giovedì 28 marzo 2013

LE CORNA DEL PAPA NERO, MONARCA UNIVERSALE !!!

 


Smokescreens (1983), Capitolo 10
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com


Vi ricordate quando il Papa è venuto negli Stati Uniti? E i suoi rimproveri per la nostra mancanza di misericordia? E che dovremmo lasciare ai poveri quello che abbiamo? Noi siamo una nazione ricca. E allora, non ricordiamo il grande terremoto che è avvenuto nel 1980 in Italia? Mi ricordo di quando il Papa andò in quest'area in rovina, si avvicinò al capezzale di un povero insignificante uomo italiano ferito e quindi gli posò benevolmente la mano sulla testa e si fece il segno della croce, benedisse l'uomo e si allontanò.

Giovanni Paolo II "Pellegrinaggio della Fede"
E i telegiornali ci raccontarono della devastazione. E poi tagliarono verso gli Stati Uniti e il senatore Kennedy, mentre guardava la telecamera con occhi tristi, disse:"Oh, noi americani, presi dalla misericordia dovremmo inviare almeno 45 milioni di dollari per questo paese devastato in modo da poterlo ricostruire." Ricordate questo? Ora fatemi leggere qualcosa da THE VATICAN BILLIONS di Avro Manhattan, penso che impazzirete come lo sono io adesso. Voglio portare la vostra attenzione sul fatto che queste informazioni furono pubblicate 10 anni fa, e le cifre sono probabilmente ancora più sorprendenti oggi.(si parla del 1983, anno si pubblicazione del libro, ma la stessa affermazione vale anche per il 2011, perché non ci sembra che sia cambiato molto da allora, n.d.t.)
"Il Vaticano ha grandi investimenti con i Rothschild in Gran Bretagna, Francia e America; con la Hambros Bank, con la Credit Suisse di Londra e Zurigo. Negli Stati Uniti ha grossi investimenti con la Banca Morgan, la Chase Manhattan Bank, la First National Bank di New York, la Bankers Trust Company e altre. Il Vaticano ha miliardi di azioni delle società internazionali più potenti come Gulf Oil, Shell, General Motors, Bethlehem Steel, General Electric, International Business Machines, TWA, ecc. e, ad una stima prudenziale, questi ammontano a più di 500 milioni di dollari nei soli Stati Uniti."
"In una dichiarazione pubblicata in connessione con un prospetto obbligazionario, l'arcidiocesi di Boston elencava il suo attivo a Seicentotrentacinque milioni di dollari ($635,891,004), cioè 9,9 volte le sue passività. Questo lasciava un patrimonio netto di Cinquecentosettantuno milioni di dollari ($571,704,953). Non è difficile scoprire la ricchezza veramente sorprendente della Chiesa, una volta che aggiungiamo le ricchezze delle 28 arcidiocesi e delle 122 diocesi degli Stati Uniti, diverse delle quali sono ricche tanto quanto quella di Boston."
"Qualche stima sul patrimonio immobiliare e su altre forme di ricchezza controllate dalla Chiesa Cattolica può essere raccolta dal commento di un membro della Conferenza Cattolica di New York, vale a dire 'che la sua chiesa probabilmente si classifica seconda solo al Governo degli Stati Uniti negli acquisti totali annui'.
Un'altra affermazione a diffusione nazionale fatta da un prete cattolico, forse è ancora più significativa. 'La Chiesa Cattolica' egli disse, 'deve essere la più grande corporation negli Stati Uniti. Abbiamo una filiale in ogni quartiere. Il nostro patrimonio immobiliare e le partecipazioni devono superare quelle di Standard Oil, A.T.&T. e U.S Steel messe insieme. E il nostro elenco di membri che devono rimborsarci i debiti deve essere secondo solo ai rotoli fiscali del Governo degli Stati Uniti."

"La Chiesa Cattolica, una volta che sono stati messi insieme tutti i suoi patrimoni, è l'agente di borsa più formidabile del mondo. Il Vaticano, indipendentemente dal papa che vi si insedia, si è orientato sempre più verso gli Stati Uniti. Il Wall Street Journal ha detto che gli affari del Vaticano nei soli Stati Uniti erano così grandi che spesso esso ha comprato e venduto oro in lotti di milioni di dollari o più in una sola volta."
"Il World Magazine delle Nazioni Unite ha stimato a diversi miliardi di dollari l'ammontare del tesoro in oro massiccio del Vaticano. Una gran massa di questo viene depositato in lingotti d'oro nella Federal Reserve Bank, mentre le banche di Svizzera e Inghilterra detengono il resto. Ma questa è solo una piccola parte delle ricchezze del Vaticano che, nei soli Stati Uniti, è superiore a quella delle cinque più ricche e giganti corporation del paese. Quando a ciò aggiungiamo tutto il patrimonio immobiliare, le proprietà, i titoli e le azioni all'estero, allora l'impressionante ricchezza della Chiesa Cattolica diventa così formidabile da sfidare qualsiasi valutazione razionale."

L'oscena ostentazione della ricchezza vaticana

"La Chiesa Cattolica è la più grande potenza finanziaria, accumulatrice di ricchezza e di proprietà che sia mai esistita. Possiede ricchezze materiali più di ogni altra singola istituzione, corporation, banca, cartello gigante, governo o stato nel mondo intero. Il papa, come capo visibile di questo ammassamento di ricchezza, di conseguenza, è il più ricco individuo del XX secolo. Nessuno può realisticamente valutare quanto egli vale, in termini di miliardi di dollari."E ripenso a quel Papa, l'uomo più ricco del pianeta, che mise la mano sulla testa a quel povero insignificante uomo italiano che giaceva in quelle macerie dicendogli:"Dio ti benedica", e se ne andò via lasciandolo li da solo. Quanta dev'essere alta l'ipocrisia. E poi il Senatore Kennedy, il papa boy degli Stati Uniti fa il grande passo verso il popolo degli Stati Uniti pagando il conto per riparare quel villaggio devastato, che sta proprio nel cortile del Papa. Che bel gesto!

link articolo originale:http://www.chick.com/reading/books/153/153_10.asp
Potrebbe essere utile anche la lettura di questo libro: L'oro del Vaticano
Su Amazon il libro è introdotto così:
"Nel corso dei secoli, le proprietà della Santa Sede si sono accumulate fino a formare un vero e proprio tesoro. Ben lontani dallo spirito apostolico e dallo spirito di umiltà e povertà raccomandato da Cristo, i rappresentanti di Dio in terra hanno edificato una complessa amministrazione per preservare, accrescere e controllare immobili, opere d'arte, monumenti, ori e denari. Vi sono le tombe faraoniche in marmo e oro di cardinali e papi, le decorazioni inestimabili di altari e volte, le collezioni di quadri, statue e preziosi esposte nei Musei Vaticani, nel Museo Lateranense e in altre collezioni della Santa Sede, i sigilli d'oro custoditi nell'Archivio Segreto e i tesori della Biblioteca. C'è il denaro accumulato dallo Stato Pontificio dalle origini al 1870, e poi la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell'APSA e i capitali custoditi nelle Isole Cayman, un autentico Fort Knox fuori da ogni legge. Inoltre le prelature come l'Opus Dei, solo teoricamente autonome dalla Santa Sede, in realtà costituiscono una fonte ulteriore di ricchezza. Gli scandali, le rivelazioni e i sospetti su questo patrimonio immenso sono sotto gli occhi di tutti e alla ribalta delle cronache più recenti. Forse è arrivato il momento di fare i conti in tasca al Vaticano."
Un libro di Verbitsky inchioda il futuro pontefice. Spediva all'Esma i preti antifascisti di Checchino Antonini

Già all'indomani del conclave che elesse Ratzinger, Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, tra i più votati anche allora, venne accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone. Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L'isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky. Stella Spinelli, su Peacereporter, ne scrisse già all'epoca.
Nei primi anni 70, Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Nel febbraio del '76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati: li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all'allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l'autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera per la strage. Per i due si spalancò per sei mesi l'orrore della Scuola di meccanica della marina (Esma), poi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano. In quella scuola, in quei giorni, il Nunzio apostolico Pio Laghi giocava a tennis con i capi dei torturatori come hanno più volte denunciato le Madres de la plaza de Mayo.
Bergoglio si difese spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia ma, dagli archivi del ministero degli Esteri, sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti. Nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell'Argentina delle torture. Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l'istanza fu respinta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell'Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c'è scritto: "Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell'Esma". La fonte di queste informazioni su Jalics era proprio il Superiore provinciale, Bergoglio. In un altro documento si dice che: "Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la Compagnia Argentina non ha fatto pulizia al suo interno. I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall'esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase" (Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9).

"Non ebbi mai modo di etichettarli come guerriglieri o comunisti - dichiarò il futuro papa a Verbitsky - tra l'altro perché non ho mai creduto che lo fossero", peccato che padre Orlando Yorio, morto nel 2000 in Uruguay e mai ripresosi dalle torture nell'Esma, raccontò il suo arrivo a Roma dopo la partenza dall'Argentina: "Padre Gavigna, segretario generale dei gesuiti, mi aprì gli occhi. Era un colombiano che aveva vissuto in Argentina e mi conosceva bene. Mi riferì che l'ambasciatore argentino presso la Santa Sede lo aveva informato che secondo il governo eravamo stati catturati dalle Forze armate perché i nostri superiori ecclesiastici lo avevano informato che almeno uno di noi era un guerrigliero. Chiesi a Gavigna di mettermelo per iscritto e lo fece". Bergoglio, durante la dittatura militare, era nella Guardia di ferro, un'organizzazione della destra peronista, che ha lo stesso nome di una formazione rumena nazistoide, quelli di Codreanu. "Io non conosco casi moderni di vescovi che abbiano avuto una partecipazione politica così esplicita come è stata quella di Bergoglio - scrisse Verbitsky - Lui agisce con il tipico stile di un politico. È in relazione costante con il mondo politico, ha persino incontri costanti con ministri del governo».
Da presidente dei vescovi argentini, molti anni dopo, Berglglio ha spinto la Chiesa argentina a pubblicare una sorta di mea culpa in occasione del 30esimo anniversario del colpo di Stato, nel 2006. "Ricordare il passato per costruire saggiamente il presente" era il titolo della missiva apostolica».

Habemus Gesuitam!
Il mese scorso (http://scienzamarcia.blogspot.com/2013/02/il-papa-abdica-colpo-di-stato-in.html) prevedevo l'elezione di un papa fortissimaente legato ai poteri gesuitivci e massonici; niente di meglio quindi di un papa gesuita.

Non fatevi ingannare dal fatto che costui venga presentato come un uomo umile dalla parte dei poveri (ho sentito il servizio del Tele Giornale e vi giuro, lo presentavano come se fosse un santo dei tempi moderni). Anche Obama del resto ci veniva presentato come un presidente dalla parte degli ultimi, degli umili, degli oppressi, mentre ha continuato a fare guerre per ogni dove ed ha spinto l'acceleratore sui progetti più nefasti.
C'è poi da far notare la data dell'elezione (avenuta in tempi rapidi, anche perché costui per poco non era stato eletto Papa 8 anni fa): 13 03 2013. Un fiorire di 13, il numero massonico per eccellenza, ed anche la somma di tutte le cifre è 1+3+3+2+1+3=13.
Del resto su questo Francesco I pesano pesanti ombre.
"Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, nel 2005, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone".Scriveva così in un suo articolo il famoso prete 'no global' Don Vitaliano della Sala.
Infatti come leggiamo su fanpage.it

“A due giorni dall'inizio del Conclave, una notizia scuote l'Argentina perché tocca proprio il cardinale di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, uno dei più quotati tra i 115 elettori per diventare il nuovo Papa. Il quotidiano messicano ”La Cronica de Hoy” riferisce che contro Bergoglio è stata presentata una denuncia per presunta complicità nel sequestro di due missionari gesuiti il 23 maggio del 1976, durante la dittatura. La denuncia è stata presentata dall'avvocato e portavoce delle organizzazioni di difesa dei diritti umani in Argentina, Marcelo Parilli, che ha chiesto al giudice Norberto Oyarbide di indagare sul ruolo di Bergoglio nella sparizione dei due religiosi a opera della marina militare”.

La news di quasi 8 anni fa è tornata a fare capolinoun secondo dopo la nomina di Bergoglio come nuovo Papa e, soprattutto tra gli osservatori più attenti, non sono tardate arrivare pesanti critiche. Come mai? “Colpa” non solo della notizia di agenzia ma anche di un libro, intitolato L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, scritto dal giornalista Horacio Verbitsky, uno dei principali esperti del movimento argentino per la difesa dei diritti umani, uomo che dopo il golpe militare del 1976 ad opera del dittatore Jorge Rafael Videla entrò a far parte di un'agenzia clandestina che diffuse le prime informazioni sui campi di concentramento del regime e sulle atrocità che causarono oltre 30mila tra morti e torturati.

