giovedì 12 agosto 2010

MASADA n° 1177. 10-8-2010. CARLOS CASTANEDA E LA PRESUNTA VISIONE TOLTECA

“L’arte degli stregoni non sta nello scegliere quanto nell’essere abbastanza sottile da acconsentire”. (Castaneda)

Ognuno di noi può compiere un movimento dal visibile all’invisibile, pur restando nel campo delle possibilità umane, ma c’è chi ha fatto di più e ha tentato di oltrepassare anche il mondo strutturato a misura umana.
Questo avanzamento oltre ogni limite del conoscibile, è lo sciamanesimo, possiamo considerarlo l’estremo tentativo della mente di penetrare l’ignoto. 
C’è stato un ricercatore, o forse un sognatore, che ha affermato di essere penetrato per 37 anni nella visione magica di una civiltà perduta, prima come apprendista e poi come sciamano, si chiama Carlos Castaneda ed è uno degli scrittori più famosi del mondo.
La sua opera consiste in tredici libri e forma  un progressivo diario di iniziazione magica, un vero e proprio testo esoterico, sconcertante manuale di magia che ha affascinato milioni di lettori in tutto il mondo.
I suoi libri sono:
1971 - Una realtà separata
1972 - Viaggio a Ixtlan
1974 - L’Isola del Tonal
1977 - Il Secondo Anello del Potere
1981 - Il Dono dell’Aquila
1984 - Il Fuoco dal Profondo
1987 - Il Potere del Silenzio
1993 - L’arte di Sognare
1997 - Tensegrità
1997 - Il lato attivo dell’infinito
1998 - La Ruota del Tempo.

Poiché essi costituiscono un intero sistema magico, dovrebbero essere letti uno dopo l’altro nel loro ordine. Non sono un romanzo, non sono stati scritti per divertire, sono il diario di una iniziazione, cosa lenta e precaria, che non tutti possono capire.
Noi non abbiamo abbastanza elementi per dire se Castaneda ci abbia realmente descritto il sistema magico dei Toltechi, popolo ormai scomparso dal Messico, il che farebbe dei suoi libri un documento eccezionale sull’esoterismo antico, o se abbia creato dal nulla in modo immaginifico una complessa e sistematica visione metafisica. Non abbiamo sufficienti elementi di scelta o giudizio per valutare la sua opera, ma su un piano sottile forse questa precisazione non ha nemmeno importanza e chi ha già sperimentato in sé un percorso di magia può ravvisare nelle sue descrizioni qualcosa che ha conosciuto  direttamente, anche se solo pochi riescono a identificarsi in tutte le sue visioni magiche fino alle ultime incredibili esperienze.
Nei suoi tredici libri Castaneda costruisce anche un vero sistema filosofico, un sistema cognitivo di incredibile potenza, che sfora dall’ambito della percezione umana ordinaria per entrare nella percezione paranormale.

Se questo diario possa funzionare anche per altri come sistema propedeutico alla magia, non saprei dire. Non credo che la sensitività sia una facoltà che si sviluppi per osmosi, per insegnamento o per imitazione, anche se Castaneda ha un suo maestro Don Juan, che lo avvia alla percezione magica del mondo.  Purtroppo nel nostro mondo occidentale non ci sono Don Juan, non ci sono iniziatori di magia, ci sono solo falsi maestri che non insegnano alcuna pratica magica, vendono solo fumo, ed è quindi per noi molto più difficile capire che i confini del mondo sono molto più ampi di quello che siamo abituati a considerare,  e che la nostra mente può superare se stessa e spaziare in modalità sconosciute e affascinanti.

Ogni iniziazione ha i suoi tempi e il suo enigma, ma noi viviamo in una civiltà arida e senz’anima, dove anche le chiese hanno perso carisma e spiritualità e dove l’uomo rimane solo davanti al mistero dell’universo, di cui comprende una parte troppo piccola per definirsi interamente umano, ma se l’essere umano si pone di fronte all’universo con la modestia e l’arrendevolezza del neofita, lasciando cadere incredulità e disprezzo per ciò che non conosce o che non capisce, io credo che l’universo possa premiarlo, aprendo la sua mente oltre ai limiti del suo conosciuto.
C’è chi ha una facoltà magica per nascita, e chi, come me, si è ritrovato immerso di colpo in una diversa percezione del mondo senza sapere come questo  fosse avvenuto, e che, dopo una morte annunciata, si è ritrovato miracolato nel corpo e sbalzato di colpo in  29 anni di esperienze paranormali, e poi abbia perso di colpo la sua magia rientrando nella normalità senza spiegare nemmeno come questo sia successo.

Stiamo qui parlando di una forma di conoscenza che si apre solo a poche persone, che conserva tutto il suo enigma, che è preclusa alla maggioranza e più spesso, nella nostra cultura, viene vilipesa e derisa dall’ignoranza delle masse.
Avendo avuto esperienze da sensitiva, mio malgrado,a per 29 anni, ho trovato di estremo interesse Castaneda e ho riscontrato tante rispondenze tra le cose che lui racconta e le mie percezioni, anche se non ho raggiunto le sue vette e ho fatto fatica a capire i suoi ultimi libri.
Mi è piaciuto anche il modo con cui ha descritto certe percezioni, come quella di se stesso come una cipolla, o dell’energia fiammeggiante che circonda gli esseri umani.

Ormai sono passati alcuni anni da quando ho perso di colpo tutte le mie facoltà e a volte penso di essermi solo sognata questo periodo lunghissimo di sciamanesimo naturale, eppure questo c’è stato e ha attratto verso di me centinaia e centinaia di persone da tutte le parti d’Italia, persone che volevano essere raccontate, che volevano che qualcuno mettesse insieme la loro storia col suo senso, persone che volevano ritrovare il proprio centro e sentirsi dire per quale motivo erano venute a nascere, quali erano le loro risorse, e quale era il compito della loro vita. Molte di queste persone erano disperate, qualcuna pensava al suicidio, e io spero veramente di averle aiutate a comprendersi, a volersi bene, a vedere una luce nel loro futuro. Poiché di molte di queste persone non ho saputo più nulla, se qualcuna di loro mi legge, avrei piacere che mi dicesse se le predizioni sul loro futuro si sono avverate e se l’incontro con me li ha aiutati nella loro vita di allora.

Castaneda è morto il 27 aprile 1998, a 73 anni, è vissuto lontano dal mondo e dalla curiosità della gente, sempre circondato da un alone di mistero. Solo dopo la sua morte si è conosciuto il suo viso, perché la moglie ha pubblicato la sua fotografia, era un uomo di cui non si sapeva nulla, ma che dal suo eremo ogni tanto pubblicava una tappa del suo  straordinario diario personale, diario che in tutto il mondo milioni di lettori fedeli hanno letto avidamente. 
Castaneda era peruviano, etnologo e antropologo all'Università della California,  uno studioso universitario di tipo occidentale.

Nel 1968, a 43 anni, andò nel deserto del Messico (a Sonora) per studiare una pianta allucinogena, il mescal o meztcal, considerato dagli indigeni uno dei 12 dèi messicani.
Castaneda arriva dunque nel deserto messicano per studiare il peyote. Gli viene indicato come esperto un vecchio indio Yaqui, di nome DON JUAN MATUS, uno yerbero, cioè un conoscitore di piante. L’indio ha il viso cotto dal sole, la pelle molto scura e profonde rughe, i suoi capelli sono corti e bianchi. All’inizio parla un dialetto assurdo, poi il suo eloquio diventa sempre più fluido ed esatto. Castaneda attraversa una crisi esistenziale. L’indio gli chiede: “Cosa sai della conoscenza?”,  lui risponde che ha una laurea universitaria, ma l’indio non parla dei titoli accademici, parla della conoscenza diretta del mondo.
“Sai qualcosa del mondo attorno a te? Senti mai il mondo attorno a te? Devi sentire tutto altrimenti il mondo perde il suo senso”.

Comincia il primo insegnamento, cambiare la percezione può voler dire cambiare il senso della vita. Quando Castaneda avanza dei dubbi, l’indio gli dice: “Tu parli come uno stupido.
Vuoi tenerti stretto ai tuoi argomenti anche se non ti sono di nessuna utilità. Vuoi rimanere te stesso o vuoi stare meglio?…
Tu non sei completo. Tu non hai pace. Pensi troppo a te stesso. E questo ti dà una strana stanchezza e ti lascia solo problemi”.
Un anno dopo Don Juan gli rivelerà di essere un brujo, uno stregone, un uomo di conoscenza magica. Don Juan è un nagual, uno degli ultimi iniziati dell’antichissima conoscenza magica tolteca.
I due uomini sono molto diversi ma forse lo stregone vede qualcosa nell’aura di Castaneda che gli fa capire che può prenderlo come allievo. Un veggente sa capire quando un altro può diventare veggente, c’è un’affinità per cui due nature simili si riconoscono. Dunque da studioso esterno Castaneda diventa un apprendista stregone e comincia a studiare “l’arte di plasmare l’universo”.
Don Juan è uno sciamano. Lo sciamanesimo è un insieme di credenze diffuso ovunque nel mondo.
‘Sha man’ vuol dire uomo di conoscenza, uomo che sa, uomo di sapere ma anche di potere. Il termine ‘sciamano’ nasce in Siberia presso i Tungusi ma la sua funzione si ripete inalterata presso molti popoli dell’Asia, America, Oceania ecc.

Lo sciamano è un medium che nella sua comunità gode di alta considerazione perché ha capacità cognitive superiori, è guaritore, sacerdote e messaggero degli spiriti.
Noi siamo circondati da energie intelligenti, invisibili, forze spirituali consapevoli, che possono essere evocate e controllate e stanno in altre dimensioni, parallele alla nostra. Lo sciamano è un viaggiatore interdimensionale, un essere di energia straordinaria che riesce a entrare in questi altri mondi e a contattare le forze aliene che li abitano, è un intermediario tra dimensioni, che usa il viaggio mentale o lo spostamento dell’energia per attingere o manifestare poteri, per avere la vera conoscenza del mondo o per aumentarne il benessere.
Carlos inizia così il suo viaggio iniziatico con lo stregone, un viaggio all'interno della magia tolteca, l’antico sciamanesimo, come fu tramandato attraverso lunghissime generazioni.

Con vari rituali, nel tempo, gli sciamani hanno perfezionato l’arte di arrivare a uno stato di consapevolezza intensa, in cui è possibile spostarsi nell’energia e contattare mondi alieni.
L’iniziazione di Castaneda dura 13 anni e la sua applicazione nello sciamanesimo  durerà 37 anni, oltrepassando la morte del maestro.
Castaneda è l’ultimo allievo, quello che chiude la serie degli sciamani toltechi.
Egli non è stato scelto dallo stregone ma dalle forze impersonali dell’universo. 
Così Castaneda avanza nel sistema di conoscenza esoterico e i suoi libri descrivono le tappe della sua iniziazione.
Dapprima lo stregone gli provoca rapide modificazioni di coscienza con tre piante psicotrope, peyote, herba del diablo e psylocybe, un fungo allucinogeno, poi gli insegna tecniche più elaborate per destrutturare la mente e posizionarla su una nuova percezione di realtà.
Ingerendo il peyote, Castaneda entra in uno stato di realtà modificata.

Don Juan gli spiega che non ha allucinazioni ma vede gli aspetti concreti di un’altra realtà.
Il mescal lo guida a incontrare certi poteri, il mescal è un maestro che sconnette la coscienza dalla parte corporea, ma quello che Castaneda percepisce è così assurdo che non ha categorie per capirlo e deve trovare ‘nuove unità di significato’.
Le piante psicotrope gli mostrano in modo rapido che c’è non una sola realtà ma tante.
Nel suo lungo diario, per 37 anni, Castaneda descrive puntualmente tutto quello che avviene tra lo stregone e lui con la progressiva apertura a nuovi livelli di realtà.
Dapprima è spettatore di quei mondi, poi lentamente ne diventa protagonista, cioè si fa stregone, entrando nella realtà separata.
I  suoi tredici libri vanno letti in ordine, come capitoli successivi di un  apprendistato e formano una delle opere più originali del mondo, lo studio della magia di una civiltà perduta attraverso l’esperienza di un uomo moderno, un diario progressivo, molto dettagliato, che apre a poco a poco all'attenzione la struttura di un esistente stupefacente, attraverso una percezione modificata,  una realtà parallela.

Noi abbiamo molti scritti su taoismo, tantrismo, lamaismo ma non sappiamo nulla della magia tolteca e, se questi libri di Castaneda fossero veritieri, avremmo qui per la prima volta un intero sistema sciamanico, la testimonianza di un sistema sapienziale ormai scomparso, un’opera unica nel suo genere.
Don Juan è uno strano personaggio, brusco ma anche amorevole, beffardo ma anche paziente, a poco a poco conduce l’americano sulle soglie di un altro mondo possibile.
Castaneda è l’allievo perfetto, testardo, tenace, profondo, ubbidiente, coraggioso.
L’ambiente è il deserto sassoso collinare del Messico nord occidentale, luogo primitivo e povero, spoglio e pauroso, con secchi cespugli, sole a picco, coyote, serpenti, aquile…
Gli altri personaggi  del diario sono indios poveri e macilenti, soprattutto donne indie selvagge dalle personalità potenti, vere streghe inquietanti in grado di operare trasformazioni terribili.
Castaneda dice: “Don Juan minacciava la mia idea del mondo”.
Lo stregone lo destrutturava.
Ciò che chiamiamo ‘REALTA’ ’’ non è un dato oggettivo che ci limitiamo a ricevere ma un costrutto mentale, il risultato di un lavoro storico sociale di elaborazione del pensiero, frutto di cultura e abitudine, in cui anche le modalità percettive più elementari sono condizionate.

Noi non riceviamo la percezione oggettiva del mondo, ma costruiamo un mondo per induzione sociale e culturale. L’albero che vediamo non è l’albero come è ma una interpretazione mentale strutturante, una interpretazione storica e personale, e l’intero mondo è un repertorio infinito di interpretazioni.
“Noi lanciamo sguardi distratti alle cose ma sappiamo ben poco dell’intero flusso di energia che ci viene da esse… Tutti guardano, ma ben pochi vedono. Essi sono i veggenti…
Lo sciamano è un uomo che mette tutto se stesso in ciò che fa e qualunque cosa faccia lo fa per la conoscenza. Ogni sciamano segue la sua via della conoscenza.
Può darsi che conosca ballando, ma allora non ballerà come un uomo comune, ballerà con tutto quello che ha, e ballare sarà il suo particolare modo di conoscere, cioè di essere nell’energia.”

Tutto ciò che siamo, tutto ciò che vediamo, l’uso dei sensi più ordinari, tutto viene imparato, è frutto di un imprinting continuo che è stato esercitato su di noi. Siamo strutturati e programmati come un computer, per cui impariamo ad usare le nostre funzioni, i nostri organi, la nostra mente in un modo culturale prestabilito e non in un altro.
Questo produce una certa visione della realtà.
Don Juan mostra a Castaneda come questa percezione sia relativa.
Ma, per cambiare la visione ordinaria, occorre prima di tutto cambiare comportamento, lasciarsi andare ad una nuova mobilità e leggerezza.
“Tu ti sei spaventato – gli dice Don Juan- perché ti senti troppo maledettamente importante.
Sentirsi importanti fa diventare pesanti, sgraziati e vani. Un uomo di conoscenza deve essere leggero e fluido”.

