giovedì 20 giugno 2019

CLIMAX E LE PORTE DELL'INFERNO




Climax è il nuovo film del regista franco-argentino Gaspar Noè.
Opera originale e disturbante, Climax è la metafora della nostra società che si presenta modernista, giusta ed arcobaleno, danzereccia ed apparentemente libera sessualmente, ma che si scopre, via via, sempre più tribale, feroce ed autodistruttiva.
Climax è una visione nichilista, ma ponderata, dell'impossibilità di rinunciare alla nostra natura maligna e animale che, nonostante le sovrastrutture accettate come dogma, riemerge violentemente quando si confronta con la paura della morte, con i nostri demoni interiori ed il nostro profondo più recondito.
E' al tempo stesso un'estetica della morte vista come unica via di fuga, un po' sulla scia del nuovo paradigma esistenzialista luciferino e, talvolta, pure arimanico, del cinema d'avanguardia europeo degli ultimi anni, ma anche una visione critica dello stesso mondo magico che ha partorito questo bravo ed eccentrico regista.
Nella stessa direzione della nouvelle vague del cinema danese alla Refn, anche se con un'estetica molto personale e nuova, per certi versi mutuando anche il linguaggio di Von Trier, Noè rappresenta un'ade che ci ricorda la nostra realtà da incubo, attraverso lo stereotipo del Grande Fratello, declinato questa volta in chiave "scuola di danza".


L'esterno non è mai rappresentato, se non per pochi attimi, mostrando una vallata nei pressi di una foresta seppelita dalla neve, mentre tutta la pellicola ci mostra l'interno di questa scuola fatiscente e labirintica, isolata da tutto e da tutti, dipinta con colori caldi e sensuali, come fosse una sorta di caverna, di lager alternativo o di una biennale dell'orrore. 
Noè, con le dovute differenze, cita quella scuola di danza che Argento metteva in scena in Suspiria, film culto dello stesso regista, e che Guadagnino ha ripreso proprio in chiave magico-sessuale nel suo recente remake.
Il film inizia con una selezione di un casting, tramite interviste individuali ad ogni giovane ballerino in cerca di fama e gloria, mostrato attraverso un televisore vintage, circondato da una libreria di DVD cari al regista, ed una voce fuori campo che fa domande precise per conoscere ogni singola psicologia. Notiamo tra i film volutamente esposti quelli dell'espressionismo tedesco di Lang, di Murnau, appunto Suspiria, Zombi ed altri titoli che sono i riferimenti che il regista ha metabolizzato per questa sua nuova produzione.
Montaggio frenetico, soggettive e mezze-soggettive, sonoro spettacolare e molto realista (sembra di stare dentro un locale berlinese con diverse gamme di dinamiche tra ambienti diversi), forse in certi momenti alcune scene ed alcune inquadrature sono troppo prolisse, anche se la scelta stilistica generale ritengo sia azzeccata.
La prima parte mostra in maniera ossessiva e volutamente manieristica le performance di questo gruppo, che appare inizialmente molto affiatato ed unito, sembrano tutti grandi amici, felici di essere stati scelti dall'entità e di avere questa occasione per emergere, ma che si trasformerà nella seconda parte del film in una sorta di inferno senza via di uscita, un incubo senza risveglio, a causa della pozione magica di LSD, bevuta ad insaputa delle giovani promesse, in una sangria consumata a fiumi durante tutta la nottata dopo le prove coreografiche.
E' quello il momento di passaggio dalla società "felice" e scanzonata, alla vera natura distruttrice dell'uomo.
Dopo il rito orgiastico dei commensali a suon di Giorgio Moroder, Marss, Lil Louis e Daft Punk, ecco che viene evocato, loro malgrado, un malvagio demiurgo che si imposseserà delle loro anime, facendoli scontrare l'uno con l'altro, fino a decimarli quasi tutti sotto l'egida della bandiera francese, mostrata ironicamente come simbolo di unità/disgregazione. 
Una delle ballerine in dolce attesa "perderà" il suo bambino, un po' come succede in certe storie macabre che prevedono un sacrificio rituale, ma non sarà l'unica tragedia, da quel momento in avanti l'incubo avrà inizio.
Una metafora sul destino del nostro mondo, incapace di stabilire relazioni vere e non solo consumistiche, proiettato sul cieco individualismo, anche se mascherato dalle convenzioni di una sempre più pervasiva struttura, nel film sempre sottintesa e mai palesata, che domina lo spirito dei nostri tempi, ma anche una rappresentazione di come sia già morta questa nostra società del futuro, che per "natura" nasce divisa e prevaricatrice sul più debole e rivela violenti tribalismi mai realmente sopiti.




lunedì 10 giugno 2019

IL SUICIDIO DI NOA E LA PAURA DELLA MORTE


Noa Pothoven è una ragazza olandese di 17 anni di Arnhem, Paesi Bassi. Da bambina è stata vittima di ripetute violenze sessuali e nella sua breve vita ha sofferto di depressione, disturbo da stress post-traumatico e anoressia.
Domenica scorsa, è morta dopo aver smesso di alimentarsi e di bere, come aveva annunciato sui suoi profili social: «Voglio arrivare dritta al punto: entro un massimo di 10 giorni morirò. 
Dopo anni di continue lotte, sono svuotata. Ho smesso di mangiare e bere da un po' di tempo, e dopo molte discussioni e valutazioni, ho deciso di lasciarmi andare perché la mia sofferenza è insopportabile. Respiro, ma non vivo più», aveva scritto nell'ultimo post su Instagram, ora rimosso.