Chiesa e Religione : E' arrivato il papa double-face
Della scelta di Bergoglio al soglio pontificio non stupisce tanto la nazionalità - ormai all'idea di un papa internazionale ci siamo abituati - quanto il fatto che sia un gesuita.
E' infatti il primo in assoluto nella storia a diventare papa, e questa non è certo una casualità.
Fin dalla fondazione dell'ordine, da parte di Ignazio di Loyola, i gesuiti hanno sempre presentato un doppio volto nei loro rapporti con il Vaticano.
Da una parte i primi gesuiti erano i "soldati di Gesù" che andavano in tutt'Europa a combattere il protestantesimo insorgente, nel tentativo di restaurare il potere di Roma durante la controriforma.
Dall'altra però criticavano la lassitudine e la corruzione in cui era caduto il clero romano negli ultimi secoli, chiedevano una più stretta aderenza alle sacre scritture, si auguravano una maggiore preparazione culturale nei vertici della Chiesa, e predicavano una povertà e un'umiltà che ormai in Vaticano erano del tutto sconosciute. E' infatti curioso che nessun papa, dal 1200 ad oggi, avesse mai pensato di chiamarsi "Francesco".
I gesuiti hanno anche il grande merito di aver fatto da ponte culturale fra l'Occidente e l'Oriente, nel periodo delle prime esplorazioni del continente asiatico. Se non fosse stato per loro, Cina e Giappone non avrebbero saputo quasi nulla di noi, ...
e noi avremmo saputo ancora meno di loro, per almeno un altro secolo. (Furono i gesuiti a portare dalla Cina l'idea degli occhiali che appoggiano con la bacchetta sulle orecchie, quando noi per tre secoli abbiamo continuato a cercare di pinzarli goffamente sopra il naso, oppure di reggerli davanti agli occhi con un apposito bastoncino).

Ma è soprattutto in Sudamerica che i gesuiti hanno lasciato la traccia più profonda nel loro operato. E anche questa traccia, purtroppo, ha due volti diversi e contrapposti. Da una parte, i gesuiti hanno sempre cercato di proteggere le popolazioni locali dagli abusi e la tentativi di schiavizzazione da parte dei latifondisti. Il culmine di questa loro filosofia venne raggiunto negli anni '70, quando la teologia della liberazione, da loro predicata, sembrò poter diventare il nuovo vangelo sociale per le grandi masse di sfruttati in tutto il continente.
Ma c'è anche il lato oscuro della Chiesa, che in Cile e in Argentina ha collaborato attivamente con la repressione militare degli anni 70, non mancando di coinvolgere, a quanto pare, gli stessi vertici gesuiti.
Fu proprio Jorge Bergoglio, il papa eletto poche ore fa, ad essere accusato di aver consegnato alle squadre della morte alcuni preti gesuiti da loro ricercati. Era il periodo dei desaparecidos, iniziato subito dopo golpe argentino del '76, nel quale oltre 5000 oppositori del regime vennero rapiti dai militari e fatti scomparire nel nulla.
Si sarebbe poi saputo che questi oppositori venivano rinchiusi nei sotterranei della famigerata ESMA, l'accademia della marina militare di Buenos Aires, trasformata per l'occasione in un vero e proprio campo di concentramento. Qui gli oppositori venivano direttamente uccisi dai militari, oppure venivano caricati su aerei ed elicotteri, e venivano gettati in mare ancora vivi.
Due preti che riuscirono a sopravvivere, Orlando Yorio e Franz Jalics, accusarono in seguito il loro superiore, Jorge Bergoglio, di averli consegnati ai militari. Bergoglio ha sempre raccontato di essersi adoperato per la loro liberazione, ma non ha mai saputo spiegare perché non sia stato in grado di proteggerli dall'arresto dei militari in primo luogo. Sarebbe bastata una sua parola, e nessuno li avrebbe mai toccati. La vicenda, che fece molto scalpore in Argentina, è stata raccontata nel dettaglio da Horacio Verbitsky nel suo libro "El Silencio: de Paulo VI a Bergoglio: las relaciones secretas de la Iglesia con la ESMA".
Insomma, gira e rigira, sembra che sia impossibile trovare fra i cardinali qualcuno che non si tiri dietro un passato pieno di ombre e di ambiguità. O forse questi cardinali ci sono, ma nessuno ha davvero voglia di eleggerli al papato.

GESUITI E MASSONERIA: INTELLIGENZE A CONFRONTO
tratto da: http://www.ritosimbolico.net
di
Ottavio Gallego

Negli ultimi 20-25 anni diversi Gesuiti si sono interessati in senso positivo alla Massoneria, hanno partecipato a dibattiti pubblici, a convegni organizzati dal Grande Oriente d'Italia, hanno scritto articoli e libri sul pensiero filosofico e sulla storia della Massoneria: in altre parole, sono stati gli unici ecclesiastici che, nonostante gli anatemi e le varie scomuniche della Chiesa di Roma nei confronti dell'Istituzione massonica, hanno cercato di capirne, finendo molto spesso per condividerla, l'impostazione filosofica.
Scrive il Gesuita Prof. Dr. Josè Antonio Ferrer Benimeli ordinario di Storia Contemporanea nell'Università spagnola di Saragozza: "La Massoneria del secolo dei Lumi- lasciando da parte le deviazioni e gli errori propri di qualunque organizzazione raggiunta grande diffusione- appare come una riunione, al di sopra delle divisioni politiche e religiose del momento, di uomini che credono in Dio, rispettano la morale naturale e desiderano conoscersi, aiutarsi e lavorare insieme, malgrado le differenze di rango sociale, la diversità di fede religiosa e della loro appartenenza a confessioni o partiti più o meno contrapposti. Senza dubbio, la Chiesa romana, seguendo l'esempio di tanti governi europei, perseguitò questa associazione in accordo con la legislazione dell'epoca, aggiungendo alle pene civili quelle ecclesiastiche per una condotta che a quel tempo costituiva sospetto di eresia e che, invece, ai nostri giorni la Chiesa stessa chiama ecumenismo. Dovettero trascorrere ben due secoli perché la Chiesa superasse una situazione che, fortunatamente, appartiene ormai al passato e tante lezioni offre oggi a noi storici alla ricerca della comprensione e dell'unione tra tutti gli uomini che formano la Cattedrale della fraternità dell'Universo: l'Umanità 1"
A questo punto viene spontanea la domanda: cosa ha spinto la Compagnia di Gesù a cambiare idea e ad avvicinarsi ad una Istituzione che sin dal suo nascere aveva sempre combattuto con tutti mezzi? Se ripercorriamo, anche per sommi capi- dato il carattere di questo scritto che è solo una relazione sommaria-, la storia di queste due Istituzioni, si troveranno dei punti di contatto che hanno permesso in questo ultimo quarto di secolo un riavvicinamento, o quantomeno un dialogo, fra due entità che sembravano destinate a combattersi in eterno.
Il primo fatto da prendere in considerazione è come siamo arrivati alla nascita di queste due Istituzioni e, attraverso l'evoluzione nel tempo, se ancora oggi restano validi quei principi etici, morali, religiosi che portarono al loro sorgere.

LA COMPAGNIA DI GESU'
Scrive Malachi Martin: "... non bisogna considerare l'Ordine religioso dei gesuiti un'organizzazione umana come tante altre. Tanti altri organismi del genere hanno avuto il loro momento di gloria, per poi declinare, fossilizzarsi e infine scomparire. La Compagnia di Gesù fu fondata nel 1540 da un oscuro basco chiamato Iñigo de Loyola, meglio noto con il nome di Ignatius de Loyola. Non si possono mettere i gesuiti di Iñigo sullo stesso piano di altre organizzazioni per il semplice motivo che nessun altra organizzazione a noi nota ha potuto competere con i gesuiti per gli immensi servizi resi alla famiglia umana, al di là di ciò che hanno fatto in favore del popolo e della Chiesa cattolica 2".
Dice Antonio Santoni Rugiu: ".... il Collegio, destinato alla formazione dei gesuiti, ma anche a quella dei laici, fu una delle più importanti invenzioni della Compagnia: in esso gli <scolastici> ossia gli allievi, dovevano apprendere innanzi tutto la <abnegazione di se stessi>, l'annullamento del proprio temperamento e la rinuncia a personali scelte, e acquisire poi gli strumenti di comportamento e di comunicazione che servissero meglio gli scopi <moderni> della Compagnia 3".
L'Ordine aveva quindi delle caratteristiche militari, sia nella forma che nella disciplina: "il primo requisito era infatti l'obbedienza, che doveva essere cieca e assoluta (perinde ac cadaver, con la remissività di un cadavere), proprio come quella di un soldato in battaglia 4". Sembra che Lenin, alla fine della sua vita, affermasse che se avesse avuto con sè dodici uomini simili ai primi gesuiti il comunismo avrebbe conquistato il mondo.
Per la "maggior gloria di Dio" erano i difensori degli interessi della Chiesa, erano "gli uomini del Papa"; aveva detto Ignazio di Loyola: "Più il vostro lavoro è universale, più diventa religioso". La Compagnia comprese ed assolse sino agli estremi il proprio compito: i gesuiti dilagarono in tutto il mondo, si immersero nei più svariati tipi di società, da quelle primitive a quelle più evolute, si adattarono a tutti i costumi, subirono i più svariati e atroci tipi di martirio, così convinti di dover adempiere in ogni modo la missione loro affidata, che essi stessi non indietreggiarono di fronte a niente guadagnandosi una cattiva fama, che l'uomo della strada conosce molto più di quelli che sono stati e sono tuttora i meriti della Compagnia nel campo della cultura e della scienza più che in quello religioso.
Ma addirittura in pubblicazioni scientifiche come in alcuni dizionari, il Webster's Third New International Dictionary, il dizionario di Dornseif, dopo aver dato la definizione di base di Gesuita come membro dell'Ordine, si danno significati negativi come: "di chi è dedito all'intrigo o al sotterfugio; di persona astuta; di doppio, falso, insidioso, simulatore, perfido...insincero, disonorevole, disonesto, che non dice il vero 5". E nel colorito linguaggio della gente di Roma il Padre Generale dell'Ordine trovò una definizione che tuttora lo accompagna: il Papa nero, definizione che diventò emblematica quando incominciarono i contrasti con il Pontefice romano.

Iñigo aveva scritto: "Speriamo che l'ostilità del mondo non lasci mai in pace troppo a lungo l'Ordine". Ed è stato esaudito. Gli uomini del Papa fecero guerra a Lutero, Calvino e a tutte le Chiese protestanti. Scrive M. Martin: "I gesuiti portarono la guerra all'interno dei territori di questi nemici del Papa. Affrontarono controversie pubbliche, discussero nelle Università protestanti, predicarono nei crocicchi e nei mercati. Si rivolsero ai consigli municipali, cercarono consigli della Chiesa. Si infiltrarono nei territori ostili travestiti, si mossero nella clandestinità. Erano dappertutto, con la loro intelligenza, il loro acume, il loro sarcasmo, la loro cultura e la loro pietà. Il loro tema costante:<Il Vescovo di Roma è il successore di Pietro, l'apostolo su cui Cristo ha fondato la sua Chiesa... Questa Chiesa è una gerarchia di Vescovi in comunione al Vescovo di Roma... Ogni altra associazione ecclesiastica è un'indecente eresia, figlia di Satana...>. In altre parole, nessuno poteva ignorare i gesuiti; tutti sapevano che erano campioni incrollabili di quella autorità e di quella supremazia 6".
Per più di duecento anni ebbero in Europa il monopolio dell'educazione. Dice Santoni Rugiu: "Il Collegio non nasce con i gesuiti... Ma il Collegio gesuitico era non solo una istituzione ben più ampia e diffusa ..., soprattutto sfruttava fino in fondo la condizione di vita collegiale come <comunità educativa>, diremmo oggi. Che le regole di vita, e quindi i modi formativi, fossero per molti aspetti lontane e opposte alla nostra idea di libertà e di laicismo pedagogico, non toglie nulla alla realtà storica che il successo dei gesuiti, prima che al curriculum didattico, fu dovuto all'organizzazione complessiva dei loro strumenti formativi e anche al fatto- certo non trascurabile, anzi- che nei paesi cattolici i fini generali del loro insegnamento concordavano benissimo con quelli della classe dominante...... 7".
"Al culmine della loro storia" - dice Martin - "duecento anni dopo la fondazione, i gesuiti ebbero un ruolo formativo e decisivo nell'educazione e nelle scienze praticamente di tutti i paesi dell'Europa e dell'America Latina. Giocarono un ruolo in ogni alleanza politica in Europa, ebbero una posizione influente in ogni governo, un posto di consigliere presso ogni grand'uomo e ogni donna potente. Il primo occidentale a frequentare la corte del Gran Mogol fu un gesuita. Sempre un gesuita fu il primo a essere dichiarato mandarino nel palazzo dell'Imperatore di Pechino....... La lista dei grandi che hanno frequentato i gesuiti potrebbe continuare per pagine e pagine. Essi stilarono trattati, negoziarono paci, fecero da mediatori fra nazioni in armi, combinarono matrimoni reali, partirono per pericolose missioni di salvataggio, vissero dove non erano bene accolti come agenti segreti della Santa Sede 8".
Tutte queste manifestazioni di potenza fecero sì che nel 1773 Clemente XIV decidesse di abolire la Compagnia di Gesù; di conseguenza sciolse i ventitremila gesuiti, fece incarcerare il Padre Generale ed i suoi consiglieri, abbandonò al loro destino i missionari sparsi nel mondo, giustificando questo atto con le seguenti parole:"Le ragioni le teniamo chiuse nel Nostro minuscolo cuore."
Una frase simile l'aveva adottata alcuni anni prima Carlo III di Spagna (1759-1788) che nel decreto per la esecuzione dell'"Espulsione dei regolari della Compagnia di Gesù" aggiungeva: "e per molte altre (ragioni) urgenti, giuste e necessarie, che racchiudo nel mio animo Regale 9".

