venerdì 23 ottobre 2026

PIRAMIDE 1710



PIRAMIDE 1710
Esaminando l'architettura dei gruppi, la scomposizione dei ruoli appare chiara:
1. Il Nucleo Ideatore (I "Fondatori") 
Età media: 20-22 anni. Principalmente studenti universitari o giovani precari.
Profilo sociale: Ragazzi inseriti in contesti scolastici o collettivi giovanili, politicamente orientati a sinistra, ma che si dichiarano "apartitici".
Obiettivo: Creare un movimento di massa spontaneo (usando l'Articolo 17 della Costituzione sulla libertà di riunione) per protestare contro il caro-vita, l'emergenza abitativa e i salari bassi.
Tratto distintivo: Utilizzano l'Intelligenza Artificiale per creare grafiche e volantini. 
Hanno perso quasi subito il controllo della chat a causa dell'afflusso di massa, esattamente come previsto da chi doveva dirottarli.

2. La Forza d'Urto di Piazza (I "Maranza" e le Gang) 
Età media: 14-17 anni (l'80% dei fermati nelle città è minorenne).
Profilo sociale: Ragazzi di seconda e terza generazione (molti di origine marocchina o nordafricana) provenienti dai quartieri dell'hinterland e dalle periferie degradate di Milano, Torino e Bologna.
Obiettivo: Totalmente privi di ideologia politica. Vedono la piazza come un'opportunità di riscatto sociale e di appropriazione di beni materiali (scarpe, vestiti firmati, tecnologia).
Tratto distintivo: Mitizzano le rivolte delle banlieue francesi. Si muovono in piccoli gruppi flessibili e rapidi, usando la chat solo per sapere dove convergerà la folla per usarla come scudo umano contro la polizia.

3. La Regia Digitale (I Gestori dei Bot e Account Fake) 
Identità: Profili fantasma crittografati con nickname storici o provocatori (es. Antikorpo, Zankiklat).
Profilo tecnico: Programmatori e analisti digitali che non scendono in piazza, ma gestiscono l'infrastruttura informatica dal deep web. I server di rimbalzo di questi bot sono localizzati prevalentemente all'estero.
Obiettivo: Una vera e propria strategia di guerra ibrida. Iniettare nelle chat manuali di guerriglia e incitamenti al saccheggio per esasperare gli animi e destabilizzare deliberatamente l'ordine pubblico.

EFFETTO DOMINO
Cosa si nasconde davvero dietro le chat incriminate? 
O meglio, cosa bolle all'interno di quei canali digitali dei manifestanti e delle sub-chat nate con un sospetto effetto domino?
All’inizio, parliamoci chiaro, i canali nascono come moti legittimi, spontanei di collettivi e studenti. Le rivendicazioni sono giuste e sacrosante e, sinceramente, mi fa immenso piacere che le nuove generazioni sentano la necessità di scendere in piazza. Peccato che, puntuale come un orologio svizzero, scatta il piano per sporcare e per strumentalizzare il tutto. 
Entrano così in azione bot programmati e profili peculiari, veri e propri catalizzatori artificiali inviati per deviare la protesta e trasformarla in caos generalizzato, mandando deliberatamente in vacca le ragioni del dissenso. 
A questi si sommano fantomatici gruppi insurrezionalisti che, guarda caso, appaiono magicamente solo nei momenti topici. Sono dinamiche di controllo poliziesco vecchie come il mondo. Le infiltrazioni dei Servizi deviati sono un sempreverde della strategia della tensione, per dirla alla Pazienza, "verde matematico". Basta buttare un sassolino nei profili giusti, e il gioco è fatto.
Nelle chat originarie, i report parlano chiaro, non si menzionavano affatto violenza e caos. Anzi. L'impostazione era certamente molto critica e dura, ma sempre confinata nell’alveo della legittimità democratica. Poi, ad un certo punto della storia, scatta la fase due.
Arrivano simultaneamente centinaia di profili fake e bot che inneggiano alla rivolta violenta, indicando i negozi precisi da saccheggiare, le strategie di guerriglia da applicare, cosa fare, come e perché, e chi reclutare per il lavoro sporco. Da quel momento in avanti l'agenda cambia radicalmente e il sassolino diventa una frana inarrestabile.
Cui prodest? Chi beneficia davvero di questa regia? 
Giova direttamente al potere costituito – quello profondo, che prescinde dalla governance di facciata del momento. 
Giova, come ho scritto più volte, al piano di trasformazione della nostra comunità in una "democratura" compiuta. 
Giova a condizionare psicologicamente le masse per fargli accettare un sistema repressivo che, passo dopo passo, vieterà e/o svuoterà di senso le manifestazioni, gli scioperi, il dissenso in piazza. Lo stesso identico schema viene applicato con il DDL antisemitismo: un paravento normativo che serve unicamente a censurare e punire chi osa criticare il governo israeliano (gli ebrei sono solo la scusa perfetta per poter implementare questa ulteriore fascisteria).