I media italiani ed internazionali, ai quali la maggioranza crede (tipico retaggio fideistico, purtroppo, duro a morire), dicevano fosse morta per eutanasia, perché in Olanda è una pratica legale, invece lei e la famiglia hanno scelto il gesto estremo, con una scelta forse discutibile, ma che non auguro a nessuno e non mi permetterei mai di giudicare, sostituendomi a loro.
Noa ha deciso questo "lutto anticipato, volontario" per porre fine a terribili sofferenze esistenziali.
Così, tanto per creare l'ennesima polarizzazione tra chi pretende che l'uomo viva per forza, anche tra mille sofferenze, e chi nel dubbio rispetta la sua scelta radicale, nell'ottica dei media ufficiali, i primi rappresenteranno la fazione pro-life, più tradizionalista, ed i secondi  saranno percepiti come quelli della fazione liberal, i modernisti che mettono i cosiddetti diritti civili davanti ad ogni cosa.
In realtà la vita e la società sono infinitamente più complesse e variegate di questo schema rigido e divisorio, in parte artificiale ed eterodiretto.
Personalmente, farei di tutto per impedire che una persona a me cara si suicidi, a costo anche della mia esistenza, e pretendo una società che faccia il possibile per mediare a qualsiasi problematica di carattere sanitario, ma sono ben consapevole che nessuno di noi, purtroppo o per fortuna, potrà mai sostituirsi, nel bene o nel male, al libero arbitrio di chiunque e, nonostante tutto ciò che saremmo in grado di operare, non sarà mai totalmente risolutivo.
Ogni persona è un mondo a se'.

Andando a creare questa polarizzazione indotta e sottesa tra le righe, in modo che possano artificialmente crearsi due fazioni, si evita di parlare in profondità rispetto a certe patologie, si evita di trattare seriamente l'argomento eutanasia e di quali possano essere i limiti o le possibilità di una decisione così radicale e dolorosa. Ovvero, fino a dove lo Stato può permettersi di tollerare il gesto estremo dei propri cittadini, essi appartengono allo Stato o a se stessi, o entrambe le cose?
Qual è il limite, se c'è un limite, è giusto ci sia un limite  o le "scelte" individuali vengono prima di tutto?
Tutti noi istintivamente siamo a favore della vita, soprattutto se si tratta di un minore, ma tutti coloro che sentenziano emotivamente e con sicumera, sono poi così sicuri che reggerebbero tali sofferenze?
Siamo tutti così certi che, facendo a cambio, non saremmo i primi a chiedere di morire, piuttosto che continuare un doloroso calvario esistenziale senza vie di uscita, senza potere trovare pace nelle cure mediche, psichiatriche, sociali?
Io non ho alcuna certezza, ho solo dubbi, anche se, istintivamente proverei a superare qualsiasi ostacolo, ma poi, giunti ad un livello di non ritorno, cosa farei, cosa non farei?
Non lo so, so che farei di tutto per aiutare il prossimo, ma senza sostituirmi in toto alla persona che si trovasse in simili condizioni, l'ultima scelta la deve fare lei, per quanto ciò ci possa ossessionare e terrorizzare, perché nessuno di noi è onnipotente.

Nel frattempo facciamo un exursus storico, senza darne un giudizio aprioristico e di merito, sui rapporti tra suicidio e società, per scoprire che in realtà, un tempo il suicidio era, non solo tollerato, ma faceva parte della cultura antropologica di quel dato popolo, di quella zona geografica, ed era lo specchio fedele di quella data società.
Nell'Egitto faraonico veniva "concesso" di suicidarsi al colpevole di alto rango che così sfuggiva ad una morte poco degna, la Regina Cleopatra si sottrae alla prigionia presso Ottaviano compiendo un suicidio rituale: facendosi mordere dall'aspide=ureo sacro, tramite divino, divinizza la sua persona ascendendo al Pantheon egiziano.
Agli schiavi non era concesso, perché erano utili al potere, piuttosto sarebbero dovuti morire di stenti.
Nella mitologia nordica Wotan accoglie nel Walhalla soltanto coloro che sono morti violentemente: i guerrieri ed i suicidi, lui stesso suicida: Signore degli Impiccati viene chiamato dalla tradizione dell ' Havannah (pare essersi ucciso in questo modo). Altra tradizione lo vuole suicida (con la sua spada).
Presso i Maya Ixtab, "La Signora della corda" - veniva rappresentata appesa ad un capestro-, era la dea dei suicidi e questi andavano in un paradiso proprio in quanto erano considerati sacri.
I Romani introdussero un contenuto emozionale al gesto suicida: uccidersi non è più male, non esiste alcun tabù relativo alla morte volontaria e questa diviene banco di prova del coraggio e della ''virtus" latina: lo seppuku giapponese nasce da una identica matrice ideologica.
La Bibbia nel Vecchio Testamento non da alcuna condanna del suicidio mentre condanna l'omicidio in Caino ed il sacrificio umano (seppur involontario). Jefte e ben quattro suicidi vengono riportati: Saul ed il suo scudiero, Sansone, Abimeloch e Achitofel.
Il Nuovo Testamento riporta il suicidio di Giuda Iscariota, ma l'ottica è ambigua o quanto meno si presta ad una interpretazione opposta a quella data dai commentatori posteriori: il Gesto di Giuda viene visto come una catarsi che si esplica nel gesto definitivo alla ricerca di un riscatto al vero gesto, omicida: il tradimento di Cristo; sarà soltanto dopo il IV secolo d.C. che la Chiesa condannerà il suicidio.
Abbiamo ancora tanto da imparare, sulla vita e sulla morte, sulle nostre paure e spesso le proiettiamo inconsapevolmente, ogni volta che ci troviamo davanti a storie terribili come questa, perché queste vicende ci rendono impotenti e vulnerabili. Questo ci terrorizza perché non abbiamo più il controllo di noi stessi e delle nostre emozioni, ci sentiamo improvvisamente soli davanti all'ignoto, in piccolo come accade per tutti coloro che si trovano e si sono trovati a decidere della propria vita, della propria morte.
A volte il silenzio è meglio di qualsiasi parola.


