giovedì 29 agosto 2019

EPSTEIN SACRIFICATO IN NOME DELLA ROSA


La Rosa, l'entità, ma se vogliamo chiamarla diversamente, la sovragestione, conosce la psicologia di massa, sa come produrre casi giudiziari per celebrarsi, potenziarsi, aggiornarsi, difendersi, ed anche questa volta è riuscita nei suoi intenti.
Ha volutamente abbandonato il miliardario Epstein al suo destino, favorendo il suo arresto, eliminando le sue protezioni politiche ed altolocate, distogliendo l'attenzione dal vero mercato pedofilo, strutturato su base nazionale ed internazionale, ed infine ammonendo i suoi epigoni ricattabili, in questo caso solo di una parte politica.
Due piccioni con una fava, anzi, tre piccioni, se ci mettiamo anche parte dell'opinione pubblica, che poi diventerà succube di questo marketing dell'orrore giustizialista, e sarà ovviamente incanalata politicamente verso chi saprà sfruttare la giusta propaganda del momento.


IL POTERE PEDOFILO USA I SOCIAL PER VEICOLARSI GIUSTIZIERE:
Mentre il grande traffico criminale di bambini, il traffico di organi, di snuff movie, le reti statali e private che gestiscono il mercato della pedofilia si espandono a dismisura, qualcuno dall'alto ha capito come salvare l'albero secolare, sacrificando un piccolo ramoscello, con l'ausilio dei media.
Dare in pasto al popolino in astinenza da rogo un singolo caso di un presunto colpevole, talvolta innocente, come fu in piccolo per il caso di Kevin Spacey, oppure, di un vero colpevole, in modo da fare distrazione di massa.
La cosa importante è spostare i bersagli e l'attenzione in modo da non far percepire l'elefante in salotto, continuando ad aggiornare questo secolare sistema criminale, con il suo annesso mercato, mentre si fa credere alla massa dei sudditi che si combatte strenuamente il problema, che sia in corso addirittura una rivoluzione dei "buoni", che interverrà la giustizia divina e sanerà tutto.
E' lo stesso semplice e basico meccanismo che avviene quando si fanno le guerre ai vertici delle mafie, che a loro volta fanno le loro guerre interne per il controllo del narcotraffico, facendo credere che si stia operando per il bene della comunità, quando invece si sacrifica il superfluo.
Morto un Papa...
Alcuni reparti dei servizi segreti attigui soprattutto ad una certa ala conservatrice americana, trasversale partiticamente, quelli che appunto gestiscono storicamente il narcotraffico, i colpi di stato, il mercato di minori e la pedofilia, si sono inventati il vendicatore Q, fantomatico vendicatore degli oppressi che, curiosamente, colpisce solo una certa parte politica e determinati ambienti, salvandone altri.
Il potere pedofilo usa i social per veicolarsi giustiziere, e la gente ci crede, una parte della controinformazione si affida a questo nuovo Zorro digitale 2.0, un po' come nel film V x VENDETTA, credendo di essere riscattata dall'oppressione dell'elite, invece, questo rappresenta il punto massimo della manipolazione che si presenta al grande pubblico con la maschera dei buoni.
Epstein, il miliardario pedofilo arrestato ed ucciso in carcere dallo stesso sistema di cui in piccolo faceva parte, come monito e ricatto a tutti gli altri attori coinvolti riguardo a cosa potrebbe succedere se qualcuno si esponesse malamente o rischiasse di svuotare il sacco per crisi di coscienza od opportunità, rientra in questo gioco. Sacrificato per evitare che altri parlino, ucciso perché non si sappia cosa c'è oltre al suo specifico caso giudiziario, per evitare si vada oltre e si comprenda la vera natura sacrificale ed infernale della nostra realtà.
Nessuna giustizia è stata fatta, anzi, il sistema si è parato il culo ed ha fatto credere si trattasse della solita mela marcia da dare in pasto ai media ed agli indignati di ogni dove, affinché le persone ingenuamente pensassero che l'autorità, lo status quo, li difende come un buon padre di famiglia è solito fare, rimuovendo, come nella sindrome di Stoccolma, il vero padre padrone pedofilo.


CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA:
Trump prova a colpire il Deep-state per proteggersi dagli attacchi dei nemici e dal "fuoco amico", c'è una guerra in atto fatta a suon di scandali sessuali, ma lo stesso Stato parallelo, lo controlla, nel senso che si aspetta proprio questo dal suo operato, essendo in qualche modo un suo prodotto o sottoprodotto.
Il Presidente USA, essendo da sempre uomo di quel sistema, conoscendolo ed avendolo frequentato assiduamente in passato, ha piazzato trappole e uomini chiave in molte stanze dei bottoni, per salvarsi e difendersi dalle minacce di morte che riguardano la sua persona ed anche i suoi figli.
A sua volta, però, Trump è stato costretto, "convinto", a scendere in campo, come successe in piccolo in Italia per Berlusconi, proprio perché è un prodotto di questo sistema, restituendo in questo modo favori all'entità, che sono stati parte della sua fortuna imprenditoriale.
Tutti gli attori sono coinvolti loro malgrado nella stessa sceneggiatura, anche se talvolta se lo scordano o fingono di non saperlo, sono manipolabili dallo stesso network di potere.
Esiste una sovrastruttura che attende in silenzio si "faccia un po' di apparente pulizia", tramite araldi come Trump, tramite inchieste come quella contro Epstein ed altri personaggi, per aggiornare il sistema. Un po' come per mani pulite, lo schema è identico, i giudici furono occultamente protetti e spinti nella loro opera di destrutturazione della 1° Repubblica dai servizi USA, utilizzati come cavalli di Troia, strumentalmente per poter aggiornare il nostro sistema in termini più liberisti, creando i presupposti di una nuova Italia che rispondesse maggiormente ai bisogni della globalizzazione in atto. Una sovragestione "permette" si colpiscano alcuni attori, alcune comparse, alcuni più noti (per rendere credibile l'operazione), altri meno, 4 mosche in croce in una palude immensa di insetti, per cambiare alcuni vertici nelle posizioni chiave dello STATO PARALLELO, per spostare in termini reazionari e sempre più antidemocratici il sistema e magari giustificare nuovi Patriot Act, leggi liberticide, implementare lo stato marziale, ove questo ancora non ci fosse.

3 LIVELLI DI POTERE IN CAMPO:
1- Il primo livello è quello del backstage di certi poteri massonici che hanno favorito strumentalmente l'ascesa di Trump, proprio per cercare di produrre discontinuità positiva e costruttiva nel sistema, in modo da poter impostare in futuro nuove politiche keynesiane che ribaltino l'attuale paradigma neocon, ma che rischiano di aver creato un mostro che si ribella al proprio creatore e che potrebbe favorire, direttamente o indirettamente, la fazione dei poteri forti avversari. Una trappola rischiosa che, a mio avviso, si sta rivelando una fregatura. 

2- Il secondo livello è quello che riguarda il Deep-state, quello che controlla il traffico di bambini, la vendita illegale di organi, si occupa della gestione e delle controversie riguardo la guerra per il controllo del narcotraffico, produce conflitti e colpi di stato, invisibili e meno invisibili, nel 3° mondo, e di cui spesso ignoriamo l'esistenza, con i relativi indotti bellici, ma anche come agenzia criminale di omicidi mediatici, politici, rituali, una sovragestione assolutamente apolitica, anche se nel metodo, conservatrice e reazionaria. 

3- Infine, esiste un terzo livello che riguarda la sovragestione complessiva che "contiene" tutte le fazioni in campo e le guerre fratricide interne in atto, che permette possa accadere qualcosa, per poi raccoglierne i frutti. 
Questo processo occulto e magico servirà a favorire una trasformazione più dispotica e distopica dell'intera globalizzazione, colpendo il cuore delle democrazie mondiali, facendola accettare alla popolazione, attraverso i vari capri espiatori o pesci piccoli sbattuti in prima pagina, veicolandosi sistema buono e saggio dalla parte della gente.
I social giocano un ruolo importante, ovvero, far credere ci sia un vero cambiamento, per far accettare nuove visioni totalitarie ed incanalare il pensiero e la psicologia di massa verso altri lidi. 
L'avallo politico, energetico e religioso dei sudditi è fondamentale per la riuscita del progetto. L'accettazione dal basso di certe dinamiche è di primaria importanza. Ogni attore in campo lavora per il suo livello di appartenenza, spesso non conosce e non ha interesse a comprendere il progetto e la sua visione complessiva.