Ma non è tutto. Anche Clemente XII nella costituzione apostolica "In eminenti" del 26 aprile 1738 (prima bolla papale di scomunica della Massoneria) "..in mancanza di prove concrete o di motivazioni atte ad avvalorare crimini o delitti proporzionali a così severa condanna... con il ricorso al sospetto o alla supposizione quale argomento supremo col quale, in verità, non si fa altro che mettere in evidenza l'incredibile livello di ignoranza circa l'oggetto della condanna .." conclude con il famoso motivo segreto: "E per altre ragioni giuste e ragionevoli conosciute da Noi soli 10".
Ma torniamo alla Compagnia di Gesù che Papa Pio VII nel 1814 decise di far risorgere perchè aveva bisogno dei gesuiti: non va dimenticato che nel 1814 si aprì il "Congresso di Vienna" il cui obiettivo principale fu la Restaurazione. E gli "uomini del Papa" in pochissimo tempo tornarono all'antico splendore. Dice M. Martin:"I gesuiti resuscitati ricominciarono da capo, con zelo rinnovato e si prodigarono in uomini e fatica per assicurare che il Primo Concilio Vaticano proclamasse nel 1860 che l'infallibilità del Papa era un articolo di fede e un dogma rivelato. La loro opera fu così efficace e così odiosa per tanti, che valse ai gesuiti un nuovo epiteto; furono chiamati <ultramontani>, coloro che appoggiavano l'odioso Vescovo che viveva a Roma oltre le montagne (le Alpi) 11".
E Martin prosegue: "Con la vita e con la morte, i gesuiti scrissero la propria storia come <gli uomini del Papa>.... come padre Walter Ciszeck finito a languire per diciassette anni nel Gulag sovietico;... o padre Augustin Bea, che percorse in lungo e in largo l'Unione Sovietica del tempo di Stalin per raccogliere un quadro accurato per la Santa Sede; o padre Tacchi Venturi, promotore dei negoziati tra Mussolini e papa Pio XI...... In realtà, ciò che li fece agire a grande distanza di spazio e di tempo fu il favoloso attaccamento all'obbedienza, consacrato da un voto speciale: che ogni loro impresa sarebbe stata all'insegna dell'obbedienza al Papa.... L'ampiezza di vedute continuò ad evolversi fino a che i gesuiti raggiunsero il momento di massima fioritura nella prima metà del ventesimo secolo. Grazie ai loro sforzi, ebbe luogo uno pseudo rinascimento del cattolicesimo sociale e culturale, che rese possibile ai cattolici di essere scienziati, tecnologi, psicologi, sociologi, politologi, capi politici, artisti, studiosi, rimanendo se stessi anche nelle branche più nuove del sapere, sempre in grado di conciliare tutto con una convinzione solida come la roccia 12".
Fino al 1965 la Compagnia non aveva mai deviato da questa missione. Ma con la chiusura dell'ultima delle quattro sessioni del Concilio Vaticano II avvenne ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare. Dice M. Martin: "Pedro de Arrupe y Gondra fu eletto ventisettesimo padre generale dei gesuiti. Sotto la guida di Arrupe e nelle aspettative di un cambiamento autorizzato dal Concilio, la visione di natura antipapale e socio-politica che era maturata di nascosto per più di un secolo fu accolta dalla Compagnia in quanto organizzazione. Il repentino cambiamento non fu casuale, ma un atto deliberato, al quale Arrupe, come padre generale, fornì una guida ispirata ed entusiasta.
Ma ci vuole del tempo prima che il modo di considerare una grande istituzione religiosa cambi. La reputazione che la Compagnia si era guadagnata nei secoli era il migliore paravento dietro il quale costruire una Compagnia molto diversa, come quella che si è venuta a creare negli ultimi vent'anni. In effetti la storia, la storia gloriosa della Compagnia fece sì che i fatti attuali risultassero invisibili e che i nuovi capi potessero presentare il nuovo atteggiamento verso il mondo come l'estrema e migliore espressione della spiritualità e della lealtà ignaziane.

Per la grande massa dei cattolici, sia laici che ecclesiastici, era impensabile che proprio i gesuiti potessero diffondere una nuova idea della Chiesa; o che muovessero guerra non a un solo Papa, ma addirittura a tre, denigrandoli, ingannandoli, disubbidendo loro, aspettando la morte di ciascuno con la speranza che il prossimo avrebbe lasciato loro mano libera.
Inevitabilmente, la guerra dei gesuiti contro il papato è venuta alla luce durante il pontificato di Karol Wojtyla. Quest'uomo carismatico e ostinato giunse al soglio pontificio con l'esperienza diretta del marxismo in Polonia... Dal momento dell'elezione, fu chiaro che Giovanni Paolo II avrebbe incontrato l'opposizione di molti membri della burocrazia vaticana che aveva ereditato. Ciò che fu meno chiaro, anche per i consumati osservatori vaticani, era che anche i gesuiti avrebbero sfidato la sua autorità in materia politica.
Niente di ciò che Giovanni Paolo II ha tentato dal momento in cui è arrivato alla cattedra di S. Pietro nel 1978 è servito a dissipare o almeno ad attenuare l'opposizione gesuita 13".
Fin qui si è cercato, attingendo a fonti sicuramente insospettabili, di delineare per sommi capi quella che è stata la storia della Compagnia di Gesù, sottolineando in particolare quelle attitudini e quei condizionamenti che hanno determinato nei gesuiti una particolare forma mentis che ha da sempre improntato il loro modo di agire.
Ma l'osservazione preliminare, che dovrebbe portare ad una qualche conclusione, era che al giorno d'oggi, e probabilmente anche in passato, la lotta dei gesuiti contro tutto e contro tutti sembra essersi arrestata di fronte ad un'altra Istituzione che a sua volta ha improntato le proprie dottrine ed il proprio comportamento a difesa di certi irrinunciabili principi, sì che anch'essa è continuamente sul piede di guerra nei confronti di quei governi, sia civili che ecclesiastici, che non consentono l'espressione della piena libertà dell'uomo.
Non a caso, la Massoneria non esiste o è stata soppressa, almeno ufficialmente, in quei Paesi e in quei periodi in cui si è affermata la dittatura; e non a caso, come si è visto, i gesuiti sono stati fatti oggetto di analoghe persecuzioni là dove i loro principi in materia religiosa incontravano l'opposizione di precise norme comportamentali volte a salvaguardare questa o quella autorità.

LA MASSONERIA
Da alcuni anni gli organi di informazione pubblica - stampa e tv - non perdono occasione di attribuire alla Massoneria una deleteria influenza sulla vita economica e politica del nostro Paese, attribuendo a tale istituzione fatti e comportamenti che in realtà sono addebitabili a persone o a gruppi che con la vera Massoneria non hanno niente a che fare. E' allora legittimo chiedersi quale influenza essa abbia realmente ed abbia avuto in passato nello sviluppo culturale, morale e sociale delle Nazioni europee e del Nord America e se tale influenza sia stata dannosa o al contrario determinante per tale sviluppo.
Poichè le origini tradizionali della Massoneria si fanno risalire ad epoche anteriori alla civiltà egiziana, è necessario restringere il campo di indagine e partire dalla Massoneria cosiddetta moderna.
D'altra parte non è possibile un esame di un determinato periodo senza far cenno a quella che è stata la storia della Massoneria quale istituzione avente come scopo principale la difesa della libertà di pensiero, che in certe epoche fu possibile proprio e soltanto nelle Logge massoniche; e dovremo anche vedere come la Massoneria operativa si sia trasformata in Massoneria speculativa che è quella dell'epoca attuale.

A) LIBERTA' DI PENSIERO E SEGRETO MASSONICO
E' una delle tante contraddizioni dell'essere umano: la libertà, il più prezioso dei doni dati all'uomo dalla sua stessa natura, diventa spesso un tesoro proibito da custodire nell'ombra!
Per dimostrare questa affermazione, occorre rifarsi alle origini della Massoneria limitatamente al periodo storico, in quanto le sue origini mitiche altro non sono che la narrazione simbolica dell'evoluzione naturale dell'uomo e della sua progressiva presa di coscienza della duplicità della propria natura, dell'esistenza del divino in lui e della necessità di svilupparlo attraverso valori universali, quali la solidarietà, la tolleranza, lo spirito di pace, l'amore verso gli altri e verso il proprio SE'.
E poichè i livelli evolutivi - che niente hanno a che fare con quelli culturali - variano profondamente da individuo a individuo, ne derivava la necessità che le istituzioni preposte alla scoperta e all'utilizzazione delle potenzialità umane più elevate assumessero un carattere élitario e separessero l'insegnamento esoterico da quello exoterico, per meglio adattare l'uno e l'altro alle esigenze delle varie personalità. Non si trattava soltanto di "non dare perle ai porci" ma soprattutto di non turbare le coscienze più semplici con idee inadatte.
Va notato per inciso che ogni qualvolta la Massoneria ha assunto un atteggiamento più permissivo nell'accogliere i profani nel suo seno, lasciando che la quantità andasse a detrimento della qualità, si è verificato all'interno dell'istituzione un processo involutivo con scadimento dei valori intrinseci e perfino della ritualità. Perciò, insieme a quell'ampiezza di vedute e a quel sentimento di solidarietà universale che non fa distinzioni di razza, di censo, di professione ecc., deve essere rigorosamente mantenuta quella cautela nella selezione degli aspiranti che garantisce il mantenimento dell'istituzione stessa con le sue caratteristiche e le sue finalità.

Dunque fin dall'inizio la Massoneria si è connotata per una continuità concettuale e metodologica della tradizione esoterica, mutuando i suoi simboli ed i suoi riti dalle antiche scuole pitagoriche, platoniche, gnostiche, cabbalistiche ecc., oltre che dall'umanesimo egizio, orientale, greco, arabo, romano e così via. Ma quando l'oscurantismo del cattolicesimo dogmatico scatenò in Italia e in tutta Europa le persecuzioni contro tutti coloro che dissentivano da tali concezioni, il segreto divenne necessario anche per motivi pratici di sicurezza e la libertà di pensiero potè sopravvivere grazie alle associazioni iniziatiche che annoveravano ordini cavallereschi e corporazioni d'arti e mestieri, accademie, circoli e scuole filosofiche che fiorivano nei liberi Comuni grazie al mecenatismo dei Signori rinascimentali.
E tutte queste associazioni avevano in comune quella che è tuttora la base portante della Massoneria moderna, e cioè una concezione antidogmatica della religione e di tutte le conoscenze umane, una concezione deistica e gnostica dell'uomo- nel senso che la sua realizzazione parte dalla conoscenza di se stesso e del divino in lui- ed una concezione altamente democratica sul piano politico e sociale.
Perciò, mentre da una parte riscontriamo una unicità ed una continuità tradizionale del pensiero massonico, dall'altra troviamo una molteplicità di filoni storici della Massoneria, che si sono sensibilmente ridotti dopo che le molte associazioni preesistenti hanno lasciato la loro eredità ideale ad un unico grande organismo, la Grande Loggia di Londra, la cui fondazione nel 1717 segna la nascita della Massoneria moderna.

B) MASSONERIA OPERATIVA E MASSONERIA SPECULATIVA
Tralasciando, come si è detto, le origini mitiche della Massoneria possiamo rifarci alla tradizione medioevale per distinguere i diversi filoni cui si è accennato: Eugenio Bonvicini, cui si devono dotte opere storiografiche, distingue infatti tre tipi di associazioni che possono considerarsi le antenate della moderna Massoneria non solo per lo spirito che le animava ed i principi cui si ispiravano, ma anche per le peculiarità del comportamento reciproco fra gli associati, trasfuse nella attuale ritualità massonica 14.
Innanzi tutto egli cita gli ordini cavallereschi e parareligiosi ed in particolare l'Ordine dei Templari: quest'ultimo, che attraverso le Crociate era stato in contatto con la cultura del mondo arabo ed orientale, fra il 1100 ed il 1300 da Compagnia a carattere monastico e militare sorta per la difesa della Terra Santa si trasformò in un organismo assai più complesso a carattere imprenditoriale, con la caratteristica di essere svincolato da legami territoriali e da sudditanze feudali e teologiche e quindi in grado di assumere in tutto il bacino del Mediterraneo e nell'Europa continentale un potere politico ed economico che non avrebbe tardato a scontrarsi con quello degli Stati sovrani e della Chiesa.
E proprio per questa sua conquista della libertà materiale e morale l'Ordine dei Templari fu caratterizzato da quelle qualità che hanno sempre connotato l'istituzione massonica, cioè rispetto e tolleranza - inusuale all'epoca - per ogni altra forma di culto, compreso quello mussulmano, e potè sviluppare dei contatti con le città che si erano date la forma di Comune libero e la cui economia si imperniava sulle Corporazioni d'arti e mestieri e sulle Fratellanze.

