato il governo federale sborsando più di 9,6 milioni di dollari». Bezos è ricorso alle pagine del “Washington Post” per promuovere l’agenda del Partito democratico. Il “Post”, sotto la gestione di Bezos, è stato uno dei principali difensori della campagna contro la Russia, pubblicando nel novembre 2016 la lista “PropOrNot”, «una finta compilation di agenzie di stampa presumibilmente “propagandisti russi” includente anche siti di informazione di sinistra». In più, Bezos «sta prendendo nettamente le distanze dal piccolo mondo dei super-ricchi, e soprattutto dai compari della Silicon Valley». Lo si evince «dall’affermazione quasi pubblica dei legami tra Bezos e il servizio di informazione ed eventualmente i militari», con la convinzione che la CIA sia priviligiata come interlocutrice principale.

Beninteso: «Tutta la Silicon Valley, dalla preistoria di Gates alla sexy-semplicità di Zuckerberg, ha sempre camminato a braccetto con la Comunità di sicurezza nazionale, Snowden ce l’ha ampliamente dimostrato». Ma con Bezos è un’altra cosa, continua “Dedefensa”: «La relazione è alla luce del sole, ambo le parti ostentano soddisfazione, e nulla ci può dire dove essa possa portare, né chi dei due domini l’altro; c’è un problema di preponderanza del potere». Secondo un analista come Robert Parry, il “Washington Post” di Bezos ha influenzato tutta la stampa mainstream, compreso il “New York Times” e gli altri grandi media occidentali, anche non americani. «L’isteria del Russiagate – scrive Parry – ha provocato un enorme abbassamento del livello giornalistico», per il fatto che i principali media statunitensi hanno ignorato le regole fondamentali nell’acquisizione di vere prove, prendendo per buone semplici vociferazioni sulla presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali. «Dato che la creazione di questa isteria antirussa, avviata dal 2013-2014 (Siria e sopratutto Ucraina), poteva effettivamente essere un obiettivo strategico della CIA, si può concludere che la missione sia stata compiuta. Ma a che prezzo?».
Quanto alla CIA, non può non destare attenzione «la sua maniera di uscire allo scoperto, come ha fatto e continua a fare, affermando pubblicamente la sua soddisfazione di “lavorare” con un tale partner». La CIA è incredibilmente potente, come lo stesso Bezos, rileva “Dedefensa”. 
Ma si ha l’impressione – rispetto alle operazioni che furono affettuate dall’agenzia nel primo mezzo secolo dalla sua fondazione – che si sia persa un po’ di quella “sottigliezza”, tipica del recente passato. «Tra questi due partner – conclude “Dedefensa” – ci sono diverse cose in comune: il potere, la brutalità, il cinismo, la falsa virtù affermata perentoriamente e, in breve, tutto ciò che caratterizza la politica-sistema dal 2001, ma ostentato, istituzionalizzato, ufficializzato, proclamato». 
Se si analizza il risultato dei primi 16 anni di geopolitica Usa a partire dalla data-spartacque dell’11 Settembre, osservando «questo mostro Bezos-CIA», secondo il blog «si ha un’impressione per certi aspetti temperata: la loro potenza combinata può dare la vertigine, ma la vertigine può anche generare errori di manovra e cadute ancora più brutali». L’unione tra Bezos e la CIA era nell’aria da tempo, ma «si tratta di un’unione eccessiva che nasconde in sé la chiave della propria autodistruzione».

sabato 30 dicembre 2017

BUON NATALE CALCUTTA...


E' uscita la puntata  n°0 di BLACK MIRROR INDIE.
Parla di CALCUTTA, un cantante alieno conosciuto ed apprezzato dalle nuove generazioni soprattutto a Frosinone, nel Lazio e dintorni, che sul tubo ha più visualizzazioni di Bowie, Sting e dei Pink Floyd (senza però vendere un disco) e, come da oggi, verrà conosciuto e riconosciuto anche dai Bolognesi e non dai soliti fuorisede ciondolanti con birra Moretti calda che lo conoscono grazie a meme generazionali digitali... 

Verrà consacrato perché gli è stato affidato il delicato compito di stilare la scaletta di capodanno da parte della città per soli 5.000 euro, un atto di fede che un tempo si concedeva a Morricone, che l'avrebbe come minimo suonata e arrangiata dal vivo. 
Invece il nostro eroe si limiterà a consigliare a chi presiede il progetto una compilation di canzonette scelte a caso dal suo cane (anche lui si chiama Calcultta), che verrà trasmessa via blutooth in tutto il centro storico come sfregio ai passanti inermi.
La puntata non spiega come tecnicamente sia possibile che un cantante del genere, attivo solo in centro Italia, possa aver superato con 50.000 milioni complessivi di like, gruppi storici decennali ed essere preso come esempio di nuovo cantautorato indipendente. Ma poi indipendente da cosa, dai soldi, dal gusto, dalla noia???
Sempre nella puntata si teorizza quante monetizzazioni potrebbe fare questo fenomeno se espandesse la sua platea anche al resto del mondo, cosa che puntualmente accadrà alla fine della serie, come un virus mortale da laboratorio che si espande nell'intero globo terra-acqueo.
La storia finisce con CALCUTTA che viene eletto PAPA CALCUTTA 1°, per soli 3.000 euri al mese.

cit. Filippo Cazzone


Buon Natale Calcutta...
Potrebbe essere il titolo di una nuova canzone, invece è un sincero augurio e tanti complimenti all'oggi "più" noto non-cantante laziale e primo non-artista, stonato e pure brutto, per essere riuscito a scucire 5.000 euro a quei pizzicagnoli bottegai del nostro caro consiglio comunale.
Bravo Calcutta, così si fa... Mica volevamo lasciare quei soldi nelle casse cittadine.
Buon Natale Indi & Fuckzesystem contro le multinazionali, contro i potenti, per una vera nuova musica d'amore ai tempi dell'IKEA, per tutti i ciofani arcobaleni...

DAL TORTELLINO MANGIATO A QUELLO SUBLIMATO:
E' un sintomo dei tempi che cambiano in peggio, è la metafora della sinistra bolognese che tale non è, che spende tanto e male, inseguendo in maniera naif i finti idoli per fuorisede, idoli liquidi che rappresentano i veri misteri del web, pagandoli tanto per non fare nulla.
E' questo l'atto sacrilego finale, il pagare il NULLA, per fare il NULLA, trasmesso dal NULLA, quasi una sperimentazione transumanista per testare il terreno e vedere quanto ci si può spingere nelle viscere della scrofa. 
L'esperimento della filodiffusione deciso a Bologna in stile nazi non è casuale, è estremamente raffinato, una sorta di lager fantozziano. Manco i sassi possiamo più tirare senza poter visualizzare il volto del padrone, eletto ad entità sottile e megafono replicante, magari usando droni della Disney grandi quanto un tortellino.
Il desiderio, la necessità e l'esigenza di voler negare la musica dal vivo (dopo anni di guerra a tutti coloro che hanno cercato di suonare, negando permessi, finanziamenti, investimenti), perfino il DJ, ancora troppo umano, e preferire che i fondi pubblici siano attivati per Calcutta, che dovrebbe consigliare al comune in festa (per cosa?) una scaletta di 10 pezzi non-sense, rappresenta simbolicamente il voler segnare e sigillare un passaggio storico epocale, l'implosione della cultura e l'esplosione del CUL-tura. 
Un tempo a Bologna suonavano i Clash, poi fu il turno dei Modena City Ramblers, e sinceramente pensavamo di aver raggiunto il limite della sopportazione, poi il solito Morandi ed infine l'ALTOPARLANTE distopico che trasmette canzonette revival da fine impero, in una carissima scaletta di brutte canzoni stilata da un scorreggione qualsiasi. 
L'annichilimento totale, la degradazione ed umiliazione umana finale, ma con i soldi pubblici, magari il giorno dopo aver rifiutato di pagare 50 euro a cranio 5 bravi concertisti del comunale, considerati troppo cari, passatisti ed anche un po' "fascisti" per pretendere di esibirsi addirittura suonando. 
Potrebbe anche essere interpretato come un gesto situazionista, dadaista, futurista, invece no, la volontà del governo cittadino era proprio transumanista, ovvero, quella di scegliere CALCUTTA e pagarlo per non cantare, pagarlo per un suo presunto gusto estetico e che rappresenti il nuovo giovane precario stereotipato.
Siamo passati dal tortellino mangiato a quello sublimato... 