Il 3° livello, che oltre ad essere incarnato da uomini, è anche un modello astratto e concettuale, potrebbe coincidere con tutto ciò che incarna lo schema del potere attuale e che, a mio modesto avviso, sta ben sopra le massonerie, le ur-logge, le Corporation, l'apparato militare, i servizi segreti, ed ovviamente la politica, che conta poco più di zero.
Vive come "idea del potere", questa è la sua linfa vitale. Anche all'interno di questo livello di potere "arcontico" esistono scissioni dell'atomo infinite e contrapposizioni fratricide, perché esse fanno parte della natura di tutti gli esseri viventi.
Questo permettere di scorgere gli scheletri nei vari armadi, di capire le contraddizioni e le dinamiche del potere al suo interno, e ci consente di sopravvivere in questo inferno. 
Quando non sarà più così, se un giorno mai ci sarà solo un grande vecchio al timone dell'arca, e la visione generale del progetto tende proprio a questo modello unico, saremo in pieno transumanesimo realizzato e potremo candidamente implodere.
Snowpiercer, capolavoro del sud-coreano Bong Joon-ho, è un film che parla in termini metaforici di come la testa del serpente caldeggi e prepari il terreno per colui che lo sostituirà, con la sua morte favorirà una rinascita, nuova vita e nuova linfa allo schema del potere, quello che, in altri termini, chiamo "aggiornamento di sistema".


lunedì 19 agosto 2019

8 COLTELLATE AL GOVERNO, LA PICCOLA OFELIA E CAPITAN FRACASSA...

Neonata morta nel Tevere, Roma dà l'ultimo saluto alla piccola: si chiamerà Francesca Romana e sarà sepolta al Laurentino


IL GATTO CHE SI MORDE LA CODA HA 7 VITE?:
Il Governo è caduto, così sembrerebbe, chissà...
Lo annuncia Salvini che ha aspettato l'occasione buona per togliere la spina a questo carrozzone, dopo che il M5S aveva votato contro la TAV, facendo l'unica cosa giusta e coerente con il suo mandato.
Bannon aveva parlato chiaro il 7 Agosto, ed aveva ufficiosamente annunciato la fine della  "creatura ibrida", dopo essere riuscito a riportare la Lega su posizioni filo USA, costringendola momentaneamente ad abbandonare il vecchio amico Putin (in sincrono con lo scandalo dei finanziamenti russi), mentre il M5S sembra è stato più propenso a fare accordi con la Cina.
Salvini potrebbe essere stato "costretto" a rompere l'alleanza, proprio in virtù dei possibili scandali, ancora in standby, che rappresentano una spada di Damocle di cui liberarsi, magari ottenendo pieni poteri dalle urne. Potrebbe aver divorziato anche per non prendersi la responsabilità di una finanziaria scomoda che sconfessasse gli intenti promessi, meglio farla fare a qualcun altro su cui poi buttare merda, soprattutto, prima di essere diventato ancora più potente e "sicuro".
I motivi possono essere molteplici e su vari livelli.
Un matrimonio durato poco, che io stesso avevo annunciato come breve e di passaggio, per preparare il ritorno del RISOLUTORE tecnocrate. Lo scrissi un anno fa nell'articolo che parlava dell'omicidio della povera Pamela, come probabile messaggio tra i tanti veicolati.
Però anche il cosiddetto RISOLUTORE non è ancora sceso in campo, forse attende il momento buono, aspetta ci siano nuove sorprese, come quella estiva, magari scaldando il Parlamento prima del suo arrivo in pompa magna, con un Governo del Presidente, oppure, con una maggioranza di larghe intese.
Un'altra soluzione potrebbe essere quella di tornare alle elezioni, e ricominciare tutto il calvario delle alleanze, come in un loop senza fine, dato che non ci sono maggiorenze certe all'orizzonte.
PD e M5S? Non credo possano governare insieme...
FI, Lega più Meloni, potrebbero avere una maggioranza, ma la presenza del cavaliere sarebbe ingombrante, ricattatoria e potrebbe tornare a fare da ago della bilancia come un tempo, soprattutto, nei rapporti con l'Europa.
Salvini non lo sopporta, lo tiene come ruota di scorta, attende di raggiungere il 50% dell'elettorato, ma se ciò non dovesse capitare, saremmo nuovamente al punto di partenza.
Forse, solo dopo questo ennesimo viaggio nel nulla, arriverà il RISOLUTORE, per guidarci "finalmente" sulla strada della continuità e delle politiche eurocentriche.
Il Governo tecnico e le vecchie maggioranze in continuità con Monti hanno favorito l'exploit della Lega, ed oggi, paradossalmente, ma forse no, la Lega restituirà "indirettamente" il regalo, favorendo l'ascesa di un Draghi o di un tecnico che faccia le stesse veci, proprio perché ogni parte in conflitto è complementare allo stesso schema.
Quando si dice la circolarità...
Ognuno favorisce il proprio nemico, che farà la fortuna di chi l'ha precedentemente scalzato, ed il cerchio si chiude, come un uroboro impazzito, come un gatto che si morde la coda e non smette mai.
Questo è l'incantesimo, lo stallo ed anche il cul de sac della nostra politica.
Ma quante vite avrà ancora questo gattone barbuto, una se la è già giocata, gli rimangono 6 bonus prima del game-over?


MESSAGGI E MASSAGGI IN CODICE:
Questa rappresentazione dell'orrore è attraversata da molteplici messaggi in codice, alcune suggestioni, e veri e propri consigli sul da farsi, come in una partita a scacchi con la morte.
Il recente omicidio Rega, analizzato nello scorso articolo, potrebbe rappresentare uno di questi messaggi, vediamo alcune curiosità.
Viene veicolato il numero delle coltellate inflitte al povero Brigadiere, inzialmente sono 8, solo dopo qualche giorno diventano 11.
L'8 Agosto, ottavo mese dell'anno, Salvini pone le basi della crisi di Governo.
Il numero 8 simboleggia la Giustizia rappresentata da una bilancia con due piatti.
Il numero 8 indica anche l’incognito che segue alla perfezione simboleggiata dal numero Sette. L’Otto è anche il numero che simboleggia la morte, in termini di transizione e di passaggio.
Mentre il numero Undici, insieme al Ventidue ed al Trentatre è un numero maestro e rappresenta la potenza, la giustizia e il potere acquisito per meriti e valori in senso positivo.
Il significato del numero 11, quindi, è da ricondurre alle parole “Giustizia” e “Potenza”.
Questa combinazione erge il numero 11 a simbolo visionario e profetico. Caratterizzato dalla uguale presenza sia di proprietà maschili che femminili è sovente associato a segreti, legami e vincoli.
E’ anche il numero degli amori clandestini, degli affari loschi e dei segreti personali.
Tradotto, l'8 cade in Governo (inizia la crisi), l'11 nasce altro, vuoi per elezioni, vuoi per governo del Presidente, vuoi per un esecutivo tecnico.
Ai POST l'ardua sentenza.