Il Bonvicini ritiene perciò più che probabile un collegamento ed una influenza reciproca tra l'Ordine dei Templari e questi altri organismi, in particolare con gli Ordini dei Costruttori o dei Liberi Muratori, le cui regole riflettevano un cammino iniziatico; ciò tanto più che anche i Templari erano costruttori di strade, monasteri e fortificazioni militari. Di conseguenza non fa meraviglia che all'epoca delle persecuzioni scatenate da Filippo il Bello e Papa Clemente V (1307-1314) i Templari sfuggiti alla strage abbiano trovato rifugio nelle Logge dei Liberi Muratori, cui li accomunavano gli ideali di libertà.
Un altro tipo di associazioni, imperniato sulla difesa di questi ideali ed in particolare sul rifiuto dei dogmi della Chiesa romana, era costituito dalle varie sette religiose che questa considerava eretiche: Gnostici, Manichei, Alchimisti, Pitagorici ecc..
Vi erano poi le scuole letterarie della Provenza- i Trovatori- e la scuola italiana del "Dolce Stil Nuovo", che avrebbero dato origine alle Accademie del XIV e XV secolo, dove ritroviamo una multiformità di interessi che avevano in comune l'affrancazione dal potere politico e religioso e l'esaltazione dell'ideale umanistico.
E finalmente, per quanto concerne le basi organizzative della Massoneria anteriore al 1717, esse vanno certamente ricercate nelle associazioni dei Liberi Muratori, in particolare nelle Confraternite dei Maestri Comacini "in cui - dice il Bonvicini- predominava l'aspetto corporativo e di fratellanza, dando ad esse quel carattere massonico che forse originariamente non ebbero e che invece si evidenzia già nei Collegi dei Fratelli Comacini 15": questi già con l'Editto di Rotari del 632 furono affrancati dalle leggi delle autorità feudali di quei luoghi dove si recavano a costruire, donde la denominazione di "liberi o franchi muratori".
La loro libertà fu ancor più garantita nelle epoche successive e ciò consentì loro di avere una propria legislazione comprendente statuti, rituali, regole per il passaggio di grado, mentre il luogo delle loro riunioni segrete prese il nome di "Loggia" dal locale in cui erano custoditi gli attrezzi e gli strumenti di calcolo.
L'ammissione a tali Logge era strettamente riservata a coloro che operavano nell'arte muratoria e quindi si usa dire che la Massoneria degli inizi era una "Massoneria Operativa"; solo nel 1600 avrebbe avuto luogo la "accettazione" di persone estranee all'arte per consentire loro di partecipare a lavori "speculativi" che si svolgevano nelle Logge, ma il Bonvicini ritiene che questa pratica abbia avuto inizio assai prima, in quanto all'interno delle corporazioni esisteva una élite formata dagli Architetti o Maestri d'Arte che costituivano la massima espressione culturale laica dell'epoca e che ovviamente si incontravano con altri uomini di pensiero aventi gli stessi ideali, fra i quali i già citati Templari. Così, molto prima del 1717, la Massoneria divenne anche "speculativa" per l'accettazione di personaggi provenienti da organismi assai simili nelle loro finalità e che con le Logge stabilivano un legame di pensiero, in cui l'arte muratoria restava come simbolo.

Osserva acutamente il Bonvicini: "Da qui si comprende come la Loggia, da studio di lavoro professionale, si trasformasse in luogo di riunione segreta per il reciproco scambio culturale e come si ricercasse nel rito e nel simbolo di celare il segreto di essere diventato l'uomo libero, affrancato dai pregiudizi, dalle superstizioni, dal dogmatismo ufficiale. Era inoltre l'homo vagantis per tutta Europa e quindi aperto alle più vive sorgenti letterarie delle varie lingue nazionali e da qui è facile intravedere i possibili punti di contatto con gli uomini colti delle Corti più evolute e meno conformiste e con i Trovatori, con i letterati e poeti che in tali Corti si raccoglievano 16."
Dell'antichità del fenomeno dell'accettazione muratoria di persone estranee al mestiere esistono prove storiche in quanto già in atti inglesi risalenti al XIII e XIV secolo si trovano le espressioni "accepted massons" e "free massons" contrapposti agli "admitted massons" che erano gli affiliati per il loro lavoro.

C) LA MASSONERIA RINASCIMENTALE E MODERNA
Si è già accennato alle Accademie che sorsero allorchè alla aristocrazia feudale venne a poco a poco a sostituirsi una nuova classe formata dalla borghesia arricchitasi con le attività produttive e con il commercio, e questi mutamenti sociali dettero luogo ai fenomeni dell'umanesimo, del rinascimento e anche della riforma religiosa. Ed è in questo ambiente che dovettero aver luogo gli incontri fra i liberi pensatori dell'epoca, sì che alla decadenza del filone comacino fece seguito in Italia il sorgere delle Accademie in cui si rinnovava una libera muratoria a carattere europeo.
Dunque la Massoneria speculativa si sovrappose a quella operativa molto tempo prima della costituzione della Gran Loggia di Londra. Dobbiamo tener presente che le Logge muratorie inglesi ebbero vita assai più tranquilla di quelle esistenti in Italia e in Francia dove era assai maggiore l'intolleranza religiosa. Si arrivò così all'unione delle quattro Logge esistenti a Londra in un'unica Gran Loggia, con l'elezione di un Gran Maestro e con l'approvazione dei cosiddetti "Landmarks" cioè di una serie di regole che costituivano gli antichi doveri e gli antichi principi osservati tradizionalmente nelle istituzioni iniziatiche e non soltanto in quelle massoniche. I Landmarks raccolti da Anderson furono dunque approvati nel 1723 dalla Gran Loggia di Londra e costituiscono tutt'oggi il fondamento di tutte le istituzioni massoniche da questa riconosciute.
A questo punto la Massoneria diventava la protagonista del secolo dell'Illuminismo e dette vita a vari "filoni" anche attraverso i cosiddetti "riti di perfezionamento"; ognuno di questi filoni fu a sua volta protagonista di mutamenti politici e sociali nei vari Paesi, in cui contribuì a determinare eventi storici di fondamentale importanza come la Rivoluzione Francese,le guerre di indipendenza americane, il Risorgimento Italiano ecc.
La fondazione della Gran Loggia di Londra sanciva la frattura con il passato e getteva le basi per una nuova concezione della società, della religione e dell'uomo abbracciando e sviluppando i contenuti della filosofia deistica. Le successive Costituzioni del 1723 erano una sorta di impegno morale alla lotta contro il dogma attraverso l'esaltazione della libertà e della tolleranza.
Nel terzo e quarto decennio del XVIII secolo l'Europa accoglieva in pieno questi nuovi principii e Grandi Orienti nascevano in tutti gli Stati anche sotto la protezione dei monarchi, come nella Prussia e in Austria.
Ma per quale motivo la Massoneria si diffuse così velocemente sul Continente ed anche in quegli Stati dove esistevano monarchie assolute, dove i tribunali dell'Inquisizione svolgevano ancora la loro opera, dove esisteva ancora il diritto di censura?

La risposta sembra debba ricercarsi in quello spirito anticlericale e anticuriale nonchè giurisdizionalista che pervadeva la politica del XVIII secolo, in particolar modo nei primi decenni. Si avvertiva sempre più da una parte la necessità di riforme politiche e sociali e dall'altra il bisogno di riscattare il potere laico dai pesanti condizionamenti che la Chiesa di Roma aveva messo in atto con una pressante politica curiale. E fu proprio nel campo religioso che questo rinnovamento si fece sentire con il consolidarsi di quel movimento "giansenista" che attirava le basse gerarchie ecclesiastiche e che lottava contro il fanatismo e l'autoritarismo infallibile del Papa. E questa lotta dei giansenisti era vista di buon occhio dal potere laico, in particolar modo in Francia dove trovò valido sostegno nei Parlamenti Provinciali, convinti assertori della linea gallicana. Non va dimenticato che il documento più rappresentativo del gallicanesimo "Dichiarazione del clero gallicano sul potere nella Chiesa", fu approvato nel 1682 in una riunione straordinaria dell'Assemblea Generale del clero francese.
In Francia si andava così preparando quello scontro con la "Compagnia di Gesù", che era divenuta uno dei più ricchi e potenti ordini ecclesiastici, assertrice dell'infallibilità del Papa e strenua sostenitrice della gerarchia clericale. Questo scontro si concluse con la vittoria del Parlamento di Parigi che metteva al bando su tutti i territori del Regno di Francia la Compagnia di Gesù confiscandone tutti i beni e mettendo fine all'istruzione scolastica ed universitaria degli Ordini Religiosi.

E proprio in questa contrapposizione fra potere laico e potere curiale le monarchie europee mostrarono un atteggiamento tollerante nei confronti della Massoneria che, come movimento laico e anticlericale, poteva esercitare nell'ambito sociale una influenza favorevole alle nuove istanze giurisdizionaliste. Ma l'interesse dei monarchi verso questa nuova istituzione era dovuto anche al fatto che essa raccoglieva le simpatie della classe intellettuale che si ispirava alle nuove idee di libertà di pensiero e di giustizia. Vi fu quindi il fenomeno dell'adesione alla Massoneria dell'aristocrazia e delle case regnanti con il dichiarato intento di controllare questa istituzione dal suo interno: Federico di Prussia fondò un Grande Oriente Prussiano del quale fu Gran Maestro; nei territori dell'impero asburgico fu fondato un Grande Oriente cui aderirono i maggiori esponenti della monarchia. Si moltiplicarono le logge illuministe, dove dominava lo spirito riformatore e progressista ispirato alle dottrine di Rousseau e di Voltaire.
Nacquero così a Parigi la "Loggia delle Nove Sorelle" e a Vienna la "Zur Wahren Eintracht" che raccolsero il fior fiore degli intellettuali francesi e austriaci, e intorno agli anni '80 la Massoneria europea raggiunse la massima diffusione e popolarità a tutti i livelli della società penetrando anche nell'alta aristocrazia che non mancò di offrire protezione a molti "fratelli".

GLI ULTIMI SVILUPPI - CONCLUSIONI
Dopo la Rivoluzione Francese, l'Istituzione massonica cambiò fisionomia perchè i suoi ideali vennero in gran parte asserviti al sogno di grandezza napoleonico; e dopo la Restaurazione la Massoneria non ebbe più il favore dei governanti che non dimenticavano la sua precedente strumentalizzazione. Ciò avvenne soprattutto nei Paesi in cui si era maggiormente affermato il dominio napoleonico e cioè in Francia e in Italia. Già dal 1814 i governi italiani proibirono l'appartenenza alla massoneria e "l'opposizione al regime autoritario dovette quindi utilizzare un nuovo strumento, quello della società segreta, arma di lotta attiva e impegnata sul terreno politico e non di sola battaglia ideologica e culturale. Le società segrete sorte in Francia, in Italia e in altri Paesi derivavano certamente dalla Massoneria i metodi organizzativi, la pratica latomistica, il rituale e il frasario simbolici, ma al tempo stesso si differenziavano dalla Massoneria settecentesca per la pratica attivistica e cospiratoria... Nel novero delle nuove società segrete la più operosa e vitale apparve presto la Carboneria (la quale) derivata dai Charbonniers della Franca Contea e introdotta nell'Italia Meridionale intorno al 1806, pur subendo il fascino del rituale massonico, fu cosa diversa dalla Massoneria... Un netto stacco nei confronti non soltanto dell'ideologia, ma anche della struttura organizzativa e del ritualismo simbolico massonico fu poi operato all'inizio degli anni '30 da Giuseppe Mazzini e dalla sua Giovine Italia... Si può quindi concludere che la Massoneria nel corso del Risorgimento, sia prima che dopo le rivoluzioni del 1848, pur avendo a volte costituito un modello o un punto di riferimento organizzativo per il mondo settario italiano, restò inoperosa e quasi in letargo 17".
Di Massoneria si torna a parlare, nel senso in cui oggi la intendiamo, con la costituzione della Loggia Ausonia di Torino nel 1859 e successivamente con la fondazione del Grande Oriente d'Italia: essa però risorgeva risentendo fortemente del degrado conosciuto nel periodo napoleonico, per cui agli ideali dei Landmarks, tuttora alla base dell'Istituzione, si aggiungevano chiari scopi politici e di potere. Inoltre essa risentiva ancora degli influssi giacobini che le davano una precisa connotazione anticuriale e anticlericale.
Le cose non cambiarono nel periodo che va dall'unificazione d'Italia alla Grande Guerra, periodo cui si riferisce la dotta disamina del Prof. Augusto Comba dell'Università di Torino.
Fino all'avvento del fascismo la Massoneria si rafforzò politicamente, rappresentando la corrente laica ed il potere laico in contrapposizione alle forze conservatrici e clericali. Dichiarata fuori legge dal fascismo, che subito dopo risolse la questione romana con i Patti Lateranensi del 1929, rialzò le colonne dei propri Templi alla fine della seconda guerra mondiale e da allora continua a rappresentare, per la verità con assai minor forza ideologica e politica, la corrente laica ed anticlericale. Al periodo che va dal 1929 al 1980 si riferisce l'articolo del Gesuita Padre Giovanni Caprile.
Le trattative tra il Governo Mussolini e la Santa Sede, che portarono alla stipula dei Patti Lateranensi, videro l'alleanza tra Pio XI e Mussolini per "liquidare" la Massoneria, sebbene lo stesso Pio XI nell'Enciclica "Non abbiamo bisogno" del 1931 lamentasse il persistere di fatto di gruppi massonici. Nel secondo dopoguerra la Massoneria in Italia ebbe l'appoggio di quella americana, ma gli ideali che l'avevano caratterizzata nel passato erano sostituiti dalla ricerca del potere ideologico e politico.
Ciò si prestava assai bene ad offrire il fianco alle critiche spesso feroci che di volta in volta apparivano su "Civiltà Cattolica": i Gesuiti erano in quel momento totalmente identificati nella loro missione di difensori del Papa e non perdevano quindi occasione di battersi in maniera assai oculata, sia per le modalità che per la scelta dei tempi, per mantenere alla Chiesa romana il maggior numero possibile di privilegi. L'avversario però non era tanto la Massoneria, quanto la coalizione di sinistra (PCI-PSI), tanto è vero che l'affermarsi della DC, nelle elezioni del 1948, fu dovuto principalmente alla mobilitazione in suo favore del mondo ecclesiastico.

