martedì 28 luglio 2026

L'INVENZIONE DEL SATANISMO di Marcello Piras




Marcello Piras, eminente storico della musica
e docente universitario in Messico, intervistato da Visione TV:
https://www.youtube.com/watch?v=q27R5Ce7qyo 
Trascrizione di Giorgio Cattaneo

IL “DIAVOLO” DA PROTEGGERE È L'ÉLITE AL POTERE
«Oggi emerge l'introduzione di elementi satanisti nel mondo della musica, che comunque va avanti da un pezzo. Per molto tempo non se n'è parlato, e chi tentava di farlo passava per un eccentrico. In realtà il satanismo è una corrente culturale. 
Il tentativo di inserire simboli satanisti all'interno della vita di tutti noi è realmente in atto. Un caso che è stato particolarmente messo sotto la lente di ingrandimento è quello delle Olimpiadi di Parigi: in particolare nella cerimonia di apertura sono stati inseriti simboli satanisti e spesso in maniera fugace, perché si sa che in questo modo hanno maggiore efficacia».
«Questo rientra nel più generale fenomeno della comunicazione subliminale, ampiamente applicata fin dagli anni '50. Ma la comunicazione subliminale ha effetto se l'immagine usata viene riconosciuta a livello inconscio: quell'immagine può passare nell'inconscio soltanto se fa parte di una tradizione di immagini condivisa. C'è proprio bisogno di attingere a simboli condivisi, e il satanismo presenta questo vantaggio: i suoi simboli sono condivisi perché fanno parte della cultura religiosa, anche della cultura non satanista, semplicemente in quanto appartengono all'iconografia della religione (i pittori hanno dipinto l'inferno, oltre al paradiso)».

IL DEMONIO SUBLIMINALE
«Quindi, utilizzare immagini di qualcosa che sembra una capra funziona, a livello inconscio, perché ormai ci siamo abituati. Però il satanismo è molto più antico e radicato di quanto non si immagini. Oggi poi abbiamo manifestazioni esplicite riconosciute come tali, società segrete che compiono determinati rituali, artisti ossessivamente affascinati da un certo tipo di immagini e interi filoni cinematografici, tutto quello che riguarda l'horror o che ha a che fare con il gotico, e attinge a questo repertorio di immagini».
«Il satanismo è un fenomeno che noi italiani tendiamo ad avere difficoltà a capire, perché non è tanto parte della nostra tradizione. Ricordo il ritornello di Pier Ferdinando Casini sulle “radici cristiane dell'Europa”. A parte il fatto che il sapiens ha iniziato a popolare l'Europa 45.000 anni fa (quindi il cristianesimo non è una radice, semmai è un ramo alto dell'albero), si tende a compiere un'equazione semplificativa, del tipo: cristianesimo, uguale 2.000 anni. Eh, no: 2.000 anni fa c'era Gesù che girava per la Palestina, al massimo c'erano le primissime comunità cristiane di Roma, della Grecia, di Antiochia e del Nord Africa».

LA CRISTIANIZZAZIONE FORZATA
«Tuttora, in Europa ci sono popolazioni non ancora raggiunte dai missionari cristiani (i lapponi del Polo Nord, per esempio). La conversione al cristianesimo dell'Estonia risale ad appena 500 anni fa. La cristianizzazione è stata più rapida nel Nord Europa romanizzato, come ad esempio in Britannia. I predicatori cristiani si sono spesso dovuti misurare con il politeismo. La loro predicazione ha conosciuto due strategie: una dolce (c'è un solo Dio, accanto ad altre entità che possiamo chiamare in modo diverso) e una drastica (c'è un solo Dio, e tutti gli altri sono diavoli)».
«In Italia si è seguita soprattutto la prima strada. In Sardegna molti bambini vengono battezzati col nome di Efisio, ma non è mai esistito nessun Sant'Efisio. 
In realtà, Santu Efisiu era la conversione in termini cristiani di Artemide Efesia, una divinità pagana. Ecco un esempio di passaggio non conflittuale, dal politeismo al monoteismo. 
Ma non è stato sempre così. Nel mondo germanico si sono usati metodi molto più spicci. Spesso a convertirsi era solo il sovrano, per cui valeva il principio “cuius regio, eius religio”, in cui il popolo doveva adeguarsi almeno formalmente alla decisione del monarca».

