LA PROMESSA DI MOSÈ NON NASCE DA NESSUNA TERRA
«Finalmente gli ebrei escono dall'Egitto. Chi erano? Erano Israeliti discendenti da Giacobbe, erano Accadi, Mesopotamici e Hittiti, erano transfughi egizi. E soprattutto, dice il grande rabbino Chaim Potok, che fu direttore del Jewish Seminar di New York, erano “habiru”.
E chi erano, gli “habiru”? La parola, proto-sinaitica, indicava i delinquenti.
Quindi con Mosè c'erano prostitute e ruffiani, assassini, ladri, contrabbandieri.
Il Santo Benedetto voleva dare una possibilità di redenzione anche alla feccia del mondo, compresi gli ebrei che erano schiavi».
«Quando si rivela, quel dio, che cosa dice? Come si qualifica? “Sono il dio dello schiavo e dello straniero”. Infatti voi siete questo, una banda di mal messi insieme, di schiavi e stranieri. Questa è l'origine degli ebrei. Non hanno l'origine in una terra: ce l'hanno in un progetto etico, spirituale. E nel deserto del Sinai, grazie all'ascesa di Mosè sul monte, loro approderanno alle 10 “parole del deserto”.
«Quando si rivela, quel dio, che cosa dice? Come si qualifica? “Sono il dio dello schiavo e dello straniero”. Infatti voi siete questo, una banda di mal messi insieme, di schiavi e stranieri. Questa è l'origine degli ebrei. Non hanno l'origine in una terra: ce l'hanno in un progetto etico, spirituale. E nel deserto del Sinai, grazie all'ascesa di Mosè sul monte, loro approderanno alle 10 “parole del deserto”.
In ebraico si chiamano così, non “comandamenti”. Oserei dire: sono proposte (lo dico da povero rapsodo, esponendo le mie modestissime opinioni)».
«Il primo comandamento, in ebraico, è: “Io sono il Nome”, il tetragramma ineffabile.
«Il primo comandamento, in ebraico, è: “Io sono il Nome”, il tetragramma ineffabile.
“Il tuo Elohim”, tradurlo con “dio” sarebbe scorretto: “dio” è una parola politeista.
“Che ti ha tratto dalla terra d'Egitto, dalla casa degli schiavi, per esserti Dio”.
Io sono il dio della libertà: ma non solo quella fisica, anche quella dentro.
La libertà vera, quindi, non la libertà del capitalismo.
Il secondo comandamento dice: “Non avrai altri dèi a fianco a me”.
Il divino riconosce che ci sono altri dèi, ma non è cooptabile in un gotha di dèi: o lui, o niente».
«Dice questo perché chiede una scelta. E poi è un dio esclusivo, perché è il dio della libertà. Qualcun altro può stare al fianco della libertà? E poi ci sono gli altri comandamenti: non ucciderai, non ruberai, non desidererai la roba di altri (i sionisti non fanno altro).
«Dice questo perché chiede una scelta. E poi è un dio esclusivo, perché è il dio della libertà. Qualcun altro può stare al fianco della libertà? E poi ci sono gli altri comandamenti: non ucciderai, non ruberai, non desidererai la roba di altri (i sionisti non fanno altro).
Allora, questa è l'aristocrazia degli ebrei: sono gli ultimi, la schiuma della terra.
La Terra Promessa non la possiamo negare, nella narrazione biblica.
Il buon Dio dice sempre: “Vai in quella terra che io ti prometto”.
Però subito dopo aggiunge: scusate, ragazzi, ma la terra è mia».
«La Terra Promessa non è la terra degli uomini: ecco il grande equivoco.
«La Terra Promessa non è la terra degli uomini: ecco il grande equivoco.
I sionisti hanno scambiato la Terra Promessa per una promessa di terra.
C'è un versetto del Levitico che ho imparato dal grande filosofo ebreo del '900 Franz Rosenzweig. Lui dice che nessun uomo ha diritto alla terra.
In ebraico, quel versetto recita: “La terra non verrà venduta in perpetuità perché la terra è mia”.
E poi prosegue: “Tu, ebreo, abiterai quella terra come straniero soggiornante”, quindi insieme allo straniero “che godrà dei tuoi stessi statuti”».
«Ancora: “Ricordati che fosti straniero in terra d'Egitto”. E l'ultimo frammento del verso è: “Perché voi tutti, davanti a me, siete solo stranieri soggiornanti”.
«Ancora: “Ricordati che fosti straniero in terra d'Egitto”. E l'ultimo frammento del verso è: “Perché voi tutti, davanti a me, siete solo stranieri soggiornanti”.