La nostra mente crea la configurazione di un mondo possibile, uno degli infiniti mondi percepibili, ma soggetti di cultura o tradizione diversa possono percepire realtà diverse.
Se poi si confrontano le visioni di culture molto lontane tra loro nel tempo o nello spazio le differenze aumentano, e differenze enormi esistono  tra la visione ordinaria del mondo e una visione sciamanica. 
Mentre l’uomo comune usa la percezione in modo superficiale, attingendo scarsamente al flusso di energia che forma le cose, lo sciamano cerca di raggiungere una realtà completa, vive nell’energia, attingendo a una forza  universale molto difficile da definire che Don Juan chiama  l’INTENTO, “qualcosa che non appartiene alla fisicità dei sensi né a quella del cervello e trascende il mondo come lo conosciamo… una forza dell’universo smisurata e indescrivibile”. 

L’Intento è uno strumento diretto di conoscenza dell’energia dall’interno, la visione diretta di essa da parte del nostro corpo energetico. “Il corpo- dice lo stregone- è un’unità energetica, un’onda, ed è con esso che possiamo percepire gli altri corpi come unità energetiche.”
Lo stregone usa strumenti cognitivi diversi da quelli ordinari e percepisce realtà diverse, passa da un mondo a un altro, anch’esso coeso e intrinsecamente necessario, dimostrando che quella che crediamo realtà oggettiva è solo una costruzione mentale, una delle tante possibili.
Noi non sapremo mai cosa sia l'energia in sé, possiamo solo sapere come il nostro pensiero costruisce il mondo. Cambiare le coordinate conoscitive apre mondi alternativi.

Noi costruiamo un certo tipo di realtà, ma potremmo costruirne altre. Non c'è nulla di oggettivo in quello che percepiamo. La realtà è il frutto di una programmazione mentale. Se cambia il programma, cambia la percezione della realtà. Qualche volta noi siamo in grado di fare questa variazione, altre volte essa semplicemente accade, senza che abbiamo fatto nulla per attuarla.
La magia è il potere di comunicare con altre realtà. "Mag" è una radice antichissima che vuol dire  "potere", “potenza”. Lo stregone, come lo sciamano, come lo yogi o il guru, è un  "uomo di potere".
Non abbiamo qui solo un sistema di conoscenza, ma un sistema di potere.
“La magia è uno stato di consapevolezza intensa. E’ l’abilità di concepire qualcosa che sfugge alla percezione ordinaria…Non c’è bisogno che venga nessuno a insegnarci la magia.
Occorre solo che un maestro ci convinca dell’incalcolabile potere che abbiamo sulla punta delle dita.”
Il passaggio dalla sensazione come abitudine alla percezione come viaggio  è un evento magnifico ma rischioso. Modificare il programma mentale può portare alla follia e alla disgregazione psichica.

Anche un folle percepisce altre realtà come un tossico o un alcolizzato, la differenza con lo sciamano è che il folle o il tossico o l’alcolizzato sono dominati dalle loro visioni mentre lo sciamano le controlla.
Ma per entrare nella via del controllo occorre  un maestro, affinché l'uomo si muova attraverso forze che non lo distruggano.
Il potere è creativo ma anche distruttivo, è una energia terribile i cui limiti confinano con la follia, con la morte, col non ritorno. Guai a chi tenta con forze insufficienti e debole controllo mentale di forzare il mondo della percezione con droghe assunte al di fuori di un contesto sciamanico ritualizzato!
Non lo aspetta una magnifica avventura ma la disgregazione della propria mente.
I sensitivi visualizzano l’aura dei tossici come grigiastra e morta.
Le droghe, in particolare quelle chimiche, uccidono l’energia vitale e in luogo di visioni producono allucinazioni patogene.

Nell’iniziazione vengono spostati i confini tra materia e spirito, soggetto e oggetto, dentro e fuori, energia densa e sottile, come avviene nel  Buddhismo tantrico o tibetano, che implicano  grandi destrutturazioni della realtà psichica.
Si parte da tecniche apparentemente fisiche e si arriva a effetti trasformativi profondi.
Sotto la guida dello stregone, Castaneda si apre a nuove percezioni e le sue esperienze diventano strane, abnormi, aliene, gli producono disorientamento e nausea e anche un vero terrore, mentre Don Juan ride di lui e della sua ignoranza.
Dapprima Castaneda si aiuta col mescalito, poi impara pratiche rituali atti a modificare il lavoro della mente senza la droga. Questo  richiede un impegno fortissimo, è una via di esperienza dove si  può solo essere testimoni o protagonisti. 
Lo stregone gli dice: "Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore/ Lungo questo io cammino /e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza"
( y la unica prueba che vale es attraversar to su largo!) "E qui io cammino guardando, guardando senza fiato!" ( y por hai recorro, mirando, mirando sin aliento!)"

All’inizio c’è solo la contemplazione, limitarsi a guardare. Non si può far altro, si guarda la direzione della strada e si dà testimonianza di quello che si vede. A più riprese lo stregone fa entrare Castaneda in stati di coscienza modificata che gli fanno percepire realtà non ordinarie.
Castaneda penetra in altri esseri, animali o piante, corvi o peyote, impara a volare o a diventare invisibile.
L’ALLEATO è l’energia che prende una forma di animale o vegetale per aprirgli altre esperienze. 
Ritroviamo qui un equivalente delle siddhi indiane del 4° chakra, o chakra del cuore: essere invisibili, entrare nel corpo di un animale, volare…

La prima prova sembra semplice: i due  sono nel patio della povera casa dello stregone e questi dice a Castaneda di cercarsi il "suo" posto, il posto dove si sentirà forte e sicuro, e poi se ne va.
La cosa sembra senza senso, Castaneda impiega 6 ore per cercare, in quei pochi metri quadri, questo "suo" posto di cui non ha nessuna idea. Si mette in tutte le posizioni, si sdraia, si rotola, sentendosi sciocco e stanco, ma non cede. Alla fine, a forza di storcersi e guardare sopra e sotto e di lato, intravede nell’aria sopra il pavimento due punti, una piccola luminescenza verde (energia buona) e una piccola luminescenza rossa (energia cattiva). Quando sta nel secondo punto si sente male, gli si rizzano i capelli e le mani gli diventano artigliate. Ma nel primo cade in un sonno profondo.
Il sito buono è il luogo del suo benessere, il semplice fatto di stare lì lo fa stare bene, accresce la sua conoscenza e il suo equilibrio.
La sua ostinazione paziente ha avuto un risultato, il premio della ricerca  sarà ogni volta "vedere" l'energia. Ma nessun progresso è facile. Ci sono progressi che arrivano dopo anni di sforzo.

Carlos ha paura e allora lo stregone gli dice: “Così hai paura? Non c’è nulla di nuovo nell’aver paura. Non pensare alla tua paura, pensa alle meraviglie del vedere. La tua ragione non è la paura..
Il modo migliore per vivere è vivere come un guerriero. Preoccupati e pensa prima di prendere una decisione, ma una volta deciso segui la tua strada libero da preoccupazioni o pensieri.
Ci saranno ancora milioni di altre decisioni ad aspettarti”.
Un altro ostacolo è l'attaccamento all’ego; quando si cerca di riportare tutto a sé stessi la strada si ferma e il cammino non procede, il movimento verso se stessi è contrario al movimento in avanti.
C’è nella mente una forza progressiva ma anche una forza conservativa.
L’evoluzione richiede un certo grado di spersonalizzazione. Bisogna saper lasciare indietro l’io vecchio e non è facile.

Don Juan è maestro della magia dei Toltechi, grandi guerrieri di una civiltà guerriera, insegna dunque al suo allievo a "diventare un guerriero spirituale", addestrandolo come se dovesse  andare alla guerra e insegnandogli a essere "vigile, con giusto timore, rispetto e assoluta sincerità".
Per procedere l’iniziato ha bisogno di "un alleato", ma la droga non è un buon alleato, il mescalito è veloce, produce rapidi movimenti di coscienza, ma è infido e pericoloso, non è controllabile, occorre suscitare un "alleato interno", una precisa disposizione dell’energia, l’INTENTO, solo l’intento porterà  l'uomo oltre i confini di sé, aprendo il contatto con una energia universale, ma questo è un lavoro lungo e paziente che nessuno ha voglia di fare, perché ognuno è pigro, non ama lavorare su se stesso e cerca miracoli veloci e a buon mercato.

Più veloce il miracolo, più inconsistente. Ciò che non cambia nel profondo non trasforma affatto.
Ma l’uomo è impaziente e la ricerca è faticosa, è un lavoro di pazienza e di ostinazione, che solo pochi riescono a reggere. Il giusto adepto è quello che è più forte degli altri, si impegna più a lungo, dà tutto se stesso, resta umile, non si perde al primo ostacolo, non si ferma mai.
Solo la sua pazienza e la sua purezza raggiungerà alla fine un sapere esoterico, cioè limitato a pochi, indicibile, interiore, modificativo, un sapere d’anima, non trasmissibile e inesplicabile.
Ogni cosa di grande valore comporta un gran costo in termini di energia, e il costo dei veri beni non ha un prezzo economico, è un costo interiore che impegna profondamente il cuore, richiedendo  dedizione totale, lungo tirocinio, capacità di affrontare il dolore e grande pazienza.

Quando Castaneda trova il "suo" posto nel patio, ha realizzato una conquista personale.
Lo stregone avrebbe potuto dirgli subito quale era il  posto giusto, tanto che lo aveva segnato da subito con una piccola pietra, ma il buon maestro non è quello che dà la soluzione, è quello che spinge a cercarla. Il novizio deve trovare cercando perché ciò che non entra nella sua  esperienza non entra nella sua vita, la ricerca fa parte del risultato, e senza ricerca personale non si trova nulla che abbia significato. Solo ciò che esce dal nostro travaglio, dai nostri errori, dal nostro sforzo, diventa "POTERE", e quello è l'unico "SAPERE" vivente perché è il potere dell'energia.
A volte potere e potenza si mescolano e abbiamo cattivi stregoni, molto potenti ma molto pericolosi, che possono plagiare gli altri e farne dei servi, creature affascinanti ma infide come serpenti.
Il maestro non deve essere piacevole. Il maestro deve essere duro, così farà scappare i falsi allievi.

Il percorso iniziatico che l'allievo deve compiere è molto difficile e implica la perdita di tutte le sue sicurezze, la sua destabilizzazione estrema, dunque la paura della morte.
La conoscenza è terribile, ma cosa più terribile ancora è vedere un uomo senza conoscenza, perché costui vive vegetando in un sonno profondo, in uno stato di nescienza, simile a un morto vivente.
Un uomo senza conoscenza è un uomo senz’anima, può avere potenza sul mondo ma non ha potere sul proprio mondo e agisce infine contro l’uomo stesso perché lo illude e lo addormenta.
L'uomo che sviluppa la Vera Conoscenza ha invece il giusto potere e lo esercita su se stesso e in aiuto agli altri.
L'uomo vive per imparare, è lo scopo che ha avuto in sorte ma non impara mai ciò che si aspetta di trovare. Ogni passo verso la conoscenza è una fatica nuova verso l’ignoto, nella trasmutazione di se stesso e dunque nell’abbandono di ciò che non serve più. Per questo tanti si fermano alla prima cosa che imparano diventando fanatici di quella, con una nuova forma di radicamento.
Imparare è fatica, la fatica è più grande della bellezza, ma se l'uomo fugge da questo compito, o per terrore, o per stanchezza, per pigrizia, superficialità o presunzione, non vedrà mai la bellezza.

L’iniziato deve sfidare la paura del cambiamento e della morte, deve vincere l'inerzia, superare  la pochezza, rendere più forte l’intento, solo così acquisterà la vera consapevolezza e diventerà un vero guerriero.
Un altro ostacolo è LA POTENZA , cioè l’uso del potere per gestire gli altri ed aumentare il proprio EGO. Solo colui che rifiuta la potenza esteriore per il potere spirituale e capirà che egli è solo uno strumento dell'energia, diventerà "Uomo di Conoscenza". 
Solo alla fine si evidenzierà "l'escogìto", l’eletto, colui che è stato scelto, l’iniziato. 
Essere guerrieri è una forma di autodisciplina in cui l'uomo ha profondo rispetto per tutto ciò che inerisce alla conoscenza “in quanto nel suo percorso si confronta con l'Ignoto ed è egli stesso un Ignoto.”
La paura è necessaria perché dà il senso della grandezza di ciò che si sta facendo; chi non ha paura è nell'incoscienza, la paura genera rispetto della vita ed è necessaria come  la morte.
L’iniziato è colui che sta per cambiare e la morte è il supremo cambiamento che ostacola tutti i cambiamenti, ma senza di questi non c’è crescita, non c’è evoluzione.
Ogni nostro mutamento si nutre di piccole morti, non essere più quello che si era prima per diventare migliori di quel che eravamo.

Per questo l’iniziato sa che la morte gli cammina a fianco e che per trasformarsi deve morire.
“Nel suo cammino il guerriero è solo e procede attento, oltre i suoi limiti, equilibrando terrore e ammirazione. “
“Ma perché entrare in mondi paralleli?” chiede Castaneda e Don Juan risponde: “Perché sei una creatura magica di consapevolezza, il cui viaggio evolutivo è stato momentaneamente interrotto da forze esterne che hanno trasformato gli uomini in vortici e li hanno fissati nel loro girare attorno”, perché noi partiamo da confini angusti ma miriamo all'assoluto, in quanto siamo creature di luce.

Energia interna ed esterna possono unirsi creando l’insperato. Il fine del viaggio è l'ampliamento della coscienza.
Don Juan dice che nella stregoneria c’è una parte concreta, di rituali e tecniche, e una parte astratta, che è la ricerca della libertà, la libertà di percepire senza condizionamento tutto quello che è possibile percepire, percepire l’essenza energetica delle cose, vedere.
Non ha molta importanza che il viaggiatore sia già un sensitivo, importa che arrivi alla purezza del guerriero, col giusto lavoro del tempo e con la totalità di se stesso.
Non è lui che procede verso il sapere, è il sapere che lo cerca e che lo trova se resta puro.
Occorre che egli sia fluido, duttile e non rigido, che sappia abbandonare gli schemi percettivi e conoscitivi, e si apra lasciando il riflesso distorto delle sue idee; occorre che si abbandoni al nuovo che si rivela, tenendosi vigile ma duttile, paziente ma inflessibile, mettendo da parte ciò che non comprende e lasciando che tutto si faccia chiaro nella necessità del  tempo.
Il suo dovere è l’impeccabilità.

L'azione più umile è significativa se rafforza la sua impeccabilità.
Impeccabilità vuol dire perfezione.
Con la perfezione  l’energia si focalizza e diventa una forza formidabile che raggiunge il sapere, e il sapere non significa nulla se non diventa ‘potere’ cioè trasformazione.
Perfezione vuol dire dare importanza a ciò che si fa e non essere mai superficiali, cialtroni, frettolosi, impazienti o pigri.
Qualunque cosa deve essere fatta bene.

