PREMESSA:
Fatte le sentite e dovute condoglianze alla famiglia per la prematura scomparsa di Giulia, ci tengo a sottolineare che questo articolo, come anche il precedente, nasce dalla volontà di ricercare "un'altra versione dei fatti" e dare spunti interpretativi alternativi, scevri da conformismi, dalle tante incongruenze sulla dinamica della vicenda, e dalla vulgata mediatica che omette informazioni, indirizzando la psicologia di massa verso un pensiero unico preconfezionato. Quindi, nel massimo rispetto per il dolore della famiglia, dei suoi cari e senza la pretesa di possedere qualsivoglia verità assoluta.
Sono il prodotto della magia rituale che impulsa determinati profili, un po' come la persona fragile e semplice viene plagiata dalla propaganda TV, o un fanatico religioso da una fede cieca. Vengono scelti determinati attori inconsapevoli e poi qualcuno muove gli eventi, secondo me, sia materialmente che a livello sottile, e si compie un determinato rito propiziatorio per soddisfare diverse esigenze su più piani e livelli.
Il sacrificio rituale non si esaurisce semplicemente uccidendo una vittima predestinata, quello è solo il medium dell'opera in nero, perché il vero rito è determinato dall'effetto che si vuol ottenere.
Nel caso di certi omicidi mediatici, quelli che secondo i ricercatori dell'occulto (Cosco, Carlizzi e Franceschetti in primis), non rientrano nella cerchia dei delitti normali e casuali, lo scopo è sincronizzare la psicologia di massa su determinate frequenze basse e strutturare l'effetto alveare per indirizzare il pensiero di milioni di persone nello stesso momento su una determinata egregora.
L'egregora è una forma pensiero che prende vita e rappresenta l'energia motrice dell'alveare che ha penetrato a livello subliminale.
L'omicidio in questo caso è solo l'input per poter scatenare l'effetto domino ed aggregante della forma pensiero.
L'omicidio è come un sasso gettato nello stagno che fa propagare un'onda che sposta, appunto, gli oggetti meno resistenti in esso contenuti da una parte all'altra.
Lo stagno è la nostra società e gli oggetti più leggeri e meno resistenti sono determinati profili di persone che possono essere manipolate meglio di altre. È una questione di peso specifico, più la persona è consapevole e meno sarà plagiabile, al contrario, potrà diventare strumento inconsapevole del rito.
PERCHE' ESISTONO I SACRIFICI RITUALI. A COSA SERVONO?
Il famoso mago e filosofo nero Alister Crowley sosteneva che il sacrificio perpetrato su di una giovane donna indifesa o su di un bambino è molto più potente, perché l'energia che ne scaturisce è pura, primordiale, immensa e può essere nutrimento sottile per coloro che lo praticano e per l'entità di riferimento. Poco importa se esistano o meno certe entità, se veramente necessitino di tale nutrimento energetico o se, realmente, si sia in grado di soddisfarle per avere in cambio forza e potere, il dato di fatto è che questa tragica realtà purtroppo esiste da sempre ed è ampiamente documentata e trattata, sempre si voglia approfondire certe tematiche scomode.
Chi compie certi crimini vuol ottenere vantaggi per sé e per le forze oscure che ritiene di servire. I mondi che praticano questi riti sacrificali non sono convenzionali logge massoniche, neanche sette da 4 soldi, sono Società Segrete molto potenti, perfettamente integrate al nostro sistema neoliberista, ed hanno il compito di celebrare l'evoluzione dei tempi, attraverso una antica e primordiale liturgia nera che, nei secoli si aggiorna e si evolve.
Hanno quindi lo scopo di potenziare lo status quo, come fosse una sorta di "benedizione controiniziata", sia a livello materiale che sottile. Agiscono in chiave domestica e quotidiana, rispetto a quelle forze che, altrove, hanno plasmato ed alimentato la strategia della tensione per cristallizzare il potere costituito. Sono quindi potenze celebrative, le stesse che da millenni vivono all'ombra dei sistemi politici, gli stessi oracoli dietro a Re, imperatori, Papi e Presidenti. Rappresentano il back-office magico del potere.
Utilizzano uomini dei Servizi deviati, mercenari dello Stato Ombra, talvolta anche professionisti al soldo delle mafie.
