giovedì 29 gennaio 2026

UNA ROSA PER ANNABELLA


ANTEFATTO
C'era una volta Annabella, una studentessa di giurisprudenza dell’Università di Bologna, scomparsa da Padova la sera dell’Epifania del 2026.
Il suo corpo è stato trovato a Teolo, in un bosco sui Colli Euganei, impiccato a un albero e privo di segni di violenza.
Uscita di casa di Padova verso le 20 del 6 gennaio, Annabella ha pedalato nel gelo notturno per 25 chilometri fino a raggiungere un sentiero che si snoda da via Euganea Teolo, tra i numeri civici 1-3.
Chiusa la sua bicicletta viola con il lucchetto, ha camminato a piedi fino a raggiungere la fitta boscaglia del Monte Oliveto.
Annabella aveva un grande cerotto con una garza sulla bocca.
Chi ha messo quel cerotto? La stessa ragazza, forse per impedirsi di urlare o chiedere aiuto? O con lei, in quei drammatici ultimi istanti, era presente un’altra persona?
Prima di raggiungere il Monte Oliveto, la 22enne aveva acquistato nella pizzeria di San Domenico di Selvazzano Dentro, nel padovano, due pizze da asporto e almeno due bibite.
Immortalate nel portapacchi della sua bicicletta dalle telecamere di videosorveglianza lungo il suo percorso.
Perché due pizze, se era da sola? I resti della cena sono stati trovati ai piedi dell’albero, dove c’erano anche tre lattine di Coca Cola vuote.
Nel contenuto dell’ultimo post pubblicato a ottobre 2025 sul social Threads, Annabella Martinelli intrattiene un dialogo con un uomo, il cui profilo risulta ora cancellato.
Lei gli scrive: “Se diventi il mio stalker ti individuo subito” e “Se crepo o mi succede qualcosa ora sappiamo di chi è la colpa, di un uomo che non sa accettare il rifiuto”. Purtroppo, secondo chi indaga, non ci sarebbero collegamenti tra questi post e la morte della studentessa. Durante il tragitto ha incontrato una ragazza, Giulia, che le avrebbe offerto aiuto, dato che l'aveva vista spingere a mano la bicicletta di notte, in un luogo isolato.
Annabella le ha risposto che non aveva alcun problema e che avrebbe continuato il suo percorso da sola.
La zona impervia in cui è stato trovato il cadavere, non è frequentata, se non qualche abitante della zona. Le ricerche dei soccorritori, impegnati con oltre 50 uomini tra vigili del fuoco, forze dell’ordine, cani molecolari e volontari della Protezione civile, non avevano trovato nulla. A trovare Annabella, è stata infatti una signora della zona che stava portando a spasso il cane. Il giorno dopo il ritrovamento del cadavere, i genitori della ragazza hanno posato un fiore nel bosco.

NON TORNA NULLA DELLA VERSIONE UFFICIALE
Cosa non quadra nella narrazione ufficiale? Tante, troppe cose...
Intanto, la scelta del luogo. Perché fare 25 km di notte, in pieno inverno con 10° sotto zero per raggiungere un bosco isolato, senza alcuna torcia (il cellulare è stato trovato chiuso nello zainetto), per cercare al buio più completo un albero abbastanza robusto e adatto per suicidarsi?
Come è possibile legare saldamente una corda a 3 metri di altezza su un albero, al buio e senza illuminazione, senza arrampicarsi e poi mettersi un cappio senza alcuna base d'appoggio. Base dalla quale poi liberarsene e quindi cadere verso il basso, calcolando di rimanere appesi, il tutto con un cerotto e una garza in bocca, e con due pizze e 3 coca cola sullo stomaco?
Perché poi comprare cibo per due persone prima di intraprendere questa dolorosa scelta?
Perché non è ancora stato individuato lo stalker che sui social la minacciava?
Perché in altri casi si grida al femminicidio, per carità, giustamente, al minimo sospetto, e in questo caso tutte le autorità fin dal primo minuto erano sicuri si fosse suicidata?
Perché gli unici che non credono alla versione farlocca ufficiale sono solo i cittadini intervistati?
Perché una ragazza quasi incaprettata a 3 metri d'altezza, con un grande cerotto che le tappa la bocca e due cartoni di pizza, stalkerata e minacciata, viene dimenticata dai media che hanno subito decretato il suicidio fin dal primo minuto, tra stupide analisi psicologiche, sociologiche che depistano da una possibile verità? Chi difendono, cosa temono?
Perché i genitori non hanno sospetti, dubbi, perché non si fanno domande sulla dinamica surreale del suicidio e si limitano a portare un fiore sotto l'albero?