La destrutturazione sinistroide e comunistavistammare della cultura inizia (continua) il suo processo involutivo e fintamente democratico sfruttando o malamente interpretando i figli del web, quelli che sono nati a mp3 e musica di merda, che poi saranno i futuri elettori del M5S (contenitore ro-botix) e non del PD (partito-nonpartito di vecchi cadaveri).
CALCUTTA, il finto barbone fuorisede con babbo pensionato baby che lo sovvenziona a suon di porchette di Frascati (mia visione psichedelica), rappresenta il medium perfetto di non-cantante non-giovane (il "bel canto" è troppo conservatore e reazionario, se vuoi essere trendy, moderno e di sinistra devi trasfigurare, stonare, un po' come nell'arte moderna fanno coloro che non sono capaci di dipingere e disegnare, no?). 
Potremmo dilungarci sul nome, sul perché di questo strano nome, CALCUTTA, quali antipatie evoca, nome e concetto che è già un palese cortocircuito non-sense e, quindi, coerente con il personaggio e con quello che è capace di attirare e canalizzare cinicamente insieme al suo staff.

Però vedete, alla fine, ha ragione LUI, ebbene si, io voto CALCUTTA.
Perché prendersela con LUI??? Io avrei fatto uguale, avrei chiesto forse un po' meno per non fare nulla, ma avrei accettato senza problemi. 
Chi non ha affatto ragione, invece, sono i nostri politici che hanno permesso ed ideato questo evento non evento. Dovrebbero subire un sano e giusto contrappasso per aver osato tanto con i soldi dei loro elettori. 
Il contrappasso per tale oltraggio culturale?
Una tortura alla Arancia Meccanica, tipo cura LUDOVICO, con proiezioni punitive giornaliere di concerti del nostro CALCUTTA a tutto volume.

Buon natale INDIE e un po' petroniano a tutti dal vostro MDD...


http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/12/28/news/capodanno_bologna-185376361/

domenica 24 dicembre 2017

UGO MATTEI: CONTROLLO SOCIALE, TECNOFASCISMO, GLOBALIZZAZIONE


Intervento di Ugo Mattei, giurista e professore di Diritto Internazionale e Comparato alla California University e docente di Diritto Privato all’Università di Torino.
Costituzione, Comunità e Diritti – Torino, 19 novembre 2017


Negli ultimi tre o quattro anni sono stati installati, soltanto nella parte occidentale del mondo, quindi nel nord globale, circa un miliardo e quattrocentomila sensori per l’internet delle cose. 
Gran parte dei quali sono costruiti nei muri delle case, nei nuovi televisori – in tutti gli apparecchi elettronici che comperiamo – e nelle automobili. 
Parte di questi sensori, che sono invece fissi, sono inseriti negli spazi pubblici e sono quelli con i quali i nostri meccanismi elettronici si collegano senza che noi lo sappiamo.
Queste cose vengono chiamate “Smart“, nel senso che noi sentiamo parlare costantemente di “Smart City“, “Smart Card” eccetera. Tutte le volte in cui si sente la parola “Smart” io penso sempre che gli “Smart” siano loro e i cretini siamo noi. Qui la situazione sta diventando davvero molto preoccupante, soprattutto alla luce di quello che è stato detto adesso. 

C’è in costruzione un gigantesco dispositivo (e qui proprio la parola “Dispositivo” studiata da Foucault è direttamente utilizzabile per parlare dei dispositivi elettronici che noi compriamo). 
Un gigantesco dispositivo di controllo sociale di tutti quanti, che viene ovviamente sperimentato per fare un passo in avanti in modo da rendere in qualche modo l’umanità coerente con la nuova frontiera.

Parliamo della frontiera di tanto tempo fa, del saccheggio coloniale e così via. Quella era la frontiera della modernità.
Con la modernità si scoprono le Americhe, nelle Americhe si sperimenta tutto ciò che non si poteva fare all’interno del nostro continente europeo.
Perché non si poteva fare? Perché la tradizione lo impediva.
La tradizione giuridica impediva la sperimentazione di ideologie proprietarie come quelle di Locke, che presupponevano la tabula rasa, un’idea di un vuoto che viene colmato attraverso delle istituzioni giuridiche fortemente semplificate. Fra le quali due capisaldi della modernità che sono la proprietà privata assoluta, il dominio dispotico di cui hanno parlato i giuristi da un lato e la sovranità dello Stato. Che sono i due poli organizzativi intorno ai quali noi abbiamo costruito le categorie giuridiche e politiche della modernità: il pubblico e il privato.
Oggi la frontiera non è più una frontiera fisica, non abbiamo più le scoperte di Magellano, di Amerigo Vespucci o di Cristoforo Colombo, ma chiaramente la frontiera è una frontiera di tipo informatico. Quella che Floridi aveva chiamato qualche anno fa l'”Infosfera“. 
Questa frontiera di tipo informatico condivide con la frontiera fisica, la frontiera dell’inizio della modernità, una caratteristica fondamentale, che ha reso il capitalismo da essa completamente dipendente. Oggi è impensabile immaginare il capitalismo nella forma attuale – quindi dei rapporti di produzione capitalistici globali – senza la mediazione della rete di internet. 
Se voi pensate alla vostra vita quotidiana, vi rendete conto perfettamente che nulla oggi può funzionare se non mediato dalla rete. Quando andavo a comprare un biglietto del treno, per andare a trovare i miei amici in età giovanile, c’era un signore che me lo faceva a mano. 
Certo, io sono molto anziano, però oggi se arrivi in stazione e il computer è giù, tu il biglietto non lo compri e il treno non lo prendi. Perché la sostituzione della macchina all’umano, in queste operazioni anche molto semplici come quella di fare un biglietto, è tale per cui semplicemente non è più possibile farne a meno.
Se estendete tutto questo al mercato finanziario, alle banche, a tutto quanto, vi rendete perfettamente conto che chi può accedere al Master Switch (come è stato chiamato in un famosissimo libro molto importante di un signore che si chiama Tim Wu, professore della Columbia University), che sarebbe l’interruttore centrale, è colui che in realtà può disattivare il capitalismo.

La frontiera. In questa frontiera si sperimentano molte cose. 
La frontiera dell’Infosfera è una frontiera dalla quale il capitalismo è dipendente e che dev’essere naturalmente tutelata in un modo assolutamente molto forte. Tramite che cosa? Tramite la costruzione di una serie di tabù, di una serie di ideologie, di una serie di convinzioni generalizzate che non si possono mettere in discussione.
Faccio un esempio molto semplice. Quando a noi arriva un messaggio di posta elettronica, di solito sotto c’è scritto: “Non stampare questa email, mantieni l’ambiente salubre“. 
Questo è una sorta di messaggio criptico per cui sostanzialmente la posta elettronica sarebbe, dal punto di vista ecologico, un modo di comunicare totalmente sostenibile, mentre stampare la carta e spedire la lettera non lo sarebbe. 
Il messaggio che passa è che la rete internet vive in una sorta di empireo astratto assolutamente pulito (adesso si parla di nuvole, no?). In realtà la rete internet è fatta, fisicamente, dall’hardware, di parte è la rete estesa: sono dei giganteschi cavi, estremamente grossi che passano sotto i mari . 
Sono una serie di server potentissimi che consumano una quantità spaventosa di energia e che semplicemente nessuno sa dove siano. 
Si sa vagamente che sono collocati nella zona dell’occidente degli Stati Uniti, tra la parte – diciamo – nord della Stato della California, dello Stato di Washington e dell’Oregon. 
Si pensa che pezzi siano nel Canada, ma non v’è certezza. Una delle tesi più accreditate è che il famoso Master Switch, cioè il server centrale, quello davvero importante, stia in un sottomarino nucleare al largo di Seattle.
Tutto questo si va a schiantare contro quello che è la nostra impronta ecologica. 
Se noi guardiamo l’impronta ecologica. 
Quanti sanno cosa sia l’impronta ecologica? 
L’esperienza drammatica che io sperimento ormai un po’ dappertutto, in giro per il mondo, è che nessuno ha idea di che cosa sia l’impronta ecologica, quando trattasi di uno dei concetti più semplici e più banali: che cioè avendo soltanto alcune risorse che sono riproducibili – che sono in qualche modo il flusso di reddito che deriva dal capitale (usiamo questa locuzione neoliberale, perché è l’unica che ormai le persone capiscono, purtroppo), un capitale che da un certo reddito, avere un’impronta ecologica equilibrata significa vivere soltanto del reddito. L’impronta ecologica giusta è 1, ma oggi l’impronta ecologica globale è 1.4 e 1.5, il che significa che tutti gli anni verso luglio/agosto siamo nel cosiddetto Overshoot Day, vale a dire il giorno nel quale abbiamo finito di consumare le risorse che sono teoricamente riproducibili e incominciamo a consumare delle risorse che non saranno mai più riprodotte. 1.4 è una pessima impronta ecologica! Ma la cosa ancor più pessima è che i luoghi che vengono indicati da tutti come i più avanzati del mondo, la famosa Silicon Valley, dove ci si va a fotografare se si diventa Primi Ministri, da Twitter a Cupertino, a Palo Alto, a Mellow Yellow Party, i famosi posti della famosa Silicon Valley, ebbene l’impronta ecologica della Silicon Valley è 6. 
Il che significa che se tutto il mondo vivesse e si sviluppasse per poter diventare come ci dicono che potremmo diventare, cioè come la Silicon Valley (“Crescete in modo tecnologicamente avanzato”, e noi importiamo questo modello di sviluppo), ci vorrebbero sei pianeti per poter mantenere tutti quanti questo tenore di vita. Il che significa che se l’impronta ecologica è di appena 1.4, è solo perché dal Burkina Faso, all’India alla stessa Cina, l’impronta ecologica è molto più bassa rispetto a quella che è l’impronta ecologica dell’occidente ricco. D’accordo? La Cina ha un’impronta ecologica di più della metà rispetto a quella degli Stati Uniti, anche se viene normalmente indicata come il posto in cui tutti inquinano e fanno delle cose tremende! E quella pro-capite è doppia negli Stati Uniti.