Che gli americani non siano i killer è molto probabile, infatti anch'io ho ipotizzato possano aver visto qualcosa che non dovevano vedere.
La descrizione dei numeri è solo una suggestione, ovviamente, non ho nessuna prova, diciamo una curiosa coincidenza che spesso torna in certi delitti, come firma e come codice, ma potrebbe anche essere casuale, o semplicemente non vera e forzata dai media per veicolare un certo schema.
Magari, le coltellate sono state 10, magari solo 2, ma scrivendo "certi numeri", viene forzata la notizia che assume un determinato valore simbolico.
L'effetto è identico ai fini dell'eventuale messaggio.
Per esempio, le suggestioni potrebbero essere le più svariate, sempre che ci siano correlazioni reali. 
I due americani inguaiati potrebbero simbolicamente rappresentare i due ministri SALVINI e DI MAIO, che metaforicamente uccidono questo governo, mettendolo in crisi, il carabiniere rappresenterebbe in questo caso l'autorità, quindi il Governo vigente, che muore dopo il tradimento annunciato/non annunciato. 
La longa manus che salverà i due ragazzi americani, l'intervento americano che sta dietro all'operazione per scongiurare un rinsaldarsi dei rapporti tra Lega e Russia e ristabilire gli equilibri desiderati, controbilanciando anche i rapporti privilegiati di altre formazione con la Cina e l'oriente. In questo quadretto appena esposto che, ripeto, è solo una mera suggestione, Elder simbolicamente è Salvini.
L'Hotel Le Meridien che ospitava i ragazzi, simbolicamente rappresenta la meridiana che traccia il tempo, quello passato e quello che verrà, con la sua luce che simboleggia tutti gli dei...
«Per noi, questo piccolo monumento (o gnomone) non serve unicamente e semplicemente ad indicare l’ora del giorno, ma indica anche il cammino del Sole dei saggi nel lavoro filosofale. E questo cammino è regolato dall’icosaedro, che rappresenta quel cristallo sconosciuto, il Sale della Sapienza, lo spirito o il fuoco incarnato, lo gnomo familiare e servizievole, amico dei buoni artisti, che assicura all’uomo l’accesso alle supreme conoscenze della Gnosi antica.
Il greco gnwma, equivalente fonetico del francese "gnome", significa l’indice, ciò che serve a far conoscere, a classificare, ad identificare una cosa; è il suo segno distintivo. Gnwmwn è anche il segno indicatore del percorso solare, l’ago delle mediane solari è il nostro gnomone. Da meditare. Sotto questa cabala si nasconde un imporante segreto.»
Fulcanelli, Le Dimore Filosofali, P.189 (II) e 215 (I)



Un altro messaggio e/o suggestione che ricorre in questa fatidica data dell'8, passato in sordina e
celebrato proprio l'8 Agosto, è quello della povera bambina gettata e morta nel Tevere, sempre a Roma.
Leggiamo la celebrazione che la Raggi ha fatto insieme alle autorità, riportata dai quotidiani locali:
- Roma si prepara a dare l'estremo saluto alla bimba ritrovata senza vita lo scorso 6 luglio nelle acque del Tevere, nei pressi del ponte di Mezzocammino, nella zona sud della città.
La cerimonia avrà luogo il prossimo giovedì 8 agosto, nata su impulso della sindaca Virginia Raggi, del Vicariato di Roma e dell'Associazione Salvamamme, per onorare la memoria della neonata tragicamente scomparsa.
Ci sarà un momento di preghiera con la partecipazione del vescovo ausiliare di Roma monsignor Gianrico Ruzza. La sindaca a seguito del nullaosta dell'Autorità giudiziaria, firmerà dunque l'atto di nascita della piccola alla quale verrà dato il nome di Francesca Romana per la registrazione anagrafica.
La piccola Francesca Romana riposerà nel cimitero Laurentino nella zona dedicata ai bambini.



Infine, il terzo messaggio che mi sembra curioso come coincidenze ed assonanze, potrebbe riguardare la scomparsa del giovane turista francese, Simon Gautier, precipitato in un dirupo nel Cilento in questi giorni.
Mi ha colpito fin da subito la triste e sfortunata vicenda del turista francese, oggi ritrovato morto in fondo ad un burrone nel Cilento.
Ovviamente, essendo dietrologo, mi è subito venuto in mente lo scrittore omonimo, Théophile Gautier, autore de "Il CAPITAN FRACASSA".
Per carità, non voglio ora affermare che sia stato fatto fuori per mandare messaggi al nostro CAPITANO in questo clima ferragostano, dove pupullano messaggi di ogni natura, però è curiosa la coincidenza.
Leggete anche la storia del romanzo se non la conoscete...


https://www.lastampa.it/cronaca/2019/08/18/news/turista-francese-disperso-in-cilento-percorsi-impervi-e-lupi-complicano-le-ricerche-1.37357578?fbclid=IwAR3Pv9NjFiHZseVW-xtAyJJ9fKLmPcdHFyObt9ghGB0pFhBtoQpFqFdF0s4

mercoledì 7 agosto 2019

I MISTERI DELL' OMICIDIO REGA


LA STORIA:
Lo scorso 26 Luglio è stato brutalmente assassinato a Roma il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega.
L'articolo potrebbe terminare qui, perché l'omicidio del giovane carabiniere è l'unico aspetto chiaro ed appurato, se non fosse per l'ammissione di Lee Elder, un ragazzo di 19 anni in vacanza nella nostra capitale insieme all'amico Natale Hjorth, anche lui coinvolto nei tragici eventi. 
Il caso fin da subito presenta lati oscuri e svariate incongruenze.
Mario Cerciello Rega chi era il carabiniere ucciso a Roma a coltellate in via Cossa
Aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno, ha reso noto l'Arma dei carabinieri: "È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di 1 furto pretendevano in cambio della restituzione di 1 borsello rubato". 
In gergo si chiama 'cavallo di ritorno'.
I media iniziano subito a veicolare diverse versioni, la prima descrizione è quella di due marocchini, fornita dallo spacciatore Brugiatelli che ha un ruolo importante in questa vicenda. 
Dalla descrizione appaiono due ritratti completamenti diversi da quelli dei due americani, non si comprende perchè Brugiatelli, dopo essere stato rapinato del borsello e del cellulare per aver raggirato i due ragazzini in cerca di cocaina, avrebbe dovuto mentire sul furto a suo danno.
Soprattutto, non si capisce perché il pusher ha messo a repentaglio la sua attività criminale e se stesso con una chiamata al 112, in cui si autodenunciava come "spacciatore frodato". Perché dopo l'assurda denuncia ha subito parlato di due nord-africani, e perchè il giorno successivo cambia completamente versione ed i due ladri diventano magicamente due benestanti turisti americani di 19 anni?

TROPPI FATTI CHE NON TORNANO:
Elder e Hjorth alloggiano in un Hotel sito a 150 metri dalla strada dove è stato ucciso Rega, nella camera 109. Il Vice Brigadiere era in servizio ed era curiosamente disarmato, così, dopo varie versioni, hanno ammesso i superiori del Comando Generale (prima era stato detto che non era in servizio, poi la versione è cambiata ed avevano comunicato alla stampa che aveva lasciato l'arma a casa per sbaglio, poi nell'armadietto della caserma), mentre Varriale, il collega accanto a lui, non avrebbe fatto in tempo ad intervenire, nonostante fosse regolarmente armato, perché immobilizzato dall'altro ragazzino.
Tutto molto surreale... 
Lo stesso Corriere della Sera ha scritto che la dinamica sembra più appartenere all'azione di un commando, tipica delle forze speciali, e non di una rissa finita male con due liceali tossici. 
Per quale assurda logica l'americano, quello piccolo e magrolino che arriverà a malapena a 65 kg, senza nessun segno di colluttazione, sarebbe riuscito a sferrare ben 11 coltellate, numero che nel frattempo è aumentato, senza che nessuno intervenisse? 
Perché l'avrebbe fatto, perché voleva riprendersi i soldi della coca, questo triste ed annoiato americano, e rovinarsi in 10 secondi l'esistenza dopo aver rubato il borsello del pusher che spaccia a due passi dal loro hotel e dalla stessa caserma? 
Il coltello usato è di 18 cm, è un coltello militare un tempo in uso nei Marines, e non un'arma da taglio recuperata chissà dove. 
Dove l'ha presa, era nella valigia, quindi si possono portare armi del genere senza nessun permesso particolare dagli USA, o "l'hanno comprata su EBAY in loco..."? 
Perchè giravano con il coltellaccio da Marines per strada, per difendersi da chi, non erano a Roma in vacanza?
Perché non hanno aggredito Brugiatelli, in fondo era stato lui a truffarli? 
Il Rega e il Varriale li stavano seguendo, perché, solo per un borsello rubato ad un pusher? 
Per quale motivo i 2 ragazzini aggrediscono i due agenti in borghese, perché li stavano pedinando e, sentendosi braccati, li hanno immobilizzati ed accoltellati?
Brugiatelli perché ha creato i presupposti per il loro incontro, altro che denuncia del borsello, che intenzioni aveva, è una sorta di informatore e collaboratore? 