SUGGESTIONI FLOREALI E PARTICOLARI SIMBOLICI
Particolari simbolici ne abbiamo. Intanto l'immancabile rosa, una rosa bianca posta proprio sotto l'albero dove si sarebbe suicidata a 3 metri di altezza, precisamente sotto una robinia.
La robinia spesso confusa con l'acacia, è un simbolo potente di rinascita, immortalità e protezione. Anticamente associata alla sacralità, rappresentava l'energia vitale, la speranza e la continuità della vita oltre la morte, con legami in antiche tradizioni egizie ed ebraiche.
In molte tradizioni (come quella egizia legata al mito di Osiride), la robinia è associata alla vita eterna, alla resurrezione e alla continuità dell'anima.
Considerata incorruttibile, il suo legno è stato utilizzato per costruire l'Arca dell'Alleanza. I suoi fiori sono talvolta associati alla protezione dalle energie negative.
Per la massoneria, rappresenta la resurrezione e la vittoria della vita sulla morte.
Poi ci sono i civici 1 e 3, subito indicati dai media, come zona in linea d'aria vicino al punto dove è stato trovato il corpo di Annabella. Questo particolare abbastanza curioso, appare come una forzatura giornalistica e non aggiunge nulla alla vicenda, oltretutto considerata senza batter ciglio un suicidio fin dalle prime battute. Noi sappiamo che questi numeri, se letti sotto un'altra lente, potrebbero essere un messaggio numerologico, dato che posti accanto formano un 13, numero onnipresente (insieme al suo palindromico 31) in tanti casi di omicidi mediatici.
Infine, abbiamo le due famose pizze tanto enfatizzate dai media.
La pizza in sé non ha ovviamente alcuna simbologia, ma il fatto che fosse "margherita", si. Intanto, c'è l'ennesimo particolare floreale e vegetale, come la Robinia, la Rosa, la viola (colore della bicicletta). Ma la cosa simbolica più rilevante è il significato esoterico legato ai suoi colori originali. I colori alchemici sono il Rosso (Pomodoro), il Bianco (Mozzarella), il Verde (Basilico) richiamano le fasi dell'opera alchemica, rappresentando una trasmutazione che porta alla creazione di un equilibrio perfetto.
Il fatto che fossero due pizze, richiama un significato esoterico di un elemento simbolico ripetuto due volte, rappresentando l'incontro, la tensione o l'equilibrio tra opposti complementari. Nel simbolismo Templare ci sono esempi storici che includono l'uso di fiori a sei petali (o rosette) disposti in coppia (orario/antiorario) ai lati di simboli sacri, indicando l'equilibrio delle energie opposte o la rotazione cosmica.
La ripetizione raddoppia l'energia del simbolo originale, agendo spesso come una chiave di volta per la conciliazione degli opposti.






martedì 27 gennaio 2026

ICE ICE BABY?


GENESI DEL MALE 
15 anni fa parlavo di spostamento dell'asse politico culturale in chiave autoritaria e reazionaria. Questo processo storico riguardava tutto lo spettro politico, nessuno escluso. 
A partire dalle politiche neoliberiste dei governi di centrosinistra, che hanno coronato la loro mission con la gestione nefasta della pandemia e degli obblighi vaccinali, fino all'arrivo delle nuove destre, diversamente declinate, un po' in tutto l'occidente. In Italia simbolicamente avvenuto con la benedizione di Draghi. Galeotta fu la campanella donata alla Meloni.    Negli ultimi tempi assistiamo ignari e passivi a questo passaggio di consegne che rappresenta l'altra faccia della medaglia delle agende programmate dalla sovragestione capitalista e apolide. Una staffetta dell'orrore tra "sbirro buono e sbirro cattivo", entrambi utili cluster di questa sovrastruttura pervasiva e onnisciente. 
Questo passaggio gestionale voluto dai piani alti non è mai reale espressione popolare elettorale, lo è solo su di un piano illusorio, su di un livello più basico, come manifesto propagandistico dello status quo, come un culto post-religioso al quale inchinarsi. 
In realtà, questo schema rappresenta un aggiornamento sistemico che necessita di differenziarsi nei suoi compiti, sdoppiandosi in fazioni politiche apparentemente belligeranti, però, portando avanti lo stesso programma generale neoliberista. 
Il vero nuovo ordine mondiale riguarda l'omologazione collettiva, mentre la morte delle ideologie ha contribuito a partorire questo micidiale mostro Giano bifronte. 
Oggi, sono le destre occidentali a dover gestire il giardino di casa del Re attraverso un'imponente repressione militare, è giunto il loro momento deciso dall'oracolo tecnocratico per la sopravvivenza del sistema capitalista. 
In questo schema si afferma il nuovo paradigma reazionario, attraverso il noto trinomio "Problema, Reazione, Soluzione". Si crea artificialmente un problema, o comunque lo si caldeggia, eteropilotandolo dall'alto, si attende una reazione emotiva popolare, si offre o si impone una soluzione, facendola accettare come minore dei mali o, addirittura, come prassi salvifica. In questo contesto, si agisce sulla psicologia di massa, andando a creare o ristabilire i ruoli sociali in campo, attraverso varie forme di strategia della tensione, attraverso la paura, il ricatto, alimentando la guerra tra poveri, evitando scientemente che si sviluppi consapevolezza e che i bersagli del potere siano spostati, esorcizzando qualsiasi conflitto di classe. Questo processo accade a prescindere da chi eserciti la governance.