Inoltre, l'omicidio o l'insieme di diversi omicidi che la cronaca riporta periodicamente, hanno lo scopo di veicolare messaggi su più livelli.
Messaggi di carattere egregorico, come quello scaturito in sincrono nelle piazze che invocavano la fine del patriarcato, ma anche messaggi superiori di carattere geopolitico e internazionale, solitamente differenti dai messaggi più espliciti e visibili.
La nostra società, come quella passata, vive e si nutre di forme pensiero.
Potremmo dire che è strutturata sulle forme pensiero, sulla ritualità, sulle celebrazioni.
Il rito stabilisce i ruoli in campo e mette ordine sociale, ovviamente, il LORO ordine.
Questo è un retaggio religioso ancestrale che nasce dalla notte dei tempi e dei templi, in ogni aggregazione umana evoluta, passando anche per la primordiale e cosiddetta società matriarcale.
Ogni società umana moderna ha quindi due facce, una costituita da una liturgia politicamente corretta ed accettata, quindi essoterica, ed una più profonda e celata, quella esoterica.
Entrambe le liturgie rappresentano i due poli magnetici che sorreggono tutta la struttura dentro la quale noi tutti viviamo. La struttura dove noi viviamo e sviluppiamo le nostre maschere ed i nostri ruoli sociali, è una sorta di enorme cerchio magico che qualcuno ha materializzato e che noi abbiamo inconsciamente alimentato e sorretto nel corso del tempo.
11.11 SAN MARTINO CONTROINIZIATO:
Giulia muore l'11.11, la notte di San Martino, una data simbolica importante per certe tradizioni, una data di passaggio, una data non casuale per certi mondi occulti.
Il sacrificio rituale non si esaurisce semplicemente uccidendo una vittima predestinata, quello è solo il medium dell'opera in nero, perché il vero rito è determinato dall'effetto che si vuol ottenere.
Nel caso di certi omicidi mediatici, quelli che secondo i ricercatori dell'occulto (Cosco, Carlizzi e Franceschetti in primis), non rientrano nella cerchia dei delitti normali e casuali, lo scopo è sincronizzare la psicologia di massa su determinate frequenze basse e strutturare l'effetto alveare per indirizzare il pensiero di milioni di persone nello stesso momento su una determinata egregora.
L'egregora è una forma pensiero che prende vita e rappresenta l'energia motrice dell'alveare che ha penetrato a livello subliminale.
L'omicidio in questo caso è solo l'input per poter scatenare l'effetto domino ed aggregante della forma pensiero.
L'omicidio è come un sasso gettato nello stagno che fa propagare un'onda che sposta, appunto, gli oggetti meno resistenti in esso contenuti da una parte all'altra.
Lo stagno è la nostra società e gli oggetti più leggeri e meno resistenti sono determinati profili di persone che possono essere manipolate meglio di altre. È una questione di peso specifico, più la persona è consapevole e meno sarà plagiabile, al contrario, potrà diventare strumento inconsapevole del rito.
PERCHE' ESISTONO I SACRIFICI RITUALI. A COSA SERVONO?
Il famoso mago e filosofo nero Alister Crowley sosteneva che il sacrificio perpetrato su di una giovane donna indifesa o su di un bambino è molto più potente, perché l'energia che ne scaturisce è pura, primordiale, immensa e può essere nutrimento sottile per coloro che lo praticano e per l'entità di riferimento. Poco importa se esistano o meno certe entità, se veramente necessitino di tale nutrimento energetico o se, realmente, si sia in grado di soddisfarle per avere in cambio forza e potere, il dato di fatto è che questa tragica realtà purtroppo esiste da sempre ed è ampiamente documentata e trattata, sempre si voglia approfondire certe tematiche scomode.
Chi compie certi crimini vuol ottenere vantaggi per sé e per le forze oscure che ritiene di servire. I mondi che praticano questi riti sacrificali non sono convenzionali logge massoniche, neanche sette da 4 soldi, sono Società Segrete molto potenti, perfettamente integrate al nostro sistema neoliberista, ed hanno il compito di celebrare l'evoluzione dei tempi, attraverso una antica e primordiale liturgia nera che, nei secoli si aggiorna e si evolve.