Lo sciamanesimo è un sistema magico. Qui la parola più semplice può produrre molto se diventa energia pura, mentre il sistema più sapienziale resta morto se cade in un’anima morta.
Ma se il potere esterno e il potere interno si incontrano e si alimentano possono nascere grandi cose.
Parola o azione o rito non sono magici di per sé, ma solo se entrano nel fuoco dell’anima e la trasformano.
Un’ostia è solo farina e acqua, è solo pane, ma l’ostia assunta dal puro durante la Messa ha nella sua anima una forza catartica immensa. Nulla senz’anima. Il mondo senz’anima è una cosa morta.
Lo stregone insegna a Castaneda a "MODIFICARE LO SGUARDO", accorciando la messa a fuoco: occorre camminare fissando l'aria o guardare con la coda dell'occhio, così da cogliere gli impercettibili guizzi di ciò che si muove fuori dalla nostra portata visiva.

In questo modo si può cominciare a vedere le luminescenze che circondano i corpi fisici, cioè le aure sottili.
Se il guerriero cancella la propria storia personale, le proprie aspettative, i propri schemi egoici, le abitudini interpretative, le percezioni ordinarie... se è attento e aperto, coraggioso e paziente, allora gli può accadere di superare lo spazio e il tempo e l’apparenza delle cose e può diventare ciò che realmente egli è: un essere luminoso in un mondo luminoso.
Vedere l’energia vuol dire vedere ‘con’ l’energia e ciò che appare è il corpo splendente della vita.
“Quando l’uomo libererà la sua consapevolezza dai legami d’ordine sociale, l’intento potrà avviarla su una nuova via evolutiva”-

Noi siamo a un passo di distanza dal mondo. Tra noi e la realtà vera c'è il VELO DI MAIA, di cui parlano le tradizioni indiane, il compito è squarciare il velo che ci separa dall’energia assoluta  così da contattarla direttamente.
Nessuno nasce guerriero, guerrieri si diventa lentamente e non basta una vita. Per questo compito dobbiamo usare molte intelligenze. Lo stregone Don Juan insegna: “Noi pensiamo con la testa che è il centro della ragione ma sentiamo con il cuore.”  La volontà sta sotto l'ombelico: “Noi sogniamo col fianco destro e vediamo col fianco sinistro.”
Solo l’esperienza convincerà la ragione e gli atti della volontà ci porteranno a vedere ciò che veramente siamo: esseri luminosi, percettivi, consapevoli, e senza limiti…

Il mondo degli oggetti apparenti, il mondo come ci appare, è solo una rappresentazione ma non esaurisce tutta la realtà, è solo ‘una’ costruzione della mente in cui restiamo intrappolati così che poi siamo incapaci di uscirne per vedere le cose in un altro modo e, quando ci accade di avere dei flash diversi di percezione, li scartiamo o rimuoviamo perché non sono inseribili  nell’ordine noto. Ma il mondo che percepiamo è illusorio proprio perché è artificiale.
“Noi, dice lo stregone, siamo nati con due anelli del potere, la ragione e la volontà; se usiamo solo la ragione per creare un mondo, essa poi non ne vorrà altri, solo  la volontà può fare esperienze che possono aprirci a conoscenze diverse”.
Lo stregone usa la volontà in senso magico, come spada di energia in un mondo di energia, cambiando la sua visione.

La realtà è formata da due parti, IL TONAL e il NAGUAL.
Il Tonal è il principio di coscienza, che nel neonato è solo potenziale;  crescendo, l’io a poco a poco costruirà il mondo; il Tonal è il principio che organizza, codifica e configura gli oggetti di conoscenza, è l’io che conosce ovvero il principio di coscienza con i suoi contenuti.
Il Tonal prende il materiale della realtà assoluta e lo elabora trasformandolo in rappresentazione personale,  ordina il caos, e dalla vacuità dell’indifferenziato trae il mondo della realtà conosciuta.
Senza il Tonal nulla di ciò che chiamiamo mondo esisterebbe, esso è l’energia che crea il mondo come conoscenza e oggetto conosciuto.
Ma a un certo punto diventa geloso e totalitario e pretende che tutta la realtà sia ciò che ha elaborato, come se un ragno pretendesse che la sua tela comprendesse il mondo intero.
Tutto ciò che siamo, tutto ciò per cui abbiamo un nome, tutto ciò che facciamo o sappiamo è Tonal.
Ma non possiamo pretendere che esso esaurisca l'intera totalità dell'essere.
La costruzione operata dal Tonal, cioè dal nostro principio di coscienza, comincia con la nascita e finisce con la morte.
Il Tonal ha la funzione di creare il mondo secondo le proprie leggi ma diventa sempre più dispotico e assolutista.
Il Tonal è ciò che conosco, è l’isola della mia coscienza, la mia realtà, l’insieme dei contenuti di consapevolezza, l’azione continua di costruzione della realtà.
Il Tonal pone in essere tutto ciò che siamo e sappiamo.

Questo insieme conoscitivo è come un’isola; l’isola è la fetta di realtà che crediamo totale. Alcuni hanno realtà più ampie, altri meno, le isole non sono simili, e ognuno vede solo la propria, ha il proprio territorio di conoscenza.
Il Tonal è come una tavola apparecchiata, su cui alcuni hanno più cose, altri meno.
Il Nagual invece è l’ignoto, tutto ciò con cui non abbiamo a che fare, che non  conosciamo, che non immaginiamo nemmeno, tutto quello che cade fuori dalla nostra consapevolezza, che non è messo a fuoco dal nostro sguardo, il pensiero che pensa fuori di noi, la parte di realtà per cui non abbiamo percezione, né descrizione, o parola o sospetto.
Tutto questo avviene dentro o attorno alla mente. Ma anche la mente è un elemento della tavola e anche l’anima è un elemento della tavola e anche i pensieri sono un elemento della tavola. Anche Dio è sulla tavola, se penso a Dio.
Il Tonal è tutto ciò che penso sia il mondo, compreso l'io e Dio, è la totalità dei pensieri che penso, il conoscibile in quanto entra nella mia mente.

Il Nagual è invece ciò di cui non sono cosciente, il pensiero che fuori di me si pensa, la realtà a me inconscia, tutto ciò che non appare nell'arco del mio sguardo, che non entra nella mia consapevolezza, la realtà oscura oltre la soglia di ogni possibile percezione e idea.
Ognuno di noi ha una zona di realtà abitata, controllata e conosciuta, un’isola coi suoi confini, ma il Guerriero andrà oltre i confini, entrerà nel Nagual, diventando ‘nagual’ egli stesso, dunque sciamano, affrontando l’ignoto.
Il Nagual è l’energia che può essere a servizio del guerriero, che ne può essere testimoni ma non ne può parlare, è indicibile perché non sta sulla tavola ma fuori  di essa. Là il potere si libra.
All'istante della nascita siamo tutti Nagual, realtà inconscia, poi il Tonal comincia il suo paziente lavoro per delimitare il mondo, per ritagliare l'isola del conosciuto.

Dall'oceano inconscio iniziale comincia a individuare una zona di controllo che è la nostra realtà di coscienza; alla fine questa cresce e si sviluppa tanto da negare che l'oceano inconoscibile esista e la volontà le crede perché non vuole aver paura.
Ma il Guerriero abbandona ogni sponda sicura e sfida l'oceano, si immerge nella conoscenza totale col rischio di essere travolto, perché il Guerriero sa che la nostra isola è una realtà piccolissima rispetto alla realtà assoluta e il Guerriero, sopra ogni altra cosa, è curioso. La curiosità in lui vince la paura. Perché fa questo? Perché la sofferenza di non sapere è per lui troppo forte, perché non sopporta i propri limiti, per un amore irrefrenabile di libertà.

Quando noi viviamo solo in ciò che siamo, senza andare oltre, finiamo col soffrire un senso di incompletezza, di insufficienza, una inquietudine che a volte diventa lacerante, siamo depressi e angosciati, qualcosa ci chiama oltre il conosciuto, soffriamo un senso di mancanza. 
Non è facile vivere solo nel Tonal, perché la nostra stessa natura è infinita e anela a qualcosa che sta oltre, anela all’infinito.
Se questo cammino non avviene, qualcosa muore dentro di noi e noi non stiamo più vivendo, stiamo vegetando, ci ripieghiamo su noi stessi nella ripetizione del nostro conosciuto, smettiamo di evolvere.


L’uomo ha tre facoltà, la capacità di creare, di conservare e di trasformarsi.
Se resta a un livello di mera conservazione, qualcosa dentro di lui comincia a soffrire e a morire.
L’amore è la prima forma di trasformazione, la conoscenza è un’altra grande via, lo sciamano intende ciò che fa come una via del cuore, che non coinvolge solo la sua mente ma tutto il suo essere.
Su chi lo avvicina eserciterà l’amore con vari mezzi: la guarigione dalla malattia, l’insegnamento liberatorio, la protezione contro le forze pericolose, l’evoluzione delle energie, perché ogni immobilità è morte.
Ogni cultura non ha fatto che occuparsi di Tonal e Nagual chiamandoli in molti modi: coscienza e inconscio, materia e spirito, mondo e Dio, Atman e Brahman, Tonal o Nagual, Io e Non Io… Noi riusciamo a fare coppie solo di ciò che appare sulla tovaglia, ma in fondo nessuna coppia esiste, né Tonal né Nagual, la realtà è una sola, energia che appare o non appare.

Il Nagual non lo vediamo ma il Nagual ci chiama, noi ne sentiamo la mancanza, esso è innanzitutto proprio questo senso di mancanza,  la sua presenza è l'assenza, come il Dio ignoto di cui S. Agostino dice: “Quando io non ti conoscevo, tutto il mio essere aveva sete di te, tu eri questa sete”.
Come Jung aveva fatto scrivere sul frontone della sua casa: "Vocatus aut non vocatus Deus aderit",  "Chiamato o non chiamato il Dio sarà presente"
Noi non possiamo dire cosa sia il Nagual, così come un taoista non può dire cosa sia il Tao e “Il Tao che si chiama Tao non è più il Tao”,  perché ciò significherebbe porlo sulla nostra tavola, nominandolo lo faremo essere altro da sé. Non sarebbe più l’inconoscibile.
Anche nel Buddhismo tibetano il mondo che conosciamo è una realtà virtuale, una proiezione del pensiero. Il pensiero può elaborare mondi e può creare o cogliere fasce di realtà diverse che corrispondono a elaborazioni mentali, ma ogni mondo non è in fondo che una costruzione mentale, una realtà ideale.
Il mondo è apparizione o rappresentazione.

L’uomo comune crede che questa sola sia la realtà oggettiva e che ogni altra realtà sia virtuale, ma lo sciamano sa, perché lo sperimenta, che le realtà possono essere molte e tutte possono sembrare vere e oggettive.
Nel Buddhismo tibetano la ruota delle vite è divisa in sei spicchi, ognuno  dei quali corrisponde a una sfera di realtà, che è insieme un tipo di esistenza e un tipo di rappresentazione, ognuna è allo stesso tempo un modo di vedere il mondo e un mondo.
Ciò che uno è determina ciò che vede e viceversa.
Ogni fascia di pensiero, ovvero ogni fascia vibrazionale, individua una posizione dell’energia e un tipo di realtà percepita.

Le sei fasce vibrazionali buddhiste sono sei modi simbolici cui l'energia originaria può vibrare. Ogni vibrazione crea esseri che vedono il mondo in un certo modo, dunque vivono e sono in mondi diversi.
Queste sei fasce sono chiamate LOKA e sono: esseri infernali, spiriti affamati, animali, uomini, divinità gelose,  divinità celesti.
"Un giorno, presso un fiume, si incontrarono i rappresentanti delle sei Loka.
Ognuno vide una cosa diversa: l'essere infernale vide fuoco e ghiaccio, lo spirito affamato vide carne e sangue, l'animale animali e pesci, l'uomo acqua da bere, il dio geloso un campo di battaglia, il dio celeste un paradiso di luce. Ognuno vide secondo ciò che e  e vide il mondo per come lui era."
I Toltechi  di Castaneda parlano di 48 forme di struttura organizzata, ognuna con un colore dell’energia prevalente, per es. l'aura delle piante è rosa-giallina, quella degli insetti è verdognola…
L'aura umana ha colori fluorescenti, forti ma sottili, come i colori della luce al neon.
Il tono prevalente e anche il più facile a vedersi, per la sua maggiore intensità,  è quello dorato, per questo la radiazione umana si chiama AURA, luce dorata.

Il veggente vede i colori della consapevolezza, come sfumature ambrate, di un leggero rosa o verde o azzurro, come lampi o fuochi pallidi, fluorescenti o evanescenti, flash rapidi e non persistenti, movimenti o baluginii.
Con un certo allenamento dello sguardo è possibile per noi svegliare questa seconda vista, almeno per quel che riguarda le fasce di radiazione più vicine alla frequenza del corpo materiale.

(segue)
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martedì 10 agosto 2010

RITO DELLA CARNE E MONDO VEGANO PARTE 2° ...

CONTINUO A RITENERE L' UOMO "ANIMALE PRINCIPE", IL VERO CARNIVORO DELLA SCALA EVOLUTIVA, PERCHE' PUO' SCEGLIERE DI ESSERLO, A DIFFERENZA DEGLI ALTRI ESSERI VIVENTI, CHE POSSONO ESSERLO SOLO PER ISTINTO ...

NELLA PREISTORIA, L' UOMO ERA ASSAI PIU' CARNIVORO DI OGGI E SI E' "EVOLUTO", DA QUANDO HA INIZIATO A CACCIARE ...
STUDI ARCHEOLOGICI COMPROVATI, HANNO RIFERITO CHE LE PRIME TESTIMONIANZE DI CACCIA RISALGONO A CIRCA 2 MILIONI DI ANNI FA, CI SONO REPERTI AMPIAMENTE STUDIATI CHE LO DIMOSTRANO ...
L' UOMO SI E' NUTRITO DI VEGETALI E CADAVERI FIN DAGLI ALBORI DELLA SUA EVOLUZIONE ...

L' UOMO SI E' SVILUPPATO PROPRIO ATTRAVERSO LA CACCIA ED E' DIVENTATO ERETTO DA QUANDO HA INIZIATO A FABBRICARE ARMI PER PROCURARSI CIBO E DIFENDERSI ...
DALL' PALEOLITICO IN POI, L' UOMO DIVENTA UFFICIALMENTE CACCIATORE E CARNIVORO, DEDITO ALLA CACCIA E ALLA RACCOLTA, CHE IN SEGUITO FU SOPPIANTATA DALL' ALLEVAMENTO E DALL' AGRICOLTURA, QUINDI SI E' SEMPRE CIBATO DI CARNE, ESSENDO ANIMALE AGGRESSIVO CON POSSIBILITA' DI SCELTA ...
LE ATTUALI SEMBIANZE UMANE FISICHE, SONO ANCHE LA CONSEGUENZA DELL' ASSUNZIONE DI CADAVERI ANIMALI, E QUESTO SIA MATERIALMENTE CHE ENERGETICAMENTE ...
MA NON ABBIAMO SOLO PROVE EMPIRICHE OGGETTIVE SULL' ARGOMENTO, LA STESSA MITOLOGIA E RITUALITA' CI INSEGNANO CHE L' ASSUNZIONE DELLA CARNE ANIMALE, HA DA SEMPRE  AVUTO UN VALORE INTRINSECO E CENTRALE NELL' EVOLUZIONE DELL' UOMO ...