IL SALTO DI QUALITA' 
Oggi si è fatto un notevole salto di qualità. Prendiamo ad esempio l'agenzia federale ICE, oggi tornata tristemente alle cronache. L'ICE nasce nel 2003 sotto il Governo Bush, come falsa risposta agli attentati dell' 11/9 che, ricordiamo, furono stragi di Stato e non attentati terroristici islamici. Fu creata lungo la scia della svolta autoritaria statunitense dei famigerati Patriot Act, con la scusa di proteggere i cittadini. 
Nella sua prima fase si è occupata essenzialmente di lotta ai clandestini e di immigrazione, compiendo abusi di ogni tipo e arresti illegali. 
Durante l'amministrazione Obama, l'ICE fu accusata di diverse decine di omicidi, oltre al più grande rimpatrio di stranieri, circa 2 milioni e mezzo, dei quali il 40% non aveva commesso alcun reato. 
Nel primo mandato Trump vennero portate avanti queste politiche scellerate, accelerando le espulsioni, separando i minori dalle loro famiglie di origine, facendoli adottare con la forza, senza dare alcuna notizia ai genitori. Si fece un passo ulteriore, allargando gli orizzonti distopici di un futuro già delineato. Con Biden si proseguì esattamente sulla stessa strada, fino alla nuova rielezione di Trump. Entrambe le fazioni partitiche osservano pedissequamente lo stesso cerchio magico di regole, dividendosi sul come realizzarle.      Con il 2° mandato Trump si è fatto il grande salto. 
L'ICE viene utilizzata anche per reprimere i dissidenti politici, agendo dal basso, quartiere dopo quartiere, rastrellando tutti coloro che semplicemente osano criticare il potere costituito, andando a colpire manifestanti, studenti, giornalisti, blogger, semplici cittadini che testimoniano le fascisterie in atto. Con la scusa della guerra all'immigrazione clandestina, che invece continua come prima (anche perché non si possono completamente bloccare le frontiere via terra, sfavorendo il narcotraffico locale e sottrarre un esercito di schiavi utili alla produzione), queste agenzie miliziane sono diventate un esercito privato contro i cittadini. Come esempio dispotico da dare in pasto alla pletora MAGA in astinenza da rogo, agendo sul loro bias cognitivo. Il nuovo corso politico trumpiano si afferma manifestandosi con tutta la sua brutalità, attraverso la sua impunità, creando terrore, agendo sia militarmente che simbolicamente, come memento mori, come rieducazione sociale. Questo processo storico ricorda le "Leggi Razziali" del nostro ventennio in salsa futuristica.

DISTOPIA PORTAMI VIA 
Attraverso l'ICE e agenzie similari, si stanno creando le premesse per far accettare la nuova svolta autoritaria, per distruggere definitivamente quel poco di democrazia e libertà ancora vigenti. Un chiaro passaggio epocale verso un regime, saltando addirittura la fase intermedia delle democrature, oramai ampiamente superate perché i tempi sono maturi. 
Non solo, oltre ad affermare la costituzione del nuovo oracolo, questo modello punta al caos totale, andando a creare le premesse di una guerra civile, come la filmografia fantapolitica ci aveva già curiosamente ammonito. Sembra di assistere alla saga "The Purge", oppure a "Civil War", ma già "Arancia Meccanica" del grande maestro Kubrick ci mostrava come i Drughi, sapientemente rieducati, passavano dall'essere criminali di strada a diligente psico-polizia. Si, perché tra gli agenti reclutati nell' ICE c'è un po' di tutto. Ex mercenari, persone con diversi reati da scontare, estremisti di destra, agenti del KKK, mafiosi fuoriusciti, delinquenti pronti a sfogare le proprie pulsioni sui più deboli, oltre a reparti speciali che coordinano dall'alto i più facinorosi, utilizzandoli per creare il casus belli.