Insomma questo per dirvi che abbiamo una situazione molto, molto squilibrata e che quindi se dopo poi ci stupiamo dei flussi migratori, delle situazioni drammatiche che si verificano, questo dipende semplicemente dal fatto che l’equilibrio globale è fortemente sbilanciato dal punto di vista dei consumi. Nessuno dei temi che abbiamo affrontato qui, compreso quello della Costituzione, può essere affrontato senza un’analisi seria dello stato del capitalismo attuale. Perché altrimenti noi ci mettiamo a ragionare di categorie astratte e non capiamo le condizioni materiali nell’ambito delle quali l’umanità si trova a vivere.
E quali sono le possibilità, i rischi legati alla costruzione di questi dispositivi? Esempio molto semplice: gli untori. “Teniamo fuori i bambini che possono contagiare tutti gli altri“. Che cosa significa? Che le mamme di questi bambini sono dei cattivi cittadini perché non investono sufficientemente in precauzione rispetto agli altri. 
Si costruisce un modello moralistico contro quelle mamme, e questo modello moralistico rende utilizzabile una sorta di implementazione diffusa di un ordine giuridico assolutamente contrario al precetto della Costituzione stessa. 
La Costituzione prevede che non si possano imporre trattamenti sanitari obbligatori se non in casi assolutamente particolari, ed è chiaro che una vaccinazione a tutto raggio fatta per tutti quanti non rientra in quelle categorie di eccezionalità che giustificano il trattamento sanitario obbligatorio. Questo lo capisce chiunque.
Allora, il punto vero è che oggi quella sperimentazione che viene fatta in Italia, per poi estendere i vaccini in tutto il mondo, io credo che venga fatta anche per sperimentare una futura possibile frontiera. Che è quella di rendere l’internet delle cose sempre più inevitabile. In altre parole, se ci fate caso, quando vi comprate un telefonino di questa generazione ultima, non potete più togliere la batteria. Vi sarete chiesti: perché non si può più togliere la batteria? Perché togliendo la batteria ci si può disconnettere. 
Non la puoi togliere fisicamente! E certo potresti smontare il telefono, ma guardate che se voi comprate un telefonino di ultima generazione e lo accendete – questo vale per la vostra televisione o per qualunque oggetto Smart -, prima di poterlo utilizzare dovete premere una serie di pulsanti sui quali c’è scritto: “I agree. I agree. I agree“. E voi che cosa accettate, naturalmente senza leggerlo (perché figuriamoci se uno che ha appena ricevuto nella bianca notte di Natale si mette a leggere quello che sta accettando, e figuriamoci per di più se non accetta: non gli funzionerebbe il regalo e quindi tanto varrebbe restituirlo: non c’è nessun’altra possibilità rispetto ad accettare)? 
Tu hai accettato in quel momento una serie di cose che non accetteresti mai rispetto ad una tua normale proprietà. Per esempio hai accettato il fatto che non lo potrai portare a riparare da chi ti pare, ma dovrai portarlo a riparare soltanto da quello che ti indica il venditore. 
Hai accettato il fatto che non potrai hackerare, manipolare la tua proprietà per renderla più compatibile con un altro sistema operativo, perché se lo fai commetti un reato! Hai accettato semplicemente una giurisdizione all’interno della quale tutta una serie di comportamenti, che sono comportamenti totalmente normali rispetto a un proprio oggetto, sono in realtà comportamenti rilevanti dal punto di vista penale. Hai in più accettato anche il fatto di togliere di mezzo ogni giurisdizione, cioè che utilizzando questo strumento e scaricando qualsiasi tipo di App, implicitamente non puoi più andare in una giurisdizione – sia straordinaria che amministrativa – a far causa a uno qualsiasi di questi provider cui hai venduto i tuoi dati.

Facebook ha un miliardo e mezzo di utenti. È tanta gente! I nostri giornalisti ci dicono che si tratta della più grande Nazione del mondo. Quel miliardo e mezzo di persone hanno accettato il sistema di risoluzione delle controversie tra l’utente e Facebook stesso, ma indovinate quante volte nella storia di Facebook lo hanno utilizzato? Sessantaquattro! Vale a dire cheè stato completamente tolto di mezzo qualsiasi strumento di accesso alla giurisdizione ordinaria. E anche quella speciale, che ti viene offerta come giurisdizione privata, non viene semplicemente utilizzata mai. Cosa significa questo? Significa che nella frontiera dell’Infosfera possiamo fare a meno del giurista! La presenza del diritto non è più necessaria per costruire la struttura portante del capitalismo. Il giurista e il diritto sono stati sostituiti dai programmatori che riescono a introdurre dei processi che fondano le basi di transazioni economiche al di fuori di qualsiasi possibilità di controllo da parte dei giuristi.
Voi mi direte: “Ma che bella cosa, perché i giuristi ci stanno molto antipatici!“, e io sono anche d’accordo, da un certo punto di vista, perché purtroppo li frequento molto. 
Però il punto è che mentre nella storia tutte le rivoluzioni fin qui hanno sempre cercato di togliersi dai piedi i giuristi, ma non ci sono mai riuscite perché prima o dopo la loro presenza era necessaria per costruire le basi di una società organizzata fondata sullo scambio, oggi per la prima volta è possibile.
Il che significa che mentre prima il capitalismo doveva in qualche modo sopportare i pistolotti dei giuristi che gli dicevano: “Ma guarda che ci sono anche gli standard di decenza, ci sono i diritti umani fondamentali, non si possono imporre vaccini obbligatori, non si possono fare una serie di cose senza ragionevolezza“, perché quel ceto era un ceto in qualche modo indispensabile per la funzione primaria da cumulo capitalistico, oggi che quel ceto non serve più. 
Anche le nostre prediche sono destinate a rimanere, come diceva il buon Bob Dylan, Blowin’in the Wind. Sono destinate a rimanere completamente inascoltate, per un semplice fatto: che incentivo hanno ad ascoltare Ugo Mattei che gli fa il predicozzo, se poi non ne hanno bisogno per poter estrarre valore nei rapporti economici commerciali utilizzando le sue dottrine sul contratto sulla proprietà? Semplicemente se lo tolgono dai piedi nell’uno e nell’altro settore.
Questa è una sperimentazione che per ora sta avvenendo in frontiera, nell’Infosfera, ma che sempre più rapidamente – io prevedo – arriverà anche nella madre-patria, nel mondo off-line – come oggi si chiama – perché quelle sperimentazioni lì vengono fatte in quel luogo e poi dopo ricadono anche nella nostra vita quotidiana. Proprio come le sperimentazioni di saccheggio nell’America latina, soprattutto nel nord America, sono ricadute nella strutturazione del capitalismo della madre-patria. Questo è un punto di una certa gravità, perché né tu né un altro miliardo di persone adesso potete più togliere la batteria: c’è il diritto penale che presiede alla vostra ubbidienza rispetto a quello che avete accettato. 
E questo è gravissimo, perché nel momento in cui tutti noi, dal primo all’ultimo, commettiamo dei reati senza saperlo, perché premiamo dei pulsanti, noi tutti, dal primo all’ultimo, possiamo essere inquisiti per quello che abbiamo fatto. E quindi noi, dal primo all’ultimo, possiamo finire nei guai proprio come è successo ad Aaron Swartz negli Stati Uniti d’America.