Hanno quindi lo scopo di potenziare lo status quo, come fosse una sorta di "benedizione controiniziata", sia a livello materiale che sottile. Agiscono in chiave domestica e quotidiana, rispetto a quelle forze che, altrove, hanno plasmato ed alimentato la strategia della tensione per cristallizzare il potere costituito. Sono quindi potenze celebrative, le stesse che da millenni vivono all'ombra dei sistemi politici, gli stessi oracoli dietro a Re, imperatori, Papi e Presidenti. Rappresentano il back-office magico del potere.
Utilizzano uomini dei Servizi deviati, mercenari dello Stato Ombra, talvolta anche professionisti al soldo delle mafie.
Inoltre, l'omicidio o l'insieme di diversi omicidi che la cronaca riporta periodicamente, hanno lo scopo di veicolare messaggi su più livelli.
Messaggi di carattere egregorico, come quello scaturito in sincrono nelle piazze che invocavano la fine del patriarcato, ma anche messaggi superiori di carattere geopolitico e internazionale, solitamente differenti dai messaggi più espliciti e visibili.
La nostra società, come quella passata, vive e si nutre di forme pensiero.
Potremmo dire che è strutturata sulle forme pensiero, sulla ritualità, sulle celebrazioni.
Il rito stabilisce i ruoli in campo e mette ordine sociale, ovviamente, il LORO ordine.
Questo è un retaggio religioso ancestrale che nasce dalla notte dei tempi e dei templi, in ogni aggregazione umana evoluta, passando anche per la primordiale e cosiddetta società matriarcale.
Ogni società umana moderna ha quindi due facce, una costituita da una liturgia politicamente corretta ed accettata, quindi essoterica, ed una più profonda e celata, quella esoterica.
Entrambe le liturgie rappresentano i due poli magnetici che sorreggono tutta la struttura dentro la quale noi tutti viviamo. La struttura dove noi viviamo e sviluppiamo le nostre maschere ed i nostri ruoli sociali, è una sorta di enorme cerchio magico che qualcuno ha materializzato e che noi abbiamo inconsciamente alimentato e sorretto nel corso del tempo.
11.11 SAN MARTINO CONTROINIZIATO:
Giulia muore l'11.11, la notte di San Martino, una data simbolica importante per certe tradizioni, una data di passaggio, una data non casuale per certi mondi occulti.
In Numerologia l’11 è, insieme al 22 e al 33, un Numero Maestro.
Rappresenta la visione che oltrepassa i limiti. Nel “vedere oltre”, è implicito sempre uno spostamento, un uscire dalla propria zona di sicurezza. Un viaggio, così come la vita comprende sempre anche dei rischi, ma la crescita spirituale passa anche e soprattutto attraverso di essi. Il viandante è colui che va, spesso e volentieri senza calcolare troppo i dettagli del viaggio, per lasciarsi insegnare, ispirare e guidare dal tragitto, più che dalla meta finale, lasciando spazio all’imprevisto e all’imprevedibile.
In termini rovesciati, sembra quello che è successo a Filippo, scappato fuori dall'Italia in un vagabondaggio errante, dettato dalla fuga e dalla paura, quindi un viaggio che comprendeva il rischio di essere preso dalle forze dell'ordine come poi è accaduto.
Il codice simbolico 11.11 è il forno alchemico che “SOLVE ET COAGULA” attraverso il quale dobbiamo passare per elevarci. In termini controiniziatici e riferito al caso in questione, diventa un passaggio verso l'abisso infernale.
La festa di Samain (il Capodanno dei Celti) si concludeva l’11 novembre con una festa pagana ancora sentita nell’Alto Medioevo, a cui la Chiesa sovrappose il culto cristiano di San Martino. Era il Dio celtico della ruota.
Nel calendario cristiano l’11 Novembre fu consacrato a San Martino e rimase tradizione il macello del bestiame. Sangue era versato dal capofamiglia davanti all’uscio di casa, forse in ricordo degli antichi sacrifici invernali.
Anche in questo caso abbiamo l'assonanza del sacrificio, però su di una giovane donna, e ricordiamo che gli inquirenti avevano indicato tracce di sangue nel parcheggio, proprio nei pressi dell'abitazione. Non abbiamo cavalli e animali, ma auto e moderni cavalieri disgraziati.
