mercoledì 13 maggio 2026

LE VERITÀ NEGATE SU GARLASCO parte 1°




1- FUFFAGURU DEL CRIME
Non bastava l'informazione dopata. Sul web, una flotta di canali nati nel periodo pandemico, ha adottato la verità ufficiale sperticandosi in mille rivoli sul sesso degli angeli e sulle marche di yogurt e di scarpe, pur di non voler affrontare temi ben più scabrosi. Temi che andrebbero a mettere in discussione le proprie credenze.
Negli ultimi anni, come all'improvviso ed in curioso sincrono, sono nati una marea di siti, canali, youtuber, influencer di Cold Case. Nuovi riccardoni che, più o meno, si copiano e ripetono a pappagallo le sciocchezze veicolate dai media, aggiungendo poco o niente, pur di non approfondire certe questioni.
Questi personaggi nascono già star, analisti affermati e consolidati nella memoria collettiva del web. Praticamente cloni interniani della tv generalista in chiave domestica.
Dove vengono omesse completamente le piste esoteriche, magari mostrandole per attirare like, ma negandole a priori senza spiegazioni, spesso ridicolizzandole senza cognizione di causa. Tutta questa pletora di nuovi guru del crime si inchiodano in particolari inutili, cercando il pelo nell'uovo, descrivendo il dito minuziosamente come nerd incalliti, ma abbassando sempre lo sguardo dinnanzi la luna.
Troppa luce può far male, soprattutto se nera! Hanno paura da un lato di approfondire seriamente certe tematiche e, dall'altro lato, hanno la presunzione di arrivare alla verità in maniera un po' troppo tradizionalista, che poi è proprio quel metodo che 9 volte su 10 in questo ambito, finisce per fare errori, rischiando di buttare in carcere innocenti e capri espiatori.
Partono spesso da false premesse e, sinceramente, non comprendo il loro apporto per la ricerca della verità, se non quello dell'affermazione personale nella giungla interniana.
Fa eccezione in questo marasma l'ottimo Luigi Grimaldi, grande giornalista e ricercatore che da anni lavora sul caso Garlasco, oltre ad aver lavorato in passato sul caso delle Bestie di Satana e tanto altro, scavando come pochi le verità negate.

2- LE VERITÀ NEGATE SU GARLASCO
Cosa accade per il caso Garlasco? Si evita scientemente, come accade in tv, di indagare sulle piste occulte e su tutte quelle entità che controllano il mercato pedopornografico. 
Realtà che si strutturano a piramide gerarchica, ma che si materializzano nei piani bassi in cellule indipendenti tra loro. Dove l'ultimo gradino è rappresentato dai personaggi che, nella storia ufficiale, sono coinvolti a margine, come accadde per Pacciani nel famoso caso del MdF.
Sarebbe come indagare sulla mafia fermandosi ai picciotti di strada che sparano, senza mai ampliare il raggio, senza mai andare oltre, anzi, sperticandosi in voli pindarici, in relazione alle loro abitudini, alle loro storie personali, spaccando il capello ed evitando scientemente di ricercare i mandanti ed i piani alti della struttura criminale, ovvero, il 99% della faccenda.
Nel caso Garlasco ci sono talmente tante evidenze che mostrano una realtà ben più grande di quella rappresentata e censurata dai media, da fare impallidire. Basterebbe solo una di queste contraddizioni e stranezze per ribaltare qualsiasi processo e comprendere finalmente la realtà in cui viviamo.
A mio giudizio, Garlasco e l'ambiente circostante è connesso profondamente anche alle Bestie di Satana, a Yara Gambirasio ed a tanti omicidi nel lombardo veneto avvenuti negli ultimi 30 anni. 
E' lo stesso humus culturale di altri scenari di delitti rituali e/o mediatici. Lo stesso schema, le stesse dinamiche, gli stessi depistaggi, le stesse alte sfere coinvolte, le stesse vittime, spesso donne, ma non solo.
L'unica certezza è che in carcere ci vanno sempre capri espiatori.
L'ex avvocato di Sempio, Lovati, è l'unico che ha cercato di instillare dubbi nelle tv generaliste, cercando di parlare di piani alti che hanno a che fare con massonerie deviate, sette, pedopornografia e quant'altro. Purtroppo, Lovati ha grossi limiti di comunicazione, dice e non dice, fa di tutto per apparire poco affidabile, parla di sogni e non è mai diretto nella spiegazione di certe dinamiche. A breve andrà a processo e promette rivelazioni interessanti che faranno tremare i polsi. Il mio consiglio, per quel che conta, è che si guardi bene le spalle e che non faccia passi falsi, perché la volontà di queste entità è di incastrare un secondo innocente, pur di depistare dai veri colpevoli.

3- PIRAMIDI E CELLULE ANCILLARI
Come abbiamo già analizzato più volte su questo blog, esistono diversi livelli di una piramide di potere che comprende un network variopinto. Un giardino con tante rose di vari colori, dove quella che conta  di più è quella rossa.
Quando parlo nelle mie suggestioni di Rosa Rossa, lo ripeto per l'ennesima volta, non intendo una "Rosa Rossa spa", come una sorta di Spectre assoluta che domina la realtà, ma un labirinto complesso di relazioni tra ambienti criminali e opachi diversamente declinati.
In questo labirinto esiste anche la Confraternita della Rosa Rossa, ma quello che intendo è un gigantesco network che la comprende, come fosse ancillare anch'essa ad una macro ROSA, però intesa come sistema generale condiviso. 
Quindi, e qui mi diversifico dai miei predecessori, ritengo che non sia tanto l'Ordine interno della Croce d'oro e della Rosa Rossa a dominare questi eventi, ma che sia solo una costola di un sistema ben più ampio che, per mia comodità linguistica, nomino sistema della ROSA
La rosa come simbolo sacro e archetipico controiniziato, inteso in senso inverso.