E che il problema della Massoneria non costituisse più una spina nel fianco del Vaticano, che fino ad allora non era stato avaro di scomuniche, lo dimostra il fatto sottolineato dal già citato Padre Caprile, che nel Concilio Vaticano II tale questione non fu nemmeno trattata. Ma quel Concilio avrebbe segnato l'inizio di una autentica rivoluzione in seno alla Compagnia di Gesù, la quale avrebbe a poco a poco assunto un atteggiamento di distacco dalle posizioni ufficiali della Chiesa di Roma, culminato in un'aperta dissociazione.
Contemporaneamente, anche la Massoneria- con riferimento principalmente a quella ufficiale riconosciuta dalla Gran Loggia d'Inghilterra e cioè al Grande Oriente d'Italia- abbandonava la sua rigidità ed il suo atteggiamento anticlericale, tornando all'antica tolleranza verso ogni fede religiosa: i vecchi massoni di mentalità "carbonara e giacobina", lasciavano il posto ad uomini aperti ad ogni esperienza di carattere spirituale, che vedevano nel Grande Architetto dell'Universo il fine ultimo a cui tendere.
E i Gesuiti, con Teilhard de Chardin, consideravano il "fenomeno umano" con la larghezza di vedute dello scienziato, riconoscendo nella libertà di coscienza la matrice della sua evoluzione. Così i secolari nemici, massoni e gesuiti, si ritrovavano in pieno accordo nel perseguire la missione propria di ogni associazione religiosa e iniziatica: l'elevazione materiale, morale e spirituale dell'uomo, che è poi il programma della Massoneria.

Ottavio Gallego
NOTE E BIBLIOGRAFIA

1 - J. A. Ferrer BENIMELLI - "La Massoneria nella storia d'Italia" a cura di Aldo A. Mola - Edizioni Atanor - Roma - Settembre 1981 - pagg. 43-44.
2 - Malachi MARTIN - "I Gesuiti" - Sugar Editore - Milano 1987 - pagg. 19-20.
3 - Antonio SANTONI RUGIU - "Storia Sociale dell'Educazione" - Principato Editore - Milano gennaio 1990 - pag. 224.
4 - Ibidem
5 - Malachi MARTIN - op. cit. - pag. 21
6 - Malachi MARTIN - op. cit. - pag. 22
7 - Antonio SANTONI RUGIU - op. cit. - pag. 226.
8 - Malachi MARTIN - op. cit. - pagg. 24-25
9 - J. A. FERRER BENIMELLI - op. cit. - pag. 24
10 - J. A. FERRER BENIMELLI - op. cit. - pagg. 22-24
11 - Malachi MARTIN - op. cit. - pag. 26.
12 - Malachi MARTIN - op. cit. - pagg. 27-28.
13 - Malachi MARTIN - op. cit. - pagg. 29-30
14 - Eugenio BONVICINI - "Massoneria antica - Dalla Carta di Bologna del 1248 agli Antichi Doveri del 1723" - Edizione Atanor - Roma 1989 - pag. 21
15 - Eugenio BONVICINI - op. cit. - pag. 102
16 - Eugenio BONVICINI - op. cit. - pag. 153
17 - Franco DELLA PERUTA - "La Massoneria nella Storia d'Italia" a cura di Aldo A. Mola Edizioni Atanor - Roma - Settembre 1981 - pagg. 62/66

                                   



giovedì 21 marzo 2013

PAPA FRANCISCO DE INTERNET...


PAPA FRANCISCO DE INTERNET è il nuovo Vescovo di Roma, come ama lui stesso definirsi quando appare sul balcone davanti ai fedeli. E' il Papa giusto eletto al momento giusto, un papà per tutte le stagioni, soprattutto quelle di crisi economiche, il medium perfetto per alleviare le pene degli ultimi. Un Papa ben voluto dai poteri forti, dai poteri occulti e meno occulti, sponsorizzato dal cavalierato di Malta, salutato dalle massonerie che contano, atteso da fedeli in cerca di guida spirituale, e si sa che c'è tanta voglia di RE...
Dicono di lui che abbia la faccia buona, che sia tenero e vicino alla gente, sinceramente non si comprende per quale motivo, dato che si è appena insediato a San Pietro, ma forse è la percezione popolare a dettare queste sensazioni di natura illusoria, forse il precedente pontefice era talmente distante che si aveva bisogno di qualcuno in cui potersi identificare, un pastore che finalmente guidasse il suo gregge, c'era bisogno di ristabilire i ruoli in campo, ruoli ben accettati dai fedeli sottoposti, tra i primi a desiderare l'autorità riconoscendola come naturale.

Ecco che PAPA FRANCISCO DE INTERNET scese in campo per soddisfare le attese di tutti, per voltare pagina, per ridipingere la facciata di una chiesa oramai fatiscente e corrotta, troppo lontana dalla gente e percepita chiusa ed elitaria. Un Papa che viene dal sud del mondo, proprio da quel mondo che è considerato di serie B, che spesso è la fonte della ricchezza del nostro mondo, un Papa che ama gli ultimi in quanto ULTIMI, elogiandoli quasi invidiandoli nella loro miseria, tanto saranno i primi, chissà quando e soprattutto dove...
Un Papa che ha scelto un nome alquanto simbolico e rappresentativo di una chiesa povera e umile, ovvero quello di San Francesco, che cammina con scarpe di seconda mano recuperate in qualche parrocchia di provincia e ama veicolarsi come un semplice pastore di un gregge bisognoso di essere pascolato in una terra piena di insidie e di problemi.
L'uomo della provvidenza che lo scorso Papa non poteva e voleva interpretare, perchè serviva incarnasse il ruolo di quello "antipatico" e lontano dalla massa, forse per potenziare l'aspettativa nei confronti dell'attuale che avrebbe rafforzato l'immagine della chiesa intrappolata in una marea di scandali insopportabili, da quelli sulla pedofilia a quelli dell OPUS DEI, di CL, dello IOR, ecc. ecc...

Ora FRANCESCO potrà rinfrescare e ripulire simbolicamente le acque torbide del clero, ma sarà ovviamente solo un'operazione fittizia e di facciata, fingere di cambiare per non cambiare mai, gattopardesca e quindi politica...
Molti analisti, giornalisti e complottisti papalini avvertivano negli ultimi tempi un grande attacco al cristianesimo, come se la chiesa fosse il baluardo REALE dei messaggi cristici e non il suo opposto, da parte dei poteri forti, delle massonerie e dei governi, dimenticandosi che il Vaticano è uno dei centri del sistema globale, è la mamma di tutte le forme politiche e occulte esistenti in occidente e in parte anche in oriente. I templari nascono dentro la chiesa, le massoneria e le libere muratorie sono emanazioni del cristianesimo temporale anche se talvolta sono diventate forze parallele, i partiti politici tutti, compresi quelli di sinistra, sono emanazione del culto cattolico e pur diventando antagonisti della stessa madre, hanno origine dal grande lavorio dietro le quinte dei vari gesuiti che hanno creato negli ultimi secoli un potere occulto dentro il Vaticano, ma non in opposizione ad esso, ma come ORDINE INTERNO e quindi cuore ed epicentro militare e politico della chiesa stessa.
Non a caso FRANCESCO è un gesuita, ed essere un Papa gesuita significa essere il famoso e predetto PAPA NERO, nero nell'accezione di OMBRA, di occulto, di misterico, di potere parallelo.
E' la stessa struttura che possiamo studiare nelle logge come la Golden Dawn, dove esiste un ordine esterno più exoterico e parzialmente pubblico, filantropico e un ordine più segreto che coincide con i vertici dei servizi segreti militari. In entrambe le chiese esisterebbe anche un 3° ordine di natura metafisica oracolare, delineato con la figura di DIO per i cattolici e con entità del basso astrale o alto astrale per la G.D. !!!
E questo sistema di plagio si ripercuote un pò ovunque nella società.

Alla luce dei fatti possiamo affermare che la chiesa cattolica e il suo potere temporale hanno tratto nuova linfa proprio a partire dalle dimissioni di Nazinger, percepite erroneamente come saggia ed umile scelta dal volgo, come se fosse stato lui a decidere e senza comprendere che il Pontefice è solo un avatar che serve al potere costituito per promuovere il culto ai suoi fedeli, il massimo rappresentante che opera sotto il comando dell'ORDINE INTERNO, governo ombra diretto dai gesuiti e dalle logge intrecciate come quelle dei Cavalieri di Malta e tutte le filiazioni satellitari massoniche che orbitano attorno al clero.
La chiesa è tornata forte e battagliera, alla faccia di coloro che pensavano fosse il baluardo dei valori sotto assedio dei satanisti modernisti, senza comprendere che quei potentati sono anch'essi espressione più o meno diretta della chiesa stessa e del suo ORDINE INTERNO NERO.
Al pari del mondo politico, l'ORDINE INTERNO a differenza del passato è sceso massivamente in campo, Monti è l'avatar politico in questione di quei poteri forti, FRANCESCO quello religioso, entrambi attori del nuovo che avanza o del vecchio che rimane...
Bisogna capire che l'ORACOLO è tornato più forte che mai sulla scena mondiale ed ha attraversato nuovi step che consentiranno al globalismo di giungere alle fasi finali dell'aggiornamento della matrice...

PAPA FRANCISCO DE INTERNET è quindi l'emanazione delle società segrete e dei gesuiti, amico della CIA, ex-amico dei dittatori criminali argentini, colui che fece dichiarazioni contro le donne relegate a "segretarie" del genio autorevole maschile... Uomo dei CAVALIERI DI MALTA e della cricca sionista reazionaria.
La numerologia veicolata a livello mediatico come date e numeri significativi come il 13, l'11 durante l'elezione del nuovo PAPA, l'abdicazione di quello passato e la durata del suo interegno, rappresenta un modus operandi creato ad hoc, perché a LIVELLI alti funziona così, i numeri e i simboli hanno valenza simbolica rituale di appartenenza ma anche energetica, fungono da sigilli magici e muovono archetipi ATTI all'alimentazione dell'incantesimo che permette a pochi, IL SISTEMA, di regnare sulla massa...


" Nei primi anni 70, Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Nel febbraio del '76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene.
Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati: li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all'allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l'autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera per la strage. Per i due si spalancò per sei mesi l'orrore della Scuola di meccanica della marina (Esma), poi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano. In quella scuola, in quei giorni, il Nunzio apostolico Pio Laghi giocava a tennis con i capi dei torturatori come hanno più volte denunciato le Madres de la plaza de Mayo.Bergoglio si difese spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia ma, dagli archivi del ministero degli Esteri, sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti. Nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell'Argentina delle torture.
Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l'istanza fu respinta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell'Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c'è scritto: "Questo prete è un sovversivo.
Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell'Esma".
La fonte di queste informazioni su Jalics era proprio il Superiore provinciale, Bergoglio.
In un altro documento si dice che: "Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la Compagnia Argentina non ha fatto pulizia al suo interno. I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall'esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase" (Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9).

" FRANCESCO può rappresentare allo stesso tempo un’alternativa conservatrice ai governi progressisti e integrazionisti latinoamericani dei quali in molti si aspettano che possa diventare un leader alternativo continentale.
Le opinioni sull’aborto e sui matrimoni gay per Papa Francesco le immaginiamo tutti, sono «la distruzione del piano di dio».
La chiesa cattolica argentina non fu solo complice del genocidio, ma i suoi vertici operarono una sorta di sterminio interno facendo eliminare preti e suore scomodi.