NON STO AFFERMANDO CHE SIA GIUSTO O SBAGLIATO NUTRIRSI DI ANIMALI, E' LA SEMPLICE CONSTATAZIONE DEI FATTI ...
ANCH' IO, AUSPICO CHE L' UOMO  SI POSSA ULTERIORMENTE EVOLVERE E POSSA DIVENTARE COMPLETAMENTE VEGETARIANO IN FUTURO, MA NEGARE LA VERITA' CHE SIA STATO CARNIVORO E' UNA FALSITA' COLOSSALE ...
NON FAVORISCE LA GIUSTA CAUSA VEGETARIANA O VEGANA, LA RIMOZIONE DI COSA E DI COME SIA L' UOMO TERRESTRE, L' UOMO E' DA SEMPRE ONNIVORO, C'E' POCO DA DISCUTERE SULLE SUE ORIGINI !!!
TANTO E' VERO CHE ANCHE TUTTI I TESTI RELIGIOSI, DAI SUMERI AD OGGI, RIPORTANO NELLE LORO TRADIZIONI, CIBAZIONI SACRIFICALI E L' UTILIZZO DEL "MEDIUM" ANIMALE, SIA PER IL NUTRIMENTO CHE PER L' ALLEVAMENTO ...
QUANDO L' UOMO PRENDE COSCIENZA DELLA SUA "POTENZA DIVINA E LUCIFERINA", INIZIA A CACCIARE SEMPRE DI PIU' E SU VASTA SCALA ...

CHE POI SI CIBASSE DI TANTE ALTRE COSE, NON CAMBIA IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE, SI E' CIBATO ANCHE DI CARNE, DA SEMPRE HA CACCIATO ED HA COSTRUITO LANCE E STRUMENTI OFFENSIVI PER UCCIDERE LE SUE PREDE, HA PURE SEMPRE BEVUTO SANGUE, E NON SOLO ANIMALE ...
E' LA PRESA DI COSCIENZA DEL SUO SPIRITO, AD AVERGLI DONATO LA POSSIBILITA' DI CACCIARE E DI CAPIRE COME FARLO AL MEGLIO ...
E' PROPRIO IL SUO LIBERO ARBITRIO, CHE GLI HA CONSENTITO DI OPTARE PER L' OSCURITA' E DI CONTEMPLARE ANCHE IL MALE, O SEMPLICEMENTE LA CACCIA, COME DI FATTO E' AVVENUTO, DAI PRIMI OMINIDI FINO AD OGGI ...
LO RACCONTANO ANCHE I PRIMI GRAFFITI, LE LEGGENDE PRIMORDIALI, LE STORIE ANCESTRALI, LO DIMOSTRA PER COME E' FATTA LA PSICHE DELL' UOMO, DALLA QUALE NON POSSIAMO PRESCINDERE ...

NON SI PUO' RIMUOVERE LA NOSTRA META' OSCURA, IL NOSTRO ISTINTO RETTILE INNATO, E' DENTRO DI NOI E' PARTE DI NOI, E' NOI ...
DOBBIAMO FILTRARLO E CONCETTUALIZZARLO, IL MALE NON LO SI RIMUOVE LO SI COMPRENDE, E LA CIBAZIONE DELLA CARNE ANIMALE RIENTRA IN QUESTO DISCORSO A PIENO TITOLO ...
L'EDEN ERA SICURAMENTE MOLTO PIU' HORROR DI QUANTO PENSIATE, ALTRO CHE BACCHE E SOLO VEGETALI, LA COSTANTE E' SEMPRE STATA QUELLA DELL' OPZIONE VIOLENTA ...
IL PARADISO PERDUTO NON E' AFFATTO ANTROPOMORFO, E' DENTRO DI NOI ...
INTERNO E NON ESTERNO !!!

CI SONO STATE ANCHE POPOLAZIONI PRIMITIVE CHE SCELSERO PER VARI MOTIVI LA CIBAZIONE VEGETALE, MA TANTE ALTRE NO; SE MANGIAMO ANCHE CARNE SIAMO IN POTENZA PROVVISTI PER FARLO, NON BISOGNA AVERE LA DENTATURA DI UN LUPO PER DIVENTARE CARNIVORI, IL NOSTRO ORGANISMO SI E' MODIFICATO IN MILIONI DI ANNI,  DA QUANDO L' UOMO E' DIVENTATO CONSCIO DELLE SUE POTENZIALITA' DISTRUTTIVE  ...

E' TUTTA COLPA DEL "MONOLITO", COME CI SPIEGA BENE KUBRICK IN
"2001: ODISSEA NELLO SPAZIO" ...
E' LUI L' UNICO " ESSERE ALIENO" CHE CI HA SINTONIZZATO SU ALTRE SFERE E CI HA DONATO LA COSCIENZA, L' ARCHETIPO DEL CUBO SATURNINO HA PLASMATO LA PSICHE DELL' UOMO E LO HA RESO TALE, O POTENZIALE TALE, DA QUANDO L' HA INCONTRATO NEL SUO CAMMINO CIRCOLARE ETERNO ...
IL LOGOS QUANTICO DEL MONOLITO HA EVOLUTO L' UOMO, GLI HA DONATO LA POSSIBILITA' DI SCELTA, HA PERMESSO ACCADESSE CIO', CREANDO I PRESUPPOSTI PERCHE' SI EVOLVESSE, E' PER QUESTO MOTIVO CHE L' UOMO HA INIZIATO A PENSARSI, AD ASTRARSI E A DIVENTARE QUELLO CHE TUTTI SIAMO ORA, NEL BENE E NEL MALE ...
L' UOMO E' ANCHE MALE DA QUANDO PUO' PENSARSI IN ASTRATTO, E' QUESTA CONDANNA O FORTUNA CHE LO PREDISPONE AL SANGUE ...
LA COSCIENZA DEL SE', ANCHE IN FORMA PRIMORDIALE, LO HA TRASFORMATO IN D'IO ...
E PER LO STESSO MOTIVO, PUO' RIMEDIARE E DIVENTARE ANCHE ALTRO, PUO' SCEGLIERE DI ESSERE VEGETARIANO O VEGANO, SE LO VUOLE ...
PUO' INVERTIRE LA ROTTA ... MA DEVE ESSERE CONSAPEVOLE DELLA SUA BUSSOLA, LA DEVE PERLOMENO CONOSCERE E SAPER LEGGERE !!!

venerdì 6 agosto 2010

RITO DELLA CARNE E MONDO VEGANO ...

L' UOMO NON NASCE AFFATTO VEGETARIANO, SEMMAI L' "ESSERE VEGETARIANI" ED IL SEGUIRE DETERMINATE REGOLE ALIMENTARI, DOVREBBE RAPPRESENTARE UN TRAGUARDO DA RAGGIUNGERE, UN PROGETTO DI VITA, MA L' UOMO NASCE AGGRESSIVO ED ANCHE CANNIBALE, L' UOMO E' ANIMALE ONNIVORO ...
CI SONO TESTIMONIANZE ANCESTRALI SPARSE IN TUTTO IL MONDO, RAFFIGURAZIONI, GRAFFITI, TRADIZIONI ORALI E SCRITTE, RELIGIOSE E NON, CHE NARRANO SCENE DI CACCIA, CHE PARLANO DI CIBAZIONI DI CARNI E DI PESCI, DI MACELLAZIONI ANIMALI DI OGNI SPECIE ...
LA STORIA PARLA CHIARO, L' ISTINTO DELL' UOMO E' AGGRESSIVO, E' RITUALE ED E' GIUSTO ANCHE ACCETTARE LE NOSTRE PROPENSIONI ISTINTUALI ANIMALI ED AGGRESSIVE, E' SANO "CONOSCERLE" ED INDIRIZZARLE POSITIVAMENTE, CANALIZZARLE ...

L' IMPORTANTE E' NON ABUSARNE, EVITARE PER QUANTO POSSIBILE, INSACCATI, CARNE GRASSA, PREDILIGERE MAGARI IL PESCE FRESCO, LIMITARNE IL CONSUMO E, COMUNQUE, MANGIARE SEMPRE TANTA VERDURA E FRUTTA, FONDAMENTALE PER IL NOSTRO ORGANISMO ...
MA BASTA CON QUESTA VISIONE DA PARADISO PERDUTO, DOVE MUCCHE E UOMINI CORRONO LIBERI TRA I PRATI SORRIDENDOSI, MENTRE LE GALLINE CI APPAIONO SIMPATICHE SIGNORINE DAL COLLO LUNGO ...
E' UNA VISIONE OLEOGRAFICA DA TERRA PROMESSA ...
RISCHIA DI DIVENTARE, INFINE, UNA VISONE ECO-NAZI DELLA NATURA, REALMENTE RELIGIOSA ...
IL DIVENIRE VEGETARIANI, MAGARI NELLA SECONDA META' DELLA NOSTRA ESISTENZA, SAREBBE AUSPICABILE, SOSTITUENDO LA CARNE CON UOVA E LATTICINI, MA L' ELIMINAZIONE TOTALE DELLE PROTEINE ANIMALI, MAGARI SOSTITUITE SOLO DA LEGUMI, VEGETALI ED INTEGRATORI ALIMENTARI, COME NELLA DIETA ALIMENTARE VEGANA, MI SEMBRA UN' ESAGERZIONE ED UNA FORZATURA, PERCHE' DI FATTO VIENE AD ASSUMERE CONNOTAZIONI CREDENZIALI E PROTORELIGIOSE ...
PUR SEMPRE RISPETTANDO CHI HA DECISO DI SEGUIRE QUESTA DIETA ALIMENTARE E QUESTA VISIONE CULTURALE DA NUOVO MILLENNIUM ... 
IL DIO VEGA DIVIENE NUOVO CULTO !!!
EPPOI, DOVREBBE FAR RIFLETTERE IL FATTO CHE MOLTI, TRA I GRANDI DITTATORI DELLA STORIA, FOSSERO VEGANI CONVINTI E DI COME SUBLIMASSERO IL NON CONSUMO DI CARNE, PROIETTANDOLO ALL' ESTERNO SULLE MASSE, ANZI, SOSTITUENDO QUELLA MANCATA CIBAZIONE ANIMALE E RELATIVO SODDISFACIMENTO, CON UN RITO DI SANGUE ANCOR PIU' VIOLENTO SUGLI UOMINI PERPETRATO SU VASTA SCALA, ATTRAVERSO ANCHE L' USO DELLA GUERRA ...

DIRE CHE L' ESSERE VEGANI CI RENDA MENO AGGRESSIVI E PIU' SANI, E' FALSO E CONTRADDETTO DAI FATTI, IN PRIMIS PERCHE' E' UN FATTORE SOGGETTIVO E POI, PERCHE' LA NOSTRA PARTE ISTINTUALE E' BEN RADICATA E LA NOSTRA SALUTE, NON SOLO FISICA MA ANCHE ENERGETICA, NON DIPENDE SOLO DALLA NOSTRA ALIMENTAZIONE MA ANCHE DAL SODDISFACIMENTO DELLE PROPRIE PULSIONI E QUINDI DALLO STARE BENE, NELLE MODALITA' PIU' CONSONE AI NOSTRI VALORI, SENZA CASTRARCI E SENZA TARPARE ALCUN DESIDERIO "CARNALE" ... 
ANZI E' VERO IL CONTRARIO, L' UOMO CHE MANGIA ANCHE CARNE, SPESSO SUBLIMA L' ISTINTO SESSUAL-AGGRESSIVO CON IL RITO DEL SANGUE, SCARICA LE SUE PULSIONI DI MORTE, NON LE RIMUOVE PERICOLOSAMENTE DAL SE', MA LE INCANALA POSITIVAMENTE, FILTRANDOLE ATTRAVERSO LA CIBAZIONE ANIMALE OCCASIONALE O SACRALE, ATTRAVERSO LA SUA PROIEZIONE SIMBOLICA RITUALE E CULTURALE, COME PER L' AGNELLO PASQUALE O PER IL PESCE DURANTE LA VIGILIA DI NATALE; ASSUME ED HA ASSUNTO UN  SISTEMA VALORIALE, NEL BENE E NEL MALE, NELLA STORIA ...
COLUI CHE RIMUOVE LA CIBAZIONE ANIMALE COME RAPPORTO "AUTOEROTICO", DOVRA' SUBLIMARLA, PER NON DIVENTARE ANCH' ESSO PIU' AGGRESSIVO VERSO IL MONDO ESTERNO "CARNIVORO" O SEMPLICEMENTE DIVERSO DAL SUO, QUINDI CONSIDERATO ROZZO, INCOLTO ED AGGRESSIVO  ...
NON POTENDO SCARICARE E RITUALIZZARE LA SUA "META' OSCURA" ISTINTUALE, IL VEGANO SARA' PORTATO A CONSIDERARE I SUOI SIMILI CARNIVORI COME "VERE" BESTIE, ASSUMENDO TALVOLTA ASPETTI CARATTERIALI SIMILI AL FONDAMENTALISMO CULTURALE E DI FATTO ASSOLUTISTI, NON CONTEMPLANDO ANCHE UNA "SANA" ACCETTAZIONE DEL RITO ARCHETIPO DEL SANGUE E DEL SACRIFICIO DEL "CAPRO", NECESSARIO CONTRALTARE DEL NOSTRO ESSERE ANCHE ANIMALI INCARNATI E NON SOLO COREOGRAFIA DELLA NATURA ...
IL VEGANO, COME IL VEGETARIANO, NON E' DIVERSO DAL CARNIVORO, MIGLIORE O PEGGIORE, SEMPLICEMENTE SUBLIMA DIVERSAMENTE IL RAPPORTO EROTICO-ALIMENTARE, GIUSTIFICANDO LA SUA SCELTA COME OPZIONE ETICA, CHE PUO' ANCHE ESSERE CONDIVISIBILE ANZICHENO' !!!

E' LO STESSO MECCANISMO CHE ACCADE QUANDO NON FACCIAMO SESSO ED ACCUMULIAMO ENERGIA ORGONICA INUTILMENTE, NON FACENDOLA FLUIRE ...
IL SISTEMA LO SA PERFETTAMENTE, ED INFATTI LE RELIGIONI SONO SERVITE A REPRIMERE LE ISTINTUALITA' SESSUALI, PER FARLE SUBLIMARE, POI, DALLE STESSE, IN AGGRESSIVITA' PROIETTATA ALL' ESTERNO, VERSO IL PROSSIMO, VERSO ALTRO "NEMICO" ...
LE ASTINENZE FANNO MALE ALLO SPIRITO, BISOGNA CONOSCERE LA NOSTRA PARTE IRRAZIONALE E ANIMALE, FILTRARLA ATTRAVERSO QUELLA RAZIONALE; IL PERICOLO E' LA NON COMPRENSIONE DELLA REALTA' E LA NON- ACCETTAZIONE PER QUELLO CHE SIAMO IN " REALTA' " E NON PER QUELLO CHE "DOVREMMO ESSERE", SECONDO CHISSA' QUALE PRECETTO DIVINO O SEMPLICEMENTE COMPORTAMENTALE/VALORIALE DI STAMPO NEW AGE ...

