sabato 31 agosto 2019

EPSTEIN E I COMPAGNI DI MERENDE


In questa seconda parte del caso Epstein tratteremo dei compagni di merende, ovvero, di alcuni personaggi che sono minacciati dall'Entità, affinché non parlino, persone che hanno conosciuto il miliardario suicidato, durante gli ultimi decenni e che potrebbero avere crisi di coscienza e svuotare il sacco. Come riportato nell'altro articolo, anche in questo caso non si è fatta giustizia, ma si stanno ricattando pesci piccoli, per quanto ricchi e famosi nei loro rispettivi ambienti, dando l'esempio ad altri, che attualmente sono su altri livelli di potere, in modo che non trapeli nulla, e non perché, al contrario, si voglia svelare il sistema del mercato pedofilo. E' una guerra politica su più fronti che utilizza gli scandali sessuali e gli omicidi per colpire fazioni avversarie e contenere il problema, in modo che non sia di dominio pubblico la vera struttura di potere.
Si danno in pasto le solite mele marce per salvare la cesta, è questa la sottile differenza.
Dagospia ed altri quotidiani online hanno rivelato 3 nomi italiani legati alla vicenda, anche se ad oggi nessuno è a conoscenza del reale coinvolgimento o meno di questi personaggi, che potrebbero risultare estranei ai fatti, però ci sono curiosità legate ai loro nomi, coincidenze e suggestioni inquietanti.
Iniziamo con i messaggi, in questo caso piuttosto palesi, a Cipriani (in realtà, non è affatto chiaro se ci si riferisca al nipote, che si chiama Giuseppe come il nonno, oppure, al padre Arrigo), venuti fuori per placare la oramai incalzante opinione pubblica in astinenza da rogo.
La dinamica dei nomi che vengono fuori segue la stessa logica dei nominativi fatti trovare per la P2, nominativi che salvavano la lista più importante di innominabili, ovviamente, rimasti impuniti.
La P2 rappresentava il livello sacrificabile, mentre la P1 il livello intoccabile, mai menzionato e da pochi contemplato.
Alla stessa maniera, vengono fuori anche in questo caso i nomi dei "sacrificabili", a prescindere siano capri espiatori colpevoli od innocenti, proprio per salvare e correggere la falla che ha prodotto l'inchiesta, occultando quelli che non possono essere colpiti.
In realtà, anche alti vertici potrebbero cadere, pare ci siano i nomi di Blair, Clinton, Trump, Bannon, Kissinger, Kennedy, il Principe Andrea, ma come per la mafia, sarebbe solamente un cambio ai vertici e comunque, almeno per ora, i grandi nomi hanno curiosamente meno eco mediatica, perché si cerca di spostare l'attenzione su altri nomi meno noti al grande pubblico, oppure, su attori ed imprenditori che avrebbero frequentato o conosciuto Epstein, magari marginalmente come lo stesso Briatore.


Cipriani figura nella lista di chi ha visitato l'isola Little S.James di Epstein, ed è come d'incanto apparso nella lista nera, così il Deep-State, lo stesso che oggi si crede ingenuamente essere sotto scacco, gli ha recapitato messaggi attraverso la morte di un suo chef.
Andrea Zamperoni, l'italiano capo chef di Cipriani Dolci a New York, è stato trovato morto in un ostello del Queens, a pochi isolati da dove abitava. A dare l'allarme è stata una chiamata anonima alla polizia che, giunta al Kamway Lodge, avrebbe scoperto il corpo del 33enne scomparso nel nulla sabato scorso.
Ecco un altro omicidio senza movente, dove ricorre per l'ennesima volta la sequenza di numeri doppi; qui oltre al solito 33, ne abbiamo altri, il 22 giorno del ritrovamento del cadavere, e il 77 della 77th Street. Solitamente, "certi omicidi" sono accompagnati da nomi di familiari, dei luoghi, o della vittima stessa, dove compare la doppia R, oppure l'acronimo RC, CR, o di una rosa rossa, che può essere anche simboleggiata dal colore rosa o da qualsiasi cosa abbia identica simbologia o valenza.
In questo caso è stata fatta una forzatura, tutti i quotidiani online, per un giorno avevano veicolato il nome dello zio della vittima, tal Renato Rosi, ora qualcuno corregge il tiro e, stranamente, riporta il cognome "corretto", infatti, quello giusto pare sia Renato Dosi.
Poi abbiamo anche la nota simpatica dell'ostello che richiama la "loggia" (KAMWAY LODGE) e il nome del quartiere QUEENS che potrebbe richiamare simbolicamente alla Regina e all'Inghilterra, quindi, all'interno del caso Epstein, al Principe Andrea, e non a caso la vittima si chiamava Andrea.

Due piccioni con una fava, un doppio messaggio, attraverso il sacrificio del povero Zamperoni, il cui etimo è interessante. Il cognome dovrebbe derivare da soprannomi dialettali originati dal termine friulano zampe, "mano sinistra", probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero mancini.
Andrea aveva lavorato molti anni a Londra da dove era partita la sua fortuna.
Un po' come Pantani che risiedeva non distante dall'Hotel LE ROSE dove fu ucciso, anche Zamperoni aveva passato la notte nella camera della "loggia", vicino alla sua abitazione, dove la stessa sera è stata portata via dalla polizia in manette una ragazza.
Si è scritto che una prostituta avesse trovato il suo corpo in una stanza d'albergo, infine, che la morte sia stata causata da un'overdose.
Il caso è chiuso e, come nei peggiori telefilm polizieschi anni 80, la causa del decesso sembra essere la solita droga, in questo caso portata da una misteriosa ragazza, mostrata volutamente in foto con collana a piramide rovesciata. Secondo quanto riportato dal The Daily Beast, la donna sarebbe indagata per altre due morti avvenute con dinamiche analoghe (sempre attraverso overdosi di Fentanyl). Una vera professionista, no? La Dama nera è servita...
"Memento Mori, ricordati che devi morire...", non dovete parlare e ve lo comunichiamo attraverso messaggi rituali e omicidi.
Chi coglierà il significato e starà alle regole del gioco, forse, potrà salvarsi, ma l'errore è che si pensi siano i buoni a fare giustizia, al contrario, questa operazione è condotta strumentalmente dai CAPI degli imputati stessi.


2 commenti:

  1. Il rabbit hole si fa sempre più profondo....e senza fine.
    Diceva bene la Carlizzi a proposito del Mostro di Firenze ma vale per tutto il mondo: tutti questi potenti impotenti sono legati tra loro da ricatti incrociati relativi a crimini e misfatti inenarrabili alle masse ingenue e addormentate. Se parla uno se li porta giù tutti. Stimati professionisti di giorno, mostri efferati la notte.
    Non scriveva forse Bevilacqua dì essere in possesso di scatoloni, finiti ormai chissà in mano a chi e dove, che se aperti avrebbero fatto crollare i palazzi bene d'Italia e qualunque governo?
    Tutto il mondo è paese, specie per i fratelli di loggia apolidi e senza volto...

    Questo marciume può finire solo se finisce la razza umana, non ci sono altre vie. E credere davvero di mettere in difficoltà questi individui dalle sole sembianze umane, null'altro, denota pura follia.

    Che fare? Coltivare la consapevolezza, e scegliersi bene le battaglie da portare avanti pienamente coscienti di essere gocce del mare...e il mare stesso.

    Anna

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  2. Bellissima e approfondita lettura simbolica del caso Cipriani-Zamperoni. Inquietante il collegamento con la famiglia reale inglese.

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