UOMO BENDATO MEZZO SALVATO:
Perché viene veicolata un'immagine di Hjorth bendato che non deve essere veicolata, degna della peggiore e becera propaganda e che potrebbe prefigurare un reato?
"L’improvvisato fotografo e chi ha proceduto al bendaggio ne pagheranno le conseguenze disciplinari", ha annunciato il Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri, "e penali per ipotesi di reato che vanno dalla violenza privata ai maltrattamenti passando per omissioni varie".
Infatti, l'Arma ha fermamente preso le distanze dall'accaduto ed ha dovuto trasferire il collega di Cerciello che ha fatto e veicolato questa foto.
Soprattutto, perché Salvini la veicola e ci fa un meme da social, proprio un SERVITORE dello stato come lui, nella sua delicata posizione, per farsi bello ed alimentare gli istinti bassi dei suoi accaniti seguaci, fingendo di non capire ci siano vistose incongruenze nella storia, comportandosi da irresponsabile?
Si capisce facilmente che i fatti narrati sono delle balle colossali e che probabilmente le cose sono andate molto diversamente. 
Forse quella che ci raccontano è stata un'azione "coperta" andata male o, addirittura, andata "bene", a seconda degli interessi in gioco.
Il Rega potrebbe essere stato ucciso per innumerevoli motivi, motivi a noi ignoti, magari attraverso un'imboscata, una trappola preparata ad hoc (ci sono moltissimi casi di uomini delle Forze dell'Ordine "suicidati" nelle caserme e dintorni, oppure morti in situazioni misteriose) e poi accusati due ignari consumatori di droga, che magari avevano visto qualcosa che non dovevano vedere.
Forse l'immagine del bendaggio veicola questo messaggio, il ragazzo ha visto troppo, venite a riprendervelo dagli USA.
Il fatto mi puzza talmente tanto che, a confronto, il mio culetto è profumato di rose rosse...
L'unica cosa chiara è che i fatti descritti sono delle sciocchezze, offensive, in primis, per la povera vittima, per i suoi i parenti, e per tutti noi.

LA TELECAMERA FANTASMA:
Per tagliare la testa al toro, ma nessuno lo vuole fare, basterebbe vedere le telecamere che hanno ripreso l'omicidio.
Perchè non le mostrano? Cosa aspettano ancora?
Chiuderebbero il caso e metterebbero a tacere tutti, compresi noi visionari complottisti.
Sentite cosa riescono a dire senza pudore...
Quello che lascia molto perplessi i legali statunitensi è anche la mancanza delle immagini dell'accoltellamento sul luogo dell'omicidio del vicebrigadiere, che impedirebbe di fornire al momento un'esatta dinamica su quanto è accaduto. "Elder e Hjorth sono stati ripresi da diversi video di sorveglianza in strada, ma la telecamera sul luogo dell'omicidio (in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati - ndr) non funzionava".
Ovviamente, in un mondo dove siamo ripresi anche quando facciamo pipì, dove vige  l'onniveggente occhio del Grande Fratello, ogni volta, ma proprio ogni volta che le telecamere dovrebbero servire a qualcosa, cosa succede?
Le telecamere non funzionavano...
Guarda te che sfiga!!!
Due geni del crimine che uccidono un carabiniere, beccando l'unico senza pistola e l'altro che non la usa, e dove succede, proprio nell'unico punto esatto dove non funziona la telecamera.
I servizi segreti non avrebbero potuto fare di meglio.


CUI PRODEST:
Nessuno sa quale sia la ragione di tutto ciò. 
Escludendo per un minimo di logica la narrazione ufficiale, che si è contraddetta diverse volte sparando menzogne a profusione per coprire la verità, possiamo intuire ci sia dell'altro, e questo altro si muove a suon di messaggi, da una parte apparentemente contro lo stesso Ministro, dall'altra a suo favore, una lotta a suon di meme. 
Però la ragione ultima, che fagocita tutto il mainstream, cara ad entrambe le parti in conflitto, in questa lotta digitale, è quella di far accettare una nuova ed ancora più pervasiva visione autoritaria, un nuovo modello distopico, e poi far accettare il fatto che sia lecito urlare in faccia alla gente ed indicare presunti colpevoli, ancora prima di un processo, ovvero, un primo passo verso un aggiornamento di un regime poliziesco, che si sta modellando poco alla volta, in punta di piedi, con meno garanzie, dove tutti siamo sotto l'occhio vigile dei media e delle cam (tranne ovviamente l'omicidio in questione), attraverso la gogna dei social e la propaganda del Ministro che fa la lavagna dei buoni e dei cattivi.
Una "celebrazione" del Decreto Sicurezza Bis? Chissà...
Un sistema dove domani sarà più semplice e normale sbattere in prima pagina qualsiasi voce fuori dal coro, qualsiasi pensiero anticonformista, oppure figure pubbliche scomode e critiche.
Domani chiunque potrebbe essere messo alla berlina, se questo modello infame continua ad essere avallato dal popolino in astinenza da rogo. Questo processo di intenti, oltre ad essere brutalmente autoritario e pericoloso, legittima gli istinti bassi delle persone che però avranno il loro personale contenitore politico e saranno legittimati a fare i kapo' di turno, proprio come succedeva un tempo. 
Un marketing sulla pelle e sui diritti delle persone per loschi fini, altro che leggi ad personam, quello che viene modellandosi è un Sistema ad Personam.

VISIONI E SUGGESTIONI: SIMBOLI E MESSAGGI IN CODICE
Il numero delle coltellate cambia e si aggiorna come i presunti colpevoli, prima sono due marocchini e poi due americani, prima sono 8 le coltellate e poi 11, numeri che hanno una valenza simbolica molto forte.
Succede contemporaneamente un altro fatto di sangue in USA. Tanto per alimentare le tensioni con l'Iran, un 19enne di origini italo-iraniane fa una strage in California durante il festival dell'aglio uccidendo 3 persone ed un bambino di 6 anni.
E' l'estate dei 19enni pazzi che uccidono senza alcun motivo, interessante sincronia, casualità (?), con l'omicidio dell'agente da parte di un giovane americano.
Due episodi molto differenti, ma in qualche modo speculari, con l'aggiunta di un terzo elemento, l'Iran e le recenti tensioni con l'occidente nello scacchiere geopolitico...
Un ricco californiano uccide un carabiniere italiano, ed un ragazzo italo-iraniano che si chiama Santino, fa una strage in California, entrambi di 19 anni, e il 19 Luglio, stesso numero che torna nuovamente, nello stretto di Hormuz, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno sequestrato una petroliera britannica.
"Gli USA vogliono un gesto chiaro dalla Lega sullo stretto di Hormuz, relativo all'affaire iraniano???"