lunedì 3 giugno 2019

L'INNOCENT(E) SISTEMA DI MACERATA


Torno a parlare della tragedia di Pamela Mastropietro, perché è arrivata la sentenza di primo grado nel processo, ed Innocent Oseghale è stato condannato all'ergastolo e 18 mesi di isolamento.
Capisco la gioia dei genitori, parenti ed amici a cui va il massimo rispetto e cordoglio, capisco il desiderio di chiudere una terrificante vicenda ed il dolore infinito per la perdita di una figlia, che rappresenta la cosa più orribile possa capitare ad una famiglia, che giustamente non si accontenta della condanna, intuendo ci siano anche altri colpevoli, ma troppe cose non quadrano nella storia.
Prima però voglio nuovamente parlare di un fatto inquietante e parallelo, successo a Porto Recanati, distante poco più di una ventina di km da Macerata.
E' stata Angela Caponnetto, giornalista di Rai News 24, a raccogliere la testimonianza di una ragazza che ha raccontato del "Sistema Macerata". Un sistema fatto di "droga e prostituzione minorile per alimentare un giro di festini a luci rosse, nel quale sono coinvolti personaggi bene della città". 
I resti di ossa e corpi di giovani donne, trovati a Porto Recanati, sono legati tragicamente a quei festini a luci rosse a base di droghe?
Selvaggia (nome di fantasia) ha fatto queste rivelazioni poco dopo l'omicidio di Pamela Mastropietro. Ha raccontato come fu drogata dal suo ragazzo e portata in una villa nella frazione Sant'Egidio di Montecassiano, nei dintorni di Macerata, dove sostiene che ad aspettarla c'erano "personaggi facoltosi". Selvaggia nel suo racconto dice: "ho riconosciuto anche tre poliziotti, un avvocato, tanti dell' alta borghesia di Macerata. Davanti alla villa erano parcheggiate Bmw, Mercedes, Maserati". 
La ragazza allora era minorenne, racconta che i genitori fecero un esposto alla Procura della Repubblica, e che fu insabbiato perché sarebbe andato a toccare personaggi "della massoneria, della mafia". 
La Procura archiviò tutto.


Ed ora torniamo al caso Pamela Mastropietro.
Già dalla cronoca dell'epoca si comprendono le vistose incongruenze di questa tragedia assurda.
A mio modesto avviso sono tanti gli elementi che non tornano, le dinamiche del delitto e della mutilazione, l'occultamento del sangue, l'aver lasciato le 2 valigie sul ciglio della strada, vicino all'entrata di una abitazione, l'utilizzo di quali strumenti per sezionare chirurgicamente il corpo?
Il medico legale, professor Mariano Cingolani, disse a riguardo: “I tagli sono precisi, alla schiena ad esempio all’altezza dei dischi, che sono più elastici. Un’opera molto raffinata: io faccio autopsie da 40 anni e lo avrei fatto in modo analogo». Il professore ha aggiunto che “in Italia non ci sono casi di disarticolazione prima di questo".
“Se per assurdo avesse dovuto fare quest’operazione un medico legale, in un laboratorio e con tutti gli strumenti del caso a sua disposizione, ci sarebbero volute almeno otto ore”.

Ecco, nonostante queste precise dichiarazioni di un medico legale, nessun inquirente ha mosso dubbi sulla possibile vera natura dell'omicidio, nessun giornalista, nessuno che si sia posto dubbi su come sia stato tecnicamente possibile compiere questo orrore con strumenti casalinghi, in un appartamento, da solo, senza competenze chirurgiche, usando la varechina per pulire le membra straziate dopo averle mutilate, senza alcuna logica ai fini dell'occultamento del cadavere, corpo che è poi stato fatto ritrovare in bella vista. Perché queste dinamiche assurde?
Forse perché il nigeriano ha avuto complici, magari è stato utilizzato come corriere e poi incastrato, oppure, nulla c'entra con questo surreale modus operandi, da un lato maniacale e scientifico, come e meglio di qualsiasi serial killer, e dall'altro demenziale, avendo fatto volutamente ritrovare il corpo senza alcuna ragione logica.

Ricapitoliamo: 
Il nigeriano avrebbe sezionato la vittima senza alcun problema tecnico, fregandosene dei litri di sangue che, immagino, avranno imbrattato tutto l'appartamento, mobili compresi, oltre al suo corpo ed i suoi vestiti. L'arma delitto sarebbe stato un coltellaccio da cucina? Dove sono finite le vere armi del delitto?
Dopo questa opera rituale improvvisata, ma perfetta dal punto di vista chirurgico, avrebbe lasciato i due trolley, uno blu ed uno rosso, sul ciglio della strada davanti ad una villetta fuori Macerata (si voleva fare beccare a tutti i costi?), e non in un bidone della spazzatura, nei meandri della boscaglia, dentro ad uno dei tanti cantieri abbandonati. NO!!! 
La sua maggiore premura sarebbe stata quella di cancellare le prove dello stupro, come se questo cambiasse qualcosa all'orrore inflitto a Pamela.
Sarebbe un po' come se un ladro, dopo una rapina compiuta in un bar, chiedesse lo scontrino per il caffe', per evitare la multa, non sia mai fosse scambiato per un volgare evasore. E' tutto molto dissonante.
Veramente possiamo credere ad una tale idiozia, sostenuta dalla corte mediatica dei miracoli, subito pronta a puntare il dito contro lo straniero, il cannibale con anni di esperienza criminale (si è scritto chissà quante altre Pamela avranno fatto la stessa fine, si sa come fanno LORO), che non può integrarsi con la nostra civiltà, la stessa civiltà ben narrata da Pasolini in Salo', la stessa civiltà che ha partorito ndrangheta, mafia, camorra, omicidi seriali e rituali, dove l'amputazione è prassi documentata e fa parte di certe precise modalità criminali nostrane e di certi reparti segreti di mercenari dei servizi, cosiddetti, deviati. 
La stessa civiltà che utilizza delitti mediatici per strategie politiche e propagande elettorali che pagano in termini di consenso, che plasma forme pensiero per dare in pasto all'opinione pubblica un colpevole certo. Nessun cittadino avrebbe obiettato, sicuro di poter additare la colpa di tali efferatezze proprio ad un criminale come Innocent, un delinquente straniero alieno alla nostra amata civiltà.
Non stiamo parlando di una volgare mattanza compiuta all'improvviso da un disperato, ma di un'opera sofisticata e "pulita", degna di un navigato professionista legale e di un collega di lunga pratica anatomopatologica.