Quanti di voi hanno sentito parlare di Aaron Swartz? 
Nessuno, ecco bella roba! Aaron Swartz era un ragazzo che all’età di 12 anni era un genio informatico, un genio che aveva preso una sua consapevolezza politica. 
A 12 anni aveva fatto il Coding per il famoso programma, quello di Lawrence Lassie per i CoPilot, quindi insomma era un personaggio di grandissimo livello. 
A un certo punto capisce l’importanza di questi discorsi e pubblica un piccolo manifesto che si chiama “Guerilla Open Access Manifesto“
Pubblica questa cosa e comincia a dire che l’unico modo di mantenere la società come una società di liberi e non una società di schiavi è quella di rendere la cultura accessibile a tutti. 
Siccome era un genio e sapeva fare queste cose… penetra nella notte negli archivi dell’MIT, il Massachusetts Institute of Technology, e scarica tutte le collezioni di JSTOR, che è il più grande collettore di dati scientifici che ci siano nel mondo, e le rende pubbliche. 
Ok? Fa questa operazione di guerriglia per rendere accessibile questa informazione sulla base di una consapevolezza politica impressionante, perché nel Guerrilla Manifesto c’è tutto un ragionamento sul fatto dello iato tra i Paesi ricchi e i Paesi poveri, sulla cultura e di come deve essere in qualche modo accessibile, distribuita. Insomma, un personaggio di grande spessore nonostante la giovane età. 
Viene ovviamente preso di mira dall’FBI e nonostante ottenga un accordo con JSTOR per uscire dalla cosa – io conoscevo bene il suo avvocato che mi ha raccontato tutto -, distrutto dai conti che ha dovuto pagare, tra avvocati ed altre spese, all’età di 26 anni si è suicida. 
C’è un bellissimo documentario che ne racconta la storia, si chiama “Killswitch“, vale la pena di vederlo perché è esattamente la storia di come in frontiera la partita si svolga tutta fra programmatori, così come una volta il giurista critico era visto come il peggior nemico del capitalismo stesso. Pashukanis viene ammazzato dallo stesso Stalin perché aveva introdotto una riflessione critica sul diritto che dava fastidio a chiunque volesse costruire delle strutture di sovranità. 
Quindi era sostanzialmente demonizzato perché conoscitore del segreto iniziatico. 
Stessa cosa successa per Aaron Swartz.
Quindi questa è una partita molto importante. Che cosa impedirà un domani di far uscire una legge che per ragioni di sicurezza e per lotta contro il terrorismo ci obblighi a introdurci con una piccola iniezione un microchip sottocutaneo che si collega automaticamente con i vari sensori che ci sono nel mondo, signori miei? Assolutamente nulla! 
Dal punto di vista tecnico è già totalmente possibile – ci sono già state sperimentazioni sull’introduzione di particelle talmente piccole che possono essere sostanzialmente iniettate sotto cute. Poi mi dicono che sono un “Conspiracy theorist“, che è il modo di dire di qualcuno che cerca di pensare criticamente: gli dicono che fa la “Conspiracy theory“, ma la verità vera è che oggi la tecnologia – se non oggi fra 3 anni, 5 anni, 8 anni, ma in un tempo molto vicino – consentirà cose di questo genere in modo assolutamente banale. 
Perché sono già totalmente possibili.
Oggi il mio telefono, che è un telefono di un livello medio-scarso, è già molto più potente del top di gamma dell’Apple computer nel 2005. L’accelerazione tecnologica legata alla cosiddetta Legge di Moore, fa sì che oggi noi abbiamo un telefonino di livello medio-basso molto più potente del top di gamma non di 30 anni fa, ma di quattro, cinque, otto anni fa. 
Quindi siamo a delle accelerazioni davvero impressionanti. Io credo che la questione della tecnologia debba essere affrontata in modo molto serio, perché ha trasformato profondamente i nostri sistemi politici portando alla sparizione totale della famosa contrapposizione fra pubblico e privato, sulla quale abbiamo costruito la civiltà liberale che ci governa, o comunque la civiltà moderna.

Quando Barack Obama fu eletto Presidente degli Stati Uniti, io dissi: “Secondo me Obama è come Gorbaciov”. Gorbaciov era stato l’ultimo dei comunisti all’interno del sistema sovietico, che aveva cercato di trasformare dall’interno senza riuscirci. Barack Obama è stato l’ultimo degli americani a provare a trasformare il sistema liberale dall’interno, a provarci secondo diciamo le possibilità concrete di farlo, che erano assai limitate perché non era un uomo particolarmente coraggioso. 
L’esito è stato da un lato la rivoluzione che ha portato a Putin, dall’altro Donald Trump, e poi questo modello di Governo che stiamo vedendo ovunque, da Modi in India, alle trasformazioni del Partito Comunista Cinese. 
Ovunque si sono istituite delle Costituzioni tecno-fasciste. In altre parole delle Costituzioni, delle strutturazioni che si sono liberate completamente dal vecchio controllo, dalla vecchia dicotomia pubblico/privato.
Oggi nel consiglio di amministrazione di Facebook, delle cinque grandi Corporation di grandi gruppi farmaceutici, siedono tanto dei rappresentanti del capitale quanto dei rappresentanti del Dipartimento di Stato, della CIA all’FBI. 
Perché non c’è più sostanzialmente nessuna separazione, e non può più esserci. Chi è il proprietario di queste grandi strutture dentro internet? Chi mantiene quei cavi? Chi ha le chiavi per entrare ad aggiustare quel Master Server? Chi è che fa gli investimenti per migliorarlo? Semplicemente non lo sappiamo. Io sarò un ricercatore ignorante, zuccone e asino, ma sono tre anni che provo a trovare dei lavori scientifici seri sull’hardware, sulla parte hard della rete internet, e non si trova assolutamente niente. Non c’è un paper scientifico che affronti dal punto di vista teorico quella che è la questione della proprietà delle infrastrutture materiali che governano l’Infosfera. 
Questo è un buco nelle nostre conoscenze estremamente pericoloso?