GRAN BEL DECRETO
Il decreto di bilancio del 2025, battezzato da Trump Big Beautiful Bill ("Gran bel decreto"), ha reso l'ICE la singola agenzia federale più finanziata della storia americana, più dell'FBI.
L'amministrazione Trump ha interrotto i servizi per l'app CBP One (un'app che consentiva ai migranti senza documenti di prendere legalmente appuntamento con i funzionari statali e iniziare il percorso di richiesta di asilo). Contemporaneamente, ha alzato la cifra che i richiedenti asilo devono pagare per fare richiesta di soggiorno, fino a 1000 dollari.
Inoltre, il governo ha dato all'ICE il potere di espellere gli immigrati che erano già arrivati legalmente. In questo contesto, vengono riesaminate nuovamente le carte verdi di residenti permanenti negli Stati Uniti, con particolare riguardo alle persone provenienti da alcuni paesi specifici, come la Somalia e Cuba, non a caso, paesi non allineati alla globalizzazione.
Infine, Trump ha fatto ricorso all'Alien Enemies Act, una legge del 1798, per espellere dei sospetti immigrati illegali anche senza "giusto processo" (due process).
Questo va contro il principio dell' habeas corpus, un principio della common law che impone che un detenuto venga portato al cospetto di un giudice o un tribunale per verificare le sue condizioni e formalizzare eventuali accuse. Se ciò non avviene, significa che siamo in presenza di un regime che non teme più di celarsi dietro maschere obsolete.
L'amministrazione Trump ha dichiaratamente preso di mira le città santuario, con numerose operazioni speciali di prelevamento coatto di persone che hanno un accento straniero o la pelle olivastra.
In particolare, la sola città di Minneapolis ha visto arrivare tanti agenti ICE quanto l'intero Stato dell'Arkansas. Minneapolis, come l'intero Stato del Minnesota, è un territorio atipico rispetto agli Stati Uniti: il 77% delle persone dichiara di essere di razza bianca, con una percentuale di immigrati irregolari che non raggiunge la metà di quella della California o del Texas. Però è l'unico Stato che ha votato il Partito Democratico ininterrottamente dagli anni settanta. Quindi, si evince chiaramente che l'immigrazione sia solo una scusa politica per accendere la miccia e soffiare sul fuoco di una potenziale guerra civile.

ESECUZIONI PUBBLICHE COME ESEMPIO
Nel 2026 si assiste a un aumento repentino della tensione: l'ICE, che fino alla fine del 2025 aveva preso di mira esclusivamente persone sospette di essere immigrate irregolari, inizia a uccidere cittadini americani. Questo dimostra che è venuta meno la divisione razziale, in quanto gli agenti prendono di mira sempre più spesso persone bianche.
A Minneapolis il 7 gennaio 2026, durante un blocco stradale un agente ICE ha ucciso Renee Nicole Macklin Good, cittadina statunitense bianca. Dopo averle sparato in testa, gli agenti hanno impedito a un medico presente di intervenire.
Il 24 gennaio 2026, sempre a Minneapolis, durante una manifestazione di protesta gli agenti dell'ICE hanno ucciso un altro cittadino americano bianco: Alex Jeffrey Pretti, infermiere che curava i veterani, di 37 anni. Numerosi testimoni che hanno filmato l'esecuzione pubblica, mostrano i fatti per come sono andati realmente. Dopo questo omicidio di Stato, l'amministrazione Trump ha avuto il coraggio di rivendicare il crimine, dicendo che l'infermiere era addirittura un terrorista, incoraggiando le milizie armate a proseguire con la repressione a tappeto, celebrandola a reti unificate, con la volontà dichiarata di farla accettare come modus operandi, creando fazioni contrapposte per alimentare il caos e poi nuovamente legittimare diktat liberticidi e torsioni autoritarie.