Ad incastrare definitivamente INNOCENT (nomen omen), sarebbero state le confessioni che in carcere avrebbe fatto ad un noto ndranghetista pentito, che lo avrebbe poi definitivamente sputtanato in sede processuale. Quindi anche in questo caso, dopo aver compiuto un lavoro da certosino, sarebbe scivolato in un'ammissione di colpevolezza, fidandosi proprio di un collaboratore di giustizia compagno di sventure in carcere. Quale migliore persona per confessare i propri incubi, ben sapendo di essere spiato 24 ore al giorno e di essere sotto i riflettori mediatici pronti ad accanirsi come squali.
Il problema evidentemente non sono stati i tanti litri di sangue magicamente evaporati o che avranno sporcato tutto l'appartamento, prontamente imbiancato e ripulito perfettamente in poche ore meglio e più di un "Dexter" qualsiasi, il problema, secondo i giornali, SAREBBE stato quello di assicurarsi non trapelasse nessun contatto sessuale con la vittima.
Questo sembra quasi un depistaggio per non occuparsi delle reali dinamiche dell'omicidio.
Altro che due piccoli trolley, con tutto quello che ha utilizzato per ripulirsi, buttare i vestiti lordi di sangue, disinfettarsi e pulire casa (panni, stracci, ammoniaca, varechina, lenzuola, teloni, moci, secchi, vernice e armi del delitto), avrebbe dovuto usarne almeno 13 di trolley...
No, e non solo, dopo la crudele violenza si sarebbe tenuto curiosamente la giacca di Pamela come cimelio, sporco di sangue (curioso, perchè la giacca riposta e "nascosta" in un armadio di casa, doveva essere l'unico indumento rimasto intonso).
Avete presente come funziona un macello di bestiame?
Provate un attimo a realizzare la dinamica e capirete la difficoltà dell'operazione nell'occultare tutte le prove, senza considerare l'asportazione chirurgica di organi precisi che, come giustamente afferma il medico legale, richiede tempo, competenze, strumentazione, una sala operatoria attrezzata, complici e tutto il resto.
Senza considerare che l'asportazione del pube l'abbiamo già ritrovata diverse volte in tanti omicidi rituali, vedi il MDF.
E come per il MDF anche questo omicidio è stato fatto in una giornata di luna piena, ma questo è solo un particolare, un caso, ci mancherebbe.
Ecco, anche solo dopo tutti questi macabri particolari, molto pesanti ed inquietanti, uno dovrebbe porsi qualche domanda, qualche dubbio, perché, oltretutto, le tracce ematiche che sarebbero state ritrovate nella casa degli orrori, sono inferiori a quelle che si ottengono schiacciandosi un brufolo, se paragonate a tutto quello che si è descritto sia successo.
Non è possibile non sorgano dubbi sulle dinamiche di questo terribile omicidio. 
Pamela chiede giustizia, quella vera, e non il solito capro espiatorio che ben conosciamo.
Innocent meglio di un medico legale, meglio anche dell'HERA.
Io in carcere lo utilizzerei come uomo delle pulizie, sicuro non lascerebbe alcuna traccia in tutto l'istituto penitenziario.
Nome in codice MASTROLINDO...


lunedì 27 maggio 2019

LE AFFINITA' ELETTIVE DELLA SOVRAGESTIONE



La vittoria elettorale delle nuove destre è la logica conseguenza di tutto ciò che è accaduto negli ultimi 30 anni anni, in primis per colpa delle sinistre che hanno lasciato un vuoto abissale, abdicando a quello che sarebbe dovuto essere il loro scopo primario, e per logica conseguenza di uno schema del potere, pensato ed attuato, perché cambiasse la società in termini reazionari, sia culturalmente che socialmente.



Il progetto procede per gradi, dopo aver attraversato diverse stagioni dagli anni 70 ad oggi, passando per la strategia della tensione, attraverso il progetto atlantista piduista di spostamento a destra dell'asse politico-culturale economico-sociale, attraverso il Patto Stato-Mafia, dopo il divorzio tra Banca d'Italia e Ministero del Tesoro, con tutte le nefaste conseguenze politico-economiche che hanno costituito l'attuale stato delle cose, siamo arrivati a percepire ed intravedere le nudità del Re.
Così abbiamo abbaiato, ci siamo incazzati e abbiamo desiderato nuovi condottieri che ci portassero via da questo inferno in terra. Non potevamo sapere che i nuovi salvatori della patria ed i loro contenitori del dissenso erano stati pensati e progettati proprio dagli stessi poteri forti che pensavamo ingenuamente di combattere.
In cosa consiste il progetto della sovragestione?
Partiamo dall'89, anche se la storia inizia molto, molto prima.
Dopo il crollo del muro di Berlino lo scenario geopolitico internazionale è mutato e il network dei poteri forti ha favorito ufficialmente, e non più sottotraccia, il vento delle nuove destre, ora tecnofinanziarie, ora populiste, ora di centrodestra, ora di centrosinistra, trasversali ed apolidi.
In Italia Tangentopoli è stato lo spartiacque tra il vecchio sistema, oramai in putrefazione e la nuova classe dirigente, è stata l'occasione di aggiornare il sistema in termini dispotici, seguendo un paradigma liberista neocon, neo-aristocratico, di austerity, di svuotamento dell'apparato statale, di destrutturazione dello Stato Sociale, di impoverimento progressivo delle classi sociali, modello perseguito da tutto l'arco politico costituzionale, trasversalmente e senza distinzioni degne di nota.