AFFERMO LA SUPREMAZIA DELL' UOMO SULL' ANIMALE E LA POSSIBILITA' DI MANGIARSELO, SE LO DESIDERA, PENSO CHE TUTTI I "FRUTTI" DELLA NATURA POSSANO ESSERE A NOSTRA DISPOSIZIONE SE LO VOGLIAMO, SENZA PER QUESTO DOVER PROVARE ALCUN SENSO DI COLPA ...
CONSIDERO GLI ANIMALI ESSERI "PERFETTI" SENZIENTI, CON UN' ANIMA MA SENZA LO SPIRITO, GLI ANIMALI NON RIDONO E NON ASTRAGGONO IL PENSIERO, NON ELABORANO CONCETTUALMENTE, REPLICANO ED APPRENDONO PER ISTINTO, PER QUESTO LI CONSIDERO ANCHE NATURALE E "LEGITTIMO" NUTRIMENTO PER L' UOMO ...
L' ANIMALE, PER QUANTO INTELLIGENTE, NON HA COSCIENZA DEL SE', NON SI PENSA, VIVE SOLO D' ISTINTO, NON E' NE BUONO NE CATTIVO, SEMPLICEMENTE E' ...
L' UOMO, INVECE CONTEMPLA SIA IL MALE CHE IL BENE, LA SUA GRANDEZZA STA NELLA SUA MANCATA PERFEZIONE, NEL POSSEDERE LA POSSIBILITA' DI CREARE O DISTRUGGERE, E' LA POSSIBILITA' DI SCEGLIERE NEL SUO "LIBERO ARBITRIO", CHE LO CONTRADDISTIGUE NELLA SCALA EVOLUTIVA, QUESTO E' INNEGABILE !!!
MENTRE L' ANIMALE NON SCEGLIE, SEGUE SOLO E SEMPRE IL SUO ISTINTO ...
E', PARADDOSSALMENTE, MOLTO PIU' SIMILE AL MONDO VEGETALE IN QUESTO ASPETTO, PUR MUOVENDOSI ED ESSENDO ANIMATO, MA ALLORA ANCHE I VEGETALI AVREBBERO UN' ANIMA, QUINDI ANCHE LORO DOVREBBERO ESSERE RISPARMIATI E NON SACRIFICATI COME CIBO PER L' UOMO, LA NATURA STESSA HA UNA GRANDE ANIMA IN QUANTO "ANIMATA", MA E' SOLO MAGNIFICA MATRICE ILLUSORIA MATERIALE E DIFETTA PER MANCANZA DI SPIRITO ...

NEL RECENTE PASSATO, I "NEGRIERI" SI SONO SEMPRE BEN VISTI DAL NUTRIRE I PROPRI SCHIAVI CON CARNE O PESCE, LA SUA ASSUNZIONE, RAPPRESENTAVA UN LORO INNALZAMENTO NELLA SCALA SOCIALE E LI AVREBBE RESI PIU' LIBERI E FORTI ...
TRA LE POPOLAZIONI POVERE DEL 3° MONDO, L' USO DELLA CARNE E' SEMPRE STATO RISERVATO ALLE CLASSI PIU' ABBIENTI ...
HA FUNZIONATO COME LA REPRESSIONE SESSUALE PER IL CONTROLLO MENTALE DELLE PERSONE, ESERCITATA DAL POTERE IN OGNIDOVE PER I SOLITI E NOTI SCOPI SOVVERSIVI DI CONSERVAZIONE DELLO STATUS QUO ...

IL CONSUMO DI MASSA DELLA CARNE VA DI PARI PASSO CON L' INNOVAZIONE E LA DEMOCRATIZZAZIONE DELLE CIVILTA', IN PARTICOLARE IN OCCIDENTE, DALL' ILLUMINISMO IN POI, ED HA QUINDI RAPPRESENTATO ANCHE EVOLUZIONE SOCIALE E CUTURALE POSITIVA E NON SOLO NEGATIVA, MENTRE OGGI, CON LA MODERNA GLOBALIZZAZIONE, LO STESSO POTERE CHE PRIMA SI VEDEVA BENE DAL CONDIVIDERE LA CIBAZIONE ANIMALE CON IL POPOLO, HA CREATO E FORGIATO UNA SOVRASTRUTTURA ATTA AD AUMENTARE MASSIVAMENTE L' USO DELLA CARNE, ALIMENTANDO UNA SOVRAPRODUZIONE DELETERIA DEI CONSUMI E DEL SUO RELATIVO INQUINAMENTO AMBIENTALE, CON CONSEGUENZE GLOBALI CATASTROFICHE ...
ORA PREVALE IL FATTORE ECONOMICO, E NON SOLO PIU' IN OCCIDENTE; MA CIO', RAPPRESENTA UN FATTORE POLITICO E STRUTTURALE, NON NATURALE, E' UNA DEGENERAZIONE AUTODISTRUTTIVA DEL SISTEMA ...
E' IL CULTO CHE E' TRASMUTATO IN ALTRO SISTEMA, E COME PER IL SESSO, UN TEMPO IL CONSUMO CARNE VENIVA LIMITATO, ORA, SEMPRE COME PER IL SESSO, VIENE SOVRAPRODOTTO ED INDOTTO FINO ALLA SUA ESTREMA UGUALE/OPPOSTA SATURAZIONE ...
L' OPERAZIONE DEL POTERE COSTITUITO E', APPUNTO, UGUALE/OPPOSTA ...
E QUESTE DINAMICHE, SONO PRESENTI IN TUTTI GLI ASPETTI DELLO SCIBILE UMANO MODERNO ...

DI CONSEGUENZA ED ALLA LUCE DEI FATTI, OGGI A LIVELLO GENERALE, DOVREMMO TUTTI DIMINUIRE IL SUO CONSUMO, PUNTANDO SULLA QUALITA' E DIMINUENDO FORTEMENTE LA QUANTITA', DOVREMMO RI-EDUCARCI AL CONTROLLO ALIMENTARE PROTEICO ED INIZIARE A LIMITARE I DANNI AMBIENTALI, OLTRECHE' QUELLI DELLA SALUTE DELLA PERSONA E DEL NOSTRO ORGANISMO ...
MA NON CONDIVIDO LA SUA ELIMINAZIONE TOTALE DALLA NOSTRA DIETA, NON TANTO E SOLO PER UN FATTORE DI ASSUNZIONE DI PROTEINE O DI GUSTO ALIMENTARE, MA ANCHE PER MANTENERE UN LEGAME CULTURALE CON LE NOSTRE TRADIZIONI ANCESTRALI, CHE PER QUANTO "CRUDELI E CARNIVORE", HANNO LA LORO FUNZIONE SOCIALE DI CONDIVISIONE DEL RITO, DI ESORCIZZAZIONE DELLA MORTE, DI RICONNESSIONE SPIRITUALE DELLA COMUNITA' ATAVICA, OLTRE AD AVERE UNA SANA E NATURALE FUNZIONE SIMBOLICA IDENTITARIA ...

L' UOMO E' ONNIVORO E SI E' SEMPRE NUTRITO ANCHE DI CARNE E DI PESCE, FIN DAGLI ALBORI DELLA CIVILTA', NEI FOSSILI DELL' UOMO PRIMITIVO, SI RISCONTRANO TRACCE DI PROTEINE ANIMALI, GLI ESEMPI POTREBBERO ESSERE TANTISSIMI E DOCUMENTATI ...
IL PARADISO PERDUTO ANCESTRALE ERA SICURAMENTE CARNIVORO E BEN PIU' VIOLENTO DI QUELLO ODIERNO ...
IL PARADISO VEGANO PUO' ATTENDERE ???

giovedì 5 agosto 2010

ELOGIO DELLA CARNALITA' ... PARTE 3° COMMENTI

TERZA PARTE DEL POST, SPERO CONCLUSIVA, SULL' ELOGIO DELLA CARNALITA' ...
TEMA ESTIVO CHE HA SUSCITATO DIBATTITI INTERESSANTI E CONTROVERSIE VIRTUALI ...
PS: " NON VOGLIO AFFATTO CONVINCERE NESSUNO, MI LIMITO AD ESPORRE IL MIO PENSIERO, QUINDI ACCETTERO' QUALSIASI CRITICA DA PARTE DI CHIUNQUE, NELLA SPERANZA DI CONTRIBUIRE AL DIBATTITO IN CORSO " ...

ZN HA DETTO ...
@Simone, alias MdD
Ovvio che in questo contesto, per scrivere, usi la mente, l’ego.
Altrimenti, se usassi la non-mente, tu non riusciresti a “sentire” niente, perché sei troppo preso dal rumore della tua mente.
No, non è come dici tu, il mio conscio, ma anche quello di chiunque altri, non è in grado di raccontare nulla di ciò che è oltre la mente, per sua stessa natura.
La mente, al massimo, può avere la stessa funzione del dito che indica la luna. Semplicemente, non può dire nulla riguardo alla luna.
Può soltanto dare qualche indicazione. Se vuoi sapere cosa c’è oltre la mente, non c’è altro modo possibile che andare a vedere tu stesso, in prima persona.
Nessuno, per quanto abile con la parola, può raccontartene.
Anzi, come scritto anche all’inizio del ‘Tao Te Ching’: “Il Tao che può essere detto non è l'eterno Tao, il nome che può essere nominato non è l'eterno nome.
“ Non è, quindi, che me lo stia inventando io. E’ proprio così.

MDD DICE ...
VOLEVO CAPIRE UNA COSA, COSA INTENDI QUANDO DICI " SE TU USASSI LA NON-MENTE" ???
SO COSA INTENDI PER NON-MENTE, MA CHI SAREBBE CHE LA UTILIZZA, SE IL TUO EGO NON SEI TU ???
INSOMMA, SE TU NON SEI IL TUO EGO, CHI CAZZO SEI TU ???
COME FAI A MEDITARE SE TU "NON SEI" ???
CHI E' CHE MEDITA ???
COGITO ERGO SUM, HA ANCORA UN VALORE, SECONDO ME E SECONDO TE ??? 
SAREBBE PIU' CORRETTO DIRE CHE, IL TUO D' IO SI RICONNETTE CON I MONDI SOTTILI ATTRAVERSO LA PRATICA DELLA MEDITAZIONE, QUELLO LO ACCETTO ...
COME FAI A SINTONIZZARTI SE IL TUO EGO NON C'ENTRA PIU' NULLA ???
CHI SI SINTONIZZA  NELLA NON-MENTE, CHE ANCH' IO REPUTO ESISTA E CHE SI POSSA PERCEPIRE ATTRAVERSO LA MEDITAZIONE, SE NON TU STESSO ???
SEI TU CHE DECIDI DI MEDITARE E DI SINTONIZZARTI NELLA NON-MENTE, O C'E' QUALCHE ALTRA FORZA CHE TI "USA" PER FARLO ???
SE NON C'E' ALTRA FORZA, SARAI TU AD ENTRARCI, ATTRAVERSO LA MEDITAZIONE NELLA NON-MENTE, QUINDI SARA' IL TUO EGO A DECIDERE DI FARLO, PERCHE' IL TUO EGO, IN REALTA', NON E' SOLO IL TUO EGO, MA BENSI'  "DIO" DAL PUNTO DI VISTA DEL TUO D' IO ...
SE NON SI RIESCE AD ASTRARRE QUESTO CONCETTO, E' DURA CHE CI CAPIAMO, E ME NE DISPIACE ...

IO NON METTO IN DUBBIO CHE, ATTRAVERSO LA MEDITAZIONE, TU POSSA ACCEDERE ALLA NON-MENTE, METTO IN DUBBIO L' AFFERMAZIONE CHE TU, NON SARESTI TE STESSO ...
LA TUA MENTE, IL TUO EGO, IL TUO D'IO SEI TU, DAL TUO PUNTO DI VISTA ILLUSORIO MATERIALE DI QUESTA INCARNAZIONE, NEL NON-TEMPO SEI "DIO", O MEGLIO IL SUO CONCETTO E ANCHE TU STESSO CONTEMPORANEAMENTE, PERCHE' SEI GIA' DIO, NON SEMPLICEMENTE SOLO PARTE DI ESSO ...
SEI AL TEMPO STESSO, INDIVIDUALITA' E TUTTO, QUINDI SE MI PARLI DEL FATTO CHE TU NON SEI "TU", PERCHE' LA MENTE E' SOLO UN MEDIUM, NON MI TROVI DACCORDO, LA TUA MENTE E' IN QUESTA REALTA' D'IO, IN ALTRA VIBRAZIONE QUANTICA E' "DIO", MA SEI SEMPRE E SOLO TU, ANZI TU SEI ME E TUTTI NOI IN ASSOLUTO, PUR ESSENDO ANCHE SOLO TE STESSO ...
IDEM IL RESTO DELLA NATURA, CHE E' ESPRESSIONE MATERIALE ED ENERGETICA INDIVIDUALE ED AL TEMPO STESSO IL TUTTO-DIO ...
E NON ESISTONO TANTI "TUTTO-DIO", SIAMO NOI CHE CI PERCEPIAMO SCISSI IN TANTE INDIVIDUALITA', IN REALTA' SIAMO LO STESSO CONCETTO ESPRESSO IN DIFFERENTI MODI, CONTEMPORANEAMENTE E CIRCOLARMENTE ...
SIAMO CONTEMPORANEAMENTE L' UNO E TUTTI I NUMERI INFINITI ...
MA LA TUA MENTE E' LA DIMOSTRAZIONE CHE ESISTE IL TUTTO, PERCHE' ESSENDO SCISSA, SI PUO' PENSARE ...
E' QUESTA LA GENIALE E SEMPLICE VERITA' DEL "COGITO ERGO SUM" ...

TI FACCIO L' ESEMPIO DEI NUMERI ...
NOI, IO, TU, IN QUESTA REALTA', CI "PERCEPIAMO" COME NUMERI, PERCHE' LA MATRICE CI CONSENTE QUESTA PERCEZIONE A LIVELLO CONSCIO, MA DI FATTO LO SIAMO ANCHE A LIVELLO SOTTILE E QUESTO CI/TI PERMETTE DI PENSARE DI ESSERE IL TUTTO-DIO ...
IL NUMERO 1 OPPURE IL 4 O IL 7, SONO INDIVIDUALITA' NUMERICHE FINITE ED INFINITE AL TEMPO STESSO, SONO D'IO E DIO CONTEMPORANEAMENTE, L' INSIEME DEI NUMERI E' L' INSIEME DELLE NOSTRE PERCEZIONI, DELLA STESSA REALE  PERCEZIONE DA DIVERSI PUNTI DI VISTA DELLO/NELLO STESSO ZERO, CHE LI CONTIENE TUTTI E NESSUNO ...
TU SEI AL TEMPO STESSO D'IO E DIO, LA DIFFERENZA E' LA PERCEZIONE DELLA VIBRAZIONE QUANTICA IN CUI TI TROVI O PENSI DI TROVARTI...
PER QUESTO MOTIVO, LO SPIRITO E' IMMORTALE, PERCHE' LA TUA MENTE E' GIA' DIO IN ASSOLUTO O IN POTENZA ...
IN QUESTA REALTA' TI PERCEPISCI SCISSO DA ME PER PENSARTI DIO IN ALTRA REALTA' ...
QUESTA OPERAZIONE LA FAI ATTRAVERSO LA TUA MENTE, CHE NON HA NULLA DI MATERIALE, ANZI, RAPPRESENTA LA DIMOSTRAZIONE DELL' ESISTENZA DEL TUTTO-DIO O KAOS QUANTICO ...
IN REALTA' SONO, PARADOSSALMENTE PIU' SPIRITUALISTA IO DI TE, PERCHE' TU DEFINISCI LA MENTE "MATERIALE" ED APPARTENENTE SOLO A QUESTA REALTA' COME MEDIUM, INVECE IO LA PERCEPISCO COME DIO, SEMPRE CONCETTUALMENTE PARLANDO, SE COSI' NON FOSSE RENDEREI DIO, COSA ANTROPOMORFA E QUINDI FINITA ...
IL PENSIERO E' ETERNO, E' ENERGIA INDISTRUTTIBILE, E' EMANAZIONE DEL CONCETTO DIO ...
ANCHE PERCHE' IL TEMPO NON ESISTE, VIVIAMO IN UN ETERNO PRESENTE QUANTICO, QUINDI SOLO LA TUA MENTE PUO' PENSARSI O PENSARE ALTRO, PERCHE' L' ALTRO SEI GIA' TU ...
NON PUOI ESCLUDERE LA TUA MENTE, E' LEI CHE MEDITA LA NON-MENTE, PERCHE' IN QUELLA VIBRAZIONE DELLO ZERO QUANTICO LA TUA MENTE E LA NON-MENTE SONO LA STESSA IDENTICA COSA ...
NON C'E' NESSUN MEDIUM, TU SEI  SOLO LA TUA MENTE E LA NON-MENTE ALTROVE, NON E' UNA STANZA IN CUI SEMPLICEMENTE SINTONIZZARSI, SEI TU LA STANZA, LA TUA MENTE E' LA STANZA, LA TUA MENTE E' ANCHE NON-MENTE ...