4- IL GIARDINO DELLE ROSE
Dentro questo giardino che potremmo chiamare il GIARDINO DELLE ROSE, ci sono tanti fiori ed ogni fiore, dal più piccolo al più ornamentale, dal più importante al meno importante, compone tutto il sistema ed è interconnesso in tutte le sue ramificazioni e radici.
Rappresentano tutta la struttura e tutti i livelli, essendo al contempo indipendenti tra loro, ma ancillari ad una causa superiore che solo ai piani alti è conosciuta.
Ogni fiore contenuto nel giardino corrisponde ad uno specifico "potere forte", tra ambienti magici controiniziatici, Servizi deviati, ambienti militari di confine, strutture religiose e parareligiose, psicosette, fino all'infiltrazioni nella magistratura, nelle Forze dell'ordine, nel mondo giornalistico e politico. 
Le sette ancillari sono quelle che devono fare il lavoro sporco e di reclutamento, sono i fanti del regime, le avanguardie sacrificabili, nel caso vada male qualcosa.
Infine, ci sono i personaggi delle vicende, i Pacciani di turno, che vivono in questo limbo terrificante, come attori inconsapevoli e con la spada di Damocle che pende sulle loro teste, sacrificati e sacrificabili all'uopo.
Il giardino delle rose rappresenta anche la congiuntura tra diverse entità che si riconoscono e dialogano tra loro tramite messaggi e linguaggi simbolici, perché condividono la stessa grammatica, la stessa liturgia, la stessa forma mentis, gli stessi ambienti, condividono le stesse logiche thelemiche, intese nell'accezione criminale.

5- CHIARA, FRESCHE ET DOLCI ACQUE
Pare che Chiara Poggi avesse filmati proibiti nel suo PC, inerenti al traffico di minori, probabilmente, come asserisce anche l'avvocato Lovati, contenenti torture e stupri anche di bambini. Infatti il giorno dopo il decesso avvenuto il 13 Agosto (data simbolica per un rito sacrificale), sono stati cancellati dati sensibili e archiviati come omissis dagli inquirenti. Perché mai cancellare dati essenziali, se non per celare la verità? Eppure una evidenza logica come questa, fosse una scena di un film, farebbe saltare tutti quanti dalla poltrona. 
Invece, viene lasciata cadere nel vuoto. Basterebbe questa piccolo gigantesco particolare, per indagare ben oltre le apparenze.
Un altro esempio lampante è la lunga scia di sangue a Garlasco nell'ambito delle amicizie dei nostri protagonisti, tra suicidi, suicidati, morti in circostanze misteriose, di cui la morte di Chiara è solo l'ultimo capitolo, almeno per ora, di questa triste vicenda.
Un terzo esempio sono tutte le protezioni scattate per depistare le indagini, che avrebbero coinvolto alcuni dei personaggi implicati, magari alcuni dei loro parenti. 
Personaggi che rimangono ai margini della storia, ma che potrebbero avere informazioni ed essere a conoscenza di qualche livello superiore, come per esempio il rumeno che aveva rapporti sessuali con il sacerdote della Bozzola, ma gli stessi ragazzi indagati, quelli morti, pur non essendo loro gli assassini. Amici che condividevano gli stessi ambienti e le stesse passioni esoteriche.
Tutti tacciono, regna l'omertà e l'unica che voleva seriamente approfondire la questione è stata fatta fuori, magari fidandosi di un informatore misterioso che le avrebbe fornito dati, o che presumibilmente, voleva solo accertarsi quante cose sapeva Chiara sui traffici loschi e sulle entità in questione.
Evidentemente non siamo pronti, perché ammettere di vivere in una realtà infernale, sfuggente ed incontrollabile come questa, non è facile. Allora meglio lavarsi la coscienza, pensando al solito delitto passionale, forzatamente presentato dai media, accontentandosi di assenza di moventi, credendo all'autorità vigente, curiosamente la stessa autorità che poi si critica quotidianamente ma che, improvvisamente, diventa il deus ex machina atto a ristabilire la verità.
Questo modo di pensare e quindi di agire è dettato da un lato da questa grande paura di scoprire l'arcano, di scoperchiare il grande pentolone che bolle, dall'altro di preferire forse inconsciamente, una soluzione molto più rassicurante, che non ci turbi troppo. 
In fondo la vita va avanti e non possiamo impazzire dietro tesi troppo spinte che metterebbero in discussione il nostro castello di credenze.
Questa moderazione indotta è poi la causa della malagiustizia, perché lo stesso atteggiamento lo hanno anche gli inquirenti che, tra ignoranza e ignavia, se ne lavano le mani, come la maggioranza della carta stampata
Un colpevole deve per forza essere trovato, anche a costo di fare un doppio errore, come nel caso di Sempio. Uno SCEMPIO ulteriore, dopo la STASI del sonno della ragione.
Due capri espiatori is meglio che one?







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