ULTIMI AGGIORNAMENTI:
E' morto l'ultrà della Lazio centrato da un colpo di pistola alla testa nel parco degli Acquedotti a Roma. Si tratta di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik. A dare l'allarme un passante.
L'agguato è avvenuto al Parco degli Acquedotti, un'estesa area verde confinante col parco dell'Appia Antica.
Piscitelli è stato raggiunto da un solo colpo sparato da distanza ravvicinata alla testa. Una dinamica che ricondurrebbe ad una vera e propria esecuzione. Il killer che ha sparato era a piedi ed era vestito da runner per confondersi tra i tanti che fanno jogging.
Sicuramente sono due fatti diversi e distanti tra loro, probabilmente non c'entra nulla, ma questo nuovo omicidio potrebbe essere collegato indirettamente a quello di Rega. 
Forse conosceva Brugiatelli o qualche altro personaggio implicato, forse sapeva qualcosa inerente alla vera dinamica della storia, forse no.
A voi l'ardua sentenza...





giovedì 25 luglio 2019

I CASI "VELENO", BIBBIANO E LA MANIPOLAZIONE MEDIATICA E OCCULTA DEL POTERE PEDOFILO




Leggendo le vicende del caso VELENO e mettendole in relazione con il caso Bibbiano, mi sono accorto della manipolazione mediatica in corso. Manipolazione talvolta perpetrata inconsapevolmente, talvolta strumentalmente, che ha come unico scopo quello di occultare il vero grande crimine del traffico pedofilo, scaricando colpe sulle strutture pubbliche e private, sui servizi sociali ed in ultima istanza, su tutto il ramo socio-sanitario.
Ritengo che certi casi giudiziari siano scoppiati per coprire ben altro.
Il caso VELENO, nonostante le ambiguità su tutti i fronti, le mezze verità, le confessioni dei bambini, le eventuali manipolazioni, penso che occulti un traffico pedofilo di vaste proporzioni, perpetrato da certi ambienti in odore di zolfo, traffico che è stato salvato, scaricando la colpa, prima sui genitori, poi sui servizi sociali, per spostare l'attenzione dai veri bersagli.
Si taglia un ramo secco per salvare l'intero albero, quindi si colpiscono eventuali realtà che potrebbero aver compiuto o meno reati, per evitare siano coinvolte realtà ben più importanti e pericolose che agiscono nell'ombra, un po' come il piccolo corriere di droga che viene fatto arrestare, dopo essere stato messo in bella vista, per nascondere il grande corriere che opera indisturbato su altri livelli.

Sono perfettamente conscio del fatto che ci siano da sempre abusi ed illeciti, truffe e quant'altro, sono il primo a desiderare un controllo capillare su tutto il territorio, per evitare che certe realtà possano specularci sopra e commettere reati sulla pelle dei minori, come chiudere certe comunità lager e favorirne altre che possano offrire un clima familiare, ma fare di tutta l'erba un fascio, senza distinzione tra chi opera per il bene dei bambini e della collettività e chi sfrutta la sua posizione per fare traffici criminali, creando un contenitore indistinto per l'indignazione del popolino, è un metodo veramente cinico ed infame.
Le generalizzazioni nel mondo interniano sono all'ordine del giorno, purtroppo, talvolta cadiamo tutti nel tranello emozionale, nessuno è esente dal peccato originale e dalla voglia di sentenziare.
In questo caso però, non parliamo di cose ordinarie, di bustarelle e "schiocchezze" del genere, ma di un tema assai delicato e complesso, di abusi su minori e di relative accuse su persone coinvolte, ancor prima di condanne definitive, con indagini in corso, sbattute come mostri in prima pagina, alla merce' della gogna digitale e della piazza con la bava alla bocca, in attesa di imbracciare virtualmente un forcone qualsiasi.

Andrea Coffari è un avvocato che si è occupato di infanzia, di pedofilia e maltrattamenti sui minori ed è stato il primo legale in Italia ad occuparsi del caso Forteto, facendo battaglie coraggiose e rischiando in prima persona.
Coffari difende Foti, lo psicoterapeuta messo alla gogna dai meme interniani e dai media filo-goverantivi, perché i fatti, pare, non sussistano, facendo presagire che stanno circolando liste di proscrizione, le stesse che fin da subito, in quasi totale solitudine, avevo indicato in tempi non sospetti, aspettando di scrivere l'articolo, fiducioso che sarebbero emerse novità "leggermente" differenti da quelle presentate inizialmente da certi giornalai e strilloni di mestiere, e quindi trattare l'argomento con più obiettività possibile.
Su temi così delicati come l'infanzia e la pedofilia, bisognerebbe stare attenti a fare la lavagna dei buoni e dei cattivi, perché molto probabilmente, tra i cattivi ci saranno tanti e troppi innocenti; la storia umana ci insegna quanti innocenti siano stati accusati e poi, magari dopo anni di carcere, prosciolti con tanti saluti.
Pregate di non cadere MAI in una lista di proscrizione ancor prima di condanne definitive ed addirittura di processi. Le diffamazioni create ad hoc da certi media, senza alcuna possibilità di difesa e replica per gli accusati, a maggior ragione in casi dove sono coinvolti bambini, sono pericolose e non aiutano certo le vittime, ma a questi giornalai e politici prezzolati non interessa fare gli interessi dei minori, ed infatti creano solo confusione, provocando l'effetto domino degli indignati di ogni latitudine.
Indignazione che serve al potere per manipolare le menti fragili in cerca di un salvatore di turno.


Parlare di business totale degli affidi, senza fare alcun distinguo e senza alcuna precisazione, facendo un calderone unico, non ha alcun senso ed è allarmante come metodo inquisitorio.
Succede anche per i tanti casi di omicidi mediatici, dove spesso l'indignazione segue alla lettera i castelli accusatori, sicuri di un colpevole, così, spesso ne consegue che un innocente diventi un capro espiatorio per fare tutti felici e contenti.
Gli aggiornamenti di sistema invocati dal nostro Governo, saranno lo specchietto per le allodole e pura propaganda, ma soprattutto, porteranno un vento ancora più reazionario e non certo di trasparenza, l'esempio storico di tangentopoli dovrebbe insegnarci qualcosa.
Questi casi mediatici saranno l'occasione per fare ulteriori tagli alla sanità, ai servizi sociali, approfittando di alcuni crimini, veri o presunti ancora non lo sappiamo, e verrà implementato un paradigma illiberale, con la scusa della morale ed in direzione di uno "Stato Etico", soprattutto, con l'avallo popolare, bisognoso di sfamare la sua rabbia e frustrazione, eteropilotato dai moralizzatori di mestiere.
La sovrastruttura del potere che celatamente permette ai populismi di cavalcare l'onda delle varie indignazioni, ha interesse a plasmare una società più autoritaria, meno democratica e con meno diritti e garanzie. Questo avviene attraverso eventuali scandali, facendo percepire alle persone che non funziona nulla e che solo il salvatore annunciato potrà risolvere i problemi.

Il noto e sempreverde trinomio PROBLEMA REAZIONE SOLUZIONE non si smentisce mai e passa agevolmente sopra le nostre teste che non si accorgono dell'elefante in salotto.
Con tangentopoli il messaggio subliminale è stato "la politica è il male assoluto, è tutta corrotta, tutti i politici sono uguali", e sicuramente in grande parte è così, ma quello che è venuto dopo, ovvero l'aggiornamento di sistema, è stato molto peggiorativo, sia in quantità che in qualità di crimini.
Ora tocca allo Stato Sociale, a quel poco che è rimasto in piedi, dopo privatizzazioni, speculazioni, e destrutturazioni del bene pubblico, ora è il momento di colpire il ramo sociale, socio-sanitario, poi tornerà il ritornello della già tanto bistrattata e vituperata scuola, magari attraverso scandali, eventuali o creati ad hoc, e così via...

Cosa succederà tra qualche anno?
Che a suon di scandali si scardinerà tutto, il buono ed il cattivo di quello che rimane della Sanità Pubblica, perché è li che si vuole andare a parare, è quello l'ultimo tassello, il vero scopo ed obiettivo, andando ad edificare un nuovo modello che continuerà a commettere gli stessi crimini di prima, magari in termini ancora più sofisticati e "trasparenti". Si avrà la scusa per smantellare i servizi sociali, si taglieranno quindi i servizi alla persona, i fondi regionali saranno centellinati, ma non gli sprechi, perché in un sistema sofisticato, gli sprechi diventano più "sofisticati" ed intangibili.
Ci rimetteremo tutti, credendo malamente di essere dentro un processo rivoluzionario ed ingenuamente che bisogna tagliare per fare pulizia.
E' una vecchia e sempre funzionante tattica del sistema neoliberista. Un cambiamento gattopardesco in nome di una pulizia che non avverrà mai, se non si usa il bisturi, ma la mannaia, colpendo a destra e manca.