CASUS BELLI 
A parte tutto, è assolutamente fisiologico ci siano tensioni, talvolta anche violente, durante cortei e mobilitazioni, ma quello che oggi il mainstream continua a mostrarci a reti unificate, spostando chirurgicamente il focus dalle ragioni reali delle proteste, sono i negozi saccheggiati e lasciati appositamente saccheggiare. Praticamente, le stesse riprese e gli stessi filmati ripetuti all'infinito. Serve la reazione del pubblico, serve il casus belli per far accettare alla popolazione un sistema più autoritario e un modello reazionario. 
Tutto il resto viene trattato a margine, cancellato dalla narrazione, minimizzato; viene mostrato solo il lato più gore e violento dello spettacolo.
Le manifestazioni in futuro diventeranno un simulacro imbiancato, come cartoline impolverate del mondo che fu. In fondo, i programmatori sociali devono pur dare l'illusione della democrazia al popolo bue, ma tutto ciò che esprimerà vero dissenso antisistema, poco alla volta, un passo alla volta, verrà sempre più compresso e criminalizzato. 
Verrà il giorno in cui il sistema si arroccherà nel suo castello oramai fatiscente – e già oggi in parte succede – ma siamo solo all'inizio di questo percorso dispotico.
Non serve a nulla fare l'ennesimo editto securitario: esistono già i codici per punire chi devasta negozi o ruba beni di consumo. 
Serve però, da parte del potere costituito, concentrarsi proprio e solo su quello, in modo da cancellare ogni rivendicazione politica e poter successivamente implementare un modello più autocratico. L'ennesima distrazione di massa. Un sistema di controllo totale che sarà salutato dai benpensanti come giusto e sacrosanto. Questo è il vero e unico scopo di tutta questa operazione psicologica.

INFILTRAZIONE 2.0
L'infiltrazione nell'epoca digitale non necessita più – o non necessita solo – di agenti provocatori in carne e ossa; da oggi la manipolazione si fa direttamente nelle chat, attirando potenziali candidati del disordine da ogni latitudine del web e della società. 
Questi si sentiranno legittimati a fare cose che da soli non avrebbero mai avuto il coraggio di fare, almeno a questi livelli e in modo così miliziano, anche se apparentemente spontaneo. 
Il livello superiore conta proprio sul fatto di avere a disposizione un esercito di disperati, gli ultimi della classe, il cui unico orizzonte cognitivo è rubare una felpa o un paio di scarpe griffate. Però l'operazione di ingegneria sociale, per funzionare matematicamente, necessita di quel famoso sassolino lanciato giù dalla montagna che andrà a creare le premesse perfette per destabilizzare dall'interno le proteste contro questo governo spaventoso.
Infatti, già da oggi molti collettivi studenteschi hanno capito l'antifona e hanno detto che non parteciperanno alle prossime mobilitazioni per non essere strumentalizzati.

MORALE DELLA FAVOLA
Quindi, se non siete politici navigati protetti dall'alto ma semplici cittadini, evitate di rubare costosi profumi per la vostra amata/o, perché se vi beccano non potrete certo dire: LEI NON SA CHI SONO IO... 
Di certo non potete permettervi il lusso di fare una manifestazione non autorizzata, come quella del tristemente noto GIOVEDI' NERO del '73, dove addirittura si lanciavano bombe a mano e dove morì tragicamente un giovane poliziotto, oltre a provocare 12 feriti, rischiando di fare una strage. Guarda caso, alcuni camerati che parteciparono a quella contro-manifestazione non autorizzata e criminale, pur non essendo implicati nell'attentato terroristico direttamente, sono diventati famosi politici e oggi, dai loro scranni, fanno la morale sui saccheggi avvenuti. Gli esempi storici di questo sdoppiamento sono tanti. 
Voi giovani manifestanti, mi raccomando, non imitate mai e poi mai i vostri detrattori, accontentatevi, male che vada, di qualche capo di abbigliamento. Non cadete più nel tranello della provocazione, dello scontro fine a se stesso, nella tentazione della violenza gratuita.
Siate più saggi, più intelligenti e realmente rivoluzionari dei vostri più noti predecessori.

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