La Sovragestione del progetto di quello che sarebbe diventata la cosiddetta 2° Repubblica, nasce molto prima, già prevista alcuni decenni fa, ed era facile previsione, perché dopo 20 anni di future austerity e di politiche economiche anti-statali, anti-sovraniste, di impoverimento del ceto medio, gli elettori si sarebbero naturalmente spostati negli anni verso contenitori populisti, ed infatti e per tempo, è corsa ai ripari, plasmando fin da subito negli anni 80 una forza che sarebbe cresciuta negli anni a venire.
La Lega-Nord, "pensata" dall'ideologo Miglio, in contrapposizione proprio a quello statalismo italico, nata come formazione secessionista, anticipando su scala nazionale quell'Europa su due livelli, oggi cruda realtà, quindi cresciuta in un'ottica ed in una visione anti-sovranista, anti-statale e filogermanica.
Quello fu il primo baluardo, il primo virus introdotto nel corpo morente italico.
Contemporaneamente, fu la volta di Berlusconi che è stato il primo vero populista vincente ed aggiornatore del palinsesto culturale, mentre il PD si occupò della svendita del bel paese e di inseguire anch'esso politiche liberiste neocon, fino alla creazione dei 5Stelle, nati come contenitore moderno e di passaggio del dissenso popolare, oggi in crisi e forse al termine di un percorso che li ha visti utili idioti di una Sovragestione che li ha strumentalizzati, utilizzati e poi scaricati.
30 anni di malapolitica imposta dalla Sovragestione hanno quindi favorito la pancia e la rabbia dell'elettorato che, anche a suon di propaganda divisoria, basata sulla paura e sull'odio, ha premiato oggi partiti come Lega e FDI.
Nessuna sorpresa, è andato tutto come doveva andare, in maniera assolutamente naturale e pacifica, senza alcuna sbavatura.
Prossimo passo sarà quello di alzare finalmente l'asticella del consentito, ovvero l'affermazione sempre più ampia delle nuove destre in Europa ed in tutti gli Stati che la compongono, diventando la longa manus di quella Sovragestione che da decenni manovra e favorisce mutazioni genetiche, per implementare politiche repressive, avviare la militarizzazione del territorio ed aggiornare il sistema proprio in direzione di quell'Ordine Mondiale globalista che alcuni, forse, si sono scordati esista.
Il centrosinistra ed il centrodestra sono stati utilizzati in questi anni per implementare politiche liberiste e cambiare i connotati culturali, economici e sociali del paese, oggi il macro-potere della Sovragestione conclude il progetto proprio attraverso gli apparenti nemici di sempre, in realtà, le sue inconsapevoli sentinelle, oggi preposte ad aggiornare lo stesso sistema di ieri ed a renderlo sempre più elitario, sofisticato e potente.
E' la coda che si ricongiunge con la bocca della serpe, i contenitori del dissenso finto-rivoluzionari creati dalla testa per sostituirla e rendere eterno lo schema del potere.
Un po' come tirare una pietra dalla cima di un monte e lasciare che essa crei l'effetto domino della valanga, così funziona la Sovragestione...

