L'opera ne costituisce il terzo e ultimo capitolo. Tutti e tre i film sono accomunati dalle stesse tematiche: la cospirazione, l'isolamento claustrofobico all'interno di un condominio, la paranoia e il progressivo crollo psicologico dei protagonisti.
I tre film che compongono la trilogia sono:
Repulsione (Repulsion, 1965) – Ambientato a Londra, racconta la discesa nella follia e nella schizofrenia di una giovane ragazza (interpretata da Catherine Deneuve) rimasta sola nell'appartamento della sorella.
Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (1968) – Ambientato a New York, esplora la paranoia di una giovane sposa (Mia Farrow) convinta che i suoi eccentrici vicini di casa facciano parte di una setta satanica intenzionata a rubare il suo bambino.
L'inquilino del terzo piano (Le Locataire, 1976) – Ambientato a Parigi, chiude la trilogia unendo l'orrore psicologico dei primi due capitoli ai temi della perdita di identità e del delirio di persecuzione.
Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (1968) – Ambientato a New York, esplora la paranoia di una giovane sposa (Mia Farrow) convinta che i suoi eccentrici vicini di casa facciano parte di una setta satanica intenzionata a rubare il suo bambino.
L'inquilino del terzo piano (Le Locataire, 1976) – Ambientato a Parigi, chiude la trilogia unendo l'orrore psicologico dei primi due capitoli ai temi della perdita di identità e del delirio di persecuzione.
L'inquilino del terzo piano segue la vicenda di Trelkovsky, un timido impiegato che affitta a Parigi un appartamento la cui precedente inquilina, Simone Choule, ha tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra.
Fin da subito, il proprietario e i vicini di casa si dimostrano molto ossessivi, ostili e intolleranti, tormentandolo e accusandolo continuamente di fare rumore.
Fin da subito, il proprietario e i vicini di casa si dimostrano molto ossessivi, ostili e intolleranti, tormentandolo e accusandolo continuamente di fare rumore.
Schiacciato da questo ambiente claustrofobico e da una crescente paranoia, Trelkovsky inizia a perdere la propria identità e si convince che i condomini abbiano ordito un complotto per spingerlo al suicidio. In un progressivo crollo psicologico, inizia a vestirsi e a comportarsi esattamente come la defunta Simone.
Nel finale, ormai completamente folle, l'uomo si lancia due volte dalla stessa finestra di Simone sotto gli occhi dei vicini, chiudendo la storia in un ciclo infinito di allucinazione e morte.
Elementi esoterici e occultistici:
L'opera di Roman Polański è intrisa di simbolismo esoterico e psicologico ed esplora la tematica della reincarnazione e della perdita dell'identità.
3. La Circolarità e l'Eterno Ritorno
La struttura del film è circolare, suggerendo un ciclo infinito di sofferenza o una sorta di inferno personale. L'Urlo Finale: Nel finale, Trelkovsky vede se stesso nel letto d'ospedale (nel ruolo che all'inizio era di Simone), chiudendo un cerchio temporale che indica che il processo è destinato a ripetersi eternamente con nuovi "inquilini".
4. Il Terzo Piano e la Soglia
La finestra e la soglia dell'appartamento rappresentano il confine tra il mondo profano e l'abisso della follia/trasmutazione. Il terzo piano funge da piano esistenziale intermedio dove l'individuo viene "svuotato" della sua vecchia identità per essere riempito da quella del predecessore.
Il film suggerisce che il protagonista Trelkowski venga posseduto o trasformato nel precedente inquilino, Simone Choule, attraverso un rituale sociale/occulto orchestrato dai vicini, trasformando il bagno in una sorta di camera mortuaria egizia.
In sintesi, il film utilizza il simbolismo esoterico per rappresentare la fragilità dell'Io, vittima di un ambiente ostile che forza una metamorfosi identitaria, culminando in un destino inesorabile.
Il simbolismo si intreccia profondamente con i temi di identità mutabile, misticismo egizio e ciclicità infernale.
