(2 luglio 2026)
https://www.inesergo.it/index.html
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In questo articolo affronteremo la parte più invisibile quanto pervasiva del processo antropologico in atto che cambierà la nostra natura: l'Era Psicotronica. Non solo transumanesimo, propaganda, Psyop, controllo mentale da remoto ma anche contagio psichico e riprogrammazione valoriale per atomizzare la società verso un pensiero unico di accettazione. Fermare il risveglio negando la trasformazione dal bruco in farfalla, una tensione perenne e collettiva che spingerà la massa verso zone ctonie, verso un nichilismo diffuso.
In questo processo la tecnologia svolge un ruolo predominante e l'uso dei cellulari, della rete, dei social offre una vera second life da vivere con le sue leggi crudeli e le sue narrazioni tossiche.
Dopo l'avvento di internet molte persone di qualsiasi livello sociale hanno iniziato a informarsi e ad alfabetizzarsi.
Al tempo stesso molte altre sono diventate succube della digitalizzazione con i suoi feticci irrinunciabili. Il sistema non fa altro che cavalcare l'onda che contribuisce a creare. Si adopera per abbassare il livello cognitivo generale, la qualità della vita, il gusto, il senso estetico, favorendo spesso il brutto e il volgare. La rete offre quotidianamente una forma di plagio emozionale maggiore rispetto ai vecchi media che, però, continuano incessantemente la loro propaganda nella creazione di forme pensiero.
Ciò avviene nella vita di tutti i giorni; poi esistono, a livello profondo, strumenti più diretti e coercitivi di controllo mentale. Come ci anticipò Fabio Mini, ex generale molto attento e informato su queste tematiche, la guerra da tempo è diventata cognitiva. Mini asserisce che, se una data tecnologia esiste o è in fase di sperimentazione, sicuramente il complesso industriale militare la utilizzerà a proprio vantaggio perché in certi ambienti non esiste alcuna remora morale.
Mini parlava di strumentazioni atte al controllo mentale a distanza senza nominarle esplicitamente, confermando tuttavia quella che sarebbe stata sicuramente la nuova frontiera: la guerra psicotronica.
Ciò avviene nella vita di tutti i giorni; poi esistono, a livello profondo, strumenti più diretti e coercitivi di controllo mentale. Come ci anticipò Fabio Mini, ex generale molto attento e informato su queste tematiche, la guerra da tempo è diventata cognitiva. Mini asserisce che, se una data tecnologia esiste o è in fase di sperimentazione, sicuramente il complesso industriale militare la utilizzerà a proprio vantaggio perché in certi ambienti non esiste alcuna remora morale.
Mini parlava di strumentazioni atte al controllo mentale a distanza senza nominarle esplicitamente, confermando tuttavia quella che sarebbe stata sicuramente la nuova frontiera: la guerra psicotronica.
Per esempio, un candidato manciuriano (dall'inglese Manchurian Candidate) è un'espressione metaforica volta a indicare una persona inconsapevolmente manipolata, indottrinata o sottoposta a lavaggio del cervello affinché agisca come spia, oppure un killer dormiente. Si chiama tecno-magia, ovvero il raggiungimento di risultati superlativi attraverso le nuove tecnologie di controllo fisico e psichico da parte dello Stato parallelo.
Quindi, a un mondo che, seppur molto lentamente e ancora in minima parte, inizia a risvegliarsi, deve corrispondere una forza uguale o superiore che possa controbilanciare la maturazione delle coscienze, lo sviluppo della nostra sfera razionale. Logica e buon senso sono i peggiori nemici di un sistema che desidera sudditi-bambini intrisi di pensiero magico (inteso qui nell'accezione occultistica del termine e non di psicomagia, che è il suo esatto contrario).
La guerra psicotronica verte su più fronti: da quello ri-educativo, come indicato sopra, legato alla propaganda domestica quotidiana espansa a livello globale, fino al controllo a distanza del pensiero, alle armi sperimentali e a tutte quelle tecniche in uso da parte di ambienti militari occulti.
Svolgono un ruolo importante in rete i presunti salvatori della patria e i gatekeeper dell'ultima ora che promuovono un plagio emozionale di natura messianica, con al seguito folle in cerca di pastori che le deresponsabilizzino al fine di identificarsi in qualcuno che ne faccia le veci. Sono meccanismi umani ancestrali, tipici dei dogmi dei culti, cortocircuiti che tarpano il pensiero critico, il libero arbitrio e, soprattutto, che hanno ripercussioni anche sulla sfera spirituale.