FASCISMO IN PUNTA DI PIEDI cit. David Icke
Tutto questo orrore purtroppo non finisce qui, questa strategia della tensione sarà l'apripista a nuove involuzioni sistemiche, sarà l'esempio da adottare per tutto l'occidente. Infatti, si parla di probabile presenza dell'ICE alle prossime olimpiadi invernali in Italia, così per abituare le persone alla nuova normalità. Come diceva il buon vecchio David Icke, "fascismo in punta di piedi", un passo alla volta, mattone dopo mattone, fino a quando senza accorgertene, ti ritrovi dentro una prigione. Un tempio che hai contribuito ad edificare con la tua paura, con la tua ignavia, accettando il tuo ruolo sociale da schiavo che qualcuno ha scelto per te.
ICE ICE baby?

  
                        


venerdì 23 gennaio 2026

IL POTERE SENZA VOLTO di Pier Paolo Pasolini



Questo articolo, scritto da Pier Paolo Pasolini per il Corriere della Sera il 24 giugno 1974, fa parte dei famosi scritti corsari. E come gli altri, la lucida analisi che viene condotta e, soprattutto, la sua attualità, meritano oggi di essere ripubblicate e fatte conoscere a chi, magari, di Pasolini ha sentito semplicemente parlare di sfuggita. O magari ha anche letto altre opere, visto i film, ma non ha letto questi Scritti, opera fondamentale per chi volesse veramente occuparsi di Politica (quella con la P maiuscola). C’è infatti più roba da sapere in questa raccolta di scritti, apparsi sul Corriere tra il ’73 e il ’75, che in un manuale di scienza politica dell’università.

«Che cos’è la cultura di una nazione? Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc.: cioè che essa sia la cultura dell’intelligencija. Invece non è così. 
E non è neanche la cultura della classe dominante, che, appunto, attraverso la lotta di classe, cerca di imporla almeno formalmente. Non è infine neanche la cultura della classe dominata, cioè la cultura popolare degli operai e dei contadini. 
La cultura di una nazione è l’insieme di tutte queste culture di classe: è la media di esse. E sarebbe dunque astratta se non fosse riconoscibile – o, per dir meglio, visibile – nel vissuto e nell’esistenziale, e se non avesse di conseguenza una dimensione pratica. 
Per molti secoli, in Italia, queste culture sono stato distinguibili anche se storicamente unificate. Oggi – quasi di colpo, in una specie di Avvento – distinzione e unificazione storica hanno ceduto il posto a una omologazione che realizza quasi miracolosamente il sogno interclassista del vecchio Potere. 
A cosa è dovuta tale omologazione? Evidentemente a un nuovo Potere.
Scrivo “Potere” con la P maiuscola – cosa che Maurizio Ferrara accusa di irrazionalismo, su «l’Unità» (12-6-1974) – solo perché sinceramente non so in cosa consista questo nuovo Potere e chi lo rappresenti. So semplicemente che c’è. Non lo riconosco più né nel Vaticano, né nei Potenti democristiani, né nelle Forze Armate. Non lo riconosco più neanche nella grande industria, perché essa non è più costituita da un certo numero limitato di grandi industriali: a me, almeno, essa appare piuttosto come un tutto (industrializzazione totale), e, per di più, come tutto non italiano (transnazionale).

Conosco, anche perché le vedo e le vivo, alcune caratteristiche di questo nuovo Potere ancora senza volto: per esempio il suo rifiuto del vecchio sanfedismo e del vecchio clericalismo, la sua decisione di abbandonare la Chiesa, la sua determinazione (coronata da successo) di trasformare contadini e sottoproletari in piccoli borghesi, e soprattutto la sua smania, per così dire cosmica, di attuare fino in fondo lo “Sviluppo”: produrre e consumare.
L’identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti “moderati”, dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all’edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. 
Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà – se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia – una forma “totale” di fascismo. 
Ma questo Potere ha anche “omologato” culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l’imposizione dell’edonismo e della joie de vivre. La strategia della tensione è una spia, anche se sostanzialmente anacronistica, di tutto questo.