Furono almeno 125 i sacerdoti impegnati a fianco degli ultimi a morire o essere fatti sparire.
Molti di quelli che persero la vita furono indicati ai carnefici dalle stesse gerarchie cattoliche, Tortolo, Primatesta, Aramburu, che collaborarono attivamente sia ai crimini che al successivo occultamento.
Le accuse di Verbitsky sono confermate anche da Olga Wornat, il lavoro della quale è in genere suffragato da un numero enorme di testimonianze.
Dopo la dittatura, anche negli ultimi anni, Bergoglio fu chiamato a testimoniare in molteplici circostanze in inchieste e processi per violazioni di diritti umani. Non ha mai parlato." (Sunto tratto da Gennaro Carotenuto)

 

IL NUOVO PONTEFICE appartiene, come altri illustri predecessori del sistema globale, ai GRAN CAVALIERI DELL'ORDINE PIANO... Ordine che presiede il CAVALIERATO DI MALTA... 
Ufficialmente questo ordine appare come una loggia di rappresentanza e sembra svolgere funzioni formali e di ambasciata, in realtà ad esso sono appertenuti molti loschi figuri e talvolta criminali incalliti... Capi di stato, presidenti, premier, militari, spioni vari, massoni, ministri degli interni e nobili neri... Quindi personaggi che hanno o hanno avuto accesso ai vertici dei servizi segreti e agli archivi di stato, persone che hanno contribuito al rafforzamento del NWO, che ne hanno tracciato le linee guida o che son serviti al sistema per raggiungere vari step dell'agenda secolare...
Insigniti dell'Ordine Piano: L'Ordine Piano è stato in passato conferito ad esponenti del fascismo (Benito Mussolini, Galeazzo Ciano), a personalità non cattoliche come l'Imperatore d'Etiopia Hailé Selassié I e a primi ministri del Regno delle Due Sicilie (Giustino Fortunato, Serracapriola). In anni recenti è stato conferito ai Presidenti della Repubblica Italiana (Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano) e ad ufficiali delle Guardie Svizzere
1.Carlo Azeglio Ciampi
2.Robert Schuman
3.Silvio Berlusconi
4.Galeazzo Ciano
5.Francesco Cossiga
6.Juan Carlos I di Spagna
7.Josef Radetzky
8.Hailé Selassié I
9.Ottavio Thaon di Revel
10.Oscar Luigi Scalfaro
11.Amha Selassie I
12.Miles Stapleton-Fitzalan-Howard, XVII duca di Norfolk
13.Nicola Maresca Donnorso di Serracapriola
14.Bernardo Quaranta
15.Giustino Fortunato
16.Giorgio Napolitano
17.Alois Estermann
18.Benito Mussolini
19.Franz von Papen
20.Robert Nünlist
21.Jules Repond
22.Franco Frattini
23.Louis-Martin de Courten
24.Gianfranco Fini
25.Gianni Letta
26.Massimo D'Alema
27.Roberto Maroni

POI abbiamo avuto tra gli adepti passati dell'ORDINE, tal FRANZ VON PAPEN, un filonazista prussiano che favorì l'ascesa di Hitler e combattè tutta la vita contro i movimenti dei lavoratori...
Grazie al matrimonio con la figlia di un industriale entrò in contatto con i circoli economici tedeschi al massimo livello. Fu un organizzatore dell'Herrenclub (Club dei Nobili) che riuniva persone appartenenti all'alto ceto tedesco.
Dal 1° giugno al 17 novembre 1932 fu primo ministro del governo di centro senza altri legami se non la dipendenza dal Presidente della Repubblica von Hindenburg. In questa veste attuò un programma semidittatoriale rivolgendosi particolarmente contro socialisti e comunisti. Sostanzialmente antidemocratico aveva in mente l'abolizione della costituzione di Weimar e la creazione di uno stato governato secondo i criteri di censo e nobiltà con l'abolizione dei partiti politici. Grazie a lui furono nuovamente rese legali le SA del Partito Nazionalsocialista di Hitler.

Questo per dire il livello dei frequentatori del club, l'ultimo è il padano MARONI, alla faccia di Roma ladrona !!!





 



martedì 5 marzo 2013

SCHIAVI DAL 1302...!!! OVVERO LA BOLLA PAPALE DI BONIFACIO VIII !!!



Bolla Papale scritta da Papa Bonifacio VIII.


 
Riporto una lettera di un’amica, tale e quale, non l’ha inventata lei, ma le sue ricerche sono sbalorditive, essendo molto lunga sintetizzo in un riassunto che invoglia alla lettura:
Noi non siamo una Repubblica ma una società privata, grazie a bolle papali antiche mai abrogate, alla nascita noi diamo il nostro consenso per essere di fatto sfruttati come schiavi per tutta la vita, leggete con calma, fate le ricerche, questa è la chiave per uscire dalla schiavitù.
TUTTO nasce nel 1302 (18 novembre), che è la data della pubblicazione della Bolla Papale scritta da Papa Bonifacio VIII, che aveva come titolo “UNAM SANCTAM ECCLESIAM”.
Il vaticano e il nostro consenso
IL NOSTRO “CONSENSO”. Cerchiamo di capire cosa sia e cosa c’entra anche qui la santa sede e il vaticano? Un po’ di pazienza e piu’ avanti sarà chiaro.
Perché stiamo diventando sempre più poveri?
Perché siamo governati da un individuo non eletto o nominato da altri (non eletti di nuovo), per tassarci e versare il nostro denaro o valore equivalente direttamente nelle casse dei banchieri internazionali privati?
Perché anche l’Italia ha ceduto ogni sovranità nazionale ad un gruppo di potere europeo privato?
E quindi perché questa bancarotta pianificata a tavolino dai primissimi anni ’30, di tutte le economie occidentali, viene fatta col nostro consenso, di cui apparentemente non sappiamo nulla? Quindi la prima cosa da fare è capire come ottengono o, come hanno ottenuto il nostro consenso e perciò, una volta compreso, saremo in grado di attuare una strategia per ritirarlo e per spezzare definitivamente questo gioco al massacro.
Cos’è questo consenso?
Se non partiamo da qui, prima di parlare di recupero della sovranità monetaria, di elezioni democratiche e di riforme, siamo disarmati e non ne usciremo mai.
Qualsiasi cosa vorremmo o potremmo fare sarà inutile, inefficace, avremo già perso in partenza. Perciò la seconda cosa su cui ragionare è: perché per il potere mondiale chiamato anche cabala nera è fondamentale, il nostro consenso? Perché costoro sanno benissimo che esiste una legge universale, una legge suprema, che regola e domina tutto l’Universo, che va al di sopra di tutte le possibili leggi umane, che è la legge del “libero arbitrio”.

LA STORIA DEL CONSENSO E LA LEGGE UNIVERSALE DEL “LIBERO ARBITRIO”
Prima di parlare della storia dell’applicazione della legge del libero arbitrio, facciamo qualche esempio di applicazione di questa legge Universale, partendo da casi semplici, per arrivare a quelli che riguardano più da vicino ognuno di noi quotidianamente.
Se tu hai firmato un contratto di mutuo con la banca, che poi ti porta via la casa in caso d’insolvenza, hai dato il tuo CONSENSO (libero arbitrio) a quel contratto. Nessuno ti ha mai costretto. Se poi ti rechi in tribunale, per la causa di pignoramento e riconosci quegli organi legislativi e quindi quei tribunali e così facendo li legittimi, hai dato il tuo consenso (libero arbitrio) a quelle legittimazioni. Quindi, in parole povere, siamo noi a rinnovare il contratto con questo “sistema” ogni giorno, utilizzando dei mezzi “impropri e fraudolenti” che loro ci hanno fatto credere, con un ingegnoso mezzo inganno, indispensabili.
La prima reazione spontanea, infatti, a queste affermazioni è la seguente:
tutta la nostra società funziona così e nessuno di noi per vivere, lavorare, comprarsi la casa, la macchina, andare in vacanza, sposarsi, fare dei figli educarli e farli studiare potrebbe fare altrimenti. Ma dunque è giusto, immediatamente dopo, chiedersi: “perché funziona così?” (domanda che ci facciamo troppo poco, quando invece è LA DOMANDA fondamentale da farsi, ma siamo programmati per benino proprio per non farcela MAI)
Per risponderci dobbiamo tornare indietro di parecchi anni, secoli, millenni…
N.d.r – Vi esorto a leggere i libri e a guardare i video di Mauro Biglino (si trovano facilmente su Youtube e sul suo blog, cercate su Google), che ha tradotto letteralmente, dall’ebraico antico, con tanto di testo originale a fronte, tutto l’Antico Testamento e quindi la Bibbia.
Traduzioni convalidate dagli anziani delle comunità ebraiche e divenute incontrovertibili, perché letterali e non interpretate. Con rivelazioni davvero, davvero, davvero, davvero per menti…”aperte”. Nel nostro caso lo studio di ciò che viene rivelato nella VERA Bibbia, ci serve per capire l’importanza del “libero arbitro” nei giochi di potere e del legame indissolubile che esiste tra diritto, denaro, RELIGIONE e politica.
Un’ultima cosa, questa incredibile scoperta, con la traduzione letterale del testi, rivela la vera natura della Bibbia, che in realtà è un Codice di Diritto Mercantile Marittimo, VALIDO E APPLICATO ANCORA OGGI. E pressoché inoppugnabile in qualsiasi tribunale del mondo.
Si racconta, nelle “cronache” dell’Antico testamento che il “dio” Jahvè (che si trova riportato in altri testi come Jahwe, Yahweh, Yahveh…poi vedremo chi sia questo “dio” perché non lo è affatto, ma nella traduzione “manipolata” diffusa dalla Chiesa è stato tradotto come Dio, punto.) non può obbligare Mosè a seguirlo nel cammino per la Terra Promessa (una conquista quindi, con la necessità di un piccolo esercito?). Jahvé infatti non è “Dio”, ma è precisamente descritto come un ALTO E POTENTE “Eloah” (da cui poi deriva il termine Allah). E’ quindi UNO DEI TANTI Elohìm (plurale di Eloah), stirpe, che governava quei territori, forse discendente da un altro pianeta (molto probabile, da verificare, ma non è essenziale per noi adesso…).
Una civiltà rappresentata da una gerarchia di individui di cui la Bibbia ci dà conto quando distingue Elohìm, Malachìm, Nefilìm, Anakìm, Refaìm, Emìm, Zamzummìm… Individui che si sono divisi il controllo del pianeta, come ci narrano il libro della Genesi ed il Deuteronomio, combattendo tra di loro per affermare ed incrementare il loro potere utilizzando i popoli sottomessi. Sta di fatto che di questi Elohìm ce n’erano tantissimi, appunto, sparpagliati sulla Terra e organizzati in accampamenti (formati da due settori in genere, uno per l’autorità, l’Eloah, e l’altro per le “truppe”…angeli fiammeggianti e dotati di spada?…).

N.d.r – Conferma esatta di queste cronache si trovano anche nei testi sumerici antecedenti alla Bibbia stessa. Questo Jahvè, anche se dotato di un arma potentissima, che dalla dettagliatissima descrizione biblica sembrerebbe un’arma al plasma (Arca dell’Alleanza?), capace d’incenerire ogni cosa, non poteva comunque obbligare Mosè a seguirlo.
Fu costretto perciò a stipulare “un’alleanza” con il popolo ebraico, con delle regole e delle clausole precise reciproche (io ti do tanto, tu mi ridai tanto), tra le quali il sacrificio del primogenito di ogni coppia ecc…di cui ormai sappiamo bene la “versione” che è arrivata fino ai nostri giorni.
Sempre nella Bibbia si racconta che quando decisero quindi di seguire Jahvè e furono condotti alle porte della Terra Promessa, si riunirono in assemblea per decidere se continuare a seguirlo o meno, o se ritornare sotto i vecchi Elohìm, o se affidarsi ai nuovi Elohìm che comandavano in questa nuova terra in cui erano arrivati.
Questo era l’o.d.g dell’assemblea.
Così, ancora una volta col loro libero arbitrio decidono di seguire Jahvè, che con la sua potentissima arma scatena la carneficina e distrugge tutte le città che incontrano nel loro cammino, uccidendo uomini, donne, vecchi e bambini (tra le quali Sodoma e Gomorra…e ci sono aneddoti significativi sulla “scelta dei giusti” da salvare dalla distruzione da parte di Jahvè e l’origine della circoncisione, oltre al mito negativo della sodomizzazione praticata in quelle regioni).
Tutta questa lunga premessa, apparentemente divagatoria, oltre a segnalare una lettura diversa della Bibbia e quindi delle nostre origini e della storia dell’Umanità, serve per definire meglio la necessità del Potere di avere il consenso, perché possa perdurare e agire. Ma serve soprattutto per porre le basi del primo legame indissolubile, come dicevo, tra la legge del libero arbitrio, la religione, la politica, il Codice di Diritto Mercantile Marittimo, il denaro e quel che viviamo oggi.
Ovviamente, come ogni regola e legge ha le proprie eccezioni, che in questo caso sono i massimi livelli di “disonore” che l’umanità ha raggiunto nel disattendere la legge del libero arbitrio:
- la riduzione in schiavitù degli africani, in secoli abbastanza recenti, perché non hanno ricevuto il beneficio di essere avvisati e quindi di scegliere che reazione avere (che è alla base di questa legge, come abbiamo detto)
- senza andare troppo lontano, la strategia della tensione, qui in Italia, negli anni di piombo, perché le stragi sono state fatte in modo totalmente disonorevole.