ZN HA DETTO ...
Sul discorso del doverci necessariamente scinderci per dimostrare l’esistenza del tutto...
no, non si tratta di ‘dimostrare’.
Cosa e a chi pensi di voler/poter dimostrare?
Non si tratta di dimostrare, ma semplicemente di RICONOSCERE la propria Fonte Originale, quale noi tutti siamo, pur avendolo dimenticato, e proprio per esserci identificati nell’ego.
Appena nato non eri né ego né identificato in esso.
Soltanto successivamente, con l’educazione ricevuta in famiglia e poi nella società, hai sviluppato un ego, naturalmente necessario alla tua sopravvivenza.
E nel tempo ti ci sei identificato sempre di più, fino a chiamarlo ‘io’.

MDD DICE ...
NON VOGLIO DIMOSTRARE NULLA, ESPONGO IL MIO PENSIERO, MA POSSO ACCETTARE IL TERMINE RICONOSCERE, VA BENE LO STESSO ... 
MA SE NON ERO EGO, CHI ERO APPENA NATO ???
COSA INTENDI PER, "IO MI SONO INDENTIFICATO NEL MIO EGO" ???
CHI SAREBBE L' IO CHE SI IDENTIFICA  NEL MIO EGO ???
SE C'E' UN IO CHE SI IDENTIFICA, SIGNIFICA CHE IL TUO EGO HA ACCETTATO SE STESSO, QUINDI TU TI SEI ACCETTATO, QUINDI IL TUO EGO E' L' IO  ...
NON CAPISCO QUESTA TUA SCISSIONE, SENZA PERO' SPECIFICARE CHI SAREBBE L' IO CHE SI IDENTIFICHEREBBE NEL PROPRIO EGO, SE NON TU STESSO, QUINDI TU STESSO EGO-D'IO-DIO, MENTE E NON-MENTE ...
NON SVILUPPI NESSUN EGO, LO RITROVI, GIA' C'E', PUOI ANCHE NON RITROVARLO O RITROVARLO MALE, MA E' IL TUO/MIO EGO CHE, ATTRAVERSO QUELLA O QUELL' ALTRA STRADA SI RITROVA ...
LO SVILUPPO, RIGUARDA SEMMAI IL CARATTERE DELL' EGO, L' EGO ESISTE GIA', PUO' SOLO PRENDERE UNA STRADA PIUTTOSTO CHE UN'ALTRA NEL KAOS QUANTICO PROBABILISTICO, E IL TUO KARMA SARA' QUELLA DETERMINATA STRADA, PERCHE' IN ALTRA VIBRAZIONE AVEVI DECISO DI PERCORRERLA PER CONOSCERE ANCHE QUELLA STRADA IN QUESTA REALTA' ILLUSORIA/REALE ...

MI PARE LA TUA UN' INTERPRETAZIONE PSICANALITICA, DIPENDE CHE VALENZA TU DAI AL TERMINE "EGO" ...
NELL' ACCEZIONE SCIENTIFICA ILLUMINISTA, E' QUELLA CHE DICI TU, MENTRE IL SE' DEFINISCE LA TOTALITA' DELLA PERSONA, IN TERMINI PIU' FILOSOFICI L' EGO E' GIA' IL SE', QUESTA SCISSIONE PSICANALITICA E' UTILE PER DESCRIVERE LA MENTE IN QUESTA REALTA', MA IN TERMINI PIU' METAFISICI, L' EGO CORRISPONDE GIA' AL SE' E DI CONSEGUENZA AL TUTTO-DIO ...
QUESTO PER FARTI CAPIRE CHE NON HO PROBLEMI A TRASCENDERE LA PSICANALISI ED IL SUO STUDIO EMPIRICO, CHE RIMANE UTILISSIMO E FONDAMENTALE PER LA CONOSCENZA RIGUARDO LA NOSTRA REALTA', MA CHE VOLENDO, POSSO ASTRARMI RISPETTO ALLE MIE CONOSCENZE CANONICHE, AFFRONTANDO I MEANDRI CONCETTUALI, APPARENTEMENTE ASTRATTI E SOTTILI, ORA SEMPRE MENO GRAZIE ALLA FISICA QUANTISTICA, LA QUALE, OGGI, PUO' DIMOSTRARE ANCHE EMPIRICAMENTE IL CONCETTO IN QUANTO TALE, NON SOLO PIU' IN TERMINI DEDUTTIVI FILOSOFICI MA ANCHE EMPIRICI, SENZA RIMANERE SOLO NELLA TEORIA, E LE PROVE OGGETTIVE DELLA DIMOSTRAZIONE DELLA FISICA QUANTISTICA LE ABBIAMO SOTTO I NOSTRI OCCHI QUOTIDIANAMENTE, DATO CHE LA REALTA' MEDIATICA E DIGITALE, DA MEZZO SECOLO AD OGGI, FUNZIONA E VIVE GRAZIE ALLO STUDIO APPLICATO DI TALE DISCIPLINA ...
NON C'E' NULLA DI PIU' PRATICO DELL' UTILIZZO DELLA FISICA QUANTISTICA ...
:-)

ZN HA DETTO ...
Osserva i bambini, non parlano in prima persona, non dicono io ho fame, ma SIMONE ha fame... parlano il terza persona, proprio perché non sono ancora identificati con il proprio ego.
Ma ben presto il bambino, crescendo, inizierà inevitabilmente il processo di identificazione nel proprio ego frutto di condizionamenti ed illusioni, allontanandosi sempre più dalla propria Natura Originale, fino al punto di dimenticarsene del tutto... ed è proprio questa dimenticanza a generare nell’adulto quel costante ed indefinibile disagio di incompletezza, di ricerca di quel “nonsoché”, di quel “qualcosa” che sentiamo mancarci ma che non sappiamo cosa sia.
Ed è su questa depauperazione del Sé che il Potere Organizzato può proliferare ovunque e perpetuare se stesso nel tempo.

MDD DICE ...
IN TERMINI PSICANALITICI SONO DACCORDO CON TE, MA NON POSSIAMO DEVIARE IMPROVVISAMENTE DA UN PIANO ALL' ALTRO LA DISCUSSIONE ...
NEL SENSO CHE SE PARLIAMO A LIVELLO "ASTRATTO E/O CONCETTUALE" O MEGLIO FILOSOFICO, NON POSSIAMO RI-SCENDERE SU DI UN PIANO PIU' MEDICO E PSICANALITICO ...
OPPURE POSSIAMO ANCHE FARLO, ANCH' IO TALVOLTA LO FACCIO, MA ALLORA POTREI APPROFFITTARNE, DICENDO CHE LA TUA MEDITAZIONE E QUELLO CHE TU PERCEPISCI, E' SOLO UNA MERA PROIEZIONE DEL TUO EGO E CHE QUINDI PENSI DI ENTRARE NELLA NON-MENTE, MENTRE INVECE E' SOLO UNA TUA RELATIVA INTERPRETAZIONE MENTALE, ED E' TUTTO FALSO, UNA TUA FORMA MENTIS ...
MENTRE, IN REALTA', PENSO CHE ESISTA LA VIBRAZIONE QUANTICA DELLA NON-MENTE, RAGGIUNTA CON LA TUA MEDITAZIONE ...
QUINDI, ATTENZIONE AD UTILIZZARE LA PSICANALISI, PUO' ESSERE TALVOLTA UNO SVANTAGGIO ... :-)))

ZN HA DETTO ...Tuttavia, per ritrovare se stessi, è necessario prima perdersi.
Per RICONOSCERE il Sé è necessario prima perdersi nell’io.
La metafora di Adamo ed Eva cacciati dall’Eden non è altro che questo: perdere lo stato di grazia del Sé (Eden) ed indossare le tensioni e le ansie dell’io (del Mondo).
E questo accade puntualmente a tutti. Ed è giusto che sia così.
Solo che poi, per completare il Cerchio, è necessario ritornare al Sé, all’Eden, e non rimanere persi nell’io, nel Mondo, altrimenti si sarà compiuto soltanto la metà del percorso che ci porta alla Vera Realizzazione del Sé.
Ma quasi la totalità degli esseri umani, purtroppo per loro, vive e muore senza aver compiuto l’intero Viaggio, ma soltanto la metà.

MDD DICE ...
ANCHE QUI POSSO ESSERE DACCORDO, MA SIAMO E VA BENE, SEMPRE NEL CAMPO PSICANALITICO SIMBOLICO, CHE HA PRESO A PRESTITO TALI DEFINIZIONI DALLE FILOSOFIE GRECHE ED ORIENTALI ...
MANCA PERO' UN PASSAGGIO FONDAMENTALE, IN TERMINI SEMPRE PIU' FILOSOFICI, MA ANCHE QUANTISTICI ...
E' L' IO CHE OPERA IN QUESTI TERMINI, PER TORNARE  AL SE', DEVE DECIDERE DI FARLO CONSCIAMENTE, E PER CONSCIAMENTE, AFFERMO IL SIGNIFICATO DEL "DESIDERARE DI FARLO E DI PENSARLO", L' IO PENSA AL SE', QUINDI E' GIA' IN ASSOLUTO IL SE', DATO CHE DOVRA' RITORNARCI ESSENDOLO STATO, E PER MEDITARE L' EDEN, DOVRA' ESSERE IN GRADO DI PENSARSI SIA INDIVIDUALITA' D'IO CHE PARTE DEL TUTTO-DIO, QUINDI KAOS QUANTICO TOTALE E PARZIALE SOTTO FORMA DI SEMPLICE INCARNAZIONE MATERIALE O MENO ...
MA FORSE NON CI INTENDIAMO SULLA TERMINOLOGIA, LA TUA E' SICURAMENTE PIU'
CORRETTA E ATTINENTE ALLA REALTA', LA MIA PIU' ASTRATTA E "LIBERA" ED E' PER QUESTO CHE MI INTERESSA LA FISICA QUANTISTICA, PERCHE' HA IL POTERE, QUASI MAGICO, DI "PROVARE" E DETERMINARE IL CONCETTO APPARENTEMENTE ASTRATTO E MATERIALIZZARLO DAL MONDO DELLE IDEE IN PROVA EMPIRICA ...

ZN HA DETTO ...
Riguardo ai folli, si anche loro, come i saggi e illuminati, sono andati aldilà della propria mente, del proprio io.
In un certo senso sono entrambi “fuori”.
Non più identificati con la propria mente.
Tuttavia c’è una sostanziale ed importante differenza, che rende l’uno diametralmente diverso dall’altro: il folle è caduto al di SOTTO della mente; il saggio illuminato, invece, si è elevato al di SOPRA della mente. Ecco perché il saggio illuminato può controllare la propria mente, mentre il folle, invece, ne è vittima.

MDD DICE ...
QUESTO PERO' LO AVEVO AFFERMATO IO CON ALTRE PAROLE ...
NON VALE :-)))

ZN HA DETTO ...
E ancora sei nell’errore quando affermi che “il pensiero è infinito”.
No, non è affatto infinito! Né si combina infinitamente.
E’ un processo, un’attività FINITA. Ma, finché vi sei identificato, non puoi scorgere la sua limitatezza, il suo limite.
Così come non puoi vedere la carrozzeria che limita l’auto nella quale sei seduto, se prima non ne esci fuori. Ma il problema è che in quest’auto ci sei entrato che eri bambino... e non ne sei più uscito fuori, dimenticando nel tempo addirittura che vi sia un fuori.

MDD DICE ...
NON SONO DACCORDO, L' ENERGIA CONCETTUALE NON MUORE MAI, IL PENSIERO E' ESPRESSIONE DEL NOSTRO SPIRITO, QUINDI ETERNO, NON C'ENTRA NULLA L' IDENTIFICARSI CON ESSA, SEMPLICEMENTE ESISTE, COME ESISTONO I SOGNI E I DESIDERI, ANZI, SONO LE COSE PIU' REALI CHE POSSANO ESISTERE, PERCHE' SE QUESTA REALTA' E' ILLUSORIA E TU LA TRASCENDI ATTRAVERSO LA MEDITAZIONE, TUTTO IL RESTO E' INFINITO PERCHE' APPARTENENTE AL MONDO DELLE IDEE, QUINDI POSIZIONATE SULLO ZERO QUANTICO ...
LE NOSTRE MANIFESTAZIONI SOTTILI, IN QUESTA REALTA' SOLIDO/ILLUSORIA, SONO INVECE L' UNICA COSA VIVA E REALE, QUINDI INFINITA PER ANTONOMASIA, TUTTO IL RESTO E' OLOGRAMMA DELLA MATRICE ...
ANCHE LA NOSTRA INTERPRETAZIONE DEI SOGNI E DEI PENSIERI E' OLOGRAMMA DELLA MATRICE, MA I PENSIERI ED I SOGNI, NEL LORO ESSERE LOGOS QUANTICO, SONO EMPIRICAMENTE ETERNI, PERCHE' REALMENTE VIVI, IN QUANTO CONCETTO MATEMATICO PROBABILISTICO ...
IL NUMERO IN QUANTO TALE, O MEGLIO IL SUO CONCETTO ESPRESSO SOTTO FORMA DI PENSIERO, E' ETERNO PERCHE' ARCHETIPO, MUORE LA SUA APPLICAZIONE MATERIALE NEL SUO IDENTIFICARSI CON L' OGGETTO MATERIALE ...
MUORE "UNO" CORPO, NON IL CONCETTO/PENSIERO DEL NUMERO 1 ...
E' LA MATERIA CHE MUORE, ANZI CHE SI SPEGNE COME FOSSE UN VIDEOGAME ...
GAME OVER !!! :-)

ZN HA DETTO ...
Riguardo all’Amore, sei ancora invischiato con l’amore CONDIZIONATO.
Tu ami una persona soltanto a condizione di esserne attratto ed eccitato.
Non conosci ancora l’Amore INCONDIZIONATO, l’Amore che tutto muove e fa esistere.
Come puoi parlare di dio/d’io (del Tutto o come preferisci chiamarlo) se non ne hai ancora nemmeno sperimentato la sua essenza? Eh si, il tuo è proprio un d’io creato dalla TUA mente, a tua propria immagine e somiglianza.
Un d’io che, però, non ha nulla a che fare con ciò che è.
In fondo il tuo d’io non è affatto diverso da quello cattolico, musulmano, indù... solo che il dio di questi ultimi è un dio collettivo, il tuo invece soltanto un d’io individuale.
La tua è AutoCelebrazione.
Ma, se il tuo d’io ti rende davvero e totalmente felice, consapevole ed appagato, allora va bene anche così, purché la smetta di volerlo “imporre” anche agli altri.