Maurizio Ferrara, nell’articolo citato (come del resto Ferrarotti, in « Paese Sera », 14-6-1974) mi accusa di estetismo. E tende con questo a escludermi, a recludermi. Va bene: la mia può essere l’ottica di un « artista », cioè, come vuole la buona borghesia, di un matto. 
Ma il fatto per esempio che due rappresentanti del vecchio Potere (che servono però ora, in realtà, benché interlocutoriamente, il Potere nuovo) si siano ricattati a vicenda a proposito dei finanziamenti ai Partiti e del caso Montesi, può essere anche una buona ragione per fare impazzire: cioè screditare talmente una classe dirigente e una società davanti agli occhi di un uomo, da fargli perdere il senso dell’opportunità e dei limiti, gettandolo in un vero e proprio stato di «anomia». Va detto inoltre che l’ottica dei pazzi è da prendersi in seria considerazione: a meno che non si voglia essere progrediti in tutto fuorché sul problema dei pazzi, limitandosi comodamente a rimuoverli.
Ci sono certi pazzi che guardano le facce della gente e il suo comportamento. 
Ma non perché epigoni del positivismo lombrosiano (come rozzamente insinua Ferrara), ma perché conoscono la semiologia. Sanno che la cultura produce dei codici; che i codici producono il comportamento; che il comportamento è un linguaggio; e che in un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza.
Per tornare così all’inizio del nostro discorso, mi sembra che ci siano delle buone ragioni per sostenere che la cultura di una nazione (nella fattispecie l’Italia) è oggi espressa soprattutto attraverso il linguaggio del comportamento, o linguaggio fisico, più un certo quantitativo – completamente convenzionalizzato e estremamente povero – di linguaggio verbale.

È a un tale livello di comunicazione linguistica che si manifestano: a) la mutazione antropologica degli italiani; b) la loro completa omologazione a un unico modello.
Dunque: decidere di farsi crescere i capelli fin sulle spalle, oppure tagliarsi i capelli e farsi crescere i baffi (in una citazione protonovecentesca); decidere di mettersi una benda in testa oppure di calcarsi una scopoletta sugli occhi; decidere se sognare una Ferrari o una Porsche; seguire attentamente i programmi televisivi; conoscere i titoli di qualche best-seller; vestirsi con pantaloni e magliette prepotentemente alla moda; avere rapporti ossessivi con ragazze tenute accanto esornativamente, ma, nel tempo stesso, con la pretesa che siano «libere» ecc. ecc. ecc.: tutti questi sono atti culturali.
Ora, tutti gli Italiani giovani compiono questi identici atti, hanno questo stesso linguaggio fisico, sono interscambiabili; cosa vecchia come il mondo, se limitata a una classe sociale, a una categoria: ma il fatto è che questi atti culturali e questo linguaggio somatico sono interclassisti. In una piazza piena di giovani, nessuno potrà più distinguere, dal suo corpo, un operaio da uno studente, un fascista da un antifascista; cosa che era ancora possibile nel 1968.

I problemi di un intellettuale appartenente all’intelligencija sono diversi da quelli di un partito e di un uomo politico, anche se magari l’ideologia è la stessa. Vorrei che i miei attuali contraddittori di sinistra comprendessero che io sono in grado di rendermi conto che, nel caso che lo Sviluppo subisse un arresto e si avesse una recessione, se i Partiti di Sinistra non appoggiassero il Potere vigente, l’Italia semplicemente si sfascerebbe; se invece lo Sviluppo continuasse così com’è cominciato, sarebbe indubbiamente realistico il cosiddetto «compromesso storico», unico modo per cercare di correggere quello Sviluppo, nel senso indicato da Berlinguer nel suo rapporto al CC del partito comunista (cfr. «l’Unità », 4-6-1974). Tuttavia, come a Maurizio Ferrara non competono le «facce», a me non compete questa manovra di pratica politica. Anzi, io ho, se mai, il dovere di esercitare su essa la mia critica, donchisciottescamente e magari anche estremisticamente. Quali sono dunque i miei problemi?
Eccone per esempio uno. Nell’articolo che ha suscitato questa polemica («Corriere della sera», 10-6-1974) dicevo che i responsabili reali delle stragi di Milano e di Brescia sono il governo e la polizia italiana: perché se governo e polizia avessero voluto, tali stragi non ci sarebbero state. È un luogo comune. Ebbene, a questo punto mi farò definitivamente ridere dietro dicendo che responsabili di queste stragi siamo anche noi progressisti, antifascisti, uomini di sinistra. Infatti in tutti questi anni non abbiamo fatto nulla:
1) perché parlare di « Strage di Stato » non divenisse un luogo comune, e tutto si fermasse lì;
2) (e più grave) non abbiamo fatto nulla perché i fascisti non ci fossero. Li abbiamo solo condannati gratificando la nostra coscienza con la nostra indignazione; e più forte e petulante era l’indignazione più tranquilla era la coscienza.