Anche parlare di "bambini rubati" non è sempre corretto, bisogna vedere caso per caso, e quando siamo in presenza di reati del genere, se confermati, è necessario e logico siano sanzionati anche duramente con pene severe, ma gli abusi nell’infanzia sono un fenomeno sottostimato.
La società è turbata, non lo accetta e preferisce non vederlo.
È la stessa ragione per cui chi toglie i bambini ai genitori viene sempre attaccato, a torto o ragione, dalla società ed anche da alcuni partiti, in nome del valore della famiglia, senza conoscere realmente le storie che ci sono dietro.
Ma tutto questo, come scrivevo all'inizio, servirà in primis a salvare l'albero del male, creando tanti piccoli scandali per coprire il vero ed infame traffico di bambini di cui nessuno parla, una distrazione di massa spaventosa, dove tutti seguiranno le ultime notizie di Bibbiano e non sapranno mai nulla di certe realtà criminali più invisibili.
Un depistaggio maestoso voluto, taciuto, non abbastanza conosciuto da tutti, che viene realizzato per evitare scandali di proporzioni bibbliche e allora, forse, anche il nome del comune di BIBBIANO, non è così casuale, ma un messaggio simbolico annunciato.







giovedì 18 luglio 2019

IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO


Era ovvio che finisse così...
La gerontocrazia domina e continuerà a dominare il palcoscenico della vita politica, con il benestare di Faceapp, la nuova applicazione che ci fa diventare tutti vecchi o giovani, ma anche donne o uomini, a seconda delle nostre curiosità.
Non esiste ancora l'applicazione per fare diventare nuovo un governo, oppure, invece, esiste eccome, perché questo nuovo/vecchio ibrido potrebbe rappresentare questa innovazione artificiale, e non parlerei in questo caso di intelligenza artificiale, semmai di supidità naturale.
Ho visto il nuovo video indignato di Barnard, che dice anche cose giuste su questo esecutivo gialloverde, ci ricorda come tutto è rimasto uguale, ed ha ragione, però eravamo in tanti a dirlo.
Il punto è molto semplice, o nascono modelli di governance differenti che si scontrano in un reale bipolarismo, tipo un modello socialista VERO, magari in occidente declinato in termini keynesiani spinti, versus un modello, l'attuale, che comprende tutto l'arco costituzionale, dal PD, a FI, passando per i 5STELLE, fino alla LEGA, oppure tutto rimane e rimarrà identico, con qualche piccola differenza, a seconda delle esigenze della sovrastruttura.


Fare un distinguo tra diversi neoliberisti, è a mio avviso ridicolo ed antistorico, o costruiamo e lavoriamo per la nascita o rinascita di ideologie contrapposte, e non questo brodo rancido di pensiero unico dove tutti invocano la distruzione dei concetti di sinistra e destra, andando poi a parare nel solito schema di potere reazionario, oppure resteremo sempre nello stesso loop.
Poi capisco la voglia di un SALVATORE, che è un po' un retaggio tipico dello schiavo, un retaggio religioso di attesa di un messia che faccia le nostre veci, ma non funziona così, e non serve prevedere proprio nulla, perché finché non si esce da questo incantesimo non può, per natura delle cose, cambiare niente.
Aggiungo che, la cosa peggiore, è far credere di cambiare, presentarsi come il NUOVO e poi aggiornare il VECCHIO, questo imbroglio è molto, molto peggio di quello che succedeva nella cosiddetta 1° Repubblica.
In fondo ha ragione l'elite ed è tutta colpa nostra, se fossi un malvagio illuminato, plasmerei partiti contenitore del dissenso per fare credere di cambiare politica, ed invece aggiornarei la mia agenda, mi infiltrerei nelle sinistre facendole fare cose di destra, farei credere che c'è una contrapposizione partitica, mentre è assente quella ideologica, anzi, farei di tutto per sputare sulle ideologie, convincendo anche i complottisti che sono vecchie e sbagliate, che bisogna appunto cambiare.


La celebre frase del capolavoro di Visconti ci mostra bene il concetto del "gattopardismo".
“Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi...”

E' tutto meraviglioso, il potere si replica all'infinito e nessuno si accorge, nonostante la storia insegni, che la lotta all'interno dello stesso schema, non può cambiare le regole del gioco.
Funziona come nel Sistema Calcio, può vincere la Juventus, talvolta l'Inter o pochi altri, ma tutto rimane identico, ogni tanto c'è qualche piccola novità, ma ognuno, consapevole o meno, continuerà ad interpretare il suo ruolo sociale e simbolico, dando linfa al Moloch.
Noi siamo dentro ad un sistema simile, dove attori fingono di lottare, o talvolta lottano pure in diverse fazioni, solo apparentemente diverse, ma in realtà identiche, o meglio, tutte che condividono lo stesso schema di potere.
Magari qualcuno alza la voce e vuole chiudere i porti, creando finte contrapposizioni contro fantasmi immaginari, facendo la solita propaganda al popolino in astinenza da rogo, per coprire l'incapacità di risolvere problemi reali, economici, salari, occupazione e spostare i soliti bersagli.
Si fa solo propaganda creando un nemico esterno, senza peraltro risolvere nulla a livello di immigrazione, di accordi diplomatici tra paesi, nessuno che ha un progetto politico serio proiettato nel tempo, si vive alla giornata, si promette, si seduce l'elettorato come fosse una vecchia amante in cerca di stabilità, ecco perché vediamo qualcuno che si fa grosso per aver contrastato la Carola o chi per essa, quasi in una lotta a chi ce l'ha più duro o più molle, mentre altri mettono in piedi un reddito di cittadinanza ridicolo e solo di facciata, senza capire che quel sistema che si illudevano o ci illudevamo di trasformare, l'hanno solo aggiornato e cristallizzato.

Il bruco non è diventato affatto farfalla, anzi, si è trasmutato in un essere monocellulare simile ad un virus, allora mi pare giusto e sensato mostrare questi due leader da vecchi, perché questo governo del cambiamento nasce vecchio, anzi, vecchissimo.





martedì 16 luglio 2019

UN GUERRIERO DI NOME SINISA


Introduzione:
Dopo l'annuncio della sua malattia, Sinisa è entrato un po' nel cuore di tutti gli italiani e non solo di noi tifosi del Bologna.
Sono tornato a seguire il Campionato proprio quando è stato scelto come Allenatore della mia squadra per sostituire Inzaghi. Erano anni che avevo smesso di seguire il Calcio, ero deluso, anche schifato da un certo ambiente dove regna solo il mercato ed il Dio denaro.
Ero pure annoiato e stanco del karma di una società che aveva perso da tanto tempo lo spirito combattivo e certi valori umani, forse perché consapevole del suo ruolo nella terribile piramide gerarchica del Calcio. 
L'ultimo Bologna che mi aveva commosso era stato quello di Baggio che, oltre ad essere il mio calciatore preferito, aveva dato quel valore aggiunto ad un destino già scritto per certe squadre piccole come la nostra.
Da allora, fatta eccezione per alcuni grandi giocatori come Signori e pochi altri, avevo declinato la mia passione, evitando spesso di andare allo stadio e di seguire le partite in tv.
Mi consideravo oramai un ex-appassionato di Calcio, fino a quando ho avvertito un cambiamento forte, e non parlo solo della salvezza del Bologna che è riuscito pure a raggiungere il 10° posto in classifica, parlo del fatto che Sinisa è riuscito a ricreare uno spirito di squadra ed una coesione meravigliosa tra i suoi giocatori e la città che non avvertivo da tanti anni.
Una visione di gioco e della vita forse più romantica, coraggiosa e combattiva, una rarità ai giorni nostri. 
Gli stessi calciatori che avevano perso stimoli e vitalità sono come rinati e sono diventati magicamente fortissimi, vincendo addirittura contro formazioni di alto livello.
Ho avvertito una forte energia, quella che si respirava nei campetti di periferia da bambini, quella energia stupenda e primordiale che prescinde la sovrastruttura della politica che domina lo sport, ho infine avvertito il lato umano, sincero, forte e dignitoso di un uomo che, nel bene o nel male, si distingue da tanti suoi illustri colleghi.
Quella dignità che Sinisa, con coraggio e sensibilità, ha voluto regalarci nella conferenza stampa dove pubblicamente ha parlato della sua malattia. E' proprio questo il valore aggiunto, e in un mondo ipocrita, algido ed individualista, dove tutto è regolato dai soldi e prefrabbricato da multinazionali, il lato umano con la sua forza, con le sue debolezze, con le sue lacrime e che non si vergogna delle sue lacrime, mi ha commosso e dato speranza.
Sinisa è un esempio positivo, può piacere o non piacere, possiamo pensarla diversamente su tante cose, possiamo criticare alcune sue amicizie passate, come quella del criminale di guerra Arkan, però contestualizzandole all'interno di una realtà fuori dal comune, sicuramente lontana anni luce dalla nostra cultura, e di un conflitto in cui, forse, tutti noi avremmo avuto "amicizie sbagliate", se dettate dalla contingenza di orrori creati dal conflitto NATO in Serbia e dalla guerra fratricida tra popoli che fino al giorno prima, certamente con tanti problemi, vivevano l'uno accanto all'altro.
In bocca al lupo Sinisa e, facendoti i migliori auguri, ti saluto riproponendo questa bella intervista di Guido De Carolis di 10 anni fa, dove parli della tragedia del bombardamento nella ex-Jugoslavia che, un po' come il Bologna, ha subito l'egemonia dei più "forti". 
Il tuo destino è la lotta...
MDD