Allora, se così stanno le cose, io credo che noi non possiamo trovare soluzioni che si facciano carico dei problemi, così come essi si verificano a questo livello di sviluppo tecnologico, all’interno delle vecchie strutture dell’ordinamento costituito. 
Noi non possiamo immaginare che possano essere i legislatori ordinari dei Paesi del mondo, siano essi i Paesi deboli e semiperiferici come il nostro, ma siano anche i grandi blocchi avanzati, a riuscire a mettere sotto controllo il potere economico così come è venuto a svilupparsi oggi. I rapporti di forza tra privato e pubblico sono drammaticamente cambiati. 
Il Leviatano un tempo era un signore pubblico, contro il quale avevamo costruito il Diritto costituzionale liberale, per proteggere l’individuo vivo, la proprietà privata, la privacy, la nostra entità o la persona rispetto alle potenziali deviazioni del potere concentrato. 
Oggi le cose non stanno più così. Oggi non è più il privato a essere più debole del pubblico e a necessitare della tutela nei confronti del pubblico stesso, ma è il pubblico, sono questi sistemi burocratici che sono stati talmente colonizzati dal capitale privato, per cui nessuna delle scelte che vengono fatte può essere più considerata una scelta politica.
Ma voi pensate che sia stata davvero la Lorenzin a decidere questa cosa dei vaccini? 
Ma stiamo scherzando? E pensate davvero che siano state le istituzioni europee sulla base di qualche think tank di alto livello? Ma scherzate proprio? 
Sono stati i Consigli di Amministrazione di due, tre, quattro grosse Multinazionali, che erano le stesse che ai tempi della mucca pazza – ogni tanto vengono costruite queste situazioni d’emergenza – avevano creato le condizioni per poter operare delle “estrazioni” – come dire – molto importanti. Perché per la mucca pazza in Italia avevamo comprato una quantità di vaccini, che poi abbiamo buttato via, impressionante! Milionate, milionate e milionate di vaccini! 
Avremmo finanziato la ricerca nei beni comuni, nel territorio e tutto quel che volevamo, ma c’è stato l’allarme mucca pazza, no? Adesso si è capito – come spesso avviene – che il momento di estrazione e di accumulo originario, quello che il vecchio Marx chiamava l'”Accumulazione Primitiva” non è un momento specifico (le torri gemelle e allora dichiaro la guerra). No! Semplicemente si tratta di un modello permanente di strutturazione della società che consente a questi processi di andare avanti in modo lineare sempre in quella particolare direzione.
Allora, come si risponde a questo? Io credo che prima di tutto bisogna avere l’umiltà di provare a capire questi processi. 
E provare a capire questi processi non è facile perché ti oppongono: “Ma tu, Mattei sei un giurista. Che ne capisci di informatica? Ma tu Viale sei un sociologo, che ne capisci di medicina? La medicina e l’informatica non sono democratiche, no?” Esattamente questo è il punto! 
Si sente la necessità di una cultura che sia nuovamente una cultura di tipo olistico, una cultura di tipo interdisciplinare che sia capace una volta tanto di esercitare un controllo critico sulle cose che lo specialismo cerca di farci ingurgitare. 
Questo è un punto – secondo me – molto molto importante. 
La seconda cosa è capire che oggi noi come individui non contiamo più niente: non importa niente a nessuno di noi come individui. Noi siamo delle categorie merceologiche.
Nel momento in cui qualcosa ci viene dato gratis, significa che noi siamo la merce. 
Quando qualcosa è gratis, il prodotto sei tu. 
Siamo categorie merceologiche che sono interessanti nel momento in cui veniamo raggruppati attraverso la forza computazionale, che sta aumentando in modo rapidissimo. 
Vi ricordate von Hayek? La teoria della conoscenza liberale qual era? 
Che il piano sovietico è destinato a perdere perché il libero mercato ha molte più informazioni di quante ne abbia il piano. Per cui i sovietici, non avendo il mercato libero che produce informazione, erano destinati al fallimento perché tanto – sostanzialmente – non si sapeva quanti stivali e quante scarpe col tacco lungo erano desiderati in quel momento, e quindi si producevano troppi stivali e troppo poche scarpe col tacco. 
E questo comportava l’impossibilità di far funzionare il piano.

Oggi non è più così. Oggi la capacità computazionale crea una capacità pianificatoria molto più forte rispetto alla catalessi del mercato. Non c’è più – secondo me – un elemento per cui il potere diffuso possa imporsi rispetto al potere concentrato, nel momento in cui il potere concentrato mette sotto controllo la tecnologia ai livelli in cui la tecnologia è messa sotto controllo oggi. 
Il che significa che dobbiamo ripensare le stesse basi del dibattito teorico/filosofico che ci hanno accompagnati dalla modernità fino ad oggi. É un compito molto serio, molto molto importante e di cui però bisogna cominciare ad occuparsi. Bisogna che qualcuno abbia il coraggio di prendersi del buffone, ma andare a parlare di queste cose dove di queste cose bisogna parlare.
Siccome non contiamo più come individui, ma come categoria merceologica, abbiamo la necessità di ricostruire istituzioni del collettivo. 
L’individuo è morto. L’individualismo basato sul diritto soggettivo assoluto è, come diceva Rosa Luxemburg a proposito della socialdemocrazia tedesca dell’epoca, un fetido cadavere, cioè qualcosa che non ha più senso di esistere perché oggi ci sono i collettivi che vanno ricostruiti. 
O ricostruiamo una situazione di collettivizzazione, anche di quelle persone che non accettano di essere merci da estrazione capitalistica, o ci siamo fatti riempire la testa di nozioni che ci depotenziano.
Io sento dire che su alcune cose, i diritti civili liberisti sono più avanzati e quindi gli vogliamo dare spazio. Non si capisce che i diritti più importanti, come quelli sul nostro corpo, quelli sulla nostra identità sessuale, sono destinati a non servire assolutamente a nulla. 
Quindi ricostruire condizioni del senso comune, ricostruire solidarietà, ricostruire strutture di condivisione anche fondate sull’amore è secondo me molto importante, perché quello è il solo modo grazie al quale si può avere il coraggio di opporsi in modo radicale a delle leggi che sono leggi insostenibili, ingiuste e che creano obblighi collettivi di resistenza.

Fonte: http://www.byoblu.com/post/2017/11/26/perche-non-ti-fanno-piu-togliere-la-batteria-dallo-smartphone-e-molto-altro-ugo-mattei.aspx#more-45807.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Mattei


lunedì 18 dicembre 2017

IL PUNTEGGIO DI CITTADINANZA parte 2°


Source: General Office of the State Administration of Taxation 
Date: July 8, 2014 

Il Consiglio di Stato ha emanato lo schema di pianificazione della costruzione del sistema di credito sociale (2014-2020) per accelerare la costruzione del sistema di credito sociale e creare un ambiente economico e sociale onesto e affidabile. Il credito d'imposta è una parte essenziale di questa prima pianificazione speciale della costruzione del sistema nazionale di credito sociale in Cina. Ultimamente, l'Amministrazione statale della tassazione ("SAT") ha emanato le misure amministrative per il credito dei contribuenti e le misure per pubblicare le informazioni sui casi gravosi nel tentativo di creare il meccanismo di incentivi per i contribuenti onesti e il meccanismo di sanzioni per i contribuenti disonesti e di sviluppare la versione aggiornata della costruzione del sistema di crediti fiscali.
Liu Jianwen, professore all'Università di Pechino e direttore del centro di ricerca sul diritto fiscale, ha affermato che il credito d'imposta è un punto di riferimento fondamentale per il credito sociale ed economico, e l'emissione di "due misure" da parte del SAT e l'enfasi di "due punti salienti" mostra il suo atteggiamento attivo nei confronti lavoro di implementazione.
Il sistema fiscale diventerà più scientifico e avrà un ruolo più significativo nella costruzione del sistema di credito sociale migliorando l'indice di valutazione, abbreviando il periodo di valutazione, utilizzando i risultati della valutazione, pubblicizzando tempestivamente casi fiscali e praticando contemporaneamente premi e punizioni.

Misure di incentivazione per i contribuenti onesti: collegamento diretto tra gestione dei servizi fiscali e credito d'imposta
Secondo il leader correlato del servizio di assistenza fiscale del SAT, la gestione del credito del contribuente implica la raccolta, la valutazione, la determinazione, la pubblicazione e l'utilizzo delle informazioni sul credito del contribuente. Gli organi fiscali raccoglieranno una vasta gamma di indicatori, valuteranno il rating del contribuente e aggiorneranno o ridurranno il credito del contribuente in base alle condizioni effettive.