In realtà ci siamo comportati coi fascisti (parlo soprattutto di quelli giovani) razzisticamente: abbiamo cioè frettolosamente e spietatamente voluto credere che essi fossero predestinati razzisticamente a essere fascisti, e di fronte a questa decisione del loro destino non ci fosse niente da fare. E non nascondiamocelo: tutti sapevamo, nella nostra vera coscienza, che quando uno di quei giovani decideva di essere fascista, ciò era puramente casuale, non era che un gesto, immotivato e irrazionale: sarebbe bastata forse una sola parola perché ciò non accadesse. Ma nessuno di noi ha mai parlato con loro o a loro. Li abbiamo subito accettati come rappresentanti inevitabili del Male. E magari erano degli adolescenti e delle adolescenti diciottenni, che non sapevano nulla di nulla, e si sono gettati a capofitto nell’orrenda avventura per semplice disperazione.
Ma non potevamo distinguerli dagli altri (non dico dagli altri estremisti: ma da tutti gli altri). È questa la nostra spaventosa giustificazione.
Padre Zosima (letteratura per letteratura!) ha subito saputo distinguere, tra tutti quelli che si erano ammassati nella sua cella, Dmitrj Karamazov, il parricida. Allora si è alzato dalla sua seggioletta ed è andato a prosternarsi davanti a lui. E l’ha fatto (come avrebbe detto più tardi al Karamazov più giovane) perché Dmitrj era destinato a fare la cosa più orribile e a sopportare il più disumano dolore.
Pensate (se ne avete la forza) a quel ragazzo o a quei ragazzi che sono andati a mettere le bombe nella piazza dì Brescia. Non c’era da alzarsi e da andare a prosternarsi davanti a loro? Ma erano giovani con capelli lunghi, oppure con baffetti tipo primo Novecento, avevano in testa bende oppure scopolette calate sugli occhi, erano pallidi e presuntuosi, il loro problema era vestirsi alla moda tutti allo stesso modo, avere Porsche o Ferrari, oppure motociclette da guidare come piccoli idioti arcangeli con dietro le ragazze ornamentali, si, ma moderne, e a favore del divorzio, della liberazione della donna, e in generale dello sviluppo… 
Erano insomma giovani come tutti gli altri: niente li distingueva in alcun modo. 
Anche se avessimo voluto non avremmo potuto andare a prosternarci davanti a loro. Perché il vecchio fascismo, sia pure attraverso la degenerazione retorica, distingueva: mentre il nuovo fascismo – che è tutt’altra cosa – non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico.
Il suo fine è la riorganizzazione e I’omologazione brutalmente totalitaria del mondo.