MDD DICE ...
NON HO DETTO QUESTO, TU PUOI AMARE COME TI PARE E PIACE, NON ESISTE UNA REGOLA, NESSUNO E' LA REGOLA, ESISTE SOLO LA LOGICA, CIOE' L' AMORE CHE E' ESPRESSIONE LOGICA DI DIO ...
INFATTI, COME PER IL FATTO DEL D'IO E DIO, DI CUI SOPRA, TU PUOI AMARE INCONDIZIONATAMENTE E ANCHE CONDIZIONATAMENTE, DATO CHE ATTUALMENTE VIVIAMO IN UNA REALTA' SCISSA, ANZI NON PUOI FARE A MENO CHE AVERE ENTRAMBE LE OPZIONI O NESSUNA DELLE DUE, O SOLO UNA DELLE DUE ...
NON ESISTE O COSI' O POMI', SE LA REALTA' E' SCISSA, TU AVRAI NECESSARIAMENTE SENTIMENTI CONDIZIONATI ED INCODIZIONATI ...
L' AMORE CONDIZIONATO, TU COME TUTTI GLI ALTRI ESSERI VIVENTI, LO AVRAI, SE LO HAI, IN UN RAPPORTO DI COPPIA, ESSENDO BIUNIVOCO, QUINDI PER NECESSITA'  CONDIZIONATO E CONDIZIONANTE, MENTRE L' AMORE INCONDIZIONATO ASSOLUTO, LO PUOI AVERE SOLO PER DIO, QUINDI PER TE STESSO, ESSENDO TE  STESSO IL TUTTO-DIO ...
GUARDA BENE CHE NON PARLO AFFATTO IN TERMINI NARCISISTICI MATERIALI, ANZI, IN TERMINI SPIRITUALI ESTREMI ...
IL DETTO " CONOSCI TE STESSO CONOSCERAI IL MONDO " O " AMA GLI ALTRI COME AMI TE STESSO ", OPPURE " NON FARE AGLI ALTRI CIO' CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE", SOTTENDONO IL CONCETTO CHE HO ESPRESSO ...

QUINDI SE TU SEI D'IO IN QUESTA REALTA', MA IN ASSOLUTO IL TUTTO-DIO, TI AMERAI NECESSARIAMENTE INCONDIZIONATAMENTE, E QUESTO AVVIENE, E MI RICCOLEGO CON IL DISCORSO DELL' IO CONSCIO, SE HAI UN SOLIDO IO; SE NON L' HAI ANCORA SVILUPPATO, NON POTRAI MAI PERCEPIRTI DIO, MA LO SUBIRAI, QUINDI PROIETTERAI ALL' ESTERNO, QUINDI RIMMARRAI LEGATO A QUESTA VIBRAZIONE ILLUSORIA, PERCHE' NON CREDERAI MAI AL TUO IO CHE E' IN REALTA' GIA' DIO, MA PENSERAI SOLO SIA UNA ESPRESSIONE DI QUESTA MATRICE, E QUESTO TALVOLTA SUCCEDE A CHI HA UNA CONCEZIONE MATERIALE DELLA REALTA' O CHI AL CONTRARIO E' SOTTO LA MENTE, COME I FOLLI, COME ANCHE TU AFFERMAVI PRIMA ...

ZN HA DETTO ...
Tu affermi: “E' UNA TUA AUTOCASTRAZIONE, NON E' AMORE, LA TUA E' CONTEMPLAZIONE AMOROSA ... PER ME HAI UN EDIPO IRRISOLTO O UNA FORTE LATENTE OMOSESSUALITA' ...”
Io ti rispondo: Non è amore SECONDO TE. Secondo me, invece, lo è, ECCOME!
Né è soltanto “CONTEMPLAZIONE AMOROSA”.
Ma è infinitamente di più. E’ la cosa più Reale che possa esistere, che si possa immaginare e che sia possibile sperimentare.
Tra tutte le energie è quella più tangibile, potente ed immediata.
Posso dubitare di tutto, ma non di Questo AMORE, che non è né mio né tuo, eppure appartiene ad entrambi, a chiunque se ne voglia riempire le mani ed il Cuore, donandolo.
Ma tu non devi affatto credermi... non importa quello che dico io riguardo all’Amore... o vedrai complessi di Edipo, omosessualità latenti, e quant’altro ti riguarda, in chiunque avrà AmoreCompassione per te.
Piuttosto continua, semplicemente, a coltivare l’amore che attualmente senti essere, e sentiti innamorato in ogni momento, sempre. Questo importa.

MDD DICE ...
IO RISPETTO IL TUO SENTIRE, NON DISCUTO CHE TU SIA CONVINTO DI AMARLA, MA LA PERCEPISCO COME UNA TUA PROIEZIONE AMOROSA, SEMBRA UN TUO TRANSFERT, PERCHE' NON PUO' ESSERE INCONDIZIONATO UN AMORE CHE ESCLUDE LA SESSUALITA', E' UNA STRONZATA COLOSSALE, A MENO CHE NON SI DEFINISCA LA SESSUALITA' COME PRATICA BASSA E SOLO MATERIALE ...
NON METTO IN DISCUSSIONE COSA TU  PROVI, E MEN CHE MENO VOGLIO ESSERE GIUDICANTE, ANZI, SARA' UN MIO LIMITE E ME NE SCUSO ...
MA TROVO INCOMPRENSIBILE UN' AMORE INCONDIZIONATO CHE TRASCENDA IL SESSO ... 
:-(
QUINDI, CHIAMIAMOLO CON IL SUO VERO NOME ...
AMORE PLATONICO, CHE VA BENISSIMO !!! 
NON VOGLIO GIUDICARTI, MA NON ME LA MENARE COME DEFINIZIONE DI AMORE DI COPPIA, PERCHE' NON E' DI COPPIA, E' PLATONICAMENTE DI COPPIA, COME PER UN' AMICA O SORELLA, CON LA QUALE INFATTI, NON AVRESTI RAPPORTI SESSUALI, SPERO, PUR VOLENDOLE BENE O AMANDOLA ...
TUTTO OK !!!
MA CHIAMIAMOLO CON IL SUO VERO NOME; NON PUOI DARMI UN' ESATTA DIMOSTRAZIONE TERMINOLOGICA DELL' IO O DEL SE', CON FARE PSICANALITICO, E IN QUESTO CASO RIMUOVERE L' INTERPRETAZIONE PSICANALITICA RELEGANDO IL TUO AMORE IN UNA NON-DEFINIZIONE GENERICA ...
E' PROPRIO IN QUESTI CASI CHE CI SI DOVREBBE GUARDARE DENTRO, A MIO AVVISO, ED UTILIZZARE LO STRUMENTO PSICOLOGICO ...
SE POI TU HAI LA FORTUNA DI AVER RAGGIUNTO LA PACE DEI SENSI, BEATO TE, SPERO CHE ANCHE LA TUA COMPAGNA L' ABBIA RAGGIUNTA ... :-)
SE SIETE FELICI COSI', VA BENISSIMO, ANCHE SE PERCEPISCO ANCHE ALTRO DAL TONO CON CUI HAI REPLICATO, MA NON VOGLIO ESAGERARE E FARMI FRAINTENDERE, L' IMPORTANTE E' CHE STIATE BENE VOI ...
A BOLOGNA, QUANDO QUALCUNO STA BENE AGLI OCCHI DEGLI ALTRI, SI USA DIRE :
" STAI BENE TE ... " !!!
:-)

ZN HA DETTO ...
Tu sostieni: “NON CONOSCI LA MALATTIA MENTALE...”
Io ti rispondo: Non mi metterò in competizione con te, per dimostrarti che invece ne so anche “troppo” di malattie mentali, più di quanto tu possa immaginare.
Ma ti dico soltanto che: non esistono menti sane e menti malate da curare.
Ma è la mente stessa LA MALATTIA.

MDD DICE ...
"Ma è la mente stessa LA MALATTIA" ... :-(
NON SIGNIFICA NULLA, E' COME LA TUA DEFINIZIONE DI NON-MENTE, COSA SIGNIFICA ??? 
SEMBRA UN DETTO ORIENTALE NEWAGE, SCUSA DAI ...
LA MALATTIA ESISTE ECCOME, SE TU HAI UN INFARTO, FIDATI CHE ESISTE, SE TU HAI UN CANCRO ALLO STOMACO, FIDATI CHE ESISTE, SE TU HAI PROBLEMI DI SCHIZOFRENIA E SOFFRI COME UN CAVALLO AL MACELLO, PERCHE' LE TUE SINAPSI SONO K.O., FIDATI CHE ESISTE LA MALATTIA, SE TU SEI DEPRESSO CHE VORRESTI UCCIDERTI E PERCEPISCI TUTTO NEGATIVO INTORNO A TE, FIDATI CHE ESISTE LA MALATTIA, SE TU HAI UN DEFICIT COGNITIVO CHE TI FA STARE MALE E NE SOFFRI PER QUESTO, FIDATI CHE ESISTE LA MALATTIA ...
SE TU INTENDI LA MALATTIA MENTALE COME PROPENSIONE CARATTERIALE, SONO DACCORDO CON TE, MA LA MALATTIA DEL "CERVELLO" O DELL' ANIMA ESISTE, ECCOME SE ESISTE, PURTROPPO !!!
O PENSI CHE L' ANIMA NON ESISTA ???

NON CAPISCO PERCHE' DEBBA SOLO ESISTERE ED ESSERE RICONOSCIUTA LA MALATTIA AL PANCREAS O AD ALTRO ORGANO, MENTRE A QUELLO PRINCIPALE, DEBBA ESSERE NEGATA TALE LEGITTIMAZIONE ...
LA FRASE " LA MENTE STESSA E' LA MALATTIA" ... E' INFINE, MOLTO PERICOLOSA, REAZIONARIA E QUALUNQUISTA, ANCHE SE COMPRENDO L' ACCEZIONE CHE TU VOLEVI DARLE ...
MA ATTENZIONE, SEMBRA UN PO' UN MONITO RELIGIOSO ASSOLUTISTA, IO POTREI USARE LA STESSA TECNICA PER ALTRA COSA E DIRTI, "CHISSENEFREGA SE ESISTE IL MALE SULLA TERRA, TANTO GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI", NELL' ALDILA', OPPURE E ANCORA, "E' INUTILE LOTTARE, TANTO E' TUTTO UN ILLUSIONE ED UNA PERDITA DI TEMPO" ...
QUESTO ANDREBBE A VANTAGGIO SOLO DEL POTERE COSTITUITO, E LA PROVA EMPIRICA MI DA RAGIONE, INFATTI I DOGMI ED I FALSI MONITI SPIRITUALI SONO STRUMENTALIZZATI DALL' ELITE, VEDI COME SE LA PASSANO IN INDIA O DOVE ESISTE UNA CULTURA PROTO-RELIGIOSA DELL' "INERZIA PERPETUA" ...
CON LA MALATTIA MENTALE E' LA STESSA IDENTICA COSA, NEGANDO TALE VALORE ALLA DEFINIZIONE, NEGHI DI FATTO ANCHE LA POSSIBILITA' DI CURARE PERSONE CHE LA SUBISCONO ...
TALE DEFINIZIONE, FAREBBE COMODO AL GOVERNO FASCISTA CHE STA TAGLIANDO I SERVIZI SOCIALI, SOTTOSCRIVEREBBERO LA TUA AFFERMAZIONE, STRUMENTALIZZANDOLA !!!
E POI POTREMMO ESTENDERLA ANCHE ALLE ALTRE MALATTIE, PERCHE' NO ???
COSI' POTREMMO TAGLIARE ULTERIORMENTE LE SPESE SANITARIE E VIVERE DI SOLO SPIRITO ...
LA MALATTIA MENTALE ESISTE E DA QUANDO E DOVE E' STATA LEGITTIMATA CON DIGNITA' AD ESISTERE ED ESSERE RAPPRESENTATA NEL CAMPO CLINICO E MEDICO, I "MATTI" NON VENGONO PIU' ELIMINATI FISICAMENTE ED OGNITANTO ANCHE CURATI, NONOSTANTE TUTTI I LIMITI E LE INCAPACITA' ODIERNE ANCORA PURTROPPO PRESENTI A LIVELLO MEDICO ...

OT ...
QUEL FASCIO-NAZI DI STEINER, DICEVA CHE GLI OPERAI NON DOVEVANO TANTO LOTTARE CONTRO IL CAPITALE, MA ESSERE COLLETTIVAMENTE FELICI DEL LORO APPORTO ALLA CAUSA, TRASCENDENDO L' ASPETTO VOLGARE DELLA PECUNIA, LORO, MENTRE CHI IL CAPITALE LO DETENEVA NO, OVVIAMENTE !!! :-)
E' QUESTA L' ABERRAZIONE DI UN ESTREMO SPIRITUALISMO, O PIU' CORRETTAMENTE, DELLA SUA STRUMENTALIZZAZIONE DA PARTE DEL SISTEMA ...
NON FATE SESSO, NON SIATE LEGATI ALLA MATERIA, POI SCOPRI CHE TUTTI I PRETI, DI NASCOSTO, SI INCULANO I RAGAZZINI ...
"AO', SO TUTTI FROSCI", DIREBBE UNA MIA CARA AMICA LESBICA ... :-)))
"TRASCENDETE, O POPOLO, IL DENARO, TRASCENDETE IL SESSO, CHE VE FREGA SE SIETE DEI PORACCI, TANTO SARETE FELICI ALTROVE, TRASCENDETE, STRINGETE LA CINGHIA, PREGATE STO CAZZO DI DIO, CHE TANTO NON ESISTE, COSI' SARETE ILLUSI E FELICI E VE LO PIAZZEREMO IN DAR CULO ..."

ZN HA DETTO ...
Tu affermi: “IO SONO PIU' TONICO SE TENGO LA MENTE OCCUPATA, SE MI FERMO VADO IN DEPRESSIONE E RIEMERGONO I DEMONI DALL' INCONSCIO ...
E' UNA BUONA TECNICA PER ALLONTANARE GLI ELEMENTALI ...
POI, RIPETO, MI DIVERTE E MI RILASSA ...”
Io ti dico: “L’unico criterio che abbiamo per sapere con certezza se a livello mentale stiamo bene oppure no, è quello di sederci in silenzio senza fare assolutamente niente, sia a livello fisico che psicologico. Se riesci a stare seduto rilassato, vigile e senza pensieri, per almeno un ora di seguito, allora è tutto OK. Ma se non ci riesci, se inizi ad agitarti, a fremere, a non riuscire a stare FERMO, IMMOBILE, PRESENTE A TE STESSO, perché magari stanno emergendo dal tuo inconscio contenuti “demoniaci” per te inaccettabili e che desideri allontanare dal tuo conscio quanto prima possibile, allora è bene che ti preoccupi, perché in te c’è qualcosa che non va.
E prima te ne prenderai cura seriamente e meglio sarà per te.
Avrai bisogno di una Catarsi molto profonda ed efficace.