Il leader ha dichiarato che il SAT ha formulato le misure provvisorie per la valutazione e la gestione del rating del contribuente il 17 luglio 2013 e ha completato la valutazione di 68448 contribuenti di grado A alla fine del 2013.
Le nuove misure amministrative per il credito dei contribuenti hanno preso in considerazione il lavoro di gestione del credito dei contribuenti nell'ultimo decennio, l'indice di valutazione corretto e il punteggio di valutazione, ha modificato la valutazione semestrale alla valutazione annuale, ha sviluppato un indice di valutazione più completo e scientifico e condotto un lavoro di valutazione più tempestivo.
Si è appreso che la classificazione delle informazioni sui contribuenti coinvolge tre principali fonti di informazione.
In primo luogo, informazioni storiche sul credito del contribuente, comprese le informazioni di base e le dichiarazioni di dichiarazione dei redditi, i precedenti record di credito sul pagamento delle imposte e in altri servizi correlati raccolti dal sistema di gestione fiscale.
In secondo luogo, le informazioni interne degli organi fiscali, comprese le informazioni sulla dichiarazione dei redditi, le informazioni sul pagamento delle imposte, le informazioni sulle fatture e gli strumenti fiscali, le informazioni sulla registrazione e sull'account e le informazioni sull'ispezione fiscale.
In terzo luogo, informazioni esterne, compresi i documenti di credito dei contribuenti con i servizi competenti, e altre informazioni che influenzano la loro valutazione del credito, nonché le informazioni raccolte da canali quali la piattaforma nazionale unificata di informazioni sul credito, i siti web e i mezzi di informazione ufficiali dei relativi dipartimenti.
In base al sistema di valutazione percentuale, il credito del contribuente è suddiviso in quattro gradi, ovvero Grado A, Grado B, Grado C e Grado D che corrispondono rispettivamente a quattro livelli di punteggi --- oltre 90 punti, 70-90 punti, 40 -70 punti e sotto i 40 punti.
I contribuenti di grado G possono anche avere i loro voti determinati direttamente in base alle loro pratiche fiscali illegali. Nell'aprile di ogni anno, gli organi fiscali perfezionano i risultati della valutazione del credito dei contribuenti per l'anno precedente. I contribuenti che non possono accettare i risultati della valutazione hanno il diritto di richiedere un'altra valutazione.
Le nuove misure amministrative definiscono anche dieci situazioni in cui i contribuenti di grado G possono essere determinati direttamente, quali l'evasione del pagamento delle tasse, l'evasione di pagamenti tardivi e la falsificazione di fatture IVA speciali, nonché altri comportamenti che costituiscono reati fiscali secondo giudizio, il mancato pagamento o il pagamento integrale della tassa, del ritardo e della multa entro il termine stabilito dopo che gli organi fiscali hanno emesso le conclusioni sul trattamento, le condotte di rifiuto del pagamento delle imposte tramite violenza o minacce o il rifiuto e l'impedimento dell'ispezione fiscale degli organi fiscali e l'applicazione della legge secondo la legge, e l'accesso a una politica fiscale favorevole, fornendo i materiali di dichiarazione fiscale fasulli.

Secondo il leader, l'uso pratico significa molto per il lavoro di gestione del credito dei contribuenti e il rating del credito è direttamente correlato alla gestione del servizio dei contribuenti.
Per i contribuenti di grado A, gli organi fiscali pubblicano attivamente l'elenco, aumentano la quantità di fatture IVA speciali e garantiscono la raccolta di fatture ordinarie per soddisfare le esigenze effettive. Se un'azienda è classificata come contribuente di grado A per tre anni consecutivi, l'impresa può accedere al canale verde o ricevere il supporto per il servizio dei contribuenti. I contribuenti a livello di credito B saranno gestiti in modo normale, mentre quelli a livello di credito C saranno gestiti in modo rigoroso.
Se un'azienda è classificata come impresa di livello-D, l'impresa sarà soggetta a rigorose verifiche e supervisioni per quanto riguarda l'uso delle fatture, la verifica del rimborso delle esportazioni e la valutazione fiscale, e dovrà affrontare pene più severe rispetto ad altri contribuenti. Gli organi fiscali comunicheranno anche i dipartimenti correlati dell'elenco e suggeriranno la limitazione o il divieto di operazioni, investimenti e finanziamenti, l'accesso alla terra fornita dal governo, l'importazione e l'esportazione, l'uscita e l'entrata, la registrazione di nuove società, le gare d'appalto, gli appalti pubblici, la concessione dell'onore, dell'approvazione della sicurezza, dell'approvazione della produzione, della qualifica professionale e della verifica delle qualifiche in modo tale che i contribuenti onesti non possano incontrare alcun problema, ma i contribuenti che infrangono la legge o disonesti avranno molti problemi operativi.
Le misure amministrative per il credito dei contribuenti si applicano ai contribuenti aziendali che completano la registrazione delle tasse, intraprendono la produzione e il funzionamento e perseguono la riscossione delle imposte basata sulla verifica. Il SAT emetterà gradualmente le misure amministrative per il credito dei contribuenti del sostituto d'imposta e la persona fisica, e gli organi fiscali a livello provinciale formuleranno le misure amministrative per il credito dei contribuenti dei lavoratori autonomi e dei contribuenti di altro tipo.

Restrizioni imposte ai contribuenti disonesti: gravi casi fiscali sulla "lista nera"
Le misure amministrative per il credito dei contribuenti, come tentativo attivo di migliorare il sistema di gestione delle classificazioni, evidenzia l'istituzione di un sistema di incentivi per i contribuenti onesti.
Al contrario, le misure per la pubblicazione delle informazioni sui gravi casi fiscali, come il sistema della "lista nera" per il credito dei contribuenti, sono il nuovo sistema restrittivo per i contribuenti disonesti. Alla fine del 2013, il SAT ha definito la creazione del sistema della "lista nera" come l'importante lavoro del 2014.
Alla conferenza di lavoro sulla tassazione nazionale del 26 dicembre 2013, Wang Jun, Amministratore della SAT, ha affermato che "si tenterà di coinvolgere alcuni gravi casi fiscali (come l'evasione fiscale, le frodi fiscali e la falsificazione delle fatture IVA) nel "Lista nera" come pubblicata sul sito ufficiale del SAT, così quei criminali ricevono punizioni meritate e coloro che azzeccano il rischio non osano correre rischi, promuovendo così la costruzione del sistema di credito sociale ".
Le misure per pubblicare le informazioni sui casi fiscali gravi sono formulate dopo le pratiche di successo dei dipartimenti governativi competenti e vengono considerate le importanti esperienze degli organi fiscali negli Stati Uniti e in Giappone e vengono sollecitate le opinioni provenienti da fonti diverse.
Le misure specificano il principio di pubblicazione, organo, norma e contenuto di gravi casi fiscali, misure punitive, termine di pubblicazione e trattamento dell'obiezione, definiscono sette standard per il SAT per pubblicare direttamente la "lista nera", come i contribuenti che sono tenuti a fare pagamento dell'imposta arretrata di oltre 5 milioni di yuan se hanno trovato false dichiarazioni fiscali, eludere il pagamento delle tasse arretrate e praticare la frode del rimborso delle tasse all'esportazione; i contribuenti che falsificano fatture IVA speciali o altre fatture per accedere al rimborso delle tasse all'esportazione fraudolentemente e alla detrazione fiscale e riscontrano di avere fatture IVA speciali false con un importo totale di oltre dieci milioni di yuan e fatture false ordinarie per un ammontare totale di oltre cinquanta milioni di yuan; i contribuenti che rifiutano il pagamento delle tasse con la violenza e le minacce e si lasciano coinvolgere in gravi casi fiscali con una notevole influenza sociale.
La cosa più impressionante è che la "lista nera" fornisce le informazioni non solo sul nome della società, sul numero di registrazione del contribuente, sul codice di organizzazione, sull'indirizzo di registrazione, sui principali crimini, sulla base legale per la punizione, sul trattamento amministrativo e sulle sanzioni amministrative, ma sui nomi, i sessi e l'identità numero di tesserati di rappresentanti legali e di personale finanziario nelle imprese criminose, nonché quelle agenzie e i loro dipendenti che sono direttamente responsabili di gravi casi fiscali.

Secondo le Misure, gli organi fiscali a livello comunale e di prefettura pubblicheranno la "lista nera" di gravi casi fiscali sui loro siti ufficiali entro trenta giorni dopo ogni trimestre e adottano tali forme di pubblicazione come giornali, radio, TV, media di rete , bacheca delle tasse e conferenza stampa. Nessuna impresa sulla "lista nera" sarà rimossa dalla bacheca entro due anni dalla data di pubblicazione.
Il sistema della "lista nera" può utilizzare seriamente i ruoli di supervisione del pubblico e dei media, penalizzare i gravi reati fiscali e migliorare la consapevolezza dei contribuenti sul pagamento delle tasse in base alla legge, pubblicando le informazioni su casi fiscali gravi.
Per tutelare seriamente i legittimi diritti e benefici dei contribuenti, le misure richiedono che gli organi fiscali che prendono decisioni in materia di trattamenti e pene amministrative debbano essere responsabili dell'autenticità e dell'accuratezza di gravi casi fiscali in base al principio di responsabilità degli ispettori delle imposte. Se la parte interessata ha obiezioni sul contenuto della pubblicazione, gli organi fiscali che prendono decisioni su trattamenti e pene amministrative dovrebbero essere responsabili per la revisione e il trattamento.
Zhang Bin, direttore dell'ufficio di ricerca fiscale dell'Accademia nazionale di strategia economica dell'Accademia cinese delle scienze sociali, ha affermato che il sistema della "lista nera" combina il credito d'imposta aziendale e le informazioni sull'entità legale e sul personale finanziario e può spingere le imprese a sviluppare meccanismo di gestione ben consolidato, coltivare una cultura aziendale onesta e aumentare l'onestà aziendale attraverso l'onestà personale, in modo tale che venga creato il meccanismo restrittivo di "condivisione del dolore e della sventura". In altre parole, è un'azione innovativa e pragmatica per potenziare la costruzione del sistema di credito sociale.