https://www.qualcosadisinistra.it/2011/03/04/il-potere-senza-volto/

sabato 3 gennaio 2026

SACRANT ANNOM



Anagramma: 
CRANS MONTANA = SACRANT ANN(O)M (lat.) = ESSI CONSACRANO L'ANNO
Suggestioni anagrammatiche: l'accusativo di Annus - Annum, si può trovare in trascrizioni epigrafiche antiche come "annom", e ciò non rappresenta un errore o una forzatura. Vale un po' come il "seclorum" di origine medievalista iscritto nel sigillo del dollaro, e non il più corretto e diffuso seculorum. Quindi ha una valenza simbolica ed egregorica, essendo peculiare e più specifica come espressione.
Le mie sono solo piccole suggestioni, però è curioso come l'anagramma del nome del paese, oltretutto, sotto la diocesi di Sion, dia questo risultato che è inerente sia al Capodanno, sia ad una consacrazione controiniziatica nel fuoco e del fuoco.
A mio modesto avviso, senza aver la pretesa di alcuna verità e nel massimo rispetto delle vittime e dei loro familiari, la strage di Crans Montana non è stato uno stupido incidente, ma un rituale di sangue per celebrare il nuovo che avanza, ovvero il NWO aggiornato. Si celebra il nuovo risiko geopolitico e l'inizio della fine delle democrazie, per come eravamo abituati a conoscerle, almeno per quello che concerne gli aspetti positivi dei diritti sociali e delle garanzie costituzionali, accelerando l'implementazione autoritaria di stampo sionista e non tanto "gnostica" come scrive Cionci.
Su una cosa concordo con lui, sul fatto che è un rito del fuoco legato al solstizio d'inverno, che però non c'entra nulla con lo gnosticismo, semmai con i culti pagani ancestrali, precedenti allo gnosticismo, che in realtà, nella sua reale espressione rappresenta il cristianesimo originario del Cristo, quindi tutta altra cosa. Paradossalmente, è proprio il potere temporale vaticano, il distretto erede diretto del Sacro Romano Impero, quindi dei miti pagani nella loro accezione più oscura.
Culti ancestrali ai quali si rifanno le "Confraternite magiche" che manovrano dall'alto, meglio dire dal basso, la/le sovragestioni, dalle quali poi dipendono potentati economici, apparati militari, multinazionali del farmaco, del petrolio, delle armi, fino alla politichetta dei vari portinai. L'informazione è l'ultimo baluardo, ovvero, il megafono dell'oracolo, i servi dei servi.
La Festa degli innocenti del 28 dicembre è un giorno legato alla memoria dei bambini uccisi da Erode, questo periodo era legato a culti solari e alla rinascita della luce, con riti di purificazione (come il fuoco) e di liberazione dal passato per fare spazio al nuovo. Erode rappresenta il regnante giudeo che sacrificò gli innocenti e che oggi simbolicamente rivive, rappresentato dal potere odierno sionista, erede dell'oracolo antico e simbolo dell'annichilimento del più debole rispetto al più forte.
"Le Constellation" è il nome del locale della strage. Le costellazioni rappresentano simbolicamente figure mitologiche, animali, eroi o oggetti che le antiche civiltà associavano a gruppi di stelle per raccontare storie, tramandare culture e orientarsi. Simboli come il Drago (eternità), la Vergine (giustizia), o il Cigno (miti di Zeus) incarnano concetti e leggende, riflettendo il patrimonio culturale di ogni popolo.
E appunto l'orientarsi, pare sia il codice da veicolare. Lo start per avviare nuovi passaggi strutturali futuri, attraverso il mito stellare. Gennaio è spesso considerato il mese di Marte, Ares Dio della guerra per gli antichi romani, specialmente quando si verificano eventi astronomici come l'opposizione.
Il 2026 si apre con Marte in Capricorno, una posizione di grande forza e controllo.
In questo segno Marte non spreca energia: agisce con metodo, disciplina e visione a lungo termine. L’impulso diventa strategia, il desiderio si trasforma in ambizione concreta. Favorisce scelte pragmatiche, decisioni professionali e obiettivi chiari.
L'astrologia è da sempre legata alle scelte dei potenti ed in effetti, le ultime piraterie di Trump sul Venezuela sono state scelte chirurgiche e ben studiate.
Interessante la notizia della sinagoga sita nei pressi del locale andato a fuoco.
Secondo quanto riportato dal "Times of Israel", nelle ore successive alla tragedia è partito verso la Svizzera anche un team di emergenza israeliano. Accanto alle strutture statali, si stanno mobilitando organizzazioni specializzate come ZAKA, note a livello internazionale per le operazioni di recupero, supporto post-emergenza e assistenza alle famiglie delle vittime in contesti di disastri di massa.
Nel quadro già drammatico dell’accaduto, emerge inoltre un elemento di particolare rilevanza per il mondo ebraico: una sinagoga di Crans-Montana è stata raggiunta dalle fiamme, riportando gravi danni strutturali. L’edificio di culto si trova in Rue 33, nelle immediate vicinanze dell’area interessata dal rogo, ed è stato coinvolto dalla propagazione dell’incendio e dalle altissime temperature.
Il locale si trova in Rue 35, e anche qui ci sono delle assonanze con il capitolo 35 della Bibbia. Il numero 35 nel libro dei Numeri, capitolo 35, che tratta specificamente delle città dei Leviti e delle città di rifugio, stabilendo le regole per gli omicidi involontari e l'espiazione, i dettagli sulle leggi del santuario e sulla purificazione del paese dal sangue versato. Si sottolinea che il sangue contamina la terra e non si può fare espiazione se non con il sangue di chi l'ha versato, vietando riscatti per gli omicidi.

Ci sono diversi elementi che fanno pensare non sia stato frutto del caso, o per colpa delle fontanelle fiammeggianti di capodanno. Difficile pensare non ci fossero estintori, presenti oramai ovunque. Difficile pensare che una porta di sicurezza, situata dietro al bar, fosse rimasta chiusa ermeticamente, non si capisce per quale motivo. Difficile non considerare le due forti esplosioni, praticamente dimenticate dai media e dagli inquirenti.
Come è difficile pensare, come afferma la stessa procuratrice del caso che, se installata correttamente, la schiuma acustica sul soffitto dovrebbe essere conforme e ignifuga, non è una questione di costi.
Curioso, infine, cosa riportava la prima immagine del rogo dei due ragazzi mascherati.
Lei con l'elmetto dei Daft Punk, che rappresenta un'identità robotica e futuristica, ma anche militare, lui con la fantomatica maschera di Guy Fawkes, nella stilizzazione del film "V per Vendetta", noto cospiratore del XVII secolo, ricordato per il tentativo di far esplodere il Parlamento inglese.