Negli USA, molto prima dell'avvento di internet, è sempre esistita la figura del predicatore televangelista che si fa donare soldi promettendo redenzione o l'individuazione di un nemico fittizio sul quale far confluire l’odio collettivo. Storicamente, questo modello di persuasione è tipico dei regimi dittatoriali o delle teocrazie, ma anche le cosiddette democrazie non ne sono esenti.
In scala e su altri fronti, lo stesso fenomeno negli ultimi anni si è riversato sul web che, essendo parzialmente incontrollabile (ancora per poco), si è dovuto aggiornare seguendo strategie più articolate e sofisticate.
In rete i vari ducetti e capobranco sono trasmutati nella figura del nuovo santone per eccellenza, quella dell'influencer (che, appunto, influenza), usando talvolta le tecniche PNL o le proprie capacità individuali per rubare soldi ai più ingenui, creare scenari su qualsiasi argomento, istruire le folle in cerca di guida, confermare i bias cognitivi senza contemplare altre possibilità. In una sola parola: evitare che le persone si prendano le proprie responsabilità rimanendo in uno stato larvale.
Meccanismi indotti e adottati che funzionano empiricamente tramite una sorta di svuotamento animico e di successiva zombizzazione che il fedele accetta in uno stato di depressione, nichilismo e impotenza (oppure, nel suo esatto contrario, di delirio di onnipotenza e mancanza di empatia), guidato dall'incantatore di serpenti di turno con lo stesso stupore del bambino che vede per la prima volta un gioco di prestigio, o degli ominidi che rimangono ammaliati dinnanzi al monolite/logos che scende dal cielo (come ci mostra Kubrick nella sua Odissea).
L'utente subirà una sorta di parziale deprivazione energetica che occluderà in primis la sfera razionale e la parte del cervello psichico e pneumatico, indirizzandolo verso lo sviluppo del cervello rettiliano, quello adibito alla sopravvivenza, all'istinto, limbico e più animale, secondo la tripartizione di Paul MacLean negli anni ‘60.
Siamo passati dalla creazione delle forme pensiero della classica propaganda, attraverso le nuove terribili armi psicotroniche, sperimentali e no, fino a una sorta di ritorno alle origini oracolari attraverso le credenze più estreme, in chiave digitale. Per raggiungere poco alla volta un controllo mentale fai da te, dopo la cura dei santoni del web e una volta assorbito il linguaggio del libretto d'istruzioni; verso mete precostituite a vantaggio di ricostruzioni fallaci create ad hoc come distrazione di massa.
Fabbriche di virtualità che diviene realtà a tutti gli effetti. Facciamo qualche esempio.
Quindi, a un mondo che, seppur molto lentamente e ancora in minima parte, inizia a risvegliarsi, deve corrispondere una forza uguale o superiore che possa controbilanciare la maturazione delle coscienze, lo sviluppo della nostra sfera razionale. Logica e buon senso sono i peggiori nemici di un sistema che desidera sudditi-bambini intrisi di pensiero magico (inteso qui nell'accezione occultistica del termine e non di psicomagia, che è il suo esatto contrario).
La guerra psicotronica verte su più fronti: da quello ri-educativo, come indicato sopra, legato alla propaganda domestica quotidiana espansa a livello globale, fino al controllo a distanza del pensiero, alle armi sperimentali e a tutte quelle tecniche in uso da parte di ambienti militari occulti.
Svolgono un ruolo importante in rete i presunti salvatori della patria e i gatekeeper dell'ultima ora che promuovono un plagio emozionale di natura messianica, con al seguito folle in cerca di pastori che le deresponsabilizzino al fine di identificarsi in qualcuno che ne faccia le veci. Sono meccanismi umani ancestrali, tipici dei dogmi dei culti, cortocircuiti che tarpano il pensiero critico, il libero arbitrio e, soprattutto, che hanno ripercussioni anche sulla sfera spirituale.
Negli USA, molto prima dell'avvento di internet, è sempre esistita la figura del predicatore televangelista che si fa donare soldi promettendo redenzione o l'individuazione di un nemico fittizio sul quale far confluire l’odio collettivo. Storicamente, questo modello di persuasione è tipico dei regimi dittatoriali o delle teocrazie, ma anche le cosiddette democrazie non ne sono esenti.
In scala e su altri fronti, lo stesso fenomeno negli ultimi anni si è riversato sul web che, essendo parzialmente incontrollabile (ancora per poco), si è dovuto aggiornare seguendo strategie più articolate e sofisticate.
In rete i vari ducetti e capobranco sono trasmutati nella figura del nuovo santone per eccellenza, quella dell'influencer (che, appunto, influenza), usando talvolta le tecniche PNL o le proprie capacità individuali per rubare soldi ai più ingenui, creare scenari su qualsiasi argomento, istruire le folle in cerca di guida, confermare i bias cognitivi senza contemplare altre possibilità. In una sola parola: evitare che le persone si prendano le proprie responsabilità rimanendo in uno stato larvale.