MDD DICE ...
CHI TE LO DICE CHE SIA L' UNICO STRUMENTO PER CAPIRLO ???
CONOSCO UNA PERSONA CHE CI RIESCE A STARE ANCHE 6 ORE, PERCHE' CATATONICO, E DATO CHE SECONDO TE NON ESISTE LA MALATTIA MENTALE, DOVREBBE STARE ADDIRITTURA BENE, SEGUENDO LA TUA LOGICA DI RAGIONAMENTO, INVECE STA DA CAZZO E SI BLOCCA FINO A QUANDO NON ESPLODE ED HA  CRISI EPILETTICHE, PERCHE' L' ENERGIA, ANCHE QUELLA CATTIVA, DEVE FLUIRE, ESSENDO INFINITA ED ETERNA, LA SUBLIMAZIONE E' UNA BELLA SCUSA DEL PIFFERO ...
IO, AD ESEMPIO, CHE SONO UN PO' MATTO, POSSO STARE ANCHE 2 ORE FERMO IMMOBILE, SE VOGLIO, MA LA MIA MENTE, E CIOE' IO, NON SMETTE/SMETTO MAI DI PENSARE ...
ANCHE QUANDO ANNULLO I MIEI PENSIERI, PENSO AD ANNULLARLI, E "PENSANDO" ALLA STI CAZZI DI NON-MENTE, CREDO DI NON PENSARE, MA POI ANCH'IO COME ANCHE TU, FIDATI, NON FACCIO ALTRO CHE PENSARE DI NON PENSARE, ANCHE PERCHE' COME PUOI NON PENSARE SE "MEDITI" DI NON FARLO, E' UNA CONTRADDIZIONE ...
PENSO CIO' CHE, ERRONEAMENTE, VIENE DEFINITO NON-PENSIERO, SIA IN REALTA' IL MASSIMO DELLA VELOCITA' CIRCOLARE DEL PENSIERO, RAPPRESENTANDO ESSO, UNO SPIRAGLIO DEL TUTTO INFINITO ...
PUOI SMETTERE DI PENSARE CONSCIAMENTE, MA LO FARAI SEMPRE INCONSCIAMENTE ...

MA LA DOMANDA DA 1 MILIONE DI EURO E' LA SEGUENTE ...
PERCHE' MAI DOVREI, AMMESSO E NON CONCESSO IO POSSA REALMENTE ANNULLARE IL PENSIERO, SMETTERE DI PENSARE ???
PERCHE' ???
AL MASSIMO POSSO "SOSPENDERE IL MIO PENSIERO", MA DEVO PENSARE DI DESIDERARE DI FARLO, IL PENSIERO IN REALTA' NON SI FERMA MAI, SEMPLICEMENTE SI ISOLA DAI "RUMORI" FASTIDIOSI DEL MONDO CONSCIO, E TI PONE IN STANDBY, FACENDOTI CREDERE DI ANNULLARE NEVROSI E DI RICONGIUNGERTI CON IL TUTTO, MENTRE SEMPLICEMENTE SI ENTRA APPUNTO IN STANDBY, UNA VOLTA RIACCESA LA MACCHINA E NON RIELABORATO IL "LUTTO" NEVROTICO, RIAPPARIRANNO I FANTASMI CHE SI PENSAVA RIMOSSI E LA CRUDA ILLUSIONE TORNERA' PIU' FREDDA CHE MAI !!!
DIVENTA UNA SORTA DI DROGA E DI DIPENDENZA, COME UNA GINNASTICA MENTALE PER STACCARSI MOMENTANEAMENTE DAL MONDO CONSCIO ...

E' UNA FORZATURA INUTILE, PERCHE', FORTUNATAMENTE, ABBIAMO LA PARTE ONIRICA CHE SVOLGE QUESTO COMPITO, TRADUCENDO I DESIDERI RIMOSSI ED I TRAUMI, RICOLLEGANDOSI CON L' INCONSCIO COLLETTIVO E FACENDOLI FILTRARE DALLA PARTE CONSCIA AL RISVEGLIO, ATTRAVERSO RICORDI DI IMMAGINI ONIRICHE ...
SMETTERE DI PENSARE E' UN PO' COME SMETTERE DI SOGNARE, IL SOGNO E' UN PENSIERO INCONSCIO ...
ED E' IMPOSSIBILE SMETTERE DI SOGNARE, AVENDO NOI TUTTI UN INCONSCIO ED UNA PARTE CONSCIA, IL PENSIERO E' INARRESTABILE ...
E' TERRIBILE VOLER TARPARE IL NORMALE PASSAGGIO QUANTICO, E' UN IMPLOSIONE NELL' ANTIMATERIA, E' UN PO' COME NON FARE SESSO, E' UN TARPARE IL NORMALE FLUSSO ENERGETICO NATURALE ...
NB:COME AVRETE CAPITO, HO LE MIE PERPLESSITA' RIGUARDO LA MEDITAZIONE, MA SE VI FA STARE MEGLIO, PERCHE' NO ???
SONO PIU' PER IL SOVRA-PENSIERO CHE PER IL SUO EFFIMERO E FASULLO ANNULLAMENTO ...
SONO PIU' DA FUNGO ALLUCINOGENO O PER L' AYAHUASCA, QUELLO E' IL MIO OBIETTIVO ...
DE GUSTIBUS :-)

ZN HA DETTO ...
Scrivere, scopare, e suonare, non ti basterà più per “vomitare” tutto l’indigesto che ti possiede inconsciamente, e di cui tu sei l’unico responsabile.
In fine voglio anche dirti che tu confondi Contemplazione con Meditazione.
Sappi che sono due cose ben diverse.
La Mente è predisposta fondamentalmente, escludendo il suo funzionamento ordinario per associazione di idee, per le seguenti funzioni:
- Contemplazione
- Concentrazione
- Meditazione
Ti consiglio di approfondire! E buon proseguo di Esistenza.

MDD DICE ...
APPROFONDIRO' MEGLIO E SEGUIRO' IL TUO CONSIGLIO ...
MA OGNUNO DI NOI HA UNA SUA LEGITTIMA PARTE "INDIGESTA", L' AFFRONTARLA E' LO SCOPO DI QUESTA INCARNAZIONE ...
IO TI CONSIGLIO DI CONDIVIDERE I TUOI DEMONI, CONOSCENDOLI E SAPENDOCI CONVIVERE, SE IL TUO IO POSSIEDE ABBASTANZA FILTRI COME IL MIO ...
E TI CONSIGLIO DI PREFERIRE ALLA RIMOZIONE DEL NOSTRO LATO OSCURO, LA CONOSCENZA DI ESSO, MA GIA' SAPRAI COME FARE ...
A PARTE TUTTO ...
QUESTA VOGLIA DI PULIZIA MENTALE E DI PURIFICAZIONI VARIE MI E' SEMPRE STATA SUL CULO ... :-)))
GRAZIE E ALLA PROX ...

PS: NON CI SARA' UNA 4° PARTE, ANCHE PERCHE' NON SI E' PIU' PARLATO, GUARDA CASO, DELLA SESSUALITA', MA SOLO DI CAZZEGGIO FILOSOFICO ...
MA REICH FA COSI' TANTA "PAURA" A TUTTI, DA VENIR CONSIDERATO SUPERATO ED OBSOLETO ???
A QUANTO PARE SI ...
:-(

mercoledì 4 agosto 2010

MADRE VUOTO di Massimo Teodorani

MADRE VUOTO    di Massimo Teodorani

Non è forse vuoto il ventre materno in cui ci manifestiamo, per cadere, poi, nel ventre vuoto del mondo, che partorisce incessantemente tutte le forme, compresa la forma mondo stessa?
"Nel vuoto alberga l'ordine, e dall'ordine nasce la coscienza".
E' in questo modo che ce lo spiega l'astrofisico Massimo Teodorani.

Dove si situano tutti quei meccanismi di derivazione quantistica in grado di determinare coerenza e sincronicità? Sembra che tutto ciò abbia origine nel vuoto, o per la precisione in quel “vuoto subquantistico” di cui parla il filosofo e fisico ungherese Erwin Laszlo.
Il vuoto sarebbe la matrice di tutta la realtà da cui sarebbe nato l'Universo come fluttuazione quantistica. Il vuoto non è realmente vuoto ma è un ribollire di particelle, come fu provato da un importante esperimento del fisico olandese Hendrik Casimir (allievo e amico di Wolfgang Pauli) che dimostrò l'esistenza della cosiddetta “energia di punto zero”.
Sembra che il vuoto possa essere stimolato e che lì alberghino unite indissolubili sia la mente che la materia dell'universo: stimolare questo vuoto - che in sostanza rappresenta il “prana” degli orientali - significa diventare artefici del processo della creazione allo stesso modo in cui lo scultore modella la creta. E' il regno dove nascono i quanti, ovvero le particelle elementari e dove ogni particella ed essere vivente è connesso.
Esso sarebbe anche la matrice della coscienza dell'universo, e allo stesso tempo il deposito di memoria di tutto quanto accade, è accaduto o accadrà.
In altre parole tutto questo ricorda il regno mitico di Akasha di cui parlano da millenni le civiltà orientali.
Alcuni scienziati sono partiti dal vuoto per ritrovarsi nel concetto di sincronica interconnessione e unità nel tutto. Altri scienziati, come il fisico quantistico David Bohm sono approdati al cosiddetto “ordine implicato” per descrivere quel regno astratto che sta alla base di tutta la materia conosciuta e che ne costituisce la coscienza. Il fisico Marco Todeschini riprendendo e rielaborando una antica concezione cartesiana dell'Universo ha definito questo regno come “etere” mentre il fisico quantistico Wolfgang Pauli assieme allo psicologo del profondo Carl Jung hanno posto queste basi nel cosiddetto “inconscio collettivo”. C'è buona ragione di ritenere che inconscio collettivo, etere, vuoto, ordine implicato e Akasha rappresentino differenti modi di nominare esattamente lo stesso concetto che è la matrice dell'unità e sincronicità dell'Universo.

Il cosiddetto “ordine implicato”, la sorgente che dà origine al potenziale quantico, non è una esclusiva creazione nata dalle teorie ed ipotesi di David Bohm, ma può trovare un riscontro forse più concreto in un'altra deduzione - questa volta sia teorica che sperimentale - della meccanica quantistica.
Si tratta del cosiddetto “campo del punto zero”, quell'immenso oceano di energia in continua ebollizione, chiamato anche “schiuma quantistica” che il fisico olandese Hendrik Casimir riuscì a scoprire con un suo famoso esperimento in cui avvicinando due piastre a distanza molto piccola, queste andavano soggette ad una pressione anomala.
Quella pressione era causata dall'energia del vuoto, un vuoto evidentemente ricco di energia che genera fluttuazioni sotto forma di particelle virtuali, una delle quali potrebbe aver generato l'universo stesso.
E infatti la comprensione di Bohm della realtà fisica finisce per prendere in considerazione quel concetto di vuoto che viene considerato anche da altri approcci della fisica, e che costituisce il nocciolo centrale delle religioni orientali come “prana”.
Per Bohm lo spazio non rappresenta un vuoto gigante attraverso cui si muove la materia, bensì lo spazio in tutte le sue parti è tanto reale quanto la materia che si muove attraverso di esso. Lo spazio e la materia sono intimamente interconnessi.
Di fatto, calcoli effettuati su quella quantità nota come “energia di punto zero” suggeriscono che ogni singolo centimetro cubico di spazio vuoto contiene più energia di tutta la materia conosciuta nell'universo, mentre modelli attuali di fisica teorica e di cosmologia prevedono che la cosiddetta “energia oscura” provenga direttamente dal vuoto e costituisca il 73% dell'energia prodotta dall'universo. Questi risultati non erano indifferenti a Bohm, il quale trovò un collegamento tra questo immenso oceano di energia apparentemente vuoto e quel regno infinito e nascosto che lui denomina ordine implicato. L'energia che sgorga misteriosamente dal vuoto è un processo di esplicazione che proviene da un mondo implicato nascosto, iper-dimensionale e a-temporale, dove ha sede la coscienza dell'universo. Dunque il mondo implicato è la sede della creazione e l'olomovimento non è nient'altro che il processo della creazione. I processi di materia-energia del mondo esplicato in cui viviamo e i processi di informazione attiva che provengono dal mondo implicato mostrano che questi due mondi sono intimamente legati. In questa visione la coscienza stessa, quella che anche l'umanità può penetrare nella sua più intima essenza attraverso un distillato dei processi del pensiero, non è altro che il pilota della realtà.

David Bohm ha ben dimostrato dialetticamente che la realtà fisica è realmente consistente con una radicale reinterpretazione della realtà che va ben oltre la nuova fisica rivoluzionaria del primo ventesimo secolo. I fisici contemporanei possono anche ignorare il lavoro di Bohm (come molti hanno fatto), ma non possono sfuggire alle sue implicazioni.
L'approccio alla scienza di Bohm è mirato alla ricerca della verità, e proprio in questa luce, con la riformulazione del concetto di “ordine” in fisica, egli ha dischiuso le fondamenta epistemologiche della scienza, utilizzando queste sue profonde intuizioni per concepire una realtà che va penetrata seguendo un percorso “ontologico” che ha le sue basi nell'ordine implicato e nell'olomovimento.
In questa concezione, quella che veniva chiamata “epistemologia”, che è lo studio di ciò che sappiamo e di come lo sappiamo, viene interamente sostituita dalla “ontologia”, che è appunto lo studio di ciò che effettivamente esiste. Questo studio è possibile solo se il pensatore si fonde con il pensiero stesso.

Certamente l'aspetto più sconcertante del pensiero di Bohm è che l'ordine implicato non è solo una realtà iperdimensionale che governa il mondo della materia ma rappresenta la sede stessa della coscienza e di tutti i fenomeni ad essa correlati.
Siccome il mondo implicato non è altro che la “interiorità” dell'universo che interagisce direttamente con il mondo esplicato di cui siamo apparentemente passivi osservatori, la fisica di Bohm non solo contempla l'esistenza di una interiorità cosciente, un'entità intelligibile con la nuova fisica, ma anche un'interazione diretta e continua tra questa interiorità e la fase conscia dell'universo, che è quella esplicata in cui viviamo. Certamente l'ordine implicato ricorda moltissimo l' “inconscio collettivo” di Carl Jung, molto del quale non può essere reso manifesto a livello conscio.
Ad esempio, gli archetipi non possono essere direttamente appresi, ma solo sotto forma di simboli che appaiono nell'arte, nei sogni e in varie culture.
Sembra allora che l'opera di Bohm rappresenti uno sforzo per rendere intelligibile filosoficamente e (in prospettiva) scientificamente quello che Jung aveva intuito nella sua attività di psicologo analitico, uno sforzo che per altre vie aveva intrapreso anche il suo collega fisico Wolfgang Pauli, ma che Bohm sviluppa su una scala più vasta dal punto di vista concettuale.
Bohm così si ricollega al pensiero di Jung: “Estendendo il concetto di totalità all'uomo, noi vediamo che ciascun essere umano partecipa in modo inseparabile alla società e al pianeta come un tutto.
Ciò che si può ulteriormente suggerire è che una tale partecipazione si esplichi in una mente collettiva più grande, e forse alla fine in una qualche mente ancora di più vasta portata che in linea di principio sia in grado di andare indefinitamente anche oltre la specie umana come un tutto.
Ciò può essere messo in relazione con alcune delle nozioni proposte da Jung.”