domenica 26 maggio 2019

FALSI ALLUNAGGI E TERRAPIATTISMO DI STATO


Gli allunaggi sono veri o falsi?
Certo che sono falsi, non capisco perché dovrebbero essere veri?
Per quale motivo le missioni spaziali dovrebbero essere vere? 
Bisogna chiedersi il perché delle cose e non accettarle fideisticamente perché l'hanno detto LORO, dove il LORO ha sostituito il vecchio con il barbone tra le nuvole chimiche. 
Voi ci andreste sulla Luna? 
A fare cosa? 
A salutare gli arconti, gli osservatori galattici, i nazisti sfuggiti a Norimberga? 
A fare la gara a chi arriva per primo lassù? 
A raccogliere polvere lunare e detriti sabbiosi? 
Le missioni spaziali sono SOLO propaganda religiosa, sono la prosecuzione di un pensiero magico che, di scientifico, ha poco. Nulla di nuovo all'orizzonte, però nel 20° secolo è stata aggiornata con poderosi driver, ed al posto dei cavalieri e della terra promessa, abbiamo gli astronauti e la Luna.
E' lo stesso motivo per cui la terra nelle immagini enciclopediche risulta da sempre perfettamente sferica, perché deve rappresentare artificialmente un archetipo di perfezione, un'icona sacra e quindi REGOLARE, non irregolare come è invece in natura. 
Tutti i pianeti sono geoidi irregolari, sfere altamente imperfette e bruttine da vedere, per quello che la NASA ridisegna tutte le immagini della terra che siamo abituati a vedere su tutti i libri e viene inculcata una certa iconografia globale che è solo riedizione di un DIO in chiave modernista. 
Sarebbe come mostrare la Madonna sfigurata. 
Come conseguenza di questo plagio, nasce dall'altra parte l'esigenza di un delirio su di una terra piatta che spiegherebbe queste contraddizioni, come appunto le immagini false, come le misurazioni che non tornano tra la Sardegna e la Corsica, senza considerare che la superficie della terra è spesso piana su sfera.
Vi immaginate se improvvisamente la terra, dopo un secolo di disegni edulcorati ed oleografici, risultasse mezza storpia, pensate che trauma, sarebbe come mostrare l'imperfezione dell'AUTORITA', sarebbe il principio del caos, come potrebbe il sistema pretendere fiducia dopo questa menzogna colossale, da un certo punto di vista, peggiore del virus terrapiattista che è alleato al sistema, perché imperfetta e quindi corruttibile, come potrebbe la massa dei sudditi nutrire speranza e cieca fede nel sempre verde oracolo del culto millenario che oggi è trasmutato da analogico a digitale. 
Questo è l'unico e reale motivo della manipolazione, ovvero, la creazione di un dogma e di un paradigma neo-fideistico, un aggiornamento del vecchio oracolo in chiave moderna, ed al posto degli angeli ci sono gli alieni, al posto della Terra Promessa c'è la Luna. 
Tutto è falso per natura delle cose, tutto ciò che viene dall'alto deve esserlo, non avrebbe senso che un potere dicesse la verità sul suo operato, perché dovrebbe farlo in una logica gerarchico piramidale?
Tutto è logicamente manipolato, sia l'informazione ufficiale ed anche grossa parte della controinformazione, che è solo l'altra faccia della medaglia dello stesso scisma ontologico, dello stesso inganno globale, dello stesso paradigma religioso.
Personalmente allargo il campo del plagio anche alla missione di Marte e alle simulazioni digitali dei buchi neri. Tutto è rappresentazione, mitologia, quello è l'unico scopo delle missioni spaziali, oltre al fatto che la NASA ha a disposizione fondi infiniti di spesa a deficit statale. 
Il Deep State ha ben altre funzioni militari e di controllo, costa tanto e per far accettare che sia massivamente finanziato, bisogna creare la leggenda, la speranza, e come per la Madonna, anche la visione sacra di un'allucinazione collettiva.
Che differenza c'è tra Medjugorje e la sintonizzazione in diretta di tutto coloro che osservarono stupiti il primo uomo atterrare in Nevada, oppss, sulla Luna? 
Nessuno...
E come la Chiesa sul plagio religioso ci ha costruito un potere temporale, dopo l'illuminismo, che potrebbe essere parificato al primo cristianesimo esoterico, la scienza ha edificato il suo tempio religioso, fatto di verità e menzogne come esattamente per il cattolicesimo e qualsiasi altro culto umano che faccia presa sul nostro aspetto inconscio irrazionale.


Ufficialismo e terrapiattismo sono due facce della stessa medaglia e si sorreggono l'una con l'altra, si alimentano a vicenda, per quello che oggi il sistema da così tanto spazio sui media a certe teorie deliranti, perché sono utili a fortificare l'idea ufficiale delle cose. Due aspetti irrazionali dello stesso pensiero magico.
In un contesto di terra piatta, senza quindi la gravità che presupporrebbe la sfericità dei corpi celesti, dove è il sopra e dove è il sotto?
Perché in assenza di gravità cadiamo per terra e non voliamo per aria?
Aristotele fornì argomenti fisici e osservazioni a sostegno dell'idea di una Terra sferica:
Ogni porzione della Terra tende verso il centro fino a formare una sfera per compressione e convergenza.
Viaggiatori che vanno a sud vedono le costellazioni meridionali salire più in alto sopra l'orizzonte
L'ombra della Terra sulla Luna durante una eclissi lunare è rotonda. 



martedì 14 maggio 2019

COME SE FOSSE ONTANI... cit.




Amor, ch'a nullo amato amar perdona è il verso 103 del canto V, che si svolge nel 2° cerchio, dove sono puniti i lussuriosi nell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Mi è tornato in mente notando l'acronimo RVAMO (V AMOR) tratto dall'opera RenVergatellAppenninMontovolO di Luigi Ontani, dove le maiuscole sembrerebbero appartenere solo alle iniziali di tutte le parole che lo compongo, tranne la O finale di MontovolO, ed il cui anagramma forma V AMOR che, nell'incoscio collettivo della rete, indicizza su google proprio questa dicitura.
Ovviamente, sto scherzando (ci stavate cascando, eh...), anche perché talvolta il titolo dell'opera appare con la O maiuscuola, talvolta minuscola.


"RenVergatellAppenninMontovolO", è l'ultima opera di Ontani, da dieci anni in cantiere, che evoca elementi naturali dell’Appennino bolognese. Secondo la descrizione dell'autore è una "fontana in marmo e bronzo che richiama le figure della mitologia classica", con un Fauno che simboleggia il fiume Reno, il Cupido Amor d’Arte, il putto alato sulle sue spalle, che rappresenta il torrente Vergatello, Poseidone l’Appennino, ed un uovo che allude a 'Montovolo', cinto dal serpente.
Molte persone non hanno gradito il "forte impatto visivo" e sui social è stato detto a sproposito che avrebbe tratti "satanisti" e "pedofili".
In realtà non è un'opera satanista...
Diciamo che sono utilizzati elementi simbolici che i cattolici erroneamente scambiano per satanisti.
Il punto è un altro, ovvero, che Ontani strumentalizza e gioca con questa ignoranza popolare per suscitare questo sentimento moralista e far parlare delle sue opere, introducendo elementi pagani, panteistici, iniziatici (spesso dozzinali, naif e caricaturali), ben sapendo che saranno scambiati per sinistri. Lo ha sempre fatto, peraltro legittimamente, in tutta la sua carriera artistica.
Quindi direi più una volontà provocatoria che maligna. 
Gli elementi del fauno, del Lux-Cupido sulle spalle, dell'uva, dell'uovo alchemico e del serpente, sono elementi ancestrali, alcuni di questi archetipici e presenti anche nella cultura cristiana, sono la rappresentazione simbolica e antropomorfa degli elementi sacri della natura che ritorna alle sue origini, e torna anche sul trono dell'immaginario collettivo, avendo spodestato la classicità e la tradizione, trasmutandola a suo piacere e godimento. 
Gli elementi simbolici che negli ultimi 50 anni sono sovente utilizzati da alcuni filoni dell'Arte Contemporanea, ammiccano strumentalmente a questo paradigma, tra ambiguità di fondo, recupero di elementi esoterici, dissacrazione che va a sostituire un potere religioso per edificarne un altro.
Non sono gli elementi simbolici ad essere controiniziati, ma la tendenza generale dello status quo a promuovere una certa Arte, in opposizione ad una presunta tradizione, oggi anacronistica e che non esiste più nei fatti da oramai un secolo, almeno dal famoso orinatoio di Duchamp.