Meccanismi indotti e adottati che funzionano empiricamente tramite una sorta di svuotamento animico e di successiva zombizzazione che il fedele accetta in uno stato di depressione, nichilismo e impotenza (oppure, nel suo esatto contrario, di delirio di onnipotenza e mancanza di empatia), guidato dall'incantatore di serpenti di turno con lo stesso stupore del bambino che vede per la prima volta un gioco di prestigio, o degli ominidi che rimangono ammaliati dinnanzi al monolite/logos che scende dal cielo (come ci mostra Kubrick nella sua Odissea).
L'utente subirà una sorta di parziale deprivazione energetica che occluderà in primis la sfera razionale e la parte del cervello psichico e pneumatico, indirizzandolo verso lo sviluppo del cervello rettiliano, quello adibito alla sopravvivenza, all'istinto, limbico e più animale, secondo la tripartizione di Paul MacLean negli anni ‘60.
Siamo passati dalla creazione delle forme pensiero della classica propaganda, attraverso le nuove terribili armi psicotroniche, sperimentali e no, fino a una sorta di ritorno alle origini oracolari attraverso le credenze più estreme, in chiave digitale. Per raggiungere poco alla volta un controllo mentale fai da te, dopo la cura dei santoni del web e una volta assorbito il linguaggio del libretto d'istruzioni; verso mete precostituite a vantaggio di ricostruzioni fallaci create ad hoc come distrazione di massa.
Fabbriche di virtualità che diviene realtà a tutti gli effetti. Facciamo qualche esempio.
C'è un genocidio in corso in Palestina (ma potrebbe essere qualsiasi altro genocidio, ovviamente) e il Mossad crea qualche migliaio di meme AI per mostrare una Gaza in stile Dubai, riprogrammare i bias cognitivi dei fedeli a esorcizzare il male in modo da manipolare il pensiero o, ancor peggio, creando strutture psichiche che si pensano libere.
Le foto di Gaza/Dubai inizialmente potranno suscitare in alcuni un moto di indignazione naturale, ma poi il tutto diverrà un minestrone eterogeneo, indifferente nel migliore dei casi, quindi metabolizzato e condiviso come naturale e ovvio. Si andrà così a disinnescare qualsiasi conflitto con lo status quo.
L'accettazione dei ruoli sociali in campo è l'unico vero grande scopo della tecno-magia, l'esercizio del dominio, la conferma dello schema di chi sta sopra e di chi sta sotto.
Le foto di Gaza/Dubai inizialmente potranno suscitare in alcuni un moto di indignazione naturale, ma poi il tutto diverrà un minestrone eterogeneo, indifferente nel migliore dei casi, quindi metabolizzato e condiviso come naturale e ovvio. Si andrà così a disinnescare qualsiasi conflitto con lo status quo.
L'accettazione dei ruoli sociali in campo è l'unico vero grande scopo della tecno-magia, l'esercizio del dominio, la conferma dello schema di chi sta sopra e di chi sta sotto.
Instillare nell'utente medio tutte quelle dinamiche scientemente opposte e contrarie a un moto di spirito realmente rivoluzionario e risvegliato che comprenda il significato della vera illusione della realtà e non rimanga intrappolato nell'illusione dell'illusione. Un po' come in quei sogni dove credi di esserti svegliato, ma in realtà il tuo doppio astrale non è ancora rientrato nel suo involucro materiale e giace sul confine dei guardiani della soglia.
Ecco perché negli ultimi anni, grazie alla tecnologia dell'AI e alla diffusione globale di notizie digitali alla portata di tutti, la vecchia propaganda è stata affiancata per costruire narrazioni parallele, talvolta verosimili ma comunque fuorvianti e tese a rubarci tempo ed energia vitale. Tutte atte a spostare i bersagli in modo da esorcizzare la vista piena, come per gli occhiali del film Essi Vivono. L'utente medio si appoggia a tali narrazioni credendo di aver capito l'arcano, ma è ancora una volta ingabbiato in una bolgia infernale.
Si creano così fazioni anche nella controinformazione dove alla fine vige il tutti contro tutti e i social si prestano ad alimentare questa guerra tra poveri.
Lo spartiacque, dopo la stagione iniziale dei primi debunker, è stata la veicolazione del terrapiattismo per ridicolizzare qualsiasi dissenso scomodo. Poi sono arrivati gli influencer che, più o meno consapevolmente, dovevano continuare questo processo di normalizzazione del dissenso.