Mihajlovic: «Vi racconto la mia Serbia,
prima bombardata e poi abb
andonata»
di Guido De Carolis 
(23 marzo 2009)

Non rinnega, perché è fiero. Non ha vergogna, perché non c’è paura. Parlare di forza del gruppo, spogliatoio coeso non è il suo rifugio. Per star comodamente al mondo, anche in quello del calcio, basta dire ovvie banalità. Si fa così, è il protocollo da conferenza stampa. Racconta niente, ma basta a sfamare tutti. Sinisa Mihajlovic no. Non la prende mai alla larga, non ci gira attorno.
Va dentro il problema, lo spacca, lo analizza.
Poi lo ripone daccapo, con un’altra domanda e una nuova ancora, finché sei tu a cercare risposte e a dover ricomporre certezze sgretolate. Mihajlovic è una persona forte, cresciuto sotto il generale Tito, svezzato da due guerre, indurito dall’orgoglio della sua Serbia. 
Gli storici sogni di grandezza del Paese sono scomparsi, resta a mala pena la voglia di farcela a sopravvivere. L’allenatore del Bologna è un «privilegiato», almeno così dice chi guarda da fuori. 
E in fondo è vero. Aveva notorietà e miliardi in tasca quando sulla sua casa piovevano bombe. Aveva tutto, ha ancora l’umiltà di non dimenticare da dove viene e chi è.



Il 24 marzo 1999 la Nato cominciò i bombardamenti sulla Federazione Jugoslava. Quando l’hai saputo? Dov’eri?
«In ritiro con la nazionale slava. La notte prima ci avvisarono che la guerra sarebbe potuta cominciare. Eravamo al confine con l’Ungheria, la Federazione ci trasferì in fretta a Budapest. La mattina dopo sulla Cnn c’erano già i caccia della Nato che sventravano la Serbia». 

Qual è stata la tua prima reazione?
«Ho contattato i miei genitori, stavano a Novi Sad. Li ho fatti trasferire a Budapest, ma papà non voleva. Da lì siamo partiti per Roma (ai tempi giocava nella Lazio, ndr), ma dopo due giorni mio padre Bogdan ha voluto tornare in Serbia. Mi disse: "Sono già scappato una volta da Vukovar a Belgrado durante la guerra civile. Non lo farò ancora, non potrei più guadare i vicini di casa quando i bombardamenti finiranno". Prese mia madre Viktoria e se ne andarono. Ero preocuppato, ma fiero di lui». 

Dieci anni dopo come giudichi quella guerra?
«Devastante per la mia patria e il mio popolo. A Novi Sad c’erano due ponti sul Danubio: li fecero saltare subito. Ci misero in ginocchio dal primo giorno. Prima della guerra per andare dai miei genitori dovevo fare 1,4 km, ma senza ponti eravamo costretti a un giro di 80 chilometri. Per mesi la gente ha sofferto ingiustamente. Bombe su ospedali, scuole, civili: tutto spazzato via, tanto non faceva differenza per gli americani. Sul Danubio giravano solo delle zattere vecchie. Come la giudico? Ho ricordi terribili, incancellabili, inaccettabili». 

Ma la reazione della Nato fu dettata dalla follia di Milosevic. La storia dice che fu lui a provocare quella guerra.
«Siamo un popolo orgoglioso. Certo tra noi abbiamo sempre litigato, ma siamo tutti serbi. E preferisco combattere per un mio connazionale e difenderlo contro un aggressore esterno. So dei crimini attribuiti a Milosevic, ma nel momento in cui la Serbia viene attaccata, io difendo il mio popolo e chi lo rappresenta». 

L’hai conosciuto?

«Ci ho parlato tre-quattro volte. Aveva una mia maglietta della Stella Rossa di Belgrado e mi diceva: Sinisa se tutti i serbi fossero come te ci sarebbero meno problemi in questa terra».
Il tuo rapporto con gli americani?
«Non li sopporto. In Jugoslavia hanno lasciato solo morte e distruzione. Hanno bombardato il mio Paese, ci hanno ridotti a nulla. Dopo la Seconda Guerra Mondiale avevano aiutato a ricostruire l’Europa, a noi invece non è arrivato niente: prima hanno devastato e poi ci hanno abbandonati. Bambini e animali per anni sono nati con malformazioni genetiche, tutto per le bombe e l’uranio che ci hanno buttato addosso. Che devo pensare di loro?». 

Rifaresti tutto ciò che hai fatto in quegli anni, compreso il necrologio per Arkan?
«Lo rifarei, perché Arkan era un mio amico: lui è stato un eroe per il popolo serbo. Era un mio amico vero, era il capo degli ultras della Stella Rossa quando io giocavo lì. Io gli amici non li tradisco né li rinnego. Conosco tanta gente, anche mafiosi, ma non per questo io sono così. Rifarei il suo necrologio e tutti quelli che ho fatto per altri». 

Ma le atrocità commesse?
«Le atrocità? Voi parlate di atrocità, ma non c’eravate. Io sono nato a Vukovar, i croati erano maggioranza, noi serbi minoranza lì. Nel 1991 c’era la caccia al serbo: gente che per anni aveva vissuto insieme da un giorno all’altro si sparava addosso. È come se oggi i bolognesi decidessero di far piazza pulita dei pugliesi che vivono nella loro città. È giusto? Arkan venne a difendere i serbi in Croazia. I suoi crimini di guerra non sono giustificabili, sono orribili, ma cosa c’è di non orribile in una guerra civile?» 

Sì, ma i croati...?
«Mia madre Viktoria è croata, mio papà serbo. Quando da Vukovar si spostarono a Belgrado, mia mamma chiamò suo fratello, mio zio Ivo, e gli disse: c’è la guerra mettiti in salvo, vieni a casa di Sinisa. Lui rispose: perché hai portato via tuo marito? Quel porco serbo doveva restare qui così lo scannavamo. Il clima era questo. Poi Arkan catturò lo zio Ivo che aveva addosso il mio numero di telefono. Arkan mi chiamò: "C’è uno qui che sostiene di essere tuo zio, lo porto a Belgrado". Non dissi niente a mia madre, ma gli salvai la vita e lo ospitai per venti giorni». 

Hai nostalgia della Jugoslavia?
«Certo, di quella di Tito. Slavi, cattolici, ortodossi, musulmani: solo il generale è riuscito a tenere tutti insieme. Ero piccolo quando c’era lui, ma una cosa ricordo: del blocco dei Paesi dell’Est la Jugoslavia era il migliore. I miei erano gente umile, operai, ma non ci mancava niente. Andavano a fare spese a Trieste delle volte. Con Tito esistevano valori, famiglia, un’idea di patria e popolo. Quando è morto la gente è andata per mesi sulla sua tomba. Con lui la Jugoslavia era il paese più bello del mondo, insieme all’Italia che io amo e che oggi si sta rovinando». 