DA CARLO MAGNO A GARLASCO
«Era il metodo sbrigativo di Carlo Magno. Nel villaggio arrivava il missionario cristiano e annunciava: il nostro Dio è l'unico, gli altri sono tutti demoni. 
Ci credevi? Diventavi cristiano. Non ci credevi? Ti tagliavano la testa. Quindi, non era una vera conversione. Proprio quel modo di fare stimolava le popolazioni a conservare la fede nelle loro divinità antiche. Se poi dichiari che quegli dei sono demoni, spingi le persone a diventare sataniste. 
Il soggetto vessato reagirà dicendo: e io allora, per farti dispetto, divento satanista».
«In Italia, di questo fenomeno di derivazione germanica, abbiamo qualche riflesso storico giunto fino a noi. Prendiamo il caso di Garlasco, in provincia di Pavia: l'attuale indagato, Andrea Sempio, è un satanista dichiarato. E Pavia era sede di un importante ducato longobardo. A poca distanza, sempre in Lombardia, era inoltre emerso il fenomeno delle Bestie di Satana. Il satanismo, poi, è presente anche nella musica classica. 
Dove danzano, le streghe, in una famosa opera di Franz Xaver Süßmayr, amico di Mozart? 
Il sabba si svolge a Benevento, sede di un altro ducato longobardo».

LE STREGHE E I LONGOBARDI
«Su un'aria di quell'opera di Süßmayr, Nicolò Paganini ha scritto uno dei suoi pezzi più famosi, “Le streghe”. Il terzo ducato longobardo in Italia era Spoleto. E ancora oggi, quando si dice che, su tre perugini, due sono massoni, si fa riferimento a quella tradizione. 
Questo perché i longobardi subirono una cristianizzazione drastica, non dolce. 
Ecco il motivo per cui in quei territori troviamo varie tracce di satanismo. 
Il che vale a maggior ragione nel Nord Europa o anche per Torino, città molto vicina alla Francia, uno dei primissimi paesi in cui il satanismo si manifestò in modo esplicito».
«Se le forme dell'evangelizzazione hanno determinato maggiori o minori resistenze, allora è chiaro che il satanismo si è posto come una forma di ribellione al cristianesimo in quanto religione ufficiale, imposta dall'alto. Era quindi una forma di resistenza che a volte si è manifestata anche come resistenza etnica. Di fronte alla demonizzazione delle divinità tradizionali, si finiva con l'adottare il satanismo per dire: “Tu non hai il diritto di cancellare la mia identità”».

ARRIVA LA CIA: MK-ULTRA
«A Benevento, così come in Sicilia e in Irlanda, ci sono state forme di resistenza non violenta, nel rifiuto di adottare certe melodie liturgiche imposte dal clero. 
Il satanismo invece è una forma di resistenza violenta, che porta anche ad ammazzare. 
E allora il punto è: perché, nella cultura di oggi, si vanno a ripescare questi impulsi così antichi? Perché proprio il satanismo? A chi serve? Perché si manifesta? E qui arriviamo alla questione centrale: il momento in cui il satanismo cominciò a essere sdoganato furono gli anni '60, quando i servizi segreti angloamericani presero il controllo della musica pop».
«Questo avvenne a seguito del programma di ricerca MK-Ultra, finanziato dal governo americano (esistono documenti ufficiali: quando fu scoperto si scoperchiò tutto il verminaio che c'era sotto). C'è chi sostiene che il programma continui ancora oggi: le ricerche sul controllo della mente umana non sono mai state interrotte. 
Erano già cominciate all'epoca del nazismo, sono continuate negli Stati Uniti sotto quell'etichetta e oggi magari proseguono nell'ambito del programma Monarch. 
Obiettivo: esplorare tutte le tecniche possibili per controllare la mente umana e indurre le persone a fare qualcosa piuttosto che qualcos'altro».