Ecco perché negli ultimi anni, grazie alla tecnologia dell'AI e alla diffusione globale di notizie digitali alla portata di tutti, la vecchia propaganda è stata affiancata per costruire narrazioni parallele, talvolta verosimili ma comunque fuorvianti e tese a rubarci tempo ed energia vitale. Tutte atte a spostare i bersagli in modo da esorcizzare la vista piena, come per gli occhiali del film Essi Vivono. L'utente medio si appoggia a tali narrazioni credendo di aver capito l'arcano, ma è ancora una volta ingabbiato in una bolgia infernale.
Si creano così fazioni anche nella controinformazione dove alla fine vige il tutti contro tutti e i social si prestano ad alimentare questa guerra tra poveri.
Lo spartiacque, dopo la stagione iniziale dei primi debunker, è stata la veicolazione del terrapiattismo per ridicolizzare qualsiasi dissenso scomodo. Poi sono arrivati gli influencer che, più o meno consapevolmente, dovevano continuare questo processo di normalizzazione del dissenso.
Oggi siamo alla fase demenziale e vince chi la spara più grossa, attirando una moltitudine di utenti e spostando le visualizzazioni da tematiche impegnate a scrolling di slogan deprimenti.
Questo è il motivo dell'attuale bombardamento di immagini artificiali che vanno a creare leggende metropolitane, oppure di reel stupidi e infantili che riprogrammano la mente non facendo più distinguere il reale dal virtuale.
Questo è il motivo dell'attuale bombardamento di immagini artificiali che vanno a creare leggende metropolitane, oppure di reel stupidi e infantili che riprogrammano la mente non facendo più distinguere il reale dal virtuale.
Paradossalmente possono pure contenere elementi verosimili su alcuni aspetti generali, ma è proprio qui che il plagio si rende pervasivo e non viene riconosciuto come tale.
Funziona come i fake-drop di Q o i Protocolli dei Savi di Sion: sputtanabili perché veicolati da impresentabili, che però contengono anche verità accompagnate da contraddizioni e bufale. Verità che saranno metabolizzate e digerite sullo stesso piano di falsi conclamati, rendendo il tutto un blob indistinto di monnezza.
Perché, se ci dicono che tutto è falso (e molto spesso lo è, attenzione) o, al contrario, la voce del padrone ci assicura sulla veridicità delle sue veline, il reale diviene un mix indistinto dove non c'è più nessuna scala di valori condivisi, nessuna crescita culturale e comunicazione utile: logica e sentimento andranno a scemare anno dopo anno. C'è talmente tanta voglia di essere anestetizzati dall'orrore del mondo che, per molte persone, è meglio sublimare il male, fregandosene di tutto e pure di se stessi.
Perché, se ci dicono che tutto è falso (e molto spesso lo è, attenzione) o, al contrario, la voce del padrone ci assicura sulla veridicità delle sue veline, il reale diviene un mix indistinto dove non c'è più nessuna scala di valori condivisi, nessuna crescita culturale e comunicazione utile: logica e sentimento andranno a scemare anno dopo anno. C'è talmente tanta voglia di essere anestetizzati dall'orrore del mondo che, per molte persone, è meglio sublimare il male, fregandosene di tutto e pure di se stessi.
C'è tanta voglia di una svolta autoritaria in cui potersi specchiare e identificare.
La gente si riconosce e si fiuta. Se fai la loro stessa puzza ti segue fedelmente ed è pronta a sostenere qualsiasi sciocchezza tu dica, da quelle più innocue alle più destabilizzanti.
La gente si riconosce e si fiuta. Se fai la loro stessa puzza ti segue fedelmente ed è pronta a sostenere qualsiasi sciocchezza tu dica, da quelle più innocue alle più destabilizzanti.
Perché non crearsi una comfort zone tossica e artificiale che culli i nostri sogni e faccia da scudo magico verso il grondante dolore di questo inferno terrestre? Da un lato lo capisco.
Peccato che a ogni battito di farfalla scaturisca uno tsunami: le ripercussioni nella matrice arrivano ovunque. Il controllo psichico, come avete visto, può essere diretto come un colpo di pistola oppure essere più raffinato e sottile, intingendosi nella credulità popolare aizzata a dovere dai soliti intrattenitori di regime.
Morale della favola: pensatela come volete, ma pensate sempre con la vostra testa, non fidatevi di nessuno, abbiate dubbi su tutto e tutti, anche su chi offre facili redenzioni e soluzioni e vi abitua ad accettare qualsiasi visione di presa popolare.
Morale della favola: pensatela come volete, ma pensate sempre con la vostra testa, non fidatevi di nessuno, abbiate dubbi su tutto e tutti, anche su chi offre facili redenzioni e soluzioni e vi abitua ad accettare qualsiasi visione di presa popolare.
La riprogrammazione è partita, attenzione agli aggiornamenti.