1. Il Simbolismo dell'Antico Egitto
Uno dei riferimenti esoterici più espliciti riguarda l'ossessione della precedente inquilina, Simone Choule, per l'Antico Egitto. Mummificazione: Le bende che avvolgono completamente Simone in ospedale, e poi Trelkovsky nel finale, richiamano la pratica della mummificazione finalizzata alla conservazione del corpo per la vita dopo la morte.
I segni e le scritte ritrovati da Trelkovsky nel bagno comune e nell'appartamento non sono semplici scarabocchi, ma rimandano a un linguaggio arcano che sembra "programmare" la sua trasformazione o il suo destino.
2. Il Sacrificio Rituale e la Metamorfosi
Il film può essere letto come un rituale di sostituzione. Trelkovsky non subisce solo un crollo psicologico, ma una vera e propria trasmutazione della personalità imposta dall'esterno.
Uno dei riferimenti esoterici più espliciti riguarda l'ossessione della precedente inquilina, Simone Choule, per l'Antico Egitto. Mummificazione: Le bende che avvolgono completamente Simone in ospedale, e poi Trelkovsky nel finale, richiamano la pratica della mummificazione finalizzata alla conservazione del corpo per la vita dopo la morte.
I segni e le scritte ritrovati da Trelkovsky nel bagno comune e nell'appartamento non sono semplici scarabocchi, ma rimandano a un linguaggio arcano che sembra "programmare" la sua trasformazione o il suo destino.
2. Il Sacrificio Rituale e la Metamorfosi
Il film può essere letto come un rituale di sostituzione. Trelkovsky non subisce solo un crollo psicologico, ma una vera e propria trasmutazione della personalità imposta dall'esterno.
Il ritrovamento di un dente umano nel muro è un potente simbolo di frammentazione dell'essere. In chiave esoterica, perdere parti del corpo significa perdere l'integrità dell'Io, facilitando la possessione o l'assimilazione da parte dell'identità di Simone.
I vicini agiscono come un'entità collettiva che "officia" il sacrificio di Trelkovsky, spingendolo verso il suicidio rituale per reintegrare l'ordine infranto della casa.
I vicini agiscono come un'entità collettiva che "officia" il sacrificio di Trelkovsky, spingendolo verso il suicidio rituale per reintegrare l'ordine infranto della casa.
3. La Circolarità e l'Eterno Ritorno
La struttura del film è circolare, suggerendo un ciclo infinito di sofferenza o una sorta di inferno personale. L'Urlo Finale: Nel finale, Trelkovsky vede se stesso nel letto d'ospedale (nel ruolo che all'inizio era di Simone), chiudendo un cerchio temporale che indica che il processo è destinato a ripetersi eternamente con nuovi "inquilini".
4. Il Terzo Piano e la Soglia
La finestra e la soglia dell'appartamento rappresentano il confine tra il mondo profano e l'abisso della follia/trasmutazione. Il terzo piano funge da piano esistenziale intermedio dove l'individuo viene "svuotato" della sua vecchia identità per essere riempito da quella del predecessore.
5. Reincarnazione e Identità:
Il tema centrale è la progressiva fusione del protagonista con Simone Choule.
Trelkowski non solo assume le abitudini di Simone, ma inizia a vederla e a vedersi come lei, suggerendo un processo di reincarnazione o possessione psichica.
6. Il Bagno come Camera Mortuaria:
Il bagno dell'appartamento, pieno di geroglifici e con una vista particolare, rappresenta uno spazio liminale, una camera mortuaria egizia che facilita il passaggio d'identità tra Simone e Trelkowski.
7. Il Rituale dei Vicini (Massoneria Occulta):
I vicini di casa agiscono come una setta o un gruppo che sottopone Trelkowski a un "rituale" costante, spingendolo ad abbandonare la propria identità per assumere quella della precedente inquilina.
8. Sdoppiamento e Specchi:
La visione del proprio corpo (il "doppio") e la distorsione della realtà indicano una scissione dell'Io, dove Trelkowski si specchia in Simone, arrivando a desiderare la stessa fine tragica.
9. L'Appartamento come Prigione:
La casa non è solo un luogo fisico, ma un'estensione della mente paranoica, un guscio che imprigiona e trasforma il protagonista, un tema ricorrente nel cinema di Polański (cospirazione in interni).
Buona visione...
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