ARRUOLATI ANCHE I BEATLES
«Il problema del controllo della musica pop è nato da un episodio specifico, quando i Beatles avevano raggiunto un successo mondiale, negli anni '60. 
La loro popolarità era preoccupante, per il potere. Quando incisero una canzone minore, “Taxman”, per contestare lo sfruttamento dei discografici (erano ragazzini, avevano firmato contratti che lasciavano loro solo le briciole), i servizi segreti che gestivano MK-Ultra – la Cia, l'Mi6 – temettero seriamente che i Beatles, condannando le tasse, potessero provocare una rivolta fiscale, cosa che per gli Stati sarebbe stato un dramma».
«A quel punto, i Beatles vennero arruolati all'interno di un disegno generale che doveva portare le manifestazioni di inquietudine giovanile verso una strada che le rendesse innocue, inutili o addirittura autodistruttive. Il movimento giovanile era fortemente politicizzato. 
A Berkeley, negli Stati Uniti, c'era una forte componente marxista: era quella che bisognava eliminare. Allora venne pianificato il lancio di una nuova corrente culturale innocua. 
La protesta doveva essere canalizzata verso l'autodistruzione».

STRONCARE LA RIVOLTA DEL '68
«Come si fa? Primo, si dice ai giovani: guardate che quella corrente culturale ormai è vecchia, è superata, dovete seguire quest'altra. La nuova corrente conterrà elementi che portano a non combattere il capitalismo. Quindi, al posto della lotta di classe si inseriscono per esempio le forme di misticismo orientale. E i Beatles avranno un bel ruolo, in questo: verranno proprio portati in India, e non è che l'idea fosse loro. 
Quindi: se uno invece che fare la lotta di classe si guarda l'ombelico, è chiaro che è diventato innocuo».
«L'altra possibilità è che si autodistrugga. E allora si inventano i capelloni, che cominciano all'improvviso a comparire alle riunioni del movimento studentesco e nessuno capisce da dove vengano. Perché i capelloni sono funzionali al sistema? Perché per gran parte della gente sono ripugnanti, appaiono sporchi e trasandati, sgradevoli. E rendere il movimento di protesta sgradevole è un altro modo per distruggerlo».

OBIETTIVO: L'AUTODISTRUZIONE
«L'altra cosa è sdoganare le droghe. Se tu ti fai le pere, invece di fare la rivoluzione, non soltanto non fai la rivoluzione, ma t'ammazzi. Allora, ecco che da una parte si ha la massima severità con i drogati comuni, “three strikes and out” (la legge americana ripresa dal baseball, “tre botte e sei fuori”, cioè “alla terza ti diamo vent'anni di galera”), mentre dall'altra i Rolling Stones possono fare tutto quello che gli pare, al massimo ricevono uno schiaffetto. Loro infatti “devono” propagandare quella cultura, in maniera che la gente ci caschi e magari poi finisca in carcere».
«Il satanismo è uno degli aspetti dell'autodistruttività. Come hanno cominciato a introdurlo? Per capirlo è sufficiente prendere quella che è forse la più famosa copertina di un disco pop, “Sgt. Pepper”, maggio 1967. Davanti ci sono i vecchi Beatles, che sono i morti, e i nuovi Beatles che fanno il funerale ai vecchi Beatles, mentre sul retro ci sono tutti gli eroi della cultura di massa, da Stanlio e Ollio a Marilyn Monroe, e uno di loro è Aleister Crowley, il grande teorico del satanismo».