Sarebbe invece rivoluzionario, e chi lo fa solitamente è ostracizzato dal cosiddetto Dio mercato, una 3° via, dove sia la stessa celebrazione del potere ad essere dissacrata e non invece beatificata la SOSTITUZIONE del Dio di turno.
In questo senso l'opera di Ontani è conservatrice, perché non scardina proprio nulla, celebra il NUOVO, recuperando il vecchissimo, perché mira ad individuare una nuova religiosità che non è laica affatto, semplicemente è un'altra casacca di un diverso monarca adagiato sullo stesso trono, ovvero, sul mondo. E' la stessa operazione che, in grande, hanno realizzato i culti religiosi, dando una nuova veste, mescolandosi e trasmutandosi con quelli ancora più antichi. 
Lui stesso si è presentato ironicamente come una sorta di sacerdote completamente vestito di viola, durante l'inaugurazione a Vergato. 
Il viola è il colore della spiritualità, associato insieme al bianco al 7° chakra, le cui frequenze cromatiche agiscono come medium sul sesto chakra (indaco e magenta/viola), canale energetico posizionato tra le sopracciglia, conosciuto semplicemente come “terzo occhio". Infatti, e non a caso, tutta la Fontana è costellata di occhi onniveggenti.
Questo elemento, caricaturizzato in questo modo, è volutamente kitsch e semplificatore della galassia simbolica, non aggiunge nulla alla ricerca ed ha come unico obiettivo quello di suscitare clamore e curiosità. 
Anche il Lux-Cupido ed il fauno presentano occhi bianchi, spalancati ed un po' inquietanti, ma più che demoniaca la messinscena, ritengo sia di compiacimento egoico e celebrativo/autocelebrativo.
Ontani conosce i simboli, un'artista del genere non fa nulla di casuale. 
Il caso non esiste nell'Arte, che è per natura ordine dal caos, anche quando si realizza un'opera gettando vernice sulla tela, solo apparentemente, a caso.


Poi ci sarebbe anche l'aspetto estetico, ma quello è soggettivo, e proprio su quello esprimo le mie soggettive contrarietà e perplessità.
I calchi in bronzo e marmo ideati e commissionati da Ontani, sono molto approssimativi, per nulla espressivi, rigidi e poco plastici, sembrano pupazzi di terracotta da sala da ballo, carri carnevaleschi più che statue, maschere circensi più che sculture.
Il Nettuno un po' fighetto con i boccoloni sembra uscito da un salone di parrucchiere tra bigodini e mesh. Con occhio vaginale/verticale in fronte è abbastanza ridicolo e non dissacra nulla, è gratuito e visivamente forzato. Questa ipertrofia di un simbolismo d'accatto risulta stomachevole e satura qualsiasi desiderio di andare oltre la mera rappresentazione materica dell'ovvio, senza lasciare niente a livello immaginifico.
Il fauno non è più una rappresentazione di un satiro o di un Dio della prosperità mitraica, ma nuovo sacerdote che sta sopra quel mondo, non ne fa parte insieme agli altri, come succedeva per gli Dei nel Pantheon greco, ma lo domina. 
Quindi alla fine tutto molto religioso, maschile e vecchio, più che antico, perché è una celebrazione che si illude di essere panteistica e "naturalistica", ma invece è solita liturgia spostata su altra figura mitologica ed allegorica...


Riguardo ai detrattori bigotti e reazionari che si sono sperticati nella critica moralistica sull'opera, posso citare l'intervento, involontariamente situazionista, del finto diacono con la erre moscia di Predappio, che si è prestato ad interpretare un finto esorcista, subito infamato ed allontanato dai cittadini accorsi per difendere il nuovo sacro che avanza. Anche la merda ha fatto la sua parte, offendendo il fauno e il Tritone.
L'aver gettato merda da parte di anonimi e beceri Savonarola del 2000, è da un lato un gesto criminale, ma anche un gesto situazionista molto cool dal punto di vista, paradossalmente, proprio dell'Arte moderna, superandola in coraggio, e non come quando esibisce la solita merda d'artista rappresentata in una Biennale qualsiasi.
Nel caso di Vergato le gesta bullesche sono decostestualizzate ed utilizzate per offendere, quindi quella merda, fuori dal tempio dell'Arte Moderna diviene volgare e "sbagliata", al contrario se la stessa performance fosse decodificata dallo status quo e presentata/accettata nel tempio dell'Arte, simbolicamente dal potere, verrebbe assunta a divinità.
Sarebbe cosa bella l'avesse assunto lo stesso Ontani. In quel caso cambierebbe completamente la prospettiva, e sarebbe ipocritamente accettata proprio da quei paesani, altrettanto moralisti nel difendere il nuovo santino sostitutivo di una nuova/vecchia iconografia. Non importava cacciare a male parole il finto diacono, sarebbe bastato aspettare un'ambulanza in religioso silenzio. Ecco, quella sarebbe stata l'unica cosa veramente artistica e originale, una vera performance nella performance. 