Sei un nazionalista?
«Che vuol dire nazionalista? Di sicuro non sono un fascista come ha detto qualcuno per la faccenda di Arkan. Ho vissuto con Tito, sono più comunista di tanti. Se nazionalista vuol dire patriota, se significa amare la mia terra e la mia nazione, beh sì lo sono». 

È giusta l’indipendenza del Kosovo?

«Il Kosovo è Serbia. Punto. Non si possono cacciare i serbi da casa loro. No, l’indipendenza non è giusta per niente». 

Dieci anni dopo la guerra cos’è la Serbia?
«Un paese scaraventato indietro di 50-100 anni. A Belgrado il centro è stato ricostruito, ma fuori c’è devastazione. E anche dentro le persone. Oggi educare un bambino è un’impresa impossibile». 

Perché?
«Sotto Tito t’insegnavano a studiare, per migliorarti, magari per diventare un medico, un dottore e guadagnare bene per vivere bene, com’era giusto. Oggi lo sapete quanto prende un primario in Serbia? 300 euro al mese e non arriva a sfamare i suoi figli. I bimbi vedono che soldi, donne, benessere li hanno solo i mafiosi: è chiaro che il punto di riferimento diventa quello. C’è emergenza educativa in Serbia. L’educazione dobbiamo far rinascere». 

Sei ambasciatore Unicef da dieci anni e hai aperto una casa di accoglienza per gli orfani a Novi Sad.
«Sì è vero, ce ne sono 150, ma non ne voglio parlare. So io ciò che faccio per il mio Paese. Una cosa non ho mai fatto, come invece alcuni calciatori croati: mandare soldi per comprare armi». 

L’immagine peggiore che hai della guerra?
«Giocavo nella Lazio. Apro Il Messaggero e vedo una foto con due cadaveri. La didascalia diceva: due croati uccisi dai cecchini serbi. Uno aveva una pallottola in fronte. Era un mio caro amico, serbo. Lì ho capito, su di noi hanno raccontato tante cose. Troppe non vere».


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venerdì 5 luglio 2019

IL MITO DEL POST-MODERNO E' IL VECCHIO CHE AVANZA...


Questa ERA è il massimo compimento del passatismo più bieco, magico e religioso, mai come in questa epoca, che è intrinsecamente vecchia e perbenista, ci sono verità stabilizzatrici ed ordinatrici. Viviamo tutti i giorni immersi a regole ordinatrici e di natura intimamente religiosa, solamente che è cambiata la proprietà dello scettro, oppure la percezione di codesta proprietà.
La scienza, o meglio, lo scientismo vive e campa su dogmi autoritari che hanno una natura oracolare vecchia e vetusta, la politica e l'economia sono sempre più simili a vecchie aristocrazie decadenti, le regole del quotidiano sono pervasive molto più di ieri... 
Siamo nel massimo apice del crogiolo della verità ordinatrice in occidente, oggi governata dalla tecnologia, che di per se' non è ne buona ne cattiva, essendo mero strumento, peccato sia diventata strumento coercitivo e rieducazionale di massa.
Però il potere è trasmutato, e da questo punto di vista nulla è cambiato, anzi, proprio in virtù di questa percezione caduta dall'alto, che il "vecchione" ritorna e non brucia mai. 

Nel 80% del mondo attuale la religione è talvolta più fondamentalista che in passato, ci sono guide spirituali o criminali che fottono milioni di persone, in Cina, in India e in tanti paesi del 4° mondo, ci sono, come mai è successo in passato, dittature, società alveari che saranno l'esempio del nuovo mondo e situazioni di indigenza reali. 
Altro che disincanto e libertà individuali, altro che civiltà, altro che sarcasmo, piacere ed ozio, quello sarà riservato forse solo a noi e a pochi altri fortunati. 
Questa epoca è solo l'aggiornamento di quello che è già successo, filtrato dall'evoluzione delle rivoluzioni umaniste, sociali e massoniche dei secoli scorsi, che ne hanno contenuto i danni evolvendo purtroppo solo una piccola parte dell'umanità.
Oggi però stiamo tornando indietro... 
Il discorso riguardo alla glorificazione del moderno e del post-moderno, aveva un senso negli anni 70 che furono anni folli e creativi, castrati dallo schema del potere, dagli anni 80 ad oggi, è nato il paradigma assoluto del pensiero unico e del conformismo. 
Non a caso una certa forma pensiero creativa e disincantata degli anni 70 è stata sostituita con un modello coloniale della mistica della produzione e non dell'ozio, del controllo del tempo libero e del controllo su ogni aspetto del vivere. L'ossessione del controllo è il nuovo oracolo post-umano, che poi era lo stesso di un tempo sotto altra veste.
Hanno preso potere, sempre non a caso, in quegli anni sovragestioni neoaristocratiche e reazionarie, e l'egregora che ne è conseguita è l'attuale forma pensiero indotta, alveare, conformista e qualunquista, dell'uomo fatto in serie, del replicante, del modello quindi transumano, anch'esso massimo compimento del potere che riemerge aggiornato e rieducante.
Magari ci fosse disincanto e spirito critico, a leggere i 3/4 dei post sui social, noto molta voglia di RE e fede in qualsiasi forma gruppale, divisoria e tribale, che alimentano una regressione collettiva e nostalgia verso una morale estinta che invece regna beata.


DIO E' MORTO? DATEMI UN CONDOTTIERO...
Cosa si intende per DIO. 
Se per DIO si intende il vecchio patriarca delle religioni, è ovvio che non esiste e che si tratta di una metafora che andava spiegata in termini favolistici ai sudditi, se si intende l'energia primaria intelligente che permea il tutto, il caos quantico, il discorso cambia.
Per "DIO" intendo questo, l'insieme di tutte le volontà e coscienze dell'infinito, o meglio dell'immensamente finito. 
L'inconscio collettivo degli spiriti, tutte le dimensioni possibili, l'insieme di tutti i calcoli possibili, compresa anche la possibilità del nulla, del bene e del male. 
Ovviamente anche la mia visione difetta di una percezione e di una descrizione terrestre e soggettiva. 
In realtà non è possibile definire alcun DIO, se fosse possibile definirlo decreteremmo la sua morte concettuale, cosa che hanno già ampiamente realizzato le religioni e tutte le sovrastrutture, ben prima del materialismo storico, che arriva solo dopo la puzza, facendo l'autopsia sul cadavere in decomposizione. 
In ultima analisi DIO è un po' la nostra coscienza, il nostro spirito, individuale e poi collettivo al tempo stesso, è tutte le possibilità matematiche che qualcosa si compia, bella o brutta che sia o che non sia.
Altro discorso è la spiritualità, che significa dare importanza alle istanze del profondo e non solo agli aspetti meccanicistici del vivere e che non ha nulla di religioso. L'uomo è fatto di materia e di energia vitale, entrambi gli aspetti vivono in simbiosi ed esistono in quanto unione, almeno nella nostra dimensione attuale, dopo chissà, non possiamo aver alcuna certezza...
Quindi del pensiero, dei sentimenti, della condivisione, dell'esercizio della criticità, della creatività. 
Il nostro SE' superiore, secondo me, è il DIO, inteso come volontà immateriale, o di altra materialità, come simbolo e come metafora della vita stessa, della natura. 
Secondo me, le due cose si sovrappongono, ed è curioso che le pulsioni emotive irrazionali dei cosiddetti fedeli siano storicamente più materialiste, rispetto a quelle di coloro che si percepiscono materialisti ed atei che spesso posseggono più anima senza saperlo.
E' tipico dell'uomo schiavo accettare il corso degli eventi, salvo poi sublimare l'uomo forte. 
Il concetto di uomo forte è il massimo del passatismo, ed è proprio quello che io denuncio come aspetto religioso reazionario che il finto modernismo veicola e fa accettare.
Il DIO cattivo delle religioni oggi è ben rappresentato dal nuovo che avanza, o meglio dal vecchio che ha solo cambiato nome e forma.