CROWLEY, MUSICA A ROVESCIO
«Perché Crowley doveva stare lì in mezzo? Perché era iniziata la manovra di inserimento dei valori del satanismo all'interno della cultura giovanile, per portarla all'autodistruzione. 
Il satanismo è stato uno dei mezzi utilizzati, insieme alle droghe e all'esaltazione della vita spericolata, al culto dell'artista maledetto che si ubriaca. Fare del male alla salute: tutto serviva per portare quel movimento all'autodistruzione. Lo stesso satanismo, all'inizio, è stato sdoganato fondamentalmente per questo».
«Crowley, oltretutto, in un'epoca assai precedente ai Beatles, faceva esperimenti sonori usando i cilindri da fonografo Edison: è stato forse il primo a dire che, quando si ascolta qualcosa “all'indietro”, l'effetto è conturbante. Il satanismo, del resto, è basato proprio sul capovolgimento di un sacco di cose, a cominciare dal crocifisso. 
Nessuno ascolta “all'indietro” la Quinta di Beethoven, ovviamente: preferiscono usare i brani di Sgt. Pepper. Questo non ha fatto altro che instradare ulteriormente le persone in quella direzione».

IL PIFFERAIO MAGICO
«Dopodiché i segnali sono diventati via via più espliciti. Tutta l'evoluzione dell'heavy metal è una serie di gradini che hanno consentito, tra l'altro, di sdoganare non soltanto una serie di simboli satanici, ma anche una serie di simboli nazisti. Quindi anche parti della mitologia germanica, che si ritrovano nel nazismo, e parti delle culture di tipo occultistico, che trovano spazio favorevole nell'immaginare mondi paralleli, che non esistono. 
La stessa fantascienza è un perfetto ricettacolo di elementi di tipo satanista o occultista, perché racconta un mondo che non c'è, nel quale puoi mettere quello che ti pare».
«Di conseguenza, l'uso di simboli e di contenuti satanisti è andato crescendo. 
È stato usato per diverse altre cose, per indirizzare le persone in varie direzioni, sempre in funzione della sua ragione iniziale: quella del pifferaio magico, che manda i giovani verso la strada sbagliata. E anche la favola del pifferaio, dei fratelli Grimm, fa parte della tradizione culturale germanica. Ecco perché il satanismo si ritrova sposato con gli ambiti geografici in cui il cristianesimo è stato imposto a forza, spingendo le popolazioni ad aggrapparsi alle religioni preesistenti, alla tradizione germanica più profonda».

EPSTEIN: ÉLITE SATANISTA
«Lo scandalo Epstein ha mostrato che i vertici del potere sono i primi a essere satanisti: il fenomeno quindi discende dai vertici, verso la massa. La stessa idea di controllo delle masse attraverso queste tecniche ci dice che c'è un burattinaio, in alto. Poi il satanismo è utile anche in altre circostanze. Non è che ci si iscrive al satanismo come alla bocciofila di periferia. 
Ci sono ambienti dove queste idee circolano, ci sono delle persone che possono esserne attratte. Ma poi c'è qualcuno che attira individualmente le persone una per volta, attraverso precise tecniche di attrazione: promesse, racconti affascinanti».
«Al fondo, l'idea è sempre la stessa: se segui questa strada avrai un potere, magari un potere finanziario, un potere politico, un potere sulle donne. 
La persona viene attirata gradualmente e supera dei filtri, degli esami, dei test. 
Questa sequenza graduata finisce per selezionare quelle persone che hanno le motivazioni maggiori, anche le più estreme, come quando uno si sente pronto a passare sul cadavere di sua madre pur di raggiungere quell'obiettivo. In altre parole, il satanismo è anche un modo per selezionare persone che siano riuscite ad abbattere qualsiasi freno inibitorio».

