Nell'altro articolo sulla pesca incriminata, ho voluto fare un'analisi più lineare, semplice e, in qualche modo, politico-dietrologica. In questa seconda parte, voglio completarla, addentrandomi negli aspetti più metaforici dello spot, e non tanto perché mi interessi continuare la querelle mediatica, ma come esempio per decifrare nel profondo come lavorano alcuni creativi e come simboli, archetipi e metafore, siano funzionali alla mission dell'azienda.
Possiamo parlare del simbolo della pesca e del perché, non casualmente, l'abbia intitolato PESCA MECCANICA. Nel senso che la storia non rispecchia esattamente la cosiddetta tradizione e "naturalità" dei rapporti sociali, se non apparentemente, ma li utilizza in un sottile gioco delle parti, per manipolare entrambe le eventuali fazioni in campo, fan e detrattori, per unificarle/riunificarle e trasformarle in potenziali nuovi consumatori.
Negli spot moderni, sovente anche in passato, i simboli sono talvolta ribaltati e tutto deve essere letto alla rovescia, rispetto alla narrazione lineare e realistica messa in scena.
Tutto deve essere ricondotto al significato dei simboli veicolati.
La pesca è un simbolo antico orientale di longevità e di unione/matrimonio, oltre ad essere un noto simbolo sessuale (immancabile in ogni pubblicità) di fertilità e dei genitali femminili.
La pesca rappresenta il cuore dell'Esselunga, longeva e più antica catena di supermarket italiana, derivante dalla Rinascente. La rappresenta perché, oltre ad essere un suo prodotto naturale, idealmente di qualità e quindi di garanzia, è il dono offerto dalla bambina ai genitori, con potenzialità taumaturgiche.
I genitori divorziati diventano i nuovi consumatori, sedotti e abbandonati, condotti al capezzale. Non più un altare religioso, ma economico e consumistico.
Non si mette in scena un matrimonio tradizionale, ma un legame più sottile tra "pesca Esselunga" e nuova clientela.
La bambina rappresenta il simbolo massimo di purezza, ma nella storia ha un ruolo ribaltato, come avviene per ogni spot che si rispetti, quindi assume la valenza simbolica di "tentatrice", un po' come il serpente che dona la mela ad Eva, frutto non a caso con un significato simile alla pesca (fecondità, longevità).
L'apparenza da "ex-mulino bianco", nel senso della vita dopo quella da "mulino bianco", come sospesa in un limbo (notare le tipiche luci usate nello spot, quasi a significare una sorta di livello onirico sospeso, nonostante la crudezza e chiarezza del racconto), è solo una maschera emozionale per veicolare l'opposto.
L'apparenza da "ex-mulino bianco", nel senso della vita dopo quella da "mulino bianco", come sospesa in un limbo (notare le tipiche luci usate nello spot, quasi a significare una sorta di livello onirico sospeso, nonostante la crudezza e chiarezza del racconto), è solo una maschera emozionale per veicolare l'opposto.
Tipo il FUMO UCCIDE, quindi compra e fuma. Il paradosso vince sempre.
Non esiste uno spot che non abbia un ribaltamento simbolico e che non utilizzi i ruoli sessuali-sociali dei suoi protagonisti come gancio metaforico.
E per come è paradossale e rovesciato il significato, è pure ribaltata la comprensione, sia da parte dei sinistri, che dei destri, nella loro stupida e inutile disputa pseudo-intellettuale.
E per come è paradossale e rovesciato il significato, è pure ribaltata la comprensione, sia da parte dei sinistri, che dei destri, nella loro stupida e inutile disputa pseudo-intellettuale.
I sinistri indignati, vedono erroneamente un attacco perpetrato dalla cultura familistica tradizionale contro la modernità, mentre lo spot rappresenta ben altro, anche per la natura intrinseca della simbologia veicolata, mentre i destri, ingenuamente galvanizzati, vedono erroneamente una difesa della famiglia tradizionale, commuovendosi per la figlia che prende in mano la situazione per riconciliarli. In entrambi i casi non viene colto e compreso il messaggio.
L'unica certezza, collante e medium, rimane la bambina, l'unica vera protagonista, insieme alla pesca, l'unica ad avere le idee chiare, a differenza dei suoi genitori/consumatori, che sembrano non riuscire ad uscire dal limbo della loro condizione, vivendo appunto di ricordi e malinconie.
Compito della bambina, prenderli/ci per mano e guidarli/ci al tempio ESSELUNGA.
Un matrimonio tra noi e loro.
Uno spot "luciferiano", nell'accezione di archetipo biblico, in quanto tentatore e seduttivo come spesso avviene (vedi spot BRONDI, dove una novella cappuccetto rosso seduce il lupo ex cattivo, prendendolo per mano e portandolo dentro il bosco), però vestito e mascherato di tutto punto.
Per un lieto fine lo spettatore dovrà recarsi direttamente all'Esselunga, afferrare la pesca in questione e sognare, al limite, aspettare il seguito della storia come avviene per una soap-opera.






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