Un'opera dissacrante che non fosse la solita paccottiglia pseudo-simbolica d'accatto, dovrebbe andare nella dissacrazione di elementi deistici e non nella sostituzione con altre figure di "regnanti", pena l'immobilità nello stesso cerchio magico fideistico, nello stesso loop, magari pensando di essere alternativi, cosa grave, questo si, scambiando questo processo per modernità. Per quello che l'unico elemento interessante e, forse, originale, da questo punto di vista, è il Dio Poseidone visto come Grande Madre Transgender, che riassume grossolanamente sia gli elementi del femminio sacro, che quelli della stessa dissacrazione di un Dio maschile, ma poi sempre di un Dio maschile si parla...
Nel Nettuno della Fontana del Giambologna sono i putti e le sirene a sprigionare l'elemento dell'acqua, e quella è una rappresentazione veramente al femminile, anche se inserita in un contesto tradizionale e "cattolico" di un Dio maschile.
Nel caso di Ontani, non è una Grande Madre Natura che va a trionfare su tutti i culti patriarcali, ma il solito Dio Uomo che si traveste e svolge entrambe le funzioni.
Facendo una brutta battuta, lobby gay, ma non lobby lesbiche, quello mai, eh...
Nel senso che la donna è sempre vista come succursale, ornamento, anche nell'interpretazione alternativa del simbolismo universale, e l'uomo comanda anche quando indossa la gonna e non solo i pantaloni.
Anche per queste analisi e vedute, ritengo che l'opera di Ontani sia criticabile, non certamente per questioni ridicole di satanismo, come ingenuamente pensano alcuni.
Al netto dell'indignazione, i suoi detrattori hanno sortito l'effetto contrario e mi hanno fatto diventare simpatico questo artista vergatese.
"VERGA TESE", anche nel senso empirico del termine, visto che il fauno mostra il suo lungo cazzillo con fiorellino in punta, sotto un bel grappolo d'uva che copre, o più semplicemente, sostituisce i "coglioni" di turno.



lunedì 6 maggio 2019

LICENZIAMENTO DA VACCINI... COLPIRNE 1 PER EDUCARNE 100


Complimenti a Fabio Frabetti e Massimo Mazzucco per aver parlato del caso della signora Miriam, ostetrica ingiustamente licenziata per non aver accettato di sottoporsi al Trivalente MPR, essendo lei GIA' immune alla Rosolia e al Morbillo, ma essendo lei assolutamente disponibile a fare il monovalente per la Parotite.
Miriam non è una NOVAX come è STATA VOLGARMENTE definita pubblicamente da Burioni, al contrario è una persona sana che gode di ottima salute, una grande professionista rispettata da tutti, in attesa di andare presto in pensione, pure favorevole ai vaccini, sempre puntuale e rigorosa per quanto riguarda l'essere in regola con la sua delicata mansione.
Miriam era disponibile al 100% a sottoporsi al vaccino monovalente della Parotite, ma non era giustamente disponibile a sottoporsi nuovamente a quelli per la Rosolia e il Morbillo, perché è GIA' immune.



Il problema è che i nostri governanti, sotto pressione delle lobby di BIGPHARMA, non danno la possibilità di sottoporsi ad un monovalente perché, a loro dire, non disponibile sul mercato (e qui potremmo aprire una finestra grande come una casa sull'opportunità di concentrare più vaccini, senza contemplare il fatto che il singolo individuo potrebbe essere immune a tutto il resto).
La signora Miriam era pure disponibile eventualmente a sottoporsi al trivalente, previo un assenso dei responsabili sanitari che avrebbero dovuto firmare un documento di certificazione su eventuali rischi possibili, essendo lei GIA' immune a Rosolia e Morbillo.
Ovviamente la risposta è stata negativa, perché nessuno voleva firmare nulla, ben consapevoli che se le fosse successo qualcosa, avrebbero passato dei guai.
Morale della favola, alla faccia dei sindacati e dell'Ordine delle Ostetriche, Miriam è stata licenziata su due piedi, dopo anni di onorata carriera, alla faccia di coloro che invocano impunemente la MERITOCRAZIA.
Speriamo che il ricorso in Tribunale possa cambiare qualcosa, nel frattempo, Burioni e soci si sono scatenati alla caccia alle streghe sui media e in tutta la rete, raccontando un'altra storia, dall'alto delle loro poltrone.
Un caso kafkiano che sembra un pretesto per creare un precedente politico, perché da oggi sarà possibile, passo dopo passo, ricattare qualsiasi lavoratore che si trovi in un'analoga situazione.
Hanno rovinato una vita e hanno dato un esempio autoritario. Altro che scienza, qui siamo nel peggiore scientismo applicato sulla pelle delle persone, infamate e messe in piazza come criminali.
Questo caso è emblematico, perché non riguarda il solito NOVAX barricadero antivaccinista, ma una persona perbene, favorevole ai vaccini, disponibile a mettersi in regola che è stata ignorata, ostacolata e duramente punita senza alcuna ragione logica.
I media hanno sentenziato, narrando una storia falsa, imprecisa, piena di omissioni e volutamente colpevolista per portare acqua ai loro mulini. Siamo in piena propaganda totalitaria, una triste pagina è stata scritta, incurante delle conseguenze, senza alcuna sensibilità verso le persone.
Vi raccomando la visione dell'intervista per comprendere a fondo il caso senza pregiudizi fideistici.
E' in atto una guerra psicologica per giustificare questo paradigma politico degno delle peggiori dittature...
Come diceva qualcuno: "Colpirne uno per educarne 100"...