La gente si nutriva con la carne del toro, del cinghiale e del cavallo (ma anche dell’oca) e si vestiva con i loro teschi, ossa, denti e pelli per condividerne la forza.
Il fatto curioso, in questo caso, è che il Toro preso per le corna sia rappresentato da Giulia, essendo "casualmente" proprio di quel segno zodiacale.
La scelta del Santo non fu casuale. Il santo fu modellato sulla figura di un dio-cavaliere celtico (Wigalois il cavaliere con la ruota) che montava un cavallo nero e portava una corta mantellina scura: era un dio del mondo infero che trionfava sulla morte passando per un luogo di cento porte.
Le assonanze con Filippo si sprecano, anche lui è una sorta di cavaliere con la ruota, ma deformato, ed al posto del cavallo nero, possedeva una Fiat Grande Punto nera.
ANCHE I MOSTRI SI LAVANO I DENTI:
Il titolo del libro per bambini ritrovato vicino al cadavere della povera Giulia è un messaggio emblematico, indirizzato a chi deve comprendere la natura del rituale. Non è tanto o solo il contenuto del libro quello che conta, ma il significato occulto di certe parole veicolate, e in questo caso sono i denti.
In alcune tradizioni ancestrali, ancora in voga soprattutto in medioriente e altrove, si usa seppellire accanto ai defunti i denti per propiziare il futuro dei propri figli, per curare malattie. Secondo alcune leggende dell’antichità, se si seminavano dei denti di drago, dalla terra poi ne nascevano uomini armati, forti e nuovi condottieri.
Il dente come le ossa, nella magia rappresenta il nuovo corso che avanza e si sostituisce con il vecchio. I denti e le ossa seppellite durante un rituale magico, mi ricordano anche le tre streghe del Macbeth nelle scene degli omonimi capolavori di Polanski e di Orson Welles, intente a propiziare il futuro sovrano, nel nostro caso, una sorta di suggestione simbolica che funge da firma. Non è certo la prima volta che succede.
Ricordiamo le famose frasi esoteriche ritrovate nei pantaloni di Pantani, morto all'Hotel Le Rose, anche quelle palesi sigle degli assassini.
Che bisogno avrebbe avuto Filippo di buttare proprio quel libro sul cadavere?
Soprattutto, perché mai Giulia se lo era portato dietro, dato che dovevano andare solo a cena al Mc Donald's?
Il libro in questione fu inquadrato in una delle prime interviste a casa Cecchettin dai media, ma prima del suo ritrovamento. Perché è riapparso sul corpo di Giulia?
IL SANGUE, QUESTO SCONOSCIUTO:
Come avevo scritto nel precedente articolo, azzardando una facile previsione, la polizia tedesca non ha trovato nessuna evidente traccia ematica nell'auto di Filippo.
Eppure, quella macchina con il cadavere nel bagagliaio per più di 100 km, avrebbe dovuto mostrare tanto di quel sangue e liquidi corporei, da spaventare anche gli inquirenti. Per non parlare dell'abitacolo dove, pare, avrebbe ucciso Giulia colpendola al collo, ma anche avendola uccisa altrove, il problema delle tracce sarebbe identico.
Una mattanza dentro pochi metri quadrati, roba da tingere di rosso tutta l'auto, per non parlare del ragazzo che, senza potersi lavare accuratamente, avrebbe attraversato mezza Europa per una settimana, senza mai venire notato dalla polizia, da benzinai che avrà necessariamente incrociato, da semplici passanti, senza mangiare, bere e dormire.
Dove si è nascosto per una settimana prima di farsi prendere in una corsia d'emergenza?
Chi ha incontrato, chi l'ha aiutato, o chi si è sostituito a lui per compiere un delitto alla Dexter. Un delitto premeditato senza lasciare tracce, se non davanti a casa in un curioso marciapiede che andrebbe a contraddire tutta la dinamica successiva degli eventi, per poi lasciarsi prendere come un pollo? Domande alle quali non avremo mai risposte!