Ricompensa e punizione: creazione scientifica del sistema di credito dei contribuenti:
Il meccanismo di incentivi per i contribuenti onesti e il meccanismo punitivo per i contribuenti disonesti sono il meccanismo fondamentale per il funzionamento del sistema di credito sociale. Le "due misure" del SAT richiedono la pubblicazione attiva dei contribuenti aziendali di grado A, un'esposizione puntuale dei tipici casi fiscali, la pratica di gratifiche e motivazioni per i contribuenti onesti e il rafforzamento delle pene e punizioni per i contribuenti disonesti.
Liu ha detto che il rating del credito fiscale completo, completo e scientifico basato sulla valutazione dell'indice è una misura importante per motivare le imprese oneste, e gli sforzi per pubblicare informazioni sui reati fiscali e punire le pratiche disoneste possono anche svolgere un ruolo di avvertimento e intimidazione in modo da la consapevolezza dei contribuenti del pagamento delle tasse secondo la legge e la loro conformità alle leggi fiscali, mantiene l'ordine di tassazione con equità sociale e legale.
In questo modo, i contribuenti di grado A si sentiranno orgogliosi, i contribuenti di grado B e di grado C impareranno a controllarsi e cercheranno di migliorare il rating del credito, ei contribuenti di grado G e quelle con gravi reati fiscali si sentiranno controllati, irrequieti e spaventato.

Ma Yimin, il direttore dell'ufficio di controllo SAT, ha affermato che gli organi fiscali hanno stabilito il meccanismo di collegamento tra gestione del credito, gestione delle riscossioni, ispezione fiscale e gestione delle imposte e i dipartimenti di ispezione fiscale possono fornire ai dipartimenti di gestione crediti le imposte informazioni sul credito e il dipartimento di gestione del credito può fornire ai dipartimenti di gestione delle imposte e di controllo fiscale il cambio mensile dei contribuenti come supporto efficace per la gestione dei rischi fiscali.
Gli organi fiscali hanno sviluppato il meccanismo di collegamento della ricompensa e della punizione del credito con più dipartimenti come industria e commercio, dogane e terra e risorse nazionali in diverse regioni, hanno pienamente utilizzato le informazioni fiscali di terzi per sostenere il credito dei contribuenti e diffuso un avviso del informazioni su gravi casi fiscali ai dipartimenti correlati per punizioni congiunte in modo che i contribuenti onesti possano sempre beneficiare di conseguenza, e i contribuenti di grado G e le parti coinvolte in gravi casi fiscali "subiranno costanti restrizioni una volta che si dimostreranno disonesti".
Ad esempio, il personale di quelle imprese che non hanno pagato le tasse arretrate o che hanno fornito una garanzia fiscale non potranno recarsi all'estero dal dipartimento di gestione delle entrate; il personale giudicato colpevole di reati penali e che rimarrà entro meno di cinque anni dal completamento di una sentenza non potrà assumere i posti come rappresentanti legali, direttori, supervisori e alti dirigenti dalle amministrazioni industriali e commerciali; le parti coinvolte nei procedimenti penali dell'amministrazione fiscale, purché siano soggette all'esecuzione forzata da parte del tribunale popolare, saranno disposte nell'elenco delle persone giustiziate disoneste e si confronteranno con tali misure punitive come la limitazione dell'alto consumo.
Li Wanfu, direttore dell'Istituto di ricerca sulle scienze fiscali del SAT, ha affermato che il dipartimento delle imposte deve stabilire e migliorare il meccanismo interno di legame alla punizione e il meccanismo di punizione sociale, in modo che i contribuenti onesti possano essere motivati ​​e premiati e che i contribuenti disonesti possano essere puniti.
Ciò può promuovere l'autodisciplina dei contribuenti e tagliare i costi fiscali e i costi di gestione sociale.

http://www.chinatax.gov.cn/2013/n2925/n2957/c778860/content.html



domenica 17 dicembre 2017

IL PUNTEGGIO DI CITTADINANZA di Andrea Signorelli


Il punteggio di cittadinanza: se lo Stato ti togliesse dei punti ogni volta che sbagli?
Non hai pagato una multa? Meno 10. 
Bevi molta birra? Meno 50. Ecco come funziona.
Non avete pagato una multa in tempo? Meno 10 punti. 
Comprate tutti i giorni degli alcolici? Meno 50 punti. 
Siete in ritardo con le tasse? Meno 100 punti. 
Avete un amico che è finito in carcere? Meno 200 punti. 
Continuate così, e nel giro di qualche mese potreste non essere più in grado di noleggiare un’auto, di ottenere prestiti, di prendere un aereo e addirittura di trovare un lavoro.
Benvenuti nel Social Credit System

Questo è il progetto cinese grazie al quale, come si legge nel documento, “sarà permesso ai meritevoli di fiducia di vagare liberamente alla luce del sole, mentre chi non ne è degno farà fatica a compiere anche un solo passo”.
Non è una novità: la sperimentazione su base volontaria è partita nel 2014 in 30 comuni della Cina, e già lo scorso anno se n’era parlato abbondantemente. Ma nelle ultime settimane il caso è riesploso, grazie ai numerosi dettagli emersi su un sistema distopico che punta ad attribuire a tutti un “punteggio del buon cittadino” e che dal 2020 potrebbe essere esteso obbligatoriamente a tutti gli abitanti della Cina. 
L’obiettivo è quello di provocare una “ondata di sincerità” che non coinvolga solo i normali cittadini, ma anche – se non soprattutto – i burocrati e i funzionari pubblici, la cui diffusa corruzione è una delle storiche piaghe della società cinese.

Andrea Chronopoulos
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

La sperimentazione volontaria, alla quale hanno aderito numerosi cittadini, sta già provocando i primi effetti: secondo quanto riportato da Rachel Botsman nel libro Who Can You Trust?, il punteggio sociale si sta trasformando in uno status symbol e su Weibu (il Twitter cinese) sono stati individuati circa 100mila post scritti da persone intente a vantarsi del punteggio conquistato. D’altra parte, una volta che sei posto sotto sorveglianza completa, tanto vale assicurarsi che la notizia di quanto tu ti stia comportando bene arrivi a tutti.

L’AMICIZIA CON QUALCUNO CHE STA ACCUMULANDO UN PESSIMO PUNTEGGIO INFLUIRÀ ANCHE SUL VOSTRO
Per capire come funziona il Social Credit System, bisogna prima fare una precisazione: al momento non c’è ancora un sistema unificato, perché in questa fase di sperimentazione il governo sta testando differenti approcci, affidando i test ai giganti cinesi del tech. 
Tra questi, troviamo China Rapid Finance – partner di Tencent, l’azienda che ha sviluppato la piattaforma di instant messaging WeChat, usata da 500 milioni di cinesi – e soprattutto Ant Financial Services, azienda affiliata al colosso dell’e-commerce Alibaba. 
Questa seconda, peraltro, ha a disposizione un’arma digitale di eccezionale importanza per il suo sistema (chiamato Sesame Credit): AliPay, la tecnologia di pagamento che consente non solo di acquistare online, ma anche di pagare il ristorante, il taxi, i biglietti del cinema, le rette scolastiche e quant’altro.
Per tenere d’occhio il comportamento dei cittadini, d’altra parte, non c’è niente di meglio che conoscere le loro abitudini di consumatori. 
I fattori presi in considerazione da Sesame Credit, in totale, sono cinque: la storia creditizia (se avete sempre pagato le bollette in tempo) e la capacità di adempiere agli obblighi contrattuali, per esempio. Un terzo fattore riguarda invece le caratteristiche personali: il lavoro svolto, il numero di telefono e l’indirizzo di casa. 
I più inquietanti sono però gli ultimi due, che prevedono come, per definire il punteggio, vengano davvero prese in considerazione le abitudini di consumo, così come i modi di sfruttare il tempo libero (almeno quelli che possono essere rivelati dal vostro comportamento online) e addirittura la rete familiare e di amicizie.
Andrea Chronopoulos
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, insomma: l’amicizia con qualcuno che sta accumulando un pessimo punteggio influirà anche sul vostro. E a un certo punto potreste anche valutare se non sia il caso di interrompere i contatti online con le persone ormai compromesse agli occhi del Grande Fratello. Questi ultimi aspetti rendono ancora più chiara una cosa: lo scopo di questo sistema non è solo quello di sorvegliare i comportamenti, ma anche di spronare le persone a modificare quelli considerati errati. Potreste così decidere di smettere di passare ore e ore davanti a un videogioco online, di fare acquisti più in linea con le volontà del partito/stato e di coltivare amicizie con cittadini modello.
Il Grande Fratello offre sconti per lo shopping
Per il momento, a quanto pare, ciò che si posta sui social network non viene preso in considerazione dall’algoritmo di Sesame Credit; ma è difficile pensare che una tale fonte d’informazioni venga davvero tralasciata. Se si deciderà di compiere anche questo passo, in Cina i social media diventerebbero (ancor più di quanto non siano oggi) un’enorme agenzia di spionaggio; aspetto che dovrebbe far riflettere attentamente Facebook, che è da tempo in trattativa con il governo di Pechino per riaprire i battenti nel paese (a patto che ceda il controllo sulle attività degli utenti a un ente terzo di emanazione governativa).