Un brillante traduttore evangelico ha reso queste parole mirabilmente: “Perché voi tutti, davanti a me, siete solo meticci e avventizi”.
Dov'è il sionismo, qui? Vai in una terra per vivere in maniera santa.
A essere sante non sono le zolle della terra o le pietre che tu hai tirato in piedi: è santo il modo di viverci. Ed è il massimo livello di santità, perché vivere da stranieri fra gli stranieri porta la pace».
«Questa è la mia interpretazione. Da Marx, dal mio ebraismo e da molte altre fonti, in particolare dall'ebraismo della diaspora (quello della Yiddishkeit), ho imparato che siamo qui per costruire giustizia sociale e pace. Non c'è dubbio che i palestinesi siano gli ebrei di oggi, se per ebraismo intendiamo quella lunga vicenda che gli ebrei hanno vissuto nel corso di oltre due millenni. E parlo solo dell'ultimo esilio, perché gli ebrei – su circa 4.000 anni di storia – in quella terra ci sono stati 700 anni; tutto il resto è esilio».
«Gli ebrei di Israele, i sionisti, hanno cercato di cancellare l'ebraismo con il sionismo.
«Questa è la mia interpretazione. Da Marx, dal mio ebraismo e da molte altre fonti, in particolare dall'ebraismo della diaspora (quello della Yiddishkeit), ho imparato che siamo qui per costruire giustizia sociale e pace. Non c'è dubbio che i palestinesi siano gli ebrei di oggi, se per ebraismo intendiamo quella lunga vicenda che gli ebrei hanno vissuto nel corso di oltre due millenni. E parlo solo dell'ultimo esilio, perché gli ebrei – su circa 4.000 anni di storia – in quella terra ci sono stati 700 anni; tutto il resto è esilio».
«Gli ebrei di Israele, i sionisti, hanno cercato di cancellare l'ebraismo con il sionismo.
Ci sono due dimensioni ineludibili, nell'ebraismo: va bene la terra, ma c'è anche l'esilio.
Il Talmud ebraico, che è il libro senza il quale non capisci niente dell'ebraismo, perché è tutta la parte interpretativa, dice chiaramente che agli ebrei è proibita una sovranità nazionale. Ripeto: proibita. Oggi ci sono due gruppi dell'ortodossia ebraica che sono radicalmente anti-sionisti; portano le loro lunghe barbe, i riccioli rituali e poi la gabbana e lo scialle ebraico, e sopra lo scialle ebraico hanno la bandiera palestinese».
«La loro proposta di pace è lo smantellamento pacifico dello Stato di Israele.
«La loro proposta di pace è lo smantellamento pacifico dello Stato di Israele.
E gli ebrei israeliani? Secondo loro è giusto che vivano sotto sovranità palestinese.
Questo lo pensano i Neturei Karta, che si oppongono a Netanyahu (che è un delinquente, un genocida; e anche se uno è ebreo e l'altro era tedesco, i genocidi si assomigliano).
Io sono meno radicale dei Neturei Karta. Io dico: un solo Stato, democratico e laico, per tutti gli esseri umani che abitano nella Palestina mandataria: arabi, palestinesi, ebrei, drusi e atei. Tutti con gli stessi identici diritti, gli stessi doveri, la stessa libertà religiosa».
«Ai coloni fanatici dico: secondo me il comandamento non è possedere la terra, ma vivere nella terra. Se vivi sotto una sovranità mista, chi ti impedisce di andare alla tomba di Abramo, al Muro del Pianto? Quindi il sionismo non è un progetto ebraico, è un progetto nazionalista: è colonialista, suprematista, razzista.
«Ai coloni fanatici dico: secondo me il comandamento non è possedere la terra, ma vivere nella terra. Se vivi sotto una sovranità mista, chi ti impedisce di andare alla tomba di Abramo, al Muro del Pianto? Quindi il sionismo non è un progetto ebraico, è un progetto nazionalista: è colonialista, suprematista, razzista.
E quindi non poteva che diventare genocidario. Il più duro critico del sionismo è un ebreo che si chiama Norman Finkelstein, allievo di Noam Chomsky: nemmeno i palestinesi dicono le cose che dice lui. Poi c'è Judith Butler, la grandissima filosofa, e Naomi Klein: potrei citare a migliaia».