LA NONNA PITTRICE E IL LIBRO CONTRO IL FEMMINICIDIO:
Come non bastasse, vengono fuori come funghi nuovi particolari e nuovi personaggi, manco fosse una serie TV. Ecco che, prima del funerale di Giulia, viene fuori la nonna pittrice intervistata durante la presentazione di un suo libro. Tra quadri astratti e dichiarazioni un po' sgrammaticate, parla della vicenda di sua nipote in maniera, diciamo, abbastanza surreale. Sembra indifferente, come parlasse di una sconosciuta, il suo volto non sembra affatto sconvolto come dovrebbe, dispiaciuto come se fosse morta un'estranea.
La nonna di Giulia, ad un certo punto dell'intervista, dice una frase curiosa ed inquietante, forse dettata dall'emozione: "avrei preferito le cose fossero andate come deciso"...
Cosa voleva dire con questa frase? Che i fatti dovevano andare diversamente, come per le persone comuni? Deciso da chi e quando? Il tutto tra sorrisi e disquisizioni sul suo libro.
Per carità, nessuno vuol criticare la signora che ha tutti i diritti di presentare quello che ritiene più opportuno, anche in concomitanza del funerale di sua nipote e diventando protagonista sotto i riflettori dei media, ma il suo comportamento, per quanto legittimo, mi appare veramente strano ed incomprensibile.
FUNERALI DI STATO:
L'ultima puntata di questa macabra serie da Truman Show si conclude con il funerale di Giulia, dove finalmente tutti i suoi cari mostrano visibilmente il dolore per l'accaduto e si lasciano andare ai sentimenti, senza trattenere le lacrime, ma sempre in maniera molto dignitosa. Ecco, questo è forse l'unico momento di normalità di questa triste storia, di questo ennesimo femminicidio.
Peccato sia diventato un caso nazionale con la presenza di autorità, come fosse speciale, più importante, diverso dagli altri femminicidi, un caso che DOVEVA essere attenzionato e non si capisce per quale motivo. Perché tanti altri omicidi mediatici non sono stati presi in considerazione come questo? Perché proprio questo caso e fin dall'inizio della storia?
Perché alcuni fatti criminali diventano soap-opere, mentre altri, altrettanto gravi, finiscono subito nel limbo della cronaca nera e dimenticati?
Cosa doveva veicolare questa vicenda che altri casi identici non potevano o dovevano veicolare?
Noi purtroppo immaginiamo cosa possa essere realmente successo, troppe incongruenze, troppe stranezze, troppi cortocircuiti, dinamiche assurde, tanti particolari simbolici espliciti, tanta attenzione, forse troppa e per conto di chi?
Interessante notare la scelta del colore delle rose al funerale.
Solitamente per le donne si usano rose bianche o altri fiori, mentre per gli uomini le rose gialle o rosse. Giulia è stata salutata in una corona di rose gialle, probabilmente una scelta estetica e personale, anche se curiosa. La rosa gialla è il fiore perfetto per rappresentare l'amicizia e la gratitudine. In generale, questa rosa rappresenta la felicità, la gioia e l'ottimismo. È spesso associata a ricorrenze felici come le cerimonie di matrimonio e le feste di compleanno, ma in questo caso si trattava di un funerale di un omicidio.
Anche in questo caso siamo in presenza di un simbolo rovesciato, all'interno di una storia che pare non avere alcun senso, se non un significato più profondo e celato.
Rappresenta la visione che oltrepassa i limiti. Nel “vedere oltre”, è implicito sempre uno spostamento, un uscire dalla propria zona di sicurezza. Un viaggio, così come la vita comprende sempre anche dei rischi, ma la crescita spirituale passa anche e soprattutto attraverso di essi. Il viandante è colui che va, spesso e volentieri senza calcolare troppo i dettagli del viaggio, per lasciarsi insegnare, ispirare e guidare dal tragitto, più che dalla meta finale, lasciando spazio all’imprevisto e all’imprevedibile.
In termini rovesciati, sembra quello che è successo a Filippo, scappato fuori dall'Italia in un vagabondaggio errante, dettato dalla fuga e dalla paura, quindi un viaggio che comprendeva il rischio di essere preso dalle forze dell'ordine come poi è accaduto.