SESAME CREDIT ELARGIRÀ AI CITTADINI MODELLO SCONTI E CREDITO GRATUITO SUI NEGOZI DI E-COMMERCE
Considerando quanto si estende questa forma di controllo, viene davvero da chiedersi per quale ragione ci siano centinaia di migliaia di volontari che hanno aderito alla fase di test. 
Da una parte, potrebbe dipendere dalla volontà – da parte dei cittadini dei 30 comuni che partecipano alla sperimentazione – di non mostrarsi reticenti; dall’altra, non va sottovalutato il ruolo giocato dalla gamification di questa forma di sorveglianza, che, a differenza di quella classica, non presenta soltanto rischi ma anche parecchi vantaggi.
Competere con i propri concittadini per ottenere punteggi più alti non consente solo di evitare punizioni (vedersi tagliato l’accesso a internet, essere rifiutati in alcuni locali della città e magari farsi ritirare il permesso di viaggiare fuori dai confini); ma anche di ottenere importanti benefit: Sesame Credit – che, va ricordato, è un braccio di Alibaba – elargirà ai cittadini modello sconti e credito gratuito sui negozi di e-commerce, consentirà di noleggiare un’auto senza lasciare una cauzione, di accedere al fast track dell’aeroporto, di viaggiare con maggiore libertà e di avere una corsia preferenziale nei concorsi statali.
Andrea Chronopoulos

Tutto ciò, potrebbe anche provocare la nascita di società di consulenza, specializzate nell’aiutare chi si trova in difficoltà a risalire la classifica. I parallelismi con quanto visto in un celebre episodio di Black Mirror (Nosedive) si sono sprecati, sempre però sottolineando come questa raccolta dati a strascico stia avvenendo in una società totalitaria come quella cinese: “Si può essere ragionevolmente certi che in Occidente ci saranno regole da rispettare, soprattutto quando sarà coinvolto lo stato”, aveva per esempio scritto l’Economist.

Sorveglianza Made in USA

Ma è proprio così? Non c’è bisogno di essere complottisti per vedere come alcuni pessimi segnali si stiano facendo largo anche nel mondo democratico occidentale: da qualche mese, per esempio, il governo statunitense ha iniziato a chiedere ai viaggiatori che usano la procedura semplificata Esta (che consente agli abitanti di una quarantina di paesi nel mondo, Italia inclusa, di ottenere il visto per via elettronica) di inserire le informazioni riguardanti i loro profili Facebook, Twitter, Google +, Instagram e compagnia.

FA PASSARE LA VOGLIA DI RIEMPIRE LA VOSTRA BACHECA DI INSULTI DIRETTI ALL'ATTUALE INQUILINO DELLA CASA BIANCA
La procedura è facoltativa e non è possibile negare l’ingresso perché non avete fornito queste informazioni; ma non è detto che le cose continueranno ad andare così. 
Al contrario: Stephen Miller, senior advisor di Donald Trump, ha già fatto sapere che il sistema potrebbe essere ulteriormente esteso. Lo scopo, come sempre, è quello di provare a impedire che qualche jihadista entri negli USA; ma di certo fa passare la voglia di riempire la bacheca di insulti diretti all’attuale inquilino della Casa Bianca, soprattutto se si ha in programma un bel viaggio a New York.
Ma non è solo la paranoia di Trump a far sì che alcune forme di sorveglianza si stiano facendo largo anche dalle nostre parti; da un certo punto di vista è la sola possibilità di raccogliere dati – che aumenterà esponenzialmente grazie alla diffusione della internet of things – che sta tracciando la strada, quasi inevitabilmente. Non è una novità, per fare solo un esempio, che le assicurazione offrano sconti a chi accetta di installare in auto una black box in grado di monitorare lo stile di guida e gli orari in cui si usa la macchina.
Andrea Chronopoulos

E che dire del contapassi che ormai ognuno di noi ha incorporato nello smartphone? Certo, è uno strumento molto utile che ci incentiva a fare un po’ di attività fisica in più; allo stesso tempo, però, apre le porte a quella che Evgeny Morozov (sociologo, scrittore e columnist del Guardian e del New York Times) ha chiamato “sanità preventiva”, che verrà sicuramente tenuta in considerazione nei paesi in cui è necessario sottoscrivere un’assicurazione sanitaria per accedere alle cure mediche.
Anche il frigorifero di casa ti terrà d'occhio
Non è tutto: nel giro di pochi anni, inizieranno a comparire nelle nostre case gli smart-frigoriferi, che attraverso la image recognition sono in grado di capire che cosa manca nel frigo e comunicarlo tempestivamente grazie alla connessione internet. 
Comodo, vero? Allo stesso tempo, però, il frigo potrebbe anche farvi qualche rimprovero se si accorge che bevete troppa birra. Finché questi dati sono di vostra proprietà (e non finiscono per esempio sulla scrivania del vostro capo), la decisione sulle abitudini da tenere spetta solo a voi; ma siamo sicuri che la nostra privacy sia sempre adeguatamente protetta?
Uno dei casi più noti, in questo senso, riguarda Geofeedia: un’azienda di social media monitoring che dovrebbe fornire dati relativi al nostro comportamento su Facebook & co. solo ed esclusivamente a fini pubblicitari. 
Peccato che nell’ottobre 2016 si sia scoperto che questa società aveva tra i suoi clienti 500 dipartimenti delle forze dell’ordine statunitensi e che, nelle mail inviate ai potenziali nuovi clienti, si vantasse di come le informazioni raccolte sui social media fossero state utilizzate dalla polizia per tenere d’occhio le proteste di Ferguson e Baltimora, seguite agli omicidi da parte della polizia di ragazzi di colore.

LE INFORMAZIONI RACCOLTE SUI SOCIAL MEDIA VENIVANO UTILIZZATE PER TENERE D’OCCHIO LE PROTESTE DI FERGUSON
I dati raccolti attraverso Facebook, Instagram e Twitter permettevano a Geofeedia di conoscere il volto dell’utente monitorato, la lista degli amici, il luogo in cui si trovava durante una manifestazione, il compleanno, il livello di educazione e le affiliazioni politiche. Tutte informazioni, inutile dirlo, che le forze dell'ordine sanno come (e sono ben contente di) utilizzare.
Geofeedia – il cui uso a scopi di sorveglianza è stato poi vietato da Facebook e Twitter – permetteva di fatto alla polizia di etichettare gli utenti statunitensi in base al loro comportamento; uno strumento non del tutto dissimile, per quanto molto meno pervasivo, del sistema di crediti sociale che sta mettendo in piedi la Cina. 
Come ha detto Luciano Floridi, docente di filosofia dell’Informazione a Oxford, “se è possibile raccogliere i dati, poi il modo di usarli si trova sicuramente”.
Considerando che il 2017 è stato l’anno di Donald Trump e dell’avanzata dell’estrema destra in tutta Europa, sapere che così tanti aspetti della nostra vita privata possono essere, almeno in linea teorica, facilmente raccolti e utilizzati non lascia tranquilli. Magari non serviranno a fornire la pagella del buon cittadino, ma il rischio di ritrovarci tutti a vivere in stati sempre più paternalisti e controllori non è per niente da sottovalutare.