Ma questo è il comportamento più autodistruttivo e meno sostenibile che il potere possa compiere e l’élite lo sa benissimo. Perché perfino il peggiore dei satanisti massoni, che si appresta ad effettuare un sacrificio umano – la cosa più aberrante a cui noi umani comuni possiamo pensare – è obbligato a seguire queste regole e quindi a scegliere la prima vittima che si offre volontariamente, spinta da un’inspiegabile attrazione.
Oppure: un esercito, che sta per invadere una nazione straniera, è obbligato a dare un avvertimento allo Stato che sta per mettere a ferro e fuoco, spiegando tutte le proprie richieste. Il governo dello Stato assediato ha il libero arbitrio di rispondere sì o no. Orribile o meno, c’è stato comunque un preavviso, quindi l’onore è stato mantenuto.
Abbiate pazienza, non stiamo divagando, tutto serve per arrivare al punto focale, perché comprendere l’universalità della legge del consenso, è alla base di ciò che viviamo oggi, e andando avanti sarà dimostrato che l’élite mondiale dominante sta seguendo questa legge fin dall’inizio e la mette in pratica in ogni momento e in ogni aspetto della nostra vita.
Se non la conoscessero così dettagliatamente e se non la seguissero così scrupolosamente, il loro potere non sarebbe durato fino ad oggi. Ecco perché Jahvè aveva bisogno del consenso per agire, ecco perché, i governanti oggi, ci fanno votare. Poiché hanno quindi bisogno assoluto del nostro consenso, come fanno ad aggirare il sistema (rendendolo però meno chiaro e decifrabile possibile) e a preservarlo nei secoli? Hanno ideato un sistema perfetto che funziona secondo i principi descritti precedentemente: “avvertimento” e “silenzio assenso”; se non mi rispondi vuol dire che sei d’accordo e quindi peggio per te.
Facciamo un esempio banale che capita a tutti noi: quando la banca cambia le condizioni e lo fa spessissimo, è obbligata a mandarti un documento di trasparenza bancaria – avvertimento – che credo pochissimi di noi leggano (purtroppo!). Se tu non rispondi è silenzio assenso.
Tutta la storia del nostro mondo da millenni funziona secondo questo principio.

LE LEGGI CANONICHE E LE BOLLE PAPALI
Per capire come funziona questo principio, che regola la nostra intera vita abbiamo bisogno di fare ulteriori premesse.
Cosa sono le leggi?
Tutte le leggi derivano da canoni, ovvero dal Diritto Canonico, perché tutte le leggi, direttamente o indirettamente hanno a che fare con la legge Divina ed Ecclesiastica. Ma i “Canoni” in particolare sono norme o principi che traggono valore dal fatto di non essere mai stati contestati (tacito assenso).
Ecco alcuni canoni, norme o principi, universalmente riconosciuti, perché nessuno ha mai detto che non lo debbano essere (molti sono per altro condivisibili perché sono alla base della civile convivenza).
1) tutti debiti devono essere pagati
2) tutti i contratti devono essere onorati
3) tutte le controversie portate di fronte alla legge, devono essere risolte di fronte alla legge (ovvero, se tu ricevi un’accusa, per quanto infondata, per quanto ingiusta, per quanto immorale, per quanto illegale non puoi ignorarla. E tuo l’onere di dimostrare l’infondatezza di quella accusa davanti alla legge di fronte alla quale è stata portata)
4) QUALSIASI AFFERMAZIONE, SE NON VIENE CONTESTATA, DIVENTA VALIDA (importantissimo punto! Ricevi una multa, una sanzione ingiusta, viene fissata un’udienza e tu non ti presenti, cavoli tuoi, sarà chi di dovere a decider per te e senza di te).
- Nota al punto 4: il 99% delle procedure giudiziarie si basa sulla presupposizione di qualcosa, ma il 99% degli esseri umani non si preoccupa di comprendere quali siano queste presupposizioni, o non si preoccupa di rifiutarle. In altre parole il Sistema è ancora adesso basato sul sacramento della confessione, proprio come ai tempi dell’Inquisizione, cioè è indispensabile che tu accusi te stesso. In mancanza di questo atto di auto accusa non si può procedere.
5) Il diritto è gerarchico, discende sempre e comunque dal diritto divino: sopra a tutto c’è il diritto divino che , come tale, discende dal Divino Creatore, poi c’è il Diritto Naturale e poi il Diritto Positivo (leggi nazionali, internazionali, amministrative, private ecc…), il Diritto Positivo appartiene al gradino più basso nella scala gerarchica.
- Nota al punto 5: ogni proprietà costituisce un diritto associato ad un trust, cioè ad un sistema fiduciario. I potenti, l’élite mondiale, sanno da sempre che la proprietà è un concetto fittizio. Infatti come puoi possedere un pezzo di terra?
La terra, i fiumi, i laghi, i mari appartengono al Pianeta.
Ma anche una casa; come puoi fisicamente possedere una casa o un’automobile? Sono tutte cose per cui esistono “titoli di proprietà” e sono titoli fittizi, costituiscono cioè diritto d’uso della casa, dell’automobile e della terra finché sei vivo. Quando sarai morto, cosa succederà a quella casa, a quell’automobile o a quel pezzo di terra, se non esistono disposizioni testamentarie, non dipende più da te. Così la casa, intesa come muri, mattoni e intonaco e la casa intesa come titolo e cioè come trust, o come sistema fiduciario, sono quindi DUE COSE BEN DIVERSE.
Il sistema fiduciario, il titolo, prevede tre parti in gioco: un esecutore, un amministratore e un beneficiario.
L’esecutore è sempre quello che “concede il titolo” e in questo caso è sempre lo Stato – l’amministratore è quello che amministra il titolo (catasto o Comune), il beneficiario, in questo caso sei tu, cioè il così detto “proprietario” di quel bene. Fin qui tutto più o meno normale, è tutto chiaro e non c’è nulla di strano; rimane da capire se e come, questo sistema, venga usato contro di noi.

Facciamo un enorme passo indietro nel tempo.
L’attuale sistema, che è basato sul concetto di proprietà, è stato creato dagli antichi romani, i quali hanno disseminato il loro “diritto” in giro per il mondo e sappiamo come [karma pesantissimo che noi "italici" dobbiamo espiare nei confronti di tutto il mondo].
Ogni terra conquistata e distrutta veniva iscritta in un “registro” conservato a Roma e ogni nuova terra dell’Impero poteva essere di proprietà solo di un cittadino romano. Ancora oggi quindi noi viviamo in un sistema che si tramanda dall’esistenza dell’Impero Romano che di fatto, non è mai finito. Con le invasioni longobarde, Papa Leone III, incorona Pipino il Breve come Re dei Franchi e poi Carlo Magno come Imperatore del Sacro Romano Impero.
Quindi il sistema che abbiamo oggi nell’organizzazione della proprietà e del diritto e quindi del denaro e quindi della politica, nasce nel 1302 (18 novembre), che è la data della pubblicazione della Bolla Papale scritta da Papa Bonifacio VIII, che aveva come titolo “UNAM SANCTAM ECCLESIAM”.
Bonifacio VIII è considerato uno degli uomini più corrotti, malvagi e potenti della storia della Chiesa e del mondo, tanto che lo stesso Dante lo mette nei gironi più bassi dell’Inferno. Questa Bolla Papale determina il primo sistema fiduciario ancora valido oggi. Bonifacio VIII, in questa Bolla, afferma che Dio aveva affidato tutti i titoli e le proprietà della Terra al Vaticano.
In base al punto 4 del canone di diritto (vd. sopra) questa affermazine non venne mai contestata e quindi divenne valida. Il Vaticano perciò, nomina l’esecutore, l’amministratore e il beneficiario di questo sistema fiduciario.
L’Esecutore è l’Ordine Minore dei Francescani unito con L’Ordine dei Gesuiti (braccio armato?) ed è ben visibile nello stemma sulla pubblicazione dell’enciclica.
L’amministratore è il Papa e i beneficiari di questo trust sono tutti gli uomini del mondo.
In pratica e tradotto in altri termini, la Bolla Papale del 1302 usa la metafora del Diritto Marittimo e dell’Ammiragliato (Bibbia) affermando che l’Unam Sanctam Ecclesiam e quindi la Prima e Unica Santa Chiesa è l’Arca di Noè, perché mentre tutto il mondo era sommerso dalle acque, l’unica cosa che si elevava al di sopra era l’Arca.
Quindi tutti gli esseri umani, a partire da quel giorno, certificato dalla Bibbia come Codice di Diritto Nautico, sono dispersi in mare. E il Papa dunque reclama tutta l’autorità, tutta la proprietà, sia spirituale che temporale, fino a quando i “dispersi” torneranno a reclamare i loro diritti.

Cosa che finora, dal 1302, non è mai avvenuta, perché tutte le Nazioni si basano su quel sistema giuridico. Questo Diritto proclamato da Papa Bonifacio VIII si basa per Diritto Divino, ecco perché non possiamo parlare di politica senza parlare di religione o di economia e finanza senza parlare di religione.
Il secondo trust, creato sempre in Vaticano, risale al 1455, cioè circa 150 dopo la Bolla di Bonifacio VIII (quindi ancora mai contestata dopo 150 anni). Questa seconda Bolla è di natura testamentaria, cioè il Papa dispone, al momento della sua morte e della morte dei futuri Papi, come deve funzionare il diritto d’uso di tutti i privilegi e di tutte le proprietà derivanti dalla Bolla precedente di Bonifacio VIII.
Testamento di cui l’esecutore è la Curia Romana, l’amministratore è il Collegio dei Cardinali e il Beneficiario, questa volta è il Re, sulla terra di proprietà del Papa. Quindi in due parole Dio ha dato tutto il mondo al Papa e il Papa concede pezzi di questo mondo ai Re.
Per cui da quel momento i Re del mondo hanno un mandato divino. Questa enciclica del 1455 (8 gennaio) si chiama “ROMANUS PONTIFEX” e fu emanata da Papa Niccolò V.
Cito un breve estratto significativo:
“Poiché abbiamo concesso precedentemente, con altre lettere nostre, fra le altre cose, piena e completa facoltà al Re Alfonso V di invadere, ricercare, catturare, conquistare, soggiogare tutti i Saraceni e qualsiasi pagano e gli altri nemici di Cristo, ovunque essi vivano, insieme ai loro regni e ducati, principati, signorie, possedimenti e qualsiasi bene, mobile e immobile, che sia di loro proprietà e di gettarli in schiavitù perpetua e di occupare, appropriarsi e volgere ad uso e profitto proprio, signorie, possedimenti e beni, in conseguenza della garanzia data dalla suddetta concessione, il Re Alfonso V (di Portogallo n.d.r), o il detto infante a suo nome, hanno legittimamente e legalmente occupato isole, terre, porti , acque e le hanno possedute e le posseggono e ad essi appartengono e sono di proprietà “de jure” del medesimo Re Alfonso V e dei suoi successori, possono compiere e compiano questa pia e bellissima opera, degna di essere ricordata in ogni tempo, che noi essendo da essa favoriti per la salvezza delle anime e il diffondersi della fede e la sconfitta dei suoi nemici, consideriamo un compito che concerne Dio stesso, la sua fede, la Chiesa Universale, con tanta maggiore perfezione, in quanto rimosso ogni ostacolo, diverranno consapevoli di essere fortificati dai più grandi favori e privilegi concessi da noi e dalla Sede Apostolica.”
Appena 30 anni dopo circa, nel 1481(21 giugno), viene emanata la terza Bolla, il terzo trust, o diritto fiduciario da Papa Sisto IV, chiamata “AETERNIS REGIS CLEMENTIA”, che si diversifica dalla Bolla precedente di poco, in quanto il “bene” concesso ai Re non è più la terra, ma sono gli esseri umani che abitano quella terra, che da quel momento vengono considerati incompetenti, incapaci e dunque soggetti ad amministrazione coatta.
In realtà questa Bolla di Sisto IV realizza la visione illuminata di Bonifacio VIII per cui gli esseri umani sono dispersi in mare e quindi: nulla ci appartiene, siamo in bancarotta, perché non siamo mai tornati a reclamare i nostri averi e diritti e quindi è lo Stato che si deve prendere cura di noi per il nostro bene.
Questo è il sistema in vigore ancora oggi, ma dimostriamo come:
[piccola postilla: gli originali delle Bolle del 1302, del 1455 e del 1481, non sono visibili, questo perché fino al XVIII secolo, il Vaticano, scriveva le proprie Bolle non su carta, considerata un mezzo privo di vita e quindi privo di valore, considerando invece a quei tempi (solo due secoli fa!!) che un documento per essere valido dovesse essere scritto su un materiale vivente.
Era perciò firmato con il sangue ed era scritto su una pergamena di pelle umana.
Parentesi nella parentesi: la recentissima firma della Regina Elisabetta del - criminale! - trattato di Lisbona, è stata fatto su una pergamena di capretto, poiché la Regina, come beneficiaria di un diritto divino, non può firmare un documento "morto".
Non è tutto, la storia notifica, che le Bolle Papali erano scritte su pergamene di pelle di bambini, questo spiegherebbe perché sarebbe imbarazzante per il Vaticano mostrare gli originali]
Approfitto di questa piccola interruzione del racconto per sottolineare che non c’è nessun riferimento negativo a tutte le persone di Buon Cuore (con la B e C maiuscole!) che seguono e vivono secondo l’etica giusta e generosa della Chiesa Cattolica.
Il riferimento semmai è solo rivolto a quella “setta” che gestisce il mondo all’interno della Città del Vaticano. E sarebbe importante invitare i Veri Cristiani che si riconoscono in un Dio giusto e misericordioso, a pretendere, indagare e far luce su quello che avviene all’interno di quelle mura. Altrimenti, davvero, non ne usciremo mai!