Il codice simbolico 11.11 è il forno alchemico che “SOLVE ET COAGULA” attraverso il quale dobbiamo passare per elevarci. In termini controiniziatici e riferito al caso in questione, diventa un passaggio verso l'abisso infernale.
La festa di Samain (il Capodanno dei Celti) si concludeva l’11 novembre con una festa pagana ancora sentita nell’Alto Medioevo, a cui la Chiesa sovrappose il culto cristiano di San Martino. Era il Dio celtico della ruota.
Nel calendario cristiano l’11 Novembre fu consacrato a San Martino e rimase tradizione il macello del bestiame. Sangue era versato dal capofamiglia davanti all’uscio di casa, forse in ricordo degli antichi sacrifici invernali.
Anche in questo caso abbiamo l'assonanza del sacrificio, però su di una giovane donna, e ricordiamo che gli inquirenti avevano indicato tracce di sangue nel parcheggio, proprio nei pressi dell'abitazione. Non abbiamo cavalli e animali, ma auto e moderni cavalieri disgraziati.
La gente si nutriva con la carne del toro, del cinghiale e del cavallo (ma anche dell’oca) e si vestiva con i loro teschi, ossa, denti e pelli per condividerne la forza.
Il fatto curioso, in questo caso, è che il Toro preso per le corna sia rappresentato da Giulia, essendo "casualmente" proprio di quel segno zodiacale.
La scelta del Santo non fu casuale. Il santo fu modellato sulla figura di un dio-cavaliere celtico (Wigalois il cavaliere con la ruota) che montava un cavallo nero e portava una corta mantellina scura: era un dio del mondo infero che trionfava sulla morte passando per un luogo di cento porte.
Le assonanze con Filippo si sprecano, anche lui è una sorta di cavaliere con la ruota, ma deformato, ed al posto del cavallo nero, possedeva una Fiat Grande Punto nera.
ANCHE I MOSTRI SI LAVANO I DENTI:
Il titolo del libro per bambini ritrovato vicino al cadavere della povera Giulia è un messaggio emblematico, indirizzato a chi deve comprendere la natura del rituale. Non è tanto o solo il contenuto del libro quello che conta, ma il significato occulto di certe parole veicolate, e in questo caso sono i denti.
In alcune tradizioni ancestrali, ancora in voga soprattutto in medioriente e altrove, si usa seppellire accanto ai defunti i denti per propiziare il futuro dei propri figli, per curare malattie. Secondo alcune leggende dell’antichità, se si seminavano dei denti di drago, dalla terra poi ne nascevano uomini armati, forti e nuovi condottieri.
Il dente come le ossa, nella magia rappresenta il nuovo corso che avanza e si sostituisce con il vecchio. I denti e le ossa seppellite durante un rituale magico, mi ricordano anche le tre streghe del Macbeth nelle scene degli omonimi capolavori di Polanski e di Orson Welles, intente a propiziare il futuro sovrano, nel nostro caso, una sorta di suggestione simbolica che funge da firma. Non è certo la prima volta che succede.
Ricordiamo le famose frasi esoteriche ritrovate nei pantaloni di Pantani, morto all'Hotel Le Rose, anche quelle palesi sigle degli assassini.
Che bisogno avrebbe avuto Filippo di buttare proprio quel libro sul cadavere?
Soprattutto, perché mai Giulia se lo era portato dietro, dato che dovevano andare solo a cena al Mc Donald's?
Il libro in questione fu inquadrato in una delle prime interviste a casa Cecchettin dai media, ma prima del suo ritrovamento. Perché è riapparso sul corpo di Giulia?
IL SANGUE, QUESTO SCONOSCIUTO:
Come avevo scritto nel precedente articolo, azzardando una facile previsione, la polizia tedesca non ha trovato nessuna evidente traccia ematica nell'auto di Filippo.
Eppure, quella macchina con il cadavere nel bagagliaio per più di 100 km, avrebbe dovuto mostrare tanto di quel sangue e liquidi corporei, da spaventare anche gli inquirenti. Per non parlare dell'abitacolo dove, pare, avrebbe ucciso Giulia colpendola al collo, ma anche avendola uccisa altrove, il problema delle tracce sarebbe identico.