«I sionisti ci etichettano come antisemiti. Hanno fatto l'equazione: anti-sionista, uguale antisemita. È stato Abba Eban, uno degli importanti laburisti dell'edificazione dello Stato di Israele, che negli anni '70 è andato in tutte le legazioni diplomatiche israeliane, e ha detto: “Appena vi criticano, gridate all'antisemitismo”.
«I sionisti ci etichettano come antisemiti. Hanno fatto l'equazione: anti-sionista, uguale antisemita. È stato Abba Eban, uno degli importanti laburisti dell'edificazione dello Stato di Israele, che negli anni '70 è andato in tutte le legazioni diplomatiche israeliane, e ha detto: “Appena vi criticano, gridate all'antisemitismo”.
Strumentalizzano tutto, anche le ceneri dei nostri morti. Ma dico, tu puoi strumentalizzare le ceneri degli assassinati nella Shoah per commettere un genocidio? E poi ti chiami ancora ebreo? Gli israeliani vanno chiamati sionisti, gli ebrei sono un'altra cosa».
«Anche gli israeliani sono ebrei, però l'essersi caratterizzati come sionisti e l'aver postulato un'identicità fra l'essere sionista e l'essere ebreo li qualifica come idolatri.
«Anche gli israeliani sono ebrei, però l'essersi caratterizzati come sionisti e l'aver postulato un'identicità fra l'essere sionista e l'essere ebreo li qualifica come idolatri.
In Inghilterra c'è un signore di 88 anni che si chiama Stephen Kapoš: un ebreo ungherese, deportato ad Auschwitz a 7 anni; poi ha scelto l'Inghilterra, e oggi è cittadino inglese.
Lui gira tutti i giorni avanti e indietro, alla sua età, davanti al 10 di Downing Street, la residenza del primo ministro britannico, con un cartello appeso al collo: “Stop genocide in Gaza”».
«Ci sono anche molti israeliani che accusano Israele di genocidio, a partire dal professor Amos Goldberg, docente di storia ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme.
«Ci sono anche molti israeliani che accusano Israele di genocidio, a partire dal professor Amos Goldberg, docente di storia ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme.
Lui già all'inizio ha emesso un testo voluminoso dove ha usato la parola genocidio per cinque volte, e l'ultima volta l'ha definito “genocidio intenzionale”.
A dirlo sono tanti altri israeliani (minoranze, certo).
Per esempio Miko Peled, un attivista che viene negli Stati Uniti, figlio di un generale: in una dichiarazione su YouTube ha detto non c'è mai stato un sionismo buono».
«Alcuni, che sono anche brava gente, hanno creduto in buona fede nell'opzione sionista. Potrebbe esistere uno Stato ebraico non sionista? Uno Stato ebraico, per me, è un abominio, perché Eretz Israel, la Terra Santa (e in questo mi allineo agli ortodossi anti-sionisti) potrà darsi solo quando arriverà il Messia, ebraicamente parlando.
«Alcuni, che sono anche brava gente, hanno creduto in buona fede nell'opzione sionista. Potrebbe esistere uno Stato ebraico non sionista? Uno Stato ebraico, per me, è un abominio, perché Eretz Israel, la Terra Santa (e in questo mi allineo agli ortodossi anti-sionisti) potrà darsi solo quando arriverà il Messia, ebraicamente parlando.
E non sarà assolutamente una nazione nazionalista: sarà una terra dove si vive da stranieri fra gli stranieri. Per gli ultra-ortodossi, Israele non può essere creata dall'uomo.
Deve prima arrivare un'era di pace, perché si possa creare una terra (non uno Stato) dove si vive, non dove si possiede».
«Se Dio dice “la terra è mia”, allora certi sionisti dicono: “È la terra del dono”.
«Se Dio dice “la terra è mia”, allora certi sionisti dicono: “È la terra del dono”.
Io dico: e allora perché Dio continua a ripetere che la terra è sua?
Certo che l'ha promessa, quella terra: ma per abitarla da stranieri con gli stranieri.
E questa non è che la lettura del Levitico. Sapete quanto sono vili, i sionisti?
Mi accusano di essere un ebreo antisemita. A chi mi parla così, io rispondo: “E tu hai bisogno di uno psichiatra, ma per una decina d'anni”.
La fede in Dio non è un precetto dell'ebraismo. È un atto di fede rubricato nei 13 atti di fede enunciati da Maimonide, ma non è un una mitzvà. Se rispetta tutti i precetti dell'ebraismo, anche un ateo può essere considerato il migliore degli ebrei».
Ovadia intervistato su “Altro”: https://www.youtube.com/watch?v=kB3DEPOXy9w
Trascrizione di Giorgio Cattaneo
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