“COSA” SIAMO NOI E “COSA” E’ LA REPUBBLICA ITALIANA
Nel 1933 c’è stata la peggiore bancarotta concordata, ormai famigerata: furono azzerati i debiti e fu ANCHE proibito il possesso dell’oro da parte dei privati (vi ricordate “l’oro alla patria”?) e gli Stati hanno conferito tutto il proprio oro, insieme a quello confiscato e raccolto, in un unico fondo globale, per custodire il quale è stata fondata la BIS, Bank for International Settlements (Banca per le Transazioni Internazionali) – che darà il via ad un’altra sconcertante storia, come il Sukarno Trust e le denunce attualissime tuttora in corso alla Federal Reserve, (ma ora non è il caso di parlarne, altrimenti rischiamo di mettere troppa carne al fuoco) – che ha sede a Basilea, in Svizzera e fu fondata e controllata dai Gesuiti e dai Cavalieri di Malta. Come per tutto il resto è facilmente verificabile e certificato, sempre per la legge del libero arbitrio.
Vi esorto a fare TUTTE le verifiche possibili e se vi va anche a fare ricerche su quel che sta succedendo con il fondo di oro globale e le richieste di risarcimento alla Federal Reserve.
Ma, sempre nel 1933 (udite, udite!,) le Nazioni diventano Società di Diritto Privato, registrate presso la SEC (Security Exchange Commission) con sede a Washington D.C., che è l’equivalente della nostra CONSOB (organismo che controlla la Borsa).
Queste Società di Diritto Privato chiamate Nazioni, apparentemente pubbliche e repubbliche, ma in realtà privatissime, possiedono oggi il DIRITTO DI PROPRIETA’ sulle persone nate in quello stato, in base alle tre Bolle Papali.
La prima istintiva reazione è: non l’Italia! Che è una Repubblica fondata sul lavoro e che ha la sua meravigliosa Costituzione!! Purtroppo invece è vero.
Andate a controllare voi stessi (in calce il link alla pagina della S.E.C): c’è la registrazione e il numero di registrazione di “ITALY REPUBLIC OF” – Company Registration Number 0000052782, con tanto di documenti di quotazioni di borsa, cessioni di quote ecc…
Il “Business Address è: “Ministero dell’Economia e delle Finanze – Via XX Settembre, 97 – Roma” e il mailing Address è : “C/O Studio Legale Bisconti, Via A. Salandra, 18 – Roma”.

Quindi l’Italia NON è una Repubblica libera e pubblica, ma una Private Company e lo Stato possiede il diritto di proprietà delle persone (noi tutti) nate sul suo territorio.
Ma abbiamo detto che la proprietà costituisce un diritto associato ad un trust, un atto fiduciario. Perché i potenti sanno che la proprietà è un concetto fittizio e quindi ANCHE LE PERSONE puoi possederle SOLO con un titolo di proprietà che conferisca il diritto d’uso. Al momento della tua nascita, senza avvisarti, è stato creato un trust, cioè un sistema fiduciario, che ha per oggetto la tua esistenza in vita. E i tuoi genitori hanno avvallato e firmato questo trust (io ho tre figli e mi sento morire per averlo fatto tre volte!) senza essere stati avvisati.
Infatti è proprio negli anni ’30 che diventa obbligatorio, guarda caso, registrare le nascite, appropriandosi così del consenso, anche se in questo caso senza essere stati doverosamente “avvisati”. Ecco perché questo sistema è, in parte, fraudolento. In realtà il Certificato di Nascita è un avvertimento, perché è la costituzione di una personalità fittizia, che non appartiene a te, ma a loro.
Infatti se erroneamente si potesse pensare che il Certificato di Nascita appartenga a noi, basterebbe provare ad andare in una qualsiasi anagrafe di competenza a chiederne l’originale: possiamo averne una copia, un estratto, ma MAI l’originale. Come a dire che dal momento della creazione del Certificato di Nascita esistono due entità (ricordate la casa di mattoni e il titolo di proprietà su quella casa che ha bisogno di un esecutore, di un amministratore e di un beneficiario?), che sono l’essere umano in carne ed ossa e la PERSONA, cioè un intermediario fittizio o una finzione giuridica, quindi un trust.
Questo trust è creato secondo le leggi Marittime e dell’Ammiragliato (Bibbia) che trascendono sempre le leggi delle varie nazioni e che è la giurisprudenza segreta dei potenti e dell’élite. Di questo trust che viene creato al momento della nascita, sulla tua esistenza in vita, l’esecutore è sempre un organo dello Stato, ma chi è il beneficiario di questo certificato di nascita? E’ la Società di Diritto Privato chiamata Repubblica Italiana (un’azienda quindi).
Ma beneficiario di cosa?
E’ beneficiario di un bond, di un titolo di possesso, o di una quota societaria che attualmente viene stimato approssimativamente intorno ai DUE MILIONI DI DOLLARI. In pratica lo Stato Italiano crea alla tua nascita due milioni di dollari a mezzo di un bond o titolo e il collaterale di questo bond è la tua esistenza in vita, che significa: produttività, forza lavoro (sempre meno pagata e tutelata così ci guadagnano di più), valore reale!
L’equivalenza perversa è: nascita = creazione di un bond e di denaro fittizio = collaterale la tua esistenza in vita e quindi il tuo futuro lavoro (pagato pochissimo se possibile e come stanno evidentemente facendo) = schiavitù!
Il “tuo bond” è depositato alla S.E.C, come security, o titolo fiduciario ed entra a far parte del patrimonio di quella Private Company registrata in modo ingannevole come Repubblica Italiana. Per favore verificate tutto ciò che vi è stato detto, bastano pochi secondi su Google. Ma manca ancora la terza parte per dar vita a questa finzione giuridica: l’amministratore, quello che per contratto (trust o certificato di nascita in questo caso) si accolla l’obbligo di prendersi cura del “bene”.
Chi è che ha questo ruolo?
Ogni qual volta, qualsiasi autorità (dal vigile urbano, al giudice della Corte Costituzionale) ti domanda “è lei Pinco Pallino?” e tu rispondi “sì”, in quel preciso momento ti sei autonominato amministratore di quel trust. Sei quindi caduto nel tranello in cui ti hanno messo fin dalla nascita, perché nella finzione hanno bisogno che tu ti creda l’amministratore di quella “esistenza in vita”, nella realtà invece, tu e quel trust che porta il tuo nome siete due entità completamente distinte e separate. L’essere umano in carne ed ossa si scrive con le iniziali maiuscole e le altre lettere minuscole (come ci hanno sempre insegnato anche a scuola), la persona giuridica invece, fittizia, si scrive con tutte le LETTERE MAIUSCOLE.

Controllate tutti i vostri documenti d’identità, le comunicazioni bancarie, le notifiche erariali, il tesserino sanitario ecc…
Se provaste ad andare per esempio in banca e chiedeste all’impiegato di scrivere il vostro nome con le iniziali maiuscole e il resto minuscolo, se è un ignorantone ci proverà, ma sarà costretto a rispondervi che è impossibile perché il “sistema” non lo permette. Quindi, ricapitolando: se il 99% del diritto è basato sulla presupposizione, si presuppone che qualcosa sia vero e nessuno mette in discussione quella presupposizione perché il sistema è ancora basato sul meccanismo della “confessione”, esattamente come ai tempi dell’Inquisizione; per funzionare il sistema ha bisogno che tu accusi te stesso e quindi tutto è basato sul tuo consenso, sul tuo libero arbitrio!
E’ necessario infatti che tu accusi te stesso, ma di cosa? Del “peccato originale”. E che cos’è?
La frode! L’utilizzo del nome che non ti appartiene, quel nome che da quando sei nato è stato scritto a lettere maiuscole e che è una proprietà intellettuale dello Stato, che ti ha messo in condizioni di usare fraudolentemente. Nel momento in cui lo usi dichiari: che sei nato privo di diritti, che sei in bancarotta, perché la tua vita, il tuo nome e la tua esistenza sono gestiti da altri che non sei tu; sei, perciò, da quando sei nato, in un regime di amministrazione controllata, dove il tuo nome non appartiene a te ma ad altri.
Ma è ancora peggio di così! Secondo il Codice dell’Ammiragliato, o Codice Marittimo (Bibbia), sei nato disperso in mare, perché questo dicono le Bolle Papali, sulle quali si basa tutto il sistema; tu, al momento della nascita e attraverso il canale uterino, sei caduto in acqua e sei disperso in mare e non sei mai riuscito a raggiungere la terra ferma, in modo da poterti alzare in piedi e affermare “io sono un essere umano libero davanti a Dio”.
Poiché le Bolle Papali si giustificano secondo mandato divino.
Perché sono loro che usano la parola Dio, sono loro che hanno chiamato in causa Dio, sono loro che hanno tradotto la Bibbia con il termine Dio, che originariamente non VIENE MAI CITATO (a proposito la Bibbia diventa Codice di Diritto Nautico sostituendo la parola “peccato” con “debito” n.d.r). Il diritto quindi è sempre di provenienza divina, noi siamo perciò creature “divine” (vd. vera traduzione della Bibbia) e loro lo sanno benissimo; non possono quindi creare un diritto fittizio, hanno assoluto bisogno di far discendere il loro diritto da Dio.
Quindi loro usano questo Dio (diritto) e se tu usi il loro stesso Dio, ti sei autodefinito incapace, disperso, senza diritti. Pensate la perversione, se tu utilizzi quello che loro ti hanno detto, imposto di utilizzare, dichiari e confermi di essere incapace di prenderti cura di te stesso. Quindi, ricapitoliamo: usano una Società di Diritto Privato, quotata, fingono che sia uno Stato, un ente pubblico, in realtà è privatissimo, e lo usano per fare business (quattrini, denaro, profitto! E ci chiedono anche di pagare le tasse per mantenere una Società di Diritto Privato che non è nostra!) attraverso la tua esistenza, oggetto di quell’entità fittizia scritta tutta a lettere maiuscole, quotata alla S.E.C. di Washington D.C..
Il concetto è, quindi, che se tu accetti questo presupposto, ti autodefinisci incapace, bisognoso di essere amministrato in modo coatto, perché oltre ad essere disperso in mare, quindi senza diritti e in bancarotta (non hai mai reclamato ciò che è tuo), non sai neanche chi sei! Per assurdo, ogni autorità, infatti, deve chiederti chi sei, altrimenti non ti può toccare nemmeno con un dito. Non avrebbe la giurisdizione per farlo (si parla di diritto amministrativo, tributario, civile ecc…se uccidi qualcuno, quindi codice penale, è un po’ diverso, ma non troppo…).



I nostri tribunali infatti sono TRIBUNALI DI DIRITTO PRIVATO, quindi TRIBUNALI AZIENDALI!
Stessa cosa vale per il denaro, le banconote “euro”: siamo stati avvertiti, sopra c’è scritto “proprietà della Banca Centrale Europea”, non è nostro è della BCE, ma se noi accettiamo di usarlo, come per il nome fittizio, ci autoproclamiamo incapaci e incompetenti ai loro occhi (disperso in mare, ecc…). Hanno creato quindi un sistema di governo chiamato cosa pubblica, che invece è privatissima, che include partiti, Parlamento, Governo, elezioni e se tu accetti di partecipare a questo gioco ti autodefinisci di nuovo incapace e incompetente (disperso in mare, ecc…), bisognoso di amministrazione coatta.
A fronte di questo lungo e, immagino sconvolgente racconto per molti di voi, la prima riflessione è:
Come facciamo a cambiare in meglio una cosa che non ci appartiene affatto?
Ma del resto il nostro inconscio ce lo dice, nelle ultime amministrative ha votato il 50% degli aventi diritto; una persona su due considera offensivo per la propria intelligenza andare a votare. Quindi a questo punto, se è tutto chiaro, gli interrogativi sono solo due:
- Cosa possiamo fare per sottrarre il nostro consenso a questa frode che ci vede protagonisti “involontari” fin da quando siamo nati? Cosa possiamo fare comprende il salvare il salvabile, dai pignoramenti per esempio, da Equitalia, perché non siamo NOI, persona fisica in carne ed ossa a dover pagare le tasse, ma è l’entità fittizia che noi legittimiamo nel momento che la usiamo fraudolentemente (lettere maiuscole).
Quindi, in modo individuale possiamo utilizzare noi le loro stesse leggi, Codice Nautico e dell’Ammiragliato (Bibbia) in maniera tale che siano loro a cadere in disonore?
Conoscendo la legge possiamo fare qualcosa?
Domanda numero due:
Cosa possiamo fare invece collettivamente per creare un’alternativa a questo sistema marcio, fraudolento che è stato creato a loro favore a nostro totale sfavore?
Come possiamo modificarlo se non ci appartiene?
Intanto, mentre ci pensiamo, possiamo soltanto smettere di partecipare. Concludendo, i nodi cruciali sono due: il denaro e come si prendono le decisioni, che è sinonimo di politica. Ma c’è un punto in più che è diventato chiarissimo: non si possono trattare separatamente denaro (economia, finanza, crisi ecc…), la politica, cioè il modo in cui si prendono le decisioni, la religione e il diritto, perché per i potenti, l’élite, sono la stessa identica cosa.

Published on September 26, 2012, by in La Visione Alchemica.
Fonti e link: http://blog.miglioriamo.it/category/tempo-di-cambiare/
Questa pagina prova che l’Italia non è una “Repubblica costituzionale fondata sul lavoro”, ma una Società Privata registrata presso la S.E.C. di Washington D.C., in America:
http://www.sec.gov/cgi-bin/browse-edgar?action=getcompany&CIK=0000052782
http://fuoridimatrix.blogspot.it/p/schiavi-della-santa-sede-dal-1302anno.html