RECLUTARE KILLER INDEMONDIATI
«Noi tutti, persone normali, abbiamo dei freni inibitori. Per noi, uccidere non è difficile dal punto di vista tecnico; è difficile perché abbiamo delle resistenze, un'etica che ci impedisce di uccidere qualcuno. Ci sono meccanismi che inibiscono l'aggressività. 
E il satanismo può essere una strada lungo la quale una persona arriva a vincere i propri freni inibitori, quindi diventa capace di uccidere. Il satanismo è dunque un sistema di reclutamento criminale. Può essere usato anche da servizi segreti che, per certi loro giochi, vogliano evitare di sporcarsi le mani. Quindi i servizi sono estremamente interessati al satanismo che già esiste e pure a crearne dell'altro, perché in quel modo avranno killer capaci di fare un “lavoretto pulito”».
«Se capiamo che il satanismo serve per controllare le persone, allora non ci stupisce più che sia tanto diffuso, che se ne parli tanto, che lo si ritrovi anche nella simbologia delle Olimpiadi di Parigi (che servono per diffonderlo in mondovisione). 
Quando in tanti cantanti pop di oggi vediamo l'abbondanza di quei simboli, capiamo come la musica sia stata trasformata, nei decenni, in una cosa sempre meno musicale e sempre più visiva. Conta sempre più l'aspetto fisico, come si veste il cantante. 
Tutto questo ha preso il posto dei contenuti musicali: perché, se vogliamo trasmettere un'iconografia satanica, abbiamo bisogno di immagini. Ecco quindi che l'involuzione della musica verso l'immagine è parte di questo stesso processo».

IL SATANA INGLESE IN UCRAINA
«Uno può crederci o meno, a Satana, ma il male esiste: su questo siamo tutti d'accordo. 
E naturalmente il male deve essere mascherato, per avvicinarsi a te. 
E noi siamo in un'epoca di caduta delle maschere, un'epoca di disvelamento. 
Sempre più si parla delle malefatte del Deep State, che però è “da quel dì” che vanno avanti. Adesso, finalmente, quando uno vede una rivoluzione colorata in qualche paese, comincia a sospettare che i servizi segreti abbiano sobillato la popolazione perché si è deciso di far cascare quel tale politico. Ma anche solo dieci anni fa, nessuno arrivava a pensarlo».
«Siamo quindi in un'epoca in cui è in corso un intenzionale disvelamento di inganni, tra cui anche quelli che hanno una componente satanica, che sono serviti a governare in maniera occulta le popolazioni, per secoli. 
L'Inghilterra, forse dall'epoca di Carlo II Stuart (seconda metà del 1600) fa le guerre mandando a morire ammazzati gli altri. È la sua tecnica. L'Ucraina è semplicemente l'ultima applicazione della stessa tecnica che l'Inghilterra usava quando faceva la tratta degli schiavi in Africa: sobillava le guerre fra tribù e vendeva i fucili agli uni e agli altri. 
Poi c'era la guerra e quelli si scannavano; facevano prigionieri, e i negrieri compravano i prigionieri di qua e i prigionieri di là. 
Trattando con questi e con quelli, gli inglesi avevano fatto i soldi quattro volte: con i fucili e con i prigionieri».
«Queste sono le tecniche che l'Inghilterra ha sempre usato, scatenando le guerre a casa d'altri in modo che morissero sempre e solo gli altri (e che ne morisse la maggior quantità possibile). Quando Russia e Ucraina si stavano per mettere d'accordo, è arrivato Boris Johnson e ha detto: “No, la guerra qui deve continuare, andate avanti, dovete morire fino all'ultimo ucraino”. 
Non c'è forse qualcosa di satanico in tutto questo? L'idea è che io voglio costituire l'impero universale, di cui poi sarò a capo. Il problema è che gli altri sono troppi. 
Allora, che si ammazzino fra di loro: più si ammazzano fra di loro e più noi siamo contenti. Se non è satanismo questo».

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