Una mattanza dentro pochi metri quadrati, roba da tingere di rosso tutta l'auto, per non parlare del ragazzo che, senza potersi lavare accuratamente, avrebbe attraversato mezza Europa per una settimana, senza mai venire notato dalla polizia, da benzinai che avrà necessariamente incrociato, da semplici passanti, senza mangiare, bere e dormire.
Dove si è nascosto per una settimana prima di farsi prendere in una corsia d'emergenza?
Chi ha incontrato, chi l'ha aiutato, o chi si è sostituito a lui per compiere un delitto alla Dexter. Un delitto premeditato senza lasciare tracce, se non davanti a casa in un curioso marciapiede che andrebbe a contraddire tutta la dinamica successiva degli eventi, per poi lasciarsi prendere come un pollo? Domande alle quali non avremo mai risposte!
LA NONNA PITTRICE E IL LIBRO CONTRO IL FEMMINICIDIO:
Come non bastasse, vengono fuori come funghi nuovi particolari e nuovi personaggi, manco fosse una serie TV. Ecco che, prima del funerale di Giulia, viene fuori la nonna pittrice intervistata durante la presentazione di un suo libro. Tra quadri astratti e dichiarazioni un po' sgrammaticate, parla della vicenda di sua nipote in maniera, diciamo, abbastanza surreale. Sembra indifferente, come parlasse di una sconosciuta, il suo volto non sembra affatto sconvolto come dovrebbe, dispiaciuto come se fosse morta un'estranea.
La nonna di Giulia, ad un certo punto dell'intervista, dice una frase curiosa ed inquietante, forse dettata dall'emozione: "avrei preferito le cose fossero andate come deciso"...
Cosa voleva dire con questa frase? Che i fatti dovevano andare diversamente, come per le persone comuni? Deciso da chi e quando? Il tutto tra sorrisi e disquisizioni sul suo libro.
Per carità, nessuno vuol criticare la signora che ha tutti i diritti di presentare quello che ritiene più opportuno, anche in concomitanza del funerale di sua nipote e diventando protagonista sotto i riflettori dei media, ma il suo comportamento, per quanto legittimo, mi appare veramente strano ed incomprensibile.
FUNERALI DI STATO:
L'ultima puntata di questa macabra serie da Truman Show si conclude con il funerale di Giulia, dove finalmente tutti i suoi cari mostrano visibilmente il dolore per l'accaduto e si lasciano andare ai sentimenti, senza trattenere le lacrime, ma sempre in maniera molto dignitosa. Ecco, questo è forse l'unico momento di normalità di questa triste storia, di questo ennesimo femminicidio.
Peccato sia diventato un caso nazionale con la presenza di autorità, come fosse speciale, più importante, diverso dagli altri femminicidi, un caso che DOVEVA essere attenzionato e non si capisce per quale motivo. Perché tanti altri omicidi mediatici non sono stati presi in considerazione come questo? Perché proprio questo caso e fin dall'inizio della storia?
Perché alcuni fatti criminali diventano soap-opere, mentre altri, altrettanto gravi, finiscono subito nel limbo della cronaca nera e dimenticati?
Cosa doveva veicolare questa vicenda che altri casi identici non potevano o dovevano veicolare?
Noi purtroppo immaginiamo cosa possa essere realmente successo, troppe incongruenze, troppe stranezze, troppi cortocircuiti, dinamiche assurde, tanti particolari simbolici espliciti, tanta attenzione, forse troppa e per conto di chi?
Interessante notare la scelta del colore delle rose al funerale.
Solitamente per le donne si usano rose bianche o altri fiori, mentre per gli uomini le rose gialle o rosse. Giulia è stata salutata in una corona di rose gialle, probabilmente una scelta estetica e personale, anche se curiosa. La rosa gialla è il fiore perfetto per rappresentare l'amicizia e la gratitudine. In generale, questa rosa rappresenta la felicità, la gioia e l'ottimismo. È spesso associata a ricorrenze felici come le cerimonie di matrimonio e le feste di compleanno, ma in questo caso si trattava di un funerale di un omicidio.
Anche in questo caso siamo in presenza di un simbolo rovesciato, all'interno di una storia che pare non avere alcun senso, se non un significato più profondo e celato.



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